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Un mese con Montalbano



Autore Andrea Camilleri
Prezzo L. 28.000
Pagine 415
Data di pubblicazione 1998
Editore Mondadori
Collana Omnibus italiani
e-book € 6,99 (formato epub, protezione Adobe DRM)


Perché questo libro si intitola "Un mese con Montalbano"? Perché a trascorrere trenta giorni in compagnia del noto commissario saranno i lettori: trenta infatti sono i racconti compresi nel volume. Non tutti si svolgono a Vigàta, il paese siciliano dove il commissario vive e opera. Alcuni narrano vicende accadute quando Montalbano muoveva i primi passi nella sua carriera. Si tratta, allora, di trenta indagini, alcune veramente sui generis, ma, date le caratteristiche del personaggio, come poteva essere diversamente?
Il campionario di delitti, premeditati o preterintezionali, inscenati, minacciati o semplicemente simulati, è quanto mai vario. E a volte Montalbano arriva in tempo, a volte arriva troppo tardi. A volte la giustizia degli uomini cala razionale e tempestiva, a volte sono più veloci la vendetta o il rimorso. A volte come nella vita, non c'è intelligenza, ragione che basti a spiegare il mistero dei delitti e, in più generale, delle azioni umane. Ogni caso risolto provoca soddisfazione o amarezza, perché si danno anche storie in cui forse sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, non sciogliere l'intrigo. La casistica è ampia. Sono delitti d'amore, d'interesse, mafiosi, o d'ambizione, di esaltazione, di esplosivo furore o di logorante quotidianità. Li commettono vecchi e giovani, uomini e donne, belli e brutti, lascivi e moralisti, ignoranti e colti. Perché nel delitto c'é un'equanimità assoluta. L'unico denominatore comune in tanta varia umanità è forse solo l'atteggiamento umano di un Salvo Montalbano che alla ferocia della vita oppone, con il suo personalissimo tratto stilistico impastato di lingua e dialetto, con la sua morale fatalista ma non rassegnata, le logore eppure sempre acuminate armi dell'uomo: l'intelligenza, l'ironia, la pietà.

Racconti:

La lettera anonima
L'arte della divinazione
La sigla
Par condicio
Amore
Una gigantessa dal sorriso gentile
Un diario del '43
L'odore del diavolo
Il compagno di viaggio
Trappola per gatti
Miracoli di Trieste
Icaro
L'avvertimento
Being here...
Il patto
Quello che contò Aulo Gellio
Il vecchio ladro
La veggente
Guardie e ladri
Tocco d'artista
L'uomo che andava appresso ai funerali
Una faccenda delicata
Lo Yack
I due filosofi e il tempo
Cinquanta paia di scarpe chiodate
Il topo assassinato
Un angolo di paradiso
Capodanno
Lo scippatore
Movente a doppio taglio


NOTA
I racconti qui raccolti sono trenta. A leggerne uno al giorno ci si impiega un mese paro paro: questo vuole significare il titolo.
Sono stati scritti tra il primo dicembre 1996 e il 30 gennaio 1998. Lo spunto per scrivere "Il compagno di viaggio" mi venne offerto dal "Noir in festival" di Courmayeur. È apparso sulla rivista "Sintesi" del maggio 1997. I "Miracoli di Trieste" lo composi dietro invito dell'amico triestino Piero Spirito per la manifestazione "Piazza Gutenberg" ed è apparso nel volumetto Raccontare Trieste (giugno 1997). "Il patto" lo scrissi perché ci avevo pigliato gusto. L'hanno stampato su "La grotta della vipera" di Cagliari, autunno-inverno 1997. Gli altri ventisette sono inediti.
Le trenta situazioni nelle quali si viene a trovare coinvolto il commissario Montalbano non sempre (fortunatamente) comportano fatti di sangue: si tratta anche di furti senza furto, d'infedeltà coniugali, d'indagini sulla memoria. E non tutte avvengono in Vigàta, alcune addirittura risalgono agli inizi della carriera del commissario.
È utile (e inutile allo stesso tempo) ripetere che luoghi e nomi sono inventati di ràdica. A chi potrebbe lamentare qualche coincidenza, ricordo che la vita stessa (assai superiore, in fatto d'invenzioni, alla fantasia) non è che pura coincidenza.





Prezzo € 15,00
Pagine 512
Data di pubblicazione 9 novembre 2017
Editore Sellerio
Collana La memoria n.1082
e-book € 9,99 (formato epub, protezione acs4)


Questo è stato il mio primo libro di Montalbano non pubblicato con Sellerio.
Erano gli anni in cui il personaggio del commissario si affacciava alla ribalta e molti erano gli editori che cominciavano a ronzarmi attorno per avere un romanzo, un racconto, ma io resistevo.
Finché un giorno, Elvira Sellerio, che aveva avuto sentore di queste richieste, mi disse: «È inevitabile che tu prima o poi mi tradisca. Però tieni presente che se tu mi tradisci con una sciacquetta qualsiasi, io mi arrabbio e molto. Ma se tu invece te la fai con Marilyn Monroe io alzo le braccia, mi arrendo e non ho nulla da dire».
Fu così che mi sentii autorizzato a firmare un contratto di qualità.
Oggi sono felice che questo libro di Montalbano sia tornato a casa.

A. C.
ottobre 2017

Cliccare qui per il video in cui Andrea Camilleri presenta il libro.


Montalbano ha talvolta una franchezza insolente. È capace di rispostacce. Ma anche di una scanzonata levità. Lo soccorre l’ironia. E l’autoironia. Il commissario vanta «sangue di sbirro», senza frenesie però. Si prodiga persino in indagini «a ritroso nel tempo», che lo convincono a lasciare sepolto nelle macerie della storia il tragico segreto da lui scoperto; oppure preferisce condurre un’inchiesta parallela, stando nell’ombra, con la consueta vigilanza, con un sorriso arguto, e una sollecitudine anonima. Arriva a sentire inappropriata la divisa del detective armato di binocolo. L’indossa, solo per ridicolizzarsi: «Era atterrito all’idea che qualcuno del paìsi potesse vederlo col coppo... e un binocolo da teatro in mano intento a scrutare, proprio in cima al molo, non l’orizzonte, ma gli scogli che stavano sotto a lui». Ricorre all’«inquadratura» dei particolari più invisibili, ma «a fiuto» e «a pelle», con l’intuito e i sensi: «In questo consistevano il suo privilegio e la sua maledizione di sbirro: cogliere, a pelle, a vento, a naso, l’anomalia, il dettaglio macari impercettibile che non quatrava con l’insieme... Nel mondo che il suo occhio inquadrava qualcosa stonava». La collaborazione tra l’olfatto, la vista, e il tatto, lo dota di percezioni sinestesiche; gli fa incrociare sfere sensoriali diverse: «l’angoscia densa, la desolazione palpabile, la disperazione visibile... fetevano di un giallo marcio». Montalbano non dismette le «tragediate». Ma ricorre anche a un marchingegno letterario. Ordina in racconto convincente i risultati della sua filologia investigativa (attenta pure a quella singola parola che apre «un abisso di sottintesi»); e garbatamente mette in campo la «storia» raccontata per accordare le parti in causa sulla verità dei fatti: e capita che la verità esiga l’indulgenza di Montalbano per l’umana debolezza. «E ora che fare?». La verità è stata acquisita. «E poi?», dice Montalbano: doveva essere, sempre e comunque, un giustiziere? Il turbamento del commissario ha la profondità morale dell’ansia notturna dell’Innominato nei Promessi sposi: «E poi? che farò... che farò?». Un mese con Montalbano è una raccolta di trenta racconti, già pubblicata da Mondadori nel 1998. Se è vero che il racconto sta al romanzo come una fotografia sta a un film, è anche vero che la sequenza delle «situazioni» del libro si configura come un film-romanzo in trenta episodi-capitoli. Qualche flashback sugli anni giovanili del commissario completa e arricchisce il «romanzo», dentro il quale convivono ladri, suicidi veri e suicidi non veri (e non è detto che un omicidio sia davvero omicidio), un morto vivente, delitti e vari tentativi criminali, un diavolo che diavolo non è, acrobati, un re pastore e una veggente, figli e padri difficili, storie varie d’amore con colpi di scena imprevedibili: un rompicapo dietro l’altro, per il commissario, in un «romanzo» lungo un mese.
Salvatore Silvano Nigro



Last modified Sunday, November, 26, 2017