La Repubblica, ed. di Genova, 08.12.2001
Da Camilleri a Ovadia la santa alleanza fra università e teatro
Nove Facoltà genovesi andranno in scena grazie alla Tosse
MICHELA BOMPANI

Oliver Sacks a Medicina, Moni Ovadia a Ingegneria: il Teatro della Tosse ha inventato un nuovo gioco, «Facoltà e Teatro». Ateneo e Sant'Agostino hanno stabilito le regole, a giocare, in verità, saranno gli studenti, che potranno contare su ottimi coach. Oltre al neurologo bestseller e al musicista attore scrittore, anche Giorgio Albertazzi e Vincenzo Cerami, Carlo Freccero e Biljana Srbljanovic, Rossana Rossanda e Andrea Camilleri. Più che un gioco, tra Università e Tosse, si tratta di una vera e propria scommessa: l'ha lanciata il caravanserraglio di Tonino Conte e Lele Luzzati, l'ha raccolta Sandro Pontremoli con dieci Facoltà. Troppe sedie vuote agli spettacoli, non per numero, ma per età: la generazione che va dai venti ai trentacinque, l'arte drammatica proprio non se la fila. E poi, basta con le porte stagne, sigillate, tra indirizzi umanistici e scientifici: la realtà (perché sul palco s'incontra quasi sempre lei, anche in una tragedia di Sofocle) va smontata in tanti modi, meglio se ognuno porta le sue tecniche e meglio se lo si fa insieme. E allora Maometto va alla montagna e la montagna, l'Università, è molto contenta della visita. E mentre Lele Luzzati dirigerà i lavori di travestimento di Palazzo Belimbau in teatro per l'«Oreste» di Vittorio Alfieri e Tonino Conte lavorerà a resuscitare Calderon de la Barca nell'ex chiesa di Sant'Agostino, la scommessa si giocherà sul tavolo delle conferenze e delle esperienze. Come quella di quaranta studenti di Medicina, bendati e guidati in un'esperienza tutta «sensoriale», da alcuni ipovedenti dell'Istituto David Chiossone.