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RASSEGNA STAMPA

AGOSTO 2008

 
La Sicilia, 1.8.2008
Domani e domenica la rilettura in siciliano di Dante prodotta da Etnafest
L’”Inferno” alle Gole dell’Alcantara
L’evento. Il regista Guglielmo Ferro: “Ho scelto uno dei luoghi dell’anima di cui la Sicilia è piena”

Catania. […]
Altre due produzioni di Etnafest, sono in tour quest'estate nelle piazze siciliane e non solo.
[…]
E infine una delle ultime produzioni della rassegna «Scupa!», che ha debuttato nei Chiostri dell'ex Monastero dei Benedettini, andrà in scena il 22 e il 23 agosto nel borgo medievale di Motta Camastra.
I racconti, scritti appositamente da dieci autori siciliani - Giuseppe Bonaviri, Pietrangelo Buttafuoco, Andrea Camilleri, Ottavio Cappellani, Carmen Consoli, Emilio Isgrò, Angelo Scandurra, Gabriella Vergari, Stefano Vilardo, Anonimo - danno vita alle carte da gioco siciliane.
Uno spettacolo unico con dieci stazioni, una per ogni carta. La regia anche in questo caso è di Guglielmo Ferro. «E' un'idea che mi gira in testa da almeno dieci anni. Con Etnafest sono riuscito a metterla in atto, coinvolgendo il pubblico in maniera straordinaria. A rendere ancora più particolare questo spettacolo è la capacità di impossessarsi dei luoghi, dando loro un'anima».
R. Sp.
[Andrea Camilleri, da noi consultato, ha smentito di aver scritto il racconto citato, NdCFC]
 
 

Il Venerdì, 1.8.2008
Radici. Nasce a Torino un progetto che raccoglie online le testimonianze dei nati prima del 1940. Un modo per non perdere la memoria del passato. Tra i primi intervistati, lo scrittore Andrea Camilleri
Quelli che ci ricordano da dove veniamo

Partirà domani, 2 agosto, da Torino, e per un mese toccherà ventisei città in tutta Ita­lia, il furgoncino di Banca della Memoria. Il pro­getto è nato dall'idea di Franco Nicola, Lo­renzo Fenoglio, Luca Novarino e Valentina Vaio, quattro giovani di Pino Torinese che, dopo una vacanza in Vietnam, hanno pen­sato di archiviare e rendere accessibili a tut­ti i ricordi degli italiani nati prima del 1940.
«Se non ricordiamo non possiamo comprendere» è la massima di Edward Morgan Forster che fa da leitmotiv al progetto. Sul sito www.bancadellamemoria.it si possono vede­re i primi video, dai tre agli otto minuti, dove gli anziani raccontano tutto del loro passato, dalle ricette ai giochi di quando erano bambini, dalla guerra al primo amore.
Il sito ha già oltre cento­cinquanta testimonianze catalogate per argomen­to, in modo da realizzare veri e propri percorsi te­matici. «L'obiettivo» spie­ga Franco Nicola «è arri­vare a oltre cinquecento interviste. Abbiamo rac­colto storie di persone fa­mose e non, come Andrea Camilleri, che interviste­remo a settembre». Ad agosto partirà una col­laborazione con “Scatole cinesi”, il programma di Rai Radio 2 che manderà in onda brani audio tratti dai filmati.
La Banca della memoria è un progetto no profit: le sponsorizza­zioni che i quattro ideatori cercano serviranno, infatti, a coprire i costi dei software necessari e a finanziare iniziative a so­stegno della terza età e dell'infanzia. Per questo è stata allestita una sezio­ne aperta alle aziende, che possono promuover­si caricando in cambio sul sito i racconti dei pro­pri dipendenti.
Sabrina Roglio
 
 

Il Velino, 1.8.2008
Rai, Gasparri: Perché butta soldi per esclusiva “Montalbano”?

Roma - “Apprendo che la Rai verserebbe un’ingente somma, ben superiore ad un milione di euro, alla società di produzione di Degli Esposti per l’esclusiva di ‘Montalbano’. Scelta singolare, perché l’esclusiva [...]
“Petruccioli conosce questo conflitto d’interesse? I consiglieri ne sono informati? È una realtà trasparente? Non meriterebbe una discussione almeno tanto quanto altre vicende assai più banali che [...]
 
 

Il Velino, 1.8.2008
Rai, Gasparri a Giulietti: Osservatorio indaghi su Montalbano

Roma - “Fa bene Giulietti ad attivare un osservatorio. Gli indico subito la materia di lavoro. Gusberti era dirigenti di Rai Fiction. Dopo il pensionamento è andato a lavorare presso un produttore fornitore [...]
"Viene da domandarsi perchè la Rai paghi l'esclusiva. Forse 'Montalbano' con Camilleri – spiega Gasparri - al seguito vuole transitare alla corte di Berlusconi a Mediaset, dopo che legittimamente C[...]
 
 

Corriere della sera, 2.8.2008
Cattiva condotta. Dalla Buy alla Hack, le marachelle degli ex studenti
Camilleri: al liceo mi presi un 6. Curzi: 7 per un blitz anti preside

Milano - Il popolo del 7 in condotta ha avuto i suoi problemi a scuola. Qualcuno per eccesso di verve ha ripetuto l'anno, altri si sono salvati dal precipizio della bocciatura aggrappandosi ai voti brillanti nelle altre materie. Ma tutti si sono divertiti, e adesso serbano un ricordo epico delle marachelle giovanili.
[...]
In Sicilia altro che sette: «A me in condotta misero 6», racconta lo scrittore Andrea Camilleri. «Frequentavo il liceo di Agrigento. Un giorno feci entrare in classe un amico soldato di qualche anno più grande. Aveva la giubba della divisa, ma per il resto vestiva in borghese. Al professore disse che era un profugo e che il preside lo aveva autorizzato. Quando saltò fuori la verità, a scuola si presentarono i carabinieri, e noi rischiammo di finire sotto processo. Era il 1943, si viveva nel terrore del nemico in ascolto. Poi riuscimmo comunque a strappare la promozione, ma solo perché gli esami li facemmo con gli americani».
[...]
Antonio Castaldo
 
 

Il Mattino, 2.8.2008
È polemica sui costi di «Montalbano»

Per Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, l’esclusiva per la versione tv del Montalbano di Camilleri viene senza reali ragioni pagata più di un milione di euro dalla Rai. Immediata la replica del produttore della serie, Carlo Degli Esposti, che annuncia il ricorso ai giudici contro «le false affermazioni» del senatore Gasparri.
 
 

Corriere della sera, 3.8.2008
La serie TV di Raiuno
Gasparri su Montalbano: esclusiva inutile e costosa. Camilleri: straparla

Milano - Forse Camilleri ormai ci ha fatto il callo. Il suo Montalbano versione tv è tornato al centro di polemiche. Nel 2005 era stato Mario Landolfi (An) a bollarlo sbrigativamente come «fiction che trasuda comunismo». Questa volta l'affondo arriva dal collega di partito Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato e componente della commissione di Vigilanza della Rai. Chiede spiegazioni a Petruccioli sulla «scelta singolare» di Viale Mazzini di pagare «un'ingente somma, ben superiore a un milione di euro, alla società di produzione di Degli Esposti per l'esclusiva di Montalbano»: sarebbe «improbabile» che Camilleri, «noto frequentatore della manifestazione di Piazza Navona», possa pensare di passare a Mediaset. Insomma, per Gasparri sono «soldi dei cittadini regalati a Degli Esposti e soci». Andrea Camilleri taglia corto: «Gasparri come al solito parla a vanvera visto che molti dei miei romanzi sono pubblicati per Mondadori», casa editrice della famiglia Berlusconi e presieduta dalla primogenita del premier Marina. L' ultimo libro fresco di stampa - luglio - è la raccolta dei “Racconti di Montalbano” per gli Oscar. E comunque il prestigioso Meridiano su Camilleri è dedicato proprio al commissario interpretato da Luca Zingaretti, che però è fratello di quel Nicola del Pd, presidente della Provincia di Roma. Per Gasparri la militanza del Camilleri girotondino basterebbe a blindare sul mercato la fiction di Montalbano e sottrarla all'eventuale concorrenza, motivo per cui chiede «a Petruccioli parole rassicuranti: gestisce i soldi dei cittadini, la Rai è una società pubblica che non ha certo il diritto di pagare presunte esclusive inesistenti». La cifra un po' fa impressione: un milione e 600 mila euro. Il consigliere del Cda Rai Giuliano Urbani (area FI) è cauto: «Aspettiamo la risposta, così vedremo se è congruo o meno questo prezzo o sovrapprezzo». E non si sbilancia nemmeno l'azzurro Giorgio Lainati (Pdl), che si limita a registrare che «se lo scrittore Camilleri è un irriducibile avversario di Berlusconi e non perde occasione di dichiararlo, è pur vero che Montalbano è un prodotto di grande successo, perfetto per la Rai e soprattutto per Raiuno: i dati d'ascolto parlano chiaro e non c' entrano nulla con le scelte politiche dell'autore». E in effetti i tv movie del Commissario Montalbano sono andati in onda oltre 50 volte, tra prime tv e repliche, registrando uno share medio intorno al 27%, facendo sempre vincere la guerra degli ascolti. Resta però un altro nodo da sciogliere per Gasparri: «È singolare la decisione di Cappon di nominare suo consulente per la Fiction tale Gusberti, che ha fatto a lungo il dirigente della società di Degli Esposti». L'accusa che muove l'ex ministro delle Comunicazioni è di «conflitto di interessi»: «Questo triangolo Degli Esposti - Cappon - Gusberti è tutt'altro che trasparente».
Francesca Basso
 
 

Articolo 21 Liberi di, 3.8.2008
Editoriale
Degli Esposti: sono solo un produttore

Carlo degli Esposti è il produttore di Montalbano, da numerosi giorni riceve attacchi durissimi da Gasparri, lo abbiamo intervistato per capire con lui le motivazioni di tali parole da parte dell’ex ministro delle  Comunicazioni.
Perché Gasparri pronuncia queste minacce nei confronti di Petruccioli usando il suo nome e la produzione di Montalbano, sembra quasi ci sia un segreto occulto dietro?
“Per quanto mi riguarda è una normale dialettica imprenditoriale tra una casa di produzione che produce uno dei migliori prodotti rai e l’azienda dello stato.”
Pensa di aver toccato qualche nervo scoperto?
“Non saprei, certo è strano che tutti questi attacchi arrivino subito dopo le mie dichiarazioni.”
Quali dichiarazioni?
“Vede ho sentito il bisogno di dire cosa pensavo dal punto vista industriale delle dinamiche  interne alla Rai.”
Cioè?
“Cioè le vicende che avvolgevano Rai Fiction, cioè la vicenda Saccà.”
Gasparri che la attacca, la vigilanza bloccata, il cda paralizzato, forse è un attacco politico?
“Io sono solo  un produttore, lascio la politica ai politici, mi interessa l’industria culturale del Paese e il suo futuro. Le considerazioni che  faccio sono ragionamenti da produttore, soprattutto sulla  fiction che è martoriata dagli avvenimenti delle ultime settimane.”
Tania Passa
 
 

Apcom, 3.8.2008
Rai/ Gasparri: Apprezzo Camilleri,ma troppo alti costi Montalbano
Petruccioli risponda:pagheranno esclusiva 1 mln e 600 mila euro?

Roma - Maurizio Gasparri torna a denunciare i costi troppo alti dell'esclusiva per la fiction sul commissario Montalbano, al vaglio della Rai. "Camilleri forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri. Si informi che dico cose incontestabili ed inoppugnabili", replica il presidente dei senatori del Pdl, che rinnova "al silente Petruccioli una domanda: la Rai sta valutando l'ipotesi di pagare 1 milione e 600 mila euro per l'esclusiva di Montalbano?".
"I documenti - sostiene Gasparri - sono pronti e se non si vuole dar luogo a questo spreco basta non firmare, limitandosi a pagare il prezzo della fiction, che peraltro nel caso di Montalbano è ai livelli massimi dei prezzi pagati dalla Rai. Consiglieremmo molta prudenza a Petruccioli in una fase in cui numerosi sono i contenziosi giudiziari che ruotano intorno alla fiction Rai. Non vorremmo - aggiunge - che si aggiungessero altri errori legati al triangolo Cappon-Degli Esposti-Gusberti. Non vorremmo incaricare proprio il commissario Montalbano ad indagare sul mistero dei milioni buttati per un'esclusiva che non ha motivo di sussistere e che ha rarissimi precedenti in Rai. Petruccioli che ha da dire? Fa ancora in tempo a bloccare lo spreco e ad evitare una causa".
 
 

Apcom, 3.8.2008
Rai/ Gasparri a Giulietti: Si rivolga a Montalbano
Gli chieda delle vicende Gusberti-Degli Esposti-Cappon

Roma - Giulietti si rivolga a Montalbano. E' il sarcastico consiglio che il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, dà al portavoce di Articolo 21 che oggi ha definito "sconcertante" il fatto che Berlusconi incontrasse i consiglieri Rai Urbani e Staderini. "Diamo una pista di indagine al solerte Giulietti che mostra attenzione agli incontri di gente Rai - dice Gasparri -. E' vero che Gusberti, andato in pensione da Rai Fiction, è passato al servizio del produttore Degli Esposti per diverse centinaia di migliaia di euro? E che lo stesso Gusberti è tornato alla fiction Rai come consulente? Che Degli Esposti ha potuto stipulare un gran numero di contratti con la Rai? Che la Rai di Cappon e Gusberti, oltre che a pagare bene i prodotti di Degli Esposti, ha proposto una strana aggiunta di un milione e seicentomila euro per una esclusiva di Montalbano che non vale nulla, posto che Camilleri mai farebbe finire il suo eroe sulle reti del bieco Cavaliere?".
"Giulietti potrà, come me - conclude Gasparri - avere conferma di queste notizie dallo stesso commissario Montalbano, che speriamo arresti presto i colpevoli".
 
 

SVT, 3.8.2008
Andrea Camilleri - Montalbanos pappa
Författaren Andrea Camilleri, mannen bakom bl.a. tv-serien Kommissarie Montalbano porträtteras.

Andrea Camilleri är sicilianare, författare och regissör. Här berättar han om hur han arbetar och skriver, gärna med folk omkring sig. Han talar om sin skrockfullhet, om sin barndom och om sitt förhållande till religion och politik. Detta är mannen bakom tv-serien Kommissarie Montalbano (uppkallad efter den spanske författaren Manuel Vázquez Montalbán) som gått på SVT under sommaren. En serie som utspelar sig i en påhittad stad på Sicilien men som i mycket påminner om hans hemstad.

Il papà di Montalbano
Viene fatto un ritratto dello scrittore Andrea Camilleri, l'uomo che sta dietro, tra l'altro, alla serie televisiva "Il commissario Montalbano".

Andrea Camilleri è siciliano, autore e regista. Ci racconta  come lavora e scrive, preferibilmente con altre persone intorno. Parla della sua superstizione, dell'infanzia e del suo rapporto con la religione e la politica. Questo è l'uomo che sta dietro alla serie televisiva “Il commissario Montalbano” (chiamato così in onore dell'autore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán) che è stata trasmessa durante l'estate. Una serie che si svolge in una città inventata ma che ricorda molto la sua città natale.
(traduzione di Karin)

 
 

Il Tempo, 4.8.2008
Rai, la polemica sui costi del film
Montalbano «arresta» la Rai

Il commissario Montalbano infiamma la politica. Da tre giorni maggioranza e opposizione si sputano accuse. Sullo sfondo la grande partita su Rai fiction proprio nella settimana in cui il capo Agostino Saccà è stato sostituito da Fabrizio Del Noce.
Ad accendere la miccia è stato il presidente dei senatori Pdl: «Apprendo che la Rai verserebbe un'ingente somma, ben superiore ad un milione di euro, alla società di produzione di Degli Esposti per l'esclusiva di "Montalbano". Scelta singolare, perché l'esclusiva che si aggiunge al costo delle fiction si potrebbe giustificare se gli autori e Camilleri, noto frequentatore della manifestazione di piazza Navona, pensassero di passare a Mediaset.
Ma poiché questo appare improbabile, per le comprensibili ragioni legate al dibattito in corso nel Paese, non si capisce perchè la Rai butti questi soldi». «Tra l'altro - ha proseguito Gasparri- è singolare la decisione presa da Cappon di nominare come suo consulente per la Fiction tale Gusberti che, dopo essere andato via dalla Rai, ha fatto a lungo il dirigente della società di produzione di Degli Esposti che adesso avrebbe ottenuto priorità e grande attenzione da parte della Rai».
«Petruccioli conosce questo conflitto d'interesse? I consiglieri ne sono informati? È una realtà trasparente? Non meriterebbe una discussione almeno tanto quanto altre vicende assai più banali che occupano cronache e decisioni? Questo triangolo Degli Esposti-Cappon-Gusberti è tutt'altro che trasparente».
A stretto giro gli replica Beppe Giulietti, ex uomo Rai dei Ds e oggi deputato dipietrista e portavoce di Articolo 21: «All'improvviso, nel mirino della politica viene messo anche Carlo degli Esposti, produttore di "Montalbano" reo di non aver solidarizzato nei giorni scorsi con Saccà. Questo è davvero inquietante. Per questa ragione daremo vita ad un osservatorio sul sito di Articolo21 per vigilare affinchè nei prossimi mesi non ci sia l'ennesima lista di proscrizione, questa volta all'indirizzo imprenditori, produttori, autori».
Replica di Gasparri: «Fa bene Giulietti ad attivare un osservatorio. Gli indico subito la materia di lavoro. Gusberti era dirigente di Rai Fiction. Dopo il pensionamento è andato a lavorare presso un produttore fornitore della Rai, Degli Esposti. Successivamente, dopo aver lavorato con la persona che incassa milioni e milioni di euro dalla Rai, è stato ripreso in Rai come consulente di Cappon per la fiction. Stranamente tutti i contratti e le proposte di Degli Esposti hanno avuto precedenza assoluta e nessuno ha sollevato il problema di un conflitto di interesse». Il produttore Degli Esposti non ci sta e replica a sua volta: «Le false affermazioni del senatore Gasparri mi inducono a rivolgermi immediatamente all'autorità giudiziaria». Interviene anche Andrea Camilleri, l'autore del commissario Montalbano: «Gasparri come al solito parla a vanvera, i miei libri sono pubblicati da Mondadori», di proprietà del gruppo Berlusconi.
Controreplica Gasparri: «Camilleri forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri». Ma Giulietti se la prende con Urbani e Staderini, due consiglieri di amministrazione che avrebbero avuto incontro con Berlusconi: «Invece di continuare ad insultare i vari Petruccioli e Cappon sarebbe forse ora e tempo di chiedere al presidente Berlusconi per quali ragioni, in giorni così difficili per l'economia italiana, abbia trovato la voglia e il tempo di incontrare prima il consigliere Urbani e poi il consigliere Staderini».
Ma Gasparri rilancia: «È vero che Gusberti, andato in pensione da Rai Fiction, è passato al servizio del produttore Degli Esposti per diverse centinaia di migliaia di euro? E che lo stesso Gusberti è tornato alla fiction Rai come consulente? Che Degli Esposti ha potuto stipulare un gran numero di contratti con la Rai? Che la Rai di Cappon e Gusberti, oltre che a pagare bene i prodotti di Degli Esposti, ha proposto una strana aggiunta di un milione e seicentomila euro per una esclusiva di Montalbano che non vale nulla, posto che Camilleri mai farebbe finire il suo eroe sulle reti del bieco Cavaliere? Giulietti potrà, come me, avere conferma di queste notizie dallo stesso commissario Montalbano - conclude - che speriamo arresti presto i colpevoli».
E Giuletti controreplica: «Il commissario Montalbano mi ha informato che il suo produttore, Carlo Degli Esposti, convocherà in tribunale (se vorrà rinunciare all'immunità parlamentare) il medesimo senatore Gasparri». E Degli Esposti rincara la dose: «Ma Gasparri non va in vacanza? Non ha una famiglia?». E Gasparri riattacca: «Inviterei Degli Esposti ad evitare minacce alla mia famiglia, che considero sgradevoli. Io rinuncio a qualsiasi cosa, ma lui perché non rinuncia al milione e seicentomila euro». Il produttore allora rilancia: «Spero di proporgli io, a breve, un incontro con un magistrato competente». Chiosa Gasparri: «Il magistrato competente è quello che riceverà da me la documentazione e le testimonianze circa gli sprechi reali ai quali Degli Esposti continua a non voler rinunciare».
 
 

Corriere della sera, 4.8.2008
La serie TV di successo
Montalbano in esclusiva Rai. Gasparri insiste: uno spreco. Il produttore: lo denuncio
Immunità e soldi. Degli Esposti: «Rinunci all'immunità». Il senatore pdl: e lui rinunci ai soldi

Milano - La vicenda di Montalbano sta diventando una soap opera. Gli episodi precedenti. Gasparri attacca la Rai disposta a pagare 1 milione e 600 mila euro alla società di produzione di Carlo Degli Esposti per l'«esclusiva immotivata» su Montalbano, visto che Camilleri - a suo giudizio - non andrebbe mai a Mediaset. Lo scrittore taglia corto: «Gasparri straparla». La puntata in corso. Primo tempo: Gasparri rinnova «al silente Petruccioli» la domanda sull'ipotesi della Rai di pagare quella cifra; quasi difende Camilleri perché «forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri»; poi risponde anche a Giuseppe Giulietti (Articolo 21) che aveva proposto di attivare un osservatorio sulle fiction, e gli consiglia di «avere conferma di queste notizie dallo stesso commissario Montalbano». Secondo tempo: scontro a distanza tra Degli Esposti e Gasparri. Il produttore di Montalbano ha chiesto al senatore del Pdl di «rinunciare all'immunità parlamentare rispetto alle dichiarazioni fatte sulla mia persona, la mia società e i miei film» e ha auspicato «un sereno confronto», ricordando il successo ottenuto «grazie ai 18 film su Montalbano e al film su Perlasca». Gasparri ha replicato di essere pronto a «rinunciare a qualsiasi cosa ma Degli Esposti rinunci ai soldi» e sarà «lieto» di accoglierlo in uno degli incontri estivi. Degli Esposti aspetta l'invito: «Spero di proporgli io, a breve, un incontro con un magistrato». «Il magistrato è quello che riceverà da me la documentazione degli sprechi» ha chiuso Gasparri. La soap continua.
Francesca Basso
 
 

Adnkronos, 4.8.2008
Al centro l'esclusiva sulle produzioni tratte dalle opere di Camilleri
Rai-Palomar, per 'Montalbano' trattativa in bilico
La casa di produzione di Degli Esposti chiede 2,5 milioni di euro, Viale Mazzini orientata a 1,6 per avere sia le nuove puntate di 'Montalbano' sia quelle su 'Il giovane Montalbano'

Roma - Nella polemica politica sulle vicende Rai, fra il 'nodo' della Vigilanza e il 'caso Saccà', si è inserita negli ultimi giorni la vicenda del rinnovo dell'accordo di esclusiva fra viale Mazzini e la Palomar di Carlo Degli Esposti sulle produzioni tratte dalle opere di Andrea Camilleri, 'Commissario Montalbano' in testa. A quanto risulta all'ADNKRONOS in base alla documentazione della quale è in possesso, la trattativa vede una richiesta da parte della Palomar per il rinnovo dell'accordo, scaduto il 28 luglio scorso, di 2,5 milioni di euro, contro gli 1,2 milioni del precedente, ed un orientamento della Rai a concedere 1,6 milioni per altri cinque anni di esclusiva.
Il precedente accordo quinquennale, stipulato il 29 luglio 2003, impegnava la Palomar a produrre nei 5 anni in oggetto quattro tv-movie da 100 minuti ciascuno, in alternativa almeno due, tratti dai romanzi del ciclo del 'Commissario Montalbano', ed un tv-movie o una miniserie, in alternativa almeno due tv-movie o miniserie, tratti invece dalle opere a carattere storico di Camilleri, a fronte appunto di un esborso da parte della Rai di 1 milione e 200mila euro.
Con quell'accordo la Rai acquistava anche dalla Palomar il 50% dei diritti di titolarità su alcune opere storiche di Camilleri per 103mila euro, e riacquistava per 260mila euro il 50% di diritti per territori tedeschi. L'applicazione dell'accordo è stata piena quanto alla serie su Montalbano mentre, per scelta della Rai, non sono state realizzate produzioni tratte dalle opere storiche di Camilleri.
Nella primavera di quest'anno la Palomar bussa al portone di viale Mazzini per proporre il rinnovo dell'accordo in vista della sua scadenza a fine luglio. La società offre altri 5 anni di esclusiva impegnandosi a produrre quattro tv-movie di Montalbano oppure, in alternativa, della nuova serie 'Il giovane Montalbano', oltre a due tv-movie o miniserie dalle opere storiche di Camilleri. Il compenso richiesto alla Rai, a quanto risulta all'ADNKRONOS, è di 2 milioni e 500mila euro, nei quali sarebbero compresi i ristorni dei costi sostenuti per i progetti su opere storiche di Camilleri previste nell'accordo precedente ma non realizzate per scelta della Rai. A giustificare l'aumento la Palomar cita gli ottimi ascolti della serie su Montalbano, repliche comprese. I responsabili Rai, fra cui figura in quel momento Massimiliano Gusberti, già vice direttore di Rai Fiction (lasciata al raggiugimento dell'età pensionabile), poi stretto collaboratore di Degli Esposti, quindi di nuovo a Rai Fiction quale assistente personale di Claudio Cappon, il direttore generale della Rai che aveva assunto ad interim la direzione di Rai Fiction dopo l'autosospensione di Saccà, a fronte della richiesta di Palomar ipotizzano all'inizio di giugno di fare una controproposta di 1 milione e 600mila euro.
Per questa somma, il cui importo non obbligherebbe ad un esame da parte del Cda di viale Mazzini, la Rai vorrebbe però sia le nuove puntate di 'Montalbano' sia quelle su 'Il giovane Montalbano', mentre la Palomar offriva le une in alternativa alle altre. In sostanza la Rai otterrebbe così i 5 anni di esclusiva con due o quattro tv-movie da 100 minuti ciascuno tratti dal ciclo 'Il Commissario Montalbano', altri sei tv-movie della stessa lunghezza della nuova serie 'Il giovane Montalbano' e un tv-movie o miniserie tratta dalle opere storiche di Camilleri.
Quanto ai costi di produzione, l'orientamento della Rai per i nuovi tv-movie di 'Il Commissario Montalbano' è di inserire nell'accordo di esclusiva una previsione di costo unitario in linea con quello delle ultime produzioni in corso, fatta eccezione per aumenti legati a eventuali maggiori costi, in particolare per cast ed autore. Per la nuova serie su 'Il giovane Montalbano' la definizione dei costi avverrebbe invece dopo l'approvazione delle sceneggiature ed un monitoraggio della produzione da realizzare.
 
 

Adnkronos, 4.8.2008
Gasparri, su 'Montalbano' Petruccioli e Degli Esposti chiariscano

Roma - "Mi pare che l'Adnkronos sia precisa nel confermare questa strana prassi di pagare abbondantemente l'esclusiva per 'Montalbano', il cui costo si aggiunge a notevoli costi di produzione. Ora vorrei sapere da Petruccioli e da Degli Esposti se e' vero o no quanto io ho ipotizzato e l'Adnkronos conferma: La Rai paghera' questo milione e seicentomila euro alla Palomar? E la Palomar davvero aveva chiesto due milioni e mezzo di euro? Invece di litigare stiamo ai fatti. A domande cosi' precise e semplici e' facile rispondere 'si' o 'no'". Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
 
 

Adnkronos, 4.8.2008
RAI: Gasparri (Pdl), forza della verità fa tacere Degli Esposti
'Resto in fiduciosa attesa di risposta da Petruccioli'

Roma - "A conclusione della giornata, devo notare che Degli Esposti e' stato molto loquace domenica, ma muto il lunedi'. Evidentemente ho vinto cento a zero, grazie alla forza dei fatti e della verita'. Per quanto riguarda Petruccioli, resto in fiduciosa attesa di risposta". Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, riferendosi alla vicenda dell'accordo di esclusiva fra Rai e Palomar per le produzioni tratte dalle opere di Andrea Camilleri, il creatore del Commissario Montalbano.
 
 

Il Tempo, 4.8.2008
Una Sicilia senza tempo nella favola di Camilleri

Sembra di vederle quelle tendine verdi e rosse sulla veranda del treno, anzi, trenino, che nella prima metà del secolo scorso, ci racconta il grande favoliere di Andrea Camilleri, correva su e giù davanti al mare di Sicilia.
Sembra di vederle perché ce le racconta lui e dalle sue parole, solo apparentemente in lite con la lingua italiana, visto l'uso del personalissimo dialetto siciliano, emerge un mondo immenso, come un affresco barocco del quale affascina l'insieme e la ricchezza di particolari. Ci si può perdere nei suoi particolari, per poi ritrovarsi sulla strada maestra del corpo del racconto. È in tutte le librerie, già premiatissimo dai lettori, «Il casellante», nella bella edizione Sellerio, 11 euro, 143 pagine, firmato da quel «geniaccio» di Andrea Camilleri che dello stupirci ha fatto un'abitudine che sembra non si perderà mai.
Siamo tra Vigàta e Castelvetrano, zona immaginaria, ma tanto reale, che ci è diventata cara con il commissario Montalbano. Ma di lui nemmeno l'ombra. Sembra che Camilleri abbia usato quello Sherlock Holmes della Trinacria come un cavallo di Troia all'incontrario, cioè non per farci invadere da qualcuno, ma per introdurre noi, i suoi lettori, in quella Sicilia cosmopolita, senza tempo e senza età nella quale costruisce le sue storie. Sì perché oggi quella Vigàta che non esiste è però nei cuori delle persone: Camilleri l'ha fatta diventare più vera che mai. E allora leggendo questo «Casellante» si sentono i profumi di Sicilia, si prova anche un po' di dolore alla schiena quando si parla dei sedili di legno della terza classe di quel trenino e si prova subito conforto alla descrizione di quelli di prima: «'mbottiti e cummigliati di villuto rosso coi poggiatesta bianchi coll'orlo arraccamato» e neanche ci si stupisce tanto nello scoprire che la seconda classe, semplicemente, non esiste: nella Sicilia di Camilleri è così, o signori o poveracci.
In quest'universo singolare e da favola vivono pieni di gioie e di speranze Nino Zarcuto e signora, Minica. Lui, in una Sicilia incredibilmente lontana da quell'Italia fascista a cui molti invece la vedono indissolubilmente legata, sorveglia il passaggio a livello, facendo un mestiere che, vista l'epoca, i primi anni Quaranta, è quasi un titolo nobiliare. Casellante: si lavora in divisa, si ha a disposizione uno stipendio sicuro e si è investiti di una grande responsabilità: quella del passaggio in sicurezza del treno. Che, sempre per i tempi, paragonato ad oggi, era come fare l'astronauta.
Ma quel Nino è poco marziale, poco «in divisa», poco in sintonia con i febbrili fervori nazionalisti che ribollono nel pieno di una guerra e in vista dello sbarco alleato. La favola di Camilleri, scritta in quel dialetto che l'autore ci ha insegnato a capire ed apprezzare (ma chissà i traduttori come la riporteranno nelle lingue straniere?) se ne viaggia così, come il treno Vigàta-Castelvetrano su binari sempre più in discesa, fino a far piombare la storia nel dramma.
«Il casellante» assomiglia a tutti gli altri scritti, e sono proprio tanti, di Camilleri, e si discosta da tutti, ma proprio a volergli cercare un parente tra i molti si accosta di più a quel «Maruzza Musumeci» dello scorso anno. E si deve aprire un discorso nuovo su Camilleri scrittore che trovando in «Maruzza» e soprattutto in questo nuovo «Il casellante» un più ampio respiro nella psicologia e nel racconto esce anche dai suoi... binari abituali.
Inevitabile accostarlo a quel gran filone kafkiano che, tra metamorfosi e ricerca di giustizia, lascia l'uomo da solo con se stesso e con i suoi incubi.
Camilleri scrive tanto, tantissimo, sembra voglia far contenti tutti quei lettori che, appena terminato un suo libro, non vedono l'ora di cominciarne un altro. Nonostante questo non è mai stato così lontano da quei molti (ma sì, anche bravi) scrittori che lavorano in modo industriale: tanto per non far nomi come Michael Crichton o Stephen King. Andrea Camilleri è rimasto l'ultimo buon artigiano a cercarsi bei pezzi di buon legno di quercia, allisciandoseli e tagliandoseli da solo per allestire splendidi oggetti di artigianato locale che, come sempre accade in questi casi, fanno furore in tutto il mondo. E, quando ci mette quello spruzzetto di fantasia in più, rischiano anche di diventare delle opere d'arte.
Antonio Angeli
 
 

Dagospia, 5.8.2008
Giallo su Montalbano – “Escono” dai cassetti Rai i documenti dell’accordo con Palomar per i diritti sui nuovi tv-movie – Per Gasparri costano troppo, e si chiede: Ma Camilleri sa quanto ci guadagnano?

Questa volta il “caso Montalbano”, più che ad un giallo, assomiglia ad una “legal story”. Perché la polemica fra il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e il produttore Carlo Degli Esposti, titolare della Palomar (la società che produce i tv-movie tratti dei libri di Andrea Camilleri) e la Rai, oltre alle accuse e contro accuse, fa registrare una “fuga” di documenti riservati che escono dai cassetti di viale Mazzini.
Certo, il nodo della questione non è solo il rinnovo dell’accordo fra la Rai e la società Palomar, in base al quale la tv di Stato «acquisisce in esclusiva i diritti per trarre dalle opere di Camilleri», le sceneggiature per i tv movie, ma anche la sua congruità. Pagare per un’esclusiva 1 milione e 600 mila euro è una cifra congrua? Oppure è uno spreco? E la Rai pagherà o no questa cifra? E Andrea Camilleri sa quanto fruttano i suoi libri?
Ebbene, per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, si tratta di una spesa inutile. Non solo. L’ex ministro solleva anche un altro dubbio. «Camilleri, alla cui fantasia creativa si deve l’epopea di Montalbano», afferma Gasparri, «è informato di tutti i movimenti finanziari che traggono in definitiva origine dalla sua opera creativa? È informato delle esose richieste avanzate dal produttore? Si è assicurato adeguati benefici?» «Non vorremmo che al danno alla casse della Rai», prosegue l’esponente del Pdl, «favorito da Cappon e Gusberti, si aggiungesse la beffa a Camilleri. Non vorrei, insomma, che gli riferissero cose a vanvera. A tal fine gli farò pervenire la documentazione Rai, che dimostra che ho detto ancor meno della verità, perché le cifre denunciate sono vere, ma le richieste avanzate erano assai più elevate».
Stando alla documentazione di cui “Libero” è in possesso, la trattativa finita nel mirino di Gasparri vede una richiesta da parte della Palomar per il rinnovo dell’accordo - scaduto il 28 luglio scorso - di 2 milioni e 500 mila euro, contro gli 1 milione e 200 mila del precedente, ed un orientamento della Rai a concedere 1 milione e 600 mila euro per i prossimi cinque anni di esclusiva. Il precedente accordo quinquennale, stipulato il 29 luglio 2003, impegnava la Palomar a produrre nei 5 anni in oggetto quattro tv-movie da 100 minuti ciascuno.
In alternativa almeno due, tratti dai romanzi del ciclo del «Commissario Montalbano», ed un tv-movie o una miniserie, oppure almeno due tv-movie o miniserie, tratti dalle opere a carattere storico di Camilleri a fronte di un esborso da parte della Rai di 1 milione e 200 mila euro. Per giustificare l’aumento della richiesta, la Palomar cita gli ottimi ascolti della serie su Montalbano, repliche comprese. Dato confermato anche dalla Rai.
Scorrendo i documenti, i dirigenti di viale Mazzini che hanno trattato l’accordo sono Massimiliano Gusberti, ex vice direttore di Rai Fiction (che lascia al raggiungimento dell’età pensionabile), poi stretto collaboratore di Degli Esposti, quindi di nuovo a Rai Fiction quale assistente personale di Claudio Cappon, lo stesso direttore generale della Rai, che aveva assunto ad interim la direzione di Rai Fiction dopo l’autosospensione di Saccà.
Questi i numeri, e i nomi, dell’operazione. Va detto che la Rai, essendo la trattativa per l’esclusiva e la relativa bozza d’accordo un documento riservato, ha affidato al suo ufficio legale il compito di stabilire chi ha fatto uscire i documenti da viale Mazzini. Altro piccolo giallo. Da parte sua il produttore Degli Esposti, nel difendere la correttezza della sua azione, ha annunciato il ricorso alle vie legali. Tanto per accrescere il giallo.
Enrico Paoli per “Libero”
 
 

AISE, 5.8.2008
Italiani nel mondo
Uruguay: piccolo paradiso dei cultori del libro italiano

Montevideo - "Alla lettera C dello scaffale Camilleri viene immediatamente dopo Calvino. Senza soluzione di continuità. Il padre del commissario Montalbano è il nuovo fenomeno letterario in Uruguay. Non c'è libreria del Paese che non abbia almeno un titolo della saga di Vigata. Se la letteratura sudamericana ha vissuto e continua a vivere una stagione fortunata nel mercato letterario italiano, prima con il colombiano Garcia Marquez e il brasiliano Jorge Amado, oggi con la cilena Isabelle Allende e il peruviano Vargas Llosa, qual è la fortuna degli autori italiani aldilà dell'oceano?". È quanto si chiede Federica Manzitti della redazione di Montevideo di Gente d’Italia, in un interessante articolo, pubblicato oggi dal quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia nel quale analizza lo stato della letteratura italiana in Uruguay. E lo scenario che emerge è inaspettatamente entusiasmante.
[…]
Quanto alle traduzioni dei libri italiani, queste "di solito sono affidate a traduttori spagnoli, castigliani, più raramente rioplatensi. Ma è curioso sapere che, ad esempio, la fortuna dell'agrigentino Camilleri è arrivata senza che il suo divertente gioco con il dialetto siciliano abbia trovato un riscontro nella traduzione. Un passo come quello de "Il cane di terracotta" - "Dei morti se ne fotteva altamente, poteva dormirci 'nzemmula, fingere di spartirci il pane o di giocarci a tressette e briscola, non gli facevano nessuna impressione, ma quelli che stavano per morire invece gli provocavano la sudarella, le mani principiavano a tremargli, si sentiva agghiacciare tutto, un pirtuso gli si scavava dintra lo stomaco" - è semplicemente tradotto in spagnolo. Camilleri è un poliziesco e piace per questo".
[…]
 
 

Corriere della Sera, 5.8.2008
Il piccolo fratello
Libri in spiaggia? Portatevi un «mattone»
Accanto ai vari prontuari contro il fumo non mancano di certo i libri impegnativi

Il Piccolo fratello aderisce con entusiasmo all' appello lanciato da Luca Doninelli sulle pagine del Giornale: quest' estate in vacanza leggiamoci i «mattoni».
[…]
E allora la domanda è: perché, a parte Camilleri (ma tra cinquant' anni Montalbano sarà ancora in classifica come Cosimo e Gurdulù?), non si riesce più a produrre longseller di qualità ma solo bestseller di breve o media durata (qualche mese, tutt'al più qualche anno)? Colpa della povertà della nostra letteratura o della pusillanimità degli editori che non vanno oltre il proprio naso e cioè oltre i prossimi bilanci? Vorrà pur dire qualcosa il fatto che «Tre metri sopra il cielo» (2004) annaspa dietro «Cristo si è fermato a Eboli» (1945) e «Libera nos a Malo» (1963). O no?
Paolo Di Stefano
 
 

Il Messaggero, 6.8.2008
Camilleri: «Il commissario Montalbano nacque da una scommessa con Sciascia e Calvino»

Roma - Dietro il grande successo di Montalbano, il personaggio firmato da Andrea Camilleri, c'era una doppia scommessa con Leonardo Sciascia e Italo Calvino. Camilleri ha sfidato le parole di Italo Calvino secondo il quale era impossibile ambientare un romanzo giallo in Sicilia e le regole di Leonardo Sciascia su come scrivere un giallo.
Così Camilleri ricorda la nascita di “La forma dell'acqua” nel 1994, primo romanzo con protagonista il suo celebre commissario, che apre ora il volume “Il commissario Montalbano - Le prime indagini”, che Sellerio (pp. 596 - 18,00 euro) manda in libreria in questi giorni, con una introduzione dell'autore.
Negli Oscar Mondadori esce anche una scelta dello stesso scrittore dei suoi preferiti “Racconti di Montalbano” (pp. 506 - 13,00 euro). I 18+1 da lui scelti «non intendono essere - spiega Camilleri - né un'elite né il meglio, perché forse non lo sono».
Dopo la stesura del primo libro su Montalbano, Camilleri ebbe l'impulso immediato di «finirla lì». Ma l'autore era «insoddisfatto di come mi era venuta fuori la figura del commissario. Mi pareva di non averlo disegnato compiutamente, di aver privilegiato in lui la funzione di investigatore trascurandone alcuni aspetti caratteriali. Insomma mi sembrava risolto solo a metà. E lasciarlo a metà mi disturbava molto. Cerco sempre di portare a termine ogni cosa che comincio». Nacque «per uno scrupolo artigianale», il secondo romanzo e nacque assieme quel successo che tutt'ora dura, con centinaia di lettere che gli chiedevano di continuare a scrivere di Salvo Montalbano. Nel terzo romanzo, “Il ladro di merendine”, Camilleri decise di privilegiare «un aspetto del tutto personale del commissario». L'autore spiega che si illudeva «ancora una volta di mettere un punto fermo. Proprio non mi andava di diventare uno scrittore di gialli con un personaggio, oltretutto, seriale. Invece fu come gettare benzina sul fuoco».
 
 

Dazebao, 6.8.2008
Andrea Camilleri racconta i luoghi della memoria

Porto Empedocle diviene un luogo simbolo della Sicilia tra ansia di povertà e voglia di riscatto, nel libro-documento «L'occhio e la memoria», edito da Palombi con testi di Andrea Camilleri e fotografie di Italo Insolera, il tecnico incaricato nel '56 della redazione del Piano di Ricostruzione del Paese, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e abbrutito dalla prima, provvisoria riedificazione. In un rimando continuo tra il passato della povertà rurale e il futuro della ricchezza industriale, nell'area d'insediamento di un colosso come l'Akragas della Montecatini, destinato in breve a rivelarsi un illusorio progetto, e a rimanere anch'esso parte di un paesaggio condizionato dall'aggressione edilizia. Che insieme però non turbano, nel magistrale ricordo di Camilleri, quei «luoghi deputati» che lo scrittore richiama alla mente sua e a quella dei lettori, con lo stile inconfondibile di chi affida al sito la propria identità e alla terra madre i caratteri acquisiti della personalità. Nello scorrere incalzante degli eventi, che di epoche lontane portano la traccia come segni indelebili del destino quasi sempre avverso e della voglia quasi sempre presente di affrontarlo.
Così per i quartieri-ghetto, tra stradine come budelli, dove le superstizioni e le credenze popolari divengono regole, cui rapportare le dinamiche del quotidiano divenire. Così per i trucchi di mestiere degli innamorati alle prese con il rito del corteggiamento, attuato anch'esso tra i meandri di studiati percorsi destinati a fugaci attimi di fuga, e a teneri momenti tra i massi discreti del lungomare.
Senza la retorica del passato che ritorna prepotente a imporre i valori perduti, ma con la consapevolezza di patrimoni di cultura e di saggezza dispersi tra le rovine delle tante distruzioni e degli ancora più numerosi tentativi di ricostruzione. Di Porto Empedocle e di molti altri luoghi dell'isola, che tutti s'identificano - pur nella loro diversità - nella novella di Pirandello riproposta nel volume, nelle citazioni verghiane pronunciate in versi da Camilleri, e nelle sbiadite immagini in bianco e nero della discarica dello zolfo, con volti bambini segnati già dalla fatica ingrata del lavoro e della sofferenza. Dove appunto «l'occhio e la memoria» finiscono per sovrapporsi e identificarsi, divenendo un tutt'uno a sfida dello spazio e del tempo che separano il presunto progresso dall'autentica civiltà.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 7.8.2008
Montalbano fa bis e Camilleri racconta come gli venne l'idea

«Montalbano nacque quando decisi di affrontare una doppia scommessa, con me e con l' inconsapevole Italo Calvino, il quale aveva affermato che era impossibile ambientare un romanzo giallo in Sicilia», oltre che con Leonardo Sciascia e un suo scritto «sulle regole che un autore di gialli è tenuto a rispettare»: Andrea Camilleri ricorda così la nascita del libro "La forma dell' acqua" nel 1994, primo romanzo con protagonista il suo celebre commissario, che apre ora il volume "Il commissario Montalabano - Le prime indagini", che Sellerio manda in libreria con un' introduzione dell' autore (596 pagine, 18 euro). Contemporaneamente, negli Oscar Mondadori, esce anche una scelta dello scrittore dei suoi preferiti "Racconti di Montalbano" (506 pagine, 13 euro). Sellerio con "La forma dell' acqua" riunisce "Il cane di terracotta" e "Il ladro di merendine". «Vinta la doppia scommessa, il mio impulso immediato fu di finirla lì - ricorda lo scrittore - Non lo seguii perché non mi sentivo del tutto soddisfatto di come mi era venuta fuori la figura del commissario. Mi pareva di aver privilegiato in lui la funzione di investigatore trascurandone alcuni aspetti caratteriali. E lasciarlo a metà mi disturbava molto». Nacque quindi «per uno scrupolo artigianale», il secondo romanzo e nacque assieme quel successo che tuttora dura.
 
 

Fondazione Italiani, 9.8.2008
Andrea Camilleri. Montalbano? Scommessa con Sciascia e Calvino
Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri spiega come e perché ha deciso di creare il personaggio del commissario Salvo Montalbano. E della "scommessa" con Sciascia e Calvino. "Volevo scriverne uno solo, ma andai avanti per insoddisfazione".

Montalbano nacque quando "decisi di affrontare una doppia scommessa, con me e con l'inconsapevole Italo Calvino, il quale aveva affermato che era impossibile ambientare un romanzo giallo in Sicilia", oltre che con Leonardo Sciascia e un suo scritto "sulle regole che un autore di gialli è tenuto a rispettare". Così Andrea Camilleri ricorda la nascita di 'La forma dell'acqua' nel 1994, primo romanzo con protagonista il suo celebre commissario, che apre ora il volume 'Il commissario Montalabano - Le prime indagini', che Sellerio (pp. 596 - 18,00 euro) manda in libreria in questi giorni, con una introduzione dell'autore. Contemporaneamente, per gli appassionati di Camilleri, mentre Maurizio Gasparri conduce la sua battaglia contro i costi della serie tv sul commissario, negli Oscar Mondadori esce anche una scelta dello stesso scrittore dei suoi preferiti 'Racconti di Montalbano' (pp. 506 - 13,00 euro). I 18+1 da lui scelti "non intendono essere - dice - né un'elite né il meglio, perché forse non lo sono", che l'ordine individuato "non rispetta la cronologia delle date di edizione" e che il numero è stato fissato "da un preciso numero di pagine, oltre il quale si rischierebbe la non maneggevolezza". Con 'La forma dell'acqua' il libro riunisce 'Il cane di terracotta' e 'Il ladro di merendine'.
"Vinta la prima scommessa, quella con me stesso e probabilmente anche la seconda, quella con Calvino, il mio impulso immediato fu di finirla lì - ricorda oggi lo scrittore - Non lo seguii perché non mi sentivo del tutto soddisfatto di come mi era venuta fuori la figura del commissario. Mi pareva di non averlo disegnato compiutamente, di aver privilegiato in lui la funzione di investigatore trascurandone alcuni aspetti caratteriali. Insomma mi sembrava risolto solo a metà. E lasciarlo a metà mi disturbava molto. Cerco sempre di portare a termine ogni cosa che comincio". Nacque per questo, "per uno scrupolo artigianale", il secondo romanzo e nacque assieme quel successo che tutt'ora dura, con centinaia di lettre che gli chiedevano di continuare a scrivere di Salvo Montalbano, "che mi cominciò a comparire davanti anche quando meno avrebbe dovuto, assillante". Camilleri oggi dice che scrisse per questo, ormai come un dovere, il terzo romanzo, 'Il ladro di merendine', "privilegiando in esso un aspetto del tutto personale del commissario".
E aggiunge: "Mi illudevo ancora una volta di mettere un punto fermo. Proprio non mi andava di diventare uno scrittore di gialli con un personaggio, oltretutto, seriale. Invece fu come gettare benzina sul fuoco". Detto questo, nell'introduzione alla scelta di racconti però tiene a sottolineare che "nessuna, ma proprio nessuna, delle storie di Montalbano è stata scritta se non dietro una precisa suggestione, direi quasi una necessità. Lo scrivere tanto per scrivere non è affar mio. Direi che non ne sono capace".
Paolo Petroni/Ansa
 
 

Apcom, 10.8.2008
Rai/ Gasparri: Stupisce Petruccioli ancora in silenzio su Palomar
Tace per non ammettere vergognosa vicenda:quanto paga Montalbano?

Roma - Maurizio Gasparri torna all'attacco sugli alti costi per la Rai delle fiction targate Palomar, a cominciare da quella del commissario Montalbano. "Mentre il produttore Degli Esposti annuncia la resa dalle colonne del quotidiano 'Il Foglio', ammettendo, ma era inevitabile, che erano vere le cifre che ho divulgato sui suoi sardanapaleschi incassi, stupisce il perdurante silenzio del presidente della Rai Petruccioli", afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl.
"Per l'ennesima volta - aggiunge Gasparri - gli chiedo pubblicamente di rispondere ad alcune domande. La Palomar di Degli Esposti ha chiesto alla Rai due milioni e mezzo di euro per la sola esclusiva dei prodotti tratti dagli scritti di Camilleri? La Rai si è detta disposta a versare un milione e 600 mila euro? Quanto ha pagato Rai Trade per i diritti homevideo di Montalbano?".
"Il vergognoso silenzio di Petruccioli, col quale ho sempre avuto rapporti corretti, induce a pensare assai male - sostiene l'esponente del Pdl -. La sua omertà è dovuta a viaggi lussuosi come quelli che ostenta Degli Esposti? Sapendolo parco di costumi penso che taccia per non ammettere una vergognosa vicenda che, per quanto mi riguarda, si chiuderà solo ponendo fine a questo sperpero di denari".
 
 

El País, 10.8.2008
Fragmento literario: lectura primeras páginas
El beso de la sirena

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, Sicilia, 1925) deja de lado a su celebérrimo comisario Montalbano en una novela que rescata el mito de Ulises y el cuento de Andersen. Destino publicará en septiembre 'El beso de la sirena', que comienza así:
Gnazio Manisco reapareció en Vigàta el 3 de enero de 1895, a los cuarenta y cinco años, y en el pueblo ya nadie sabía quién era, ni él conocía a nadie, tras veinticinco años en América.
[...]
Andrea Camilleri
 
 

Corriere della Sera, 10.8.2008
Interpretazioni. Dalle 5 giornate di Scurati al ’68 della Pariani
Quattordici scrittori fanno la storia

«L'Italia è disfatta. Ora non bisogna neanche disfare gli italiani». Lo scrive Giuseppe Genna in «Oggi: gli Ultimi» (ovvero: 2008, fine del miracolo italiano). A lui il compito di chiudere “La storia siamo noi” (Neri Pozza, pp. 413, 17,50), il volume curato da Mattia Carratello con un titolo che è un omaggio a Francesco De Gregori: quattordici narratori che affrontano momenti importanti della storia italiana dal 1848 a oggi. Scurati riprende le 5 giornate, Camilleri tratta il separatismo siciliano, Vassalli l'8 settembre, due scrittrici (Pariani e Petrignani) raccontano il '68 e il rapimento Moro mescolando privato e politico, Franchini va in cerca dei resti di Caporetto e Colombati punta l'obiettivo sulla morte dell'ultimo Re, cioè Gianni Agnelli. Come è accaduto con il noir di Lucarelli, De Cataldo e Carlotto (che con i mezzi della fiction riaprivano indagini su fatti di cui magistrati e polizia non erano riusciti a darci un quadro coerente) ora la letteratura si fa carico della storia nazionale. Per dirci, secondo le tecniche narrative di un'immaginazione ben sorretta da ricerca e documentazione, come siamo arrivati fino qui. È un approccio al romanzo storico che non vuol proporci manuali scolastici o biografie manipolati a uso di uno sceneggiato tv, e meno che mai la fuga nei misteri & complotti alla Dan Brown. Il ricorso alla storia è anche un modo di dar corpo e contenuto al racconto italiano, di chiudere insomma una buona volta le due camere e cucina di quella che Goffredo Fofi battezzò «letteratura bonsai». E può fornire anche l'occasione - senza i clamori e le polemiche che negli anni '90 occupavano le pagine dei giornali nella stagione del revisionismo - di cominciare davvero a fare i conti con il passato.
Ranieri Polese
 
 

Il Giornale, 10.8.2008
La Spagna? Siamo senza parole. Come il loro inno...

Credo che stiano esagerando. Dico degli spagnoli. Ingordi. Pechino, giochi della ventinovesima Olimpiade, pronti via e che ti combina el señor Sanchez? Piazza la sua bicicletta, mezza ruota, tanto basta, davanti al nostro Rebellin di nome ma non di fatto.
[…]
Si sono inventati i nuovi maestri di cucina che operano più in laboratorio, tra fumi, vapori, sifoni, soluzioni chimiche che tra i fornelli ma alla fine domandano spaghetto al dente; sognano, invano, di tagliare e cucire meglio nei nostri stilisti di sartoria ma si vestono all’italiana; inseguono un made in Spain ma sbuffano ancora impolverati nel cantiere della Sagrada Familia, hanno Montalban ma noi Montalbano che rispetto a Pepe Carvalho ha un Camilleri in più (o in meno?).
[…]
Tony Damascelli
 
 

Liberazione, 10.8.2008
E' successo a Porto Empedocle sotto gli sguardi della gente. L'animale salvato da una donna ora lotta per la vita
Gang di balordi lega un cane, lo sodomizza gli rompe le ossa e lo seppellisce vivo

Tutti noi abbiamo ucciso e continuiamo a farlo. Conosciamo bene gli effetti omicidi di un nostro gesto. Se non erano lucertole da piccoli, sono zanzare adesso. Ma sodomizzare un cane dopo averlo legato, strappargli le ossa per conficcargliele nel corpo fino a lesionare gli organi interni, poi sotterrarlo vivo è un gesto per cui è difficile trovare un aggettivo qualificativo nella pur ricca grammatica italiana. E' accaduto lunedi scorso a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Abbiamo raccolto la storia in presa diretta: «mi ha chiamata un'amica che stava assistendo alla scena dal suo balcone - racconta Assunta Dani, nota in paese per le sue attività con l'Associazione Empedocliani Randagi Onlus, di cui è presidente - erano le undici di sera. Sono accorsa, il gruppetto stava tumulando l'animale ancora vivo. Quando mi hanno vista sono scappati. La gente guardava intimidita dalle finestre, a quell'ora stanno tutti a prendere il fresco. Nessuno faceva nulla. Nulla. Mi sono messa a scavare senza pensare, ho tirato fuori l'animale, credevo fosse morto. Avevo con me il bidone dell'acqua con cui la sera porto da bere ai cani, gliel'ho buttata addosso e ho visto che si muoveva».
[…]
Porto Empedocle è la cittadina famosa per essere stata descritta con il nome di fantasia di "Vigata" nei racconti del Commissario Montalbano (Andrea Camilleri): siamo sicuri che se Montalbano, il quale aveva adottato un cane, esistesse veramente, farebbe il possibile per scoprire il colpevole di questa crudele uccisione...
Eugenia Romanelli
 
 

Agrigentoweb, 11.8.2008
Porto Empedocle. Caffe’ letterario domani sera con Savatteri e la bicicletta di Andrea Camilleri
Secondo appuntamento domani sera a Porto Empedocle, questa volta di fronte al palazzo Comunale, con i “Salotti Letterari” organizzati dall’amministrazione comunale.
Con il Sindaco Calogero Firetto saranno ospiti il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri autore de “La volata di Calò” (Sellerio) e il presidente della Confindustria di Caltanissetta, Antonello Montante, erede dell’azienda “Cicli Montante”. Sono previste letture di alcune pagine del libro da parte dell’attrice Mariuccia Linder e sottofondi musicali dell’artista Tony Brucculeri.
Per l’occasione verrà pure esposto in pubblico il modello di bici grazie alla quale, durante l’ultima guerra, lo scrittore Andrea Camilleri da Serradifalco dov’era rifugiato con la famiglia, riuscì a raggiungere Porto Empedocle ed avere notizie del padre.
 
 

Guide di SuperEva, 12.8.2008
Silenzio, (si) mangia

Buongustaio il personaggio, buongustaio con buona probabilità anche l’autore di quel tale commissario che ama mangiare in silenzio per meglio gustarsi le pietanze prelibate che gli fa la sua fedele (ancorché lui le abbia messo in galera il figlio) “cammarera” Adelina.
Ma è solo all’ultima pagina, alla cena di Capodanno, che Andrea Camilleri permette al nostro protagonista di mangiarli realmente, “Gli arancini di Montalbano” (Mondadori), di celestiale bontà, che lui aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.
In realtà il libro non si dipana intorno agli arancini e il racconto eponimo, l’ultimo, è forse quello più calmo di una silloge che ti prende talmente in una lettura forsennata fino alla fine (338 pagine e dici “è già finito?") dove non mancano le gustose pietanze a base di pesce dell’Osteria Don Calogero e anche dei piatti un po’ particolari: occhi fritti e polpaccio bollito o al sugo, va’ a sapere.
Tornando agli arancini, la laboriosa preparazione di Adelina è un segreto che Camilleri generosamente svela, ben sapendo che sarà difficile che qualcuno riesca ad emularla:
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na pco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia canticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella fgarina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!
Loredana Limone
 
 

CronacaQui, 12.8.2008
Lorna Page, londinese, con i guadagni ha comprato una casa per sottrarre le vecchiette dalla casa di riposo
Non è mai troppo tardi: debutta come scrittrice a 93 anni

Londra - Fino a ieri potevamo pensare che Andrea Camilleri, scrittore esordiente a 80 anni [Sic!, NdCFC], fosse un record.
[…]
Daniele Bianchi
 
 

Il Tirreno (Grosseto), 13.8.2008
Camilleri promuove Giannelli

Casteldelpiano. Andrea Camilleri ha dato all’Amiata un’altra occasione per ascoltarlo dal vivo. E il pubblico ha riempito la sala per assistere alla lezione di letteratura e di vita del maestro Camilleri. Questa volta lo scrittore è uscito dalla sua casa di Bagnolo di Santa Fiora, per andare a Casteldelpiano a presentare il libro di Alvaro Giannelli, “Noi tribù dell’Amiata”. Giannelli, ex sindaco di Casteldelpiano, già in passato si è cimentato in altri lavori letterari, aveva già ottenuto un riconoscimento dello stesso Camilleri che ne aveva sottolineato le qualità di scrittura e il sottile senso dell’umorismo. Anche questa volta lo scrittore siciliano, che trascorre le sue vacanze estive sull’Amiata ha intrattenuto il pubblico con la sua verve e non ha mancato di presentare il libro di Giannelli e allo stesso tempo di parlare di sé.  Proprio quel che il pubblico vuole e che ama sentir raccontare dalla stessa voce dell’autore: «Io personalmente - ha detto Camilleri - amo i libri ingannevoli, che mi fanno credere d’essere una cosa e che alla fine mi mettono di fronte al mio errore». Secondo lo scrittore Giannelli sa esercitare questa metodologia, e soprattutto sa aprire gli occhi e dispiegare il suo interesse sul mondo circostante: «Una volta - ha detto Camilleri - ho paradossalmente scritto che la memoria ha uno sguardo e che questo sguardo può essere indirizzato o verso il proprio ombelico o verso il mondo circostante. Indirizzare lo sguardo verso il proprio ombelico è fare un cattivo uso della memoria, significa cioè circoscriverla, limitarla, significa farle perdere peso e utilità. Ma se la memoria si rivolge anche al mondo circostante e confronta l’io con la moltitudine degli altri che contemporaneamente c’erano e similmente vivevano, allora la memoria può diventare non storia singola, ma fondativo contributo alla storia comune». Camilleri è rimasto colpito dalla scrittura di Giannelli, forse perché l’impasto gergale che rasenta, a tratti, l’oralità, può assomigliare a quello che l’artista sicialiano usa nei suoi romanzi: «La scrittura di Giannelli - ha detto Camilleri - struttura la frase su una griglia dialettale e di forme dialettali qua e là l’infioretta. È una scrittura assai prossima all’oralità. Qualcosa di simile a quanto Pirandello mutuò da Verga. Per essere italiano è indubbiamente italiano, ma è fortemente personalizzato». E poi: «Una scrittura semplice, discorsiva, diretta, ma estrememante sorvegliata da un vigile senso della misura che ci fa intuire, in folgoranti tratti, la memoria di quella che fu la straordinaria civiltà dell’uomo contadino toscano».
Fiora Bonelli
 
 

Mentelocale.it, 13.8.2008
Libri d'estate: cosa porto in spiaggia?
Tempo di letture sotto l'ombrellone. Da Camilleri alla novità Giordano, ma anche testi più impegnati o scaccia-paure. E voi cosa leggete?

Genova. Che libro mettere in valigia? Magari per affrontare un lungo viaggio in aereo o semplicemente per passare il tempo in spiaggia sotto l’ombrellone. Sono andata a fare un giro per librerie e fra i più venduti in questi ultimi mesi ci sono i gialli e i polizieschi.
Tra gli autori italiani Andrea Camilleri è sempre in prima linea: i più letti sono “Il campo del vasaio” (Sellerio, 280 pp., 12 Eu) e “Il casellante” (Sellerio, 160 pp., 11 Eu). Il primo è l’ennesimo episodio che vede protagonista il commissario Montalbano, il secondo, invece, anche se la scena è sempre quella del paese siciliano di Vigata e dintorni, è ambientata negli ultimi anni del fascismo e il protagonista è il casellante Nino Zarcuto con la passione per il mandolino.
[…]
Marianna Norese
 
 

La Repubblica, 15.8.2008
Nella finale sembrava spacciato: poi il poliziotto Minguzzi ha sradicato il suo rivale prendendosi l’oro della lotta, 20 anni dopo il suo maestro Maenza
La mossa geniale di Andrea “E adesso mi spendo tutto”

[…]
Sulla biografia ufficiale di Minguzzi, che nell’ultimo mese ha perso 7 chili per rientrare nel peso, c’è la lettura tra gli hobby. L’energumeno intellettuale? “La verità è che leggo tre libri all’anno. Comunque metti che mi piace il commissario Montalbano”. Un collega.
Emilio Marrese
 
 

16.8.2008
Alla libreria “Edicolè” Barreca di Castelbuono (PA)
Incontro con Santo Piazzese
Letture di Stefania Sperandeo
A cura del Camilleri Fans Club
 
 

19.8.2008
Alla libreria “Edicolè” Barreca di Castelbuono (PA)
Incontro con Lirio Abbate e Gaetano Savatteri
A cura del Camilleri Fans Club
 
 

Il Giornale, 19.8.2008
Liguria letteraria. Ma solo per caso

Quello di oggi, fondamentalmente, è un gioco, un esercizio di stile, un compito per le vacanze sotto l’ombrellone. Un po’ come Trovate l’intruso o Scoprite le differenze. E le intruse della situazione sono Genova e la Liguria, presenze istantanee, eteree ed incalcolabili in alcuni dei best seller degli ultimi anni. Pur essendo quei best seller ambientati in tutt’altro luogo, in tutt’altra atmosfera, in tutt’altro mondo.
Eppure, Genova c’è. In sottofondo, ma c’è. Ad esempio, storicamente, Livia - la fidanzata di Salvo Montalbano, quasi una presenza eterea nei romanzi di Andrea Camilleri - è di Boccadasse e, quindi, Genova è citatissima nella serie. Molto più, ovviamente, di quanto appaia. Cioè, praticamente mai.
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l’Unità, 21.8.2008
Il 13 settembre torna la Notte Bianca
L'evento cancellato dalla giunta Alemanno rivivrà grazie all'iniziativa dei municipi di sinistra e al finanziamento della Provincia di Roma [...]
Una notte per la città e contro la destra della paura
Tanti gli eventi programmati dai municipi di sinistra: da Celestini a Camilleri, dallo sport ai diritti umani
 
 

La Stampa, 23.8.2008
Elzeviro
Mafia le parole da non dire

Sul rapporto mafia-letteratura, e naturalmente anche su mafia-cinema-tv, ho da tempo una mia convinzione che riscrivo qui, anche a costo di ripetermi. A mio parere, «romanzando» la mafia si corre il grosso rischio di nobilitare, anche non volendolo, le figure dei boss. Faccio un solo esempio. Il primo romanzo italiano che parlava di mafia s’intitolava Piccola pretura ed era dovuto alla penna di un magistrato, Lo Schiavo. Ebbene, il capomafia risultava essere un uomo leale, di buoni sentimenti, pronto ad aiutare il prossimo. Tutto il contrario di quello che i mafiosi erano nella realtà. Il film che ne venne tratto, mi pare si chiamasse In nome della legge, peggiorò la situazione, anche perché il boss era interpretato da un attore come Charles Vanel, dotato di una straordinaria umanità. E dato che sono in argomento, cade a taglio ricordare l’interpretazione di Brando nel Padrino: essa ci fa dimenticare completamente che quel personaggio era a capo di un’orrenda gang mafiosa che uccideva senza pietà.
Allora come scriverne? Come raccontarla per immagini? Le strade possibili, a mio avviso, ci sono state indicate, ma solo recentemente, da Saviano con il suo Gomorra e da Claudio Canepari con la sua docu-fiction sulla cattura di Provenzano. Il primo è un racconto-inchiesta, saldissimamente ancorato ai fatti, la seconda si basa esclusivamente su materiali forniti da magistrati e polizia. Del meritato successo di Gomorra è inutile parlare, del valore della seconda sono stati in molti ad accorgersi, tra spettatori e critici.
Questa, secondo me, è la strada giusta.
E lo confermano due successi di libreria dovuti a magistrati come D’Ayala e Scarpinato. Si tratta di libri dovuti a persone che la mafia hanno sempre combattuta e che ne conoscono gli ingranaggi interni per dovere d’ufficio.
Ho sempre sostenuto che le uniche scritture possibili sulla mafia avrebbero dovuto essere le inchieste dei giornalisti specializzati (La Licata in testa), i verbali di polizia e carabinieri e le sentenze dei magistrati. Ora riconosco volentieri, davanti a Gomorra e ai due libri di D’Ayala e di Scarpinato, che ci possono essere altri modi, ma sempre non romanzeschi, di raccontare la mafia.
Andrea Camilleri
 
 

23.8.2008
Alla libreria “Edicolè” Barreca di Castelbuono (PA)
Incontro con Piergiorgio Di Cara
A cura del Camilleri Fans Club
 
 

Giornale di Brescia, 23.8.2008
Il casellante e la donna albero
Nuovo romanzo di Andrea Camilleri nel filone "storico" di Vigàta a cavallo fra Otto e Novecento. Il Casellante e la donna albero. Nino e Minica fra boss, guerra e maternità negate

Storico o fantastico? I seguaci di Camilleri - che a fatica userebbero la definizione "fantasy" - si stanno dividendo in due fronti, rispetto all'ultimo volumetto blu che Sellerio ha mandato in libreria e che ha subito guadagnato le prime posizioni delle classifiche di vendita. C'è chi sostiene che "Il casellante" rientra nel più tradizionale filone storico camilleriano. Accanto a "Un filo di fumo", a "La concessione del telefono", a "Il birraio di Preston", tanto per citare i primi che vengono alla mente della lunga teoria di racconti incorniciati nella Vigàta a cavallo tra fine Ottocento e prima metà del Novecento. L'ambientazione è quella, la cifra narrativa pure. A sostegno di questa tesi portano le incantevoli prime pagine che descrivono con placida dovizia di particolari "il treno a scartamento ridotto che si partiva dalla stazione nica nica di Vigàta-Cannelle diretto a Castelvitrano" . Un mondo intero di viaggiatori abituali e occasionali, rigorosamente divisi in classi (la prima e la terza, perché la seconda non c'era e forse non serviva), ma uniti dalla quotidiana avventura di prendere un treno che "ci mittiva chiossà di 'na mezza jornata per arrivari a distinazioni" . La vicenda di Minica Olivieri e del casellante Nino Zarcuto, che inseguono il desiderio crescente quanto insoddisfatto di avere un figlio, è l'occasione per dipingere un altro quadro della galleria storica. Divertita descrizione di quel tempo percorso da qualche residuo e ottuso entusiasmo fascista e dalla prudente diffidenza di tutti gli altri. Si cerca riparo ad una guerra vissuta come lontana, mentre il boss mafioso don Amedeo, che tutto aggiusta a modo suo, ha già preso i contatti con gli americani in arrivo. Storia siciliana raccontata alla Camilleri, questo è.
Nino è casellante ma anche suonatore di mandolino e la domenica si esibisce con il compare Totò, che suona la chitarra, nel salone del barbiere don Grigorio. Il tronfio cavalieri Ingargiola, sempre in camicia nera, vorrebbe che essendo tempo di guerra, i due suonassero motivi adeguati allo sforzo bellico e non molli ballabili. E se i due strumentisti eseguono "Giovinezza Giovinezza" a mo' di mazurca? E l'inno della Marina come una polca? Arresto assicurato. Nino in carcere, Minica sola al casello ferroviario... Disgrazie a catena.
E qui entrano in campo i sostenitori della seconda tesi, quella della fantasia. Sì, perché Minica dalla disgrazia di quella fatale notte non si riprende. Muta e immobile sogna di diventare un albero. Anzi, mette davvero radici come una pianta. Portando a sostegno alcune dichiarazioni pubbliche dello stesso Camilleri, i sostenitori di questa tesi affiancano la storia di Minica e Nino a quella uscita alla fine del 2007, di "Maruzza Musumeci", favola ispirata dalla tradizione vigatese che narra di una donna-sirena. Donna sirena, donna albero... Camilleri ha promesso al più presto un'altra storia, a completare questa sorta di trilogia delle metamorfosi tutta dedicata al mistero della fertilità femminile.
Noi - Camilleri non ce ne voglia - senza nulla togliere all'invenzione fantastica, preferiamo seguire la strada conosciuta e mettere il casellante nel filone storico. Ci pare in buona compagnia. Intanto aspettiamo un'altra puntata del commissario Montalbano. Un'estate senza Salvo - seppur mitigata da un'ondata di ripubblicazioni solitarie e in raccolta - non ci pare estate.
Claudio Baroni
 
 

La Repubblica, 23.8.2008
Dall’Iran all’Australia, le serie made in Italy girano il mondo. Industria in crescita, anche Sky entra nella produzione. Grandi ascolti per sfidare lo strapotere degli Usa
Fiction d’esportazione
La storia di Falcone va alla conquista di Cina e Vietnam
“Montalbano” è venduto in America Latina, Usa, Bulgaria, Australia, Francia, Serbia, Albania, Spagna, Scandinavia, Benelux, Ungheria, Slovacchia, Georgia

Roma
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Dice Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade: “La Francia è stata protagonista di importanti vendite dal “Commissario Montalbano” a “Crimini”. Nella patria di Maigret sbarca Luca Zingaretti, che ha già conquistato, oltre a Stati Uniti e Australia, Spagna, Ungheria, ex Jugoslavia e Georgia. E nel caso di Camilleri, la serie ha dato una mano al turismo nella Sicilila Orientale, cresciuto dal ’98 al ritmo del 12-14% l’anno.
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Silvia Fumarola
 
 

La Stampa (ed. di Torino), 25.8.2008
Estate di carta. Il Camilleri casellante e fuorilegge

Per me vacanza vuol dire avere sotto gli occhi, sulla pelle e nel naso il mare e un'isola.
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Infine oggi di nuovo l'Elba, a Bagnaia, in una residenza ecosostenibile progettata da Gabetti e Isola, luogo ideale per trascorrere due settimane con un figlio di 2 mesi e per leggere. Son qui con tanti di libri.
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Ma il mio libro dell'estate e' senza dubbio «Il Casellante» di Camilleri, letto tutto d'un fiato. Forse sara' che la Sicilia mi e' rimasta dentro, nel cuore e nella testa, da quando nel 1997, ebbi la cattedra di Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Palermo, e quella nomina segno' una svolta felice «nel mezzo del cammin di nostra vita», in un momento difficile. Forse sara' che Camilleri esprime bene la fascinosa ambivalenza di un'isola sospesa tra passato e modernita', con quel suo lessico pseudodialettale, rugoso come la sua voce. Un «libretto», edito dalla Sellerio, aggraziato gia' nel formato da vero tascabile, azzeccatisimo anche nella copertina con un dipinto del misconosciuto Donghi, dove Camilleri racconta la vita di un casellante, Nino Zarcuto, e di sua moglie Minica Oliveri. Una storia privata e inventata che ha come sfondo la Storia vera della Sicilia nei primi anni '40, mentre sull'Italia fascista incombe la Seconda guerra mondiale. Tanti sono i personaggi messi in scena da Camilleri. Oltre a Nino, che fa il casellante, ma suona anche «il mandolino come un dio», c'e' il suo amico Toto' Cozzo, «parimenti bravo nella chitarra». I due suonano e cantano insieme per rallegrare i clienti del «miglior barberi di Vigata, Medeo Vassallo». Qui viene a radersi Don Simone Tallarita, «uomo di rispetto che meritava rispetto». Nino e' un casellante solerte che controlla un tratto della ferrovia che da Vigata va Castellovitrano, localita' di fantasia di una linea davvero esistente che scorre lentissima sulla costa nord a pochi passi da mare. Non riassumiamo la trama tragica e ben congeniata di questo accattivante «giallo» in forma di «microstoria», pero' suggeriamo al lettore di cogliere come Camilleri, per una volta, non stia dalla parte della Legge (come fa sempre, invece, quando interpreta il ruolo del Commissario Montalbano), ma subliminalmente approva la decisione di Nino, il casellante, che si fa giustizia da se', con l'aiuto di un Uomo di rispetto. E a quell'uomo, persino Camilleri sembra dare rispetto, perche' Don Simone Tallarita collabora con gli americani per liberare la Sicilia dai fascisti. Il dubbio che ci resta e' che, invece, proprio dando quell'aiuto la mafia abbia trovato, purtroppo, la sua prima legittimazione.
Guido Curto
 
 

TvBlog.it, 25.8.2008
La tv inizia il 1° settembre. Gioco al massacro tra Il Sangue e La Rosa e Medici Miei? E il Distretto parte contro Montalbano

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Infine giovedì 4 settembre, da subito di vedetta da diversi anni a questa parte, torna operativo il Decimo Tuscolano. L’ottava serie di Distretto di Polizia, che rinuncia a ingressi blasonati promuovendo un fedelissimo come Simone Corrente, si scontrerà per la prima volta con il temibilissimo Commissario Montalbano, ormai entrato nel repertorio d’oro della tv di stato quando non vuole rischiare. Avrà la meglio il fascino di una replica qualsiasi o la fretta di Canale 5 verrà premiata?
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Il Sole 24Ore, 26.8.2008
Giocopensando / Come diceva Jannacci, per certe cose ci vuole orecchio

Questione di stile
Per gli scrittori di oggi - specie per quelli di successo - lo stile è diventato ormai una specie di griffe. Dev'essere inconfondibile (la riconoscibilità è fondamentale in un'offerta sempre più vasta e concorrenziale) e al tempo stesso orecchiabile, tale da far subito presa sul lettore e accompagnarlo col ritmo giusto per tutto il libro.
I mezzi a disposizione per dare maggiore personalità alla propria pagina sono svariati. Ad esempio, il ricorso a un impasto dialettale, a frasi brevi e cadenzate (o, al contrario, lunghe e labirintiche); la frequenza di determinate espressioni o immagini; il recupero di una lingua aulica o arcaica (o, al contrario, bassa, popolare, sporca); l'insistita trasgressione della norma grammaticale.
Ma davvero sono sufficienti poche righe per attribuire un testo a questo o a quell'autore? E, per farlo, bisogna essere un raffinato filologo o basta anche aver letto con passione tanta narrativa italiana? È tutta questione di stile, o meglio: un fatto di sensibilità; perché, come cantava Jannacci ad altro proposito, «per fare certe cose, ci vuole orecchio!».
La prova
Attribuite ciascuno dei brani riportati qui di séguito a uno degli scrittori elencati subito dopo.
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2. «Era una notte che faceva spavento, veramente scantusa. Il non ancora decino Gerd Hoffer, ad una truniata più scatasciante delle altre, che fece trimoliare i vetri delle finestre, si arrisbigliò con un salto, accorgendosi, nello stesso momento, che irresistibilmente gli scappava».
[...]
Gli scrittori: [...] Andrea Camilleri; [...].
a cura di Giuseppe Antonelli
 
 

Il Mattino, 27.8.2008
Anna Bonaiuto
«Io e Montesano, coppia da teatro»
Ospite di «Settembre al Borgo» con Bentivoglio nelle «Interviste impossibili». «Lavoro a una pièce con l’autore del Corpo di Napoli»

«Buon sangue non mente». Anna Bonaiuto si lascia scappare un affettuoso complimento nei confronti di Paola Servillo, «sorella d’arte» e direttore artistico di «Settembre al Borgo» (da domani al 7 settembre) assieme a Ferdinando Ceriani.
[...]
Al teatro del Torre di Casertavecchia Anna Bonaiuto porta in scena insieme a Fabrizio Bentivoglio una delle tre «Interviste impossibili», un progetto di Valentina Alferj e Barbara Frandino in collaborazione con Lorenzo Pavolini, e la regia di Gabriele Vacis. Signora Bonaiuto, la sua «intervista impossibile» con chi è? «La mia, che interpreto con Bentivoglio, è con Italo Calvino, l’unica inedita dello spettacolo e scritta appositamente per il festival da Silvio Perrella. Oltre a noi due, c’è l’intervista scritta da Calvino con l’Uomo di Neanderthal, interpretata dallo scienziato Giulio Giorello e da Paolo Bonacelli, e l’intervista con Venerdì, scritta da Andrea Camilleri e interpretata da Sergio Rubini. Nacquero nel ’74 come “un gioco suggestivo per gli ozi dei pomeriggi estivi”. Con la stessa ironia, le riproponiamo al pubblico».
[...]
Mariagiovanna Capone
 
 

La Stampa, 30.8.2008
Emma Dante. Dal teatro al romanzo: la regista che narra con fredda durezza i nostri drammi sociali. L'Italia scritta sulla lava

Arriva a sorpresa, ma forse neanche troppo, questo primo romanzo di Emma Dante (Via Castellana Bandiera, in uscita da Rizzoli, pp. 144, e16).
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Emma Dante la racconta con un intreccio di italiano e palermitano. A volte sembra l'alter ego di Camilleri. Magari e' soltanto una coincidenza. Tuttavia e' forte l'impressione di uno stampo a freddo, a base di talìare, tuppuliàre, pizzuliàre. Non sara' un caso che i due abbiano avuto rapporti di lavoro comune, cosi' come e' significativo che Camilleri abbia scritto l'introduzione di Carnezzeria, la trilogia teatrale pubblicata l'anno scorso da Fazi. Che cos'e', la diffusione trionfale del siciliese, senza il quale la Sicilia parrebbe ormai impossibilitata a esistere?
Osvaldo Guerrieri
 
 

 


 
Last modified Thursday, April, 07, 2016