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Giacomo Cacciatore
(1967)



Giacomo Cacciatore è nato a Polistena (RC) e vive da sempre a Palermo.

Laureato in Lingue e Letterature straniere, collabora dal 1999 come narratore con l’edizione siciliana de La Repubblica, curando le rubriche “Storie minime”, “Il personaggio” e “I volti della Sicilia”.
In una sua intervista a Serge Quadruppani pubblicata il 18 novembre 2000, secondo la Treccani è stato coniato il neologismo "camillerismo".
Per lo stesso giornale ha scritto due romanzi noir a puntate, Il colore delle sirene (2000) ed Il muro e il filo (2001).
Ha collaborato come cronista di giudiziaria con il quotidiano La Sicilia.
Collabora o ha collaborato anche con I Love Sicilia, Livesicilia.it, Loraquotidano.it, Dipalermo.it, Cosedafareinsicilia.it.
Ha esordito nella narrativa nel 1994 con la raccolta di racconti horror Nostra signora dei sospiri, edizioni Reprint.
Nel 2000 il suo racconto Foro Italico, terra maledetta dove si arrestò un fantasma è apparso nella raccolta Strada Colonna della casa editrice Mondello. Per i tipi della francese Fleuve Noir ha pubblicato nel 2001 il racconto Qui?, inserito nella raccolta Portes d’Italie.
E’ del giugno 2002 la sua raccolta di racconti Palermo, amore e coltelli, edita da Ila Palma, che contiene una selezione delle storie apparse su La Repubblica.

Nel settembre 2002 il suo racconto L’abbaglio, che ha per protagonista il sovrintendente di polizia Vittorio Cacciamali, investigatore diabetico a Ballarò, è stato incluso nella raccolta 14 colpi al cuore (Gialli Mondadori).
Il suo racconto Di che colore è uno sbirro è stato inserito nell'antologia noir Duri a morire (2003, Dario Flaccovio).
Altri racconti sono stati in seguito pubblicati in varie antologie, tra le quali Anime nere reloaded (2008, Oscar Mondadori, a cura di Alan D. Altieri), Bad Prisma (2009, Arnoldo Mondadori Editore, collana Epix), Bersagli innocenti (2009, Dario Flaccovio), Notturni palermitani (2016, Il Palindromo).

Ha partecipato al romanzo collettivo Le tre bocche del drago (2004, Larcher).

Appassionato di letteratura popolare e di cinema, ha scritto – in collaborazione con la giornalista Raffaella Catalano – la sceneggiatura del cortometraggio Pia (regia di Giuseppe Gigliorosso), basato sul suo omonimo racconto uscito ad agosto 2002 sulle pagine palermitane de La Repubblica.
Il cortometraggio ha partecipato all'edizione 2003 del festival Cortofiction di Chianciano Terme, vincendo il premio per il miglior sonoro e il premio speciale per il miglior film della giuria del pubblico.

Della stessa serie di racconti fanno parte anche Pasta d’uomo, Il debutto di Rosy, La sfida del boxeur e La decisione del serpente.

Con Raffaella Catalano e Gery Palazzotto ha realizzato la docufiction Il mago dei soldi, ispirata alla storia di Giovanni Sucato. Sedicente avvocato, Sucato si è guadagnato l'appellativo di "mago dei soldi" a causa di spericolati investimenti che - con l'illusorio miraggio di grandi guadagni - hanno gettato sul lastrico migliaia di piccoli risparmiatori dei quartieri popolari di Palermo e dei paesi del circondario. Una sorta di novello "Re Mida" la cui carriera, interrotta da una fuga con i soldi dei suoi clienti e da un arresto per bancarotta fraudolenta, si è conclusa su un auto in fiamme sulla Palermo-Agrigento.

Due dei racconti pubblicati su La Repubblica hanno un argomento "camilleriano": Camilleri e il giovane scrittore (28.6.2002) e Uno scrittore dalla fama non duratura (30.7.2002).

Ha scritto con Paolo Albiero il saggio biografico sul regista Lucio Fulci Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci (2004, Un mondo a parte), ripreso poi con una seconda edizione, ampliata e aggiornata (2015, Leima).
Al libro è stato assegnato un premio speciale all'interno della XXII edizione del festival internazionale di cinema e letteratura Efebo d'Oro di Agrigento.

Il suo primo romanzo, L'uomo di spalle (Dario Flaccovio - Tempora, 2005), è un noir edipico e ironico che coniuga gusto per l'immagine ed efficacia della narrazione.

È del 2007 Figlio di Vetro (Einaudi - I coralli), un romanzo in cui l'autore affronta il nodo dei rapporti tra un padre e un figlio. Un lavoro dal taglio più realistico del precedente; sullo sfondo, la Palermo della fine degli anni Settanta, quella che precede la strategia stragista a tutto campo da parte delle forze emergenti di Cosa Nostra nei decenni successivi. La cronaca, inevitabilmente, interagisce con il mondo perturbato del bambino che cresce e che cova dentro di sé un atroce dubbio: chi è veramente suo padre, Giovanni Vetro? Un romanzo che è anche uno schiaffo a un fenomeno rivoltante, quello della cosiddetta cultura mafiosa, con tutte le infiltrazioni nella vita dell'uomo qualunque, quale è il padre del protagonista.

Con il racconto Si chiama Passione partecipa, insieme a Gery Palazzotto e Valentina Gebbia, all’antologia Fotofinish (2007), inserita nella collana VerdeNero. Racconti di Ecomafia delle Edizioni Ambiente: tre storie sul dramma delle corse clandestine di cavalli in Sicilia.
Al racconto sta lavorando come sceneggiatore Vittorio Moroni per trarne un film, per la regia di Giuseppe Bonito.

Nel 2007 il regista Floriano Franzetti ha parlato di lui nel documentario sui giallisti palermitani A proposito di Palermo - Gli scrittori del mistero.

Nel 2008, insieme a Raffaella Catalano e Gery Palazzotto, realizza la docufiction Il mago dei soldi, storia del truffatore siciliano Giovanni Sucato.
Sempre insieme a Catalano e Palazzotto, dà vita a Fattesto, un sito di servizi per l'editoria e la creatività che si rivolge alle case editrici e ai singoli autori e offre - grazie ai responsabili e a una serie di collaboratori esperti in vari campi - lavoro di editing, redazione di testi vari, traduzioni, campagne stampa, ideazione di messaggi promozionali, organizzazione di eventi e di corsi di editoria e di scrittura, contatti con case editrici italiane ed estere, realizzazione di filmati e tanto altro.

Nel 2010, insieme a Raffaella Catalano e Gery Palazzotto, pubblica il giallo Salina, la sabbia che resta (Dario Flaccovio).

Esce nel 2012 La città incredibile (Novantacento),  una raccolta di racconti "tra il vero e il probabile", come recita il sottotitolo, scritti nel corso di una dozzina d'anni. Diversi gli spunti da cui nascono queste brevi storie: la cronaca, la città, i suoi personaggi, i quartieri di Palermo, i suoi mercati, la disoccupazione, la mafia e tanto altro. Tra dramma e ironia, i racconti di Cacciatore ritraggono il capoluogo siciliano nelle sue diverse sfumature e infinite contraddizioni con uno stile ricco e affascinante.

Nel 2014 torna al romanzo con La differenza (Meridiano Zero), dove affronta una storia di mafia a tinte noir con piglio dissacrante e da un’angolazione originale, lontana da ogni cliché. Il protagonista della storia, Mario Ombra, un poliziotto della Catturandi di Palermo, in una mattina d’estate di fine anni Novanta si trova - in una situazione e in un momento che non poteva prevedere - di fronte al nemico che ha inseguito per tutta la vita: il latitante Cosimo Castrone. Mario sa cosa fare, sa dove deve portarlo, ma prende una decisione inaspettata e folle che rovescerà il corso delle cose. Un romanzo della “stanza chiusa” nel quale i gesti dei protagonisti contano più delle parole. E la musica, unica voce dall’esterno, riempie i silenzi e accompagna le sorprendenti rivelazioni. Un testo che ha il taglio dell’opera teatrale o del film e una scrittura straordinaria.
Lo stesso Autore, insieme a Raffaella Catalano, ha scritto l'adattamento teatrale del romanzo, andato in scena al Teatro Biondo di Palermo nel giugno 2015, e ne ha curato la regia.

Nel 2015 esce il romanzo Se tornasse Natale (Baldini & Castoldi).
Bruno, un bambino che vive a Palermo nei dintorni del mercato di Ballarò, una mattina aspetta in macchina il padre, Natale Lo Bianco, andato alla Vucciria per comprare la torta per il suo compleanno. Il piccolo, quel giorno, compie otto anni e la sua famiglia ha organizzato una festa. Ma l’attesa diventerà lunga, lunghissima, e alla fine Natale – gommista e ladruncolo d’auto incurante delle regole della mafia – non tornerà più indietro.
Da quel momento in poi a Bruno toccherà fare i conti con una cosa che non conosce e non ha mai sentito nominare prima: la scomparsa per lupara bianca. Alla sua età, «scomparire» ha il senso infantile eppure inquietante di una magia.
E sarà proprio grazie a una bacchetta magica, regalo di compleanno trovato nella scatola di giochi del mago Silvan, che il bambino proverà a far ritornare suo padre, e a rimettere a posto le cose in una famiglia che ha scelto di sopravvivere dimenticando quella tragedia, nascondendola dietro un muro di omertà e illusione.

Nel 2017 pubblica Uno sbirro non lo salva nessuno. La scomparsa di Emanuele Piazza, il Serpico palermitano (Dario Flaccovio).
Il libro racconta la vera storia della scomparsa da Palermo di Emanuele Piazza, un ragazzo di 29 anni, di ottima famiglia che ama anche la vita di strada: vie dritte e trazzere tortuose, gente giusta e gente sbagliata, quella che si muove tra lealtà e prepotenza. Quando decide di diventare un poliziotto, fa una scelta di campo. Ma è difficile strisciare inosservato fra due mondi. Questo giovane Serpico - come lo "sbirro" del cinema, suo eroe dell'adolescenza - è fuori dagli schemi: vive con una scimmia indiana, un pitone e un rottweiler, ama la lotta libera, le moto, le immersioni subacquee e quelle nella realtà criminale dei quartieri difficili. La sua esistenza "al limite" non conoscerà perdono in una Palermo dove uscire dal seminato significa dissolversi.

I suoi romanzi sono stati tradotti in varie lingue.
Figlio di Vetro è stato pubblicato in Francia dall'editrice Liana Levi con il titolo Parle plus bas (Parla più piano), in Germania da Rowohlt con il titolo Der Sohn (Il figlio) e in Spagna da 451 Editores.
L'uomo di spalle è stato pubblicato in Francia con il titolo L'homme de dos da Payot & Rivages, in Germania da Eichborn e in Spagna.

Nel 2009 ha partecipato all’iniziativa Territori.

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Last modifiedFriday, October, 13, 2017