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Le inchieste del Commissario Collura



Autore Camilleri Andrea
Prezzo E. 8,00
Pagine p. 91
Data di pubblicazione 2002
Editore Libreria dell'Orso (curata da Giovanni Capecchi)
Collana Storia e letteratura


Dopo essere stato rimasto ferito nel corso di una sparatoria, il commissario Vincenzo (Cecè) Collura ha deciso di trascorrere un periodo di convalescenza su una nave di crociera. Uomo di terra e non di mare, si trova a indagare su una serie di piccoli e divertenti "gialli", aiutato da un fedele collaboratore, il triestino Scipio Premuda.

Il mistero del finto canatante, il fantasma apparso in una cabina, lo scambio tra due gemelle, la comparsa di un cadavere sconosciuto, la bisca clandestina, il furto di preziosi gioielli: sono alcune delle inchieste che Cecè conduce, seguendo il fiuto dello sbirro che ha in comune con l'amico Salvo Montalbano.

"La Stampa" mi aveva chiesto una serie di racconti, io ci pensai un po' su e mi ricordai che ero stato a lungo indeciso sul modo da dare al commisario Montalbano quando era venuto fuori ne "La forma dell'acqua". Avevo allora due nomi che mi giravano nella testa: uno era Montalbano e l'altro era Collura, cognomi tipicamente siciliani se altri mai ve ne furono. Poi mi venne l'idea di rendere grazie a Vazquez Montalban e cosi' optai per il commissario Montalbano. Ma ora dovendo scrivere dei racconti mi venne in mente di trovare un personaggio fisso. E subito è stato come una sorta di risarcimento nei confronti del commissario Collura: qualunque fosse diventata la funzione di questo personaggio che ancora non era nato, comunque si sarebbe chiamato Collura, visto che, poveraccio, era rimasto nell'anonimato rispetto a Montalbano che io avevo scelto come protagonista dei mie gialli. La seconda cosa che mi venne in mente, perchè mi piace scommettere con me stesso, era quella di avere la possibilità di fare delle indagini all'interno di un luogo esattamente delimitato. E' un po' il giochetto che spesso fa Agatha Christie quando sceglie l'Orient Express o un aereo per le sue storie. E quindi scelsi una nave da crociera perche' offre una possibilita' enorme di incontri con persone diversissime tra di loro. Nacque cosi il commissario di bordo. Il commissario di bordo non e' un vero e proprio poliziotto: il commissario di bordo e' soprattutto quello che si occupa del buon andamento dei croceristi, della crociera stessa e del personale di bordo, ma non e' un investigatore. Allora mi vene in mente di farne un poliziotto momentaneamente a riposo che ha una certa deformazione professionale anche quando si trova a svolgere un compito che poliziesco vero e proprio non è.

Andrea Camilleri



Last modified Friday, November, 22, 2002