
La Pensione Eva
| Autore | Andrea Camilleri |
| Prezzo | E 14,00 |
| Pagine | p. 189 |
| Data di pubblicazione | 17 gennaio 2006 |
| Editore | Mondadori |
| Collana | Scrittori italiani e stranieri |
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"Nenè sì taliò torno torno e, visto che sulla strata non passava nisciuno, fece un passo verso il portone e si calò col busto adascio adascio in avanti quel tanto bastevole che poteva con la testa agevolmente taliare dintra. Ma in principio non vide nenti di nenti. Sentì invece dù fìmmine che ridevano e parlavano a voce alta in una càmmara lontana, ma non capì quello che dicevano. Fece un altro mezzo passo, trasì dì più la testa e lo pigliò nelle nasche un sciàuro dì pulito, di sapone, di profumo..."
Per le stanze della Pensione Eva, il casino di Vigàta appena rinnovato e promosso dalla terza alla seconda
categoria, transitano figure e personaggi di quei provinciali, sonnolenti, tipici anni Trenta che potremmo
benissimo aver incontrato in altri indimenticabili romanzi di Camilleri. Dall'anziano cavalier Calcedonio
Lardera, cui il fragore dei bombardamenti restituisce per un attimo l'impeto dell'antica virilità, a Biagiotti
Teresa, in arte Tatiana, puttana comunista capace di occultare il ghigno baffuto di Stalin in luoghi
insospettabili.
Questo scritto intende essere semplicemente una vacanza narrativa che mi sono voluto pigliare nell'imminenza degli ottant'anni. Non è né un racconto storico né un racconto poliziesco, è un racconto fortunatamente inqualificabile. Oltretutto, alla lettura credo che presenti difficoltà minori di altri miei romanzi. E persino il titolo è diverso dai miei soliti. Desidero avvertire che il racconto non è autobiografico, anche se ho prestato al mio protagonista il diminutivo col quale mi chiamavano i miei famigliari e i miei amici. È autentico il contesto. E la Pensione Eva è veramente esistita, mentre sono del tutto inventati i nomi dei frequentatori e i fatti che vi sarebbero accaduti.
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Last modified
Wednesday, January, 18, 2006
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