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I racconti di Nenè

Raccolti da Francesco Anzalone e Giorgio Santelli



Autore Andrea Camilleri
Prezzo € 11,00
Pagine 153
Data di pubblicazione 4 luglio 2013
Editore Melampo
e-book € 6,99 (formato EPUB, protezione Social DRM)


Questi racconti sono tratti dal programma televisivo I cunti 'i Nenè, andato in onda su Raisat Extra dal 2 ottobre a novembre 2006.

Mi trovo davanti un Ammiraglio in grande uniforme.
Mi guarda e mi dice: «Tu cu sì?»
«Iò sugnu Nenè Camilleri».
«To’ nonna Carolina unn’è?»
«Dorme».
«Chiamala. Digli che c’è Luigino Pirandello».
Io vado da mia nonna che dormiva, e dico:
«Nonna, di là c’è un Ammiraglio che dice che si chiama Luigi Pirandello».
«Oh Madre Santa», esclama mia nonna, quasi precipitando dal letto. E rivestendosi.

Le storie di Andrea Camilleri sono straordinarie non solo per quello che raccontano, ma anche per lo sguardo insieme ironico e affettuoso che lo scrittore riserva ai suoi personaggi. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada.
Questi nuovi racconti – tra i più intimi e sentiti del romanziere siciliano – ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Samuel Beckett e George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce.
L’avvento del fascismo e lo sbarco degli alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l’amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Che prende la parola, si mette a raccontare e ci incanta.


Nel 2006, e dunque ben sette anni fa, Francesco Anzalone mi chiese un'intervista televisiva, piuttosto lunga e da trasmettersi perciò a più riprese, che toccasse diversi aspetti della mia vita e della mia attività di regista prima e di narratore poi. Accettai ben volentieri e devo dire che ho memoria di quegli incontri come una piacevolissima chiacchierata tra due amici. Perché con Francesco, prima mio allievo regista all'Accademia d'Arte Drammatica e poi amico, non solo ci frequentavamo da tempo, ma egli, in quell'occasione, si rivelò anche un abile stimolatore. Nel senso che sapeva quali corde di me bastava sfiorare per farle risuonare a lungo.
Non dimenticate che questa "intervista" era, in origine, destinata alla televisione. Qui ne avete solo l'audio e non anche il video.
Vengono cioè a mancare pause, espressioni, movimenti delle mani e del volto che sottolineavano o rafforzavano o colorivano alcuni momenti del discorso. Pazienza, supplite voi con la vostra fantasia.

Andrea Camilleri

I racconti:
Il fascismo negli occhi di un ragazzo
Le prime distanze
La formazione politica
I compagni di classe
Lo sbarco degli americani in Sicilia
La mafia e il separatismo
Portella della Ginestra
L’amicizia in Sicilia
L’Ammiraglio Pirandello
Il teatro e le prime esperienze
Il primo premio letterario
Lasciare Porto Empedocle
L'esame in accademia
Fuori dall'Accademia
Il rapporto con la regia teatrale
Il rapporto con Orazio Costa
Il teatro di ricerca
Il Teatro dell'Assurdo
La radio e la televisione
L'incontro con Leonardo Sciascia
L'amicizia con Leonardo
La musica e il jazz
L’amore e altri incontri
Cominciare a pubblicare
Il secondo romanzo
La montagna e nuove suggestioni
Il furto della madre
L'insegnamento
I viaggi
La paura dell'aereo
Il mare



Francesco Anzalone nasce a Messina e da subito dimostra di avere le idee chiare. Dopo essersi diplomato pensa di fare – nell’ordine – l’ingegnere, il pilota dell’Aeronautica, il professore di liceo, il rappresentante di materiali di cancelleria, il maestro di sci. Tenta tutte e cinque le strade, ma una grande passione per il teatro lo porta a tentare il concorso all’Accademia d’Arte Drammatica, che vince e dove inizia a scoprire la regia, coprendo, in qualche modo, tutti i ruoli succitati, almeno con la fantasia e la creatività.
Una volta finita l’Accademia, lavora in molti Teatri Stabili, tra cui Roma, Catania, Genova e Milano, dove ha l’occasione di avere degli scambi d’opinione con Giorgio Strehler. Ma la vera passione sarà la radio, dove collaborerà a lungo con Radio Due realizzando programmi che variano dall’informazione all’intrattenimento e che sarà la sua vera scuola artistica.
Ha spesso momenti di depressione e di esaltazione essendo tifoso dell’Inter e della Ferrari, e continua a credere di fare il mestiere più bello del mondo, anche se qualche volta è occasione di frustrazioni terribili.
Ha realizzato un lungometraggio, “Stelle di Cartone”, che è stato esaltato da “Variety” in occasione del Festival di Sorrento del 1993 e che hanno visto in 373, uscendone molto soddisfatti (con quasi tutti è poi diventato amico).
Ha un figlio di 19 anni a cui cerca di spiegare continuamente che tra il piacere del lavoro e il guadagno, c’è un gap incolmabile. In questo momento è il coordinatore di WR7, una delle tre reti webradio della Rai.

Giorgio Santelli nasceva a Carate Brianza quando ancora era Provincia di Milano, prima che le Province divenissero così tante che ora le vogliono cancellare. Fin da piccolo desiderava fare il giornalista. Figlio e fratello di sindacalisti della Cgil, durante l’infanzia voleva guardare i cartoni animati sulla tv della Svizzera italiana, ma la sera gli toccava guardare il Telegiornale sul primo, e poi sul secondo, quando nacque anche quello. Così, quando rapirono Aldo Moro, a scuola disse alla professoressa di Italiano, Teresa Alfieri, che era stata la DC. E lei chiamò i genitori per dire loro che era meglio che lui guardasse i cartoni animati. Eppure forse non era andato lontano da un’analisi politica che ancora viene discussa. Oggi, a 46 anni, fa il cronista politico precario a RaiNews 24 e lavora in Rai da undici anni. È passato per RaiSat Extra, per Rai International, per Rai Tre (“Brontolo”, con Oliviero Beha) prima di arrivare all’all-news.
È stato direttore di “Articolo 21”, l’associazione per la libertà di informazione e ancora vi collabora, anche se Beppe Giulietti, il portavoce, sostiene che secondo lui, quando lo chiama, ogni tanto guarda sconsolato il telefono e non risponde. La politica è una passione, farla e raccontarla, anche se la seconda possibilità, ai nostri tempi, è meno pericolosa. Ma alla fine non è nemmeno così vero, soprattutto quando provi a fare la seconda domanda.
Per Melampo editore ha scritto anche, insieme a Giovanni Belfiori, “Berlusconario”, che narra Silvio Berlusconi attraverso le sue performance nazionali e internazionali. Ama leggere e scrivere. È sposato con Anna Maria. Prima di andarsene vorrebbe: intervistare Beppe Grillo in streaming ma travestito da giornalista scozzese e in kilt, vedere un Paese normale, godersi il Torino che vince la Champions League, gioire per una legge sul conflitto di interessi, salutare Beppe Giulietti Ministro delle telecomunicazioni, ammirare gli assistenti equiparati ai giornalisti e ritrovare tutti gli amici fuori dal precariato.



Last modified Sunday, November, 06, 2016