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A
A
mia
a
me.
A pampera
a visiera.
A patrasso
eufemismo per "a
puttane", detto di cosa o intrapresa che finisce molto male.
A pedagna
a piedi. Sembra siciliano ma non
lo è: Dizionario della lingua italiana Palazzi - Folena, editore
Loescher (da qui Diz.): "Latino tardo: pedanea, che riguarda il
piede".
A taci-maci
di nascosto.
A tia
a
te.
A tinchitè
in abbondanza, a iosa.
A vacante
a vuoto, senza motivo.
Abbacato
abbassato, placato, scemato. Detto
di luce, di vento, di mare, di incendio. Il verbo è abbacari, e significa
anche: lenire, mitigare la sofferenza. Nella zona metanifera della provincia di
Enna ( Gagliano, Castelferrato) significa anche: lavorare con assiduità,
dedicarsi con solerzia (Vocabolario Siciliano edito dal Centro studi filologici
e linguistici siciliani a cura di Giorgio Piccitto; da qui: Voc. Sic.).
Abbanniare
Bandire per vendere la mercanzia.
Fig., significa: diffondere in pubblico notizie riservate, da cui: diffamare,
svergognare. Significa anche: urlare, sgolarsi.
Abbascio
giù,
dabbasso.
Abbrusciare
bruciare, incendiare. La grafia è:
abbruòiari "La lettera ò è una sibilante prepalatale sorda,
come nella
pronuncia
fiorentina di pece, pace, bacio. Anche: abbuòiari, bbruòiari".
(Voc. Sic.)
Abento
(Abbentu)
esiste nel Diz. come vocabolo di
origine dialettale meridionale: significa quiete, riposo, tempo di
raccapezzarsi.
Stesso significato nel dialetto siciliano.
Modi dire: aviri u mal'abbentu
avere l'argento vivo addosso; tèneri
abbentu: lasciare in pace. Nel Nuovo dizionario scolastico della lingua
italiana di Policarpo Petrocchi (edizione 1908) la parola è definita
"fuori d'uso".
Abossìa
a
vossìa, ehi voi (espressione di richiamo).
Accanuscenza
conoscenza. Il verbo in siciliano
è: canùsciri.
Acchianare
salire, portar su. Acchianari mura
lisci: equivale a arrampicarsi sugli specchi, cioè tentare di tutto pur di
raggiungere lo scopo.
Acchittato
vestito accuratamente.
Accia
sedano.
Acciuncare
azzoppare, troncare, stroncare.
Accumenzari
(Accuminzari)
cominciare; terza persona
indicativa: accumenza.
Accusì
così.
Accuttufare
(Accutufari)
ammaccare, pestare, bastonare,
malmenare. Ma anche: accoccolarsi, rannicchiarsi nel letto,
imbacuccarsi.
Accutufatu
malazzato, pieno d'acciacchi.
Santu accutufatu
chi vive appartato dal consorzio
civile. Nel personale glossario di Camilleri - Montalbano: "Altro
verbo che
gli piaceva. Significava tanto essere preso a legnate quanto allontanarsi dal
consorzio civile".
Acito
acido
Acqua di cielo
pioggia
Adascio
(Adajiu, arajiu)
adagio.
Addannarsi
(Addannarisi)
dannarsi, arrovellarsi, rodersi,
arrabbiarsi, ammattire. Anche: andare all'inferno.
Addrevo
(Addevo)
Camilleri lo usa dandogli
significato di: scolaro. "Neonato, bambino lattante o comunque assai
piccolo. Piccolo di animale prima
che venga separato dalla madre. Ragazzo; fig.: bamboccio (Catania)";(Voc.
Sic.).
Addrìtta
eretto,
all'impiedi.
Addrivare
(Addivari)
allevare, educare. Allattare.
Addivàrisi a varva
farsi crescere la barba
(Voc. Sic.).
Addrumare
(Addumari)
accendere. Provocare bruciore.
Addrummiscire
(Addurmisciri)
addormentare.
Addubbare
saziare, rimpinzare. Governare gli
animali, farli pascolare finché siano sazi. Riempire. Accomodare,
aggiustare
alla meglio. Rimediare a un errore, cercare di sistemare una faccenda.
Soccorrere. Contentarsi, abbozzare,
fare buon viso a cattivo gioco. Sistemare bene i propri affari, specie in
maniera illecita.
Addubbata
fornita, equipaggiata.
Addunarsi
(Addunarisi)
accorgersi.
Adenzia
dari
adenzia "prestare attenzione, dare ascolto, curarsi di qualcosa. Dare
assistenza, accudire, badare a qualcosa "specie della moglie nei confronti
del marito e i figli". (Voc. Sic.)
Affaticoso
a fatica. Neosiciliano
camilleriano.
Affruntarsi
(Affruntarisi)
vergognarsi.
Affruntato
vergognato.
Aggiarniare
diventare giallo di paura, di
rabbia. Impallidire.
Aggilàta
gelata.
Aglino
(più
spesso Aglini)
Helix
aperta, chiocciola commestibile.
Agliuttìri
(Agghiùttiri)
inghiottire. Tollerare senza poter
reagire, mandar giù un rospo.
Agghiùtiri a sputazza
tacere per paura di fronte a
qualcuno frenando l'impulso di rispondere per le rime.
Agniddruzza
agnellini.
Aieri a sira
ieri sera.
Aiola
pesce
"bianco" della famiglia degli sparidi, quella del sarago e del
dentice, Mormora (Linneo: Lithognathus
mormyrus,
Pagellus mormyrus).
Aipazzi
gabbiani:
"Aipa. Uccello acquatico che ha il becco dentellato, a lesina, quasi
cilindrico e alla sommità
uncinato.
Smergo. Gabbiano comune". (Dizionario siciliano - italiano di Vincenzo
Mortillaro, marchese di Villabena,
terza edizione riveduta e corretta del 1876 (da qui: Mort.). Ma il gabbiano è
il gabbiano e lo smergo, secondo
Mort. una specie di anatra. Spesso, come si vedrà, in siciliano una parola
indica uccelli di specie e razze diverse. Camilleri, gli aipazzi li fa
gracchiare.Alla ghiotta: "Agghiotta: vivanda marinaresca fatta di pesci,
cipolle ed olio cotti insieme.
Fari
n'agghiotta
metafora, fare
inavvertitamente un'imprudenza. Gliotta è, (Voc. Sic.) parola usata nell'Agrigentino
invece che gghiotta.
Fari la gghiotta a unu
far la pelle a uno, spacciarlo.
Alla scurata
all'imbrunire.
Alla sfaccialata
a viso scoperto. Sfaccialatu si
dice anche di cavallo che presenta una macchia bianca sulla fronte o
longitudinale sulla faccia (Voc. Sic.). Alla spajacarretto.
Astutacannila
posizioni erotiche del Kamasutra
siculo.
Spajare
significa
togliere un animale dalle stanghe. Astutare significa spegnere;
cannila significa candela
astuitacannili significa sia
spegnitoio e che sacrestano, cioè colui che spegne le candele
Astutaccannili
cicala, falena.
Allazzatu
allacciato, legato.
Badda allazzata
insieme di due palle unite con
catena che, sparate, producevano distruzione senza scampo, da cui, per
estensione, a badda allazzata significa procedere superando qualsiasi ostacolo e
allazzatu è "lanciato senza curarsi degli ostacoli".
Alliffarsi
imbellettarsi, farsi bello.
Alliffari
blandire, adulare, prendere con le
buone. Alloccato ( Alluccatu, alluccutu): stordito, intronato,
rimbecillito.
Alloppiare
(Alluppiari)
addormentare profondamente.
Etimologicamente, significa oppiare, metter l'oppio in una bevanda.
Alloppiarsi vale addormentarsi profondamente.
Allordare
(Allurdari)
sporcare.
Allurdàrisi i manu
lasciarsi corrompere, prendere
parte a affari disonesti.
All'urbina
alla cieca. Ma forse nel testo c'è
un refuso: all'urbigna o all'urbisca. (?)
Ammammaluccuto
da mammalucco, voce popolare
di mamelucco solo nel senso di sciocco, goffo. Perciò, potrebbe valere: chi
rimane sbalordito con faccia da sciocco.
Ammaraggiarsi
avere il mal di mare.
Ammaraggiari
confondere, turbare. Nel
Siracusano: fare lo specchietto a qualcuno, abbagliandolo. Nel Messinese:
guastarsi del tempo (Voc. Sic.).
Ammatola
(Ammatula)
invano, inutilmente.
Ammattunato
letteralmente : assodato con
ghiaia, smaltato.
Metonimia
termine gastronomico che indica
una pietanza stufata in un recipiente di terracotta smaltata (Mort.). Secondo il
Voc. Sic.
Ammuttunari
lardellare la carne.
Amminazzare
minacciare.
Amminchiare
avvilirsi, scoraggiarsi.
Rincitrullire temporaneamente, non afferrare un concetto, un ragionamento che ad
altri sembra semplice (Mort.). Camilleri, in Il gioco della mosca, raccolta di
aneddoti, dà questa definizione: “Si dice che una persona amminchia quando si
intestardisce su una posizione difficilmente sostenibile a lume di ragione”.
Ammuccare
inghiottire; per metafora,
prendere per buona una notizia non necessariamente veritiera.
Il Voc. Sic.
registra ventisei significati leggermente diversi della parola.
Ammucciare
nascondere.
Ammucciùni
di nascosto.
Ammuttare
spingere. Stimolare: istigare
qualcuno contro altri. Forzare, costringere a fare qualcosa. Varare
un'imbarcazione. Nel Ragusano: dare sottomano una somma di denaro a qualcuno per
corromperlo (Voc. Sic). Subire,
sopportare.
Analfabetichi
analfabeti. Neosiciliano
camilleriano.
Angileddro
(Ancileddu)
angioletto.
Angileddu
rondine.
Anichi
qualche. Ma in quale lingua?
Annacare
cullare. Farsi beffe di qualcuno. Prendersela con comodo, perdere tempo
gingillandosi. Assumere atteggiamenti mafiosi,
vantarsi. In alcune zone del Catanese e dell'Ennese (Voc. Sic.) significa, a
ribaltone: affrettarsi. Camilleri, in Il gioco della mosca, dà alcune delle
diverse definizioni in uso nella parlata siciliana:”E’ universale
convinzione che una donna che si "annaca" tutta nel camminare,
pubblicamente proclama la sua scarsa serietà”. Per un uomo il discorso si fa
più complesso. “Io domandai un favore al sindaco e lui mi annacò per un anno
senza concludere: mi illuse, mi cullò nella speranza, in definitiva, mi prese
in giro”.
Appagnarsi
(Appagnari)
spaventare, far adombrare le
bestie. Essere in sospetto, temere. “Insospettirsi, temere.
Comunemente
si dice di animali. Ombrare”. (Mort.) Per il Diz: “Ombrare.... Figurato
arcaico: adombrarsi”. Nel Messinese: cucinare verdure messe crude nel tegame
con acqua, a cui si aggiunge poi l'olio (Voc. Sic.).
Appattarsi
mettersi d'accordo.
Appinnicarsi
appisolarsi.
Appinnicunato
appisolato.
Appizzare
appendere, attaccare. Conficcare.
Affiggere. Compiere o dire qualcosa all'improvviso Dirigersi con sveltezza e
decisione verso un luogo. Cominciare.
Appoiato
appoggiato. Ma anche: di persona, avanzato negli anni; di vino, carico di
colore.
Apprigare
(Appriari, apprigari)
pregare.
Apprisintarsi
presentarsi.
Anche: costituirsi.
Apprisintari
l'armi
abbandonare una carica, dimettersi
(Voc. Sic.).
Arbulo
albero.
L'arca e
l'amerca
di origine oscura. Arca è, in
senso figurato, un luogo dove si allevano molti animali. Arca (e arga) è anche
alga. Camilleri spiega nel suo ultimo La scomparsa di Patò, che si tratta di
“espressione popolare che significa ogni cosa”).
Ardosa
piccante.
Armàlo
animale.
Armiggi
arnesi.
Armuar
armadio,
dal francese armoire.
Arraggiunata
ragionevole, ben pensata.
Arrassarsi
allontanarsi, mettersi da parte.
Ma nella forma riflessiva, il Voc. Sic. registra: stabilirsi, domiciliarsi.
Arravuglio
detto di mani: torcersi. Il verbo
arravugghiari, imbrogliare.
Arrè
dietro. In alcuni testi,
darrè.
Arrefutarsi
rifiutarsi.
Arregordo
ricordo.
Arricamparsi
tornare, rincasare. Il Voc. Sic.
registra questo significato al settimo posto. Prima, dà i significati di:
raccattare, fare raccolto, mettere insieme delle cose per rassettarle, radunare
e portare nella stalla gli animali.
Arricampàrisi a
unu
chiamare a sé
qualcuno, di Dio o della morte.
Arricogliersi
rincasare, ma anche ripresentarsi
dopo un certo tempo.
Arricriarsi
ricrearsi, trarre piacere da
qualcosa. Nella provincia di Enna, come accade a volte a certe espressioni e verbi
siciliani, il significato è esattamente capovolto: coprire di improperi
Arridì
terza persona singolare del passato remoto del verbo arrìdiri: ridere.
Arriminare
mescolare.
Arriminarsi
muoversi.
Arrinanzato
arricchito, rifatto.
Arriniscì
riuscì, da
arrinésciri.
Arrisaccare
“Muovere e agitare una cosa
violentemente” (Mort.); scuotere per compattare ciò che è contenuto in un sacco. Il
Voc. Sic. per la provincia di Agrigento registra: scherzoso, di persona che,
dopo aver mangiato, si prepara a un nuovo
pasto, smaltendo con una passeggiata la pienezza di stomaco.
Arrisbigliare
svegliare.
Arrisorbuto
deciso, risoluto
Arrispunnere
rispondere.
Arriversa
al contrario.
Arrizzelarsi
(Arrizzilàrisi)
aggricciarsi, risentirsi, aversi
a male di qualcosa (Voc. Sic.).
Arrizzillàri
sobbalzare, di
carro o di imbarcazione.
Arroposo
riposo.
Arrubbatina
furtarello.
Arrunchiare
ammucchiare mettendo di lato.
Anche: ritrarre un arto, scorciare una tonaca o una veste troppo lunga, corrugare
della fronte, arricciare (il naso), accartocciarsi delle foglie, rannicchiarsi
per il freddo, ritirarsi da un'azione, e infine, scherzoso, rincasare (Voc. Sic.).
Arrussicare
arrossire per la vergogna.
Arruttari
eruttare, emettere rutti.
Asciddre
ascelle.
Ascutato
ascoltato.
Assammarare
bagnare abbondantemente,
inzuppare. Originariamente, era verbo proprio delle operazioni di bucato.
Assicutare
inseguire.
Assintomare
svenire, ma anche rimanere di
stucco. Sintomo può significare anche colpo apoplettico o, più modestamente,
svenimento.
Assistimare
sistemare; in senso metaforico,
dare il fatto suo a qualcuno o
qualcosa.
Assittarsi
sedersi.
Assufficare
soffocare, mandare il cibo per
traverso.
Assugliare
aizzare il cane contro qualcuno,
assaltare; affollarsi attorno a qualcuno con domande insistenti.
Assuperarsi
superarsi.
Assuperchiare
sopravanzare.
Assuppato
inzuppato, imbevuto.
Astreco
austriaco.
Da non confondere, non si sa mai, con astricu, che significa terrazza che
costituisce il tetto della casa; ballatoio, pianerottolo alla sommità della
scala esterna. In un'isola delle Eolie, per locale e indecifrabile questione di
punto di vista, il significato viene capovolto e astricu sta per pavimento.
Accattarsi
acquistare.
Acconsolata
consolata.
Aggrancuto
rattrappito, participio passato
del verbo aggrancari, “non poter distendere i membri per ritiramento di nervi”(Mort.).
Ammazzatina
uccisione. In Sicilia si usa la
parola quasi sempre al plurale,ammazzatine, con senso frequentativo, come a
voler indicare la biasimevole ma incorreggibile propensione di certi tempi,
certe contrade e certe persone alla reiterata esecuzione di omicidi.
Arraggiato
irato, infuriato.
Arramazzarsi
a senso, sembra significare
girarsi e rigirarsi nel letto. N‚ il Mort. n‚ il Tra. registrano la parola.
Arriccamato
ricamato.
Asciucato
asciugato, consunto, dimagrito.
Asciucarisi a unu
uccidere qualcuno.
Assugliare
(Assugghiari)
il Tra. rimanda alla voce
Assaiari
incitare un cane o un uomo contro qualcuno, aizzare. Intransitivo passivo:
ardirsi, osare.
Assummata
participio passato del verbo
assummari, venire a galla e, anche, sommare. In un testo di Camilleri c'è assumata, ma
forse la m mancante è da mettere in conto al monoglotta correttore di bozze.
Astutato
spento. Ma anche metafora per ucciso.
Attaccare
turilla
attaccare bottone o attaccar
briga.
Attagnare
spalmare di vernice vitrea una
superficie, rendere stagno un recipiente di legno, fermare un'emorragia,
interrompere una perdita d'acqua. In senso riflessivo, esaurirsi di una
sorgente, arrestarsi di un'emorragia, normalizzarsi dell'intestino dopo un
attacco di diarrea
Attanata
rintanata.
Attisare
tendere, tirare una corda,
rizzarsi del membro virile, ringiovanire; irrigidirsi.
Attrassato
arretrato. “Indugiato. 2.
Parlandosi di pagamento, vale non eseguito. 3. Dicesi ancora chi rimane molto
indietro nelle lettere. 4. Per chi è stato posposto ad altri meno degni nelle
promozioni". (Mort.). Il Voc. Sic. registra anche:
antiquato, fuori moda, disordinato, trasandato nel vestire.
Attriv¡to
temerario. Sfacciato. Ardito (Mort.). Ringalluzzito, vivace e così via,
accrescendo il significato fino a: cattivo, Perverso (Voc. Sic.).
Aver
gana
avere intenzione e voglia.
avuto
(Autro)
alto.
Azzalori
(Azzalora)
frutti
dell'azzaruolo o lazzeruolo. Anche la pianta stessa: arboscello
delle Rosacee, con fiori bianchi e profumati e frutti piccoli rotondi, rossi o
gialli, di sapore acidulo, commestibili
B
^
Bajardo
“Bajardu.
Strumento portatile fatto di tavole per comprimere la vinaccia sotto il
torchio”. (Mort.) Che sarebbe definizione di ardua attribuzione a un equino,
come Camilleri fa nel romanzo La mossa del cavallo: infatti, ha anche il
significato di cavallo eccellente, che il Voc. Sic. registra come voce citata
per la prima volte da Giuseppe Vinci nel suo Etymologicum siculum del 1759.
Babbiata
presa
in giro, scherno.
Balàte
pietroni,
anche basole del selciato.
Bannera
bandiera.
Baschiare
agitarsi,
smaniare per la febbre o per difficile digestione, ansimare dopo una lunga
corsa.
Battarìa
fracasso.
Biastemio
blasfemo,
forse neosiciliano camilleriano; il Voc. Sic. non registra la parola. Quindi,
biastemia significherebbe
bestemmia.
Billizza
bellezza.
Biunno/a
biondo/a.
Bonarma
la
buonanima.
Borgise
(Burgisi)
“Colui
che tiene le altrui possessioni in affitto” (Vocabolario Siciliano - Italiano
di Antonino Traina, 1868, da qui Tra.). Ceto della società contadina
equivalente al “ceto medio” cittadino.
Botta
d'accupa
improvvisa
difficoltà di respiro; traslato: repentina sensazione di cupezza, sia fisica
che mentale.
Brioscia
piccolo
dolce di pasta soffice e leggera. Brioche, dall'antico normanno brier,
impastare.
Brìpito
brivido.
Significato a orecchio, non registrato dai dizionari consultati.
Bumma
bomba.
Bummulo
orcio
di terracotta, che se fatto e cotto secondo l'arte mantiene fresca la
temperatura dell'acqua.
Burdello
bordello,
anche metaforico.
C
^
C'inzertò
ha
indovinato.
Ca
particella
enfatica a inizio di frasi interrogative o esclamative; a volte sta per ma: ca
quali: ma quando mai!
macché!
Cabaré
vassoio,
dal francese cabaret, che però non significa vassoio ma “taverna con
spettacoli di varietà”, Dizionario Francese - Italiano di Raoul Bloch, ed.
Zanichelli. In francese, vassoio è plateau.
Cabasisi
eufemismo
per coglioni.
Cacciare
andare
verso qualcosa. Fig. cacciari a una, insidiare l'onestà di una donna (Voc. Sic.).
Cacarsi
oltre
all'ovvio significato, sta anche per: prendersi una gran paura, tale da...
Cacòcciola
carciofo.
Cadì
terza
persona del passato remoto del verbo càdiri o càriri, cadere:
cadde.
Cajorda
sozza,
sordida. Figurato: puttanaccia.
Calannario
calendario.
Calati
juncu ca passa la china
letteralmente,
calati giunco finchè non passa la piena (del fiume). Espressione che si vuole
“adottata” dal lessico “tattico” della mafia, a indicarne l'estrema
adattabilità a qualsiasi situazione avversa. Passata la piena, il giunco
ritorna dritto, così la mafia fra un'operazione di polizia, o una “campagna
antimafia”, e la successiva, e così via.
Calatina
secondo
il “dizionario” redatto dal The Camilleri's fan club, significherebbe:
companatico. Origine non specificata.
Càlia
e simenza
misto
di fave, ceci e arachidi tostate e semi di zucca secchi e salati o non salati.
Calorio
Calogero.
Calumare
termine
marinaresco che significa allentare, mollare
(una cima, un cavo), tirare lentamente da un luogoall'altro una barca. In alcune
zone marinare dell'Agrigentino, calumare significa spingere qualcuno sott'acqua;
a Agrigento, ha il significato di inghiottire, mangiare con voracità.
Camiare
scaldare
il forno; infiammarsi, scaldarsi, ardere di febbre o di passione. E’ anche
termine pescatorio e significa spargere sul mare una poltiglia di mollica e
pesce marcito per attrarre i pesci; in senso figurato: sedurre, allettare.
Càmmara
camera.
Cammarino
di commodo
gabinetto
Camminari
a pedi lèggio
camminare
in punta di piedi.
Càmmisi
camice;
cammìsi significa invece camicie.
Camurria
grossa
scocciatura. Eufemismo per storpiamento della parola gonorrea, malattia venerea
fastidiosa, e per
tale origine veniva considerata una parola da non pronunciare in società. Ma di
ciò nessuno si ricorda più e camurria è di uso comune e disinibito.
Campiere
(Camperi)
Colui
che è preposto alla custodia dei campi, guardiano (Mort.). Nell'organizzazione
della società
contadina
mafiosa, il campiere era se il guardiano, ma degli interessi della mafia
piuttosto che di quelli del proprietario; non era sempre chiara, tuttavia,
l'appartenenza del proprietario. Il prefetto Mori cercò di tirarli dalla parte
della Legge ed organizzò per e con loro adunate antimafiose e gli conferì
attestati di lealtà civile e decorazioni al valore. Partito Mori...
Canala
tegole.
Cangiare
cambiare.
Cannalivari
carnevale.
Cannarozza
esofago.
Cannìlere
candeliere.
Càntaro
(Cantaru)
vaso
da notte. Per metafora, persona stimabile come un vaso da notte...
Cantàro
(Cantàru)
vecchia
misura di peso equivalente a cento rotoli, cioè circa ottanta chilogrammi.
Anche:
quintale.
Cantoni
(Cantuna)
conci
di tufo.
Canùscire
conoscere.
Capozziare
tuffarsi,
precipitare.
Càppisi
capsule,
proiettili.
Carcarazzo/a
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