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RASSEGNA STAMPA

NOVEMBRE 2017

 
Il Giorno, 1.11.2017
Camilleri: "La vera droga è vivere la mia vita: lasciatemi divertire, io sono così"
Lo scrittore siciliano presenta i suoi ultimi racconti al Teatro Franco Parenti

Milano, 1 novembre 2017 - Andrea Camilleri, a Milano, ricorda: «Mia moglie Rosetta ci venne portata da putta, a 3 mesi. Qui ha studiato fino al primo anno di università. Poi il padre, che era detto banchiere, in realtà bancario, fu trasferito. E lei finì gli studi a Roma. Stava per partire con me, ma si è ammalata. Non ha potuto fare il pellegrinaggio. Ogni volta che veniamo a Milano, torniamo in via Sardegna, dove abitava. Le ho promesso che entro Natale torneremo solo per questo». Rosetta, la giusta impietosa. «Ho fatto - calcola lo scrittore - 120 spettacoli di teatro, di fronte a critici che si chiamavano Silvio D’Amico, Renato Simoni... Il giudizio che temevo era il suo. La prova più terribile, leggerle ad alta voce un racconto: “Mmh”, mugugnava. M’infuriavo. E lei: allora non leggermelo! Coglieva un nervo scoperto, e io riscrivevo tutto daccapo».
Gli ultimi racconti sono riuniti in “Esercizi di memoria” (Rizzoli). Presentati al Teatro Franco Parenti. Assiso su un trono l’autore siciliano, affiancato da tre dei cinque illustratori del volume. Straripante entusiasmo, la platea: «Bella, bella, la sento». Non può vederla, Camilleri. Così come non può, da alcuni anni, scrivere e leggere. Deve dettare, e farsi leggere e rileggere: «Dopo la prima disperazione, vera, mi è venuto in soccorso il teatro. Ho incominciato a costruirmi un palcoscenico. Dove vedere i miei personaggi muoversi. Così da non lasciarmeli sfuggire». Eccoli comparire in scena. Il brigante filosofo, il killer strangolatore, il censurato Eduardo De Filippo. Annunciati dalla conduttrice Lella Costa, interpretati da Manuela Mandracchia, che di Camilleri è stata allieva, e ora sfoglia le pagine della generosissima memoria dell’ultranovantenne: «Ho solo ricordi divertenti», spiega lui. Persino se si tratta di droga: «Mi son fatto una sola canna. Tale il disgusto, che ho fumato subito 3 sigarette. La vita è la mia droga, lasciatemi divertire». Voleva tenerli per sé, i ricordi, poi le ha regalati al pubblico.
Il premio più memorabile? «Conferito dalla giuria riunita su un peschereccio dell’isola di Ouessant, nord della Francia, base per la pesca d’alto mare, fin oltre il circolo polare artico. Un premio letterario destinato a uno scrittore nato in una qualsiasi isola del mondo. Il mio romanzo “Il birraio di Preston” fu dichiarato vincitore con la seguente motivazione: “Bon livre”. Senza scomodarmi, nella lettera con le congratulazioni il sindaco mi pregava di mandargli le coordinate bancarie. Gente concreta da quelle parti, di poche parole». Come l’edicolante napoletano? «Nel ’45, la stazione di Napoli non esisteva più. Durante la sosta del treno con i viaggiatori fin sopra i tetti delle vetture, scesi solo io. A cercare il numero di “Les Nouvelles littéraires” con un articolo di Sartre. Tra cumuli di macerie, su una sedia di paglia, scorsi giornali accatastati. Su un’altra sedia, un grasso edicolante, chiamiamolo così. Senza rispondere alla mia richiesta, mi scagliò contro una pernacchia». E alla fine, resta solo da scoprire chi era il vero commissario Camilleri, ispiratore di Montalbano.
Anna Mangiarotti
 
 

Palermo Jazz Festival, 1.11.2017
Olivia Sellerio canta Montalbano

Per la prima volta a Palermo Olivia Sellerio interpreta le canzoni da lei scritte per il Commissario Montalbano
Mercoledì 1 novembre alle 20,45
Palermo Jazz Festival
Chiesa del Santissimo Salvatore
via Vittorio Emanuele 392
Olivia Sellerio, voce
Giancarlo Bianchetti, chitarre
Lino Costa, chitarre
Paolo Pellegrino, violoncello
Nicola Negrini, contrabbasso
Il concerto è a ingresso libero fino ad esaurimento posti
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 1.11.2017
Jazz

Inizia proprio da Palazzo delle Aquile, simbolo istituzionale della città, il Palermo Jazz Festival che per cinque giorni, da oggi a domenica, invaderà di musica il centro storico proponendo concerti di artisti di assoluto rilievo (tra cui Uri Caine, Danilo Rea, Kurt Rosenwinkel, Roger Treece e Roberto Gatto) e anche un corollario di laboratori, seminari, mostre fotografiche e concerti in strada (programma completo su www.palermojazzfestival.it).
Organizzata dall'associazione Culturæ in collaborazione con vari soggetti istituzionali (Conservatorio Bellini, Orchestra Sinfonica Siciliana, Open Jazz School, Virgin Jazz, Ars Nova, Caleidoscopio Jazz), la rassegna musicale (tutti gli eventi sono gratuiti) è inaugurata dalla Bellini Jazz Orchestra diretta da Giuseppe Urso, ampia formazione (24 elementi tra strumenti e voci) costituita da docenti e allievi del conservatorio (sala delle Lapidi, ore 18,30). Poi ci si sposta nella vicina chiesa del Santissimo Salvatore ove sono ospitati due spettacoli: alle 20,40 con l'ensemble di Olivia Sellerio ed alle 22,15 col trio di Kurt Rosenwinkel (corso Vittorio Emanuele 395). Accompagnata da Giancarlo Bianchetti e Lino Costa, chitarre, Paolo Pellegrino, violoncello, e Nicola Negrini, contrabbasso, la cantante palermitana, già avvezza a gustose ed originali contaminazioni tra jazz e folk siciliano, presenta un recital tratto dalla serie televisiva de "Il commissario Montalbano", soffermandosi in particolare sulle canzoni da lei realizzate per il ciclo "Il giovane Montalbano". Il repertorio viene eseguito per la prima volta a Palermo dopo avere esordito l'anno scorso al festival internazionale "Letterature" di Roma, ove nell'occasione la Sellerio ha condiviso il palco della Basilica di Massenzio con Andrea Camilleri, Renzo Arbore e Lella Costa.
[...]
Gigi Razete
 
 

Repubblica Tv, 2.11.2017
Olivia Sellerio canta Montalbano
La cantante-editrice ha inaugurato il Palermo jazz festival all’Oratorio SS. Salvatore gremito di pubblico


 
 

Mangialibri, 3.11.2017
Esercizi di memoria
Autore: Andrea Camilleri
Genere: Racconti
Editore: Rizzoli 2017

Alla morte di Luigi Pirandello, nel dicembre 1936, i parenti scoprono in un foglio autografo le sue ultime volontà e, superando tante difficoltà, riescono in effetti a farlo cremare, come desiderava. Ma lui avrebbe voluto anche che le ceneri riposassero sotto il pino in contrada Caos ad Agrigento, sulla collina a strapiombo sul mare dove possedeva un terreno, e invece è morto a Roma e la preziosa anfora greca che contiene i resti rimane al cimitero del Verano. Nel 1942 cinque liceali agrigentini, uno dei quali di nome Andrea Camilleri, provano a riportare le ceneri di Pirandello nel suo paese natale e chiedono udienza al Federale fascista… Un giovane Camilleri negli anni 1949 – 1950 frequenta come allievo regista l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica a Roma e divide l’appartamento con tre amici destinati a diventare famosi, il regista Mario Ferrero, il commediografo e regista Giuseppe Patroni Griffi e il traduttore Bill Weaver. In quella casa, di sera, arrivano altri amici, tra i quali un certo Francesco Rosi, un tale Raffaele La Capria, un giovane Vittorio Gassman, ascoltano musica da un grammofono, ballano e si divertono. L’inquilino del piano di sotto è il grande poeta Vincenzo Cardarelli, il quale, puntualmente all’una, si presenta in pigiama a protestare per il chiasso. Fino a che una sera i giovani lo invitano ad unirsi a loro e inaspettatamente il poeta… Dopo aver lavorato per quarant’anni in Eritrea, Somalia e Libia, l’ingegner Paolo Afflitto è tornato in Sicilia nel 1939 con sua moglie e si è stabilito a Marinella, in riva al mare. La notte di Natale dello stesso anno, alla fine della messa, ha creato un certo scompiglio in chiesa per aver insistito con il parroco per “sapere se la creatura che è nata stanotte in una grotta è maschio o femmina”. Pochi mesi dopo, nel negozio di alimentari si è spalmato un sapone semisolido in mezzo ad un panino e se lo è mangiato. Eppure, quando ha deciso di mettersi a costruire aquiloni per bombardare Malta, da dove partono i caccia inglesi che arrivano a colpire spesso il paese, nessuno avrebbe immaginato che…
Questi sono soltanto i primi dei ventitré ricordi che Andrea Camilleri ha scelto di condividere con i suoi affezionati lettori, scritti durante l’agosto del 2016 sul Monte Amiata, con l’aiuto di Isabella Dessalvi, alla soglia dei novantun anni. Nella introduzione, racconta di non aver pensato questa raccolta come un vero e proprio lavoro da pubblicare, piuttosto come “un esercizio, una sorta di compito per le vacanze”, e aggiunge di aver accolto un suggerimento che gli è molto piaciuto, ovvero fare un libro diverso, con i disegni di “sei tra i più apprezzati illustratori italiani, di differenti generazioni” che interpretano e rappresentano a loro modo il “sentimento” di uno dei ricordi/racconti. Camilleri aggiunge ancora – con una tenerezza quasi commovente - che si è fatto raccontare ogni illustrazione nei minimi particolari per ricostruirla con l’immaginazione; esattamente come ha confessato di fare da quando, ormai cieco, si “ristora” nel ricordo di ogni pennellata dei quadri più amati, “e così nella mia mente tornano i colori”. I suoi “compagni di libro” in questa avventura sono quindi Alessandro Gottardo, Gipi, Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Olimpia Zagnoli, più Tullio Pericoli per la copertina. Pensate in ventitré giorni, le ventitré storie sono ricordi che spaziano dall’infanzia nella casa dei nonni alle esperienze di lavoro, ai tanti personaggi più o meno importanti incontrati nel corso di una vita intensa e ricchissima, tutti deliziosi e trattati con la stessa divertita importanza, dal noto mafioso che chiede un incontro forse spinto un po’ da vanità, al vecchio della banda di Salvatore Giuliano ex frate ed ex studente di filosofia, al surreale e geniale drammaturgo morto dimenticato cui tributare un doveroso omaggio, al controverso irredentista maltese di origine italiana incontrato in incognito, a Eduardo che volle incontrarlo nella sua paradisiaca e quasi irraggiungibile isoletta nell’arcipelago di fronte a Positano. Tra tutti però, forse il più bello è il ricordo di un cugino di suo padre che lui chiamava zio, Carmelo Camilleri, “liquidato” da Mussolini in persona perché innamorato della verità e disposto a tutto e a mettere se stesso del tutto in gioco pur di fare giustizia. Scopriamo così che questo zio Carmelo è stato “sicuramente e anche inconsciamente l’ispiratore del commissario Montalbano”, una chicca dunque imperdibile per tutti i fan del noto e amatissimo personaggio. Tra le righe di questa raccolta fa capolino, più frequente del solito forse, una nota malinconica ed è naturale pensare che nasca proprio da questa dimensione da memoir propria di chi si guarda un po’ alle spalle mentre avverte il traguardo inevitabilmente sempre più vicino. Intatta è però l’ironia e la capacità di raccontare sempre come se si trattasse di una sceneggiatura, ricca di imprevisti fulminanti e sovente esilaranti; Camilleri c’è tutto, insomma, con tutte le caratteristiche della sua scrittura che piacciono e divertono, e quindi poco importa che alcuni di questi ricordi non siano del tutto inediti e che al lettore sembrino letti da qualche parte o ascoltati raccontare da lui, perché il piacere di leggere e spesso imparare e scoprire fatti e curiosità della storia del nostro paese è quello di sempre. Raccontaci ancora, Maestro, noi non ci stanchiamo mai di ascoltare.
Alessandra Farinola
 
 

Gazzetta di Modena, 3.11.2017
Stagione lirica di Modena, debutto illuminato da un sole nero
La stagione lirica di Modena si è aperta al Comunale Pavarotti con "Il colore del sole", un'opera tratta dall'omonimo romanzo di Andrea Camilleri


Una scena da Il colore del sole

Modena. Un Sole nero ha illuminato l’apertura della Stagione Lirica del Teatro Pavarotti e come tale ha posto in luce alcuni aspetti e posto in ombra altri, in un’oscurità caravaggesca. Tratta dall’omonimo romanzo di Camilleri, l’opera in un atto di Lucio Gregoretti su drammaturgia di Vincenzo De Vivo, ricostruisce il periodo in cui l’artista tentò di fuggire la decapitazione in seguito all’omicidio di Ranuccio Tommasoni. Camilleri, utilizzando l’espediente di un diario del pittore ritrovato in circostanze oscure, colma la mancanza di notizie storiche attraverso un’invenzione accettabile.
L’opera è un racconto in prima persona nel quale Michelangelo Merisi descrive l’incontro con Celestina, prostituta napoletana, che possiede un unguento in grado di curare una sorta di fotofobia di cui l’artista soffre. Tuttavia, il farmaco misterioso deforma la luce del Sole, che ora appare nero, in una continua eclissi totale. Da qui iniziano le peregrinazioni dell’artista che raggiunge Malta, Agrigento, Siracusa e Palermo, luoghi nei quali dipinge sotto l’effetto di questa visione deformata della realtà e in preda a ricordi e allucinazioni.
Ecco dunque come Camilleri spiega quella luce particolare nei dipinti ed è lo stesso romanziere ad aprire lo spettacolo con la proiezione di un’intervista realizzata da Ugo Gregoretti che, pur se godibilissima, m’è parsa troppo lunga per un contesto che non era quello televisivo ma lirico e di un atto solo. Qual è la genesi de “Il colore del Sole”, che definirei più un monologo con musiche di scena e contributi multimediali che opera lirica? L’Autore c’informa che da alcuni anni desiderava raccontare una storia che contemplasse la musica cinquecentesca e barocca e, in effetti, Lucio Gregoretti ha dimostrato una certa maestria nel trattare la vocalità, specie nel passaggio tra gli imitativi madrigali seicenteschi, nei quali riecheggia Monteverdi, e le composizioni d’ispirazione moderna/contemporanea ben costruite e orchestrate.
A quanto pare, e nonostante l’impegno insistente a zittirla da Schönberg in poi, la tonalità riemerge sempre ed oggi più che mai, in questo segmento della storia nel quale i compositori hanno scelto d’essere liberi di giocare con tutti i materiali sonori. Lucio Gregoretti è sicuramente un artista che nelle sue creazioni sa unire diversi saperi musicali e opportunità multimediali. Ma la scelta d’assegnare ad un monologo accompagnato dalla musica il ruolo principale dell’opera m’è sembrata azzardata, seppur comprensibile. Il testo è tratto da un romanzo che si rivolge ad un lettore e non al pubblico di un teatro ed il monologo, proprio per l’assenza di dialogo che sempre vivacizza l’azione, ha necessità d’altri guizzi nelle parole e di conseguenza nella recitazione, d’occasioni inventive per il regista, se non vuole appesantire troppo l’intera struttura e scivolare nel tedio.
La messa in scena ha comunque reso sufficientemente bene l’atmosfera dei ricordi di Caravaggio: dolorosi, quando parla del Sole nero, e sensuali, arricchiti dalle videoproiezioni in slow motion di Fabio Massimo Iaquone, anche se ho trovato eccessivamente lunga la sequenza erotica di gruppo e inaspettata l’opzione di coprire le pudenda con slip improbabili. Corretti i costumi d’epoca di Angela Buscemi e di valore l’intero cast vocale, preciso nei contrappunti ed espressivo negli interventi solistici a partire da Lena di Cristina Neri, da Celestina di Anastasia Pirogova, da Il giovane di piacere di Daniele Adriani, da il Padre Superiore di Renzo Ran e da Aloysio di Claudia Nicole Calabrese.
A completare la compagnia di canto, Natsuko Kita, Jaime Canto Navarro e Carlo Feola. Il plauso personale all’attore Massimo Odierna/Michelangelo Merisi, dalla memoria formidabile e credibile nell’interpretare Caravaggio con un italiano seicentesco a volte retorico e a volte da taverna. Gabriele Bonolis ha diretto con accuratezza e precisione nel gesto l’Ensemble da Camera davanti a un pubblico numeroso, che ha applaudito lungamente l’intero cast e l’Autore.
Massimo Carpegna
 
 

SoloLibri.net, 3.11.2017
Dal libro al film
I racconti di Vigata: la nuova fiction Rai tratta dai libri di Andrea Camilleri

La nuova stagione televisiva della Rai riserva più di una sorpresa per gli amanti di Andrea Camilleri e dei suoi libri.
Oltre al ritorno de Il Commissario Montalbano - che andrà in onda con due nuovi episodi (Amore e La giostra degli scambi) tra febbraio e marzo del 2018 - la primavera del prossimo anno prevede la messa in onda anche della nuova fiction I racconti di Vigata.
La nuova fiction è curata da Palomar ed è stata presentata a Italian Tv Upfronts, sezione del MIA, il Mercato internazionale dell’audiovisivo a Roma. Vediamo i dettagli della serie: la trama e il cast della nuova fiction.
I racconti di Vigata: trama e cast
Le storie protagoniste de I racconti di Vigata tratteranno temi forti come la passione, la vendetta e la corruzione.
A spiegarlo è Nicola Serra di Palomar, che rivela anche che la serie è ambientata in Sicilia, a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
Il primo capitolo della fiction avrà come protagonista un volto che ha già interpretato alcune storie tratte dai romanzi di Camilleri: stiamo parlando di Michele Riondino che - come molti ricorderanno - ha vestito i panni di Salvo Montalbano nella serie Il Giovane Montalbano.
La prima puntata de I racconti di Vigata si intitolerà “La mossa del cavallo” ed è stata girata in provincia di Ragusa - tra Modica, Chiaramonte, Scicli e Ibla - a settembre di quest’anno. La regia è stata affidata a Gianluca Tavarelli.
I racconti di Vigata: da quali libri sono tratti?
Ma da quali libri di Andrea Camilleri sono tratte le vicende che vedremo nella nuova fiction Rai?
In realtà le storie protagoniste de I racconti di Vigata derivano da diverse raccolte scritte da Camilleri e pubblicate in diversi volumi: Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta (2015) e La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016).
Le raccolte contengono racconti brevi, più leggeri rispetto al resto degli scritti di Andrea Camilleri e - proprio per questo motivo - la nuova fiction sarà di tipo antologico, ossia avrà protagonisti e vicende diverse in ogni puntata.
Federica Ponza
 
 

Il Messaggero, 4.11.2017
Il caso
Camilleri, il mistero del nuovo libro scritto solo per gli amici
Al centro della storia l'insana passione del cardiologo Barreca per una bambina di 4 anni
Atmosfere cupe alla Simenon, ma anche importanti passaggi religiosi quando racconta di due sacerdoti

Chissà se almeno Salvo Montalbano, commissario di polizia a Vigata, riuscirà a svelare il mistero? Il problema è che il giallo da risolvere, stavolta, non è tra le righe di un romanzo di Andrea Camilleri, ma è lo stesso romanzo. Che nei giorni scorsi è arrivato a 1500 amici dell'anziano autore siciliano: giornalisti, critici letterari, editori, altri scrittori, docenti universitari, attori, registi, addirittura vecchi compagni di liceo. Non una copia - la prova della pistola fumante - viene però fuori. In un gioco di società dove tutti sì sentono vincolati alla fedeltà e alla sottile soddisfazione di trovarsi nel novero ristretto degli amici dello scrittore. C'è addirittura chi ha pubblicato su Facebook la foto della copertina del libro, salvo cancellarla poche ore dopo.
PARTICOLARITÀ
Le prime copie di Parla, ti ascolto - questo il titolo - sono apparse il giorno del novantaduesimo compleanno di Camilleri, il 6 settembre. Poi, pian piano, sono iniziate ad arrivare casa per casa con un biglietto vergato di pugno dallo scrittore: «Ho il placere di farli avere questo libro che vorrei leggessero solo i miei amici». Una scelta precisa, quindi: un invito - con quel «solo i miei amici» - garbatamente sottinteso a non prestarlo, a non parlarne, e anzi a custodirlo gelosamente. Una discesa nella "clandestinità" per lo scrittore più venduto in Italia (oltre 30 milioni di copie), il più tradotto all'estero (120 lingue), il più prolifico (103 romanzi), conosciuto da tutti grazie anche allo straordinario successo televisivo del suo Commissario Montalbano.
Essendo anche lo scrittore più citato e intervistato dai giornali italiani, tanto di cappello per essere riuscito a custodire fino a oggi il segreto del nuovo romanzo. Chi l'ha letto ha confessato di averlo fatto tutto d'un fiato e ne ha apprezzato la pulizia di un testo privo di giochi linguistici e del dialetto d'invenzione tanto caro a chi ama Catarella & Co.
L'edizione in proprio è quasi una rivincita sulle origini: nel 1978, non trovando nessuno disposto a puntare su di lui, Camilleri pubblicò a sue spese [Non è esatto, NdCFC] II corso delle cose. Oggi qualunque editore italiano farebbe carte false per annoverarlo tra i propri autori. Sellerio, Mondadori, Rizzoli, Giunti, Chiarelettere: chiunque l'abbia fin qui pubblicato ha riscosso grandi soddisfazioni economiche, come del resto lo stesso scrittore. E invece lui ha deciso di fare da sè, stampando il volume a Milano da Campi 1898, rinunciando a una sicuramente enorme cifra di diritti d'autore.
TEMA
Perché? Forse - è la prima risposta - per l'argomento del romanzo. Scabrosissimo, duro, al limite - ma nella letteratura e nell'arte non ce ne è - del lecito. È la torbida storia del cardiologo romano Barreca, marito della bella Giulia, che vive il tormento di una insana passione per la piccola Elena, una vicina di casa di quattro anni. Pensieri orribili, lo sa bene, tanto da confidare la morbosa coazione a padre Giacomo, un giovane sacerdote. Fin qui sembra uno dei migliori e più cupi Simenon, del quale Camilleri è grande estimatore.
O forse, leggendolo, si potrebbero scoprire rimandi alla letteratura russa, ai demoni meschini come quelli di Fedor Sologub, o ai temi della salvezza attraverso la sofferenza di Delitto e Castigo di Dostoevskij. Chissà?
Comunque c'è il confronto con padre Giacomo che a sua volta, roso dal tormento dell'apparente ineluttabilità del corso degli eventi, chiede aiuto - sono tra le pagine più intense - al suo mentore, l'anziano padre Gioacchino. E qui si potrebbe abbozzare un'altra teoria. Questo è il primo testo a sfondo religioso dell'ateo Camilleri. Vorrà dire qualcosa? Sta facendo delle riflessioni sull'aldilà come è pure capitato ad altri importanti intellettuali di sinistra? A rafforzare la teoria c'è il titolo che ricorda un post del marzo 2014, ancora on line. «Se posso cercherò di ascoltarti» aveva scritto Camilleri, presente allora sul social. [È noto a tutti che si sia trattato di una bufala per cui Camilleri ha anche sporto denuncia, NdCFC] Tra i commenti alcuni avevano fatto riferimento all'invito all'ascolto lanciato proprio in quei giorni da Papa Francesco.
GIUDIZI
Oppure, molto più banalmente, il grandissimo Camilleri sta solo inscenando l'ennesima caccia al tesoro che però vuole giocare solo con chi decide lui. Perché anche chi ha successo - sembra volerci dire - ha il diritto di selezionare con chi confrontarsi, con chi condividere tensioni e emozioni, a chi chiedere giudizi senza offrirsi a tutti.
Carlo Ottaviano
 
 

Il cacciatore di libri, 4.11.2017
"Esercizi di memoria" di Andrea Camilleri
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Non solo Montalbano. Andrea Camilleri, creatore del famoso commissario, non si esaurisce solo nei polizieschi. La sua produzione letteraria è vasta.
A 92 anni Camilleri ha deciso di raccontare alcuni squarci della sua vita, alcuni già noti, altri inediti molto personali. L'ha fatto nel volume "Esercizi di memoria" (Rizzoli).
23 racconti che sono 23 ricordi di vita vissuta. Ricordi che hanno a che fare con la famiglia, con gli studi durante la guerra e con le prime esperienze lavorative.
E così, leggendo questo libro scopriamo che è merito anche di Camilleri se le ceneri di Pirandello sono tornate da Roma in Sicilia. Scopriamo che Camilleri avrebbe dovuto fare il regista di un film con la guida di Antonioni e che collaborò a lungo con Eduardo De Filippo. E scopriamo anche il rapporto, bellissimo, che ebbe con sua nonna Elvira.



Alessandra Tedesco
 
 

Il Sole 24 Ore - Terzo canale Show, 4.11.2017
Da Caravaggio a Camilleri
Cliccare qui per vedere la puntata
 
 

Biblioteca Civica Berio, 4.11.2017
Ore 17:00
Giuseppe Fabiano presenta il suo saggio


 
 

TVBlog.it, 4.11.2017
Il Commissario Montalbano, dall'8 novembre il ciclo "Il grido delle donne"
In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulla donne, Raiuno manda in onda dall'8 novembre quattro episodio de Il Commissario Montalbano

Il Commissario Montalbano torna in tv, ma con delle repliche: in attesa della messa in onda di due nuovi episodi in prima tv della fortunata fiction previsti per la primavera, Raiuno ha deciso di riproporre lungo il mese di novembre quattro appuntamenti con le indagini del Commissario interpretato da Luca Zingaretti.
Il pubblico è ormai abituato a vedere Montalbano anche in replica, regalando sempre alla fiction prodotta dalla Palomar ascolti soddisfacenti. In questo caso, però, non c'entrerebbe solo la necessità di Raiuno di andare a coprire delle prime serate con un prodotto che garantisce buoni numeri, ma anche la volontà di celebrare un'importante ricorrenza.
Il 25 novembre, infatti, è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne: per ricordare quest'appuntamento, ogni mercoledì, a partire dall'8 novembre, su Raiuno andranno in onda quattro film-tv di Montalbano per il ciclo "Il grido delle donne". Si tratta, appunto, di quattro episodi che raccontano, prendendo sempre spunto dalla penna di Andrea Camilleri, di vicende legate ad omicidi nei confronti delle donne.
Si inizierà, quindi, mercoledì prossimo, con Una voce di notte, episodio in cui Montalbano indaga sull'omicidio della fidanzata di Giovanni Strangio, figlio di Michele (Saverio Marconi), Presidente della Provincia di Montelusa. Il tutto, mentre Augello (Cesare Bocci) lavora su un furto in un supermercato: entrambi i casi, però, vedranno poteri forti insistere perchè Montalbano chiuda le indagini senza troppi clamori.
Il 15 novembre, invece, toccherà a Le ali della sfinge, che vede Montalbano affrontare, da una parte, una crisi con Livia (Katharina Böhm) e, dall'altra, lavorare al caso di omicidio di una ragazza dell'est, il cui unico segno distintivo sembra essere un tatuaggio di una farfalla sulla spalla, lo stesso di tante altre giovani vicine ad un'associazione.
Il 22 novembre sarà la volta de La caccia al tesoro, in cui il protagonista, alle prese con la noia ed il scarso lavoro, accetta la sfida di un pericoloso personaggio, dopo che la Polizia ha trovato due bambole gonfiabili abbandonate e malconce, inizialmente scambiate per due persone. Infine, il 29 novembre il ciclo si conclude con Il gatto e il cardellino, in cui Montalbano indaga sull'aggressione di alcune anziane e sull'omicidio, da parte della stessa persona, di una donna molto ricca, mentre Augello è in licenza matrimoniale ed al suo posto, ad aiutare il protagonista, arriva Barbara Bellini (Mariacristina Marocco), amica di infanzia del protagonista.
Paolino
 
 

Wall Street Italia, 4.11.2017
Politica: Camilleri, pessimismo in cattedra!

Cammilleri [Sic!, NdCFC]: “Giovani, non credete a Renzi e ai Cinque Stelle. Sono già cadaveri. Teneteli lontani dal vostro avvenire”.
Di quanto ha detto l’arzillo, aitante e fantasioso scrittore, con il rispetto che si deve ad una persona anziana, che pure ha avuto il grave torto di aver votato “Partito comunista”, non condivido una sola virgola.
L’occasione per tuonare una simile affermazione dall’alto dei suoi numerosi lustri, è stata data dall’occasione di una intervista fatta nella sua casa di Roma dai ragazzi, Camilleri ha parlato dei suoi romanzi, della lingua inventata per il Commissario Montalbano, di letteratura e di politica.
Sbagliando tutta la vita, per aver votato un partito, quello che mezzo secolo addietro costruiva luoghi di custodia per detenuti politici nella grande Siberia dell’Unione Sovietica, quello stesso Partito che costruì il Muro di Berlino, quello che mandava carri armati in mezza Europa e che in Italia andava ripetendo “adda venì Baffone”, nel senso che Stalin, da un momento all’altro sarebbe giunto anche da noi.
Lo stesso Partito che osteggiava il Patto Atlantico dei Paesi occidentali e caldeggiava invece il Patto di Varsavia, dove la parola libertà si trovava, forse, solo nei vocabolari.
Ecco, un signore di questo livello, molto avanti con gli anni, che nella sua vita non ne ha azzeccata una, oggi impartisce lezioni di visione politica, di futuro.
Se ne avessi la possibilità, vorrei dire all’illustre ed esimio scrittore che nella vita, soprattutto i giovani, hanno il diritto di sognare e quindi di credere in qualcuno che si prefigge di amministrare la cosa pubblica, di fare politica, quale che sia, anche sbagliando nella scelta (come ha fatto lui per tutta la vita!).
Salvo credere che la vita cominci a 90 anni, vorrei ricordare al nostro scrittore che chi non sogna o non crede equivale a smettere di vivere che è l’esatto opposto della vita di ognuno di noi: ascoltare tutti e sbagliare da solo.
Viva la vita, viva la libertà, anche quella di sbagliare e crescere con i propri errori e le proprie debolezze!
Giovanni Falcone
 
 

L'Huffington Post, 5.11.2017
Andrea Camilleri: "Le maggiori brutture della Sicilia nascono dall'autonomia"
Intervista al celebre scrittore siciliano. Sullo statuto speciale della sua isola dice: "Se n'è fatto un uso gretto, greve, limitato, di scarso orizzonte"

Dopo cento libri, s'immagina come una sorgente: "Nessuno chiede a una fonte di montagna perché tiri fuori tutta quell'acqua. Io sono nella stessa situazione. Vivrò fino a quando quella fonte continuerà a esserci. Nel momento in cui si essiccherà, credo che si essiccherà la mia stessa esistenza". Il centunesimo libro – Esercizi di memoria (Rizzoli) – Andrea Camilleri lo ha dettato a Isabella Dessalvi sul monte Amiata, il luogo dove trascorre le ferie estive. Sulla copertina è ritratto con una sigaretta nella mano sinistra, come spesso gli accade di essere raffigurato, quasi che a vederlo senza sigaretta si rischi di non vederlo per intero: "Per me il fumo è un vizio stupido e dannoso, al quale non riesco a sottrarmi: non ne vado per niente fiero".
Ormai cieco, Camilleri ricorda. E i ricordi che gli affiorano vengono tutti dal tempo in cui non era ancora Andrea Camilleri, cioè lo scrittore che ha venduto milioni di copie con i racconti del commissario Montalbano, l'autore che ha innestato l'espressività del dialetto siciliano nel corpo della lingua italiana, insomma l'autorità letteraria che tutti conosciamo. C'è in questo libro – tra gli altri – un Camilleri diciassettenne in camicia nera che si reca con altri quattro liceali dal federale fascista di Agrigento, tende la mano destra nel saluto romano e chiede che le ceneri di Luigi Pirandello – che allora erano a Roma – siano trasportate in Sicilia come lo scrittore desiderava. "Pirandello è un lurido antifascista – rispose il gerarca –. Levatevi dai coglioni!".
Anche suo padre era fascista, Camilleri.
Papà era sì fascista ma il suo fascismo restava sulla soglia di casa. In famiglia lo ricordo come un uomo estremamente democratico.
Mai nessun conflitto?
Quando mi iscrissi al partito comunista i miei rapporti con lui divennero problematici. Fu una decisione che egli a lungo si rifiutò di capire. Poi, quando potemmo finalmente parlarci a cuore aperto, da uomo a uomo, riuscimmo a chiarire tutte le incomprensioni che c'erano state fra noi due.
Racconta un incontro con alcuni uomini della banda del bandito Giuliano, l'uomo che eseguì la strage di Portella della Ginestra, quasi simpatizzando con loro, senza alcun moralismo. Perché?
Perché le condizioni per cui gli uomini della banda Giuliano si erano fatti banditi non dico che giustificassero le loro successive azioni ma, in qualche modo, le rendevano plausibili, se non condivisibili.
Erano azioni così diverse da quelle che poi farà la mafia?
La differenza tra un brigante e un mafioso è che i briganti agivano per necessità, i mafiosi agiscono per desiderio di potere. Il mio atteggiamento nei confronti della mafia è stato sempre, totalmente, di chiusura.
Dopo aver studiato, lasciò la Sicilia.
Andai a vivere a Roma, in un grande appartamento nei pressi di Piazzale Flaminio. Abitavo insieme a tre amici che sarebbero diventati famosi: il regista Mario Ferrero, il commediografo e regista Giuseppe Patroni Griffi e Bill Weaver che si esercitava nelle prime traduzioni dall'italiano all'inglese. Verso sera venivano a trovarci Francesco Rosi, Raffaele La Capria, Vittorio Gassman e tanti altri ragazzi e ragazze.
Cosa ricorda?
Che eravamo tutti giovanissimi e che tutti avevamo delle mete da raggiungere. Alcuni, come Gassman o Patroni Griffi, erano già sulla buona strada. Gli altri un po' meno. La cosa che più di tutte mi è rimasta impressa di quel periodo è la solidarietà, l'appoggio, l'incoraggiamento, l'aiuto – anche materiale – che quelli che si trovavano col passo avanti a noi ci prestavano quotidianamente.
Lei cominciò a lavorare per la televisione, ma già scriveva. Si sentiva frustrato?
Per niente. Nel momento in cui gli editori rispondevano di no alla pubblicazione di un mio libro, io in compenso, per rifarmi, potevo mettere in scena un'opera di Beckett. Le pare che perdessi molto?
Non lo so, ma chissà se oggi lo potrebbe rifare.
Non sono un nostalgico. Non mi ritrovo mai a dire, per mia fortuna, "ai miei bei tempi". La televisione allora era la novità. E io sono sempre stato un uomo attratto dalle novità. Oggi forse alla domanda di informazione e cultura alla quale una volta rispondeva la televisione rispondono altri mezzi di comunicazione.
Umberto Eco non li apprezzava, disse che internet ha dato voce a legioni di imbecilli.
A me è capitato di essere contemporaneo alla televisione. Non lo sono affatto a internet. Non per questo ne parlo male.
Molti suoi personaggi vanno a caccia di "fimmini". Lei racconta però anche l'avventura dell'amore quotidiano. Ha vissuto tra questi due opposti?
Non pensavo di poter amare ancora a novantadue anni. Invece sta succedendo. L'amore è come un prisma: ha mille volti. E oggi sto conoscendo questo aspetto assolutamente inedito. In passato, ne ho conosciuti molti altri. Però no, per me la questione non è mai stata quella di conciliare i due poli di cui lei parla.
Oggi in Sicilia, la sua regione, si vota.
Non seguirò le elezioni, così come non ho seguito la campagna elettorale.
La politica non le interessa più?
Mi viene difficile chiamare "politica" ciò che oggi viene definita tale.
Il Veneto e la Lombardia hanno votato per ottenere una maggiore autonomia. La Sicilia, invece, l'ha sempre avuta. Come l'ha usata, secondo lei?
L'autonomia, se ben amministrata, è fondamentale per una regione. Abbiamo anche in Italia esempi virtuosi. Fin dal momento della concessione, la Sicilia ne ha fatto un uso gretto, greve, limitato, di scarso orizzonte. La maggior parte delle brutture siciliane nascono proprio dalla disastrosa conduzione dell'autonomia.
Nicola Mirenzi
 
 

Doppiozero, 5.11.2017
Andrea Camilleri, in pirsona
Questo articolo è stato pubblicato, in versione ridotta e sotto altro titolo, dal “Corriere del Ticino” il 21 agosto 2017.

Sul finire dell’anno scorso, la Lettura del Corriere della Sera ha dedicato due ampie pagine ai triboli dei traduttori alle prese con espressioni letterarie stravaganti. Tra gli altri, ha tirato in ballo il caso di Andrea Camilleri. La sua prosa ha certo dato filo da torcere ai traduttori. In un riquadro, al centro delle due pagine, una parola ne è stata proposta con enfasi come emblema: pirsona. Scelta azzeccatissima: in pirsona, c’è infatti Camilleri per intero. Non però perché pirsona sia la “pronuncia siciliana per «persona»”. Dice così quel riquadro e propala una bufala. Infatti, all’italiano persona corrisponde il siciliano pirsuna e non pirsona.
Si penserà che è un dettaglio da nulla. E invece no. La differenza pertinente tra italiano (e toscano) persona e siciliano pirsuna sta proprio nella vocale colpita dall’accento. La quintessenza linguistica di ciò che si può dire siciliano risiede insomma in quella u, come nel caso di amore e amuri.
Non c’è la u in pirsona, cioè nella bandiera della prosa di Camilleri. Vi è assente non a casaccio, va aggiunto. Lo scrittore, com’è noto, ha sempre limato con grande scrupolo un’espressione cui sa di dovere molta parte del suo successo. Cos’è allora il suo pirsona?
È una parodia. E non è forse inutile si sappia che, prima di comparire sotto la penna di Camilleri, tale parodia, come del resto molte altre presenti in quella prosa, ricorreva oralmente già in Sicilia. Lo faceva sulle labbra di chi satireggiava la parlata di ipotetici incolti e di villani rifatti che avessero appunto provato a “toscaneggiare”. Si diceva così un dì (e non solo in Sicilia) di chi, nella sua mal controllata espressione, affettava malamente modi linguistici alti: una maschera della commedia che veniva messa spesso in scena, col racconto di gustosi aneddoti, nelle case della borghesia provinciale dalle aspirazioni intellettuali.
In un palcoscenico siffatto, pirsona era il persona presuntamente colto sulle labbra di un ideale rappresentante siciliano di tale maschera. Costui vi avrebbe proiettato, ripulendolo, il suo nativo pirsuna. Che poi il pirsuna villanamente interpretato avesse mai veramente suonato pirsona e che la maschera così stilizzata corrispondesse a “pirsuni” reali poco importava. La parodia voleva così suonasse.
Secondato da un andazzo, Andrea Camilleri ha indubbiamente avuto un colpo di genio, in proposito. Il suo pirsona lo dimostra alla perfezione: da tipico “tragediaturi” (con la u, si noti), della parodia linguistica che ebbe corso nei tinelli della sua gioventù girgentana, egli ha fatto una lingua letteraria. E la lingua stilizzata e teatrale con cui, in famiglia o tra sodali, i siciliani “studiati” come lui mettevano alla berlina i siciliani culturalmente “puvirazzi” è paradossalmente diventata la sua prosa popolare.
C’è da dubitare lo sappiano i traduttori di Camilleri, cui però non si vogliono qui procurare ulteriori triboli. C’è del resto persino da dubitare ne sia ben consapevole l’ineguale coro dei suoi esegeti.
Nunzio La Fauci
 
 

La Repubblica (ed. di Bologna), 5.11.2017
Regione
Interviste Impossibili

Alle 12 al Teatro Due di Parma, le Interviste Impossibili: "Andrea Camilleri incontra Federico II di Svevia" e "Edoardo Sanguineti incontra Socrate",
 
 

La Repubblica, 5.11.2017
Straparlando
Andrea Vitali: "L'universo abita nei dettagli. Il grande mondo moderno non fa per me"
Lo scrittore da adolescente voleva diventare giornalista ma suo padre lo spinse a laurearsi in medicina. Ha sempre vissuto nel suo paese natale e nel 2014 ha lasciato la professione medica per dedicarsi solo alla letteratura: "Nelle mie storie racconto sempre lo stesso paesaggio di provincia perché il mio universo è tutto qui, in questo braccio di terra e di acqua. Lo amo e lo posso narrare perché lo conosco. Ne so gli umori, i respiri, la forza e la caducità"

[…]
Frequenti altri scrittori?
"No, è probabile che dipenda dalla mia pigrizia o anche dal fatto che avendo successo sono guardato con sospetto. Ora che mi ci fai pensare, circa un anno fa andai a trovare Andrea Camilleri. Per mezz'ora non riuscii a mettere insieme una frase di senso compiuto. A parte la bravura mi piace come persona".
[…]
Antonio Gnoli
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.11.2017
Le nostre battaglie condotte sempre in nome dei lettori

[…]
Allora, quando i casi di malasanità diventarono intollerabili – una donna anziana era stata "ricoverata" per tre giorni su una sedia, al pronto soccorso del Civico – fu Repubblica a chiedere che il nuovo manager venisse scelto fuori dalla Sicilia, con una petizione che voleva provocatoriamente sottolineare il metodo spartitorio che regolava la gestione della sanità. Firmarono Andrea Camilleri, Franco Battiato, Giuseppe Ayala, Ficarra e Picone, Simonetta Agnello Hornby e molti intellettuali siciliani. Poi, naturalmente, Lombardo nominò uno dei suoi fedelissimi.
[…]
Sebastiano Messina
 
 

Universidad Nacional Autónoma de México - Facultad de Filosofía y Letras, 6-10.11.2017
XIII Jornadas de Estudios Italianos

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MARTES 7
AULA MAGNA
15:30 MESA 6 – Panel: Pirandello y Camilleri. Biografía del hijo cambiado: entre intertextualidad y traducción I
Pirandello y Camilleri. Biografía del hijo cambiado: entre intertextualidad y traducción
Giuseppe MARCI – Università degli Studi di Cagliari - Camilleri biografo di Pirandello
Duilio CAOCCI – Università degli Studi di Cagliari - Tradizione e talento individuale. Il Pirandello di Andrea Camilleri
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16:45 MESA 7 – Panel: Pirandello y Camilleri. Biografía del hijo cambiado: entre intertextualidad y traducción II
Giovanni CAPRARA – Universidad de Málaga, Annacristina PANARELLO – Universidad Autónoma de Barcelona - La traduzione del dialetto
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TV-MEDIA.at, 6.11.2017
SAT 1. EMOTIONS
Sonntag 19.11.2017
08:40 bis 10:20
Commissario Montalbano
Gleichstand
Krimi-Reihe Nach den Bestsellern von Andrea Camilleri, I 2005
ab 12

Als Angelo Bonpensiero tot aufgefunden wird, glauben alle an einen Krieg zwischen zwei Mafia-Familien. Commissario Montalbano zweifelt daran.
 
 

La Repubblica, 7.11.2017
Montalbano e Camilleri contro la violenza sulle donne
In occasione della Giornata mondiale contro i femminicidi, il 25 novembre, da mercoledì 8 Rai1 replica quattro episodi in cui Luca Zingaretti indaga su donne uccise. Lo scrittore introduce le puntate con un appassionato appello sul rispetto delle donne e della loro libertà

"Se un uomo maltratta una donna, questo non è amore": anche Luca Zingaretti, nel 2016, aveva partecipato alla campagna della Polizia di Stato contro i femminicidi, invitando a denunciare. Nei panni del commissario Montalbano ha indagato spesso in casi in cui le vittime erano donne. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, Rai1 ripropone dall'8 novembre le repliche di quattro episodi del commissario Montalbano legati da questa emergenza. A introdurre la collana Montalbano e il grido delle donne, è lo scrittore Andrea Camilleri che nel suo intervento pacato ma forte nei contenuti, sottolinea come "il problema da qualche anno nel nostro paese si va facendo sempre più gravoso fino a diventare insopportabile". "Questo tipo di violenza che spesso e volentieri arriva all’omicidio - magari effettuato nei modi più crudeli e più barbari - ha una caratteristica: nella maggior parte dei casi viene compiuto da fidanzati, ex fidanzati, mariti, ex mariti. Viene fuori un desolante quadro di arretratezza dei nostri costumi, di sconsolante angustia mentale". "In Italia - continua l’autore di Montalbano - una gran quantità di maschi, di qualsiasi classe sociale, considerare la donna oggetto di sua proprietà in eterno, come se non dovesse avere mai più la libertà… Questa concezione è il modo più degradante e più abietto di considerare la persona umana. Il rifiuto alla sottomissione non ha che un verdetto possibile: la morte, l’annullamento totale dell’esistenza di una donna che osato opporsi. Potremo vantarci della ripresa economica, della disoccupazione diminuita, di tanti passi avanti ma fino a quando non raggiungeremo questo concetto di parità assoluta tra uomo e donna noi faremo dei falsi passi in avanti".
Gli episodi. Nella prima puntata l'8, Una voce di notte (2013), Montalbano indaga sull'omicidio della fidanzata di Giovanni Strangio, figlio del presidente della provincia di Montelusa; dovrà indagare districandosi tra le pressioni dei politici coinvolti. Il 15 andrà in onda Le ali della sfinge (2008), in cui viene uccisa una ragazza dell'est: il volto è devastato da uno sparo ma un tatuaggio sulla spalla sinistra aiuta la polizia a identificare la donna. Un segno particolare con cui sono marchiate tante altre giovani. Il 22 sarà la volta di La caccia al tesoro (2011), in cui il commissario insieme a Mimì Augello (Cesare Bocci) e Fazio (Peppino Mazzotta) in un'operazione a casa di due anziani barricati a casa, armati, scopre una bambola gonfiabile, deturpata. Sfida un pericoloso maniaco che inizialmente simulerà, con altre bambole gonfiabili, l'assassinio di alcune donne. Nell'ultima replica, il 29 novembre, Gatto e cardellino (2002), vedremo il commissario alle prese con uno scippatore di vecchiette. Nel frattempo Augello è in licenza matrimoniale e al suo posto arriva Barbara Bellini (Mariacristina Marocco), amica di infanzia del protagonista.
Serie dei record. Il ritorno di Montalbano legato a un tema importante come quello della violenza sulle donne - mentre da settimane col caso Weinstein si moltiplicano le denunce per molestie - è un'operazione intelligente ma anche una boccata di ossigeno per Rai1, in crisi di ascolti. Montalbano anche in replica fa numeri da record e il pubblico apprezza, pure se conosce a memoria i gialli di Camilleri. Sicuro di sé, anarchico ma servitore dello Stato, perché sempre alla ricerca della giustizia, Montalbano ci consola. Il perché del successo lo ha spiegato bene Zingaretti: "Andrea Camilleri è un signore che ha un mondo interiore sedimentato in novant'anni di vita. Ha creato un personaggio che ha il baricentro dentro di sé. Non corre dietro l'effimero: gli bastano un po' di soldi per vivere, la sua casa, la donna che ama, meglio se un po' lontana. Desidera quello che ha: questo ha un effetto deflagrante sul pubblico". Prodotta da Palomar e Rai Fiction, diretta da Alberto Sironi, quella che vede protagonista il commissario di Vigata è la serie dei record: il 6 marzo scorso Come voleva la prassi ha raccolto 11.3 milioni di spettatori con il 44,1 per cento di share, il miglior risultato di una fiction negli ultimi quindici anni. Un dato che ha fatto superare alla saga di Camilleri la soglia del miliardo di spettatori, sommando gli ascolti di tutte le puntate nei 18 anni di storia della collana.
I nuovi episodi. Per vedere le due nuove avventure del commissario più amato della tv bisognerà aspettare la primavera Il primo episodio è tratto da La giostra degli scambi e nell'altro si fondono le novelle Amore e La prova generale. La giostra degli scambi, che ha tra gli interpreti anche Sebastiano Lo Monaco, racconta una serie di strani e inquietanti scambi di persone. Nel cast dell'altro film tv figurano, tra gli altri, Fabrizio Bentivoglio e Serena Iansiti. Il giallo intreccia la misteriosa scomparsa di una giovane donna e la malsana ossessione di due anziani per la morte.
Silvia Fumarola
 
 

RagusaNews, 7.11.2017
Maruzza Musumeci. Uno spettacolo tratto da Camilleri a Ragusa
11 e 12 novembre al teatro donnafugata

Ragusa - Un “favola” leggera, ironica e anche un po’ inquietante per il prossimo appuntamento della stagione teatrale del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla che sabato 11 novembre, alle ore 20.30, e domenica 12, alle ore 18.30, accoglierà lo spettacolo “Maruzza Musumeci - Una storia di terra, di mari, d’ ulivi (e di sirene!)”, di e con Pietro Montandon, con la regia di Daniela Ardini. Tratto dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri, definito da alcuni la sua opera più poetica, lo spettacolo vuole interpretare il presente attraverso il fascino del mito, mettendo in scena le avventure di un “anti-Ulisse”, Gnazio Manisco, e di tutti gli altri personaggi della storia, interpretati da un magistrale Montandon.
Uomo “terragno”, profondamente legato alla terra più che al mare, in un mondo sospeso tra mito e realtà, Gnazio finirà per sposarsi con Maruzza, misteriosa e bellissima giovane, ma chissà perché senza marito, che il pubblico scoprirà essere una sirena. Un viaggio attraverso una mitologia rude, selvaggia, sensuale, popolata da Aulissi Dimare, Sirene Catananne e cani feroci, ma anche attraverso la poesia, l’ironia e la levità della storia d’amore dei due protagonisti, persino attraverso l’arte, l’architettura e l’ astrologia per approdare al messaggio finale dell’immortalità del canto delle sirene racchiuso in una conchiglia che dona l’ultimo conforto ad un soldato morente.
La stagione teatrale è diretta da Vicky e Costanza Di Quattro, con la collaborazione di Clorinda Arezzo, responsabile relazioni esterne del teatro, e gode del patrocinio del Comune di Ragusa e del sostegno di vari sponsor privati. Ogni spettacolo è accompagnato dall’aperitivo curato dalla Pasticceria Di Pasquale per la Cultura (sabato aperitivo pre spettacolo, domenica post spettacolo).
Per info e prenotazioni 334 2208186 - info@teatrodonnafugata.it
 
 

Rai - Ufficio Stampa, 8.11.2017
Rai1: Montalbano e il grido delle donne
Quattro episodi in replica in una collana introdotta da Andrea Camilleri
08/11/2017 - 21:25

In vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, Rai1 ripropone, in una collana dal titolo "Il grido delle donne", a partire dall'8 novembre, quattro episodi del commissario Montalbano legati dall'emergenza femminicidi e violenza di genere, temi sui quali il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti si è trovato spesso ad affrontare nelle sue indagini. Sarà lo stesso Camilleri ad introdurre i quattro film, tutti per la regia di Alberto Sironi, tratti dai suoi libri e in onda in prima serata per quattro mercoledì consecutivi, con un appassionato appello sul rispetto delle donne e della loro libertà e sicurezza. La collana si apre con Una voce di notte in onda per la prima volta nel 2013. Salvo Montalbano indaga sull'omicidio di una giovane donna il cui corpo viene ritrovato nell'appartamento del fidanzatao Giovanni Strangio, figlio del presidente della provincia di Montelusa. Il commissario dovrà districarsi tra le tante pressioni dei politici coinvolti, cosa che lo farà riflettere non poco.
A seguire, mercoledì 15 novembre sarà riproposto Le ali della sfinge (2008): così appare un tatuaggio ritrovato sul corpo di una ragazza dell'est assassinata e con cui sono marchiate tante altre giovani donne. Il 22 sarà la volta di La caccia al tesoro (2011), mentre nell'ultima replica, il 29 novembre, sarà riproposto il Gatto e cardellino del 2002.
 
 

Rai1, 8.11.2017
Il commissario Montalbano
Camilleri racconta "Una voce di notte"

Per il ciclo Il grido delle donne, lo scrittore Andrea Camilleri racconta "Una voce di notte"
 
 

Affaritaliani.it, 9.11.2017
Ascolti Tv Auditel, Montalbano si mangia i Dinosauri, Pechino Express ok
La fiction su RaiUno con Luca Zingaretti tripla quasi Jurassic World su Canale 5, mentre la finale del reality di Raidue aumenta lo share

Gli ascolti Tv di mercoledì 8 novembre vedono la vittoria schiacciante del Commissario Montalbano - Una voce di notte (27,2 %, 6.529.000 spettatori) con Luca Zingaretti sui dinosauri di Jurassic World (10,4 %, 2.335.000 spettatori) su Canale5. L'auditel decreta il trionfo della fiction dell'Ammiraglia Rai contro il filmone hollywoodiano sequel del franchise di Jurassic Park, triplicandone lo share.
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TvZoom, 9.11.2017
Ascolti Tv analisi 8 novembre: Zingaretti spinge Vespa al record. Pechino meno Express che mai
La nuova replica di una Voce di notte, capitolo della saga de Il Commissario Montalbano, brucia i rivali e raggiunge il 30% nel finale, trainando Porta a Porta al miglior risultato stagionale. Pechino Express si chiude toccando nel finale il 13,4% premiando le Clubber, ma rimanendo lontano dai risultati storici. La Sciarelli fa arrivare Linea Notte davanti a Matrix.

In access prime time Rai 1 batte Canale 5 negli ascolti tv
Mercoledì senza calcio e senza gara negli ascolti Tv tra le reti generaliste. In prima serata ha vinto facilmente Il Commissario Montalbano in replica. Prima di questa messa in onda, arrivata per testimoniare contro la violenza sulle donne, Una voce di notte aveva ottenuto, sempre in replica, ben 8,351 milioni di spettatori e il 32,96% di share nel marzo del 2016. Ieri, questo capitolo della saga di Andrea Camilleri ha portato a casa l’ennesima buona prova, con 6,5 milioni di spettatori ed il 27,23% di share.
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In access Rai1 ha corso davanti a Canale 5: il bilancio complessivo dice che I Soliti Ignoti ha avuto 5,155 milioni e il 19,33% di share e poi Camilleri racconta Montalbano ha raggiunto quota 5,4 milioni con il 20,18%; Striscia la Notizia ha fatto invece 5,078 milioni e 19%.
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Emanuele Bruno
 
 

Rai - Ufficio Stampa, 9.11.2017
Rai: Andreatta, "Montalbano raccoglie grido donne contro la violenza"
La direttrice di Rai Fiction ringrazia Camilleri per la puntata di ieri: “Indimenticabile pagina di servizio pubblico”

“Ancora grandi numeri per il Commissario Montalbano, la serie evento tratta dalle opere di Andrea Camilleri e interpretata da Luca Zingaretti che, oltre a essere la fiction più vista della stagione, si conferma come il titolo più seguito anche nelle repliche totalizzando sempre risultati degni di una prima visione”. Lo afferma Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction, commentando i risultati della puntata di ieri del commissario di Vigata. “La replica di ‘Una voce di notte’, diretta da Alberto Sironi e prodotta da Palomar e Rai Fiction - spiega Andreatta - consente a Rai1 di vincere nel prime time di ieri, mercoledì 8 novembre, con il 27,2% di share e 6,5 milioni di telespettatori. Risultati positivi anche sui social con 12.800 interazioni totali su Twitter e Facebook”.
“In vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ‘Una voce di notte’ ha inaugurato un ciclo di quattro repliche in cui Montalbano è alle prese con casi legati al femminicidio e alla violenza di genere, temi che il commissario di Vigata si è trovato spesso ad affrontare nelle sue indagini. Una drammatica emergenza sociale la cui attualità viene continuamente rimarcata dai numerosi casi riportati quotidianamente dai media”.
“Un ringraziamento particolare per l’esito della serata – prosegue la direttrice di Rai Fiction - va naturalmente ad Andrea Camilleri che ha introdotto il tv movie con una lucida e puntuale analisi di questo devastante fenomeno ancora così diffuso nel nostro paese, mettendone in luce il desolante scenario e concludendo con un accorato appello al rispetto di tutte le donne”. “Un’altra indimenticabile pagina di servizio pubblico - conclude - che il grande scrittore siciliano ha regalato ai telespettatori di Rai 1 e che riprova l’importanza del racconto televisivo quale strumento per la sensibilizzazione su temi di estrema importanza e attualità”.
 
 

La Repubblica, 9.11.2017
Televisione
Montalbano in replica stravince con 6 milioni e mezzo di spettatori
'Una voce di notte' su Rai1, primo appuntamento della collana 'Il grido delle donne', proposto in vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è il programma più visto

Il commissario Montalbano stravince anche in replica: mercoledì in prima serata, è stato seguito da 6 milioni 529 mila spettatori e il 27.23 di share. Il film tv Una voce di notte, primo appuntamento con la collana Il grido delle donne proposto in vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è risultato il programma più visto dell'intera giornata. Il picco di ascolti (pari a 7 milioni 251mila spettatori) si è registrato alle 21.56, mentre quello di share alle 23.19, toccando il 30,6 per cento. A precedere la puntata "Camilleri racconta Montalbano" che ha realizzato 5 milioni 410 mila spettatori e il 20.17. Montalbano ha avuto la meglio sui dinosauri di Jurassic World (10,4 %, 2 milioni 335mila spettatori) trasmesso da Canale 5.
"Ad oggi il più alto risultato della stagione in corso, secondo solo alla Nazionale di calcio", sottolinea la casa di produzione Palomar "felicissima di questo grande successo condiviso con Rai che testimonia l'attenzione del pubblico a un tema così drammaticamente attuale e conferma l'amore per il commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri. La sua presentazione del ciclo ha rappresentato una riflessione fondamentale su un tema così importante. Un ringraziamento a tutta la squadra capitanata da Luca Zingaretti e Alberto Sironi". "La serie evento tratta dalle opere di Camilleri, oltre a essere la fiction più vista della stagione, si conferma come il titolo più seguito anche nelle repliche totalizzando sempre risultati degni di una prima visione" aggiunge Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction, commentando i risultati.
"Un ringraziamento particolare per l’esito della serata – prosegue - va naturalmente a Camilleri che ha introdotto il tv movie con una lucida e puntuale analisi di questo devastante fenomeno ancora così diffuso nel nostro paese, mettendone in luce il desolante scenario e concludendo con un accorato appello al rispetto di tutte le donne. Un’altra indimenticabile pagina di servizio pubblico che il grande scrittore siciliano ha regalato ai telespettatori di Rai 1 e che riprova l’importanza del racconto televisivo quale strumento per la sensibilizzazione su temi di attualità".
 
 

L'Huffington Post, 9.11.2017
Il blog
Bello Montalbano, ma la Rai si ricordi anche di "Processo per stupro"
La donna che subisce una violenza ha sempre torto poiché alle vittime non si perdona nulla, figurarsi poi se la vittima è una donna: ecco, questo, purtroppo, si capisce da ciò che s'è letto e ascoltato in questi giorni, dopo che Asia Argento ha trovato il coraggio di raccontare della violenza subìta. È finita come finisce spesso: insulti, battute e quel fastidio sempre presente per ogni discorso sul diritto delle donne a difendersi e a scegliere cosa fare del proprio corpo e di se stesse. A fare da sfondo, l'idea che quelle donne quanto meno se la siano cercata. Insomma, sembrava di stare dentro Processo per stupro.
È come se in questi quasi quarant'anni - tanti ne son trascorsi da quando quel film-documentario venne trasmesso in tv per la prima volta - poco sia cambiato. Oggi come allora, di fronte al racconto di una violenza subìta da una donna, invece di discutere di quella violenza ancora si divaga, si allude ad asserite complicità delle donne che certamente avranno provocato il maschio, si ammicca, si dice che così va il mondo e, soprattutto, si finisce per analizzare la condotta di queste donne le quali, infine, diventano le vere imputate per la violenza che esse stesse hanno subìto. E così si finisce anche per evitare di discutere del fatto che il problema è la violenza e che imputato dovrebbe essere chi quella violenza ha commesso.
Da queste parti nei giorni scorsi s'era provato a raccontarlo, e s'era provato a dire anche di ciò che le vittime sono costrette a subire nel momento in cui decidono di parlare: gli insulti, naturalmente, e certi toni spicci e muscolari, l'assoluta mancanza d'ascolto, il sarcasmo da uomini di mondo "battutari" e un po' annoiati che in molti ritengono cosa innocua e, invece, è anch'essa violenza che dilaga ovunque e finisce per togliere alle vittime il coraggio di raccontare, così che infine ogni cosa viene ricacciata in un silenzio assolutorio e alla sbarra restano soltanto le vittime.
E dire che probabilmente basterebbero i primi minuti di Processo per stupro perché tutto ciò fosse chiaro anche a chi in questi giorni si fosse lasciato andare anche soltanto a certe virili canzonature; basterebbe riascoltare le arringhe degli avvocati, osservare i volti in quell'aula di tribunale, far caso al paternalismo di certe battute; e basterebbe riascoltare le domande e certe domande soprattutto, basterebbe seguire i ragionamenti che intendevano affermare la volontà della donna al rapporto sessuale; basterebbe riascoltare, più d'ogni altra cosa, quella considerazione sul mancato "morsetto" durante la fellatio, che ricorda certi argomenti usati in questi giorni per affermare come anche le attrici molestate da quel produttore americano in fondo sapevano a cosa sarebbero andate incontro e che forse, visto che hanno subìto ogni cosa senza reagire, non disdegnavano certe attenzioni.
Ecco, ogni storia è diversa ma ci sono storie che le rappresentano tutte. Quella di Processo per stupro è una di queste. In vista della giornata dedicata alla lotta ai femminicidi la Rai ha deciso di rimandare in onda alcune repliche della serie sul commissario Montalbano. Ma forse, vista l'aria che tira dopo il racconto di Asia Argento, sarebbe stato meglio rimandare in onda Processo per stupro perché sì, bello Montalbano, e forse quell'appello che pronuncia Andrea Camilleri prima della messa in onda avrà un grande ascolto per il traino fornito delle repliche della fiction, ma per raccontare la realtà serve anche la cronaca. E purtroppo Processo per stupro sembra persino cronaca di questi giorni.
Alessandro Calvi
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 9.11.2017
Tutto pronto per la grande festa del Massimo
Appuntamento lunedì a partire dalle 10,30 per una giornata da trascorrere insieme ai lettori

Il 29 ottobre del 1997 Repubblica Palermo arrivava per la prima volta nelle edicole siciliane. Un editoriale in prima pagina portava la firma del primo caporedattore Federico Geremicca, affiancata da un articolo di Andrea Camilleri, che in quell'anno pubblicava il quarto titolo della saga di Montalbano.
[...]
Marta Occhipinti
 
 

Noto News, 9.11.2017
teatro Tina Di Lorenzo
Noto, da Falcone e Borsellino a Camilleri e Pirandello: Leo Gullotta racconta la Sicilia
E’ partito dalla leggenda di Colapesce, ha raccontato il dramma dell’immigrazione al contrario di come siamo abituati a vederlo adesso: la Sicilia che adesso accoglie i migranti africani era la stessa regione che decenni fa vedeva scappare via i propri abitanti che andavano alla ricerca di una nuova vita

Dai miti siciliani alle poesie di Ignazio Buttita, passando per i capolavori letterari di Andrea Camilleri e Luigi Pirandello, ricordando le figure di Pippo Fava, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Leo Gullotta ha raccontato la Sicilia attraverso autori storici e contemporanei, esaltando nel suo “Minnazza”, spettacolo con cui è andato in scena martedì sera al teatro Tina Di Lorenzo di Noto (regia di Fabio Grossi, musiche di Germano Mazzocchetti e video di Mimmo Verdasca), i tanti drammi che, purtroppo, hanno visto e vedono protagonista la nostra isola.
Lo ha fatto a modo suo: passionale nel modo di recitare e coinvolgere il pubblico a cui ha strappato anche qualche sorriso intercalando momento di riflessione, spesso in siciliano, su quello che è successo in Sicilia negli ultimi anni. È partito dalla leggenda di Colapesce, ha raccontato il dramma dell’immigrazione al contrario di come siamo abituati a vederlo adesso: la Sicilia che adesso accoglie i migranti africani era la stessa regione che decenni fa vedeva scappare via i propri abitanti che andavano alla ricerca di una nuova vita. Ha raccontato le vite di Pippo Fava, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, passando anche dagli scritti di Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri.
Con una chiosa finale e un pizzico polemica. Quando ha mostrato la Costituzione ha detto che “altro non è che la Carta della nostra libertà. Che però non si studia più a scuola. Il perché non lo so, ma so che la nostra Costituzione non cammina da sola, va foraggiata e “aiutata” a crescere…”.
Ottavio Gintoli
 
 

Piccolo Teatro della Città, 10-13-14-15-16-18-19-21-22-27-28.11.2017
Catania
Maruzza Musumeci

10 novembre per le scuole
13-16 novembre per le scuole
18 e 19 novembre
21 e 22 novembre per le scuole
27 e 28 novembre per le scuole
 
 

La Repubblica, 10.11.2017
Nel saloon televisivo una sola certezza: Montalbano

Quattro episodi in replica con soggetto la violenza alle donne: a metà tra l'impegno civile (si arriva al 25 novembre per la Giornata mondiale dedicata al tema) e una classificazione non banale per il Montalbano televisivo riproposto da Rai1 ( Il grido delle donne, il mercoledì). Soprattutto c'era Andrea Camilleri a introdurre da Padre della patria qual è: col dito puntato verso la "sconsolante angustia mentale" di molti. E pur in replica, come da manuale del montalbanismo tv, è trionfale, quasi sette milioni, 27 per cento. La replica spiana il panorama e riduce l'attuale saloon televisivo, che si accapiglia a sangue su ascolti irrilevanti, alle sue dimensioni reali. Ps. Il Montalbano Team fa il suo lavoro: per autori di buona volontà, sul tema, meglio dare un'occhiata all'Inghilterra, dove Bbc ha fatto otto milioni e scatenato un dibattito feroce su violenze, stupri e altro con la durissima serie Apple Tree Yard (da noi su laF, il 21 novembre)
Antonio Dipollina
 
 

Hörzu, 10.11.2017
Montag / 00:25 / Sat.1 Emotions HD
Commissario Montalbano
Kümmelblättchen

Kümmelblättchen - Der geizige, alte Bauunternehmer Girolamo Cascio wird vom Auto überfahren und zunächst sieht alles nach einem Unfall aus. Doch dann meldet sich der Buchalter des Bauunternehmers bei Commissario Montalbano und wirft einige interessanten Fragen auf. Es scheint einen Zusammenhang mit dem Pennisi-Fall zu geben: Und ein verurteilter Mörder kam gerade nach 20 Jahren Haft wieder frei ...
 
 

Novaguide.gr, 10.11.2017
Inspector Montalbano
10 / 11 / 2017 | 23:00 Action24
Crime series - Ep. 6 (R)

Goldsmith Alberto Larussa seems to have committed suicide by turning his wheel chair to an electric chair. However, inspector Montalbano finds out that his will is fake.
 
 

Teatro Donnafugata, 11-12.11.2017
Maruzza Musumeci
Una storia di terra, di mari, d'ulivi (e di sirene!)
di e con Pietro Montandon
regia di Daniela Ardini

Interpretare il presente attraverso il fascino del mito: questa la missione di questa leggera e ironica “favola” - ma anche un po’ inquietante - di Andrea Camilleri (Sellerio, 2007). Pietro Montandon veste il ruolo di un “anti-Ulisse”, Gnazio Manisco, e di tutti gli altri personaggi della storia.
Gnazio, uomo “terragno”, legato cioè alla terra più che al mare, in un mondo sospeso tra mito e realtà finirà per sposarsi con Maruzza, misteriosa e bellissima giovane che scopriremo essere una sirena. Lo spettacolo prende idealmente il pubblico per mano e lo conduce in un viaggio attraverso una mitologia rude, selvaggia, sensuale, popolata da Aulissi Dimare, Sirene Catananne, cani feroci ma anche attraverso la poesia, l’ironia e la levità della storia d’amore di Gnazio e Maruzza, fino al messaggio finale dell’immortalità del canto delle sirene racchiuso in una conchiglia che dona l’ultimo conforto a un soldato morente.
 
 

Affaritaliani.it, 11.11.2017
Ascolti Tv Auditel, il piano della Rai per fermare Maria De Filippi
Maria stravince il prime time del sabato e Rai1 pensa alla controffensiva: stasera sfida all'ultimo share con Carlo Conti, poi Montalbano...
Gli ascolti Tv e l'Auditel hanno una regina incontrastata: Maria De Filippi. Con il suo Tu si que vales su Canale 5 ha praticamente raso al suolo Celebration in onda su Rai1, e l'ammiraglia del servizio pubblico ha deciso di mettere in atto una controffensiva, rivelata in anteprima da Dagospia.
Complice la partita di calcio Italia-Svezia in onda ieri in prime time, Tale e quale show questa sera andrà in onda di sabato scontrandosi direttamente contro Maria. Ma la controprogrammazione vedrà l'arrivo il sabato sera di un altro pezzo da novanta di Rai1, il Commissario Montalbano. Luca Zingaretti lancerà il guanto della sfida a Maria sabato 25 novembre.
[...]
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo) - Speciale Palermo 1997/2017, 12.11.2017
Santo Piazzese e gli altri. Scrittori, attori e un grande maestro. Il buon compleanno dei collaboratori e dei lettori "eccellenti" a Repubblica Palermo
Tanti auguri cara redazione

Ricordo l'entusiasmo di quando seppi di questa nuova impresa e mi proposero di collaborare venti anni fa.
Ecco, vi auguro di poter continuare a lavorare ancora a lungo con lo stesso entusiasmo.
Andrea Camilleri
 
 

Blasting News, 12.11.2017
Alessandro Mario nel nuovo Montalbano girato ad Agrigento
Lo vedremo anche interpretare un temuto boss nella fiction di Canale Cinque 'Sacrificio d'amore'.

Alessandro Mario sceglie ancora la sua Sicilia per tornare da protagonista sul piccolo schermo. Lo vedremo, infatti, molto presto in uno dei due episodi inediti del nuovo ciclo del Commissario Montalbano. Un ritorno a casa per Alessandro Mario, visto che il regista Alberto Sironi ha scelto di girare alcune scene ad #Agrigento e in particolare nella casa natale di Luigi Pirandello, situata tra la Valle dei Templi e la scogliera di marna bianca della Scala dei Turchi, due splendide località che abbiamo visto in alcune puntate del Commissario #Montalbano.
Un episodio che andrà in onda su RAI UNO nel 2018, in cui si riconferma che la Città dei Templi è un po' il centro catalizzatore dell'estro e della fantasia del papà del Commissario Montalbano, lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri.
La saggia decisione del regista Sironi di affidare un ruolo di coprotagonista dell'episodio di cui parliamo, intitolato "Amore", ad Alessandro Mario, dà all'attore l'opportunità di esprimere al meglio la sua sicilianità, che sinora abbiamo apprezzato soprattutto nelle sue numerose e brillanti esperienze teatrali. L'ultima delle quali l'ha visto mattatore nel ruolo di Nanni Lasca per la tournèe de "La Lupa" di Giovanni Verga, con Lina Sastri. Un successo sottolineato dalla critica e dal tutto esaurito in tanti teatri italiani. Così come a Racalmuto, vicino Agrigento, ha incantato quest'estate con lo spettacolo "La Sicilia e il suo cuore", il numeroso pubblico che ha partecipato ad una manifestazione in onore dei 95 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia.
L'episodio del Commissario Montalbano, "Amore", è ancora avvolto nel mistero. Si tratta della storia di una bellissima ragazza che scompare all'improvviso e il Commissario Montalbano (interpretato come sempre da Luca Zingaretti) è chiamato ad un'altra complessa indagine per scoprire il misterioso perché. Alessandro Mario è entusiasta per l'occasione che ha avuto di recitare con Zingaretti.
Alessandro Mario interpreta un altro personaggio a tutto tondo siciliano, anche nella fiction in costume, sulla Belle Epoque, prodotta da Mediaset ed intitolata "Sacrificio d'amore". Sarà in onda prossimamente su Canale Cinque. Lo vedremo nei panni di un boss del dopoguerra che fa pensare al celebre bandito siciliano Salvatore Giuliano.
E. D. Bella
 
 

Novaguide.gr, 12.11.2017
Inspector Montalbano
12 / 11 / 2017 | 21:00 Action24
Crime series - Ep. 7

The seemingly random death of a blind man, brings Montalbano in an island close to the shores of Sicily. There, the inspector discovers a huge amount of money in both the victim's and a local fisherman's bank accounts.
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 13.11.2017
Al Teatro Massimo la festa per i 20 anni di Repubblica Palermo
Oggi, una intera giornata per celebrare l'arrivo in edicola dell'edizione palermitana del quotidiano
Dibattiti, mostre e documentari con giornalisti, personaggi dello spettacolo e la partecipazione degli studenti

 
Il primo numero del giornale con l'articolo di Andrea Camilleri in prima pagina e un momento della manifestazione
 
 

Emilia-Romagna Mamma, 14.11.2017
Camilleri, la rabbia, Esopo e sapere chiedere scusa

[...]
Misteri e incantesimi. Andrea Camilleri regala ai giovani lettori un’affascinante fiaba di incantesimi e magia. Lullina ha 6 anni e le piace molto passeggiare con suo nonno, perché le racconta tante storie e le spiega tante cose. Ma un bel giorno a Lullina viene in mente di raccontare lei a suo nonno di uno strano sogno, più assurdo di qualsiasi favola e più fantasioso di qualsiasi invenzione: un nano vestito di giallo le ha rivelato sette parole magiche, parole misteriose col potere di far scomparire le persone… Un’affascinante fiaba di incantesimi e magia.
Magarìa
Andrea Camilleri, illustratore G. Orecchia, Mondadori, euro 15. Da 8 anni.
Dolores Carnemolla
 
 

Repubblica Tv, 14.11.2017
Webnotte, Manzini: "Camilleri il mio maestro, ma per Rocco Schiavone nessun consiglio"

Antonio Manzini, autore dei famosi romanzi polizieschi con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, ha da poco pubblicato il sesto libro della serie "Pulvis et umbra", edito da Sellerio. Rocco Schiavone è diventata anche una serie tv di altrettanto successo con protagonista Marco Giallini. Ospite di Webnotte, lo scrittore spiega come si sviluppa un personaggio in un romanzo seriale e racconta i suoi incontri con Andrea Camilleri
 
 

Repubblica Tv, 15.11.2017
Difesa del mare, le associazioni: "Approvare subito la legge contro le microplastiche nei cosmetici"

Le associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks e Greenpeace hanno presentato al presidente del Senato Pietro Grasso l’appello #faidafiltro per chiedere l’approvazione immediata del ddl che mette al bando le microplastiche nei cosmetici, approvato alla Camera all’unanimità nell’ottobre del 2016 e fermo da un anno a Palazzo Madama. L’appello è stato sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, tra cui Piero Angela, Giovanni Soldini, Luca Mercalli, Andrea Camilleri
 
 

Rai Pubblicità, 15.11.2017
Il commissario Montalbano
per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne il grido delle donne
con il ciclo il grido delle donne

8 novembre una voce di notte
15 novembre la caccia al tesoro
22 novembre le ali della sfinge
29 novembre gatto e cardellino
 
 

TV.nu, 15.11.2017
Il commissario Montalbano
Rai 1 Igår 21:25 - 23:30
Om programmet
Drama/Kriminalare Italien 2011
Säsong 8 Avsnitt 3 av 4

Due anziani e bislacchi fanatici religiosi perdono del tutto il senno, si barricano nel loro appartamento e si mettono a sparare dalle finestre. Montalbano e i suoi riescono a disarmarli e, tra i vari segni della loro follia, trovano nell'appartamento anche una bambola gonfiabile stranamente deturpata. Il giorno successivo in un cassonetto viene ritrovata un'altra bambola identica alla prima. Montalbano comprende di essere di fronte ad un enigma che dovrà risolvere.
 
 

Kurier.at, 15.11.2017
Rai Uno
Il Commissario Montalbano
Serie gialla, I, 140 Min.
Originaltitel: Inspector Montalbano
Regie: Alberto Sironi
21:25
 
 

TV-Programm heute - search.ch, 15.11.2017
Il Commissario Montalbano
Descrizione
La Rai Radiotelevisione Italiana presenta Il Commissario Montalbano - La caccia al tesoro
 
 

La Voce Apuana, 15.11.2017
Ecco la stagione teatrale del Garibaldi
Dopo una breve parentesi, la stagione teatrale torna al Garibaldi in attesa di poter riaprire gli Animosi

Carrara - Una nuova stagione di teatro da gennaio alla Sala Garibaldi di Carrara, il luogo in cui il Comune ha deciso di ospitare un altro anno di spettacoli in attesa di avere nuovamente a disposizione il Teatro degli Animosi.
[…]
IL CASELLANTE, tratto dall’omonimo romanzo di Camilleri, viene proposto da Moni Ovadia nella sua riduzione per le scene (a opera dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale, anche regista) mercoledì 7 e giovedì 8 febbraio: è la storia struggentemente divertente nella quale il dolore viene rielaborato dalla matrice “mitologica” dello scrittore siciliano e analizzato nelle sue molteplici declinazioni.
[…]
 
 

TvZoom, 16.11.2017
Ascolti Tv 15 novembre tutti i dati: (ri)Montalbano 5,6 milioni, Segreto 3,1. The Comedians 2%

Un mercoledì televisivo contraddistinto da scelte molto conservative quello del 15 novembre. Viale Mazzini puntava sull’usato sicuro: su Rai1 c’era una replica de Il Commissario Montalbano, Caccia al tesoro.
[...]
Su Rai Uno la replica de Il commissario Montalbano – Caccia al tesoro, con Luca Zingaretti, Peppino Mazzotta, Cesare Bocci, Angelo Russo, Dajana Roncione e Giovanni Visentin – ha riscosso 5,681 milioni di spettatori e il 23,61% di share.
[...]
Emanuele Bruno
 
 

ItaliaPost, 16.11.2017
Commissario Montalbano, Ascolti Record per la Serie Tv
La serie della Rai continua a macinare record: merito di Andrea Camilleri e di Luca Zingaretti.

Le repliche de: “Il Commissario Montalbano” ancora tengono attaccati allo schienale delle poltrone di casa moltissime persone. Montalbano è “l’uomo”, anzi “il personaggio dei record”. Le puntate dello scorso anno hanno raggiunto 11 milioni di telespettatori, con uno share pari al 44,1%.
Inoltre è il telefilm più visto in assoluto dal pubblico italiano nella storia delle fiction da noi trasmesse. Ad oggi le “indagini di Camilleri” hanno raggiunto un numero esorbitante di visitatori del piccolo schermo: ben 1 miliardo. Per 18 anni della storia della serie è un record assoluto, se consideriamo che anche il suo autore scrive su Montalbano più o meno da questa data!
Davvero eccezionale come risultato televisivo. Da Viale Mazzini si vocifera che il “commissario” è stato il prediletto dei telespettatori di ogni regione d’Italia: dal Piemonte, con il 49% di share, alla Sicilia con il 55%, con una “chicca” che vede interessato soprattutto il pubblico dei laureati. Esso è anche il programma più commentato sui social.
Il Direttore Generale della RAI ha sostenuto che ciò lo rende orgoglioso con tutta la squadra della rete. Ma anche noi siamo soddisfatti: i telespettatori che ogni mercoledì ci mettiamo davanti al teleschermo e ne seguiamo di nuovo e pedissequamente ogni puntata anche già trasmessa. Di solito è ciò che accade anche con una serie americana tra le più longeve, come “La signora in giallo”, particolarmente godibile anche nelle repliche.
Oggi comunque Montalbano è anche su Raiplay, il che rende ancor più entusiasti i vertici della rete italiana. Ma non è tutto: pare si aggiungano ogni anno altri spettatori che vanno ad incrementare il già vasto pubblico del genere poliziesco più visto della storia della tv italiana e non solo, perché “Il commissario” sbarca anche all’estero ed ora soprattutto con la stessa raiplay.
Lo dice Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction, perché ella dichiara che le storie del romanziere sostengano ed implementino il senso di giustizia del pubblico e dell’umanità in genere, congratulandosi con Alberto Sironi (tra gli autori) e con l’intramontabile attore: Zingaretti che mostra di aver fatto presa sul pubblico di ogni età e provenienza. La produzione che con la Rai ha raggiunto questi risultati, è la Palomar.
Il successo di Camilleri
Ma esse non fanno altro che affermare un successo intramontabile di Andrea Camilleri che a 92 anni riesce ancora ad essere moderno, attuale e “significativo” come pochi alla sua età saprebbero essere. È un elisir di lunga vita per l’autore che con le sue storie ha raggiunto l’intento di trasmetterci anche come l’Italia non sia solo mafiosa, (e la Sicilia soprattutto), poiché in moltissimi episodi si sospetta della mafia ma poi si scoprono sempre storie che questa la sfiorano soltanto.
Ma Montalbano ha dietro di se’ anche moltissimi personaggi di rilievo come Fazio, affidabile seguace investigatore e Mimì Augello, instancabile amico di Salvo. Questi sono capaci di dargli un tono di rilievo; e come non parlare dell’intramontabile Catarella, che storpia i nomi e si esprime in modo improbabile? Questi risulta sempre attento e neanche tanto incapace con i mezzi di comunicazione…
Insomma tutto ciò rende la serie estremamente apprezzabile. Ma la sorprendente rivelazione de “Il commissario Montalbano” è proprio il successo del suo creatore. Infatti Camilleri, anche nelle sue presentazioni appare asciutto e sintetico, in modo da non annoiare mai il pubblico. E la rivelazione sta proprio nel linguaggio che usa: moderno, accattivante, chiaro, conciso, simile a quello dei social di oggi che certo sono più adatti ad un ventenne che non ad un novantenne!
Camilleri è sempre attuale, facile sembra, da tradurre nelle lingue straniere e di ugualmente semplice trascrizione sullo schermo. Il Commissario non cambia mai: è sempre lui e per questo, seppur con qualche eccezione, continua a mietere successo. Il lessico dell’autore è, come si accennava, lineare e la sceneggiatura incalzante. Tutto ciò rende Camilleri, più che Montalbano, l’uomo dei record televisivi.
Quella di cui, comunque chi scrive si voglia complimentare con l’ideatore del personaggio è la pazienza; sì, perché Camilleri ha raggiunto la fama alla veneranda età di 70 anni e non lo abbiamo mai sentito lamentarsi per questo. Davvero un uomo eccezionale! E, non dimentichiamocelo: anche attivo nella lotta alla criminalità da sempre. Lunga vita a Montalbano e al suo papà dunque, ne siamo convinti!
Michela Gabrielli
 
 

Donna Moderna, 17.11.2017
Scusi Montalbano, permette una domanda?
Montalbano ritorna in tv con 4 repliche e fa record di ascolti: una media di circa 6 milioni di spettatori. Gli episodi scelti hanno come tema centrale la violenza sulle donne

Il commissario più amato dagli italiani è tornato in tv con quattro episodi in replica ogni mercoledì ed è subito record di ascolti. I titoli sono “Una voce di notte”, “La caccia al tesoro”, “Le ali della sfinge”, “Il gatto e il cardellino”.
Tutte le puntate sono accomunate dalla violenza sulle donne, tema molto attuale negli ultimi tempi e che avrà la massima attenzione il 25 novembre, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
Insieme al commissario ritroviamo il suo vice Mimì Augello, l’ispettore Fazio, l’eterna fidanzata Livia, l’amica del cuore Ingrid e tutti gli altri protagonisti che – data la familiarità con cui li frequentiamo – percepiamo ormai come amici: ci piacerebbe averli accanto per scambiare due chiacchiere, mangiare o bere qualcosa insieme e, magari, soddisfare alcuni dubbi.
E voi, avendone la possibilità, cosa chiedereste a Montalbano & co? Ecco le domande che faremmo noi, andando a investigare nel mondo creato dalla penna del maestro Andrea Camilleri.
Terapia di coppia per Montalbano?
Ne avremmo di interrogativi da rivolgere al commissario, ad esempio, sapere a cosa non rinuncerebbe mai (il buon cibo? la ricerca della verità?), di cosa ha paura o la sua personale lista di “rotture di cabasisi” ma, si sa, la curiosità femminile ruota sempre intorno alle questioni sentimentali. Parafrasando la canzone di Battisti e riferendoci alla compagna Livia, verrebbe proprio da chiedergli: “scusi lei, la ama o no?” sperando di non ricevere come risposta “non lo so però ci sto!”.
Noi che conosciamo l’animo femminile e i dubbi che lo affaticano in assenza di attenzioni avremmo quasi voglia di mettere Montalbano in un angolo e suggerirgli di sbilanciarsi con una proposta di matrimonio (anni prima, in gioventù, ci era andato molto vicino), pur sapendo quanto odi le convenzioni e soprattutto chi si intromette nella sua vita personale. Forse meglio restare sul vago, altrimenti rischiamo di alimentare la classifica delle rotture di cui sopra…
Mimì, aprici il tuo cuore!
Dongiovanni impenitente, Mimì Augello non è solo, insieme a Fazio, uno dei più affiatati colleghi di lavoro ma anche un amico sincero del commissario, al suo fianco fin dalle prime inchieste. Nonostante il tardivo matrimonio con Beba, è sempre sensibile al fascino femminile, anche per avere conferme sulle sue qualità di “fimminaro” (a volte perfino utili nel corso delle indagini investigative). Dalle vicende de “Il giovane Montalbano”, scopriamo che conobbe la giovane Livia prima di Salvo e che cercò subito di sedurla ricevendo, però, un netto rifiuto. Vorremmo capire se quella sconfitta in campo amoroso è stata digerita facilmente o se, al contrario, brucia ancora dentro e questo solo Mimì può dircelo…
Le regole di Livia per un rapporto longevo
A Livia, protagonista di un amore a distanza di oltre 1.000 chilometri, richiederemmo la formula magica della sua relazione (più che decennale) con Salvo, un uomo che, fascino poliziesco a parte, proprio così facile non è: allergico al matrimonio, a volte incurante dei suoi arrivi in aeroporto o in bus, con la mente spesso altrove e non sempre entusiasta dei piatti che lei si sforza di cucinare. Tra alti e bassi nei vari anni, la coppia rimane solida, resistendo anche a qualche “sbandata” del commissario, legata probabilmente alla famosa crisi di mezza età. Col passare del tempo è come se Livia avesse accettato Montalbano nella sua interezza, aspetti “difficili” compresi. Quindi, cara Livia, svelaci come non perdere le staffe alle prime disattenzioni del fidanzato!
Un quesito, di pirsona pirsonalmente, per Catarella
Il pasticcione Catarella, agente centralinista, è la nota di buonumore all’interno del commissariato. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: storpia i nomi e interpreta a modo suo le telefonate in arrivo, riportandoci, come una macchina del tempo, alle situazioni comiche dei film di Totò e Peppino. Tutti avremmo bisogno di un collega del genere, anche se talvolta mette a dura prova la pazienza. Ne “Il campo del vasaio” ci sorprende tutti con una mirabile prova d’attore nella rappresentazione della Passione di Cristo: ma a parte recitare, cosa altro ama? O detesta? Domando perdonanza e comprensione, caro Catarella, mi scappò (la curiosità)!
Non di solo lavoro si vive!
L’ispettore Giuseppe Fazio, uomo di fiducia del commissario, è un giovane di poche parole amante dei “pizzini”, piccoli ritagli di carta in cui appunta le principali informazioni sugli indagati. A parte il padre, anche lui impiegato nel commissariato prima del figlio, non abbiamo altre notizie sulla sua famiglia e di lui sappiamo veramente poco: cosa fa al di fuori dell’orario di lavoro, chi vede, che passioni ha, è fidanzato oppure no, per quale squadra tifa? Accetteremmo anche svariati “pizzini” pur di carpire qualcosa in più sulla sua vita…
Gli ingredienti segreti di Adelina
Adelina, “l’angelo custode culinario” del commissario, è l’unica (insieme al ristoratore Enzo, specializzato nei piatti a base di pesce) in grado di far cambiare umore a Montalbano quando è giù di corda o preoccupato per lo svolgimento di qualche indagine. Regina del focolare domestico, avrebbe tutte le carte in regola per condurre in tv una trasmissione di cucina, tipo “Il menù di Adelina”. Da lei pretenderemmo subito la ricetta della pasta ‘ncaciata o delle arancine, sicuri toccasana contro il logorio della vita quotidiana.
Dalla Svezia con furore
A una prima occhiata, la bionda svedesona Ingrid potrebbe sembrare qualcosa di più della storica amica di Salvo, eppure tra i due non c’è nulla, nonostante abbiano dormito insieme e siano uniti da innegabile complicità. Proprio per questo ci intrigherebbe scoprire se ha mai pensato di oltrepassare il confine dell’amicizia: forse il timore di perdere un consigliere speciale come il commissario (rischio da pagare nel caso venisse rifiutata) ha vinto qualsiasi desiderio di conquista amorosa? O c’è dell’altro? Ingrid, a te la parola!
Nadia Santese
 
 

Alganews, 17.11.2017
Ma Montalbano non è Gomorra

A Uno Mattina, il giornalista Franco Di Mare dice giustamente che Gomorra condanna Napoli ai pregiudizi.” Qualcuno, in disaccordo con Di Mare, commenta sul web che se così fosse anche Camilleri con il suo Montalbano getterebbe fango sulla Sicilia, poichè scrive di faccende criminali.
Ma come si fa a paragonare Montalbano, che contrasta il crimine in una società civile mostrata, com’è giusto che sia, in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi, qual è ovunque nel mondo, con una rappresentazione oscena e caricaturale tipo gomorra, dove Napoli appare solo e soltanto come un’orrorifica e irredimibile città del male?
[...]
Raffaele Vescera
 
 

La Repubblica (ed. di Milano), 17.11.2017
L'agenda

BOOK SAPIENS A BASE
Camilleri, Allende e altri grandi scrittori raccontati in pillole di 30 secondi su 4 schermi. L'installazi one di Luz apre oggi, ore 18-21, a Base, via Bergognone 34, fino a domenica
 
 

tvtv.de, 18.11.2017
Sat.1 emotions 10:30 Fr 17. November
Krimi, I 2012
Der junge Montalbano
Staffel 1, Folge 3 von 6, San Calorio

Montalbano erhält Verstärkung im Kommissariat. Doch sein Vize-Commissario Augello ist nicht nur sehr selbstbewusst, sondern auch ein Frauenheld. Um ihn zu beschäftigen, überlässt Montalbano ihm einen Einbruch, bei dem lediglich 365 Kronkorken gestohlen wurden. Kein wirklicher Fall, wie es zunächst scheint ... Beim San Calorio-Fest verschwindet eine Dreijährige. Doch kurz darauf taucht das Mädchen wieder unversehrt auf. Also wieder kein richtiger Fall für die Ermittler. Oder doch?
 
 

Novaguide.gr, 19.11.2017
Inspector Montalbano
19 / 11 / 2017 | 21:00 Action24
Crime series - Ep. 8

Inspector Montalbano would want to accept the invitation of Adelina, his cleaning lady, who promised to cook him croquettes. A couple is found dead in a car accident which soon turns into a murder investigation.
 
 

tvtv.de, 19.11.2017
Sat.1 emotions 08:50 So 19. November
Sonstiges, I 2005
Commissario Montalbano
Staffel 5, Folge 2 von 2, Gleichstand

Angelo Bonpensiero wird tot aufgefunden, und alle Indizien sprechen für einen typischen Mafia-Mord. Angelo war mit Maiuccia Cuffaro verheiratet, der Tocher des berühmten Mafiabosses Cuffaro. Alle sind sich sicher, dass die andere mächtige Mafia-Familie – die Sinagras – hinter dem Mord steckt. Kurz darauf entbrennt ein heftiger Mafia-Krieg. Doch das Verschwinden der jungen Eva macht Commissario Montalbano stutzig. Steckt doch jemand anderes hinter dem ersten Mord?
 
 

Adnkronos, 20.11.2017
'Più libri più liberi' arriva alla Nuvola nel segno della Legalità

Circa 500 editori coinvolti, 100 in più rispetto all'edizione dell'anno scorso con un programma che prevede 550 appuntamenti, 200 in più del 2016. E soprattutto una nuova 'casa' nella quale verranno ospitati gli eventi e oltre 1.000 autori. La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria torna nella Capitale, dal 6 al 10 dicembre, festeggiando il traguardo della 16esima edizione al Roma Convention Center-La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano Fuksas che si apre per la prima volta ad una manifestazione rivolta alla città. Una vera e propria "sfida" che segna un nuovo inizio per l'iniziativa targata Aie, ribattezzata 'Più libri più liberi nella Nuvola': viene lasciata, infatti, la sede tradizionale occupata fino all'anno scorso, il Palazzo dei Congressi dell'Eur.
[...]
Tanti gli italiani che arriveranno alla Nuvola: Giancarlo De Cataldo, Andrea Camilleri, Edoardo Albinati, Massimo Recalcati, Massimo Carlotto, Walter Siti, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Alessandro Baricco, Roberto Saviano.
[...]
 
 

La Sicilia, 20.11.2017
Piccolo Teatro della Città - Catania
Applausi a Montandon protagonista assoluto dalle qualità inesauribili

Il piccolo Teatro della Città ha presentato nel week end un atto unico di straordinario interesse. Si intitola "Maruzza Musumeci". Deriva da un romanzo di Andrea Camilleri e, per la intelligente regia di Daniela Ardini, è affidato alle qualità artistiche davvero inesauribili di Pietro Montandon. Sulla scena impersona i ruoli più diversi, cambia atteggiamento e modi acconciandosi un copricapo o cambiando portamento. Ma ogni volta crea un tipo umano diverso: e sono tutti autentici, colti con il verismo che era stato di Verga. Persone sono, non pupi. E siccome l'interprete unico è sempre lui, fa notare, specie nei contrasti tra tipi umani diversi, la pochezza delle nostre pretese, la ridicola fragilità delle convinzioni che a noi sembrano solide. Giunge al vertice della psicoanalisi il contrasto erotico tra l'uomo e la donna vissuto con emozioni ed esclamazioni diverse, con entusiasmi e delusioni contrapposte. Questo sul piano delle emozioni. Ma vi si aggiunge anche il piano, assolutamente esemplare, dell'espressione. Prontezza di parola, gamma sonora vastissima: dalle esclamazioni stridule della donnetta al registro baritono dell'omaccione: e di mezzo una galleria numerosa di tipi caratterizzati con pochi tratti e vivi come difficilmente riescono a tratteggiarli i protagonisti dei drammi affidati ad intere compagnie di interpreti. Non è solo questione di trasformismo: Pietro Montandon cambia il carattere umano in un baleno, ma sempre all'interno di un verismo perfetto. Quei gesti, quelle modulazioni della voce, quel modo di esclamare e di muoversi sono la Sicilia che abbiamo conosciuto nel tratto umano che loro affida Camilleri, erede del Verismo e del Pirandellismo. Già per questo il lavoro è stato più volte interrotto da applausi entusiastici dal pubblico della prima. Ma c'è dell'altro: l'idioma. Dove si mescolano, e brillano, le sonorità siciliane, quella cantilena che si è venuta plasmando nel corso della nostra plurimillenaria storia.
SER. SC.
 
 

Lapis, 20.11.2017
Stagione 2017/2018 del Teatro Garibaldi di Enna
direttore artistico Mario Incudine
Quando 20 novembre 2017 Ore 19
Dove Teatro Garibaldi / Enna
Prezzo Ingresso libero

Sarà una serata speciale quella che la macchina comunale ennese ha organizzato per lunedì 20 novembre. A partire dalle ore 19 il direttore artistico Mario Incudine, appena rientrato dal suo tour in Brasile e reduce dalla nuova importante collaborazione con il cantautore Biagio Antonacci, presenterà al suo pubblico, alla presenza del sindaco Maurizio Dipietro e al neo assessore al turismo e agli spettacoli Francesco Colianni, la stagione 2017/2018 che per il quarto anno consecutivo ha impaginato per il Teatro Garibaldi di Enna, donando nuovo lustro a una città che, grazie alla fervida attività del teatro comunale fortemente sostenuto dall’Amministrazione guidata da Dipietro, è ormai conosciuto in tutta Italia. Poche, anzi pochissime, le anticipazioni trapelate, su una stagione che si annuncia ricca di sorprese.
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Dopo aver ospitato nella scorsa stagione lo spettacolo “Il Casellante”, quest’anno il teatro ennese ospiterà un nuovo spettacolo tratto dalla trilogia mitologica di Andrea Camilleri: “Maruzza Musumeci” con Pietro Montandon e la regia di Daniela Ardini.
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Salernonotizie.it, 20.11.2017
Cosa pensano dell’Italia all’estero?
Parte terza

Tutto fa immagine e tutto fa notizia. La Sicilia viene alla ribalta per vari motivi: alcuni funesti, altri leggeri.
Questi ultimi: l’ennesima replica del Commissario Montalbano. Dire ennesima è dire poco: da venti anni a questa parte noi viviamo tra Vigata, il paese di fantasia che trasfigura Porto Empedocle, e Marinella, che a sua volta trasfigura Marina di Ragusa.
Montalbano ha il talento di risolvere tanto i casi più intricati quanto i profili di legalità connessi alla sua abitazione. Costruita praticamente sul bagnasciuga, qualcuno potrebbe sospettare che sia frutto di abuso edilizio. Condonato dal proprietario? E Montalbano: è lui il proprietario cui incombe la responsabilità del fatto o l’affittuario? E perché non ci spiega il segreto della magnifica quanto discutibile ubicazione del manufatto?
La serie dei quattro sceneggiati è riproposta dalla RAI sotto il titolo di un omaggio alle donne, vittime di molestie e atti ben più gravi. Adoperare un personaggio siciliano per lodare le donne e, per converso, condannarne i detrattori, è altro talento del Commissario e del suo creatore. Nel presentare il primo sceneggiato, Camilleri rileva che un paese che pratica il “femminicidio”, per non dire la violenza quotidiana sulle donne, non può dirsi civile.
Camilleri è capace di ironia, a mitigare la veemenza delle deprecazioni. In libreria si trova “Un mese con Montalbano”, un’antologia di racconti che ora esce per i tipi di Sellerio. Il lettore non s’inganni: si tratta della ristampa della prima edizione pubblicata con Mondadori. Camilleri avverte che un giorno Elvira Sellerio, l’editrice scomparsa, lo redarguì circa il successo del Commissario.
Andrea, so che un giorno mi tradirai: se lo farai con “una sciacquetta” mi arrabbio, ma se mi tradisci con Marylin lo posso capire. Camilleri si sentì allora autorizzato a tradire e concluse un contratto di qualità con la milanese Mondadori. Ora i racconti tornano alla casa naturale: la palermitana Sellerio. Camilleri – Montalbano rendono legale, e leggero, persino il tradimento editoriale, che parafrasa il tradimento d’amore.
A proposito di Sicilia, Michele Serra sostiene che a certe condizioni sarebbe il posto dove vivere al mondo. Cultura antica e moderna, clima talmente mite che dimentichi il cappotto nell’armadio, cucina e vini e dolci e gelati da attentato alla linea e da gioia al gusto. Solo che ci sta quel piccolo problema là. Lo stesso problema che affligge altre regioni italiane e ci rendono un unicum in Europa.
Montalbano proietta un’immagine rassicurante: anche l’abuso edilizio può essere affrontato con benevolenza poiché altri sono i meriti dell’investigatore. Certi fatti proiettano un’immagine meno rassicurante. Ambedue le immagini contribuiscono al “ranking” internazionale del paese. Oscilliamo fra la modernità e l’arcaicità. A sciogliere il dilemma, miglioriamo i voti e riprendiamo la marcia.
Cosimo Risi
 
 

La Sicilia, 21.11.2017
Il convegno
La memoria de "La Sicilia" per aiutare la didattica
IL PROGRAMMA
Nel convegno verranno sviluppati i seguenti temi: "La questione meridionale" (Lina Scalisi, ordinario di Storia moderna, Università di Catania); "Luigi Sturzo, i giornali e il milazzismo" (Giuseppe Di Fazio, giornalista, presidente del Comitato scientifico Fondazione Dse); "Montalbano, sono. Narrazione e identità" (Alessandro De Filippo, docente di Cinema, fotografia e televisione al Disum, Università di Catania); "Sui mass media, Leonardo Sciascia fra letteratura e informazione" (Gabriella Congiu, docente di materie letterarie, liceo scientifico "Galileo Galilei", Catania); "Gesualdo Bufalino, le ragioni dello scrivere" (Lorenzo Maratta, già dirigente scolastico del liceo scientifico "Archimede" di Acireale, scrittore); "La storia della Sicilia scandita dall'Etna" (Alfio Di Marco, giornalista, esperto di divulgazione scientifica).


Fondazione DSE. Gli articoli della serie Tv come spunto di analisi sociologica
Narrazione e identità l’esempio di Montalbano
Perché il commissario di Camilleri è diventato un "brand" per la Sicilia
Il segreto sta nel senso di appartenenza: i siciliani si sentono rappresentati da questo "eroe imperfetto"

L'accesso all'archivio digitale della Fondazione Domenico Sanfilippo Editore ha permesso di effettuare una ricerca sulla rappresentazione del territorio regionale all'interno della serie televisiva II commissario Montalbano, andata in onda sui canali della Rai a partire dal 6 maggio del 1999 e non ancora conclusa. Nella predisposizione della maschera di ricerca, oltre a fissare i limiti di tempo, si è proceduto a organizzare i record secondo l'ordine di rilevanza e non in ordine cronologico. Questa scelta ha permesso di disambiguare parzialmente il nome Montalbano, che veniva richiamato, per esempio, anche negli articoli concernenti Montalbano Elicona antico borgo del messinese, premiato dall'ANCI nel 2015 come il più bello d'Italia.
Gli articoli selezionati sono 94, pubblicati su 53 numeri del quotidiano «La Sicilia». Non di rado, infatti, il quotidiano ha dedicato intere paginate alla serie televisiva, contenenti ognuna diversi articoli, firmati soprattutto da collaboratori della zona del ragusano, dove si effettuano le riprese della serie televisiva.
Dopo una prima analisi dei testi, si è proceduto a un loro raggruppamento tematico, che ha messo in luce 5 topic distinti, ognuno dei quali procede in maniera diacronica secondo una propria linea narrativa indipendente.
1. Pervasività dell'immaginario. Il Commissario, descritto nei romanzi di Camilleri e poi rappresentato in televisione sulle reti nazionali, è entrato a far parte della vita quotidiana degli italiani. Il suo mondo, dalla rappresentazione letteraria e televisiva, penetra così nel linguaggio comune di tutti i giorni. Farò qui, per brevità dell'esposizione, soltanto due esempi.
Antonio La Monica intervista Giuseppe Gammino, Questore di Ragusa, nel suo articolo pubblicato il 17 aprile 2013, con il titolo «Una fiction sempre più legata alla realtà. I commenti dei "colleghi" di Salvo Montalbano». È lo stesso capo della Questura che con le sue parole sembra incoraggiare la commistione tra realtà e rappresentazione: «il successo della fiction è per tutte le forze dell'ordine un regalo perché pubblicizza lo sforzo che quotidianamente produciamo». Ma questa sovrapposizione di piani giunge a perfetto compimento quando Porta a Porta di Bruno Vespa dedica una serata a Il giovane Montalbano. L'articolo, pubblicato il 19 settembre 2015 a firma di Michele Barbagallo, pone al centro dell'attenzione lo scivolamento dalla celebrazione alla consacrazione del fenomeno televisivo, con tanto di reliquia pronta per il culto: «Anche il plastico della "stanza" in studio per discutere il successo della fiction».
2. Maschere e persone. Luca Zingaretti non interpreta Salvo Montalbano, lo è. L'attore romano vive questa reductio ad unum in maniera controversa: da una parte deve infatti il proprio successo d'attore e la riconoscibilità internazionale a questo ruolo; dall'altra, in alcune interviste Zingaretti ha manifestato qualche segnale di insofferenza. Questa identità tra persona-interprete e personaggio-interpretato d'altronde è un effetto tipico delle rappresentazioni seriali, che per-mettono una identificazione più profonda e duratura.
3. Valorizzazione e promozione del territorio. È la linea narrativa che vede in assoluto il maggior numero di interventi, tanto da poter esser considerata il main plot di questa rappresentazione generale del rapporto tra il mondo di Montalbano e la Sicilia. Gli interventi che la riguardano sono ben 40 e possono essere organizzati in due articolazioni distinte: la prima, con 22 interventi, riguarda l'importanza strategica della serie televisiva - e, in minima parte, anche dei romanzi - per ciò che concerne la promozione del territorio, per tutte le attività turistiche che insistono sulla zona del ragusano; la seconda articolazione, con 18 interventi, è una sorta di spin-off della prima e riguarda un ipotetico tentativo della Apulia Film Commission di strappare alla Sicilia Film Commission gli accordi con la Palomar, casa di produzione della serie tv. Perché, come scrive Mario Barresi il 18 settembre 2014, «Il "Pil" del Commissario? "Conta più dell'Unesco"».
4. L'autore e le storie. È la meno avvincente delle linee narrative e riguarda lo scrittore Camilleri e la città di Vigata, frutto della sua invenzione e rivendicata da almeno due territori: Porto Empedocle, città di residenza dello scrittore, e Scicli, luogo di ambientazione televisiva del commissariato. L'elemento più interessante di questo raggruppamento di articoli, meno omogeneo degli altri dal punto di vista tematico, è la curiosità intorno allo scrittore, dai suoi gusti letterari a quelli culinari.
5. La cosa e l'immagine della cosa. Si concentra sulla descrizione dei tratti caratteristici del prodotto audiovisivo. E questa descrizione diventa, man mano che si procede negli anni, fattore di riconoscibilità della serie, dei suoi personaggi, persino di tormentoni: «di persona personalmente», «Lei mi sta rompendo i cabbasisi!», «Montalbano, sono», «non mi facevo persuaso...». Anche attraverso la lingua, in questo modo, il racconto si fa elemento identitario per la comunità di parlanti l'italiano regionale.
Forse, il segreto di questo enorme successo di pubblico, da finale dei mondiali di calcio, sta proprio nel senso di appartenenza. Perché i siciliani si sentono davvero rappresentati dal Commissario Montalbano e ne hanno fatto il loro eroe imperfetto. Tutto era già scritto sul primo articolo di presentazione della serie, datato 6 maggio 1999, a firma di Silvia di Paola: «È cinico ma capace di grande affetto; rifugge da ogni manifestazione in odore di patetico ma, in fondo, sa bene qual è il peso dell'amore; scavalca le regole ma sempre in nome di una lealtà cui è pronto a sacrificare ogni cosa [...], non ha parvenza di eroe, ama la lettera e il buon cibo, sa stranamente esercitare l'anacronistica arte dell'ozio e, a volte, sogna pure. E, se sino a oggi stava chiuso tra le pagine dei libri, da oggi è in carne ed ossa ed è lì, a due passi da noi».
Alessandro De Filippo
 
 

La Sicilia, 21.11.2017
Il cartellone. Nella nuova stagione una favola musicale di Moni Ovadia, "Liolà" con il Biondo, e "Otello" con il Naselli di Comiso
«A Enna un teatro aperto»
Mario Incudine: «Produzioni e residenze artistiche per creare un rapporto con i giovani e il territorio»

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Il via alla stagione di prosa il 29 novembre con "Filumena Marturano" [...] poi la trasposizione teatrale della novella di Andrea Camilleri "Maruzza Musumeci" con protagonista assoluto Pietro Montandon.
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Mario Incudine riprenderà "Il casellante" da Camilleri, regia di Giuseppe Dipasquale.
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Ombretta Grasso
 
 

La Sicilia, 21.11.2017
L'intervista. In "sette passi prima di morire", primo romanzo della scrittrice catanese, la giovane poliziotta Maria Rosaria Baiamonte, indaga in una città seducente, ricca di tesori artistici e contraddizioni. «Volevo che fosse protagonista, raccontarla a chi non la conosce e a chi ci vive»
La Catania in giallo di Marcella Strazzuso

Un fidanzato che la trascura da New York, un pittore francese che la corteggia a Catania, la gatta Isotta a farle compagnia, la passione per il karaté e le piante, e soprattutto l'intuito di una investigatrice innamorata del proprio lavoro. Maria Rosaria da Avola, «spinosa fuori, dolce dentro come un ficodindia», ispettore di polizia appena arrivata nella città etnea, è la protagonista del giallo "Sette passi prima di morire" di Marcella Strazzuso (Algra Editore) che si presenta a Catania oggi pomeriggio, alle 17, nell'incontro organizzato dal Lyceum al Circolo Unione. Accanto all'ispettrice Baiamonte, l'altra protagonista del romanzo è una Catania in noir, tra scippatori e scorci da turista, dalla Civita a piazza Stesicoro. Con un succulento doppio omaggio agli arancini al ragù e all'amato commissario Montalbano.
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Un giallo "classico", sottolinea, «con l’inchiesta della polizia, che poi è il modello di Camilleri, per noi siciliani una presenza e un punto di riferimento».
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Ombretta Grasso
 
 

Teatro Comunale Garibaldi, 26.11.2017
Avola
Maruzza Musumeci


 
 

 


 
Last modified Tuesday, November, 21, 2017