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RASSEGNA STAMPA

GIUGNO 2004

 
VivaVerdi, 5-6.2004
Letteratura. Andrea Camilleri
"Ho copiato Pirandello"
L'autore di Montalbano si schermisce e dice di non aver inventato nulla di nuovo facendo parlare il dialetto ai suoi personaggi, ma di essersi rifatto alla tradizione. E poi racconta del successo dei suoi libri e del rapporto con i lettori e di quello di quest'ultimi con il personaggio più noto della fiction televisiva: "Non hai il diritto di imporgli un'idea politica, non è solo tuo" gli scrivono

Il palazzo è uno di quelli che piacciono tanto a Ettore Scola. Non sfarzoso come quello de La terrazza, magari più simile a quello di un altro bellissimo film come La famiglia. Immerso nel quartiere Prati di Roma, circondato da sedi Rai, con l'ascensore tutto di ferro al centro delle scale. Un palazzo romano come ce ne sono tanti. Eppure, quando Andrea Camilleri apre la porta dell'appartamento si ha l'impressione di entrare in un'atmosfera antica dove 
ogni cosa, dai divani diseguali con stoffe a disegni piccini, alle librerie piene zeppe di volumi, al grande ventaglio incorniciato, agli oggetti sparsi qua e là, incluso quel grande pupo siciliano proprio vicino alla finestra, tutto sa di Sicilia. Eppure l'inventore di Montalbano sono molti anni che manca dalla sua isola i cui scorci, proprio grazie alla trasposizione televisiva dei celebri gialli, sono rimbalzati nei televisori di tutto il mondo, rilanciandone il turismo.
Andrea Camilleri è un uomo alto e massiccio. La voce è roca, come quella di chi fuma parecchio, se non proprio sempre. Parla lentamente, talvolta con quel suo linguaggio particolare che non è proprio dialetto siciliano, ma una geniale commissione (geniale perché i suoi milioni di lettori riescono incredibilmente a comprenderlo) tra la parlata antica dei contadini (i veddani), quella della piccola borghesia e quella dei mafiosi, come racconta lui stesso: "Quando descrivo un personaggio preferisco farlo con il dialogo e se occorre un grado superiore di espressività allora ricorro al dialetto. Sciascia mi aveva messo in guardia: 'Non ti capiranno...'. Invece hanno capito. Non lo so come, piano piano lo hanno assorbito e lo percepiscono, ma dato che sto parlando ad una rivista della Siae le confesso un vero furto: non ho inventato granchè. Ho solo copiato Pirandello. Anche lui, traducendo in siciliano Il Ciclope di Euripide, ha adoperato tre parlate. Cosi il Ciclope diventa massaro, Ulisse, gramosceddu (il vitellino che non si regge ancora sulle gambe, n.d.r.). 'Che mi veni a cuntari Gramosceddu de lo Dio de lu celu?', dice il Ciclope a Ulisse usando parole dei contadini siciliani antichi. E Ulisse, che parlava un siciliano più piccolo-borghese, dice. 'Ci avissivu, per favore, una tanticchia d'acqua per i marinai assitati?'. Per ultimo il coro (Sileno), che usa un linguaggio da mafioso di città: 'Poche parole e ni capemo, tutti muti...'. Io il Ciclope l'ho messo in scena quattro volte e questo gioco dell'innesto delle parlate mi è entrato nell'orecchio. Sempre a proposito del dialetto, mi è successa una cosa singolare: nell'ultimo libro (L'intagliatore di noccioli di pesca) di un bravo scrittore piemontese, Nico Orengo, che per altro non conosco, il protagonista è un critico letterario che odia Andrea Camilleri. Per renderselo un po' più simpatico traduce in genovese un pezzo di un mio libro. Orengo prende in giro il suo protagonista, lo chiama 'intagliatore di nocciole' a emblema di un mestiere inutile a suo parere, come quello del critico. Non trova che sia divertente...? In realtà io stesso ho scritto in genovese gli ultimi capitoli de La mossa del cavallo."
Lei ha fatto per trent'anni il regista teatrale e televisivo, poi, a 53 anni, ha esordito come romanziere e la sua vita è cambiata...
In realtà non è cambiata subito col primo romanzo. Sono stato una persona tranquilla fino al 1998 (l'anno in cui sono usciti due libri con protagonista Montalbano, il quarto edito da Sellerio, La voce di [Sic!, NdCFC] violino [pubblicato nel 1997, NdCFC] e il primo edito da Mondadori, Un mese con Montalbano, ma non era ancora andata in onda la trasposizione televisiva, n.d.r.). Ero a Firenze, in una libreria. Di solito alla presentazione dei miei libri c'erano trenta, quaranta persone, tutte oltre i 50 anni: il più giovane ne aveva 45. Ad un certo punto ho visto venirmi incontro un folto gruppo di giovani, con tanto di piercing, orecchini e quant'altro. Ho pensato "Oddio, che bello, adesso mi contestano". Invece, con fare brusco, son venuti a chiederne l'autografo e ho capito che qualcosa era cambiato.
Da quel momento anche le vendite dei libri hanno avuto un balzo: se prima ogni libro stava sulle 178.000 copie, dopo di allora arriva a 980.000.
Qual è il suo pubblico?
Lo vedo dalle lettere che ricevo. Centinaia, alla quali rispondo personalmente. Scrivono tutti, adulti, ragazzi, persone di ogni età; soprattutto attraverso Internet, che io non uso e me ne guardo bene! Adopero il computer, ma come una macchina per scrivere perfezionata. Il ‘Camilleri Fans Club’ mi spedisce montagne di e-mail. È dura, ma rispondo a ciascuna. Perché il mio pubblico spesso è anche polemico. Le mie critiche al G8, per esempio, non sono andate giù a tutti. Un lettore mi ha scritto che non potevo imporre un'idea poetica a Montalbano, non ne avevo il diritto, perché Montalbano non è mio... E' loro, dei lettori.
E lei come ha reagito a questa "appropriazione di paternità"?
Trovo che sia una cosa bellissima. Ho delle emozioni diverse rispetto a quelle che mi dava il pubblico al buio del teatro, che rumoreggiava se era scontento o applaudiva, ma rimaneva sconosciuto. I lettori si firmano con nomi e cognomi, ti raccontano la loro vita, ti prendono, ti fanno ridere e piangere: penso spesso ad una ragazza di trent'anni che tempo fa mi ha scritto "Sto morendo, sono malata, grazie per avermi fatto sorridere con i suoi libri in queste condizioni".
Com'è nato Montalbano?
Da una mia esigenza. Per caso. Il  mio primo giallo, di Simenon, l'ho letto a 7 anni e mezzo. Poi mi sono innamorato di un romanzo di uno scrittore spagnolo, Vazquez Montalban, Il pianista, e così, chiamando Montalbano il mio commissario, ho pagato un debito con l'autore di quel libro e ho usato un nome molto comune in Sicilia. Il carattere di Montalbano, invece, si è delineato nel tempo. Quando scrivo un libro, non comincio mai dal primo capitolo, ma dall'episodio che mi eccita la scrittura. Diciamo che è un modo anarchico di scrivere. Sciascia una volta mi disse: "La gabbia vera per scrivere un romanzo è il giallo". Fu allora che nacque La forma dell'acqua. Poi, quando ho scritto Il vaso [Sic!, NdCFC] di terracotta, volevo finirla lì con Montalbano, non avevo nessun bisogno di continuare con quel personaggio. Sellerio mi ha dato del matto, i libri si vendevano in tal modo che i romanzi con protagonisti Montalbano si tiravano dietro altri come Il birraio di Preston, cui allora tenevo di più, e ho continuato.
Ma è vero che Montalbano, in un certo senso, è diventato un... despota?
Non un despota, un personaggio seriale diventa il serial killer degli altri personaggi. Magari quando stai pensando ad un altro è come se ti dicesse dentro "tu devi scrivere solo di me". Per me è facile scrivere di Montalbano e allora faccio delle sfide con me stesso: cosa tira in un romanzo giallo? Il morto. E io nell'ultimo romanzo non ci ho messo neppure un omicidio, vediamo come andrà. Intanto le racconto una novità: a fine anno la Rai girerà altri quattro episodi del Commissario Montalbano, così smettono di fare sempre le repliche.
E lei andrà sul set e scriverà la sceneggiatura?
No, la rivedo e basta. Sul set sono andato solo una volta, ma poi, ricordando quando il regista ero io e nú dava fastidio lo scrittore che arrivava e diceva la sua ... ho rinunciato.
Lei ha fatto parte del Comitato per la Proprietà Intellettuale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di Presidente dell'Enap (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Pittori e Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici), quindi sicuramente un osservatorio privilegiato sui problemi degli autori e della pirateria che flagella le opere dell'ingegno. Come mai il diritto d'autore è così attaccato?
Gli attacchi al diritto d'autore sono ingiustificati. Se fossimo in un regime comunista, dove tutti percepissimo uno stipendio mensile per campare, allora si potrebbe abolire anche il diritto d'autore. Ma così non è. Non tutti vendono milioni di copie di un libro e si possono permettere di essere liberali e chiedere un prezzo molto basso per i libri o offrire gratis questa o l'altra cosa. Chi vende 1.000 copie di un libro non può farlo. Per lui il diritto d'autore è l'unico guadagno che ha. Il diritto d'autore è un fatto di creatività. Possiamo discutere sulla durata dei diritti dopo la morte dell'autore, possiamo discutere su quello che chiamano diritto di prestito. Ebbene, io sono contrario. Bisogna favorire la cultura, trovo ingiusto che chiunque, anche solo lo Stato, debba pagare quando si prende in prestito un libro in biblioteca. Ci sono state generazioni di persone che hanno studiato solo in biblioteca, perché non potevano permettersi di comprare i libri e così si sono presi una laurea e si sono fatti una cultura. Sono invece d'accordo con chi, come la Siae, combatte quell'orrendo sistema di focopiare i libri, duplicarli e vendere questi finti libri, come hanno fatto a Napoli per La gita a Tindari. Lo vendevano perfettamente clonato, a tremila lire. I caratteri erano diversi, ma il libro c'era tutto. La pirateria della musica, poi, ha dimensioni immense. Perché derubare gli autori? Perché scaricare la musica illegalmente da Internet? C'è una cosa, poi, che non capisco: perché nei negozi di scarpe c'è la musica? Perché si entra più volentieri e di conseguenza si compra di più in un negozio dove si ascolta buona musica. Allora perché, a volte, i negozianti non vogliono pagare i diritti a chi quella musica l'ha scritta e con quei diritti campa?
La Siae ha il suo bel da fare a far capire l'importanza del diritto d'autore e viene attaccata su molti fronti...
Bé, bisogna pagare e quindi è normale che a volte la Siae sia odiata. Poi ci sono gli attacchi ingiusti. io non ho mai partecipato a polemiche contro la Siae, perché non mi sembrava che fossero fondate su fatti concreti. Per noi autori la Siae è una garanzia. Anche il famigerato bollino…, a me dà la garanzia di quanti libri veramente sono stati stampati. E poi mi sembra che adesso stiate vivendo un buon periodo, che abbiate trovato la soluzione ai vostri problemi e che finalmente la Siae sia tornata agli autori. non credo che ci saranno più polemiche.
Daniela d'Isa
 
 

La Sicilia, 2.6.2004
Il Brass rialza la testa e presenta una super-estate
Allo Spasimo. Dal 18 giugno al 20 luglio otto concerti da non perdere. In calendario Francesco Cafiso e Nicola Arigliano

Palermo. Dal 18 giugno al 20 luglio 2004 artisti di prima grandezza nell'universo musicale del nostro tempo verranno a Santa Maria dello Spasimo, per una rassegna estiva particolarmente attesa. Quella che il M° Ignazio Garsia, direttore artistico del Brass Group, ha allestito e che, nonostante le difficoltà dell'associazione, si svolgerà ugualmente.
[...]
«Songs for Camilleri» concluderà la rassegna estiva del Brass martedì 20 luglio. Riunite in un unico ensemble, l'Orchestra Jazz Siciliana e la Filarmonica "Franco Ferrara" saranno dirette in questa particolare occasione dal M° Carmelo Caruso. Con la partecipazione di Vito Giordano, le due orchestre proporranno al pubblico dello Spasimo le pagine più significative di Magarìa. Una bella favola che, per la voce recitante di Pino Caruso, il compositore palermitano, Marco Betta, ha scritto su testi di Andrea Camilleri.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 2.6.2004
Dal Brass al Verdura i big della musica fanno tappa a Palermo

Palermo avrà un'estate costellata di stelle della musica.
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Brass.
A sorpesa, anche il Brass Group guidato da Ignazio Garsia ha presentato la stagione estiva, con otto concerti nel consueto scenario dello Spasimo, dal 18 giugno al 20 luglio.
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Chiuderà, il 20 luglio, «Songs for Camilleri», una favola con la voce recitante di Pino Caruso e le musiche scritte da Marco Betta sulle pagine più significative di Magarìa di Andrea Camilleri. A eseguirla, sarà l'Orchestra Jazz Siciliana e la "Franco Ferrara" riunite in un unico ensemble diretto da Carmelo Caruso.
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Laura Nobile
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.6.2004
La rassegna
Da Brancati a Camilleri una galleria di ritratti

Prosegue a Giardini Naxos, al Ramada Inn, il Salone del libro e del vino siciliano. Alle 20 "La dimora letteraria dei siciliani da Verga a Camilleri", mostra-convegno su due secoli di storia letteraria che si srotolano grazie ai ritratti dei romanzieri e poeti isolani realizzati da Bruno Caruso e alle copertine dei romanzi più rappresentativi. Un catalogo, curato da Antonio Di Grado, Salvatore Ferlita e Natale Tedesco, e pubblicato da Lombardi editori, illustra la vita e le opere di Giovanni Verga, Federico De Roberto, Luigi Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Salvatore Quasimodo, Vitaliano Brancati, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, offrendo alcuni stralci tratti dai loro testi più noti, che hanno fatto la storia della letteratura italiana e europea negli ultimi due secoli. In occasione della mostra, i curatori del catalogo daranno l´avvio a un dibattito sullo svolgimento della letteratura siciliana degli ultimi anni.
[...]
 
 

Lire, 6.2004
Le petit monde de don Camilleri
La Sicile, sa mafia et sa truculence, servie à la sauce polar par un poète!

Qui est le commissaire Montalbano? Un flic sicilien, amateur de cuisine, chouchouté par sa femme de ménage. Un homme attentif à ses voisins et à ses adjoints, fiancé à une Génoise de caractère, et bardé d'un humour qui lui permet de dépasser son métier trop officiel.
Andrea Camilleri a créé ce policier sur le tard. A soixante ans, alors qu'il était déjà connu comme poète, scénariste, metteur en scène, une envie le prend, comme un hommage à ses maîtres littéraires: le Belge Georges Simenon et l'Espagnol Manuel Vázquez Montalbán. A l'un, il emprunte la silhouette, la placidité et l'envie de comprendre plus que de rendre la justice, à l'autre, il chipe les goûts culinaires, l'épicurisme, l'humour et le nom, Montalbano. Avec ce héros policier récurrent, Camilleri est devenu un auteur de best-sellers. Moins connues, ses fictions «non polars» comme L'opéra de Vigàta ou Le coup du cavalier (publiés chez Anne-Marie Métailié) demandent une lecture plus exigeante, s'intéressent à l'histoire, aux secrets du passé alors que les Montalbano racontent une Sicile quotidienne, pittoresque où la langue, le «mélange linguistique» tiennent un rôle essentiel.
La peur de Montalbano, dernier ouvrage paru chez Fleuve Noir, croise nouvelles et genre policier, montrant les différentes facettes de l'écrivain. Certains textes courts sont de vigoureuses pirouettes où le commissaire se trouve tour à tour fragile, ébahi, amusé, et toujours ironique. Les textes plus longs sont de vraies intrigues avec une volonté résolutive, un regard social où bourgeoisie et mafia entrent en scène. Autour de Montalbano, tout un petit monde sicilien familier joue son rôle truculent ou pitoyable: cuisinière bougonne, adjoint stupide, collègue hésitant. Et toujours cette langue, ces dialectes savoureux, si difficiles à traduire. Ce recueil de textes est donc particulièrement éclairant sur l'œuvre policière de l'écrivain, qui continue de s'étonner devant les ventes impressionnantes de ses polars. «Non, je ne sais pas l'expliquer. Et la chose, naturellement, m'effraie. Je suis un homme qui prétend expliquer les raisons de ce qui lui arrive. Quand je n'y arrive pas, je deviens inquiet. Comme je le suis depuis quelques années.»
Christine Ferniot
 
 

Rai 3, 7.6.2004
Carneade
Intervista ad Andrea Camilleri

Pino Strabioli: Il 17 dicembre 1964 la RAI trasmette il primo dei sedici episodi delle Inchieste del Commissario Maigret. Andrea Camilleri, buona sera.
Andrea Camilleri: Buona sera.
P.S. Delegato di produzione: Andrea Camilleri.
A.C. Sì.
P.S. Gino Cervi, Andreina Pagnani – la signora Maigret – la regia di Mario Landi. Un grande successo, lo sceneggiato Le inchieste del Commissario Maigret. Dai romanzi di Simenon: Diego Fabbri e…
A.C. …e Romildo Craveri.
[qui c’è uno stacco con un pezzetto dei titoli di testa delle Inchieste del Commissario Maigret, con la sigla cantata da Luigi Tenco in francese, e Maigret-Cervi seduto a un tavolino con la pipa e il giornale, NdT]
P.S. Scrivendo Montalbano qualche volta il pensiero le è andato  a Maigret?
A.C. Be’, sì, frequentemente, soprattutto scrivendo i romanzi. Maigret è un grande modello di un giallo all’europea, sicuramente, e il mio voleva essere un giallo all’europea, è inevitabile. Poi ci sono anche dei punti di contatto: Maigret ha un’unica donna che è sua moglie e Montalbano ha un’unica donna che è la sua fidanzata…
P.S. ...anche se poi la continuità, il quotidiano di Maigret con la signora Maigret è diverso… anche se lui la chiamava signora Maigret…
A.C. Non solo ma poi le racconta le inchieste…
P.S. Lei lo sollecita…
A.C. No, questo non c’è nel mio Montalbano. C’è anche un comune gusto per la cucina…
[due spezzoni: signore e signora Maigret e Salvo e Livia nel Senso del tatto, NdT]
A.C. Non c’è un uguale modo di condurre le indagini. C’è questa cosa splendida, nelle inchieste di Maigret, quella che lui si mette dalla parte del morto… lui arriva e si mette proprio disteso accanto al morto a guardare la realtà che lo circonda e da lì parte per le sue inchieste…
P.S. C’è da dire che erano anche tempi televisivi completamente diversi che forse lo permettevano, e per l’attore Cervi, che forse si prendeva poi i suoi tempi appunto teatrali, diluiti. Il suo rapporto con la pipa era fantastico… la tirava fuori, la nascondeva, la caricava…
A.C. …la caricava…
P.S. …la guardava, la lucidava…
A.C. …se la portava a letto…
P.S. …la nascondeva…
A.C. I tempi di Maigret sono tempi quasi cinematografici…
[Montalbano con Mimì che ricostruisce la dinamica della morte nel sonno… poi Montalbano che dice a Iacomuzzi di rilevare tutte le impronte, nel Senso del tatto, NdT]
P.S. C’è un programma che le ha insegnato qualcosa o un genere  televisivo che a Camilleri ha insegnato qualcosa?
A.C. Oddio… allora: si comincia sempre col dire che tutto, in fondo, ti insegna qualche cosa. Allora, io la televisione l’ho vissuta non facendola ma da spettatore, diciamo, e mi ricordo che conoscendo qualche regista andavo a vedere le prime trasmissioni che facevano in diretta: vicino alla chiesa di Cristo Re c’era un capannone e a me capitò [di seguire, NdT] il primo sceneggiato, che uno lo guardava con estrema curiosità – ‘sta cosa nuova che non era cinema e non era teatro e che era il Dottor Antonio – e io non conoscevo il romanzo da cui era tratto: lo andai a leggere…
P.S. Era Ruffini, no?
A.C. Era Ruffini. Riflettiamo ad esempio su cosa ha significato la trasmissione in tutt’Italia de I promessi sposi che a scuola ci fanno detestare, ed è un libro grandioso se uno lo legge volontariamente a trent’anni, come è capitato a me…. ebbè, quando fecero “cultura”…
P.S. La gente, dopo aver visto I promessi sposi o il romanzo di Ruffini o Anna Karenina, Il mulino del Po, magari andava in libreria e comprava…
A.C. …una minoranza. Ma una maggioranza si accostava a questi testi che altrimenti non avrebbe mai letto in vita sua per nessuna ragione al mondo, e questo era un grandissimo fatto culturale, non era solo il fatto culturale di Non è mai troppo tardi.
P.S. Il maestro Manzi...
A.C. Mitico! che insegnava a leggere – e buttalo via, come importanza di quello che lui faceva – ma c’erano dei programmi, non espressamente culturali, che erano programmi grossissimamente culturali.
[trascrizione a cura di Paola]
 
 

La Sicilia, 9.6.2004
Porto Empedocle-Vigata
Mancano i soldi, rassegna teatrale a rischio

Porto Empedocle.  E' a rischio la rassegna teatrale «Città di Vigata» già in programma dal prossimo cinque all'undici luglio.
Al momento infatti non ci sono i soldi per organizzarla, con l'assessore al Turismo, Tonino Guido che attende con ansia lo svolgimento del consiglio comunale in programma il prossimo due luglio per sapere se verrà erogato il finanziamento di settemila euro. Soldi previsti nel capitolato appositamente creato per una rassegna che dodici mesi fa pose Porto Empedocle - Vigata tra le località teatralmente più rinomate della Sicilia e non solo, con centinaia di attori amatoriali e professionisti pronti a esibirsi al cospetto dell'attento pubblico empedoclino quanto per il richiamo che ormai la città e il suo prestigioso cittadino esprimono in Italia.
Quest'anno la faccenda si prospetta alquanto spinosa. A dispetto delle cento cassette video inviate da altrettante compagnie teatrali italiane aspiranti partecipanti alla manifestazione, se questa dovesse partire a fine mese non si terrebbe.
Una situazione spinosa nel bel mezzo della quale l'assessore Guido si dice comunque fiducioso: «Sono convinto che alla fine la rassegna si farà, anche a costo di farla slittare di qualche giorno una volta approvato il bilancio comunale. Abbiamo inviato poi le richieste di finanziamento alla Regione Sicilia e all'Aapit e anche in questo siamo caso siamo in trepidante attesa».
Un'attesa che a Vigata tutti sperano possa concludersi con un lieto fine, anche perché entro questa settimana è atteso l'arrivo di Andrea Camilleri intenzionato, a quanto sembra, a trascorrere un mese nel suo paese natale.
Come l'anno scorso, sarà ancora Camilleri l'ospite d'onore della rassegna per la quale è in pieno svolgimento una corsa contro il tempo che nessuno vorrebbe perdere.
F.D.M.
 
 

SBS
Movie: Inspector Montalbano - Rice Croquettes
Friday June 11th at 11.00pm

When Commendatore Pagnozzi, chairman of a public works company, and his young wife, Stephania, are found dead in their car in a gully, the immediate conclusion is an accident. However, the fact that the woman’s nails are broken causes Montalbano to suspect that things are not that simple and that the couple was in fact murdered. The investigation, initially focused on some Albanian immigrants, gradually reveals the secrets in Pagnozzi’s past and how these secrets returned to haunt him and his young, unfaithful wife. Directed by Alberto Sironi and stars Luca Zingaretti, Katharina Bohm and Cesare Bocci. (In Italian, English subtitles) (2002) M (S, V, A) WS
 
 

MisterContact, 9.6.2004
SBS Network si diletta nella trasmissione di film italiani
SBS comincera' a trasmettere la saga del Commissario Montalbano

Sidney - SBS, l'emittente pubblica famosa per i suoi TG molto internazionali, in collaborazione con la BBC e la CNN americana, comincera' a trasmettere a partire da questo venerdi', la serie del fortunatissimo "commissario Montalbano" vincitore di quasi tutti i premi la scorsa stagione in Italia, e con uno share di pubblico altissimo. SBS e' gia' famosa per aver trasmesso tutte le PIOVRA, con Michele Placido, Vittorio Mezzogiorno e l'ultima con un cattivissimo Ennio Fantastichini. Questa programmazione e' stata definita dal palinsesto sia per la notevole fetta di pubblico italiano a Sidney ma anche per il successo internazionale che ha avuto il commisario Montalbano.Verra' trasmesso il primo episodio alle 23, come Pilot, ma SBS ha gia' comprato tutti gli episodi. Un appuntamento da non perdere anche per i nottambuli del pazzo venerdi' di Sidney.
Francesca Matteini
 
 

Istituto Italiano di Cultura
Giovedì 10 giugno 2004, alle ore 19:30, presso l'Istituto Italiano di Cultura (Ptge. Méndez Vigo, 5 - E - 08009, Barcelona), Il misterioso fascino di Andrea Camilleri, conferenza di Ornella Palumbo, giornalista e storica della letteratura.
Analisi critica ed approfondimento dell'universo poetico e magico di Andrea Camilleri, alla luce di un'interpretazione originale ed attuale. È prevista una proiezione di un breve filmato inedito su Camilleri.
 
 

Il Piccolo, 11.6.2004
I siciliani di Gorizia invitano il «papà di Montalbano»
 
 

Nuovo Consumo, 6.2004
Intervista a Luca Zingaretti

D: Veniamo al tema di questo incontro: il rapporto tra letteratura e cinema...
R: Sono un po' spaventato dal titolo, mi sembra impegnativo. Posso solo basarmi sull'esperienza. Ho fatto un corto e, mentre lo scrivevo, pensavo alle immagini. La nostra cultura oggi è fatta da immagini ed è inevitabile pensare subito alla resa visiva di ciò che si sta scrivendo. E di questo rapporto tra scrittura e immagini ne beneficia sia il cinema che la fiction, un genere che non soffre più di nessun complesso di inferiorità. Anzi è proprio attraverso la fiction che si è ricucito il rapporto tra pubblico italiano e prodotto italiano. Si preferisce, magari, andare a vedere cinema americano, ma a casa il pubblico è affezionato alle storie italiane.
D: Come è diventato il commissario Montalbano?
R: Conoscevo Andrea Camilleri già dai tempi dell'Accademia Nazionale drammatica: insegnava regia televisiva, molto timido come me, ma un grande affabulatore. Vado in libreria e vedo un libro con il suo nome sulla copertina. Lo compro subito, lo leggo, capisco che questo commissario è un grande personaggio e, attraverso la mia agente, cerco di comprare subito i diritti. Non appena ho letto il romanzo avevo infatti idea di come farlo, anche se poi ho avutodifficoltà nelle prime riprese. C'è voluto l'intervento di Camilleri per sbloccarmi: "rilassati e lascia che il personaggio venga fuori". Così è stato: sono diventato il commissario Montalbano".
D: Si sente più Montalbano o Perlasca?
R: Mi piace vestire i panni di un personaggio, ma (mi) piace anche svestirmene. Certo ho amato molto il personaggio di Perlasca, un uomo che ha fatto quello che ha fatto senza cercarne una ricompensa. Un essere umano non può rimanere con le mani in tasca in certi momenti storici. Mi emoziona vedere questa gente così integra da un punto di vista morale.
Ora sto girando un film a Cefalonia: una storia ambientata nel '43 quando una divisione di soldati italiani venne trucidata perchè si era rifiutata di restituire le armi ai nazisti.
Tornerò, comunque, ad interpretare Montalbano nel 2005 con gli ultimi episodi. Devo tanto a questi due personaggi ma, pur identificandomi in loro durante il periodo in cui li portavo sullo schermo, sono sicuro - e non ho trovato chi mi abbia smentito- che nessuno ha visto Montalbano che faceva Perlasca.
D: Non è un ritratto un po' scontato quello che viene fatto della Sicilia nei gialli di Camilleri?
R: Non direi, solo due volte la vicenda è stata collegata a problemi di mafia. Ma la Sicilia è un mondo molto particolare rispetto al resto dell'Italia, impermeabile nel bene e nel male alla modernità. In questa regione, ad esempio, non hanno attecchito i fast food. Il cibo là continua ad essere rito, convivialità, tradizione. Gli americani in Sicilia non sembrano un esempio da seguire e forse non hanno torto!
D: Secondo lei sta vivendo un buon momento il cinema italiano?
R: Ci sono molte storie interessanti in circolazione, attori in gamba e registi che stimo. Ricordo fra gli altri Ozpeteck, Virzì, Giordana... ma mi hanno parlato molto bene anche dell'ultimo di Castellitto, Non ti muovere, che non ho avuto ancora l'occasione di vedere.
D: Ha presentato recentemente all'Auditorium di Roma un documentario sull'Africa di cui è stato regista. Come si inserisce questa esperienza nella sua carriera professionale?
R: Sono un sostenitore da anni dell'associazione non governativa Amref e il coordinatore, un po' di tempo fa, mi chiese di fare qualche iniziativa di sostegno per l'Africa. Così insieme a mia moglie Margherita D'Amico, abbiamo girato un documentario in Uganda, intitolato Gulu. Racconta la storia della popolazione Acholi sottoposta  a 16 anni di guerra civile, che assiste inerme a reclutamenti forzati di bambini soldato, massacri, violenze di ogni genere... Mentre giravamo, abbiamo sentito risuonare gli spari a cinquanta metri da noi.
Nella nostra società, nelle nostre vite di privilegiati ti poni il problema di ridistribuire in qualche modo la fortuna che hai avuto. Il documentario è stato dato su La 7 e presentato al Festival di Venezia. Ora sta girando l'Italia per raccogliere i fondi. Lo slogan della campagna dell'Amref è "Il futuro dell'Africa è nero", significa che il riscatto del continente, pur con i nostri aiuti, deve partire dalla gente che abita in Africa.
 
 

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 16.6.2004
Andrea Camilleri agli esami di stato

Un brano tratto da un articolo sulla nozione del Tempo, apparso su "La Stampa" del 24.5.2003, era presente fra i documenti della prova di italiano di tipologia B4 (redazione di un "saggio breve" o di un "articolo di giornale", ambito tecnico-scientifico).
Si tratta di un brano di Passato, futuro: qualche variazione sul tema, dissertazione letta da Andrea Camilleri al Festival "Letterature" (Roma, Basilica di Massenzio, 27.5.2003).
 
 

La Sicilia, 16.6.2004
Porto Empedocle
Andrea Camilleri è atteso per le vacanze e c'è già una pila di libri da autografare

Sono quasi cento i libri che Andrea Camilleri dovrà firmare apponendo il proprio autografo. E' ormai tradizione che gli appassionati del «papà» del commissario Montalbano affidino a Stefano Albanese, titolare dell'omonimo bar le pubblicazioni nate dalla fantasia dello scrittore empedoclino, per farle firmare dall'autore. Da quando Camilleri è tornato a Roma gli scaffali del bar Vigata si sono riempiti di libri che il fenomeno letterario del momento si vedrà affidare da Albanese intorno al primo di luglio. Per quella data è previsto il ritorno nel suo paese di Andrea Camilleri, intenzionato a trascorrervi almeno un mese di vacanza dalle fatiche romane.
fdm
 
 

Yahoo! Notizie, 16.6.2004
Racconto inedito di Camilleri in un volume per i disabili

Il 23 Giugno alle ore 18 presso l'Aula Consiliare del Comune di Modica (Rg), avrà luogo la premiazione del Concorso Letterario "Cunti della Contea di Modica" e di quello artistico "Arti della Contea di Modica", entrambi destinati ai ragazzi delle scuole medie superiori. Contestualmente avverrà anche la presentazione ufficiale del volume "Cunti della Contea di Modica". Si tratta di una raccolta dei migliori racconti e dei migliori dipinti realizzati dai ragazzi. Il volume conterrà anche un inedito di Andrea Camilleri e una prefazione di Piero Guccione, relativa al concorso artistico. Entrambi hanno aderito immediatamente all'iniziativa, dimostrandosi particolarmente sensibili ai suoi risvolti benefici. Allo stesso tempo hanno creduto nella validità del progetto che punta sulla cultura quale mezzo di promozione sociale. L'iniziativa ha lo scopo di raccogliere fondi per incentivare l'inserimento lavorativo di ragazzi svantaggiati (in particolare i proventi delle vendite del volume verranno investiti in un progetto dal titolo "Itinerari turistici e percorsi alternativi per disabili nel distretto culturale del sud-est"). L'idea è stata realizzata dalla Coop. Sociale "Alberto Portogallo" nata a Modica circa cinque anni fa. La Cooperativa si occupa fra l'altro anche del trasporto disabili in convenzione col Comune di Modica e gestisce la Libreria Equilibri. Dal 24 giugno il volume sarà distribuito in tutta Italia. "Cunti della Contea di Modica" ha già riscosso un grande successo con la prima edizione che lo scorso anno è stata citata fra le motivazioni ufficiali del riconoscimento ricevuto dalla stessa "Alberto Portogallo" direttamente dal Presidente della Repubblica nel corso della Cerimonia Ufficiale tenutasi al Quirinale in occasione del Premio Nazionale per la Solidarietà "Luciano Tavazza". Per informazioni e ordinazioni: Libreria Equilibri 0932/453363, oppure: vincenzopeluso@tin.it e equilibri@katamail.com.
Informazioni Editoriali s.p.a
 
 

La Stampa, 17.6.2004
E adesso aspetto il mio voto

Uno dei temi dati quest’anno agli esami di maturità verteva sul tempo, spaziando dal tempo della natura a quello della
storia, della poesia, dell’animo, e concludendo con la richiesta di alcune “variazioni sul mistero del tempo”.
Robetta leggera, come ognun vede. In soccorso dello studente sono stati forniti due “documenti” (ai miei tempi si chiamavano tracce): il primo, di un solo rigo, era a firma di Thomas Mann; il secondo, di righe tredici, era a mia firma.
La disparità di righe a mio favore non va presa come elemento di maggiore considerazione dei commissari verso di me: significa semplicemente che Mann era capace di condensare in un rigo un pensiero e io no. E questa è la prima considerazione che mi viene da fare.
Inoltre, le tredici righe, apparse su questo giornale in un articolo del 24 maggio dell’anno scorso, in realtà fanno parte di un lungo discorso sul Tempo (appunto con la T maiuscola) che avevo tenuto a Roma qualche giorno prima [in effetti qualche giorno dopo, NdCFC] alla Basilica di Massenzio nel corso del festival delle letterature. A noi scrittori invitati (italiani e stranieri) avevano assegnato un tema comune: “passato e futuro” e io quindi mi trovai in qualche modo obbligato a parlare del Tempo.
Questa che ho appena fatta non è una considerazione, ma una rassicurazione rivolta ai lettori del mio Montalbano: mi è capitato quella volta, e non credo mi capiterà più, di affrontare argomenti di così schiacciante peso.
Oltretutto, a Massenzio, le mie argomentazioni erano, come dire, temperate da due jazzisti di grande valore come Enrico Rava e Stefano Bollani.
Il Tempo astratto delle mie parole si concretizzava nel tempo musicale. Quando mi hanno fatto sapere che agli studenti era stato fornito questo mio “documento”, devo confessare di aver provato una sensazione di sgomento. Mi sono sentito perseguitato dal Tempo. Perché io non ho mai sostenuto l’esame di maturità, sono stato promosso per scrutinio: gli Alleati sarebbero sbarcati in Sicilia da lì a tre mesi. E invece il Tempo, nella sua circolarità, l’esame di un’altra maturità ha voluto comunque farmelo affrontare.
Aspetto il voto.
Andrea Camilleri
 
 

Corriere della sera, 20.6.2004
La pagella
Il passato trasgressivo dello sbirro
La prima indagine di Montalbano

Camilleri rende omaggio in questo ultimo libro al protagonista di tante sue storie fortunate. Dà uno spessore cronologico alla vita del commissario Montalbano da Vigàta, raccontandone le prime indagini. Bene. Il lettore affezionato di Camilleri viene a sapere per quale singolare scherzo del destino questo poliziotto, sagace e pigro, sia capitato in quel di Vigàta. Ne conosce il passato sessantottino e velleitariamente rivoluzionario, prima di farsi - a modo suo - tutore dell’ordine: così ne capisce meglio il temperamento «tanticchia» trasgressivo e insofferente dell’autorità. Altri dettagli minori, ma memorabili: il giovane Montalbano porta i capelli lunghi fino alle spalle e ha una fidanzata (Mary) che ha preceduto la celebre (e tollerante) Livia. Insomma Camilleri, qui più che altrove capriccioso e approssimativo, trova un altro diversivo per intrattenere i lettori fedelissimi: cura il personaggio, ma molto meno la storia.
Voto: 5
Giorgio De Rienzo
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 22.6.2004
Critica
I cortocircuiti di Camilleri

Vedono finalmente la luce, per i tipi della Sellerio, gli atti del convegno Letteratura e storia. Il caso Camilleri, tenutosi a Palermo due anni fa. L´occasione poteva essere delle più ghiotte. Ma è stata essenzialmente un´occasione mancata: sono sparuti infatti gli interventi che davvero colgono nel segno, e nei quali ci si interroga a partire dalle pagine di Camilleri, dai cortocircuiti della sua pirotecnica soluzione linguistica (Camilleri ha iniziato a pubblicare alla fine degli anni Sessanta). Certo, non è facile esprimere il proprio parere in presenza della salma, per dirla pressappoco con Gioacchino Lanza. Una salma più viva che mai viene da dire (che ha fatto subito gli scongiuri), se è vero che lo scrittore empedoclino continua a sfornare i suoi libri, quasi perennemente in vetta alle classifiche di vendita. Vi consigliamo la lettura degli scritti di Dorfles, Nigro, Borsellino, Guglielmi (sorprendente e lucidissimo), Paccagnini, Quadruppani, ma per favore lasciate perdere la "lingua nonna" su cui teorizza Nunzio La Fauci.
Salvatore Ferlita
 
 

CBC Radio One, 22.6.2004
Sounds like Canada

Nel corso della trasmissione del principale network canadese, oggi dedicata ai libri gialli e alle letture estive, uno dei cultori del genere ha consigliato agli ascoltatori "Voice of the violin". Qualche cenno sull'autore, su Montalbano e sulla sua Sicilia, qualche "oh" e "mmh!" di curiosità fra i presenti in studio.
Segnalazione di Daniele
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 23.6.2004
L´appello
"Riaprite la Biblioteca" firme da tutta Italia
Sellerio: Almeno per la protesta non si sono attesi 20 anni come sul Massimo
Maraini: La biblioteca è un organo vitale della città: possibile non lo si capisca?
Consolo: Ai nostri amministratori premono di più i parchi mistici
Camilleri: Siamo davvero bravi a utilizzare male la nostra Autonomia
Si stanno mobilitando la città e l´intero mondo della cultura e dell´Università
Adesioni da tutta Italia. I messaggi di Camilleri, Consolo, Maraini e Sellerio

Non si fa attendere la risposta di cittadini, forze della cultura e degli intellettuali siciliani all´appello promosso per scongiurare la chiusura della Biblioteca centrale e chiedere una legge regionale. Oltre alle firme sono giunti alcuni messaggi.
Andrea Camilleri: «La biblioteca è veramente qualcosa di essenziale, di assolutamente prioritario. Il degrado di una biblioteca è il degrado di tutta una città. Non stiamo parlando di un luogo qualsiasi, ma di un centro nevralgico, del simbolo della cultura che produce cultura. Lo stato in cui versa una biblioteca è il termometro per misurare il malessere cittadino. Non scherziamo: lì a Palermo il danno è davvero grosso. Bisogna subito fare la legge, inventarsi forme di finanziamenti, senza perdere tempo. Occorre agire subito, per salvare una città, e per salvare la faccia. Siamo veramente bravi a utilizzare male la nostra autonomia regionale».
Dacia Maraini: «Non esagero se dico che la biblioteca è la parte più importante della città, il suo organo vitale. Una città senza biblioteca è come un corpo senza fegato, senza un polmone. Vorrei tanto che i suoi rappresentanti della Regione si rendessero conto di cosa trascurano. Bisogna capire che vale la pena di investire su una biblioteca, che di certo non rende in termini di soldi, ma promuove cultura e civilizzazione. La situazione in cui la biblioteca regionale versa è la conseguenza di una logica distorta, sbagliata, che va subito esecrata».
Vincenzo Consolo: «Questa è gente che magari ha in mente di bruciare le biblioteche, di rendere inaccessibile i libri, di farli sparire. Non capiscono che bisogna aprire le biblioteche a chi ha ancora voglia di leggere. Il fatto è che ai nostri amministratori interessano principalmente i parchi mistici. E la cultura, la vera cultura, fa a farsi benedire».
Enzo Sellerio: «Sono lieto che i miei concittadini che hanno tollerato la ventennale chiusura del Massimo, questa volta, ad appena tre mesi dalla sospensione del servizio lettura e prestiti della Biblioteca Nazionale siano passati all´azione. Capisco la preoccupazione del direttore. Ma quando c´è la buona volontà c´è tutto e a ogni male si può trovare (quasi) sempre rimedio. In questo caso si potrebbe far presidiare la Biblioteca dai Vigili del fuoco durante l´orario di lettura. Tanto per dirne una».
(Salvatore Ferlita e Paola Nicita)
 
 

LibriAlice News, 24.6.2004
In primo piano
Cunti della contea di Modica
“Si cunta e si bon cunta che il Signuri Iddio, dopo una para di millenni che aviva creato Adamo ed Eva, gettò per caso una taliata sulla terra e quello che vitti lo strammò.”
Andrea Camilleri

Siete degli appassionati di Camilleri? Non vi siete persi neppure un titolo? Non perdetevi neppure questo racconto inedito (Noè e il pidocchio), inserito in un’antologia di testi di ragazzi della Provincia di Ragusa dal titolo Cunti della Contea di Modica. Non solo arricchirete la vostra biblioteca “tematica”, ma aiuterete una causa importante: i proventi della vendita del volume infatti serviranno per l’aiuto pratico a ragazzi con differenti abilità.
Una breve presentazione di Vincenzo Peluso della Libreria Equilibri, che si è occupato della stampa del volume:
Sull'onda del successo della prima edizione (premiata il 24 novembre scorso al Quirinale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi), la Coop. Sociale "Alberto Portogallo", che si occupa di inserimento lavorativo di ragazzi svantaggiati, ha portato a termine anche la seconda edizione del Concorso Letterario "Cunti della Contea di Modica", affiancato quest'anno da quello artistico "Arti della Contea di Modica", e realizzato con la collaborazione di "Antica Dolceria Bonajuto" e "Cio.Mod cose scritte".
Nato da un'idea del Presidente della Cooperativa Paolo Modica, obiettivo del concorso è coinvolgere i più giovani per avvicinarli alla lettura. Quest'anno però, visto il successo della prima edizione, il Presidente ha deciso di pensare in grande e così, in una notte tempestosa nella quale non riusciva a chiudere occhio, ha pensato bene di scrivere una lettera ad Andrea Camilleri, invitandolo a partecipare. E siccome in fondo nulla è impossibile... Ecco qui il volume che raccoglie i migliori scritti e i migliori dipinti dei due concorsi, oltre ovviamente all'inedito di Camilleri.
Ed ecco come parla dell’iniziativa Paolo Modica, Presidente della Cooperativa Sociale "Alberto Portogallo", curatore dell’iniziativa:
“Il libro Cunti della Contea di Modica è il risultato di un concorso letterario e di un concorso artistico rivolti ai ragazzi degli Istituti di Scuola Media Superiore della provincia di Ragusa, ma è anche il tentativo (a nostro parere riuscito) di coinvolgere in un progetto per fini sociali il mondo dei ragazzi, il mondo della scuola, il mondo della cultura e il mondo del volontariato. Abbiamo chiesto ai ragazzi delle scuole di celebrare e di cogliere l'essenza del nostro territorio e abbiamo chiesto ai nostri giurati di scegliere i messaggi che trasmettessero emozioni reali, premiando fantasia e originalità.
Ora il risultato di questo lavoro è qui per voi. La nostra speranza è che sfogliando questo libro possiate rivedervi studenti sui banchi, energici, vitali, generosi e pieni di fantasia perché come scrive F.A. Belgiorno “scrivere da giovani non significa scrivere male, ma piuttosto aprire alla fantasia e all'invenzione delle nuove dimensioni”. Hanno vinto tutti i ragazzi che hanno partecipato perché hanno impegnato altri ragazzi con abilità differenti a trascrivere, ad impaginare, a catalogare, ad incorniciare le opere e a dialogare con gli studenti; hanno vinto gli uomini di cultura delle giurie, perché con animo nobile e grande disponibilità hanno accettato di collaborare a questo progetto.
All'interno del libro troverete dunque anche il gradito inedito di Camilleri, che ha aderito a questa iniziativa donandoci un suo contributo e dimostrando non solo un immutato entusiasmo, ma soprattutto una grande sensibilità nei confronti dei nostri ragazzi. In fondo per capire se abbiamo avuto successo o meno in questa vita non conta solo quello che abbiamo dato al mondo dal punto di vista professionale, ma la quantità di amore che abbiamo lasciato dietro di noi; questo ci guida, questo è l'obiettivo del libro.
I fondi raccolti dalla vendita del libro saranno destinati a progetti d'inserimento lavorativo di ragazzi con abilità differenti.”
Copie del volume possono anche essere richieste direttamente:
e-mail: equilibri@katamail.com
tel: 0932/453363
A cura di Giulia Mozzato
 
 

Il Mattino, 25.6.2004
Avanza il corpo di Banana

Movimenti di rilievo solo nella narrativa, dove il corpo di Banana Yoshimoto dimostra di sapere anche come arrampicarsi sulle classifiche di vendita. Entra in coda l'insolito thrilling anni '30 di Deaver in cui tocca a un killer mafioso di origine tedesca provare a salvare il mondo dal nazismo. Per l'Italia il giovane Moccia e il vecchio Camilleri resistono meglio della nazionale di calcio. È troppo sperare che qualche tifoso deluso corra a comprarsi i loro libri per le serate senza la squadra del cuore?
 
 

La Nazione, 27.6.2004
Superpoliziotto di giorno, appassionato di filosofia la notte. E amante dei gialli
Pizzuto, elogio dello sbirro scrittore

Elogio dello "sbirro" scrittore. Infinito, gerundio, relativizzazione del tempo, contiguità dei fatti e delle persone, la consapevolezza di avere non una ma più vite, una percezione realissima del dolore che conduce alla tenerezza. "Si documenti prima di parlare. Lei lo sa chi era Antonio Pizzuto?"  "No." "Era uno che aveva fatto carriera nella polizia, questore, capo dell´Interpol. Di nascosto traduceva filosofi tedeschi e classici greci. A settant´anni e passa, andato in pensione, cominciò a scrivere. E diventò il più grande scrittore d´avanguardia che noi abbiamo avuto. Era siciliano." L´altro ammutolì. E Montalbano seguitò: "E dato che ci siamo, le vorrei dire una mia convinzione. Leonardo Sciascia, se invece di fare il maestro elementare avesse fatto un concorso nella polizia, sarebbe diventato meglio di Maigret e di Pepe Carvalho messi assieme". Se lo dice Montalbano, che di citazioni ne fa poche e il cui volto televisivo ricorda non poco lo scrittore, vuol dire che all´opera di Pizzuto (Palermo 1893 - Roma 1976), questore ad Arezzo nel secondo dopoguerra, bisogna dare più che uno sguardo. Le sue indagini nella narrativa e nelle alchimie possibili della lingua italiana ci vengono finalmente restituite dalla fiorentina Polistampa che mette Pizzuto come fiore all´occhiello della sua collana narrativa. Ma Firenze ha anche il pregio di avere dedicato un convegno serio a questo scrittore che, analogamente ad Andrea Camilleri, ha dato tanto alla letteratura italiana nella seconda parte della propria vita.
Nell´aprile 2002 il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Firenze gli ha dedicato una mostra iconografica con testi inediti `Le comparative simiglianze di Antonio Pizzuto´, il più nuovo degli autori italiani secondo Luigi Baldacci, ma anche "il più avvertito e consapevole dei problemi che incombono sul romanzo moderno". Intanto Polistampa ha pubblicato l´inedito `Così´ e ristampato `Signorina Rosina´ (1956) e `Sul Ponte di Avignone´ (1938, sotto pseudonimo), nell´ambito di un progetto affidato agli studiosi Antonio Pane e Gualberto Avino, grazie al quale sono stati riproposti anche `Ravenna´ (1962), con una testimonianza di Andrea Camilleri, e `Paginette´ (1964-1972) e tre carteggi con Giovanni Nencioni (`Caro Testatore, Carissimo Padrino´), Gianfranco Contini (`Coup de foudre´, proprio Contini aveva auspicato che a Pizzuto fosse riconosciuto il posto che merita nella letteratura italiana) e Margaret Contini (`Telstar´). È in preparazione, inoltre, l´epistolario tra Antonio Pizzuto e Alberto Mondadori.  «Per lui - ha osservato Pane - la narrativa è solo un pretesto per trasmettere la sua visione del mondo, che gli deriva da Kant e che passa attraverso le acquisizioni del pensiero novecentesco». Ai libri di Pizzuto si sono accompagnate anche le monografie critiche di Antonio Pane (Il leggibile Pizzuto) e di Gualberto Alvino (Chi ha paura di Antonio Pizzuto?).
Michele Brancale
 
 

Rai Radio3, 30.6.2004
Il baco del millennio
Andrea Camilleri

Andare in vacanza con Camilleri è un privilegio e noi del Baco proveremo a farvelo toccare con mano parlando con lui 'di persona, pirsonalmente', come dice uno dei suoi personaggi, per tutta la puntata di oggi, di libri, di vacanze e del naturale bisogno degli uomini di ascoltare una storia.
 

 


 
Last modified Saturday, July, 16, 2011