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La linea della palma

Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri



Autore Saverio Lodato
Prezzo €16,50
Pagine p.417 + una trentina di pagine di fotografie del Sommo
Data di pubblicazione 2002
Editore Rizzoli
Collana Scala Italiani


Il più noto autore italiano, che in pochi anni ha saputo conuistare un pubblico enorme in Italia e all'estero, sollecitato dal giornalista Saverio Lodato, si confessa si racconta come non aveva mai fatto prima d'ora. Una lunga conversazione in cui Camilleri mette a nudo la sua esperienza di scrittore e di uomo di spettacolo, ma anche quella di uomo interessato alla politica, come militante nella file del pci e oggi come strenuo oppositore del governo Berlusconi, con riguardo particolare agli scottanti temi della giustizia, del conflitto d'interessi, di una rinnovata e aggiornata lotta alla mafia. Una conversazione che cresce piano piano sino a farsi quasi romanzo di una vita con pagine di grande intensità sull'infanzia siciliana, sull'universo familiare, sugli anni della guerra, sulla mafia vecchia e nuova. Pagine dense di ricordi e di riflessioni, a volte pungenti fino all'invettiva. Pagine di uno scrittore e di un uomo che non si ritrae davanti all'impegno di testimoniare una Sicilia anche amara e violenta. Capito dietro capitolo - il trasferimento a Roma, la lunga esperienza del teatro e della televisione, fino al tardivo ed eccezionale successo - incontriamo un Camilleri divertito e divertente, che accende le sue parole con il colore del siciliano quando la lingua italiana dicenta insufficiente al suo raccontare. La linea della palma - citazione sciasciana, che richiama alla nostra mente non tanto il riferimento alla mafia, quanto quello a una certa mentalità paramafiosa che ha invaso forse non solo l'Italia, ma addirittuta l'Europa - è romanzo autobiografico e insieme pamphlet politico, un ricordare mai nostalgico e un j'accuse che riguarda il nostro presente. E il presente, soprattuttoquello politico, a cui Camilleri dedica l'ultima parte di questa intervista, non gli piace affatto e gli detta riflessioni aspre mentre il tono si fa via via più severo, strato tra una visione precisa dell'attulità, polemica e partecipe, e una necessità insopprimibile a pensare un mondo migliore e più giusto. E a questo punto Camilleri non parla più della Sicilia ma dell' Italia di oggi.



Last modified Wednesday, July, 13, 2011