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La Repubblica, ed. di Palermo, 31.3.2002
Il poeta di Raffadali che piace a Camilleri
Il personaggio. Mimmo Galletto, un autore da scoprire che lo scrittore definisce "raffinatissimo"

E' scavando nel giacimento culturale del sottosuolo letterario che mi sono imbattuto in un filone davvero intrigante che porta dritto al nome di Domenico Alvise (detto Mimmo) Galletto, poeta e commediografo dialettale di Raffadali, un autore parco e assai schivo, dotato di una sottilissima vena ironica, di un umorismo amaro, uno fra i pochi che ancora riescono a far ridere e a pensare al tempo stesso. Di lui ha scritto, in tempi non sospetti (1986), anche Andrea Camilleri il quale, nella prefazione alla raccolta di poesie "Aria di prima matina", dopo avere evidenziato «i risultati di splendida qualità che egli raggiunge» e rilevato «l'uso raffinatissimo» che Galletto fa del dialetto, capace di toccare «punte di altissima tensione», invita il lettore «a non fermarsi a una prima lettura (...) poiché (...) allora scoprirà che Galletto, come ogni poeta autentico, è assai più candido di quanto voglia apparire e assai più complesso di quanto voglia mostrare. E viceversa, naturalmente».
La produzione poetica, così come quella teatrale, di Mimmo Galletto s'irradia per tutto il vasto campo delle tribolazioni dei siciliani, cogliendone ansie e bisogni, sdegni e rifiuti, e soprattutto quel senso d'irriducibile fierezza, talvolta scambiato per fatua alterigia, che altro non è che un estremo tentativo di difesa di un'identità su cui incombe una nuova sconfitta. Sensazioni quasi palpabili soprattutto nelle due più recenti (1999) raccolte di poesie e di sonetti "Lustrura d'acqua" e in "Li rradici di l'arma", quest'ultima vincitrice, nel 2000, della XXVI edizione del prestigioso Premio internazionale di poesia Città di Marineo. Tuttavia, l'opera che più esalta la vena ironica di Galletto è certamente "Un tirribuli viaggiu" ovvero la discesa all'Inferno; una sorta di parodia del poema dantesco dove si accalcano, all'interno di un microcosmo che tanto assomiglia al contesto sociopolitico e morale di Raffadali, i dannati della moderna condizione umana, schiavi del potere e della ricchezza illecita, personaggi della politica e del malaffare, verso i quali si tende pietosa la mano del concittadinopoeta. Infine il teatro di Galletto: sei commedie in dialetto, recentemente raccolte in un volume fuori commercio, di elegante fattura artigianale, destinato ai «pochi veri amici».
Opere di pregio che tuttavia non riescono a varcare la soglia di una ristretta area di comunicazione, probabilmente perché scritte e recitate in dialetto. Eppure, in questa epoca, segnata dall'omologazione culturale planetaria che preannuncia la decadenza delle lingue nazionali in favore della nuova lingua imperiale, i dialetti e gli scrittori dialettali dovrebbero essere riconsiderati, rivalutati poiché - come scrive Luigi Pirandello - «una parola in lingua rappresenta il concetto della cosa mentre la stessa identica parola in dialetto ne rappresenta il sentimento». Queste ed altre autorevoli considerazioni, che valgono per Galletto e per tanti altri poeti e narratori dialettali, dovrebbero far riflettere un po' tutti e, in primo luogo, assessori e "operatori culturali" siciliani affinché orientino la spesa pubblica verso la riscoperta delle tradizioni culturali della Sicilia che costituiscono una grande risorsa, anche ai fini turistici.
Agostino Spataro
  

La Nazione, ed. Umbria, 31.3.2002
Un melograno per Cordio

TODI — Un cespuglio di melograno per ricordare il grande Nino Cordio, uno dei tanti artisti che hanno fatto della città di Jacopone la loro residenza, meta prediletta di pittori, scultori e personaggi del mondo dello spettacolo. E' l'ultima iniziativa dell'associazione «Amici di Todi», dopo il «secondo viaggio della rosa» in programma per la fine maggio-inizio giugno ad Istanbul: i soci, guidati dal presidente Alessandro Di Paola, doneranno alla città un melograno da piantare nel parco della Rocca, nelle vicinanze di quel roseto olfattivo per non vedenti che l'associazione creò tre anni fa. L'appuntamento, cui parteciperà il sindaco Catiuscia Marini e la cittadinanza, è per domani mattina, alle ore 10, e vuol essere un tributo di omaggio e di riconoscenza a Nino Cordio, per anni socio degli «Amici» e ammirato autore di litografie, incisioni e ritratti ad olio.
Cordio, che è morto quasi due anni fa, amava in maniera particolare i melograni, la sua residenza di campagna, a Collelungo, ne era piena e proprio ad un melograno si ispirava l'ultima opera, oggi nel suo paese natale. Qui l'amministrazione comunale ha costruito, in sua memoria, una fontana e vi ha collocato, al centro, una bella opera fusa in bronzo, raffigurante il melograno. A Todi, Cordio fu autore di molte mostre: l'ultima, nel 1998, nella galleria Extra Moenia di piazza Garibaldi dove furono esposte incisioni accompagnate da brevi poesie di Camilleri.
L'iniziativa degli «Amici di Todi» rientra nelle tante manifestazioni che animeranno la città in questo week-end pasquale.
Susi Felceti
 
 

Giornale di Sicilia, 27.3.2002
E al "Salon" di Parigi alla fine vincono i libri

PARIGI. La cosa più divertente è la fila per gli autografi. Sembra proprio che per i francesi sia vitale possedere un volume siglato, ivi compresi i libri per bambini e le avventure di Asterix. Anche i nostri, dalla Maraini a Consolo, da Bonaviri a Piazzese non si son potuti esimere. E via, di penna.
Il Salon du livre di Porte de Versailles era tutto un brulicare affaccendato di scrittori ed editori, uffici stampa e piccoli bureau, code e transenne davanti ai banchi da cui un viso noto faceva capolino (Eco e Baricco hanno lamentato crampi alle mani; per Camilleri, attese inutili).
[...]
I due librai che gestiscono il padiglione italiano inalberavano vessilli vittoriosi da 17 mila volumi - praticamente il doppio delle previsioni - venduti ad un giorno dalla chiusura ufficiale. Plauso unanime anche negli stand di Gilbert Joseph e Tour de Babel dove sono andate a ruba le traduzioni di Baricco, De Luca, Piazzese, Lucarelli. E degli osteggiati Camilleri, Eco, Tabucchi (che ieri ha ricevuto il premio di France Culture) e Maraini che per l'ufficio stampa dell'Associazione Italiana Editori praticamente non esistevano.
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Simonetta Trovato
 
 

Liberazione, 27.3.2002
E il pubblico si esalta per le mille lingue d'Italia
Frequentatissimo dai parigini il Padiglione italiano

Parigi.
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Grande successo per il filone del nuovo giallo all'italiana (qui lo chiamano il polar) con Carlo Lucarelli letteralmente tempestato di domande da decine di francesi entusiasti del suo "Guernica", un racconto tra il poliziesco e il politico ambientato nella Spagna del 1936 che il critico Claude Masplède incensa senza mezzi termini: «Un gioiello letterario, scritto in maniera pura e superba». Ma anche le rassegne dedicate alla letteratura dialettale con Andrea Camilleri vero e proprio mattatore, attirano il grande pubblico, curioso di scoprire la straordinaria ricchezza narrativa che proviene dalla tradizione letteraria delle nostre regioni.
[...]
D. Z.
 
 

Ecco il calendario degli appuntamenti con Andrea Camilleri al 22 Salon du Livre di Parigi (22-27 marzo 2002).
Martedì 26 marzo
12 h à 13 h, CAFE LITTERAIRE DE LA FNAC
Rencontre avec Andrea Camilleri, Marcello Fois, Sandrone Dazieri et Laura Grimaldi
Animée par Gérard Meudal
Organisée avec le Centre national du livre et l’Associazione Italiana Editori
16 h à 17 h, SALLE VICTOR HUGO
Nord-Sud. L’amour-haine
Avec Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri et Serge Quadruppani: trois auteurs et leur traducteur.
Rencontre animée par Gérard Meudal
Organisée par Paris bibliothèques et la Bilipo avec le Centre national du livre et l’Associazione Italiana Editori
19h30 à 21 h, SALLE CALVINO
Le roman policier italien: état des lieux
Avec Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti, Piergiorgio Di Cara, Laura Grimaldi et Laurent Lombard
Rencontre animée par Emmanuel Laurentin
Organisée par Paris bibliothèques et la Bilipo avec le Centre national du livre et l’Associazione Italiana Editori
Mercoledì 27 marzo
15h30 à 17 h, SALLE DANTE
De l’Histoire au Roman
Avec Bruno Arpaia, Andrea Camilleri, Valerio Evangelisti et Rosetta Loy
Rencontre animée par Jean-Yves Masson
Organisée par le Centre national du livre et l’Associazione Italiana Editori





Corriere della Sera, 24.3.2002
Ingrao e Camilleri «E’ la più grande»

«E’ la manifestazione più grande che ho mai visto a Roma», e lui, Pietro Ingrao, padre storico della sinistra italiana, ne ha viste «tante che erano pure grandi: speriamo che chi deve decidere sappia raccogliere il desiderio di cambiamento che questa manifestazione dimostra». Entusiasta anche lo scrittore siciliano Andrea Camilleri: «Valeva la pena di farmi operare agli occhi per vedere questa bellezza di bandiere rosse che non vedevo da tanto tempo».
 
 

La Nazione, 24.3.2002
Camilleri 'sfila' con gli empolesi

Lo scrittore Andrea Camilleri, il creatore del commissario Salvo Montalbano, ha partecipato alla manifestazione romana della Cgil sfilando per un tratto insieme agli empolesi e ai valdelsani a cui ha chiesto ospitalità. E' stato accolto calorosamente e con richieste di autografi e di fotografie. «Mi ha detto — ricorda il sindaco Vittorio Bugli — che la Toscana gli piace anche dal punto di vista politico».
 
  

La Repubblica, ed. di Roma, 23.3.2002
I racconti romani incantano Parigi
Al Salon du Livre, la città eterna vista da cinque scrittori I sindaci Veltroni e Delanoe hanno presentato una raccolta di novelle pubblicate la scorsa estate da "Repubblica"

PARIGI - Per onorare il gemellaggio tra Roma e Parigi, in occasione del "Salon du livre 2002" consacrato all'Italia, il sindaco di Roma Walter Veltroni e il suo omologo parigino Bertand Delanoe hanno offerto al pubblico francese un elegante libretto contenente alcuni dei racconti, ambientati nella città eterna, pubblicati l'estate scorsa dalla cronaca romana di Repubblica. Con una breve cerimonia svoltasi nello stand del Municipio di Parigi, al centro del grande padiglione della Porte de Versailles che ospita il salone, Veltroni e Delanoe hanno presentato un volumetto che «attraverso la penna di scrittori di talento», ha sottolineato il sindaco di Parigi, «raccontano una Roma romantica, luminosa, intima e affascinante, rivelando in cinque storie di quotidianità l'anima della città. Chi conosce Roma vi troverà delle sensazioni e delle impressioni vissute. E colui che non la conosce non proverà il sentimento di viaggiare in una città straniera». Un'occasione, secondo Delanoe, per «offrire ai parigini il piacere della lettura e la scoperta letteraria della città eterna: i parigini amano Roma e i romani amano Parigi».
Si tratta di cinque novelle brevi ispirate alla città, scritte da altrettanti autori che vivono a Roma. Per due estati consecutive la cronaca di Repubblica, ha pubblicato nell'estate del 2000 dieci "Storie d'amore", seguite nel 2001 da dieci racconti sulle "Notti romane". Si tratta di scrittori importanti nel panorama letterario contemporaneo italiano che rappresentano con talento diverse generazioni e diversi stili della nostra letteratura. «Questo libretto - come ha detto Veltroni - vuole essere un segno tangibile dell'incontro tra le nostre due città a questo «Salon du livre». Roma ha continuato il sindaco scrive, racconta, filtra il suo mondo infinito attraverso la penna di chi sa ascoltarla. E stimola gli autori che raccolgono i suoi umori, la sua atmosfera, i suoi colori. E' il disegno delle parole, delle immagini filtrate dallo sguardo di questi scrittori» attraverso i quali Roma svolge le sue storie». I cinque racconti scelti sono «I parapioggia innamorati» di Andrea Camilleri; «Baci dimenticati» di Vincenzo Cerami; «Non senti come è semplice la vita? di Marco Lodoli; «Respira piano ma respira» di Niccolo Ammaniti; «Alti tradimenti» di Romana Petri. Il libretto è in edizione bilingue coi testi italiani e francesi, a fronte ed è stato realizzato con la collaborazione della Casa delle Letterature.
Veltroni ha approfittato dell'occasione per presentare alla stampa parigina il ricco programma culturale romano per la primavera - estate 2OO2. Si tratta di un ricchissima serie di avvenimenti tra i quali la grande manifestazione organizzata per il centenario dell'apertura al pubblico di Villa Borghese, uno dei parchi culturali più importanti del mondo, l'inaugurazione , il 21 aprile, dell'Auditorium e l'apertura di una serie di mostre alle scuderie papali del Quirinale (Rembrandt) al Vittoriano (Cézanne) e a Trastevere (Roma tra le due guerre». A Roma - ha detto Veltroni - si può venire «non solo per quello che c'è stato, ma anche per quello che c'è».
Franco Fabiani
 
 

Il Messaggero, 23.3.2002
Palazzetto della comunicazione, Anfossi legge Camilleri

ASCOLI - Nuovo appuntamento con «Scrittura e Dintorni». Oggi, alle ore 18, presso i locali del palazzetto della Comunicazione-Libreria Rinascita, sarà la volta di Ermanno Anfossi, che leggerà e racconterà il libro di Andrea Camilleri «Il birraio di Preston», trattandolo come fonte di scoperte, divertimento, riflessioni. Dirigente Rai, Ermanno Anfossi ha il merito di aver portato in radio persone come Lippi, Lauzi, Romina Power e Luciana Litizzetto. Ancora in attività, è presente talvolta in Remix, in onda la domenica mattina su Radio Tre. Al termine ci sarà una degustazione di formaggi, salumi e vini del Piceno, con le specialità proposte dal negozio «Ezio il Buongustaio» e dall’azienda vitivinivola «Saladini Pilastri» di Spinetoli. E’ prevista anche una cena con l’autore al il ristorante «La locanda del pianoro».
 
 

Il Giorno, 23.3.2002
La compagnia Felice Musazzi presenta «Teresa e Mabilia»

ABBIATEGRASSO — Appuntamento, questa sera alle 21, con la compagnia dialettale legnanese "Felice Musazzi". Gli eredi del grande attore legnanese presenteranno lo spettacolo "Teresa e Mabilia, show in famiglia". La regia è affidata ad Antonio Provasio, le scenografie e i costumi sono invece firmati da Enrico Dalceri. L'appuntamento è da non perdere, visto che i testi dello spettacolo provengono direttamente dal repertorio dello stesso Felice Musazzi e di Provasio. Dal teatro alla lettura. Dopo il successo riportato dall'incontro dedicato a Calvino, la libreria "Il Gabbiano" chiama di nuovo a raccolta gli amanti delle buone letture per un altro appuntamento con "Il sabato del villaggio". Questa volta in cartellone c'è un incontro dedicato allo scrittore di "gialli" Andra Camilleri. Oggi pomeriggio alle 17 i locali della libreria di via San Carlo ospiteranno tutti coloro che vorranno leggere e discutere con altri amici le pagine più belle di uno dei più affermati scrittori italiani.
M.Az.
 
 

Il Giornale di Vicenza, 23.3.2002
Oggi alle ore 18, alla Venice Design Art Gallery di Vicenza, la presentazione della rivista
"Summa", una bussola per l’arte
In questo terzo numero articoli e fotografie dedicati al "segno"

Oggi alle 18, alla Venice Desing Art Gallery di Vicenza in viale della Scienza 12 (zona Fiera), ci sarà la presentazione del n. 3 (febbraio 2002) della rivista Summa - Revue Internationale d’Art Mo derne . Si tratta di una prestigiosa rivista internazionale di arte contemporanea, pubblicata dalla Fondazione Carmassi-Druart a scadenza semestrale, che si propone di presentare «alcune chiavi di lettura ai viaggiatori che sono alla ricerca di una bussola per il prossimo millennio» nel vasto panorama dell’arte. L’incontro è patrocinato dall’Assessorato ai Servizi culturali del Comune di Vicenza e l’assessore Mario Bagnara porterà il saluto dell’amministrazione ai partecipanti alla tavola rotonda di presentazione, che sarà coordinata dal prof. Lionello Puppi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; interverranno Arturo Carmassi, direttore della rivista, e alcuni mebri del comitato scientifico composto da personalità nell’ambito artistico-culturale internazionale: lo scrittore Andrea Camilleri, Ernesto di Mauro dell’Università La Sapienza di Roma, il cineasta Jean-Marie Drot, il giornalista on. Ernesto Fedi, M.A. Screech della Oxford University, Hans Siepe della Düsseldorf Universität.
 
 

Il Messaggero, 22.3.2002
PAROLE CONTRO
Regime & concordia: nozze impossibili

ROMA — C’è il «regime» oppure no? E se esiste, è pensabile condurre insieme al titolare della nuova autocrazia - «Forattini deve disegnare Berlusconi con gli stivaloni neri, come faceva con Craxi», sostiene lo scrittore Andrea Camilleri
[...]
Mario Ajello
 
   

La Città, 21.3.2002
A Salerno una tre giorni di impegno civile
Ad aprile teatro, cinema e attualità politica. Tra le prime adesioni c'è quella di Camilleri
L'attore salernitano Nuccio Siano è il promotore

Le date sono state già fissate ed anche le adesioni degli intellettuali, prima tra tutte quella di Andrea Camilleri, continuano ad arrivare al fax di casa dell'attore Nuccio Siano, che ha voluto che Salerno fosse il teatro di una tre giorni di grandi eventi culturali, ma anche di dibattiti e riflessioni. Una iniziativa in qualche modo vicina ai girotondi che stanno riempendo le piazze in questi giorni, ''un'espressione di democrazia pulita che dovrebbe far riflettere i politici che invece osservano con un certo snobismo'' dice Nuccio Siano L'idea del bravo attore salernitano da anni trapiantato a Roma, è di promuovere a Salerno una tre giorni, dal 24 al 26 aprile, «in cui l'arte sia al servizio dell'impegno civile e sia una testimonianza di libertà». Il programma è stato già definito nelle sue linee principali ed anche il titolo della manifestazione che è ''R(i)esistenza'', «non per una commemorazione nostalgica di una data - tiene a precisare Nuccio Siano - ma per promuovere una serie di eventi che possano abbracciare molte fasce della società: innanzitutto i giovani ma anche i vecchi». Nella prima giornata sarà proiettato ''Italian Soldiers'', un film documentario di Francesco Cabras che è stato girato nel corso della lavorazione del film ''Il mandolino del capitano Corelli'' di cui è stato protagonista lo stesso Siano. Un racconto dell'esperienza sul set di Cefalonia, un'indagine sulla vita dei giovani attori che Cabras ha voluto raccogliere in un film di 50 minuti presentato al Torino Film Festival, andato in onda su Tele + con un grande successo di pubblico e di critica. Ma proprio quell'esperienza della lavorazione del film ha particolarmente segnato Siano. «Ho riflettuto a lungo - spiega l'attore - sull'impegno di tante persone che si sono sacrificate per degli ideali. Mi è scattato un punto di svolta per quanto riguarda l'impegno civile». La sezione cinema nell'ambito della tregiorni salernitana continuerà con la proiezione de ''Il Vangelo secondo Matteo'' di Pasolini e con la presentazione del film documentario di Davide Ferrario ''I giorni del G8 a Genova''. Tutti i film saranno accompagnati da dibattiti a cui parteciperanno Andrea Camilleri, Vieri Razzini e Rino Mele. Nella sezione dedicata al teatro sarà portato in scena il lavoro ''I sette peccati capitali'' dall'opera omnia di Bertol Brecht e Kurt Weill con l'adattamento e la regia di Nuccio Siano. Sono previsti altri due spettacoli: ''Tribù'' scritto e diretto da Duccio Camerini e ''C'ero anche io'' di Francesco Feola. Sarà dato spazio anche alla musica: l'associazione salernitana ''Akroaterion'' guidata da Roberto Marino presenterà una rielaborazione dei canti della Resistenza. Ci sarà poi uno spazio interamente dedicato ai giovani gruppi rock salernitani. Anche il presidente Ciampi è stato informato dell'iniziativa, esprimendo una ''ideale adesione''.
Monica Trotta
 
 

Gazzetta del Sud, 21.3.2002
Inchiesta del «Nouvel Observateur» alla vigilia del Salone del Libro di Parigi
Italia a rischio fascismo?
Solo uno degli scrittori intervistati ha risposto sì: Vincenzo Consolo

Rischio di fascismo in Italia dopo l'ascesa al potere di Silvio Berlusconi? Il «Nouvel Observateur» lo ha chiesto a sette famosi scrittori della Penisola e soltanto uno, Vincenzo Consolo, ha risposto sì.
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«Il fascismo? Ma fatemi il piacere! Ho 76 anni e l'ho conosciuto», sbotta Andrea Camilleri e paragona Silvio Berlusconi ad un «gas malefico che si infila sotto la porta della vostra casa e alla fine rischia di deformare la democrazia».
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Oltre alla domanda sul fascismo il Nouvel Observateur ha chiesto ai sette scrittori se «bisogna resistere al potere di Berlusconi» e se «il potere della tv e la tendenza all'uniformità culturale nuocciono alla creazione».
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A detta di Camilleri l'Italia già «brulica di reti informali di resistenza», «non c'è solo la tv per comunicare. Ci sono le e-mail, i piccioni viaggiatori, gli appelli e i manifesti».
[...]
Jean Cantona
 
 La Stampa, 21.3.2002
Sono pronto a partire

ROMA «IO sono pronto ad andare. Se serve a combattere le menzogne di chi dice che in Italia non c´è democrazia, se serve a dissipare le visioni apocalittiche di questi cultori dell´incubo, sabato mattina potrei già essere al Salone del libro di Parigi». E´ martedì sera e nel palazzo del Ministero dei beni culturali in via del Collegio romano non è ancora arrivata l´eco dei colpi di pistola di Bologna. Ma l´ampio studio di Giuliano Urbani è ugualmente un porto di mare. E le acque sono agitate. Il ministro deve fronteggiare l´ira di uno dei suoi consulenti più in vista, che minaccia le dimissioni a causa dell´«ingratitudine» di Vittorio Sgarbi. Poi una interminabile riunione. Dalla quale escono fra gli altri l´ex direttrice del manifesto Luciana Castellina e il regista comunista Citto Maselli. «Ha visto?», sorride sornione Urbani, «questi sono quelli che vanno all´estero a dire che abbiamo instaurato un regime. Però a Roma discutono con il ministro fascista, il quale li ha lasciati al loro posto nella Commissione cinema, dei finanziamenti da distribuire ai film italiani».
Signor ministro, il Salone del libro di Parigi si apre fra le pesantissime critiche di intellettuali italiani. Che cosa risponde ai Tabucchi, agli Scola, al professor Ginsborg?
«Che sono dei visionari, inseguono gli incubi che popolano la loro mente e li proiettano sulla realtà. Chi dice che non c´è democrazia, che abbiamo costruito un nuovo fascismo, è sciocca o in malafede».
Andrea Camilleri sostiene che potrebbe dialogare con un post-fascista come Fini, ma non con il «marziano» Berlusconi.
«Come mai allora pubblica i suoi libri con la casa editrice d´un marziano? Mi interrogo sullo spessore etico di questi miracolati che prima campano sulle spalle del marziano e poi gli sputano addosso».
[...]
Umberto La Rocca
 
 

Il Messaggero, 21.3.2002
«Massimo è un perdente»
«Antipolitici noi o chi ha legittimato Berlusconi?»

ROMA
[...]
Della nomenklatura ulivista, a parte Giovanni Berlinguer che è il più morettiano di tutti, all’esibizione di Nanni (e dello scrittore Andrea Camilleri, del filosofo Flores d’Arcais, in platea c’è Freccero) non partecipa nessuno.
[...]
Il paradosso comunque è che, alla fine, Moretti viene superato a sinistra sia da Camilleri («Nanni dice che i politici sono improvvisati? No, sono pericolosi») e dal sindacalista Sabattini («Nanni dice che bisogna battere Berlusconi con la politica? A me non importa come, basta sconfiggerlo»). E Moretti - non si offenda - finisce per rivelarsi il più politico di tutti.
Mario Ajello
 
 

La Stampa, 20.3.2002
Moretti in campo, frustate a destra e sinistra
«ANTIPOLITICO DARE LA PATENTE DI STATISTA A BERLUSCONI E FARE PERSONALISMI AI VERTICI DELL´ULIVO»

ROMA. L´avversario da battere - e, secondo alcuni, da abbattere - è Berlusconi. Ma il nemico "domestico" si chiama D´Alema. I girotondisti che tornano a riunirsi, questa volta in un teatro romano, non hanno dubbio alcuno su questo punto. L´iniziativa dal titolo "La primavera dei movimenti" è stata organizzata da Micromega. Sul palco, il direttore della rivista, Paolo Flores D´Arcais, lo scrittore Andrea Camilleri, il leader della Fiom Claudio Sabattini, il pro sindaco di Venezia Gianfranco Bettin, e la "star" della manifestazione, Nanni Moretti.
[...]
Anche Camilleri è convinto che «le avvisaglie di un regime ci siano tutte», e Bettin è dello stesso avviso.
[...]
Ma anche se non la pensano allo stesso modo, tutti rispondono di sì all´invito di Camilleri: «Teniamoci in contatto». No, non si perderanno di vista, i girotondi continueranno, ma, come avverte il leader, cioè Nanni Moretti, «non ci sarà un´istituzionalizzazione dei movimenti».
Maria Teresa Meli
 
  
 Il Nuovo, 19.3.2002
Rai: premiato Il commissario Montalbano - La gita a Tindari
In occasione degli incontri internazionali della televisione, riconoscimenti per la fiction tratta dal romanzo di Camilleri e per Luca Zingaretti, come migliore attore.

MILANO - Nuova affermazione della Fiction Rai in un Festival Internazionale. Gli incontri internazionali della televisione di Reims si sono conclusi con la assegnazione di due premi al film-tv Il Commissario Montalbano - La gita a Tindari, tratto dall'omonimo romanzo di Camilleri, diretto da Alberto Sironi e prodotto da Rai Fiction e Palomar. Il premio per la migliore interpretazione è stato assegnato a Luca Zingaretti, nel ruolo del Commissario Montalbano. Il premio per la migliore colonna sonora è stato assegnato a Franco Piersanti, autore delle musiche del film-tv. Al concorso hanno preso parte numerose produzioni di fiction francesi, europee e americane.
   

L'Unità, 18.03.2002
Oltre 200 intellettuali uniti contro Berlusconi a difesa dello stato di diritto

Un appello ‘trasversale’ contro Berlusconi per difendere lo stato di diritto in Italia. Lo hanno firmato oltre oltre 200 intellettuali di diversa estrazione politica provenienti per lo più dal mondo delle università e della cultura.
«È necessario - si legge nel testo dell'appello titolato ‘Opposizione civile’ presentato oggi in una conferenza stampa a Montecitorio - che i cittadini di destra, di centro e di sinistra, che hanno a cuore i principi fondamentali di una democrazia liberale, si mobilitino e usino tutti i mezzi che la stessa democrazia liberale offre per opporsi alla deriva in atto».
E ancora: «Occorre superare ogni contrasto e convergere su un programma con un chiaro obiettivo prioritario: difesa dello stato di diritto da cui deriva la necessità di un'opposizione senza compromessi al governo». «Non siamo ancora in un regime – dichiara l'economista Paolo Sylos Labini tra i firmatari dell'appello – perché altrimenti io sarei agli arresti domiciliari. Ma poco ci manca e ogni giorno si fanno dei passi in avanti in questo senso. Fino a qualche mese fa regnava la depressione, il senso di impotenza. Ma ora le cose sono cambiate. La gente è scesa nelle piazze e ha deciso di reagire. C'è stato il Palavobis, S.Giovanni, manifestazioni ovunque...». Ma tra le tante iniziative promosse in questi giorni questa dell'appello ‘trasversale’, osserva il direttore di ‘Critica liberale’ Enzo Marzo, «è forse la più pericolosa per Berlusconi perché non ha una connotazione politica precisa. Hanno firmato giornalisti come Enzo Biagi, di ‘Famiglia cristiana’ come Angelo Bertani, imprenditori come Paolo Marzotto, docenti universitari come Nicolò Lipari e scrittori come Andrea Camilleri ed Ermanno Rea. Per non parlare di tutto quel mondo scientifico che non ha mai preso una posizione politica precisa, ma che per dignità ha deciso di scendere in campo». «Da tutta Italia insomma - dichiara - stanno insorgendo contro la strage dello stato di diritto che sta compiendo questo governo. Del resto quando si trattò di combattere il fascismo si unirono togliattiani, monarchici e moderati. Non siamo nella stessa situazione, ma perché non dovrebbe essere così anche ora?».
Tutte le associazioni che stanno nascendo spontaneamente in mezza Italia per la difesa dei «valori di democrazia liberale», aggiunge Elio Veltri, «dovranno coordinarsi e scambiarsi informazioni. Già sabato prossimo ad esempio ci vedremo con alcuni di loro per mettere a punto iniziative e programmi». Ma la prima azione politica, prosegue, «dovrà essere quella di un impegno per i referendum contro leggi come quella sulle rogatorie e sul conflitto di interessi. Per non parlare poi di quello contro l'articolo 18.
Sempre se la sua riforma passerà».
Red
 
 

 

Il Sole - 24 Ore, 12.3.2002
Voilà, la letteratura è servita
Il menu del grande appuntamento editoriale che si apre venerdì 22 marzo a Parigi offre un'ampia scelta di autori italiani

[...]
Nelle scacce di Camilleri, che ne sforna in continuazione, si sente tutto il sapore della Trinacria, perchè sono tradotte in francese direttamente dal siciliano. Si mangiano in un boccone. Il sapore è vecchio e nuovo, il che piace sempre: un francese mica vuole perdere le sue certezze sulla mafia e sulla Sicilia.
[...]
Giuseppe Scaraffia
 
 
 
 Il Tirreno, 17.3.2002
«L'Italia ormai è un caso orripilante»
Da Parigi «i professori» sparano a zero sul governo Berlusconi
«All'inizio il fascismo di Mussolini era molto meglio di questo...»

PARIGI. «Internazionalizzare» il caso Italia e far sì che i francesi e tutti gli europei tengano d'occhio l'attività del governo della Casa delle Libertà. E' stato questo il risultato dell'incontro che ieri ha visto riuniti a Parigi al Teatro Odeon vari intellettuali anti-berlusconiani fra i quali Bertolucci, Vattimo, Scola, Tabucchi e «Pancho» Pardi. Il dibattito, che si è svolto nel pomeriggio ed è stato trasmesso in diretta dalla radio pubblica «France Culture», aveva come titolo: «Pericoloso sporgersi, dove va l'Italia?».
L'incontro ha ruotato intorno a tre temi principali: l'attuale situazione del mondo della cultura italiana, i problemi della Giustizia e i rapporti con l'Europa. Ognuno di questi argomenti di dibattito è stato introdotto dalla lettura da parte di attori e la discussione è stata interrotta dalla declamazione di testi di Pasolini, Gadda, Camilleri e Moretti.
Nessuno degli intervenuti è stato morbido con il governo Berlusconi: a dare il «la» della discussione è stato il filosofo Gianni Vattimo, che ha sottolineato come alcuni dei principali provvedimenti in corso di attuazione da parte dell'attuale governo - ovvero «le scuole private, la rottura del fronte sindacale, la separazione delle carriere nella magistratura, l'abolizione dello statuto dei lavoratori» - fossero scritti nel «Piano di Rinascita Democratica» della P2 di Licio Gelli. Gli ha fatto eco lo scrittore Vincenzo Consolo che ha parafrasato Victor Hugo per dire che in questo momento in Italia c'è polizia e malaffare dappertutto e giustizia da nessuna parte. Tutti i partecipanti hanno tenuto a evidenziare come il «caso Italia» non sia un fenomeno a parte, unico in Europa: «l'Italia non è affatto un'eccezione, sfortunatamente per voi - ha detto Vattimo - all'inizio il fascismo di Mussolini era molto meglio di quello di Berlusconi, che non è neanche sociale». Francesco «Pancho» Pardi ha poi continuato «l'Italia è la malata d'Europa, è un caso orripilante, ci aspettano i 4 peggiori anni della nostra vita, anche se non si può parlare di fascismo, quanto di un potere televisivo totalitario e incontrastato». Unanime poi l'appello alla Francia e a tutta l'Europa per sostenere l'opposizione a Berlusconi: Bernardo Bertolucci, indirizzandosi ai principali responsabili politici europei li ha invitati a preoccuparsi per la situazione italiana «prima di trovarsi davanti tanti piccoli Goebbels, come fuochi fatui. Fatelo - ha concluso fra gli applausi - e la gente sarà con voi. Anche molti italiani». L'incontro si è concluso con le parole di Tabucchi che ha ribadito il suo attaccamento all'Italia che è «un bellissimo Paese», anche se ora «è rappresentato da quanto ha di peggio». Infine l'ultima stoccata contro il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, a suo vedere, non tutela affatto la Costituzione. «Se non lo fa lui, ci deve proteggere il Consiglio d'Europa», ha concluso.
 
  

La Nazione, 16.3.2002
Camilleri e Carmen Consoli al Molinello?

RAPOLANO TERME — E' il giorno del Molinello, il premio internazionale di letteratura. Oggi alle 16.30, al teatro del Popolo, la giuria presieduta da Mario Luzi e composta da critici e letterati fra i quali Nicla Morletti, Giovambattista Alfano, Marco Delpino, Giulio Panzani, l'assessore Giulio Pini, Luigi Pumpo e il sindaco, Alvaro Forzoni, designerà i premiati per l'edito, l'inedito, narrativa e poesia, e la sezione giovani.
Ci saranno inoltre i premi alla carriera e speciali a Enzo Bettiza, Roberto Pazzi, Giampiero Gamaleri, Raffaello Uboldi, Sergio Pent e Roberta Manuali. Ci saranno poi quasi certamente ospiti particolari, come sempre è accaduto nelle cinque edizioni precedenti del premio. Gli organizzatori non si sbottonano, ma probabilmente oggi avranno Andrea Camilleri e Carmen Consoli, alla quale è dedicato il libro della Manuali.
 
 

ManiPulite.it - Newsletter n. 5, 15.3.2002
MicroMega organizza per il 19 marzo, ore 16-19, presso il Teatro Quirino, via delle Vergini 7, ROMA
LA PRIMAVERA DEI MOVIMENTI: legalità, impegno, cultura, lavoro, informazione, diritti…

PARTECIPERANNO:
Gianfranco Bettin
Andrea Camilleri
Paolo Flores d’Arcais
Eliana Minicozzi
Nanni Moretti
Luigi Pintor
Claudio Sabattini
(segretario Fiom-Cgil)
Giovanni Sartori
(in collegamento da New York)

Il sito internet www.manipulite.it, nella sezione "Micromegaweb" (raggiungibile anche da www.micromega.manipulite.it) vi dara' la possibilita' di seguire anche sul web, sia pure non in tempo reale, l'evento.
 
 

Il Manifesto, 15.3.2002
L'APPELLO
Nella piazza Cgil anche Moretti,Benigni e Dario Fo

Da Nanni Moretti a Roberto Benigni, da Dario Fo a Francesco De Gregori. Sono centinaia gli artisti e gli intellettuali che hanno aderito alla grande manifestazione della Cgil che si svolgerà sabato 23 marzo a Roma, per protestare non solo contro le modifiche all'articolo18 dello Statuto dei lavoratori, ma anche contro i provvedimenti del governo su pensioni, fisco e scuola.
In tantissimi tra cantanti, registi, attori, intellettuali, accademici, esponenti del mondo della politica hanno firmato un appello il cui slogan è "La dignità della persona non ha prezzo": non solo il premio Oscar Benigni e il Nobel Dario Fo con la moglie Franca Rame, ma anche personaggi come Corrado e Sabina Guzzanti, o il trio Aldo Giovanni e Giacomo, o ancora intellettuali come Dacia Maraini e Curzio Maltese. Hanno firmato anche Francesco Guccini, Jovanotti, Bennato, Beppe Grillo, Cristiano De André, Stefano Accorsi, Dario Argento, Francesco Nuti, Francesca Neri, Enzo Jacchetti, Alex Britti, Sergio Castellitto, Daniele Luttazzi, Sabrina Ferilli, gli Avion Travel, Gene Gnocchi, Piero Pelù, Nicola Piovani, Monica Guerritore, Roberto Vecchioni, Daniele Silvestri, Paolo Rossi, Giulio Scarpati, 99 Posse, Almamegretta e tanti altri.
E intanto Nanni Moretti, Andrea Camilleri e Francesco De Gregori hanno detto sì all'iniziativa del direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, che ha annunciato la partecipazione alla giornata del 23 marzo dei movimenti spontanei che hanno dato vita alla manifestazione del Palavobis a Milano e ai girotondi in tutta Italia.
 
 

La Stampa, ed. di Savona, 14.3.2002
Gemellaggio
Giornate siciliane da oggi a Loano

LOANO. Prenderanno il via oggi giovedì a Loano le «Giornate Siciliane» dedicate a Luigi Pirandello. In programma l´inaugurazione nelle sale di Palazzo Doria di una mostra a lui dedicata e un recital di poesie e novelle tratte da sue opere riservato agli studenti delle scuole superiori. Questa sera, sul palco del Loanese, l´Accademia teatrale di Sicilia metterà in scena «La giara» e dopodomani pomeriggio, in piazza Rocca, «Mistero buffo siciliano» collage di serenate, proverbi e scioglilingua seguito dalla degustazione di alcune delle più famose specialità dell´isola. Le «Giornate Siciliane» tornano a Loano dopo la felice esperienza del 2001. Quest´anno sono state inserite come fuori programma nell´ambito della rassegna teatrale del Loanese e allargate al centro cittadino. Questa mattina, a palazzo Doria verrà aperta la mostra che ripercorre in venti quadri i luoghi dell´antica Girgenti, l´odierna Agrigento dove nacque Pirandello. All´inaugurazione della mostra seguirà un recital di poesie, novelle e brani teatrali tratti da sue opere. Alle 21, l´Accademia teatrale di Sicilia metterà in scena al Loanese «La giara» seguita il pomeriggio successivo in piazza Rocca (ore 16,30) dallo spettacolo «Mistero buffo siciliano» con testi di Anonimi siciliani del settecento, dello stesso Pirandello e di autori come Sciascia, Buttitta e Camilleri. In scena i canti, le serenate, i proverbi e gli scioglilingua della loro terra. Da non perdere la conclusione delle «Giornate siciliane»: al termine di «Mistero buffo» si potranno gustare i tarallucci di Racalmuto, i dolcetti con i fichi, le mandorle e i pistacchi, le «pecorelle» di pasta reale, le arance di Ribera e il vino del Belice. Un modo originale di far conoscere non solo il grande patrimonio culturale ma anche le specialità di una terra speciale, legata alla Liguria da lungo tempo.
a. r.
 
 

Il Resto del Carlino, 13.3.2002
Nuovo premio a «Conclave»

Ennesimo riconoscimento — il sesto — per «Conclave», il romanzo di Roberto Pazzi, edito da Frassinelli.
Insieme ad Andrea Camilleri ed Enzo Bettiza, il famoso scrittore ferrarese sarà sabato prossimo a Rapolano Terme, in provincia di Siena, per ricevere appunto il Premio letterario internazionale «Il mulinello».
La giuria del prestigioso concorso è presieduta da Mario Luzi.
«Conclave» (pubblicato nel 2001) è già alla terza edizione ed è in corso di traduzione in inglese, tedesco, giapponese e russo.
 
 

La Stampa, ed. di Savona, 13.3.2002
LA COMPAGNIA ISOLANA IMPEGNATA IN DUE RAPPRESENTAZIONI TEATRALI
A Varazze e Loano il «Mistero buffo siciliano»

Si intitola «Mistero Buffo Siciliano» lo spettacolo teatrale che il gruppo teatrale «Don Bosco» di Varazze presenta al teatro Salesiano questa sera alle 21,15. In scena l´Accademia teatrale di Sicilia» che porta in tournée un «viaggio sentimentale tra canti, suoni, poesia, proverbi, racconti tratti dall´antica tradizione popolare». I testi sono di personaggi come Luigi Pirandello, Ignazio Buttitta, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri e anonimi siciliani del `700. La regia dello spettacolo è di Enzo Alessi, l´organizzazione di Filippo Alessi, il coordinamento musicale di Nenè Sciortino. Sul palco saliranno Nenè Sciortino, Filippo Alessi, Raimondo Moncada, Alfonso Gueli, Nino Spoto, Lucia Alessi, Tonina Rampello ed Enzo Alessi. L´ingresso allo spettacolo è gratuito. L´Accademia ha collaborato ai film «Kaos» dei fratelli Taviani, «Il giudice ragazzino» (Rai Due), «La mano sugli occhi» di Andrea Camilleri (Rai Due) e, per Rai Tre Regione Sicilia: «La corda pazza», «Ragazzi di zolfo», «Giufà», «Contro la piovra». Il gruppo è diretto da Enzo Alessi, impegnato nel teatro da oltre 30 anni, formatosi sotto la guida di personaggi quali Ruggero Jacobbi e Andrea Camilleri. Altra produzione che caratterizza l'attività dell'Accademia è uno spettacolo di tradizioni popolari che in tre anni di attività ha superato le 200 repliche. Nel 1999 ha collaborato alla stesura delle pagine web sulla tradizione popolare siciliana, all'interno della rubrica «Patrimonio Popolare» sul sito ufficiale di Piero Pelù. Inoltre la compagnia svolge particolare e intensa attività a favore degli handicappati e gli anziani, si occupa di diffondere le tradizioni popolari nelle scuole, dove si impegna anche in iniziative contro la cultura mafiosa. Domani sera la compagnia sarà di scena a Loano.
s. p.
 
 

Süeddeutsche Zeitung, 12.3.2002
Urlaubslektüre

Commissario Montalbano ermittelt auf Sizilien zwar an erfundenen Schauplätzen, verrät aber viel Wahres über die Insel und ihre Bewohner. Autor Andrea Camilleri, 1925 in Porto Empedocle an der Südküste geboren, zeichnet in seinen Krimis die sizilianische Mentalität genauso sorgfältig wie die Verwicklungen der Mordfälle. Für Montalbano-Einsteiger: „Die Form des Wassers“, „Der Hund aus Terracotta“, „Der Dieb der süßen Dinge“ und „Die Stimme der Violine“. Für Fans gibt es seit dem 26. Februar gebunden „Die Nacht des einsamen Träumers“ (edition lübbe, 19 Euro).
Anja Keul
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Letture da viaggio
Il commissario Montalbano ci fa conoscere una Sicilia di luoghi inventati,  tuttavia ci svela molte verità sull'isola e i suoi abitanti. Lo scrittore Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle -sulla costa meridionale- nel 1925, nei suoi gialli descrive la mentalità siciliana con la stessa accuratezza che dedica agli intrecci dei casi di omicidio. Per i neofiti di Montalbano:  "La forma dell'acqua", "Il cane di terracotta", "Il ladro di merendine" e "La voce del violino". Per i fans dal 26 febbraio é stato pubblicato "L'odore della notte" (ed. Luebbe, 19 Euro).
(traduzione di Anna a fiurintina)
 
  

Giornale di Sicilia, 7.3.2002
Crescimanno dà la sveglia alla sinistra. Nasce il movimento "Palermo 2001"

[...]
Domenica, poi, alle 10,30, sarà la volta del girotondo davanti alla sede Rai di viale Strasburgo, "per tutelare _ si legge in un comunicato _ il diritto a un'informazione pluralista e la libertà di opinione attualmente minacciati dal governo nazionale", manifestazione cui hanno aderito tra gli altri Rita Borsellino, Andrea Camilleri, Nino Caponnetto.
[...]
Laura Anello
 
 

La Nuova Ferrara, 7.3.2002
«Io, re Ubu e Wanna Marchi»
Dario Fo: «Berlusconi? Fa soltanto gli affari suoi»
LA SATIRA IN TRINCEA

[...]
GLI INTELLETTUALI. Fo, Tabucchi, Moretti, Camilleri sono per Berlusconi come l'Irak e la Corea del Nord per Bush? «Gli intellettuali hanno colmato un vuoto, hanno contribuito a dare la sveglia».
[...]
Vindice Lecis
 
  
 
 Corriere della sera, 6.3.2002
Cari francesi, ecco l'enigma ITALIA
In vista del Salone del Libro di Parigi, Magazine Littéraire dedica un numero ai nostri autori: da Magris a Camilleri, da Mieli a Riotta.

Mentre i battenti del Salon du livre (22-27 marzo) dedicato all'Italia sono prossimi all'aprirsi, le querelles diplomatiche (rifiuto del ministro della cultura Catherine Tasca di ricevere Berlusconi) e di rappresentanza (il no "politico" di certi autori a far parte della delegazione italiana per poi presenziare ad altri titoli) sembrano cedere il passo all'effettivo interesse per la nostra cultura da parte dei francesi, testimoniato anche da un numero di Magazine Littéraire dedicata al tema:  "L'Italia oggi, letteratura e società". Il mensile perlustra, attraverso profili d'autore e schede editoriali, le varie nicchie narrative, dai "cannibali" ai nuovi filoni del giallo, dalla "nouvelle vague" meridionale al romanzo femminile, fino ai classici del '900, dedicando ampi ritratti a personaggi come Camilleri e Dario Fo.
[...]
Cesare Medail
 
 Avvenire, 5.3.2002
TENDENZE Sempre più numerosi gli autori nostrani di noir e polizieschi. E a San Pellegrino c'è un festival tutto per loro
FEBBRE GIALLA IN LIBRERIA
Una nuova ondata di autori Molti dei quali in debito con la tv
Ma i risvolti teologici del genere sono poco esplorati

Trent'anni fa in libreria il commissario d'assalto si chiamava Santamaria, non Montalbano. E non indagava sotto il sole di Sicilia, ma in una Torino equivoca e insospettabile. Fruttero & Lucentini, La donna della domenica. Era il 1972, appunto, e grazie a due intellettuali giocosi e sopraffini il giallo italiano diventava finalmente adulto. Non che mancassero, anche prima, i maestri. E neppure tanto piccoli. Giorgio Scerbanenco, per esempio, con la sua livida Milano calibro 9. Ma prima degli ineffabili F&L il giallo di produzione nostrana era considerato - a torto, ma i pregiudizi sono duri a morire - una forma di intrattenimento che, in definitiva, aveva poco a che spartire con la letteratura. La donna della domenica cambiò le prospettive, stravolse i giochi e gettò le premesse di un fenomeno che oggi è sotto gli occhi di tutti: il vecchio giallo - che magari oggi preferisce farsi chiamare noir, ma in definitiva non è cambiato troppo - impazza nelle classifiche, forte di autori come Carlo Lucarelli o Andrea Camilleri.
Non è dunque un caso che proprio Fruttero & Lucentini, e proprio La donna della domenica, siano i numi tutelari del «Festival del giallo italiano» in programma il prossimo fine settimana, dall'8 al 10 marzo, presso il Casinò municipale di San Pellegrino Terme, in provincia di Bergamo (per informazioni telefonare al n. 035/4124366). E non è un caso neppure che il direttore della rassegna sia un personaggio come Raffaele Crovi, navigatore di lungo corso delle nostre vicende editoriali, oltre che giallista in proprio con libri come L'indagine di via Rapallo. Ad affiancarlo nell'organizzazione, insieme con Tecla Dozio, il figlio Luca Crovi, autore di una rapida e affidabile ricostruzione storica del poliziesco all'italiana (Delitti di carta nostra, edito da Punto Zero).
A San Pellegrino ci saranno, più che altro, i giallisti. Una trentina, fra autori affermati e firme emergenti, a confermare la ricchezza di un'offerta che, nel corso degli anni Novanta (complice forse il clima alla Perry Mason che ha contraddistinto l'epopea di Tangentopoli), si è fatta sempre più vasta e variegata. Sono, almeno in parte, i nomi presenti nella mappa riprodotta qui sotto, che vuole essere un semplice tentativo di isolare alcune tendenze di spicco, partendo dai «padri nobili» come Gadda e Sciascia per arrivare a casi recenti e recentissimi come quello dei romanzi scritti a quattro mani (F&L continuano a fare scuola...) da Piero Colaprico e Pietro Valpreda.
Tanti autori, ognuno con il suo bravo investigatore di riferimento o il titolo di punta, per un repertorio che vuole essere soltanto indicativo. Perché le assenze sono tante e, come sempre in questi casi, tutte ingiustificate. Manca, per limitarsi a un unico esempio, Laura Grimaldi, che pure con la trilogia del passaggio fra anni Ottanta e anni Novanta (Il sospetto, La colpa, La paura) ha dato una straordinaria prova narrativa, preferendo poi tornare dietro le quinte della regia editoriale e della traduzione.
Di sicuro, comunque, c'è un dato: se fosse stata compilata trent'anni fa, una tabella come questa sarebbe stata molto più smilza. E non perché agli autori italiani mancasse il talento per l'intrigo. Anzi. Ma il punto è che i giallisti, allora, non si trovavano in libreria, ma in televisione. Proprio così: è stata la tv in bianco e nero degli anni Sessanta e Settanta, con le avventure di Maigret sceneggiate da Diego Fabbri e le indagini del tenente Sheridan ideate da un certo Andrea Camilleri, a favorire la nascita di una sensibilità che si ritrova oggi negli autori più sulla breccia, in prevalenza compresi fra i trenta e i quarant'anni di età.
Gente come il già ricordato Lucarelli, che non per niente finisce per chiudere il cerchio, riportando in fortunate trasmissioni televisive lo stile sincopato, a metà tra la laconicità del fumetto e l'incisività del copione, dei suoi libri. D'accordo, aver guardato Sheridan da piccoli non basta per diventare giallisti. Bisogna avere talento, bisogna studiare i classici e avere fiuto nel leggere i contemporanei. Però, diciamoci la verità, Sheridan aiuta. Senza di lui, forse, anche Montalbano sarebbe rimasto nell'ombra. E Santamaria passerebbe oggi per un eccentrico, non per quello che in effetti è: un caposcuola.
Alessandro Zaccuri
 
  

L'Unione Sarda, 2.3.2002
E con Internet, ora sono i lettori a suggerire le trame dei gialli
Massimo Carlotto, Pinketts e Carlo Lucarelli parlano del festival che si svolgerà dall’8 marzo a San Pellegrino

Lo stretto e continuo rapporto tra autori e lettori, grazie ad Internet e le e-mail. E’ una delle grandi novità e uno dei motivi fondamentali del successo del giallo italiano in questi ultimi anni. Lo sostengono, in perfetto accordo, Carlo Lucarelli, Andrea Pinketts e Massimo Carlotto, autori contemporanei di gialli tra quelli di maggior successo, che saranno al Festival di San Pellegrino Terme.
Fenomeno editoriale tra i più interessanti degli ultimi anni, sconfinato anche nella fiction televisiva, il giallo italiano, dopo essere stato al centro, lo scorso anno della manifestazione bresciana A qualcuno piace giallo, trova ora un proprio Festival. Diretto da Raffaele Crovi, che fu uno dei relatori a Brescia, creatore di collane che tenuto a battesimo tanti autori gialli, il nuovo festival si svolgerà dall’8 al 10 marzo nel casinò municipale di San Pellegrino Terme, in provincia di Bergamo. Anche a Brescia quest’anno, dall’ 11 al 14 aprile, il tema sarà il giallo, sempre italiano, a teatro, con incontri e spettacoli tratti da opere di nostri autori.
«Il giallo italiano - dice Crovi - non è seriale ed è da libreria, non da edicola. E’ l’unica forma di narrativa di costume che c’è in questo paese. La Sicilia, dopo Sciascia, è raccontata da Camilleri. Il nord-est da Carlotto. Se vogliamo trovare una parentela con il nostro giallo dobbiamo far riferimento a quello sudamericano - che però ha accenti politici più forti - o a quello spagnolo, molto vicino al nostro».
«In questi ultimi due anni - racconta Carlotto - i lettori mi consigliano i casi da seguire, mi chiedono di approfondirli. Sul mio sito (www.massimocarlotto.it) arrivano continue richieste. Ne sono già arrivate su Cogne, anche se io non ho nessun interesse a occuparmi di questo caso, e poi sulla Contessa Augusta, su casi di mafia. E’ nato un nuovo movimento di lettori attivi».
E anche Pinketts sottolinea: «la cosa bella del poliziesco italiano è il rapporto continuo con i propri lettori. Sono perseguitato sul mio sito (www.acc@alosi .it) da aspiranti scrittori, ma la maggior parte delle e-mail sono di lettori che conoscono i miei libri meglio di me. Non mi danno suggerimenti, si indignano, si innervosiscono. Sono un grande termometro di quello che sta succedendo».
Carlo Lucarelli, noto al pubblico anche per la sua trasmissione su Raitre, afferma che «l’incontro con il lettore avviene sempre su un terreno comune. E questo incontro è anche uno dei motivi del successo del giallo. Ho molti contatti telematici (www.c.lucarelli@libero.it) sul mio sito, su quello che abbiamo fatto con l’associazione scrittori di Bologna, ma vado anche in giro, partecipo a presentazioni e poi, essendo stato in tv, sono più riconoscibile e quindi, anche in treno, mi può capitare di parlare con un mio lettore. L’autore di gialli si ritiene più un artigiano che un artista e questo favorisce i contatti. Non siamo autori inavvicinabili».
Tutti e tre salutano anche con favore il Festival di San Pellegrino Terme. «Ce n’era la necessità. E’ importante che in questa fase ci sia un confronto serrato fra autori. Il dibattito è sempre stato vivo, ma è fondamentale che sia organizzato in un Festival, dà la possibilità di capire dove si sta andando» dice Carlotto. Per Lucarelli «incontrarsi è importante proprio perchè il giallo è diventato un fenomeno e non deve restare soltanto una cosa che va di moda. E’ necessaria una riflessione, uno sviluppo». Pinketts pone l’accento sull’importanza che sia Raffaele Crovi a dirigerlo. «Già negli anni ’70, pur essendo allievo di Vittorini, Crovi aveva scoperto la possibilità di vittoria del poliziesco italiano rispetto alla letteratura asfittica, tra neorealismo e la sperimentazione del Gruppo ’63 che contemplava il proprio ombelico».
E con una battuta, Pinketts, di cui uscirà a giugno per Mondadori ’Sangue e yogurt’, storiaccia ambientata in un immaginario paesino francese, afferma: «io e Lucarelli siamo il Coppi e Bartali del giallo italiano» ma non dice chi dei due è Coppi e chi Bartali. Lucarelli la accoglie divertito e dice: «sono d’accodo» e poi aggiunge: «ogni volta che ci incontriamo, Pinketts mi dice: ’ecco qui, il secondo grande scrittore italianò e io rispondo: ’hai ragione, il primo è Baricco».
Lucarelli sta per finire le 20 puntate di un radiogiallo su Radiotre che dal 4 marzo continuerà, per altri 20 puntate, con Carlotto. «I personaggi - dice Carlotto- sono gli stessi, ma le storie diversissime». In fondo la bellezza del giallo italiano è che «è un pentolone che contiene un po’ di tutto. Non ha un itinerario univoco». «E’ un genere degenere - sottolinea Pinketts, che si sente con gli scrittori della sua generazione erede di Scerbanenco - perchè ha diversissime identità. L’apripista è stato Pier Vittorio Tondelli quando ha iniziato a dar voce agli Under 25». Per Lucarelli «il giallo italiano va molto a fondo nelle contraddizioni dell’uomo. E’ legato alla realtà, non tanto alla cronaca».
Mauretta Capuano
 
 

La Stampa (ed. di Savona), 2.3.2002
La Sicilia in scena a Loano
DUE APPUNTAMENTI CON IL TEATRO DIALETTALE

Due fuori programma dedicati a Govi e a Pirandello si sono aggiunti negli ultimi giorni alla rassegna di prosa del cinema teatro Loanese. Martedì 5 marzo, la compagnia «Gilberto Govi» porterà in scena «Impresa trasporti» un classico del repertorio del comico genovese, mentre il 14 marzo l´Accademia teatrale di Sicilia presenterà «La giara» di Pirandello. «Impresa trasporti» racconta la storia di Annibale Bacigalupo, imprenditore genovese titolare della ITUD, particolarissima ditta di trasporti: la sigla sta infatti per Impresa Trasporti Ultima Dimora. Ma l´impresa di Annibale rischia di fallire dato l´ottimo stato di salute dei suoi concittadini e lui, vessato dalla moglie che vorrebbe fargli cambiare lavoro, dovrà districarsi fra mille garbugli. Lo spettacolo di Pirandello «La Giara» sarà inserito in una «due giorni» dedicata alla cultura siciliana in programma a Loano il 14 e il 15 marzo. La mattina di giovedì 14, a palazzo Doria verrà aperta una mostra che ripercorrerà in venti quadri i luoghi dell´antica Girgenti, l´odierna Agrigento dove Pirandello nacque in località Caos. All´inaugurazione della mostra seguirà un recital di poesie, novelle e brani teatrali di sue opere. Alle 21, l´Accademia teatrale di Sicilia metterà in scena al Loanese «La giara» seguita la sera di venerdì 15 dallo spettacolo «Mistero buffo siciliano» con testi di Anonimi siciliani del settecento, dello stesso Pirandello e di autori come Sciascia, Buttitta e Camilleri. In scena i canti, le serenate, i proverbi e gli scioglilingua della loro terra. Da non perdere la conclusione delle «Giornate siciliane»: al termine di «Mistero buffo» si potranno gustare i tarallucci di Racalmuto, i dolcetti con i fichi, le mandorle e i pistacchi, le «pecorelle» di pasta reale, le arance di Ribera e il vino del Belice.
a. r.
 


 
Last modifiedSaturday, July, 16, 2011