
Rassegna stampa - Maggio 1999
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In anteprima, i due film tratti dai gialli dello scrittore siciliano, visti da uno spettatore eccellente. Che tesse l'elogio del poliziotto normale. Da invidiare.
Il commissario Montalbano e mi ritrovo a dire: 'Per un personaggio così sarebbe valsa la pena di tornare alla fiction'. Il produttore mi risponde che avevano pensato a me per il ruolo del protagonista (e perchè non l'ho saputo dal mio agente?). Buffo. Per il grande pubblico tv sarei passato dal commissario Cattani della Piovra al poliziotto inventato da Andrea Camilleri. Due personaggi immensamente diversi. E comunque Luca Zingaretti è un Montalbano perfetto, anche se fisicamente tradisce quello della pagina scritta: l'originale è più anziano e meno seducente. Luca però lo recupera con la testa, ci mette calore, spessore, bravura professionale. Zingaretti è il migliore attore della sua generazione.
Panorama |
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James Bond? "Nella realta' quel femminaro sarebbe stato eliminato in 32 secondi, pero' le spie vere sognavano di essere come lui. Anche il mio Montalbano e' una figura irreale, ma tutti i commissari lo amano". Parla Andrea Camilleri 73 anni, il caso letterario piu' clamoroso degli ultimi anni, autore di una decina di libri prerennemente in classifica. Il suo commissario Montalbano approda in TV il giovedi' sera su Raidue, in due film per la tv intitolati come i romanzi da cui sono tratti: "Il ladro di merendine" (6 maggio) e "La voce cel violino" (13 maggio). Montalbano conserva carattere ispido e inconfondibile, parlata sicula e si muove con scioltezza, tra criminali e brava gente di Sicilia. L'autore ci va cauto con il realismo: "L'unico romanzo di Montalbano che risponde a una verita' e' "La voce del violino": se non l'avessi fatto leggere al capo della Scientifica di Bologna, e lui non m'avesse fatto riscrivere 50 pagine, ci sarebbero delle baggianate mostruose".
Sorrisi & Canzoni, 08.05.1999 |
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74 anni, siciliano, regista di teatro e di TV, scrittore, fino a non molto tempo fa per pochi intimi, ora nel giro di pochissiomo, tradotto in tutto il mondo, Giappone compreso. Il suo "Birraio di Preston" (Sellerio '95) e' arrivato alla quindicesima edizione, ci hanno pure scritto 4 tesi e ne hanno fatto una versione anche teatrale. I suoi 4 romanzi sul Commissario Montalbano sono gia' un serial tv, in onda su Rai-2. E adesso, Andrea Camilleri, debutta anche come attore ne "La strategia della maschera" di Rocco Mortelliti, un giallo ambientato tra la Sicilia e Roma che ruota intorno alla sparizione di preziosi reperti archeologici. "Non e' la mia prima volta da attore - ci dice - mi e' capitato anni fa in "Quel treno per Venezia", serie tv tratta dai romanzi di Augias, con Rochefort. Io facevo il suo capo nei servizi segreti".
Film TV, 07.05.1999 |
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L'attore, stasera su Raidue, interpreta il commissario Montalbano nel "Ladro di merendine" tratto dall'omonimo romanzo Inizialmente Andrea Camilleri aveva detto di non vedere in Luca Zingaretti (il cattivo di molti film fra i quali Vite strozzate con Sabina Ferilli) l'esatto ritratto del suo commissario Montalbano: «È troppo pizziriddu», dicono avesse tuonato. Insomma a suo avviso l'attore romano non sarebbe stato adatto ad interpretare il ruolo del poliziotto siciliano protagonista dei suoi libri. Poi, però a film ultimato, Camilleri ha cambiato idea e ha fatto bene perché il Montalbano portato sul piccolo schermo da Zingaretti è simpatico, intelligente, siciliano quanto basta e soprattutto bravo. La risposta comunque la potrà dare il pubblico che stasera su Raidue alle 20.50 potrà godersi Ladro di merendine, regia di Alberto Sironi, il primo tv movie della serie Il commissario Montalbano. La storia è tratta dall'omonimo romanzo dell'autore siciliano. Il tema affrontato: assicurare alla giustizia l'autore di un omicidio. La vittima è un uomo di mezza età il cui corpo viene ritrovato da una guardia giurata nell'ascensore di uno stabile nel paesino di Viganà (un luogo immaginario in cui Montalbano svolge il suo ruolo di tutore dell'ordine). Dietro all'assassinio però ci sono tante altre storie una diversa dall'altra, una più inquietante dell'altra. Protagonisti del tv movie, oltre a Zingaretti, sono anche Guja Jelo (la moglie tradita) e la bellissima Afef Jnifen (una tunisina un po' prostituta, un po' terrorista). Stefano Munafò, direttore di Rai Fiction spiega che tutto quello che riguarderà Montalbano sarà di "proprietà" della Rai. «Abbiamo acquistato i diritti d'autore e al Ladro di merendine e alla Voce del violino (fra gli protagonisti anche Sergio Fantoni e Alessia Merz), che andrà in onda il 13 maggio, seguiranno La forza dell'acqua e Il cane di terracotta in lavorazione dall'autunno. La Rai ha anche firmato un'opzione con Zingaretti, che sarà il commissario Montalbano nella serie di sei (o otto) puntate, tratta dai racconti brevi di Camilleri, pubblicati da Mondadori». Si ha la sensazione che Montalbano possa diventare per Zingaretti quello che Cattani, ai tempi della Piovra, è stato per Placido. Ma l'attore di questo legame fra lui e il personaggio non ha paura: «Se questo si verificasse vorrebbe dire che lo sceneggiato ha avuto un grande successo e io ne sarei felice. Comunque - aggiunge - spetta a noi attori il compito di evitare certe pericolose identificazioni. Dobbiamo cercare di fare scelte sempre diverse e dimostrare così la nostra professionalità». Sul futuro della fiction in Rai Munafò aggiunge: «Bisognerà gestire bene il nostro successo. Dobbiamo percorrere la strada del giallo all'europea dove dietro all'omicidio o al fatto di sangue si nascondono storie di varia umanità». Sui serial scritti per Raiuno e per Raidue il direttore spiega che quelli per la prima rete hanno avuto e avranno una valenza popolare, mentre quelli per Raidue continueranno a puntare su contenuti un po' più complessi. E lo scontro fra Montalbano e Giusti (il poliziotto interpretato da Montesano che sempre stasera andrà in onda su Canale 5)? «Non c'è nulla da temere - confessa -, l'audience è importante ma fino a un certo punto». PATRIZIA SALADINI - Il Messaggero, 06.05.1999 |
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Per adesso sono soltanto due puntate, di cui la prima andrà in onda questa sera su Rai due. Ne seguiranno altre due in autunno, poi "Il commissario Montalbano" diventerà una lunga serie, di otto appuntamenti complessivi. L'interprete principale Luca Zingaretti sarà legato contrattualmente a viale Mazzini, nel senso, dice Munafò, responsabile della fiction, che potrà interpretare "Il commissario Montalbano" soltanto per la Rai. Un modo elegante per evitare eventuali scippi da parte della concorrenza, come è accaduto con "Amico mio". Nell'episodio che vedremo questa sera, c'è anche Afef nel ruolo di una cameriera prostituta di origine tunisina che viene brutalmente ammazzata. La regia dei due episodi e di quelli successivi è di Alberto Sironi. Pare che inizialmente lo scrittore Camilleri, dai cui romanzi sono tratti gli episodi televisivi, avesse qualche perplessità sul protagonista, immediatamente sfumata, dopo aver visionato le puntate, al punto che adesso, nella stesura del suo quinto libro, si ispira chiaramente al Montalbano interpretato da Zingaretti. "Un personaggio italiano con tutte le contraddizioni dei siciliani" dice Zingaretti, "un commissario che ama i cartoni animati alla Tv, mangia nelle trattorie periferiche, legge molto e soprattutto ozia". "Un uomo che mescola una ironica e disincantata interpretazione della realtà ad un rudimentale sentimentalismo che si estrinseca nell'affetto per la fidanzata Livia, interpretata da Katharina Bohm, già vista accanto a Massimo Dapporto in "Amico mio", dice Munafò che, ancora una volta, mette le mani avanti: "non temiamo la concorrenza di Enrico Montesano ne "L'ispettore Giusti" che va in onda in contemporanea su Canale 5. Il nostro è un investimento sul futuro, ma sono certo che daremo a Mediaset filo da torcere". Poi la polemica si fa più aspra: "la concorrenza ci strappa i personaggi e questo usura la fiction. Abbiamo notizia che Mediaset sta già studiando una serie analoga a Commesse, fiction con la quale noi siamo usciti dai ruoli standard". L'intenzione di viale Mazzini, a cui non sfugge che nella fiction targata Rai comincia a scricchiolare più di un tassello, è di raccontare la realtà attraverso il giallo che diventerebbe così un genere accessibile anche al grande pubblcio. Non a caso ricordano che Camilleri è stato negli anni sessanta lo sceneggiatore della serie televisiva "Il commissario Maigret" che ebbe tanto successo nella interpretazione di Gino Cervi. Marida Caterini - Il Tempo, 06.05.1999 |
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Su Raidue il commissario reso celebre dai fortunati romanzi di Andrea Camilleri esordisce come personaggio di una fiction. Lo interpreta Luca Zingaretti: 'M' affascinava, sono stato io stesso a propormi al provino' 'Una fiction difficile, tanto quanto può esserlo quella tratta da uno dei maggiori fenomeni letterari degli ultimi anni'. Stefano Munafò, responsabile di Raicinemafiction così definisce 'Il ladro di merendine' e 'La voce del violino', i due film tratti da altrettanti best-seller dello scrittore siciliano Andrea Camilleri e che hanno come protagonista il commissario Montalbano che dà il titolo alla miniserie, un personaggio diventato un vero e proprio caso letterario. Li vedremo in prima serata su Raidue, questa sera e il prossimo giovedì, per la regia di Alberto Sironi che, nel personaggio dell'indolente commissario, ha diretto l'eclettico Luca Zingaretti: dietro al suo Montalbano c'è l'arte vera della recitazione di un bravissimo attore prima di tutto teatrale (scuola Ronconi) ma che è più noto al pubblico come 'cattivo' de 'La piovra 8', 'Il branco' e 'Vite strozzate'. Ruoli sui quali Zingaretti non ha nula da recriminare ('quando funzioni in una parte, è quella che i produttori continueranno ad offrirti') ma che è venuto il momento di mettere da parte per un po'. 'Ringrazio la Rai che mi ha dato l'occasione per riscattarmi e farmi apprezzare anche come buono. Non appena ho saputo che si sarebbe portato sullo schermo Montalbano, io, che sono un suo grande estimatore avendo letto tutti i libri di Camilleri imperniati su questo personaggio, ho chiesto subito un incontro con i produttori Rai. Insomma, mi sono offerto per un provino, perché era troppo ghiotta l'occasione di poter interpretare un ruolo che molti attori vorrebbero ricoprire. Ho vinto la sfida ed eccomi qua'. La lavorazione dei due film ha richiesto dieci settimane di riprese effettuate tra Ragusa, Custonaci e Mazara del Vallo, per un costo complessivo di 4 miliardi e 800 milioni. Ma perché questo commissario piace tanto alla gente, Zingaretti risponde che 'probabilmente dipende dal fatto che ha un sapore antico. Montalbano richiama alle buone cose di una volta, a certi sapori genuini, alle atmosfere rilassate e solari che soltanto una terra come la Sicilia ispira in chi la vive'. Quanto al regista Alberto Sironi 'quando mi hanno proposto Montalbano - racconta - non ho avuto dubbi e ho detto subito di sì. Mi piace l'uomo testardo e onesto, mi piace chi, come lui, difende la sua libertà fino al punto di rinunciare alla carriera. E poi c'è la Sicilia, che da sempre fornisce gli scenari a storie di passioni, di intrighi, di delitti. Ho cercato di evitare la trappola della "sicilianità", restituendo a Vigàta, città metaforica in cui si svolgono le vicende del commissario, le sue origini di luogo mentale scaturito dalla memoria visionaria del grande Camilleri'. In autunno, infatti, cominceranno le riprese di altri due romanzi di Camilleri che hanno come protagonista il poliziotto siciliano, 'La forma dell'acqua' e 'Il cane di terracotta'. Vincenzo Terranova - Giornale di Sicilia, 06.05.1999
C'è un'attrice catanese tra i protagonisti de 'Il ladro di merendine': è Guia Jelo, che interpreterà la vedova La Pecora. Ha appena ultimato le repliche al Piccolo di Catania de 'Le cicale mi hanno resa pazza' con la regia di Lamberto Puggelli, questa interprete, una delle migliori del teatro siciliano che ha avuto più di un riscontro nel cinema, specialmente ne 'Le buttane' di Aurelio Grimaldi e ne 'La piovra', in televisione. Del teatro ricorda soprattutto il suo debutto ne 'La Nedda' di Verga, i due spettacoli con Sepe, il pirandelliano 'Così è se vi pare' e l''Arturo Ui' di Brecht, il Rosso di San Secondo allestito da De Monticelli, lo spettacolo di Walter Manfrè 'I corpi incorrotti delle Beate' e lo 'Sguardo dal ponte' di Miller che interpretò accanto a Michele Placido e le valse il premio Randone. 'Oggi, però _ tiene a sottolineare _ preferisco il cinema al teatro, perché la scena mi fa soffrire e si ripete sera dopo sera. In cinema quello che fai, resta'. Anche in televisione con Montalbano? 'Nel Montalbano televisivo sono stata molto facilitata da Alberto Sironi, un regista che sa fare il suo mestiere, sa trattare psicologicamente i suoi attori. Io sono un'attrice che va rassicurata, anche assecondata, ma non lasciata a se stessa, devo sentire su di me la direzione registica, altrimenti rendo meno. È la stessa impressione che ho avuto con Giacomo Battiato per la Piovra 9'. Si è ispirata alla 'Piovra'? 'In questa mia Vedova La Pecora del "Montalbano" mi sono leggermente ispirata al personaggio della "Piovra", anche se il mio ruolo è quello di una vedova catanese come me, e al commissario che mi chiede se mio marito avesse dei nemici rispondo "completamente, no!". Un modo tutto catanese che sta per "niente affatto", mentre "completamente", in siciliano, significa "sì", senza alcun dubbio. Una battuta che trovo esilarante, anche se non so come verrà compresa in italiano'. Nonostante lei viva da anni a Roma, ha sempre la sua Catania e la Sicilia nel cuore. 'E come potrebbe essere diversamente? Sono pazza di Segesta, dei Templi di Agrigento, della Valle del Belice, che mi inquieta e mi attrae tantissimo. E c'è soprattutto il mio amore per la gente e il panorama dell'Etna'. Carlo Rosati - Giornale di Sicilia, 06.05.1999
Per lo 'sbirro' di Vigata sconvolgimenti in famiglia Gli aficionados di Camilleri non abbiano alcuna paura, il buon vecchio Montalbano ritornerà più in forma che mai. E molto presto. Sellerio infatti pubblicherà a ridosso del prossimo Natale il quinto capitolo della saga del commissario di Vigata che, è una promessa, subirà grandi stravolgimenti in famiglia. Sarà un Montalbano vecchio e nuovo nello stesso tempo, un poliziotto più umano e meno 'sbirro', che seguirà ancora la pista scomoda e tutta siciliana di un altro delitto 'inturciuniato', sullo sfondo di capperi e trigliette allo scoglio. Il titolo è ancora da decidere, ma lo scrittore empedoclino è al lavoro per consegnare le bozze dopo l'estate. E poi? Poi il lavoro non gli manca visto che la casa editrice palermitana attende anche 'Il re di Agrigento', progetto a cui Camilleri è molto legato e a cui lavora da qualche tempo. 'Era la fine degli anni '70 e Sciascia mi segnalò questo scrittore di cui all'inizio pubblicai, nella collana storica, "La strage dimenticata". Ebbe un successo discreto, ma nulla di eclatante - sorride Elvira Sellerio, che sin dall'inizio ha puntato su Camilleri, oggi tradotto, in toto, in ben nove lingue compreso il greco e il giapponese - Camilleri mi portò in seguito "La stagione della caccia": ne lessi due pagine e mi bloccai, quella non era una lingua da proporre, era un groviglio. Le bozze rimasero sul mio comodino per giorni poi, spinta anche dalla simpatia dimostrata da Sciascia, mi armai di pazienza e continuai. E finii il romanzo in una notte, decidendone la pubblicazione il giorno dopo'. Ma devono passare ancora un po' di tempo e parecchi libri fino a quando Camilleri non viene scoperto da Masolino D'Amico prima e da Gianni Riotta poi: la fortuna è fatta, lo scrittore decolla. Lo vuole Mondadori (che pubblica 'Trenta giorni con Montalbano'), segue Rizzoli, ma Camilleri resta profondamente legato alla casa editrice palermitana. Nel frattempo, un altro appuntamento è fissato per i camilleriani doc (che 'snobbano' i 'montalbaniani' preferendo, con lo stesso scrittore, i romanzi che nulla hanno a che fare con il commissario): uscirà il 12 maggio per Rizzoli 'La mossa del cavallo', un nuovo libro in cui Andrea Camilleri ripercorrerà il filone 'storico' della Vigata di fine ottocento. Un altro dei suoi 'gialli' impossibili che partono dalle inchieste siciliane, sulla scia de 'Il Birraio di Preston', e che questa volta parlerà anche in dialetto genovese. Per chi poi non ce la facesse proprio ad aspettare, c'è il sito Internet del fan club dei 'camilleriani': l'indirizzo è htpp://www.angelfire.com/pa/camilleri/ e dentro c'è di tutto, dalle recensioni alle trame, da uno speciale statuto di adesione al club alle ricette di Angelina, madre di un 'picciotto' in galera e 'cammarera' dello sbirro. Simonetta Trovato - Giornale di Sicilia, 06.05.1999 |
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Uno profuma di capperi e basilico, vive in Sicilia, non lascerebbe mai la sua terra, e' un investigatore filosofo, gourmet; l'altro abita a Roma, e' "un Marlowe di Trastevere", secondo la definizione di Enrico Montesano. Una sfida impossibile quella di stasera tra Il Commissario Montalbano di Alberto Sironi (Raidue 20.50; con Katharina Bohm, Afef, Renato Scarpa e Guia Jelo) e l'Ispettore Giusti di Sergio Martino (su Canale 5 alle 21; nel cast Mietta, Paola Saluzzi). Due mondi, due mentalita', che non potrebbero essere piu' lontani: Luca Zingaretti, che da' vita al commissario creato da Andrea Camilleri (il film di oggi e' tratto da "Il ladro di merendine"), definisce il suo personaggio "un eroe all'antica"; Montesano vede l'ispettore "come un uomo ironico, pronto all'azione, allergico alle pistole". Come si dividera' il pubblico? "Non ci spaventa che sia abituato a un racconto diverso da quello di Camilleri " spiega il direttore di Raificrion Stefano Munafo' "L'investimento di Montalbano e' a lungo termine, su questo abbiamo gia' vinto: puntiamo alla qualita'. Vogliamo rilanciare un genere, il giallo, con forte connotazione italiana e europea. Dopo montalbano arrivera' Pepe Carvalho. La fiction Rai funziona, ma proprio per questo e' ora di cambiare, per evitare che i primi scricchioli diventino crepe: usciamo dal cliche' degli eroi ricorrenti e guardiamo di piu' alla letteratura. Peccato che Mediaset continui a fare copie delle copie: dagli spettatori alle "commesse". S.F - La Repubblica, 06.05.1999 |
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"Ha tutte le carte in regola per essere un' artista" recitava il buon Piero Ciampi, bene si addice questa sua strofa al profilo di Luca Zingaretti. Diplomato all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico", frequenta lo stage di danza per attori con Maurice Bejart. Debbutta in teatro con Luca Ronconi, al quale rimane legato negli anni per altri 5 spettacoli. Lavora con importanti registi italiani: Marco Risi, i fratelli Taviani, Nanni Loy, Giacomo Battiato e altri che per brevita' non citiamo. Diretto da Ricky Tognazzi, in "Vite Strozzate", e' uno spietato usuraio, al fianco di Sabrina Ferilli, un film con cui partecipa al festival del cinema di Berlino.
Gente, 05.05.1999 |
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Last modified
Monday, June, 10, 2002
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