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L'ASSASSINA DI BELLEVILLE



Autore Serge Quadruppani
Prezzo
Pagine
Data di pubblicazione 2002
Editore Mondadori - collana Il giallo
Collana


La polizia cerca la donna che sta mettendo a segno un colpo dopo l'altro. Se ne conosce soltanto il nome, Juliette. E’ forse Juliette Weiss, la professoressa di italiano che ha una relazione con uno studente? Oppure Juliette Lenoir, la grafica che ama disegnare animali morti? 0 invece Juliette Grey, la disoccupata che si dà al primo venuto? Qualunque sia, va fermata al più presto. Ma battere a tappeto un quartiere come Belleville non è roba per poliziotti in divisa: l'unico che può farcela è Emile K. e l'unico modo di convincerlo è ricattarlo.

Da Serge Ouadruppani, autore francese di romanzi polizieschi e di romanzi senza etichette, non ci si può aspettare un libro che disciplinatamente se ne stia dentro i paletti del cosiddetto "genere" (che altro non è che un superficiale sistema di catalogazione, buono per consentire a certi docenti universitari la redazione delle loro storie letterarie con annesse antologie). Questo è il suo primo romanzo tradotto in Italia e ci sembra un'ottima introduzione alla sua narrativa. Accennerò, brevemente, alle prime battute della storia. Durante una rapina in un supermercato, due tizi sequestrano come ostaggi tre persone: una giovane donna che si trovava lì per fare la spesa, il direttore del negozio e un tale che tiene sottobraccio una cartella. Non starò a dirvi per quale seguito di circostanze (lo leggerete) la giovane donna si viene a trovare sola su un elicottero intervenuto nell'azione. A questo punto la brutta avventura sembra finita, l'elicottero sta per posarsi quando la ragazza intima al pilota di continuare il volo. E sparisce assieme alla cartella che non tarderà a rivelarsi piena di documenti tanto segreti quanto preziosi per chi saprà sfruttarli. Cosa è successo nell'animo di quella giovane donna che da vittima improvvisamente si rivela colei che vuole continuare, in meglio, l'attività criminale dei suoi sequestratori? Un capovolgimento della personalità oppure la scoperta, folgorante e improvvisa, della sua vera natura? Ecco, già mi accorgo, da queste poche righe, di rischiare di mettere il lettore su una pista sbagliata. Il romanzo non è (ed evita accuratamente di esserlo) un'indagine tra le pieghe di una psicologia complessa e contorta, tutt'altro, Quadruppani dagli scavi psicologici rifugge semmai con uno sberleffo arricchendo il gioco con nuovi fatti che deliberatamente rimettono in discussione la pur minima probabilità di certezza alla quale il lettore è approdato dopo la lettura di alcune "sequenze". Adopero questo termine a ragion veduta, perché la scrittura di Quadruppani, pur nella sua alta qualità letteraria, si struttura secondo il ritmo, il respiro del cinema. Di un certo cinema però: qui il ricorso al piano-sequenza è assente, si tratta semmai di un montaggio serrato ottenuto dall'alternarsi e dal variare dei punti di vista della macchina da presa. E non è neppure un caso, se è valido questo riferimento al cinema, che si rimanga colpiti da una narrazione che propone le diverse ambientazioni attraverso un susseguirsi continuo di voci, suoni, rumori e anche di colori, in un andirivieni quasi accelerato di una molteplicità di personaggi e di comparse. E’ una sorta di caleidoscopico "montaggio delle attrazioni" attuato attraverso un divertente e divertito susseguirsi di rovesciamenti delle parti (il torturatore che ammette di essersi sbagliato e cambia ruolo, lo sconosciuto che si rivela conosciutissimo) e delle situazioni, le quali situazioni si rifiutano di obbedire a una logica di rapporti, preferendo piuttosto abbandonarsi a una sorta di invenzione momentanea. E non può essere altrimenti, dato il punto di partenza di tutta l'indagine. Sì, perché della ragazza, che si trovava nel supermercato come cliente e che si rivela essere una ben più temibile seguace dei rapinatori, si conoscono solamente il nome, Juliette, una vaga descrizione fisica, il bar abitualmente frequentato e il quartiere d'abitazione. Ebbene, ragazze che rispondono a questi requisiti ce ne sono tre e bisognerà quindi attentamente seguirle nella loro vita pubblica e nella loro vita privata al fine di ottenere una sicura identificazione. Juliette Weiss, figlia di un macellaio, Juliette Lenoir, grafica, e Juliette Grey, che ama molto rapidi incontri sessuali, vengono messe sotto l'attenta osservazione di Emile Krachevski, un singolare poliziotto appositamente reclutato dal supersbirro Blédard. E qui principia il gioco di Quadruppani. Un raffinato gioco a rimpiattino con il lettore, un gioco a nascondere che ti porta senza che te ne renda conto all'interno di un labirinto di destini incrociati sì, ma resi tali ora da una ferrea conseguenzialità logica ora da un vero e proprio colpo di dadi. E solamente alla fine ti accorgi con quanta disinvoltura e abilità Serge Quadruppani avesse già offerto una precisa e chiarificatrice chiave di lettura nella citazione iniziale da André Breton. Sotto questa luce, il romanzo ha veramente "l'incanto delle passeggiate surrealiste", come è stato autorevolmente scritto su "La Quinzaine littéraire".

A.C.

Serge Quadruppani, francese, è nato nel 1952. Ha già pubblicato diversi saggi (come L'antiterrorisme en France, 1989) e romanzi noir, fra cui citiamo Y, Rue de la Cloche, Tir à vue. Traduce anche dall'americano e dall'italiano. Ricordiamo in particolar modo le sue traduzioni di Andrea Camilleri e Valerio Evangelisti.



Last modified Wednesday, July, 13, 2011