
Con quella faccia
L’Italia è razzista?
Dove porta la politica della paura
| Autore | A cura di Ranieri Polese |
| Prezzo | E 25,00 |
| Pagine | 150 |
| Data di pubblicazione | 3 novembre 2011 |
| Editore | Guanda |
| Collana | Almanacco Guanda |
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Con il testo di Andrea Camilleri Gli italiani sono razzisti?
A introdurre tutti i contributi, un intervento inedito di Andrea Camilleri, che viene chiamato a rispondere alla cruciale domanda. Lo scrittore elenca una serie di episodi della cronaca recente e no. Un elenco di nefandezze degno di una borgesiana storia naturale dell'infamia, per concludere inequivocabilmente: "Mi pare di avere risposto alla vostra domanda".
Il giudizio del romanziere Andrea Camilleri sul carattere specifico del razzismo all'italiana: non coloniale-sciovinistico, convinto della superiorità dell'uomo bianco; né patologico, pronto a inventarsi complotti pluto-giudaico-massonici, e nemmeno biologico alla hitleriana. Piuttosto, spiega Camilleri, da noi prevale la gretta ricerca di un capro espiatorio, su cui convogliare le ansie e le rabbie.
Le recenti rivoluzioni del Nordafrica hanno accelerato e reso ancor più imponente e drammatico il fenomeno dell'emigrazione verso l'Italia. Gli approdi a Lampedusa (ma non solo) hanno dato l'immagine di una sorta di flusso inarrestabile, ma anche della scarsa (o nulla) preparazione del nostro governo a fronteggiare questa emergenza, che già è costata un numero incalcolabile di vite umane. Così, i barconi carichi di migranti hanno riproposto con forza la domanda: ma noi italiani siamo razzisti? Dimenticati i luoghi comuni di decenni lontani sugli italiani brava gente, oggi il nostro paese si confronta con i problemi della presenza di "stranieri" il cui numero negli ultimi 15, 20 anni è salito vertiginosamente. Rendendo inapplicabili le norme restrittive varate dal precedente governo di centrodestra (la legge Bossi-Fini), e accentuando in alcuni settori della società reazioni di xenofobia e di intolleranza, sfruttate da partiti e movimenti politici che speculano su paure diffuse e irrazionali (dal timore dello straniero che porta via il lavoro, all'identificazione straniero - criminale). L'Almanacco 2011 intende, da un lato, far conoscere l'entità del fenomeno (non solo dei nuovi migranti, ma anche di quanti già da anni vivono e lavorano in Italia), dall'altro proporre una discussione su temi come integrazione, accoglienza, sfruttamento. Anche puntando l'obiettivo su alcune situazioni-tipo: i campi di lavoro del Sud; i cinesi di Prato; il Nordest; i rom; le carceri. |
Last modified
Wednesday, November, 16, 2011
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