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RASSEGNA STAMPA

MAGGIO 2011

 
Libera, 5.2011
Andrea Camilleri con Libera contro le mafie per la donazione del 5 per mille
Cliccare qui per vedere lo spot

5x1000 a Libera
 
 

Il Fatto Quotidiano, 1.5.2011
Corre voce…
Andrea Camilleri
 
 

1.5.2011
Andrea Camilleri partecipa con interventi in video al Concerto del Primo Maggio di Roma e alla manifestazione della CGIL di Bologna.
Cliccare qui per vedere la prima parte dell'intervento al Concerto di Roma
Cliccare qui per vedere la seconda parte dell'intervento al Concerto di Roma
 
 

Rainews24, 1.5.2011
"Storia, patria e lavoro", è il Concertone 2011

Roma. Che sarebbe stato un Concertone particolare lo si e' capito subito.
[...]
Un primo maggio dedicato all'Unita' d'Italia. Non solo con la doppia esecuzione dell'Inno di Mameli, in versione rock e in versione corale, ma anche con i ripetuti omaggi a Giuseppe Verdi e a tanti altri personaggi simbolo dell'italianita'. Un omaggio non solo musicale ma anche con tanti momenti di prosa: da Ascanio Celestini, autore di un pezzo sulla Repubblica romana, ad Andrea Camilleri che in un video registrato, ha sottolineato l'importanza della patria, che vive un momento di difficolta'. [...].
 
 

Tvblog.it, 1.5.2011
Primo Maggio 2011 - Andrea Camilleri ai giovani per un secondo Risorgimento
Concerto del Primo Maggio 2011 - Le foto

Andrea Camilleri, il noto creatore letterario del Commissario Montalbano si propone con un bel messaggio filmato nel corso del Concerto del Primo Maggio 2011.
Il suo è un messaggio di speranza e di grande impatto: parte dal concetto di Patria, uno dei termini che fanno da leit motiv tematico a questa giornata, insieme a Storia e Lavoro. Dapprima, ricorda che durante l’oppressivo regime fascista il concetto di patria gli era venuto a nausea. Per poi tornare ad amarlo fortemente dopo la liberazione.
Oggi, dice Camilleri, la nostra patria, l’Italia, è malata. Ma è una febbre della crescita, sostiene lo scrittore citando la vecchia saggezza popolare: l’Italia ha 150 anni, un’inezia per una nazione. Guarirà da questa febbre, e crescerà. Ma quando sarà guarita, prosegue Camilleri, occorrerà rifondarla. E richiama i giovani a un Secondo Risorgimento, come erano giovani coloro che fecero il primo:
Se non lo fanno i giovani, chi lo farà?
[...]
Malaparte
 
 

La Sicilia, 1.5.2011
I siciliani di Montalbano. L'attore ragusano racconta il suo popolarissimo personaggio
«E ora Catarella indagherà da solo»
Angelo Russo: «Camilleri scriverà le storie per una fiction, pirsonalmente di pirsona per me»
«E' un personaggio che mi ha dato tanto, mai avrei immaginato di essere conosciuto in tutto il mondo»

Roma - E' a tutti gli effetti Catarella, anche se in realtà all'anagrafe fa Angelo Russo, nato a Ragusa il 21 ottobre del 1961. Andrea Camilleri nei suoi libri ha ideato un poliziotto un po' surreale, divertente, buono, leggermente sopra le righe, fin troppo puro per il mondo sporco con cui si trova a fare i conti quotidianamente, Angelo Russo gli ha dato la voce e le movenze e Catarella ha preso vita. Fino a diventare un inseparabile compagno di lavoro di Montalbano, nonostante la sua proverbiale goffaggine e le sue uscite regolarmente inopportune.
«Ho costruito Catarella leggendo i romanzi di Camilleri - spiega l'attore mentre è in macchina, in viaggio verso Scicli - Con la mia voce da imitatore e le mie movenze particolari è diventato poi il caratterista che è oggi. Ma sia chiaro è stato Camilleri a creare un personaggio che mi ha fatto conoscere in tutto il mondo».
Si ricorda come è andato il provino?
«Certamente che lo ricordo. Ero a Ragusa, all'Hotel Terraqua, mi chiamarono per due ruoli: avrei potuto avere o la parte di Catarella, che sarebbe stato poi presente in tutte le puntate della serie o quello di una guardia notturna. Vista la mia testardaggine, ho puntato direttamente sul personaggio più difficile, quello che pensavo non avrei mai potuto fare, Catarella».
E l'hanno presa subito?
«Al primo impatto, mi sono bastate poche battute. Ho convinto sia il regista che il produttore, Carlo Degli Esposti. Il ruolo è tuo, mi hanno detto insieme».
Come le è cambiata la vita dopo quel giorno?
«Catarella mi ha dato molte soddisfazioni, mai avrei immaginato di essere conosciuto in tutto il mondo».
E non ha paura di finire imbrigliato sempre nello stesso ruolo?
«Io non credo a quelli che dicono di temere l'immedesimazione nel personaggio. Un bravo attore deve essere in grado di far suo il personaggio che interpreta, io non mi ritengo un bravo attore, ma un buon caratterista e diciamo che alla fine sono riuscito a camminare con le mie gambe».
Quando ha iniziato immaginava che il suo personaggio avrebbe conquistato un così grande successo? Quindi non si è ancora abituato alla fama?
«In Sicilia si dice che chi nasce tonno non può morire pesce spada. Se sei una persona tranquilla, senza smanie di successo, che non sgomiti e non vivi per la fama, non ti puoi montare la testa anche se qualcuno ti riconosce per strada o ti fermano per chiederti un autografo. Io non sono così, credo nei valori dell'amicizia e della vita».
Lei si riconosce in Catarella e nei suoi stessi valori?
«Quando mi hanno dato il ruolo di Catarella mi hanno chiesto di non farne un semplice poliziotto che indossa la divisa, ma un personaggio pulito e genuino. E così l'ho fatto. Catarella è un sempliciotto che crede fortemente nella divisa, capace persino di mettersi a piangere quando qualcuno dà dei "cornuti" ai poliziotti. Mi assomiglia molto, non mi è venuto difficile interpretarlo».
Ormai lei indossa più spesso la divisa, che gli abiti normali…
«La polizia di Stato mi ha adottato, tanto è vero che ora sono in macchina con loro diretto a Scicli per girare uno spot per la festa della Polizia di Stato che si terrà il 21 maggio. Ringrazio molto il questore di Ragusa Filippo Barboso che mi ha concesso l'onore di essere loro ospite».
Conosceva Andrea Camilleri prima di interpretare Catarella?
«Avevo letto due suoi libri. L'ho conosciuto poi in questi anni».
Tornerà presto sul set per le nuove e attese puntate di Montalbano?
«So che stanno preparando altre quattro puntate, le riprese sono previste nel 2012. E poi io ho firmato una opzione con la casa di produzione Palomar per fare trenta puntate di Le avventure di Catarella».
Quindi Catarella diventerà il protagonista di una fiction tutta sua?
«Così pare, so che gli accordi tra la Rai e la casa di produzione sono già molto avviati. Le puntate dovrebbe scriverle lo stesso Andrea Camilleri e la regia dovrebbe essere di Alberto Sironi, lo stesso che ha girato Montalbano. Dovrebbero essere incentrate su Catarella che si ritrova a risolvere delitti non solo in Sicilia, ma anche a Roma o Milano. Credo che la realizzazione di questa serie dipenderà anche da come andranno le prossime puntate di Montalbano».
Tiziana Leone

Le frasi
«Il dottori è in loco pirsonalmenti di pirsona nella stissa macchina to'?»
«Sì. Parla che ti sente».
«Amozionato sugno! Maria quanto sugno amozionato ca sugno!»
«Va bene, Catarè, cerca di calmarti e parla».
«Ah dottori dottori! Ah dottori dottori! Ah dottori dottori!»
«Pronto, Catarè? Lo sai dove si trova il dottor Augello?».
«Siccome che il dottori Augello trovavasi in loco commissariato quanno che arrivò la notizia dell'attrovamento del suddetto Picarella, egli s'arrecosse in casa Picarella onde per parlari...».
«Ha affrontato la signura Picarella, vidova di frisco?» pinsò Montalbano. «Omo coraggioso è Mimì!».
«... col medesimo» concluse Catarella.
Montalbano e Fazio si taliaro 'mparpagliati. Avivano sintuto bono? Avivano sintuto veramenti quello che avivano sintuto? Se Picarella era morto, il medesimo col quale Mimì era annato a parlari non potiva essiri umanamente Picarella. Ma Catarella aviva ditto il medesimo. Il problema allura era: che intendeva Catarella con medesimo?
«Fattelo ripetere» disse Montalbano sull'orlo di una crisi di nerbi.
«Senti, Catarè. Ora io ti spio 'na cosa e tu devi solamenti diri o sì o no. D'accordo? Chiaro? Non una parola di più. O sì, o no, d'accordo?» «Va beni».
«Il dottor Augello è andato a parlari col signor Picarella, quello che avevano sequestrato?»
«D'accordo» disse Catarella.
 
 

La Stampa, 1.5.2011
Intervista
Ecco il nuovo Frassica "Un film da Camilleri"
L’artista: basta varietà, parole storpiate e nonsense. Sarò tra i protagonisti della “Scomparsa di Patò”

Roma. Per riuscire a essere l’attore che vuole essere Nino Frassica ha dovuto voltare le spalle all’attore che era. Non completamente e, sicuramente, non senza un briciolo di nostalgia. Frassica del varietà, Frassica con le parole storpiate e i nonsense, Frassica dall’esilarante umorismo a catena non permetteva al nuovo Frassica di venire fuori. In un’Italia che non crede all’alternanza di direzione persino nello spettacolo, Frassica ha dovuto operare una scelta. Amputare una parte di sé fino a quando il lato più profondo non fosse venuto alla luce completamente. Anni fa ha capito che se lo doveva questo sacrificio e oggi ne parla a cuor leggero pure se tutta la metamorfosi ancora non è compiuta.
[…]
Impegnativo essere protagonista nel primo romanzo di Andrea Camilleri che diventa film.
«La scomparsa di Patò è un libro bellissimo che Rocco Martelliti ha trasformato per il cinema con Camilleri. E’ un giallo, Patò (Neri Marcorè) scompare e si pensa sia stato ucciso invece la storia sarà un’altra. Io e Maurizio Casagrande siamo due carabinieri, cent’anni fa nella Sicilia di Montalbano, che indagano. La situazione li obbligherebbe a fare scelte da eroi ma loro alla fine cedono, si sono imbattuti in una faccenda più grande di loro. E’ la storia di un fallimento umano, si dimostra che il contrario di eroismo non è vigliaccheria, è la vita normale dove conta quello che appare e dove la mancanza di coraggio diventa un fatto di amore per la famiglia. E’ un giallo pirandelliano che fa ridere perché la verità fa ridere. Camilleri è la voce narrante e chiude il film. Con noi anche Bucci e Herlitzka. Bello, ma non è un film che va di moda, è di qualità. Uscirà ad ottobre».
Le è piaciuto lavorare con Camilleri?
«Moltissimo e mi è piaciuto sapere che quando lui e il regista hanno fatto il cast, insieme mi hanno scelto. In quest’occasione ho saputo anche di essere stato in predicato per fare Montalbano. Avevano fatto una lista di sette nomi per il ruolo del commissario di Vigata e io c’ero».
[...]
Michela Tamburrino
 
 

SiciliaInformazioni, 2.5.2011
Lettera aperta ad Andrea Camilleri sull’Unità d’Italia

Stimatissimo Andrea Camilleri,
lei è ormai, le piaccia o no, un pezzo di letteratura italiana e siciliana ed è fuori discussione tanto l’apprezzamento per la sua opera quanto per il suo recente impegno civico.
Per questo la ascolto sempre con piacere, e l’altra sera ho ascoltato con piacere anche l’intervista rilasciata a Fabio Fazio anche per l’evidente passione che è capace di trasmettere.
Peraltro, per me, sentirla parlare è anche come tornare in famiglia. Sono nato in una temperie familiare e amicale tutta fatta, o quasi, di “comunisti” (sa meglio di me che il termine in Sicilia accomunava la totalità di coloro che in prima repubblica facevano “opposizione di sinistra” prima che l’uso berlusconiano avesse demonizzato il termine) e “unitari”, ma al contempo visceralmente ed evidentemente siciliani; proprio come lei. Per questa ragione le “critiche” – se tali vogliono dirsi – sono tutte interne al “nostro” modo tradizionale di vedere le cose e la storia.
Capisco e condivido la sua evidente indignazione per ciò che l’Italia e la sua costituzione sembrano essere diventati. Quella stessa Italia e quella stessa costituzione in cui, a partire del Dopoguerra, avete creduto ed avete contribuito ad edificare. Leggo di lei giovanotto nelle campagne elettorali del 1947 in “Gocce di Sicilia” e rivedo, sebbene di qualche anno più giovane, mio padre e le sue lotte al partito e al sindacato. Questa stessa indignazione la porta a rimarcare quei valori anche con qualche rinforzatura polemica. Se posso usare questa espressione lei, in una parola, “ripudia il leghismo” e per questa ragione rivitalizza un unitarismo che era sempre stato coessenziale nella coscienza democratica e di sinistra ma, sino ad oggi, senza enfasi e retoriche che erano viste come coperture ideologiche. Per quanto riguarda la nostra Sicilia quella retorica era dipinta magistralmente da Gramsci come “unitarismo ossessionato” che, tanto più ossessionato era, tanto più evidenziava una particolarità, una differenza siciliana che si voleva rimuovere. Oggi quella retorica è rispolverata di proposito in chiave anti-leghista e facendo così si rischia qualche errore involontario.
Lei rispettosamente critica Pirandello e le sue disillusioni, a 50 anni dall’Unità d’Italia, soprattutto di fronte all’evidente insolubile Questione Meridionale che la stessa unità, fatta così male, come conquista, come rapina, e non come fusione organica di parti, aveva contribuito a causare. Aveva torto Pirandello a parlare di “Due Italie”? Ne siamo proprio sicuri? O vogliamo, per amore dell’Italia, negare l’evidenza che si manifesta anche solo ad andare in automobile non appena si superano i confini invisibili del Garigliano e del Tronto?
Il “sentire comune”, la “letteratura” sono patrimonio comune nobilissimo, ma se “quella” unità avesse creato e poi approfondito un fossato che male ci sarebbe a denunciarlo? Lo faceva lo stesso Gramsci che abbiamo appena ricordato, e lo faceva in spirito unitario. Negare il sostanziale rapporto di colonialismo interno, di cui l’assistenzialismo, le mafie, il sottosviluppo, la corruzione e il malgoverno locale, sono elementi accessori e strumentali, servirà davvero a rinsaldare quest’Italia?
Lei dice che il “piemontese” è “dei nostri”, è “come noi” perché siamo un unico popolo. Ma certo. Ma sa benissimo che se ci mettiamo a parlare con un tunisino o un maltese o un greco o uno spagnolo non è poi così diverso. Strana identità quella siciliana, talmente miscuglio di razze e popoli, che non riusciamo proprio a considerare nessuno veramente altro, veramente barbaro o estraneo da noi. E in questo senso limitarsi ai soli italiani è così riduttivo e antiquato, specialmente oggi, e – nello stesso tempo – così debole questa identità e così intimamente convinta, in qualche remoto angolo della nostra coscienza, che sotto sotto noi siciliani siamo un popolo e un popolo che, pur con i suoi vizi, “capisce” molto più di altri e in questa saggezza profonda e immobile quasi quasi medita una qualche forma di intima superiorità. Non che questa sia vera, ma c’è, e – mi perdoni – non si capirebbero il 90 % dei suoi scritti se questa irripetibile forma di identità siciliana venisse negata o diluita: estremamente impermeabile ed estramemente porosa al tempo stesso. Mi perdoni ma un Andrea Camilleri ligure, o marchigiano, o lucano, non avrebbe avuto alcun senso. Sarebbe stato italiano e basta. E invece sardi e siciliani saranno anche italiani, ma sono intanto e soprattutto quel che sono.
È leghismo questo? Credo di no. Era qualcosa che anche Mazzini riconosceva alle due maggiori isole. Figuriamoci.
Ma c’è un passaggio del suo intervento che mi ha fatto scaldare più di altri e prendere – per così dire – carta e penna per scriverle.
È il passaggio dove, per dimostrare che la Sicilia del Risorgimento fosse “unitaria”, porta a testimonianza il famoso plebiscito-farsa del 21 ottobre 1860. Proprio quello doveva citare? Ma lei ci crede veramente? A parte i primi “dubbi” che si ravvisano nel Gattopardo quando Ciccio Tumeo (se non ricordo male) dice “io dico nero e mi fanno dire bianco”, è proprio un falso storico acclarato.
Guardi, anch’io sono convinto che nel 1860 (ma solo nel 1860, non prima) la Sicilia sia stata unitaria, almeno nelle sue classi dirigenti che potevano capire, ma soprattutto in chiave antiborbonica e comunque fieramente autonomista.
Si fosse fatto un plebiscito vero secondo me il “Sì” avrebbe vinto lo stesso, magari con l’80 %, ma avrebbe vinto, dando all’annessione della Sicilia all’Italia un fondamento indiscutibile.
Si fosse convocato il Parlamento di Sicilia secondo la Costituzione del 1848, l’unica riconosciuta legittima in quel momento dal Governo provvisorio dittatoriale, come peraltro richiesto dal Consiglio di Stato e come stava per fare il prodittatore Mordini, la Sicilia avrebbe deliberato certamente l’annessione all’Italia magari mantenendo maggiori caratteri di continuità verso il proprio ordinamento statale insulare che vantava secoli di continuità e di tradizione parlamentare. La Sicilia si sarebbe federata all’Italia mantenendo i propri diritti e la propria dignità.
Cavour volle invece un plebiscito con “DUE” urne distinte per votare e due mazzi di schede distinte, anche per colore, prevotate per il SI’ o per il NO, senza indicare se quest’ultima risposta volesse significare il mantenimento del regime duosiciliano o l’indipendenza dell’Isola. Il NO significava il “Niente” istituzionale, semplicemente non era previsto. I votanti sceglievano la scheda giusta sotto le baionette della Guardia Nazionale e la mettevano nell’urna giusta. Certo che poi venne la maggioranza “bulgara”; i 667, invece, schedati e perseguitati a vita. Quell’annessione, fatta in quel modo, è giuridicamente nulla, seguita da spoliazioni, leggi marziali, oppressioni che sarebbero seguite sino alla “pace” del 1946, quando gran parte del contenuto della costituzione del 1848 fu riconosciuto (sulla Carta) nuovamente alla Sicilia pacificandola così con l’Italia.
Ho tra le mani la testimonianza di Simone Corleo di Salemi che evidenzia come il governo garibaldino abbia voluto “rattaccare” le istituzioni siciliane con quelle del 1848 e con la costituzione del 1812 (cioè con il passato indipendente e indipendentista della Sicilia). Può sembrare paradossale, ma separatismo e unitarismo italiano hanno gli stessi soggetti e le stesse motivazioni, almeno fino alla rottura definitiva del 1943. L’unitarismo italiano fu la “veste” provvisoria del tradizionale nazionalismo isolano, pronto a riesplodere quando ce ne fosse stato bisogno. Vogliamo negarlo?
E ricordiamoci che se siamo ancora italiani oggi è per un patto tradito dall’Italia ma anche, e di più, dai partiti di Sicilia (italiani anch’essi nelle loro centrali) ai quali abbiamo tradizionalmente affidato la semi-indipendenza teoricamente riconquistata nel 1946 e figlia di secoli e secoli di identità politica propria, dal Vespro e ancor prima. Quel patto fu “scatenato” dalla coraggiosa lotta indipendentista di alcuni, che si può anche non condividere, ma fu poi redatto da comunisti come Li Causi, socialisti come Mineo, liberali come Guarino Amella, cattolici democratici come Alessi, giuristi come Restivo e potrei continuare.
Come stiamo onorando oggi la memoria di questi padri costituenti? E fra questi metto pure Andrea Finocchiaro Aprile, già senatore aventiniano, e infine custode equanime dello Statuto come giudice costituzionale repubblicano della nostra Alta Corte, una volta deposta l’ascia del separatismo. Non abbiamo proprio nulla da dire in proposito in questi 150 anni di Unità? Dobbiamo solo farci “belli” agli occhi degli altri italiani, dando lezioni di patriottismo, senza gridare che ancora noi non siamo cittadini italiani e che i nostri diritti sono cartastraccia? Capisco che per lei l’adesione all’Italia è definitiva, incondizionata e non modificabile da alcuna vessazione. Io, e con me molti della mia generazione, e ancor più di quelle successive, abbiamo cambiato idea. La nostra appartenenza all’Italia non è più una cambiale firmata in bianco, al limite, al limite, se si continua così… è l’Italia che ha bisogno di noi e non viceversa. Ma, ad ogni modo, non è sul futuro che dobbiamo convincerci, ma almeno trovare un punto comune di convergenza sui fatti del passato, che – almeno quelli – dovrebbero essere incontrovertibili.
La prego, quindi, non dica più inesattezze sul nostro passato agli italiani tutti. Amare e onorare l’identità e l’autonomia siciliana non è “contro” l’Italia; almeno sino ad ora. Non facciamo passare, anche involontariamente, questo messaggio errato. Diciamolo chiaramente che nell’Ottocento la Sicilia lottava per la propria indipendenza e a un certo punto si ritrovò, per la prima volta nella sua storia, italiana.
Con grande rispetto.
Massimo Costa
 
 

L'Agenzia di Viaggi, 2.5.2011
La Notte dei Musei di Roma
www.comune.roma.it - www.museiincomuneroma.it - www.beniculturali.it

Al calar del sole, i palazzi della cultura spalancano le porte nella Capitale. È la Notte dei Musei, in programma il 14 maggio a Roma e in 40 Paesi con oltre 3.000 musei aperti al pubblico. All’iniziativa, che si ripete per il settimo anno consecutivo, aderiscono musei statali, civici e privati, biblioteche comunali, accademie, case di cultura e istituti stranieri, insieme all’Università La Sapienza e ai palazzi storici: per chiunque voglia partecipare è consentito l’ingresso gratuito dalle 20 fino alle 2 di notte.
[...]
All’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, lo scrittore Andrea Camilleri descriverà il suo rapporto con i classici e racconterà i suoi trascorsi di uomo di teatro, produttore televisivo, saggista, polemista, accompagnato da letture e contributi audio-video.
 
 

Wu Ming, 3.5.2011
Wu Ming 4 intervista Andrea Camilleri

In occasione del Primo Maggio bolognese (quest’anno festeggiato senza CISL e UIL), Wu Ming 4 ha realizzato un’intervista ad Andrea Camilleri. Dura venti minuti ed è stata trasmessa in Piazza Maggiore, nello stand dei dibattiti, prima che iniziassero gli interventi della mattinata.
L’idea è stata quella di associare ad alcuni temi – diritti, lavoro, narrazione, etc. – delle citazioni letterarie e di lasciare nel montaggio finale soltanto le citazioni stesse, eliminando le domande. A Camilleri l’idea è piaciuta e così si è fatto. Il senso, ovviamente, è quello di rendere esplicito il legame tra letteratura e politica, nel senso più ampio di entrambi i termini.
La versione che proponiamo qui contiene una brevissima aggiunta per i giapster, volutamente tagliata nella versione trasmessa il Primo Maggio, e che quindi segue i titoli di coda.
Prima di congedarci, Camilleri ha pescato dalla memoria un ricordo di Bologna, che vale come un’immagine poetica: una visione del futuro anteriore della città in cui viviamo, colta da un passato prossimo. Un sogno, forse un incubo, fatto venticinque anni fa.
Nel 1985 Camilleri venne a Bologna a fare un documentario per la Rai. Si intitolava Bologna 2000. Insieme alla troupe andò a girare alcune riprese all’inceneritore, uno dei primi esempi di inceneritore moderno che c’erano in Italia. Il ricordo è quello di una montagna di scarti, rifiuti, immondizia di ogni genere, nella quale tuffava le fauci una ruspa e quando le risollevava “aveva la barba”. Da lontano, in mezzo alla caligine, era difficile capire cosa fossero quei lunghi ciuffi penzolanti, mossi dal vento. Ma quando ti avvicinavi scoprivi che erano calze di nylon. Decine e decine di calze di nylon che rimanevano impigliate tra i denti e finivano appunto per sembrare una barba.
Ecco: un cumulo di detriti; un grande tanfo; un drago vorace, che da vicino risulta anche assolutamente ridicolo.
Bologna Duemila… e undici.
Buona visione.
Wu Ming
 
 

AgrigentoNotizie.it, 3.5.2011
Inviati speciali alla scoperta dei luoghi di Camilleri

Porto Empedocle. Il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, ha ricevuto nella tarda serata di ieri, presso il Palazzo di Città, una delegazione di giornalisti della Stampa estera accreditata in Italia, in visita alla scoperta dei luoghi Camilleriani del commissario Montalbano.
La delegazione, cui facevano parte alcuni corrispondenti delle principali testate giornalistiche europee e americane della carta stampata e delle reti radiotelevisive, tra cui i redattori dei quotidiani tedeschi “Frankfurter Allgemeine Zeitung” di Francoforte e “Suddeutsche Zeitung” di Monaco, la corrispondente da Roma di “Le Monde” e i responsabili di “Cbs” e “Fox News” di New York, nel corso di una due giorni hanno visitato la “Vigàta” di Andrea Camilleri, curiosando tra i vicoli e il porto alla ricerca dei luoghi letterari raccontati dall’autore empedoclino.
I giornalisti si sono poi immersi nelle atmosfere del romanzo storico “La strage dimenticata” visitando la Torre Carlo V e, al termine del tour letterario, hanno gustato alcune delle specialità tipiche della cucina di Montalbano. Infine, proprio come il commissario Montalbano, i giornalisti hanno passeggiato sulla spiaggia di “Marinella” cercando l’ispirazione per qualche buon “pezzo” giornalistico di promozione dei luoghi camilleriani. A tutti i componenti della delegazione, il sindaco Firetto ha donato, a ricordo della loro visita, un piatto in ceramica con la raffigurazione dei simboli della città marinara.
Giuseppe Presti
 
 

Gazzetta del Sud, 3.5.2011
Luca Zingaretti diventa cittadino onorario di Montalbano Elicona
Il mitico "commissario" della serie tv

Montalbano Elicona. In occasione dell'Assemblea nazionale dei Borghi più belli d'Italia, l'amministrazione comunale di Montalbano Elicona conferirà la cittadinanza onoraria all'attore Luca Zingaretti, mitico "commissario Montalbano" della fortunata serie di romanzi di Andrea Camilleri che sta spopolando in tv.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza avverrà il 22 maggio alle ore 17, nella suggestiva cornice del castello di Federico II, con un'introduzione a cura di Angelo Campolo. L'attore Zingaretti, grazie all'interpretazione del commissario Montalbano, ha fatto conoscere in tutta Italia e all'estero il nome di Montalbano.
Una pubblicità indiretta che il paese ha ricevuto grazie a "Montalbano" e che ha portato a un gesto di gratitudine che il piccolo centro nebroideo adesso concretizzerà con il riconoscimento che sarà lo stesso sindaco Giuseppe Simone a conferirgli.
[…]
Nino Todaro
 
 

E - il mensile di Emergency, 5.2011 (in edicola dal 4.5.2011)
I fantasmi
di Andrea Camilleri
illustrazioni Shout

Continua il racconto inedito di Andrea Camilleri.
Se vi siete persi il primo capitolo, lo trovate sul sito www.e-ilmensile.it.
Buona lettura.
 
 

Sellerio editore, 4.5.2011
Claudio Coletta “Viale del Policlinico”
Roma martedì 10 maggio

Martedì 10 maggio alle 18,00 presso l’Aula I Clinica Medica del Policlinico Umberto I di Roma Claudio Coletta presenta il suo libro Viale del Policlinico.
Interviene Andrea Camilleri.
 
 

AgrigentoNotizie.it, 4.5.2011
Porto Empedocle
Camilleri indicato come assessore alle amministrative

Lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri è stato indicato come assessore alla Cultura del Comune di Porto Empedocle. Il sindaco uscente, Calogero Firetto, che si ricandida alla guida della cittadina marinara dopo cinque anni in cui la località ha conosciuto uno sviluppo socio-economico di grande rilievo, ha indicato infatti i primi due nomi di coloro che sono destinati a far parte della prossima squadra di amministratori.
Camilleri, che in questi anni aveva già condiviso con il sindaco Firetto molte delle iniziative culturali del suo paese, ha accettato con entusiasmo la proposta.  Grazie al suo popolare personaggio di Salvo Montalbano e alle sue indagini, il borgo marinaro di Porto Empedocle  si è trasformato nella “Vigata” del commissario di polizia, attirando ogni anno turisti incuriositi dalle atmosfere letterarie create da Andrea Camilleri.
[...]
 
 

Italpress, 4.5.2011
Lo scrittore in questi anni ha condiviso molte iniziative culturali con il politico
Porto Empedocle, Camilleri pronto a fare l'assessore con il sindaco «centrista»
La proposta dell'Udc Calogero Firetto, primo cittadino uscente, che si ricandida alle prossime amministrative

Palermo - Da sempre considerato di simpatie di sinistra, già tesserato col Pci, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri è ora pronto a fare l'assessore di un sindaco centrista. A indicarlo come possibile membro della sua giunta con delega alla cultura è stato Calogero Firetto, sindaco uscente di Porto Empedocle, città natale del papà di Montalbano, che si ricandida alla guida della cittadina. E Camilleri, che in questi anni aveva già condiviso con il primo cittadino molte delle iniziative culturali del suo paese, ha accettato con entusiasmo la proposta.
Firetto dell’Udc è sostenuto da un ampio schieramento di forze politiche che attraversa trasversalmente l'intero arco istituzionale. L’unico avversario che gli si contrappone è un altro ex sindaco, Paolo Ferrara, sostenuto da Italia dei Valori. Grazie al popolare personaggio di Salvo Montalbano e alle sue indagini, il borgo marinaro di Porto Empedocle si è trasformato nella «Vigata» del commissario di polizia, attirando ogni anno turisti incuriositi dalle atmosfere letterarie create da Andrea Camilleri.
[...]
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 4.5.2011
Camilleri nella sua Vigata fa l'assessore alla Cultura
Lo scrittore empedoclino, autore dei gialli sul commissario Montalbano, ha accettato di essere designato nella giunta indicata dal candidato sindaco Calogero Firetto

Il papà del commissario Montalbano, lo scrittore Andrea Camilleri, è stato designato assessore alla Cultura da Calogero Firetto sindaco uscente e ricandidato alla carica di primo cittadino di Porto Empedocle, la Vigata dei romanzi e della serie tv. Camilleri, che è nativo proprio di Porto Empedocle, ha accettato la proposta. Con la sua città d'origine, lo scrittore non ha mai reciso i legami, tre anni fa aveva anche autorizzato, gratuitamente, l'utilizzo del nome Vigata.
Peraltro, Porto Empedocle in questi anni ha accresciuto le sue presenze turistiche proprio grazie ai luoghi delle avventure del commissario Montalbano.
[...]
Fabio Russello
 
 

IMGPress, 4.5.2011
D'Alia (UDC): Camilleri e D'Onofrio, importanti scelte per Porto Empedocle

"Siamo orgogliosi delle scelte del sindaco di Porto Empedocle, coordinatore provinciale dell'Udc di Agrigento e candidato nuovamente alla poltrona di primo cittadino Calogero Firetto che ha indicato nella sua squadra di assessori due personalità eccellenti della cultura italiana: Andrea Camilleri e Francesco D'Onofrio. Entrambi potranno dare un notevolissimo contributo e prestigio al Comune di Porto Empedocle". Commenta così, in una nota, il presidente dei senatori Udc e coordinatore regionale del partito in Sicilia Gianpiero D'Alia.
 
 

GQ.com, 4.5.2011
Il Compagno Andrea Camilleri scende in politica con l'Udc. E Sgarbi lo applaude: Io Montalbano lo prenderei in giunta
Il critico d'arte e sindaco di Salemi: "Consigli? Il primo che gli darei è quello di chiamarmi. E poi di far lavorare i giovani, anche se lui ha 85 anni"

"Io, Montalbano in giunta lo prenderei". Vittorio Sgarbi non ha nulla in contrario alla "discesa in campo" di Andrea Camilleri, "padre" del commissario Montalbano e già tesserato con il Partito Comunista Italiano, che ha accettato di lavorare come assessore alla Cultura del candidato sindaco (dell'Udc) Calogero Firetto, ricandidatosi alla guida della città di Porto Empedocle.
Non la stupisce che il "Compagno Andrea" abbia scelto di lavorare con un sindaco dell'Udc?
"Ma no..l'Udc che cos'è? quello di Casini, mi pare..."
Esatto.
"Ecco, io non so che cosa l'abbia mosso. Ma l'ideologia non c'è più. basti pensare che il Pd appoggia Lombardo, per capire che ormai si passa di qui e di là senza problemi".
Poco da Montalbano, però.
"Io le dico che ha fatto bene, anzi: benissimo. Una persona conosciuta che si concede per la politica fa un gesto alto. Fa capire che la politica non è una cosa sporca".
Ma lei ce lo vede Camilleri in un ufficio da assessore?
"Io lo prenderei, Camilleri. Sarà utile a Porto Empedocle. Meglio persone colte e note che indichino idee interessanti che assessori che siano sempre lì ma non abbiano uno straccio di idea".
Consigli per il futuro neo assessore, sempre che Firetto venga eletto.
"Ma lui anche se non fa niente, o fa poco, già aiuta il comune. Comunque, gli consiglio di telefonarmi..."
Ci anticipi che cosa gli direbbe.
"Di collaborare con Salemi, abbiamo un sacco di proposte interessanti. E di far lavorare i giovani".
Lo va a dire a Camilleri, che ha 85 anni?
"E che c'entra, lui ai giovani mica deve insegnare a scopare. Deve indicare ai giovani la via della cultura, della letteratura. E poi il pensiero non ha età. Tiziano da vecchio produsse dei capolavori assoluti".
Ma non è che Camilleri renderà Porto Empedocle la Vigata di Montalbano?
"Ma no. L'ha resa lo sfondo dei suoi romanzi. E così le ha reso un servizio enorme. Ripeto, io Camilleri lo prenderei".
 
 

4.5.2011
A proposito delle notizie di stampa secondo cui avrebbe accettato la candidatura ad Assessore alla Cultura del Comune di Porto Empedocle, Andrea Camilleri dice che si tratta di un equivoco: non ha nessuna intenzione di fare l'assessore, gli è stato chiesto semplicemente di essere "testimonial" dei buoni risultati della giunta del Sindaco uscente, Firetto.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 4.5.2011
Assessore nella sua "Vigata"? Camilleri smentisce il sindaco
Allo scrittore empedoclino è stato chiesto di entrare nella squadra di giunta indicata a Porto Empedocle dal candidato sindaco Calogero Firetto (Udc), ma lui ha rifiutato

Il papà del commissario Montalbano, lo scrittore Andrea Camilleri, è stato invitato a entrare nella squadra degli assessori designati da Calogero Firetto sindaco uscente e ricandidato alla carica di primo cittadino di Porto Empedocle, la Vigata dei romanzi e della serie tv. Camilleri è nativo proprio di Porto Empedocle. Con la sua città d'origine, lo scrittore non ha mai reciso i legami, tre anni fa aveva anche autorizzato, gratuitamente, l'utilizzo del nome Vigata.
Camilleri ha però smentito di aver accettato l'offerta. "La notizia non è vera", ha dichiarato lo scrittore. "Posso dire solo che mi ha telefonato il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto chiedendomi se, in occasione della sua ricandidatura, potevo testimoniare quanto ha fatto nel corso della sua amministrazione. Dal momento che ritengo abbia agito egregiamente per Porto Empedocle ho accettato. Ma non sono assolutamente candidato".
[...]
Fabio Russello
 
 

Giornale di Sicilia, 4.5.2011
Camilleri indicato assessore a Porto Empedocle, ma lui smentisce
Lo scrittore è stato indicato dall'attuale sindaco Calogero Firetto, che si è ricandidato alla guida della città. L'inventore di Montalbano ha però negato ogni candidatura

Porto Empedocle. Lo scrittore Andrea Camilleri è stato indicato come assessore alla Cultura del Comune di Porto Empedocle dal sindaco, Calogero Firetto (Udc), che si è ricandidato alla guida della città. L'amministratore ha indicato fra i primi nomi della sua eventuale prossima squadra di amministratori Camilleri con il quale ha condiviso, in questi ultimi anni, molte iniziative culturali. "Camilleri - dice Firetto - ha accettato con entusiasmo". Un altro nominativo indicato è quello dell'ex ministro della Pubblica istruzione, ex senatore dell'Udc, Francesco D'Onofrio, docente di istituzioni di diritto pubblico all'università La Sapienza di Roma.
"Smentisco la notizia di una mia candidatura". Così reagisce lo scrittore Andrea Camilleri alla notizia di una sua designazione all'assessorato alla Cultura del Comune di Porto Empedocle."La notizia non è vera - ha proseguito - Posso dire solo che ieri mi ha telefonato il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto chiedendomi se, in occasione della sua ricandidatura, potevo testimoniare quanto ha fatto nel corso della sua amministrazione. Dal momento che ritengo abbia agito egregiamente per Porto Empedocle - ha spiegato lo scrittore - ho accettato. Ma non sono assolutamente candidato".
 
 

Adnkronos, 4.5.2011
Agrigento: sindaco Porto Empedocle, mai candidato Camilleri

Porto Empedocle (Agrigento) - Nessuna candidatura per lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, ma solo "una designazione ad honorem" per l'assessorato alla Cultura, che nel Comune di Porto Empedocle "finora non e' mai stato affidato a nessuno", perche' la delega e' affidata al primo cittadino. La precisazione arriva dallo stesso sindaco del paese dell'agrigentino, Calogero Firetto (Udc), ricandidato alla guida del Comune per le prossime amministrative, al termine di una giornata dove si sono susseguiti annunci e smentite sull'incarico che sarebbe stato affidato allo scrittore originario di Porto Empedocle.
"Non c'e' mai stata nessuna candidatura per Andrea Camilleri, ne' con l'Udc ne' con nessun altro partito - spiega all'ADNKRONOS Firetto - Camilleri, insieme al senatore Francesco D'Onofrio, sono stati indicati, e non candidati, da me ufficialmente come assessori alla Cultura nella futura squadra di governo. Si tratta di designazioni 'ad honorem': Camilleri e' considerato il 'testimonial' di Porto Empedocle ma nessuno ha mai pensato che lui o D'Onofrio potessero venire a partecipare alle sedute di Giunta".
"Entrambi hanno collaborato in questi anni con il Comune di Porto Empedocle per l'organizzazione di eventi culturali - aggiunge il sindaco - e ci hanno confermato che continueranno a farlo. L'assessorato alla Cultura di Porto Empedocle finora non e' mai stato affidato a nessuno: la delega in questi anni e' stata ricoperta dal sindaco, e probabilmente continuera' ad essere cosi'".
 
 

La Sicilia, 4.5.2011
Dalla Sicilia alla ricerca dei «nuovi» Mille
Telecom Italia e PniCub lanciano la sfida tra i giovani talenti nel nome dell'innovazione

Palermo. A caccia di giovani imprenditori con idee brillanti. Ha fatto tappa nel capoluogo siciliano, a Palazzo Steri, il 'Tour dei mille', l'iniziativa di Telecom Italia e PniCub che sostiene talenti dell'innovazione italiana e promuove la creazione di nuovi progetti che premiano l'inventiva. Nel 2011 saranno selezionati mille progetti promossi da giovani universitari di tutta Italia che avranno cinque minuti a disposizione per convincere con la loro idea.
[…]
"Credo che in Italia ci sia oggi la necessità assoluta di un secondo Risorgimento, qualcosa che è prima di tutto nel cuore e nel sentimento - ha concluso lo scrittore Andrea Camilleri, collegato in videoconferenza -. Quando i mille e ottanta di Garibaldi si imbarcarono a Quarto fu fatto l'elenco delle regioni e delle città da cui provenivano e si vide che erano giunti da tutta la penisola eccetto le regioni centrali dove c'era il Papa. Non si conoscevano e per la prima volta si videro lì. Considerata l'età media, erano tutti giovani - ha aggiunto Camilleri - e quindi, questo secondo risorgimento non può essere fatto che da giovani, non dai vecchi come me. Al massimo noi li possiamo benedire e possiamo augurare delle buone azioni per il nostro Paese".
Alessandra Galioto
 
 

AGI, 4.5.2011
Rai: ‘Commissario Montalbano’ al 17,53% share, vince prima serata

Roma - Le repliche de ‘Il commissario Montalbano’ continuano a essere premiate dal pubblico televisivo: ieri l’episodio ‘La pazienza del ragno’ in onda su Rai1 ha vinto la prima serata con 4 milioni 872mila telespettatori e uno share del 17.53. Rai1 e’ la rete piu’ seguita del prime time con 5 milioni 69mila telespettatori pari al 17.71 di share. [...]
 
 

Kataweb TvZap, 4.5.2011
Mercato
Montalbano & friends, la fiction da esportazione
Un primo bilancio degli incontri con i compratori internazionali di Rai Screenings e  Mip di Cannes. Per la direzione commerciale Rai il best seller si riconferma Montalbano mentre Sophia Loren resta al palo

Roma – Il campione rimane Montalbano. La serie tv che macina record di ascolti in Italia, con punte di 9 milioni di telespettatori, è da tempo il prodotto Rai più venduto all’estero. Il commissario interpretato da Luca Zingaretti negli anni ha aperto le porte al mercato anglosassone, distribuito in Usa da Mhz e molto amato dai telespettatori di BBC 4, importante eccezione per una fiction italiana sul mercato in lingua inglese dove, storicamente, hanno sfondato solo le grandi coproduzioni internazionali della Lux Vide dedicate alla Bibbia, a santi e imperatori (Imperium).
[...]
Alessandra Clementi
 
 

Kataweb TvZap, 4.5.2011
Mercato
Montalbano & friends, la fiction da esportazione
Un primo bilancio degli incontri con i compratori internazionali di Rai Screenings e Mip di Cannes. Per la direzione commerciale Rai il best seller si riconferma Montalbano mentre Sophia Loren resta al palo

Roma – Il campione rimane Montalbano. La serie tv che macina record di ascolti in Italia, con punte di 9 milioni di telespettatori, è da tempo il prodotto Rai più venduto all’estero. Il commissario interpretato da Luca Zingaretti negli anni ha aperto le porte al mercato anglosassone, distribuito in Usa da Mhz e molto amato dai telespettatori di BBC 4, importante eccezione per una fiction italiana sul mercato in lingua inglese dove, storicamente, hanno sfondato solo le grandi coproduzioni internazionali della Lux Vide dedicate alla Bibbia, a santi e imperatori (Imperium).
[...]
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.5.2011
Camilleri assessore a Porto Empedocle? Lo scrittore: "Faccio solo il testimonial"

«Io assessore alla Cultura a Porto Empedocle? Ma non ci penso nemmeno». Andrea Camilleri cade dalle nuvole quando gli leggiamo un comunicato secondo il quale avrebbe accettato "con entusiasmo" la proposta del sindaco uscente Calogero Firetto, dell'Unione di centro, che si ricandida sostenuto da un ampio schieramento che va dal Pd all'Udc al Pdl. «Ma che assessore - precisa lo scrittore che ha preso a prestito la sua cittadina natia per disegnare la Vigàta dei tanti romanzi di Montalbano - io ho solo dato la mia disponibilità a fare il testimonial delle tante cose buone fatte dall' amministrazione in questi anni. Il resto è una forzatura». Il sindaco Firetto minimizza l'equivoco. «Il senso del nostro comunicato era proprio quello di rimarcare che il nostro concittadino Camilleri, uno dei più grandi scrittori contemporanei, farà l'ambasciatore per noi. Gli assessori saranno altri. Solo che in questa fase abbiamo preferito indicare i personaggi eccellenti che hanno fatto cose importanti per la nostra città. Come Camilleri appunto, che ha portato il nome di Porto Empedocle in tutto il mondo o come l'ex ministro della Pubblica istruzione Francesco D'Onofrio che quando era assessore ai Lavori pubblici alla Provincia di Agrigento ha avviato l'iter per la realizzazione del collegamento stradale con Caltanissetta. Volevamo dare il via alla campagna elettorale con una bella festa di personalità importanti, ma al momento opportuno tireremo fuori i nomi dei veri assessori». Quello di Firetto è uno scivolone che avrebbe potuto evitare, considerato che il suo schieramento sostenuto da otto liste, gode di un grande consenso, proprio per le «tante cose buone fatte»: la valorizzazione del porto, la riqualificazione di numerose aree urbane, il recupero del teatro Empedocle e della torre di Carlo V simbolo della città (destinata a ospitare il Museo del mare) che presto ritorneranno a essere fruibili; il risanamento dell' ex area Montedison che oggi ospita un Palazzetto dello sport da 2.500 posti e uno stabilimento di fonti rinnovabili. E per finire la creazione della Fondazione Camilleri e una mostra importante con le opere di Stefano Pirandello. Sono queste le realizzazioni che lo scrittore voleva valorizzare e non certo a 84 anni scendere il lizza nell' agone politico-amministrativo. Lo scrittore, lontano parente di Luigi Pirandello, che nella sua città ha ambientato diverse opere, da parte sua si è prodigato per evitare che il Montalbano televisivo annullasse del tutto il Montalbano letterario. Così mentre il Ragusano è diventata meta dei turisti interessati ai set della popolare serie televisiva, la città di Porto Empedocle, con la statua del commissario Montalbano che prende le distanze da Luca Zingaretti, fotocopia del Pietro Germi (interprete del commissario Ciccio Ingravallo del film "Quer pasticciaccio brutto di via Merulana" tratto dal romanzo di Carlo Emilio Gadda) attira i turisti più colti, quelli lontani dalle suggestioni televisive. Sul fronte opposto un solo candidato, l'ex sindaco Paolo Ferrara, che capeggia la lista dell'Italia dei valori, l'unica che lo sostiene. «La solitudine non mi fa paura, tutt'altro. Mi sento un leone. Tranquillo e con la coscienza di fare il mio dovere fino in fondo. Spiegherò ai cittadini cosa tiene insieme otto liste, lontanissime politicamente tra loro: dal Pd, al Pdl, che da l'appoggio a Firetto, all'Udc, all'Mpa e così via. Se non fossi sceso in lizza io avremmo rischiato di eleggere un sindaco senza avversari. Sarebbe stato un preoccupante plebiscito». Ha speranze di farcela? «Con questa legge che assegna automaticamente al sindaco i voti dei vari candidati non ho alcuna speranza. Non si scende in campo solo per vincere ma per affermare i principi. E al mio fianco ci saranno Di Pietro e Orlando a farmi sentire in buona compagnia».
Tano Gullo
 
 

La Sicilia, 5.5.2011
Lo scrittore insieme col senatore D'Onofrio solo al fianco del sindaco uscente durante la campagna elettorale
Camilleri: «Non sono candidato Udc alle amministrative di Porto Empedocle»

Palermo. Lo scrittore Andrea Camilleri, il «papà» del commissario Montalbano, non sarà fra i candidati dell'Udc alle prossime elezioni amministrative nella sua città, Porto Empedocle-Vigata. E' stato lo stesso Camilleri a precisare l'equivoco: «Smentisco la notizia di una mia candidatura. Posso solo dire che ieri mi ha telefonato il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, chiedendomi se, in occasione della sua ricandidatura, potevo testimoniare quanto ha fatto nel corso della sua amministrazione. Dal momento che ritengo abbia agito egregiamente per Porto Empedocle, ho accettato. Ma non sono assolutamente candidato». A generare il «qui pro quo», la designazione ad assessore dello stesso Camilleri e del senatore Francesco D'Onofrio.
«Due personalità - ha sottolineato Firetto - che hanno accettato di essere testimoni di quanto di buono abbiamo fatto nella nostra città». Insomma, Camilleri e D'Onofrio saranno al fianco del sindaco uscente in campagna elettorale, ma poi non faranno parte della giunta. Un effetto di trascinamento che non guasta mai, anche se Firetto, che è pure segretario provinciale dell'Udc, è considerato da tutti un buon amministratore e per questo motivo ha il sostegno di quasi tutti i partiti: dal Pd a Forza del Sud, dall'Mpa al Pid e, ovviamente, all'Udc.
[…]
Lillo Miceli
 
 

Gazzetta del Sud, 5.5.2011
Porto Empedocle, Camilleri assessore! Grande entusiasmo... ma non è vero
Lo scrittore ha smentito l’annuncio del candidato sindaco Udc

Porto Empedocle. Lo scrittore Andrea Camilleri indicato come assessore alla cultura del Comune di Porto Empedocle dal sindaco, Calogero Firetto (Udc), che si è ricandidato alla guida della città! Così un'agenzia batteva la notizia verso mezzogiorno, dicendo che l'amministratore ha indicato fra i primi nomi della sua eventuale prossima squadra Camilleri con il quale ha condiviso, in questi anni, molte iniziative culturali: «Camilleri - dichiarava Firetto - ha accettato con entusiasmo». Altro nominativo, quello dell'ex ministro della Pubblica istruzione, ex senatore Udc, Francesco D'Onofrio, docente di istituzioni di diritto pubblico all'università La Sapienza.
Notizia salutata con entusiasmo dal coordinatore regionale dell'Udc Gianpiero D'Alia: «Siamo orgogliosi delle scelte del sindaco di Porto Empedocle, coordinatore provinciale dell'Udc di Agrigento. Andrea Camilleri e Francesco D'Onofrio potranno dare un notevolissimo contributo e prestigio al Comune di Porto Empedocle».
Peccato che le cose non stanno così. Perchè in serata lo scrittore, un po' piccato ha gelato tutti: «Smentisco la notizia di una mia candidatura. La notizia non è vera. Posso dire solo che ieri mi ha telefonato il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto chiedendomi se, in occasione della sua ricandidatura, potevo testimoniare quanto ha fatto nel corso della sua amministrazione. Dal momento che ritengo abbia agito egregiamente per Porto Empedocle ho accettato. Ma non sono assolutamente candidato».
 
 

Europa, 5.5.2011
Camilleri, assessore a Vigata

Magari adesso firmerà qualche appello in meno (quelli della serie Eco, Moretti, Hack&Fo) perché avrà altro da fare. Signori, Andrea Camilleri scende in campo: ecco uno che alla faccia dell’anagrafe si dedicherà alla sua città, Porto Empedocle, in qualità di assessore alla cultura in una giunta guidata da un uomo dell’Udc, il sindaco uscente Calogero Firetto che è destinato a vincere (contro un uomo dell’Idv) anche grazie a questo fiore all’occhiello, uno dei più celebrati romanzieri italiani, e uno dei più noti – anzi: il più noto.
La “sua” Porto Empedocle, si diceva. Che nei romanzi di Montalbano diventa Vigata, come Illiers fu ribattezzata Combray, ovviamente più magica nella fantasia che nella realtà. Ma poi Vigata è Vigata, ed è giusto che abbia una sua autonomia, declinata magnificamente nella fiction televisiva (che continua imperterrita a tenere incollati alla tv milioni di italiani anche all’ottava replica) attraverso la luce di Scicli: e poco importa se dall’agrigentino ci siamo spostati nel ragusano.
Luoghi perfetti per la letteratura. Ci voleva però l’enorme talento di Camilleri per renderli imperituri, forse ci vorrà la sua dedizione per preservarne e svilupparne la bellezza. Che poi lo scrittore agrigentino si metta a diposizione nell’ambito di una giunta guidata da un esponente centrista – lui, così di sinistra – è una cosa che fa pensare perché segna un superamento di certe logiche stantie senza peraltro che Camilleri sia diventato dell’Udc. C’è comunque da sperare che l’operazione vada in porto – è il caso di dire – per il bene un po’ di tutti. A partire da Vigata, pardon, di Porto Empedocle.
Mario Lavia
 
 

diPalermo.it, 5.5.2011
L’ispirazione di Camilleri

Andrea Camilleri assessore comunale per l’Udc. Cerca nuovi crimini per il suo Montalbano.
Gery Palazzotto
 
 

The Frontpage, 5.5.2011
Camilleri assessore democristiano?

A furia di tirarlo per la giacca vai a vedere che prima o poi Andrea Camilleri “scenderà” in politica? In fondo basterebbe che un partito, si presume “de sinistra”, gli assicurasse una vagonata di “sigarette” e una “lettera22”, per continuare il suo impegno letterario, e la discesa “in campo” dell’inventore del Commissario Montalbano rientrerebbe fra le cose possibili della politica italiana.
Di certo nessun italiano si scandalizzerebbe più di tanto. Anzi. Tutti i fan, e le fan, del commissario più amato d’Italia, ovvero di Montalbano, si definirebbero, non più berlusconiani, o dalemiani, o casiniani, o finiani, o tutt’al più dipietristi, ma camilleriani. O al massimo, se Camilleri aderisse al Pd, ci sarebbero i camilerrian-bersaniani, o i camillerian-dalemian-lettiani. Oppure se aderisse al partito di Fini, inizierebbe a scannarsi con i falchi e le colombe per poter fumare “una sigaretta” durante un vertice di partito. Ovviamente Bocchino permettendo.
Al netto di tutto ciò, la sua discesa non rientra nella cosiddetta “fantapolitica”. Già qualche mese fa il nostro “scriba” è stato corteggiato dal governatore siciliano Raffaele Lombardo, il quale, in una convention automista-sudista, pensò di proporlo come leader di un fantomatico “partito del sud”. Alla fine non se ne fece nulla: Camilleri declinò seduta stante. D’altronde uno che scrive nella rivista di Flores D’Arcais, Micromega, che aderisce a tutte le manifestazioni della sinistra ben pensante, avrebbe mai potuto aderire ad un cartello elettorale di ex democristiani?
Eppure oggi qualcosa è cambiato. Tant’è che ieri pomeriggio circolava un comunicato del sindaco uscente di Porto Empedocle (la Vigàta dei tanti romanzi di Montalbano), che si ricandida per le amministrative che si terranno fra qualche giorno, e sarebbe sostenuto da tutto l’arco costituzionale, quindi Pd-Udc-Fli-Pid-Pdl, ad eccezione dell’Idv che avrebbe un suo candidato, secondo il quale lo scrittore Andrea Camilleri avrebbe accettato di fare l’assessore alla Cultura per il paesino dell’isola.
Ma lo scrittore, intercettato dall’edizione palermitana di Repubblica, avrebbe subito smentito: “Ma che assessore, io ho solo dato la mia disponibilità a fare il testimonial delle tante cose buone fatte dall’amministrazione in questi anni. Il resto è una forzatura”. E il sindaco uscente, tal Calogero Firetto, di formazione centrista (in Sicilia è un classico!), sostenuto dal TTDP, “tutti tranne Di Pietro”, cosa dice? “Il senso del nostro comunicato era proprio quello di rimarcare che il nostro concittadino Camilleri, uno dei più grandi scrittori contemporanei, farà l’ambasciatore per noi. Gli assessori saranno altri. Solo che in questa fase abbiamo preferito indicare i personaggi eccellenti che hanno fatto cosa importanti per la nostra città”. Solo in questa fase? Ah, saperlo…
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.5.2011
Editori e critici d'accordo va forte la Sicilia letteraria
Export Sicilia. L'isola nei libri un marchio che fa vendere
La Sicilia letteraria è un fenomeno che vince in libreria.
Storie intrise di dialetto, di gastronomia tipica, di memorie familiari, come quelle di Dacia Maraini, Giuseppina Torregrossa, o Simonetta Agnello Hornby conquistano una fetta di mercato, anche se il boom di Camilleri resta un caso a sé.
Editori e critici letterari analizzano la sicilitudine letteraria avvertendo che in qualche caso troppa Sicilia crea il rischio della banalizzazione.

Una Sicilia da esportazione che in libreria va sempre più forte.
[…]
Il mercato editoriale ha fame di Sicilia e del suo dialetto? La fortuna di Camilleri sembra la prova definitiva ma forse le cose sono un po' più complicate.
Certo è che nelle case editrici si punta volentieri sulla Sicilia. […]
Però la distanza tra i romanzi del passato, quelli di Sciascia e quelli odierni, è segnata soprattutto dall'uso - e a volte dall'abuso - del dialetto. L'appeal siciliano potrebbe essere dovuto allora all'onda lunga camilleriana? Per la Ichino è stato certamente Camilleri a sdoganare il dialetto siciliano, a fare della Sicilia una "terra simbolo" ma a creare anche un forte rischio di epigonismo: «Per questo l'editoria adesso deve essere molto più attenta nel tornare sulle storie siciliane».
Ma la notorietà dell'Isola non è stata determinata da Montalbano, aggiunge: «Il merito va anche a una donna come Elvira Sellerio che ha saputo scovare nel cuore della Sicilia e tirare fuori le voci migliori con attenzione e con garbo». L'uso del dialetto è un rischio anche secondo Cristina Lupoli Dalai: «Il siciliano è una lingua meravigliosa, comprensibile a tutti per la sua capacità di modellarsi sull'onomatopea, però usarlo dopo Camilleri, è sempre un pericolo. Appena scrivi una parola in dialetto, vieni subito accusato di "camillereggiare"».
È vero d'altra parte che l'attenzione per la Sicilia, sempre forte nel caso della saggistica secondo l'editore acese Mauro Bonanno, ha colorato anche la fiction televisiva e, per esempio, i poliziotti della Donna della domenica di Giulio Base erano tutti un po' "montalbanizzati". E così si corre il rischio di svilire la sicilitudine.
Giorgio Ficara, siciliano d'origine e docente di Letteratura italiana a Torino, ha idee molto precise: «La similitudine è un valore, un modo di ragionare e scrivere trasmissibile, come argomentò Sciascia. Ma talvolta questo valore invece di trasmettersi si snerva in oleografia o, come si diceva un tempo, si mercifica. Niente di male nella merce, s'intende. La pasta alla Norma è buona oggi come ieri.
E Montalbano è saporito come la pasta alla Norma. Ma il quid, il peso morale, l'incrinatura stilistica, in lui si sono perduti».
Se Ficara mette in guardia dalla mercificazione, il critico Massimo Onofri non crede nell'effetto Camilleri: «Un caso di buon artigianato e di creazione di un personaggio vincente come Montalbano», dice. Onofri non ritiene nemmeno che la Sicilia sia così spendibile sul mercato: «Il discorso forse poteva valere qualche tempo fa e l'attenzione per il regionalismo ha riguardato anche la Sardegna di Niffoi, della Agus, fenomeni comunque poco significativi.
Ma, per esempio, tra Camilleri e la letteratura isolana non c'è nessun contatto. Mi piacerebbe poter dire che la Sicilia ha una forza di vendita ma allora mi chiedo perché questa passione non si porti dietro anche quella per I Viceré, uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana, che non ha avuto un rilancio neppure dopo il film di Faenza. Credo che si venda una realtà edulcorata, da soap opera, non la vera Sicilia».
Stando alle ultime classifiche non si può che dar ragione ad Onofri col quale concorda in qualche modo anche Michele Rossi, editor per la narrativa italiana di Rizzoli. «Camilleri vende solo se stesso, non si porta dietro nessuno - dice - perché rappresenta una realtà sempre uguale a sé stessa. Io credo che un buon romanzo di argomento siciliano debba restituire un pezzo autentico dell'isola e farne una sorta di "altra Italia"».
[…]
Emanuela E. Abbadessa
 
 

Adnkronos, 5.5.2011
Premi: il “Nisida – Roberto Binacci” a “Caro diario ti scrivo”

Il direttore Gianluca Guida, la professoressa Maria Franco ed alcuni ospiti di Nisida che, come i ragazzi delle altre scuole, fanno parte della giuria popolare del prestigioso premio letterario, saranno presenti il 21 maggio alla cerimonia finale, che si terra' al Palazzo Reale di Napoli, per consegnare il riconoscimento a Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova.
Con loro, i tre vincitori scelti dalla giuria presieduta da Dacia Maraini, e composta da Andrea Camilleri, Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Chiara Gamberale, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione). E a proposito della terna tanto attesa, la giuria continua a mantenere suspense e riserbo, lasciando presagire grandi sorprese.
 
 

Ateneo Veneto, 6.5.2011
Venerdì 06 Maggio 2011/ore 21.00
Aula Magna
Giallo e nero 2011: appuntamento col mistero
Conversazioni con gli scrittori italiani di noir e investigazione
Gaetano Savatteri
con un contributo video di Andrea Camilleri
Conduce Alberto Toso Fei

Probabilmente molti lo conoscono come giornalista del TG5 ma Gaetano Savatteri (Milano, 1964) è un prolifico scrittore di romanzi noir legati spesso all’ambiente siciliano (La congiura dei loquaci, I siciliani, La volata di Calò, I ragazzi di Regalpetra, Novantacento). Nato a Milano da genitori originari di Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia, a dodici anni infatti Savatteri è tornato con la famiglia in Sicilia. Amico dello scrittore Andrea Camilleri, assieme al quale ha anche ricevuto il Premio "Racalmare", Savatteri sarà ospite di Alberto Toso Fei a “Giallo e nero” venerdì 6 maggio (Aula Magna, ore 21.00). La serata si aprirà con la proiezione di parte di una lunga intervista ancora inedita che Savatteri ha fatto al “maestro” Camilleri sulla letteratura gialla e noir.
 
 

Gazzetta del Sud, 6.5.2011
Le passioni distorte nel romanzo "La presa di Macallè"

La guerra d'Etiopia, l'Italia fascista e colonizzatrice, la Chiesa bigotta e retrograda, la società tutta alle prese con la decadenza dei costumi mascherata da paradossali esibizioni di forza e di potenza: è lo sfondo complesso ma unitario al romanzo più discusso di Andrea Camilleri – «La presa di Macallè», nell'ennesima edizione di Sellerio – ancora presente nelle classifiche di vendita a ragione della sua significativa drammaticità, resa con la consueta leggerezza di stile e con gli abituali risvolti di colore, tipici dello scrittore siciliano.
È il 1935, c'è la conquista dell'Abissinia e il regime sembra dominare la vita altrimenti tranquilla e pacifica della comunità-simbolo di una Sicilia arretrata ma a suo modo equilibrata e felice. Un «picciliddro» fascista in erba, plagiato dalle società e del suo stesso nucleo familiare. Il compito è quello di sopprimere fisicamente il peccato; ovvero coloro che impunemente trasgrediscono, violando gravemente i codici della fede e dell'ideologia.
Un paradosso, che Camilleri asseconda attraverso gli eccessi di una narrazione a volte aspra, cruda, violenta. E solo occasionalmente alleggerita nei toni e negli accenti dalla descrizione dei contesti di vita, gradevoli nonostante l'invadenza del potere politico.
Si scopre così un'isola sempre uguale a se stessa, dove le passioni, i tradimenti, le rivalità, ma anche gli affetti, i sentimenti e le più o meno scabrose intimità rendono conto di microcosmi con regole non scritte ma egualmente rispettate, in un precario ma costante equilibrio di civiltà. Di volta in volta spezzato da una mano assassina che in fondo esegue ordini altrui, estremizzando gli insegnamenti, fraintendendo e annullando l'eterna distanza tra i fatti e le parole, le solenni enunciazioni e gli aspetti della realtà.
f.b.
 
 

Adnkronos, 6.5.2011
Libri: il Policlinico di Roma si tinge di giallo con Camilleri

Roma - Un noir ambientato durante la meta' degli anni settanta a Roma. ''Viale del Policlinico'' (Sellerio 2011) e' l'opera prima di Claudio Coletta, medico romano che si e' formato alla Sapienza ed e' stato membro della giuria internazionale del Roma Film Festival 2007. A presentare questo debutto letterario, nella facolta' di Medicina dove molte delle vicende narrate nel libro si svolgono, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri. L'appuntamento e' per martedi' 10 maggio alle 18 presso l'Aula 1 Clinica Medica del Policlinico Umberto I di Roma.
Camilleri parlera' al pubblico dagli stessi banchi sui quali studiava il protagonista del volume e nell'aula in cui si svolgevano i dibattiti e le assemblee studentesche tipiche di quel periodo storico. E' qui che Lorenzo, studente di medicina, trascorre gran parte del suo tempo, finche', in compagnia di un amico, trovera' in un laboratorio il corpo dissanguato del professor Mori, docente di ematologia.
E' solo l'inizio di una serie di tragiche circostanze in cui il protagonista verra' coinvolto. Le indagini vengono affidate al commissario Diotallevi, che, entrato in sintonia con Lorenzo, gli chiede di tornare sui luoghi dei delitti per rilevare quanto puo' essere sfuggito alla Scientifica. Il Policlinico si tinge cosi' di giallo, divenendo l'ambientazione di un racconto misterioso e crudele.
 
 

7.5.2011
Andrea Camilleri e i classici. Andrea Camilleri: un classico
14 maggio all’aula magna della Sapienza durante la notte dei Musei, ore 19
a cura di Giovanni Greco
con Andrea Camilleri e Giovanni Greco
letture di Alessandra Mortelliti
Contributi audio-video Giacomo Cannata

Un serata con Andrea Camilleri, l’inventore di Montalbano, presentato in una veste inedita. Il rapporto con i classici, antichi e moderni, i suoi e quelli degli altri: dal teatro alla musica, dal cinema alla televisione, dalla tragedia alla parodia. Da Edipo a Amleto, da Armstrong a Pasolini, da Beckett a Maigret: Camilleri racconta i suoi trascorsi di uomo di teatro, di produttore televisivo, di saggista, di polemista, mostrando un suo lato meno conosciuto.
Un’affabulazione che si snoderà tra ricordi, aneddoti, letture, visioni: storie vere e storie inventate, parole lette e parole dette, incontri con uomini straordinari e memorie di film indimenticabili e di musicisti indimenticati, tra il serio e il faceto, al confine tra realtà e fiction.
Accompagnato dalle letture di Alessandra Mortelliti, tratte dai suoi libri teatrali (L’ombrello di Noè e Le parole raccontate), in dialogo con Giovanni Greco e con i frammenti preferiti di film e di musiche, assemblati per l’occasione da Giacomo Cannata, Camilleri risponderà alla fine alla domanda se lui stesso si può ritenere un classico dei nostri tempi, dopo essersi confrontato per una vita con i classici, averli amati, insegnati, riscritti. E in conclusione un finale a sorpresa, tratto dalla Concessione del telefono, uno dei più celebrati romanzi storici dell’autore stesso...
 
 

AgrigentoNotizie.it, 7.5.2011
A Racalmuto si organizza la "Festa del turismo"

Da Racalmuto, il 20 maggio, prenderà il via l'iniziativa "Festa del Turismo". La manifestazione, della durata di 12 giorni, coinvolgerà quattro comuni della provincia, l'iniziativa è nata per favorire lo sviluppo e l'incremento del turismo territoriale. Gli eventi, che si concluderanno il 5 giugno, vedranno la partecipazione di singoli e semplici cittadini impegnati quotidianamente nelle varie attività, decine di piccole e medie imprese, 4 comuni, associazioni culturali, le amministrazioni provinciali e regionali uniti tutti da un unico leitmotiv l’amore per la propria terra.
Ecco il programma delle manifestazioni:
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21 maggio - Convegno su nuove formule di accoglienza turistica dal tema: “accoglienza turistica di qualità”; presentazione di 4 nuovi itinerari turistici: “La via dei Castelli” (Racalmuto-Sutera-Mussomeli); “Andar per solfare antiche” (Racalmuto-Montedoro); “Vigata-Regalpetra-Montelusa viaggio al centro della Cultura”, le città immaginarie degli scrittori agrigentini, Camilleri-Sciascia-Pirandello; “Regalpetra e i luoghi della memoria”. Visita ai luoghi che ispirarono lo scrittore Leonardo Sciascia.
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25 maggio - Inaugurazione dell’ itinerario “Vigata-Regalpetra-Montelusa viaggio al centro della Cultura”, le città immaginarie degli scrittori agrigentini, Pirandello – Sciascia - Camilleri; (Agrigento - Racalmuto - Porto Empedocle).
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Giuseppe Presti
 
 

Il Centro, 8.5.2011
Camilleri: Garibaldi come il Che

«In parole semplici si può dire che la spedizione dei Mille è il gesto di guerra che ha dato concretamente inizio all'unità d'Italia. E un viaggio molto bello, a pensarci bene, perché si tratta di 1.080 persone che s imbarcano a Quarto su due navi, più o meno avventurosamente si riforniscono di carburante e di quello che serve, eludono la sorveglianza dei militari e arrivano a Marsala. Nella durata di un viaggio, in cui si parla poco l'italiano e molto il dialetto, questa gente eterogenea e raccogliticcia, animata però da uno spirito comune, diventa un esercito». A raccontare così i Mille è Andrea Camilleri nell'intervista-epilogo che chiude «Camicie rosse, storie nere», l'antologia di narrazioni data alle stampe da Hobby & Work Edizioni (18 euro). Ma il padre del commissario Montalbano non è solo a ripercorrere le vie polverose e guerreggiate che da Marsala e Palermo arrivano fino al Regno di Napoli, 150 anni fa. Il libro infatti, come spiega il sottotitolo «Tredici giallisti per mille garibaldini», si dispiega in una matassa di tredici storie raccontate da altrettanti autori tra i migliori giallisti italiani. Otre al contributo di Camilleri, l'americana di origini abruzzesi Ben Pastor (madre dell'investigatore, ufficiale tedesco antinazista, Martin Bora e del soldato romano Elio Sparzano), Giulio Leoni (creatore del Dante detective), Leonardo Gori e Diana Lama; accanto a loro i collaudatissimi Divier Nelli, il lancianese Luigi De Pascalis, Nicola Verde, Massimo Mongai, Roberto Riccardi (colonnello dei carabinieri, astrosa firma di Gialli Mondadori), Errico Passero, Dario Faletti, Giacomo Carretto, Simona Carloppi. Il risultato? Dato che i tredici per professione scrivono thriller, la proposta è una miscela gustosa di avvenimenti verosimili e fantasie narrative che coinvolgono protagonisti veri e personaggi inventati. Il nero delle storie che nel titolo si accompagna al rosso delle camicie garibaldine, sta nella ricostruzione a tinte forti di quella avventurosa impresa. Misfatti, tradimenti, omicidi da svelare, congiure da sventare e colpi di scena ad ogni pagina delle 350 della godibile fiction letteraria. Come ogni racconto che si rispetti, si parte dal principio: Garibaldi e lo sbarco dei Mille a Marsala. Lo spiega Camilleri: «Sbarcano a Marsala e dopo pochi giorni hanno la prima battaglia seria, a Calatafimi, dove si trovano di fronte a soverchianti forze borboniche munite di artiglieria e robe simili, eppure vincono. Nel giro di pochi giorni sono diventati una forza, è sorprendente. L'estrazione dei Mille è il vero miracolo, che nessuno spiega. Una cosa che m'incuriosisce molto è la presenza degli stranieri. Prendiamo ad esempio i colonnelli Turr e Tukory. Quelli erano ungheresi veri, mica di Busto Arsizio o Pinerolo! Come diavolo c'erano arrivati, sul Lombardo e sul Piemonte? È un mistero affascinante». Immergendoci in una narrazione ricca di aneddoti, lo scrittore siciliano tratteggia poi così la figura di Garibaldi: «Guardando alla mitologia odierna si potrebbe considerarlo una sorta di Che Guevara, che però non commette il suo errore, cioè andare dove non c'è un terreno fertile. Garibaldi sceglie perfettamente il teatro in cui operare, la Sicilia. L'isola era stata un continuo terremoto, dal 1848 in poi, il terreno era ottimo per una rivolta. L'elemento determinante è stato il favore della popolazione. Molti siciliani si aggregano immediatamente alla spedizione di Garibaldi». Luigi De Pascalis firma il racconto a puntate intitolato «A cena con Dumas» che attraversa tutto il libro. Il ritmo della narrazione è un perfetto equilibrio tra ricostruzione storica e thriller. Si è a Napoli e la missione è compiuta. De Pascalis mette insieme a cena attorno a un tavolo di grande albergo personaggi come Alessandro Dumas, il padre dei Tre Moschettieri al seguito dei Mille; Friedrich Engels, il filosofo che con il suo amico Karl Marx nel 1848 aveva redatto il rivoluzionario Manifesto del Partito comunista e adesso corrispondente di guerra per il giornale americano New York Daily Tribune; Francesco Crispi, letterato siciliano, politico e uomo d'azione; Nino Bixio, braccio destro di Garibaldi da antica data; e a capotavola don Liborio Romano, ministro di polizia e dell'Interno del Regno delle Due Sicilie fino al giorno prima e adesso plenipotenziario della polizia del nuovo re. Mentre la composita compagnia cena e dialoga, da un basso napoletano fa irruzione il mistero della morte per ammazzamento di un garibaldino incaricato dal Generale della custodia di un tesoretto. La soluzione rivela il male oscuro di Napoli con i suoi intrecci di corruzione, dove «c'è sempre qualcuno che sa». Quel male ben cresciuto con l'antico regime ma che già serve anche ai nuovi governanti per il dominio della città. Con Divier Nelli («Il nostro Garibaldi») si gusta un tocco alla «007»; i servizi segreti savoiardi inventano uno sbarco finto a Trapani con un finto Garibaldi, mentre quello vero sbarca a Marsala. E se Leonardo Gori ricorda le violenze e le rapine di una brigantessa bella e crudele («Mi chiamo Morte»), Ben Pastor («Turr alla Nica») racconta un amore impossibile germogliato in una in una piccola comunità alla ricerca di speranze.
Sandro Marinacci
 
 

9.5.2011
Un Anno Stregato
Il 23 maggio alle 18:00, nell’ambito dell’iniziativa del Premio Strega, Andrea Camilleri incontrerà i ragazzi a Palazzo Barberini - Sala Pietro da Cortona (Via Quattro Fontane, 13 - Roma); interviene Tullio De Mauro.
 
 

MicroMega, 9.5.2011
Crimini d’establishment (dodici racconti originali)
MicroMega 3/2011: “Crimini d’establishment” - Il sommario del nuovo numero in edicola e libreria da martedì 10 maggio
Il noir come chiave di lettura per rappresentare il volto criminale del potere e gli abusi dell’establishment. Il nuovo volume di MicroMega, in vendita dal 10 maggio, è una raccolta di racconti gialli scritti dai principali scrittori italiani del genere: da Andrea Camilleri a Carlo Lucarelli, da Massimo Carlotto a Loriano Macchiavelli.
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Non poteva mancare il commissario Montalbano di Andrea Camilleri, che indaga su un omicidio di una ragazza dell’Est e si imbatte in una orribile vicenda. Ma il commissario siciliano è presente anche nel contributo di Pepé la Faussaire, al secolo Pierfranco Pellizzetti, dove, insieme al collega Graisset, ha a che fare con il delitto della Nanetti, giovane consigliera regionale della Lombardia.
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FINZIONE E REALTÀ
Andrea Camilleri – La rottamazione
Una donna trovata morta sull’uscio di un palazzo, il corpo orrendamente torturato. Una chiave come unico indizio. I pezzi dell’intricato puzzle che piano piano si compongono nella mente del commissario Montalbano. Fino a tracciare una verità ben più atroce dei suoi stessi incubi...
[…]
Pepé le Faussaire al secolo Pierfranco Pellizzetti – Graisset, Montalbano e il caso Nanetti
Il commissario Graisset è in vacanza a Porretta Terme, quando viene coinvolto da Montalbano nelle indagini per la morte della consigliera Nanetti: intuisce subito che dietro gli aiuti del premier Burlesquoni alle ragazze bisognose si cela qualcosa. La sua attenzione non va però alla marocchina Fatima, su cui tutti si concentrano, ma a Lello Morra. Scoprirà il flirt, e che la Nanetti sapeva troppo.
[…]
 
 

Adnkronos, 9.5.2011
Cultura: al Maxxi 'partono' gli incontri sulla contemporaneita'

Roma - Uno scrittore, Sandro Veronesi, un filosofo, Umberto Galimberti, uno storico e giornalista, Paolo Mieli e una rock star Gianna Nannini. Questi i protagonisti dei primi quattro appuntamenti della rassegna 'ContemporaneaMente', un progetto del Maxxi che, per 4 giovedi' a partire dal 12 maggio racconteranno il loro incontro con la contemporaneita', intervistati dai giornalisti Pigi Battista e Piero Dorfles.
Gli appuntamenti si svolgeranno all'Auditorium del Maxxi, alle 20.15. [...] 'ContemporaneaMente' riprendera' in autunno. Tra gli ospiti Andrea Camilleri, Ascanio Celestini, Antonio Pappano e Carlo Verdone.
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Università La Sapienza, 10.5.2011
Camilleri presenta “Viale del Policlinico”
martedì 10 maggio - ore 18.00
aula 1 clinica medica – Policlinico Umberto I
viale del Policlinico 155, Roma

Martedì 10 maggio Andrea Camilleri presenterà il romanzo di Claudio Coletta dal titolo “Viale del Policlinico”, un noir ambientato durante la metà degli anni settanta a Roma.
Le vicende narrate nel libro si svolgono in gran parte proprio all’interno dell’edificio che ospita l’incontro: Camilleri parlerà al pubblico dagli stessi banchi sui quali studiava il protagonista del volume e nell’aula in cui si svolgevano i dibattiti e le assemblee studentesche tipiche di quel periodo storico.
L’autore, un medico romano che si è formato alla Sapienza, è stato membro della giuria internazionale del Roma Film Festival 2007. Questa è la sua prima opera di narrativa.
 
 

Adnkronos, 10.5.2011
Arte: per la 'Notte dei Musei' Camilleri inaugura gli eventi della Sapienza

Roma - Andrea Camilleri inaugura sabato 14 alle 19 gli eventi della Sapienza nell'ambito della manifestazione 'la Notte europea dei musei 2011'. Nel corso dell'incontro, che si terra' all'aula magna, l'autore offrira' al pubblico un ritratto inedito del suo rapporto con i classici che ha amato, insegnato, riscritto: dal teatro alla musica, dal cinema alla televisione, dalla tragedia alla parodia.
Saranno inoltre proposti frammenti di film e di musiche, assemblati per l'occasione da Giacomo Cannata, scelti tra le opere preferite dell'autore del commissario Montalbano. Al termine dell'incontro l'Orchestra MuSa Classica, diretta da Francesco Vizioli, interpretera' brani di Bizet e Saint.
Nel corso dell'appuntamento promosso dal progetto Theatron della Sapienza coordinato da Anna Maria Belardinelli, docente di lettere e filosofia, Camilleri dialoghera' con Giovanni Greco (vincitore del Premio Italo Calvino 2011) e l'attrice Alessandra Mortelliti leggera' pagine tratte dalle sue opere teatrali (L'ombrello di Noe' e Le parole raccontate).
 
 

La Sicilia, 10.5.2011
Ferrara ha dubbi, Firetto no
Elezioni: il primo ieri in Prefettura per il caso Camilleri, il secondo scaccia i sospetti

Porto Empedocle.Un po' di pepe su una tornata elettorale per le amministrative del 29 e 30 maggio che alla vigilia si presentava quasi scontata, senza pathos. Il candidato sindaco Paolo Ferrara, sostenuto solo da Italia dei Valori, ieri mattina si è recato in gran segreto in Prefettura, per far protocollare una sua memoria circa il caso della designazione ad assessore comunale fatta dall'altro candidato Calogero Firetto, dello scrittore Andrea Camilleri.
Il papà del Commissario Montalbano faceva parte con il senatore Francesco D'Onofrio della lista presentata dal gruppo che sostiene l'attuale primo cittadino, ma alcune ore dopo l'ufficializzazione della notizia, lo stesso Camilleri si affrettò a prendere le distanze da battesimi politici, garantendo solo appoggio morale a Firetto. Quest'ultimo, dal canto suo, intuì subito la portata del caso, ed evidenziò come non si trattasse di una decisione politica definitiva. La «patata» però parve a tutti bollente e secondo alcuni ambienti vicini a Paolo Ferrara, potrebbe essere utilizzata per mettere in discussione non solo l'andamento della campagna elettorale, ma il risultato stesso delle elezioni. A fare il pompiere però su questo aspetto della faccenda è lo stesso Ferrara: «Io per primo non voglio negare ad alcuno il piacere di confrontarsi con il volere del popolo. Sono andato però in Prefettura solo per fare notare quanto accaduto nella mia città, comunicando anche di riservarmi una decisione a bocce ferme, perché questa situazione ritengo infici lo svolgimento delle elezioni. Alcune cose mi lasciano molto perplesso». L'aspirante primo cittadino dunque, da un lato cerca di smorzare le polemiche, dall'altro mette in chiaro le proprie perplessità sull'inserimento di Camilleri in questa campagna elettorale.
Firetto, dal canto suo, si dice «tranquillo, visto che un conto è la designazione, un conto è la nomina ad assessore. Già nel 2006 feci lo stesso con i vari Hamel e Rizzo, per poi nominare altre persone. Non vedo quale sia il vizio giuridico in questa vicenda».
Francesco Di Mare
 
 

Canicattì Web, 10.5.2011
Porto Empedocle: candidato al consiglio comunale, chiede il voto al commissario Montalbano

L’iniziativa è senza dubbio originale. Giuseppe Lo Iacono candidato al consiglio comunale di Porto Empedocle con l’IDV, ha pensato bene di chiedere il voto al commissario più famoso d’Italia, nato dalla penna dello scrittore empedoclino Andrea Camilleri. Lo Iacono ironicamente ha voluto in qualche modo prendere in giro i suoi avversari politici.
Nella vignetta infatti, si vede lui in versione caricaturale che si rivolge alla statua presente nella Via Roma della città marinara, chiedendogli il voto. Il commissario, respinge la richiesta e conferma che voterà per il sindaco uscente in cambio della promessa di una sedia. Infatti il commissario sembra essere oramai stanco di continuare a rimanere in piedi appoggiato al palo.
Trovata davvero singolare, sicuramente servirà a rendere anche più leggeri i toni che a volte in campagna elettorale sono soliti essere stantii e retorici.
 
 

AgrigentoNotizie, 10.5.2011
Campagna elettorale
Lo Iacono chiede il voto al commissario Montalbano

Nell'agone politico ognuno si arrangia come può, puntando anche sull'ironia. Il candidato dell'Idv al Consiglio comunale di Porto Empedocle, Giuseppe Lo Iacono, ha pensato di chiedere il voto alla statua del commissario Montalbano, presente in via Roma. Nella vignetta si vede il candidato richiedere la preferenza al personaggio letterario, che declina sostenendo che il suo voto è già stato promesso in cambio di una sedia che gli consenta finalmente di non stare più in piedi. Un attacco ironico agli avversari politici, nel caso specifico al sindaco uscente Lillo Firetto, che fece realizzare quella statua alcuni anni fa.
 
 

Gazzetta del Sud, 10.5.2011
Per piacere non incoraggiate chi vuol scrivere romanzi!
Una spassionata analisi della "democrazia letteraria di massa" e della critica ai tempi del web

Le librerie sono piene di volumi di narrativa, ma si tratta di un trionfo "drogato" che non durerà a lungo. Parola di Alfonso Berardinelli, critico letterario e saggista, che nel suo ultimo lavoro affronta il tema del romanzo e ne ricava che oggi ci si trova di fronte più ad un genere letterario editoriale e merceologico che di qualità. Che dire, poi, della critica? La democrazia letteraria di massa, potenziata dall'uso del computer, secondo Berardinelli, vanifica l'autorità della critica e crea una letteratura senza forma e senza confini. Insomma ognuno legga quello che vuole e si chiuda un'altra epoca della letteratura: quella dei giudizi.
Per anni è stato rimproverato ad Alfonso Berardinelli d'ignorare, o quasi, come critico, la narrativa contemporanea e di privilegiare la tradizione del Novecento, sempre più dimenticata e ignorata dalle case editrici, mentre il romanzo si trasformava fino a diventare un genere di consumo da supermercato. Con il suo libro, dal titolo di per sé già emblematico ed esplicativo ("Non incoraggiate il romanzo", Marsilio, pagine 286, euro 21) Berardinelli s'immerge nella questione della mutazione del romanzo che si è impoverito culturalmente e ha perso consistenza intellettuale.
[...]
In tutto sono trentadue i saggi sui romanzieri e non mancano i nomi di Camilleri, Calasso, Busi. Non possiamo citarli tutti.
[...]
Domenico Nunnari
 
 

Adnkronos, 10.5.2011
Premi: Allevi, Cavalli e Chiara Letta vincono il Morante Ragazzi 2011

Roma - Sono ''La musica in testa'' di Giovanni Allevi (Rizzoli Editore), ''I gemelli giornalisti sono io'' di Ennio Cavalli (Edizioni Piemme) e ''Alla scoperta di Caravaggio'' di Chiara Letta (Felici Editore) i tre vincitori del Premio Elsa Morante Ragazzi 2011 (sezione dedicata alla narrativa per giovani lettori). La giuria - presieduta da Dacia Maraini, e composta da Andrea Camilleri, Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Chiara Gamberale, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione) - ha selezionato questi tre titoli tra i quali, come da tradizione, una giuria popolare di alunni delle scuole elementari, medie inferiori e superiori della regione Campania, scegliera' un super-vincitore.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 10.5.2011
Gli ultimi carretti di Agrigento tanto amati da Camilleri

Cinque carretti siciliani, vere opere d'arte, lasciati da uno degli ultimi maestri carradori siciliani da poco scomparso, Raffaele La Scala. E ora il figlio Marcello propone una mostra permanente "per fare entrare - dice - in contatto diretto e in maniera consapevole i visitatori con una delle più significative espressioni artistico-atigianali del patrimonio culturale siciliano". Un lavoro quello di La Scala che già nel 2004 aveva suscitato l'interesse della Soprintendenza di Agrigento. Ora però, spiega il figlio Marcello, questo patrimonio va messo a disposizione di tutti creando una mostra permanente nella Valle dei templi. Fra gli ammiratori di La Scala, lo scrittore Andrea Camilleri.
Fabio Russello
 
 

l'Unità, 11.5.2011
Policlinico noir con Camilleri e Coletta un serial killer e il Sessantotto

Una catena di omicidi insanguina il Policlinico. Tutto comincia nell'aula 1 della Prima clinica medica. E' qui che si sono incontrati (insieme a Francesco Fantasia) Andrea Camilleri e Claudio Coletta, autore di “Viale del Policlinico”, Sellerio editore. Un libro di esordio che ha più chiavi, dice Camilleri: è un noir, certo; ma è anche romanzo di formazione, d'introspezione, psicologico, storico... E sì, c'è anche l'amore. “Penso a chi farà le recensioni e me la scialo – dice il papà di Montalbano – non bastano le etichette, non si può palettarlo questo romanzo, non basta l'attacco e la fine e il risvolto di copertina. Quando leggo le bozze i miei occhi ordinano: non più di 5 pagine al giorno. Mentre leggevo, suonò il telefono e risposi in fretta, sbrigativamente. Poi mi chiesi: perché? Perché avevo voglia di continuare a leggere, ecco perché. E' una scrittura drammaturgica. E' vero, c'è una storia che tiene. Ma più della storia, è importante il come viene raccontato. Ascoltatemi: ieri sono andato su una collina a guardare il tramonto, nel vento e nel silenzio. Mentre ero lì mi pareva di stare sopra un mare d'aria. Ma sentite come suona diverso così: Sempre caro mi fu quest'ermo colle...”
C'è anche Roma in questo libro, eccome se c'è. C'è una piazza Vittorio ora sparita, con il mercato pieno di luce e di colori. C'è l'università e le corsie d'ospedale. Ci sono le sue strade cavalcate sulla moto amata. C'è il Sessantotto e il movimento studentesco, i fermenti e le lotte di quell'epoca. C'è una generazione generosa che del dubbio e della verità ha fatto una bandiera.
No, non è un libro autobiografico, dice Claudio Coletta, che in quest'aula ha fatto occupazioni e esami e persino la specializzazione in Cardiologia. Sì, è un medico e apprezzato. Ma un giorno, racconta, “facevo jogging e mi è entrata in testa. E' ispirata una storia vera, accaduta in Usa negli anni 80, nota tra noi cardiologi. Attorno a cui ho costruito un puzzle. Ma lo sfondo, l'atmosfera, quella sì è vera. In quel periodo sono accadute molte cose. E' un periodo molto demonizzato ma è stato un grande momento di idealità”.
Conviene Camilleri: “Chi ha fatto il 68 si divide in due categorie. Quelli che ne hanno memoria formativa e magari ne scrivono. E quelli che lo tradiscono e lo ricordano come una stagione di errori. Anche Carlo Martello, compagno di Montalbano, un tempo voleva dare fuoco alle banche e ora ne è diventato direttore. E' stato un periodo importante, carsico, una svolta nelle coscienze”.
Tutto inizia sul tram 30, la circolare rossa. L'ultima scena è lì, sul 30, sono passati tre mesi e sono accadute molte cose. La prima, dolorosissima, la morte dell'amico Federico che s'impone – in una gioventù che rifiuta padri e maestri – come presenza inaspettata, ingiusta, insopportabile. E non può che essere esperienza vera.
Medico e scrittore. Qui, in quest'aula,“ho fatto quattro concorsi, questo è un pezzo della mia vita anche se forse non mi bastava fare il cardiologo”, dice asciutto Coletta. Ad ascoltarlo l'aula piena anche degli antichi compagni, un po' sorpresi, che convengono: sì, eravamo così in quegli anni. “A Elvira Sellerio è piaciuto subito: è un libro bonu, mi ha detto, lo pubblichiamo – racconta Camilleri – non è un esordio poi così tardivo come il mio o quello di Tomasi di Lampedusa o Antonino Pizzuto. Guardate, le storie devono maturare. Mentre i fenomeni, i giovanissimi, scompaiono o scrivono il secondo libro e già rimpiangi il primo. Coletta ha tempo di scrivere tanti altri libri. Vedrete, vi stupirà. Se non erro ha già il secondo nel cassetto. Sapete, una volta Sciascia mi disse: non c'è cosa migliore che trovare un nuovo autore. Aveva ragione, è cosa rarissima. Coletta è, sono sicuro, un nuovo autore. La sua è una scrittura piana ma piena cose, asciutta e senza esibizioni: mi fa lo stesso piacere delle ottobrate romane”.
Ella Baffoni
 
 

TMNews, 11.5.2011
Sondaggio Goethe: il tedesco più famoso è Goethe, segue Merkel
Intervistato anche Camilleri, per lui libro più bello è il Faust

Roma - Goethe è il tedesco più conosciuto, seguono Angela Merkel a pari merito con Albert Einstein, ma tra gli sportivi figurano Michael Schumacher e la tennista Steffi Graf: tredicimila persone da tutta Europa - dall'Italia alla Svezia - hanno partecipato a un sondaggio online organizzato dal Goethe Institut, tra di loro anche il nostro Andrea Camilleri.
Il centro culturale tedesco ha ora pubblicato i risultati del sondaggio "Inventario della Germania", sottotitolo "Cosa pensa l'Europa della Germania?", durato due mesi e al quale hanno risposto persone provenienti da 18 paesi europei (tra cui anche l'Italia) da Helsinki a Istanbul, da Lisbona a Minsk.
Goethe è risultato il tedesco più conosciuto, ma ai partecipanti è stato chiesto anche di esprimersi sull'immagine della Germania, sulla cultura, la storia e il popolo tedesco.
È dall'Italia che è arrivato il maggior numero di risposte: per gli italiani il tedesco più importante è Goethe, il più bel libro è il "Faust" (di Goethe), il film è "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmark (seguito da "Goodbye Lenin", altra pellicola che ripercorre gli anni della DDR); per la musica al primo posto c'è la Nona Sinfonia di Beethoven, seguita dai "99 Luftballons" di Nena; l'edificio più significativo è il Reichstag, mentre l'invenzione più importante è quella della stampa; per quanto riguarda la storia, l'evento più determinante è la caduta del muro e la riunificazione tedesca, lo sportivo più amato è Michael Schumacher, la cosa che gli italiani proprio non amano della Germania è il clima mentre, a sorpresa, quella che amano maggiormente è la lingua.
Ha partecipato al sondaggio anche Andrea Camilleri, per il quale il tedesco più importante di tutti i tempi è Goethe, il libro più bello in lingua tedesca è sempre il Faust, ma il miglior film tedesco è "Nosferatu" di Murnau.
[...]
 
 

UniromaTv, 11.5.2011
Andrea Camilleri presenta "Viale del Policlinico"
Presentato il romanzo di Claudio Coletta da Andrea Camilleri, un noir ambientato nella metà degli anni settanta a Roma.
Daniela Lazzari
 
 

Carta, 12.5.2011
La prima risposta di democrazia dal basso al G8 di Genova, è stata il Forum sociale europeo di Firenze 2002, quando maturò l'idea di Terra futura. Dieci anni dopo, la Fortezza da Basso ospita un incontro su quanto accaduto a Genova e negli successivi. Di questo, scrive uno dei più grande scrittori italiani, Andrea Camilleri
Il G8 2001? Un golpe fallito
Un ringraziamento

Ho sempre sostenuto che per me in il G8 di Genova è stata una sorta di prova generale, un tentativo di golpe da parte della destra che fortunatamente è andato fallito. Una vera e propria prova di tensione, come quando si tira un elastico per vedere fino a dove regge o i crash-test per le macchine, quando quei manichini a forma di essere umano sono spinti contro i muri per capire a quale livello di impatto arriva la morte.
Rimango convinto che nella cabina di regia di quei giorni oltre alla polizia e ai carabinieri ci fossero anche politici e credo, oggi più che mai, che il fallimento di quell’operazione abbia fatto cambiare parere circa la strategia da seguire in Italia a qualche alta personalità politica.
Il G8 di Genova è stata la cartina tornasole per dimostrare senza vergogna agli italiani che la linea politica che si seguiva era quella del tira la pietra e nascondi la mano.
Questo perché la montatura mediatica che si tentò di attivare attorno al G8 venne smontata dal fatto che, forse per la prima volta, le testimonianze filmate individuali esibite in forma massiccia smentivano sempre e comunque le informazioni ufficiali, davano la realtà della situazione rispetto alla realtà manipolata che si voleva dare agli italiani. Una sorta di democratizzazione della verità attraverso le foto e i filmati girati dai telefonini dei manifestanti.
Per fortuna quella comunicazione commovente anche per la rozzezza delle immagini vinse rispetto alla patinatura della informazione televisiva.
Questo libro [«L'eclissi della democrazia» di Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci, Feltrinelli, ndr] viene a riaprire una memoria, anzi a ribadire una verità, e fa benissimo perché queste non sono cose che vanno dimenticate. Il processo è ancora in corso ma i risultati di questo processo continuano a dimostrare quanto sia grave la situazione in Italia. Per esempio tutti coloro che se l’erano cavata in prima istanza, tutti i signori in borghese davanti alla Diaz, e che in un secondo momento sono rimasti coinvolti e condannati rimangono ancora al loro posto. Niente, neanche la vergogna di vedere i loro volti filmati dai telefonini mentre pestano degli innocenti li hanno costretti a rinunciare alla poltrona.
Tutto questo perché in Italia vige sì la presunzione di innocenza ma non vige la presunzione dell’imbarazzo, della vergogna nel venire smascherati e continuare a occupare lo stesso posto.
Naturalmente le narrazioni individuali di quello che accadde in quella orrenda notte di «macelleria messicana» hanno una vivezza di estrema importanza perché scaturiscono da un'esperienza viva ancor oggi nella carne di ciascuno di coloro presente in quella notte. La forza della vera immediatezza dove la parola semplice elementare della testimonianza diventa più pregnante dell’immagine televisiva corrotta.
Grazie veramente ai curatori di questo libro che stimo e continuo a stimare come uomini pieni di buona volontà nel senso più alto del termine.
Andrea Camilleri

[Questo articolo di ringraziamento, di uno dei più grandi scrittori italiani viventi, Andrea Camilleri, è tratto da «L'eclissi della democrazia» [Feltrinelli], un libro di Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci, da dieci anni due importanti compagni di strada di Carta. Il libro sarà presentato durante Terra futura, domenica 22 maggio alle 12,30].
 
 

Corriere della Sera, 12.5.2011
L'esordio di Antonio D'Orrico
Troppo silenzio intorno al critico
Impressioni. Può darsi che qualche recensione ci sia stata e mi sia sfuggita, ma la mia impressione è che sul suo libro sia calata una cappa di silenzio

Questa mia non intende essere una recensione, ma una pubblica ammenda. Ho letto il romanzo d'esordio del noto critico Antonio D'Orrico, "Come vendere un milione di copie e vivere felici" non appena la Mondadori lo pubblicò, più di sette mesi fa. Devo confessare, adesso non senza una certa vergogna, che cominciai a esserne preso già da subito, iniziai a divertirmi fin dalla prima lezione che il professor Federico Sicoli, docente della Scuola superiore di scrittura «C. Pavese», tiene agli allievi del suo corso, il cui tema è lo stesso cha dà il titolo al romanzo. La sua discettazione sul doppio significato della parola «membro» o la risposta che dà all'allievo Campari che gli chiede se Giuseppe Gioacchino Belli, vivendo ai giorni nostri, sarebbe stato romanista o laziale, le trovai veramente spassose. Giunto alla fine, mi congratulai mentalmente con l'autore: egli aveva saputo mantenere sino all'ultimo rigo, senza un momento di stanchezza, un tanto brillante quanto difficile tono narrativo che era sì paradossale e stralunato ma che non perdeva mai di vista la sgradevole realtà dei nostri giorni. Un romanzo che non rispettava le regole, un romanzo felicemente anarchico, ilare e feroce, ironico e sarcastico, dove s'aggiravano, oltre ai due ex allievi del corso di scrittura, il dotato ma instabile Vittorio Campari e l'arrivista giornalista di successo Kashmir Paolazzi, anche un boss di Cosa nostra, un senatore sonnolento e Premio Nobel, uno psicoanalista naturalmente viennese, il Papa, Billy the Kid, la padrona di un salotto mondano e sua figlia... E, come se non bastasse si ritrovavano, «restaurati» e riproposti, personaggi celebri della nostra letteratura quali Nicola Petix della splendida novella pirandelliana "La distruzione dell'uomo" o Rosso Malpelo di Giovanni Verga, e ancora rivisitazioni di racconti di Tozzi e di d'Annunzio. Un cocktail che in mani meno abili sarebbe risultato imbevibile e che invece, dopo lo shakeraggio di D'Orrico, si rivelava sapientemente amalgamato, gustoso e forte. Devo anche confessare che lo consigliai ad alcuni amici che convennero che si trattava di un romanzo fuori dal coro, originale e godibilissimo. Naturale dunque che mi venisse la curiosità di sapere quale giudizio ne avrebbero dato i recensori abituali. La mia curiosità era destinata però a rimanere insoddisfatta. Può darsi che qualche recensione ci sia stata e mi sia sfuggita, ma la mia impressione fu che su questo libro fosse calata una cappa di silenzio. E fu proprio questo silenzio, che definirei salutare, a farmi lungamente riflettere, a farmi infine capire tutta la portata dell'enorme errore di valutazione che avevo commesso. A mia unica discolpa posso portare solo l'avanzata età, che ci fa tornare bambini e ci fa ridere di un nonnulla. Adesso, rinsavito, mi pongo alcune domande che allora non mi posi. Può un critico letterario che scrive sul magazine «del quotidiano più autorevole e diffuso del Paese», dare alle stampe un romanzo che non sia una guida illuminata, quintessenziale, severa, direi addirittura austera, alla letteratura «alta», quella che svetta solitaria com'era una volta la cima dell'Everest? Un romanzo che non sia un faro alla cui luce possano guardare i giovani scrittori d' oggi che tanto hanno da apprendere? Può un critico militante scompigliare il lavoro dei suoi colleghi con un romanzo letteralmente inqualificabile, che non rientra nei binari di quei generi pacificamente codificati che spaziano dal noir al romanzo di formazione e sui quali i recensori si muovono ormai meccanicamente senza nemmeno più bisogno di leggere il romanzo da recensire? Può un critico militante sbeffeggiare senza ritegno le scuole di scrittura e il mondo letterario? Può un critico militante osare metter mano a capolavori eccelsi della nostra letteratura e manipolarli senza rispetto? Può un critico militante oltraggiare la sacralità della scrittura, il sacerdozio dello scrittore, e anche la vocazione del giornalista? Può un critico militante, attraverso il suo romanzo, incitare l'incauto lettore all'irriverenza e, indirettamente, al dileggio verso altissime personalità? E infine, per dirla col sommo Gogol', perché si scrivono cose simili? Che ne viene alla Patria?
Andrea Camilleri
 
 

Salone Internazionale del Libro di Torino, 12-16.5.2011

I 150 Grandi Libri
I 150 Grandi Libri che - anno dopo anno - dal 1861 al 2011 hanno scandito la storia d’Italia e hanno contribuito a plasmare il nostro costume, il gusto, il nostro pensiero. I libri che ci hanno resi un po’ più italiani. Non solo narrativa, quindi: ma anche fiabe e poesia, storia e divulgazione scientifica, storia dell’arte e teologia, sperimentazione e umorismo, antropologia criminale e manuali di cucina, bestseller e rarità.
[…]
1994
Andrea Camilleri, “La forma dell’acqua”

"150. Le storie d’Italia" Presentazione della collana dvd curata da Andrea Camilleri e Giovanni De Luna - Proposte espositori
Presentazione progetto
14.05.2011 11.30 h
Spazio Rai
a cura della Direzione Commerciale Rai
Intervengono: Giancarlo De Cataldo, Lorenzo Pavolini, Francesco Piccolo, Alessandro Ravani

"Sale di Sicilia" Presentazione del Cd di Edoardo De Angelis - Proposte espositori
Presentazione CD
12.05.2011 12.00 h
Spazio Rai
a cura della Direzione Commerciale Rai
Con il cantautore intervengono Mauro Buttinelli e Dino Piretti
 
 

La Repubblica (ed. di Roma), 12.5.2011
Giovinezze d'amore nelle poesie degli studenti

Si intitola semplicemente "Poesie", ma il piccolo volume che verrà presentato domattina alle 10 al liceo classico Terenzio Mamiani è il frutto di un esperimento originale curato dalla professoressa Michelina Panichi, insegnante di italiano e scrittrice di libri di poesie. Nel libro sono raccolte infatti 113 poesie scritte da alcuni studenti del famoso liceo di Prati. Liriche d'amore, per la maggior parte, ma anche versi che svelano e raccontano il mondo difficile abitato dai ragazzi, la realtà, le ragioni dell'esistere e dello stare con gli altri. Durante la presentazione interverranno lo scrittore Andrea Camilleri, il poeta Elio Pecora che ha curato il laboratorio di poesia al Mamiani, il presidente dell'Accademia nazionale di poesia Lina Sergi e il dirigente scolastico Carlo Mari.
Liceo Terenzio Mamiani Viale delle Milizie 32, domani alle ore 10, tel. 06-37514684
Viola Giannoli
 
 

Newnotizie, 12.5.2011
“Il gioco degli specchi”: il nuovo libro di Andrea Camilleri

I fan del celebre scrittore siciliano che il simpatico Fiorello prendeva in giro per il proprio tabagismo, dovranno attendere meno di un mese per avere fra le mani una sua nuova opera. Il giallo “Il gioco degli specchi”, firmato Andrea Camilleri, uscirà il mese prossimo, per la gioia dei numerosissimi amanti del creatore del Commissario Montalbano(che tra l’altro sarà il protagonista anche dell’opera che sta per uscire).
Di che parlerà il nuovo libro di Camilleri? L’inizio stesso dell’opera sarà pregno di quel tipo di suspense che sarà possibile reperire all’interno di tutta l’opera: una bomba è stata messa in un magazzino vuoto da tempo, particolare che esclude si tratti di una vendetta per motivi legati ad un pizzo non percepito. Il condominio che si trova vicino a tale deposito è abitato anche da alcuni pregiudicati, fra i quali Carlo Nicotra, che si occupa di gestire il giro della droga eseguendo gli ordini dei Sinagra. Sarà proprio questo personaggio, insieme a Stefano Tallarita che si trova in carcere, ad attirare l’attenzione del Commissario Montalbano. Da questo esordio prenderà le mosse l’ennesima storia riguardante il celebre personaggio di Salvo Montalbano, che stavolta si ritroverà a vivere un tipo di avventura che ricorda molto, appunto, un gioco di specchi, all’interno del quale qualcuno cerca sapientemente di confondere il famoso commissario figlio della penna di Andrea Camilleri. Riuscirà anche questa volta Montalbano a giungere a capo di una situazione complessa e difficile da sbrogliare?
Si tratterà di un romanzo pieno di tensione, all’interno del quale sarà possibile vedere la tematica dell’amore e della passione intrecciarsi ad un filo teso di suspense che percorrerà dall’inizio alla fine quest’ultimo giallo del celebre autore e regista nato in quel di Porto Empedocle. È facile prevedere che anche questa volta Andrea Camilleri non deluderà i propri lettori, che attendono sempre con ansia il parto di una nuova opera.
 
 

Il Tempo, 12.5.2011
Quanti buchi nella biblioteca ideale
Al Salone del Libro la mostra su 150 anni di editoria in Italia taglia grandi autori ed esalta i soliti noti. Nei quindici "super" entra il solito Saviano di "Gomorra". E stanno fuori Verga, Pirandello, Sciascia, Pasolini, Flaiano.

Noooo, Saviano nooo. Il guru anticamorra, il divo delle inchieste giornalistiche rigirate in romanzo mettetelo ovunque - in tv, negli editoriali di Repubblica, nelle giurie dei premi letterari. Ma nell'olimpo dei testi «fondativi» dell'Italia no. E invece oggi a Torino, in quello storico Lingotto che dalle utiliarie Fiat è passato ai libri, Roberto da Napoli s'è spaparanzato nel posto più ambito. Nella mostra «1861-2011. L'Italia dei libri» che disegna la biblioteca essenziale dello Stivale.
La faccenda funziona così. Nella rassegna sono stati inventati tre livelli. Diciamo dantescamente l'empireo, dove stanno i libri a un passo da Dio; il piano delle stelle fisse ovvero dei santi; gli altri cieli, che raccolgono gli angioletti di serie c. [...]
Sul piazzamento di Roberto c'è molto altro da dire. Pubblica «Gomorra» nel 2006; nella lista, prima di lui, c'è Eco, con «Il nome della rosa» datato 1980. Vuol dire che per 26 anni non spunta nessuno degno di nota? Che conta meno Sciascia, autore di inchieste e romanzi di denuncia? O, per voler rimanere nel territorio della sinistra, Antonio Tabucchi? Se poi ragioniamo in termini di vendite, il posto di Saviano toccherebbe a Camilleri. Ogni suo libro è un best seller (e ne scrive a iosa, non si sa come). E poi ha rilanciato il giallo italiano.
[...]
Lidia Lombardi
 
 

La Repubblica, 12.5.2011
Lessico e nuvole
Gaia Rayneri, Le lettere dei letterati / 3
Un racconto anagrammatico di Gaia Rayneri, nella settimana del Salone del Libro.

[...]
In cima alle classifiche, da un po' di anni a questa parte, troviamo poi ANDREA CAMILLERI: qualcuno dice che scrive solo per soldi, e infatti in tutte le sue giornate RIALLINEA DRACME. Altri, sostengono che la sua colpa sia DILANIARE MARCEL (rifarsi a Proust in un modo poco consono?); lo scrittore è anziano, e c'è chi osa dire che DELIRA MELARANCI (cantando i frutti della terra siciliana?). Ma pare piuttosto dotato di un certo impegno politico, e grida: ALLEARCI, MANDRIE!, per ricomporre la moltitudine in classe. Da intellettuale snob, però, stasera CENERÀ ARMADILLI, e dice anche di AMARE CARDELLINI. Ma smentisce ogni sospetto sul fatto che i suoi libri siano famosi perché fanno ridere: parla infatti, lapidario, di NEMICA RIDARELLA.
[...]
Stefano Bartezzaghi
 
 

l'Espresso, 19.5.2011 (in edicola 13.5.2011)
G8, la proposta indecente

Di quello che è accaduto si sa tutto, o quasi. Manca una risposta, quella fondamentale: perché? Di quello che è accaduto si sa tutto, o quasi: un manifestante ucciso, circa 560 tra dimostranti e agenti feriti, almeno 25 milioni di euro di danni. Ma nessuno finora ha pagato e, complice la prescrizione dei reati, probabilmente nessuno pagherà mai: la violenza che in quel luglio 2001 si è impadronita di Genova resterà senza responsabili. Sono passati dieci anni dal G8 che annichilì un movimento, capace di riportare alla politica masse senza tessera: una festa giovane, con cittadini d'ogni età e nazionalità, schiacciata dalle botte degli uomini in uniforme e dalla guerriglia urbana di una minuscola minoranza in tuta nera. Chi si è trovato prigioniero di quella bolgia feroce non ha più dimenticato.
Ora il decennale apre la corsa a ricordare: ci saranno memorie, celebrazioni e libri sul vertice che ha marcato in modo nefasto l'esordio del lungo governo della destra italiana. Il primo volume porta la firma dell'ideatore di quella kermesse nata per essere pacifica, Vittorio Agnoletto. Assieme a lui, Lorenzo Guadagnucci, un giornalista che da allora si è occupato a tempo pieno di quei giorni di fuoco e di sangue. In "L'eclisse della democrazia" (ed. Feltrinelli, 270 pagine,15 euro) offrono una ricostruzione dettagliata e inedita degli episodi più vergognosi. A partire dalle pressioni per ostacolare le indagini.
Perché quella del G8 sembra una storia semplice ma non lo è. Squadre organizzate di black bloc si infiltrano nei cortei, vanno all'assalto e provocano una reazione scomposta delle polizie che caricano alla cieca. Nella nebbia dei lacrimogeni, tutto diventa violenza. In uno degli scontri, un carabiniere spara e uccide Carlo Giuliani. E questo trasforma le strade in un campo di battaglia, dove ogni regola viene calpestata. Nella caserma di Bolzaneto centinaia di persone subiscono torture fisiche e psicologiche. Fino al blitz nella scuola Diaz, concepito per gonfiare le statistiche degli arresti, che si è trasformato nella "macelleria messicana" con il pestaggio di 93 innocenti. Per Amnesty International è stata "una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente".
Chi lo ha permesso? Il Parlamento non ha voluto indagare: ai tempi del governo Prodi e della maggioranza di centrosinistra, i rappresentanti del popolo italiano se ne sono lavati le mani e hanno delegato tutto ai giudici. I corpi dello Stato invece hanno fatto quadrato. Ed è questa la parte più inquietante del saggio di Agnoletto e Guadagnucci: l'analisi di come la polizia sia stata contro la magistratura in ogni fase del procedimento. Lo raccontano per la prima volta i pm che si sono occupati dell'inchiesta, a partire da Enrico Zucca che testimonia una "proposta indecente", gravissima dal punto di vista istituzionale: "Arriva dalla polizia una richiesta esplicita, una sorta di patto: voi rinunciate ad andare a fondo nelle inchieste sulla polizia, noi facciamo altrettanto nelle indagini sui manifestanti. La proposta ci è riferita in questi termini dal procuratore aggiunto Giancarlo Pellegrino. È decisamente rifiutata". Lo conferma anche Patrizia Petruzziello, il magistrato che ha poi condotto l'inchiesta su Bolzaneto: "Si proponeva una sorta di pari e patta".
Secondo i pm, il no alla proposta diede inizio a uno scontro frontale tra istituzioni che finora è rimasto relegato nelle aule di giustizia genovesi ma che invece richiederebbe una riflessione molto più alta sui poteri degli apparati statali nell'Italia del XXI secolo. La spaccatura è arrivata fin dentro la procura, dove i sostituti sono stati costretti a firmare un documento per chiedere di indagare i funzionari che hanno guidato il raid nella Diaz. Zucca ricorda un clima di tensione crescente: "Proprio agli albori dell'indagine pervenne un messaggio oscuro e sibillino, nel senso che si vociferava che pezzi deviati della polizia, al di fuori di ogni controllo, stavano tramando e non avrebbero tollerato alcuna inchiesta. Fu una voce poi non verificata, ma l'effetto intimidatorio, nella fase in cui erano in gioco le decisioni sulla stessa apertura di un'inchiesta e con le lacerazioni esistenti in procura, era garantito. Inoltre l'inchiesta si sommava ai normali carichi di lavoro. In procura eravamo 25 sostituti, ma non fu deciso di dedicarne alcuni a tempo pieno alle inchieste sul G8". La pressione arriva al culmine quando l'istruttoria punta sull'VII nucleo antisommossa, la "celere" romana passata dagli stadi all'irruzione nella Diaz: "Ci arrivò il messaggio di aspettare, di essere cauti: "Non riusciremmo a contenere eventuali reazioni"...".
I rapporti tra procura e Viminale sono diventati surreali: viene taciuto il nome di uno degli agenti con i capelli raccolti in una lunga coda di cavallo, ripreso mentre bastona un giovane. Ricorda Zucca: "Nelle audizioni di De Gennaro e di Manganelli, attuale capo della polizia, facemmo presente il disagio procurato dal mancato chiarimento di alcune circostanze, per noi intollerabile e che gettava discredito sull'immagine dell'istituzione. Era un segno troppo evidente della mancata collaborazione". Per Zucca con l'incriminazione di Gianni De Gennaro, accusato di avere spinto un questore a mentire, si va "allo scontro finale". In primo grado De Gennaro è stato assolto, in appello condannato a 16 mesi. Nel frattempo il prefetto è diventato il direttore di tutti i servizi segreti, primo dirigente a occupare l'incarico di massimo potere creato con la riforma dell'intelligence. E quasi tutti gli uomini in divisa coinvolti hanno fatto carriera: i meno fortunati - sottolinea il libro - sono quelli che in qualche maniera hanno collaborato con l'autorità giudiziaria.
Oltre all'allora numero uno della polizia, sul banco degli imputati sono finiti 29 agenti per la Diaz; 45 tra carabinieri, poliziotti, guardie carcerarie e medici per "il lager" di Bolzaneto e 25 dimostranti per le devastazioni. La Cassazione deve ancora pronunciarsi, ma gran parte dei reati sono già prescritti. Di fatto non ci sono responsabili per quella che Amnesty ha definito "la più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente". E non si capisce nemmeno il perché di tanta violenza: è stata solo l'impreparazione delle forze dell'ordine, che non hanno saputo prevenire e fronteggiare i casseur in tuta nera?
Andrea Camilleri nell'introduzione al libro offre una lettura diversa: "Ho sempre sostenuto che per me il G8 è stato una sorta di prova generale, un tentativo di golpe da parte della destra che fortunatamente è andato fallito. Rimango convinto che nella cabina di regia di quei giorni oltre alla polizia e ai carabinieri ci fossero anche politici e credo, oggi più che mai, che il fallimento di quell'operazione abbia fatto cambiare parere circa la strategia da seguire in Italia a qualche alta personalità politica". Le indagini non hanno dimostrato una regia politica. Ma dieci anni dopo, resta aperta "la ferita", - come si intitola un altro saggio dedicato a quei giorni, a firma di Marco Imarisio e in uscita sempre per Feltrinelli - quella che ha infranto il sogno dei no global: i manganelli di Genova hanno spezzato la fiducia nello Stato e hanno allontanato un'intera generazione dalla politica. Una ferita che resta un problema fondamentale per il futuro della democrazia nel nostro Paese.
Gianluca Di Feo
 
 

Il Messaggero, 13.5.2011
Alla Sapienza a lezione da Camilleri

Roma - Chi trascorre la Notte dei Musei alla Sapienza, che aderisce con l’apertura di dieci musei (antichità etrusche e italiche, arte classica, chimica Primo Levi, geologia, mineralogia, origini, paleontologia, storia della medicina, antropologia Giuseppe Sergi e museo laboratorio arte contemporanea), tornerà a casa con un frammento di dna nella borsa e con una nuova storia nella testa. Due iniziative, tra le tante proposte, non mancheranno di attirare gli appassionati di rarità.
La Città Universitaria resta aperta al pubblico dalle sette di sera fino alla mezzanotte, e ad alzare il sipario sulla notte sarà Andrea Camilleri, che nell’aula magna del Rettorato proporrà un ritratto inedito del suo rapporto con i classici di ieri e di oggi. Da Edipo a Amleto, da Armstrong a Pasolini, da Beckett a Maigret, in una conversazione con Giovanni Greco, curatore dell’evento e ex allievo di Camilleri all’Accademia, che porrà al papà di Montalbano una domanda implicita nel titolo: «Andrea Camilleri e i classici. Andrea Camilleri: un classico».
Ad accompagnare l’affabulazione anche le immagini: dato che uno dei testi amati dallo scrittore siciliano è Amleto, ci sarà occasione di rivedere le interpretazioni di Carmelo Bene, Kenneth Branagh, Laurence Olivier, ma anche – nella seconda clip montata da Giacomo Cannata – una parodia che fornirà l’iconografia per un racconto sui generis: Camilleri rivelerà di esser stato testimone dello scoccare dell’amore tra Liz Taylor e Richard Burton. In scaletta anche brani da «L’ombrello di Noè» (una metafora dell’illusione teatrale) e da «Le parole raccontate», da cui vengono estrapolate quelle legate alla recitazione, come Attore, Improvvisazione, Papera...
«Alla voce Attore – ci racconta Greco - c’è un aneddoto legato a Ronald Reagan che, come è noto, recitò prima di diventare presidente degli Stati Uniti. Camilleri farà un confronto tra una scena in cui Reagan doveva fingere d’essere morto in un film degli anni Cinquanta e quella del tentativo di assassinio del 1981: nel primo caso, quando gli sparano lui muore malissimo, mentre nelle immagini del tg, dice Camilleri, cade benissimo, in maniera sobria e sensibile». Per finire, una scena da «La concessione del telefono», protagonisti lo stesso Greco con Alessandra Mortelliti, e poi l’Orchestra MuSa Classica di Musica Sapienza, diretta dal maestro Francesco Vizioli, interpreterà brani di Bizet e Saint-Saëns.
[…]
Paola Polidoro
 
 

Università La Sapienza, 14.5.2011
Notte Europea dei Musei 2011
pubblicato il 6.5.2011

La Sapienza aderisce alla manifestazione "Notte Europea dei Musei 2011" con l'apertura straordinaria di diversi musei appartenenti al Polo Museale e con la presenza di altri sei musei extramurari. L'iniziativa prevista, sabato 14 maggio 2011 dalle ore 20:00, ha inizio dall'incontro con lo scrittore Andrea Camilleri, nell'Aula Magna del Rettorato. L'autore siciliano racconterà i suoi trascorsi di uomo di teatro, di produttore televisivo, di saggista, di polemista, mostrando un suo lato meno conosciuto: un'affabulazione che si snoderà tra ricordi, aneddoti, letture, ma anche interazioni col pubblico.
[…]
 
 

La Repubblica (ed. di Milano), 14.5.2011
L'inchiostro rosso del partigiano Nino

Era un bell'uomo, un James Dean siciliano, che disegnava come un tedesco della Brüke e scolpiva nella creta languide donne alla Martini. Nino Franchina (1912-1987), interprete appartato della figurazione impegnata e militante, amico di Guttuso e Birolli, passò per le file di Corrente, a Milano nel '36, senza però legarsi al gruppo per mantenere la sua autonomia. Tant'è che dopo l'esperienza milanese, una mostra al Milione, gli elogi di Carrà e l'incontro con Fontana, prese casa a Roma, in via Margutta, all'alba della Liberazione, per non spostarsi più. Legato alla figlia del pittore Severini, Franchina è al centro di un rinnovato interesse critico, grazie all'opera dell'archivio Severini-Franchina, oggi ospite della Fondazione Corrente con una scelta di disegni durissimi dal '43 al '45 che raccontano partigiani caduti, famiglie sfollate e fucilazioni. Una cronaca cruenta (l'inchiostro rosso rincara la dose) di cui l'artista fu reporter sul campo. Curata da Valentina Raimondo, la mostra sfoggia il ritrovamento di un disegno di Guttuso sulla barbarie naziste, oltre a un testo di Camilleri che definisce epicamente gli uomini di Franchina «soli, davanti a se stessi e alla morte».
Chiara Gatti
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 14.5.2011
Storie elettorali
Berlusconiani e Pd, il paradosso di Vigàta
A Porto Empedocle tutti i partiti col sindaco uscente. Il candidato dipietrista unico sfidante. Firetto: "Faccio qui l'unità nazionale". L'esponente di Idv: "Inciucio in nome del rigassificatore". Una campagna elettorale sottotono, Camilleri assessore per un'ora: il giallo finisce in prefettura

Porto Empedocle - Nel castello chiaramontano, dove Tomasi di Lampedusa scrisse alcune pagine del Gattopardo, tutto è già pronto per una nuova festa. A fine mese i banchetti nuziali lasceranno il posto, nel trecentesco maniero di proprietà della famiglia Firetto, alla più scontata delle celebrazioni: quella per la rielezione a sindaco del primogenito Calogero, profeta nella città del Filosofo del sogno casiniano del governo di unità nazionale. Lui, il segretario agrigentino dell'Udc, è riuscito a mettere in pratica - in scala ridotta - il progetto del suo leader: tutti insieme, dal Pd al Pdl, dai finiani a Forza del Sud.
Le maggioranze e le opposizioni nei governi di Roma e di Palermo, si fondono nel cartello di otto liste che sostengono il primo cittadino uscente. Non ci sono alleanze così vaste, negli altri Comuni dove si vota. In Sicilia e oltre. Il risultato, va da sé, è fuori discussione, come ammette anche il coraggioso che - gridando all'inciucio - ha deciso di interpretare la parte più scomoda della recita empedoclina: l'antagonista solitario. "Diciamo che Firetto ha il 99,9 per cento di possibilità di vincere", pronostica Paolo Ferrara, il candidato dipietrista che fieramente presta la sua testimonianza: "Ma in politica mai dire mai".
[…]
L'ecumenismo del sindaco-dandy ha fatto presa anche su Andrea Camilleri. Testimonial d'eccezione dell'attività del primo cittadino. Anche se il pasticcio della designazione ad assessore, subito smentita dallo scrittore, rischia di avere strascichi giudiziari: Ferrara ha inviato una nota in prefettura per denunciare la "presa in giro" degli elettori. "Io avrei potuto designare il Papa, per far presa sull'elettorato cattolico", scherza lo sfidante. "Ferrara pensi alla sua lista, dove non mancano parenti di mafiosi", replica il sindaco nell'unico sussulto di questa campagna al cloroformio. Attendendo, nel suo castello di Siculiana, il brindisi annunciato.
Emanuele Lauria
 
 

La Repubblica (ed. di Roma), 15.5.2011
La maratona della notte dei musei un boom di presenze tra romani e turisti

Un notte bianca di movida culturale, tra spettacoli, musica, esposizioni e reading andata in scena dalle 20 alle 2 del mattino. Ad aprire le danze Andrea Camilleri che dalle 19 ha riempito l'aula magna della Sapienza, gremita per un incontro sul suo rapporto con i classici, il teatro e il cinema. [...]
Viola Giannoli
 
 

La Sicilia, 15.5.2011
L'attrice aveva 59 anni
In lutto il teatro agrigentino: è morta Mariuccia Linder

[...]
Nel 1994 con la regia di Andrea Camilleri è stata tra i protagonisti di "Così è se vi pare" e "Il Vitalizio". La trasposizione teatrale della novella pirandelliana ad opera di Camilleri fu portata in scena a Santa Croce nel luogo reale del catoio di Marabito, riferito da Pirandello. Una seconda edizione del Vitalizio scritto da Camilleri, regia di Marco Parodi, musiche di Nicola Piovani, fu un evento straordinario. [...]
a.m.s.
 
 

Uniroma .TV, 16.5.2011
Notte dei musei alla Sapienza

Sabato notte speciale alla Sapienza: tra musei aperti, musica e classici, l'ateneo romano ha partecipato alla terza edizione della "Notte dei musei" avendo un ospite d'eccezione: Andrea Camilleri.
Viviana Bianchi
 
 

RB Casting, 16.5.2011
Rapiti da “La Sapienza” di Camilleri

Grandissimo successo sabato 14 maggio per Andrea Camilleri nell’incontro che ha dato il via alla Notte dei Musei dell’Università di Roma “La Sapienza”, nell’ambito del progetto “Theatron – Teatro Antico alla Sapienza”.
Lo scrittore siciliano ha parlato del suo rapporto con i classici del teatro, della loro potenza comunicativa e dalla loro “pericolosità”, in quanto portatori di cultura e di domande che possono mettere in pericolo i governanti: “è più facile governare su della gente che non si fa domande e si assopisce davanti al Grande Fratello”, afferma lo scrittore siciliano.
Una clip, montata da Giacomo Cannata, mostra tre interpretazioni di Amleto fatte da tre grandi artisti: Carmelo Bene, Laurence Olivier, Kenneth Branagh e sottolinea proprio come un classico possa essere rivisitato negli anni e quali sfumature possa assumere a seconda dello stile della recitazione stessa. Camilleri utilizza l’aggettivo “liquido” per definire l’Amleto, dal momento che l’opera può assumere forme diverse a seconda dei contesti.
Importante per lo scrittore l’interpretazione teatrale di un testo codificato che può rappresentare una sfida per l’attore dato che sapere quando staccarsi dal testo per poi ritornare all’interno del testo stesso non è cosa da tutti.
Divertenti i brani estrapolati dai suoi due volumi sul teatro “L’ombrello di Noè” (una metafora dell’illusione teatrale) e “Le parole raccontante”, un piccolo dizionario teatrale dove alla voce “Attore” racconta un aneddoto di Ronald Reagan che, come è noto, recitò prima di diventare presidente degli Stati Uniti. Camilleri fa un confronto tra la scena di un film degli anni Cinquanta in cui Reagan doveva fingere d’essere morto e quella del tentativo di assassinio del 1981. “Nel primo caso, quando gli sparano lui muore malissimo, mentre nelle immagini del tg, cade benissimo, in maniera sobria e sensibile”.
Camilleri ha rapito l’attenzione del pubblico anche con aneddoti appartenenti alla sua vita privata, come l’incontro all’età di dieci anni con un signore che andò a bussare alla sua porta di casa chiedendo della nonna, che in seguitò scoprì essere Pirandello, e la sua testimonianza della nascita dell’amore tra Liz Taylor e Richard Burton, durante le riprese del film “Cleopatra”.
Antonella Pulice
 
 

Premio Letterario Castelfiorentino, 16.5.2011
Comunicato stampa
Il «Premio speciale» 2011 a Andrea Camilleri

È Andrea Camilleri il vincitore del «Premio speciale» alla carriera della XIII edizione del Premio Letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa 2011. La premiazione, assieme alla proclamazione dei vincitori per l’inedito e all’assegnazione dei premi relativi, avrà luogo a Castelfiorentino sabato 11 giugno 2011, alle ore 21, nella magnifica cornice del Teatro del Popolo.
Protagonista della scena letteraria internazionale, narratore, sceneggiatore e regista, saggista, Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925. Da anni vive a Roma. Dopo un accidentato percorso scolastico sullo sfondo delle vicende belliche, comincia a scrivere pubblicando versi nel 1945 su «Mercurio». Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico di Roma e subito dopo inizia a lavorare come sceneggiatore e regista. Assunto alla RAI per concorso (ma non subito, perché iscritto al Partito Comunista), negli anni Sessanta si occupa come delegato alla produzione di sceneggiati polizieschi di grande successo, fra cui Le inchieste del commissario Maigret di Simenon interpretate da Gino Cervi, e della produzione in studio del teatro di Eduardo. Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia e cura importanti messe in scena di opere teatrali (Pirandello, Beckett, Eliot, Shakespeare). Nel 1977 gli viene affidata la cattedra di regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, che manterrà per vent’anni.
Nel 1978 debutta nella narrativa con il romanzo Il corso delle cose (scritto dieci anni prima), seguito nel 1981 da Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, e nel 1984 da La strage dimenticata. Negli anni Novanta l’attività narrativa si affianca stabilmente a quella per il teatro con una serie di romanzi storici d’ambientazione siciliana quali La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), La concessione del telefono (1998), La mossa del cavallo (1999).
Il grande successo arriva però con La forma dell’acqua (1994), primo romanzo poliziesco con protagonista il commissario Montalbano, che inaugura un clamoroso fenomeno letterario. Dal 1995 ad oggi escono da Sellerio nella collana «La memoria» sedici romanzi di Montalbano, oltre a quattro volumi di racconti, mentre la serie televisiva interpretata da Luca Zingaretti per la regia di Alberto Sironi consacra la popolarità sempre in crescita dello scrittore.
Nel solco dei grandi siciliani – da Verga e De Roberto a Pirandello, Brancati e Sciascia – e con il teatro nel sangue, Camilleri si conferma ad ogni appuntamento un formidabile inventore di storie di forte presa sulla realtà, tra gusto del documento d’archivio e rivisitazione en plain air di una Sicilia mitica e popolare, pagana e cristiana. Abilissimo «puparo» nel tenere i fili del racconto, raffinato pasticheur nella creazione di un linguaggio siculo-italiano d’ironica levità, l’autore di Montalbano ha saputo rinnovare il genere del giallo/noir riconfigurandolo secondo le atmosfere solari e le temperature espressive della provincia siciliana. Ed è ancora la Sicilia, con le sue storie antiche e attuali di malcostume e violenza, con i suoi riti fascinatori e la sua pietas, con la sua voglia di raccontarsi fra sofferta partecipazione e ironico distacco, la protagonista indiscussa della fervida stagione letteraria su cui si aprono gli anni Duemila.
Narratore arguto e affabile dei fatti e misfatti della sua terra, delle sue gesta grottesche e tragiche, lo scrittore tra i più letti e amati del nostro tempo intreccia memoria e fantasia in un suggestivo e godibilissimo amalgama affidato alle risorse espressive di un personale idioletto di matrice colta e popolare insieme. Il filone dei prediletti romanzi d’ispirazione storica e civile si arricchisce così di importanti titoli come Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Il nipote del Negus (2010), mentre tra i romanzi gialli si ricordano La scomparsa di Patò (2000) e La rizzagliata (2009). Escono inoltre La pensione Eva, Il tailleur grigio e Un sabato, con gli amici (rispettivamente 2006, 2008 e 2009) e i volumi di racconti Gocce di Sicilia e Racconti quotidiani (ambedue 2001). Intensa anche la collaborazione a prestigiose riviste italiane e straniere con scritti dedicati al teatro e allo spettacolo.
Nel 2003 Camilleri raccoglie nel volume Teatro edito da Lombardi tre adattamenti teatrali scritti e realizzati in collaborazione con Giuseppe Dipasquale (Il birraio di Preston, Troppu trafficu ppi nenti, La cattura). Tra il 2007 e il 2009 lo scrittore pubblica una trilogia di romanzi fantastici a sfondo mitologico: Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009). È poi la volta del romanzo pirandelliano La tripla vita di Michele Sparacino (2009), del thriller finanziario L’intermittenza (2010) e di Acqua in bocca (2010), scritto a quattro mani con Carlo Lucarelli nella forma epistolare già sperimentata con successo ne La scomparsa di Patò.
Di notevole interesse anche la serie dei romanzi dedicati a grandi pittori: Il colore del sole a Caravaggio (2007), La Vucciria a Guttuso (2008) e Il cielo rubato-Dossier Renoir (2009). Sono usciti di recente il romanzo La moneta di Akragas (2001) e la raccolta di racconti Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), alla quale farà seguito un secondo volume, mentre è annunciata imminente la pubblicazione del nuovo romanzo di Montalbano, Il gioco degli specchi. Risale al 2004 il «Meridiano» mondadoriano di Camilleri che raccoglie in due volumi le Storie di Montalbano e i Romanzi storici e civili.
Lo scrittore ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali ed è Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. I suoi libri sono tradotti in decine di paesi, con oltre dieci milioni di copie vendute.
Il «Premio Letterario Castelfiorentino»
Posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Firenze, il Premio Letterario Castelfiorentino, giunto oggi alla sua XIII edizione, è organizzato dal Comune di Castelfiorentino-Assessorato alla Cultura, la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, il Comitato attività promozionali «Per Castello», la Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia e l’Associazione Toscana per la Lotta contro la fibrosi cistica. La sua giuria è composta da Marco Marchi (presidente), Maria Cristina Giglioli, Sandra Landi, Nicoletta Mainardi, Maria Sabrina Titone, Giacomo Trinci, Paolo Marini (segretario).
Vincitori del «Premio speciale» del «Castelfiorentino» nelle precedenti edizioni sono stati Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Edoardo Sanguineti, Dacia Maraini, Tonino Guerra, Claudio Magris, Franco Loi, Vincenzo Cerami, Alberto Bevilacqua e Alberto Arbasino, mentre nella sezione inediti sul tema In Toscana: storie e impressioni si sono affermati, conseguendo il 1° premio, Francesco Ciulli e Fabio Sassetti, Giacomo Trinci, Alberto Arletti, Eugenio De Signoribus, Ettore Baraldi e Patrizia Ferrando, Francesco Camerini e Marco Giovenale, Valentino Ronchi, Francesco Scarabicchi, Paolo Di Paolo, Cynthia Collu, Giacomo Leronni e Franca Mancinelli.
La serata conclusiva di sabato 11 giugno 2011
La premiazione di Andrea Camilleri e degli autori vincitori per l’inedito avrà luogo sabato 11 giugno 2011, ore 21, nel Teatro del Popolo di Castelfiorentino, Piazza Gramsci.
La serata, alla quale interverranno il Sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti, l’Assessore alla Cultura Maria Cristina Giglioli e il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano Paolo Regini, sarà condotta come di consueto da Marco Marchi. I testi di Andrea Camilleri e degli scrittori premiati saranno letti dall’attore Giovanni Calcagno. Oltre alla proclamazione dei vincitori e dei segnalati per l’inedito sul tradizionale, specifico e connotante tema toscano, durante la serata saranno ufficialmente presentati e consegnati agli autori risultati vincitori e segnalati nel 2010 gli Atti della XII edizione del Premio: un libro dal titolo Alla Madonna del Parto e altri testi, una copia del quale sarà data in omaggio a tutti i partecipanti.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito e aperto a tutti. Per informazioni: tel. 0571-631731 e 338-4293724 - www.premioletterariocastelfiorentino.it
 
 

Gazzetta del Sud, 16.5.2011
Ancora eventi per i 150 anni
In piazza Unità d'Italia la cucina è... tricolore

Torregrotta. Due giorni di celebrazioni sono stati dedicati ai centocinquanta anni dell'Unità d'Italia a Torregrotta. [...]
I festeggiamenti sono iniziati sabato con un Baby Consiglio riunito in seduta straordinaria, che ha visto i baby consiglieri, accompagnati dai docenti e dai compagni di scuola, assistere alla proiezione di un filmato sulla spedizione dei Mille, commentato da Andrea Camilleri. [...]
Mariella Di Giovanni
 
 

Gazzetta del Sud, 17.5.2011
Il Salone del libro al tempo della crisi
Eventi di grande rilievo e un boom di visitatori allo stand della Regione Calabria

Lievissimo calo di pubblico per la 24. edizione del Salone del Libro di Torino che si conclude con un bilancio di oltre 305.000 visitatori, avviandosi a bissare il risultato del 2010 (315.013). Bene le vendite, soddisfatti gli editori e si comincia già a lavorare per i festeggiamenti dei 25 anni, nel 2012. [...] Nonostante la crisi generale dei consumi, gli editori non hanno registrato cali [...]. Bene anche Sellerio con un aumento del 5,2% trainato da "Gran Circo Taddei" di Andrea Camilleri.
[...]
Mauretta Capuano
 
 

ItalyNews.it, 19.5.2011
Premio Elsa Morante, Camilleri: “abbiamo a che fare con amministrazioni cieche che non riconoscono la differenza tra la fiera del cinghiale e la poesia”

Sabato 21 maggio si svolgerà il prestigioso Premio Elsa Morante Ragazzi.
Oltre mille alunni delle scuole coinvolti nella lettura dei libri. Primo evento culturale in Campania per riscontro sulla stampa nazionale e internazionale. Tutto esaurito al Teatro di Corte già da quindici giorni prima della manifestazione. Grandi nomi e grandi libri. In giuria Dacia Maraini (presidente), Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Chiara Gamberale, Emanuele Trevi, Teresa Triscari, Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione).
I premiati: Giovanni Allevi, Ennio Cavalli, Chiara Letta. Grandi editori a Napoli per aggiudicarsi il titolo e numerosi giornalisti accreditati per scrivere un’altra importante pagina.
[...]
Andrea Camilleri: “Provo vergogna per tutti quegli “addetti ai lavori” che non sono consapevoli di quale sia il loro lavoro. Legare il nome della propria città ad Elsa Morante è un privilegio, dovrebbero essere le stesse istituzioni a richiedere la partecipazione ad un evento così importante. In Italia, e non solo a Napoli, oggi non succede così abbiamo a che fare con amministrazioni cieche che non riconoscono la differenza tra la fiera del cinghiale e la poesia. Sono certo però dall’alto dei miei 86 anni che presto tutto cambierà. E mi chiedo come si troveranno questi “addetti ai lavori” a presentare la fiera del cinghiale..”
 
 

Adnkronos, 19.5.2011
Sicilia: presidente Ars incontra comitato 'Esistono i diritti'

Palermo - Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, ha incontrato questa mattina a Palazzo dei Normanni, a Palermo, una delegazione del Comitato ''Esistono i Diritti'', guidata dal suo presidente Gaetano d'Amico e composta tra gli altri dai consiglieri del Comune di Palermo, Stefania Munafo', Fabrizio Ferrandelli e dall'avvocato, Alfonso Sciangula. Il Comitato ha consegnato a Cascio l'appello sottoscritto a sostegno del disegno di legge sull'istituzione del registro anagrafico per le unioni civili, presentato dal parlamentare regionale Pino Apprendi, sollecitando ''un iter legislativo quanto piu' celere possibile, nell'auspicio che esso possa diventare presto legge''. Il presidente dell'Ars ha manifestato la sua disponibilita' a sensibilizzare il Parlamento sulla questione e, in particolare, affinche' il ddl sia posto quanto prima all'ordine del giorno della commissione Affari istituzionali dell'Ars. L'appello e' stato sottoscritto da quattrocento personalita' della cultura, del giornalismo e della politica, tra cui Camilleri, Ficarra e Picone e Pino Caruso.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 20.5.2011
Dialetto a scuola, si studierà Camilleri
Centorrino: entro settembre fisseremo le linee guida dei programmi

Moduli di due ore alla settimana che saranno organizzati dai professori di “storia e letteratura italiana all’interno dei loro programmi di studi”. Oltre che Dante e Petrarca, i ragazzi siciliani studieranno così anche testi di Camilleri, e oltre ai libri classici di storia leggeranno anche i volumi. Curati da Francesco Renda sulla “Storia della Sicilia”, solo per fare degli esempi.
[…]
Le linee guida saranno varate a breve dall’assessore Mario Centorrino.
[…]
””Questa legge sarà a costo zero, quindi non ci saranno nuove assunzioni né saranno pagati di più gli insegnanti attuali – dice Centorrino – Soltanto, l’insegnante si storia dovrà prevedere una lezione settimanale sulla storia della Sicilia, mentre il docente di lettere dovrà tenere lezioni anche su scrittori siciliani e la lingua locale: a esempio prendendo spunto da libri scritti da Camilleri o anche lavorando sui testi delle canzoni popolari siciliane. Insieme alle scuole vedremo anche in che modo organizzare corsi di aggiornamento, ma senza oneri a carico della Regione”.
[…]
Antonio Fraschilla
 
 

The Crime Writers’ Association, 20.5.2011
Who will win the CWA Daggers?
Five shortlists announced at Crimefest

The Crime Writers’ Association this evening announced the shortlists for a number of this year’s Daggers - the prestigious awards that celebrate the very best in crime and thriller writing. The announcements were made at a reception during Crimefest in Bristol.
In total there are 36 names on the five shortlists: too many to list here but you can find them all on the pages devoted to the individual CWA Daggers, along with more information about the titles and the authors who are in contention. Just follow the links to read about the CWA International, Non-Fiction, Short Story and Debut Daggers, plus the Dagger in the Library.
The winners will be announced at an event staged alongside the Theakstons Old Peculier Crime Writing Festival, Harrogate, on Friday July 22. That ceremony will also see the announcement of the shortlists for the three remaining CWA Daggers: the Gold, the Ian Fleming Steel and the John Creasey, for the best first novel. Tickets are now on sale and can be bought via this page.
CWA Chair Peter James said: “Our shortlists this year reflect the high quality of modern crime writing. The range and invention shown in the shortlisted works is impressive and augers well for the health of the great tradition of ours.”
[...]

The 2011 CWA International Dagger Shortlist

The shortlist for the Crime Writers’ Association’s International Dagger was announced on 20 May at a reception held at Crimefest, the International Crime Fiction Convention held in Bristol. This is a competition for crime, thriller, suspense or spy fiction novels which have been translated into English from their original language, for UK publication. The seven books in contention for the Dagger this year are:
The Wings of the Sphinx by Andrea Camilleri, translated by Stephen Sartarelli (Mantle)
Needle in a Haystack by Ernesto Mallo, translated by Jethro Soutar (Bitter Lemon Press)
The Saint-Florentin Murders by Jean-François Parot, translated by Howard Curtis (Gallic)
Three Seconds by Anders Roslund & Börge Hellström, translated by Kari Dickson (Quercus)
River of Shadows by Valerio Varesi, translated by Joseph Farrell (Maclehose)
An Uncertain Place by Fred Vargas, translated by Siân Reynolds (Harvill Secker)
Death on a Galician Shore by Domingo Villar, translated by Sonia Soto (Abacus)
The winner of the CWA International Dagger will be announced at the CWA Daggers awards ceremony at the Theakston’s Old Peculier Crime Writing Festival, Harrogate on Friday, 22 July. In addtition we will be announcing the winners of four other CWA Daggers and the shortlists for the CWA Gold Dagger, the CWA Ian Fleming Steel Dagger and the CWA John Creasey (New Blood) Dagge
Here are more details of these shorlisted books:
The Wings of the Sphinx
Andrea Camilleri
Mantle
Translated from the Italian by Stephen Sartarelli. Original title: Le ali della sfinge
Synopsis: Things are not going well for Inspector Salvo Montalbano. His long-distance relationship with Livia is on the rocks, he feels himself getting even older and he’s growing tired of the violence in his job. Then the dead body of a young woman is found in an illegal dump, with half her face missing. Her identity at first unknown; a tattoo of a sphinx moth on her left shoulder links her with three other girls bearing the same mark, all recent Russian immigrants to Italy. Victims of an underworld sex trade, these girls have been rescued from the Mafia night-club circuit by a Catholic charity organization. The problem is, the other girls can’t help Montalbano with his enquiries. They are all missing. As his investigations progresses, it seems that not everyone wants Montalbano to discover what really lies behind the organisation’s charitable façade. And not only does Montalbano have a case to solve, he has a demanding stomach to feed, and he must save his foundering relationship with Livia.
Judges’ comments: ‘Camilleri rings the changes on his familiar cast of characters, while developing his anger at the corruption of a fictional Italian president through Montalbano’s discovery of local worthies involved in international trafficking in women.’
Andrea Camilleri is one of Italy's most famous contemporary writers. His Montalbano series has been adapted for Italian television and translated into nine languages. He lives in Rome.
Stephen Sartarelli is an award-winning translator. He is also the author of three books of poetry, most recently The Open Vault. He lives in France.
[...]
 
 

Agrigento Notizie, 20.5.2011
Di Pietro: "Porto Empedocle sarà una seconda Napoli"

E' Antonio Di Pietro il primo "big" della politica nazionale a recarsi a Porto Empedocle per queste elezioni amministrative. E lo fa per sostenere il candidato Idv, Paolo Ferrara contro la corazzata messa su da Calogero Firetto.
[…]
Da Ferrara frecciate anche sul tema degli assessori designati Camilleri e D'Onofrio, che erano stati indicati da Firetto ma che poi avevano smentito. "Spero che prima delle elezioni - ha detto Ferrara - potremo aver modo di ascoltarli comiziare".
[…]
Gioacchino Schicchi
 
 

l'Espresso, 26.5.2011 (in edicola il 20.5.2011)
Satira preventiva
E Montalbano dovrà convertirsi
L'arrivo del nuovo direttore generale ultra cattolico porterà alcune varianti nei palinsesti Rai. Previsto il kolossal "Padre Pio contro tutti", mentre la Gabanelli dovrà fare inchieste sui danni provocati della masturbazione

Con la nomina di Lorenza Lei, direttore generale molto gradito alla Chiesa, la Rai si prepara a vivere una nuova stagione. Queste le prime indiscrezioni sui nuovi palinsesti.
[…]
Fiction. […] "La conversione di Montalbano", riscrittura integrale di un vecchio racconto di Andrea Camilleri (titolo originale: la colazione di Montalbano) che ha già sporto denuncia. Infine la divertente sit-com "Esercizi spirituali", storia di un gruppo di ragazzi che si iscrivono a un corso di tatuaggi ma sbagliano porta e si ritrovano in una canonica, sequestrati da un catechista.
[…]
Michele Serra
 
 

Adnkronos, 20.5.2011
Polizia: tra cinema e fiction, la voglia di belle storie di impegno quotidiano

[…]
Come ha sottolineato anche Alberto Sironi, regista del 'commissario Montalbano': ''Con Montalbano, Camilleri ha costruito un meraviglioso personaggio dal punto di vista etico, ma noi abbiamo cercato anche di raccontare un certo tipo di Sicilia e di storie, dove il personaggio deve essere credibile e pulito. Un uomo che va fino in fondo. Non caso lo vedono in tutto il mondo''.
[…]
 
 

DavideMaggio.it, 20.5.2011
Lasciami cantare rinviato a poche ore dalla partenza. Al suo posto il tappabuchi Montalbano.

[…]
Il programma condotto da Carlo Conti, a poche ore dalla partenza prevista per questa sera, posticipa a sorpresa la messa in onda a mercoledi 25 maggio. Una scelta in un’ottica di prodotto saggia, quella di abbandonare il venerdi, perchè permette allo show di evitare il confronto con la fortissima Squadra Antimafia, in onda su Canale 5. […]
Lascia, però, perplessi il fatto che la televisione pubblica si comporti al pari di una televisione commerciale rinviando, a così poco tempo dalla messa in onda,  un programma senza comunicarne nemmeno i motivi. Se l’appuntamento con la prima delle tre puntate di Lasciami Cantare è fissato per mercoledi, viene da chiedersi cosa ci sarà stasera sull’ammiraglia di Viale Mazzini.
Ma ça va sans dire troveremo su Rai 1 l’ennesima replica de Il commissario Montalbano, tappabuchi perfetto per ogni necessità.
 
 

Nebrodi e Dintorni, 20.5.2011
La “Recitazione” di L. Sciascia pubblicata dal Centro Studi Eoliano
Esce in questi giorni una nuova pubblicazione del Centro Studi Eoliano, che viene data alle stampe nella ricorrenza del tricentenario della Controversia Liparitana (1711-2011); si tratta della “Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.” di Leonardo Sciascia, una commedia del 1969 - dedicata a Alexander Dubcek la cui primavera a Praga veniva schiacciata dai carri armati russi – che, ripercorrendo la vicenda di Lipari, è una riflessione di sorprendente attualità sul potere, sulla sua forza omologante, sulla capacità di piegare valori ed ideali, sulla tendenza al compromesso per la propria conservazione, e anche sulla laicità dello stato

Lipari (Me)- La controversia liparitana è un importante evento storico che ha avuto luogo nel 1711 a Lipari, nelle isole Eolie: un fatto relativo alla vendita di una modesta partita di ceci di proprietà della Chiesa, che ha scatenato un conflitto fra il Vaticano e l’allora Regno di Sicilia della durata di oltre un secolo.
Questo fatto ha ispirato anche Andrea Camilleri, che dedica all’evento alcune pagine de “Il Re di Girgenti”, anch’esse riportate nel libro.
[...]
 
 

Il Messaggero, 21.5.2011
L'intervista
Camilleri. Stregato dai libri
La scoperta della lettura quando aveva sei anni, con «La follia di Almayer» di Conrad. L’amore per Pinocchio, letto quando ne aveva quindici
E la sua biblioteca del cuore. Parla lo scrittore, che lunedì chiuderà il ciclo di incontri con gli studenti, voluto dalla Fondazione Bellonci

L'occasione non poteva essere migliore. Per un lettore forte come lui, che vive letteralmente in mezzo ai libri, conversare sugli autori amati è un invito irresistibile. «E sicuramente io non dico di no alle scuole. Ci vado sempre, perché parlare di libri è un fatto importante in un Paese dove si legge poco. Andare, mi sembra un buon segno».
Piace molto, ad Andrea Camilleri, «Un anno stregato», l’iniziativa della Fondazione Bellonci (insieme all’assessorato alle politiche culturali di Roma capitale e con il sostegno di Lottomatica) che chiama gli scrittori a raccontare i libri della propria vita agli studenti delle scuole superiori. L’altra faccia, meno nota ma vitalissima, dello Strega: perché un premio letterario ha senso solo se è capace di coinvolgere i più giovani, e promuovere davvero la lettura.
Ecco perché il padre del commissario Montalbano sarà in mezzo ai ragazzi, lunedì alle 18, alla Galleria nazionale d’Arte antica di Palazzo Barberini, insieme con Tullio De Mauro, direttore della Fondazione Bellonci. Il linguista e lo scrittore. Che ci regala una conversazione emozionante e la sorpresa di un idioma raffinato quanto popolare. Che cercheremo di rispettare. Non senza una premessa. Le pause, le interpunzioni, le sottolineature, il ritmo: nessuna trasposizione scritta può restituire il piacere del dialogo con il grande Affabulatore. E l’humour, onnipresente, che si insinua tra una parola e l’altra.
Camilleri, cosa dirà al suo pubblico di adolescenti?
«Parlerò della mia esperienza personale cercando di non insegnare niente a nessuno. Ma se qualcuno mi vuole imitare, nella lettura, tanto di guadagnato. Non credo alle scuole di scrittura. L’unica vera scuola di scrittura, e di vita, sono i libri. Ne sono perfettamente convinto. Quindi vorrei trasmettere agli altri il piacere del libro. Un autentico piacere. Come la sigaretta che mi sto fumando in questo momento. Non un dovere. C’è il periodo triste, nel quale sei a scuola e vieni obbligato a delle letture. Poi c’è una sorta di liberazione, che è quella della scelta personale. Spiegare questa differenza: questo voglio fare. Cos’è realmente il piacere della lettura. Come ti apre orizzonti, come ti stimola la fantasia, come ti tiene compagnia. Un libro è meglio di un cane o di un gatto. Perché il cane e un gatto si dice che non abbiano ragione, cosa che io metto in discussione da parecchio, ma è chiaro che il romanzo è scritto da uno che ha il tuo stesso tipo di cervello. Quindi l’approccio non è di parità ma di leggera dipendenza. Una dipendenza dalla lettura è bella, piuttosto che averla da altre droghe».
Cos’è per lei la lettura?
«La lettura è un insegnamento alla vita, continuo. E non parlo solo dei classici. Un romanzo rappresenta una situazione, un personaggio con il quale tu bene o male ti confronti, con il quale ragioni. Conosci mondi diversi, personaggi, situazioni diverse. E’ un continuo viaggiare con il libro. Stando a casa, nella tua stanza, viaggi».
Quando ha scoperto i libri?
«Già a sei anni. Essendo figlio unico, mi annoiavo. Nell’imparare a leggere e a scrivere sono stato precocissimo. Tenga presente che si viveva in tempi, se così si può dire, privilegiati. Perché la televisione, che è un cosa distraente al massimo, non c’era. La radio era intrasportabile: un mobile gigante nel salotto buono che emetteva scariche spaventose. Tu te ne stavi nella tua stanzetta raccolto e potevi leggere. Papà era un uomo di buone letture, pur essendo l’opposto di un intellettuale. Così un giorno, esaurita la lettura dei giornaletti, l’Avventuroso e tutti gli altri, sa, chiesi: papà posso leggere qualche libro della tua biblioteca? Sì,mi rispose. Ed io, con una inconscia autocensura: quali libri posso leggere? Tutti i libri si possono leggere. E questo è il primo insegnamento. Lì, me lo ricorderò sempre, presi «La follia di Almayer» di Conrad. E quindi mi trovai a leggere romanzi per adulti»
A sei anni alle prese con Conrad?
«Sì va bene, non è che capissi tutto, ma evidentemente mi affascinava. L’altro libro preferito, sul quale ogni tanto tornavo, era l’Orlando Furioso illustrato da Doré. Lì andavano di pari passo le illustrazioni e la lettura delle imprese dei paladini che oltretutto mi stavano bene perché al mio paese c’era ancora il puparo. Potevo fare un confronto continuo tra il teatro dell’Opera dei Pupi e l’Orlando Furioso. Era molto divertente. E’ andata a finire che, per colmare una lacuna, a quindici anni ho letto Verne e Salgari».
E Pinocchio?
«Pinocchio lo lessi da adolescente e me ne innamorai. E a 86 anni continuo a nutrire lo stesso amore di allora. Lo ritengo un capolavoro assoluto. Ho pensato spesso a come sono stati fortunati quei giovani italiani che si sono trovati tra le mani due libri: Cuore di De Amicis e Pinocchio, che in realtà finivano con il bilanciarsi l’uno con l’altro e creare un carattere perfetto».
Sono dunque questi i libri della sua vita?
«Questi e molti altri. E’ vero che ci sono dei libri che sono fondamentali ma ce ne sono altri che coprono certi periodi della vita di ognuno. Con gli anni magari stingono e ne sorgono altri. E’ come un peristilio fatto da colonne, e poi all’interno ci sono altre piccole colonne temporanee».
Qual è l’ultimo romanzo che ha letto?
«Storia di un quadro di Perec, un’autentica delizia. Mi sono divertito da matti. Mentre sto affrontando, e penso che mi riserverà delle belle sorprese, Paesaggio con figure di Tabucchi».
La sua biblioteca è imponente...
«Vivo tra i libri. I libri di poesia e prosa sono disposti in ordine alfabetico. Però poi c’è uno scaffale dove ci sono i titoli che consulto più frequentemente. Sono i libri del cuore: l’Ulisse di Joyce, Beckett, Savinio, Sciascia, Stefano d’Arrigo, Simenon... Li tengo a parte. Nello scaffale, che non è un ghetto ma un luogo privilegiato».
Parlerà anche di questo ai ragazzi che verranno ad ascoltarla?
«Soprattutto cercherò di raccontare quello che mi capitava con i libri quando avevo la loro età. Per esempio la scoperta dei Promessi sposi, odiati a scuola e amati fuori dalla scuola. Perché nell’edizione scolastica mancava l’ultima parte, La Storia della colonna infame, che non viene immessa nelle recenti edizioni ed invece è fondamentale. Esattamente come un piatto di pasta al quale si sono dimenticati di mettere il sale. Il sale è la Storia della colonna infame. Queste sono le scoperte che facevo».
Pennac in «Come un romanzo» parla di un decalogo dei diritti del lettore. Che comprende anche quello di non leggere...
«Sono d’accordo. Mentre a teatro teniamo sempre presente il pubblico, in quella triangolazione autore-attore-pubblico che lo caratterizza, ci dimentichiamo che la stessa cosa vale per i libri: c’è un autore, uno stampatore e il lettore. Il lettore ha dei doveri ma anche dei diritti. Che bisogna rispettare. Quando il lettore si rifiuta di leggere, vuol dire che ha le sue buone ragioni».
Parliamo del successo dei suoi libri...
«Proprio l’altro giorno è arrivato il resoconto. Tredici milioni 168 mila copie vendute solo con la Sellerio, escludendo il mio ultimo, il Gran Circo Taddei».
... e dei tanti riconoscimenti...
«Ieri ho ricevuto, del tutto inattesa, una laurea honoris causa dall’Università di Dublino. Il biglietto diceva: venga a ritirarla il 5 dicembre. Spero di esserci. E ancora: nella nostra università si è laureato James Joyce, Samuel Beckett...», ride felice Camilleri.
Fiorella Iannucci
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 21.5.2011
Bussola
Centorrino e Camilleri

«Almeno per un anno non leggiamo più Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di "sfiga" nei confronti della Sicilia», intimò tempo fa l'assessore Centorrino. Che invece adesso, per l'ora di siciliano a scuola, invita i professori a prendere spunto dai libri di Camilleri. Incoerente? Macché. Era il 13 febbraio 2010 quando l'assessore all'Ottimismo scagliò la sua fatwa. L'anno di ostracismo, dunque, è finito. E il reato di pessimismo è caduto in prescrizione. C'entrerà anche, nello sdoganamento del commissario Montalbano, il corteggiamento di Lombardo a Camilleri perché presieda il movimento post-Mpa? Malizia fuori luogo. Centorrino non è certo uno yesman.
Semplicemente si è fatto camilleriano. S'arrisbigliò. E si fici pirsuaso che anche le idee hanno la forma dell'acqua.
Fabrizio Lentini
 
 

La Repubblica, 21.5.2011
Odio il mio capolovaro
Prigionieri di un successo
Libri, film, canzoni e personaggi se il capolavoro è una maledizione

Forse Omero odiava Ulisse, e riteneva superiori a Iliade e Odissea certi carmi sdolcinati, composti nelle tiepide notti ioniche. È solo un'illazione, naturalmente, ma per quanto ne sappiamo di lui potrebbe addirittura essere vero. Una sindrome professionale di scrittori e artisti, infatti, è l'odio verso i capolavori che pure hanno dato fama e ricchezza richiedendo soltanto (soltanto!) di accomodarsi dentro agli angusti limiti di un cliché.
[…]
Arthur Conan Doyle non potendo prendere a calci Sherlock Holmes si accontentò di ammazzarlo sulla scena (per poi però resuscitarlo coram populi). Più sofisticato, Andrea Camilleri dice di aver già ammazzato il suo Salvo Montalbano, in un romanzo che, in una sorta di rovesciamento del mito di Dorian Gray, giace in una cassaforte.
[…]
Stefano Bartezzaghi

Andrea Camilleri
"Sono stato fottuto da Montalbano"
Andrea Camilleri ha più volte raccontato dei suoi dissapori con il personaggio che gli ha dato il successo: "Ho un rapporto di amore e odio con Montalbano, come ho sempre detto lui mi ha fottuto -ha spiegato lo scrittore- finisce per attirare tutta l'attenzione. Forse per questo tante mie opere, che pure vengono spesso opzionate per il cinema, restano lì. E finiscono sempre per fare la tv". L'autore ha già preparatp la "morte" della sua creatura: "Non volendo fare la fine di altri giallisti come Manuel Vázquez Montalbán o Jean-Claude Izzo, che sono deceduti prima di far uscire di scena il loro personaggio, io mi sono portato avanti e ho già messo nero su bianco la fine del mio commissario. Ho scelto di farlo morire nelle pagine del libro, non per strada".
 
 

Tv Blog.it, 21.5.2011
Auditel, Ascolti Tv 20 maggio 2011: Squadra Antimafia 3 batte con 5,5 mln (22%) anche Montalbano (16,45%). Quarto Grado (11%) supera A casa con i suoi (7%) e le serie di Rai2. Record per La7 con Italialand al 9,90%

Non si arresta su Canale 5 il successo di Squadra Antimafia - Palermo Oggi 3. Il settimo episodio della serie prodotta da Pietro Valsecchi di Taodue e interpretata da Simona Cavallari, Giulia Michelini, Marco Bocci, Giuseppe Zeno e Francesco Mandelli ha ottenuto 5.556.000 telespettatori, share 22,12% (26,59% sul target commerciale/33,81% sui 15-34). Su Rai 1, al posto del previsto talent vip Lasciami cantare! rimandato a mercoledì è stata trasmessa l’ennesima replica del tv movie della serie Il Commissario Montalbano dal titolo ‘Le ali della sfinge’ che si è fermata a 4.144.000 telespettatori, share 16,45% (12,96% su t.c.).
[…]
Michele Biondi
 
 

Radio RTM, 21.5.2011
Scicli: Stamane celebrata la festa della Polizia

C’erano i testimoni della cultura siciliana alla festa della polizia celebrata stamattina nella via Mormina Penna a Scicli: la Battaglia di Calatafimi, di Renato Guttuso campeggiava all’ingresso del Municipio, mentre poco distante il pittore Piero Guccione presenziava, in incognito, in segno di amicizia nei confronti del questore Filippo Barboso.
C’era la Tipo del Commissario Montalbano, davanti al palazzo di città, noto per aver ospitato da 13 anni a questa parte la sede del commissariato televisivo, ma c’era anche Catarella-Angelo Russo, che per l’occasione ha vestito i panni di poliziotto come nel film. Ad aleggiare la penna di Andrea Camilleri, che ha restituito “una Sicilia in cui la mafia e la criminalità non solo non sono protagoniste ma vengono addirittura ridicolizzate”. E’ la chiave di lettura che il questore Barboso ha voluto dare della scelta di ambientare a Scicli la festa, per la prima volta nella storia.
[…]
 
 

Alto Adige, 22.5.2011
Colaprico: i libri gialli per toccare l'anima nera della nostra società
Il noir come chiave di lettura per rappresentare il volto criminale del potere e gli abusi dell’establishment. Il nuovo volume di MicroMega è una raccolta di racconti gialli scritti dai principali interpreti italiani del genere: dopo il fil rouge della raccolta, tratteggiato da Guido Caldiron nel saggio Il giallo e l’impegno, da Dashiell Hammet a Stieg Larsson, vi sono raccolti racconti di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Marco Vichi, Margherita Oggero, Valerio Varesi, Massimo Carlotto, Ciro Auriemma e Piergiorgio Pulixi, Piero Colaprico, Grazia Varesani, Giuseppe Genna, Loriano Macchiavelli, Pepé le Faussaire al secondo Pierfranco Pellizzetti, Monaldi & Sorti, e Giovanni Perazzoli.

Guerre a bassa intensità per mantenere lo status quo, sostenere l’economia e impedire l’affermazione dell’unità politica dell’Europa. Dopo la Jugoslavia e l’Iraq, tocca all’Iran, ma anche all’Italia, nella quale va favorita la secessione. Al progetto dei grandi del mondo si oppongono un carabiniere ed un magistrato in pensione, un giornalista ed un gesuita inquadrato nelle gerarchie vaticane, che minacciano di divulgare dossier ben più spinosi di quelli di Assange se chi tira i fili non rinuncerà ai suoi insani intenti.
È la trama de L’apostolo ombra, il racconto che Piero Colaprico ha scritto per il numero di MicroMega in edicola da qualche giorno, dedicato appunto ai “crimini d’establishment”. Una raccolta di racconti gialli o noir scritti dai principali interpreti italiani del genere: da Camilleri a Lucarelli, da Carlotto a Macchiavelli, piccole grandi storie legate dal fil rouge del volto criminale del potere, dagli abusi di chi comanda. Ma il giallo italiano ha davvero questa vocazione? Non è più spesso inteso come letteratura d’evasione? Lo abbiamo chiesto proprio a Piero Colaprico, grande cronista di nera e giudiziaria di Repubblica, autore di romanzi gialli di successo quali la serie del maresciallo Binda e La Trilogia della città di M., nei quali le avventure noir degli (anti?)eroi di Colaprico sono anche analisi sociale. «La tradizione italiana è alta - spiega Colaprico -, con Augusto De Angelis prima della Seconda Guerra e, soprattutto, con Scerbanenco nella Milano che diventa metropoli: toccano l’anima nera della società usando lo schema del giallo. De Cataldo, con Romanzo criminale, fa l’autopsia alle budelle della romanità, non solo alla banda della Magliana. Più d’un italiano prova ad avvicinarsi, senza riuscire, agli americani, i migliori del mondo da generazioni, ma il cammino è avviato, prima o poi si arriverà anche a una “Aldo Moro revelation”».
I suoi romanzi (e quelli di Macchiavelli, ad esempio) sono sicuramente attenti al delitto d’establishment. Lo stesso discorso vale anche per Camilleri ed altri “big” delle classifiche?
«No, per niente. Camilleri è bravissimo e alla sua età può fare quello che vuole, ha il diritto di divertirsi, ma da tempo Moltalbano scava nei suoi cabasisi, più che nella società. Carofiglio pure. Il mercato premia anche una leggerezza che ha dei meriti, ma non quello di raccontarci chi siamo e dove stiamo».
[...]
M. Di Giangiacomo
 
 

Un Anno Stregato, 23.5.2011
Roma, Palazzo Barberini, Sala Pietro da Cortona, via Quattro Fontane 13, ore 18:00
Tullio De Mauro incontra Andrea Camilleri

Si chiude con un grande della narrativa italiana il ciclo di incontri di 2011. Un anno stregato.
In collaborazione con Gioco del Lotto - Lottomatica.
 
 

Corriere della Sera (Ed. Roma), 23.5.2011
Camilleri e De Mauro, il potere delle parole
Palazzo Barberini

Il linguista e il narratore: l'autore della «Storia linguistica dell'Italia unita», e il padre del commissario Montalbano. Oggi alle 18 a Palazzo Barberini (via delle Quattro Fontane 13, ingresso libero, tel. 06.85358119) Tullio De Mauro incontrerà Andrea Camilleri per l'ultimo appuntamento del ciclo «Un anno stregato». Un altro grande della narrativa italiana racconterà i libri della propria vita a una platea di ragazzi affascinati dalla scoperta della letteratura. Camilleri svelerà gli infiniti mondi che la narrativa può schiudere. Accanto a lui, un profondo conoscitore del potere delle parole come Tullio De Mauro, direttore della Fondazione Bellonci che ha curato l'iniziativa con nomi come Veronesi e De Cataldo.
 
 

Angolo Nero, 23.5.2011
Due italiani finalisti agli International Dagger Award

Ben due italiani tra i finalisti degli International Dagger Award, il premio attribuito da CWA (Crime Writers' Association) al miglior romanzo giallo in traduzione pubblicato per la prima volta nel Regno Unito tra il 1 giugno 2010 e il 31 maggio 2011.
Il vincitore sarà annunciato il 22 luglio a Harrogate (UK).
Concorrono per il riconoscimento Valerio Varesi (Il fiume delle nebbie) e Andrea Camilleri (Le ali della sfinge), oltre ad altri romanzi già pubblicati in Italia: Tre secondi (Anders Roslund e Borge Hellström), Un luogo incerto (Fred Vargas), Il delitto di palazzo Saint-Florentin (Jean-François Parot), Occhi di acqua. Un'inchiesta in Galizia (Domingo Villar) e L'ago nel pagliaio (Ernesto Mallo, in via di pubblicazione, pare).
Segnalo inoltre la lista del Dagger in the Library, molto interessante per la presenza di Mo Hayder e RJ Ellory.
In bocca al lupo ai "nostri", naturalmente!
Alessandra Buccheri
 
 

La Nuova Sardegna, 23.5.2011
La sinistra letteraria sudamericana esprime Marquez, la nostra Camilleri

Cito da Elogio della lettura e della finzione, il discorso tenuto da Mario Vargas Llosa il 7 dicembre 2010, in occasione del conferimento del premio Nobel per la Letteratura, ora tradotto da Einaudi: «Leggere è protestare contro le ingiustizie della vita, così come scrivere. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza la necessità di dirlo, e forse senza saperlo, che la vita così com’è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto. E che dovrebbe essere migliore».
Sarà così? L’osservazione è suggestiva, ma rivela un tratto che resta tipico degli scrittori sudamericani, anche di quei pochissimi che, come il grande Vargas Llosa, militano nel campo del conservatorismo liberale (con addirittura un’esperienza di candidatura politica), per niente attratti dal mito castrista. Quale tratto? Quello che si traduce nel connubio di letteratura e rivoluzione: poco importa che qui la protesta, da sociale, sia diventata metafisica. E’ un male? Ognuno potrà rispondere da sé: mi limito ad aggiungere che un’idea di questo tipo ha vaccinato i grandi sudamericani da ogni tentazione di evasione. Se la sinistra letteraria sudamericana ci ha dato Marquez, quella italiana, purtroppo, Camilleri. A ciascuno il suo.
 
 

Gazzetta del Sud, 23.5.2011
Pronto... a Montalbano sono
E lui esordisce con un «Cari concittadini» che provoca una standing ovation

Montalbano Elicona. Una straordinaria cornice di pubblico ha accolto ieri l'attore Luca Zingaretti che, nel suggestivo salone del castello di Federico II, ha ricevuto la cittadinanza onoraria da parte dell'amministrazione comunale di Montalbano Elicona. Finalmente il mitico commissario Montalbano è diventato "montalbanese" a tutti gli effetti. Sono corsi in migliaia nel borgo di Montalbano a manifestare il proprio affetto all'attore che certamente ha dato lustro alla nostra Sicilia, da quando da quel lontano 1999, grazie all'idea fantasiosa e straordinaria di Andrea Camilleri, è diventato il commissario Salvo Montalbano.
Un personaggio che sembra apposta scritto per Zingaretti - come ha esordito il presentatore Salvo La Rosa - il quale ha dato tanto al personaggio ma ha anche, a sua volta, ricevuto tanto. Nel salone del castello pieno all'inverosimile, il presidente del consiglio comunale Salvatore Gugliuzzo, ha portato i saluti dell'intero consiglio presente, che ha deliberato il conferimento della cittadinanza. «Luca Zingaretti - ha detto Gugliuzzo - ha sovrapposto la sua fisionomia a quella del commissario Montalbano e, come osserva anche lo scrittore Camilleri ,"u ciriveddu ci cammina a tutti e due allo stesso modo"».
Raggiante il sindaco Giuseppe Simone, che nel presiedere l'assemblea nazionale dei borghi più belli d'Italia, ha confessato come da tempo avesse cercato, tramite la sorella dell'attore Angela, anch'ella presente, di realizzare questo sogno.
«Zingaretti è certamente il miglior testimonial della nostra Sicilia, di quella vera, di quella che noi siciliani conosciamo - ha detto emozionato - e sono sicuro di interpretare il sentimento di tutti i siciliani e montalbanesi presenti nel dire di essere orgoglioso di averlo tra noi come cittadino onorario».
Simone dopo aver ricordato lo straordinario successo prodotto per Montalbano dal cosiddetto "effetto borgo" e in particolare l'importanza che riveste il club dei Borghi più belli d'Italia presenti ieri con oltre duecento sindaci, ha invitato Zingaretti a soggiornare il prossimo anno a Montalbano. In gran forma, l'attore ha voluto ringraziare tutti per la stima e per l'affetto che quotidianamente riceve, soprattutto per l'affetto reale che solo i siciliani sanno dare.
«Cari concittadini - ha esordito tra gli applausi Zingaretti - ogni volta che vengo in Sicilia è davvero una grande emozione. Oggi sono ancora più emozionato perché mi si conferisce la cittadinanza onoraria di Montalbano: di questo ringrazio tutti voi perché ormai mi considerate come uno di famiglia».
In serata l'attore ha concluso la sua giornata a Montalbano con l'applaudito spettacolo teatrale "La Sirena" dall'opera "Lighea" di Tomasi di Lampedusa nel Palatenda strapieno in ogni ordine di posto. E nonostante l'assedio dei fotografi e del numerosissimo pubblico, l'attore ha risposto anche a qualche nostra domanda.
– Si sente un po' siciliano oggi?
«Finalmente! Guardi che io sono romano ed ho sempre invidiato la vostra terra così calda e così bella. Da oggi, finalmente, un po' siciliano lo sono anch'io grazie a questa cittadinanza onoraria».
- Questo è un anno importante per lei!
«Infatti! Quest'anno compio cinquant'anni, molto presto diventerò papà ed ora, anche la cittadinanza onoraria di Montalbano! Non posso pretendere di più!»
- Tornerà presto in Sicilia e a Montalbano?
«Guardi, sono davvero orgoglioso dell'affetto reale che mi manifesta sempre la gente. Questa è una terra di grandi passioni e qui la gente manifesta il proprio sentimento in maniera assolutamente sincera, per questo ormai questa terra è entrata nel mio cuore e ci tornerò presto».
Nino Todaro
 
 

Gazzetta di Parma, 24.5.2011
Cacopardo torna al «giallo» con Agrò

[...]
Domenico Cacopardo è stato recentemente anche al centro della cronaca giudiziaria per aver denunciato per diffamazione Andrea Camilleri, che nella sua opera «Il nipote del Negus» ha voluto chiamare un personaggio col nome di Aristide Cacopardo.
Al centro della querelle, la frase «è fissato d’essere un grande scrittore e consuma il suo stipendio pubblicando romanzi a sue spese» con cui Camilleri descrive il suo personaggio. Il giudice del tribunale civile di Parma, Massimiliano Razzano, lo scorso dicembre ha però respinto la richiesta di Cacopardo di sospendere la pubblicazione del libro incriminato: «Per ora non ho intenzione di procedere con altre azioni legali, anche perché è molto difficile scontrarsi con delle icone come Camilleri».
Giulia Viviani
 
 

Rai Educational
Atto unico

Martedì 24 maggio 2011 alle 19:00, all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala Ospiti), sarà presentato Atto unico, di Gianfranco Capitta e Sandro Vanadia.
Musiche originali di Rita Marcotulli.
Viaggio inedito in quattro puntate, alla scoperta del nostro teatro contemporaneo.
Un linguaggio innovativo fra cinema, grafic novel e cartoon.
Quattro pièce di quattro affermati drammaturghi e altrettante voci di specialisti per indagare il confine tra finzione scenica e storie di vita.
Apre la serata Rita Marcotulli al pianoforte.
Ospiti d'onore: Corrado Calabrò e Andrea Camilleri.
Interverranno:
Stefano Ribaldi, responsabile del programma
Piero A. Corsini, responsabile editoriale Rai Educational
Gianfranco Capitta, autore
Sandro Vanadia, autore e regista
Emma Dante, Fausto Paravidino, Letizia Russo, Spiro Scimone, autori delle pièce
In onda dal 31 maggio alle ore 00:40 su Rai Tre (per Rai Educational).
 
 

ANSA, 25.5.2011
TV: Da Dante a Scimone per Atto unico di Rai Educational
Dal 31 maggio, quattro pieces per innovativo viaggio nel teatro

Roma - Emma Dante, Fausto Paravidino, Spiro Scimone e Letizia Russo. In una stagione che ha saputo sfatare il mito che il teatro sul piccolo schermo non funzioni (5 milioni di spettatori hanno seguito le commedie di Eduardo con Massimo Ranieri), quattro pieces dei nostri più applauditi giovani drammaturghi debuttano sul piccolo schermo in ‘Atto Unico’, serie di quattro puntate targata Rai Educational, in onda su Rai3 dal 31 maggio alle 24.40. Presentato ieri sera dal responsabile Stefano Ribaldi e dagli autori Gianfranco Capitta e Sandro Vanadia, il progetto è un viaggio inedito nel teatro contemporaneo italiano, una rilettura, a volte una reinterpretazione, ma mai una semplice trasposizione, di testi già apprezzati anche all’estero, mescolando il linguaggio del palcoscenico, al cinema, alla grafic novel e al cartoon. Un esperimento che, oltre ad avvicinare lo spettatore al teatro, indaga il confine tra finzione scenica e storie di vita. “Il teatro per noi va visto in teatro - spiega Capitta - Abbiamo scelto gli autori migliori della generazione sotto i 40 anni, forse l’ultima che sa scrivere”. Ad aprire il ciclo, il 31, sarà Emma Dante, con il suo testo bandiera ‘Carnezzeria’. Seguirà, il 1 giugno, ‘La malattia della famiglia M’ di Fausto Paravidino, testo entrato anche nel repertorio della Comedie Francaise, proprio come ‘La festa’ di Spiro Scimone, in onda il 7. Chiude ‘Babele’ di Letizia Russo l’8 giugno. Quattro testi, interpretati dagli allievi dell’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, che casualmente hanno tutti la famiglia al centro, dagli orrori ancestrali della Sicilia della Dante alla piccola borghesia padana di Paravidino. Ma a scardinare la tradizione della messa in scena è la presenza in video dell’autore, che interviene e si confronta con gli attori, in un dialogo tra scena, note critiche, voci esterne (ad esempio di psicologi e psicoterapeuti) e scenografie alla ‘Dogville’, il film ‘teatrale’ di Lars von Trier. “Come mai alla Rai vi fanno fare questa cosa?”, domanda provocatoriamente Andrea Camilleri, regista in tv delle commedie di Eduardo come di un Beckett con Renato Rascel e Adolfo Celi insieme. “Una volta - racconta - un dirigente Rai mi disse che in teatro erano sempre le stesse storie, sempre gli stessi movimenti. Gli risposi che anche quando si fa all’amore i movimenti sono sempre gli stessi, eppure non ci si annoia mai”. D’accordo Corrado Calabrò, che per sfuggire alla schiavitù dell’audience suggerisce di puntare sulla tv on demand, “una tv di nicchia - dice - ma una nicchia può diventare un cenacolo, guarda Paolo o Giovanni”. Conclude Scimone: “Vorrei che questi atti unici fossero degli aperitivi e stimolassero le persone ad andare a consumare il pranzo e la cena in teatro”.
Daniela Giammusso
 
 

Volta la carta, 26.5.2011 - h 11.00-12.00
Libri e non solo a L'Aquila. 1ª mostra mercato dell'editoria indipendente
Pinocchio, il potere della bugia
Andrea Camilleri e Gaetano Savatteri incontrano le scuole secondarie
 
 

AATI Annual Conference, 25-30.5.2011, Erice, Italy
Thursday 26.5.2011, 16.30 – 17.45, Sala James Geddes (AATI President, 1925)
Andrea Camilleri
Organizer and Chair: Elgin K. Eckert (The Umbra Institute, Perugia)

Adriana Nicole Cerami (University of North Carolina at Chapel Hill), Agamben’s "State of Exception" in Andrea Camilleri’s "The Terracotta Dog", "Excursion to Tindari", "The Snack Thief", "The Voice of the Violin" and "Rounding the Mark"
Maria Rita Liuni (Università per Stranieri “Dante Alighieri” Reggio Calabria), Insegnare Camilleri a studenti stranieri: approcci e metodi
Elgin K. Eckert (The Umbra Institute, Perugia), Camilleri: Writer and Public Intellectual
 
 

Il Sole 24 Ore, 26.5.2011
Il Sole 24 Ore: Montalbano approda al Domenicale
Con Camilleri festeggia il successo di 'Racconti d'Autore'

Milano - Grande successo per Il Sole 24 Ore con l'iniziativa "I Racconti d'Autore", la raccolta di 20 "short stories" dei grandi maestri della letteratura selezionate dalla redazione del Domenicale, che domenica scorsa ha esaurito il primo volume dedicato ai racconti di Hemingway dal fronte spagnolo. Per festeggiare il gradimento dei lettori la redazione del Sole 24 Ore Domenica, in occasione dell'uscita del secondo volume della collana, che sara' il racconto "Il seno" di Philip Roth, fara' un regalo speciale ai lettori: il supplemento culturale di domenica 29 maggio ospitera' un racconto del grande maestro Andrea Camilleri, scritto in esclusiva per Il Sole 24 Ore Domenica, che vedra' protagonista il Commissario Montalbano. E' la prima volta che il personaggio piu' celebre dei romanzi di Camilleri, diventato volto popolare della tv italiana, esce dai libri per entrare nelle pagine di un giornale [L'affermazione è sbagliata: vedi Bibliografia, NdCFC]. Per l'occasione indaghera' su un misterioso furto in una neonata banca della sua citta' Vigata, La Banca del Mediterraneo: cento cassette di sicurezza svaligiate tutte contemporaneamente senza che nessun allarme sia scattato. [...]
 
 

Newnotizie, 26.5.2011
Anticipazione “Il Commissario Montalbano”- La Vampa d’Agosto

Un’anticipazione de “Il Commissario Montalbano”. Sempre con successo, proseguono le repliche su RaiUno della fiction “Il Commissario Montalbano”. In attesa di ritrovare Salvo Montalbano nel 2012 con dei nuovi episodi pronti a conquistare i fan italiani ed esteri, i telespettatori sono già in crisi d’astinenza dopo aver visto, il 4 aprile scorso, gli ultimi quattro episodi dell’ottava stagione, che hanno chiuso i quattro film per la tv tratti dai romanzi di Andrea Camilleri ed editi dalla Sellerio. Dopo aver potuto ammirare “Il campo del vasaio”, “La danza del gabbiano”, “La caccia al tesoro”, e “L’età del dubbio” e diverse altre repliche, anche riproposte a distanza di tempo ottengono sempre ottimi risultati sia come ascolti che come share! Per dimostrarlo basti pensare che solo la controprogrammazione di Canale 5, con “Squadra Antimafia 3. Palermo oggi” ha potuto solo leggermente scalfire il predominio del quasi imbattibile Commissario di Vigata, che comunque ha appassionato più di 4 milioni di telespettatori e più precisamente 4.144.000 con uno share del 16,45%!!!
La Vampa d’Agosto – Domani sera venerdì 27 maggio anziché trasmettere il nuovo show di Carlo Conti, intitolato “Lasciateci cantare!” posticipato a mercoledì, nel quale personaggi famosi, divisi in due squadre una maschile e l’altra femminile, si sfideranno in una gara canora all’ultima nota, verrà riproposto, sempre in replica sull’ammiraglia di casa Rai, l’episodio intitolato “La vampa d’agosto”.
Un’avventura dove Salvo Montalbano cede alle lusinghe della ventenne Adriana, interpretata dalla seducente e mediterranea attrice partenopea Serena Rossi che si è servita di lui per vendicarsi della morte della gemella Caterina, violentata e uccisa per un puro capriccio sessuale da un palazzinaro colluso con la mafia e protetto dalla politica che si è servita di lui per vendicarsi della morte della gemella Caterina, violentata e uccisa per un puro capriccio sessuale da un palazzinaro colluso con la mafia e protetto dalla politica. La sua manovra di seduzione, coadiuvata anche dalla lontananza di Livia in barca con il fantomatico GianFilippo e annessa gelosia, ha fatto capitolare il commissario, che si è illuso di aver fatto breccia nel cuore di una ragazza e invece alla fine si scopre un’ingenua pedina manovrata e nelle mani di una ragazza in cerca di vendetta.
La trama - In un tradizionale torrido e caldissimo agosto siciliano, Mimì Augello (Cesare Bocci) ha anticipato le ferie e invita Montalbano, che è rimasto a Vigata a rilassarsi, nella villetta al mare che ha preso in affitto con Beba e il figlioletto Salvo. Ma il bambino sparisce e Montalbano si precipita a cercarlo, trovandolo in giardino e scopre un cunicolo dove è rimasto nascosto un baule con il cadavere di una ragazza, scomparsa anni prima. Allora il commissario inizia le indagini: con l’aiuto di Adriana (Serena Rossi), gemella della vittima e si mette in cerca dell’assassino…
Maria Luisa L. Fortuna
 
 

Il Centro, 27.5.2011
Volta la carta, incontri con gli autori

L’Aquila. E’ stata la scrittrice Dacia Maraini ad aprire la seconda giornata di «Volta la carta», prima mostra mercato dell editoria indipendente all’Aquila, intitolata «Legal-mente»: discussioni e dibattiti sul tema della legalità.
[…]
Andrea Camilleri, indisposto, ha dovuto rinviare il suo intervento.
 
 

Pubblicità Italia, 27.5.2011
Corriere della Sera propone la collana ‘Inediti d’autore’
Il Corriere della Sera propone in edicola ogni giovedì e sabato con Sette e Io Donna una nuova collana editoriale a un solo euro a volume.

Dopo l’iniziativa ‘I classici del pensiero libero’, il Corriere della Sera propone in edicola ogni giovedì e sabato con Sette e Io Donna una nuova collana editoriale a un solo euro a volume. ‘Inediti d’autore’, dal 2 giugno in edicola, è una collezione di romanzi brevi di grandi autori italiani, mai prima pubblicati, che punta alla diffusione della letteratura di qualità: grazie alla brevità del testo e alla maneggevolezza dei volumi, il lettore può godere la magia della lettura in ogni momento della giornata, a un prezzo accessibile per tutte le tasche. Il primo corto in edicola sarà ‘Super Santos’ di Roberto Saviano, giovedì 2 giugno, insieme a Sette. Sabato 4 giugno, con Io Donna, sarà in vendita ‘La lince’ di Silvia Avallone.
La collana proseguirà con Sandro Veronesi, Fabio Volo, Andrea Camilleri, Michela Murgia, Carlo Lucarelli, Federico Moccia, Silvio Muccino, Cristina Comencini, Mauro Corona, Chiara Gamberale, Valeria Parrella, Benedetta Cibrario. I volumi resteranno in edicola per una settimana dall’uscita.
 
 

Adnkronos, 27.5.2011
Il destino di Montalbano è già scritto. A custodirlo un libro consegnato a Sellerio
Grande la curiosità che desta la fine del commissario già decisa da Andrea Camilleri. Ma la casa editrice all'Adnkronos smentisce la morte del protagonista: Montalbano ''è vivo e vegeto''. Intanto l'avventura del commissario di Vigata continua: da mercoledì in libreria il nuovo romanzo 'Il gioco degli specchi'

Roma - Il velo di mistero continua ad avvolgere il Commissario Montalbano. Le ipotesi della sua morte vengono smentite tenacemente dalla casa editrice, la Sellerio, che parlando con l'Adnkronos annuncia l'uscita di un altro libro di Camilleri 'Il gioco degli specchi', nelle librerie la prossima settimana, sottolineando che Montalbano ''è vivo e vegeto''.
Eppure imperversa, e desta grande curiosità, l'ipotesi che lo scrittore avrebbe già consegnato il penultimo e l'ultimo libro che parlerebbe della fine del commissario più conosciuto e amato d'Italia. Libri che, addirittura, sembra che siano stati messi in cassaforte. La Sellerio liquida la faccenda con un ''non lo so''. Eppure nel libro 'Caffè Vigata' scritto da Lorenzo Rosso, portavoce del sindaco di Porto Empedocle, la Vigata letteraria, Camilleri dice chiaramente che in lui è nato il desiderio di porre fine a questa ripetitività consona a tutti gli scrittore seriali. ''Ho 80 anni passati - confida Camilleri a Rosso che lo racconta all'Adnkronos - e a questa età è sempre meglio mettere da parte tutto quanto''.
Rivelando allo scrittore che lo intervistava: ''Ho mandato al mio editore il libro da pubblicare quando io non ci sarò più''. Parlava dell'ultimo romanzo dove il commissario Montalbano ''scompare nel nulla - spiega Lorenzo Rosso - annullato dal suo alter ego''. ''Se Camilleri ha pensato veramente di 'uccidere', o comunque eliminare Montalbano lo trovo assolutamente comprensibile - commenta con l'Adnkronos la scrittrice Catena Fiorello - anzi è normale avere il desiderio di distruggere qualcosa di mostruoso che tu stesso hai creato. Camilleri ha scritto moltissime cose e abbinarlo sempre e solo a Montalbano diventa riduttivo. Tutto ciò che viene portato all'esasperazione diventa impossibile e ti viene la voglia di uccidere''.
''Se la notizia fosse vera - aggiunge la scrittrice - se uno come lui ha il coraggio di fare una cosa del genere, significa che è sempre più avanti degli altri. E' un grande Camilleri! Diverso da chi invece torna sempre sull'unica cosa che ha fatto. Io adoro Camilleri e uno dei motivi è proprio per questa sua riservatezza, perché non è un presenzialista, non appare mai solo per il gusto di farlo''.
Dello stesso parere è lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco: ''Il romanziere - spiega all'Adnkronos - come tutti gli artisti ha il dominio assoluto sulla sua fantasia. Io non so se riuscirei ad uccidere il mio personaggio di successo. Ma forse se fossi Camilleri anche io lo farei''. Ma come si potrà fare a meno delle storie del commissario più amato d'Italia, entrato nelle case di tutte le famiglie italiane? ''Tutto ciò che muore - afferma Buttafuoco - nella letteratura resta''.
 
 

Il Sole 24 Ore, 27.5.2011
Racconti d'autore. Il secondo libro e un Montalbano esclusivo
Con Roth e Camilleri la Domenica del Sole

Un grande successo ha salutato la prima uscita dei «Racconti d'autore» della Domenica del Sole 24 Ore. In poche ore il primo numero della serie – una raccolta di quattro brevi short stories del premio Nobel per la Letteratura, Ernest Hemingway – ha fatto il tutto esaurito in edicola.
Così per il prossimo appuntamento, l'edizione domenicale rilancia con un'accoppiata davvero eccezionale: Andrea Camilleri, il più popolare scrittore italiano, e Philip Roth, uno dei massimi scrittori americani contemporanei.
Lo scrittore siciliano regalerà ai nostri lettori – in esclusiva – un racconto appositamente scritto per il supplemento culturale del Sole 24 Ore. E, per di più, si tratta di una novità assoluta. Mai prima d'ora, infatti, il commissario Montalbano – il più popolare personaggio prodotto dalla recente letteratura italiana – era uscito dalle pagine dei libri per approdare in quelle di un giornale [L'affermazione è sbagliata: vedi Bibliografia, NdCFC]. Accadrà dunque proprio domenica con l'"inchiesta" che occuperà le prime pagine del supplemento. Il celebre Montalbano indagherà su un caso finanziario-mafioso. E cioè su un furto, avvenuto nottetempo, in una neonata banca di Vigata. In una sola notte, senza che nessun allarme sia suonato, ben cento cassette di sicurezza della banca vengono svaligiate. A Montalbano e alla sua sua squadra (Fazio, Augello, Catarella...) il compito di scoprire chi e come ha commesso il furto. La "banda Montalbano", per altro, tornerà ai primi di giugno per Sellerio con il nuovo romanzo, «Il gioco degli specchi», che, con tutta probabilità sarà il libro dell'estate 2011.
[…]
Stefano Salis
 
 

Agrigento Notizie, 27.5.2011
Porto Empedocle
Pierferdinando Casini: "Firetto vincerà le elezioni"

Dopo Antonio Di Pietro per Idv, un altro leader nazionale arriva a Porto Empedocle per sostenere un proprio candidato sindaco, Pierferdinando Casini, nella cittadina marinara per tirare la volata a Lillo Firetto. [...]
Sul palco salgono i vertici regionali del partito [...]. Nessuna traccia nè di D'Onofrio nè tantomeno di Camilleri, gli assessori designati "fantasma".
[...]
Gioacchino Schicchi
 
 

Trentino, 27.5.2011
Marco Malvaldi, ecco la ricetta del talento
Alto Adige, 27.5.2011
Malvaldi, un viaggio (con giallo) nell'Ottocento di Artusi
Più un happening letterario-enogastronomica che una vera presentazione, quella organizzata oggi alle 17 alla Igf di Aldeno, (introduce Aberto Faustini): ospite dell’azienda trentina che rilega i libri della casa editrice Sellerio sarà Marco Malvaldi.
[…]
Proprio leggendo Odore di chiuso ci siamo decisi ad accostarla a Camilleri, proprio per essere stato in grado di alternare ai gialli umoristici e raffinati come quelli dei vecchietti del “BarLume” un eruditissimo divertissement storico. Ma ci siamo accorti che l’accostamento tra lei ed il grande scrittore siciliano era già stato fatto.
«La cosa mi lusinga ma al contempo mi preoccupa. Questi accostamenti portano male. Io sono un tifoso del Torino: quando arrivò Hakan Sukur, lo definirono il Van Basten del Bosforo, ma poi si rivelò un brocco. Ogni volta che vengo chiamato il Camilleri in salsa toscana, mi tocco!».
L’ha mai incontrato, Camilleri?
«No. Lui del resto vive a Roma e si muove poco, io invece sono una palla da biliardo. Non sono riuscito nemmeno a conoscere Elvira Sellerio».
[…]
M. Di Giangiacomo
 
 

Il Sole 24 Ore, 28.5.2011
Una banca svaligiata e il fiuto di Montalbano

«Sintì lo sguillo del tilefono e satò fora dal letto per annare ad arrisponniri. Era Catarella. "Addimanno compressioni e pirdonanza per l'orata matinevoli, ma un frutto ci fu". "Avvirtisti a Fazio?". "In loco è, ma tilefonò ora ora dicenno che se ci va macari vossia è meglio". Montalbano santiò...». Ecco l'incipit del racconto che Andrea Camilleri ha scritto appositamente per la «Domenica» del Sole 24 Ore, domani in edicola.
Il grande maestro siciliano del giallo ha voluto così rendere omaggio, in un sol colpo, sia all'iniziativa del Sole «Racconti d'autore» sia al nostro supplemento culturale del quale – in tempi non sospetti, nel 1998 – il commissario Montalbano si dichiara lettore.
E già. Perché nel racconto (ancora!) intitolato «Quel che contò Aulo Gellio» (pubblicato nella raccolta «Un mese con Montalbano, Mondadori 1998) Camilleri scriveva di noi: «Ogni domenica il commissario usava accattare un giornale economico che provvedeva immediatamente a gettare nella munnizza, dato che di quelle cose non ci capiva niente. Conservava invece il supplemento culturale che era fatto bene e che aveva l'abitudine di leggere la sira a letto prima di dòrmiri».
Domani, dunque, Camilleri fa debuttare il commissario Montalbano anche nella schiera dei protagonisti del Sole 24 Ore. Un inedito gioco metaletterario, dal momento che è la prima volta in assoluto che Montalbano esce dalle pagine dei libri (e dalle fortunate trasposizioni televisive con Luca Zingaretti ad impersonarlo) per entrare nelle pagine di un quotidiano [L'affermazione è sbagliata: vedi Bibliografia, NdCFC].
La storia di Camilleri ha anche un illustratore d'eccezione: si tratta di Gianluigi Toccafondo, ottimo disegnatore (sua la grafica delle copertine della Fandango; suoi molti spot fortunati, come quello della Sambuca Molinari) e artista invitato alla prossima Biennale di Venezia nel Padiglione Italia.
La storia di Camilleri è semplice ma non banale. Un furto in una banca vigatese di nuova costituzione. Cento cassette di sicurezza svaligiate in una sola notte, senza che sia suonato nessun allarme e senza che la sorveglianza si sia accorta di nulla fino al mattino successivo. A Montalbano basta poco per scoprire il colpevole, identificare la natura della banca e risolvere l'indagine in modo fulmineo, per poi potere avere il tempo di andare a prendere l'eterna fidanzata Livia, in arrivo all'aeroporto palermitano di Punta Raisi.
Personaggi e interpreti di una serie fortunata che ha fatto di Camilleri l'autore commercialmente più forte in Italia negli ultimi anni. Un successo che, siamo pronti a scommettere, verrà confermato dal romanzo, «Il gioco degli specchi» in uscita da Sellerio nei prossimi giorni che si prepara ad essere il libro dell'estate dei lettori italiani. Domani, sul nostro supplemento culturale troverete in anteprima la recensione del critico letterario Salvatore Silvano Nigro. Vi accompagna nella lettura di un romanzo che non deluderà i fan del maestro di Porto Empedocle.
Buona lettura, dunque. L'appuntamento è per una domenica speciale in edicola.
Stefano Salis
 
 

ASCA, 28.5.2011
TV/Ascolti: Rai, oltre 3 milioni e messo per Montalbano

Roma - La programmazione di Rai1, ieri 27 maggio, prevedeva in prima serata 'La vampa d'agosto', episodio in replica della serie 'Il commissario Montalbano', che e' stato visto da 3 milioni 690mila spettatori con uno share del 14.41.
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Il Capoluogo, 28.5.2011
La carta voltata da... Emanuela Medoro
Gaetano Savatteri: Pinocchio, il Potere della Bugia

L'Aquila - Gaetano Savatteri, giornalista per vocazione sin dall’infanzia, ha narrato la sua vita, incontri ed esperienze, dando un contributo fortemente personale al tema della educazione alla legalità.
È nato a Racalmuto, in una zona ad alta densità di produzione di grandi scrittori, di quelli senza i quali la storia della letteratura italiana sarebbe diversa: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri.Il titolo del suo intervento sembra la parafrasi aggiornata, meno tragica, in termini adatti ai ragazzi delle scuole con scarsa confidenza con i classici della letteratura, della frase di Sofocle secondo cui la mancanza di verità è causa di una catastrofe, lui si concentra sul potere mistificatorio e fuorviante della bugia, quella diffusa dai media sui grandi fatti del giorno che orientano l’opinione pubblica ed addormentano le coscienze.
La prima domanda della moderatrice tocca proprio la curiosità su questo punto e chiede come mai sono nati e cresciuti tanti scrittori in un posto fra gli ultimi in tutte le classifiche italiane sullo stato di benessere ed il tenore di vita dei suoi abitanti. Il giornalista cita qui la risposta di A. Camilleri: «Perché scrivere non costa niente…Se avessi avuto i soldi avrei messo su un’azienda», spiegò questo fenomeno aggiungendo che nel deserto sociale ed economico la natura umana può essere osservata meglio.
[…]
Emanuela Medoro
 
 

Il Sole 24 Ore, 29.5.2011
In esclusiva
Un brano scritto per la «Domenica»
Il racconto che leggete in questa pagina è stato scritto in esclusiva per la «Domenica» del Sole 24 Ore da Andrea Camilleri. Per la prima volta il protagonista più celebre dei romanzi di Camilleri "esce" dai libri per entrare nelle pagine di un giornale [L'affermazione è sbagliata: vedi Bibliografia, NdCFC]. Del resto Montalbano ci legge da anni...
Andrea Camilleri sarà di nuovo in libreria nei prossimi giorni con l'ennesima avventura di Montalbano, Il gioco degli specchi (Sellerio, pagg. 272, € 14,00). Non abbiamo dubbi: sarà uno dei libri dell'estate 2011.

Montalbano nella banca svaligiata
Sintì lo sguillo del tilefono e satò fora dal letto per annare ad arrisponniri. Era Catarella. «Addimanno compressioni e pirdonanza per l'orata matinevoli, ma un frutto ci fu». «Avvirtisti a Fazio?» «In loco è, ma tilefonò ora ora dicenno che se ci va macari vossia è meglio». Montalbano santiò. Non potiva manco mannarici al sò vice, Mimì Augello, pirchì era in ferie. «Indove fu?» «Fazio dice che lui attrovasi in via del Corso nummaro 38». Annò in cammara di letto, taliò il ralogio, erano le setti e deci. Raprì la finestra. La jornata era 'na vera billizza, nenti nuvoli e soli càvudo. Sperò che l'indagine non fusse complicata avrebbe avuto poi quistioni con Livia che l'aspittava in serata all'aeroporto di Puntaraisi.
Facenno il Corso, s'addunò di 'na cosa alla quali non aviva mai fatto caso. E cioè che un negozio d'alimentari, un bar e 'na putìa di vino, erano scomparute e al loro posto ora ci stavano tri banchi. S'ammaravigliò. Come si spiegava che mentri giornali e tilivisioni annavano dicenno che il paisi addivintava sempri cchiù scarso e poviro, le banchi aumentavano? E infatti, al nummaro 38, davanti al quali parcheggiò, corrisponniva 'na banca nova nova. Si chiamava «Banca del Mediterraneo». Se s'arricordava bono, prima ci stava un granni saloni di varberi, ma sempri troppo nico per una banca. Sonò il campanello pirchì la saracinesca, che aviva bisogno di 'na mano di pittura, era calata. Gli raprì un trentino allampanato. «Il commissario Montalbano sono».
L'allampanato isò la saracinesca e la riabbassò appena che Montalbano fu passato. La porta di trasuta era di mitallo e vitro, si rapriva e si chiuiva elettronicamenti attraverso un pannello con la tastera numerica. Il saloni di varberi l'avivano circato di trasformari, ma ora cchiù che 'na banca, pariva 'na povira ricivitoria del banco lotto. Doviva trattarisi di 'na banca di terza serie. Nella prima cammara, darrè al divisorio di vitro, ci stavano du casceri assittati ai loro posti. Un terzo posto era vacante, doviva essiri quello dell'allampanato. Dal retrosaloni avivano arricavato dù cammare. Supra alla porta di una ci stava la targhetta "Direttore". Supra alla porta dell'autra non ci stava scrivuto nenti, ma, 'n compenso, aviva 'na chiusura elettronica come a quella di trasuta. L'allampanato tuppiò, annunziò al commissario. Montalbano trasì. Fazio, che stava assittato davanti alla scrivania di un quarantino abbronzato dalla lampa e aliganti, si susì. Il quarantino fici lo stisso. «Mi chiamo Vittorio Barracuda». E sorridì, ammostrando dù fila di denti pricisi 'ntifici al pisci omonimo. Montalbano si fici subito pirsuaso che quello era uno che avrebbi fatto bona carrera nel sò ambienti. Ma non era sprecato per una bancuzza come a quella? «Da quando siete a Vigàta?» – gli spiò. «Da tre mesi». Montalbano addecidì, dato che Barracuda gli stava 'ntipatico, di fari parlari a Fazio. «Mi dici qualcosa?» «Dottore, il furto è avvenuto stanotte nella stanza accanto, dove ci sono le cassette di sicurezza. Le hanno forzate tutte e si sono portati via quello che contenevano. Se vuol venire a vedere»... «Più tardi. Quante cassette sono?» «Cento, di diversa grandezza». «Ed erano tutte affittate?» Stavota ad arrisponnìri fu il direttori. «Sì, tutte». Il commissario si sintiva tanticchia strammato. C'era qualichi cosa che non gli quatrava, ma non accapiva quali. «Si accomodi»... – fici Barracuda libirannogli 'na seggia da dù faldoni. «Come sono entrati?» «Avevano le chiavi della saracinesca» – arrispunnì Fazio – «E conoscevano le combinazioni tanto della porta d'entrata quanto di quella blindata della camera dove ci sono le cassette». «Non c'è un guardiano notturno?» Arrispunnì il direttori. «No, ci serviamo della sorveglianza di una società, la Securitas». «Hai telefonato?» – addimannò a Fazio. «Sì, dottore. Il guardiano, che si chiama Vincenzo Larota, fa un controllo ogni ora passando in bicicletta. Si vede che i ladri erano informati dell'orario». «Già» – fici Montalbano. E non dissi cchiù nenti. Per rompiri il silenzio, Barracuda si giustificò. «Sa, siamo una piccola banca, non abbiamo ritenuto di dover ricorrere a una sorveglianza particolare»... E furono proprio quelle paroli a far tornari a mente al commissario la cosa che lo disagiava. «Che genere di clientela avete?» Il direttori si stringì nelle spalli. «La nostra banca si chiama del Mediterraneo perché i nostri clienti sono immigrati provenienti dall'altra sponda. Si servono di noi per i loro risparmi, per inviare denaro a casa»... Ma se i clienti erano povirazzi che faticavano la vita, che bisogno c'era delle cassette di sicurizza? Addirittura cento! E di varia grannizza! E tutte affittate! No, non quatrava per nenti. «I vostri clienti sono quindi solo extracomunitari?» Barracuda parse tanticchia a disagio. «Beh, non esclusivamente». Montalbano addecidì di mirari dritto al birsaglio. «Può darmi l'elenco completo di quelli che avevano qua una cassetta?» Il direttori addivintò di colpo rigito come 'n autro pisci, ossia un baccalà sutta sali.
«Ma... Sarebbe un andare contro il segreto bancario e la privacy dei... Comunque dovrei chiedere l'autorizzazione ai miei superiori e non so se»... Il commissario l'interrompì, 'nfastiduto. «In quanti siete a conoscere le combinazioni?» «Tutti. I tre cassieri e io». «Le cambiate spesso?» «Ogni tre giorni. Lo faccio io e la comunico agli interessati. Stasera mi tocca cambiarle. Ma non credo che a passarle ai ladri sia stato uno di noi». Il commissario lo taliò senza diri nenti. Il direttori continuò: «Sa, esistono certi apparecchi che possono»... «Sì, lo so anch'io, ho visto qualche film».
Montalbano, tutto 'nzemmula, si sintì stuffato, va a sapiri pirchì. Si susì. «Hai chiamato la Scientifica?» – spiò a Fazio. «Non ancora». «Chiamala. Ci vediamo in commissariato». Pruì la mano a Barracuda. Ma quanno quello gliela detti, gliela tenni nella sò. «Si è fatto un'idea?» – addimannò il direttori. Montalbano sorridì. «Più che un'idea» – dissi. Po' si taliò torno torno e arricciò il naso. «Che c'è?» – spiò Barracuda. «M'era parso di sentire un cattivo odore». Di colpo, la mano di Barracuda addivintò sudatizza. Sulo allura il commissario gliela libirò.
Appena arrivò in ufficio, tilefonò alle autre cinco banche del paisi. La cchiù granni, aviva trenta cassette di sicurizza. Allura chiamò al comanno della Guardia di Finanza e parlò a longo col colonnello Bonifazi che era amico sò. Aspittò il ritorno di Fazio fino all'ura di mangiari, po', visto che non arrivava, annò in trattoria.
Quanno torno 'n commissariato, Catarella gli dissi che Fazio sinni era ghiuto a mangiari, che la Scintifica non aviva attrovato nenti e che c'era un signori che di nomi faciva Provvisorio che gli voliva parlari di pirsona pirsonalmenti. «Catarè, sicuro che s'acchiama accussì?» «Come la morti, dottori». Il sissantino che s'apprisintò pariva pirsona pirbene. «Permette? Carmelo Provvisorio». E com'è che Catarella ci aviva 'nzirtato? Forsi pirchì era un nomi strammo? «Mi dica». «Dottore, siccome stamattina mi chiamò il direttore della Banca del Mediterraneo per dirmi che c'era stato un furto e siccome io ho lì una cassetta di sicurezza, volevo denunziare il contenuto in modo che se venisse ritrovato»... «Ho capito. Ma come mai lei ha una cassetta in quella banca?» Provvisorio sorridì. «Hanno assunto come cassiere a mio nipote Angelo che è orfano e che ho allevato io. E allora mi sembrava giusto trasferire il mio conto lì e ho»... «Cosa conteneva la cassetta?» «Gioielli della mia povera moglie». In quel momento trasì Fazio. «Senti, prendi la denunzia del signore». Provvisorio si susì. «Mi scusi» – fici il commissario – «Può telefonare a suo nipote e dirgli di passare da me quando chiude la banca? Ma che non ne parli con nessuno».
Angelo Provvisorio era un vintino aducato, timito e 'mpacciato. Montalbano volli che al colloquio assistissi macari Fazio. «Lei non trova strano che una banca così piccola abbia cento cassette?» Angelo agliuttì.
«Sì». «Ne ha parlato con suo zio?» «No, ma proprio tre giorni fa ho spedito il mio curriculum ad altre banche». «Vuole cambiare?» «Sì». «Perché?» Angelo s'agitò supra alla seggia. «Perché ho scoperto una cosa perlomeno strana che mi ha messo in sospetto». «Me la dica». «Che le altre novantanove cassette, a parte quella di mio zio, sono affittate a novantanove persone diverse, ma è sempre una sola a presentarsi, munita di delega e chiavi». «Sempre la stessa?» – spiò Fazio. «Sempre la stessa».
«Ne conosce il nome?» – addimannò il commissario. «Certo. Michele Gammacurta». «Matre santa!» – sclamò Fazio soffocato. Il commissario congedò il picciotto: «Nel suo stesso interesse, non parli con nessuno del nostro incontro». Macari Montalbano sapiva chi era Michele Gammacurta, il novo omo di fiducia dei Cuffaro, una delle dù famiglia mafiose del paisi, l'autra essenno quella dei Sinagra. «Ma che ci tinivano dintra a 'ste cassette?» – spiò Fazio. «Dinaro. Dinaro contanti. 'Nveci di portarlo all'estiro, lo tinivano ccà, in una bancuzza senza 'mportanza». «E quindi i Sinagra sono vinuti a scoprirlo e glielo hanno fottuto?» Montalbano scotì la testa negativo. «Talè, il direttori Barracuda, che di sicuro è complici del trafico, di certo se la sarebbi fatta d'incoddro se avissi pinsato che a fari il furto erano stati i Sinagra. 'Nveci era sireno e sorridenti». «E allura chi po' essiri stato?» «Secunno mia, Michele Gammacurta stisso». «Matre santa! E si sarebbi fottuto il dinaro della sò famiglia? Morto certo, è!» «No, Fazio, d'accordo con la sò famiglia». «Ma pirchì?» «Forsi era dinaro affidato a loro per farinni spiculazioni e hanno addeciso che gli abbisognava o forsi pirchì avivano nicissità di farlo scompariri». «E ora come procidemo?» «Noi? Noi nni firmamo ccà». Pensò Montalbano talianno il ralogio, aveva tutto il tempo che voliva per arrivare commodo a Puntaraisi.
Pigliò il tilefono, chiamò al colonnello Bonifazi. «Posso venire da te? Voglio raccontarti una storia che chiarirà tutti i dubbi che avevi sulla Banca del Mediterraneo». Si stirò, sospirò, taliò a Fazio, gli sorridì. «E puro chista è fatta».
Andrea Camilleri
Illustrazioni di Gianluigi Toccafondo


Un precedente illustre tra il “Sole” & Montalbano
Il Domenicale letto a Vigàta

Ogni domenica il commissario usava accattare un giornale economico che provvedeva immediatamente a gettare nella munnizza, dato che di quelle cose non ci capiva niente. Conservava invece il supplemento culturale che era fatto bene e che aveva l'abitudine di leggere la sira a letto prima di dòrmiri.
Quella sera, che aveva già gli occhi a pampineddra per il sonno e meditava d'astutare la luce e farsi una bella dormitina, l'attenzione gli cadde su un lungo e ponderoso articolo dedicato ad Aulo Gellio, in occasione dell'uscita di una scelta di brani dalle sue Noctes atticae. L'autore, dopo avere detto che Aulo Gellio, campato nel Secondo secolo dopo Cristo, aveva composto questa sua vasta opera per passare tempo durante le lunghe notti invernali trascorse in un suo campicello che aveva in Attica, concludeva dando il suo giudizio: Aulo Gellio era uno scrittore elegante di cose assolutamente inutili. Sarebbe rimasto nella memoria di tutti solo per un fatterello da lui contato, quello di Androclo e del leone.
(Da «Quello che contò Aulo Gellio», in Un mese con Montalbano, Mondadori, 1998).

Riproduciamo la prima pagina del Sole 24 Ore Domenica del 17 novembre 1996 con la copertina firmata da Mario Luzi che offriva una rilettura poetica ed esistenziale del Libro di Giobbe. In quel numero c'è il breve articolo siglato «Ps. Ka» sul Libro XIII delle Notti attiche di Aulo Gellio.
La recensione titolata «Delizione quelle notti» colpì Andrea Camilleri e l'argomento è entrato nel racconto di Montalbano che abbiamo riportato sopra.
 
 

Il Sole 24 Ore, 29.5.2011
Il nuovo romanzo
Gioco di specchi e di vividi profumi
Al centro del prossimo giallo una donna che, come nelle poesie del Duecento, è «fresca e aulentissima»

La lingua di Camilleri inclina a tutte le astuzie. Intanto è una lingua d'invenzione. Non deve quindi dar conto a nessun vocabolario reale. Obbedisce solo alla fantasia dell'autore. E alla letteratura. Si regge su se stessa, sui propri ludi. Rientra in quel regime d'illusionismo teatrale, e di allegra burla, che sospende la reciproca esclusione di verità e menzogna. L'equilibrismo di Camilleri somiglia a quello dei saltimbanchi che nei quadri di Antonio Donghi, tanto amati dallo scrittore, sostengono su un sigaro la magica leggerezza di un cilindro. Camilleri arriva a stemperare gli accenti antichi della Scuola siciliana; ne sbuccia le parole e le trucca, traducendole in un italiano che, in quanto a falsità, consuona con il vigatese. C'è una trama evidente, una storia, nei romanzi di Camilleri. Ma più sottile e inavvertito è il complotto delle parole, che si srotolano e giocano; e nel frattempo condizionano come un destino la vicenda raccontata, cogliendo alle spalle il lettore che è talmente impegnato a indovinare la soluzione del giallo, e a godersi la lepida sagacia della parlata del narratore, da non accorgersi dei segnali che il linguaggio gli invia. La tattica torna, con grande evidenza, nel nuovo romanzo: Il gioco degli specchi (in uscita da Sellerio, pagg. 256, € 14,00).
Al centro del romanzo c'è una donna, che è "frisca" e "profumata". Per depistare il lettore, Camilleri aggiunge una maliziosa rima di disturbo. Specifica che è anche "arriposata" (dopo una notte consumata in gemiti amorosi). Lo stratagemma funziona. E nessuno si accorge del ricalco letterario. "Fresca" e "aulentissima" era la rosa cantata da Cielo d'Alcamo, in una più lontana Sicilia. Ma nel romanzo di Camilleri il "profumo" (che impregna persino i vestiti del commissario Montalbano) non è di rosa ma di giglio. La donna si chiama infatti Liliana. Lo spostamento da un fiore all'altro (dalla rosa al lilium latino), e l'aggiornamento della letteraria Alcamo nella non meno letteraria Vigàta, sono trucchi giocosi che il linguaggio si concede compiacendosene. L'apparente svagatezza del gioco anticipa però, senza darlo a vedere, l'offuscamento della trama. Nessuno ci fa caso. Ma nel l'aiuola letteraria del suo romanzo, Camilleri ha fatto scivolare di soppiatto un effetto di scrittura che mette in campo il fantasma di un'altra donna, della celebre Balducci, Liliana anch'essa, trovata morta, sgozzata, in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda. Il giglio del Gioco degli specchi olezza di morte. E con il suo inconfondibile aroma, che malaugurante rimane addosso a chi l'avvicina o lo tocca, sia esso amico perplesso o romantico amante, rischia di coinvolgere, nell'insordidamento, Montalbano: che viene attirato, quasi con le brache in mano, dentro un filmino a luci rosse; e finisce per essere accusato d'omicidio. L'avvio del giallo, molto prima che nella vicenda, è nelle suggestioni del linguaggio.
La lingua inventata di Camilleri comprende le eccezioni idiolettiche, la felicissima idiotaggine linguistica, lo scilinguagnolo a perdifiato, festoso e sbardellato, del centralinista Catarella. La parlata di Catarella può essere contagiosa. Nel Gioco degli specchi infetta allegramene il resoconto che di un incubo di Montalbano fa il narratore, ormai abituato a quei sogni che per giorni e giorni rimangono attaccati alle palpebre e ai pensieri del commissario. Con i sogni e con gli incubi del personaggio, il narratore ci si diverte; e si lascia sfuggire un «di pirsona pirsonalmenti» che è fra i fiori lunari e le perle più luminose del fantastico Catarella.
Il comportamento linguistico di Montalbano varia di caso in caso. Ha diverse sfumature. Passa dall'italiano generoso e caloroso delle cortesie e delle galanterie, a quello biascicato e contraffatto, e talora di gravità notarile, degli scherzi telefonici. Il dialetto conosce il turpiloquio farsesco nei battibecchi di rude amicizia con il dottor Pasquano, ed è di acuta sensibilità nel normale uso quotidiano. Quando ricompare l'eterna fidanzata, la tormentosa Livia che vive a Boccadasse, Montalbano brandisce il dialetto come un'arma di autodifesa: «Non mi parlare in siciliano», «ti nascondi dietro il dialetto», squittisce, starnazza e urla la fidanzata. Aggiunge: «Avete certe parole in Sicilia...». Sull'argomento ha scritto pagine divertite Francesca Santulli, nel libretto Montalbano linguista. La riflessione metalinguistica nelle storie del commissario (Arcipelago Edizioni, Milano, pagg. 220, € 12,50): «Il dialetto è sentito da Livia come qualcosa di estraneo e minaccioso. Come il rifugio segreto di Salvo, la barriera protettiva eretta per escluderla». La cameriera di Montalbano, Adelina, non sopporta l'intrusa, la barbara straniera. Vizia il commissario con vari manicaretti e mastodontici arancini. Lo asseconda sempre con l'umiltà e l'ardente gioia del suo dialetto. E farebbe cose da pazzi, pur di vedere fiorire una bella corona di corna sulla fronte dell'incompatibile signorina. Lei il letto lo prepara. Favorisce le occasioni.
Il commissario del nuovo romanzo, più che uno sbirro, è un caro vicino di casa premuroso e apprensivo. Almeno all'inizio. In altri racconti prevale lo spirito sbirresco, che si diverte a far sberleffi ai delinquenti comuni, alle cosche mafiose, ai politici corrotti e collusi (e neppure ora si astiene, naturalmente, da sgambetti e contropiedi, con trionfante soddisfazione). In ogni caso Montalbano è sempre pronto a rompere le regole e le convenzioni, pur di smascherare e denunciare le menzogne politiche che, solo perché hanno cittadinanza nel paese, pretendono di diventare verità e atti di fede come nei fatti del G8 di Genova. Ciò che conta per lui, sempre, è poter dire alla fine: «E puro chista è fatta».
Salvatore Silvano Nigro
 
 

Il Sole 24 Ore, 29.5.2011
FM - Filosofia Minima
Fumo ma non sono un fumatore

IL POSACENERE DI CAMILLERI Fiorello ha alimentato la leggenda del grande fumatore. Ma le sigarette vengono spente dopo due tiri

L'immagine che vedete qui sopra mostra chiaramente che Andrea Camilleri - malgrado Fiorello - non è un fumatore. È chiaro che queste sigarette vengono spente poco dopo essere state accese. «lo fumo molto meno di quanto appare - spiega lo scrittore siciliano - perché, come si vede, queste hanno il doppio filtro e ci fermiamo qui, dopo due tiri. Fiorello è stato per mesi e mesi a prendermi in giro con questa storia del fumo, in modo molto simpatico, e siamo diventati buoni amici. Però ha creato questa leggenda del grande fumatore che non sa resistere, mentre io ho un'autonomia anche di ore e ore. Ha creato un personaggio che non corrisponde alla realtà. Se devo stare 3 ore senza fumare non ho problemi. Per amor del cielo, alla fine, esco e fumo, ma non è che vado in crisi di astinenza. Potrei anche rinunciare se volessi, ma alla mia età non avrebbe molto senso. Nella mia vita sono sempre stato in grado di rinunciare a tutto e ho una moglie pronta a fare altrettanto. Oggi, invecchiando, stiamo bene, ma se perdessimo quello che abbiamo - salvo la salute, che è fondamentale - non credo che spargeremmo una sola lacrima». Ero entrato in casa Camilleri con l'intento deliberato di spingerlo a parlare di filosofia ed eccomi servito con questa osservazione che attualizza il pensiero degli stoici, e forse persino dei cinici, i quali riflettevano su quanto fosse vano il nostro attaccamento alle cose. «Glielo dico dal profondo del cuore: non sono attaccato a nulla. E non ho alcun merito in questo. Forse è stata l'educazione impartitami in tempi di guerra, quando mancava tutto. Non sono attaccato neppure ai miei romanzi. Una volta che un romanzo è pubblicato ho un senso di rigetto tale che lo metterei lì e non lo toccherei più. E infatti non li avrei mai più riletti se non fosse per i traduttori, che mi obbligano a riprendere in mano un libro chiedendo: ma lei, a pagina 85, che cosa voleva dire?». Cami11eri ha mai cercato di smettere di fumare? «Sì, e ci sono anche riuscito. Per venti giorni sono stato letteralmente da cani. Però mi facevo forza e continuavo a resistere. Avendo sempre il pacchetto di sigarette in tasca. Sì, perché la strategia per smetter di fumare, o anche di bere alcolici, come pure ho dovuto fare, è sapere che dipende da te, dalla tua volontà». Molto eroico e molto stoico anche questo. Ma a che cosa si rinuncia veramente quando si smette di fumare? «Una volta, una mattina, mentre ero tutto concentrato a scrivere, mia moglie entra nel mio studio e mi dice: "ma perché queste sigarette sono tutte rotte?" Non mi funzionava l'accendino e non me n'ero accorto. Non erano accese. Quando mi scadeva il tempo mentale per una sigaretta, la spegnevo. Solo che spegnevo una sigaretta mai accesa. La ritualità, il gesto dell'accendere è fondamentale. Mi hanno regalato una di quelle sigarette elettroniche che fanno la fiamma e il fumo, ma che non si accendono. Se inventano una cosa che simula anche l'accensione, abbiamo risolto. Il rito deve essere rispettato fino in fondo».
Alessandro Massarenti
 
 

Corriere della Sera, 29.5.2011
Le iniziative del Corriere I racconti a 1 euro La nuova biblioteca Il primo libro in edicola il 2 giugno
La sfida del testo corto: inizia Saviano Ogni giovedì e sabato con il «Corriere»

È una nuova collana di romanzi brevi e inediti dei più apprezzati autori contemporanei, tutti italiani, da Saviano alla Avallone, da Camilleri a Lucarelli, l'iniziativa editoriale «Inediti d'autore» del «Corriere della Sera» che debutterà il 2 giugno e proporrà in edicola due titoli ogni settimana, ogni giovedì con «Sette» e ogni sabato con «Io Donna» (ogni volume resterà in edicola per una settimana): un invito alla lettura, anche perché ciascun libro, dalla veste grafica originale e curata, è in vendita al prezzo straordinario di 1 euro (più il prezzo del quotidiano). [...] Seguiranno [...] per continuare il 16 giugno con La targa di Andrea Camilleri [...].
Ida Bozzi
 
 

Il Messaggero, 30.5.2011
Il gioco degli specchi, l'anticipazione del nuovo libro di Camilleri
Sarà in libreria mercoledì Il gioco degli specchi, il nuovo romanzo di Andrea Camilleri che vede protagonista il commissario Montalbano (Sellerio, 255 pagine, 14 euro). Ancora una volta un giallo, con il poliziotto di Vigata che ha la strana sensazione di essere osservato e manovrato. Qualcuno vuole confonderlo, mischiare realtà e illusioni. Il commissario pensa alla scena finale del film La signora di Shanghai di Orson Welles: un gioco di specchi che lo disorienta. Pubblichiamo un brano del primo capitolo del romanzo.

Era da minimo du’ ure che sinni stava assittato, completamenti nudo come Dio l’aviva fatto, supra a’na speci di seggia che assimigliava perigliosamente a ’na seggia lettrica, ai polsi e alle cavigli gli avivano attaccato dei braccialetti di ferro dai quali si partivano ’na gran quantità di fili che annavano a finiri dintra a un armuàr di mitallo tutto dicorato all’esterno di quatranti, manometri, amperometri, barometri e di lucette virdi, russe, gialle e cilestri che s’addrumavano e s’astutavano ’n continuazioni. ’N testa aviva un casco priciso ’ntifico a quello che i parruccheri mettino alle signore per la permanenti, ma questo era collegato all’armuàr con un grosso cavo nìvuro dintra al quali c’erano arrutuliati cintinara di fili colorati.

Il profissori, cinquantino, capilli a caschetto con la riga ’n mezzo, varbetta caprigna, occhiali d’oro, cammisi bianco che più bianco non si può e ariata ’ntipatica e supponenti, gli aviva arrivolto a mitraglia un migliaro di dimanne tipo:
«Chi era Abramo Lincoln?».
«Chi scoprì l’America?».
«Se vede un bel sedere di donna a cosa pensa?».
«Nove per nove?».
«Tra un cono gelato e un pezzo di pane ammuffito che preferisce?».
«Quanti furono i sette re di Roma?».
«Tra un film comico e uno spettacolo pirotecnico quale sceglie?».
«Se un cane l’assale, lei scappa o gli ringhia contro?».
A un certo momento il profissori s’azzittì di colpo, fici ehm ehm con la gola, si livò un pilocco dalla manica del cammisi, taliò fisso a Montalbano, po’ sospirò, scotì amaramenti la testa, sospirò ancora, rifici ehm ehm, schiacciò un bottoni e automaticamenti i braccialetti si raprero, il casco si sollivò.
«La visita sarebbe terminata» dissi annanno ad assittarisi darrè alla scrivania che c’era in un angolo dello studio medico e accomenzanno a scriviri al computer.
Montalbano si susì addritta, pigliò ’n mano mutanne e pantaloni, ma ristò ’mparpagliato.
Che significava quel sarebbe? Era finuta o no, ’sta grannissima camurria di visita?
’Na simana avanti aviva arricivuto un avviso a firma del questori nel quali lo si ’nformava come e qualmenti, in base alle novi norme per il personali emanate di pirsona pirsonalmenti dal ministro, avrebbi dovuto sottoporsi a un controllo di sanità mintali presso la clinica Maria Vergine di Montelusa entro e non oltre deci jorni.
Com’è che un ministro po’ fari controllari la sanità mintali di un dipinnenti e un dipinnenti non pò fari controllari la sanità mentali del ministro?, si era spiato santianno. Aviva protistato col questori.
«Cosa vuole che le dica, Montalbano? Sono ordini dall’alto. I suoi colleghi si sono adeguati».
Adeguarsi era la parola d’ordini. Se non t’adeguavi, avrebbiro nisciuto ’na filama, che eri un pedofilo, un magnaccia, uno stupratore abituali di monache e ti avrebbiro costretto alle dimissioni.
«Perché non si riveste?» addimannò il profissori.
«Perché non...» farfugliò tintanno ’na spiegazioni e accomenzanno a rivistirsi. E ccà capitò l’incidenti. I pantaloni non gli trasivano cchiù. Erano sicuramenti quelli stissi che aviva quanno era arrivato, però si erano stringiuti. Per quanto tirasse narrè la panza, per quanto si ’nturciniasse tutto, non c’era verso, non gli trasivano. Come minimo, erano di tre taglie ’nfiriori alla sò. Nell’urtimo dispirato tintativo che fici, persi l’equilibrio, s’appuiò con una mano a un carrello con supra ’n apparecchio mistirioso e il carrello sinnì partì a razzo annanno a sbattiri contro la scrivania del profissori. Che satò all’aria scantato.
«Ma è impazzito?!».
«Non mi entrano i pa... i pantaloni» balbettò il commissario tintanno di giustificarisi.
Allura il profissori si susì arraggiato, pigliò i pantaloni per la cintura e glieli tirò su.
Trasero pirfettamenti.
Montalbano si sintì vrigognoso come un picciliddro dell’asilo che, annato al cesso, ha avuto bisogno della maestra per rivistirisi.
«Già nutrivo seri dubbi» fici il profissori riassittannosi e ripiglianno a scriviri «ma quest’ultimo episodio fuga ogni mia incertezza».
Che ’ntinniva diri?
«Si spieghi meglio».
«Cosa vuole che le spieghi? È tutto talmente chiaro! Io le domando a cosa pensa davanti a un bel sedere femminile e lei mi risponde che pensa ad Abramo Lincoln!».
Il commissario strammò.
«Io?! Io ho risposto così?».
«Vuole contestare la registrazione?».
A ’sto punto Montalbano ebbi un lampo e accapì. Era caduto in un trainello!
«È una congiura!» si misi a fari voci. «Voliti farimi passare per pazzo!». Non aviva finuto di gridari che la porta si spalancò e comparsero dù ’nfirmeri forzuti che l’aggramparo. Montalbano circò di libbirarisi santianno e mollanno càvuci a dritta e a manca e allura...

...e allura s’arrisbigliò. Tutto sudatizzo, il linzòlo tanto arravugliato torno torno al corpo che non potiva cataminarisi, pariva ’na mummia.
Quanno doppo contorsioni varie si libbirò, taliò il ralogio. Erano le sei.
Dalla finestra aperta trasiva aria càvuda di scirocco. Il pezzo di celo che vidiva dal letto era tutto cummigliato da ’na nuvolaglia lattiginosa. Addecidì di starisinni corcato ancora ’na decina di minuti.
No, il sogno che aviva appena finuto di fari era sbagliato. Lui non sarebbi mai nisciuto pazzo, ne era certo. Semmai si sarebbi a picca a picca rimbambito, scordannosi macari nomi e facci delle pirsone cchiù care, fino a sprufunnari in una speci di solitudini ’ncoscenti.
Ma che confortevoli pinseri che gli vinivano di primo matino! Reagì susennosi e precipitannosi ’n cucina a pripararisi il cafè.
Quanno fu pronto per nesciri, s’addunò ch’era troppo presto per annare in commissariato. Raprì la portafinestra della verandina, s’assittò fora, si fumò ’na sicaretta. Faciva veramente càvudo. Prifirì trasire dintra e mittirisi a tambasiare casa casa fino a quanno non si ficiro le otto.
Allura acchianò ’na machina, principiò a fari la brevi stratuzza che collegava Marinella alle provinciali. A ducento metri dal sò villino cinni stava ’n autro, squasi uguali, che doppo anni che era ristato sfitto, ora da cinco misi era bitato da ’na coppia senza figli, i signori Lombardo. Lui, Adriano, era un quarantacinchino àvuto, aliganti, che, a quanto gli aviva arrifirito Fazio, era il rapprisintanti unico per tutta l’isola di ’na grossa marca di computer epperciò viaggiava spisso. Possidiva ’na machina sportiva viloci. Sò mogliere Liliana, che aveva deci anni meno di lui, era ’na beddra bruna torinisa di tutto rispetto. Àvuta, gamme longhe e pirfette, doviva aviri praticato qualichi sport. E quanno uno la vidiva caminare taliannola di darrè certamenti, manco se era un pazzo furioso, pinsava ad Abramo Lincoln. Lei ’nveci aviva ’na machina giapponisa di cità.
Con Montalbano avivano sulo rapporti limitati al bongiorno e alla bonasira quanno che raramenti si ’ncontravano con le machine nella stratuzza e allura era ’na camurria di manopire pirchì dù auto ’n contemporanea non ci passavano.
Quella matina il commissario vitti, con la cuda dell’occhio, la machina della vicina col cofano isato e la signura calata a mità a taliarici dintra. Di certo c’era qualichi probrema. Dato che non aviva nisciuna prescia, squasi senza pinsarici sterzò a dritta, fici deci metri e s’attrovò davanti al cancello aperto del villino. Senza scinniri dalla machina spiò:
«Serve aiuto?».
La signora Liliana gli arrigalò un sorriso di gratitudini.
«Non parte!».
Montalbano scinnì, ma ristò fora dal cancello.
«Se deve venire in paese, le do un passaggio».
«Grazie, ho anche una certa urgenza. Ma non potrebbe dare un’occhiata al motore?».
«Signora, mi creda, non ci capisco assolutamente niente».
«Allora vengo con lei».
Chiuì il cofano, niscì dal cancello lassannolo aperto, acchianò ’na machina mentri che il commissario le tiniva lo sportello.
Partero. A malgrado dei finistrini calati, la machina si inchì del profumo di lei, dilicato e penetranti a un tempo.
«Il problema è che non conosco nessun meccanico. E mio marito tornerà solo tra quattro giorni».
«Potrebbe telefonargli». La signura parse non aviri sintuto il suggerimento.
«Non potrebbe indicarmene uno lei?».
«Certamente. Ma non ho con me il suo numero di telefono. Se vuole, l’accompagno da lui».
«Lei è veramente gentile».
Non parlaro cchiù per il rimanenti della strata. Montalbano non voliva passari per curioso, lei, da parti sò, era cortesi e affabili, ma si vidiva che non le piaciva dari confidenzia. La prisintò al meccanico, la signura tornò a ringraziarlo e accussì finì il brevi ’ncontro.

«Ci sono Augello e Fazio?».
«Dottori, in loco stanno».
«Mannali ’nni mia».
«E come fanno a viniri, dottori?» spiò ’mparpagliato Catarella.
«Che significa come fanno? Usanno le loro gamme!».
«Ma non stanno ccà, dottori, stanno in loco indov’è il loco!».
«E indov’è sto loco?».
«Aspittasse che talio».
Pigliò un pizzino, lo liggì.
«Ccà ci sta scrivuto via Pissaviacane vintotto».
«Sei certo che si chiama via Pissaviacane?».
«Come la morti, dottori».
Mai sintuta nominari.
«Chiamami a Fazio e passamelo in ufficio».
Squillò il tilefono.
«Fazio, che succedi?».
«Stamatina all’arba misiro ’na bumma davanti a un magazzino di via Pisacane. Nisciun firito, sulo un gran scanto e qualichi vitro rotto. Oltri alla saracinesca sfunnata, naturalmenti».
«Un magazzino di che?».
«Di nenti. Da squasi un anno è vacante».
«Ah. Il propietario?».
«L’ho ’nterrogato. Poi ci conto tutto, tra un’orata al massimo semo di ritorno».
Andrea Camilleri
 
 

Scegli con il cuore, 30.5.2011
Andrea Camilleri "A casa è meglio!" con la Comunità di Sant'Egidio e Enel Cuore

"In Italia sono quasi 6 milioni gli anziani che vivono da soli e sono costretti ogni anno ad affrontare la stagione più calda affidandosi solo alle proprie risorse, spesso limitate. Lo scrittore Andrea Camilleri racconta come A casa è meglio!, il progetto di assistenza domiciliare dedicato alle persone anziane non autosufficienti che vivono in condizioni di isolamento, rappresenti un modello innovativo di assistenza nell'organizzazione del sistema sociosanitario dei servizi rivolti alla terza e quarta età. Il progetto è stato ideato e realizzato, dal 2004 in poi, dalla Comunità di Sant’Egidio insieme a Enel Cuore, in sette città italiane: Novara, Savona, Livorno, Fiumicino (Roma), Napoli, Messina, e Catania. Nel 2011 A casa è meglio ! arriverà a l'Aquila, Napoli e Ferentino (Frosinone)."
 
 

La Sicilia, 30.5.2011
«I messaggi della pietra»
In un volume il patrimonio archeologico e naturalistico di Cava d’Ispica
Sabato la presentazione del libro che ha incassato i complimenti dello scrittore Andrea Camilleri e l’intervento di Rosario Gugliotta

Ragusa. La presentazione del volume «Messaggi di pietra», sostenuta e sponsorizzata dall'amministrazione comunale ispicese, nella splendida cornice del nuovo spazio urbano «Il Mercato», ha fatto emergere ancora di più la straordinarietà dei luoghi di Cava d'Ispica, definiti uno scrigno prezioso contenente non solo «un inesauribile patrimonio archeologico e naturalistico ma anche un vastissimo patrimonio di memorie».
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Alla presentazione del volume «Messaggi di pietra» erano presenti gli autori: Rosario Gugliotta, Pasquale Zenga e Sesto Bellisario.
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Riconoscimenti sul volume-catalogo sono arrivati anche da Andrea Camilleri.
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Giuseppe Floriddia
 
 

La Sicilia, 30.5.2011
Storie di vita vissuta tra lo Spasimo e i suoni dell'Etna
Edoardo De Angelis racconta quarant'anni in musica e, nel cd «Sale di Sicilia», gioca con la voce di Andrea Camilleri e dei suoi tantissimi amici musicisti

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E invece, ecco «Sale di Sicilia», il cd realizzato per Raitrade, il naturale completamento in musica di «Te la ricordi Lella».
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Tra gli amici c'è anche Andrea Camilleri, che recita i versi che aprono «Spasimo», il brano che contiene le note di «Stranizza d'amuri» di Franco Battiato.
«E' davvero una perla. Ed è stato molto bello poter coinvolgere anche Andrea in questo progetto. Tanti anni fa quando ho lavorato come produttore tv per una serie chiamata "Centocittà", in onda su Telemontecarlo, una puntata la dedicammo proprio alla Sicilia. Realizzammo alcune riprese nella casa di Pirandello, e in sottofondo misi "Stranizza d'amuri". Ho chiesto a Franco di ricantarla su un tappeto di tre zampogne».
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Leonardo Lodato
 
 

Adnkronos, 31.5.2011
Amministrative: a Porto Empedocle rieletto Firetto con il 93,3%

Palermo - Rielezione bulgara per il sindaco di Porto Empedocle (Agrigento), Calogero Firetto, che ha ottenuto il 93,3% dei voti con 10.684 preferenze. Firetto, appoggiato da Sicilia Vera, Pd, Udc, Fli, Forza del Sud, Movimento per l'Autonomia e Alleati per il Sud, ha vinto contro Paolo Ferrara di Idv che si e' fermato a 766 voti, pari al 6,7% . Firetto nelle scorse settimane aveva annunciato tra gli assessori in giunta anche lo scrittore Andrea Camilleri, originario di Porto Empedocle, ma poi fu lo stesso Camilleri a dire che non avrebbe fatto parte della giunta ma che avrebbe sostenuto Firetto a primo cittadino.
 
 

SiciliaInformazioni, 31.5.2011
Il segreto di Firetto, sindaco uscente di Porto Empedocle, la città di Camilleri: 94% dei voti. Come ha fatto a mettere d’accordo tutti?

Quando la notizia arriverà al di là del Caucaso, a Porto Empedocle potrebbero arrivare delegazioni di esperti per scoprire come abbia fatto il sindaco uscente, Calogero Firetto, a raggiungere il 94 per cento delle preferenze, più di 10 mila voti, in una consultazione elettorale rispettosa delle regole della democrazia. Ci ha provato anche Lukashenko a raggiungere questo risultato, senza scomodare la democrazia, ma non c’è riuscito. Tiranni e tecnocrati hanno dovuto allentare le briglia e rimanere sotto le percentuali extralarge di consensi per non dare troppo nell’occhio. Calogero Firetto non aveva a disposizione che il bilancio del governo cittadino. Solare, modi gentili, una invidiabile competenza, l’attitudine alle relazioni, il sindaco uscente è riuscito a mettere sottosopra la sua città, affrontando antichi problemi e risolvendoli, senza dovere mettere le dita negli occhi a nessuno.
Quando Andrea Camilleri fece il suo endorsement a favore di Calogero Firetto, che è un iscritto all’Unione di Centro, sono stati in tanti a sorprendersi, conoscendo le idee dello scrittore siciliano. Che c’entra lui con l’Udc? Si sono detti. Camilleri, empedoclino di nascita e di formazione, ha spiegato semplicemente che il sindaco è una persona per bene che ci sa fare e perciò va votato, come ogni persona per bene che ci sa fare, mettendo a tacere tutti quanti.
Non restava altro da far sapere. Ma l’esternazione di Camilleri era un episodio troppo ghiotto e curioso perché smettessero di sospettare. C’è voluto il plebiscito, a coloro che non abitano la città, per capire la ragione di quell’endorsement che non “appartiene” alla storia politica dello scrittore.
L’appello di Camilleri non è stato, intendiamoci, lo strumento del plebiscito, ma ne ha rivelato anzitempo le ragioni come meglio non si sarebbe potuto fare.
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DavideMaggio.it, 31.5.2011
Squadra Antimafia verso il gran finale. E Rai1 controprogramma ancora Montalbano

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Visto l’alto gradimento per la fiction, Rai1, dopo aver perso una serie di serate con Ciak Si canta, è corsa ai ripari programmando le repliche del Commissario Montalbano. E anche stasera, con Squadra Antimafia in onda eccezionalmente al martedì, Montalbano torna in onda con l’episodio “Par condicio”, per la serie salviamo il salvabile.
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Thomas Tonini
 
 

 


 
Last modified Saturday, April, 13, 2013