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RASSEGNA STAMPA

OTTOBRE 2019

 
La Repubblica (ed. di Palermo), 1.10.2019
Raboni, si salvi chi può gli stroncati eccellenti da Vittorini a Sciascia

In letteratura siamo abituati ai plausi: si parla di un autore solitamente per acclamazione. È indubbio che tra le pagine di prosa e poesia soffi solitamente un'aria cerimoniale e compassata. Ma che succede se agli encomi si sostituiscono le botte? «La rissa piace» , scriveva il grande Giorgio Manganelli a proposito delle stroncature. E "Meglio star zitti?" (Mondadori, 486 pagine, 15 euro) di Giovanni Raboni, poeta, critico, traduttore scomparso quindici anni fa, ne allinea parecchie di spietate e sprezzanti. A guardar bene l'indice dei nomi salta fuori un dato curioso: diversi mammasantissima della letteratura isolana, soprattutto del secondo Novecento, ricevono arroventati decreti di espulsione dall'agognato panteon letterario.
[...]
Per chiudere, Raboni picchia anche Andrea Camilleri. Occupandosi nel 1999 dei guasti che può produrre il successo in uno scrittore, egli riporta, avallandolo, il giudizio di Petronio che rilevava la «forte perdita di qualità dei suoi libri di dopo rispetto a quelli di prima». Per chiudere poi malignamente: a Camilleri «non credo possa più capitare nulla di particolarmente disdicevole tranne forse che succedere a Pippo Baudo nella direzione del Teatro Stabile di Catania».
Salvatore Ferlita
 
 

Tv Fanpage, 1.10.2019
Montalbano vince di nuovo gli ascolti contro gli amori infuocati di Temptation Island Vip
Gli ascolti della prima serata di ieri, lunedì 30 settembre, consacrano la fiction di Rai1 con Montalbano, come la trasmissione più vista dai telespettatori. “Temptation Island Vip” con i suoi intrighi cattura una buona fetta di pubblico, ma non abbastanza da superare i casi del commissario nato dalla penna di Camilleri. Un buon risultato anche quello di Stefano De Martino che, su Rai2, con “Stasera tutto è possibile” resta in linea con gli ascolti del secondo canale del servizio pubblico.

La serata di ieri, lunedì 30 settembre, ha visto scontrarsi come sempre due titani nelle programmazione di Rai1 e Mediaset, ma sembra proprio che il pubblico italiano rimanga fedele alla fiction. Quando poi si tratta di Montalbano, non ci sono programmi che tengano. Il commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri cattura sempre l'attenzione dei telespettatori, sebbene si tratti di repliche Luca Zingaretti ha inchiodato davanti alla tv circa 5 milioni di persone.
[…]
Ascolti di lunedì 30 settembre
Nella serata di ieri, lunedì 30 settembre 2019, su Rai1 la fiction de Il Commissario Montalbano – La Vampa d’Agosto in replica ha conquistato 4.590.000 spettatori pari al 20.4% di share.
[…]
Ilaria Costabile
 
 

Libero, 1.10.2019
Dietro le quinte
Domenica In, il big di Mediaset da Mara Venier: neanche la malattia è riuscito ad aggredire la Lollobrigida

Una proposta: perché, al posto del famoso cavallo di Viale Mazzini, non viene messa una statua che raffigura Luca Zingaretti nei panni di Montalbano? Visti i successi che da sempre Montalbano ha su Raiuno, vuoi con i nuovi episodi ma anche con le repliche al secondo o terzo passaggio, il famoso Commissario inventato da Andrea Camilleri è il maggior azionista della Rai. Quindi, la statua al posto del cavallo se l'è ampiamente guadagnata.
[…]
Maurizio Costanzo
 
 

La Voce di New York, 1.10.2019
Da Montalbano a Beautiful: le serie tv e le risonanze della vita di tutti i giorni
L’idea della performance collettiva “permanente“ anima tutte le “serie” televisive e cinematografiche. A prescindere dalla loro qualità

Quella del commissario Montalbano di Andrea Camilleri è stata una serie televisiva molto seguita dal pubblico italiano, e lo è tuttora, come è dimostrato dal successo che accompagna, in queste settimane, anche la riproposizione delle puntate meno recenti di questa fortunata opera, prodotta dal 1999, e poi articolatasi in tante stagioni con decine di episodi. Venti anni di storie e di rappresentazioni pressoché continue. Con un pubblico fedelissimo che ha seguito le vicende del commissario più famoso non solo in Italia ma in più di venti paesi al mondo.
La critica ha costantemente elogiato il suo autore e sceneggiatore, indicato tra i più grandi scrittori del secolo scorso. Per il carattere dei personaggi, le ambientazioni, il linguaggio, la qualità delle storie, infine quel carattere senza tempo e senza confini delle vicende umane che accadono nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, assunta a microcosmo esemplare della vita stessa e delle sue avventure. Alla maniera del piccolo paese di Macondo, inventato da Gabriel Garcia Marquez.
La serie del commissario Montalbano ha avuto la caratteristica di essere essa stessa in qualche modo “senza tempo” (almeno sino alla scomparsa di Camilleri, ora pare che l’autore abbia scritto un episodio “conclusivo” ancora in attesa di pubblicazione) perché articolata in numerose puntate che hanno il pregio di concludersi ogni volta in se stesse, come fossero vicende autonome, ma di essere nello stesso tempo sequenze di una storia più ampia e sottile, una trama dal filo esile eppure visibile, che è appunto la storia di Vigata e dei personaggi tutti di quell’immaginario commissariato: malaffare e affetti, caratteri e inclinazioni, piccole e grandi avventure.
Un’umanità che nel suo piccolo vive mille peripezie, in cui tutti possiamo forse ritrovarci. Al punto che, senza alcuna stranezza, anzi del tutto logicamente, quelle storie, con i medesimi personaggi base, sono interpretate fin dall’inizio dagli stessi attori a cominciare dal protagonista Luca Zingaretti, per continuare con Fazio e Augello, e l’insostituibile Catarella. Certo, come vediamo in questi giorni, con alcuni anni di meno, e ci sorprende constatare come fossero più giovani rispetto ad oggi, segno del tanto tempo trascorso per loro, certo, ma anche per ciascuno di noi.
Quella del commissario Montalbano non è un caso insolito di “serie cinematografica” strutturata come insieme di episodi con gli stessi soggetti interpretati dalle medesime persone. Che magari nel frattempo erano bambini e sono diventati adolescenti, che un tempo erano adulti e sono invecchiati con i loro stessi personaggi. L’idea della performance collettiva “permanente“ anima un po’ tutte le “serie” televisive e cinematografiche. A prescindere ora dalla qualità dei testi, e dalla bravura degli attori.
[…]
Angelo Perrone
 
 

Clarín, 1.10.2019
Libros recomendados
“Pista negra”, de Antonio Manzini
Señalado como el sucesor de Andrea Camilleri, este escritor italiano es autor de una saga de novelas negras que tienen como protagonista a un policía huraño y corrupto.

Cuando el italiano Andrea Camilleri creó al Comisario Montalbano, y con él un personaje que lo trascendería, estaba rindiendo un doble homenaje: con el nombre al español Manuel Vásquez Montalbán y, con la narrativa policial, al detective Pepe Carvalho. Camilleri falleció en julio, pero tiene a un compatriota y discípulo suyo como sucesor: Antonio Manzini es autor de toda una saga de novelas negras que tiene al sarcástico subjefe Rocco Schiavone como protagonista.
[…]
Paula Conde
 
 

Marida Caterini, 2.10.2019
Le fiction che vedremo – La Concessione del Telefono su Rai 1 nel 2020
Arriverà nell'autunno del 2020 sulla prima rete viale Mazzini la trasposizione di un altro romanzo storico scritto dal padre de Il commissario Montalbano.

A tre mesi dalla morte di Andrea Camilleri, Rai 1 ha deciso di trasformare in film tv un altro romanzo dello scrittore.
Ha per titolo La Concessione del Telefono il tv movie le cui riprese dovrebbero iniziare già nel mese di ottobre.
La concessione del telefono – cast – curiosità – riprese
Si tratta di un libro scritto dal padre del Commissario Montalbano nel 1998 ed edito da Sellerio come tutti i romanzi di Camilleri.
Il romanzo storico si svolge nella Sicilia di fine ‘800 tra Vigata, Montelusa e Palermo. Già negli anni scorsi Rai 1 aveva proposto la versione televisiva di altri due romanzi storici di Andrea Camilleri il cui fine è raccontare la Vigata di un tempo.
Ricordiamo che Vigata è il piccolo centro siciliano, immaginario, nel quale opera Salvo Montalbano con la sua squadra formata da Mimì Augello (Cesare Bocci), Giuseppe Fazio (Peppino Mazzotta) e Catarella (Angelo Russo).
Le riprese si svolgeranno tutte tra Ragusa e Porto Empedocle dove è stata ricostruita la cittadina di Vigata. Per adesso non si conoscono ancora notizie sul cast e quindi sugli attori.
Possiamo soltanto ipotizzare che il regista sarà Roan Johnson a cui si deve anche la regia de La stagione della caccia, il film tv andato in onda lo scorso marzo. Nella primavera 2018 invece il primo tv movie tratto dai romanzi storici di Camilleri era stato La mossa del cavallo.
[..]
La concessione del telefono – quando va in onda
Il film tv dovrebbe arrivare in onda su Rai 1 nella prossima stagione autunnale del 2020. Come sempre sarà fruibile anche in streaming su Rai Play già qualche giorno prima.Si tratta del primo Tv movie sull’antica Vigata mandato in onda dopo la morte di Camilleri.
Massimo Luciani
 
 

La Feltrinelli Libri e Musica Palermo, 2.10.2019
ore 18:00
La mia casa di Montalbano

Costanza Diquattro è la nipote di Giovanni, il proprietario della casa di Punta Secca che diventerà famosa come quella del commissario Montalbano. Là, i momenti felici vissuti con la famiglia hanno lasciato spazio al set e ai fan. Una storia famigliare e di rivoluzioni raccontata nel suo libro La mia casa di Montalbano (Baldini+ Castoldi).
Intervengono Mario Incudine, Paride Benassai e Marcello Mandreucci.
 
 

Agrigento Notizie, 2.10.2019
Burgio
Dopo Palermo ecco Burgio, c'è l'ok: nasce "Piazza Andrea Camilleri"
L'iniziativa sta coinvolgendo diverse città italiane. Anche e soprattutto nell'Agrigentino, porte aperte al ricordo del maestro

Dopo Palermo anche Burgio avrà una piazza dedicata ad Andrea Camilleri, scrittore empedoclino scomparso il 17 luglio scorso. Burgio ha scelto di dedicare uno spazio al “padre” del commissario Montalbano.
“Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano”. Così rispondeva Andrea Camilleri a chi gli chiedeva come mai a 93 anni non si fosse ancora deciso ad andare in pensione. I consiglieri comunali del gruppo “Coltiviamo le Idee” Domenico Arrigo, Enzo Galifi e Calogero Piazza hanno voluto regalare al Maestro la sua piazza in cui poter raccontare storie.
“Abbiamo colto la proposta de 'I Siciliani giovani' di intitolare una via o una piazza a Camilleri 'in quanto ambasciatore della cultura siciliana nel mondo' e presentato una mozione di indirizzo al sindaco in occasione della seduta del Consiglio comunale". Queste le parole del capogruppo Galifi"
“Spettava a noi, come istituzione, - continua il consigliere Arrigo - onorare e ricordare l’enorme impegno civile di Andrea Camilleri. In tale contesto prendiamo atto del senso di dovere e di responsabilità espresso anche dai consiglieri di maggioranza che, in un clima distensivo, hanno votato favorevolemente, per la prima volta dopo 15 mesi, un’iniziativa partita dai banchi dell’opposizione.
"Attendiamo ora che il sindaco si attivi con gli uffici competenti – conclude il consigliere Piazza - affinchè nella piazzetta da noi proposta possa essere affissa la targa piazza Andrea Camilleri".
 
 

Balarm, 3.10.2019
"La famosa invasione degli orsi in Sicilia": il film d'animazione con la voce di Camilleri
Tratto dall'omonimo romanzo di Dino Buzzati sarà distribuito nei cinema italiani dal 7 novembre, tra i doppiatori Toni Servillo, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti

Dal romanzo illustrato di Dino Buzzati nacque uno spettacolo teatrale nel 1965 e adesso, dopo sei anni di gestazione, arriva un film d'animazione adatto a tutte le età. "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" è un classico della letteratura per ragazzi ma adatto a tutte le età. Diretto e animato da Lorenzo Mattotti e ispirato all’omonimo libro di Dino Buzzati, che sarà distribuito nei cinema italiani dal 7 novembre.
Tra i doppiatori della versione italiana, oltre Toni Servillo, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti nel ruolo del Vecchio Orso c'è la straordinaria partecipazione di Andrea Camilleri nel ruolo del Vecchio Orso. Tra le altre voci anche quella di Linda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese e Mino Caprio.
La storia segue le vicende di Leonzio, il Grande Re degli orsi, che nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno decide di condurre il suo popolo dalle montagne siciliane fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.
Il lungometraggio è una co-produzione italo-francese (Prima Linea Productions, France 3 Cinéma, Pathé, Indigo Film, Rai Cinema), realizzato in tecnica mista 2D/3D, sceneggiato da Mattotti, Thomas Bidegain e Jean-Luc Fromental, con musiche di René Aubry. Il film è stato in concorso nella selezione Un Certain Regard dei premi del Festival di Cannes.
 
 

Sky TG24, 3.10.2019
Festival del Cinema di Roma 2019: il programma di Alice nella città
XVII edizione di Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni prende il via a Roma dal 17 al 27 ottobre 2019. Un’edizione quella 2019 di cui Sky Cinema è media partner. Nell’attesa dell’apertura, leggi l’articolo e scopri il programma fitto di proiezioni, incontri e eventi speciali.

Quello di quest’anno è davvero un programma enorme – iniziano così, Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, la conferenza stampa di Alice nella città, il Festival Cinematografico Internazionale dedicato alle giovani generazioni che si terrà a Roma dal 17 al 27 ottobre 2019, nel quadro della Festa del Cinema.
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Il programma di Alice nella città 2019
CONCORSO YOUNG ADULT
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LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA, Lorenzo Mattotti
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ALICE | PANORAMA ITALIA
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FAMOSA, Alessandra Mortelliti
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Helena Antonelli
 
 

CataniaToday, 3.10.2019
Incontro 'Andrea Camilleri - L'artigiano della parola' il 5 ottobre 2019
• DOVE
Il Giardino di Scidà - Bene confiscato alla mafia
Via Randazzo, 27
• QUANDO
Dal 05/10/2019 al 05/10/2019
20.00

Andrea Camilleri, l'artigiano della parola. SABATO 5 OTTOBRE. Alle ore 20 al Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia, via Randazzo 27, Catania. Letture, musiche immagini di Andrea Camilleri, per Andrea Camilleri. Con l'attrice Ketty Governali, nella parte di Adelina nei film del Commissario Montalbano. Regia di Giovanni Caruso. Fonico Emilio Parisi. Ingresso libero.
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 4.10.2019
Manzini: “Il mio omaggio a Camilleri Per me era soprattutto un amico”
Antonio Manzini questa sera alle 18,30 all'Oratorio San Filippo neri di via Maria Vittoria per Portici di Carta ricorda Andrea Camilleri con Antonio d'Orrico

Il piacere, oltre che leggerlo, è anche ascoltarlo. Proprio nei giorni in cui il suo maliconico vicequestore Rocco Schiavone è tornato sugli schermi con una nuova serie, Antonio Manzini arriva a Torino, in questa occasione narratore dal vivo nell'atmosfera di Portici di Carta.
Appuntamento alle 18.30 all'Oratorio San Filippo Neri per il suo omaggio (insieme con Antonio D'Orrico) ad Andrea Camilleri al quale è dedicata l'edizione di quest'anno.
[…]
Chi era Andrea Camilleri per Antonio Manzini?
«Un amico. Non voglio parlare dello scrittore. Lo hanno fatto altri, in realtà tutti hanno detto di tutto.
Moltissimi si sono presentati come suoi amici e questo sinceramente mi ha dato parecchio fastidio. A me piacerebbe raccontare l'uomo, perché con lui ho avuto trent'anni di amicizia. Ci siamo conosciuti all'Accademia quando io volevo fare l'attore e lui insegnava regia. Era un maestro vero, usava l'arte maieutica. Non aveva bisogno di insegnare, ti faceva arrivare alle cose senza dire dove ti stava portando lì. Era un affabulatore, alla fine imparavi moltissimo. Io voglio parlare dell'amico. Con lui avevo uno scambio di idee continuo.
Fondamentalmente però si cazzeggiava come faccio con tutti i miei amici veri».
[…]
Torniamo a Camilleri. Ci sono affinità fra voi? Parliamo di scrittura questa volta.
«La lingua è al centro del suo lavoro, è prioritaria. Per me la lingua viene dopo. Parto con le immagini».
[…]
Sara Strippoli
 
 

La Repubblica, 4.10.2019
Festa di Roma, la 14esima edizione nel segno delle donne e dell'ambiente
Presentato il programma della manifestazione dal 17 al 27 ottobre. Il direttore Antonio Monda: "Sento segni di rinascita nel cinema italiano". La presidente Laura Delli Colli: "Una rassegna dalla doppia anima tra fascino ed eleganza come Greta Garbo"

Una Festa plastic-free, il tema ambientale, l'acqua, presente sullo schermo ma anche fuori, è il biglietto da visita della Festa di Roma numero 14, secondo la presidente della Fondazione Cinema per Roma, Laura Delli Colli.
[…]
Omaggi a Franco Zeffirelli, Sergio Leone per il centenario della nascita, Ugo Gregoretti e Andrea Camilleri, Piero Tosi, Carlo Vanzina, alla famiglia Cecchi Gori e a Lucia Bosé.
[…]
Arianna Finos
 
 

Portici di Carta, 5.10.2019
Iniziative
La dedica ad Andrea Camilleri

L’edizione 2019 e` resa ancor più speciale dalla dedica ad Andrea Camilleri, a pochi mesi dalla scomparsa, un doveroso e sentito omaggio all’autore che, piu` d’ogni altro, negli ultimi vent’anni ha contribuito con i propri romanzi e personaggi indimenticabili a promuovere e incentivare la lettura. Sabato 5 ottobre, ore 18.30 presso l’Oratorio di San Filippo Neri, lo scrittore Antonio Manzini e il critico letterario Antonio D’Orrico omaggiano una voce unica, critica e indipendente, coscienza critica del Paese, uno degli scrittori più amati degli ultimi decenni. L’incontro e` in collaborazione con Sellerio, editore di Camilleri, sinonimo di raffinatezza e acume. Per i bambini, letture tratte da Magarìa e Topiopì, entrambi editi da Mondadori, Perché non tutti lo sanno, ma l’amato inventore del Commissario Montalbano si e` cimentato anche in opere per i piccoli, accomunate dalla presenza dei nonni e della campagna siciliana, a cura di Cooperativa ODS - Operatori Doppiaggio Spettacolo, in collaborazione con Mondadori.


Foto Camilleri Fans Club

Le storie di Camilleri per i piccini
5 ottobre - sabato
ore 15.30
Spazio bambini, piazza San Carlo
letture animate di Magarìa e Topiopì per bambini dai 4 anni

Un bimbo scopre la natura insieme al suo amico pulcino, una bambina scompare dopo aver detto una formula magica: due storie per ricordare il nostro grande amico Camilleri.
a cura di Cooperativa ODS in collaborazione con Mondadori Editore
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 5.10.2019
È nel ricordo di Camilleri la libreria più lunga del mondo

Due chilometri di librerie, oltre 150 tra librai ed editori. E poi incontri e dibattiti, autori, laboratori per bambini, itinerari alla scoperta della città e passeggiate letterarie. Oggi e domani torna a Torino "Portici di Carta", manifestazione di promozione del libro e della lettura. La libreria più lunga del mondo è un progetto della Città, con le sue Biblioteche civiche e il Centro Interculturale, realizzato da Associazione Torino, La Città del Libro e Fondazione Circolo dei Lettori, con il sostegno di Regione Piemonte e la partecipazione dei librai torinesi. È l'edizione numero tredici e i libri invaderanno i portici del centro tra via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice.
Portici divisi in venti tratti tematici che raggruppano in modo omogeneo le librerie e le case editrici a seconda delle specializzazioni. « L'edizione 2019 è resa speciale dalla dedica ad Andrea Camilleri, a pochi mesi dalla scomparsa », sottolinea Marco Pautasso che cura da sempre l'organizzazione e il programma dei Portici. Un sentito omaggio all'autore che, più d'ogni altro, negli ultimi vent'anni ha contribuito con i propri romanzi e personaggi a promuovere e incentivare la lettura. Alle 18.30 all'Oratorio di San Filippo Neri, lo scrittore Antonio Manzini e il critico letterario Antonio D'Orrico omaggiano Camilleri. L'incontro è in collaborazione con Sellerio, editore dello scrittore. Letture anche per i bambini, tratte da "Magarìa" e "Topiopì", entrambi editi da Mondadori, perché il creatore del Commissario Montalbano si è cimentato anche in opere per i piccoli, accomunate dalla presenza dei nonni e della campagna siciliana.
[...]
Diego Longhin
 
 

Libros... ¿y porqué no?, 5.10.2019
"Háblame de ti. Carta a Matilda", de Andrea Camilleri

Libro póstumo de Andrea Camilleri (1925-2019) que terminó de escribir antes de su fallecimiento. Se trata de un libro directamente biográfico en el que escribe una larga carta dirigida a su bisnieta Matilda, cuando Camilleri había cumplido los noventa y dos años y ésta tenía casi cuatro años. “Estas líneas mías –escribe el autor italiano- pretenden ser un pobre remplazo de ese diálogo que nunca existirá entre nosotros”. Al comienzo del libro le dice a Matilda que espera “que puedas leerlo en la plenitud de tu juventud”.
De manera directa, sencilla, yendo al grano, Camilleri habla de su vida sin muchas digresiones. Cuenta lo esencial. Nació en 1925 en Porto Empedocle, de la provincia de Agrigento, en Sicilia. Se crió bajo el ambiente del fascismo, en el que llegó incluso a militar. No fue buen estudiante y en ocasiones tuvo tendencias conflictivas. En 1943, se matriculó en la Universidad de Palermo. Ya había comenzado a escribir algunas poesías (consiguió incluso algunos premios) y pronto se despertó su pasión por el teatro. Tenía la obsesión de salir de Sicilia y a finales de la década de los cuarenta y comienzos de los cincuenta, realiza sus primeros trabajos teatrales en Roma. En 1953 ya ejerce como director. En esa época, conoce a la que sería su mujer, Rosetta, con la que tuvo tres hijas.
En sus años juveniles militó en el fascismo hasta que, de la mano de la novela La condición humana, de André Malraux, conoció el comunismo, en el que militó activamente. Posteriormente, afirma, abandonó la militancia pero siguió “siendo comunista de espíritu” y “a su manera, porque no puedo dejar de reconocer el daño y el horror provocado por el comunismo italiano”.
En Roma se dedicó al teatro y a la televisión. Comenzó a trabajar en la RAI y consiguió una estabilidad fundamental para su vida familiar y profesional. Fue también profesor de dirección e interpretación y, como escribe, “hacer teatro me cambió el carácter”.
A partir de 1968, se plantea escribir algunos textos en prosa. Publica en la década de los setenta una fallida primera novela y en los ochenta nuevas novelas que son bien recibidas. Pero su salto a la popularidad tuvo lugar en 1994, cuando publicó sus dos primeras novelas policiacas, La forma del agua y El perro de terracota, en las que aparece por vez primera su mejor creación literaria, el inspector Montalbano. En apenas un año, y solo en Italia, estas dos novelas vendieron más de 800.000 ejemplares.
A partir de ese momento, sus obras, especialmente las policiacas, se han traducido a 36 idiomas, se han vendido más de 30 millones de ejemplares y se han hecho series de televisión y películas. A pesar de todo, Camilleri considera que lo mejor de su producción literaria no son precisamente estas novelas policiacas, que le han hecho tan popular, sino sus llamadas “novelas históricas y civiles”, la mayoría ambientadas también en Sicilia, como por otra parte todas las novelas del inspector Montalbano. Como reconoce Camilleri, “siempre he escrito lo que me apetecía, sin ningún tipo de concesión al gusto del público”.
Habla también Camilleri de la situación política italiana de las últimas décadas. Sus análisis, muy personales, demuestran su desencanto de la vida política a todos los niveles, y también da su opinión sobre algunos conflictos contemporáneos. Esta parte ayuda a conocer mejor las ideas de Camilleri, aunque quizás sean las páginas más débiles de este volumen.
Háblame de ti. Carta a Matilda es un buen complemento a otro libro biográfico del autor, Mis momentos (Duomo, 2016), libro en el que el autor hacía una mínima biografía sirviéndose de los encuentros con personas del mundo del teatro, la cultura y la política italianas.
Adolfo Torrecilla
 
 

La Repubblica, 5.10.2019
Ripristinare il tema di storia
Il ministro ci sta pensando

Il ministro Fioramonti sta pensando di reintrodurre la storia tra le prove scritte della maturità? Le agenzie di stampa riferiscono il no secco opposto alla riforma dell'esame perché «cambiare la maturità è come ammettere che non si riesce a cambiare niente altro». Ma il titolare dell'Istruzione ha detto anche che «sulla esclusione della Storia dalle prove scritte è necessaria una riflessione», che non si possono ignorare gli appelli insistenti della società civile, e che sta valutando «interventi migliorativi capaci di modificare alcune componenti dell'esame» senza troppi scossoni. Insomma, l'immagine offerta dall'attuale ministro è di un cantiere aperto che potrebbe ridare vita alla prova di storia amputata dal suo predecessore. Anche la cornice in cui si è svolto l'intervento — ieri mattina a Roma al convegno del sindacato Gilda Quale futuro senza la storia? davanti a duecento insegnanti — lascia sperare che il nuovo governo lavori per ripristinare una prova che ha un valore simbolico importante: la centralità della conoscenza storica nella formazione delle nuove generazioni.
E' anche grazie alla campagna di Repubblica con il Manifesto per la Storia — scritto da Andrea Giardina e sottoscritto da Luciana Segre e Andrea Camilleri — che il tema ha acquistato centralità nel discorso pubblico, con conseguenze concrete nell'ambito universitario dove lo studio della storia è stato inserito in campi disciplinari in cui era assente.
[...]
S. Fio.
 
 

People for Planet, 5.10.2019
Dario Fo e Camilleri
È meglio mangiare bio e non fumare o fare arte?

Ho iniziato a mangiare bio nel 1974. Che onestamente era dura riuscirci. Per 10 anni quasi non ho toccato carne (alla carbonara non resisto)… E certamente mangiare sano, poco e con poca carne, mi ha fatto bene.
Però poi guardavo Camilleri che fumava un treno di sigarette al giorno e mangiava come un puma estremista e mio padre, che fino ai 60 si sparava minimo 40 sigarette al dì e per un suo principio religioso non aerava mai le stanze… A Milano, che già di base c’era lo smog da carbone… Che se poi ti fumi l’ultima sigaretta a letto e non arieggi te la rifumi 20 volte durante la notte….
Mio padre è pure famoso nel teatro italiano per essere riuscito a mangiarsi un piatto spaventoso di cassoeûla giusto prima di andare in scena. Una roba che, fisiologicamente, non si può fare…
Tutti gli attori prima di uno spettacolo si fanno un cappuccino, una brioscina, un’insalatina al massimo… Perché se mangi di più poi rutti da bestia e il piloro ti impazzisce. Mio papà una cassoeûla!!! Che è lì che poi ha inventato il Gramelot…
Li guardo e mi chiedo: ma com’è che sono arrivati a più di 90 anni e in più sono stati i due autori italiani più prolifici in assoluto?
Mio padre lavorava 9 ore al giorno minimo, dormiva 11 ore e aveva una vitalità enorme.
E per 70 anni ha cambiato città ogni giorno per 4 mesi all’anno e mangiato nei ristoranti (a volte assassini nati) per almeno 180 giorni…
La questione credo sia semplice. Senza voler togliere nulla alla dieta sana e al fatto che non fumare fa bene, bisognerebbe riscrivere la scala delle priorità.
Cibo sano e non fumare valgono 100 punti. Ma avere la passione per l’arte e una vita sociale intensa vale almeno 500 punti.
Bisognerebbe che i medici iniziassero a prescrivere sulla ricetta medica, a fianco delle medicine: tutti i giorni dopo i pasti svolgere attività appassionanti, chiacchierare con gli amici, giocare e fare arte.
Le statistiche dell’OMS peraltro confermano questa elementare verità: chi campa di più non sono i miliardari ma gli artisti e gli scienziati.
E sarebbe bene ricordare anche che regalare qualche cosa agli altri è molto più salubre di una settimana di dieta macrobiotica.
Che se lo sapessero gli avari e gli egoisti…
Jacopo Fo
 
 

L'HuffPost, 6.10.2019
Vanessa Scalera: "Imma come Montalbano: la gente ama gli antiborghesi e i Don Chisciotte"
L'attrice protagonista di Imma Tataranni - Sostituto Procuratore racconta il successo della fiction su Raiuno ad HuffPost: "Probabilmente la gente è stanca di una televisione urlata, caciarona e un po’ volgare”

[...]
Sguardo granitico come Matera, città in cui è nata e dove è ambientata la serie, riccioli rossi scomposti e abbigliamento “improbabile”, ma che rispecchia a pieno il suo carattere particolare, Imma Tataranni è già stata candidata a diventare l’erede del Commissario Montalbano. Un paragone ingombrante, ma non azzardato. Almeno a giudicare dall’audience delle prime due puntate in cui il sostituto procuratore ha messo tutti all’angolo, facendo registrare oltre 5 milioni e 100mila telespettatori durante l’esordio e oltre 4 milioni e 300mila nel corso della domenica successiva.
“Non è facile raccogliere il testimone di Montalbano”, ci dice Vanessa Scalera. “Mi fa piacere, è ovvio, essere paragonata ad un grande personaggio televisivo e letterario come quello di Montalbano, interpretato da un grande attore come Luca Zingaretti e con dietro la penna straordinaria di Camilleri. È pesante, ma sono contenta e spero che questa serie abbia lo stesso successo”.
Per il momento il pubblico la ama. Merito certamente del personaggio perché, come dice Vanessa Scalera, “Imma sta simpatica, nonostante non faccia nulla per essere amata: me lo dice la gente che ama i personaggi strani, bizzarri, con caratteri molto particolari. Lo è Montalbano, lo è anche Imma”.
[...]
Linda Varlese
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 6.10.2019
La bimba con il fiore e gli intenditori tra le bancarelle

[...]
Camilleri, a cui la tredicesima edizione di Portici è dedicata, è in offerta e in ogni bancarella c'è un titolo di Bompiani, festeggiata per essere arrivata al traguardo dei 90 anni. Alla libreria "La Bussola" i libri di Camilleri sono scontati del 50 per cento e l'Einaudi d'antan si porta via fra i 3 e i 6 euro a tomo.
Sara Strippoli
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 6.10.2019
Salvatore Cascino: "Ho preso per la gola pontefici e regine"
Lo chef palermitano racconta aneddoti e successi della sua ultradecennale carriera

Il principe dei manicaretti, l'uomo che ha preso per la gola sovrani e capitani della finanza, pontefici e star di Hollywood è un signore dai modi garbati e gentili e avanti con gli anni che da qualche tempo ha abdicato al suo trono. Salvatore Cascino, leggenda vivente della cucina siciliana, ha passato le redini del famoso ristorante di Monreale, "La Botte", al figlio Maurizio.
[...]
E allora parliamo del parfait celebrato in tutto il mondo, citato perfino da Camilleri nel suo Montalbano. Avete fatto tesoro di qualche ricetta di antenati?
«I semifreddi facevano già parte della cucina classica. Per l'Alì Pascià si variarono gli ingredienti e si elaborò un nuovo procedimento, ma certamente negli anni Sessanta non si pensava minimamente a brevettare una ricetta, che è già oggi un'operazione molto complessa.
Generazioni di cuochi rappresentano la testimonianza vivente dell'origine provenendo, direttamente o indirettamente, dalla scuola dei Cascino. Essere citati da Camilleri è stato un grande onore, così come leggere che il semifreddo è stato riconosciuto "patrimonio della Cucina siciliana"».
[...]
Mario Pintagro
 
 

Washington Times, 7.10.2019
BOOK REVIEW: 'The Other End of the Line'
Crime and humor in Sicily

I ventured to Sicily many years ago. I visited Palermo, Corleone (the town depicted in “The Godfather”) and the seaside resort of Mondello. I loved the weather, the Mediterranean Sea, the people, the food and the sense of history. Reading Andrea Camilleri’s great crime stories about Sicilian Inspector Salvo Montalbano always evokes my fond memories of Sicily.
Although I don’t subscribe to his leftist worldview, I’ve enjoyed the irony, humor and suspense in his crime novels over the years.
After working in Italian theater and television, Andrea Camilleri wrote his first novel at age 66, but it was his first Inspector Montalbano crime novel, written at age 70, that propelled the Sicilian-born writer to international fame. The Montalbano series has been translated in 32 languages and there was a popular Italian TV series based on the novels. He died this past July at age 93.
That first crime novel in the series, “The Shape of Water,” published in 1994, featured Inspector Montalbano, an intelligent, honest, unconventional and somewhat dour detective with a dry wit who solved crimes in the fictitious Sicilian town of Vigata.
“The Other End of the Line,” translated by Stephen Sartarelli, like his previous novels in the series, offers a good murder mystery, a strong sense of atmosphere, and vivid descriptions of interesting characters, places and Sicilian food. The novel also offers abundant humor.
The book opens with Inspector ’s girlfriend, Livia, insisting that he be fitted for a new suit for an upcoming social event.
“They’d argued about this for at least two hours a day during Livia’s short stay in Vigata. When she first got there, Livia, the moment she was off the plane, before even embracing , had wanted to give him some good news,” writes. “Did you know Giovanna is getting remarried in a few days?” opened his eyes wide.”
Giovanna? Which Giovanna? Your friend? Who’s she marrying? What about the kids?” Livia started laughing and gestured to him to go get the car. “I’ll tell you the whole story on the drive home. As soon as he’d put the car in gear, asked his first question. “What about Stefano? How did Stefano take the news?”
Livia replied, “How do you expect? He was delighted. They’ve been married for over twenty years.” sank into complete incomprehension. “But how can a man who’s been married for over twenty years and has two kids be delighted that his wife is marrying another man?” Livia broke into a laughing fit so extreme that, through her tears, she’d had to undo her safety belt to hold her stomach. “What on earth are you imagining? Where do you get these ideas? Giovanna’s getting married to Stefano.”
Why, did they get divorced? You never said anything to me about it”
Livia explained that the couple did not get divorced and they were going to renew their vows.
“Renewal? You mean like renewing a lease on a car? Or renewing your membership in a club?”
did not want to attend the ceremony and he certainly did not want to visit a tailor to be fitted for a suit.
Inspector later received a telephone call from his assistant, Fazio. Fazio told him that a patrol boat that was packed with 130 migrants from North Africa, including three pregnant women and four corpses — two of whom were children — came into port. The problem was a 15-year-boy was missing. Fazio added that the commissioner, the inspector’s superior, was angry and demanded that the boy be found.
After Fazio hung up, the inspector received another call. Inspector pretended not to recognize the commissioner’s voice and asked who was calling. The commissioner, infuriated, said the missing boy was a terrorist, while replied that he thought the kid was only a poor migrant. The boy later showed up dead, washed ashore on the beach.
Adding to the inspector’s woes was the rape of one of the migrant women on the boat, followed by the murder of a beautiful and vivacious blonde tailor named Elena. The inspector had been captivated by her when he met her only days before for a fitting for his new suit. She had been stabbed multiple times with a pair of her own tailoring scissors.
Inspector discovers the seamstress lived a mysterious and private life. The initial suspects in her murder are a love-sick assistant and a pair of former lovers. The inspector digs into her private life to learn more about her and her past to discover who brutally murdered her.
I enjoyed “The Other End of the Line” and regret the passing of a fine crime writer.
Paul Davis
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 7.10.2019
Crescono i visitatori sotto i portici La libreria seduce l’Italia e raddoppia

Sempre meno Torinocentrica, sempre più nazionale. Con la voglia di raddoppiare con un secondo appuntamento annuale e l'ambizione di andare in altre città. Portici di Carta cresce, mira a diventare un Salone del libro autunnale e diffuso e allarga il suo pubblico. […] Per i gialli, un genere sempre più amato, su tutti Andrea Camilleri, a cui era dedicata l'edizione di quest'anno. […] Tra i libri Bompiani, la casa editrice che compie 90 anni, sono piaciuti in particolare "Ora dimmi di te" di Camilleri, "Homo sapiens" di Yuval Noah Harari e l'evergreen " Il piccolo Principe di Saint-Exupéry". […]
[…] Lunghe code per assistere al dialogo tra Antonio Manzini e Antonio D'Orrico che hanno ricordato Andrea Camilleri.
[…]
Sara Strippoli
 
 

Roan Johnson, 8.10.2019

Dopodomani iniziamo a girare il film tratto dal romanzo di Camilleri La Concessione Del Telefono. E' un libro molto più ironico e molto meno drammatico rispetto a La Stagione Della Caccia, ma non risparmia stilettate contro la scemenza di piccoli uomini e contro l'ottusità del grande stato. In effetti si potrebbe dire che è un romanzo sulla stupidità umana, e infatti è un film che farebbero benissimo i Coen. Purtroppo loro erano impegnati e quindi vi tocco io. Lo so a volte nella vita bisogna accontentarsi, ma potete tirarvi su perchè lo produrrà la Palomar con la Rai che da vent'anni con amore porta sullo schermo il mondo di Camilleri, che abbiamo scritto il copione con lo stesso Andrea e Bruni, e che il cast la fotografia la scenografia i costumi il suono il montaggio e le musiche e qualcuno che di certo mi sono scordato è gente con la testa sulle spalle e col cuore che batte dalla parte giusta. Quest'anno ancora di più.
 
 

La Repubblica, 8.10.2019
Roan Johnson sul set per 'La concessione del telefono' dal romanzo storico di Camilleri
Il regista che ha già diretto 'La stagione della caccia' annuncia l'inizio delle riprese del nuovo film tv della serie 'C'era una volta Vigata' prodotto da Rai e Palomar. "Col cuore che batte dalla parte giusta. Quest'anno ancora di più"

Andrea Camilleri e la sua Vigata sono ancora nel cuore dei suoi lettori e del pubblico di Rai 1 che da vent'anni segue i film per la tv tratti dai suoi libri. Non solo le indagini del commissario Montalbano, che anche in replica si confermano sempre in testa agli ascolti, ma anche i romanzi storici, ambientati tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, diventati film tv con la collana C'era una volta Vigata. Una serie che avrà presto un nuovo capitolo: "Dopodomani iniziamo a girare il film tratto da La concessione del telefono" scrive sui social il regista toscano Roan Johnson annunciando l'imminente inizio delle riprese in Sicilia, tra la gioia dei suoi seguaci: "Il mio libro preferito" scrivono in molti, "Anche di Camilleri" risponde il regista. "I romanzi non montalbaniani riservano delle grandi soddisfazioni per noi tossici camilleriani. E la stagione della caccia secondo me fu riuscitissimo. Quindi buon lavoro" aggiunge un altro utente su Facebook.
SOCIAL
Dopo La scomparsa di Patò, il film di Rocco Mortelliti con Nino Frassica e Neri Marcoré uscito al cinema nel 2012, La concessione del telefono (Sellerio, 1998) è il terzo romanzo storico di Camilleri a essere trasformato in fiction per Rai 1 dopo La mossa del cavallo con Michele Riondino, diretto da Gianluca Maria Tavarelli, andato in onda a febbraio 2018, e La stagione della caccia diretto dallo stesso Johnson e trasmesso lo scorso febbraio. Giocando tra "cose scritte" e "cose dette", Camilleri scrive una storia che si svolge tra Palermo, Montelusa e Vigata tra il 12 giugno 1891 e il 20 agosto 1892. L'autore stesso racconta nella prefazione di aver avuto l'idea dopo aver ritrovato "tra vecchie carte di casa" un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata che risale al 1892. Il documento, prosegue Camilleri, "presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia" che, precisa, ha terminato nel marzo del 1997.
"È un libro molto più ironico e molto meno drammatico rispetto a La stagione della caccia" scrive Roan Johnson sui social "ma non risparmia stilettate contro la scemenza di piccoli uomini e contro l'ottusità del grande stato. In effetti si potrebbe dire che è un romanzo sulla stupidità umana, e infatti è un film che farebbero benissimo i Coen. Purtroppo loro erano impegnati e quindi vi tocco io", ironizza.
Johnson racconta inoltre di aver scritto la sceneggiatura con lo stesso Camilleri insieme a Francesco Bruni, che ha firmato anche i precedenti adattamenti dei romanzi storici e la serie sul commissario Montalbano. "Lo so a volte nella vita bisogna accontentarsi, ma potete tirarvi su perché lo produrrà la Palomar con la Rai che da vent'anni con amore porta sullo schermo il mondo di Camilleri" aggiunge il regista "e il cast, la fotografia, la scenografia, i costumi, il suono, il montaggio e le musiche, e qualcuno che di certo mi sono scordato, è gente con la testa sulle spalle e col cuore che batte dalla parte giusta. Quest'anno ancora di più" conclude Roan Johnson, facendo riferimento alla morte dello scrittore avvenuta lo scorso 17 luglio.
Ad agosto è scomparso anche Alberto Sironi, regista di tutti i 34 episodi della serie Il commissario Montalbano realizzati finora e tratti dai gialli di Camilleri. Sironi si è ammalato durante le riprese e a prendere il suo posto dietro la macchina da presa è stato Luca Zingaretti, da oltre vent'anni protagonista della serie. Sono tre i nuovi titoli girati durante l'estate in Sicilia: il primo è tratto da La rete di protezione (2017) e vede il commissario alle prese con il mondo dei social network mentre Vigata è in subbuglio a causa dell’arrivo di una troupe svedese impegnata a girare una fiction ambientata negli anni 50. Il secondo è Il metodo Catalanotti, tratto dal romanzo uscito nell'estate del 2018 in cui Montalbano si trova a indagare all'interno di una compagnia teatrale amatoriale e, soprattutto, ha un incontro speciale che gli scatena una passione inaspettata. Infine c’è Salvo amato Livia mia, un mix di racconti il cui focus è la relazione tra Montalbano e la sua Livia. I nuovi episodi andranno in onda su Rai 1 all'inizio del 2020.
Rita Celi
 
 

TvZoom, 8.10.2019
Ascolti Tv 7 ottobre vince Il commissario Montalbano con il 19,89%
Seguono Temptation Island VIP con il 20,26% e Stasera tutto è possibile con l’8,81% negli ascolti tv

Su Rai1 Il commissario Montalbano ha raggiunto il 19,89% e 4,46 milioni di spettatori. [...]
Francesco Sarchi
 
 

TyN Panamá, 8.10.2019
El comisario Montalbano réplica beats Tentación de la Isla Vip

El ilícito de la calle las carreras de caballos en el centro de la investigación de la Montalbano en el episodio " La pista de arena (2008) en la replicación de Rai 1 va a ganar una vez más la primera noche con 4.458.000 espectadores y el 19,9% de share. [...]
 
 

Blick, 8.10.2019
Auf Camilleris Spuren durch Sizilien: Die Orte von Montalbano
Heimat von Montalbano
Das Sizilien Camilleris entdecken
Andrea Camilleri hat mit Salvo Montalbano eine Figur erschaffen, die für seine Leser zum exemplarischen Sizilianer geworden ist: dem guten Essen verfallen, die Frauen liebend, ein bisschen kauzig, sehr menschlich und überaus sympathisch.

Sie bereiten sich vor auf eine Mussestunde guter Lektüre, Sie öffnen das Buch, und heraus strömen verlockende Düfte von Pirciati chabbruscianu, von Nunnatu, von Pasta ncasciata... Sie haben das noch nie erlebt? Sie kennen Commissario Montalbano nicht. Noch nicht.
Mit dem liebenswerten und etwas spröden Kommissar Salvo Montalbano hat sich Andrea Camilleri sein eigenes Denkmal geschaffen.
Launisch, verfressen, geliebt
Salvo Montalbano ist zynisch, launisch, manchmal richtig gemein und mit der Wahrheit nimmt er es nicht immer so genau. Liebenswert ist er trotzdem. Mit der Bürokratie steht er auf Kriegsfuss. Listig verhindert er regelmässig seine eigene Beförderung, aus Angst vor noch mehr Papierkram und um seine Stadt Vigàta nicht verlassen zu müssen. Die Fernbeziehung mit seiner Dauergeliebten Livia ist alles andere als harmonisch.
Ein Ausflug nach Sizilien
Wer einen Montalbano-Roman liest, führt sich nicht nur einen Krimi erster Güte zu Gemüt, er lernt auch Sizilien kennen. Der aufmerksame Leser erfährt viel über die Lebensumstände der Sizilianer, ihre politischen und sozialen Probleme. Jeder Roman von Andrea Camilleri ist tief in Sizilien verankert. So ist das Restaurant San Calogero in Porto Empedocle – Camilleris Heimatstadt und Vorbild für das fiktive Vigàta – nicht nur Montalbanos kulinarischer Zufluchtsort, sondern auch eines von Camilleris Lieblingslokalen. Zur Betrübung aller Fans ist das Lokal mittlerweile geschlossen. Der Namenspate des Restaurants, der heilige Calogero, wird in der Provinz Agrigento, in der Porto Empedocle bzw. Vigàta liegt, auch heute noch verehrt. Während dieser literarischen Sizilienausflüge lernt der Leser (auch jener der deutschen Übersetzung) sogar einige Brocken Sizilianisch. Denn obwohl ihn seine Livia öfters anfährt «Sprich Italienisch mit mir!», fällt Salvo immer wieder in seinen südsizilianischen Dialekt. Wer des Italienischen mächtig ist, dem sei empfohlen Montalbanos Fälle in der Originalsprache zu lesen. Camilleri schrieb sie nämlich in einem selbst erfundenen Kunst-Sizilianisch. Hat man sich nach einigen Seiten daran gewöhnt, fühlt man sich selbst als Sizilianer.
Wo ist denn die Mafia?
Wer Sizilien sofort und ausschliesslich mit der Mafia assoziiert und deshalb einen blutrünstigen Mafiaroman erwartet, wird bei Andrea Camilleri nicht fündig. Obwohl in seinen Krimis genregemäss zahlreiche Verbrechen begangen werden, taucht die Mafia nur am Rande auf. Lieber griff der Autor zeitgemässe Problematiken auf, zum Beispiel das erbärmliche Schicksal der zahlreichen illegalen Einwanderer, welche übers Meer nach Sizilien gelangen. Auch delikate Themen wie die allgegenwärtige Korruption werden nicht ausgeklammert. Camilleri versteht es jedoch, sie ohne Moralinsäure einzubringen.
Kulinarische Offenbarungen
Man muss kein Gourmet sein, um Camilleris Krimi zu mögen. Doch wer die Bücher mag, wird die urwüchsige mediterrane Küche lieben lernen. Salvo Montalbano kocht selten selber. Mittags isst er meistens in der Trattoria San Calogero, nach des Tages Mühen geniesst er die Köstlichkeiten, die ihm seine Haushälterin Adelina vorbereitet hat. Oberstes Gebot: Gegessen wird schweigend.
Eine Vorsichtsmassnahme sei hier angebracht: Lesen Sie keinen Commissario Montalbano-Roman mit leerem Magen. Sie werden sich sonst unweigerlich vor einem schmerzhaften Dilemma befinden: Weiterlesen und Acht geben, dass das im Munde zusammenlaufende Wasser nicht auf die Seiten tropft, oder schweren Herzens das Buch weglegen und sich eine von Montalbanos köstlichen Mahlzeiten zubereiten?
 
 

EFE, 8.10.2019
"Háblame de ti. Carta a Matilda", el testamento literario de Andrea Camilleri

Madrid. Dos años antes de su muerte, cuando la ceguera solo le permitía ya dictar, Andrea Camilleri dedicó a su bisnieta un texto en el que repasó su trayectoria personal y literaria junto a la historia mundial del último siglo. "Háblame de ti. Carta a Matilda" se publica ahora en español como despedida del escritor italiano, fallecido en julio pasado.
Camilleri iba a cumplir 92 años y ya no podía leer ni escribir. Pero mantenía su proverbial lucidez. Suficiente para componer un texto tan breve como intenso: 120 páginas destinadas a su bisnieta -quien en 2017 iba a cumplir cuatro años-, que resumen su vida y los acontecimientos históricos que la rodearon. Desde el fascismo al nacimiento de la república italiana, la mafia, el terrorismo, la corrupción, el populismo, el proceso de unión europea y la inmigración.
Esta "Carta a Matilda", que la editorial Salamandra acaba de publicar en español -en Italia se editó hace un año-, puede leerse como el testamento literario de Camilleri. Sus seguidores encontrarán claves de su pensamiento, su personalidad y sus procesos creativos. Todo contado con una sencillez propia de un maestro del relato y una honestidad apabullante.
En cambio, Matilda -y el resto de lectores- no hallarán en estas páginas grandes profecías: "No consigo imaginarme el mundo dentro de veinte años, ese mundo en que te tocará vivir", dice Camilleri al comienzo del libro, antes de afirmar, casi al final, que la única manera de aprender a vivir la vida es viviéndola. Cada uno la suya.
Pero sí hay algunos principios vitales: "No compartir las ideas de una persona, cuando son certeras e inteligentes, no significa en absoluto rechazarlas. Al contrario". Se lo dijo Orazio Costa, uno de los mayores maestros teatrales del siglo XX, a un joven Camilleri, que le acabó adoptando no sólo como profesor de dirección teatral, sino como "un maestro de la vida".
Ese joven Camilleri que tras abandonar el fascismo de su infancia abrazó el comunismo y dejó su Sicilia natal para trasladarse a Roma, donde desarrolló su vida personal -se casó y tuvo tres hijas- y profesional como director teatral. El teatro fue el centro de su actividad hasta que en 1994 -a punto ya de cumplir setenta años- sintió "la necesidad de escribir un libro" encerrándose "tras los barrotes de esa jaula que es la novela negra".
"Y así nació 'La forma del agua', que tenía como protagonista a un comisario de policía, Salvo Montalbano", recuerda Camilleri, quien precisa que no quedó "muy contento" con el personaje. Pero el público sí: Camilleri llevaba vendidos nada menos que dieciocho millones de copias de sus novelas, solo en Italia.
El autor siciliano entabló con su célebre personaje una relación amor-odio que exhibía en las entrevistas con un humor arrollador. Cuanto más hablaba de Montalbano, más lo humanizaba; cuanto más escribía sobre él, más lo adoraba el público.
Insiste Camilleri en estas páginas en que "lo mejor" de su escritura se encuentra en sus novelas históricas y en la trilogía de "la metamorfosis" que inició "El beso de la sirena".
"He acabado siendo un escritor de un enorme éxito, aunque quiero confesarte que nunca he conseguido explicarme los motivos", afirma Camilleri a su bisnieta, a la que precisa que el éxito "no llegó a entrar nunca" ni en sus relaciones familiares ni en sus relaciones con el mundo.
Un mundo que se disponía a abandonar sin temores, pero con cierto fastidio: "No me da miedo morir, simplemente me molesta sobremanera tener que dejar a las personas que más quiero".
Antes de partir dejó en este libro un mensaje de esperanza en las nuevas generaciones. "Los jóvenes -decía Camilleri- poseen la capacidad de hacer borrón y cuenta nueva y de devolver a la política la ética perdida, tienen la posibilidad de dar un sentido distinto y nuevo a la vida en común, tienen la capacidad de hacer resurgir a nuestro país no solo económicamente, sino infundiéndole la fuerza apasionada de un nuevo ideal".
Y concluía: "Estoy seguro de que mi confianza no se verá traicionada".
Carlos Gosch
 
 

Targa Florio, 9.10.2019
La Targa Florio Classica 2019 ricorda il grande Camilleri “Magico Contastorie della Sicilia”
Presentato l’evento organizzato dall’Automobile Club Palermo e dall’’Automobile Club Italia con il supporto di ACI Sport e ACI Storico, che dal 10 al 13 ottobre porterà le quasi 180 auto di esclusivo prestigio storico e sportivo da Palermo alla Valle dei Templi, sulle Madonie e nei giardini della Favorita. Un premio dedicato al grande intellettuale e scrittore di origini agrigentine

Palermo – Presentata la Targa Florio Classica che nell’edizione 2019 ricorda Andrea Camilleri. L’evento organizzato dall’Automobile Club Palermo e dall’Automobile Club D’Italia con il supporto di ACI Sport e ACI Storico, è stato illustrato alla stampa presso l’elegante sede della Sala Carapezza di Palazzo Chiaramonte, la sede del Rettorato dell’ateneo palermitano.
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E’ stato il Direttore Generale di ACI Sport Spa Marco Rogano ad annunciare il premio dedicato alla memoria di Andrea Camilleri, e che verrà assegnato all’equipaggio vincitore della Targa Florio Classica 2019, nell’edizione in cui le prestigiose 180 auto in gara si spingeranno fino alla Valle dei Templi, a ridosso di quella Porto Empedocle che diede i natali al maestro Camilleri “Magico Conta storie della Sicilia” come si legge sulla Targa che sarà consegnata all’equipaggio vincitore della gara di Regolarità Storica.
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La Repubblica, 10.10.2019
Fioramonti "Alla Maturità torni la Storia"

Firenze — Incalzato dalla senatrice a vita Liliana Segre, il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti rivela che sta pensando di reintrodurre la Storia alla Maturità. Dice a margine di Didacta Italia, fiera del sapere ospitata per il terzo anno a Firenze: «Stiamo ragionando sull'intera prova perché ho detto fin dall'inizio che voglio garantire stabilità a docenti e studenti, devono sapere con mesi di anticipo e con esattezza cosa accadrà all'esame di Stato». E ancora: «Condivido l'idea che la Storia debba tornare ad essere centrale nel modello formativo delle nostre scuole: in buona parte lo è. Non voglio, però, che il ministero sia partecipe di un'instabilità della Maturità».
[...]
Il ministro, su indicazione dell'Università di Bergamo, proprio ieri ha firmato il decreto che conferisce alla Segre, deportata a tredici anni nel campo di Auschwitz, un dottorato honoris causa. Il titolo arriva dopo due lauree ad honorem. La senatrice, insieme ad Andrea Camilleri e allo storico Andrea Giardina, lo scorso aprile firmò un appello raccolto da Repubblica e appoggiato da intellettuali, università e 50 mila sottoscrittori: «La Storia è un bene comune».
[...]
Corrado Zunino
 
 

Radio RTM Modica, 10.10.2019
Al Castello di Donnafugata le riprese del film tratto dal romanzo storico di Andrea Camilleri “La concessione del telefono”

Lunedì 14 ottobre saranno effettuate presso il Castello di Donnafugata le riprese cinematografiche del film tratto dal romanzo storico di Andrea Camilleri “La concessione del telefono” prodotto dalla Palomar. La Giunta Municipale, con deliberazione n.577 dell’8 ottobre scorso ha concesso infatti l’uso dell’antico maniero di proprietà dell’Ente per lo svolgimento di alcune riprese che interesseranno siti di altri comuni nell’arco temporale compreso tra il 10 ottobre al 4 novembre prossimi
Il Castello di Donnafugata dunque ancora una volta sarà la location scelta dalla casa di produzione cinematografica Palomar la cui collaborazione con il Comune di Ragusa iniziò alla fine degli anni novanta con le riprese della fortunata serie televisiva “Il commissario Montalbano” che ha diffuso in tutto il mondo le splendide immagini non solo dell’antico maniero ma dell’intero territorio ibleo.
 
 

La Repubblica, 10.10.2019
Intervista
Serena Dandini: “In tv vince la curiosità, me lo diceva Camilleri”
Con “Valorose” debutta su Sky Arte poi tornerà su Rai 3 con “Assemblea generale”. “Oggi preferisco la satira sociale per capire chi siamo”

Roma - Nella biblioteca dell'Istituto geografico di Villa Celimontana a Roma, ha voluto un albero e le rose.
Per parlare di donne che hanno fatto la storia, Serena Dandini ha scelto un ambiente fatato, circondata da migliaia di libri impolverati.
«Racconto donne importanti e non tutte conosciute, ma io sono profondamente pop» spiega «e ci tengo a farle conoscere a tutti». Così nasce Valorose , il programma con la regia di Piero Messina e la supervisione artistica di Ivan Cotroneo, dal 18 ottobre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) dedicato a sei figure femminili.
[...]
Mentre fa un programma ne prepara un altro, scrive per il teatro. Teme la noia?
«Sono una donna faticosa, lo so. È un modo per sfuggire agli stereotipi, basta un attimo per chiudersi in una gabbia. Devo seguire le mie curiosità, me lo diceva sempre Camilleri: "Segui la curiosità, è tutto". Alle presentazioni dei libri ricordo il suo guizzo negli occhi quando cercavamo la via di fuga per fumarci una sigaretta. Al Cnr moderavo un dibattito con lui e Margherita Hack che ripeteva: "Montalbano sono". Come li fermavi due così?».
Silvia Fumarola
 
 

Malgrado Tutto, 11.10.2019
Camilleri, “La mossa del cavallo” e la clamorosa malafigura di Raimondo Moncada
Leggendo i libri del grande scrittore empedoclino può succedere anche questo

Chi malafigura che mi ha fatto fare Andrea Camilleri! Il suo romanzo La mossa del cavallo si è trasformato nella mossa dell’asino, con il somaro riferito all’incauto lettore.
In questa storia ci sono coinvolti tanti soggetti e più palcoscenici: ci sono io, ci sono professori universitari, ci sono direttori di giornali, ci sono librerie della Sicilia, dell’Emilia Romagna, della Lombardia, c’è la casa editrice Sellerio.
Il tutto nasce a Grotte, in occasione della trentesima edizione del Premio “Racalmare – Leonardo Sciascia”, che si apre il 31 agosto con un omaggio al Maestro, ad Andrea Camilleri. La direzione artistica è di Salvatore Ferlita, critico letterario, saggista, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università “Kore” di Enna.
In quell’occasione vengo chiamato a dare voce al maestro di Vigata leggendo due brani scelti da Salvatore Ferlita: sono gli incipit dei romanzi La mossa del cavallo e La concessione del telefono, due degli oltre cento libri pubblicati da Andrea Camilleri.
È la prima volta che mi approccio alla lettura de La mossa del cavallo e mi intriga così tanto che decido di andare in libreria e di acquistarne una copia, tutta per me, da leggere dall’incipit fino alla fine.
È un libro risalente al 1999 pubblicato da Rizzoli e poi ripubblicato da Sellerio nel 2017. Chiedo a più librerie, che cominciano a rifornirsi di vagonate di testi del maestro, e alla fine ne trovo una. Sono ansioso di cominciarne la lettura e di capire come prosegue l’infuocata relazione fra patre Artemio Carnazza e donna Trisina. Apro il libro e comincio. Prima della lettura delle pagine scritte da Andrea Camilleri, decido di non leggere altro: quarte di copertina, anticipazioni, recensioni. Nulla di nulla. Non voglio essere condizionato. So solo che dal libro è stato tratto un film che non ho visto.
Casto e puro mi abbandono al filo della storia. La lettura non tradisce le mie attese. Il romanzo è splendido, è intrigante e scorre che è una meraviglia. La storia mi prende tutto, mi assorbe. È scritto con il fresco entusiasmo di uno scrittore che si diverte a raccontare e a coinvolgere. A un certo punto entra in scena un personaggio: Giovanni Bovara, nuovo ispettore capo dei Mulini di Montelusa, nato a Vigata ma a pochi mesi di età portato al nord dal padre che ha trovato lavoro a Genova.
Continuo a leggere che è una bellezza. A pagina 33 mi fermo bruscamente. Ci sono delle frasi che non capisco, per come sono scritte mi danno l’impressione di essere un errore di stampa o una lingua straniera: “A so voxe reciòcca into corridô veuo. O ca inderr?…”
Davanti a quel muro, mi blocco. Ritorno in libreria e spiego. La libraia controlla altri testi e sono tutti uguali. Mi dice che lo segnalerà alla casa editrice e che si farà inviare nuove copie e che quando arriveranno mi chiamerà al telefono per fare il cambio. In attesa della sostituzione, fermo il cantiere della lettura. Nel frattempo mi capita di girare altre librerie, della Sicilia, dell’Emilia Romagna e della Lombardia. I libri sono tutti come il mio. Scorro velocemente e mi accorgo che ci sono altre pagine come la 33. Decido così di contattare direttamente la casa editrice Sellerio con un’email che sintetizzo: “Buongiorno, mi permetto di segnalare una fornitura difettosa del romanzo La mossa del cavallo. Ho trovato tante pagine in doppia lingua, quella di Camilleri e quella, credo, di una traduzione in una lingua straniera a me sconosciuta”. Allego la foto non di pagina 33 ma di pagina 53: “A sala manxé a-o cian de sotta a dava inta stansia a-a man…” Non ho riscontro. Silenzio.
Il giallo nel giallo si fa ancora più giallo. Mi capita di ascoltare Andrea Camilleri mentre presenta nel 2015 il romanzo La giostra degli scambi a Palermo, a ”Una marina di libri“. Parla della ricerca continua sulla sua lingua, il vigatese, e dice anche qualcos’altro:
“Ho scritto anche romanzi storici dove l’uso del linguaggio è più spinto che non in Montalbano. All’inizio mi sono chiesto: e la casalinga di Voghera? Metti conto che un povero disgraziato del nord si imbatte nella Forma dell’acqua: se io gliela scrivo come ho scritto Il re di Girgenti oltre all’enigma del romanzo giallo c’è anche l’enigma che non capisce la lingua. E allora l’ho molto attenuata in Montalbano, mentre negli ultimi tempi, sicuro ormai dei miei lettori che ormai avevano capito il gioco della mia lingua, ho potuto spingere il pedale un po’ di più”.
Mi telefona la libreria: “È arrivato il libro richiesto”. Mi catapulto. Finalmente posso riprendere la lettura. Entro in libreria, confrontiamo il mio libro con quello arrivato e non ancora mio. Ci accorgiamo che sono uguali in tutto, nella forma, nel contenuto, nella fabbricazione: una stampa perfetta, sempre di ottima fattura, curata in ogni minuscolo dettaglio tipografico.
Ora mi sorge prepotente il dubbio, con gli strati profondi della pelle che cominciano a colorarsi di rosso, colore che trattengo con tutte le energie per non farlo arrivare in superficie e renderlo visibile. È stato un mio errore? Sono stato precipitoso? Chi malafigura!La libraia ha il computer acceso. Le dico di inserire qualche parola o frase di quella lingua “straniera” in un traduttore automatico. Arrivano in libreria altri clienti. Esco con un pensiero fisso nella testa. Mi siedo su una panchina, in una piazza semivuota. Apro google sullo smartphone e comincio a inserire diverse parole nel motore di ricerca. Google ne saprà più di me? La macchina batterà l’uomo? Dopo i primi tentativi andati a vuoto, comincia a uscire fuori la tagliente verità. Nel giro di una decina di minuti, mi chiama al telefono la libraria. Prima che parli l’anticipo: “È dialetto ligure!”.
Dopo averlo fatto esprimere in italiano-siciliano, Andrea Camilleri in alcune pagine fa parlare e pensare Giovanni Bovara in genovese, lingua che ho ascoltato in qualche canzone di Fabrizio De Andrè e su cui non mi sono mai soffermato nei testi scritti.
Dopo la scoperta, penso alle mie visite nelle librerie di mezza Italia, penso alla mia mossa dell’asino con quell’email inviata alla Sellerio, penso di non uscire più di casa, penso di non farmi vedere in giro più da nessuno per la colossale malafigura accucchiata. Mi tengo tutto dentro (evitando pure di entrare in libreria) fino a quando a Palermo, in corso Ruggero Settimo, non incontro casualmente Salvatore Ferlita. Trovo il coraggio di confessare, di raccontargli tutto, attendendomi una sonora, plateale bocciatura senza possibilità d’appello.
Salvatore Ferlita mi spiega che Andrea Camilleri amava sperimentare, di romanzo in romanzo, con una lingua sempre in evoluzione, e a volte portava la sperimentazione all’eccesso costringendoti a ritornare indietro e a rileggere per capire. Se ti sei fermato – mi dice – significa che sei un buon lettore. Ci sono altri che invece, pur non capendo, vanno avanti lo stesso. Rinfrancato dalle parole del professore Ferlita (grazie!), da asino che vuole capire riprendo in mano La mossa del cavallo. Lo inizio dall’incipit e, arrivato a pagina 33, ho la stessa sensazione, quella di trovarmi come un muro davanti agli occhi che ora, però, dovrò in qualche modo sgretolare per andare oltre e scoprire come patre Carnazza e Trisìna proseguiranno la loro storia e cosa farà il capo dei Mulini.
Contemporaneamente approfondisco e scopro che Genova ha nella vita di Camilleri un suo senso, affettivo. Gli errori, le gaffe, le malafigure, servono da stimolo al sapere: sono schiaffoni che ti danno la consapevolezza del vuoto da colmare. Nel capoluogo ligure a 25 anni Andrea Camilleri vinse un premio di poesie indetto dalle Olimpiadi culturali della gioventù, rimanendone incantato dalla bellezza. Di Genova è Livia, la fidanzata del commissario Montalbano. Rintraccio un’intervista e sento Camilleri dire: “Amo Genova! Mi piace moltissimo. È dagli anni Cinquanta che la conosco e ne sono rimasto affascinato, vuoi della città vuoi dei cittadini che l’abitano e quindi, quando posso, la faccio tornare nella mia memoria”
Raimondo Moncada
 
 

StampToscana, 11.10.2019
“Andrea Camilleri. L’intellettuale, lo scrittore, l’uomo di teatro”. Ad Arezzo un pomeriggio dedicato al grande autore siciliano

Arezzo – Sabato 12 ottobre, alle ore 18, la Sala Soci di Unicoop Firenze, in viale Amendola ad Arezzo, ospita un pomeriggio culturale dal titolo “Andrea Camilleri. L’intellettuale, lo scrittore, l’uomo di teatro”.
Interverranno il professor Alessandro Artini, presidente della Biblioteca Città di Arezzo, il professor Matteo Martelli e il professor Claudio Santori, che affronteranno i vari aspetti della vita e della carriera del grande autore siciliano, scomparso lo scorso 17 luglio, le cui opere letterarie sono state tradotte in tutto il mondo.
L’iniziativa in omaggio ad Andrea Camilleri, a ingresso libero, fa parte dei “Pomeriggi in Bibliocoop” ed è inserita nella campagna regionale di promozione delle biblioteche toscane.
Modererà l’incontro il giornalista Marco Botti.
Marco Botti
 
 

Corriere di Ragusa, 11.10.2019
Il Ragusano torna set privilegiato di un’opera di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri torna nel Ragusano. Nei luoghi consacrati dalla serie del “Commissario Montalbano” si gira infatti uno dei più fortunati racconti dello scrittore empedoclino, “La concessione del telefono”, pubblicato da Sellerio nel 1998. È la nuova produzione Palomar per Rai 1, pubblicato da Sellerio Editore nel 1998 che narra una vicenda, collocata tra il 1891 e il 1892 tra Palermo, Montelusa e Vigata. Protagonista della storia è Filippo Genuardi, commerciante di legnami che chiede al Prefetto l’installazione di una linea telefonica tra il suo magazzino e l’abitazione del suocero, ricco uomo d’affari. I primi set sono stati allestiti nella piazza di S. Maria Maggiore a Ispica ed in piazza Fonte Diana a Comiso.
Il palazzo comunale di Comiso in “La concessione del telefono”, è il regio Palazzo Poste e Telegrafi di Palermo. La Sala Giunta è stata trasformata nell’ufficio del direttore con arredi e addobbi d’epoca, sul frontone del Palazzo è stato posto lo storico stemma del Regie Poste e Telegrafi. La regia è affidata ancora una volta a Roan Johson con Fabrizio Bentivoglio e Corrado Guzzanti tra i protagonisti. Tutto il film sarà girato nel Ragusano, d in particolare al Castello di Donnafugata e nel centro storico di Scicli. Riprese e montaggio dovrebbero concludersi entro l’anno, la messa in onda è prevista nella tarda primavera dell’anno prossimo. “La concessione del telefono”, è il terzo romanzo storico di Camilleri che conosce una trasposizione cinematografica dopo “La mossa del cavallo” e “La stagione della caccia” e fa parte del ciclo “C’era una volta Vigata”.
Duccio Gennaro
 
 

RagusaNews, 12.10.2019
Primo ciak per il film camilleriano La Concessione del Telefono. FOTO
Si gira nel Loggiato del Sinatra

 

Ispica - Il primo ciak a Comiso, poi scene al Castello di Donnafugata, a Ispica, nel Loggiato del Sinatra, a Scicli, in via Mormina Penna e nel settecentesco palazzo Spadaro.
Sono iniziate le riprese del film per la Tv La Concessione del Telefono, il primo film ispirato a un romanzo di Andrea Camilleri girato dopo la morte dello scrittore siciliano. In settembre Ragusanews.com aveva anticipato la notizia, che ora concretezza nei ciak che questa settimana hanno visto la troupe cinematografica della Palomar di Carlo Degli Esposti impegnata su vari fronti.
Il regista è l'italo-inglese Roan Johnson, 44enne di padre inglese e mamma lucana. Oggi si è girato a Ispica, nel loggiato del Sinatra, che tanti film e tanto cinema ha arricchito con la sua architettura circolare. Sono stati ricostruiti ambienti di una città siciliana ottocentesca, la Vigata storica che qui rivive grazie al sapiente lavoro di montaggio di diverse location iblee che danno un senso di unità urbanistica ai film ispirati ai romanzi di Camilleri. Sia contemporanei, che storici.
(Foto Ispica Città del Profumo)
 
 

LaNostraTv, 12.10.2019
Montalbano, Angelo Russo a Italia Si: “Non posso più uscire…”
Italia Si, Angelo Russo de Il commissario Montalbano sul podio: “Non posso uscire perchè…”

E’ salito sul podio di Italia Si nella puntata di oggi, sabato 12 ottobre 2019, Angelo Russo, attore de Il commissario Montalbano, nonché ex concorrente di Ballando con le stelle. Ospitato dal padrone di casa Marco Liorni, l’ormai popolarissimo Catarella di Montalbano a Italia Si si è reso protagonista di un divertente siparietto, ‘denunciando’ sul podio (ovviamente in modo scherzoso):
“Non posso più uscire di casa perchè la gente mi ferma ovunque e mi dice: “Ieri sera ti ho visto in televisione, eri così giovane e bello. Oggi invece perchè sei brutto e vecchio?!”.
“La Rai dovrebbe scrivere in ogni episodio di Montalbano: Girato 15 anni fa” ha poi aggiunto ironicamente, scatenando le risate e gli applausi del pubblico presente in studio.
[...]
Emanuele Fiocca
 
 

Festival delle lettature migranti, 13.10.2019



Domenica 13 ottobre
Ore 18:30 Museo Archeologico Regionale A. Salinas | Chiostro
Incontro in ricordo di Andrea Camilleri, Primo Levi e Sebastiano Tusa
con il sindaco Leoluca Orlando, Valeria Li Vigni, Evelyne Aouate, Santo Piazzese e Davide Camarrone

 
Foto Camilleri Fans Club
 
 

Le Monde Hors-série, septembre>novembre 2019
Entretien avec Andrea Camilleri
« En Italie, nous avons une certaine inclination à la servitude »
Le pére du polar à l'italienne et de son célèbre personnage le commissaire Montalbano accordait, peu avant son décès le 17 juillet, un entretien au « Monde »

Il fut plus qu'un écrivain. Andrea Camilleri, mort mercredi 17 juillet, à l'age de 93 ans, à Rome, inventa un genre : le polar à l'italienne (giallo). Salvo Montalbano, son personnage taciturne, gourmet et d'une intelligence rare, offrit certes un succès tardif à l'auteur sicilien, mais permit surtout à la littérature transalpine de trouver un second souffle. Difficile de dissocier l'oeuvre de l'auteur, tant Montalbano (le patronyme est un hommage au Catalan Manuel Vazquez Montalban, pére du detective Pepe Carvalho) est un double de Camilleri. Ses nombreuses enquétes (vingt-six ont été traduites en français, au Fleuve noir, sur trente-deux livres) se déroulent dans un village imaginaire baptisé Vigata. La bourgade n'est qu'un décalque littéraire de Porto Empedocle, dans l'est de la Sicile, où le « maestro » est né, le 6 septembre 1925.
D'ailleurs, le maire de la ville souhaiterait accoler « Vigata » au nom de la cité, pour rendre hommage à l'écrivain, devenu un phénomène en Italie. La série télévisée inspirée des aventures du commissaire Montalbano (1999-2017) a rencontré un tel succès qu'un feuilleton dérivé (spin-off) a même été créé, mettant en scène l'inspecteur à ses débuts.
Camilleri ne s'est, cependant, pas fait connaitre uniquement grâce à ses romans policiers drôles et politiques - homme de gauche, l'écrivain met les thèmes de la corruption, de la Mafia et de la crise migratoire au coeur de son oeuvre -, mais aussi grâce à une langue. En version originale, ses livres sont écrits dans un mélange de dialecte sicilien et d'italien, parfois déroutant pour un Milanais ou pour un Vénitien. « A la maison, nous avions toujours parlé un dialecte constamment enrichi d'italien, et la distinction établie par Pirandello me convenait parfaitement : la langue italienne exprime le concept, tandis que le dialecte exprime le sentiment », expliquait-il en 2000 à Livres Hebdo.
Quelques semaines avant sa disparition, le grand écrivain sicilien Andrea Camilleri a accordé au Monde un entretien, dans son appartement romain, situé en face d'un studio d'enregistrement de la RAI. L'occasion d'évoquer son oeuvre, mais aussi sa popularité intacte, dans un pays de plus en plus acquis aux idées de Matteo Salvini.
Vous ne voyez plus depuis plusieurs années. Comment cela a-t-il changé votre travail ?
Je savais que j'allais perdre la vue peu à peu. J'ai eu un très bon chirurgien, qui m'a donné trois années de lumière de plus. Puis, inévitablement, c'est arrivé. Alors, pour continuer à écrire, j'ai dù apprendre à dicter et, surtout, à bien me souvenir de ce que j'avais dit.
l'ai une jeune femme qui travaille avec moi depuis maintenant dix-huit ans. Elle a parfaitement assimilé ma façon d'écrire. Ce qui n'est pas facile, vu que j'emploie un mélange d'italien classique et de dialecte sicilien. Elle n'est mème pas sicilienne - elle est de Pescara [ville des Abruzzes] –, pourtant elle connaît parfaitement ma langue.
On travaille ensemble, et très bien, le matin. Comme ça, nous avons écrit trois romans du commissaire Montalbano, et un autre livre. L’après-midi, en revanche, c’est différent. Si je veux travailler, je dois le faire avec une de mes petites-filles. Du coup, je change de langue, et passe à l’italien. Alors je quitte Montalbano et j’avance sur d’autres projets.
Montalbano vit au bord de la mer, sur une plage. Avez-vous grandi comme ça ?
Oui, bien sur. Porto Empedocle est un bourg de pêcheurs, qui a connu une certaine richesse durant la période du commerce du soufre. A cette époque, le port était toujours plein... Le printemps, je le passais à la campagne, chez mes grands-parents. Mais, l'été, je vivais sur la plage. J'ai une culture d'homme de la mer aussi bien que de paysan. L'intérieur des terres est moins connu, mais il cache des richesses incroyables. Pensez à Enna, le « nombril de la Sicile », là où se retranchait l'empereur Frédéric II, au XIII? siècle, pour échapper aux tumultes de Palerme, Catane ou Messine. C'est là qu'il se reposait avec des poètes venues de toutes les cultures qui ont inventé la poésie italienne, avant Dante.
Vous avez grandi sous le fascisme. Quelle trace cela a-t-il laissée en vous?
Je suis né en 1925, et je dois avouer que j'ai été un jeune balilla (l'organisation de la jeunesse fasciste) fascistissime ! Quand Mussolini a déclaré la guerre à l'Abyssinie, en 1935, j'avais 10 ans et, en cachette, je lui ai écrit pour loui demander de partir à la guerre. Il m'è répondu, par l'intermédiaire du secrétaire du fascio (faisceau) de Porto Empedocle (je n'avais pas mis mon adresse sur l'enveloppe): « Dites au balilla Camilleri qu'il est trop jeune pout faire la guerre mais que les occasions ne manqueront pas de défendre la patrie. » Connard ! Et il a signé du grand « M » de Mussolini.
Quand les Américains sont arrivés, en 1943, vous aviez 18 ans. Vous avez donc vécu en tant qu'adulte la chute du fascisme. Que vous inspire le moment actuel et la montée en puissance de Matteo Salvini ?
Pour l'heure, il ya bien moina d'unanimité autour de Salvini que ce qu'on vivait durant le Ventennio [double décennie fasciscte]. La grand majorité des Italiens a adoré Mussolini, et cette volonté d'obéissance n'a jamais disparu. Nous avons une certaine inclination à la servitude... Je le dis sans plaisir, mais cette tournure d'esprit a toujours existé. Salvini f ait sa grosse voix et tout le monde le suit. Ça nous plaît beaucoup de ne pas penser, de demander à d'autres de le faire pour nous.
Bien sur, je n'aime pas le tour que prennent les choses. Mais, ce qui m'étonne, c'est que, malgré ce décalage, mes lecteurs m'aiment bien. Chaque fois que j'ai polémiqué contre Salvini, j'ai recu beaucoup de messages de gens me disant qu'ils ne sont pas d'accord avec moi, mais qu'ils continuent à m'apprécier.
En fevrier, il y a eu une polémique - sans doute artificielle - sur un épisode télévisé des enquêtes de Montalbano, dans lequel il était question de migrants. Le programme a eu un succès record (11 millions de téléspectateurs), parmi lesquels une grande partie, forcément, était d'accord avec Salvini. Mais, vous savez, les films ou les livres qui ont le pouvoir de changer les idées des gens, c'est rarissime.
Cela ne vous est-il jamais arrivé? N'y a-t-il aucune lecture qui a changé votre vie ?
A moi, si, c'est arrivé une fois. Quand j'avais 17 ans, en plein fascisme, un livre avait échappé à la censure et m'est tombe dans les mains. C'était La Condition humaine, d'André Malraux. Soudain, j'ai compris que ce qu'on nous racontait était faux, que les communistes étaient des gens comme nous.
J'étais un des deux enfants de la bourgeoisie de la ville à aller à l'école élémentaire. Tous les autres, tous ceux qui sont restés mes amis pour la vie, étaient ouvriers au port, charretiers, mouraient littéralement de faim. Ils venaient à l'école avec leurs chaussures lacées autour du cou, pour ne pas les user, et ils ne les mettaient que pour entrer en classe. Je me disais : pourquoi doivent-ils être si pauvres, venir en bras de chemise dans le froid alors que moi j'ai un beau manteau de laine ? Ça, je me le suis toujours demandé. Et, à ça, le fascisme n'a jamais répondu.
Propos recueillis par JérômeE Gautheret - Rome, Correspondant -
« Le Monde » du 19 Juillet 2019

 
 

Giornale Ibleo, 13.10.2019
Comiso: si gira “La concessione del telefono”, le riprese in piazza Fonte Diana. FOTO

 
 
 

E’ una Comiso decisamente inedita e una piazza Fonte Diana quasi irriconoscibile, piombata per un giorno nell’ottocento visionario di Camilleri. Sono iniziate le riprese del film “La Concessione del telefono”, ispirato all’omonimo romanzo di Andrea Camilleri. La città casmenea, sabato 12 ottobre, è diventata set per un giorno. Dopo La Mossa del Cavallo e La Stagione della Caccia, entrambi prodotti da Palomar per Rai1, torna sul piccolo schermo un altro adattamento di un romanzo di Camilleri.
Il regista Roan Johnson è stato confermato alla regia, ma poco o nulla si sa del cast.
La Concessione del Telefono è il terzo romanzo storico di Camilleri a essere trasformato in un film televisivo per Rai1 – dopo La mossa del cavallo con Michele Riondino, , in onda nel febbraio 2018, e La stagione della caccia diretto dallo stesso Johnson e trasmesso nel febbraio 2019.
Ambientata nella Sicilia di fine Ottocento tra Palermo, Montelusa e Vigata, tra giugno 1891 e agosto 1892, protagonista della storia è Filippo Genuardi, un piccolo commerciante di legnami che chiede al Prefetto l’installazione di una linea telefonica tra il suo magazzino e l’abitazione del suocero, ricco uomo d’affari. Non trovando risposta, si rivolge a Calogero (don Lollò) Longhitano, importante esponente della mafia vigatese, al quale rivela dove si trova il suo ex amico Sasà La Ferlita, nascosto per non pagare il debito di gioco al fratello di Don Lollò. Una serie di equivoci portano Filippo in una situazione pericolosa. A questo si aggiungono anche i suoi problemi personali, tra cui la tresca con la moglie del suocero.
Foto: Facebook, Maria Pina Battaglia
 
 

Arezzo Notizie, 13.10.2019
Un posto d'onore a Camilleri nella letteratura italiana
La proposta è stata avanzata ad Arezzo dai 3 presidi Artini, Santori e Martelli

Il ricordo di Andrea Camilleri, il padre del Commissario Montalbano, è avvenuto ad Arezzo, nel pomeriggio di sabato 12 ottobre 2019, presso la Sala Soci attigua alla Bibliocoop di viale Amendola. Il giovane giornalista Marco Botti, autore delle famose camminate artistiche per il centro storico della città antica, ha introdotto i 3 presidi che hanno chiesto per il nostro autore un posto d’obbligo nelle nuove storie della letteratura italiana, dopo aver ricordato che lo scrittore scomparso il 17 luglio scorso ha prodotto ben 102 libri tradotti in 120 lingue diverse e venduti in 126 milioni di copie in tutto il mondo. Alessandro Artini dal vasto curriculum ( ha studiato anche l’emigrazione aretina in Svizzera), tra l’altro direttore della biblioteca “Città di Arezzo”, ha esordito dicendo che il commissariato di Montalbano, dove ci si guarda negli occhi e si dialoga anche con i delinquenti e dove ci sono fra colleghi legami di fiducia interpersonale assomiglia molto al clima delle Pubbliche Amministrazioni, un antidoto contro la società liquida, fredda, individualistica e senza contatti dei gialli nordici alla Cromwell ed alla Nesbo, contro la globalizzazione che in questi giorni liquida in modo vergognoso i kurdi che hanno lottato per l’Occidente e vengono soffocati dai Turchi con le armi italiane tecnologicamente superiori a quelle dei partigiani montanari del Kurdistan. Matteo Martelli ha ricostruito la formazione di Camilleri, un greco antico della Sicilia, amante di Pirandello e di Shakespeare, inizia come poeta, si prende un calcio nelle palle dal gerarca Pavolini a Firenze che gli cambia la vita, si fa le ossa in Rai sceneggiando e riducendo i grandi romanzi russi ottocenteschi per quasi 20 anni, nel 1968 torna alla letteratura e nel 1994 inizia a raccontare di Montalbano, a quasi 70 anni. Autodefinitosi Contastorie, il piacere che lui provava a narrare sapeva trasmetterlo al lettore inventando così il genere giallo civile sociale all’italiana. Claudio Santori ha concluso dicendo che Camilleri, qualsiasi cosa scriva, è teatro, basti pensare alla telefonata urgente inventata che Montalbano inventa per sfuggire al questore molesto ed impiccione, oppure alle storie inventate da un nipote per spillare soldi allo zio. Esce di scena facendo l’attore per la prima e l’ultima volta nella sua vita l’anno scorso, interpretando Tiresia, l’indovino cieco della tragedia greca che chiude gli occhi al mondo per aprirli all’Oltremondo, da dove adesso Andrea ci guarda mentre parliamo di lui, ad Arezzo, durante una bella ottobrata mite e soleggiata.
Luca Tognaccini
 
 

La Repubblica (ed. di Milano), 13.10.2019
Michele Riondino
Prima teatro poi musica sono un diavolo rock

Un decisamente rock. Non solo per temperamento. Appena può scende dal palco di un teatro e sale su quello di un locale con la sua band, The Revolving Bridge. Succederà anche a Milano, dove da martedì Michele Riondino è il diabolico Woland per Il Maestro e Margherita, riduzione del romanzo di Michail Bulgakov, firmata da Letizia Russo per la regia di Andrea Baracco: applausi, camerino, e dallo Strehler via, all'Ohibò per il concerto. Anzi, per il rock'n'roll party di cui è frontman, chitarrista e maestro di cerimonia.
[...]
Il giovane Montalbano le ha regalato la popolarità. Che ricordo ha di Camilleri?
«L'ultima volta che l'ho visto, a casa sua. Era eccitatissimo per lo spettacolo su Caino che stava preparando, ma aveva già la testa sul Pirandello che avrebbe fatto dopo.
L'età anagrafica gli andava stretta.
Non piango la scomparsa dell'artista, che resterà per sempre grazie alle sue opere. Mi mancano la sua voce di uomo libero, il suo pensiero».
Sara Chiappori
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 13.10.2019
Catania: Musumeci, Pattavina e Incudine star del Teatro della città

Il Teatro della città di Catania compie trent’anni e per festeggiarli inaugura una variegata stagione teatrale forte sia del riconoscimento del Mibac, quale centro di produzione teatrale, sia dei tanti progetti di collaborazione con partner nazionali e internazionali.
[...]
Fuori abbonamento, a grande richiesta tornerà la commedia “Filippo Mancuso e Don Lollò”, scritta da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale per assecondare il genio comico di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.
[...]
Nunzia Scalzo
 
 

GMU Magazine, N°7 - AUGUST/SEPTEMBER 2019 - 14.10.2019
Academic Highlights
Andrea Camilleri: the magic of storytelling

The Aula Magna of Palazzo Gallenga at the University for Foreigners of Perugia was the beautiful setting of the cultural event that took place on September 26, 2019: “The magic of storytelling”, a tribute to the writing and genius of Andrea Camilleri. Initially, this initiative coincided with the conferral of the Honoris Causa Degree, but the passing of Camilleri on July 17, 2019, altered the original program.
Professor Giovanni Capecchi, promoter of the initiative, highlights how Camilleri’s cultural and civic contributions and his peculiar narrative ‘language’ creations perfectly merge with the values and objectives of the University of Perugia. For the past century, Perugia institution fostered the dialogue between cultures and people, aware that the combination of culture and education can fight prejudice and divisions. Following, Professor Marci from Cagliari University was the first academic exponent in the 90s to praise the Camillerian genius and to promote in time three important initiatives. The first were seminars on Andrea Camilleri’s Opera that have become from national realities, worldwide events; secondly, the Camillerian Notebooks, a magazine dedicated to multidisciplinary analysis, and lastly, the Camillerian Index that collects and analyzes the words and expressions of the great Sicilian writer. The event saw the crucial contributions of Professor Piccini from the University of Perugia, who analyzed Camilleri as a poet, of Professor Biondi, from the University of Florence, who gave a speech on how the Camillerian works describe the 17th century, of Professor Scrivano, from the University of Perugia, who developed renaissance themes, of Professor Costa, from Roma Tre University, who gave an in-depth analysis of Pirandellian elements, and lastly, of Professor Costanza Geddes di Filicaia, from the University of Macerata, who traced crucial elements of Italian narrative.
The afternoon session saw the important participation of the writer and literary critic Luca Crovi (Camilleri counterfeiter) and of the screenwriter Salvatore De Mola (Montalbano), who gave considerable space to the views and the thoughts revolving around Camilleri, this flow of perspectives was possible thanks to the significant involvement of Professor Filippo Lupo, President of Camilleri Fan Club.
Giuliano Giubilei, RAI journalist, focused on the emotional impact the death of Andrea Camilleri had on mass media. Very interesting were also the contributions of Bruno Taburchi, from the cultural association of Lettori Sottotraccia and of Annamaria Romano from the cultural association Clizia.
Simonetta Agnello Hornby, close friend of Andrea Camilleri, concluded the night with personal anecdotes and considerations on the great friendship that united them.
The intense, articulated and cross-thematic event, met the approval and the interest of the audience.
Mrs. Rosetta Dello Siesto, wife of Camilleri, their 3 children and grandchildren attended the event. Guglielmo Marconi University was represented by Professor Giuseppe Fabiano, professor of clinical methodology and author of the book “Nel segno di Andrea Camilleri. Dalla narrazione psicologica alla psicopatologia”.
Giuseppe Fabiano
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 14.10.2019
Palermo, diecimila persone per Letterature migranti: i disegni sugli ospiti

Oltre diecimila persone in cinque giorni, mille studenti coinvolti, cento protagonisti culturali tra scrittori, attori, registi e artisti e una conclusione che rappresenta un nuovo “seme” per Palermo, città dell’accoglienza e dei diritti: Mediterranea Revolution, la piattaforma culturale che domenica è stata presentata al teatro Garibaldi con un reading e lo spettacolo “Scuola superiore di rivoluzione” di Claudia Puglisi.
“I numeri di quest’anno – aggiunge il direttore artistico del festival Davide Camarrone - ci dicono che il festival si è radicato e che c’è un pubblico locale, nazionale ed euro-mediterraneo che chiede di potere approfondire la conoscenza e dibattere su ciò che accade nel mondo e sulle sfide e le opportunità che le migrazioni ci pongono. La Casa delle Letterature a Villa Trabia sarà il luogo dove tutto questo potrà crescere ulteriormente e maturare, attraverso la condivisione con tanti soggetti pubblici e privati".
L'edizione di quest'anno ha visto la partecipazione del disegnatore Gianluca Costantini che ha ritratto i protagonisti del festival.
 
 

La Nazione (ed. di Pistoia), 15.10.2019
L'uomo e l'intellettuale, in biblioteca omaggio ad Andrea Camilleri
L'appuntamento venerdì 18 ottobre a tre mesi dalla morte del papà di Montalbano

Pistoia - Sono trascorsi appena tre mesi dalla morte del grande scrittore, Andrea Camilleri, e alla biblioteca San Giorgio arriva il 18 ottobre (ore 15) già un sentito omaggio al papà di Montalbano per ripercorrerne la complessa figura di intellettuale. Romanziere, sceneggiatore, regista, drammaturgo, docente, Andrea Camilleri è stato uno dei protagonisti della letteratura italiana del XX secolo. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita a uno dei suoi personaggi più celebri: il commissario Salvo Montalbano e a 70 anni diventa autore di bestseller, con oltre 31 milioni di copie vendute e tradotto in tutto il mondo.
Il successo tardivo che l’ha imposto come maestro di ironia e saggezza oscura in parte l’impegno culturale precedente tutto da riscoprire. Il programma prevede i saluti della direttrice della biblioteca San Giorgio e del presidente dell'associazione Amici del Giallo. Seguiranno gli interventi di Giovanni Capecchi ("Lo scrittore Camilleri prima e oltre Montalbano"), Raffaele Totaro ("Uno scrittore legge Camilleri", con l’attore Umberto Ponzio), Antonio Fusco ("Personaggi a confronto: il commissario Casabona e il commissario Montalbano", l’intervento sarà integrato con l’intervista rilasciata da Camilleri). Seconda e terza lettura di Giuseppe Prevìt e di Manlio Monfardini. Chiudono la giornata la proiezione dell'intervista a Camilleri e le conclusioni affidate a Giovanni Capecchi.
 
 

The Times, 15.10.2019
The Times view on a 93-year-old author’s debut: Noble Nonagenarians
A spate of successful writers in their nineties indicates the power of a deadline

"There’s something very misleading about the literary culture that looks at writers in their 30s and calls them ‘budding’ or ‘promising,’ when in fact they’re peaking." So said the Nobel prizewinning author Kazuo Ishiguro.
He failed to mention the writers peaking in their nineties. The age of the oldest debut author has now nudged up to 93. Margaret Ford’s book, A Daughter’s Choice, based on a collection of her love letters, has been published by Pan Macmillan. Ford is considering a second book.
Jan Morris published In My Mind's Eye at the age of 91, which is also the age at which Andrea Camilleri launched the last of his hugely popular Salvo Montalbano detective stories [...].
 
 

La Repubblica (ed. di Napoli), 15.10.2019
Camilleri e Croccolo

La recente scomparsa di Carlo Croccolo mi ha riportato alla memoria una vicenda di censura teatrale, avvenuta all'inizio degli anni Sessanta, di cui furono vittime il popolare attore napoletano e Andrea Camilleri.
Il 6 dicembre del 1962, al Teatro Mercadante di Napoli, andò in scena la commedia di Gigi Lunari "Tarantella con un piede solo", ispirata ad un fatto di cronaca accaduto proprio nella nostra città. Interprete principale era Carlo Croccolo, all'epoca già famoso per le partecipazioni a diversi film comici e per l'attività teatrale e di rivista; regista era Andrea Camilleri, che nell'anno precedente aveva collaborato con Eduardo al primo ciclo televisivo delle sue commedie e che sarebbe diventato decenni dopo notissimo scrittore. Al termine del primo atto, irruppero nel teatro di Piazza Municipio il questore e un gruppo di agenti per sospendere la rappresentazione e per sequestrare il copione della commedia. In alcune scene erano stati ravvisati, infatti, gli estremi del reato di vilipendio delle forze armate, perché tra i personaggi rappresentati vi era un buffo poliziotto. Per ironia della sorte quella sera erano presenti in sala, secondo le cronache dei quotidiani, il Procuratore generale della Repubblica e il Presidente della Corte di Appello di Napoli.
Durante il primo atto, qualche spettatore protestò adirato ritenendo la commedia oltraggiosa dell'immagine delle forze dell'ordine, e lesiva della morale pubblica per alcune battute troppo audaci pronunciate dagli attori. Forse, ipotizzarono i quotidiani, l'intervento del questore fu dovuto alla richiesta di uno dei due alti magistrati, o di entrambi. Dopo l'irruzione della polizia, una parte del pubblico protestò vivacemente per la sospensione, e le discussioni tra gli spettatori continuarono anche nel ridotto del Mercadante. La questura chiese all'allora ministro di Grazia e Giustizia, il democristiano Giacinto Bosco, l'autorizzazione a procedere (prevista dal codice Rocco per il tipo di reato contestato) contro Camilleri, Croccolo e l'intera compagnia, nonché contro il gestore del teatro. Lo scrittore siciliano e l'attore napoletano, ai quali andò la solidarietà dei partiti della sinistra e del mondo culturale, corsero il serio rischio di poter finire in prigione nel caso in cui fossero stati condannati al termine del processo; fortunamente, però, intervenne un'amnistia a coprire i reati di vilipendio commessi fino all'8 dicembre del 1962.
Naturalmente, molte importanti voci si levarono contro quell'atto di censura reso possibile, nell'Italia degli anni Sessanta, dall’impianto autoritario e fascista del codice Rocco.
Antonio Frattasi
 
 

Il Giornale, 15.10.2019
Montalbano batte tutti: Imma e Rosy lo tallonano
Nella prima parte della stagione tv vanno bene «Ulisse» e i talk di Rete4. Mezzo flop di «Eurogames»

A salvare i cittadini della televisione, si sa, è sempre e comunque lui: il Commissario Montalbano. Anche in questo autunno iniziato con una stagione senza infamia e senza lode, il poliziotto di Vigata ha tenuto in vita il primo canale e pure gli spettatori quando non trovavano altro di interessante sui canali generalisti.
E, dunque, dopo le prime settimane, si può tracciare un primo bilancio della programmazione. Lo facciamo con il giochetto dei principali flop e successi, dal punto di vista del gradimento del pubblico, senza offesa per nessuno ovviamente, perché come sempre i programmi si possono imbroccare o meno.
[...]
TOP. Dunque, sul podio, oltre a Montalbano va collocata la fiction Imma Tataranni (interpretata dalla brava Vanessa Scalera), che pare una Zingaretti in gonnella e sfida il (vetusto) Commissario sia nei risultati di share sia nella sceneggiatura, soprattutto nelle parti di commedia.
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Laura Rio
 
 

TvZoom , 15.10.2019
Ascolti Tv 14 ottobre vince Il commissario Montalbano con il 24,08%
FLASH: la fiction su Rai 1 ha conquistato 5.33 milioni di telespettatori, mentre il reality show su Canale 5 3.36 milioni. Tra poco su TvZoom tutti i dati di ieri e le analisi.
Seguono Temptation Island VIP con il 19,37% e John Rambo con il 6,00% negli ascolti tv

Su Rai1 Il commissario Montalbano ha raggiunto il 24,08% e 5.33 milioni di spettatori.
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Francesco Sarchi
 
 

Sicilian Post, 15.10.2019
In evidenza
En­ri­co Guar­ne­ri da Lit­te­rio a Mon­tal­ba­no: «Chi non è sen­si­bi­le non può fare l’at­to­re»
At­to­re po­lie­dri­co, co­min­cia con una pic­co­la com­pa­gnia per poi fare il gran­de pas­so: la­scia­re il la­vo­ro e se­gui­re il so­gno, una scel­ta che si è ri­ve­la­ta vin­cen­te. Dal tea­tro al ci­ne­ma pas­san­do per il pic­co­lo scher­mo, oggi è co­no­sciu­to e ama­to per le vie del­la sua ter­ra

In­con­tro il ca­ta­ne­se En­ri­co Guar­ne­ri in un lo­ca­le di Ri­po­sto, alla fine del­le va­can­ze che tra­scor­re al mare con la fa­mi­glia. Si rac­con­ta fra un sor­so di bir­ra Mes­si­na e una for­chet­ta­ta di spa­ghet­ti, men­tre di tan­to in tan­to in­se­ri­sce sto­rie che fan­no ri­de­re, cer­can­do con lo sguar­do la ri­sa­ta del­la mo­glie che, ben­ché co­no­sca or­mai le sue bat­tu­te, non gli nega mai un sor­ri­so. È que­sto Guar­ne­ri, at­to­re po­lie­dri­co da­gli oc­chi aguz­zi, uomo sem­pli­ce e di cul­tu­ra che ama la sua ter­ra con i suoi ar­ti­sti, che pia­ce alla gen­te e ama far­la emo­zio­na­re. Geo­me­tra di gior­no at­to­re di sera, si li­cen­zia dopo 20 anni per de­di­car­si alla re­ci­ta­zio­ne, co­ro­nan­do un so­gno: fu su­bi­to chia­ro al­lo­ra che il suo po­sto era in sce­na. Con­sa­cra­to alla be­ne­vo­len­za del pub­bli­co con il per­so­nag­gio Lit­te­rio, la sua car­rie­ra ar­ti­sti­ca lo vede in­ter­pre­te di piè­ces im­por­tan­ti e spa­zia dal gran­de al pic­co­lo scher­mo, dove pros­si­ma­men­te lo ve­dre­mo nel­la se­rie tv più ama­ta dai si­ci­lia­ni (e non solo), Il com­mis­sa­rio Mon­tal­ba­no.
Com’è nata la par­te­ci­pa­zio­ne a Il com­mis­sa­rio Mon­tal­ba­no e quan­do la ve­dre­mo in tv?
«I pri­mi con­tat­ti ri­sal­go­no a qual­che anno fa: mi chie­de­va­no di pren­der par­te a del­le pun­ta­te ma pre­fe­ri­vo un ruo­lo fis­so. Han­no pen­sa­to a me per la fi­gu­ra del que­sto­re: dopo la mor­te del caro e bra­vo Gia­cin­to Fer­ro non se ne par­lò più. Ades­so han­no de­ci­so di rein­tro­dur­la così io sarò il nuo­vo que­sto­re. Ho gi­ra­to le sce­ne a lu­glio e la pun­ta­ta do­vreb­be an­da­re in onda a feb­bra­io 2020. Sono lie­to di pren­der par­te a quel­la che è una fi­ne­stra sul­la Si­ci­lia nel mon­do».
Può dar­ci qual­che an­ti­ci­pa­zio­ne?
«Pos­so dire che la gran­de no­vi­tà è che il que­sto­re che io in­ter­pre­to va d’ac­cor­do con Mon­tal­ba­no».
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Francesca Rita Privitera
 
 

siracusa2000.com, 15.10.2019
Trotto, Premio Camilleri e Premio Montalbano nel convegno del pomeriggio all’Ippodromo

E’ Akela Pal Ferm, la favorita alla vittoria del Premio Camilleri, centrale delle sette corse nel convegno di trotto del pomeriggio. [...] La seconda prova è il Premio Montalbano, condizionata riservata ai giovanissimi chiamati al confronto sul miglio. [...]
 
 

Varesenews, 16.10.2019
Azzate
Omaggio ad Andrea Camilleri
Il Premio Chiara dedica una serata al grande scrittore scomparso a luglio. Appuntamento domani 17 ottobre alle ore 21 al Cinema Castellani, di Azzate (ingresso gratuito).

Il Festival Del Racconto presenta un omaggio ad Andrea Camilleri, grande scrittore, regista, autore teatrale e televisivo, scomparso nel luglio 2019. Un’occasione per ricordare il conferimento del Premio Chiara alla Carriera nel 2010 a Luino “per avere sedotto l’intero pianeta con la grazia inarrivabile delle sue storie, quintessenza di una Sicilia verissima ed inventata”. (nella foto un momento della sua visita a Luino, quando ricevette il premio)
L’appuntamento è per domani 17 ottobre alle ore 21 al Cinema Castellani, di Azzate (ingresso gratuito). La serata è presentata da Mauro Novelli, insegnante di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano. È autore di volumi e studi di ambito otto-novecentesco. Per i Meridiani Mondadori ha curato le Opere di Piero Chiara. È vicepresidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani. Ha scritto per vari periodici, tra cui Linea d’ombra, Tirature, Wuz, Diario, Letture, Saturno.
 
 

Messina Ora, 16.10.2019
Ricordando Andrea Camilleri, “giggioneggiando” col Commissario Montalbano

Lo scorso 17 luglio è morto a Roma Andrea Camilleri, conosciuto al grande pubblico come lo scrittore della serie di libri di successo del commissario Montalbano ma che ha trascorso la sua vita, perlopiù nel secolo scorso, da protagonista della vita culturale italiana grazie alla sua attività nella televisione pubblica ed in seguito anche nel teatro e nel cinema. Da ricordare come testamento spirituale, morale e civico la sua Conversazione con Tiresia del giugno del 2018. Di fede politica comunista, le storie di Camilleri riflettono la sua attenzione morale nei confronti degli ultimi e degli scartati dalla società, come pure la sua umanità.
Si è detto che Camilleri ha vissuto la vita culturale italiana da protagonista, ma il successo gli è arrivato grazie alla riuscita e fortunata serie di romanzi, prima che televisiva, il commissario Montalbano; indimenticabile la battuta, familiare ormai agli italiani, “Montalbano sono “.
Però Camilleri non è solo il padre del commissario Montalbano, è anche lo scrittore di romanzi storici come “Il Birraio di Preston” e di altri dedicati a figure dell’arte. Ma è della Sicilia di Montalbano che vogliamo parlare.
“Il commissario Montalbano” è ambientato a Vigata una immaginaria cittadina della Sicilia, i principali luoghi di ambientazione sono il commissariato e la casa di Montalbano stesso, ma sono frequenti le apparizioni di case signorili ed eleganti, dei vari testimoni od indagati nelle indagini di turno.
Montalbano è circondato dalla sua squadra di poliziotti tra cui il fidato Fazio ed il vicecommissario, don Giovanni, Mimì Augello.
Ed è partendo da lui che vogliamo iniziare un riflessione sulla Sicilia di Montalbano.
Non poteva mancare, infatti, ad una descrizione ed interpretazione stereotipata della nostra isola il “femminaro” di turno, come neppure poteva mancare il protagonista principale , a volte duro e brusco nei modi: Montalbano stesso. Perché è sullo stereotipo che Camilleri ha giocato abilmente, dove il protagonista , uomo di legge, non sempre si conforma alla legalità nel suo agire, chiude un occhio spesso su violazioni – non arresta una volta la colpevole di un auto-rapimento per “sanare” una ingiustizia passata – e si fa addirittura cucinare i pasti dalla madre di due galeotti.
Essendo Camilleri poco o per niente attento alle problematiche spirituali, non c’è salvezza nelle vicissitudini del commissario, la morte arriva senza una consolazione, e la vita sembra scorrere in balia o del caso o del destino cieco.
Tra le fila dei personaggi più frequenti nelle apparizioni dei romanzi compare anche un vecchio mafioso che, a perpetuare lo stereotipo, è delinquente sì, ma non smette di essere pio e devoto; ed afferma anzi che non si pentirà di fronte ai giudici dello stato ma solo di fronte a Dio.
In ultima analisi la Sicilia di Camilleri non è una terra bella ma ricca di contraddizioni, è piuttosto un’isola ipocrita e lenta che vive trascinandosi tra una distrazione, anche femminile, ed un’altra come fosse senza un orizzonte da rincorre od un futuro da inseguire ma un eterno presente nel quale giggioneggiare; un’isola dove anche gli uomini di legge sono colpevoli e gli uomini di chiesa a volte corrotti ma tutto viene perdonato perché c’è sempre un cannolo da assaggiare, un arancino da gustare e qualche bella fimmina da conquistare e portare a letto.
Tino Carrozza
 
 

Malgrado Tutto, 16.10.2019
Dopo Camilleri chi sarà il grande scrittore siciliano?
Non è da escludere che possa essere utile avere nelle vene sangue agrigentino o almeno aver respirato aria dello stesso territorio

Dopo Camilleri chi sarà il grande scrittore siciliano? Da Empedocle in poi, che Lucrezio nel De rerum natura definì “non sembra nato da stirpe mortale”, la Sicilia ha avuto i suoi geni letterari, e dal secolo scorso il panorama culturale è stato così alto e così importante da essere motivo d’orgoglio per la fama mondiale che è stata tributata.
Due Nobel, autori tradotti in tutto il mondo, l’affezione di un pubblico di lettori senza pari, testi o frasi divenuti proverbiali e personaggi indimenticabili. Ebbene, sul nobile seggio della letteratura siciliana hanno seduto Pirandello, Verga, Quasimodo, De Roberto, Brancati, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Bufalino, Vittorini, Consolo, Camilleri, Russello ma chi sarà il prossimo? Chi sarà il nuovo motivo d’orgoglio popolare? Con la dipartita di Andrea Camilleri, il 17 luglio scorso, il seggio è rimasto vacante, e si teme – nella migliore tradizione italiana – una lotta in sordina per la successione culturale.
Al momento non possiamo rispondere, l’unica cosa che possiamo dire è che ci sono degli elementi che andrebbero rispettati per avere buone potenzialità per diventare il nuovo Numero Uno.
I criteri fondamentali sono: occorre assolutamente aver vissuto in paesi di provincia e piccole città siciliane, e aver creato luoghi letterari provinciali (la Montelusa pirandelliana, la Regalpetra sciasciana, la Vigata camilleriana), il Romanzo siciliano non è molto urbano, di fatto ha la sua bella dose di campagna; bisogna saper cogliere quel punto di vista diverso e dargli forza di universalità; saper cogliere l’aspetto grottesco della vita e della società e farne arte; non raccogliere dall’orticello della propria vita, ma prendere a piene mani dalla teatralità che emerge appena al di là della finestra; avere ben chiaro che la situazione può essere grave, ma mai seria; saper dosare il dissenso e saper far riflettere ridendo; non aprire mai la porta del gregge al lupo; raccogliersi in cenacolo con altri scrittore di qualsiasi età, sesso e censo e aiutarsi reciprocamente; avere punti di riferimenti letterari alti; evitare il carro del vincenti; essere consapevoli che in Sicilia scrivere è una colpa che potrebbe mai essere perdonata; che ogni tanto una polemica non fa male; e infine non partecipare alla corsa per essere nominato il Numero Uno, perché si sa, se si parla tanto di uno poi alla fine le sue pagine meritano poco…
Certo, non è da escludere che possa essere utile avere nelle vene sangue agrigentino o almeno aver respirato aria dello stesso territorio, come Quasimodo che da piccolo attraversava la Valle del Platani.
Chi potrebbe essere il prossimo erede? Noi avremmo molti nomi papabili, e anche assolute certezze sui nomi da scartare: quelle figure cittadine, primi della classe, dalla penna troppo leggera e dal foglio troppo pulito.
Jim Tatano
 
 

estense.com, 16.10.2019
Il Nobel dei lettori conteso tra Murakami e Camilleri
Sondaggio in biblioteca Ariostea. Il 10% dei voti allo scrittore giapponese, escluso il maestro perché il premio è riservato agli autori viventi

Quest’anno, per la prima volta, anche la biblioteca Ariostea ha voluto partecipare all’assegnazione del Nobel per la letteratura. Per tre giorni, dall’8 al 10 ottobre, gli utenti della storica biblioteca cittadina hanno potuto esprimere la propria preferenza attaccando un post-it in un apposito tabellone posizionato all’ingresso.
Il riscontro è stato molto positivo e il risultato in parte sorprendente. Il 10% dei circa cento voti espressi sono andati a Haruki Murakami, eterno candidato al Nobel.
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Per la verità va segnalato che l’autore più apprezzato dagli utenti della biblioteca Ariostea è stato Andrea Camilleri, escluso però dal conteggio finale perché il Nobel è riservato solo agli autori viventi.
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La Repubblica (ed. di Roma), 17.10.2019
Scrittori e lettori incontro-omaggio ad Andrea Camilleri

Passione Camilleri! A tre mesi esatti dalla scomparsa, un omaggio romano al grande scrittore stasera alle 18 da Moby Dick, l'hub culturale della Regione Lazio (via Ferrati, alla Garbatella). È l'occasione per un confronto appassionato tra lettori dell'inventore del commissario Montalbano: i presenti saranno invitati a raccontare il loro rapporto con l'opera di Camilleri, a mostrare come cimeli i volumetti azzurri Sellerio acquistati e divorati nel corso degli anni.
Coordinati da Gioacchino De Chirico, lettori e scrittori — tra i quali Elvira Seminara e Valentina Farinaccio, alcune delle voci incluse nel volume " Alfabeto Camilleri", in uscita per l'editore Sperling — si metteranno in gioco. Evocando atmosfere, personaggi, riesplorando l'incredibile e prolifica avventura letteraria dello scrittore siciliano. Che con Roma aveva un rapporto speciale: lasciata la sua isola intorno ai vent'anni, si trasferì nella capitale.
Gli studi all'Accademia d'arte drammatica, il lavoro in Rai (via Asiago come indirizzo di casa- bottega), la lunga militanza nel mondo del giornalismo e dello spettacolo — tutti gli appuntamenti più importanti hanno a che fare con una mappa romana. Compreso l'appuntamento col successo: tardivo, ma inarrestabile.
Quando parlava della capitale, città in cui ha vissuto per oltre sessant'anni, Camilleri ricordava le meravigliose ottobrate che lo rendevano impaziente di uscire, quando se ne stava chiuso a provare con gli attori. «Scusate, non ce la faccio più a stare chiuso qui dentro mentre fuori c'è sicuramente un tramonto meraviglioso e Roma deve essere un incanto». Ora Camilleri è sepolto al cimitero acattolico di Testaccio, uno dei luoghi più suggestivi della città, a un passo — cosa che di sicuro avrebbe apprezzato — dalle " ceneri di Gramsci".
Paolo Di Paolo
 
 

Malgrado Tutto, 17.10.2019
“Ma chi glielo fa fare?”
E’ quello che Sciascia mandò a dire ad Enzo Alessi quando voleva rappresentare “L’onorevole”. L’attore e regista racconta il suo profondo legame intellettuale con lo scrittore

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Poi si fece il Premio Empedocle; Sciascia presiedette la giuria composta tra gli altri da Andrea Camilleri, Cremona, Amato. Ebbe il premio, per il romanzo Montallegro, Jerre Mangione di Filadelfia ma originario di Porto Empedocle-Realmonte.
[...]
Camilleri, poi, dalla novella Western di cose nostre realizzò una sceneggiatura che Rai Due mandò in onda in due puntate con la regia di Pino Passalacqua e protagonista Mimmo Modugno. Presi parte allo sceneggiato con altri agrigentini.
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Enzo Alessi
 
 

La Repubblica (ed. di Genova), 18.10.2019
Quella casa sul mare una vita di ricordi senza Montalbano

Villeggiature d'infanzia, il mare di Sicilia, le leggende raccontate come favole ai bambini che seminano sabbia sulla terrazza mentre i grandi bevono caffè freddo; tra loro, nei primi anni Novanta, c'era anche Costanza DiQuattro scrittrice e scrittrice, direttore del teatro Donnafugata di Ragusa Ibla che nel suo libro La mia casa di Montalbano (Baldini&Castoldi), e nel dialogo con Sergio Maifredi (Minor Consiglio, oggi alle 17) ripercorre la vita dentro e fuori le stanze della casa di villeggiatura di famiglia, prima che quelle facessero spazio al set televisivo ispirato ai romanzi più amati di Andrea Camilleri.
Andrea Nicolini legge le parole antiche e nuove che hanno dato voce al mito delle Sirene: Apollonio Rodio, Argonautiche; Omero, Odissea, canto XII; Andrea Camilleri, Maruzza Musumeci.
 
 

Ulisse: il piacere della scoperta, 19.10.2019
Il Gattopardo - Il romanzo della Sicilia
Verso la fine della puntata, da -7:50 a -6:40, si parla di Andrea Camilleri e del Commissario Montalbano

Questa quarta puntata è dedicata alla Sicilia dei luoghi del Gattopardo, che ispirarono il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il capolavoro cinematografico di Luchino Visconti.
 
 

Il Libraio, 19.10.2019
Quando i grandi scrittori per adulti scrivono libri per bambini e ragazzi

Da Rosella Postorino a Fernando Aramburu, passando per Jacques Prévert e Dino Buzzati, fino ad arrivare a Daniel Pennac, Andrea Camilleri, Luis Sepúlveda e molti altri: una lista di libri per bambini e ragazzi firmati da scrittrici e scrittori di ieri e di oggi
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)”, scrive Antoine de Saint-Exupéry ne Il piccolo principe. Eppure per fortuna alcuni se ne ricordano e, tra questi, ci sono anche diversi grandi autori contemporanei (e non) che hanno dedicato alcuni libri ai più piccoli e all’importanza della lettura e dell’insegnamento.
Ecco quindi una selezione, che non ha la pretesa di essere esaustiva, e in cui i nomi non sono proposti in ordine di importanza, di autrici e autori che hanno scritto libri per bambini e ragazzi.
[...]
Andrea Camilleri
Da Magarìa (Mondadori, 2015) a Topiopì (Mondadori, 2016), fino al più recente I tacchini non ringraziano (Salani, 2018) sono i libri che l’inventore del commissario Montalbano ha scritto per bambini e ragazzi, celebrando la loro fantasia e curiosità. Storie in cui si ritrovano i colori della Sicilia e valori fondamentali come il rispetto e la condivisione.
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El Santo del Rock, 19.10.2019
Comisario Montalbano: El otro extremo del hilo, estreno el domingo 20 de octubre a las 18:00 horas por Europa Europa

Cuando de definir algo como “Clásico”, el error más común, por no decir que la más sencilla convención en general, es tratar todo aquello de épocas anteriores, por no decirle “viejo”, con un status que debería ser reservado a aquellas piezas de verdadero culto más allá de cualquier época.
Comisario Montalbano es la serie que retrata las aventuras de Salvo Montalbano, basado en la novela homónima de Andrea Camilleri y cuyo primer episodio se estrenara hace 20 años en Italia, motivo de festejo que se extiende a México con el estreno de El otro extremo del hilo, episodio estreno.
El otro extremo del hilo estrena este domingo 20 de octubre a las 18:00 horas en Europa Europa, canal disponible en México por: AxtelTV (626), Totalplay (493), Sky (435), Megacable (425), izzi (627), Cablemás (627), Cablevisión Monterrey (627).
¿Quieres saber más?, ¡Dale Play y sigue leyendo!
Comisario Montalbano estrena una nueva aventura por Europa Europa
Continuando con los festejos por los 20 años del primer episodio, llega un nuevo episodio del “Comisario Montalbano”, “El otro extremo del hilo” que ocupa el tercer lugar entre los capítulos más vistos de la serie. Estreno el domingo 20 de octubre a las 18:00 horas.
Repite el viernes 25 de octubre a las 18:00 horas.
Europa Europa estrena un nuevo capítulo del gran comisario siciliano Salvo Montalbano, basado en la novela homónima de Andrea Camilleri. Esta ya es la trigésima tercera aventura que se suma a la exitosa serie italiana. Estreno el domingo 20 de octubre a las 18:00 horas.
En el contexto de los continuos desembarques de migrantes en las costas de Sicilia, Montalbano tiene que enfrentar esta emergencia con sus pocos hombres, que trabajan incansablemente con personas perdidas en el mar, niñas violadas durante el cruce e incluso un gran músico que se esconde entre los inmigrantes.
En medio de todo esto, un terrible crimen cae sobre Vigata: Elena Biasini es asesinada en su sastrería. La joven modista, bella y misteriosa, es amiga de Livia y conocida por el comisario. El asesinato parece inexplicable. Pero Montalbano podrá captar el hilo de la vida de esta misteriosa y extraordinaria mujer y descubrirá la verdad que esconde detrás de su muerte.
El canal Europa Europa está disponible en México por: AxtelTV (626), Totalplay (493), Sky (435), Megacable (425), izzi (627), Cablemás (627), Cablevisión Monterrey (627).
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La Repubblica (ed. di Genova), 19.10.2019
Quelle città di carta dopo Torino ora tocca a Genova

La città come l'hanno vissuta e rivelata gli scrittori: nella collana delle Città di carta edita da Il Palindromo, debutta anche Genova, che prende idealmente il testimone da Torino: entrambe le città sono raccontate da due autori imperiesi. Genova di carta, firmata da Alessandro Ferraro – si presenta quindi con l'autore a dialogo con Alessandra Chiappori, autrice di Torino di carta, e il docente e poeta Enrico Testa. Un percorso in quella che, secondo Ferraro, può essere la Capitale Italiana della Poesia Novecentesca: dal levante di Guido Gozzano al ponente più insospettabilmente poetico, la Genova di Dino Campana e di Camillo Sbarbaro, con Eugenio Montale e Giorgio Caproni tra corso Dogali e Castelletto, scendendo a Balbi con Edoardo Sanguineti. Ma a Boccadasse l'incontro è con la Livia di Camilleri
 
 

La Repubblica (ed. di Milano), 19.10.2019
Tutti pazzi per il noir a Villa Greppi
La due giorni Oggi (9,3018,30) e domani (11,30-18,30) a Villa Greppi di Monticello Brianza (Lc)

"La Passione per il Delitto" torna a casa. Il Festival di narrativa poliziesca, ideato e diretto dalla giornalista Paola Pioppi, compie diciotto anni e, dopo sette anni a Lariofiere/ Erba, mette in scena un weekend tra il giallo e il noir a Villa Greppi, a Monticello Brianza, in provincia di Lecco, dove era nato.
[...]
«Come sta il genere? Direi bene. Dopo un eccesso di quantità, si pubblica meno ma con una qualità migliore», dichiara Pioppi, che c'invita a rivalutare il concetto, appunto, di genere. Non, secondo lei, etichetta che tende a sminuire questa parte giallo- nera della letteratura, ma cappello sotto il quale gli stessi autori, di genere, si trovano bene. Tra fotografie ispirate a Il cuoco dell'Alcyon di Andrea Camilleri e il concerto del Guitar Landscape Ensemble, "E se la musica fosse un furto?", diretto da Matteo Redaelli (domani alle 18,30), c'è spazio anche per un brindisi finale e per il piatto più giallo che ci sia: il risotto.
Annarita Briganti
 
 

Iene Sicule, 20.10.2019
Cultura, Catania: domani presentazione premio letterario internazionale "Nino Martoglio"

Lunedì 21 ottobre, alle ore 11.00 nella sala del Refettorio Piccolo della Biblioteca Civica Ursino-Recupero, sarà presentata in conferenza stampa la XXXIIIedizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”, promosso e organizzato dal Circolo Athena con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e la collaborazione del Comune di Belpasso.
[...]
La trentatreesima edizione sarà dedicata alla memoria di Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano scomparso di recente (Premio Martoglio per la Letteratura 1999), la cui opera tradotta e apprezzata in tutto il mondo ha contribuito a veicolare un’immagine positiva della Sicilia e a promuovere un forte interesse turistico-culturale nei riguardi dell’Isola.
[...]
 
 

Quaderni camilleriani, 21.10.2019
Quaderno camilleriano in rete

Il titolo del nono volume della collana Quaderni camilleriani – Il telero di Vigàta – suggerisce l’immagine dell’opera di Andrea Camilleri come se si trattasse di un grande affresco che racconta di Vigàta, della Sicilia e del mondo, delle diverse epoche storiche e della modernità: dalla storia antica della famiglia Zosimo protagonista de Il re di Girgenti alle imprese, più vicine a noi, del commissario Montalbano, di cui abbiamo appena letto Il cuoco dell’Alcyon, ultimo romanzo pubblicato mentre l’Autore era in vita.
I primi contributi di questo nono volume tracciano un iniziale bilancio che non riguarda solo la produzione, ma anche la personalità di chi, attraverso la scrittura, ha voluto e saputo costruire un saldo rapporto con il lettore.
Seguono cinque articoli che sondano altrettanti ambiti: quelli propriamente letterari, come pure le potenzialità didattiche implicite nei romanzi camilleriani che vivono nelle pagine dei libri e nelle trasposizioni cinematografiche. Senza dimenticare il tema della traduzione e quello, ampio e suggestivo, del genere investigativo e della fortuna di cui gode nel mondo, in particolare nell’area mediterranea.
 
 

La Sicilia (ed. di Agrigento), 21.10.2019
I trascorsi socialisti di Andrea Camilleri
Storie, immagini e testimonianze dimostrano come il grande scrittore empedoclino, che si è sempre professato “convinto comunista”, avesse avuto un passato di militante nel partito di Pietro Nenni
Nel corso dei suoi rientri in paese amava partecipare ai dibattiti politici all'interno della locale sezione

Non sarà, purtroppo, lo stesso Andrea Camilleri a confermarci se nel passato abbia militato nel partito socialista. Da sempre lui amava dichiarare di essere un convinto comunista. Questo però non può escludere che prima di esserlo non fosse già stato un militante del partito storico di Pietro Nenni. La nostra domanda è scaturita alla luce di certe immagini in nostro possesso (vedi foto) e dalle dichiarazioni a noi rese da alcuni vecchi militanti socialisti empedoclini.
Bisogna a questo punto richiamare le parole rilasciate a suo tempo da un vecchio parlamentare socialista, Salvatore Lauricella che affermò: “Il socialismo non è un partito politico, ma un’idea e quindi non potrà morire finché sulla terra ci sarà un uomo che avrà bisogno”.
È proprio nella Vigata degli anni ’50 e ’60 centinaia e centinaia di cittadini combattevano per il lavoro, la giustizia, la solidarietà in difesa dei valori irrinunciabili quali la lotta alla mafia, alla diseguaglianza e all’illegalità. In quelle lotte emergevano nella forte richiesta del bisogno, i portuali, i pescatori, i muratori, i braccianti, i disoccupati e soprattutto i giovani della città marinara. E poi la grande attenzione degli empedoclini in quel tempo fu rivolta principalmente allo sviluppo del porto, ai collegamenti marittimi, al futuro dello stabilimento realizzato da Pesenti e al potenziamento della spesa industriale. E proprio in quella stagione assai difficile, uomini liberi e coraggiosi, animati solo da autentico spirito di servizio, si posero a capo delle lotte nel nome del socialismo.
A guidare il movimento, primo fra tutti Binuccio Di Betta, uomo coerente e passionario e poi il docente di lettere Francesco Burgio. A sostenere detto movimento e soprattutto i due esponenti socialisti c’era anche il futuro e famoso scrittore Andrea Camilleri, il quale nel corso dei suoi rientri a Porto Empedocle amava partecipare ai dibattiti politici dall’interno della sezione socialista. Erano amici e compagni appartenenti tutti “al sol dell’avvenire”.
A Porto Empedocle il PSI esprimeva in quel tempo una forza elettorale non indifferente capace di contrastare sul piano elettorale la forte Democrazia Cristiana, guidata allora dal deputato Giuseppe Sinesio, dal rag. Alfonso Inglima e dal prof. Carmelo Deleo. A questo punto bisogna riconoscere la linearità e la coerenza politica di Andrea Camilleri, ovvero quella di identificarsi in un partito di massa e di sinistra, impegnato nelle lotte per migliorare le condizioni sociali, culturali ed economiche del suo paese natale e dell’Italia.
La sezione socialista di Porto Empedocle sul piano congressuale rappresentava “la sinistra” che esprimeva tutta una tradizione di socialismo libertario-morandiano, con riferimento a Lelio Basso, Vittorio Foa, Tullio Vecchietti e Riccardo Lombardi, la quale nel 1963 a maggioranza si schierò per la scissione del partito per aderire al nuovo Psiup. A pilotare la scissione fu il leader storico locale Bino Di Betta, amico e compagno di studi ginnasiali e liceali di Andrea Camilleri, mentre l’altro autorevole dirigente della sezione socialista, il prof. Francesco Burgio, rimase poi nel Psi. Dopo la scissione del partito, Andrea Camilleri nei suoi rari rientri a Porto Empedocle preferì dedicarsi alle regie teatrali al Kaos durante la “Settimana Pirandelliana”.
Probabilmente, prima o dopo la diaspora socialista del 1994, Andrea Camilleri approdò al partito comunista. Questo suo essere comunista, come ebbe a dichiarare, lo aveva reso furente per la mutazione antropologica del partito in Pci, Pds, Ds, Pd. E prendendo spunto dal “Il Cavaliere e la Morte”: “Basta, basta”, l’interruppe la Morte che non era né comunista né liberale, ma solo una grandissima carogna, “mi hai convinto. Tu sei degno di un trattamento speciale, avrò un occhio di riguardo. Ti dico l’anno (2019), il mese di (luglio), il giorno (17), l’ora (cinque), il minuto primo (uno) e il minuto secondo (due). E glielo disse, scomparendo”.
Tra le tante carte custodite gelosamente dalla famiglia, un giorno potrà venir fuori che Andrea Camilleri fu un convinto ed autorevole esponente del partito socialista italiano. Così è se vi pare…
Paolo Cilona
 
 

S&H Magazine, 21.10.2019
Mercoledì alla Biblioteca Metropolitana Emilio Lussu di Cagliari una serata dedicata ad Andrea Camilleri

Mercoledì 23 ottobre 2019, alle ore 17:30, la Biblioteca Metropolitana Emilio Lussu della Città Metropolitana di Cagliari, in collaborazione con Streets Books, organizza un evento dal titolo Una vita a scartamento ridotto, dedicato ad Andrea Camilleri.
Letture e musiche a cura di Gerardo Ferrara (voce narrante) e Roberto Deiana (voce chitarra fisarmonica). L’ingresso è gratuito.
Per informazioni telefonare in biblioteca ai numeri 070 409 2901, 070 409 2912, e-mail: info@bibliotecamonteclaro.it – bibliotecamonteclaro.it


 
 

TvZoom, 22.10.2019
Ascolti Tv 21 ottobre tutti i dati: (ri)Montalbano 4,6 milioni, Che bella giornata 2,4, Report 2,1, De Martino 1,9, Cruise 1,3, Porro 1,1
Su Rai1 ascolti La caccia al tesoro 4,6 milioni e 20,4%. Su Canale 5 Che Bella giornata 2,442 milioni e 11%. Su Rai3 Report 2,152 milioni e 9,1%. Su Rai2 Stasera tutto è possibile 1,891 milioni e 9,4%. Su Italia1 Mission Impossible- Protocollo fantasma 1,353 milioni e 6,3%. Su Rete4 Quarta Repubblica 1,155 milioni e 6,6%. Su Sky Brescia-Fiorentina 615mila e 2,5%. Su La7 Grey’s Anatomy 586mila e 2,3%.
Ascolti tv, dinamiche: Montalbano sempre in testa, Zalone si difende da Report (che vola con i servizi su Salvini e sul caffè), e da De Martino. Porro davanti a Tom Cruise con la Meloni.

Il contesto: Luca Zingaretti contro una replica di Checco Zalone, la nuova puntata di Stasera tutto è possibile contro Mission Impossible-Protocollo Fantasma, Report su Salvini/Savoini e caffè e Nicola Porro con Giorgia Meloni e Maurizio Landini, Grey’s Anatomy 15, Brescia-Fiorentina.
Ammiraglie dominanti con campioni replicanti sulle ammiraglie lunedì 21 ottobre, in una serata in cui il posticipo di Serie A su Sky era Brescia-Fiorentina (a 615 mila e 2,5% di share). Rai1 schierava un capitolo topico ma molto replicato della saga de Il Commissario Montalbano, La caccia al tesoro (la storia in cui Salvo rischia la vita più volte, già in replica nel 2017 aveva ottenuto 5,681 milioni di spettatori e il 23,61%, nel 2016 aveva fatto il botto a 7,782 milioni e 30,6%) e il Biscione trasmetteva l’ennesimo passaggio di Che bella giornata con Checco Zalone protagonista (trasmesso a marzo di quest’anno con meno di 2 milioni di ascolti).
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Emanuele Bruno
 
 

SiciliaNews24, 23.10.2019
Must di Catania, si riparte con “Troppu trafficu ppi Carrubba”

Must di Catania. Dopo il successo di pubblico e di critica nazionale ed europea quasi ventennale che ha avuto il rifacimento del Much Ado about nothing di Camilleri e Dipasquale nel Troppu trafficu ppi nenti, debutta sul palcoscenico del Must Musco Teatro venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 21, Troppu trafficu ppi Carrubba, testo e regia di Giuseppe Dipasquale.
Lo spettacolo replicherà sabato 25 ottobre alle ore 17,30 e 21,00 e domenica 27 alle ore 17,30.
Must di Catania, scritto a quattro mani con Andrea Camilleri
“Complice il mio amico e grande artista quale è Mimmo Mignemi, – spiega il regista, Giuseppe Dipasquale – che mi è stato vicino per diciasette anni di successi del Troppu trafficu ppi nenti, scritto a quattro mani con Andrea Camilleri, dove egli interpretava il personaggio di Carrubba, mi sono deciso a scrivere un sequel, uno spin off, come si dice adesso, comico su questo personaggio.
Carrubba, appunto, è personaggio fra i più comici della storia del teatro di tutti i tempi, e riesce a far faville nella combinata di banda sgangherata che forma insieme a Sorba e Ugo come guarnigione o, come direbbe lui guarnizione, del Duca Lionatu di Missina. Il nome significa letteralmente “bacca di cane”, in riferimento ad un particolare tipo di frutto selvatico (probabilmente l’uva spina) tipico del bacino del Mediterraneo. La sua estrazione sociale è inferiore a quella di altri personaggi: nel confronto con loro il linguaggio del poliziotto va incontro ad inevitabili papere linguistiche.”


Mimmo Mignemi

A completare il cast una squadra di eccellenti attori che, a partire da Valeria Contadino, nel ruolo di Ofelia moglie di Carrubba, insieme a Cosimo Coltraro (Dottor Fiordipisello), Rita Abela (Jenny), Valerio Santi (Sorba) e Francesco Russo (Ugo lo Stillongo), sviluppano una storia originale, la quale, attraversando la sua fonte originaria, procede decisamente in una direzione del tutto nuova. Qui i personaggi vivono la stessa linea temporale del modello shakespeariano, ma vivono una azione del tutto diversa. Le musiche originali del M° Matteo Musumeci aiuteranno a traslare nell’immaginario crocevia mediterraneo di magheggi anche questa nuova vicenda.
Un’opera in lingua siciliana
“Lo sproloquiare comico di Carrubba, Sorba e Ugo – continua il regista e autore – “che vivrà in questa commedia situazioni di servizio e domestiche insieme, saranno insaporite da una storia personale che confermerà la grandezza umana e umile insieme di queste figure nata dalla fantasia di un genio teatrale come William Shakespeare e tenute in vita molto più modestamente dalla penna del sottoscritto.”
Proseguendo il lavoro linguistico del precedente testo, anche qui la lingua siciliana illustre viene ricostruita nelle sue scaturigini più nobili e popolari insieme, con qualche spazio per la modernità del proverbiare e scelte fonetiche che appaiono insolite oggi, ma che dovevano essere consuete in corti dove il latino era la lingua diplomatica.
Botteghino Must Musco Teatro aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 in Via Umberto I, 312, Catania – Tel. 0952289426.
 
 

LetteratitudineNews, 23.10.2019
Premio Martoglio 2019: i vincitori
PREMIO MARTOGLIO 2019: sabato 26 ottobre, alle h. 17:30, al Teatro Comunale di Belpasso, la cerimonia di consegna della XXXIII Edizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”. Tra i premiati: Nadia Terranova, Massimo Onofri e Agostino Zumbo

Si svolgerà sabato 26 ottobre, con inizio alle ore 17.30, al Teatro Comunale di Belpasso – presentata dalla giornalista Flaminia Belfiore – la cerimonia di consegna della XXXIII Edizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”, organizzato dal Circolo Athena con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e la collaborazione del Comune di Belpasso.
Presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Anna Maria Paternò (presidente del Circolo Athena), Daniele Motta, (sindaco del Comune di Belpasso), Vicente Gonzalez Martin (Università di Salamanca, Spagna), Domenico Tempio (editorialista de “La Sicilia”), la giuria ha assegnato il Premio Martoglio nelle seguenti sezioni:
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Opera Prima: Andrea Cassisi e Lorena Scimè per il volume Hoefer racconta Camilleri (Dario Flaccovio Editore, 2016)
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La serata sarà allietata dall’attore Pippo Pattavina che farà rivivere alcuni momenti della commedia “Filippo Mancuso e Don Lollò” scritta a quattro mani da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale e ispirata da “La concessione del telefono”.
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Teleacras, 23.10.2019
Giugiu Gramaglia ancora sul set tv di un’opera di Camilleri

L’attore empedoclino, Giugiu Gramaglia, ancora sul set televisivo di un’opera tratta da un romanzo storico di Andrea Camilleri. Sono iniziate nel Ragusano, tra Ispica e Scicli, le riprese della nuova fiction tv di Rai 1 “La concessione del telefono”, prodotta dalla Palomar, che produce il “Commissario Montalbano” e tutti i romanzi di Camilleri in tv. Giugiu Gramaglia, nella nuova fiction, ambientata nella Sicilia di fine ‘800 tra Palermo, Montelusa e Vigata, interpreta il personaggio del dottore Antonio Tamburello, direttore dell’Ufficio Postale di Vigata. [...]
 
 

Il Sussidiario.net, 23.10.2019
Tosca D’Aquino/ “Prego sempre, in qualsiasi momento” (Vieni da me)
Tosca D’Aquino ospite oggi a Vieni da me: l’attrice napoletana ha parlato di Andrea Camilleri e del figlio Edoardo, ora a Milano…

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Tosca D’Aquino e il rapporto con Andrea Camilleri
Tosca D’Aquino oggi ospite a Vieni da me: l’artista napoletana “in viaggio” con Caterina Balivo tra i ricordi della sua carriera, ma non solo. L’attrice e conduttrice televisiva ha ricordato la sua esperienza al fianco di Andrea Camilleri, scrittore recentemente scomparso: «Un uomo estremamente affascinante, beveva e fumava ma era pieno di vita: un uomo eccezionale, meraviglioso. Non mi ha mai rimproverata, anzi le sue lezioni erano molto belle e molto costruttive».
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Farodiroma, 24.10.2019
“La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia” alla Festa del Cinema. Con l’ultimo omaggio di Camilleri al suo maestro Buzzati

E’ un cartoon tutto italiano, nato da un classico della narrativa di Dino Buzzati e diventato un film d’animazione di Lorenzo Mattotti: “La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia”, presentato in concorso ad “Alice nella città”, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma. a versione italiana è interpretata dalle voci di: Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese, Mino Caprio, e Corrado Guzzanti nel ruolo di Salnitro e con la partecipazione straordinaria di Andrea Camilleri nel ruolo del Vecchio Orso, un omaggio del grande scrittore al suo maestro Dino Buzzati.



La storia è quella di Leonzio, il Grande Re degli orsi, che nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.
Si tratta dell’adattamento cinematografico, realizzato in animazione tradizionale, dell’omonimo e celebre romanzo per ragazzi di Dino Buzzati, che lo scrittore pubblicò nel 1945, a puntate, sul Corriere dei piccoli, per poi pubblicarlo più tardi, lo stesso anno, in un volume unico e in una versione rivista, riproposto proprio in questi giorni dalla Mondadori, nella collana Oscar Junior. Sempre Mondadori ha poi pubblicato di recente una “novelization” del film, e una versione illustrata della stessa.
A dirigere il film Lorenzo Mattotti, alla sua prima regia cinematografica, ma è uno degli illustratori e fumettisti italiani più noti al mondo, autore di innumerevoli libri di successo e collaboratore di riviste e quotidiani di rilevanza internazionale come il New Yorker, Glamour, Vanity Fair, Cosmopolitan, Le Monde, Das Magazin, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur, Corriere della Sera, Repubblica.
Mattotti nel 2000 aveva realizzato il poster ufficiale del Festival di Cannes; nel 2004 aveva realizzato i segmenti di collegamento tra i tre episodi del film Eros, di Michelangelo Antonioni, Wong Kar-wai e Steven Soderbergh; nel 2007 era stato uno degli illustratori che realizzarono il film antologico d’animazione Peur(s) du noir; nel 2019 ha realizzato la sigla del Festival di Venezia.
Oltre che dal talento grafico di Mattotti e dalla fantasia di Buzzati, il film è impreziosito da un cast vocale che comprende le voci di attori come Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Corrado Guzzanti e perfino Andrea Camilleri, che prima di morire prestato la sua voce inconfondibile al personaggio del Vecchio Orso.
La famosa invasione degli orsi in Sicilia, co-produzione tra Italia e Francia, è stato presentato in prima mondiale al Festival di Cannes 2019 (sezione Un Certain regard), e in anteprima italiana ad Alice nella città 2019.
 
 

ANSA , 24.10.2019
La voce di Camilleri nella favola di Buzzati
Famosa Invasione Orsi in Sicilia di Mattotti va in sala

Roma - Forse il valore aggiunto de ‘La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia’, film d’animazione di Lorenzo Mattotti presentato oggi ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma e in sala dal 7 novembre con Bim, è l’inconfondibile voce rauca da fumatore accanito di Andrea Camilleri, recentemente scomparso. È lui il vecchio e saggio orso. Ma il film, già a Cannes per l’Italia nella sezione Un Certain Regard, non ha certo bisogno di alcun sostegno grazie alla bravura di Mattotti, maestro di quella che viene definita la ‘nona arte’. E se ancora non bastasse, la storia, andata in libreria nel 1945, è a firma di Dino Buzzati con tanto di suoi disegni.
Con le voci italiane di Toni Servillo, Antonio Albanese, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese, Mino Caprio, Corrado Guzzanti (nel ruolo di Salnitro), La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia’ racconta di Leonzio, il Grande Re degli Orsi, che nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini.
Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.
Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu' e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero' per farsi contagiare dai difetti degli uomini: l'egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche' a pagare per tutti sara' proprio Re Leonzio, che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanità e tornare tra i monti, dove e' il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti.
“Cercavo una figura carismatica - spiega Mattotti - e ho pensato subito a Camilleri. Siamo così andati a casa sua con tutta l’attrezzatura e lui si è davvero divertito. Tanto che alla fine ha detto: tutto qui?”.
Per il disegnatore la favola degli orsi: “come è per tutti i classici non invecchia e ha un valore universale”.
Per Toni Servillo “è stato un onore accettare questo doppiaggio e partecipare a questo film pieno di poesia e letteratura, guidato da un regista che definisco a tutti gli effetti un pittore”.
Come si doppia un personaggio? “Si recita un po’ in maschera e poi occorre tanta immaginazione” conclude l’attore.
Francesco Gallo
 
 

RomaToday, 24.10.2019
Festa del Cinema, ecco come Luca Zingaretti è diventato Montalbano: “Dieci anni fa dissi smetto”
Alla Festa del Cinema di Roma bagno di folla per l'attore che interpreta dal 1999 il celebre commissario dei libri di Camilleri: "Ho avuto paura di restare ingabbiato nel personaggio"

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Luca Zingaretti è Montalbano
Sebbene magistrali le interpretazioni a teatro, sul grande schermo e soprattutto in tv dove è legato ai personaggi di Perlasca, Paolo Borsellino e Adriano Olivetti per tutti Luca Zingaretti è il commissario Montalbano.
Un ruolo forse nel suo destino. L’incontro con Andrea Camilleri proprio all’accademia: “Era uno dei miei professori ma – rivela Zingaretti – non ci ha mai trattato come alunni bensì come colleghi, quelli del futuro”.
L’incontro di Zingaretti con Camilleri
Dal maestro Camilleri tanti gli insegnamenti, non solo professionali: “Mi ha insegnato tante cose, soprattutto che il successo e il riconoscimento sociale non hanno nulla a che vedere con il valore della persona stessa. Il successo non dipende totalmente da noi stessi: per questo ai ragazzi – ha detto l’attore rivolgendosi alla sua nutrita platea – suggerisco di imparare a riconoscere le persone per quello che sono, non per come vengono riconosciute dal mondo”.
Zingaretti: “Ecco come sono diventato Montalbano”
Poi il racconto sull’arrivo del commissario Montalbano nella sua vita. “Avevo letto i libri di Camilleri e mi erano piaciuti, ne ero rimasto folgorato. Quando ho saputo che lo portavano in tv mi sono detto che quel ruolo doveva essere mio. Per fare Montalbano ho fatto sei mesi di provini: quando alla fine hanno scelto me per interpretarlo ho chiamato Camilleri. Ero felicissimo”.
Luca Zingaretti: “Nel 2008 dissi stop a Montalbano”
Una fiction Rai che va avanti da vent’anni. Un successo consolidato. Nel 2008 però il tentennamento di Zingaretti: “Dissi ‘smetto’. Ho sempre pensato che bisogna avere l’intelligenza di uscire tra gli applausi. Non bisogna essere ingordi. Avevo paura di rimanere ingabbiato” – rivela l’attore.
Poi il ripensamento. “Non sono rimasto per una questione economica, come qualcuno ha scritto. Mi hanno spinto principalmente tre motivi: mi mancava quel posto lì, una bolla dove è tutto sospeso e hai tempo per te stesso” – dice Zingaretti riferendosi alle località siciliane in cui viene girato il Commissario Montalbano. In più c’era la voglia di “incontrare nuovamente quel personaggio” e poi “volevo fare quello che mi andava di fare”, un modo “per stare bene e nutrire l’io più profondo”.
“È stata una scommessa vinta” – riconosce Zingaretti. “Gli applausi non sono mai finiti, anzi. Ora vedremo però quel che succede perché due padri nobili, Camilleri e Sironi, sono venuti a mancare”.
Il ricordo di Alberto Sironi, regista di Montalbano
Commosso il ricordo di Alberto Sironi, il regista di Montalbano scomparso nell’agosto scorso.
“Il successo della fiction è in parte di Alberto Sironi al quale non sempre è stato riconosciuto il giusto merito. Con lui sono stati 20 anni tra litigi, complicità e forza. Con la sua trasposizione cinematografica è riuscito a dare fisicità ai libri di Camilleri. Un’operazione non sempre semplice”. Lungo ed emozionato l’applauso dell’intera sala.
“Quando è se ne è andato improvvisamente – ha detto Zingaretti - mi è mancato un complice. Era un uomo buono: incapace di provare rancore, ma estremamente in grado invece di entrare in empatia con gli altri”.
Sara Mechelli
 
 

La Vanguardia, 24.10.2019
Paralelismos
La política italiana ha ido señalando el camino por el que luego ha discurrido la política española

Pese a no sentir un interés particular por el género policiaco, confieso mi debilidad por las novelas del comisario Montalbano, llenas de humor, ingenio, humanidad y pasión por la vida. De su autor, Andrea Camilleri, muerto el pasado mes de julio, acaba de publicarse un breve testamento literario titulado Háblame de ti , en el que describe a su bisnieta Matilda cómo era el mundo que le tocó vivir. La de Camilleri fue de verdad una larga vida, noventa y tres años bien aprovechados, vividos hasta el fondo. Novelista tardío (publicó su primera novela con cincuenta y tres años), en su biografía no faltan episodios que, igual que sus propias historias, combinan lo bufo y lo dramático, como esa patada en el bajo vientre que recibió de un ministro de Mussolini o cierta matanza en su pueblo siciliano de la que salió vivo por los pelos. Igual que otros intelectuales de su generación, Camilleri entró en la adolescencia entusiasmado por el fascismo y la abandonó convertido en un rabioso antifascista. Pero su activismo político no fue mucho más allá de convocar, ya en los años noventa, manifestaciones contra Silvio Berlusconi, que se había presentado como el gran renovador de un sistema parlamentario en descomposición y que no hizo sino agravar las malas prácticas: “Si antes la corrupción se justificaba como una financiación ilícita de los partidos, ahora ha pasado a ser una forma personal de embolsarse un dinerito inmerecido”.
Hace un par de meses, el ultraderechista Matteo Salvini traicionó a su socio de gobierno tratando de forzar un adelanto electoral. Pero la maniobra no pudo ser más desastrosa. Midió mal sus mo­vimientos y acabó eyectado hacia los ­escaños de la oposición. Eso ocurría un mes después de la muerte de Camilleri, que sin duda habría acogido el fiasco con regocijo. Por supuesto, el impresentable de Salvini no se dio por vencido y ya está probando otras estrategias para con­quistar el poder. Hace sólo unos días, reunió a cincuenta mil italianos (doscientos mil, según los organizadores) en un mitin en el que compartía protagonismo con el propio Berlusconi y con Giorgia Meloni, líder de Fratelli d’Italia, una organización considerada heredera del fascismo. Vaya panorama: la ultraderecha antieuropeísta, más el viejo fascismo de toda la vida, más el neoliberalismo más corrupto. Si alguna vez llegan a formar gobierno y al bueno de Camilleri le da por resucitar, seguro que vuelve rápidamente a la tumba.
El novelista, que vivió su infancia y juventud bajo el fascismo y la mayor parte de su vejez bajo el berlusconismo, hace en su librito un pequeño homenaje a los políticos que tras la Segunda Guerra Mundial tomaron las riendas del país y pusieron en pie la joven República Italiana. Eran hombres profundamente comprometidos con los valores de la democracia que durante la etapa fascista habían sufrido la prisión o el exilio o el silencio, hombres como el democristiano Alcide De Gasperi o el comunista Pal­miro Togliatti o el socialista Pietro Nenni o el liberal Luigi Einaudi, capaces de apartar sus diferencias ideológicas y ponerse de acuerdo en los asuntos esenciales cuando se estaba decidiendo un modelo de convivencia en libertad y democracia que debía servir para varias generaciones...
¿No les resulta familiar? Pese a cierto décalage , hay paralelismos evidentes entre el siglo XX español y el siglo XX ita­liano. La transición que aquí hicimos a finales de los setenta tras casi cuarenta años de franquismo los italianos la habían hecho treinta años antes tras dos ­décadas de fascismo y una guerra mundial e, igual que esos políticos italianos de los cuarenta, los principales políticos ­españoles de los setenta han acabado mereciendo el aplauso de la posteridad por su predisposición al diálogo y su altura de miras. Pero los paralelismos no acaban ahí. También la democracia española pasó primero por la fase de la financiación ilícita de los partidos y luego por la de la corrupción in­dividual, ese “dinerito in­merecido” del que habla Camilleri. La cuestión es si llegará o no a materializarse el sombrío horizonte que ese mitin del trío Salvini-Berlusconi-Meloni permite vislumbrar y si también en eso la política italiana está señalando el camino por el que luego discurrirá la política española. Faltan apenas dos semanas para las elecciones generales y cualquier cosa es posible. De hecho, las últimas encuestas sugieren un notable crecimiento de Vox, que sería el partido que más se benefi­ciaría de la reciente ola de violencia indepen­dentista en Catalunya. El cata­lanismo más ex­tremista y la ultraderecha espa­ñola se ­alimentan mutuamente, y su nexo de unión no es otro que Salvini, ese Sal­vini que tan pronto se fotografía agitando una este­lada como abrazándose al líder de Vox, Santiago Abascal... Ni a un no­velista con una imaginación tan fe­cunda como ­Camilleri se le ocurriría una trama tan alambicada y al mismo tiempo tan ­chusca.
Ignacio Martínez de Pisón
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 24.10.2019
I due Pirandello e la novità Malvaldi guida alla stagione

Un cartellone ampio ed eterogeneo, con nomi importanti della scena italiana e testi fondanti del Novecento, frammenti sparsi di classicità e d'innovazione, alcuni ritorni e qualche squarcio sul contemporaneo. La stagione 2019-20 del Teatro Biondo è lo specchio di un lavoro frutto in gran parte della precedente direzione di Roberto Alajmo e completato dalla nuova guida di Pamela Villoresi. Che ha voluto etichettarla "Traghetti", intendendo trasmettere il senso dinamico del passaggio tra epoche e generazioni diverse.
[...]
In Sala Strehler in programma troviamo anche [..] La creatura del desiderio di Andrea Camilleri, regia di Dipasquale sulla travolgente storia d'amore tra Alma Mahler e il pittore Oskar Kokoschka.
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Guido Valdini
 
 

in3minuti.it, 24.10.2019
A Porto Empedocle qualcosa si muove… ascoltiamo Danilo Verruso



Camillo Bosio
 
 

Teatro Musco, 25-27.10.2019
Troppu trafficu ppi Carrubba

Di Giuseppe Dipasquale
Regia: Giuseppe Dipasquale
Interpreti: Mimmo Mignemi, Valeria Contadino, Cosimo Coltraro, Valerio Santi, Francesco Russo, Rita Abela
 
 

RB Casting, 25.10.2019
Iniziate le riprese di “La Concessione del Telefono”, film tv per Rai 1 tratto dal romanzo di Camilleri
Diretto da Roan Johnson, con protagonista Alessio Vassallo. Nel cast anche Fabrizio Bentivoglio e Corrado Guzzanti. Prodotto da Palomar.


Alessio Vassallo e Roan Johnson / Instagram

Sono iniziate le riprese del film “La Concessione del Telefono”, ispirato all’omonimo romanzo di Andrea Camilleri.
Dopo “La Mossa del Cavallo” e “La Stagione della Caccia”, entrambi prodotti da Palomar di Carlo degli Esposti, torna la Vigata storica raccontata dal celebre scrittore. Un nuovo film per Rai 1, che già ospita la fiction di successo “Il Commissario Montalbano”, tratta dai romanzi dello stesso Camilleri. Alla regia confermato Roan Johnson.
Protagonista del film Alessio Vassallo che conferma la notizia sui social: “Ebbene sì, è il momento di venire allo scoperto. Non fatevi strani pensieri. Sono diretto da quest’uomo qui che oltre ad essere un grande regista si è dimostrato un vero amico nel corso degli anni. Stiamo lavorando per voi alla ‘Concessione del Telefono’ di Andrea Camilleri. E ho l’onore e la responsabilità di calarmi nei panni di Pippo Genuardi. Dopo tanti anni di carriera ritrovarsi qui a Vigata con tanti amici e con un testo così importante è una di quelle soddisfazioni che ti rimangono come medaglie sul petto”. Tra gli interpreti anche Fabrizio Bentivoglio e Corrado Guzzanti.
“La Concessione del Telefono” è il terzo romanzo storico di Andrea Camilleri ad essere trasformato in un film televisivo per Rai 1, dopo “La mossa del cavallo” con Michele Riondino, in onda nel febbraio 2018, e “La stagione della caccia” diretto dallo stesso Roan Johnson e trasmesso nel febbraio 2019.
 
 

La Repubblica, 25.10.2019
Intervista. Scuola
La Storia vince e torna alla maturità
Dopo il manifesto promosso da Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri e il dibattito lanciato sul nostro giornale, il ministro dell’Istruzione Fioramonti reintroduce la materia nella traccia dell’esame di Stato. E promette di potenziarla

«La traccia storica sarà ripristinata nelle prove scritte della maturità. Non potevo ignorare il Manifesto firmato da una parte rilevante della società italiana. E ne ho condiviso la preoccupazione di fondo: solo la conoscenza del passato può permetterci di costruire il futuro ». Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti annuncia a Repubblica la nuova clausola che reintroduce all'esame di maturità il tema storico, cancellato dal precedente governo. Un primo passo verso la ridefinizione dell'insegnamento della storia all'interno dei vari cicli scolastici, con nuovi programmi e nuove periodizzazioni.
È una vittoria significativa per la campagna sostenuta da Repubblica con Il Manifesto per la Storia, scritto da Andrea Giardina – insieme a Liliana Segre e Andrea Camilleri - e sottoscritto da oltre cinquantamila tra accademici, professori di liceo e maestri elementari, professionisti delle più varie competenze, sindacalisti, politici, scrittori, artisti, scienziati, cantautori, registi.
[...]
Simonetta Fiori
 
 

La Verdad, 25.10.2019
Sandrone Dazieri: «Mis personajes, como yo, son unos inadaptados»
El creador del 'spaghetti crime' cierra la trilogía de su comisaria Colomba Caselli con la novela 'El Rey'

Dice Sandrone Dazieri (Cremona, 1964) que la novela negra italiana tiene dos ramas: la de Andrea Camilleri, fallecido el pasado julio, que explica la esencia de Italia, lo que no cambia del país; y otra, en la que él se adscribe, que se mueve a la velocidad del presente.
[...]
Álvaro Soto
 
 

ActuaLitté, 26.10.2019
La voix d'Andrea Camilleri dans L'invasion des ours en Sicile, un symbole

Hospitalisé le 17 juin dernier, le romancier sicilien Andrea Camilleri est décédé un mois plus tard, jour pour jour. L’ombre de ce créateur bienveillant plane encore sur les terres siciliennes et à travers toute l’Italie. Mais plus encore, car, dans les salles de cinéma, on peut entendre sa voix, rauque, dense et profonde.



L’œuvre de Dino Buzatti, La fameuse invasion des ours en Sicile, est sortie ce 9 octobre dans les salles françaises. Au scénario, Lorenzo Mattoti, qui réalise également, et Thomas Bidegain. Et si pour les voix françaises, on retrouve Leïla Bekhti pour Almérina, Thomas Bidegain pour Gedeone, ou encore Beppe Chierici pour Théophile, c’est à Jean-Claude Carrière qu’est revenu d’incarner le Vieil Ours.



Dans la version italienne, c’est Andrea Camilleri qui prêta sa voix. Le réalisateur avait déjà raconté cette aventure, pour le moins prodigieuse. «Camilleri me connaissait à travers mes images. Heureusement, il appréciait mon travail», expliquait-il à Cannes.
Le Maestro, un vieil ours conteur
«Nous étions parvenus à le convaincre, en lui disant “Nous viendrons vous retrouver. Nous ne vous dérangerons pas. Nous ne serons là que pour deux heures.”.» Mais de toute évidence, le Maestro redoutait quelque peu l’exercice, craignant que ses capacités de doublage ne soient pas suffisantes.
Dans le symbole, la voix de Camilleri, connue dans toute l’Italie, a produit un effet sensationnel, comme un ultime témoignage de sa parole, à travers les mots de Dino Buzzati, pour ce récit publié en 1945. «?C’était lui-même un veil ours conteur, qui connaît l’histoire. Il était important, pour notre culture italienne, que ce fut Camilleri, et nous le remercions une fois encore?», indiquait alors Mattoti.
C’était un mois avant que l’écrivain ne soit hospitalisé. Ce qui donne à l’exercice une puissance plus grande encore.



Quant au film lui-même, qu’en dire ? Une splendeur, de poésie et de tendresse, satire de cette société prompte à corrompre les âmes, et une apologie, peut-être, de la vie simple. Ne pas feindre ni tenter d’être ce que l’on n’est pas — avec une conclusion terrible : toutes les choses ont une fin. Et ce n'est pas si triste que c'en a l'air.
Ndlr : et merci à la licorne qui nous a poussés à le voir, ce film
Nicolas Gary
 
 

Doppiozero, 27.10.2019
Andrea Camilleri e la radio: un’ipotesi di radio futura
Inizia oggi "Radiogenie", una nuova rubrica a cura di Tiziano Bonini e Rodolfo Sacchettini, uno spazio dedicato alla cultura dell'ascolto, ai suoi autori, alla rinascita dei contenuti sonori e dei generi radiofonici su altri supporti (smartphone, podcasting).

Dai microfoni di Radio Uno le parole di Andrea Camilleri rivolte al pubblico hanno più la durezza dell’ammonimento che la cordialità dell’invito: «Da troppo tempo gli addetti ai lavori della Rai sono condizionati dalla routine e sono poco aperti alle proposte degli ascoltatori… d’altronde si rischia di cadere nella demagogia. La piazza, manipolata dalla società di massa, quando ha fatto richieste giuste? (…) Teniamo presente che la Rai, quando è diventata più democratica, non è stata mai superficiale (…). Il problema di fare cultura oggi è molto più difficile. Cerchiamo dei prodotti radiofonici da mandare in onda, che provino a interpretare la realtà in cui viviamo… L’invito è a opere originali, non a deliranti monologhi, sfoghi narcisistici, letture di poesie o imitazione di programmi già esistenti. La sfida è a ciò che è vecchio, falso e inutile».
È una trasmissione a puntate, che si inaugura alla fine del 1976 e si intitola Tentazione ovvero invito alla radio. Gli autori sono Camilleri e Marcello Sartarelli. Gli ascoltatori possono inviare prodotti radiofonici, dunque non copioni, bensì registrazioni, opere audio. Arrivano molte audiocassette, da poco diffuse sul mercato italiano. Di interessante però c’è poco. Allora Camilleri presenta radiodrammi sperimentali recenti, li commenta, li discute e poi tenta di definire lo ‘specifico radiofonico’, cioè quell’idea, quella trovata che rende un testo perfetto per la messa in onda. Nei due anni precedenti Camilleri ha realizzato una dozzina di regie di Le interviste impossibili, la trasmissione che riesce a radunare alla radio metà società letteraria, un trionfo, ma anche la fine di una storia, quella che racconta di un rapporto privilegiato ed esclusivo tra scrittori, letterati e mezzo radiofonico. Camilleri è diventato uno dei registi radiofonici più accreditati e più amati dai letterati. In realtà alla radio da molti anni ha affiancato anche l’attività di regista televisivo e delegato della produzione.
Eppure con la radio continua a mantenere un rapporto speciale. Quando invita gli ascoltatori a produrre opere radiofoniche, a raccontare la mutazione dei tempi, Camilleri ha alle spalle già vent’anni di carriera e un migliaio di regie, tra teatro radiofonico, radiodrammi, trasmissioni culturali, sceneggiati a puntate. Non è autore di testi, ma adattatore e regista.
Il suo debutto alla radio ebbe un sapore simbolico: nel ’61 cura la regia di Finale di partita di Samuel Beckett, che aveva messo in scena per primo in Italia nel 1958 (ne realizzerà anche una versione televisiva nel 1977 con Renato Rascel). L’anno successivo, nel 1962, vuole far conoscere agli ascoltatori italiani un giovane drammaturgo inglese che arriva dopo la stagione del teatro dell’assurdo. Si chiama Harold Pinter e per le sue opere si comincia a parlare di ‘teatro della minaccia’, perché i personaggi sembrano assediati da una minaccia che prima pare provenire dall’esterno e alla fine si rivela sempre interiore. Il dramma Un leggero malessere è perfetto, perché rappresenta una sorta di manifesto, ma c’è un problema: uno dei personaggi principali, il vecchio venditore di fiammiferi, è muto. Sul palcoscenico di un teatro il muto può funzionare, ma alla radio chi sta zitto non esiste. Camilleri però non desiste. Chiama un giovane attore promettente dell’Accademia, l’allora sconosciuto Carlo Cecchi, e del muto ne fa un vecchio asmatico. Lo racconta molti anni dopo a Loredana Lipperini a Radio 3 Rai: «Cecchi costruì una straordinaria partitura di respiri ora lenti, ora affannosi, come se parlasse».
Spiccata capacità nell’interpretazione dei testi, abilità nel trovare soluzioni registiche che esaltino il valore della parola, straordinaria elasticità professionale nel percepire i cambiamenti e le nuove necessità: sono queste le qualità che fin da subito si riconoscono al giovane Camilleri, formatosi a fianco di Orazio Costa all’Accademia d’arte drammatica, e assunto alla Rai con tre anni di ritardo, nel 1957, perché, secondo la dirigenza, proveniente da una famiglia ‘troppo’ comunista.
Però non è solo una questione letteraria. Alle orecchie di Camilleri i rumori della radio suonano vecchi. La lunga stagione delle porte che si aprono e si chiudono, dei passi della persona che si avvicina o si allontana, ricreati in studio, va terminando. La tecnologia, grazie anche alle sperimentazioni dei Centri di fonologia, ha compiuto passi da gigante. E compito del regista non è più solo sonorizzare il testo in maniera realistica, orchestrare le voci e determinare il ritmo. Il margine di autorialità cresce. E il primo cambiamento riguarda la qualità del suono.
Nel 1964 – lo stesso anno della messa in onda di Se questo è un uomo – Camilleri realizza la regia del radiodramma Il Sindaco di Nicola Manzari. Già in tempo di guerra Manzari aveva scritto per la radio, in particolare per Il Terziglio di Silvio Gigli, vera palestra per giovani umoristi e futuri artisti, come Fellini, che aveva debuttato proprio lì con le scenette dei due fidanzatini Cico e Pallina. Immaginate un paesino, non troppo lontano da Bari, abbandonato dai suoi abitanti, che hanno deciso tutti di emigrare. Ne è rimasto uno solo. Si è autoproclamato sindaco. Poi improvvisamente arriva una giovane ragazza straniera bella e curiosa. Chi abitava il paese? Perché se ne sono andati? Scattano ricordi e riflessioni, mentre passeggiano per le strade deserte e cresce la complicità con un finale forse prevedibile. Eppure c’è qualcosa di nuovo, tutto suona diverso. Le voci sembrano inchiodate negli spazi vuoti, hanno un riverbero molto realistico. E l’ascoltatore è come se precipitasse tra i palazzi abbandonati. Anche il silenzio è diverso, più sporco, meno ovattato. E così il mare: sembra di sedere sul bagnasciuga, perché il rumore arriva a ondate con lo spostamento dell’aria. La novità è che per la prima volta in Italia, grazie al nastro magnetico e ad agili registratori, tutte le riprese di un radiodramma si svolgono in esterni. Nessun dialogo e nessun rumore è realizzato in studio. Il mare perde di rotondità e di astrazione e acquista complessità e realismo. Finisce l’era delle bacinelle piene d’acqua. Si aprono le porte anche agli attori non professionisti per restituire spontaneità alla parlata dialettale. Il pulito realismo radiofonico degli anni Cinquanta cede il passo alle impurità documentaristiche della presa diretta.
Dieci anni dopo, con migliaia di ore di registrazione alle spalle, Camilleri continua a sperimentare. Il nastro magnetico si è diffuso ovunque. E alla Rai sono in dotazione nuovi leggeri registratori portatili, i Nagra, ottimi per inchieste e documentari. Nel 1973 la stagione dei documentari radiofonici ha già dato i suoi migliori frutti. Però le nouvelle vague, che investono cinema, teatro, musica, arte e letteratura, da qualche anno sono arrivate anche alla radio, hanno rimescolato le carte e in alcuni momenti hanno rivoluzionato il linguaggio, grazie soprattutto all’opera di una nuova generazione di registi come Giorgio Pressburger, Giorgio Bandini, Carlo Quartucci, Giuliano Scabia…
Camilleri è interessato soprattutto a un radiodramma fatto di parole, parole poetiche. Per cui il suono, le voci e il ritmo, tornano a essere fondamentali. Ma l’orchestrazione non segue i dettami del realismo, al contrario si cerca di seguire le regole della poesia, della sua potenza evocatrice. È il caso di L’ascesa dell’Effe 6 di Wystan Auden o nel 1968, dell’opera sperimentale Protocolli di Edoardo Sanguineti e la musica di Sylvano Bussotti: «E adesso schiàcciati gli occhi, sfregateli, con le dita, adagio…», mentre la voce acquista un crescente riverbero e invita a un viaggio interiore dove carpire i veri colori del mondo.
Nel 1973 Camilleri realizza il suo capolavoro. Da regista si trasforma in autore, non di testi però, ma di ‘scrittura su nastro’, inventando con l’etnomusicologo Sergio Liberovici un documentario radiofonico che è entrato nella storia della produzione italiana: Outis Topos. Un’ipotesi di radio futura. Su invito della Rai – come racconta agli amici di Radio 3 Rai e in particolare a Lorenzo Pavolini – i due autori si recano alla Barriera di Milano, nella Torino nord, dove vive un sottoproletariato urbano a forte immigrazione meridionale. Individuano la piazza centrale e costruiscono una baracca in legno su cui fissano degli altoparlanti. Trasmettono canzoni alla moda per attirare i passanti che, incuriositi, si avvicinano. Vogliono compiere «un esperimento di autogestione del mezzo radiofonico da parte dei cittadini».
Gli abitanti che aderiscono al progetto vengono divisi in gruppi, ai quali viene consegnato un Nagra. Sono loro stessi a raccontarsi e a far emergere le problematiche più urgenti del proprio quartiere (sfratti, caro vita, disoccupazione etc.). Anche Camilleri e Liberovici compiono registrazioni, recandosi nelle scuole, ai cancelli della fabbrica, entrando nelle case. Così la vita del quartiere prende corpo dalle voci dei suoi abitanti. I programmi vengono fatti ascoltare in pubblico. La piazza è gremita. Ed è un successo. Si respira un clima da assemblea pubblica. Dalle duecento ore di nastri registrati Camilleri e Liberovici realizzano una specie di taccuino di frammenti, condensato in quarantacinque minuti. Un lungo lavoro di montaggio che trasforma il materiale grezzo in un prodotto compiuto. L’opera vince il primo premio del concorso speciale indetto in occasione dei cinquant’anni dalla nascita della radio al Prix Italia 1974.
Dare voce a chi voce non ha, perché «la radio deve non solo trasmettere ma anche ricevere, non deve solo far sentire qualcosa all’ascoltatore ma anche farlo parlare», lo scrive nell’introduzione e sembra di sentire Brecht alla fine degli anni Venti, quando si immaginava una radio capace di trasmettere «punto a punto», come una ricetrasmittente, e con la forza di andare contro il ‘potere’. Outis topos è un’opera che sta su un crinale della Storia. Prima dell’esplosione delle radio libere, intercetta pienamente quelle che sono le nuove istanze di partecipazione, di racconto, di rappresentanza. La voce degli ascoltatori si può sentire alla radio solo da pochi anni nella trasmissione Chiamate Roma 3131, che ha introdotto per la prima volta alla radio la chiamata telefonica del pubblico. Outis topos è un documentario che mette a tema la questione. Lo spazio del racconto è affidato anche alle parlate dialettali e a modi di dire popolari.
La voce è la cartina di tornasole di sesso, età, provenienza geografica, classe sociale, atteggiamento caratteriale (rassegnazione, rabbia, riscatto…). Si crea perciò una dimensione sonora che è esattamente opposta alle voci convenzionali della radio, alle voci “radiogeniche”, chiare, neutre, dalla dizione ipercorretta.
Camilleri capisce molto bene che i tempi sono maturi: la radio ha l’occasione di dare spazio al proprio pubblico e così far conoscere le opinioni, i pensieri, le biografie di gente ‘normale’. Ascoltare le voci della gente alla radio è una sorpresa. Incuriosisce. L’intervistatore scompare, rimane dietro le quinte, è confuso tra la gente. Si creano le condizioni per far emergere pezzi di realtà, apparentemente senza filtri, invece frutto di un attento lavoro di montaggio che permette di intrecciare le voci, metterle a confronto, creando assonanze o dissonanze. Un metodo di lavoro moderno, oggi abituale, all’epoca all’avanguardia, che Camilleri mette a punto anche in un’altra occasione, quando, sempre nel 1973 va a raccogliere le discussioni, le chiacchiere, le opinioni di cittadini di Fiumicino, di ragazze dell’Istituto Nazareth di Roma, di bambini rinchiusi in orfanotrofio, e compone Sinfonia di voci. Natale 1973.
Il clima dell’assemblea, tipica forma di aggregazione giovanile negli anni Settanta, trova un esito radiofonico particolarmente felice. Così si ascoltano le intime o aggressive confessioni di giovani studenti che contestano il Natale come festa borghese o lo difendono, ma solo a certe condizioni. Tra slogan, frasi fatte, sincero desiderio di confronto nello spazio di pochi minuti si riesce a dare un bello spaccato generazionale. E non si tratta propriamente di giornalismo, perché la cura registica e la scrittura su nastro (cioè un consapevole montaggio autoriale) sono a servizio di un’invenzione tutta radiofonica che esalta le qualità del mezzo e ne sperimenta i limiti. Così come accade anche nel 1976 per una nuova piccola inchiesta d’autore su Il sogno: cosa sognano gli italiani di oggi? E come interpretano i loro sogni? Camilleri, che per tutta la vita è stato uno straordinario narratore orale, è tra i primi in Italia a capire che la radio è capace di raccogliere e diffondere – cioè mettere in condivisione – anche le minute storie di un popolo in trasformazione, prima dell’esplosione delle radio libere e del boom delle televisioni private che cambierà radicalmente la percezione della “gente” comune. La sua radio è un grande orecchio che sa ascoltare e vuole capire.
Rodolfo Sacchettini
 
 

Tgr Sicilia, 27.10.2019
"La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia", il cartoon ispirato a Buzzati
Nel film d'animazione anche la voce di Andrea Camilleri. E' stato presentato in concorso ad "Alice nella città", sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma
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Il Dubbio, 27.10.2019
La poesia di Dino Buzzati, l’ultimo lampo di Camilleri nella favola di Mattotti
Applausi a Roma per “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, di Lorenzo Mattotti, tratto dal romanzo di Dino Buzzati del 1945

Inizia Lorenzo Mattotti che con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, tratto dal romanzo di Dino Buzzati del 1945, realizza la sua opera prima di connubio tra poetica illustrativa e capolavoro di animazione. Da Un certain regard di Cannes dove quest’anno Mattotti era l’unico italiano, un film che ha due versioni, una classica francese e una nostrana, più giocosa, da commedia dell’arte, fatta di un lavoro sui dialetti resa possibile grazie al contributo di grandi attori e figure importanti del panorama creativo italiano: Toni Servillo, voce del re orso Leonzio, Antonio Albanese, il cantastorie Gedeone, Corrado Guzzanti nel ruolo di Salnitro e infine una commovente interpretazione di Andrea Camilleri in veste di il Vecchio Orso.
Trasporre Buzzati sul grande schermo è sembrata la scelta più naturale per Lorenzo Mattotti : «Buzzati fa parte delle mie colonne culturali. Mi ha influenzato nel raccontare, dal disegno al modo di inventare leggende. Si gioca con gli archetipi e storie antiche. E’ parte del mio DNA. Mi è venuto naturale pensare al suo libro per ragazzi». Dopo Zanna Bianca, Il Libro della Giungla e Il Piccolo Principe, Toni Servillo risulta essere sempre più a suo agio nel dar voce e spessore a personaggi animati. Di questa nuova abilità racconta: «Sono opportunità che cogli valutando la qualità. Non mi considero un doppiatore, è un mestiere difficile che rispetto, mi viene chiesto di dare la mia voce, questo personaggio mi offriva l’opportunità di fare qualcosa di diverso. Non credo di avere una carriera nell’animazione, ma se arrivano progetti di questa natura, li accetterò con piacere. Tre giorni prima di andare in sala di doppiaggio ho visto gran parte del film, abbiamo fatto delle prove, poi abbiamo registrato». Mattotti con La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia sottolinea l’universalità dei temi affrontati nell’inizio dopoguerra da Buzzati e gli dona nuova poetica con la delicatezza, l’ironia, la dolcezza di questi orsi e il loro incontro con gli uomini: «I grandi classici sono sempre attuali, come Pinocchio. Riescono a rinnovarsi, questo libro ha tutte le qualità per rinnovarsi. Rileggendolo ora, noti i temi dell’innocenza della natura, il conflitto tra padre e figlio, la sete del potere, il ritrovarsi a gestire situazioni più grandi di noi, come accade a Leonzio, che deve conciliare orsi e uomini, la convivenza di due identità culturali. Per fortuna non dà soluzioni, sennò sarebbe falso» racconta Mattotti. Un ricordo va a Andrea Camilleri il cui contributo lascia una nota di commozione nel guardare il film: «Ha aggiunto una presenza meravigliosa. Nella versione francese abbiamo coinvolto lo sceneggiatore e narratore Jean- Claude Carrière, cercavo altrettanto carisma, Camilleri era l’unico. Abbiamo registrato a febbraio a casa sua, con l’aiuto di Ludovica Modugno. E’ stata un’ora e mezza molto intensa, alla fine voleva anche continuare, ha scherzato: ma come, tutto qui?».
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Chiara Nicoletti
 
 

Sicilian Post, 27.10.2019
Ve­de­re il fu­tu­ro sen­za oc­chi: “Con­ver­sa­zio­ne su Ti­re­sia”, il te­sta­men­to spi­ri­tua­le di Ca­mil­le­ri
La fine im­mi­nen­te del­la vita uma­na come tram­po­li­no di lan­cio per l’e­ter­ni­tà. Il mae­stro di Por­to Em­pe­do­cle, con­se­gnan­do­si al mito, non ha solo or­che­stra­to una ge­nia­le ope­ra­zio­ne let­te­ra­ria, ma ha spe­ri­men­ta­to la for­mu­la che, come alle fi­gu­re da lui rac­con­ta­te, gli con­sen­te di non mo­ri­re mai dav­ve­ro

Si dice che a co­lo­ro che han­no la sfor­tu­na di es­se­re pri­va­ti di un sen­so la na­tu­ra, in qual­che mi­su­ra, con­ce­da una for­ma di com­pen­sa­zio­ne acuen­do i sen­si re­stan­ti. Gli an­ti­chi gre­ci, con la loro so­li­ta ca­pa­ci­tà di tra­smu­ta­re un fat­to rea­le in un ri­svol­to mi­to­lo­gi­co, cre­de­va­no qual­co­sa di si­mi­le. Per que­sto, fin dal­la tra­di­zio­ne leg­gen­da­ria che ac­com­pa­gna la fi­gu­ra di Ome­ro, di­pin­ge­va­no gli aedi, crea­to­ri e can­to­ri del­le più gran­di sto­rie ap­par­te­nen­ti al pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le oc­ci­den­ta­le, come ar­ti­sti pri­va­ti del­la vi­sta, che pro­prio in vir­tù di que­sta man­can­za ave­va­no svi­lup­pa­to la sor­pren­den­te ca­pa­ci­tà di pre­ve­de­re il fu­tu­ro. Un po­te­re alle so­glie del di­vi­no, elet­ti­vo, sug­ge­sti­vo. Al pun­to da af­fa­sci­na­re uno dei mae­stri let­te­ra­ri del­l’i­so­la, quel­l’An­drea Ca­mil­le­ri reso dal­la sua pro­gres­si­va ce­ci­tà un vero e pro­prio aedo del­la mo­der­ni­tà, un so­gna­to­re che pur fa­ti­can­do a di­stin­gue­re il bian­co dal nero ha sa­pu­to re­ga­la­re emo­zio­ni dai co­lo­ri sgar­gian­ti. È lo­gi­co, per­tan­to, che non po­tes­se esi­ste­re te­sta­men­to mi­glio­re del suo mo­no­lo­go Con­ver­sa­zio­ne su Ti­re­sia, rias­sun­to di un’in­te­ra vita con­sa­cra­ta alla crea­zio­ne e pro­ie­zio­ne su un fu­tu­ro tut­to da scri­ve­re.
Fra i tan­ti pas­sag­gi del­l’o­pe­ra, ce n’è uno, di­ven­ta­to già ico­ni­co, che rias­su­me per­fet­ta­men­te l’in­ten­to con il qua­le Ca­mil­le­ri si è ca­la­to nei pan­ni del mi­ti­co in­do­vi­no. Uno stral­cio di te­sto che ac­co­glie ogni di­men­sio­ne tem­po­ra­le, dal pas­sa­to al do­ma­ni e le sue in­co­gni­te: «Ho tra­scor­so que­sta vita ad in­ven­tar­mi sto­rie e per­so­nag­gi. L’in­ven­zio­ne più fe­li­ce è sta­ta quel­la di un com­mis­sa­rio co­no­sciu­to or­mai nel mon­do in­te­ro. Da quan­do Zeus, o chi ne fa le veci, ha de­ci­so di to­glier­mi di nuo­vo la vi­sta, que­sta vol­ta a no­van­t’an­ni, ho sen­ti­to l’ur­gen­za di riu­sci­re a ca­pi­re cosa sia l’e­ter­ni­tà e solo ve­nen­do qui [a Si­ra­cu­sa] pos­so in­tuir­la, solo su que­ste pie­tre eter­ne». Più vol­te il mae­stro ha sot­to­li­nea­to l’im­pel­len­za di tuf­far­si in una di­men­sio­ne che non pre­ve­des­se una fine, quel­la stes­sa fine ine­vi­ta­bil­men­te uma­na la cui pros­si­mi­tà do­na­va allo scrit­to­re la for­za per af­fron­ta­re que­sto slan­cio me­ta­fi­si­co. Con­ver­sa­zio­ne su Ti­re­sia è la per­fet­ta ri­spo­sta a que­st’ur­gen­za esi­sten­zia­le: è il ri­sul­ta­to del­l’ac­qui­si­zio­ne sa­pien­zia­le di una vita, la dol­ce e di­spe­ra­ta ne­ces­si­tà di af­fi­dar­si a qual­co­sa di du­ra­tu­ro. Il riu­ti­liz­zo del mito, in que­sto sen­so, non è sol­tan­to l’o­pe­ra­zio­ne ge­nia­le di un il­lu­mi­na­to scrit­to­re ca­pa­ce di tro­va­re il modo, come pia­ce­va dire a Ca­mil­le­ri, di «con­giun­ge­re per­so­na e per­so­nag­gio», ma il di­spo­si­ti­vo at­tra­ver­so cui la pa­ro­la si con­ce­de al­l’im­mor­ta­li­tà. Nel re­ci­ta­re i suoi ver­si, lo scrit­to­re con­se­gna la sua ani­ma alla ma­gia del mito, che da se­co­li ri­na­sce inin­ter­rot­ta­men­te sfi­dan­do le leg­gi del­la me­mo­ria e del suo oblio. Nel rac­con­ta­re il mito, il Ca­mil­le­ri del­la Con­ver­sa­zio­ne di­ven­ta egli stes­so mito per i po­ste­ri.
Ma cosa pro­spet­ta, que­sto biz­zar­ro pro­fe­ta dei gior­ni no­stri, per il fu­tu­ro? Non trat­teg­gia con pre­ci­sio­ne even­ti cir­co­stan­zia­ti; non par­la di guer­re, di po­li­ti­ca, di so­cie­tà. Au­gu­ra sol­tan­to ai let­to­ri, agli spet­ta­to­ri, a tut­ti gli aman­ti del­la cul­tu­ra e non solo, di ri­tro­var­si nel­la stes­sa si­tua­zio­ne, con lo stes­so sor­ri­so, fra 100 anni. Un au­gu­rio sem­pli­ce, fat­to col cuo­re, che però na­scon­de an­che un al­tro, più pro­fon­do si­gni­fi­ca­to. L’au­spi­cio del­lo scrit­to­re è che do­ma­ni, fra un de­cen­nio, fra un se­co­lo, fra un mil­len­nio, ci sia an­co­ra qual­cu­no di­spo­sto a guar­da­re nei fon­da­li di sé stes­so, a scru­ta­re l’e­ter­ni­tà per car­pir­ne i se­gre­ti. Qual­cu­no che col­ti­van­do il sa­pe­re, la sua pre­zio­sa uni­ci­tà, sap­pia ri­na­sce­re, ogni vol­ta, nel­la bre­vi­tà di un ver­so di poe­sia o di una sce­na a tea­tro. Qual­cu­no che, se­guen­do l’in­se­gna­men­to di Ca­mil­le­ri, sap­pia spe­ri­men­ta­re la for­mu­la per non mo­ri­re mai dav­ve­ro.
Jo­shua Ni­co­lo­si
 
 

Newsicilia, 27.10.2019
Grandi applausi per “Troppu trafficu ppi Carrubba” con uno straripante Mimmo Mignemi

Catania – Impossibile non farsi trascinare dal genio artistico di Mimmo Mignemi, attore di razza qual è, protagonista della brillante commedia “Troppu trafficu ppi Carruba” sequel di “Troppu trafficu ppi nenti” di Andrea Camilleri.
Sul palco del Musco Mimmo Mignemi, affiancato da Valeria Contadino, Cosimo Coltraro, Valerio Santi, Francesco Russo e Rita Abela diretto da Giuseppe Dipasquale, autore anche del testo, è uno sgangherato capo di una guarnigione, composta da due stralunati compagni d’avventura Sorba (Valerio Santi) e Ugo (Francesco Russo), a cui è affidato il compito di proteggere il Duca Lionatu di Messina.
Vicende private come le liti con la guerrigliera e manesca moglie (Valeria Contadino) e l’innamoramento per la meno bella ma gentile di cuore Genoveffa (Rita Abela) sorella del medico Fiordipisello, (Cosimo Coltraro) si scontrano con i compiti lavorativi di Carruba, personaggio comico per eccellenza, che sulle musiche originali di Matteo Musumeci, regala al pubblico presente grasse risate premiate da lunghi e ripetuti applausi.
Punto di forza dello spettacolo, oltre all’affiatata intesa dell’ottimo cast, il linguaggio utilizzato dagli attori in particolar modo quello di Carruba dove si fondono lingua siciliana illustre ed espressioni popolari con particolari scelte fonetiche lontane dal nostro quotidiano ma rese immediate dall’interpretazione degli attori dove i numerosi e spassosissimi sbagli linguistici interpretati da Mimmo Mignemi sono il punto di forza dell’intero spettacolo.
I dialoghi tra Carrubba, Sorba e Ugo, che divertono sin dalla prima battuta in scena, catturano l’attenzione per l’intreccio degli eventi, che discostandosi dallo spettacolo madre “Troppu trafficu ppi nenti” mescola nel clima esilarante della commedia amore e inganni, dove lo spettatore si lascia piacevolmente trascinare dal ritmo frenetico della messa in scena e dall’indiscutibile bravura degli attori.
Elisa Guccione
 
 

MadMass.it, 28.10.2019
La famosa invasione degli orsi in Sicilia recensione film [#RomaFF14]
La famosa invasione degli orsi in Sicilia recensione del film di Lorenzo Mattotti con le voci italiane di Andrea Camilleri, Antonio Albanese, Linda Caridi, Toni Servillo, Corrado Guzzanti presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città

Chi avrebbe mai immaginato di poter vedere le pagine del capolavoro di Dino Buzzati prendere vita sul grande schermo tradotte in un caleidoscopio di colori e sequenze animate.
Sia chiaro, leggere il romanzo dello scrittore bellunese ha da sempre evocato una dimensione magica e fiabesca nel lettore, richiedendo una compensazione della “sterilità” della carta stampata con la fantasia personale. Lo facevano gli avidi lettori del Corriere dei Piccoli nel 1943, sfogliando le pubblicazioni settimanali del racconto dello scrittore bellunese poi raccolte in unico volume, potranno continuare a farlo ora, mettendo alla prova il frutto della propria immaginazione con la visione di Lorenzo Mattotti nella sua trasposizione cinematografica de La famosa invasione degli orsi in Sicilia, presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città.
La storia è presto nota. Due cantastorie (Antonio Albanese e Linda Caridi) in viaggio per una sagra si rifugiano per la notte in una caverna, dove fanno la conoscenza del Vecchio Orso (Andrea Camilleri) e gli presentano in anteprima la loro storiella: nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio (di Toni Servillo), il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio (Alberto Boubakar Malanchino). Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini, i cui vizi sono estremamente nocivi e contagiosi.
Quello che Mattotti ha cercato di fare è stato da una parte guardare con riverenza all’opera di riferimento lasciandola pressoché intatta, cercando di liberarne l’universalità attraverso delle precise scelte estetiche; dall’altro è intervenuto per adattare la struttura cinematografica al romanzo per bambini, primo target dell’opera. Il risultato è sorprendente e lontano anni luce dall’idea contemporanea di animazione, soprattutto perché è una produzione italo-francese, libera di creare uno stile estremamente riconoscibile approvato dalla stessa Almerina Buzzati, erede dello scrittore.
Andrea
 
 

Faro de Vigo, 28.10.2019
Programacion LA 2
22:00 El comisario Montalbano

(La pirámide de barro). Un albañil aparece asesinado con un disparo en la espalda. Su mujer, una joven alemana de 29 años, ha desaparecido y todo apunta a que ha vuelto a Alemania, aunque nadie la ha visto. Pero para el comisario Montalbano todo esto parece una cortina de humo para ocultar algo más gordo.
 
 

AgrigentoOggi, 28.10.2019
Enrico Lo Verso recita Camilleri. VIDEO

L’invio della prima lettera d’amore nel racconto di Andrea Camilleri letto magistralmente da Enrico Lo Verso.
 
 

Pangea, 28.10.2019
“Ci sono anche mafiosi che si innamorano, pur rimanendo delle belve senza cuore”: dialogo con Gianni Bonina su “Ammatula”, il suo nuovo romanzo, Sciascia, Camilleri, La Sicilia…

La percezione, in Sicilia, è che menzogna e incanto abbiano la stessa radice, si abbeverino alla stessa fonte. Così, se dialoghi con qualcuno, sei cullato dall’ipotesi che dica una cosa pensandone un’altra e progettandone una terza o una quarta ancora più remote. Tutto, anche il modo in cui la luce si frastaglia sulle muraglie, allora, in Sicilia, ha nitore ambiguo e d’enigma. Questo, naturalmente, porta con sé una dote enorme, dinamitarda, in ambito letterario. Gianni Bonina è un profondo esegeta del mistero siciliano: nato a Catania, giornalista, ha pubblicato tanto (I cancelli di avorio e di corno e I sette giorni di Allah per Sellerio, ad esempio), ha sviscerato l’opera di Camilleri (Tutto Camilleri, Sellerio, 2012), ha raccontato, va da sé, la mafia, in diversi libri che fondono gesto di cronaca a sapere narrativo (Il fiele e le furie, 2009; quest’anno, per Theoria, Fatti di mafia). Forse, però, Ammatula (Castelvecchi, 2019), fin da quel titolo, terribile e seducente, nenia e requiem, è il libro più ambizioso di Bonina. La saga familiare, filata con sapienza narrativa artigiana – nessuno spazio a vaghezze sperimentali, ma amore nudo per il fatto, per la ‘storia’ – lega il capomafia agrigentino Gaspare Scaturro all’avvocato Carmine Andaloro, dai primi anni Settanta ai tempi nostri. La vertigine del romanzo è alta, soprattutto quando si parla di amore, l’amore dentro l’orrore. Ancora una volta, incanto e menzogna, l’impegno e l’inutile, il tutto e il nulla. (d.b.)
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Prima parentesi. Hai scritto un “Tutto Camilleri”. Evidentemente pensi di lui il meglio possibile, giusto? Consegnami un aneddoto sui tuoi rapporti con Camilleri. E dimmi se ti senti parte di una qualche ‘linea siciliana’, e da che lato letterario? Insomma, che padri & padrini hai, a che ‘cupola’ romanzesca appartieni?
Sciascia si dichiarava mafioso perché parteggiava per i siciliani e solo di essi si occupava. Io, altrettanto, credo di non avere scritto che della Sicilia e, a ben pensarci, non mi sovvengono scrittori che non siano stati in questo senso “mafiosi”: forse perché siamo tutti convinti che si possa strappare un siciliano dalla Sicilia ma che sia impossibile strappare la Sicilia da un siciliano. Anche in Pirandello e Camilleri, entrambi agrigentini, autori di romanzi borghesi ambientati al di là del Faro, la Sicilia è quella che per Guttuso era una mela, anche nella quale egli vedeva la sua isola. Per loro era dappertutto. Giunto al Cairo e rispondendo alla moglie che al telefono gli chiedeva come stesse Camilleri disse che si sentiva a casa. Passeggiando nella via principale di Porto Empedocle, una volta chiesi a Camilleri cosa fosse per lui la Sicilia e mi rispose così: “Non lo so cos’è, so quand’è”. “E quand’è?”, gli chiesi. “Ora”, mi disse guardandosi attorno. Sciascia mi avrebbe invece detto com’è, perché la differenza è che Camilleri ha raccontato la Sicilia mentre Sciascia l’ha spiegata. Ma fanno parte della stessa linea realista fondata da Verga, parallela e diversa da quella decadentista stabilita dall’altro dioscuro della letteratura italiana che è Pirandello. Verga si guardava attorno, Pirandello si guardava dentro. Io mi riconosco nella linea verghiana, forse perché giornalista, ma amo Bufalino, che era dell’altro coté, molto più di quanto apprezzi Camilleri e Sciascia. In realtà non ho una linea, ma una curva.
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ABC, 29.10.2019
El Novecento de Camilleri (y más allá)
Poco antes de morir, el escritor dictó una larga carta para su bisnieta, en la que repasaba su biografía y la de Italia, que ahora se publica en España

Camilleri ya se había quedado ciego cuando decidió echar la vista atrás. Tenía 91 años y la certeza de que no vería crecer a su bisnieta Matilda, que por entonces –verano de 2017– contaba solo cuatro primaveras y aún no había descifrado el alfabeto. Se sabía mortal, pero también memorístico, y era consciente de que el papel podría sobrevivirlo, al menos, hasta que la pequeña se preguntara quién diantres era el viejo Andrea del que todos hablaban. Así que, como tantas otras veces, el incansable bisabuelo comenzó a dictarle a Valentina, su secretaria y también sus manos: «Matilda, querida mía»… Con su voz modulada por el humo, también incansable, de sus cigarrillos (nunca dejó de fumar, hasta que murió en julio), Camilleri fue dibujando el recuerdo de su vida y los muchos mundos que habitó: la Italia fascista, la juventud, el comunismo, la poesía, el matrimonio, la democracia, el éxito… El resultado es algo así como un fresco del hombre y sus circunstancias presentado en forma de misiva, que ahora llega a España con el título de «Háblame de ti. Carta a Matilda» (Salamandra). Para ella, un regalo futuro; para nosotros, un testimonio privilegiado y, por qué no, un jugoso anecdotario.
Su historia comienza, claro, en Porto Empedocle (Sicilia), donde nació en 1925, cuando «el fascismo era ya una dictadura consolidada» y los sábados había que ponerse el uniforme para «hacer maniobras». La literatura, lamenta, no se destilaba mucho entre los niños, aunque él tuvo la suerte de que su abuela y su madre le enseñaran a leer a los cinco años. A los seis, presume, ya devoraba los libros de la biblioteca paterna, renegando de lo infantil o lo juvenil. «Mis primeras lecturas fueron, de hecho, Conrad, Melville y Simenon. Y ya no paré de leer», sentencia.
El niño era, sobre todo, un entusiasta. Con diez años, después de enterarse de que Mussolini le había declarado la guerra a Abisinia, él no dudó en escribirle pidiéndole autorización para ir como voluntario al campo de batalla. El Duce, para pasmo del crío, le respondió diciéndole que «era demasiado joven»… En la adolescencia, cuando el nazismo ya había entrado en el país por la vía del eje, descubrió lo que era el antisemitismo al ver cómo un compañero de clase se marchaba del colegio por ser judío. Fue ahí cuando empezó a resquebrajarse su fe en el fascismo. En una visita del príncipe heredero Humberto a Sicilia, tuvo la gran idea de gritarle: «¡Libérenos de Mussolini!». Le expulsaron del Partido Fascista, aunque luego le readmitieron por un acto heroico durante un bombardeo. Ya en 1943, cuando le llamaron a filas, no dudó en desertar. «Ante el primer carro de combate americano que vi aparecer me eché a llorar», relata.
Nunca fue un gran alumno, aunque siempre destacó en Italiano y Francés. Durante el bachillerato comenzó a escribir poesía, y en 1947 quedó segundo en el afamado premio Saint-Vicent, por detrás de Pier Paolo Pasolini. Ese mismo año, Camilleri se fue a Roma a estudiar en la Academia Nacional de Arte Dramático gracias a una beca. Cuando se quedó sin ella tuvo que empezar a subsistir. Su primer trabajo fue como lector de guiones, y su primer sueldo fueron cinco cartones de Lucky Strike, que vendió a los contrabandistas. Luego ganó algo de dinero como ayudante de dirección del cineasta Luigi Zampa, aunque este solo le mandaba a «comprarle tabaco de vez en cuando» y terminó por aburrirse. También fue librero, figurante y falso crítico de teatro en París, pues escribía todas sus reseñas desde Roma, mezclando lo mejor que había leído en los medios franceses. Incluso escribió un reportaje completamente inventado sobre el canal Volga-Don que luego replicó la revista de la Kominform (sucesora del Komintern).
Camilleri fue un buscavidas (nada malo, porque «Faulkner había vendido bocadillos» y «Steinbeck había sido portero de noche») hasta que, en 1953, dirigió su primera comedia e inauguró, así, su carrera en el teatro. También fue el momento en el que conoció a Rosetta Dello Siesto, la mujer que le acompañó hasta la muerte. Cuenta que esta solo le dio una botefada en toda su vida, y que fue el día de su boda. «Al cabo de un segundo nos miramos y nos echamos a reír, a lágrima viva, y toda la ceremonia nupcial en la iglesia fue una carcajada continua», evoca.
Además de dirigir teatro, Camilleri daba clases de interpretación en el Centro Experimental (fue el único profesor al que llamaron los alumnos en Mayo del 68) y trabajó durante muchísimos años para la RAI, la emisora pública de Italia. Pero nunca dejó de escribir. Su primera novela se la narró a su padre de viva voz, en su lecho de muerte, y luego la publicó sin mucho ruido en 1978. Tenía 54 años. El éxito llegó mucho más tarde y de forma completamente inesperada, en 1994, cuando publicó «La forma del agua», la primera novela del comisario Montalbano, con el que siempre tuvo una relación «amor-odio», pues nunca quiso hacer una gran serie literaria. Sea como fuere, el invento vendió 18 millones de ejemplares solo en Italia. «¿Y qué he hecho con ese dinero? He comprado una casa para mis hijas y mis nietos, y otra para Rosetta y para mí, y además he tenido la tranquilidad de poder recurrir a ese dinero en caso de necesidad, que no es poco», confiesa.
El siglo XXI
Con esa tranquilidad entró en el siglo XXI, que analizó periódicamente en la prensa. Le explica a Matilda el ascenso y la corrupción de Berlusconi, el auge del populismo y los demás problemas de Europa, «que no podrá sobrevivir si no cambia radicalmente muchas de sus leyes». También la previene del racismo («El otro eres tú visto en el espejo») y de los rencores históricos («Dejad que los muertos entierren a los muertos»). No le da muchos consejos, porque «a vivir la vida se aprende con la práctica», pero sí una enseñanza: no juzgues con ligereza. Y le dice que él, por ejemplo, tuvo que conseguirse un certificado de inestabilidad mental para librarse de participar en un jurado... «Desde entonces en los archivos judiciales consta que estoy loco», bromea.
Hay mil anécdotas más (como la noche que sobrevivió a un tiroteo de la mafia o el día que renunció a un soborno de medio millón de liras) que terminan (auto)retratando a un hombre afortunado y coherente con sus ideas, a un escritor modesto y divertido que nunca quiso «levantar catedrales», sino «iglesias rurales pequeñitas y sobrias». También a un bisabuelo que ya estaba de vuelta y media, pero que seguía disfrutando de su familia. «No me da miedo morir, simplemente me molesta sobremanera tener dejar a las personas que más quiero», zanja en las últimas páginas de la carta.
Bruno Pardo Porto
 
 

Il Giunco, 29.10.2019
Emozioni a teatro: gli studenti amiatini ricordano Camilleri

Santa Fiora – Il Comune di Santa Fiora, il 28 ottobre, ha promosso un’iniziativa pubblica, con la partecipazione di tutte le classi quarte e quinte delle scuole superiori dell’Amiata Grossetana, per ricordare lo scrittore Andrea Camilleri, a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta il 17 luglio 2019.
La commemorazione si è svolta al teatro comunale a lui intitolato. Andrea Camilleri era cittadino onorario di Santa Fiora, aveva casa a Bagnolo, dove trascorreva lunghi soggiorni. Il suo legame con la comunità amiatina è stato suggellato nel 2017, con la scelta del Comune di intitolargli il teatro. Una decisione che Camilleri aveva molto gradito commentandola così: “Finalmente si è realizzato il mio sogno: per tutta la vita ho desiderato avere un teatro e ora ne ho uno intestato a me”.
Alla commemorazione hanno partecipato il dirigente scolastico del Polo Amiata Ovest Cristiano Palla; la docente Simona Morelli, in rappresentanza del dirigente scolastico Barbara Rosini. Per il Comune di Santa Fiora sono intervenuti il sindaco, Federico Balocchi; il consigliere comunale con delega alla Cultura, Luciano Luciani e Isabella Dessalvi per la Fondazione Santa Fiora Cultura.
Gli studenti hanno seguito con grande interesse la proiezione del video di “Conversazione su Tiresia” considerato il testamento spirituale di Camilleri. Lo spettacolo scritto e interpretato da Andrea Camilleri è andato in scena l’11 giugno 2018 al Teatro Greco di Siracusa. Lo scrittore siciliano è stato poi ricordato attraverso alcune interviste che aveva rilasciato per il mensile MicroMega. Durante l’incontro i ragazzi sono stati stimolati alla riflessione sui messaggi educativi lanciati da Camilleri.
I familiari dello scrittore, che non hanno potuto prendere parte all’iniziativa, hanno inviato una lettera di ringraziamento all’amministrazione comunale, alle istituzioni scolastiche e agli studenti, sottolineando che Camilleri avrebbe gradito molto, poiché Conversazione su Tiresia è stata scritta, pensando ai giovani.
“È stata una giornata densa e commovente – afferma Luciano Luciani, consigliere comunale di Santa Fiora con delega alla Cultura – per l’intensità della partecipazione di tutti i presenti. Ma soprattutto è stata una giornata di scuola, di importanti riflessioni sui pensieri e sui concetti espressi da un uomo di grande spessore civile e culturale che era Camilleri, a ragione considerato tra i più importanti esponenti della cultura italiana del Novecento e di questo inizio secondo millennio”.
 
 

TV Sorrisi e Canzoni, 29.10.2019
Ascolti del 28 ottobre: Montalbano, la d’Urso e Report
La replica del commissario supera il 21% di share, lo show “Live” su Canale 5 il 13%, Raitre va oltre il 9%

Raiuno, Il commissario Montalbano: 4.615.000 spettatori, share 21,42%.
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Lions Club di Perugia, 30.10.2019
Conversazione su Andrea Camilleri

Introduce Maurizio Verdenelli, Giornalista
Intervengono
Giovanni Capecchi, Docente di Letteratura italiana – Università per Stranieri - Perugia
Flavia Sorcetti, Collaboratore Esperto linguistico – Università per Stranieri - Perugia
30 Ottobre 2019 - Ore 18,30
Perugia Plaza Hotel
Via Palermo, 88 - Perugia
 
 

La Repubblica (ed. di Firenze), 31.10.2019
Camilleri, l’ultimo dono tra i colori di Mattotti

Arriva quando lo spettatore è incollato allo schermo da più di quaranta minuti, ed è una sorpresa: la voce di Andrea Camilleri, che poco prima di spegnersi, l'estate scorsa, ha doppiato nella versione italiana il personaggio del Vecchio Orso, è un regalo inatteso e commovente, di lancinante bellezza. L'ennesimo offerto allo spettatore da La famosa invasione degli orsi in Sicilia, il film d'animazione di Lorenzo Mattotti, tratto dall'omonimo romanzo per bambini di Dino Buzzati, che, dopo essere passato da "Un certain regard" a Cannes e da "Alice nelle città" alla Festa del cinema di Roma, arriva sabato allo Stensen con una doppia anteprima alla presenza del regista: alle 10,30, per bambini e famiglie, e poi alle 15,30, prima di entrare stabilmente in programmazione da giovedì 7 ( biglietti 6/8 euro).
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Gaia Rau
 
 

Gazeta Wyborcza, 31.10.2019
Odeszli w ostatnim roku
Andrea Camilleri (6.09.1925 - 17.07.2019)

Był najbardziej rozpoznawalną sylwetką i głosem współczesnych Włoch. Chyba też najbardziej kochaną. Mówiono tu o nim: „Maestro”.
Najważniejszą postacią stworzoną przez Andreę Camilleriego był komisarz Salvo Montalbano z fikcyjnej miejscowości Vigata na Sycylii - znakomity śledczy, pracuś, erudyta, który przeczytał całego Prousta, oraz smakosz i wielbiciel kobiecej urody. Jego przygody opisane w kilkunastu książkach zostały zekranizowane przez telewizję RAI.  
Komisarz dostał nazwisko na cześć Katalończyka Manuela Vazqueza Montalbano, autora książek o detektywie Pepe Carvalho. Camilleri powołał do życia Montalbano w 1994 r. w książce „Kształt wody”, którą napisał tuż przed swoimi 70. urodzinami. Czytelnicy często chcieli wiedzieć, ile w smakoszu życia Montalbano samego Camilleriego. Pisarz odpowiadał, że niewiele. Postać komisarza wzorował na swoim ojcu.
Zanim na dobre zajął się pisaniem, Camilleri był znany przede wszystkim jako reżyser. Ponoć to on wprowadził do włoskiego teatru Ionesco i Becketta, wystawiał też Pirandella i De Filippa, Strindberga i Eliota. Dla telewizji kręcił filmy o komisarzu Maigret.
Pisał też powieści historyczne, eseje, wspomnienia. Opisywał słabo znane epizody z dziejów Sycylii, przywoływał jej język, ludzi, obyczaje. W swoich książkach celnie oddawał atmosferę włoskiej prowincji. Jego bohaterowie mieszają język włoski z sycylijskim dialektem.
Urodził się na Sycylii, ale dużą część życia spędził w Rzymie. Nazywał siebie włoskim pisarzem, urodzonym na Sycylii, żyjącym w Europie. Pierwszą książkę „Il corso delle cose” („Bieg rzeczy”) napisał po czterdziestce, w 1968 r. Odrzuciło ją dziesięciu wydawców, a jeden z nich podobno odpisał: „Przeczytaliśmy, ale nie zrozumieliśmy”.
Dopiero po dziesięciu latach książkę wydała mała oficyna Sellerio. Camilleri odpłacił się jej, sprzedając później 3 mln egzemplarzy książek, do których dorzucił jeszcze 800 tys. egzemplarzy w wydawnictwie Mondadori.
Camilleri często komentował wydarzenia polityczne. Nie krył się ze swoimi lewicowymi poglądami. Szczególne ostro krytykował Silvia Berlusconiego. „Ponad 2 mln Włochów to analfabeci, 12 mln to analfabeci wtórni, a kolejne 6 mln nie potrafi wyciągać wniosków z przeczytanych tekstów. To tacy ludzie głosują na Berlusconiego” - mówił w 2012 r. w wywiadzie dla „Wyborczej”. Jego komentarze o polityce i społeczeństwie były wysoko cenione we Włoszech. 
Pracował niemal do końca, ostatnie powieści dyktował. Żartował, że ponieważ lekarze nie pozwalają mu już jeść większości potraw, które opisuje w swoich książkach, z tym większą przyjemnością o nich pisze. Pytany o receptę na długie, aktywne życie, nie potrafił udzielić jednoznacznej odpowiedzi. Mówił tylko, że wywodzi się z generacji, która przeżyła wojnę, i życie jest dla niego wartością, o którą należy walczyć.
12 czerwca w rozmowie z dziennikarzem włoskiego Radio Capital mówił: „Nie boję się niczego, nawet śmierci. Miałem szczęśliwe życie”.
Umarł w dniu polskiej premiery kolejnego kryminału o przypadkach komisarza Montalbano „Gra luster” (w tłumaczeniu Macieja A. Brzozowskiego), jednej z najlepszych powieści cyklu.
Natalia Szostak
 
 

Il Quotidiano del Molise, 31.10.2019
Antoci all’Iiss di Bojano per presentare “La mafia dei pascoli”
Un libro che ricostruisce anche l’evoluzione dell’antica mafia agropastorale

Bojano. Grande successo per l’incontro con il Dott. Giuseppe Antoci, presso l’IISS di Bojano, che ha dialogato con gli alunni delle classi quinte e quarte per presentare anche il suo libro “La mafia dei pascoli”. Un libro che ricostruisce anche l’evoluzione dell’antica mafia agropastorale, in cui viene svelato un business “legale” ma inesplorato, quello dei contributi dell’Unione Europea. Infatti le agromafie, l’affare sui terreni e i fondi europei ad essi connessi, valgono decine di miliardi di euro a livello nazionale. E proprio per la sua attività di lotta alla mafia è stato definito dallo scrittore Andrea Camilleri “un eroe dei nostri tempi”. «Ringrazio Andrea Camilleri ma questo Paese non ha bisogno di eroi ma di gente comune che svolge il proprio dovere e se proprio di eroi dobbiamo parlare, i veri eroi sono gli uomini della scorta, uomini della Polizia di Stato e delle forze dell’ordine». [...]
Gianluca Caiazzo
 
 

 


 
Last modified Saturday, November, 30, 2019