home page




Quell’indimenticabile parfum di Sicilia
Viaggio nell’isolitudine

Molto spesso mi è stata rivolta la domanda su cosa pensassi del concetto di "sicilitudine". Parlarne non è, fra gli esercizi retorici, quello che prediligo maggiormente, perché in realtà non so cosa sia. Ho già detto come la parola derivi da négritude, cioè negritudine, termine coniato dal poeta senegalese Léopold Senghor. Ma se esercizio deve essere, allora si potrebbe pensare al vantaggioso paradosso che porterebbe il ponte sullo Stretto facendo scomparire la sicilitudine, qualunque cosa essa sia.
”Sicilitudine,” postula una condizione di diversità, che dovrebbe anche essere una consapevolezza individuale, ma che poggia su un sentimento poco osservabile per chi volesse ostarne una teoria compiuta e riconoscibile. Mi piace di più affidarmi al concetto di "insularità", che riguarda la nostra come tutte le altre isole. Ci sono temi, o utopie comuni che riguardano le isole nello stesso modo. Come per esempio le tre grandi isole del Mediterraneo. Un siciliano, come un sardo o un corso, per recarsi "in Continente", come si diceva una volta, deve compiere una traversata per mare che è nello stesso tempo trasmigrazione e passaggio, il cui senso trasgressione e sacrilegio è sempre lo stesso. A un calabrese arrivare a Milano non suscita b stesso moto di distacco dalla propria terra che prova un isolano. Qui, bisogna dirselo, c'è in ballo la sacralità dell'acqua che nel suo rendere il viaggio legato al tempo del mare, rimette in discussione e interrompe fisicamente, il rapporto da terra a terra.
Io, quando posso, mi affaccio al molo e nella zona del porto, un luogo legato alla mia esistenza. Amo ritrovare lo stesso odore del posto dove sono nato, quello tipico dei porti (ma ognuno è diverso). È ciò che mi manca di più. Anche se alcuni potrebbero trovarlo persino un odore sgradevole. Ma questa sensazione di esistere, di toccare la terra davanti una distesa d'acqua che mi circonda e che "separa" dal resto, è un modo per avere consapevolezza del mio essere isola, staccato. Per questo ogni mio passaggio altrove, oltre quel mare, è un allontanamento, una perdita degli odori, dei colori di quello che è ed è stata, la mia esistenza.

Andrea Camilleri

(pubblicato su Terrà DOC, settembre 2011)


 
Last modified Sunday, October, 23, 2011