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RASSEGNA STAMPA

DICEMBRE 2016

 
L'Eco di Bergamo, 1.12.2016
Cinque anni di Kindle in Italia
La ragazza del treno è il best-seller

In occasione del 5° anniversario dal lancio degli eReader Kindle e dell’apertura del Kindle Store su Amazon.it, il portale on line traccia la mappa del consumo di eBook nel Paese.

[...]
Gli autori italiani più amati dai lettori Kindle sono: Andrea Camilleri, l’autore italiano che ha venduto più unità, Elena Ferrante, l’autrice italiana più letta; entrambi scrittori prolifici e di successo, i cui libri, con le loro storie e personaggi (in particolare la serie di Montalbano creata da Camilleri e il ciclo L’Amica geniale di Elena Ferrante) sono stati tra i più venduti in questi cinque anni.
[...]
 
 

Il re di Girgenti, 2.12.2016
ore 21.15 | Teatro Comunale Mario Spina | via Trieste, 7 | Castiglion Fiorentino (AR)


 
 

Travelnostop, 2.12.2016
Ragusa investe su Montalbano con proventi tassa di soggiorno

I 600 mila euro derivanti dalla tassa di soggiorno saranno investiti in parte per finanziare gli episodi della fiction ‘Il Commissario Montalbano’. È quanto ha deciso il Comune di Ragusa che fa il punto sui vari investimenti da attuare con la somma raccolta nel 2016.
“Il Piano di utilizzo dell´imposta di soggiorno approvata in Giunta vagliato dall´Osservatorio Permanente, previsto dall´apposito Regolamento approvato dal Consiglio Comunale, che disciplina l´applicazione dell´imposta di soggiorno sul territorio, prevede la distribuzione di tali risorse destinandole alla promozione turistica”.Ad affermarlo Nella Disca, assessore al turismo di Ragusa.
“Nell´elenco del piano predisposto abbiamo previsto una quota di 100 mila euro da corrispondere alla Casa di produzione cinematografica Palomar per la realizzazione nel territorio comunale della nuova serie degli episodi della fiction televisiva ‘Il Commissario Montalbano’, uno stanziamento di 45 mila euro per il protocollo di intesa con la Diocesi per la fruizione turistica delle Chiese di Ragusa ed Ibla, 30 mila euro per il miglioramento degli sportelli infotourist, 161 mila euro come sostegno economico per manifestazioni culturali a forte valenza turistica, 137 mila euro per contributi alle strutture turistiche, 15 mila euro per forniture di servizi per la promozione della collezione di abiti antichi appartenuti alla famiglia Arezzo di Trifiletti”.
E per il 2017 il Comune prevede un introito di 550 mila euro.
 
 

Il Fatto Quotidiano, 3.12.2016
Orgogliosi di votare NO


 
 

La Sicilia (ed. di Enna), 3.12.2016
Due premi per Modello Pirandello
Gli studenti del Farinato grandi protagonisti al Festival della filosofia

Enna. Gli studenti del liceo scientifico "Farinato"ancora una volta salgono alla ribalta per eventi culturali di rilievo nazionale. Questa volta è accaduto al Festival della filosofia dove hanno partecipato gli allievi del quarto anno mettendo in risalto i liceali Mario Mazza e Gaetano Di Marco nel concorso "Modello Pirandello", bandito dal Kiwanisclub di Agrigento e giunto alla 28^ edizione, con la produzione di un testo narrativo che riprende le tematiche dello scrittore siciliano. Con la novella "Come nuvole" Mazza si è classificato tra i primi sei, mentre Di Marco ha ottenuto un'attestazione di merito con "Conversazioni da salotto".
Entrambi saranno premiati ad Agrigento il prossimo 10 dicembre da una giuria che ha come presidente onorario Andrea Camilleri. [...]
William Savoca
 
 

Teleclub, 4.12.2016
Der junge Montalbano
San Calorio, Polizei-Serie, I 2012
Sendezeit So 04.12.2016 07.15 So 04.12.2016 20.15
Dauer 109 Minuten

Montalbano erhält Verstärkung im Kommissariat. Doch sein Vize-Commissario Augello ist nicht nur sehr selbstbewusst, sondern auch ein Frauenheld. Um ihn zu beschäftigen, überlässt Montalbano ihm einen Einbruch, bei dem lediglich 365 Kronkorken gestohlen wurden. Kein wirklicher Fall, wie es zunächst scheint ... Beim San Calorio-Fest verschwindet eine Dreijährige. Doch kurz darauf taucht das Mädchen wieder unversehrt auf. Also wieder kein richtiger Fall für die Ermittler.
 
 

La Sicilia, 5.12.2016
Psiche & società
Quei modelli di comportamento proposti dagli eroi in televisione

[...]
Un tempo c'era il commissario Maigret in tv. Un uomo sano, onesto, tutto di un pezzo. A seguire l'immarcescibile ispettore Derrick e il tenente Colombo, naif ma incorruttibile. Dai quei tempi e si sono consacrati nella realtà diversi eroi tra gli uomini di legge, pronti a sacrificare la propria vita per lo Stato. Poi, più di recente, sempre in tv, è stata la volta del commissario Montalbano, persona perbene, col vezzo delle belle donne, disposto a concedersi qualche piacere al limite dell'interesse privato durante le sue inchieste. Oggi abbiamo assistito a un'altra serie televisiva, quella del commissario Rocco Schiavone che la legge non la applica, la interpreta. Fuma ogni mattina una "canna" in questura e si rimpinza di nicotina tutto il giorno. Un prodotto romanesco, con l'alibi del trauma della tragica morte della moglie, ma con amicizie di gioventù che con la legge hanno poco a che vedere.
Personaggi inventati da autori quali Simenon, Camilleri e Manzini. Scrittori che, a voler scandagliare nella loro vita privata, ci mostrerebbero aspetti analoghi a quelli dei protagonisti dei loro romanzi. Questi autori non hanno solo la responsabilità di scrivere un buon libro, ma anche quella di fornire un modello di vita. Molti di loro non immaginano minimamente l'importanza della loro immagine su fette di popolazione indecisa, condizionabile. Anche questa forse è libertà. Libertà di propagare virus poi da curare, ma non sempre curabili una volta contratti.
Roberto Cafiso
 
 

6.12.2016
Il Pinocchio (mal)visto dal Gatto e la Volpe
In onda su Rai 5 il 24 dicembre

La registrazione della "prima" dell'Opera multimediale scritta da Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti, tenutasi al Teatro Massimo di Palermo il 2-5 aprile 2016, verrà trasmessa su Rai 5 sabato 24 dicembre alle 21:00, preceduta da un video di presentazione di Camilleri e Gregoretti.
 
 

Hoefer racconta Camilleri, 6.12.2016
Presentazione Hoefer racconta Camilleri - 17 dicembre

Il 17 dicembre alle ore 17:30 abbiamo il piacere di invitarvi alla presentazione del libro Hoefer racconta Camilleri - Gli anni a Porto Empedocle di Andrea Cassisi e Lorena Scimè presso Il Foyer "Teatro Re Grillo", Corso Vittorio Emanuele, 53 -Licata (AG).
Il poeta Federico Hoefer, il miglior amico di Andrea Camilleri, ha affidato ai due autori i ricordi degli anni giovanili trascorsi a Porto Empedocle, le passioni e le esperienze vissute insieme al creatore del commissario Montalbano. Un racconto tenero, affascinante e magico.
I due intellettuali non si incontrano più da cinquant’anni, ma ogni settimana, puntualmente, si tengono in contatto con una telefonata. Camilleri ha definito questo libro “il più bel regalo ricevuto nella mia vita”.
Saluti del Sindaco di Licata Angelo Cambiano e del Vice Sindaco Daniele Vecchio.
Interverranno insieme agli autori il poeta Federico Hoefer, il giornalista Angelo Augusto e l'interprete e compositrice di musica popolare siciliana Piera Lo Leggio.
Ad accompagnare Lorena Scimé in alcune letture ci sarà la pianista Simona Autolitano.
Scheda libro:
http://www.darioflaccovio.it/libri-di-narrativa/1155-hoefer-racconta-camilleri.html
Ingresso gratuito
 
 

RTVS, 6.12.2016
Komisár Montalbano: Podla hmatu
Štvrtok 8.12.2016
Kriminálny seriál.

Na prvý pohlad náhodná smrt slepca privedie Montalbana na malý ostrov na pobreží Sicílie, kde ho prekvapí dalšia "náhodná" smrt miestneho rybára. Zistí, že obaja muži mali na kontách úctyhodné sumy penazí. Po dalšej záhadnej smrti iného slepca sa vyšetrovanie upriami na charitatívnu spolocnost, ktorá pomáha slepcom a Montalbano zistuje, že ich cinnost nie je až taká nevinná, akoby sa na prvý pohlad zdalo...
 
 

Yvii24, 7.12.2016
Catania, il 16 dicembre la quinta edizione del Premio letterario “Luigi Pirandello”
Tre premi da 1.500, 100 e 500 Euro ai primi tre elaborati su frasi di Camilleri e Salazar

Si terrà venerdì 16 dicembre, alle ore 17 presso la Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania, la cerimonia di premiazione del Premio letterario “Luigi Pirandello”, giunto alla quinta edizione, indetto dall’Ersu (Enti Regionali per il Diritto allo Studio Universitario) etnea. Il termine per l’invio degli elaborati è stato prorogato alle ore 12 di martedì prossimo 13 Dicembre. Prevista l’assegnazione di tre premi (1.500 Euro l primo classificato, 1.000 al secondo, 500 al terzo) a favore di studenti iscritti nell’anno accademico 2016-2017 all’Università di Catania e alle Istituzioni per l’Alta Formazione di competenza dell’Ersu.
Chi volesse partecipare al concorso letterario dovrà presentare un elaborato sul tema:
“Abbiamo messo una distanza tra noi e l’altra gente che non esisteva, il nostro Mediterraneo è una vasca da bagno e siamo seduti sul bordo: da una parte noi, dall’altra gli africani” (Andrea Camilleri). Ma per non rimanere prigionieri del Mediterraneo, senza retorica, senza ipocrisie e perbenismi consolatori, non dobbiamo tralasciare o sottovalutare la lettura della feroce oratoria dell’Isis non dimenticando che “le armi amano le parole. Trasformano le parole in armi nuove” (Philippe-Joseph Salazar)”.
Il bando del premio e la domanda di partecipazione sul sito dell’Eersu.
 
 

O2 TV, 8.12.2016
Komisár Montalbano: Podla hmatu
1: Dnes 1:45—3:30
Kriminálny seriál. Taliansko (2003).
 
 

Agora Magazine, 8.12.2016
A tavola con Andrea Camilleri

Se fossi al mare a crogiolarmi, a prendere il sole sulla sdraio, con una spremuta di frutta ghiacciata accanto, sotto un bell’ombrellone piantato nella sabbia bianca fine, di sicuro sullo scranno accanto poggerebbe qualche libro di Camilleri, il mio preferito.
La lettura che Camilleri propone ha sempre avuto, su di me, un fascino particolare, veloce, diretto, senza essere pretenziosa, un linguaggio schivo, privo di qualsiasi metafora interpretativa di chissà quali argomentazioni, a volte molto elegante, senza creare imbarazzi post questo o post quello, linguaggio schietto, ironico e gentile anche nella sua, necessaria, rudezza. Soprattutto con il personaggio che più di tutti identifica Salvo Montalbano.
Sarà perché ha caricato il personaggio di una forte identità territoriale, sarà perchè’ non è il classico commissario con la pipa e con il panciotto, sarà per il disordine mentale che lo accompagna, ma devo dire con tutta onestà che il commissario Montalbano mi sta’ proprio simpatico. Ad onor del vero, per essere ancora più onesto con me stesso e con voi, sicuramente influisce su di me il grande rapporto che il commissario ha con il cibo, quasi religioso, direi.
Il cibo che tratta è quello normale, ricco e forte di tradizioni, come ogni gourmet, senza champagne o pasticci vari. Cibo sano, pulito, giusto come direbbe l’amico Petrini.E’ sempre piacevole inoltrarsi nei meandri della mente umana, quella spicciola, normale attraverso il “sempre affamato” commissario Montalbano, sempre alla ricerca di assassini, ladri, nuovi schiavisti, ma anche di pesce, di verdure, di pietanze “territoriali”.
Cosi ogni libro diventa un viaggio nell’universo gastronomico siciliano, di Camilleri, attraverso il suo personaggio goloso e continuamente affetto da un "pititto" smisurato e “lupigno”. La cosa che affascina del commissario Montalbano è il rapporto di dipendenza al cibo. Ma di una dipendenza che non chiude il mondo con l’esterno ma che lo apre, lo porta a volare in alto, come se lo stimolasse nel ragionamento, nelle decisioni, come se firmasse, attraverso la tavola del gusto, una liberatoria alla sua mente, alla sua visione del mondo, instaurando un rapporto quasi orgiastico con il cibo. Per lui, il cibo è l’oggetto del desiderio, arriva prima degli altri piaceri e deve essere conquistato, costi quel che costi, con animo lieto e mente sgombra, come fa quando si siede a gustare i suoi piatti preferiti.
Il suo amore per il cibo prevarica anche la passione amorosa e la cosa più intrigante è che Montalbano non conosce, o fa finta di non conoscerle, le ricette dei suoi piatti preferiti, i segreti delle gustose pietanze sono custoditi da altri, la "cammarera" Adelina, in primis. E per non raccontare le ricette asserisce che “niente chiacchiere, quando si mangia non si parla”, tutta la concentrazione deve essere incentrata sulle pietanze succulente che gli si parano davanti. Così i fortunati commensali di Montalbano vengono avvertiti prima, che qualunque sia l’argomento di discussione verrà trattato solo dopo il caffè, in coincidenza con l’addrumata di una sicaretta. Molti si recano in Sicilia alla ricerca dei luoghi e dei sapori descritti nei romanzi e chiedono di mangiare i piatti di cui è goloso il commissario di Vigata, la caponatina della cammarera Adelina, gli arancini, i purpi alla carrettera e la pasta ‘ncasciata che, dopo aver letto e non capito, finalmente ho scoperto che si tratta di una pasta al forno con dentro melanzane, uova, caciocavallo, pomodoro, carne e altro ancora. Così, quando a fine lettura di uno dei libri con Montalbano si sentirà smorcare un feroce pittito, si potrà provare a cimentarsi con una delle tante ricette.
RICETTE
[...]
 
 

RagusaNews, 9.12.2016
La cucina del Commissario Montalbano in un libro
Racconti di ricette tipiche dei luoghi di Montalbano tramandate dai ricordi della Nonna

 

Scicli - Dalla passione per la fotografia e la buona cucina è nata l'idea di un libro che raccontasse, attraverso le immagini e le ricette della tradizione, i luoghi televisivi del Commissario più noto d'Italia.
Quei luoghi che raccontano la possibilità di una vita diversa, anche solo per il breve tempo di una vacanza.
L'ideatore del libro Nanni Nigito, nato a Scicli, ha coinvolto nel progetto il prof. Toni Iurato, autore dei racconti delle ricette e lo chef del ristorante La Grotta, Angelo Di Tommasi, che ha curato la preparazione dei piatti salati; mentre per i quelli dolci è stato chiamato il pasticcere Basile Davide. Il book editing invece è stato affidato all'architetto Valeria Rita Cassarino.
Un libro con grandi e seducenti immagini dei piatti e dei luoghi set della fiction televisiva “ Il Commissario Montalbano”, realizzate dallo stesso curatore Nanni Nigito e dal fotografo Sergio Bonuomo.
Dalla prefazione si legge: “... che fin dai tempi di Omero i racconti sono contenitori di valori, di potere e ricchezza, quelli odierni anche di prodotti e luoghi: in questo caso Scicli e il suo cibo. Il viaggiatore che vi approda è colpito dalla sua luce, da cui è stato rapito già durante la visione della fiction del famoso Commissario, si inoltra nel dedalo delle viuzze dei quartieri antichi e scopre la coralità dei suoi monumenti, si accorge con stupore di quanto architettura e natura siano in continuità..”
Il libro verrà presentato domenica 18 dicembre alle ore 18.00 presso il Cafè Art Gallery all'interno del Palazzo Favacchio/ Patanè in via Aleardi 14.
 
 

Piu libri più liberi, 11.12.2016
La cappella di famiglia
Ore 19 - Sala Diamante

Presentazione del libro
La cappella di famiglia e altre storia di Vigàta di Andrea Camilleri
Intervengono l’autore e Pietrangelo Buttafuoco
A cura di Sellerio


 
 

Piu libri più liberi, 11.12.2016
Andrea Camilleri torna a Più libri più liberi!

Il luogo è lo stesso, Vigàta. Non c’è lui però: il commissario Montalbano lascia il posto a otto racconti che attraversano un arco temporale che va dal 1862 al 1950, incluso il buio del ventennio fascista.
Questo è il nuovo libro di Andrea Camilleri, La cappella di famiglia, che sarà presentato oggi, domenica 11 alle 19 in Sala Diamante. A dialogare con lo scrittore siciliano, ormai ospite fisso di Più libri più liberi, sarà Pietrangelo Buttafuoco, giornalista di il Fatto Quotidiano e collaboratore di La7.
 
 

Il Giornale, 11.12.2016
I forzati del romanzo. Ecco i segreti degli autori «in serie»
In principio fu Camilleri. Poi De Giovanni, Manzini, Vitali Malvaldi... Una pagina al giorno funziona. E rende molto

Garantito: se ci mettiamo d'impegno produciamo molto più degli americani. E con la scrittura seriale in Italia ci siamo messi d'impegno. Un Connelly, una Cornwell, un Patterson o persino uno Stephen King sfornano un libro all'anno - e ci sembrava tanto, in altri tempi.
Noi arriviamo a due, persino tre, senza contare gli economici, le ristampe, i Mondolibri e le strenne.
Si chiama scrittura seriale. Perché compaiono gli stessi personaggi o gli stessi luoghi per avventure diverse. Oppure perché il ritmo produttivo si avvicina al cottimo. Un anno è breve, ma con i seriali si va a stagioni, come nella moda o nelle serie tv: c'è l'uscita di inverno-primavera e quella estate-autunno. I nomi dei forzati delle scadenze? Per la narrativa il capostipite è Andrea Camilleri, ma a lui sono seguiti Maurizio De Giovanni, Gianrico Carofiglio, Marco Malvaldi, Andrea Vitali, Antonio Manzini. Ma in fondo anche a Elena Ferrante non manca nulla per essere una scrittrice seriale. Tra saggistica e romanzo si cimentano in almeno un libro all'anno giornalisti come Corrado Augias, Aldo Cazzullo e Federico Rampini.
I numeri? Per Camilleri siamo al di là da ogni primato: aveva settant'anni quando ha cominciato a pubblicare con il commissario. Ora ne ha 91 e ha raggiunto, proprio la scorsa primavera, quota 100: L'altro capo del filo, protagonista Montalbano, è il centesimo titolo in poco più di vent'anni. Il che significa almeno cinque libri all'anno, se vogliamo stare in una media. E significa anche, sempre con media approssimativa, che, soltanto per Montalbano, visto che si tratta di oltre ottomila pagine, comprese le storie del commissario da giovane, parliamo di una pagina al giorno circa. Sarebbe quasi umano, se non fosse che i volumi dedicati a Salvo occupano poco meno di un terzo di quanto mandato in libreria dallo scrittore di Porto Empedocle dal 1994 in poi.
La catena di montaggio non si allenta per la seconda generazione. Prendiamo Manzini e Malvaldi, quelli rispettivamente di Rocco Schiavone e dei vecchietti del Bar Lume. Entrambi appartengono a Sellerio e la scuderia di Palermo conta il maggior numero di seriali in Italia, compreso quel Gaetano Savatteri che pare sarà il prossimo a sbocciare nella parte alta della classifica. E per entrambi è vera esplosione narrativa: il vicequestore Schiavone è apparso in cinque romanzi in tre anni, stessi anni in cui Antonio Manzini, Roma, classe 1964, ha sfornato anche una generosa manciata di racconti, un altro paio di titoli e la sceneggiatura di Benvenuti a tavola, perché viene dal mondo del cinema. E anche il pisano Marco Malvaldi, classe 1974, dal 2007 ha prodotto circa duemila pagine tra racconti e romanzi solo di Bar Lume, più altri quattro romanzi senza vecchietti, tra cui un'investigazione all'inglese, un giallo ottocentesco e la biografia romanzata di Pellegrino Artusi. O prendiamo Maurizio De Giovanni, Napoli, classe 1958: la sua fortuna comincia undici anni fa al caffè Gambrinus. Lì partecipa a un concorso letterario e scopre la sua vena d'oro per le storie con il racconto I vivi e i morti, protagonista Ricciardi, pubblicato come romanzo da Graus nel 2006 con il titolo Le lacrime del pagliaccio. Da quel momento, il fiume narrativo è sempre in piena: in dieci anni De Giovanni supera quaranta titoli, tra romanzi e racconti. Undici Ricciardi, sei Lojacono o «bastardi di Pizzofalcone», sette titoli per la serie sportiva e il resto sparso in racconti diversi per editori diversissimi. Parliamo di almeno tre titoli all'anno e, visto che le serie escono in contemporanea, di una folla di personaggi da manovrare contemporaneamente: più o meno l'equivalente di un condominio con trenta famiglie. Non a caso De Giovanni è chiamato nell'ambiente letterario «il secondo Simenon italiano» (dopo Camilleri): c'è chi racconta che viva con i suoi personaggi e scriva giorno e notte finché non ha finito, come fosse posseduto, come fosse incontinente. Una vita d'inferno. Ma anche l'invidia di chi fa venti versioni diverse dello stesso passaggio e poi le butta tutte e venti.
Ma naturalmente si tratta di voci. Che vengono dallo stesso ambiente letterario che dice che molti seriali italiani da soli proprio non ce la possono fare o ce la farebbero, ma non a questi ritmi. E che quindi procedono così: hanno l'idea, creano un profilo dei personaggi, strutturano la trama. Insomma, «buttano fuori il grosso». Poi ci si immaginerebbe che questo venga «sgrossato» da una «squadra» di co-scrittori, come negli Stati Uniti, sul modello dei cosiddetti fact-checker usati per i bestseller storici, procedurali o scientifici. Invece no: qui siamo individualisti. Così pare che il meccanismo nostrano sia questo: alcuni si avvalgono di un editor di fiducia cui affidano una bozza-anatroccolo da trasformare nel cigno su cui poi mettono la firma.
Vale la pena stare legati alla sedia? Eccome: per gli editori la continuità di vendite non ha paragoni. Lagioia, Piccolo, Murgia valgono un piede o un baffo di Vitali, De Giovanni, Carofiglio, che per un singolo libro pare prendano dal mezzo milione al milione di euro di anticipi. E se promettono una serie nuova, la cifra si moltiplica anche per sei. Perciò nascono i «tentativi di imitazione»: «Me ne arrivano moltissime», ci racconta l'agente letterario Marco Vigevani. «Ma le riconosci subito: mancano di polpa e di personaggi originali e sono meccaniche: i piedi sulla scrivania, il fumo compulsivo, lo sguardo sulle gambe della poliziotta». E nasce anche qualche «ribelle»: «Non voglio fare dei miei personaggi i vicini di pianerottolo», commenta il noirista Marco Ciriello, in libreria con Assassinio sulla Palmiro Togliatti (Baldini & Calstoldi). «Con gli editori salto da uno all'altro senza obblighi. Anche perché il rifiuto alla serialità li spaventa: è come dire no al posto in banca».
Di fatto, i seriali italiani citati occupano tutto l'anno, tranne le parentesi dei premi letterari, i Saviano e le Marie Kondo, tutti i posti alti disponibili in classifica. Inutile, e anche un po' sciocco, gridare allo scandalo: è chiaro che il modello di scrittura seriale in letteratura non può essere tanto diverso da quello televisivo e che il processo di creazione debba avvalersi di automatismi e tormentoni, per rendere il lavoro più rapido e per permettere al lettore di «riconoscere» quella drammaturgia cui si è affezionato, o in cui si è accomodato, e per ritrovare la quale compra altri volumi dello stesso autore. Nulla di nuovo: Fausto Colombo in La cultura sottile (Bompiani) diceva già negli anni 90 che l'industria culturale è da sempre finalizzata alla serialità, anche se con modalità diverse. Se quindi «serie» non sempre significa bassa qualità, certo significa però impossibilità di far «sedimentare» i contenuti. Perché l'impulso è sempre cercare la «nuova versione» del libro appena chiuso: le duecento pagine appena lette non finiscono mai, sono sempre e solo le «prime» duecento da aggiungere alle duecento del prossimo volume. E allora, meglio addicted o non lettori? Ai contratti milionari l'ardua sentenza.
Stefania Vitulli
 
 

Radio Radicale, 12.12.2016
11 dic 2016
Più libri più liberi 2016 - Presentazione del libro "La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta" di Andrea Camilleri (Sellerio ed.)

In collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma.
Nell'ambito di Più libri più liberi, la Fiera della Piccola e Media Editoria "Sono tutte Storie", in programma dal 7 all'11 dicembre 2016.
Registrazione video del dibattito dal titolo "Più libri più liberi 2016 - Presentazione del libro "La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta" di Andrea Camilleri (Sellerio ed.)", registrato a Roma domenica 11 dicembre 2016 alle 19:04.
Dibattito organizzato da Associazione Italiana Editori.
Sono intervenuti: Pietrangelo Buttafuoco (giornalista e scittore), Andrea Camilleri (scrittore).
Tra gli argomenti discussi: Camilleri, Cultura, Letteratura, Libro, Sicilia, Societa'.
La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 7 minuti.
Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
 
 

Televisionando, 13.12.2016
Il Commissario Montalbano: due nuovi episodi a marzo 2017
Il personaggio interpretato da Luca Zingaretti tornerà presto sui nostri schermi

Il Commissario Montalbano tornerà su Rai 1 a marzo 2017 con due nuovi episodi. Nel 2016 infatti sono stati realizzati due film tv tratti dai romanzi di Andrea Camilleri, intitolati ‘Il covo di vipere‘ e ‘Come voleva la prassi‘. Il commissario interpretato da Luca Zingaretti dunque sarà protagonista di complicate indagini e sarà affiancato da nuovi personaggi. I due episodi inediti sono stati girati interamente in Sicilia (‘Come voleva la prassi’ sarà ambientato nella Valle dei Templi di Agrigento). Vediamo le prime anticipazioni su trama e cast della serie.
Il Commissario Montalbano 11 dovrebbe partire il 13 marzo 2017, come annunciato da Tv Sorrisi e Canzoni. Le due puntate che stanno per arrivare sui nostri schermi vedranno alcuni interpreti d’eccezione affiancare Luca Zingaretti, l’attore che ormai da quasi due decenni veste i panni di Montalbano. Rivedremo infatti la nuova Livia con il volto Sonia Bergamasco; inoltre saranno presenti gli attori Alessandro Haber e Valentina Lodovini. L’attesa dunque è finita: Il Commissario Montalbano tornerà su Rai 1 a primavera.
Mara Guzzon
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 13.12.2016
Tradizionale o creativa tutte le declinazioni di sua maestà l’arancina

Tonde o a forma di cono. Bianche o col sugo. Con la "a" (come vogliono a Palermo) o con la "o" (come a Catania). Parliamo dell'arancina, prelibatezza della rosticceria siciliana che ogni 13 dicembre viene celebrato in tutte le sue varianti in onore di Santa Lucia, protettrice della vista e martire cristiana uccisa a Siracusa nel 304 d.C. durante le persecuzioni di Diocleziano. Una tradizione, quella dell'arancina, riportata da libri di cucina — già l'Artusi sul finire dell'Ottocento parlava di queste "crocchette di riso composte" — e narrata nei romanzi di Andrea Camilleri che col commissario Montalbano ne descrive la prelibatezza e il rito più intimo: quello di farle in casa e riunire la famiglia.
[...]
Gioia Sgarlata
 
 

La Sicilia, 15.12.2016
Michele Riondino e il Vangelo secondo Don Gallo e De André
"Angelicamente anarchici" con musiche dal vivo i scena domani a Caltanissetta e sabato a Enna

[...]
Quando tornerà nei panni di Montalbano da giovane?
«Il mio personaggio si fa attendere almeno tre anni - ride - si sta scrivendo la nuova serie, bisognerà aspettare ancora un po’. Il ruolo è nato dalle conversazioni con Camilleri che ne sottolinea il carattere giovanile e l'agire d'istinto che magari lo portano a sbagliare, ma lo rendono più umano. Piace anche per questo, per essere un antieroe, perché ha dubbi, domande, sfumature».
Ombretta Grasso
 
 

La Sicilia, 16.12.2016
Agrigento si prepara a festeggiare i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, Andrea Camilleri a capo del Comitato e il Miur istituisce un premio teatrale
Il riconoscimento denominato "Uno, Nessuno e Centomila" è stato condotto dal Ministero in collaborazione con il Distretto Turistico "Valle dei Templi", "La Strada degli Scrittori" e la Fondazione Teatro "Luigi Pirandello"

Un premio nazionale promosso dal MIUR per il miglior corto teatrale. E' il primo importante tassello per l'avvio, ad Agrigento, sin da gennaio delle celebrazioni del Centocinquantenario della nascita di Luigi Pirandello.
Se nel mondo per gli appassionati e studiosi del grande drammaturgo agrigentino la ricorrenza cade il 28 giugno, la sua città natale ha ritenuto di rendergli onori per un anno intero: mostre, itinerari esperenziali, visite animate, prime teatrali, tutto parlerà di Pirandello nella sua Girgenti.
Il Comitato delle celebrazioni è ancora top secret, ma già è noto che lo presiederà un altro scrittore, Andrea Camilleri, che non solo con Agrigento ma anche con Pirandello ha un legame fortissimo, perfino di sangue.
Il Ministero dell'Istruzione ha già diffuso il bando, denominato "Uno, nessuno e centomila", nelle scuole secondarie di secondo grado ed ha invitato gli studenti ad elaborare la migliore sceneggiatura di un corto teatrale ispirato da una novella di Pirandello. L'iniziativa è condotta in collaborazione con il Distretto Turistico "Valle dei Templi", "La Strada degli Scrittori" e la Fondazione Teatro "Luigi Pirandello".
Per il Ministero dell'Istruzione l'iniziativa intende proporre agli studenti "spunti di riflessione sul complessivo significato dell'opera dell'autore, anche attraverso il teatro, quale strumento pedagogico in grado di incidere profondamente sulla crescita cognitiva ed emotiva della persona". Le sceneggiature, selezionate da una Commissione appositamente costituita presso il MIUR, saranno rappresentate in occasione delle manifestazioni legate alle celebrazioni dell'anniversario della nascita del drammaturgo premio Nobel per la letteratura, che si svolgeranno nella città natale, Agrigento, e, in coordinamento, in molte università e centri di cultura d'Italia e del mondo.
Gli elaborati dovranno pervenire all'indirizzo concorsopirandello150@stradadegliscrittori.it, entro e non oltre le ore 23,59 del 15 marzo 2017. Il premio consisterà in un'opera realizzata a cura dell'Accademia di Belle Arti "Michelangelo" di Agrigento. La Commissione valuterà gli studenti che avranno affrontato in maniera più originale, creativa e significativa il tema oggetto del bando. Gli studenti vincitori avranno l'opportunità di rappresentare l'opera teatrale ad Agrigento, nel mese di maggio nell'ambito del Festival della Strada degli Scrittori, durante le celebrazioni dell'anniversario della nascita del drammaturgo siciliano, promosse dal Comune di Agrigento. Il bando è scaricabile dal sito web del Distretto Turistico Valle dei Templi al link goo.gl/uU9ZM9 facendo click su "bando" in fondo alla pagina. Agrigento è una delle tappe della Strada degli Scrittori, la ex SS 640, così denominata ora ufficialmente da Anas, che in pochi chilometri tocca le città che hanno ispirato i più grandi autori del Novecento.
Per il sindaco Lillo Firetto è la prima volta che l'intera città, enti, associazioni, musei, fondazioni, partecipano coralmente per celebrare l'illustre agrigentino: "È una iniziativa che mette in luce il forte legame dello scrittore con i luoghi della sua Girgenti. Consente anche alla città di rafforzare il suo orgoglio attraverso valori di identità e di memoria, oltreché di realizzare una grande operazione culturale che le darà una maggiore visibilità a livello nazionale e internazionale".
 
 

Hoefer racconta Camilleri, 17.12.2016
Presentazione Hoefer racconta Camilleri - 17 dicembre


 
 

Rivista Italiana, 21.12.2016
Depardieu e Frassica nel nuovo film tratto dal romanzo di Andrea Camilleri
Il Casellante diventa un film

Gérard Depardieu sarà nel cast del film tratto dal romanzo di Andrea Camilleri ed interpreterà il suo ruolo senza doppiaggio, in un italiano caratterizzato dal suo accento francese. In una intervista esclusiva alla Rivista Italiani il regista Rocco Mortelliti ci ha raccontato il nuovo progetto.



Tratto dal secondo romanzo della trilogia mitologica delle metamorfosi di Camilleri, Il Casellante è ambientato negli ultimi anni del fascismo sulla linea ferroviaria che scorre lungo la costa agrigentina da Porto Empedocle a Castelvetrano. Per le riprese, Rocco Mortelliti ha trovato a Selinunte l’unico casello rimasto ancora intatto accanto alla ferrovia a scartamento ridotto. Ora il casello verrà risistemato per girare il film.
La vicenda è ambientata nel 1942, il periodo della fine del fascismo, che offre il fondale alle disavventure e la storia d’amore del casellante Nino. Il cast non è ancora completo, ma oltre a Gérard Depardieu, Mortelliti ha confermato la partecipazione di Nino Frassica, il celebre attore comico di origine siciliane.
La produzione è la Società per Artisti Film di Pietro Innocenti, Angelo Abbate, Federico Drago, Gianni Leacche insieme con il produttore Mario Cavazzuti. Le riprese de Il Casellante inizieranno a febbraio 2017 e l’uscita nei festival e nelle sale è prevista entro la fine dell’anno.
Massimo Predieri
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 21.12.2016
Il mercato di Ballarò al centro della mostra di Blandi a Palazzo Steri

Il mercato di Ballarò, uno dei più antichi di Palermo, ha ispirato l’ambientazione nella quale Antonello Blandi ha voluto realizzare la sua opera grafica, con una rappresentazione coerente e continuativa dell’immagine colorata e ottimistica della vita che l’autore ha sempre espresso nelle sue opere. Una inconsueta ed originalissima composizione che, osservata attraverso le immagini di un ipotetico caleidoscopio, consente di apprezzare la policroma presenza vivificatrice di molti personaggi, del fantastico e pittoresco mondo colorato dell’artista che, con i suoi sapienti ed inconfondibili accostamenti cromatici, crea un mondo pittoresco e ideale che inneggia alla vita, all’amore, all’ottimismo. Le opere sono esposte a Palazzo Steri dal 19 dicembre. Un accenno discreto alla cultura e alla storia del popolo siciliano si intravede, sullo sfondo luminoso dell’opera, con la rappresentazione della cupola della Chiesa del Carmine che, con le sue maioliche colorate, traccia un sottile legame fra le varie dominazioni e l’anima araba, rimasta impressa nella cultura siciliana, contribuendo a creare un’atmosfera da casba come quella che ancora oggi si respira percorrendo le vie del mercato, dominate dalla maestosa cupola. Il resto è un’esplosione di colori attraverso architetture ondeggianti, folklore, personaggi, l’umanità del popolo palermitano. Ed è proprio l’umanità, fulcro vero della vita, che scaturisce dall’opera quando Antonello Blandi rappresenta nei volti della ‘folla’, volti di persone a lui care, colorandoli di emozioni e sentimenti identificativi del suo reale vissuto. Dalla folla, apparentemente anonima, sembra nascere un’unica anima collettiva, tutta rivolta con lo sguardo all’autore, quasi a volergli confermare, con forza confortante, che loro sono lì e che e ci saranno sempre a ricordargli quel suo vissuto (foto Studio Camera).
 
 

La Sicilia, 21.12.2016
Libri: Stilton, la Schiappa e la fiaba-ricordo di Camilleri
Per bambini e ragazzi tante storie con animali, fiabe e fantasy

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In Topiopì (Mondadori Ragazzi) Andrea Camilleri ci regala un dolce ricordo d'infanzia - che «non è una favola, ma una storia vera...» come dice l’autore del Commissario Montalbano - ambientata in una Sicilia antica e meravigliosa, illustrata da Giulia Orecchia, dove troviamo un ragazzino delle scuole elementari, Nené, e il suo inseparabile amico, il pulcino Piopì.
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Mauretta Capuano
 
 

Telkác.sk, 21.12.2016
Komisár Montalbano
Jednotka | 02:20 - 04:10 štvrtok 5. január
Pôvodný názov: Il commissario Montalbano
Dlžka: 110 minút
Rok: 1999

Vyšetrování krádeže v supermarketu vlastneném mafiánskou rodinou zavede Montalbana až do vyšších pater politiky. Viníka bude potreba lovit jako vzácnou rybu a komisar k tomu použije velmi nekonvencní udicku. Nadrízení se vztekají, média provokují, ale Montalbano nehledí napravo ani nalevo. Hlavní je prece vyrešit prípad, zvlášt když mrtví pribývají.
Komisár Montalbano je typ nekonvencného policajtov, sympatáka. Je odhalený aj jeho súkromný život a prtažlivé prostredia Sicília dodáva deji typickú taliansku "štavu".
 
 

Mangialibri, 23.12.2016
La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta

Quella storia non è cominciata affatto a Vigàta, ma nientemeno che nei pressi della piazza del Pantheon a Roma, in una stanzetta di un albergo ad ore, il 2 marzo del 1912. Proprio lì dentro si era consumato un delitto passionale quando il barone Paternò aveva pugnalato a morte la sua amante; sarebbe potuto essere un succulento ma passeggero fatto di cronaca se non si fosse trattato “nentidimeno” che della bellissima contessa Giulia Trigona di Sant’Elia, sposata e soprattutto prima dama di compagnia di Sua Maestà la Regina Elena. Anche nel circolo di Vigàta se ne discute e don Vincenzo è convinto che se invece che in quell’albergo “fituso” i due amanti si fossero incontrati in un luogo più consono, dove avrebbero protetto meglio la loro privacy per rispetto alla corte reale, non sarebbe successo “tutto il gran burdello che ‘nveci è stato fatto con gran danno del bon nomi della corti riali”. Il suo parere non tarda ad esprimerlo anche il repubblicano don Michele, poco sicuro della virtù delle dame della Regina. Non l’avesse mai sentito il sopraggiunto colonello Anselmo Capatosta, “monarchico fino alla sola delle scarpi”! Una parola tira l’altra e il colonello, ritenendo offese le nobildonne tutte, la Regina e tutto il palazzo reale, chiede soddisfazione; don Michele accetta “e gli ammollò un càvucio nei cabasisi”, a mò di conferma. Ma non finisce qui perché da questo momento a Vigàta comincia a diffondersi una vera e propria “pidemia di duello”… Giacomino Agirò è “un trentino biunnizzo, sdilicato, sicco sicco, completamenti pilato, con le palpebri sempi calate a mezzo da pariri ‘n punto d’addrummiscirisi”, ed è figlio della ottantenne baronessa Caterina Argirò, che lo ha avuto a cinquant’anni, concepito in una notte nella quale la Madonna dei Sette Dolori le aveva confidato che quello era il momento giusto per farlo, e nella quale era morto d’infarto il marito, forse a causa dei “vint’anni e passa di non praticanza”. Senonché il giovanotto è cresciuto attaccato perennemente alle gonne della madre che ancora al mattino si informa se sia “annato di corpo” regolarmente e si fa mostrare la lingua. Quella mattina in chiesa ci vanno ad un orario insolito per loro e madre e figlio sono costretti a sedere in un banco dell’ultima fila. Per non lasciare che sua madre sieda accanto alla gente comune Giacomino finisce accanto ad una giovinetta. Non ci aveva nemmeno fatto caso ma ad un tratto ha cominciato a sentire uno strano calore sulla parte esterna della gamba; quando le scorge il viso resta senza fiato. Il caso (il caso?) vuole che qualche giorno dopo quella ragazza suoni al portone di Palazzo Argirò… Quando “Sò Cillenza” Enrico Falconcini, nato a Pescia, deputato ad Arezzo e poi a Bibbiena, viene nominato prefetto e inviato a Montelusa certamente non immagina a cosa stia andando incontro. Eppure avrebbe dovuto sospettare qualcosa dopo il viaggio per mare (il primo della sua vita) funestato da una tempesta che gli ha fatto vomitare anche l’anima e magari dopo il terremoto che lo accoglie allo sbarco a Vigàta, quando i musicanti invece di attaccare a suonare per dargli il benvenuto, scappano spaventati. Appena arrivato a destinazione, il generale, giunto a salutarlo alla testa di un congruo drappello di soldati, viene richiamato per andare ad inseguire Garibaldi che ha appena passato lo stretto. Non sa, Falconcini, che sta per essere investito da una carambola di eventi che lo travolgeranno con tutto il suo nordico rigore…
Per la quarta volta Andrea Camilleri torna a raccontarci le storie della città di Vigàta, invenzione pura che catalizza la storia, gli aneddoti, lo spirito, se vogliamo anche l’anima della Sicilia secondo lo scrittore empedoclino. Lo ha già fatto con Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta del 2011, La regina di Pomerania e altre storie di Vigàta del 2012 e Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta del 2015, ogni volta, fatte salve le normali disomogeneità delle raccolte, sempre con esiti gradevolissimi assolutamente imperdibili. Gli otto racconti di questo volume abbracciano un ampio arco cronologico che va dal 1862 al 1950, attraverso il Ventennio che, come capita puntualmente con questo scrittore, regala le situazioni più divertenti e surreali. L’umorismo è la chiave di volta che regge ogni storia, sempre in agguato tra le pieghe degli eventi e pronto a colpire il lettore intento con un colpo di coda improvviso, a dissacrare finti altari sui quali si celebrano virtù apparenti, intrighi di amori solitamente clandestini, ma anche storie di avide astuzie o, a seconda dei punti di vista, di acute beffe, talvolta anche criminali, escogitate per una forma di rivalsa nei confronti del destino. Sei di questi racconti sono inediti, due invece sono stati pubblicati nel 2010 dalla rivista Stilos, quello forse più originale dedicato ad un tale che possiede una dote unica equiparabile all’orecchio assoluto, definita “palato assoluto”, e l’altro, esilarante come tutte le volte che i siciliani entrano in contatto con assurdi personaggi arrivati dal nord, che narra invece una storia sostanzialmente vera e che soprattutto riporta anche un aneddoto carinissimo a proposito di Luigi Pirandello e delle sue origini. Questa seconda storia, avverte l’autore, è raccontata anche dallo stesso protagonista Enrico Falconcini nel suo libro Cinque mesi di prefettura in Sicilia (peraltro edito da Sellerio nel 2002). Fatti storicamente veri, spesso soltanto spunti, si mescolano come sempre alla fantasia divertita del vecchio narratore che, almeno in questo tipo di racconti come anche nei romanzi “storici”, ancora non mostra affatto la corda. Il linguaggio – come è noto meravigliosamente artificiale, cosa che per alcuni è motivo di critica aspra quanto francamente incomprensibile – resta l’ingrediente gustoso principale, l’anima di uno stile personalissimo e spassoso. Misteri, leggende, antichi usi, vissuti contadini, folklore, una fede semplice e primordiale, atmosfere surreali e tragicomiche: ci si commuove e si sorride, insomma, come a teatro; d’altra parte Camilleri ha sempre detto di scrivere ispirandosi proprio al teatro, oltre che di aver attinto a letture e memorie di realtà, persone e fatti accaduti in Sicilia, “perché straordinarie sono le persone – anche le più normali – che ho osservato, notato, conosciuto”. In questa forma teatrale, in questo sfondo che pare un palcoscenico è impossibile non riconoscere echi di Pirandello, come ogni volta in questa storie, con uno spazio largo lasciato alla sensualità, meglio alla carnalità, ingrediente essenziale e prepotente ma privo delle sbavature che talvolta si riconoscono con dispiacere in scritti di diverso genere dello stesso Camilleri. È questa dimensione di cantastorie quella che meglio si attaglia al vecchio Maestro, e se l’invito è a non perdervi mai una di queste sue prove, l’augurio è che a lungo ancora possa regalarcene.
Alessandra Farinola
 
 

Rai 5, 24.12.2016
Il Pinocchio (mal)visto dal Gatto e la Volpe
In onda: 21.15 - 22.24
Durata: 69 minuti
 
 

La Repubblica, 27.12.2016
Libri 2016, il trionfo della normalità: nella top ten storie di tutti i giorni
I titoli più venduti nel corso dell'anno spaziano dal thriller al romanzo tenendo sempre un piede nella realtà. Perfino l'ultimo Harry Potter è un signore ordinario, carico di lavoro, marito e padre di tre figli.

C'è voglia di normalità, di storie autentiche. Tra i libri che hanno dominato le top ten non ci sono fughe fantastiche, universi paralleli o incontri con esseri eccezionali, ma vicende comuni, amori e paure normali, poche stravaganze. Abbiamo scelto, selezionando i dati forniti da Eurisko, i primi 25 in classifica, escludendo quelli pubblicati prima del 2016 e selezionando un solo titolo per autore, il più recente. Sul nostro sito la lista e la possibilità di votare i vostri libri preferiti.
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La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta di Andrea Camilleri si muove tra '800 e '900, intrighi d'amore e fatti di sangue.
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Raffaella De Santis
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 27.12.2016
Bagheria festeggia con i vip la rinascita del Museo Guttuso

Nel giorno della sua riapertura, dopo un anno e mezzo di lavori di restauro, Villa Cattolica a Bagheria accoglie i visitatori tirata a lustro. È il giorno del 105° anniversario della nascita di Renato Guttuso e il Museo intestato al pittore riapre testimoniando il profondo legame dell'artista con la sua città natale.
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Presente anche l'attore Francesco Scianna, altro bagherese, che definisce questo un «momento importante per tutto il mondo»; quasi due anni fa si era "immerso" nella pittura di Guttuso, nello spettacolo multimediale "Il quadro nero": un'opera per musica e film di Roberto Andò e Marco Betta su testi di Andrea Camilleri, in scena al Teatro Massimo, in cui si dava vita al celebre dipinto di Renato Guttuso "La Vucciria": «Poter abitare un quadro ti dà l'occasione di cogliere ciò che vuole raccontare, sperimentare le sensazioni che rimanda. Per di più un quadro così importante, che rivela l'enigma di questa terra, il suo nero e il suo sole».
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Sveva Alagna
 
 

La Repubblica, 30.12.2016
Tornano McEwan e Eggers
Così leggeremo nel 2017

Dai romanzi di Arundhati Roy e Zadie Smith a uno Stephen King tutto dedicato ai bambini, le novità in libreria dei prossimi dodici mesi
Con una sorpresa per i fan di Camilleri: il nuovo Montalbano a fine maggio

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Altre segnalazioni da tenere a mente: a fine maggio il nuovo Montalbano di Camilleri, ma sulla trama non trapela niente.
[...]
Raffaella De Santis
 
 

La Repubblica, 31.12.2016
A primavera due nuove avventure per "Il commissario Montalbano" campione di ascolti nel 2016 con 11 milioni di spettatori su Rai1

Roma. Nuovo anno, nuova tv? Meglio dosare l'ottimismo, ma qualcosa di buono, nel 2017 ci sarà.
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FICTION
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A primavera due nuovi casi per Il commissario Montalbano (campione di ascolti nel 2016) con Luca Zingaretti.
[...]
Silvia Fumarola
 
 

 


 
Last modified Monday, January, 02, 2017