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Il Commissario Montalbano - Volume 2



Autore Franco Piersanti
Data di pubblicazione 2003
Editore Sony Music - RTI
Collana image music


Colonna sonora dei telefilm del Commissario Montalbano - Volume 2
Musiche composte, orchestrate e dirette da Franco Piersanti

Contenuto del CD

"Il senso del tatto"
Isole
Notturno e egloga
Il sogno di Livia
Periglio e Teatro...
Moresca

"Gli arancini di Montalbano"
Il figlio segreto
In uno specchio scuro
Natale a Vigata
Orfanotrofio
Livia e Salvo

"L'odore della notte"
Una lunga ninna-nanna
Il cavallino arabo
Rivelazioni
Il racconto di notte
Ninna nanna breve

"Il gatto e il cardellino"
Grottesca
Labirinti
La verità finale
Addio al noir

 

Montalbano: tra egloghe, fisarmoniche e piano ‘scordato’
di Franco Piersanti

Gli ultimi quattro episodi di Montalbano mi hanno offerto, diversamente dagli altri, degli spunti su dei caratteri psicologici, magari tipici dei cinema, ma in questo caso ancor più nostrani perché appartenenti alla cultura siciliana raccontata e filtrata come sempre dalla voce di Camilleri. Ho quindi cercato di andare più a fondo nelle descrizioni psicologiche, che avevano già i loro contorni precisi, abbandonandomi di più musicalmente, e viceversa valorizzando anche quei piccoli episodi là dove ho captato spazio compositivo. Tra questi, sottolineerei, nell'episodio "Il senso del tatto", un personaggio che mi ha molto colpito, una donna di stampo nobilmente antico, vessata da un marito violento ma pur sempre a lui fedele, poiché, per vincolo, è l'unico che possa esercitare il potere su di lei. Tale 'femmina' mi ha ispirato il brano Notturno e egloga. L’egloga, una forma antica d'andamento pastorale e lirico, mi sembrava perfetta per "raccontare" la poesia di un sentimento così nobile poiché rappresenta un modo antico di vivere l'amore. Musicalmente l'ho reso con una melodia vagamente arcaica in cui la parte armonica ed il movimento dei bassi è sempre uguale mentre la melodia cambia continuamente e la cadenza è condotta da arpa e flauto. Nello stesso episodio è presente il brano Periglio e Teatro... che mi ha permesso di sottolineare un carattere peculiare a Montalbano già dalla prima serie, e cioè il grottesco e l'ironia che si fonde con quella teatralità consona alla Sicilia, alla sua lingua e dove la stessa scrittura di Camilleri mi ha dato la possibilità di avvicinarmi alla realizzazione di una sorta di caricatura grottesca/musicale. In questa brano ho parafrasato la 'tensione' che trasuda, pensando al teatro dei pupi, dove diventa tutto quanto un po' più piccolo, ma restando drammatico se così deve essere, impregnato comunque di quella cultura che ha quel loro particolare respiro. Un altro brano che citerei è Ninna Nanna breve che appartiene a "L’odore della notte". Qui la protagonista è una donna omicida che vuole confessare il suo delitto, attraverso però uno strano rituale. Accoglie nella sua grande e sontuosa villa in campagna, dove vive sola, Montalbano e lo porta a visitare le innumerevoli stanze al pian terreno. Qui inizia la melodia sul tempo del 6/8, di andamento molto popolare, una ninna nanna dove la pulsazione delle dissonanze ci conduce in uno strano 'ambiente', dove non si mette subito a fuoco la situazione, se non lentamente. I due protagonisti entrano ed escono da ogni stanza, ed in questo lento incedere sale contemporaneamente un senso di cattivo presagio che culmina nella camera da letto. Qui, scopriremo il corpo dell'amante della donna, da lei ucciso con un colpo di pistola, ma da lei, anche, perfettamente ricomposto e custodito. Questa, paradossalmente candida, elusione della realtà da parte dell'assassina, si accoppia con la sua stessa infanzia quando, morto il padre, la bambina aveva mostrato disturbi psicologici negando a se stessa tale morte. Ma Montalbano ne era al corrente. Ecco, la ninna nanna riesce, credo, a legare passato e presente nella drammaticità. Più in generale, timbricamente, per quello che riguarda l'orchestra, ho sempre cercato di tenermi lontano da quella che, volgarmente, viene definita la 'musica d'azione' o di 'servizio', per non cadere in un cliché musicale. Questo perché ho sempre creduto che Montalbano avesse la possibilità di reggere cadenze e stilemi particolari. La matrice è, quindi, quasi sempre ideologicamente regionale, recuperata attraverso, direi, due apporti. Il primo è rappresentato dalla fisarmonica, suonata molto liberamente, lontana, cioè, dalla resa usuale di tale strumento; il secondo è il piano 'scordato', che rende, da una parte, quel senso di antico, e, dall'altra, un sapore casalingo. Buoni risultati si sono ottenuti anche con l'uso di quest'ultimo in duetto con il piano accordato. Riguardo, infine, al mio rapporto con il regista Sironi, con il quale lavoriamo insieme dall'87 inventando immagini e musica, a questo punto non saprei più indicare 'chi influenza chi'. La fiducia che Alberto ha in me ci permette, rispetto alla musica, di incontrarci direttamente in sala di registrazione.



Last modified Wednesday, July, 13, 2011