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RASSEGNA STAMPA

NOVEMBRE 2011

 
Il Quotidiano (della Basilicata), 1.11.2011
Gianni Pittella in Prima persona
Nasce il pensatoio aperto a diverse latitudini e che chiede meno politica nella gestione degli enti. Il 10 novembre a Montecitorio si presenta l’associazione del vicepresidente del Parlamento Ue

[…] Il dieci a Roma con Gianni Pittella prenderanno voce Andrea Camilleri, Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso a Pollica, giovani assessori meridionali, imprenditori, disoccupati, economisti. […]
Paride Leporace
 
 

Wuz, 2.11.2011
La setta degli angeli di Andrea Camilleri
"Paìsi di settimila bitanti, assistimato proprio al centro di granni latifondi, nel milli e novicento e uno Palizzolo vantava dù marchisi, quattro baruni, un duca di centodù anni che non nisciva cchiù dal castello e un martiri antiborbonico, l'avvocato Ruggero Colapane, 'mpiccato sulla pubblica piazza per aviri aderito alla Repubblica partenopea.
Ma il vanto maggiore erano le otto chiese, ognuna addotata di campanile e di campane accussì potenti che quanno sonavano tutte 'nzemmula per le case era priciso 'ntifico a 'na passata di terremoto."

La nostra vita è anche la somma di tante piccole felicità, tanti attimi a cui non prestiamo attenzione, gesti abituali, visi conosciuti, sensazioni di tranquilla serenità, momenti normali di una normale esistenza. Tredici anni fa Philippe Delerm raccontava queste piccole gioie nel suo La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita. All'elenco racchiuso in quelle pagine, che includeva le mattinate in cucine silenziose a sgranare piselli, il rumore della dinamo contro la ruota in una solitaria passeggiata serale in bicicletta, lo scompartimento di un vecchio treno che si trasforma in salotto... aggiungerei l'uscita in libreria di un nuovo romanzo di Andrea Camilleri.
È una piccola gioia prendere in mano un libro intonso di Camilleri, assaporare l'idea di leggere una storia inedita, sconosciuta ma che sarà di certo gradevole, intelligente, divertente, appassionante. Un po' come incappare in un episodio inedito della serie tv preferita (e già vista magari più volte) e scoprire sin dai primi fotogrammi che si tratta di una vicenda sconosciuta che ci fa rivivere la gradevole sensazione della novità.
Partendo da un avvenimento realmente accaduto all'inizio del secolo scorso ad Alia, Camilleri punta il dito su una questione ancora oggi ben presente nel nostro Paese "il rifiuto della conoscenza della verità". Si stigmatizza chi indica il reato, l'immoralità o l'atto vergognoso molto più di chi ne è colpevole. E ancora oggi c'è chi afferma sia meglio tacere piuttosto che far godere di cattiva fama persone, città e regioni intere.
La scrittura di Camilleri si fa sempre più vernacolare, ma nel frattempo il lettore ha imparato un po' il siciliano. E quando incappa in parole un tempo sconosciute ora le comprende e le apprezza, entrando ancor di più nel cuore della storia.
Il Circolo più prestigioso (e litigioso) di un paese (pieno di invidie e rancori) in cui convivono molte chiese e moltissimi nobili e notabili, deve votare l'ingresso nel ristretto numero dei suoi soci di un avvocato-giornalista, Matteo Teresi (personaggio tratto dalla Storia italiana vera). Il risultato della votazione è la bocciatura, il respingimento.
Ma perché questo avvocato è tanto inviso ai suoi concittadini altolocati, o presunti tali?
Forse perché difende gli interessi dei più deboli?
Forse perché ha aiutato a denunciare una situazione scabrosa?
Scosso dalle voci di un'epidemia di colera, il paese dimostra tutta la sua grettezza e trova un perfetto capro espiatorio: Teresi, accusato di essere "il diavolo sotto forma di avvocato". Il suo peccato, la sua colpa? Aver denunciato le violenze e le prevaricazioni di un gruppo di preti (la setta degli angeli) nei confronti delle più giovani e più indifese donne del paese. Grazie a lui salterà il coperchio delle menzogne e traboccherà il pentolone della miseria umana, ma a essere travolti non saranno i veri colpevoli, ma i poveri diavoli. I potenti troveranno una soluzione per uscirne come sempre illesi e Teresi dovrà rinunciare alla lotta.
La storia si ripete e questa vicenda di oltre cent'anni orsono potrebbe essere cronaca odierna. C'è da essere certi che anche per questo motivo Camilleri abbia deciso di raccontarla.
Giulia Mozzato
 
 

AISE, 2.11.2011
Andrea Camilleri a Dublino

Dublino - L’University College Dublin conferirà il 5 dicembre prossimo un Dottorato Onorario ad Andrea Camilleri, lo scrittore italiano vivente più venduto e conosciuto. Ne dà notizia Italvideonews.com, video notiziario italiano dall’Irlanda diretto da Concetto La Malfa. Il 6 dicembre al campus universitario dublinese, Camilleri parteciperà ad una sessione aperta ai suoi fan e amanti italofoni.
nflash
 
 

El Mundo, 2.11.2011
Literatura. 'Por la boca muere el pez'
Salvo Negro & Grazia Montalbano
Andrea Camilleri y Carlo Lucarelli intercambiaron sus relatos por carta

Camilleri, en una imagen de archivo. | S. Poazi

Una partida de ajedrez que concluye en tablas. Duelo de ingenios sin ganador final. Un divertimento brillante escrito a dos manos. Andrea Camilleri y Carlo Lucarelli, dos de los grandes de la novela negra italiana, se citaron en 2005 en un estudio de televisión para participar en un documental y de aquella cita nació 'Por la boca muere el pez', un relato protagonizado por Salvo Montalbano y Grazia Negro, que vio la luz en 2010 y acaba de llegar a las librerías españolas de la mano de Ediciones Papel de liar.
Pero ¿cómo conseguir que estos dos grandes detectives trabajaran juntos en un mismo caso sin tener que sentarse sus padres putativos ante la misma máquina de escribir?
Camilleri se sacó un libro de la manga. 'Murder Off Miami' ('A Murder Mistery') de Dennis Wheatly, una obra de 1936 que narra la resolución de un caso mediante cartas, fotos diversas, informes forenses, documentos policiales... No tendría nada de extraño el método literario elegido sino fuera porque aquí los escribanos serían dos y ninguno sabría de antemano lo que iba a escribir el otro hasta que lo recibiera por correo. Y así capítulo a capítulo, sin saber uno lo que va a escribir en el siguiente que le toque hasta que no le llegue lo que ha escrito su rival y ponerse otra vez delante del folio en blanco para continuar el juego.
Talento y sentido del humor a raudales
Duelo de dagas florentinas. Lucarelli/Negro atacó primero; Camilleri/Montalbano replicó como un caballero. Y así hasta el final. Talento y sentido del humor a raudales. Y este es el caso que los une: encuentran un hombre muerto en Bolonia con un solo zapato, que además no es de su número, y una bolsa de plástico embutida en su cabeza mientras tres peces rojos, de nombre Betta Splendens, yacen a su vera; el caso recae en la inspectora Negro que pide ayuda a su colega Montalbano cuando le dicen que el muerto es siciliano y se da cuenta de que le están empezando a tocar los ovarios por la investigación; las primeras averiguaciones llevan a Salvo a ver la mano de los servicios secretos italianos detrás de todo, lo que justifica que a Grazia le hayan prohibido continuar con el caso y que él le eche todas las manos posibles sin que lo sepan ni sus jefes ni sus subordinados.
A partir de entonces, intercambio de correspondencia, también de canolis de requesón rellenos de misteriosas notas, tortelinis hechos a mano siguiendo la más añeja tradición boloñesa y casatinas que no desmerecen nada de los canolis. Toca sumar: más asesinados y algún que otro suicidado se vienen a unir al ya mencionado; algunos ataques de celos, cabreos monumentales de las respectivas jefaturas, muchos interrogantes, algunas respuestas, una exterminadora de lunar inquietante y sobrenombre esclarecedor y hasta un intento de eliminación de la inspectora boloñesa.
Y, por supuesto, peces, muchos más peces hasta el desenlace final, en terreno neutral 'of course', donde por fin se reúnen Grazia y Salvo para llegar y darse cuenta de que no solo los peces mueren por la boca. Todo esto sin olvidarnos de los universos de Montalbano y Negro donde Livia, Ingrid, Fazio, Mimí y Catarella, por una parte; y Simone, Balbo y la hermana, cuñado y sobrina de esta, por la otra, realizan fugaces apariciones que se convierten en estelares, especialmente en el viaje sin retorno del ínclito Catarella, que al final es rescatado con el auxilio de la policía ferroviaria.
Antológico desenlace el que le espera al sorprendido lector, suma de la audacia de sus mentores, del sableado fino de sus descendientes literarios y del gusto por el humor vitriólico y ácido de Montalbano para hacer, al final, lo que él cree que hay que hacerse pero sin que parezca que se ha hecho.
La trama viajó a lomos de correos porque en estas páginas la vida y la historia se tutean. Carta a carta creció la novelita. Así durante los cinco años que fue lo que tardaron Camilleri y Lucarelli en acabar el juego sin haber podido acabar con el contrario. Cinco años intentado poner de rodillas al remitente sin conseguirlo. Puso el primer sello Lucarelli y acusó recibo Camilleri... y así fue creciendo, retándose mutuamente, entre el desconocimiento del contrario y la inteligencia de los dos, esta historia con final acorde a la estocada mortal de tamaños espadachines.
Fernando Baeta
 
 

Leggo, 3.11.2011
I 50 anni di 'Montalbano'. Dubbi sul contratto Rai

Roma - È un padre distratto al cinema, in sala da domani con la commedia La kryptonite nella borsa, ma nella vita quotidiana Luca Zingaretti è un papà modello che ha imparato a fare tutto. Incluso cambiare i pannolini. Al Festival di Roma in qualità di attore e marito della madrina Luisa Ranieri, il Montalbano della tv è «felice come mai prima d’ora».
[...]
E Montalbano?
«Bisogna chiedere alla Rai. Io ho voglia di farlo tutta la vita, ma nessuno ha firmato niente. Si parlava di quattro nuovi episodi, ma chissà. In questo paese ci si dimentica velocemente dei successi».
Cioè?
«Montalbano è stato trasmesso anche dalla BBC, ma lo si dà per scontato. Abbiamo tenuta alta la qualità per 20 film che stanno girando il mondo, e la cosa viene vissuta come se fosse del tutto normale».
[...]
Ilaria Ravarino
 
 

Corriere della Sera, 3.11.2011
Spotlight
Zingaretti: «Dopo il padre napoletano di Kryptonite mi do alla regia»
L'attore, in concorso al festival di Roma con il film di Cotroneo, si racconta ai lettori di Corriere.it

La paternità sullo schermo e nella vita, il teatro, la voglia di darsi alla regia, il rapporto con Montalbano. E un'improvvisa e inaspettata attrazione fatale per il borsello. Luca Zingaretti, protagonista con Valeria Golino, Cristiana Capotondi e Fabrizio Gifuni del debutto alla regia di Ivan Cotroneo La kryptonite nella borsa, molto applaudito al festival di Roma, si racconta ai lettori di Corriere.it.
[...]
Stefania Ulivi
 
 

TvBlog, 3.11.2011
Luca Zingaretti contro la Rai: "Dà per scontato Montalbano. Il contratto è fermo"

Nella fiction Rai, sul cui destino ci stiamo interrogando su TvBlog, hanno fallito, di recente, giovani promesse del cinema come Riccardo Scamarcio e Luca Argentero. A funzionare sono favole senza tempo come Cenerentola, personaggi dal gradimento sicuro come Gabriella Pession e, soprattutto, i grandi classici come Don Matteo. E come Montalbano.
Peccato che la Rai si permetta di congelare il destino di uno dei suoi cavalli di razza. Luca Zingaretti, storico interprete del Commissario, ha esternato il proprio disappunto al Festival di Roma, nell’anteprima del suo nuovo film La kryptonite nella borsa, recesito dai colleghi di Cineblog in anteprima:
“Io ho voglia di fare Montalbano tutta la vita, ma nessuno ha firmato niente. Si parlava di quattro nuovi episodi, ma chissà. In questo paese ci si dimentica velocemente del successo”.
Poi aggiunge, risentito:
“Montalbano è stato trasmesso anche dalla Bbc, ma lo si dà per scontato. Abbiamo tenuta alta la qualità per 20 film che stanno girando il mondo, e lo cosa viene vissuta come se fosse del tutto normale”.
Bisognerebbe, però, rinfrescare la memoria a Zingaretti. Nel 2006 lui per primo sentiva l’esigenza di abbandonare il personaggio per non cullarsi sull’eternità del ruolo:
“Montalbano è l’ideale per qualsiasi attore, al punto che qualsiasi attore potrebbe interpretarlo con successo. Ma ogni cosa ha la sua parabola. E io devo avere il coraggio d’interrompere questa, proprio ora che è al suo vertice. E’ proprio per non comprometterne il ricordo, che ho deciso di abbandonarlo”.
Lui stesso tornò poi suoi passi, affetto da nostalgia, dichiarando:
“Tre anni fa dissi che non avrei più fatto Montalbano. Ammetto di aver detto una stupidaggine. Sono tornato perché mi mancava. Ormai per il futuro non dico più niente. Certo stavolta non sto chiudendo le porte”.
Luca Zingaretti, insomma, resta per tutti il Commissario Montalbano.
Lord Lucas
 
 

AISE, 3.11.2011
Tutto pronto a Mar del Plata per la VII edizione della Fiera del Libro

Mar del Plata - Tutto pronto per l'apertura della settima edizione della Fiera del Libro "Mar del Plata, Porto di Lettura" 2011 in programma a Piazza Mitre, dal 4 al 21 novembre prossimi.
[...]
Martedì 15 [...] dalle 19.15, la docente Angela Gomez dell'Università Nazionale di Mar del Plata presenterà poi "Il Commissario Montalbano" di Andrea Camilleri.
[...]
 
 

La Sicilia, 4.11.2011
Il personaggio
Il figurante che ha stregato Buzzanca
Pippo Spata: «Da sempre la mia grande passione è il cinema»

Professione figurante. A volte dice una battuta, altre no. Ma l'importante è esserci. Stare lì, dietro la macchina da presa. E aspettare di poter contare su una zoomata, anche di qualche secondo. Su un piccolo cenno del regista che decide di mettere in rilievo, in una inquadratura, il suo viso. Pippo Spata, ormai volto noto agli appassionati di fiction televisive, ha fatto dei suoi caratteristici tratti somatici un punto di forza, un modo per esternare la propria sicilianità. Noto ai ragusani per essere diventato figurante fisso nel fortunato serial televisivo del commissario Montalbano e per avere avuto ancora maggiore rilievo nelle puntate che andranno in onda e aventi per protagonista il giovane commissario creato dalla penna di Camilleri, Pippo Spata prova a diversificare. E apparirà anche nel film documentario del celebre attore Lando Buzzanca, che sta ripercorrendo in una sorta di autobiografia tutti i set dei film che l'hanno visto protagonista. […]
Giorgio Liuzzo
 
 

La Repubblica (ed. di Firenze), 5.11.2011
Giorno & notte
Andrea Camilleri

Andrea Camilleri sarà a colloquio con i 350 lettori del Premio letterario Chianti presso la Fattoria Castello di Verrazzano a Greve in Chianti dove lo scrittore siciliano riceverà la cittadinanza onoraria (via San Martino in Valle 12).
 
 

Met, 5.11.2011
Premio letterario Chianti, Camilleri telefona
Non raggiungerà stamani Greve a motivo delle condizioni di tempo, ma l'incontro si svolgerà "via cavo"

A motivo delle cattive condizioni climatiche, lo scrittore Andrea Camilleri non raggiungerà di persona stamani Greve in Chianti per l'incontro con i lettori del Premio letterario Chianti, previsto per le 11.30. Tuttavia si svolgerà un collegamento telefonico tra Camilleri e i lettori.
 
 

Il Sole 24 Ore, 5.11.2011
Su Domenica del Sole 24 Ore, con un racconto inedito, inizia la collaborazione di Andrea Camilleri

Con un racconto inedito della visita nel suo vecchio liceo, che diventa l'occasione per un tuffo nella memoria e nei ricordi di gioventù, inizia la collaborazione di Andrea Camilleri con «Domenica» del Sole 24 Ore dove, a partire dalla settimana prossima, lo scrittore siciliano inaugurerà una rubrica chiamata «Posacenere».
Il titolo della rubrica allude al suo rapporto molto particolare con le sigarette. Chiunque abbia visto il posacenere di Camilleri si renderà conto che non è quello di un vero fumatore incallito, come il personaggio che gli ha ritagliato addosso Fiorello in una serie di famosi spot televisivi. Lo scrittore siciliano ama assai di più, rispetto al fumo vero e proprio, il rito dell'accendersi la sigaretta, che viene spenta quasi subito, ancora intera, dopo poche boccate, e riposta nel posacenere. Questo, nella rubrica della "Domenica" del Sole 24 Ore, diventerà il simbolo di una altrettanto rituale, breve e profonda, riflessione settimanale che Camilleri regalerà ai suoi lettori.
Nel testo inedito, scritto appositamente per l'inserto culturale del Sole 24 Ore, il grande scrittore racconta i suoi ricordi scolastici in occasione di una visita effettuata nel 2010 nel suo vecchio liceo "Empedocle". Un tuffo nella memoria e nei ricordi di gioventù. Dalle scorribande con i compagni alla rimandatura in educazione fisica fino alle pagelle che lo scrittore sperava fossero andate perse nei bombardamenti del 1943.
 
 

Giornale di Brescia, 5.11.2011
Camilleri
Setta di colpevoli che passano per «perseguitati»
La setta degli angeli, Andrea Camilleri, Sellerio, 258 pagine, 14 euro

Lo spunto all'autore- se mai ci fosse stato bisogno - l'ha offerto un documento d'epoca, un articolo che don Luigi Sturzo scrisse nel luglio del 1901 su «Il sole del Mezzogiorno» per denunciare lo scandalo di Palizzolo, popoloso centro nel cuore della Sicilia dove alcuni notabili e sacerdoti avevano approfittato di fanciulle tanto pie quanto ingenue. Vero lo spunto, narrazione di fantasia tutto il resto. Ma non troppo.
La storia si dipana secondo il più classico stile camilleriano, partendo da un fraintendimento: le case di un paio di notabili tengono le serrande chiuse nonostante sia una bella domenica di sole e il medico corre misteriosamente dall'una all'altra; che sia in arrivo una nuova epidemia, un altro attacco di colera? Don Anselmo Buttafava, per non saper né leggere né scrivere, parte subito per la campagna. I suoi camerieri si insospettiscono e nel giro di poche ore l'intera Palizzolo è in subbuglio.
I preti delle sette chiese (meno uno, l'unico che indossi la tonaca con spirito evangelico) lanciano l'anatema contro l'avvocato Matteo Teresi, libero pensatore e quindi colpevole d'aver attirato la maledizione divina sull'intero paese. Il popolino insorge e il sindaco deve chiedere aiuto ai carabinieri. In paese arriva il capitano Montagnet, che senza guardare in faccia a nessuno, vuole sapere come stiano davvero le cose.
Perché tanto schiamazzo? E scopre presto che la vera ragione sta in quattro gravidanze del tutto inaspettate: una giovane di buona famiglia, una vedova piacente e pia, una cameriera ingenua e la figlia di un camparo, tutte incinte di due mesi. Eppure tutti le conoscono come donne che non frequentano altri luoghi se non la casa e la chiesa. E la canonica, purtroppo per loro.
Il capitano dei carabinieri e l'avvocato «sovversivo» smascherano presto l'intrigo e mettono i responsabili di fronte alle loro responsabilità. Ne nasce uno scandalo che ha eco nazionale. Ma la loro sarà una vittoria momentanea, perché una società familistica e omertosa sa attendere il momento opportuno per rimontare lo svantaggio e «rimettere» ogni cosa «a posto». Così, secondo un vizio tutto italiano, il colpevole alla fine passerà per perseguitato e l'accusatore per imputato. Denaro e favori hanno sempre una loro irresistibile forza...
Con questo «La setta degli angeli» Camilleri ritrova la verve dei suoi primi romanzi «storici»: lo stile è quello del «Birraio di Preston» o de «La concessione del telefono», anche se per tener fede all'appiglio originario, abbandona la sua Vigàta e ambienta quest'ultima vicenda nel paese citato da Sturzo. Si parla di avvenimenti d'un secolo fa, ma talvolta la morale potrebbe essere riportata, pari pari, ai giorni nostri: così sembra suggerire l'autore, con la beffarda ironia di chi non si fa più illusioni.
Claudio Baroni
 
 

UAAR, 5.11.2011
In libreria ‘La setta degli angeli’, ultimo romanzo di Andrea Camilleri

E’ nelle librerie l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, La setta degli angeli, edito da Sellerio. Il racconto, si legge nel lancio, riprende in maniera romanzata un fatto realmente accaduto, testimoniato da Filippo Turati e don Luigi Sturzo. Protagonista è Matteo Teresi, “avvocato dei poveri e dei deboli”, giornalista “che la sua animosa attività di denuncia nutre di socialismo umanitario”. Nel 1901 si teme un’epidemia di colera, nel paesotto siciliano dove è ambientata la vicenda. E’ l’occasione per i preti di scagliarsi contro Teresi: “lo accusano di essere un sovversivo; in lega con il diavolo, nelle sue battaglie laiche”. Ne segue una vera e propria “crociata d’espiazione contro ‘il diavolo sotto forma dell’avvocato’, che attenta all’ordine sociale e all’unità sacra delle famiglie per dar luogo a una nuova Sodoma e a un’altra Gomorra”. Ma le intimidazioni non lo fermano, anzi Teresi denuncia con una inchiesta “l’impostura grande e invasiva di una ’setta’ di preti” dediti a pratiche sessuali orgiastiche, che mettono incinte delle donne e le convincono che tali eventi hanno del sovrannaturale.
Il testo è in vernacolo siciliano, lo stile è molto tagliente: una sorta di libro corale sull’ipocrisia cattolica del profondo Sud. Un Camilleri che va oltre i consueti schemi alla Montalbano, ed è quindi libero di giocare col paradosso e con un’umanità ritratta in maniera impietosa.
 
 

Bresciaoggi, 5.11.2011
Dopo dodici anni Montalbano a piedi: niente contratto Rai
Televisione. In stand-by la fortunata fiction
L'attore Zingaretti: «Parlavano di quattro episodi, poi silenzio»

E se Il commissario Montalbano restasse senza contratto? È proprio vero che la crisi rischia di mettere tutti sul lastrico, anche i personaggi fittizi. L'ipotesi, inquietante, è paventata dall'uomo che a Montalbano, da dodici anni, presta il volto e la voce. Luca Zingaretti, ospite del Festival Internazionale del Film di Roma, dove ha presentato l'ultimo film che lo vede protagonista: La kryptonite nella borsa, ha dichiarato: «Io ho voglia di fare Montalbano tutta la vita, ma nessuno ha firmato niente. Si parlava di quattro nuovi episodi, ma chissà. In questo paese ci si dimentica velocemente del successo. Montalbano è stato trasmesso anche dalla Bbc, ma lo si dà per scontato. Abbiamo tenuta alta la qualità per 20 film che stanno girando il mondo, e la cosa viene vissuta come se fosse del tutto normale».
Venti successi, da Il ladro di merendine (6 maggio 1999) a L'età del dubbio (4 aprile 2011), trasmessi, ritrasmessi, venduti in edicola e nei negozi, comprati dai network di Stati Uniti, Francia, Germania, Danimarca, Polonia, Finlandia, Spagna e Svezia. L'ultima è stata la Gran Bretagna, concedendogli un raro onore: la collocazione in prima serata, in lingua originale coi sottotitoli. Parliamo dell'unico prodotto di fiction italiano, assieme al Romanzo Criminale di Sky, ad aver ricevuto attenzione dai network che contano (dai quali escludiamo l'Est Europa). Eppure la Rai temporeggia. Perché? Per ragioni economiche, probabilmente. Oppure a causa di una torta che sta terminando e che va divisa tra pochi eletti. Ma se non puntiamo sulla qualità, quando sarà finita, cosa mangeremo?
A.D.
 
 

La Nazione, 6.11.2011
Camilleri cittadino onorario per telefono
 
 

Il Sole 24 Ore, 6.11.2011
Lo sputo di Empedocle
Invitato a far visita dopo quasi settant'anni al suo vecchio ginnasio Andrea Camilleri ricorda il preside di allora. Disprezzava gli studenti e inscenò il rito, solenne e ridicolo, della "magna infamia"

Illustrazione di Guido Scarabattolo

Nel 2010, durante un breve soggiorno al mio paese mi raggiunse l'ennesimo invito a trascorrere una mattina nella mia vecchia scuola, l'Empedocle, dove ho frequentato il ginnasio e il liceo. Stavolta l'invito era così cortese e discreto che mi sentii costretto ad accettare. Due giorni dopo un amico m'accompagnò ad Agrigento, che dista appena sei chilometri dal mio paese.
Durante il primo anno di ginnasio raggiungevo la scuola con un autobus stracolmo di ragazzi come me che partiva alle sette del mattino, dato che impiegava mezzora a percorrere i sei chilometri. Dentro quell'autobus ci scatenavamo, scoppiavano guerre per bande, volavano libri, cartelle, calamai. Allora l'autista, don Pedro, fermava e lui e il bigliettaio, il signor Lima, tentavano di sedare il tumulto e soprattutto di placare l'ira dei normali viaggiatori che si ritrovavano col cappotto macchiato d'inchiostro o con una tasca strappata. Fu così che, da un certo giorno in poi, gli autobus diventarono due, uno dei quali interamente riservato agli studenti.
La terza liceo l'ho terminata nel 1943 e da allora non ci sono più ritornato.
Il liceo si trova sempre nello stesso edificio, però è stato completamente ristrutturato e adesso c'è un nuovo ingresso. Mi accolgono il preside e il corpo insegnanti, gli studenti m'aspettano nella palestra. Comunque, la ristrutturazione ha mantenuto il lunghissimo corridoio sul quale si aprono le classi e che termina con una specie di nicchia nella quale c'è il mezzobusto del filosofo Empedocle d'Agrigento. Mi torna a mente che fu proprio alla prima ginnasio che assistetti al rito solenne della "magna infamia", instaurato dal preside di allora. Stavamo facendo lezione quando il bidello Pancucci invitò tutte le classi a uscire e a schierarsi nel corridoio nel silenzio più assoluto.
Quando tutti fummo schierati, professori compresi, apparve il preside che teneva per un orecchio uno studente del primo liceo che doveva averla fatta grossa. Il preside cominciò a percorrere il corridoio tra le due ali di ragazzi e ragazze con passo lentissimo, quasi conducesse un condannato a morte all'esecuzione. Poi, arrivato davanti al busto d'Empedocle, spinse in avanti il reprobo e chiamò, a gran voce: «Empedocle!». Seguì un silenzio di tomba. Io ero atterrito, m'immaginavo di veder apparire da un momento all'altro il fantasma del filosofo. Quindi il preside gridò: «Empedocle, sputagli!». E subito dopo fu lui stesso a emettere il suono di uno sputo gigantesco, ultraterreno. Poi si voltò verso di noi e ci ordinò di tornare in classe.
«Dov'è la seconda B del ginnasio?» – domando –. Mi ci accompagnano, senza chiedere il perché della richiesta. E se me l'avessero chiesto, non avrei detto la verità. Ora invece la dico. Visto e considerato che non avevo nessuna voglia di studiare e che trascorrevo i miei pomeriggi per le strade coi miei amici figli di pescatori e di carrettieri a far danni, i miei decisero di mandarmi al Collegio vescovile di Agrigento. Il Collegio non aveva una sua scuola e così, ogni mattina, inquadrati, ci recavamo all'Empedocle. Alla seconda ginnasio capitai in una classe mista. Nel banco vicino al mio, ma separato dal corridoietto, sedeva la prima della classe, una bella e assai intelligente compagna che si chiamava Giuliana. Nel mio vocabolario di latino, nella penultima pagina di copertina, c'era una specie di tasca dove ci stava infilata una piccola grammatica, che però il professore sequestrava quando dovevamo fare il compito in classe. Succedeva che in queste occasioni Giuliana, che aveva un altro vocabolario, mi chiedesse il mio per fare dei raffronti. Poi me lo restituiva. All'inizio del terzo trimestre, durante le ripetizioni del pomeriggio in Collegio, il tutore mi chiese in prestito il vocabolario di latino. Io glielo diedi. Dopo una diecina di minuti, uno schiaffone tanto violento quanto inatteso mi fece cadere dalla sedia. Il tutore mi sovrastava, rosso in faccia: «Mascalzone! Farabutto! Ti fai scrivere bigliettini amorosi dalla tua compagna! Non ti vergogni?».
Ero sbalordito, non mi ero mai accorto di quei bigliettini. Inoltre non ero stato io a volere che lei me li scrivesse, l'aveva fatto Giuliana spontaneamente. Il tutore accese uno zolfanello e li bruciò. E così io non conobbi mai le parole d'amore che Giuliana aveva scritto per me. Comunque il tutore parlò al preside e Giuliana venne cambiata di posto, in modo che non potesse più domandarmi il vocabolario.
Naturalmente, i banchi di questa seconda B sono diversi, la finestra si trova da un'altra parte. Il mio è stato un tentativo ingenuo di concretizzare un ricordo. Poi arriviamo nella palestra gremita. Gli studenti mi guardano con curiosità, composti e seri. Hanno sistemato un tavolo, mi fanno sedere al posto d'onore. Sul tavolo c'è una pila piuttosto alta di sottili quaderni dalla copertina lucida di un bel blu chiaro.
Il preside ne prende uno in mano, mentre un bidello comincia a distribuire gli altri tra i professori e gli studenti. Il preside mi sorride e dice che in questi quaderni sono raccolte le fotocopie di tutte le mie pagelle, dal primo ginnasio alla terza liceo. Inorridisco. Ero sicuro che fossero andate distrutte con l'ultimo bombardamento del 1943. E invece no, ecco qui, tutte di fila, le prove inoppugnabili del men che mediocre studente che sono stato. C'è una breve prefazione a firma del preside dov'è detto che la mia carriera scolastica ha avuto «un percorso un po' accidentato».
Bontà sua. I quattro si sprecano, c'è anche un bel sei in condotta e, credo che sia un caso unico, un rimando a ottobre, alla prima liceo, nientemeno che in educazione fisica. Non è che in educazione fisica fossi una schiappa, tutt'altro, solo che quell'anno mi stava molto antipatico l'insegnante, un tale sempre in divisa, sempre col nome di Mussolini sulle labbra. Ripeteva in continuazione, imperativo: «Scattare! Scattare!». Un giorno mi bloccai mentre ci stava facendo fare un esercizio estremamente faticoso e gli dissi: «Voi sbagliate verbo». Mi guardò a un tempo truce e perplesso: «E quale sarebbe il verbo giusto?». «Schiattare! Schiattare!» – risposi –. Si vendicò dandomi quattro.
Non oso alzare gli occhi dal libretto e guardare gli studenti. Ma all'improvviso esplode un fragoroso applauso. Tutti, ragazzi e ragazze, sono in piedi, agitano il quadernetto come facevano i cinesi col libretto rosso di Mao, mi urlano: «Bravo! Sei dei nostri!».
L'atmosfera diventa festosa. Ora sono veramente un loro compagno ritrovato, solo un po' tanto invecchiato.
«Beato te!» – mi dice alla fine dell'incontro un ragazzo di terza liceo –. «Che non hai dovuto sostenere l'esame di maturità!».
Infatti, nel 1943, con lo sbarco degli alleati in Sicilia imminente, venimmo promossi o bocciati a scrutinio. Ma l'esame di maturità lo facemmo lo stesso, sotto le bombe e i mitragliamenti, in mezzo ai morti e alle distruzioni.
Fu un esame durissimo che davvero ci maturò, ci fece diventare uomini.
Andrea Camilleri
 
 

Corriere della Sera, 6.11.2011
Libri. Almanacco Guanda Riflessioni sulla discriminazione verso i migranti a cura di Ranieri Polese
Dentro la società «multirazzista»
Fenomenologia dell'intollerante «moderato» all'italiana
Il volume. «Con quella faccia. L'Italia è razzista?» a cura di Ranieri Polese (Guanda, pp. 150, Euro 25)

Chi ha detto che esistono due sole maniere di raccontare il razzismo e gli immigrati? Che l'alternativa, cioè, sia tra un linguaggio politicamente corretto, condito di scadente retorica dell'accoglienza; e uno opposto costruito sui «foera di ball», «bingo bongo» e altri motti di spirito incuranti del buon gusto? Se è immaginabile una terza via capace di condurci oltre le liturgie irrazionali, e la politica che le alimenta, questa è percorsa dal nuovo Almanacco Guanda, giunto al settimo anno. Qui una squadra di giornalisti, scrittori, insegnanti, storici e sociologi, coordinata come in passato da Ranieri Polese, senza far mistero di schierarsi pone anzitutto l'esigenza di comprendere e riflettere sui problemi, sforzandosi di mettere i ragionamenti al posto delle emozioni. E si dirige verso il terreno impervio del (presunto) razzismo nostrano, con un titolo - tre anzi, a essere precisi - che dice già molto: Con quella faccia. L'Italia è razzista? Dove porta la politica della paura (Guanda). Diciamo subito che il verdetto finale non c'è, e nemmeno potrebbe, tanto contrastanti e variegate appaiono le opinioni degli scriventi, almeno quanto le ipotizzabili reazioni dei lettori. Alcuni punti fermi tuttavia non mancano. A partire dal giudizio del romanziere Andrea Camilleri sul carattere specifico del razzismo all'italiana: non coloniale-sciovinistico, convinto della superiorità dell'uomo bianco; né patologico, pronto a inventarsi complotti pluto-giudaico-massonici, e nemmeno biologico alla hitleriana. Piuttosto, spiega Camilleri, da noi prevale la gretta ricerca di un capro espiatorio, su cui convogliare le ansie e le rabbie. Se non che, fa notare lo storico Franco Cardini, proprio intorno a queste modeste paure private si edificano poi le grandi crociate ideologiche e gli scontri di civiltà, trascurando le differenze interne al mondo musulmano e diffondendone immagini di comodo, cioè non come è realmente ma come vorremmo fosse (esemplare il modo di raccontare a noi stessi le vicende della «primavera araba»). E su questo punto, cioè sulla deformazione dell'idea di «nemico», si sofferma con sottile ironia lo studioso sloveno Slavoj Zizek, là dove punta il dito contro i cosiddetti «razzisti moderati» che oggi come ieri - sull'esempio dell'intellettuale francese Robert Brasillach - vorrebbero «decaffeinare» le differenze, accettare l'élite e rifiutare la massa, accogliere le belle attrici e i prestigiosi scienziati purché i loro connazionali meno presentabili e fortunati vengano lasciati marcire sulle banchine di Lampedusa. Eh sì, precisa il giornalista Gian Antonio Stella: quando si parla di respingimenti si ricorre di solito a un tono neutro e rassicurante quanto un protocollo in carta bollata, ma si passa disinvoltamente la spugna sulle tragedie umane che vi stanno dietro, così simili a quelle sperimentate dagli italiani agli inizi del secolo scorso. Si dimentica, incalza l'«attivista mediatico» Nicola Angrisano, quel che realmente succede ogni anno ai lavoratori stagionali, sfruttati brutalmente nelle campagne di Rosarno; si trascura, avverte l'economista Valeria Benvenuti, l'utilità produttiva e sociale dei lavoratori stranieri; si scherza col fuoco, mette in guardia il giornalista Ferruccio Pinotti, allorché dietro alla parola d'ordine della «tolleranza zero» i leghisti e i loro compagni di strada gettano le fondamenta della «fabbrica della paura». Ma forse, fra tutte, la provocazione intellettuale più sottile è quella dello storico Luciano Canfora, quando richiamandosi all'antica polemica dell'opulento impero romano nei confronti dei primitivi «barbari», suggerisce l'inquietante ipotesi che - allora come oggi - i veri portatori di moralità, così diversa da quella occidentale, progressista e tanto sicura di sé, siano proprio loro, gli arretrati «primitivi». L'Almanacco, insomma, spiazza le aspettative di molti lettori. Un po' come aveva sperato all'inizio, nell'anno 2005, il suo inventore Luigi Brioschi, direttore della Guanda, desideroso di rinverdire una gloriosa tradizione editoriale novecentesca, declinandola però, anno dopo anno, intorno a temi diversi: la musica popolare, la metamorfosi della società, la tendenza a concepire complotti, il romanzo politico, la nuova satira, il perverso prolungamento delle mafia nelle cricche. Il tutto, sempre, depurato dei fastidiosi piagnistei dettati dal rivendicazionismo e dalle ideologie. E se ciò avviene, è anche per merito delle vignette tra il malinconico e il surreale di Franco Matticchio che punteggiano le pagine, nonché dell'impostazione accattivante dell'art director Guido Scarabottolo. Quasi a rivendicare, così, la possibilità d'affrontare temi cultural-sociali serissimi, senza risse partitiche in studi aperti e anni zeri, e quasi con il sorriso sulle labbra. Da far pensare che l'epigrafe ideale all'Almanacco avrebbe potuta metterla Flavio Oreglio, il comico di Zelig, quando avvertiva anni fa, con stralunata malinconia, come «ormai viviamo tutti in una società multirazzista».
Dario Fertilio
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 6.11.2011
La terra del fico

Sikellia, «terra dell'abbondanza» o letteralmente «terra del fico (sukè) e dell'ulivo (èlaia)», era il nome che gli antichi greci usavano per denominare la Sicilia, ma è anche il titolo scelto da Luigi Lo Bue, docente di Storia negli istituti superiori, per il suo novo libro, Sikellia dalle origini alla autonomia. Rivolto agli studenti di liceo, è un piccolo testo di storia, agevole e pratico, corredato da fotografie che ne vivacizzano il racconto. [...] A caratterizzare invece la seconda parte del libro è la "Poesia dialettale siciliana fra la fine dell' 800 e la prima metà del '900". Protagonisti poeti e narratori di cui si riportano ampi stralci delle opere: Alessio Di Giovanni, Salvatore Equizzi, Vincenzo Licata, Ignazio Buttitta, Verga, Brancati, Sciascia, sino al contemporaneo Camilleri.
Valeria Ferrante
 
 

Premio Elsa Morante, 8.11.2011
Il Premio Elsa Morante 2011 alla Protomoteca del Campidoglio a Roma

Il 10 novembre prossimo, importanti nomi della cultura e della comunicazione italiana prenderanno parte alla cerimonia finale del prestigioso Premio letterario, intitolato alla grande scrittrice romana. Il Premio Elsa Morante, alla sua 25esima edizione, quest’anno è dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia e celebrerà i suoi vincitori presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, alle ore 18,00 (ingresso libero fino ad esaurimento posti, previo prenotazione al 3332222632 o all’indirizzo mail premioelsamorante@premioelsamorante.it).
All’evento saranno presenti intellettuali e scrittori fra i più noti in Italia che compongono la giuria del Morante: Dacia Maraini (presidente di giuria), Andrea Camilleri [Camilleri non ha presenziato per problemi di salute, NdCFC - 10.11.2011], Enzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Francesco Cevasco, Paolo Ruffini, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione). Accanto a loro, i vincitori di questa edizione che sono:
Giancarlo De Cataldo, Premio per la Narrativa con il suo “In giustizia” (Rizzoli);
Marina Cepeda Fuentes, Premio per la Saggistica con il suo “Sorelle d’Italia – le donne che hanno fatto il Risorgimento” (Blu Edizioni);
Lilli Gruber, Premio per la Comunicazione;
don Andrea Gallo, Premio Italiani Illustri con “Non uccidete il futuro dei giovani” (Dalai Editore).
Come da tradizione si dibatterà sui libri e sui personaggi vincitori. Ad arricchire la serata sono previsti gli interventi dell'attrice Pamela Villoresi che interpreterà un brano di Elsa Morante e letture di alcune pagine dei libri protagonisti.
La manifestazione letteraria è organizzata, sotto l’Alto Patronato della Presidente della Repubblica, dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante in collaborazione con La7, col patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma.
Info e ufficio stampa –premioelsamorante@premioelsamorante.it; Gilda Kiwua Notarbartolo 3383059301-3397916553
 
 

Radio RTM, 8.11.2011
Finanziamento alla Film Commission Ragusa per la fiction del giovane Montalbano

La fiction televisiva sulle avventure del giovane Montalbano avrà un seguito grazie all’impegno della Film Commission Ragusa che ha ottenuto un corposo finanziamento dall’assessorato regionale al Turismo per mantenere sul territorio ibleo le riprese della Palomar, casa di produzione della popolare serie di Montalbano.
Oggi il CdA della Fondazione Film Commission Ragusa riunito sotto la presidenza di Franco Antoci ha fatto il punto sulle azioni strategiche adottate per proseguire la felice esperienza nel territorio ibleo della fiction del popolare commissario Montalbano.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Fondazione, Franco Antoci, per la fase di concertazione raggiunta con l’Assessorato regionale al Turismo e Spettacolo, organismo politico che gestisce la Film Commission Sicilia. Grazie all’interessamento dell’assessore Daniele Tranchida, dopo un incontro col direttore della Film Commission Pasquale Spadola e con una delegazione di consiglieri della Film Commission Ragusa, accompagnati dai deputati regionali Orazio Ragusa e Roberto Ammatuna, è stato assicurato un corposo finanziamento, sotto forma di compartecipazione, per la nuova, inedita fiction dedicata al giovane Montalbano.
Per promuovere inoltre la cultura cinematografica e favorire l’interessamento di future produzioni per il territorio ibleo, la Film Commission Ragusa sta organizzando un incontro con i vertici regionali del settore, fissato per il mese di dicembre.
 
 

La Sicilia, 9.11.2011
Gialli e «noir» il fascino della tensione
Viaggio nel mondo di Santo Piazzese, biologo palermitano, ritenuto uno dei più autorevoli scrittori siciliani di romanzi d’indagine

"Nei gialli l'ordine finale è superiore a quello iniziale; nei noir il disordine finale è superiore all'iniziale". Così Santo Piazzese, biologo palermitano, ritenuto uno dei più autorevoli scrittori siciliani di romanzi d'indagine. Il suo primo, fortunato libro, è "I delitti di via Medina-Sidonia" (Sellerio) dove, così come nel successivo "La doppia vita di M. Laurent", il detective protagonista è il biologo (chiaro riferimento autobiografico) Lorenzo La Marca. Nel terzo volume "Il soffio della valanga", Piazzese invece affida le indagini al combattivo commissario Vittorio Spotorno della squadra mobile di Palermo. Di imminente pubblicazione "Natale in giallo", antologia di short story con delitto, contenente il racconto di Piazzese "Come fu che cambiai marca di whisky".
Pacato, disponibile al colloquio, l'autore risponde al cronista a voce bassa, con garbo, senza mai inalberarsi. E' proprio il gentleman delle inchieste giudiziarie letterarie.
- Piazzese, i suoi sono gialli o noir metropolitani?
"Preferisco la seconda denominazione, dato che i noir non hanno finali consolatori come i gialli. Infatti alla fine rimane un retrogusto amaro, non trionfa la giustizia. Il mio terzo libro per esempio è un romanzo di mafia in cui svelo connivenze e complicità di un tessuto sociale che dovrebbe essere sano, ma che invece è sporco".
- Prima di scrivere queste storie fosche, di cosa si è nutrito, dal punto di vista letterario?
"Sono un lettore onnivoro. Per quanto riguarda le detective story, ho cominciato con Raymond Chandler, caposcuola dell'hard boiled, proseguendo poi con Hammett, Ellroy, Rex Stout. Considero un punto di riferimento costante il belga Simenon e, fra gli inglesi, ho letto, ma senza troppo entusiasmo, Agata Christie".
- D'Errico, Sciascia, Camilleri, Franco Enna sono i siciliani illustri che hanno scritto storie poliziesche. Chi è o chi sono i suoi preferiti?
"Sciascia davanti a tutti, lo reputo uno scrittore a 360 gradi che ha saputo confezionare magistralmente pure romanzi a struttura gialla tipo 'A ciascuno il suo'".
- Altri giallisti storici, ma autori di mistery ambientati a Milano, sono l'italo-russo Giorgio Scerbanenco e il lombardo-veneto Renato Olivieri, entrambi giornalisti. Che cosa pensa di loro?
"Tutto il bene possibile, li apprezzo tutti e due, il primo è però più noir, narrava storie di ordinaria ma anche feroce criminalità. Sia Scerbanenco sia Olivieri, poi, hanno scritto serial dove la città, nella fattispecie Milano, diventa protagonista e per cui si può quindi parlare di gialli e noir metropolitani".
- E' più difficile scrivere di omicidi o scrivere un romanzo d'amore oppure un saggio?
"Per me certamente è più difficoltoso scrivere una storia d'amore e, per quanto concerne i saggi, bisogna avere le idee ben chiare su un argomento e sui fatti nuovi che lo riguardano".
- Lei come imposta i suoi libri? Quali schemi segue? Fa una sorta di promemoria preliminare, una traccia, oppure scrive a ruota libera, seguendo la sua fantasia e tenendo tutto in mente?
"Faccio un minimo di impostazione iniziale, con soluzione approssimativa, perché mi capita, strada facendo, di modificare la trama. Quello che in genere non cambio è il responsabile del misfatto".
- Scriverà sempre storie criminali?
"Non lo so. La tendenza è quella, anche se mi piacerebbe scrivere libri per ragazzi. E' un pianeta che mi affascina".
- Perché piacciono gialli e noir? Perché piace l'intrigo?
"Hanno un grande pubblico, hanno una trama facile da seguire, hanno molta più fruibilità di vicende a sfondo psicologico. E poi il clima di crescente tensione attrae, cattura, monta la curiosità di sapere come va a finire, chi è il colpevole. Tutti si aspettano il colpo di scena conclusivo che bene o male appagherà il giallofilo".
- Crede che Dario Argento sia il miglior giallista, il mago del brivido del cinema italiano?
"Più che un giallista lo ritengo un autore di thrilling, di film ad altissima tensione dove è importante il percorso a ritmi vorticosi che, con l'ausilio di musiche incalzanti e di effetti spettacolari anche truci, finisce per inchiodare lo spettatore alla poltrona tenendolo con il fiato sospeso fotogramma dopo fotogramma".
- L'exploit di Montalbano, secondo lei, a che cosa è dovuto?
"Intanto all'indiscussa bravura di Andrea Camilleri, che esprime in maniera chiara concetti mai banali. Racconta trame coinvolgenti in modo accattivante. Qualità del personaggio letterario e qualità dell'autore producono dunque un effetto sinergico che fa vendere i libri. Le trasposizioni televisive offrono inoltre valori aggiunti: anzitutto le ottime capacità artistiche di Luca Zingaretti cui s'affianca il corollario azzeccato di caratteristi efficientissimi, tipo Catarella (l'attore Angelo Russo, ndr), o il medico legale Pasquano (Marcello Perracchio) o lo stesso vice di Montalbano, Mimì Augello (Cesare Bocci). Pieni voti, naturalmente, anche per il regista Alberto Sironi che sa assemblare tutto nel migliore dei modi; e per gli incantevoli luoghi, per la pietra bianca del Ragusano e quei colori, quella luce che solo la Sicilia possiede".
- Conosce Camilleri?
"Oh certo, se non fossimo lontani, lui a Roma io a Palermo, potrei dire con sincerità che siamo molto amici".
Mario Bruno
 
 

La Nuova Sardegna, 9.11.2011
Guglielmo Petroni, l'eroe che seppe narrare la resistenza
Si celebra il centenario della nascita dello scrittore Guglielmo Petroni (1911 - 1991), autore indimenticabile di “Il mondo è una prigione”. A Roma, fu torturato nel carcere nazista di via Tasso. La sua città natale, Lucca, il 12 novembre, gli dedica un convegno.

Compaiono in libreria due riedizioni: “Il nome delle parole”, con una testimonianza di Andrea Camilleri (Sellerio) e “La morte del fiume” (Maria Pacini Fazi, pp. 184; Premio Strega 1974). Nel ricordo di Camilleri, (Corriere della Sera, 29 Ottobre 2011), il lettore resta colpito, sorpreso dal dettato solenne della memoria, dal rilievo assegnato alla dignità della persona, al suo carattere forte, da uomo mite, del suo amico Gugliemo Petroni: “Il suo eroismo, la parola è quella giusta ma non l’avrebbe mai pronunziata, che gli aveva dato la forza di resistere alle torture senza tradire i compagni di lotta soprattutto sul rispetto di sé, del suo essere uomo. Prima ancora che un libro sulla Resistenza, era un’altissima lezione di dignità. De dignitate hominis!. Nella mia vita ci sono stati due libri che mi hanno formato non come scrittore, ma come persona. Il primo, in ordine di tempo, era stato negli anni del fascismo, ‘La condizione umana’ di Malraux, il secondo indubbiamente fu ‘Il mondo è una prigione’”.
Raramente si spendono parole dal timbro così deciso e marcato. Parole che condivido.
[...]
C’è un’altra considerazione di Camilleri che mi ha commosso. Riguarda il rapporto del ragazzo Petroni con la scuola: “Io ero curioso di lui, mi chiedevo come fosse riuscito da povero semianalfabeta com’era stato, a diventare uno scrittore della sua grandezza. Ma ogni volta che toccavo questo argomento, ottenevo risposte vaghe”.
[...]
Nicola Tanda
 
 

Il Tirreno, 9.11.2011
Zingaretti, un commissario di 50 anni

Roma. Protagonista in questi giorni, nelle sale italiane, della commedia di Ivan Cotroneo La kryptonite nella borsa, Luca Zingaretti venerdì spegnerà 50 candeline. Tra gli attori più versatili ed apprezzati del panorama italiano, l’interprete romano è riuscito a dare spessore al personaggio letterario di Andrea Camilleri, il commissario Montalbano, senza mai rimanerne schiacciato. Nato a Roma, dopo aver lasciato gli studi di psicologia all’università, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Esordisce come attore di teatro con i registi Ronconi, Mattolini e Sequi. Seguono i primi ruoli cinematografici. Dal 1999 nel ruolo di Montalbano, il commissario brusco e intelligente ideato dallo scrittore Andrea Camilleri, Zingaretti ottiene un grande successo televisivo.
 
 

10.11.2011
La scomparsa di Patò
Slitta ancora la data dell'uscita nelle sale del film di Rocco Mortelliti: adesso si parla di fine gennaio o inizio febbraio 2012.
 
 

Gazzetta di Parma, 10.11.2011
E Camilleri cantò le sirene in biblioteca Civica
Al telefono con Andrea Camilleri

"Maruzza Musumeci" è uno dei tre romanzi di Andrea Camilleri che si sono voluti misurare con le metamorfosi. “Agli antichi le metamorfosi riuscivano meglio. Le mie, in fondo, sono metamorfosi che non riescono, sono trasformazioni a metà”. Sono le parole con cui, modestamente, Andrea Camilleri ha parlato del suo romanzo durante l’ultima riunione dell’associazione “Voglia di Leggere”, nel  pomeriggio dedicato alla lettura della sua sirena. Un racconto che inizia con il matrimonio combinato dall’anziana sensale, in  una lingua di terra chiamata Ninfa,  tra un emigrante maturo di ritorno in Sicilia e la giovane e bellissima Maruzza. La storia scorre con echi greci dell’Odissea, della Lighea del Tomasi di Lampedusa, e prende il quotidiano e il mistero di una vicenda che un contadino raccontò a Camilleri bambino. Nell’Oratorio Novo della Biblioteca Civica è risuonata l’inconfondibile voce dello scrittore più amato d’Italia che rispondendo, al telefono, alla domanda “Come sono le sirene?” ha strappato l’applauso nel numeroso pubblico, in prevalenza femminile. Sentire direttamente un commento da parte dell’autore è stata solo una delle tante strategie che i soci di Voglia di Leggere hanno messo in campo per creare ed animare una rete stimolante per gli appassionati di letteratura nella nostra città.
A cadenza fissa ci sono gli incontri, dove  chiunque può intervenire per commentare sui testi presi in esame. Ma l’associazione ha promosso anche gite in luoghi letterari (di recente Napoli, ma anche l’Abruzzo di D’Annunzio, la Toscana di Pascoli o le langhe di Pavese e la Trieste di Saba). Occasioni che hanno prodotto anche “gemellaggi” con altre realtà e istituzioni che operano in ambito culturale. Gli argomenti degli incontri e delle attività arrivano direttamente dai partecipanti.
Con le tante possibilità che dà la letteratura e grazie alle tante competenze e passioni dei soci. Tutti estremamente riconoscenti di aver potuto assistere a questo saluto di Camilleri e di aver potuto immaginare le cadenze sinuose delle sirene, raccontate dalla sua voce.
Per ascoltare il contributo telefonico, CLICCA QUI
 
 

Europa, 10.11.2011
Nell’era della wikicrazia nasce “Prima Persona”

Il mondo in cui viviamo è di fronte a grandi cambiamenti. Ha scritto Milan Kundera che «lo status quo oggi assomiglia sempre più a un tapis roulant, una strada non più stabile ma in continuo movimento». La velocità del cambiamento è incessante e non anticipabile.
Negli ultimi mesi, le nostre società sono state spiazzate da nuove sfide: il vento di libertà che soffia sulla sponda sud del Mediterraneo ha aperto nuovi scenari imprevedibili, la tragedia di Fukushima ci ha ricordato la nostra fragilità di fronte a un progresso tecnico che persegua solo logiche economiche. La rapidità di contagio delle crisi finanziarie ha svelato l’inadeguatezza dei sistemi economici nazionali.
Di fronte alla forza del cambiamento, gli strumenti tradizionali della democrazia rappresentativa vanno ripensati, la partecipazione elettorale da sola non è più sufficiente a rinsaldare i legami di rappresentanza come testimonia la crescita dell’astensionismo. Ampi segmenti della società sono sempre più restii a farsi coinvolgere in strutture politiche tradizionali ed esprimono una domanda di partecipazione diretta, come rivelano i risultati degli ultimi referendum e delle elezioni amministrative.
Quest’epoca di cambiamento sta liberando nuove energie. Negli ultimi anni, ho avuto la fortuna di incontrare esperienze e storie straordinarie: penso al mondo dell’associazionismo e del volontariato, ai talenti di imprese innovative, a donne e uomini che, attraverso un impegno concreto e appassionato, contribuiscono ogni giorno a ridurre la frattura tra politica e cittadini.
E soprattutto, in Europa cresce un nuovo vento di partecipazione che si nutre delle speranze delle nuove generazioni. È importante che questa tensione verso il futuro e questa spinta di movimento non vengano disilluse e disperse. Come ci insegnano le parole di André Malraux, in politica «il problema principale è di potere agire. Si può sempre affermare che esiste una terra della felicità. Ma ciò ha senso solo se si può prendere una nave per arrivarci ».
Per vellicare e sostenere queste energie di cambiamento, assieme ad un gruppo di amici, abbiamo pertanto scelto di impegnarci nella costruzione di una nuova associazione, Prima Persona, nata per promuovere la partecipazione delle persone alla politica attraverso la diffusione della pratica dell’open government e della wikicrazia. È un progetto nato sui social network e a seguito dell’esperienza dei Barcamp su tematiche europee che abbiamo lanciato e organizzato in questo ultimo anno in giro per l’Italia. Sono tutte modalità che vanno nella direzione di cercare di far riappropriare i cittadini dei processi democratici e della possibilità di influire concretamente sulle decisioni che li riguardano. Riavvicinare i cittadini alla politica e cementare un nuovo umanesimo sono quindi le ambizioni della nostra avventura. Da questo punto di vista, deve essere chiaro che la nostra associazione è totalmente apartitica in quanto essa ambisce a offrire all’intera società un terreno di riflessione e di elaborazione sulle forme di governo aperto. Le nuove tecnologie informatiche ci consentono di reimmaginare e rifondare la democrazia in termini di trasparenza, partecipazione dal basso e interattività. Prima Persona punta a sperimentare nuove forme di democrazia aperta, di governo “wiki’’ interattivo, in grado di coniugare partecipazione e velocità della decisione.
Io sono e resto un dirigente nazionale e rappresentante nel Parlamento europeo del Pd, di cui apprezzo il grande sforzo di ripensamento delle sue modalità organizzative e partecipative. Tuttavia, nel gruppo promotore della associazione ci sono anche donne e uomini, giovani e meno giovani, che non hanno alcuna tessera politica né alcun interesse nella dimensione elettorale della politica. Non a caso hanno già fatto arrivare la loro adesione diversi amministratori locali della nuova leva, che hanno incentrato la loro campagna elettorale sul coinvolgimento degli elettori sulla composizione dei loro programmi e che hanno trasformato questa prima fase in una pratica di governo, una volta divenuti assessori a Torino, Napoli, Rende, nella regione Umbria e che interverranno alla presentazione insieme allo scrittore Andrea Camilleri, al fratello del sindaco eroe di Pollica Angelo Vassallo e presidente della Fondazione a lui ispirata, Dario Vassallo e a tanti altri testimonial di questa nuova primavera italiana e, auspichiamo, europea.
www.primapersona.eu
Gianni Pittella

 
 

L'Arena / Bresciaoggi / Il Giornale di Vicenza, 10.11.2011
Zingaretti compie 50 anni Montalbano? Un amico
IL PERSONAGGIO. Festa a Venezia, dove è in scena con «La sirena» da Tomasi di Lampedusa
L'attore alterna film e teatro alla tv ma è contento di essere legato al popolare commissario di Vigata «Ormai per me è uno di famiglia»

[…]
Al Commissario Montalbano della tv, un personaggio da cui non riesce a staccarsi, per affetto e per rispetto del pubblico che ama così tanto i gialli di Andrea Camilleri, Zingaretti , diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica, da sempre alterna il teatro e il cinema.
[…]
Zingaretti interpreta Montalbano da più di 10 anni, ormai il commissario per lui «è come un vecchio amico che vive in un paesino della Sicilia. Quando ho voglia di rincontrarlo torno a interpretarlo». Tornerà a visitarlo in primavera quando i nuovi quattro attesi film tv per Rai1 saranno sul set in Sicilia: Il sorriso di Angelica e Il gioco degli specchi, tratti da due romanzi di Camilleri e due da racconti inediti. Qualche anno fa aveva pensato di abbandonare il personaggio che lo ha reso popolarissimo, ma ha avuto «il coraggio di dire che avevo detto una stronzata. Ci ho ripensato perché mi voglio divertire e Montalbano lo permette».
Dopo il festival di Sanremo, il Commissario Montalbano è al top degli ascolti anche in questa stagione 2011: oltre 9 milioni (9.263.000) di media per i 4 tv movie. Successo, paternità, teatro, cinema e tv, cosa manca ancora? Zingaretti da tempo accarezza il progetto dell'esordio alla regia: «Sto scrivendo, conto di farcela presto».
 
 

Informazione.it, 10.11.2011
Chiara Pavoni legge Montalbano

Brescia. Avrà luogo venerdì 17 novembre alle ore 19 il "Montalbano aperitivo culturale" presso la splendida cornice della “Farnesina”, boutique enogastronomica culturale situata a Roma in Via della Lungara, 24.
Per l'occasione l'attrice Chiara Pavoni leggerà dei brani tratti dai romanzi di Andrea Camilleri che hanno per protagonista il commissario Montalbano, accompagnata dalle musiche di Osvaldo Bisello.
Gli spettatori potranno inoltre degustare le specialità siciliane, delizie e tesori de "La Farnesina" che a breve ospiterà anche delle gustose lezioni di cucina gratuite.
Per gli amanti del piacere della lettura e della gola uno stuzzicante assaggio da non perdere e un indirizzo da non dimenticare.
Laura Gorini per Chiara Pavoni - email: laura.gorini@yahoo.it - telefono: 333/6434873
 
 

Solo Libri.net, 10.11.2011
Biografia del figlio cambiato - Andrea Camilleri
Ho voluto raccontare la biografia di Pirandello da un angolo visuale molto personale, incentrato soprattutto sul rapporto tra lo scrittore e il padre Stefano. Il loro fu un rapporto molto drammatico. A un certo momento Pirandello definì il padre ’l’uomo di cui solo anagraficamente porto il nome’. (Andrea Camilleri)

Nella nota in calce alla "Biografia del figlio cambiato" (Milano, Rizzoli 2000), Camilleri scrive:
“Questo libro ambisce ad essere la trascrizione di un mio racconto orale sulla vita di Luigi Pirandello da un punto di vista limitato e del tutto personale (…). Il racconto non è destinato agli accademici, agli storici, agli studiosi di Pirandello ché queste cose per loro son risapute, ma al lettore più che comune”.
L’argomento, in una prima versione, era stato già trattato nella relazione letta a un convegno su Pirandello, svoltosi a San Miniato nell’estate del 1996; ora il lavoro, oltre ad offrire una testimonianza affettiva sul rapporto tra due conterranei, mette in luce, in modo più organico e articolato, un ritratto dell’illustre scrittore e drammaturgo, che sorprende e commuove, incuriosisce e fa riflettere.
In queste pagine scorre così una sorta di biografia letteraria di Luigi Pirandello che è l’esito non solamente di uno straordinario lavoro di ricerca (lettere, monografie, libri, documenti), ma anche della rivisitazione che Camilleri fa nel grande archivio della sua memoria. E’ alla dimensione demologica della comunità d’appartenenza che rinvia il titolo. Era un’epoca fantasiosa quella dell’Ottocento siciliano in cui agivano credenze magiche cosparse di tanta ingenuità; circolavano allora bizzarre leggende, e c’era fra queste “la favola del figlio cambiato”. Al piccolo Luigi la racconta Maria Stella, la donna di servizio. In essa si parla de “Li donni”, cioè “le Donne”: streghe che avevano il potere di sostituire un bambino appena nato con un altro. Racconto questo, sostiene Camilleri, che da Pirandello è introiettato come veritiero in conseguenza del pessimo rapporto con il proprio genitore. Alla scoperta che costui ha un’amante, la reazione è di rabbia: il ragazzino va via dopo aver sputato alla donna, mentre suo padre, da lui ignorato, si era nascosto per la vergogna dietro una tenda. La conflittualità dell’episodio gli fa così credere, per assurdo, di non essere il figlio vero, ma quello cambiato come nell’anzidetta leggenda. Per sostenere la sua interpretazione, Camilleri si avvale di ragionamenti: il trauma subito è così forte che Pirandello sarà indotto a rielaborare il racconto del cambio nell’invenzione letteraria. Non a caso nella novella "Il figlio cambiato" è narrata la disperazione di una madre, uscita di senno dopo aver constatato che il proprio figlio, un bimbo bellissimo, viene sostituito con una creatura demente e storpia. E di essa si conoscono altre due versioni: la trasposizione teatrale in versi di tre scene intitolate "La favola del figlio cambiato" da inserire ne "I Giganti della montagna" e il libretto, anch’esso con lo stesso titolo, per la musica di Malipiero. Verrebbe la voglia di soffermarsi su altri particolari, essendo sì ricco di dati questo avvincente racconto-saggio.
Oltre ai traumi dell’infanzia, c’è il rapporto tra lui e la moglie, Antonietta Portolano, la quale, dopo il parto del primogenito Stefano, comincerà a dare segni di fragilità mentale. Toccanti le pagine che descrivono la riconciliazione di Pirandello con il padre ottuagenario. Egli ora non si sente più il figlio cambiato e fa di tutto perché i suoi figli non siano soggetti ai condizionamenti negativi da lui subiti. L’esposizione non finisce di sorprendere, accoglie la complessità della vita. E di singolare valore appare il criterio fondamentale di ricerca adottato: l’individuazione di brani da leggersi con riferimento a certi episodi della vita di Pirandello.
Federico Guastella
 
 

Io donna, 11.11.2011
Cose della vita. Andrea Camilleri
Ha il pollice verde, ama le sigarette, ma non il fumo. Fa mangiare le triglie al suo Montalbano perché a lui sono proibite. Di solito va a piedi o in bicicletta. Presto però volerà a Dublino...

Tutto esaurito e gradimento alle stelle. C’era da aspettarselo, naturalmente perchè quando in scena c’è Andrea Camilleri non può che andare così. E infatti, all’incontro organizzato al MAXXI, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, per ContemporaneaMENTE, il professore (lo chiamano così da quando insegnava regia all’Accademia nazionale di Arte drammatica) nonchè padre del Commissario Montalbano (di recente acquistato dalla Bbc che lo manderà in onda in prima serata) e di decine di romanzi che hanno venduto oltre 20 milioni di copie ha tenuto banco senza problemi incantando l’uditorio. Ha 86 anni Camilleri eppure ha lo spirito di un ragazzino. È ironico, divertente, profondo e acuto allo stesso tempo. Gli occhi gli si illuminano quando parla di letteratura, della natìa Sicilia e della famiglia.
Camilleri, ha dedicato il suo ultimo libro, La setta degli Angeli, a Rosetta, sua moglie, per "cinquant’anni e passa di vita insieme". Si giudica un buon marito?
Dovrebbe chiederlo a mia moglie. Comunque non credo. Ho sempre viaggiato molto per lavoro e non sono mai stato molto a casa. Anche quando è nata la nostra prima figlia, Andreina, l’ho lasciata sola. E come padre?
Mi definirei un genitore "discreto". Per farmi perdonare le continue assenze riempivo di regali le bambine al mio ritorno: vestitini ricchi di nastri e paillettes. Poi, quando sono cresciute, è stata la volta di sciarpe, borsette, libri.
Come nonno invece?
Mi sono rifatto. Ho sempre voluto accanto a me i miei quattro nipoti: Alessandra, 29 anni e Arianna, 23, figlie di Andreina, la primogenita; Francesco, 17 e Silvia, 14 figli della terza, Mariolina. Sono cresciuti giocando per casa nostra mentre io scrivevo i miei libri. Amavo il loro chiasso e la loro vivacità. Mia moglie, non riusciva a capacitarsi di come riuscissi a concentrami: diceva che più di uno scrittore ero un corrispondente di guerra.
Dei suoi nipoti, Alessandra, sta seguendo le sue orme?
Quando ho saputo che voleva fare l’Accademia Nazionale d’arte drammatica ho chiamato tutti i colleghi dicendo loro di dissuaderla, ma alla fine mi telefonò il direttore dicendo che era brava e che l’avrebbero presa. Ha anche scritto un monologo, Famosa, che poi ha interpretato a teatro. L’ho saputo a cose fatte, quando mi ha invitato alla prima: è brava, è brava.
È anche la protagonista del film tratto dal suo romanzo, La scomparsa di Patò, a breve nelle sale...
L’ha scelta il regista, Rocco Mortelliti, che è suo padre. Ma ha fatto bene dato che cercava una brava attrice come protagonista. È il primo film tratto da un mio romanzo e ne ho rivisto la sceneggiatura, però non sono mai andato sul set. Avendo fatto il regista so quanto sia disagevole la presenza dell’autore durante le riprese. Un giudizio? Buon film, ben recitato, ambientato bene.
Una pellicola da consigliare?
Ce ne sono tanti! Uno che mi ha colpito è stato La passione di Giovanna d’Arco di Carl Dreyer con una grande interprete femminile, Maria Falconetti. E poi Il cattivo tenente di Abel Ferrara con Harvey Keitel, straordinario tentativo di travasare nella cultura americana quella europea con i concetti di perdono e redenzione.
Cosa ha da dire sul suo nuovo romanzo, La setta degli angeli?
Ho paura che lo si legga solo nell’ottica dello scandalo dei preti pedofili. Contro quei degenerati indegni del sacramento sacerdotale già si scaglio, Don Luigi Sturzo in un articolo apparso in data 15-16 luglio del 1901 su Il Sole del Mezzogiorno. Invece a me interessava sottolineare il rovesciamento finale di una situazione acquisita...
Ha un rito mattutino?
In autunno e inverno mi alzo alle 6.30, in primavera ed estate alle 6. Prendo il caffè, poi mi lavo e mi vesto di tutto punto prima di mettermi al computer: l’essere in ordine per me è una forma di rispetto verso la scrittura. Poi scrivo per circa tre ore senza alcuna interruzione. Terminata una pagina la leggo almeno due-tre volte ad alta voce per ascoltare il ritmo delle parole e correggere dove non "suonano" bene. Intorno alle 10 ricevo le telefonate o fisso gli appuntamenti. Quindi "un’ora d’aria" intorno all’isolato. Sono metodico.
Per questo i suoi libri hanno sempre lo stesso numero di pagine?
Vero. Le storie di Montalbano hanno tutte 180 pagine divise in 18 capitoli di 10 pagine l’una. I racconti lo stesso. Basta sfogliare l’ultima raccolta, Gran Circo Taddei, per accorgersene. Ad un tratto tutto prende forma nella mia mente, si organizza come respiro, come durata e poi ci lavoro fino alla perfezione. Relativa s’intende...
Scrive sempre due storie in contemporanea?
Non più. Una alla volta ora è sufficiente.
Lei e il computer.
Ho lasciato la macchina da scrivere per il portatile dodici anni fa. Prima, ogni volta che facevo un errore appallottolavo il foglio e lo buttavo e così, alla fine della mattinata rischiavo di essere soffocato dalla carta. Il computer è più pratico, ma all’inizio devo "addomesticarlo". Non accetta la mia scrittura, le parole in dialetto sono sbagliate per lui e le segnala come errori. Va quindi resettato...
Naviga in rete?
Non voglio imparare a farlo e non sono collegato a internet. Essendo un gran curioso temo che mi perderei nella rete e nessuno riuscirebbe più a tirarmi fuori.
Che cosa sta leggendo?
Un doppio sospetto, è un poliziesco di un autore islandese, Arnaldur Indridason. Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il suo commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti, ma i nomi dei personaggi sono davvero impossibili.
Libri del cuore?
Tantissimi. Tra tutti: La condizione umana di André Malraux, che mi ha formato; Il mondo è una prigione di Guglielmo Petroni e le opere di William Faulkner che ha influenzato molto la mia scrittura. E poi... Georges Simenon: leggerlo è sempre un gran piacere.
Vacanza ideale?
Non amo le vacanze, Roma è bellissima e ha dei luoghi stupendi dove andare come piazza Navona, piazza del Popolo, piazza del Pantheon. All’estero sono sempre andato per lavoro. Qualche tempo fa quando andai a Vienna con la famiglia per un periodo di relax mi venne addirittura un ictus...
Prossimo viaggio allora?
In Irlanda. Il 6 [il 5, NdCFC] dicembre l’University College di Dublino mi consegnerà una laurea Honoris Causa. "Da noi si è laureato James Joyce" hanno scritto nell’invito. "Forse avrebbe preferito essere chiamato dal Trinity College dove è stato Samuel Beckett..". Ma questo non è vero. Anche se sono stato io a portare in Italia il Teatro dell’assurdo di Beckett, amo sia lui che Joyce.
Mezzo di trasporto preferito?
La bicicletta in pianura e in percorsi sicuri. Mi capita di usarla a Rimini, quando vado a trovare degli amici e l’ho usata in Olanda: è meraviglioso girare senza pericolo di essere travolti. Non disdegno il risciò, comunque... Non ho un’auto e non ho mai voluto guidare. Meglio farsi portare dagli altri. Adoro il treno mentre prendo l’aereo solo in caso di necessità e trascorro il tempo in stato di ebbrezza.
Oggetto del cuore?
Un piccolo portaprofumo a forma di cilindro che mia madre Carmela teneva nella borsetta. Quando è morta l’ho preso come suo ricordo.
È un collezionista?
Mio padre cercò di farmi interessare ai francobolli, ma non ci riuscì. Piuttosto ho decine di accendini, da quelli più preziosi a quelli in plastica. Non riesco a staccarmene anche quando non funzionano più. Li butto con rammarico.
Ma quanto fuma?
Due pacchetti e mezzo al giorno. Però di ogni sigaretta tiro due o tre boccate e poi la spengo. Più che altro mi piace averla in mano. È come un rituale. Posso restare per ore senza fumare, non è quello che mi dà piacere.
Il "suo" luogo?
La vecchia casa di campagna dei miei nonni a tre chilometri dal centro di Porto Empedocle, dove sono nato. L’unica foto che tengo nel portafoglio risale ai tempi della mia infanzia. L’abbiamo ereditata in quattro, ma non ce ne siamo mai occupati e si è deteriorata. Il sindaco ce l’ha chiesta in dono. Abbiamo accettato, verrà restaurata e diventerà la sede della Fondazione Camilleri entro il 2012.
Lei e la campagna?
L’ho amata e ho amato l’albero che ne è, per me, il simbolo, l’olivo saraceno dal possente tronco contorto. Peccato non ce ne siano più nè nella mia Sicilia nè a Santa Fiora, nel grossetano, dove ho casa da quarant’anni. Ideale per concentrarsi e scrivere. Per scrivere voglio avere vita, rumore e suoni intorno a me. Quand’erano piccoli i miei nipoti li tenevo sempre volentieri nella stanza dove lavoravo. Il silenzio della campagna o il canto degli uccellini potrebbero portarmi al suicidio.
Quali sono i suoi valori?
Sono quelli in cui crede Montalbano: la dignità dell’uomo come essere pensante e raziocinante; l’onore e il rispetto reciproco.
Scrive in una lingua che va oltre il siciliano.
La mia lingua è quella che parlava la media borghesia in cui sono cresciuto. Pirandello stesso ha detto che il dialetto esprime il sentimento, le emozioni mentre l’italiano i concetti. I dialetti sono una grande ricchezza e possono rinvigorire l’albero della nostra italianità, preservarlo dalla colonizzazione. Mi si stringe il cuore quando sento parlare in italiano inframmezzato da parole straniere.
Cosa le regalano di solito?
Vestiti eleganti dato che amo portarli. Al mio ultimo compleanno (il 6 settembre quando ha compiuto 86 anni, ndr) mi hanno inaspettatamente portato una maglia da ciclista color beige, con gli spacchetti laterali, in tessuto supertraspirante: mi è piaciuta molto.
È goloso?
Lo ero. Ora non posso più esserlo. Per motivi di salute mi hanno proibito quasi tutto: niente triglie fritte, il mio piatto preferito; niente uova; niente insaccati... Mi consolo facendoli mangiare a Montalbano.
Ascolta musica?
Una volta scrivevo tenendo come sottofondo brani di jazz. Con il passare del tempo la passione per questo genere rischiava di distrarmi dalla scrittura e così ho lasciato perdere. A volte ora ascolto, il pomeriggio, la musica di Schönberg.
Di tutte le sue creature di carta, a quale è più affezionato?
A Il cane di terracotta. Ha come protagonista Salvo Montalbano ed è particolare perché è un’investigazione sulla memoria, su un fatto avvenuto 50 anni prima dove non ci sono più colpevoli da perseguire.
Si è mai scoraggiato come scrittore?
Sì, ma non l’ho mai mostrato. Nei dieci anni in cui nessun editore voleva pubblicare il mio primo romanzo, Il corso delle cose, è stata dura. Mi ha aiutato fare il regista: riuscivo lo stesso a comunicare con le persone. Lo proposi nel ‘68 e venne stampato nel ‘78. Poi però ne furono vendute oltre 400 mila copie.
Lei e l’arte.
Ci sono alcuni maestri che ho amato alla follia: Alberto Burri, Lucio Fontana e Alighiero Boetti. Del ‘900 amo molto Gino Severini, Fausto Pirandello e Antonio Donghi. In salotto ho un quadro di Fontana e uno di Severini. Nel mio studio invece un’intera parete è occupata da una tavola da cantastorie su Giovanni e Chiara, due ragazzi di cui non sono ancora riuscito a scoprire nulla.
Che cos’ha della sua Sicilia nella sua casa romana?
Due pupi alti circa un metro che rappresentano la bella e valorosa Bradamante, paladina di Francia sorella di Rinaldo e cugina di Orlando; e Gano di Magonza, vile traditore colui che causò la morte dei più valorosi paladini, marito in seconde nozze di Berta, madre di Orlando e sorella di re Carlo.
Nicoletta Pennati
 
 

Il Sole 24 Ore, 12.11.2011
La Grande Domenica del Sole, Camilleri racconta la prima guerra globale del Duemila

"Forse senza saperlo stiamo combattendo la prima guerra globale del Duemila". Si apre così la rubrica settimanale "Il posacenere" di Andrea Camilleri che debutta domenica sulla prima pagina dell'inserto culturale del Sole 24 Ore.
[…]
 
 

La Stampa - Tuttolibri, 12.11.2011
Scandalo 1901. Così l'avvocato socialista smaschera i politici
Lo spiritu santo sulle vergini di Camilleri
Andrea Camilleri, "La setta degli angeli", Sellerio, pp. 233, € 14
Maurizio Assalto
 
 

Indie-blog.com, 12.11.2011
Il gioco degli specchi - Andrea Camilleri - 2011

Rieccoci con il commissario Montalbano alle prese con un caso particolarmente ingarbugliato.
Un pacco esplode davanti a un magazzino vuoto, non è chiaro chi sia il destinatario. Sarà solo il primo di tante azioni apparentemente senza motivo, che porteranno il commissario e l’ispettore Fazio a indagare su Carlo Nicotra, boss ai vertici della famiglia Sinagra, Arturo Tallarita, figlio di un sodale di Nicotra, e due insospettabili, i coniugi Lombardo, vicini di casa proprio del commissario. L’avvenenza di lei, Liliana, non fa che gettare altro fumo negli occhi di Montalbano, aumentando il numero di specchi appunto, che riflettendo le immagini all’infinito nascondono la verità.
Camilleri torna al suo amato personaggio, si direbbe che non può farne a meno, almeno quanto Conan Doyle col suo geniale investigatore privato, che fu costretto a resuscitare dopo l’insistenza dei fan. Ancora una volta Vigata dunque, e tutto il piccolo mondo inventato dall’autore, sempre più saldo e reale, romanzo dopo romanzo. La capacità principale di Camilleri infatti, al di là del nuovo intrecci proposto di volta in volta, è quella di farci sentire subito a casa dopo pochissime righe: il lettore in crisi di astinenza tirerà subito un sospiro di sollievo, il neofita scoprirà presto una nuovo provincia sicula dove non faticherà a orientarsi. Lo stesso vale per la lingua, che a chi la approccia per la prima volta, soprattutto se non siciliano, potrà apparire ostica; ma lo scrittore anche in questo è un maestro, capace di utilizzare un lessico anche profondamente dialettale in maniera sapiente, italianizzandolo al punto giusto, o sfruttando la sintassi per rendere il senso più comprensibile.
La voce del narratore a volte resta alta a sorvolare gli eventi, poi si abbassa, si nasconde dietro Salvo Montalbano, si confonde con i suoi pensieri; ma di nulla si accorge il lettore, intento – cosa inevitabile – a leggere il libro tutto d’un fiato.
La trama di quest’ultima indagine è quanto mai complessa, il commissario impelagato in un gioco di dissimulazione continua (sicilianità per eccellenza), che lo porterà più volte fuoristrada. E pazienza se quando i nodi vengono al pettine, qualche intuizione del protagonista o alcuni indizi fortuiti sembrano caduti quasi come deus ex machina: anche in questo caso, come la stragrande maggioranza dei “Montalbano”, la narrazione rapisce a tal punto da  far perdere di vista qualche piccola scorciatoia.
È uscito da pochissimo La setta degli angeli, sempre targato Sellerio, ultimo romanzo del maestro di Porto Empedocle, che non vede però l’ormai celebre commissario come protagonista. Ce ne occuperemo presto.
Nero Prazadoa
 
 

Il Sole 24 Ore, 13.11.2011
Posacenere
La Prima guerra globale del 2000

Forse, senza saperlo, stiamo combattendo la prima guerra globale del Duemila. Una guerra che non usa più armi, che non bombarda né fa esplodere atomiche, che non provoca morti ma produce fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento.
Insomma, riduce sul lastrico i perdenti. Le direttive che pervengono dall'UE o dalla Bce assomigliano ai piani strategici di uno Stato Maggiore: far resistere la Grecia ad ogni costo, apprestare immediate difese per le prime linee direttamente sotto attacco che si chiamano Italia e Spagna. E i quotidiani listini delle Borse europee ed extraeuropee li si attendono con la stessa ansia, con la stessa trepidazione dei Bollettini di guerra d'una volta.
Andrea Camilleri
 
 

Affaritaliani.it, 14.11.2011
Cool-tura
Mondadori lancia una nuova collana di narrativa "low cost". A gennaio si parte con Camilleri, Gamberale e...
L'INDISCREZIONE/ Da gennaio, a quanto risulta ad Affaritaliani.it, parte "Le Libellule", la nuova collana "low cost" di Mondadori: romanzi brevi (non solo italiani) a 10 euro (edizioni brossura). I primi 4 titoli (novità) saranno di Chiara Gamberale, Raffaele La Capria, Andrea Camilleri e del francese Arnaud Rykner. E a febbraio toccherà a Guccini e ad altri autori... I dettagli e l'inchiesta sui prezzi dei libri in questi mesi di crisi economica generale

Dati Aie alla mano, finora il 2011 non è stato un anno positivo per il mercato dei libri, flessione inevitabile vista la crisi economica generale. E quindi non sorprende il successo in libreria dei bestseller (a sorpresa) "a soli 9,90 euro" pubblicati in questi mesi da Newton Compton. Ma a dimostrazione che  rispetto al passato i lettori sono molto più sensibili al prezzo di copertina dei libri, arriva la nuova collana "low cost" di narrativa (italiana ma non solo) che, a quanto risulta ad Affaritaliani.it, Mondadori sta preparando in vista dell'inizio del 2012 (tra l'altro, stando al resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2011 approvato dal Cda di Segrate, Mondadori Libri - il primo gruppo editoriale italiano - ha visto il fatturato del comparto calare del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2010...).
La nuova collana dovrebbe chiamarsi "Le libellule": romanzi brevi (meno di 200 pagine) venduti a 10 euro, in edizioni brossura (13 per 20 cm). Si parte a gennaio con quattro libri: di Chiara Gamberale, Raffaele La Capria, Andrea Camilleri e il francese Arnaud Rykner. A febbraio, invece, dovrebbe toccare a Francesco Guccini e ad altri scrittori.
[...]
Antonio Prudenzano
 
 

RagusaNews, 14.11.2011
La Puglia vuole portarsi via il Commissario Montalbano, Scicli dice no
L'impegno della Film Commission iblea

Scicli - La Regione Puglia aveva lanciato un'offerta per trasferire il Commissario Montalbano, armi, bagagli e commissariato, nella terra di Nichi Vendola.
Uno stop è arrivato dalla Film Commission Iblea e dall'amministrazione comunale di Scicli, comune in cui da tredici anni a questa parte vengono girate molte location del serial televisivo.
E' l'assessore al turismo Angelo Giallongo ad annunciare che, recatosi a Palermo in delegazione assieme al direttore della Film Commission, dopo una proficua interlocuzione con l'assessore regionale al Turismo, la film Commission iblea ha garantito, per il tramite della Regione, alla Palomar una congrua compartecipazione, il cui ammontare non è stato ancora definito, per mantenere la fiction nella Sicilia sudorientale. Per promuovere l’interessamento di future produzioni per il territorio ibleo, la Film Commission Ragusa sta organizzando un convegno cui parteciperà l’Assessore Regionale al Turismo,  e fissato per il mese di dicembre.
 
 

La Sicilia, 14.11.2011
Il personaggio. L’attore Marcello Perracchio tra il palcoscenico e la serie tv «Montalbano»
«Il teatro resta il grande amore»

È lui o non è lui? Ma sì, è proprio lui, Marcello Perracchio, l'attore ragusano (naturalizzato catanese) divenuto famoso non con il teatro che frequenta da decenni, ma con la fiction televisiva "Il commissario Montalbano" in cui interpreta il burbero medico legale Pasquano, arcinoto per lo spassoso tormentone dei cabbasisi.
Perracchio, per lei il successo è arrivato grazie all'eroe creato dalla penna di Camilleri.
«Esatto. Dopo una vita sul palcoscenico, ti conosce un pubblico ristretto. Poi fai un piccolo passaggio sul teleschermo e conquisti, di colpo, una lusinghiera notorietà. Quello del perito settore Pasquano è un personaggio marginale, un ruolo cosiddetto minore, però è risultato simpatico e piace. I cabbasisi, vocabolo che Camilleri ha riesumato dalla vecchia parlata siciliana, hanno conquistato i favori del pubblico. Ed eccomi qua».
La popolarità raggiunta con il poliziesco seriale, ha fatto passare in secondo piano l'amore per il teatro?
«No. Le rispondo un no secco, alla Pasquano. Perché con il cinema o la televisione, le emozioni le trasmetti a una macchina da presa; invece in teatro il contatto con il pubblico è immediato, esaltante. E' un rapporto diretto e l'inebriante suggestione si ripete ogni sera, premiata dagli applausi. Quello del teatro è un rito bellissimo che ci fa sentire importanti, anche se non lo siamo».
Lei è di Ragusa ma deve molto a Catania, dove lavora da lustri.
«Devo moltissimo a questa città. Ho cominciato a fare il professionista nel 1980 proprio qui, abbandonando le mie attività. A Ragusa infatti ero titolare di una scuola guida e di un'agenzia di assicurazioni e la sera facevo l'attore dilettante. Poi 31 anni fa, per l'appunto, mi chiamò Turi Ferro, affidandomi una parte in "A ciascuno il suo", testo di Sciascia con il quale debuttammo al Piccolo di Milano. Turi mi stimava molto e per me rappresentava il massimo, rappresentava il teatro, era irraggiungibile, non si risparmiava mai. Con lui andavo molto d'accordo, c'era un grande rispetto reciproco, io gli sono sempre stato riconoscente per avermi portato allo Stabile etneo».
E con Zingaretti c'è sintonia?
«Assolutamente sì, infatti le nostre scenette, quei duetti divertenti li studiamo insieme. Luca è un compagno di lavoro attento, generoso, non esagero nel dire che siamo diventati cari alla gente. E pensare che, prima del pubblico, a ridere siamo noi. Girare Montalbano è davvero un bel gioco».
E con il regista Sironi come va?
«Magnificamente. Quando mi scelse per il ruolo di Pasquano, mi disse: "Non è un personaggio di primo piano, ma sarai presente in tutte le puntate". E' un director in gamba, perfezionista e dal polso saldo».
[...]
Mario Bruno
 
 

14.11.2011
Il Diavolo, certamente
Il nuovo libro di Andrea Camilleri sarà in libreria il 5 gennaio 2012, per la nuova collana "Le libellule" della Mondadori.
 
 

14.11.2011
Il canale WR6, la web radio della Rai dedicata alla storia, al passato e ai ricordi dell’Italia degli ultimi decenni, dedicherà ad Andrea Camilleri la settimana da lunedì 21 a domenica 27 novembre.
Sarà mandata in onda un'intervista a Camilleri e poi alcune delle sue opere radiofoniche, per un’ora e mezza al giorno.
Per gli orari consultare il palinsesto del sito.
 
 

Agis Scuola, 15.11.2011
Roma - XVI Congresso Nazionale Agiscuola
“Arte dello spettacolo e saperi disciplinari. Uno scambio per tornare a immaginare il futuro”
PROGRAMMA
sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica
Direttore Scientifico: Maria Antonietta Ruggiero
Direttore Organizzativo: Luciana Della Fornace
14, 15 novembre 2011
Roma, Agis Nazionale, L.go Italo Gemini, 1
[...]
15 NOVEMBRE - mattina
[...]
ore 11.30
150 anni: La storia raccontata dagli autori
Andrea Camilleri, Scrittore
[Nell'occasione è stato presentato il cofanetto Tutta un’altra storia (prodotto da Gush e Raitrade), nuova edizione di 150 Le storie d’Italia, NdCFC]
 
 

Adnkronos, 15.11.2011
Editoria: Mondadori lancia collana 'Libellule', debutto con Camilleri e Gamberale

Roma - C'e' qualcosa di nuovo che bolle in pentola dalle parti di Segrate. La casa editrice Mondadori, infatti, si appresta a lanciare sul mercato una nuova collana di narrativa, 'Libellule', che da gennaio sbarchera' in tutte le librerie italiane. Ad essere presentata, a prezzi contenuti, sara' una serie di racconti lunghi e romanzi brevi per dare a tutti i lettori il piacere della lettura. Racconti concentrati, snelli ma intensi, firmati da autori di grande successo, italiani e stranieri. I primi quattro sono: 'Il diavolo, certamente' di Andrea Camilleri, 'L'amore quando c'era' di Chiara Gamberale, 'Il vagone' di Arnaud Rykner, 'Esercizi superficiali' di Raffaele La Capria, a cui seguiranno in febbraio libri firmati da Francesco Guccini, William Vollmann, Alberto Cavanna. [...]
 
 

Malgradopoi, 15.11.2011
La setta degli angeli di Andrea Camilleri

Ho prenotato La setta degli angeli di Andrea Camilleri prima della data di uscita e, quando mi è stato recapitato, non ho potuto fare a meno di leggerlo tutto d’un fiato. Mi è piaciuto molto il romanzo uscito dalla penna siciliana del maestro Camilleri per Sellerio editore; mi ha conquistato la storia, alla quale ho partecipato tifando ovviamente per colui che perde, e mi ha convinto la narrazione.
La storia di Matteo Teresi
E’ una storia vera quella cui si ispira Camilleri, ne abbiamo testimonianza da Filippo Turati e Don Luigi Sturzo, la cui lettera apparsa su “Il Sole del Mezzogiorno” il 15 e 16 luglio 1901 lo scrittore fa trascrivere su “La Battaglia” da Matteo Teresi, nel quarto degli articoli che seguirono i fatti.
Nella nota a fine romanzo è lo stesso Camilleri che narra la vicenda. All’inizio del secolo scorso, in un piccolo paese siciliano, Alia, il prete Rosolino Martino fu accusato di avere abusato di alcune ragazze minorenni. La denuncia parte dalle pagine de “La Battaglia”, un giornale locale tenuto da un farmacista, poi divenuto avvocato, che si chiama Matteo Teresi e che “..combatte le prepotenze dei mafiosi, degli agrari e del clero”. Il giornalista avvocato scopre che i preti di Alia hanno costituito una setta segreta che “mobilita giovani fanciulle ancora vergini e inesperte, e giovani spose, a cui si fa credere che il rapporto sessuale o le stesse pratiche sessuali preparatorie del rapporto, sono uno strumento per acquisire indulgenze divine ed aprire le porte del Paradiso”. Quando la denuncia di Teresi oltrepassa i confini dell’Isola provocando lo sdegno di personaggi pubblici come Turati e Sturzo, i poteri locali, clero e mafia innanzitutto, riducono il paese al silenzio. Il giornalista avvocato viene isolato e addirittura accusato di blasfemia dal Vescovo di Cefalù che indice una solenne processione riparatrice. Per scampare alla persecuzione Turati si imbarca per gli Stati Uniti, dove continua ad esercitare la professione di avvocato.
Il romanzo
Nel romanzo ci sono innumerevoli dettagli dovuti alla fantasia dell’Autore, com’Egli pure ricorda, in una narrazione ben congeniata e ricca di personaggi e dettagli, ma nel complesso ad emergere è la storia di Matteo Teresi e del suo ostinato e irriverente spirito laico, che lo spinge sino a sfidare una cultura tutt’ora radicata negli strati sociali della Penisola (altro che Sicilia!)
Non mi sono dovuto sforzare più di tanto, quindi, per mettermi nei panni di Don Anselmo, del barone Lo Mascolo e di tutti gli altri abitanti di Palizzolo.
Ho letto, apprezzando i dialoghi in lingua, e mi sono sinceramente divertito. Ho fatto il tifo, anche; un tifo estremo, sentito, per l’avvocato dei poveri e dei miserabili che metteva i bolli sulla carte dei suoi clienti nullatenenti; che teneva il Don Chisciotte sul comodino e che con quel poco che guadagnava ci stampava il suo giornale, l’unico faro in una terra in cui.. mi fermo qui perché non voglio svelare troppo.
La setta degli angeli, Andrea Camilleri, Sellerio editore, 2011
Dirk Pitt
 
 

La Sicilia, 15.11.2011
Attori, attoricchi e...
IL LIBRO.. Si presenta oggi il manuale di didattica

Vede la luce un'opera insolita e non perché la materia trattata sia non appetibile da parte di attori e aspiranti attori che, con diversi gradi di conoscenza e competenza affrontano il palcoscenico, ma perché tecniche, suggerimenti, percorsi didattici e modernizzazioni costituiscono il nerbo di questo libro che ci appare scritto in modo sciolto, moderno, senza peli sulla lingua.
Il libro è stato scritto da Antonio Giordano dal titolo sarcastico «Attori Attoricchi e Cannavazzi» (Manuale di didattica dell'attore con un'appendice sulla dizione). L'autore è piuttosto conosciuto, non solo in campo locale, per avere insegnato anche didattica in prestigiose scuole teatrali. Giunto ad una ragguardevole età, Giordano ha pensato bene di mettere per iscritto le sue esperienze, le sue sperimentazioni, quanto gli è stato insegnato dal grande Orazio Costa, quanto è stato condiviso con teatranti del livello di Glauco Mauri, Andrea Camilleri, Giulio Borsetti, Valeria Moriconi e perfino Bukoskij, al fine di lasciare un segno, una guida agli allievi che ancora gli richiedono una formazione che egli non nega a chi è veramente dotato.
[...]
 
 

Giornalisti Calabria, 16.11.2011
Anche Andrea Camilleri al fianco dell’Usigrai, ieri a Palermo per un’altra tappa di “Riprendiamoci la Rai”
“Basta, la Rai va potenziata, non indebolita!”

Palermo – La seconda tappa siciliana di “Riprendiamoci la Rai”, ieri ai cantieri culturali della Zisa di Palermo, è stata caratterizzata anche da momenti di spettacolo, oltre che dal dibattito sul servizio pubblico radiotelevisivo e dall’intervento telefonico di Andrea Camilleri.
Il celebre scrittore siciliano, “padre” del commissario Montalbano, ha definito la manifestazione, promossa ancora una volta dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, “sacrosanta, al massimo tardiva, perché lo smantellamento della Rai è iniziato da tempo, è venuto il momento di dire basta. La Rai va potenziata e non indebolita. La Rai è l’informazione oggettiva, quindi va aumentata e non depauperata”.
[...]
 
 

Adnkronos, 16.11.2011
Partita anche la raccolta di firme, anche sul sito www.stopcaporalato.it, che ha gia' toccato quota 20.000 adesioni
Cgil, riparte 'Stop Caporalato', sanzioni per datori e tutele per chi denuncia
Al via la campagna di mobilitazione nazionale promossa da Cgil, Fillea e Flai per ottenere l'introduzione di sanzioni a carico dei datori di lavoro che ricorrono ai caporali e tutele per i lavoratori che denunciano situazioni di sfruttamento

Roma - Un casco di protezione, giallo, incatenato e poggiato sopra tanti pomodori, anch'essi schiacciati dalle catene. E' l'immagine scelta dalla Cgil, e dai sindacati dei lavoratori dell'edilizia e dell'agroalimentare, Fillea e Flai per rilanciare la campagna di mobilitazione nazionale 'Stop Caporalato - Ancora un passo avanti', con cui i tre sindacati chiedono sanzioni per i datori di lavoro che ricorrono ai caporali e tutele per i lavoratori che denunciano situazioni di sfruttamento.
La campagna e' stata presentata a Roma dai tre segretari generali: Susanna Camusso (Cgil), Walter Schiavella (Fillea) e Stefania Crogi (Flai).
[...]
Poi e' iniziata una raccolta di firme, anche sul sito www.stopcaporalato.it, che ha toccato quota 20.000 adesioni, mentre in tutte le regioni si sono tenute circa 30 iniziative di sensibilizzazione del mondo del lavoro. Molte personalita' dello spettacolo, del giornalismo e di altri settori lanciano un appello: tra di esse Andrea Camilleri, Margherita Hack, Don Luigi Ciotti, Sergio Chiamparino.
[...]
 
 

ContattoNews.it, 16.11.2011
“La Targa” di Andrea Camilleri
 
 

AISE, 16.11.2011
Grande successo della giornata italiana alla Fiera del Libro di Mar del Plata

Mar del Plata - è stata inaugurata il 4 novembre scorso e resterà aperta fino al 21 novembre la VII edizione  della Fiera del Libro di Mar del Plata "Porto di Lettura" 2011.
[..]
Ieri, 15 novembre, è stata la giornata dedicata all'italianità.
[...]
La docente Angela Gomez, del laboratorio degli idiomi dell'Università Nazionale di Mar del Plata, ha presentato una lezione su "Il commissario Montalbano", accompagnata dalla proiezione di un dvd e dalla lettura delle frasi e pagine dell'opera creata da Andrea Camilleri.
 
 

16.11.2011
Raymond Chandler Award

Come già annunciato in precedenza, Andrea Camilleri non sarà presente a Courmayeur (forse parteciperà solo con un intervento video) e riceverà il Premio in occasione della presentazione del Festival, mercoledì 23 novembre 2011 alle 11:30 presso lo Spazio Incontro della Provincia di Roma (via dei Prefetti 22). Camilleri parlerà con Gaetano Savatteri del noir e di Raymond Chandler e, a conclusione dell'incontro, riceverà il premio da Giancarlo De Cataldo.
 
 

Newsletter WR6, 17.11.2011
Carissimi ascoltatori,
Da lunedì 21 a domenica 27 novembre WR6 è lieta di presentarvi:
Tutto Camilleri

Un'intervista speciale con il "Sommo", come viene definito dal suo straordinario e agguerritissimo Fans Club http://www.vigata.org/ che dovete a tutti i costi visitare.
E poi il grande teatro raccontato da Camilleri, "Le interviste impossibili" con in pole position Stesicoro scritto dal grande siciliano e Maria Sofia di Borbone, di Leonardo Sciascia a cui prestò la voce di intervistatore; le trasmissioni sperimentali e tanto altro ancora.
Lunedì cominciamo con l'intervista, "Un pomeriggio senza fine" di Martin Valser e l'intervista "impossibile" a Stesicoro, pseudonimo del poeta greco siciliota Tisia di Imera , che in greco significa colui che gestisce il coro, nato a Metauros, l'odierna Gioia Tauro, nel 630 a.C. e morto a Catania nel 555 a.C.).
Vi aggiorneremo su tutta la programmazione a partire da lunedì. Seguite come sempre il nostro palinsesto su www.wr6.rai.it e il nostro profilo facebook.
Buon ascolto!
La Redazione WR6
 
 

l’Unità, 17.11.2011
Intervista a Mohamed Moulessehoul
”La dittatura? In Algeria è autismo”
Lo scrittore che firma con lo pseudonimo Yasmina Khadra i suoi romanzi vive in Francia dopo la salita la potere dei militari nel suo Paese d’origine

[…]
A proposito dei suoi gialli, lei sente qualche affinità con gli autori del cosiddetto “giallo mediterraneo”, Vázquez Montalbán, Ledesma, Izzo, Camilleri?
”Mi piacciono questi autori. Hanno avuto uno sguardo lucido e perspicace sulla loro società”.
[…]
Silvio Bernelli
 
 

TMNews, 18.11.2011
Cinema
Courmayeur Noir Festival presenta programma con Camilleri a Roma
Mercoledì prossimo, intervengono Savatteri e De Cataldo

Roma – Il Courmayeur Noir in Festival presenta la sua 21esima edizione mercoledì prossimo alle 11.30 a Palazzo Incontro (Via dei Prefetti 22) a Roma. Ma non sarà una semplice conferenza stampa: avrà infatti un ospite d´onore d´eccezione come Andrea Camilleri che sarà il protagonista - provocato dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri - di un dialogo sul noir, la lezione di Chandler, il mestiere di scrivere e l´Italia di oggi.
Al termine, Giancarlo De Cataldo consegnerà allo scrittore siciliano il Raymond Chandler Award 2011. In conferenza stampa saranno annunciati i film, gli scrittori, gli incontri e le sorprese del programma della kermesse in programma a Courmayeur dal 5 all'11 dicembre.
Il Courmayeur Noir in Festival è promosso dalla direzione generale cinema del ministero Beni e Attività Culturali e dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, insieme al Comune di Courmayeur con la collaborazione di Cinecittà Luce.
 
 

Il Sole 24 Ore, 19.11.2011
Cinema
Sulla Domenica del Sole un racconto inedito di Sandro Veronesi

[…]
E, a proposito di scrittori contemporanei in vetta alle classifiche, su Domenica in edicola domani i lettori troveranno il secondo appuntamento con la nuova rubrica curata da Andrea Camilleri «Posacenere»: oggetto della riflessione settimanale dello scrittore siciliano sarà lo studio della letteratura che, a suo modo, può costituire un modello di inclusione e di apertura a stimoli nuovi e diversi.
[…]
 
 

Il Sole 24 Ore, 20.11.2011
Posacenere

Qualche anno fa, in un liceo siciliano, venne deciso di far studiare il mio Birraio di Preston al posto dei Promessi sposi.
Venutone a conoscenza, m’affrettai a pubblicare su un quotidiano una lettera a don Lisander nella quale mi dissociavo dall’iniziativa e mi proclamavo suo ammirato e fedele lettore. Quello che allora mi colpì fu l’esclusione di uno per far posto a un altro. In quel liceo, se proprio volevano, avrebbero potuto studiare Manzoni e poi leggere anche qualche pagina del Birraio.
A Mantova, di recente, si è discusso se celebrare Virgilio o Folengo. Ma perché non levare di mezzo quella «o» e sostituirla con una «e»? La cultura è sempre ragionata inclusione, mai partigiana esclusione.
Andrea Camilleri
 
 

Il Foglio, 20.11.2011
Johnny, siciliano d'America

[...]
Riotta è come Pirandello, come Vittorini, non è come un Marcello Sorgi che, faccio per dire, ha fatto dei libri, ma col respiro tipico dei siciliani d'alto mare. Anche quando volle confrontarsi con Andrea Camilleri, che è un siciliano di scoglio, Sorgi riuscì a far dire alla testa tutto quello che le cosuzze di paese spiegavano dello sfolgorante successo del vecchio di Porto Empedocle.
[...]
Pietrangelo Buttafuoco
 
 

WR6
Tutto Camilleri
In onda: dal 21 novembre al 4 dicembre su Wr6
Autore: Annalina Ferrante
Andrea Camilleri ai microfoni di WR6 per raccontare la “sua radio”
 
(Foto WR6)

21 – 27 novembre: settimana speciale di WR6 dedicata ad Andrea Camilleri, tra gli autori più prolifici di Radio RAI e dell’intero panorama culturale italiano. [La trasmissione è stata poi prolungata di un'altra settimana, vedi Newsletter WR6 del 24.11.2011, NdCFC]
Nato a Porto Empedocle in provincia di Agrigento 1925, esordisce come regista teatrale nel 1942 portando in scena autori come Pirandello, Ionesco, Eliot, Majakovslji.
E’ stato il primo a portare Samuel Beckett in Italia firmando la regia , nel 1958, di “Finale di partita”, al Teatro dei Satiri. Questo lavoro andrà in onda in radio tre anni dopo.
La sua carriera radiofonica conta ben 1300 regie con testi che vanno da Brancati ad Anouilh, da Adamov a Strindberg, da Bernanos a Shaw, da Bontempelli a Pirandello.
Andrea Camilleri è stato uno dei protagonisti di punta della sperimentazione radiofonica.
Nel 1960 ha realizzato il primo esperimento di prosa in stereofonia con le Orestiadi , interprete Vittorio Gassmann su traduzione di Pasolini. Sempre nel campo della sperimentazione vanno ricordati i suoi lavori con Sergio Liberovici: Le loisir forcé, del 1966, un giro per le città turistiche italiane a bordo di un immaginario torpedone e Outis Topos, 50 minuti di trasmissione ottenuti dal montaggio di 200 ore di nastri registrati nell’estate del 1973 dagli abitanti di un quartiere popolare alle porte di Torino. A metà degli anni settanta partecipa a quell’originale e creativo laboratorio che furono Le Interviste impossibili, un’idea incentrata sui dialoghi tra scrittori viventi e celebri personaggi del passato per scoprire i segreti e che ebbe un immediato e clamoroso successo.
La WR 6 manderà in onda per l’occasione, anche successivamente alla settimana dedicata, le sue opere maggiori: dalle interviste impossibili al teatro, dalle trasmissioni sperimentali ai gialli tratti dalle sue opere di scrittore.
 
 

Newsletter WR6, 21.11.2011
Tutto Camilleri

Carissimi ascoltatori,
La settimana TUTTO CAMILLERI prosegue con una serie di teatro raccontata da Andrea Camilleri e le interviste impossibili con la sua regia.
Martedì 22 novembre: "Raffaele" di Vitaliano Brancati, raccontata da Andrea Camilleri e l'Intervista impossibile di Leonardo Sciascia "Maria Sofia di Borbone" con Andrea Camilleri nella parte dell'intervistatore al posto di Leonardo Sciascia.
Mercoledì 23 novembre: "Emigranti" di Slawomir Mrzozek e l'intervista impossibile "Socrate" di Edoardo Sanguinetti con Paolo Bonacelli.
Giovedì 24 novembre: "Un leggero malessere" di Harold Pinter e l'intervista impossibile "Gregorio VII" di Jan Meyerowitz con Mario Scaccia.
Venerdì 25 novembre: "L'innocenza di Camilla" di Massimo Bontempelli e l'intervista impossibile "Francesca da Rimini di Edoardo Sanguineti con Laura Betti.
Sabato 26 novembre: "L'uomo e la sua morte" di Giuseppe Berto e l'intervista impossibile "Beatrice" di Umberto Eco con Isabella Del Bianco.
Domenica 27 novembre: "La guerra di Troia non si farà" di Jean Giraudoux con una fantasia natalizia di Federico Fellini e Ruggero Maccari "La rivista sotto il tovagliolo" con Andrea Camilleri tra gli interpreti.
[…]
Altre sorprese nel nostro palinsesto le potrete scoprire sulle pagine del nostro sito: www.wr6.rai.it.
Buon ascolto!
La Redazione WR6
 
 

La Repubblica (ed. di Roma), 22.11.2011
"Più libri più liberi", anno decimo con Maraini, Hack, Camilleri e Affinati
Dal 7 all'11 dicembre al Palazzo dei Congressi la fiera della piccola e media editoria. Decine di autori, 411 editori, 300 iniziative. In 10 edizioni si è passati dai 30mila visitatori del 2002 ai 57mila del 2010

Presentata oggi la decima edizione di 'Più libri più liberi - Fiera nazionale della piccola e media editoria' in programma dal 7 all'11 dicembre 2011 al Palazzo dei Congressi dell'Eur. Organizzata dall'Associazione Italiana Editori con il sostegno del ministero per i Beni culturali, Provincia, Camera di Commercio di Roma, Roma Capitale e con il patrocinio della Regione, nell'edizione di quest'anno la creazione di uno spazio speciale dedicato agli addetti ai lavori: un programma che coinvolge approfondimenti sulla trasformazione dei modelli distributivi e sui nuovi percorsi di comunicazione dell'editoria.
Decine di autori, 411 editori, 300 iniziative: sono solo alcuni dei numeri dell'edizione di quest'anno della fiera. Tra gli autori che saranno presenti Eraldo Affinati, Sebastià Alzamora, Cristiano Armati, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Dacia Maraini Giorgio Vasta.
[...]
 
 

Diretta News.it, 23.11.2011
Andrea Camilleri, intervista esclusiva al maestro, autore del libro “La setta degli angeli”

Caro Sig. Camilleri, lieti di ospitarla su Direttanews. Diamo uno sguardo al suo libro “La setta degli angeli”. Il libro ripercorre avvenimenti realmente accaduti nel 1901 e di cui all’epoca si interessarono anche personaggi come Turati e Don Luigi Sturzo: ci racconti qualcosa di più a questo proposito…
Ho scritto una nota a questo proposito e credo sia assai esaustiva. Ad ogni modo, furono moltissimi i politici e non che non parlarono di questa terribile vicenda….
In “La setta degli angeli” denuncia uno dei comportamenti malati della nostra società, la trasformazione del vero colpevole in innocente e viceversa; può darci un giudizio più approfondito sull’argomento?
Non parlerei della trasformazione da innocente a colpevole e viceversa, ma piuttosto del complesso ruolo della verità che non può essere accettata secondo le regole del ruolo che racconto. Tutti coloro che rappresentano la verità diventano così dei persecutori...
Una breve anticipazione sui suoi progetti lavorativi attuali e dei prossimi mesi…
A gennaio uscirà per Mondadori il libro “Il diavolo, certamente”: si tratta di 33 racconti di tre pagine ciascuno in cui il diavolo ci mette lo zampino. A marzo invece uscirà la nuova raccolta di storie di Vigata con Sellerio Editore.
Simone Ciloni
 
 

La Repubblica, 23.11.2011
Camilleri per la campagna ''L'Italia sono anch'io''

''C'è bisogno di un nuovo Risorgimento fatto di giovani italiani insieme a immigrati e figli di immigrati, diventati nostri fratelli'. Lo scrittore siciliano interviene a favore della campagna nazionale sul diritto di cittadinanza: ''l'Italia sono anch'io''. Decine gli eventi in tutta Italia
 
 

Noirfest, 23.11.2011
Incontro con Andrea Camilleri
Cliccare per vedere il servizio
Andrea Camilleri dialoga con Gaetano Savatteri in occasione della presentazione della XXI edizione del Courmayeur Noir in Festival | Roma 23 nov 2011

 
 

LaPresse, 23.11.2011
NoirFest Courmayeur 2011 celebra Andrea Camilleri
Cliccare per vedere il servizio
 
 

Cinespettacolo.it, 23.11.2011
Camilleri al Courmayeur Noir in Festival
A lui, all’ormai star Andrea Camilleri, Giancarlo De Cataldo ha consegnato il simbolico “Doblone Brasher” descritto da Raymond Chandler in High Window e scelto dagli organizzatori come emblema di questo ormai storico riconoscimento alla carriera. E il siciliano doc ringrazia, acciaccato "dalla influenza e dall’età" e indietreggia, carezzando i ricordi, sino al primo anno in cui arrivò al festival di Courmayeur

“Altro che Totò e Peppino a Milano - ricorda Camilleri - io arrivai a Courmayeur persino con gli scarponi di montagna e mi ricordo che venne letto il mio primo racconto affiancato al racconto di un francese, tutti e due ambientati in uno scompartimento ferroviario con un assassino, situazione incredibile”.
Un attimo dopo la presentazione di tutte le novità della rassegna in programma a Courmayeur, la scena è stata tutta del creatore di Salvo Montalbano.
Di che famiglia di scrittori sente di far parte?
"Della famiglia europea e mediterranea, non ho modelli inglesi che spaccano il capello alla Sherlock Holmes, a me piace il colpo di genio. E direi che tra scrittori mediterranei abbiamo un’aura comune."
E Raymond Chandler cui rimanda il premio del festival?
"Non l’ho conosciuto via libro ma via cinema. E lo stesso con Hammett che ho conosciuto vedendo il Falcone Maltese. Ho scoperto che era possibile scrivere un romanzo poliziesco con un impegno alto di scrittura, cioè magari citando Shakespeare o come Chandler con una straordinaria ironia sottesa e un’accentuazione della vulnerabilità dell’eroe.
Nel senso che l’eroe del giallo è come un cowboy spostato in area urbana, non concepisce la possibilità dello scacco e , invece, nelle storie di Chandler c’è la vulnerabilità dell’eroe. E sia lui che Hammet sono prima di tutto scrittori puri, non scrittori di genere: il loro punto di partenza è voler scrivere romanzi senza accezione. Solo noi possiamo considerarli di genere, per comodità magari, ma non lo sono."
E da dove parte Camilleri davanti alla pagina bianca?
"Dai dialoghi e lavoro molto isolato. Non ho amici scrittori e ho rari confronti come quello con una persona come Lucarelli, molto più giovane di me, mi è stato utilissimo. Ma davanti ai miei personaggi mi chiedo: come parlano e non come sono. Il loro essere è una conseguenza del loro parlare, del loro proporsi. Il genere non c’entra."
Però lei ha anche scritto dei western...
"Solo in tempo di fame, dovevo mantenere la famiglia me lo hanno chiesto e l’ho fatto. Poi me ne dimenticai. Una sera, nate le tv private, vidi due ectoplasmi che si sparavano come dei pazzi e cominciai a prevedere, passo dopo passo, ciò che sarebbe successo. Mia moglie mi chiese ma come facevo. Io non lo sapevo e ci misi un po’ a capire che era il soggetto che avevo scritto io."
Ma oltre il western, il noir, l’horror c’è, in questa nuova edizione del festival l’apocalisse? E’ oggi?
"Sì , la parola è giusta per il presente, anche se comporta la fine del denaro come lo concepiamo, e questo non mi importa, ma anche della lettura e ciò mi dispiacerebbe. Ma a questo siamo lontano, anche se una tragedia, e grossa, è in corso. Sono convinto, perciò che è appropriato parlare di apocalisse per il momento attuale: non lo sa nessuno di noi ma stiamo combattendo la prima guerra globale del 2000.
E’ una guerra, solo che invece delle bombe c’è il denaro e si ottiene la stessa cosa: ridurre la nazione più debole sul lastrico, come accadeva quando i vincitori vincevano le guerre sul campo. Non facciamo oggi che seguire i listini di borsa come io da giovane seguivo i comunicati di guerra, con la stessa ansia e lo stesso timore. E l’ansia della Banca Europea di arginare, comprare, decidere è come una sorta di Stato Maggiore. E’ la prima guerra di questo millennio e non abbiamo ancora idea di come potrà finire. La crisi di oggi, vera, è spaventosa ma la vita continua, la vita ha un senso, i rapporti tra uomo e uomo magari si rafforzano invece che incrinarsi. E, allora, chi mi dice che non ne verrà un gran bene?"
[...]
 
 

Ansa, 23.11.2011
Courmayeur Noir, film e libri dall'apocalisse a Wikileaks
Camilleri, 'Dalla crisi potrebbe nascere anche un gran bene'

Roma - ''Nei momenti di crisi piu' nera, mentre tutto crolla, la vita comunque continua e i rapporti umani tendono a rafforzarsi: allora da questo schifoso momento potrebbe venirne anche un gran bene'', afferma Andrea Camilleri, premio Chandler del Courmayeur Noir in Festival (5-11 dicembre), quasi spiegando il titolo dell'incontro d'apertura di quest'anno: ''Vedo nero. Un'apocalisse ci salvera'''' con scrittori dalle nere visioni, coordinati da Ranieri Polese.
Lo stesso titolo ha anche ''La risposta del cinema italiano'', ovvero una discussione sulla rinascita del nostro cinema di impegno civile, guidata da Gaetano Savatteri. Del resto questa manifestazione ha da sempre fatto incrociare le strade e i protagonisti del cinema e della letteratura, il giallo mediterraneo con quello anglo-americano, aprendo via via alle nuove realta', dal noir scandinavo al giallo greco. E Petros Markaris e' anche lui premio Chandler con Camilleri, al quale e' stato consegnato oggi da Giancarlo De Cataldo a conclusone della presentazione del Courmayeur Noir, che strizza l'occhio all'ipotetica fine del mondo 2012, puntando in realta' all'apocalisse finanziaria dei nostri giorni, che torna proprio nell'Atene in cui si svolge l'ultimo romanzo di Markaris. Camilleri ha parlato di Mc Bain, di Hammet e di Chandler (''Scrittori la cui aspirazione, nel loro intimo, sono sicuro fosse verso il romanzo senza aggettivi di genere'') e di se stesso: ''ho avuto un padre che si chiamava Simenon, uno zio Durrenmatt, ma non ho nonni inglesi, di quelli scientifici, che spaccano il capello con la logica, perche' amo la fantasia, la genialita', l'intuizione''. Il padre di Montalbano si dice felice di incontrare altri autori: ''Io lavoro isolato e, per esempio, l'aver collaborato con Lucarelli per me e' stato importantissimo. Cosi' sono ansioso di parlare con Markaris, nonostante le nostre differenze: lui comincia chiedendosi come sia un personaggio, io chiedendomi come parli. Da come organizzo il suo discorso, scopro poi come e' fatto: il suo essere e' la conseguenza del suo modo di proporsi''.
[…]
 
 

Cinemaitaliano.info, 23.11.2011
Noir in Festival - A Courmayeur aspettando l'Apocalisse
Presentato a Roma il Noir in Festival 2011. Andrea Camilleri, premiato con il Chandler 2011. E per gli amanti dell'horror un'anticipazione, con commento live di Dario Argento, di qualche sequenza del suo "Dracula 3D". La XXI edizione della kermesse di cinema e letteratura, diretta da Giorgio Gosetti e Marina Fabbri, avrà luogo a Courmayeur dal 5 all'11 dicembre.

"Non sarà l'apocalisse, ma il momento è veramente brutto!" Andrea Camilleri ha aperto così il suo intervento alla presentazione del Courmayeur Noir in Festival. E proprio l'a fine del mondo sarà in qualche modo l'asse su cui si muoverà questa XXI edizione, un cocktail di cinema, letteratura, televisione, cronaca, grafica e new media.
Un'Apocalisse che si è traformata nel tempo; dall'ira divina, alla catastrofe atomica fino a quella odierna, la temuta esplosione "finanziaria". "Dei soldi non mi interessa - ha aggiunto il "papà" del Commissario Montalbano - perdere la possibilità di leggere sì, mi dispiacerebbe. E' come una guerra; mi sembra di rivedere i bollettini della seconda guerra mondiale, solo che ora non sono gli eserciti degli Stati ma le borse e le situazioni economiche a muoversi sullo scacchiere del campo di battaglia. Ma chissà - ha aggiunto Andrea Camilleri - forse da questa situazione così negativa, portà rinascere qualcosa di buono tra gli esseri umani".
Camilleri sarà uno dei protagonisti letterari di questa edizione, insieme al romanziere greco Petros Markaris, giallisti mediterranei vincitori del Premio Chandler 2011.
[…]
Stefano Amadio
 
 

Cinematografo.it, 23.11.2011
Camilleri veste Noir

“Oggi sono raffreddato, ma sono venuto qui per il grande amore che ho per il noir e per questo festival dove sono stato due volte”. Parole dello scrittore Andrea Camilleri alla conferenza stampa del Courmayeur Noir in Festival, che si svolgerà dal 5 all'11 dicembre nella nota località sciistica ai piedi del Monte Bianco.
”Arrivai a Courmayeur un po' come Totò e Peppino De Filippo a Milano. La montagna non mi mette a mio agio e prevedevo forti dolori reumatici, invece sono stato benissimo”, dice il siciliano Camilleri che si definisce uno “scrittore mediterraneo” e che quest'anno sarà protagonista insieme al greco Petros Márkaris (entrambi premio Chandler 2011) di questa XXI edizione del Festival, diretto da Giorgio Gosetti e Marina Fabbri.
[…]
Sull'attuale crisi economica Camilleri, che durante la conferenza ha ricevuto il Premio Raymond Chandler 2011 da Giancarlo De Cataldo, sostiene che “usare la parola apocalisse è eccessivo piuttosto si tratta di un bruttissimo e schifosissimo momento. Credo che stiamo combattendo la prima guerra mondiale del 2000 senza saperlo. Anziché usare le bombe, si usa il denaro e la speculazione e si riduce sul lastrico la nazione più debole. Negli ultimi tempi seguiamo la borsa con lo stesso timore con cui seguivamo i bollettini di guerra”.
 
 

Adnkronos, 23.11.2011
Scrittori: Camilleri, stiamo combattendo la prima guerra globale

Roma - "Quello che stiamo vivendo in Italia e' un bruttissimo, schifoso momento. Non un'apocalisse, ma una grande tragedia si'. Credo che non lo sappiamo ma stiamo combattendo la prima vera guerra globale". Lo ha detto oggi Andrea Camilleri, ospite alla presentazione della XXI edizione del 'Courmayeur Noir Festival' del quale sara' protagonista letterario insieme al romanziere greco Petros Markaris.
Il tema dell'edizione 2011 del festival e' proprio l'apocalisse, un termine che il grande scrittore siciliano associa cosi' alla fase che l'Italia sta attraversando: "Il termine apocalisse puo' essere usato in riferimento al nostro paese -ha spiegato Camilleri- nel senso che e' in atto una guerra senza bombe e senza morti, e non e' detto, dove si usa il denaro e si ottiene il risultato di ridurre la nazione sul lastrico".
Negli ultimi tempi, ha osservato il creatore del commissario Montalbano, "i listini di borsa si seguono come noi un tempo seguivamo i bollettini di guerra, con la stessa ansia. La Bce mi sembra lo Stato Maggiore della Difesa che elabora una strategia. Il nemico non lo conosciamo, e non sappiamo come finira': speriamo bene". Camilleri ha chiuso pero' con una nota positiva che lascia spazio ad una visione di speranza: "Malgrado tutto -ha concluso il romanziere- la vita continua ed ha un senso. I rapporti fra uomo e uomo forse si stanno rafforzando: e allora, chi vi dice che non ne verra' fuori un gran bene?".
 
 

Adnkronos, 23.11.2011
Festival: l’apocalisse al ‘Courmayeur Noir’ fra cinema, letteratura e new media (3)

Prima di Chandler -ha proseguito Camilleri- l'eroe di un poliziesco era come un cowboy trasportato a Los Angeles o a San Francisco; non concepiva nemmeno l'ipotesi di una sconfitta. Lui ha introdotto l'umanizzazione dell'eroe, ed e' quello che a me ha affascinato e che ho cercato di trasporre anche in Montalbano".
Camilleri ha poi rivelato la chiave da cui parte per scrivere un romanzo, paragonandola a quella del collega Petros Markaris.:"Lui, per immaginarsi un personaggio, usa la domanda 'Com'e'?' 'Com'e' fatto?' mentre io mi chiedo 'Come parla?'. Da come organizza il suo discorso via via io comincio a vedere com'e' fatto il suo essere. La personalita' dei miei personaggi e' dunque conseguenza del loro parlare, del loro proporsi attraverso il linguaggio".
 
 

Adnkronos, 23.11.2011
Cinema: Rai Eri partner del Courmayeur Noir Festival

Roma - Rai Eri e' partner del Courmayeur Noir Festival dopo l'intesa raggiunta tra il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, e il Vice Direttore Generale della Rai avv. Gianfranco Comanducci. L'annuncio oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival che si svolgera' in Valle d'Aosta dal 5 all'11 dicembre. "Testimonial del Festival e' quest'anno Andrea Camilleri, mai dimenticato autore Rai; il suo Commissario Montalbano e' programma di successo di Rai 1 venduto in tutto il mondo dalla nostra Direzione Commerciale, non potevamo sfuggire a questa suggestione -spiega Comanducci- e non proporci quali partner della manifestazione con la nostra Rai Eri che, come il Festival, si muove tra letteratura, new media, cinema e televisione''. Rai affianchera' le Universita' di Torino e di Milano e l'Assessorato alla Cultura della Regione Valle d'Aosta per aiutare la formazione dei giovani oltre che per la migliore riuscita della manifestazione.
 
 

Wuz, 23.11.2011
Andrea Camilleri – La vucciria. Renato Guttuso, 70 pag., 15 euro – Skira (Narrativa)
Andrea Camilleri - La vucciria. Renato Guttuso - Lo sguardo incrociato di due maestri della narrazione
Ma si tratta sempri di farfanterie, perché lei in quella viuzza accussì stritta, accussì china di bancarelle d'ova, di frutta, di virdura, di caci, di carni, di pisci, che in mezzo ci può passari 'na sula pirsona a volta, prifirisci non annarci pirchì si senti assufficcari.

La Vucciria di Renato Guttuso è un’istantanea.
Una scena quotidiana, ma intrisa di un sapore arcaico, fissata dal pittore in uno scorcio che pare ripreso con un teleobiettivo.
È un’esplosione di colore, una prospettiva schiacciata attorno al passaggio strettissimo fra i banchetti ingombri di ogni merce.
Teste di pescespada, pomodori, un bue squartato appeso ai ganci mentre il macellaio ne lavora le carni, mozzarelle e olive sottovetro.
Cardi e cipolle offerti allo sguardo dei passanti. Sotto le luci di alcune lampade che rischiarano quell’andito fiabesco e spaventoso, alcune donne si attardano a scegliere i formaggi migliori, altre già tornano verso casa con braccia e mani ingombre dei sacchetti di plastica colorata.
Al centro della scena, un possibile incontro.
Quello fra la donna ripresa di spalle che risale la via abbigliata di un semplice vestito bianco, e un giovane uomo, dolcevita giallo e giacca marrone, che sta invece scendendo nel senso opposto, mostrando a lei e a noi che guardiamo il quadro, il suo volto.
Le pennellate energiche di Guttuso hanno saputo cogliere l’epica di un momento e restituirne tutto il valore di archetipo: è la Vucciria, il mercato all’aperto più famoso di Palermo, e solo lì può accadere tutto quel che Guttuso ha saputo raccontare nel suo quadro.
Un altro siciliano illustre, Andrea Camilleri, ispirato da quel quadro famoso, ha immaginato a modo suo quel che avrebbe potuto precedere quell’attimo fatale in cui Anna e Antonello (questi i nomi che ha immaginato per i due) incrociano i loro sguardi.
È un racconto brevissimo, ma denso ed evocativo, e Camilleri sceglie di alternare il passo cronachistico dei pensieri di Anna mentre fa la spesa prima di tornare a casa da suo marito Peppe, ai verbali di un interrogatorio cui la Santa Inquisizione sottopose un’altra Anna, accusata di stregoneria per aver “costretto a congressi carnali” alcuni commercianti della Vucciria, nel milleseicentocinque.
Come a dire: ecco, sono cambiati i tempi, e nessuna Santa Inquisizione può più processare una donna per adulterio o per la sua condotta con gli uomini, ma i semi antichi della persecuzione e della prevaricazione dell’uomo sulla donna sono pronti a germogliare e mettere i loro frutti velenosi in ogni momento.
Al racconto, intitolato “La ripetizione” e condotto nel serratissimo vernacolo siciliano cui lo scrittore di Montalbano ci ha abituati, segue una rievocazione fatta dallo stesso Camilleri degli anni in cui era studente a Palermo, e frequentava certi luoghi della Vucciria. È un semplice aneddoto, ma nelle mani di Camilleri ogni episodio di vita vissuta trasfigura immediatamente i propri contorni e si ammanta di una potenza narrativa irresistibile.
Nel libro c’è poi un apparato iconografico di buona qualità, anche se commisurata al formato (piccolo) di questa bella collana edita da Skira, e un saggio di Fabio Carapezza Guttuso, unico figlio adottivo del maestro e fondatore degli archivi a lui intitolati, sulla genesi e le fortune critiche del quadro dipinto nel 1974 dal padre.
 
 

Solo Libri.net, 23.11.2011
Il medaglione - Andrea Camilleri

Nelle comunità paesane, che danno l’idea più esatta della mentalità e del costume del nostro Paese, ad avere un valore non sono soltanto i “luoghi” o le “tradizioni”. I cittadini più autorevoli, e non tanto per censo, fino agli anni Sessanta del Novecento erano il parroco, il maestro elementare, il medico e, non ultimo, il maresciallo, che costituivano l’“anagrafe” più autorevole del paese. Se un cittadino aveva qualche problema, era uno di loro a farsi o a fare da consigliere. Nell’immaginario collettivo possedevano una sorta di carisma, grazie al quale venivano percepiti come “amici” e “pacieri”, anche secondo l’uso di un buon metodo preventivo. La gente, scrive Camilleri, diceva: “Marescià, vinissi a mettiri ‘u bonu…”. Ed egli ne spiega così il significato: “Mettere il buono: ossia dire la parola giusta, pacificare, appianare, fare in modo che la bilancia non penda troppo da una parte o dell’altra”.
E’ appena il caso di dire che il personaggio del maresciallo era, sotto altro aspetto, già apparso nel romanzo "Il corso delle cose". Lo ritroviamo ora, dopo quasi un trentennio e con una fisionomia marcatamente bonaria, ne "Il medaglione" (Milano, Mondadori 2005): “un racconto d’occasione” afferma il nostro scrittore, rispondendo ad una domanda postagli da Gianni Bonina. Scritto infatti per l’Arma dei Carabinieri, fu poi pubblicato nel 2005 nel calendario della Benemerita.
Si chiama Antonio Brancato il comandante della stazione di Belcolle, paesino immaginario, disperso sui monti, dove tutti sanno di tutto. La storia, di cui egli è il fulcro, è centrata sul motivo della gelosia, vissuta dal vedovo Ciccino Barbaro, in modo così allucinante da raggiungere momenti di follia. E’ il parroco, preoccupato dello strano comportamento di costui, a rivolgersi al Brancato, perché possa mettere in atto qualche espediente idoneo a farlo rinsavire. La soluzione è trovata nell’uso della menzogna a fin di bene. Tutto ruota qui attorno al medaglione portato dalla moglie, che al Barbaro aveva dato il convincimento di un tradimento coniugale per una relazione, forse più idealizzata che reale, e addirittura ancor prima del loro matrimonio. Le argomentazioni del maresciallo, sostenute dalla complicità dell’orologiaio del paese, fanno ormai apparire al vedovo la realtà sotto un altro aspetto. Egli finisce di sentirsi tradito, riacquista il ruolo di marito incondizionatamente amato e può togliersi il peso del disonore, abbandonandosi ad un pianto che lo libera dal suo rovello. Non è detto in maniera esplicita se abbia creduto o meno alla versione fornitagli dai due. E sicuramente no, se si pone attenzione alle parole dette dal tutore dell’ordine:
“Ciccino ci ha creduto perché voleva crederci. D’altra parte la storia che abbiamo inventato era semplice e plausibilissima ed è servita a ridare la pace a quel povero disgraziato”.
Nell’autoinganno non c’è più il sospetto a roderlo, ma il seppellimento di una verità che non si conoscerà mai. Chiara ormai la morale! Quando il maresciallo, soddisfatto per la buona azione compiuta, va via dalla casa di Ciccino Barbaro, afferma:
“Sacrilego e crudele scoperchiare le tombe per pura curiosità”.
In definitiva, il racconto, di buona fattura letteraria e organizzato con la finezza dell’osservatore attento ai meccanismi socio-psicologici della commedia umana, oltre ad essere ricco di umori pirandelliani (si può non pensare a Ciampa e alla sua verità?), coinvolge e pone problemi.
Federico Guastella
 
 

La Repubblica, 23.11.2011
Viaggi. Sicilia di Montalbano
Sulle tracce di Vigàta e Montelusa inseguendo un commissario

Ragusa. Il fantasma del commissario Montalbano scappa dalle pagine ed entra nei film, poi fugge pure dalle inquadrature e si accomoda nella realtà di strade, vicoli, borghi e spiaggette, in questa Sicilia barocca e sciroccata, dolcissima e asperrima. Alla fine, non ci si capisce più niente. Sarà vero? Sarà fiction? L'unica cosa certa è che il commissario di Camilleri (e di Luca Zingaretti, e del regista Sironi:è uno dei rari casi in cui letteratura e cinema finiscono la partita in pareggio), qui c'è sul serio, immanente, inevitabile e invadente, riconoscibilissimo e ammiccante, e accompagna il viaggiatore metro dopo metro. Mica per niente esiste "il turismo di Montalbano", un genere che attira e fattura non poco. Però, attenzione. I luoghi letterari di Camilleri non sono quelli della finzione televisiva. Nei libri, Montalbano si muove nell' agrigentino, tra Porto Empedocle e il litorale di Marinella. Ma chi lo cerca con Zingaretti e Catarella va nel ragusano e si mette in pellegrinaggio a caccia di "location", assecondando quel cortocircuito che ormai non risparmia nessun lettore: si sfoglia Camilleri, e la mente corre ai volti e ai luoghi dei film. Cominciando dal commissariato: e allora la prima tappa è Scicli, perla barocca tutelata dall'Unesco, trasformata sul set in Vigàta, inesistente in qualunque geografia. In via Mormino Penna c'è il municipio, che occupa l'area dell'ex monastero benedettino di San Giovanni: l'ufficio di Montalbano è qui. Ed è qui anche la sede della questura di Montelusa, altro nome introvabile sugli atlanti: piazza Italia a Scicli, tra Palazzo Penna e Palazzo Iacono. Luoghi, va da sé, splendidi anche senza il fantasma del commissario. Però, rintracciarlo è automatico, visti i pannelli sistemati dalle varie amministrazioni comunali, e recanti qualche scena del film, una citazione del libro, insomma la bandierina piantata sulla mappa che trasforma ciò che non esiste in una realtà più vera del reale. Per l'immancabile caffè nel cuore di Vigàta, Zingaretti attraversa piazza Duomo a Ragusa Ibla, arroccata sul monte (ora Vigàta si sposta da Scicli a Ibla), di fronte alla scalinata di San Giorgio. E per restare in questo borgo, i fedelissimi della serie tivù sanno che in alcuni episodi la sede del commissariato è in piazza Pola, a Ragusa Ibla, nell'edificio comunale di fianco alla chiesa di San Giuseppe: basta un colpo d'occhio per resuscitare decine di inquadrature memorizzate sul divano. I patiti della fiction potranno cercare, e trovare, altre scene ormai classiche al Circolo di Conversazione di Ibla, dove Montalbano va a "scassare i cabbasisi" al dottor Pasquano, il medico legale, interrompendo una partita a carte (L'odore della notte). Oppure a Donnafugata, nella casa-castello del boss Balduccio Sinagra (La gita a Tindari), o ancora sulla Montagna del Crasto, nella grotta nei pressi di Ragusa dove Montalbano trova i sarcofagi a baldacchino che custodiscono i due amanti (Il cane di terracotta). Il turismo di Montalbano è attività praticabile con brevi spostamenti: da Modica a Ragusa, passando per Scicli, sono una manciata di chilometri. E siccome il commissario è pure una buonissima forchetta, il suo fantasma si può invitare a tavola, per esempio nel ristorante "La Rusticana" di Ibla, che nei film diventa la trattoria "San Calogero", dove Montalbano (e Zingaretti) mangiano almeno due porzioni di triglie di scoglio fritte croccanti, lasciate un pezzo a sgocciolare sulla carta da pane. Chi volesse davvero inseguire il commissario può cercare ispirazione con I luoghi di Montalbano (Sellerio), una guida divisa tra i percorsi letterari (Porto Empedocle, Agrigento, Racalmuto, Realmonte, Palma di Montechiaro) e set cinematografici nel ragusano, dove questo curioso turismo incrociato, tutto rimandi e citazioni sovrapposte, vive la sua apoteosi. La quale ha condizionato persino Camilleri: «Ora mi succede che quando scrivo un nuovo Montalbano, rischi di influenzarmi non tanto il personaggio televisivo, quanto piuttosto il paesaggio». Il luogo assoluto di Montalbano resta la casa col terrazzino. Muri verde acqua, colonnine sulla balconata, e sotto le finestre il mare. Siamo a Punta Secca, frazione di Santa Croce di Camerina (ma la Marinella dei romanzi, nei film è Donnalucata, a un tiro di schioppo), dietro la piazzetta del faro: alzi la mano chi non ha mai sognato di viverci. Qui il cinema ha trasfigurato del tutto la realtà. Infatti, sul cartello del paese c'è scritto: "Punta Secca - Casa del commissario Montalbano", come nelle città d'arte si fa con musei, palazzi e castelli. Ecco che il fantasma ha preso corpo. Lo si può quasi incontrare "di pirsona pirsonalmenti".
Maurizio Crosetti
 
 

Newsletter WR6, 24.11.2011
Tutto Camilleri

Carissimi ascoltatori,
TUTTO CAMILLERI prosegue, a grande richiesta, anche la prossima settimana, da lunedì 28 novembre a domenica 4 dicembre.
Potrete ascoltare:
- ancora teatro da lunedì 28 a mercoledì 30 novembre con tre atti de "La bugiarda" di Diego Fabbri; giovedì 1 dicembre una vera chicca: una radioscena scritta da Samuel Beckett nell'autunno del 1969, "Lessness" ("Senza") prodotta dalla BBC, Premio Italia 1971. Recitata in inglese, l'edizione italiana - traduzione di Margherita Guidacci, dizione di Renato, direzione Andrea Camilleri - è stata realizzata per una guida all'ascolto.
Venerdì 2 dicembre potete ascoltare "La grande Caterina" con Laura Betti, per il ciclo "Una commedia in trenta minuti"; sabato 3 dicembre l'opera sperimentale per eccellenza realizzata da Sergio Liberovici e Andrea Camilleri, "Outis Topos" in onda sul programma nazionale nel giugno del 1974; domenica 4 dicembre "Yerma" di Federico Garcia Lorca con una straordinaria Anna Miserocchi.
Da lunedì a domenica anche le interviste impossibili: Guglielmo Tell, Vincenzo Monti, Pietro Micca, Carlo Alberto, Silvio Pellico e Sigmund Freud.
[...]
Altre sorprese nel nostro palinsesto le potrete scoprire sulle pagine del nostro sito: www.wr6.rai.it.
Buon ascolto!
La Redazione WR6
 
 

Quo Media, 24.11.2011
Il Noir Festival premia Camilleri

Il Courmayeur Noir in Festival assegna ad Andrea Camilleri il premio Chandler. “La prima volta a Courmayeur arrivai peggio di Totò, prevedendo reumatismi e fu invece un’esperienza fantastica. Mi avevano commissionato un racconto e per problemi organizzativi anche un collega francese ebbe la mia stessa sorte e i due scritti furono letti uno dopo l’altro: erano identici nell’intreccio e noi non ci conoscevamo.
Fummo insultati da un signore nerboruto che ci accusò di pastetta. Io pensai al solito americano spocchioso quando scoprii che in realtà era un siciliano meglio conosciuto come Ed Mac Bain, autorità nel genere. La verità che c’è affinità nella famiglia di scrittori mediterranei. Mio padre è Simenon, mio zio è Durrenmatt, io sono un siciliano di scoglio”.
 
 

La Stampa, 24.11.2011
Il Noir in Festival premia Camilleri "Non temo la crisi"
All'autore il Chandler: "Rese umani gli eroi"

Roma. L’Asso, quelli del Courmayeur Noir in Festival, lo calano subito. Dimostrazione di lungimiranza che neppure l’Apocalisse annunciata può oscurare. Perché è proprio all’idea dell’estremo e del non ritorno è affidata cabalisticamente questa ventunesima edizione, più noir che mai, ricca di sorprese a cavallo tra cinema, letteratura e televisione, che si fa beffa del grigio destino imminente. Camilleri è l’asso che si prende il premio Chandler dalle mani del complice letterario Giancarlo De Cataldo e per la gioia degli astanti regala una lectio magistralis ribollente d’ironia: «La prima volta a Courmayeur arrivai peggio di Totò, prevedendo reumatismi e fu invece un’esperienza fantastica. Mi avevano commissionato un racconto e per problemi organizzativi anche un collega francese ebbe la mia stessa sorte e i due scritti furono letti uno dopo l’altro: erano identici nell’intreccio e noi non ci conoscevamo. Fummo insultati da un signore nerboruto che ci accusò di pastetta. Io pensai al solito americano spocchioso quando scoprii che in realtà era un siciliano meglio conosciuto come Ed Mac Bain, autorità nel genere. La verità che c’è affinità nella famiglia di scrittori mediterranei. Mio padre è Simenon, mio zio è Durrenmatt, io sono un siciliano di scoglio, nessun inglese spaccacapelli».
Il premio Chandler però gli piace assai perché gli piace in Chandler l’ironia sottesa e continua e la vulnerabilità che lui regala all’eroe che nel giallo classico non concepisce possibilità di scacco. Soprattutto Camilleri non vede l’ora di incontrare un altro pezzo da novanta che però il padre del Festival, Giorgio Gosetti, farà apparire solo a Courmayeur: Petros Màrkaris, scrittore greco, paese dal nostro uguale destino emblematico: «Mi incuriosisce moltissimo. Io lavoro isolato, non ho amici scrittori. Sono curioso di vedere come parla perché è da come organizzerà il suo discorso che io capirò come è fatto, lui sarà la conseguenza del suo proporsi». Camilleri, lui si propone come scrittore dagli ampi registri: «Una volta scrissi un western. Me lo pagarono e non ne seppi più nulla. Un giorno accendo la tivù e vidi degli ectoplasmi muoversi. Incredibilmente riuscii a prevedere gli accadimenti. Non capivo perché. Poi sobbalzai: l’avevo scritto io».
A proposito di Màrkaris, studioso di economia, nel suo libro “Prestiti scaduti”, racconta la crisi più cupa ma con un finale di speranza. Lei Camilleri come scriverebbe la fine di questa storia? «Sciascia diceva, “Con tutto che sono orbo la vedo nera”. È un momento bruttissimo ma l’apocalisse è ben altro, è la perdita di cose che amo. Però la tragedia grossa c’è. Io la vedo come se stessimo combattendo una guerra globale del 2000. Si usa il denaro per ridurre sul lastrico la nazione più debole e si seguono i listini di Borsa come quando, io ragazzo, seguivo i comunicati delle forze in campo. E la Banca Europea è il maggiore che comunica strategie. La cosa grave è che non conosciamo il nemico, oppure sì, è la mancanza di regole e non sappiamo come andrà a finire. Malgrado tutto la vita continua. Ha un senso, i rapporti umani si rafforzano e non si incrinano. Magari da un male può venirne un bene».
Michela Tamburrino
 
 

Cinema e Videogiochi, 24.11.2011
Andrea Camilleri, il cinema noir a l'Apocalisse

“Non è l’Apocalisse, è solo un bruttissimo momento. Quella che stiamo vivendo in realtà è una guerra”. A parlare è Andrea Camilleri, il prolifico giallista “padre” del commissario Montalbano, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 21° edizione del Courmayer Noir in Festival, rassegna cinematografica che si svolgerà dal 5 all’11 dicembre nella cittadina valdostana, nell’ambito della quale lo scrittore siciliano riceverà il Premio Chandler alla carriera, assegnato ex aequo con il collega greco Petros Markaris. “Oggi si leggono i listini di borsa come una volta si leggevano i comunicati di guerra: stessa ansia, stessi timori. Di fatto, stiamo vivendo una guerra. Invece che usare bombe e provocare vittime, si usa il denaro e le speculazioni finanziarie. Lo scopo è quello di indurre sul lastrico la Nazione più debole, proprio come in un conflitto bellico. E non è detto che questo tipo di guerra non provochi vittime”. Questa è la lucida analisi dello scrittore sull’attuale situazione di crisi politica ed economica, interpellato sul tema dell’apocalisse che sarà il leitmotiv del Festival di Courmayer. D’altronde, il 2012 si avvicina e con esso la fine del mondo predetta dai Maya…
[...]
“I romanzi di Raymond Chandler sono permeati da un’ironia molto sottile. Il protagonista delle sue storie è in genere un personaggio molto vulnerabile. Non è l’eroe senza macchia e senza paura, ma una persona che di fronte all’ignoto dimostra di avere le stesse paure di noi comuni mortali. E’ quello che ho cercato di mettere anche in Montalbano, accentuando il fattore umano del personaggio”, ammette Camilleri che rivela qualche piccolo segreto della sua scrittura: “Quando sono davanti a una pagina bianca, cerco di immaginarmi una scena, come fossi in un teatro. Per delineare il personaggio, parto dai dialoghi. Mi immagino per prima cosa il suo modo di parlare: da come si esprime, capisco il suo carattere”, prosegue lo scrittore, che racconta un divertente aneddoto sulla sua esperienza di sceneggiatore per un film western. “Erano tempi bui, avevo bisogno di pagare le bollette. Così accettai di scrivere la sceneggiatura di questo film, di cui non ricordo neanche il titolo. Una sera di tanti anni fa guardavo un film in tv sul divano accanto a mia moglie. Ho cominciato a prevedere la conclusione di ogni sequenza della pellicola. All’ennesima scena che anticipavo, ho capito: era proprio il copione che avevo scritto io!”
Dopo aver ricevuto il Premio Chandler dalle mani di Giancarlo De Cataldo, l’autore di Romanzo criminale, Camilleri saluta il pubblico con un messaggio di speranza. “Leggete l’ultimo romanzo di Markaris, Prestiti scaduti. E’ l’immagine di come potremmo diventare noi italiani dopo la crisi. Malgrado tutto, la vita continua. E i rapporti umani non necessariamente si logoreranno, ma, anzi, in una situazione di emergenza quale quella che stiamo vivendo, potrebbero addirittura rafforzarsi. Dopotutto, chi dice che da un male non possa nascere un bene?”
Roberta Mastruzzi
 
 

Il Fatto Quotidiano - Saturno, 25.11.2011
Camilleri scrive western a sua insaputa

Sulla strada per Dublino, dove il 5 dicembre gli danno la ventisettesima laurea Honoris causa, nei cinque minuti liberi tra l’ultimo romanzo per Sellerio, un giallo per Mondadori, un libro illustrato per Skira, quindici interviste e sei tra articoli e racconti inediti, l’alluvionale Andrea Camilleri ha fatto sosta a Courmayeur per ritirare il premio Chandler del Noir in Festival e in cambio ha impartito a quei rudi valdostani una bella lectio magistralis, infarcita di aneddoti [La consegna del premio è avvenuta a Roma, NdCFC]. “Una volta – ha rivelato, tra lo stupore dei presenti – scrissi un western. Me lo pagarono e non ne seppi più nulla. Un giorno accesi la tivù e vidi degli ectoplasmi muoversi. Incredibilmente riuscii a prevedere gli accadimenti. Non capivo perché. Poi sobbalzai: l’avevo scritto io”.
Ecco cosa succede quando uno soffre, come il nostro, di una sindrome opposta a quella del Bartleby melvilliano (“preferirei di no”) e non si fa intimidire dalla pagina bianca. Al contrario. Camilleri la riempie in men che non si dica, la inonda, la stupra: talvolta perfino a sua insaputa.
È di pochi giorni fa la notizia che Jessica Castillo, ventiquattrenne texana, ha inviato un sms al suo fidanzato in piena notte, chiedendogli dove fosse e che gli voleva parlare. Ma era addormentata e non ricorda nulla di quel messaggino. Jessicainfattisoffredisleep-texting,disturbo raro ma in pericoloso aumento. Tre anni fa gli specialisti dell’Università di Toledo, nell’Ohio, avevano registrato il caso di una donna quarantaquattrenne che nel sonno inviava mail sconclusionate, che il giorno dopo non era in grado di decrittare. Colpa dell’overdose di internet e cellulari, sentenzia il professor David Cunnington, del Melbourne Sleep Disorder Center australiano. Camilleri, che pure si tiene alla larga da queste cretinerie tecnologiche, deve essere affetto da un disturbo analogo. Non riuscendo a smaltire le martellanti richieste di editori e giornalisti, tende a fare confusione tra veglia e sonno. Solo che nel suo caso lo sleep-texting produce non messaggini, ma romanzi o sceneggiature western. Scrive, il nostro, anche mentre dorme. E sempre a occhi chiusi emette regolare fattura: sleep-invoicing, lo chiamano gli specialisti. Poi dimentica cos’ha scritto, e salta sulla sedia quando si rivede in tivù. Ma la fattura, quella se la ricorda perfettamente. E non c’è rischio che la mandi per sbaglio al fidanzato di Jessica.
Riccardo Chiaberge
 
 

Il Sole 24 Ore, 27.11.2011
Posacenere

Spesso mi chiedono di dire la mia su un delitto che ha interessato l’opinione pubblica, giustificandosi col fatto che io scriva romanzi gialli. Come se fantasia e realtà fossero la stessa cosa. Ogni volta rifiuto. Credo che non sarei in grado di dare un parere nemmeno se avessi letto le migliaia e migliaia di pagine delle carte processuali. Eppure, con quanta facilità, e felicità, gli italiani son pronti a dividersi tra innocentisti e colpevolisti e ad accapigliarsi tra di loro basandosi solo su quello che viene riferito dai giornali o dalla tv. Ho sentito una signora affermare che il colpevole era certo il marito. E alla domanda su cosa si basasse, ecco la risposta: «Ma non lo vede come si veste? E quant’è antipatico?».
Andrea Camilleri
 
 

E - il mensile di Emergency, 12.2011 (in edicola dal 29.11.2011)
Dicembre, Camilleri in regalo
Disponibile da venerdì 29 novembre in tutte le edicole
In regalo il romanzo completo “I fantasmi”
 
 

La Stampa, 29.11.2011
Anteprima
"I fantasmi" di Andrea Camilleri
L'intero libro in regalo per i lettori del mensile E di Emergency
Pubblichiamo il primo racconto di Andrea Camilleri tratto da “I Fantasmi”. L’intero libro è in regalo per i lettori con il mensile E di Emergency in edicola da oggi.

Turi Persica era l’urtimo, il sabato sira, a nesciri dalla taverna di Nicolò. [...]
Andrea Camilleri
 
 

l'Unità, 29.11.2011
Il cappotto di Camilleri
Lo scrittore prepara il viaggio a Dublino dove il 5 dicembre riceverà la laurea honoris causa e terrà una conferenza sulla letteratura italiana

Un viaggio, un cappotto, una capitale straniera. Una triade di elementi dai quali partire per strutturare un giallo. In questo caso né di noir si tratta né di romanzo storico, ma di una storia reale, che racconta di uno scrittore e del suo rapporto con la vita. Stiamo parlando di Andrea Camilleri e del suo viaggio a Dublino, dove gli verrà conferita la laurea honoris causa in letteratura. La notizia della laurea è già finita sui media ed è rimbalzata sul web, ma quel che nessuno ha ancora raccontato è la preparazione del viaggio, la cura minuziosa dei particolari da parte dello scrittore, l’attesa psicologica ed intellettuale.
Il regista Rocco Mortelliti che ha trasformato in film il romanzo storico "La scomparsa di Patò" ha un osservatorio particolare sul mondo camilleriano. Non è solo un intellettuale che ha collaborato e collabora con lo scrittore di Porto Empedocle, ha anche sposato la figlia del maestro, Andreina. Ed è il papà di Alessandra, che è attrice e nipote dell’inventore del commissario Montalbano. Proprio ne "La scomparsa di Patò", che sarà nelle sale cinematografiche agli inizi di febbraio, Alessandra interpreta in maniera molto efficace uno dei ruoli principali del film, assieme a Neri Marcorè, Nino Frassica, Maurizio Casagrande.
Il film è ambientato e girato in Sicilia, nei luoghi dell’Agrigentino. Racconta della scomparsa del ragioniere Patò durante una rappresentazione teatrale pasquale agli inizi del 900. La storia che prende spunto da una citazione di Leonardo Sciascia, è tutta giocata pirandellianamente sul tema della scomparsa. Il film è pieno di ritmo, giocato sull’impasto linguistico camilleriano di italiano e dialetto.
SCELTE CURATISSIME
Dal film al viaggio. Rocco Mortelliti sorride e dice: «Andrea è davvero entusiasta per questo viaggio, ne cura ogni particolare. Pensi che quest’estate in Toscana, dove ha la sua casa in campagna, si è premurato di andare a comprare un cappotto. E lo ha scelto con cura, immaginando e pensando al viaggio a Dublino. È come se il viaggio fosse già iniziato con questo semplice gesto. In questo gesto vi è un pezzo d’Italia del 900 che sapeva e sa dare valore alle cose. Le immagini corrono alla Sicilia del dopoguerra, allo spirito della ricostruzione del Paese, in cui ogni oggetto aveva un grande valore». Viene subito in mente, per fare un parallelo, la bici di Camilleri, ovvero quella bicicletta con la quale Andrea durante la Seconda guerra mondiale fece un viaggio da Serradifalco (nel Nisseno) a Porto Empedocle, nell’Agrigentino. Quella bici che l’industriale Antonello Montante ha fatto ricostruire così come l’aveva inventata suo nonno Calogero è diventata un simbolo della libertà, della battaglia etica di Confindustria Sicilia contro la mafia.
Tornando al viaggio, Camilleri a Dublino non andrà solo per parlare alla cerimonia della laurea che riceverà il 5 dicembre, l’indomani parteciperà ad un incontro con il pubblico. E sarà un dialogo, un confronto vero. E non vi saranno solo i fan di Montalbano, il cui successo è approdato anche sulla Bbc, ma anche appassionati di cultura italiana. E così Camilleri potrà spaziare nella storia della letteratura italiana, poiché è anche un critico, capace di soffermarsi sullo stile di uno scrittore minore del Cinquecento. Poiché come direbbe lo studioso di letteratura Silvano Nigro, siciliano apprezzato alla Normale di Pisa, alla Sorbona ed a Yale: «Camilleri è lo scrittore più manzoniano degli ultimi decenni». Nigro sorride ogni volta che si sofferma sulla profondità culturale dei romanzi storici dell’inventore di Montalbano, perché si diverte a pensare alla reazione di alcuni accademici. «Una parte della cultura italiana non riesce a capacitarsi del fenomeno Camilleri, perché non lo legge in modo adeguato e perché non abituata a confrontarsi con un concetto democratico di cultura».
Mortelliti, che ha anche in mente un film sulla bici di Camilleri, è affascinato dal viaggio a Dublino e dall’immagine del cappotto, ma ci confida: «Andrea andrà a Dublino con la moglie, i figli, i nipoti, i generi. Questa idea della partenza in gruppo per un evento importante ha dentro valori etici, culturali, la volontà di scoprire assieme nuovi luoghi. A 86 anni la sua curiosità della vita è quella di un quindicenne che prende la bici e intraprende un viaggio. La sua prolificità ed ecletticità di scrittore vengono da questo rapporto con l’esistenza».
Salvo Fallica
 
 

AgrigentoWeb.it, 29.11.2011
Porto Empedocle
Laurea “honoris causa” a Dublino per lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri

Stamattina nel corso dell’abituale colloquio telefonico con il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri ha informato il primo cittadino della sua imminente partenza alla volta dell’Università di Dublino dove lunedì prossimo riceverà la laurea “honoris causa” dopo una lezione magistrale che terrà per gli studenti irlandesi.
Successivamente lo scrittore avrà una serie di incontri con i suoi lettori in terra d’Irlanda, nazione dov’è particolarmente tradotto e amato.
A Porto Empedocle, in collaborazione con la “Fondazione Camilleri”, domenica 18 dicembre si terrà presso l’Auditorium di piazza Chiesa Vecchia un aperitivo letterario con letture tratte dalle opere di Andrea Camilleri e una serie di degustazioni gratuite a tema, dal titolo “Gocce di Sicilia”.
 
 

Corriere del Mezzogiorno, 29.11.2011
il 5 dicembre
Camilleri «si laurea» a Dublino: riceve il titolo ad honorem per la letteratura
Lo scrittore siciliano è molto amato in Irlanda, il paese estero che per primo ha tradotto i suoi lavori letterari

Palermo – L’inventore del commissario Montalbano riceverà il prossimo 5 dicembre dall’Università di Dublino la laurea honoris causa in Letteratura. Un importante riconoscimento per Andrea Camilleri che già nel 1944 si era iscritto alla facoltà di Lettere, senza tuttavia centrare l’obiettivo della laurea perché dopo qualche anno abbandonò gli studi per dedicarsi alla scrittura di poesie e racconti, fino all’esordio nel ’78 con il romanzo «Il corso delle cose». Molto amato in Irlanda, il paese estero che per primo ha tradotto i suoi lavori letterari, Camilleri terrà una lezione magistrale agli studenti dell’University College di Dublino (l’Università fondata dal cardinale Newman dove studiò italiano anche James Joyce), e si intratterrà subito dopo con il pubblico irlandese nel campus universitario.
A dare la notizia è stato lo stesso scrittore siciliano che ha telefonato al sindaco di Porto Empedocle, la sua città, per informarlo della sua imminente partenza per Dublino. Nella cittadina agrigentina, intanto, la «Fondazione Camilleri» in omaggio all'illustre concittadino ha organizzato per il 18 dicembre un aperitivo letterario all’auditorium di piazza Chiesa Vecchia, dal titolo «Gocce di Sicilia», con letture tratte dalle opere dello scrittore.
Fr. Par.
 
 

Corriere di Maremma, 29.11.2011
Si mettono in pista “quelli di Marranello”.
Mentre in Svizzera applaudono il nostro sistema di promozione turistica.

[...]
Giunge pure notizia che Andrea Camilleri, estivo frequentatore dell'Amiata, sia ricercato dal Vaticano, per aver parlato nel suo ultimo libro ("La setta degli angeli"), di una gang di preti. A Dublino lo aspettano per consegnargli una laurea honoris causa, qua da noi, quella di 'ignominiae causa'.
[...]

 
 

Giornale di Ragusa, 29.11.2011
Un appuntamento della Liberty Bookshop
Si presenta il libro di Sarto sui luoghi di Montalbano

Nella foto Giovanni Sarto tra Nadia e Paola Tonaca

Ispica - Continuano gli appuntamenti culturali promossi dalla libreria Liberty bookshop di Nadia e Paola Tonaca. Mercoledì alle 19.30 la libreria ha organizzato nei locali de “Il Mercato” la presentazione del libro fotografico dell’artista Giovanni Sarto “I luoghi di Montalbano”.
I testi del libro sono stati curati da Lucia Nifosì mentre il libro sarà presentato dal professore Pippo Puglisi. A fare da cornice alla presentazione la mostra delle foto più significative della pubblicazione per un viaggio nella Sicilia di Montalbano, tra realtà e finzione televisiva, tra suggestioni e riletture che appassionano ed entusiasmano i visitatori.
Giuseppina Franzò
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 29.11.2011
La Sicilia che sorride. Ficarra, Picone e Fiorello così cade uno stereotipo

[...]
Forse a fare da apripista a questo fenomeno del made in Sicily giocoso è stato Camilleri col suo commissario Montalbano, complice la fiction televisiva, altro punto di snodo mediatico e altro modo di giocare con qualche stereotipo alla buona senza appiccarselo addosso.
[...]
Mario Di Caro
 
 

sicilia.travelnostop, 29.11.2011
Le indicazioni del Movimento Turismo & Territorio nel documento presentato a Turano
Strade, piste ciclabili, brochure e... Montalbano per il trapanese

Un documento che fa leva su quattro punti: operazione "strada ideale"; operazione "turismo lento"; operazione "operatori divulgatori"; operazione "inspector Montalbano", per rilanciare la Riviera Trapanese. E' quello che il Movimento Turismo & Territorio ha appena presentato al presidente delle Provincia di Trapani, Girolamo Turano.
"Si tratta - sottolinea Paolo Salone, portavoce del Movimento - del primo tassello di quello che speriamo diventi un lungo e prolifico percorso, con protagonisti gli operatori turistici e il Laboratorio d'Idee del Movimento Turismo & Territorio, per lo sviluppo della Riviera Trapanese. Nelle ultime settimane infatti il Movimento si è riunito in più di un'occasione e così abbiamo potuto sperimentare con successo il nostro Osservatorio di Destinazione e il Laboratorio delle Idee all'interno del quale gli operatori possano confrontarsi, condividere idee, suggerimenti, progetti con l'obiettivo di trasferirli alle amministrazioni locali. E in effetti, la settimana scorsa i progetti sono stati presentati a Turano, che ci ha invitato a collaborare con alcuni suoi funzionari per elaborare le necessarie analisi di fattibilità".
Il testo, firmato da Agriturist Trapani, Consorzio Turistico Alberghiero Trapanese, Assoviaggi Confesercenti, Compagnie delle Opere della Sicilia Occidentale, Consorzio Pantelleria Island, contiene alcune indicazioni indispensabili per il rilancio turistico del territorio.
[…]
Infine, si potrebbe sfruttare il successo della serie del Commissario Montalbano che la BBC trasmette nel Regno Unito. Il suggerimento è di realizzare un video promo che, per contenuti, formato e stile, si ispiri al format "Montalbano", da diffondere in Regno Unito attraverso la stessa BBC o, in alternativa, su Facebook.com, intercettando tutti gli iscritti residenti nel Regno Unito mediante inserzioni a pagamento.
www.turismoterritoriotrapani.org
 
 

Adnkronos, 30.11.2011
Andrea Camilleri, Montalbano non muore ma si evolve
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Roma - Dalla chiusura della storica libreria Croce alla situazione che sta attraversando il nostro paese, fino al futuro dei suoi celebri personaggi letterari. E' un Andrea Camilleri a tutto tondo quello che ha parlato ai microfoni delll'Adnkronos in occasione della presentazione del Festival del Noir di Courmayeur, dover lo scrittore siciliano quest'anno sarà protagonista.
 
 

La Sicilia, 30.11.2011
Porto Empedocle
Irlanda innamorata laurea honoris causa ad Andrea Camilleri

Porto Empedocle. Ennesimo riconoscimento per Andrea Camilleri. Il quasi novantenne scrittore empedoclino a giorni si recherà a Dublino, splendida capitale della magica Irlanda, per vedersi conferire la laurea Honoris Causa, per quanto fatto nella sua straordinaria carriera.
Camilleri è il mito anche di tutti gli irlandesi amanti del genere di letteratura concepito dalla fervida fantasia del creatore del Commissario Montalbano. Lo scrittore «vigatese» riceverà il prestigioso riconoscimento al termine di una lezione che egli stesso terrà agli studenti della più prestigiosa università di Dublino. Poco dopo essersi laureato a pienissimi voti, Camilleri incontrerà alcune autorità irlandesi e soprattutto, potrà tastare il polso alla sua enorme quantità di fans che lo aspettano da giorni come se fosse un mito. Tra i primi a venire a conoscenza del conferimento della laurea honoris causa è stato il sindaco empedoclino Calogero Firetto, col quale lo scrittore si è intrattenuto per alcuni minuti al telefono, disquisendo su vari argomenti. Camilleri però non porta il nome di Porto Empedocle in tutto il mondo, ottenendo successi e riconoscimenti.
La Fondazione che porta il suo nome domenica 18 dicembre, all'Auditorium di piazza Chiesa Vecchia, ha organizzato, con il Comune, un cosiddetto «aperitivo letterario», con letture tratte dalle opere dello stesso Camilleri e una serie di degustazioni gratuite a tema, dal titolo «Gocce di Sicilia». Facile immaginare un afflusso in massa, specie per la degustazione.
Francesco Di Mare
 
 

 


 
Last modified Wednesday, March, 26, 2014