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Il birraio di Preston



Autore Camilleri Andrea
Prezzo E. 7,74/12,91
Pagine p. 222
Data di pubblicazione 1995
Editore Sellerio
Collana La memoria - Il castello


Si capisce, leggendo Camilleri, che il suo piacere letterario maggiore, raccontando vicende della provincia siciliana (fatti veri su cui trama e ordisce la finzione, e quindi in se' semplici se non fossero intricate dall'essere appunto siciliane), e' quello di riportare il dialogo vivo. E' un piacere che si comunica immediatamente al lettore, per la partico- lare forza comica dell'arte di Camilleri; ma assieme al piacere, poiche' il linguaggio e' la casa dell'essere, e con la stessa forza e immediatezza si comunica una specie di nucleo di verita' dell'essere siciliano. L'iperbole e il paradosso della battuta, cui corrispondono l'amara coscienza dell'assurdo in cui siamo e il dolore sordo dell'immutabilita' di questa condizione. Camilleri inventa poco delle vicende che trasforma sulla pagina in vorticosi caroselli di persone e fatti - qui il fatto vero, conosciuto dalla celebre Inchiesta sulla condizioni della Sicilia del 1875-76, e' il susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi, di inagurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera lirica, Il birraio di Preston. E anche in questo attenersi al fondo di verita' storica c'e' probabilmente un senso preciso: in Sicilia non serve attendere che la storia si ripeta per avere la farsa. La storia, per i siciliani, si presenta subito, al suo primo apparire, con la smorfia violenta e assurda della farsa.



Last modified Friday, November, 15, 2002