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RASSEGNA STAMPA

AGOSTO 2014

 
WakeUpnews, 1.8.2014
‘La piramide di fango’: il nuovo romanzo di Andrea Camilleri
Andrea Camilleri torna in libreria con il romanzo La piramide di fango (Sellerio 2014, «La memoria», € 14,00), una nuova avventura del commissario Salvo Montalbano.

MAFIA E APPALTI – Piove senza tregua sulla bellissima e misteriosa Sicilia. L’acqua scende ininterrottamente notte e giorno, accompagnata da luminosi lampi e spaventosi tuoni, trasformando le strade e i campi in distese di fango in cui è difficile orientarsi. Lo stesso fango che sembra ricoprire con una spessa coltre di apparenza gli appalti e gli affari che si muovono attorno alle nuove costruzioni di Vigata. Diverse imprese paiono contendersi i nuovi progetti edili nel comune siciliano, ma sotto questa parvenza di libero mercato si muovono politici, imprenditori senza scrupoli e famiglie mafiose spietate, soggetti pronti a inquinare l’economia e il lavoro dell’intera isola, ma, fuori dalla metafora narrativa, dell’intero Paese. Su tutto questo sta indagando il coraggioso giornalista Tano Gambardella, quando decide di rivolgersi al commissario Montalbano per aver ricevuto esplicite minacce volte a dissuaderlo dallo scoperchiare il vaso della pax mafiosa e degli accordi imprenditoriali.
DELITTO D’ONORE – A Montalbano la consapevolezza del fetore sottostante all’economia della sua terra, unita all’impotenza a cui nemmeno un onesto poliziotto può sfuggire, fanno montare una rabbia selvaggia. Che si amplifica ancora di più quando viene ucciso e ritrovato in un cantiere Giugiù Nicotra, contabile unico di una delle maggiori imprese edili presenti sul territorio. Il commissario si trova da quel momento spettatore di un teatrino di pupi, diretto con abile maestria da un regista occulto che mira a presentare il delitto come una faccenda di corna. Montalbano sta al gioco, ma fin dal primo minuto intuisce la verità: Nicotra è stato ammazzato per una questione molto più grande e strettamente connessa alla mafia degli appalti.
IL TRANELLO – Ma come riuscire a dipanare la matassa? In che modo scoprire la verità, nell’omertoso e complice silenzio che copre gli affari sporchi del mattone, a partire dalla più alte istituzioni? Ma soprattutto: una volta compresa la dinamica dei fatti, oltre alle apparenze create ad arte da chi ha interesse a mantenere la verità nascosta, come dimostrarla? Montalbano, la cui frustrazione cresce a ogni passo che compie durante l’indagine, non resta che trovare un buco nella piramide di fango che copre e nasconde la realtà: dovrà provare con uno sfunnapedi, un tranello, quale ultima disperata mossa perché la giustizia, anche solo per una volta, possa avere ragione su menzogna e corruzione.
L’AUTORE – Andrea Camilleri torna a raccontare il suo personaggio più celebre attraverso una storia appassionata, coinvolgente e ricca di colpi di scena. Una vicenda in cui, quando la verità sembra a un passo, immediatamente viene ricacciata indietro da forze troppo potenti per poter essere contrastate attraverso la logica e la legalità. La frustrazione di Salvo Montalbano sembra essere quella dell’autore stesso, di fronte a un’Italia sempre più corrotta, meschina e bugiarda. Un Paese dove ogni volta che esiste una possibilità di business, tutto viene immediatamente fagocitato dalla corruzione e dal malaffare. In questo contesto, anche la parola «mafia» suona quasi riduttiva: se una volta la criminalità organizzata era un potere avverso allo Stato e che per assicurarsi gli affari doveva usare la violenza, oggi sembra impossibile distinguere la legalità dal crimine, tanta è la commistione tra imprenditoria, politica e malavita.
IL PERSONAGGIO – In questo contesto è ancora più facile l’identificazione con Salvo Montalbano, persino rispetto ai romanzi precedenti: il suo senso di giustizia, la sua voglia di verità e la sua etica vanno a sbattere con violenza contro un Paese corrotto e perverso. Da questo derivano rabbia, frustrazione e persino la necessità di spingersi oltre quelli che sono i confini del suo ruolo, pur di spazzare via tanta meschinità, almeno per una volta, senza la pretesa di un cambiamento culturale, ma solo perché è giusto che ciò accada. Con Montalbano si muovono come sempre la domestica Adelina, il goffo Catarella e i fidati collaboratori Fazio e Augello. Sullo sfondo anche la fidanzata Livia che, nella sua casa di Genova, traballa sull’orlo della depressione, gettando il protagonista nello sconforto. Mai Montalbano era stato dipinto da Camilleri così malinconico in una solitudine da sempre al contrario ricercata e così desideroso di avvicinarsi alla compagna. Forse anche per il commissario il tempo ha cominciato a correre veloce. Ma, anche se è inevitabile che accada, non è una prospettiva consolante per i lettori: in un Paese al degrado, servirebbero molti commissari Montalbano per difendere la legalità.
Daniele Leone
 
 

Il Giorno, 2.8.2014
Libri a confronto
In questa strana estate diluvia anche a Vigàta
Quattro gialli per la lettura agostana: Una mutevole verità di Carofiglio, Albergo Italia di Lucarelli, La piramide di fango di Camilleri e I milanesi ammazzano di sabato di Giorgio Scerbanenco

Milano [...]
Meno male che c’è uno scrupoloso investigatore come Colaprico [il protagonista del romanzo di Lucarelli, NdCFC].
O, per venire ai giorni nostri, e per passare dai carabinieri alla polizia, come il commissario Salvo Montalbano, che in La piramide di fango di Andrea Camilleri, in una Vigàta insolitamente piovosa e triste, indaga su un omicidio che si vuol fare passare per “storia di corna”, su un giro di strani appalti, su traffici economici delle famiglie mafiose. Invecchia, Montalbano. Ma ha pur sempre un guizzo d’intelligenza originale…
[...]
Antonio Calabrò
 
 

Il Fatto Quotidiano, 2.8.2014
Dotte chiacchiere
Il duetto “etilico” Camilleri-Montalbàn
Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán, Skira, pagg. 52, € 7,00

Spesso i libri nascono da “una scommessa etilica”: parola di Manuel Vázquez Montalbán, scrittore, giallista, gastronomo, inventore del memorabile detective Pepe Carvalho, che dal 2006 dà il nome anche a un premio per romanzi polizieschi. E quest’anno il riconoscimento è andato ad Andrea Camilleri, il cui Salvo Montalbano – non a caso – mutua il cognome dal collega spagnolo.
I due blasonati autori si sono incontrati al Festivaletteratura di Mantova nel 1998, e ora Skira ne pubblica la chiacchierata in un libriccino, che è altresì una chicca di costume e cucina, prima ancora che di boriosa cultura: entrambi, infatti, hanno creato scapigliati, scapestrati investigatori gourmand; entrambi sono appassionati di calcio e di donne; entrambi discettano di comunismo e Shakespeare, dittatura e Sherlock Holmes, ma sempre con la leggerezza della pensosità, non con spocchia accademica. Così, uno è “convinto che dal whisky nasca un certo tipo di letteratura” e l’altro confessa di aver dovuto “scegliere se andare dallo psicologo o scrivere un romanzo. Ma credo sia stato più positivo per me scrivere un romanzo”. A conti fatti, la letteratura, e non la storia, è davvero una grande “magistra vitae”.
Camilla Tagliabue
 
 

Corriere della Sera, 2.8.2014
Il caso. Un marchio reclamizza l’essenza, giocando sul paragone tra Sicilia e Cosa nostra. Il testo cambiato online, restano le brochure
Il «profumo della mafia» nei negozi chic di Londra
L’intervento dell’ambasciata fa cambiare la pubblicità

Londra — Chissà se per malizia o per superficialità, per convinzione o per pura provocazione pubblicitaria. Ma la trovata di «Shay & Blue» che ha lanciato nei negozi e nei grandi magazzini londinesi una sua fragranza alla limetta (il lime) di Sicilia, definita «la casa della mafia», è uno di quei capolavori del marketing che sconfinano negli stereotipi e nel pregiudizio.
[...]
E’ una forzatura sbilenca. Ed è pure sbagliata sotto il profilo del marketing. Perché proprio gli inglesi, di questi tempi, sono assai più propensi a identificare la Sicilia con il commissario Montalbano, le cui serie tv sono trasmesse dalla Bbc e il cui successo ha indotto ad aprire un volo diretto Londra-Comiso per visitare le terre delle trame di Camilleri, piuttosto che con le sconcezze dei boss di Cosa Nostra.
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Fabio Cavalera
 
 

Falò, 4.8.2014
I servizi in preparazione
Camilleri, fenomeno

Andrea Camilleri è uno degli autori più letti. Non solo in Italia ma nell’Europa intera. Gli episodi della saga del Commissario Montalbano hanno spopolato nelle classifiche internazionali. Come spiegare il successo di romanzi scritti in dialetto siciliano, sul mercato internazionale? Come è possibile tradurre in tedesco o in francese le peripezie del Commissariato di Vigata? Falò ha incontrato lo scrittore Andrea Camilleri e i suoi traduttori, scoprendo come il dialetto non sia una lingua che esclude, uno spartiacque fra gli “indigeni e gli stranieri”, come vorrebbero alcune ideologie, ma al contrario, si tratta di una lingua, ricca, inclusiva, globale.
Di Gaetano Agueci e Paolo Bertossa
 
 

Corriere della Sera, 4.8.2014
L’intervista. Da oggi su Radio1 va in onda «Fuori programma estate», viaggio virtuale dei due conduttori nell’Italia delle vacanze
Baldini: «La satira in tour con Fiorello è cerchiobottista»
«Ironia senza astio, da Camilleri a Bondi»

Fiorello e Baldini in un viaggio virtuale nell’Italia balneare. Una trasmissione itinerante che tocca Bibione, Senigallia, Capri. Una sorta di tour tra spiagge e scogli, dove i due millanteranno di essere, perché in realtà sono comodamente in studio. È «Fuori programma estate», che parte oggi su Radio1 in edizione flash di tre minuti alle 8.30 e alle 13.30 in versione da dieci minuti. Un viaggio virtuale per davvero.
[…]
A Bibione ci sarà il finto Camilleri imitato da Fiorello.
«Non ci sono mai stato a Bibione, e non ci sarò nemmeno questa volta... Lo spunto è il divieto di fumare sulla battigia, nelle prime file degli ombrelloni. Camilleri sarà costretto a mimetizzarsi in ogni modo per accendersi una sigaretta, si nasconderà per far essiccare delle alghe da fumare. Credo che sia il fumatore più accanito d’Italia, si accende la sigaretta con il mozzicone di quella che ha appena finito. Una volta eravamo insieme a lui, e Fiorello gli chiese se avesse mai provato a smettere di fumare: “Una volta sola e svenni”».
[…]
Renato Franco
 
 

Città della Spezia, 5.8.2014
L'eccidio di Niccioleta raccontato da Ascanio Celestini
L'attore romano ha presentato al festival 'Fino al cuore della rivolta' lo spettacolo nato da un'idea di Andrea Camilleri.

Val di Magra - “Per molti narratori raccontare una storia è come fare un regalo, un oggetto da scoprire piano, seguendo un percorso preciso”. Se il regalo proviene da Andrea Camilleri e il destinatario è Ascanio Celestini allora l'oggetto diventa ancora più prezioso e importante, per essere divulgato ha bisogno di un luogo adatto ed un pubblico numeroso e paziente. Uno scenario simile a quello che ieri sera ha accompagnato l'attore e scrittore romano nel monologo “Niccioleta” alla decima edizione del festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta” alle Prade di Fosdinovo.
Uno spettacolo nato due anni fa, quando Camilleri lo invitò nella sua casa di Santa Fiora in Toscana per raccontargli la storia dei 77 minatori della frazione di Massa Marittima, uccisi dai nazifascisti nel giugno del 1944. Un eccidio fra i meno noti fra i molti che hanno caratterizzato la battaglia di Liberazione fra Liguria e Toscana, “una storia di guerra che in realtà non lo è” ha detto Celestini, spiegando come alla base della strage ci sia stata la ferma volontà dei minatori di difendere e presidiare il proprio posto di lavoro.
Una vicenda legata alla Resistenza ma basata sui diritti dei lavoratori, simile a quella che dieci anni dopo li accomunerà i 43 minatori del vicino paese di Ribolla morti in un'esplosione e ancora più tardi ai presidi contro la chiusura dell'Ilva di Taranto.
Vicende narrate da Celestini con il consueto stile ricco di particolari che hanno arricchito la storia mettendone in evidenza i protagonisti senza mai allontanare il pubblico dai fatti, e impreziosite in questo caso dalla voce dello stesso Camilleri. In particolare nei passaggi riguardanti i momenti successivi alla fucilazione e all'esplosione della miniera, con un processo che non portò a condanne e la rapida chiusura di quella miniera divenuta teatro di vita e di tragedia.
Minatori 'morti di lavoro' per un posto difeso strenuamente. Un luogo, la miniera, legato anche all'esistenza di Giorgio Mori, partigiano di Carrara salito sul palco del Festival prima di Celestini per raccontare la sua esperienza diretta. “Sono del 1923 – ha detto con voce ferma – sono nato senza libertà e ho vissuto l'adolescenza sotto il regime fascista. Ho fatto una scelta giusta andando a combattere con quelli che chiamavano “ribelli”. Poi – ha proseguito – dopo la Liberazione mi sono accorto che per noi non c'era lavoro e così ho scelto la via dell'esilio, lavorando 14 anni in miniera in Belgio. Stavamo sottoterra in condizioni impossibili, c'erano feriti ogni giorno e ricordo benissimo la tragedia di Marcinelle dove ci mandarono ad estrarre i corpi, fra cui quelli dei due minatori di Spezia e dei tre di Carrara. Dopo aver combattuto i nazifascisti – ha concluso – ripreso la lotta sindacale in Belgio dove ci sfruttavano”. Storie e tragedie del lavoro poco conosciute, narrate da un interprete mai banale.
Benedetto Marchese
 
 

TvZoom, 5.8.2014
Ascolti Tv: “Montalbano” 4,4 milioni e 22,51%, “Grease” 2,6 milioni e 13,85%. Dietro “Voyager” a 1,7 milioni e “Person of interest” a 1,6

L’ultima replica dell’anno scorso, il 7 di ottobre, era servita a Rai 1 per ammosciare la serata evento di Gianni Morandi su Canale 5. E con La pazienza del ragno la saga de Il Commissario Montalbano aveva raggiunto quota 5,6 milioni e il 21,33% di share perdendo di soli 200 mila spettatori la sfida con il programma rivale. Ieri gli avversari di Luca Zingaretti erano molto più scarsi di quelli del passato autunno, ma si trattava pur sempre dell’ennesimo passaggio e così non era facile stimare il risultato finale del ritorno agostano della storia ambientata nella Sicilia camilleriana. Su Canale 5 c’era Grease, Rai 2 insisteva con Voyager che stavolta indagava su Napoli, mentre Italia 1 proponeva la terza stagione di Person of interest. Gli altri? Rete 4 si difendeva con un film action, Arma letale 2, Rai 3 mandava on air l’ultra vintage La banda degli onesti, su La7 c’era la versione estesa di In Onda. Ecco in dettaglio come stamane Auditel, considerato il numero di spettatori raggiunti, ha messo in fila le proposte delle sette principali emittenti generaliste. Su Rai 1 la replica de Il commissario Montalbano – Le ali della sfinge, con Luca Zingaretti, Isabelle Sollman, Peppino Mazzotta, Cesare Bocci e Angelo Russo – che lo scorso settembre aveva riscosso 5,4 milioni ed il 24,17% di share, stavolta ha portato a casa 4,451 milioni di spettatori e il 22,51% di share.
[...]
Emanuele Bruno
 
 

Il Giornale di Montesilvano, 5.8.2014
Pronto? Montalbano sono/ Hello, Montalbano here

Spigolando qua e là sulla rete scopriamo che le storie di Andrea Camilleri e le traduzioni dei suoi libri sono diventate oggetto di studio e riflessione nella facoltà di letteratura italiana e letterature comparate in parecchie parti del globo. Inoltre apprendiamo che Andrea Camilleri ha ricevuto l’International Dagger, un riconoscimento alla sua opera da parte della British Crime Writers Association, associazione degli scrittori di crimine, di gialli insomma, a testimonianza dell’apprezzamento della sua opera da parte di lettori di lingua inglese.
Trovo in un articolo pubblicato il 10 luglio 2012 da Mark Lawson i motivi del successo di Andrea Camilleri in Gran Bretagna. “Uno dei piaceri dei libri per i lettori di lingua inglese, fin da quando la serie ha iniziato ad apparire nel 2005 nella elegante traduzione di Stephen Sartarelli, è il modo in cui rappresenta la storia italiana degli ultimi 20 anni, la transizione dalla lira all’euro, la fluttuazione nei metodi e nell’impatto della mafia, il periodo del governo di Silvio Berlusconi.”
Per quanto riguardo la specialissima lingua di Andrea Camilleri, mi pare illuminante il libro Tullio de Mauro e Andrea Camilleri La lingua batte dove il dente duole, ed. Laterza, 2013.
Tullio de Mauro, Il dialetto non è solo la lingua delle emozioni…a Venezia, come a Palermo, quando il discorso si fa serio, si usa il dialetto. ( pag.14)
Camilleri, pag. 23 …sono uno scrittore italiano nato in Sicilia…che fa uso di un dialetto che è compreso nella nazione italiana, un dialetto che ha arricchito la nostra lingua. Se l’albero è la lingua, i dialetti sono stati nel tempo la linfa di questo albero.
A proposito della lingua di Catarella, una originalissima creazione linguistica anche nel testo italiano, riporto un illuminante passo dal libro sopra citato (Camilleri, pag.80): “ Una grossa scoperta è stata per me la traduzione siciliana de Il Ciclope di Euripide fatta da Pirandello. Lui fece una traduzione in dialetto siciliano per la Grande Compagnia del Mediterraneo, verso il 1920…Ulisse parla un siciliano che vuole avvicinarsi alla lingua italiana, ed era il linguaggio dei pupari siciliani che credevano di parlare italiano e invece parlavano una commistione fantasiosa, per me meravigliosa…io mi sono ispirato proprio a questa traduzione per il mio Catarella…”
La traduzione in lingua inglese è di Stefano Sartarelli, che deve aver ragionato parecchio per decidere l’equivalente inglese di “Pronto? Montalbano sono…”, e tutto il resto. Leggendo i testi italiano ed inglese a fronte, appare evidente che nella narrazione estesa in lingua inglese il dialetto scompare e con esso tutti gli effetti comunicativi ad esso collegati, sentimenti, esperienze, colore locale, il significato equivalente è espresso in una lingua inglese chiara e facilmente comprensibile da lettori madrelingua. I dialoghi, invece, sono vivacizzati da una lingua parlata costruita su misura per caratterizzare i personaggi.
Riporto sotto alcuni esempi tratti dal primo capitolo di L’odore della notte/The smell of the night. Le prime frasi sono tratte dalla narrazione, le successive da dialoghi tra il commissario Montalbano e la sua eterna fidanzata Livia, e tra lui e Catarella, il sempliciotto dalla parlata poco comprensibile, che ammira ed ama il commissario, rispettatissimo dal commissario stesso, nonostante tutto.
Una piccola nota lessicale: il Commissario Montalbano in inglese è Inspector Montalbano, l’Ispettore Fazio è Sergeant Fazio, mentre il Questore Bonetti-Alderighi è Commissioner. Nello stesso capitolo si nota che la parola ragioniere è lasciata in italiano, scritta in corsivo, e spiegata in nota.
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S’arrisbigliò di colpo sudatizzo e, ‘nzemmula, agghiazzato dal friddo/ Suddenly he woke up, sweaty and at the same time freezing cold
Si susì santiando e corse a chiudere / He got up, cursing, and ran to close.
L’estate, che già da qualche giorno era trasuta in agonia aveva addeciso durante la nottata di rendersi definitivamente defunta The summer, which several days earlier had already entered to its final throes, had decided during the night to give up the ghost.
Un vidiri e svidiri/ The twinkling of an eye
Si susì e raprì l’anta dell’armuar dove c’era roba pesante/ He got up and opened the armoire where he kept his heavy clothes
Il feto di un quintale o quasi di naftalina l’assugliò alla sprovista. Prima gli mancò il sciato, poi gli occhi gli lacrimiarono e quindi principiò a stranutare /The stink of several tons of mothballs assailed his nostrils. At first it took his breath away, then his eyes started watering and he began to sneeze.
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Appena trasuto il telefono squillò/ Once inside the telephone rang
«Ciao, amore. Come stai? Ti volevo dire che oggi non sarò in casa. Me ne vado in spiaggia con un’amica.»/ «Hi, darling, How are you? I wanted to let you know I won’t be at home today. I’ m going to the beach with a friend.»
«Non vai in ufficio?»/ «You are not going to the office?»
«Da noi è festivo, il patrono.» «No, it’s a holiday here. Feast of Saint Giorgio, patron saint of Genoa.»
«Lì il tempo è buono?» / «The weather’s nice up here?»
«Una meraviglia»/ «Fabulous.»
«Beh, divertiti. A stasera.»/ «Well, have fun. Talk to you tonight.»
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«Pronto?» / “Hello?”
«Ah, dottori dottori!» fece la voce straziata e ansimante di Catarella. «Vossia di pirsona pirsonalmente è?»/ “Oh, Chief, Chief”! yelled the tortured, panting voice of Catarella.”Is that you yourself in person, Chief?”
«No»./ “No.”
«Allura chi col quale sto per parlando?»/ “Then who is this whom I’m speaking with?”
«Sono Arturo, fratello gemello del commissario»./ “This is Arturo, the inspector’s twin brother.”
Perché aveva principiato a fare lo stronzo con quel povirazzo? Forse per sfogare tanticchia di umore malo? Why was he fucking around with that poor idiot? To vent out his bad mood?”
«Davvero?» disse Catarella ammaravigliato. «Mi scusassi signori gimello Arturo, ma se il dottori è come qualmenti in casa, ci lo dicci che ho bisogno di parlaricci?» “Really?” said Catarella astonished. “Excuse me, Mr twin brother Arturo, but if the inspector’s like roundabout the house, couldja tell ‘im I need to talk to him?”
Montalbano lasciò passare qualche secondo… e rispose a Catarella Montalbano let a few seconds go by… then greeted Catarella
«Eccomi, che c’è?» “Here I am! What’s up?”
«Ah, dottori, dottori! Un quarintotto sta capitandosi! Vossia conosce il loco indove che ci teneva il suo officio il ragionieri Gragano?» “Oh, Chief, Chief! All hell’s breaking out! You know the premises where that broker Gragano gots his office?”
«Vuoi dire Gargano?» “You mean Gargano?”
«Sì, pirchì, come dissi? Gragano dissi.» “Yes. Why, ain’t that what I said? Gragano.”
«Lascia perdere, lo so dov’è. Embè?» “Never mind, I know where it is. What about it?”
«Embè che ci trasì uno armato di revorbaro. Se ne accorsi Fazio che putacaso stava passando pi caso. Pari che ha intenzioni di sparare all’impiecata. Dice accussì che voli narrè i soldi che Gragano gli arrubbò, vasannò ammazza la fimmina.» “What’s about it’s a man with a gun’s about it. Sergent Fazio seen ‘im when he was just chancing to be passing by by chance. Looks like he’s got a mind to shoot the lady that works there. Says as how he wants all the money back that Gragano stole from ‘im or he’s gonna kill the lady.”
Emanuela Medoro
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.8.2014
Marías: “Sale la linea del Gattopardo tutta l’Europa ha paura di cambiare”
"Quel libro ha una marcia in più degli altri e non invecchia È stato creato con tutta la complessità del Novecento" "Al mio immaginario hanno contribuito sicuramente Sciascia, Verga Pirandello e Camilleri"

[…]
Quali sono gli scrittori siciliani che secondo lei hanno contribuito meglio alla creazione della Sicilia letteraria?
«Al mio immaginario siciliano hanno contribuito sicuramente Sciascia, Verga, Pirandello. Dei contemporanei Camilleri, anche se non sono un grande appassionato di gialli. Ma basterebbe il solo Tomasi di Lampedusa per dare alla Sicilia un posto in prima fila nel panorama letterario».
[…]
Eleonora Lombardo
 
 

Il Tirreno, 6.8.2014
Montalbano sempreverde le repliche vincono ancora

Roma. Montalbano, una garanzia. Il commissario di Andrea Camilleri, interpretato da Luca Zingaretti, mette a segno l'ennesimo risultato positivo in tv: 4,5 milioni di spettatori con il 22.51% di share, numeri più unici che rari ad agosto, grazie ai quali l'episodio Le ali della sfinge, alla sesta messa in onda, ha tenuto ieri a netta distanza un altro evergreen, Grease (2,6 milioni e il 13.84% su Canale 5). E ai milioni di Montalbano-dipendenti in Italia rispondono dall'estero i fan inglesi, attivi anche loro nella community di Twitter. Alla Palomar è tempo di aggiornare ancora i numeri del boom: con Le ali della sfinge - primo di 8 episodi che Rai1 riproporrà nelle prossime settimane - si arriva a 130 prime serate e nel computo globale degli spettatori si supera il miliardo, visto che il Commissario Montalbano è esportato in tutto il mondo. «È la dimostrazione - commenta il produttore Carlo Degli Esposti - di quanto sia miope da una parte magnificare solo e sempre la serialità americana e dall'altra teorizzare che per avere successo sul mercato estero sia necessario realizzare prodotti in lingua inglese. Il termometro del successo sono la qualità e l'emozione del prodotto. Agli Usa, piuttosto, dobbiamo invidiare un potente mercato di concorrenza e regole. Anzi - rilancia Degli Esposti - dopo i primi passi sul tax credit, regole che tutelino la qualità del prodotto e limitino i diritti ci consentirebbero di diventare se non la più grande, una delle prime industrie cinematografiche mondiali». Il produttore ci tiene anche a sottolineare come la Palomar, «che tutto sommato è una piccola società», garantisca «le falangi macedoni del palinsesto: penso a Montalbano e al successo straordinario di Braccialetti rossi, che grazie al coraggio del direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta ha trasformato Rai1 in una rete più giovane di Mtv. Eppure sul budget di Rai Fiction 'pesiamò in media per 10-15 milioni l'anno». Se Zingaretti è atteso alla Mostra di Venezia come protagonista di Perez di Edoardo De Angelis fuori concorso, per il futuro tv di Montalbano gli aficionados dovranno aspettare il 2015, «quando andranno in produzione due o quattro nuovi episodi», ricorda Degli Esposti. «Dipenderà anche dai prossimi romanzi di Camilleri, che comunque ci ha sempre assicurato materiale di elevatissima qualità per sceneggiare i film».
 
 

La Sicilia, 6.8.2014
Televisione
Nel “nulla” estivo Montalbano vince alla sesta replica

Montalbano, una garanzia. Il commissario di Andrea Camilleri, interpretato da Luca Zingaretti, mette a segno l'ennesimo risultato positivo in tv: 4,5 milioni di spettatori con il 22.51% di share, numeri più unici che rari ad agosto, grazie ai quali l'episodio "Le ali della sfinge", alla sesta messa in onda, ha tenuto lunedì a netta distanza un altro evergreen, "Grease" (2,6 milioni e il 13.84% su Canale 5). E ai milioni di Montalbano-dipendenti in Italia rispondono dall'estero i fan inglesi, attivi anche loro nella community di Twitter. Alla Palomar è tempo di aggiornare ancora i numeri del boom: con "Le ali della sfinge" - primo di 8 episodi che Rai1 riproporrà nelle prossime settimane - si arriva a 130 prime serate e nel computo globale degli spettatori si supera il miliardo, visto che il Commissario Montalbano è esportato in tutto il mondo. «È la dimostrazione - commenta il produttore Carlo Degli Esposti - di quanto sia miope da una parte magnificare solo e sempre la serialità americana e dall'altra teorizzare che per avere successo sul mercato estero sia necessario realizzare prodotti in lingua inglese. Il termometro del successo sono la qualità e l'emozione del prodotto. Agli Usa, piuttosto, dobbiamo invidiare un potente mercato di concorrenza e regole. Anzi - rilancia Degli Esposti - dopo i primi passi sul tax credit, regole che tutelino la qualità del prodotto e limitino i diritti ci consentirebbero di diventare se non la più grande, una delle prime industrie cinematografiche mondiali». Per il futuro tv di Montalbano gli aficionados dovranno aspettare il 2015, «quando andranno in produzione due o quattro nuovi episodi». Il primo settembre, invece, inizieranno le riprese della seconda stagione del Giovane Montalbano, interpretato da Michele Riondino: «Focus delle sei nuove puntate - dice Degli Esposti - saranno il consolidamento del rapporto con Livia (Sarah Felberbaum) e con Mimì Augello (Alessio Vassallo) e le scelte personali sentimentali e lavorative del commissario in gioventù».
Angela Majoli
 
 

La Sicilia, 6.8.2014
Televisione
Quando la replica non va in vacanza

Il commissario Montalbano è proprio una star. Soprattutto in tv. Una di quelle da tappeto rosso, capace di ipnotizzare la platea dei telespettatori persino con una replica estiva. L'ennesima. Messa in onda addirittura per la sesta volta, sempre in prima serata da Rai1, con ascolti da record che i produttori festeggiano.
Senza nulla togliere all'amabilità del personaggio e alla qualità della serie (soprattutto dei primi episodi), una considerazione è d'obbligo. E cioè che nella solitudine estiva dello spettatore televisivo italiano, costretto ad uno zapping ossessivo compulsivo che non dà soddisfazione, il deserto dei Tartari regna sovrano davanti al divano di casa, mentre avanza il Nulla assoluto divorando il teleschermo blu.
Parlare per metafore cinematografiche viene spontaneo, dato che il magnifico film di Valerio Zurlini (1976) e l'intramontabile Storia infinita di Wolfgang Petersen (1984) sarebbero già un'ottima compagnia. Per quanto anche una buona dose di cinema più recente non guasterebbe, se solo qualcuno ai piani alti - colpito da un'illuminante folgorazione - si decidesse a reinserire film degni di questo nome nelle lande desolate dei palinsesti, non solo estivi.
E invece è la fiction a regnare sovrana nella tv generalista. Con prodotti, peraltro, a volte qualitativamente discutibili che suscitano più di una perplessità nel telespettatore ben pensante. Che esiste, di certo più di quanto i direttori di rete possano (fingere di) pensare. E che non può non chiedersi, con riguardo alla tv pubblica, perché mai debba pagare il canone per rivedere programmi vecchi, magari proposti già ben sei volte. Anche se ad esserne protagonista è l'amato commissario di Andrea Camilleri.
Così, giusto perché anche l'abbonato potrebbe rompersi i "cabbasisi". Con rispetto parlando, ovviamente.
Ornella Sgroi
 
 

Il Tirreno (ed. di Grosseto), 7.8.2014
Cultura, buon cibo e sana Costituzione

Santa Fiora. Difesa della Costituzione e solidarietà al popolo palestinese: ruota anche e soprattutto su questi temi la quarta edizione di “Raniero con noi”, ritrovo annuale del Forum cittadini del mondo Raniero Amarugi. La festa inizierà questa sera e durerà fino a domenica 10 agosto. A presentare l’evento sono il presidente del Forum, Maurizio Buzzani (che ha curato l’iniziativa sin nei minimi particolari), l’ex responsabile dell’organizzazione dei circoli Arci, Silvano Brandi, e Carlotta Sorrentino, membro del comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista. Ricco il programma d’iniziative previsto a Piana del Riccio, località Marroneto, appena due passi da Santa Fiora. Lì, tra cultura, buon cibo e divertimento s’incroceranno le diverse anime della sinistra italiana, a partire dall’Altra Europa con Tsipras. E, per una volta, saranno tutte unite sotto un’unica bandiera. Perché come recita lo slogan dell’iniziativa, “Partendo dalle persone e dai territori, un’altra politica è possibile, per i diritti e contro l’austerità”. Il programma è denso d’appuntamenti da non perdere.
[...]
Il popolo palestinese sarà protagonista anche dell’incontro clou, quello previsto per le 11 del mattino del 10 agosto con Andrea Camilleri.
[...]
Per avere maggiori informazioni basta contattare la segreteria organizzativa al 338 2904086 o all’indirizzo email forumcittadinimondo@libero.it.
Maurizio Bernardini
 
 

Blasting.News, 7.8.2014
Programmi tv Rai 11-15 agosto 2014: Montalbano, Last Cop e Chi l'ha visto storie
Tutti i programmi Rai che vedremo in onda dall'11 al 15 agosto 2014 in tv.

Cosa vedremo in onda da lunedì 11 a venerdì 15 agosto 2014 sulle reti Rai in prima serata? Nonostante l'avanzare del periodo estivo, la Rai proporrà al suo pubblico una serie di appuntamenti da non perdere: ecco nel dettaglio tutti i programmi che vedremo in onda. In prima serata su Rai1, per esempio, lunedì 11 agosto 2014 andrà in onda un nuovo film della serie-tv Il Commissario Montalbano con Luca Zingaretti, dal titolo La luna di carta. […]
Domenico Mungiguerra
 
 

Adnkronos, 8.8.2014
Rai: 'Il giovane Montalbano' in prima serata sulla tv francese

"Montalbano. Le prime inchieste": con questo titolo ogni domenica sera, a partire dal 10 agosto, il pubblico francese potrà scoprire su France 3 le avventure del Giovane Montalbano, l'apprezzata fiction Rai con Michele Riondino diretta da Gianluca Tavarelli.
France 3 é la rete nazionale francese che ha già reso di culto in Francia la serie di film-tv con Luca Zingaretti, e che, visto il successo dell'operazione, ha deciso di puntare anche sul giovane Montalbano, con una forte campagna promozionale: «Questa estate France 3 vi invita in Sicilia».
Anche la Rai sta pensando al Giovane Montalbano. L'avvio delle riprese della seconda stagione, prodotta insieme alla Palomar, sulle storie che Andrea Camilleri ha ideato per il giovane Salvo Montalbano, é ormai prossimo per una messa in onda su Rai1 nel 2015.
 
 

SiciliaInformazioni, 8.8.2014
Spacciatore d’identità, indagine sul profilo Fb rubato a Camilleri
[Forse SiciliaInformazioni si avvicina finalmente alla verità?, NdCFC]

Mistero fitto, enigma irrisolto. Il profilo “negato” di Andrea Camilleri su Facebook sopravvive al disconoscimento di paternità, notificato per interposta persona a chi “cita” i commenti ospitati nella pagina, riferendoli allo scrittore.
La storia dura da quasi due anni. La voglia di capire, quindi, si è fatta più stringente. Se non è suo, di Andrea Camilleri, il profilo Fb, perché è consentito allo “spacciatore” di identità di appropriarsi del nome e dialogare con i fan del creatore di Montalbano?
Ma se fosse lui, a questo punto non scartiamo alcuna ipotesi, perché viene negato il riconoscimento dell’identità? I toni bruschi e “definitivi” usati nel disconoscimento del profilo evidenziano irritazione, sentimento oltremodo giustificato dal furto di identità. E questo ci induce a credere che, effettivamente, il profilo dello scrittore è stato “rubato” da qualcuno, che lo usa a suo piacimento.
I post attribuiti a Andrea Camilleri hanno una periodicità settimanale, ma ci sono. E aprono discussioni, forum, dialoghi, talvolta di grande interesse. Gli “amici” di Fb non prendono in alcuna considerazione, forse non hanno alcuna conoscenza, che il profilo è stato “negato” dagli assistenti dello scrittore con note ufficiali.
Sarebbe ora, dunque, che questo presunto imbroglio venisse chiarito. Ma lo può fare solo Andrea Camilleri, chiedendone conto e ragione ai gestori di Facebook.
Nell’ultimo mese il finto Camilleri ha affrontato uno degli argomenti più gettonati, il linguaggio usato da Camilleri. Con una sola eccezione, un breve commento dedicato alla poesia. “Scrivo, ma amo la poesia, e i pochissimi poeti rimasti”. Il post ci pare “banale” e induce a considerare la finzione. Ma il resto è più credibile. “C’è chi dice che adopero il siciliano come l’uva passa, ne lascerei andare qualche chicco su una struttura italiana. Non è così. La cosa è più complessa, utilizzo le parole che mi offre la realtà per descriverla in profondità. Non potrei ambientare un mio libro in una città che non conosco”. Il post è datato 27 luglio.
Ventuno giorni prima, un altro commento dedicato alla scrittura. “Alla base di ogni scrittura c’è un paziente scrupoloso estenuante lavoro di rifinitura, di correzione, di messa a fuoco, di puntualizzazione, di calibratura che costituisce la qualità e la forza del buon artigiano”.
A questo punto affacciamo l’ipotesi che il presunto ladro d’identità usi le citazioni del maestro senza esserne stato autorizzato, il profilo indosserebbe l’abito dello scrittore. Se così fosse, avremmo un doppio abuso o un maggiore tasso di verità?
Il profilo “abusato”, un altro elemento che intriga, viene “navigato” e commentato da tale Gianmario Camilleri, che promuove un suo libro. “Gianmario piace ad Andrea Camilleri”, si legge in alto, nella pagina di apertura del profilo. Chi è Gianmario? Un congiunto dello scrittore? Un autore in cerca di visibilità? Il promotore di se stesso in una pagina ben frequentata? È un altro indizio, utile a comporre il puzzle dell’enigma. “La notte cambia odore ogni ora che passa, buon giorno”, scrive il finto Andrea Camilleri nel finto profilo. Sembra tutto vero. O no?
Quale ipotesi sceglierebbe il commissario Montalbano? Cercherebbe Gianmario o il suo “creatore”, Andrea?
 
 

La Sicilia (ed. di Agrigento), 9.8.2014
Teatro. Nell'ambito del Pirandello Stabile Festival un omaggio ai 92 anni dell'attore
Una serata con Nino Bellomo

Nino Bellomo festeggia i suoi 92 anni, compiuti lo scorso 31 luglio. Lo farà nella sua Agrigento, questa sera, nell' ambito del Pirandello stable festival, che lo vedrà esibirsi al tempio di Giunone insieme a Pino Insegno e Giovanni Moscato. Un omaggio all'attore Nino Bellomo, anzi al poliedrico Nino la cui attività non si ferma mai.
[...]
Non mancheranno i contributi video di personaggi di fama nazionale che hanno lavorato al fianco di Nino Bellomo, tra questi, Alessandro Preziosi, Luca Zingaretti, Nino Frassica, Andrea Camilleri, Michele Placido, solo per citarne alcuni.
[...]
Valentina Alaimo
 
 

la Lettura - Corriere della Sera, 10.8.2014
La pagella
Casa editrice Sellerio, Palermo, Italia
voto 10 (per l’insieme della produzione)
Campioni di stagione: la scuderia dell’editore

Guardate la classifica. C’è Andrea Camilleri con La piramide di fango, l’ultimo Montalbano ed è una delle inchieste più dure e desolanti del commissario, un nodo inestricabile di corruzione che sembra realtà, quella italiana purtroppo, più che fantasia. C’è Vacanze in giallo, la raccolta di racconti di vari autori che ho già segnalato. C’è stato, fino a poco fa, Il caso Kakoiannis di Francesco Recami. E c’è stato, nella sezione saggistica, il libro di Adriano Sofri, Reagì Mauro Rostagno sorridendo, che ricostruisce una storia di mafia negata, a tutti i costi, per anni. E ci potrebbe essere (ma ora per qualche settimana in coincidenza con le settimane di Ferragosto la rilevazione delle vendite in libreria viene sospesa) Il segreto della camera 3 di Colin Dexter. Cosa hanno in comune questi autori e queste opere? Il fatto di appartenere alla stessa casa editrice, la palermitana Sellerio, che da un po’ di tempo ha preso l’abitudine di piazzare molta parte della sua produzione (e non solo il grande Camilleri) nella lista dei bestseller. Mi pare perciò il caso, visto che questa rubrica va brevemente in vacanza (per mancanza di dati, come ho detto) e dando ai lettori l’arrivederci alla ripresa della stagione letteraria, di fare qualcosa di speciale assegnando un voto non a un singolo libro, come succede di solito, ma a un’intera casa editrice, la Sellerio ovviamente, e a tutti i suoi componenti per l’eccellente lavoro fatto. Un voto che estenderei a Leonardo Sciascia, che è stato uno dei grandi suggeritori della casa editrice, e soprattutto a Elvira ed Enzo Sellerio, che ne sono stati i fondatori. Infine, se permettete, il voto va anche a Anthony Trollope, lo scrittore inglese riproposto e rilanciato da Sellerio, che in classifica ci dovrebbe proprio essere e ci starebbe benissimo.
Antonio D’Orrico
 
 

Yahoo! Tv, 10.8.2014
Zapping
Il giovane Montalbano alla conquista della Francia, ma il ritorno in italia è per il 2015

Le fiction italiane alla conquista dell’estero: dopo il successo ottenuto da ‘Gomorra’ in Gran Bretagna, dove la critica ha speso solo parole d’elogio per la serie prodotta da Cattleya, è il turno della Francia di accogliere a braccia parte una produzione italiana.
A partire da domenica 10 agosto France 3, l’equivalente francese di Rai 3, trasmetterà in prima serata la prima stagione di ‘Il Giovane Montalbano’, prequel della pluripremiata fiction che ha per protagonista Luca Zingaretti nei panni del commissario Salvo Montalbano. Saranno 6 gli appuntamenti con ‘Montalbano - Les Premières Enquetes’, serie che in Italia ha debuttato nel 2012 per la regia di Gianluca Maria Tavarelli in cui Michele Riondino dà il volto a un giovane ed esordiente Montalbano alle prese con nuove indagini. Nel cast ci sono anche le versioni “junior” di Livia (Sarah Felberbaum), Mimì Augello (Alessio Vassallo), e Catarella (Fabrizio Pizzutto), mentre Andrea Tidona interpreta il padre di Montalbano.
France 3 non è nuova alle indagini del celebre commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri: già in passato il canale aveva trasmesso la serie originale riscuotendo un grande successo. Da qui la decisione di investire anche sul prequel, con la speranza che il pubblico apprezzi tanto quanto fatto da quello italiano, che per vedere la seconda stagione del ‘Giovane Montalbano’ dovrà aspettare il 2015.
Viale Mazzini ha rivelato infatti che le riprese, annunciate dalla Palomar di Carlo Degli Esposti già nel 2012, dovrebbero partire l’1 settembre, e che la serie dovrebbe arrivare in prima serata su Rai 1 nell’autunno del 2015.
Andrea Barsanti
 
 

Marida Caterini, 10.8.2014
Le fiction che vedremo: Il giovane Montalbano 2

Le riprese della seconda stagione de "Il giovane Montalbano" sono previste per il prossimo settembre. Si tratta di quattro nuove puntate con Michele Riondino nel ruolo del famoso commissario durante i primi anni della sua brillante carriera. La messa in onda è prevista nel 2015 su Rai1.
Inizialmente le puntate dovevano essere sei. Poi il progetto è stato ridimensionato. I tempi per il primo ciak si sono notevolmente allungati, infatti il cast avrebbe dovuto essere sul set almeno un anno fa. Ma adesso sembra che tutto sia pronto. Il ritardo, tra l'altro, è ingiustificato, visti gli ottimi risultati di ascolto della prima serie.
Anche della seconda stagione de Il giovane Montalbano ancora protagonista Michele Riondino. Andrea Camilleri, il padre del celeberrimo commissario di Vigata, ha concluso la scrittura delle quattro nuove storie basate sugli esordi professionali di Salvo Montalbano che, nella versione adulta ha il volto di Luca Zingaretti.
Confermato tutto il cast che ha lavorato nella prima serie. I telespettatori ritroveranno i protagonisti di sempre, Mimì Augello, Carmine Fazio, Agostino Catarella con almeno una ventina di anni in meno e certamente per niente somiglianti ai personaggi conosciuti in età adulta nella serie classica. Naturalmente Camilleri, ancora una volta è stato anche supervisore alla sceneggiatura.
Rai1 fa sapere che non ci saranno guest star nei quattro episodi previsti, come invece accadeva con la serie interpretata da Zingaretti. Ricordiamo una puntata con Afef e un'altra con Belen Rodriguez.
Nell'attesa di rivedere Riondino-Montalbano, c'è la notizia che il marchio "Montalbano" è sempre vincente all'estero anche se a precedere il cognome del famoso commissario c'è l'aggettivo "giovane". Significa che Il giovane Montalbano ha scavalcato i confini nazionali ed è arrivato in Francia.
Con il titolo "Montalbano. Le prime inchieste", ogni domenica sera, a partire da oggi,10 agosto, il pubblico francese potrà seguire su France 3 le indagini del giovane Montalbano. Si tratta della prima stagione andata in onda in Italia nel febbraio 2012 diretta da Gianluca Tavarelli.
France 3 é la rete nazionale francese che ha già reso di culto in Francia la serie di film-tv con Luca Zingaretti, Visto il successo conquistato dall'operazione, ha deciso di puntare anche sul giovane Montalbano, con una forte campagna promozionale che recita così: Questa estate France 3 ti invita in Sicilia.
Prodotta da Raifiction in collaborazione con la Palomar di Carlo Degli Esposti, il primo prequel de Il Commissario Montalbano ha avuto, in Italia una platea di spettatori di poco inferiore a quella che segue con fedeltà Zingaretti.
In virtù di questo affetto del pubblico, Rai1 sta mandando in onda il lunedì l'ennesima replica delle serie con Luca Zingaretti e Cesare Bocci. Serata preposta quella tradizionale: il lunedì. E dire che nel 2005 Zingaretti era intenzionato a lasciare il personaggio di Montalbano...
Massimo Luciani
 
 

Il Velino, 11.8.2014
Tv, Rai: successo in Francia per Il Giovane Montalbano
Con Michele Riondino

Con quasi l'11% di share e 2.120.000 spettatori, ha debuttato in Francia con successo "Il Giovane Montalbano", la serie prodotta da Rai Fiction e Palomar, con Michele Riondino, diretta da Gianluca Tavarelli. Lo comunica una nota di Viale Mazzini. Trasmessa dalla rete nazionale France 3, la fiction italiana ha ottenuto un risultato superiore di oltre un punto alla media del canale. Dopo il successo lo scorso anno del commissario Montalbano classico, con Luca Zingaretti, in Gran Bretagna sulla BBC, questa estate é la volta del giovane commissario a debuttare su un'altra grande rete televisiva europea.
 
 

Il Velino, 12.8.2014
Ascolti tv, Rai: il commissario Montalbano sfiora i 4 mln spettatori
Share del 22,09

Ancora uno straordinario risultato per la fiction "Il commissario Montalbano" trasmessa su Rai1 ieri, lunedì 11 agosto: l'episodio dal titolo La luna di carta, ha stravinto il prime time avendo ottenuto 3 milioni 915 mila spettatori e uno share del 22.09. È quanto evidenzia una nota Rai. [...]
 
 

Messaggero Veneto, 13.8.2014
Luigi Candoni, scoprì Camilleri e Volontè
Con Pier Paolo Pasolini è il più rappresentato commediografo friulano. Morì quarant’anni fa, il 13 agosto 1974

Era l'estate del 1974. Nel silenzio afoso di quarant'anni fa, esattamente il 13 agosto, si spegneva Luigi Candoni. Un nome scomodo, un nome non sempre allineato, un nome forse per questo motivo oggi rimosso dalla memoria collettiva e relegato in un angolo nascosto della memoria come si fa con un oggetto inutile. Eppure utile era stato Luigi Candoni da Cedarchis di Arta Terme. Nel ribollente calderone delle post avanguardie italiane del secondo dopoguerra, aveva estratto come da un cilindro nomi sconosciuti e improbabili. Pochi lo sanno, ma la prima nazionale di Finale di Partita di Samuel Beckett trova vita proprio per volontà di Candoni, che più tardi fece debuttare un giovane attore di nome Gian Maria Volontè e pure un regista di belle speranze: Andrea Camilleri.
[...]
Paolo Patui
 
 

Falò, 14.8.2014
Sulle tracce di Montalbano
RSI - LA 1, ore 21:00

Tra libri e TV, il fenomeno del Commissario Montalbano e del suo autore Andrea Camilleri non sembrano aver finito di soprendere. Puntata dopo puntata il successo si ripete. Non solo in Italia, ma anche sul mercato internazionale. La saga del commissariato di Vigàta è ormai tradotta in moltissime lingue. I luoghi del Commissario sono ormai diventati meta di tour turistici internazionali. Ma come è possibile tradurre Montalbano e il suo dialetto in tedesco o in inglese? Come rendere comprensibili ad un pubblico non italofono le colorite espressioni di Catarella o del Dott. Pasquano? Paolo Bertossa e Gaetano Agueci sono andati alla ricerca delle tracce di Montalbano, dalla Val Pontirone alla Sicilia per cercare di svelare i misteri del grande successo di Camilleri.
 
 

Leonardo.it, 14.8.2014
Libri consigliati estate 2014: La piramide di fango di Andrea Camilleri

Il commissario Montalbano sta attraversando un periodo difficile. La sua fidanzata Livia non riesce a riprendersi dalla scomparsa di François, il ragazzino che avrebbe voluto adottare. La tristezza e apatia della donna rendono lo stesso commissario di umore cupo, frenando lo slancio e la passione con cui di solito svolge il suo lavoro e agitando i suoi sonni con incubi inquietanti. Ma una nuova indagine necessita le sue attenzioni. Il cadavere di un uomo, Giugiù Nicotra, mezzo nudo, senza scarpe ma colpito alle spalle da un proiettile, è stato rinvenuto in un cantiere.
Le indagini vanno inizialmente a rilento, a causa di numerosi depistaggi, macchinazioni e false confessioni. Ma il commissario capisce subito di trovarsi di fronte ad un caso più complesso e delicato di quanto appaia, solamente la punta di un iceberg, che lo conduce nel mondo degli appalti pubblici e delle speculazioni edilizie. Gli indizi, messi insieme uno alla volta, conducono Montalbano e i suoi collaboratori a imprenditori collusi, funzionari corrotti e società di comodo. E come sempre fondamentale l’istinto del commissario, che comprende l’indizio lasciatogli dallo stesso uomo assassinato, che si rifugia nella galleria per attirare l’attenzione degli investigatori sul cantiere.
Ancora una volta Camilleri mescola realtà e finzione, traendo spunto da vicende sempre attuali per donarci un nuovo romanzo ricco di colpi di scena e spunti di riflessione.
A colpire in questo libro è il personaggio dello stesso Montalbano. Cupo e stranamente inquieto, privo del solito slancio e della passione che lo caratterizza, tuttavia anche in questo caso il commissario riesce a tenerci incollati alle pagine, apparendoci ancora più vero proprio perché tormentato, come un qualunque altro uomo, dalle proprie vicende personali.
Nonostante questo aspetto gli ingredienti tipici di Andrea Camilleri ci sono tutti. La vicenda è interessante, a maggior ragione per i molteplici seppur velati riferimenti alla realtà odierna. Le indagini si svolgono in maniera logica, permettendo al lettore di seguirne lo sviluppo e di sentirsi parte integrante della vicenda. La lettura è scorrevole .
Come sempre, accanto a Montalbano, gli inseparabili Catarella, Fazio e Augello, ma c’è un altro personaggio su cui s’incentrerà l’attenzione del lettore: è Giugiù Nicotra, l’uomo assassinato, ritrovato dentro una galleria con addosso solo una canottiera e gli slip, senza neppure le scarpe.
Durante le indagini scopriremo che si tratta di un bel ragazzo di trent’anni, ragioniere, sposato con una ragazza tedesca, alto, con i capelli neri e una cicatrice a forma di mezzaluna sotto l’occhio sinistro. La sua morte aprirà le porte sul mondo della corruzione, degli appalti truccati, delle collusioni mafiose. E sarà proprio la sua scelta di andare a morire all’interno del cantiere a dare una significativa svolta alle indagini, grazie all’intuizione del commissario che comprenderà il messaggio insito in questa sua scelta.
Il romanzo è ambientato a Vigata, l’immaginaria cittadina siciliana di cui Camilleri si serve per narrare le vicende di Montalbano e numerose altre sue storie, questa volta però le descrizioni dei paesaggi non si concentrano sul mare e la spiaggia antistante la casa del commissario, bensì sulle nuvole fitte, sul contrasto tra luci e ombre e sul fango: mancano i colori nelle descrizioni dell’ambiente circostante e tutto assume un tono grigiastro. Il fango diventa parte integrante del paesaggio, non solamente quello dovuto alle piogge ma il fango della corruzione, delle mazzette, dei fondi neri, dei paradisi fiscali. Un colore che ben rispecchia l’umore del commissario, ma anche la situazione in cui versa il nostro paese: la piramide di fango è infatti metafora di ciò che la società diventa quando le coscienze tacciono.
Numerosi e scottanti sono i temi affrontati da Andrea Camilleri in questo romanzo. Traendo spunto dalla realtà, lo scrittore crea un’opera di fantasia in cui si può facilmente riconoscere uno spaccato della società in cui viviamo. Mentre le indagini procedono ci troviamo a leggere di temi come l’uso di materiale scadente nella costruzione degli edifici, di appalti truccati, di società di comodo, di complicità politiche. E ancora ci troviamo di fronte a numerose macchinazioni, false testimonianze e sotterfugi, per far passare un delitto di mafia per una questione d’onore. Lo scrittore punta l’attenzione su un’Italia alla deriva, dove il malcostume impera e le famiglie mafiose continuano a godere di un potere immenso.
Per fortuna, a ridarci speranza, ancora una volta il nostro commissario e i suoi fidati collaboratori, espressione di una fetta di Italia che ancora crede nella giustizia e non ha nessuna intenzione di tacere e di farsi sovrastare dalla piramide di fango.
Martina Brusini
 
 

Artelibro - Festival del libro e della storia dell'arte, 15.8.2014
Camilleri a prima vista
a cura di Stefano Salis
17 SETTEMBRE – 19 OTTOBRE 2014
inaugurazione giovedì 17 settembre, ore 18.00
Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna
Strada Maggiore 34

Artelibro 2014 vuole onorare Andrea Camilleri, uno degli scrittori più amati dal pubblico italiano e autore della fortunata serie poliziesca del commissario Montalbano, prendendo spunto da un aspetto forse meno indagato ma non meno sorprendente della sua produzione letteraria: l’immagine e la grafica delle copertine dei suoi libri.
Dal 17 settembre al 19 ottobre il Museo della Musica di Bologna ospiterà una mostra curata da Stefano Salis, con i contributi critici di Salvatore Silvano Nigro (autore di tutti i risvolti di copertina dei libri di Camilleri editi da Sellerio) e di Antonio Sellerio (erede e continuatore della casa editrice fondata dai suoi genitori Elvira ed Enzo Sellerio) dedicata a oltre cento copertine dei libri che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.
Verranno esposte oltre 40 copertine pubblicate dall’editore Sellerio, suo primo e storico editore, a partire da La strage dimenticata del 1984, dove ad ogni cover è associata graficamente l’immagine di un’opera d’arte – felice esempio di come l’editoria può elevare un’immagine d’arte a espressione simbolica di un contenuto letterario – più una buona selezione di quelle estere, provenienti dall’archivio della casa editrice palermitana.
Andrea Camilleri non ha bisogno di presentazioni. Di gran lunga l’autore italiano dal più vasto e popolare successo, costituisce una di quelle rare occasioni in cui la critica va d’accordo con il giudizio dei lettori. Le avventure del commissario Montalbano, le molte rappresentazioni della Storia (quella con la maiuscola), spesso vista dal punto di osservazione di chi è protagonista di storie (con la minuscola) e le indagini sullo spirito della sicilianità sono state le principali direttive lungo le quali si è mossa la fertile e inconfondibile scrittura del maestro di Porto Empedocle.
In un colpo d’occhio prolungato il visitatore potrà guardare all’intera produzione di Camilleri per Sellerio e avrà l’occasione di verificare come le immagini selezionate per le copertine – vero biglietto da visita per autore ed editore nel complesso terreno dello scaffale del libraio – siano talora coerenti con il contenuto del libro, talora semplicemente evocative, o, come capita in alcune traduzioni, piuttosto stereotipe. Si tratta di una galleria personale di dipinti e immagini che sono funzionali a disegnare un ritratto mosaico dello scrittore siciliano e della forza comunicativa dei suoi libri.
L’evento sarà accompagnato da un incontro intitolato Una nuova arte del risvolto, in programma per sabato 20 settembre alle 19.00 presso la Sala di Re Enzo del Palazzo Re Enzo e del Podestà a cui parteciperanno Salvatore Nigro, Stefano Salis e l’editore Vincenzo Campo, per parlare del recentissimo libro di Nigro: La Sirena e il suoi libri. Ritratto di Elvira Sellerio pubblicato dalle Edizioni Henry Beyle.
Scheda tecnica
Mostra promossa da:
Artelibro Festival del Libro e della Storia dell’Arte
durata: 17 settembre-19 ottobre 2014
inaugurazione: 17 settembre, ore 18.00
orari:
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato, domenica e festivi ore 10.00-18.30
lunedì chiuso
L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo:
intero: € 5.00, ridotto: € 3.00
info su: www.museibologna.it/musica
Ufficio stampa:
Irene Guzman: irene.guzman@artelibro.it – +39 349 1250956
Sara Zolla: sara.zolla@artelibro.it – + 39 346 8457982
sito internet: www.artelibro.it
 
 

Corriere della Sera, 15.8.2014
Il libro
Da Vittorini a Camilleri
La «Scicli felice» di Montalbano

È una città barocca a lungo ignorata dai viaggiatori che puntavano a Sud Est della Sicilia. Altre erano le mete: Siracusa, Noto, Modica, Ragusa Ibla. Adagiata in una conca tra le rocce forate da grotte, Scicli invece stava fuori dai circuiti nazionali e internazionali. Eppure i suoi palazzi, le sue chiese e perfino l'atmosfera retrò di cittadina appena sfiorata dal turismo erano un vanto. Elio Vittorini l'ha celebrata come «la più bella città del mondo». Culla dei pittori del Gruppo di Scicli (Piero Guccione, il più famoso), per gli amanti dell'arte. Poi, viene il tempo della scoperta. Alcuni pionieri del Nord vi mettono radici acquistando le vecchie case del centro storico. Dimore di vacanza, ma anche occasione di incontri e scambi con la comunità locale. Quando irrompe sulla scena il commissario Montalbano e Scicli diventa uno dei set della fiction di successo ispirata ai romanzi di Camilleri, è il momento della fama. Ora consacrata con il volume del fotografo Armando Rotoletti, siciliano di nascita, che racconta per immagini bellezze e fascino: «Scicli città felice» («Scicli, city of joy», Grafiche Favia). La prefazione è di Luca Zingaretti che narra con parole commoventi come ne fu sedotto. I testi del libro sono curati dai «nuovi sciclitani» e dai residenti. Il 19 agosto (ore 20.30), a Scicli, sul sagrato della Chiesa della Consolazione (nella foto di copertina, in alto), la presentazione del volume. Oltre a Rotoletti e ad altri ospiti, interverrà lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco a moderare il dibattito.
Marisa Fumagalli
 
 

l'Occidentale, 16.8.2014
Agosto italiano
Bianconi: Leggere "La piramide di fango" e battersi per la legalità

Per la vicepresidente dei Senatori di Ncd, Laura Bianconi, una lettura estiva e' senz'altro "La piramide di fango di Andrea Camilleri. Se e' vero che il giallo rappresenta un genere molto vacanziero," ragiona Bianconi, "questo romanzo, tra scandali, appalti e costruttori, mi sembra assai pertinente con i fatti di attualità. Un libro per chi, come Ncd, ha sposato la battaglia per la legalità: si pensi alle ultime norme fortemente volute dal ministro Alfano".
IL LIBRO: La piramide di fango, Sellerio 2014. Dalla quarta di copertina: "La brutalità della natura si vendica della politica dei governi corrotti, che non si curano del rispetto geologico; e assicurano appalti e franchigie alle società di comodo e alle mafie degli speculatori". Protagonista del romanzo, il commissario Salvo Montalbano.
L'AUTORE: Andrea Camilleri (1925) ha esordito nel 1978 con il romanzo Il corso delle cose. Dalla metà degli anni Novanta ha dato vita alla celebre 'serie' del commissario Montalbano, "tanto animato da un sentimento di giustizia sostanziale quanto estraneo a preoccupazioni di carriera e semmai incline a procedure non sempre formalmente ineccepibili" (Treccani.it). La fama dell'autore e del suo personaggio si sono moltiplicate grazie alla fortunata trasposizione televisiva dei romanzi con l'attore Zingaretti. Per Camilleri, maestro insuperato resta Luigi Pirandello.
 
 

TvZap - Kataweb, 16.8.2014
Il commissario Montalbano, la danza del gabbiano: che fine ha fatto Fazio?
In onda lunedì 18 agosto su Rai Uno

Continuano gli appuntamenti con i passati episodi de Il commissario Montalbano ogni lunedì in prima serata su Rai Uno. Il 18 agosto alle 21.10 è tempo de “La danza del gabbiano”, il secondo episodio dell’ottava stagione trasmesso in prima visione del 2011 e che all’epoca “catturò” 9.032.000 spettatori.
[...]
Lara Gusatto
 
 

SiciliaInformazioni, 16.8.2014
Il bacio? Ha sicilianizzato l’Italia
Insieme a Montalbano

Quanto lo Stalliere di Arcore sia riuscito a sicilianizzare la Padania non lo sapremo mai, tanto vale non pensarci più, o rinviare ad altri tempi la risposta. Abbiamo in compenso qualche certezza: la lingua italiana è stata sicilianizzata da Andrea Camilleri, moralmente parlando, più di quanto abbiano fatto i poeti della scuola siciliana nel dodicesimo secolo, che dovettero arrendersi ai maestri toscani – maledetti, hanno sempre una marcia in più – e cioè Petrarca, Boccaccio e Dante Alighieri. Pazienza.
Il commissario Montalbano ci rimborsa qualche amarezza. L’italiano sicilianizzato dello scrittore empedoclino non è, tuttavia, solo una lingua parlata e scritta, ma un modo di fare – gesti, parole, occhiate, scappellate ecc – e un comportamento riconoscibili. E’ diventato segno di identità. Non è cosa di poco conto.
Ma c’è altro di cui i siciliani possono vantarsi, essendo stati precursori: il bacio. Non è che l’abbiano inventato, l’hanno solo usato tenacemente. E’ il bacio amicale, non l’apostrofo fra le parole t’amo. Cinquanta anni fa gli italiani, incontrandosi, non si scambiavano baci, ma si stringevano la mano, manifestavano contentezza con gli occhi e con i gesti.
[...]
 
 

Il Velino, 19.8.2014
Ascolti tv, Montalbano vola sopra i 4,8 mln di telespettatori
Con share del 25.33%

Ancora uno straordinario risultato per la fiction "Il commissario Montalbano" trasmessa su Rai1 ieri, lunedì 18 agosto: l'episodio dal titolo La danza del gabbiano ha stravinto il prime time avendo ottenuto 4 milioni 810 mila spettatori e uno share del 25.33. [...]
 
 

La Repubblica (ed. di Bari), 19.8.2014
Libri

Il testo di Andrea Camilleri "La concessione del telefono" è in scena alle 21 al castello di Mesagne per l'allestimento della compagnia Alibi – Artisti liberi indipendenti.
Ingresso libero. Info 349.459.89.31.
 
 

La Sicilia (Ragusa), 19.8.2014
Agenda
Serata Camilleri

Domani alle 21,30 al Caffè Letterario Brancati di via Penna a Scicli, reading dai romanzi e racconti de "Il Commissario Montalbano". Leggeranno i giornalisti Salvatore Cannata, Elisa Mandarà, Isabella Piparo, Cinzia Vernuccio.
 
 

Libero, 20.8.2014
Successo Made in Italy
Montalbanò
La fiction Rai batte tutti anche in replica
E sbarca in Francia con super ascolti

«È un esperimento riuscito», dice con un pizzico di soddisfazione e orgoglio il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone quando gli chiediamo di spiegare a Libero a che cosa può essere attribuito l’enorme successo de Il Commissario Montalbano.
I NUMERI
La fiction di Raiuno, ispirata agli scritti di Andrea Camilleri, è infatti diventata in questi giorni un cult dell’estate. Dieci puntate, in onda fino all'ultimo lunedì di settembre, che stanno facendo registrare numeri incredibili: il primo episodio che abbiamo visto l’11 agosto ha racimolato, si fa per dire, il 22 per cento di share e poco più di 4 milioni di spettatori; non basta, la seconda puntata, quella trasmessa sul primo canale due giorni fa ha raggiunto il 25.32 per cento di share, ben oltre i 4 milioni di spettatori dell'esordio. Mica bruscolini ci verrebbe da dire, considerando che alcuni sceneggiati non raggiungono cifre simili neanche in «alta stagione».
Eppure Montalbano siede sulla panchina dei palinsesti 2014/2015, non è infatti in programma alcuna nuova puntata né per l'autunno né per la primavera. Luca Zingaretti ci sarà ma non nei panni del commissario più famoso del piccolo schermo. «La scelta non è casuale e neppure voluta nel senso diabolico del termine. È vero che per vedere i nuovi episodi di Montalbano dobbiamo attendere un bel po’ di tempo, ma questo perché la stesura della sceneggiatura e la produzione sono di qualità, curate in dettaglio e quindi i tempi di realizzazione dello sceneggiato risultano più lunghi del solito».
Nessuna cattiva attenzione, pare che l’assenza sia giustificata. Montalbano sarebbe quindi vittima sacrificale del suo stesso successo. I complottisti possono mettersi l’anima in pace, Montalbano si prende un periodo di astinenza dal piccolo schermo, due anni sabbatici.
Certo, questa non è una notizia, il direttore della rete ammiraglia Rai lo aveva infatti annunciato mesi fa su Twitter scrivendo: «Dovremo pazientare due anni per rivedere il commissario Montalbano su Raiuno. Si chiude un ciclo di successo».
È passato un po’ meno tempo per ritrovare l’allegra brigata di Montalbano sul piccolo schermo, ma siamo certi Leone si riferisse a storie inedite. Quelle che stiamo vedendo in questi giorni sono infatti repliche.
Una carta vincente sotto il solleone agostano, una certezza per i patiti di audience e per i fedelissimi del piccolo schermo.
Il Commissario Montalbano è stato uno dei prodotti televisivi più riusciti e quindi più visti della passata stagione televisiva: ascolti record e sfide vinte egregiamente.
Alla luce degli ottimi risultati raggiunti, gli addetti ai lavori hanno ben pensato di riproporre le vicende del burbero commissario che tanto appassionano il grande pubblico. Non solo quello italiano, in generale quello europeo.
OLTRALPE
Il commissario Montalbano infatti è uno degli sceneggiati maggiormente esportati all’estero, fiore all’occhiello di produttori e attori che fieri lo portano nel mondo come una delle bandiere italiane. Lo scorso anno in onda in Gran Bretagna sulla BBC fece record di ascolti, quest’anno sul piccolo schermo francese ha alzato la media di rete di oltre un punto.
Su France 3, Il Giovane Montalbano (interpretato da Michele Riondino) ha fatto registrare quasi l’11per cento di share e 2.120.000 spettatori. Questi i numeri del debutto.
IL RITORNO
A proposito della serie prequel, prodotta da Rai Fiction e Palomar e diretta da Gianluca Tavarelli, il direttore Giancarlo Leone ci rivela che: «Il giovane Montalbano tornerà anche in Italia, a breve inizierà la produzione che vedremo presto, probabilmente il prossimo autunno». In realtà quindi sarà solo uno l'anno sabbatico perché tra dodici mesi circa dovremmo ritrovare Riondino e company.
Lo sceneggiato è diventato un vero e proprio fenomeno culturale.
Infatti, se i libri di Camilleri sono tra i più letti e venduti in Italia, anche la serie a puntate non è da meno. Grazie infatti al prodotto televisivo anche il turismo in Italia, nello specifico in Sicilia ha conosciuto una sorta di incremento.
Il direttore Leone, conclude fiero, come un papà lo è del proprio figlio: «Sempre più spesso mi riferiscono di voli che partono non solo dalle principali città italiane ma anche e soprattutto da quelle europee alla volta della nostra isola per visitare Vigata, al secolo Porto Empedocle, città natale di Camilleri. È curioso e per noi stimolo per proseguire sulla via del successo».
Antonella Luppoli
 
 

Velvet Cinema Italia, 21.8.2014
Il giovane Montalbano 2: le riprese iniziano a fine settembre

Inizieranno tra qualche settimana le riprese della seconda stagione de Il giovane Montalbano: se ne parla davvero da tanto tempo. Già appena finita la messa in onda della prima serie nell’aprile del 2012, poi però il progetto è stato messo da parte: perché? Eppure il successo era stato tanto. Sei episodi che hanno incollato il pubblico alla televisione. Rivedere il celebre Salvo Montalbano agli esordi professionali ha affascinato tutti, ma c’era bisogno di un lavoro certosino, capace di stupire come la prima volta. Così Andrea Camilleri, il padre del commissario di Vigata, ha concluso la scrittura di quattro nuove storie che vedranno la luce non prima del 2015.
 
 

La Sicilia (ed. di Agrigento), 21.8.2014
Eventi. Dal 6 al 12 settembre manifestazione itinerante per ricordare i grandi letterati
Festival della Strada degli scrittori

Si stanno effettuando in questi giorni le riprese di quattro cortometraggi su altrettanti importanti scrittori legati all'Agrigentino, ovvero Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri che saranno presentati nel contesto del «Festival della Strada degli scrittori» che si svolgerà dal 6 al 12 settembre. I cortometraggi, prodotti dalla Film Commission dell'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo, saranno più precisamente proiettati l'11 settembre a Sciacca, nell'ambito dell'evento «Sciacca FilmFest», a Racalmuto il 12 settembre nel corso della serata conclusiva del «Festival della Strada degli Scrittori» e, il prossimo anno, all'Expo di Milano.
I cortometraggi, girati a Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Agrigento e Racalmuto, diventeranno strumento di comunicazione del progetto «La Strada degli Scrittori» nato dall'idea di Felice Cavallaro con l'obiettivo di promuovere i 30 km di strada, che conducono da Racalmuto a Porto Empedocle, che hanno dato i natali ad alcuni dei più importanti letterati del Novecento. Col progetto, in particolare, si punta a radicare nell'opinione pubblica siciliana l'inscindibile rapporto esistente tra gli scrittori e i luoghi dei romanzi, e, nello stesso tempo, di preservare la memoria collettiva attraverso la promozione dei luoghi narrati e dei sentimenti popolari richiamati non solo dai quattro noti scrittori su detti ma anche da altri importanti autori quali Antonio Russello, Rosso di San Secondo, da contemporanei come Simonetta Agnello Hornby e Matteo Collura.
In continuità con questa iniziativa è stato ideato il relativo Festival che consisterà in un villaggio itinerante che ospiterà mostre quale, ad esempio, quella fotografica di Angelo Petrone, che ha scritto un libro proprio sui luoghi degli autori, estemporanea d'arte, produzioni locali, opere di artigiani e artisti, seminari e convegni, presentazione di libri, degustazioni del food&wine a km zero, elaborati di pasticceria ed eventi in genere. Il villaggio avrà, in sostanza, il compito di mettere in evidenza lo straordinario patrimonio presente su un territorio che, oltre ad avere dato i natali ed ospitato i più importanti autori del ‘900, è capace di esprimere eccellenze di ogni genere, dalle produzioni letterarie a quelle dei prodotti della terra, che dovranno fungere da stimolo per i giovani. Il villaggio itinerante partirà giorno 6 settembre dalla casa natale di Pirandello e farà poi tappa a Caltanissetta, Porto Empedocle, Favara, Valle dei Templi, Sciacca e Racalmuto.
Luigi Arcadipane
 
 

Etna in giallo, 22.8.2014
Dibattito con il presidente dell'Unesco Italia, Giovanni Puglisi

Gran finale per la IV edizione di "Etna in giallo" a Nicolosi (il 29 agosto alle ore 20.30 nella piazza centrale), protagonista il presidente dell'Unesco e rettore della Kore di Enna Giovanni Puglisi. Dopo i successi con gli scrittori del genere giallo ed i critici letterari inediti (protagonisti del mondo della cultura, del sociale, dell'arte), la manifestazione organizzata dal comune di Nicolosi, ideata e coordinata dal giornalista Salvo Fallica, si chiude con una novità creata l'anno scorso. Ovvero, la sezione speciale "Un personaggio si racconta...Storie di libri, storie di vita". Quest'anno a raccontarsi attraverso i suoi libri e le sue letture, vi sarà un intellettuale del calibro di Giovanni Puglisi, prestigioso studioso di Letteratura comparata, filologo, raffinato esperto di generi letterari e conoscitore profondo della filosofia e della storia del pensiero. Dunque, non solo giallo. Anche se di giallo ovviamente si parlerà, partendo dal fenomeno letterario e multimediale rappresentato da Andrea Camilleri. A dialogare con Puglisi assieme all'ideatore della manifestazione, Salvo Fallica, vi saranno il presidente e fondatore della Kore di Enna, Cataldo Salerno ed il mecenate-artista Antonio Presti. Sono previsti altri interventi di intellettuali ed esponenti di prestigiose istituzioni culturali. E naturalmente vi saranno gli interventi dal pubblico. Il sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, spiega: "Etna in giallo è divenuto un fenomeno culturale che ha travalicato i confini regionali, siamo stati notati a livello nazionale ed anche all'estero. L'accoppiata fra l'Etna ed il giallo funziona ma ancora di più funziona il modello originale del dibattito, la presenza dei prestigiosi ed illustri protagonisti. La partecipazione ampia delle persone ci riempie di gioia. Un successo in continua crescita fondato sulla qualità culturale". L'assessore alla cultura Stefania Laudani afferma: "Il dibattito con il presidente dell'Unesco Italia e gli altri prestigiosi relatori è un'altro grande evento di Etna in giallo. Le riflessioni sui libri che si estendono all'attualità mostrano la vitalità di una cultura dinamica e vera".
 
 

ContattoNews.it, 23.8.2014
Rai1, Il commissario Montalbano: le anticipazioni del 25 agosto 2014

Nuovo appuntamento per lunedì 25 agosto 2014 alle 21.20 su Rai1 per serial tv “Il commissario Montalbano“, scritto da Andrea Camilleri, queste le anticipazioni della puntata intitolato “Caccia al tesoro“. [...]
 
 

Gazzetta di Mantova, 23.8.2014
Il racconto di Bruni: Montalbano, Scialla e l’amicizia con Virzì
Francesco Bruni e Paolo Virzì erano amici fin da ragazzi a Livorno, come a Padova lo erano stati Carlo Mazzacurati e Roberto Citran. Storie di amicizia, di passioni comuni, di cinema che emergono al festival mantovano.

Francesco Bruni, premiatissimo sceneggiatore di Virzì, Calopresti e altri, oltre che regista di “Scialla”, è un cinquantenne gentile e riservato. Non deve aver certo pensato a un big del cinema chi l’ha incrociato in corso Garibaldi giovedì sera. Eppure, tutti abbiamo ascoltato dialoghi scritti da lui e recitati dalla voce di Zingaretti in Montalbano.
Bruni non somiglia a Virzì e non parla toscano. «Sono nato a Roma, vissuto in Grecia. Mio padre lavorava per una multinazionale. A Livorno, città di mia madre, ho studiato e con Paolo abbiamo messo in piedi piccole cose di teatro. Poi lui è andato a Roma al centro sperimentale di cinematografia e io l’ho seguito». Una scuola straordinaria, c’era anche Camilleri. «Ho avuto come maestro Furio Scarpelli, avete presente Age&Scarpelli?». Sceneggiatori di tutto, da “Totò sceicco” a “La marcia su Roma”, “l’Armata Brancalone”, “C’eravamo tanto amati...”. La carriera di Bruni non è da meno. E’ in arrivo infatti una nuova serie di Montalbano giovane, con Riondino, per la prossima primavera.
Qual è la chiave del successo del commissario di Vigata?
«Camilleri anzitutto, la Sicilia bella che si è deciso di far vedere (e non quella brutta che pur esiste), le immagini e l’attore. Certo, Zingaretti piace molto alle donne. Quando Montalbano andò in onda la prima volta, alla Rai non ci credevano troppo e lo misero su Raidue. E’ stato venduto in tutto il mondo e io posso vivere bene grazie alle repliche».
In cantiere, dunque, ancora Montalbano, una storia americana per Virzì e una commedia per Toni Servillo?
«Sì, ma non anticipiamo troppo».
[...]
(maf)
 
 

ANSA, 26.8.2014
Ritorni e sorprese, da Augias a Camilleri
Autunno big italiani da Carrisi a Veronesi,De Gregori, Vecchioni

Roma - Andrea Camilleri rende omaggio alle 'Donne'(Rizzoli) in un libro veramente speciale, il più atteso di fine estate, con cui anticipa le novità editoriali di un autunno che vede protagonisti molti big italiani. [...]
 
 

Il Velino, 26.8.2014
Ascolti Rai, “Il commissario Montalbano” ancora vincente
"Techetechetè vive la gente" convince 4 milioni 345 mila telespettatori

Ancora uno straordinario risultato per la fiction "Il commissario Montalbano" trasmessa su Rai1 ieri, lunedì 25 agosto, che ha stravinto il prime time avendo ottenuto 4 milioni 646 mila spettatori e uno share del 23.07. Rende noto Viale Mazzini.
[...]
 
 

La Sicilia, 26.8.2014
«Tango a Istanbul», il nuovo giallo della scrittrice turca Esmahan Aykol
La libraia col fiuto di detective torna ad indagare

Torna ad indagare Kati Hirschel, la stambuliota di origine tedesca, creata dalla penna della scrittrice germanico-turca Esmahan Aykol, una delle gialliste più interessanti della narrativa europea contemporanea.
[…]
Dalla città al mare. E' in questo contesto che Aykol ambienta anche il nuovo romanzo (in Italia edito, come i precedenti, da Sellerio) «Tango a Istanbul» (pagine 300, Euro 14,00). Aykol riesce ad inserire all'interno della storia inventata i suoi gusti letterari: dai giallisti nordici (Stieg Larsson, Henning Mankell) a quelli mediterranei. «Provate a leggere Camilleri. Sono sicura che la Sicilia vi piacerebbe, a Palermo splende quasi sempre il sole. In alternativa c'è la Grecia di Markaris», fa dire a Kati Hirschel.
[…]
Salvo Fallica
 
 

La Sicilia (ed. di Ragusa), 27.8.2014
Il ritorno
Riecco Montalbano
Da metà settembre il set del «giovane»

Ragusa, Scicli, il castello di Donnafugata, Ibla e Punta Secca le location dove Tavarelli girerà
Maestranze locali. Saranno in 20 a lavorare fino a dicembre con la Palomar al fianco di Michele Riondino e gli altri. E nel 2015 potrebbero tornare Sironi e Zingaretti per la serie principale

Il commissario Salvo Montalbano, prima nella versione "giovane", impersonata dall'attore pugliese Michele Riondino, e successivamente con la antesignana figura incarnata a partire dal 1999 dall'attore romano Luca Zingaretti, tornerà nel territorio della provincia di Ragusa.
Gli ormai celebri sceneggiati della Palomar, diffusi attraverso i canali di Rai Fiction in tutto il mondo, si arricchiranno di nuovi episodi che verranno girati nelle location iblee a partire dal prossimo mese di settembre.
Si inizierà con il prequel della serie, "Il giovane Montalbano".
Le troupe della Palomar arriveranno nel territorio ibleo intorno a giorno 15, mentre dal primo settembre le maestranze locali inizieranno a predisporre i numerosi set concordati con il regista Gianluca Maria Tavarelli e con il Maestro Luciano Ricceri, lo scenografo che ha curato tutti gli episodi della fiction tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.
In programmazione la realizzazione di sei nuovi episodi che impegneranno nel Ragusano attori e comparse, probabilmente fino alla metà del mese di gennaio.
Tra i luoghi preferiti tornano i siti ormai storici nelle immagini televisive, principalmente Ragusa e Scicli.
Previste riprese anche all'interno del Castello di Donnafugata, probabilmente intorno al mese di dicembre, e a Ragusa Ibla all'interno dell'antico ospedale che ha ospitato l'Opera Pia.
Non mancherà, ovviamente, la celebre casa sulla spiaggia di Punta Secca, meta da anni di cineturisti provenienti da tutto il mondo. C'è una curiosità in merito: nel corso dei sopralluoghi che hanno preceduto la programmazione dei nuovi lavori, la casa di produzione sembra che abbia storto il naso per la collocazione di alcune fioriere inamovibili che stonerebbero con l'immagine originaria del luogo reso celebre dal film per la televisione.
Saranno circa 20 i tecnici e le maestranze locali, tra i quali runner, autisti e collaboratori di scena, che saranno impegnati nelle riprese sotto la direzione del location manager Pasquale Spadola che, dal primo ciak in terra iblea, ha affiancato la Palomar di Carlo Degli Esposti in questa straordinaria avventura cinematografica.
Numerose anche le comparse impiegate, come le figurazioni speciali che hanno preso parte nel prodotto televisivo confezionato dalla Rai.
Dopo il successo dell'interpretazione negli episodi andati in onda nel 2012, per esempio, tornerà a vestire i panni di Carmine Fazio l'attore modicano Andrea Tidona.
Al termine delle riprese a cura di Tavarelli, e quindi nella primavera del prossimo anno, potrebbe tornare a Ragusa Alberto Sironi.
Il regista delle nove stagioni de "Il commissario Montalbano", ospite ad inizio del mese di agosto della quarta edizione del Camarina Film Festival, ha rivelato che sarebbero in via di definizione altri episodi aventi per protagonista Luca Zingaretti, tratti dagli ultimi volumi, editi da Sellerio, della famosa saga del commissario siciliano nato vent'anni fa dalla penna di Andrea Camilleri.
Laura Curella

I numeri
Un successo dalla Sicilia al resto del mondo
Sono attualmente nove le stagioni, dal 1999 fino al 2013, per il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri ed interpretato da Luca Zingaretti, sodalizio che continua a macinare record di ascolti televisivi. Una figura internazionale, quella del commissario siciliano, che la casa di produzione di Carlo Degli Esposti ha esportato in più di 60 paesi nel mondo tra cui Gran Bretagna, Australia, Spagna e Stati Uniti. Successo che in Viale Mazzini si è tentato di replicare, con ottimi risultati, anche con "Il giovane Montalbano", il prequel con Michele Riondino andato in onda tra febbraio e marzo di due anni fa e che ha fatto registrare un ascolto di quasi otto milioni di telespettatori per la puntata di esordio su Rai1.
Gli ultimi episodi con Zingaretti, invece, hanno sfondato il muro dei 10 milioni di telespettatori. Un audience che è andato via via crescendo. Le quattro serate dell'annata 2013 hanno fatto registrato 9,6 milioni per la prima puntata, 9,9 per la seconda, 10,2 per la terza e infine 10,7 per la quarta e ultima (pari a ben il 38,1% degli spettatori). Un patrimonio di spettatori per la Rai da non disperdere ma anzi da curare in maniera particolare. Anche perché, in attesa della messa in cantiere della decima stagione, le avventure del commissario siciliano conquistano un folto pubblico anche in replica. L'episodio "Caccia al tesoro", trasmesso su Rai1 lo scorso lunedì, il 25 agosto, ha stravinto il prime time realizzando 4 milioni 646 mila telespettatori e uno share del 23,07 per cento.
Risultato che conferma l'eccellente riscontro che gli episodi storici della serie diretta da Alberto Sironi raccolgono nel periodo estivo, solitamente meno fortunato per gli ascolti tv. Parlando di repliche, nella storia della fiction Palomar ha suscitato particolare curiosità il fatto che l'episodio "La gita a Tindari" della terza stagione abbia ottenuto addirittura più pubblico in replica che nella prima visione: 8,2 milioni nella riproposizione del 2013, contro i 7 milioni della prima tv del 2001.
L. C.
 
 

Il Centro, 27.8.2014
Tratta di minorenni in carcere un’albanese

Pescara. E' arrivata all'epilogo, dopo dodici anni, con due condanne definitive, la vicenda che nel 2002 fece scalpore in tutta Italia, e non solo, su una tratta di bambini messa su tra l'Albania e l'Italia, scoperta dalla squadra mobile del capoluogo adriatico.
[…]
La storia è finita anche in un libro di Andrea Camilleri, “Il giro di boa”.
Flavia Buccilli
 
 

La Repubblica, 28.8.2014
L’amore furioso di Camilleri per Angelica e il suo doppio
La passione nacque guardando le splendide illustrazioni di Gustavo Doré
Il libro. “Donne” di Andrea Camilleri (Rizzoli,pagg. 210 euro 17,50)
Il racconto che qui pubblichiamo è “Angelica”

Due sono le Angeliche delle quali sono stato innamorato. Quella creata dalla poesia di messer Ludovico Ariosto mi iniziò ad un sentimento d'amore, esaltante e struggente. Imparai a leggere correntemente che avevo sei anni. E da allora non smisi più. La mia prima lettura era stata un romanzo di Conrad, La follia di Almayer, dopo aver chiesto e ottenuto da mio padre il permesso di mettere mano tra i libri della sua biblioteca. Mio padre non era un intellettuale, però aveva un particolare gusto per le buone letture. Divorai alla rinfusa Conrad, Melville, Simenon, Chesterton, Maupassant e, tra gli italiani, Alfredo Panzini, Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli...
I nonni materni abitavano nell'appartamento accanto al nostro, ma la biblioteca di nonno Vincenzo non m'interessava, era piena di manuali Hoepli sulle coltivazioni dei cereali e sull'allevamento del bestiame, c'era qualche libro educativo per l'infanzia, mancavano del tutto i romanzi. Nonno aveva anche raccolto i fascicoli di una pubblicazione storico-geografico- economica che riguardava le regioni italiane. Molti li aveva fatti rilegare, ma una trentina, sfusi, giacevano nel ripiano più basso dello scaffale. Un giorno, del tutto casualmente, m'accorsi che essi coprivano, nascondendolo, un grosso volume. Lo tirai fuori. Era di mole considerevole, due volte più alto e largo di un libro normale, sulla pesante rilegatura rosso-bruna c'era scritto a caratteri dorati: Ludovico Ariosto, Orlando furioso. I fogli, lucidi, erano molto spessi. Mi colpirono, a prima vista, le meravigliose illustrazioni di Gustavo Doré.
Mi impadronii del libro, tanto nessuno si sarebbe accorto della sua sparizione, e me lo portai nella mia stanza. Da quel momento, e per qualche anno, convissi con Angelica della quale m'innamorai perdutamente per le fattezze che le aveva dato Doré. I cui disegni mi avevano già provocato l'emozione indescrivibile di vedere per la prima volta com'era fatto il corpo nudo di una donna. Era forse per questi disegni che il libro era stato seminascosto?
Doré non aveva mai disegnato Angelica senza veli, ma io le prestai il corpo di una fanciulla ignuda, i polsi legati alti a un ramo, che illustrava non ricordo più quale altro episodio. Percorrevo delicatamente con l'indice i contorni di quel corpo, li carezzavo ad occhi socchiusi, il cuore impazzito, ripetendo dentro di me come una litania il nome d'Angelica.
Ricordo anche che dentro il mio cervello di decenne, educato da quattro anni di ottime letture tutt'altro che infantili, due precisi episodi del poema mi si stamparono in maniera indelebile. Uno era la storia di Fiammetta che riesce a tradire i suoi due amanti pur giacendo nel letto in mezzo a loro. L'altro era il fatto che Angelica, pur essendo corteggiata da eroici guerrieri e da ricchi nobili, s'innamora di un povero pastore, Medoro, e se ne va a vivere con lui.
Capivo come Orlando, alla notizia, fosse andato fuori di testa, ma ancor di più, istintivamente, comprendevo la scelta di Angelica e mi schieravo dalla sua parte. Al primo ginnasio mi misero in una classe mista. Tutti i miei compagni s'innamorarono subito di Liliana. Io no, era bella, innegabilmente, ma troppo dissimile da Angelica. Prima di entrare in classe, lasciavamo i cappotti negli appendiabiti disposti lungo il corridoio. Alla fine delle lezioni, i miei compagni si precipitavano a prendere il cappotto di Liliana e a tenerglielo aperto mentre lei l'indossava. Era una gara che non escludeva spintoni, cazzotti e insulti.
Quasi sempre vincevano i due più robusti, Giogio e Cecè, figli di ricchi commercianti. [...]. Ma un giorno Liliana guardò Cecè che le teneva il cappotto pronto per essere indossato e gli disse, gelida: «Rimettilo a posto». Cecè, allibito, ubbidì. Allora Liliana, inaspettatamente, mi chiamò. Io, che dopo avere assistito a quella scena mi stavo avviando all'uscita, mi voltai, sorpreso. Di rado mi aveva rivolto la parola. «Andrea, me lo tieni il cappotto per favore?» [...] E così scoprii che in ogni donna alberga, più o meno segretamente, un poco d'Angelica.
L'altra Angelica l'incontrai a Roma negli ultimi mesi del 1949 o nei primissimi del 1950, non ricordo bene. Ero allievo-regista all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. [...] Un giorno notai, al tavolo accanto al mio, una vecchietta minuta, vestita con proprietà, che aveva anche lei ordinato un cappuccino e una brioche. Per un attimo, sollevò il viso e mi guardò. Ebbi un tuffo al cuore.
I suoi occhi, grandi e vivissimi, erano identici a quelli di mia nonna Elvira. Io nonna l'adoravo, avevo più nostalgia della nonna che dei miei genitori. Forse tenni troppo a lungo lo sguardo fisso su di lei perché la vecchia signora tornò a guardarmi, stavolta sorridendomi. Quel sorriso e quello sguardo avevano un fascino indicibile, le annullavano in un attimo gli anni che le pesavano sulle spalle, la facevano tornare ragazza. Non riuscii a controllarmi. Le mie gambe si mossero senza che io gliel'avessi ordinato. Presi la tazza e la brioche, mi alzai, mi avvicinai al suo tavolo.
«Mi permette?» Mi fece cenno d'accomodarmi. Poi mi domandò, un po' sorpresa: «Mi ha riconosciuta?».
Perché avrei dovuto riconoscerla?
«No, ma lei, mi perdoni, mi ricorda cosi tanto mia nonna che...» Sorrise. Ah, quel sorriso!
«Come si chiama sua nonna?» «Elvira.» «Io mi chiamo Angelica. Angelica Balabanoff. » Sobbalzai, per poco non caddi dalla sedia. Sapevo chi era Angelica Balabanoff, la grande rivoluzionaria russa, l'amica di Lenin, colei che aveva "creato" Mussolini...
La domanda mi scappò dalle labbra prima che potessi trattenerla.
«Com'era Lenin?» Dovevano averle rivolto quella domanda migliaia di volte. Rispose subito e sbrigativamente: «Un uomo di un'onestà ferrea. Un angelo feroce». Ma non aveva intenzione di parlare di politica con me perché cambiò subito discorso domandandomi cosa facessi. Appena seppe che mi occupavo di teatro, i suoi occhi s'illuminarono. Mi parlò dandomi del tu.
«Che conosci di Cechov?» «Credo tutto.» «Da giovane» sospirò «sarei stata una perfetta Nina nel Gabbiano.» E cominciò a parlarmi di Cechov con un fervore e una competenza che mi stupirono. Me ne parlava però non per insegnarmi qualcosa, ma da pari a pari, quasi fosse una mia compagna d'Accademia. Ogni tanto, senza rendersene conto, mi carezzava il dorso della mano.
E così scoprii che la seconda passione della Balabanoff, dopo la politica, era il teatro. Quando venne l'ora d'andarmene e la salutai, lei mi disse: «A domani. E non dirmi signora, chiamami Angelica».
Non so perché, mi recai il giorno dopo all'appuntamento con il batticuore, come per un incontro amoroso. Non avevo raccontato a nessuno d'averla conosciuta, del resto i miei compagni non avrebbero nemmeno capito di chi stavo parlando.
Non mi disse mai dove abitava, come trascorreva i suoi giorni. Il mese terminò, ci eravamo visti cinque volte, il giorno appresso avrei riscosso la borsa di studio. La parentesi dei cappuccini si era, al momento, chiusa.
«Angelica, posso invitarla a pranzo domani?» Mi guardò sorpresa. Poi consentì.
«Va bene.» Si fece dare l'indirizzo del ristorante, mi disse che sarebbe venuta all'una, aggiunse che aveva un appuntamento e che non poteva trattenersi ancora con me. Mi porse la mano. Io mi chinai e gliela sfiorai con le labbra. Allora lei mi abbracciò e mi baciò sulle guance alzandosi in punta di piedi.
Non solo non si presentò al ristorante, ma non venne più nemmeno al caffè. Sparì dalla mia vita. Ne soffrii a lungo.
Andrea Camilleri
 
 

Topolino - Il blog della redazione, 28.8.2014
Topalbano – Il ritorno

Ve lo ricordate? È apparso su Topolino #2994, nella storia La promessa del gatto (Artibani – Cavazzano): è la versione Disney del mitico Commissario Montalbano, il poliziotto siciliano eroe dei romanzi di Andrea Camilleri!
In questa nuova avventura, Salvo Topalbano sarà costretto a lasciare Vigatta e volare oltreoceano per risolvere un doppio mistero, insieme al suo fidato amico e “collega” Topolino.
Per ora non possiamo svelarvi altro, le indagin… ops, la trama è ancora top secret, ma vi diamo appuntamento su Topolino 3067 in edicola dal 3 settembre per una storia davvero speciale, scritta da Francesco Artibani e disegnata da Giampaolo Soldati: è il nostro “regalo” ad Andrea Camilleri per il suo 89° compleanno!
 
 

Corriere della Sera TV, 28.8.2014
Topolino omaggia Camilleri: ritorna il commissario Topalbano
Una nuova apparizione del commissario ispirato al personaggio della celebre saga

Da mercoledì 3 settembre Topolino sarà in edicola con la storia «Topolino e lo zio d’America», un nuovo omaggio Disney allo scrittore Andrea Camilleri, alla vigilia del suo 89mo compleanno. Protagonisti della storia saranno Topolino e il Commissario Salvo Topalbano, personaggio già comparso l’anno scorso.
 
 

Newsletter Sellerio Editore, 28.8.2014
Le indagini di Montalbano

Continuano le pubblicazioni nella collana «Le indagini di Montalbano» con la quale la casa editrice celebra i vent’anni del commissario più famoso d’Italia nato dalla penna di Andrea Camilleri. Con La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994, il personaggio che avrebbe reso il siciliano un parlato familiare oltre i confini delle Alpi, per la prima volta sbuffava: «Montalbano sono!».
Dopo La forma dell’acqua, Il cane di terracotta, Il ladro di merendine, La voce del violino, sono disponibili da oggi nella nuova veste grafica e ad un prezzo molto speciale L’odore della notte, La gita a Tindari, Il giro di boa e La pazienza del ragno con note di Petros Markaris, Melania G. Mazzucco, Enrico Deaglio, Paolo Giordano.
 
 

Corriere della Sera, 28.8.2014
Immagini. Un volume fotografico di Giuseppe Leone con testi di Andrea Camilleri sull’isola e i suoi protagonisti
L’incanto della Sicilia dagli ulivi secolari a Montalbano

Quando un fotografo sente la necessità di rendere visibile, attraverso le sue immagini, il territorio di un romanzo in cui la descrizione è lasciata volutamente all’immaginazione del lettore, viene fuori un senso di appartenenza, quasi a voler rendere giustizia a tutti i costi al «suo» paesaggio.
È quello che fa Giuseppe Leone, fotografo ragusano che più di tutti è riuscito a descrivere il paesaggio della sua Sicilia in un bianco e nero evocativo.
Il suo nuovo lavoro, L’Isola immaginaria, Andrea Camilleri e la Sicilia (Kalos editore, pp. 180, e 30) è un volume fotografico in cui le immagini sono accompagnate da brani tratti dai romanzi dello scrittore siciliano, curato da Salvatore Ferlita.
Leone e Camilleri, come due amici, si sono dati appuntamento nella loro isola e insieme hanno visitato i luoghi immaginari di quella Sicilia letteraria dove hanno preso vita le storie e i personaggi narrati nella serie del Commissario Montalbano.
Vigata vive nelle fotografie di Leone nella reale Porto Empedocle con le spiagge mozzafiato dell’Agrigentino, i paesaggi rurali senza tempo, il secolare ulivo saraceno con lo sfondo degli antichi templi. E poi Scicli, Ragusa Ibla, belle e incantate come un antico presepe inanimato. I casali e le case nobiliari con i loro ingressi e atri importanti. E poi il mare di Punta Secca dove si trova la casa del Commissario.
Una visione intima, quella di Leone, ma nello stesso tempo arcaica e metafisica, quasi priva della presenza umana. Immagini senza colore ma che hanno un’anima profonda come profonde sono le radici dell’autore che non è nuovo a esperienze di questo tipo. Leone, infatti, da oltre cinquant’anni racconta la Sicilia a cui ha dedicato volumi fotografici con altri grandi scrittori italiani di fama internazionale come Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Salvatore Nigro e Gesualdo Bufalino. Che descriveva così il lavoro del fotografo ragusano: «Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano».
Fabrizio Villa
 
 

Oubliette Magazine, 29.8.2014
Montalbano: alcune considerazioni sul successo del personaggio di Andrea Camilleri
Vi avverto, questo articolo è di parte, scritto da una fan accanita del commissario siciliano più famoso d’Italia.

Perché ci piace tanto Montalbano? Cosa ci cattura e ci tiene incollati ai libri del suo papà letterario, Andrea Camilleri e allo schermo con il bravissimo Luca Zingaretti?
Proviamo a stilare una serie di motivazioni e spero che nei commenti aggiungerete le vostre, arricchendo questo articolo da bravi “montalbanofili” d.o.c..
Montalbano è la Sicilia. Si identifica completamente con essa; entrambi hanno un “carattere” se così posso definirlo, ribelle, quasi selvaggio, ma estremamente coerente. Un paradosso? Forse solo apparente. È da questo meraviglioso caos che nasce, infatti, l’ordine, il rigore e la bellezza del personaggio e dell’isola. C’è un filo logico che guida Salvo nelle sue indagini in cui l’istinto e la ragione si confondono, allo stesso modo in cui nella superba Sicilia convivono l’anima irriducibile e quella che si è lasciata plasmare dall’uomo.
Parlando della Sicilia non si può non menzionarne, oltre alla già citata bellezza dei paesaggi, il mistero che da sempre l’avvolge e che ancora oggi alimenta scrittori e artisti di tutto il mondo. Mistero di cui si continua a scrivere e a parlare (a tal proposito vi consiglio i libri del giornalista siciliano Matteo Collura, con il suo stile fluido e la capacità di raccontare la sua isola in maniera travolgente). Un piccolo mondo enigmatico a cui si aggiungono casi altrettanto oscuri su cui il nostro commissario indaga, dipanando trame fitte e orientandosi tra pesanti silenzi intervallati da bugie o mezze verità.
Già, i casi che sembrano irrisolvibili, ma hanno tutti una matrice comune: l’umanità. Uomini e donne che amano, sbagliano, tradiscono, uccidono, diventano folli o forse lo sono sempre stati, nascondendosi dietro una sottile patina di umanità destinata a sgretolarsi molto presto. Varia umanità in cui si mescolano gelosie e vendette, si covano rancori e desideri di rivalsa. Ogni storia contiene in sé un microcosmo, ogni personaggio è già un mondo a sé. Chi sono i vincitori e i vinti, gli assassini e le vittime se non un ritratto molto realistico di tutti noi?
Montalbano è uno di quegli uomini che, al giorno d’oggi, stanno diventando sempre più rari: coerente con se stesso, serio (non serioso), con tanti difetti ma chi non ne ha? Salvo ha il senso della realtà e non disdegna l’allegria, anzi, adora i piccoli piaceri della vita (come il cibo). Vive libero (attenzione, non mi riferisco alla storica fidanzata Livia e al rapporto che ha con lei, ma alla libertà di pensiero), immerso nei suoi ideali ma presente a se stesso e al mondo in ogni situazione. Il passato rimane chiuso nel suo cuore, solo a tratti diventa ricordo vivido. Il futuro è ancora da scrivere, dunque conta solo il presente. Montalbano è davvero un uomo all’antico, come lo ha definito anche Zingaretti in alcune interviste; è vero che i vincoli e la carriera non gli interessano se, per esempio, un avanzamento di grado vuol dire la fine della sua libertà d’azione, anche di sbagliare (nel trovare la strada per risolvere i casi e, per estensione, anche nei confronti di Livia).
Infine a chi non piacerebbe vivere in quella bella villettina affacciata sul mare, affondare i piedi nella sabbia cristallina e farsi ogni giorno una bella nuotata in quel mare color di lapislazzuli e acquamarina?
E a voi perché piace tanto Montalbano?
Francesca Rossi
 
 

Il Fatto Quotidiano, 30.8.2014
Rai Uno
Camilleri, 89 anni e una vita da raccontare

Pochi autori possono dire “Madame Bovary c’est moi” e “Montalbano non sono io”. Una sigaretta dietro l’altra, tra ricordi e citazioni, Andrea Camilleri si racconta nel primo docufilm sulla sua vita Il Maestro Senza Regole, in prima serata su Rai1 sabato 6 settembre, giorno dell’89esimo compleanno dello scrittore, poeta, sceneggiatore, regista siciliano, padre di penna del commissario di Vigata appunto, fenomeno letterario e televisivo in Italia e all’estero che sbanca ascolti pure in replica: lui ne spegne 20 di candeline e ancora oggi “è una delle cose positive per cui in questo momento l’Italia è conosciuta nel mondo” dice l’ospite immancabile Luca-Salvo Zingaretti.
Prodotto da Anele e Sellerio Editore e diretto da Claudio Canepari e Paolo Santolini, Il Maestro Senza Regole è la sintesi di un viaggio lungo due mesi compiuto la scorsa primavera tra Roma, dove Camilleri vive, e la Sicilia, in cerca di aneddoti, personaggi e luoghi che hanno segnato la vita dello scrittore, a cominciare dalle origini, l’agrigentina Porto Empedocle dov’è nato. A condurlo e narrarlo è Teresa Mannino, siciliana pure lei: “Di lui mi ha colpito la perfetta fusione di ragione e sentimento – dice – è un uomo totalmente libero che non giudica mai” e poi “questo percorso mi ha cambiata, mi viene voglia di leggere e studiare”. Durante il viaggio incontriamo amici, collaboratori ed ex allievi di Camilleri dell’Accademia d’arte drammatica di Roma, da Luigi Lo Cascio a Fabrizio Gifuni, “le lezioni continuavano anche dopo l’Accademia a casa sua” ricordano, e poi Emma Dante, Pif e la nipote Alessandra Mortelliti per uno sguardo più privato e familiare sull’uomo, padre, marito. E la racconta lui stesso la sua vita, con la sua voce roca e come se fosse la sceneggiatura di un film, anche quello strano incontro di tanti anni fa: “Interno giorno – comincia – tre del pomeriggio, bussano alla porta e mi trovo davanti un ammiraglio in grande uniforme che mi fa: cu sì tu? C’è tua nonna Carolina? Dicci una cosa, che c'è Luigino Pirandello che la vuole salutare”. E poi quell’assecondare con dolore e con amore il padre malato che guardandolo vede se stesso, tenente della Brigata Sassari negli anni della grande guerra, e nel suo delirio diventa il comandante che allora lo cacciò salvandogli la vita: “Signorsì, dissi in una farsa tragica –ricorda Camilleri –e lui mi gridava ‘si defili, le ho detto, o vuole insegnarci il coraggio, coglione di un siciliano?’”.
Patrizia Simonetti
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 30.8.2014
La partecipazione dell'ergastolano al premio Sciascia
Delitto e romanzo se l’editore non chiede la fedina penale
Arte e criminali, lo strano connubio che vanta firme di prestigio
Senza certe pubblicazioni a quattro mani poco sapremmo del boss Santapaola e dell'universo mafioso
In "Morte di un inquisitore" lo scrittore di Racalmuto esalta il gesto omicida del protagonista eretico

Se San Paolo, tornando a Siracusa, intendesse partecipare con le sue Lettere al Racalmare sarebbe respinto perché responsabile di aver massacrato schiere di cristiani? Parrebbe di sì, a stare al codice Agnello (il giurato del premio di Grotte che si è dimesso essendosi accorto della presenza in gara di un autore all'ergastolo): codice da estendere per coerenza a tutti gli artisti maledetti.
[...]
D'accordo: nessuno di questi libri ha partecipato a un premio letterario. Ma ciò non è dipeso da un divieto che figurasse in uno statuto quanto dagli editori che non li hanno candidati. Mondadori, che per averlo pubblicato ha creduto in Malerba, lo ha invece proposto al Racalmare sottoponendolo così a un giudizio di valore letterario e ritenendo legittimamente insignificanti i documenti personali dell'autore.
Che infatti non hanno alcun rilievo nemmeno nel caso non di un autore ma di un personaggio. Ne dà prova lo stesso ispiratore e cointestatario del premio, Leonardo Sciascia, che non si pone alcuna remora di tipo etico quando nel libro da lui preferito, Morte dell'inquisitore, esalta sin dal titolo il gesto omicida del suo protagonista eretico. Lo avesse fatto, non avremmo avuto il saggio. Anche Camilleri non ha di queste riserve e in La presa di Macallè lascia che sia un bambino di dieci anni a diventare assassino.
[...]
Gianni Bonina
 
 

ANSA, 31.8.2014
Anche Camilleri ha il 'suo' mitomane
Dialoga da fb come fosse lo scrittore, che invece non è nel web

Trieste - Andrea Camilleri ha reso noto di aver presentato una denuncia alla Polizia Postale nei confronti del mitomane che, spacciandosi per lui, gestisce il profilo Andrea Camilleri di Facebook. "Non ho un profilo, non ho un sito e non sono in internet - dice lo scrittore - Qualcuno ha un profilo a mio nome e si spaccia per me, da almeno otto mesi". E perché la denuncia faccia il suo corso "bisogna ottenere la liberatoria dagli Stati Uniti. Intanto, continuano ad arrivarmi segnalazioni".
 
 

La Repubblica, 31.8.2014
Social network, anche Camilleri contro i falsi account: "Ora li denuncio"
Dopo i casi Serra, Magris e Fazio, un altro personaggio famoso si ribella contro chi si spaccia per lui su Twitter e Facebook. Ma forse il fenomeno più preoccupante è quello che sfrutta il nome di Papa Francesco

Anche Andrea Camilleri ha detto basta. Il padre del Commissario Montalbano ha fatto sapere di aver presentato una denuncia alla Polizia Postale nei confronti della persona che si spaccia per lui e gestisce uno degli account "Andrea Camilleri" di Facebook. "Non ho un profilo, non ho un sito e non sono in internet - ha detto lo scrittore all'Ansa - Qualcuno, non so chi, ha un profilo a mio nome da almeno otto mesi". Del resto, l'unico sito legato a Camilleri e da lui in parte autorizzato è "Vigata.org": "Esiste da anni, è organizzato da terze persone, so chi sono e si tratta di persone serie". Diverso il caso delle varie pagine "Andrea Camilleri. Autore" di Facebook che in totale hanno già decine di migliaia "mi piace". "E' un fenomeno curioso, singolare - ha commentato l'autore - non sai come difenderti, poi capita di dire alle persone che quel profilo non è il mio ma non ti credono". E la denuncia? "Dicono che bisogna ottenere la liberatoria dagli Stati Uniti per agire". Per capire il disagio dello scrittore, basta leggere questo recente post di un ignoto che si spaccia per lui. Frasi che il vero Camilleri non ha mai pronunciato.



I precedenti. Ovviamente, quello di Camilleri non è l'unico caso di persone famose che si lamentano di essere rappresentate online da ignoti, come hanno già fatto due intellettuali come Michele Serra e Claudio Magris, ma anche presentatori come Fabio Fazio. Il più delle volte, si tratta di fan dei personaggi famosi che aprono pagine o account a loro nome e senza autorizzazione. Altre, di veri e propri impostori. Il problema più grave è che un gran numero di persone e utenti, ignari della non autenticità dei profili su Twitter e Facebook che stanno consultando, credono di avere un contatto diretto con i loro idoli, cantanti o scrittori preferiti. E il risultato oscilla in un limbo tra comico e soprattutto tragico.
Il caso Papa Francesco. Ci sono infatti episodi molto tristi, per certi versi cinici. Un esempio sono i falsi account Facebook di Papa Francesco, personaggio amatissimo in tutto il mondo. Bergoglio ha un seguitissimo canale Twitter ufficiale, e in più lingue, ma non uno Facebook. E sul social network di Zuckerberg si scatenano più che mai profili non ufficiali, che si spacciano per lui e illudono migliaia di persone che pensano di interloquire direttamente con il Pontefice. Questi, attraverso i commenti, raccontano le loro storie e invocano l'aiuto del falso Papa per i loro problemi personali, anche drammatici, talvolta lasciando il loro numero di cellulare preda di chiunque. Tutto questo sperando che Bergoglio telefoni anche a loro. Ma ignorano che dietro quel "Papa Francesco" c'è solo un impostore. Esemplare uno dei tanti post del Bergoglio fasullo, in cui si rivolge ai disabili: tra i commenti in basso, c'è chi racconta la sua storia e quella dei familiari, chi chiede al Papa di pregare per loro, chi lo ringrazia "per le sue parole", chi gli dice: "Ti voglio parlare, ciao". Senza sapere che, dietro il "fake", c'è qualcuno che magari sghinazza (o specula) sulle loro sventure.
Ma basta un semplice messaggio di "Buona domenica" del finto Papa per scatenare una valanga di commenti di suoi seguaci, che purtroppo credono di parlare con il vero Pontefice: "E' una gioia ricevere e ricambiare i suoi messaggi quotidiani", è uno dei tanti.
Le falle nei social. Ma, più in generale, i falsi account Twitter e Facebook dei personaggi famosi possono essere usati per qualsiasi scopo. Di recente, si è scoperto che la Cina ha aperto canali fasulli sui social network, sfruttando anche volti famosi, per dimostrare come i tibetani, da sempre in lotta contro Pechino, fossero invece "felicissimi" della presenza cinese. Twitter e Facebook hanno provato a correre ai ripari negli anni aggiungendo un "tick", una sorta di spuntone blu accanto al nome del profilo che dimostra l'autenticità dell'account, provata ufficialmente dai team dei social network. Ma questi sistemi possono avere delle falle: ne sa qualcosa il celebre cantante anglo-irlandese Morrissey, ex leader degli Smiths, cui era stato "verificato" come genuino il profilo creato da un impostore. E poi moltissimi utenti, soprattutto su Facebook, non sanno che se manca quel "tick" c'è il rischio di consultare un profilo falso. E così prendono per buona qualsiasi esternazione scritta a nome di Camilleri o altri. Che può mettere a repentaglio la reputazione dei personaggi pubblici.
I costi dei "fake". Secondo le ultime stime, generalmente, un account Twitter su dieci è falso o fantasma, media che aumenta vertiginosamente nel caso dei personaggi famosi. Più o meno lo stesso accade su Facebook, dove una persona non può, per regolamento, aprire più di un profilo. Per capire l'entità del problema, secondo il New York Times, il solo business dei falsi account su Twitter si aggira intorno ai 300 milioni di euro. E questo spaventa soprattutto gli inserzionisti, che si ritrovano un bacino di utenza molto più ristretto di quanto immaginato. In genere, si può chiedere direttamente al social network di rimuovere il profilo "impostore". Ma in caso di ipotesi di reato più grave, come la diffamazione, ci si può rivolgere alla polizia postale. Come ha fatto Camilleri.
Antonello Guerrera
 
 

GQ, 8.2014
‘A pranzo con…’
ANTONIO SELLERIO l’erede blu giallo e rosso dell’ultima impresa di Sicilia

Il blu Sellerio è “il colore dei libri” mi dice. Ma è giallo, gli dico.”Il giallo vende, il giallo piace” . Nel paese dove le sentenze non sono mai definitive tutti scrivono gialli infallibili. “Forse per reazione: l’ atto mancato diventa letteratura”. Camilleri è l’ atto mancato dell’Italia? “Capita ai grandi scrittori” conclude con impeto da editore mentre, un metro e 92, si allontana nella notte di Roma lungo il corso Vittorio. Grazie al suo curioso passo elastico di danzatore di samba, fermo e rigido il busto, solo ora Antonio Sellerio somiglia alla mamma, che aveva appunto il passo della casa editrice più svelta ed elegante d’Italia, l’energia avvolgente che, parafrasando Sciascia, vive e fa vivere la verità: “Non sono neppure sfiorato dall’idea di misurarmi con mia madre. Ho, semmai, la speranza di fare le cose che avrebbe fatto lei”.
E cammina dentro Roma con lo sguardo amoroso che Savinio aveva per Milano, respira l’odore della città. Sciascia preferiva Milano.”Ho studiato alla Bocconi”. Dove stava a Milano? “In via Solferino. I miei comprarono lì una casa con il consiglio di Caterina e Vincenzo Consolo”. Il milanese Oliviero Toscani dice, per paradosso, che bisognerebbe far scegliere i condannati: o la prigione o la Bocconi. “Perché?”. Sostiene, penso, che è la scuola dei padroni italiani e dunque dell’illegalità.” C’è del vero, ma non tutti i bocconiani sono uguali”. Si iscrisse alla Bocconi per scappare? “No. Di sicuro cercavo un futuro fuori dai libri. Ma non per fuggire. E infatti mi sono laureato con una tesi sulla Sellerio”. Vale a dire su sua madre. “ La casa editrice era in crisi. Mia madre, anche per liberarsi, aveva accettato di presiedere la Rai. Fu una sfida”. Perché si è disamorato di Milano? “E’ una città dove molti hanno denaro, ma nessuno fa più impresa. Anche nella finanza, ci sono solo filiali internazionali. Direi che l’ultimo è stato Berlusconi con Mediaset”. Grettezza? “Non mi va di pontificare”.
Lei non somiglia fisicamente né a sua madre né a suo padre. “Somiglio a mia nonna, che era russa”. Ha però conservato, insieme al passo di sua madre, il mutismo di suo padre: “brevi frasi piene e rare” e poi il Silenzio. “Anche Sciascia appariva così”.
Nella collana il Divano, che è parola araba, diwain, il luogo della seduzione eloquiale, Sellerio pubblica gli aforismi sul parlare del Tommaseo che cercava l’incrocio della concisione con la precisione. A volte Antonio risponde con benevoli suoni gutturali, monosillabi di circostanza: “Dire niente in maniera incomprensibile è un esercizio diffuso. Capisco che riesca difficile accettare l’ antidoto del dire niente per essere compresi”. Enzo Sellerio, che era nodoso e solitario, agli amici mandava cartoline con brevissime frasi, alla Karl Kraus: “aveva l’occhio del grande fotografo amato dai giornali stranieri, ed era sempre attento all’arretratezza e alla tenerezza del mondo antico”. Antonio insomma ha trascorso la giovinezza “in un mondo che amava così tanto la parola da considerarla uno spreco”. Elvira Sellerio invece amava la conversazione che cominciava con ‘Amico mio …’ , come racconta appunto un amico speciale della casa editrice, il grande italianista Silvano Nigro in ‘La sirena e i suoi libri,(’Edizioni Henry Beyle), una miniatura amorosa della Signora che aveva ‘la voce calda, un fruscio di foglie mosse dal vento’. “Con la morte di mia madre gli amici sono diventati ancora più amici” dice Antonio. E forse anche i figli sono diventati più figli e, come il Pasolini della ‘Ballata delle madri’, ora la sentono come la migliore delle proprie qualità: ‘Mi domando che madri avete avuto … ‘. Tuttavia anche la Signora, ricorda Antonio, “diceva che un editore deve essere silenzioso e discreto”. Nel catalogo Sellerio c’è ‘L’arte di tacere’ dell’ Abate Dinouart, ma forse ci vorrebbe un libro sul silenzio nell’Italia delle chiacchiere (Sciascia, Bufalino e i Sellerio; il sardo Berlinguer e il bresciano Martinazzoli; Alessandro Manzoni , Luigi Einaudi, Enrico Cuccia, ma anche Totò, Battisti, Mina e poi ‘taci il nemico ti ascolta’, l’omertà, l’incomunicabilità … ).
Ascolto dunque il silenzio di Antonio al ristorante San Lorenzo mentre mangia pesce bollito, maionese e patate lesse: “So che è banale, ma mi piace rifugiarmi a New York. E la mia città resta Palermo. Credo che una gran parte di Palermo voglia bene alla casa editrice”. Il marchio Sellerio è l’ultima piccola grande bandiera dell’impresa in Sicilia. “Persino Averna ha venduto l’azienda” . Rimangono Sellerio e … “e l’Etna”.
Quanti libri pubblica ogni anno? “70”. Li racconta uno per uno. E’ forse il solo catalogo italiano che non fa concessioni a cantanti, cuochi, attori comici, domatori di pulci … E’ per questo, e non per nostalgia, che Antonio non ha cambiato nulla in via Siracusa, “è vero, ci sono ancora il divano di Sciascia , la stanza di mia madre: abbiamo spazio, lo spazio-tempo della fisica”. Ha vissuto con suo padre o con sua madre? “Con entrambi, anche se di più con mia madre. Erano separati, ma i loro appartamenti erano vicini, e la casa editrice ci riuniva”. Doveva essere uno strano menage nell’Italia familista. Sua madre aveva sempre la sigaretta tra le mani e Sciascia pure. Lei fuma? “Mai fumato”. Quando si rivolgeva a Sciascia come lo chiamava? “Era molto affettuoso, ma ero un bambino di 11 anni quando è morto. Mia sorella, che è più grande, aveva un rapporto più intenso”. Sua sorella si occupa della Sellerio? “Condividiamo tutto”. E’ cresciuto nelle scuole private? “No. Solo alle elementari, dalle suore, al Gravina. Il liceo classico al Garibaldi”. Infanzia cattolica? “Non ho fatto neppure la prima comunione”. E’ credente? “No”. Sua madre lo era? “A suo modo”.
Gli avevo detto che non sarebbe stata la solita intervista sugli editori indipendenti e su Amazon, ma non riesco a sfuggire ad un accenno alle grandi catene “che non mi discriminano, anche se è inquietante pensare che affidiamo alla concorrenza la distribuzione e la vendita dei nostri libri”. Perché aprono ristoranti? “ Non c’è ragione di credere che fra 5 anni gli italiani leggeranno di più”. Aprirà il caffè Sellerio? “Non ci penso nemmeno”.
Si può dire che Camilleri ha salvato la casa editrice? “Si può dire”. C’è stato un momento in cui gli editori concorrenti vi rubavano gli autori. “Le banche non facevano più crediti. Ci davano per spacciati.”. I peggiori? “Quelli che ora mi dicono: sua madre voleva a tutti i costi che scrivessi questo libro, glielo affido. I ricordi mi aiutano a riconoscere anche le millanterie, le intimità inventate”. Li smaschera? “ Preferisco agire appartato, qualcuno dice nascosto”.
Ma come può nascondersi a Palermo un uomo alto 1,92 con i capelli rossi? “Mi si vede”. La sua impassibilità, il suo distacco sono dunque nascondigli, antidoti ai capelli rossi? “Il mio problema coi capelli è che me ne restano pochi e li ho pure persi presto. Mio padre mi prendeva in giro: ‘hai meno capelli di me’”. Ma certo Sciascia aveva intorno il piccolo Antonio quando nel 1979 riempì 4 pagine sui rossi: Giovanni Verga, “che scrisse Malpelo ed era rosso di capelli”; Jules Renard, “che scrisse Pel di Carota ed era rosso”; Gesù Cristo “che nella tradizione popolare tirava al rosso”, come del resto il suo traditore “rosso, faccia di Giuda”. E’ stato maltrattato? “ Mai. Anzi.”
Dunque è protetto da tre colori, il ‘blu Sellerio’, il ‘giallo Camilleri’, il rosso dei capelli: troverà un altro Sciascia o un altro Camilleri? “ Mi arrivano tremila ‘manoscritti’ l’anno”. Li legge tutti? “Molti.”. Di chi si fida? “ Di un vecchio e di una ragazza: il dottor Aiello, che ha 90 anni, e Delia Poerio”. Ci sono più talenti o più bidoni? “Mi creda, i bidoni non esistono”.
Francesco Merlo
 
 

 


 
Last modified Monday, October, 06, 2014