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RASSEGNA STAMPA

AGOSTO 2020

 
Semana, 1.8.2020
La última novela del célebre comisario creado por el escritor Andrea Camilleri.
Tirar del hilo, una novela policíaca a la italiana
Andrea Camilleri
Tirar del hilo
Salamandra, 2020
Libro Virtual

Andrea Camilleri murió en 2019, pero su personaje, el comisario Salvo Montalbano, sigue apareciendo en las novedades de libros. Salamandra, su editorial en español, acaba de publicar Tirar del hilo, la obra número 29 de su saga policíaca. Esta novela es de 2016 y solo ahora lo traducen. Faltan todavía tres más; la última, Riccardino, que narra la muerte del comisario, salió a la venta en Italia el 17 de julio de 2020, al cumplirse el primer aniversario de la muerte de Camilleri. Todo estaba fríamente calculado por él: en 2005, previendo su muerte, escribió el final de Montalbano para que se publicara póstumamente. Y para que no le ocurriera lo mismo que a sus colegas, Manuel Vásquez Montalbán y Jean-Claude Izzo, con quienes había hablado de ese asunto –dar policiaca sepultura a sus investigadores–, y no lo consiguieron: murieron antes que ellos. En fin, a menos que lean italiano, los admiradores del comisario deberán tener paciencia. “Todo nos llega tarde”, dijo el poeta. Podemos esperar: no hay afán por conocer los detalles de su muerte.
Leer a Montalbano es como encontrarse con un viejo amigo. Y atención, esto vale para quien lo lee por primera vez. Porque es un personaje de historia policíaca clásica y estos suelen tener rituales, manías, fobias, amores, odios, convicciones, es decir, una personalidad visible. Crean rápida y fácilmente una intimidad con el/la lector/a. A Montalbano le encanta comer. A las dos de la tarde ya está anhelando ir a la trattoria de Enzo, para probar sus delicias acompañadas de un infaltable vino. Y después, para hacer la digestión –a veces hay un bocado o una copa de más–, ir al café Castiglione –siempre quiere café– y caminar un rato por el puerto, respirar el olor del mar y airear un poco los pulmones de tanto tabaco. Y en las noches, ya cansado del trabajo, llegar a su casa de Marinella, abrir la nevera y descubrir la grata sorpresa que Adelina, su empleada doméstica, le ha dejado para calentar. Y no hay que olvidar a sus colaboradores, son parte del ritual: Mimì Augello, su segundo, para discutir; Fazio, el inspector, para los datos, y el imprescindible agente Catarella, que habla dialecto siciliano y no puede con el italiano.
Montalbano vive solo y disfruta su soledad. No es casto, como los detectives ingleses; tampoco es un “desbraguetado”, como los detectives americanos. Tiene una novia, Livia, que vive en Boccadase, Génova. Él vive en Vigàta, Sicilia (Vigàta es un trasunto de la natal Porto Empedocle, de Camilleri, un pequeño puerto universal en el que caben todos los dramas humanos). La distancia le conviene a la pareja; pelean poco. Montalbano, con 60 años –lo conocimos a los 40–, se siente cómodo así. Livia, un poco menos. Por cierto, al comienzo de la novela, Livia se encuentra de visita y ha luchado por convencerlo de asistir al casamiento de una pareja amiga, con hijos, ¡que llevan 25 años de casados! No fue fácil, como tampoco lo fue que aceptara mandar a hacer un vestido para la ocasión –nunca en su vida lo había hecho–, no con un sastre, sino con una modista de Vigàta, Elena. “¡Machista!”, le tuvo que gritar Livia.
En los últimos meses, la unidad de Montalbano ha tenido un trabajo extra: ayudar a la policía portuaria en el desembarco de refugiados. Cada noche, arriban barcazas con 100, 200 y hasta 400 refugiados, tratando de llegar a Europa. Fueron abandonados por los pateros, los coyotes del Mediterráneo. Contrario a lo que dice el Gobierno italiano, es gente buena. Esa injusticia indigna a Montalbano. Así como ama la comida, detesta la injusticia: “Pero ahora se nos ha olvidado, y por eso recurrimos a esa excusa estupenda de los migrantes para levantar nuevas y viejas fronteras con alambre de espino. Dicen que entre ellos se esconden los terroristas, en vez de decir que esta pobre gente huye de los terroristas”.
Sin embargo, este es apenas el introito. Un pretexto para ponernos en contexto –nunca secundario– y para que el comisario insinúe su pericia con el incidente de una niña árabe violada en las barcazas. Porque el tema que nos convoca es, desde luego, un crimen: la bella Elena es brutalmente asesinada y Montalbano debe resolver ese difícil caso. Lo hará muy bien, él es impecable.
Luis Fernando Afanador
 
 

La Repubblica, 1.8.2020
Riccardino vola inseguito dal Colibrì

Soprese: zero. In questa estate non ancora Covid free, i lettori scelgono — per l'ombrellone o per il divano di casa — di andare sul sicuro, di non rischiare troppo.
Regalando, per la seconda volta consecutiva, lo scettro al Riccardino postumo di Andrea Camilleri, la più assoluta e insuperabile delle certezze. E premiando, per le altre posizioni della top ten, un pugno di autori dalla qualità garantita.
[...]
Joël Dicker, campione del periodo precedente all'avvento dell'ultimo Montalbano, risale al terzo posto. Seguito dalla seconda versione, più lussuosa e filologica, di Riccardino — quella che contiene sia la stesura definitiva che la precedente.
[...]
Claudia Morgoglione
 
 

Ufficio Stampa Rai, 1.8.2020
RAI 1 03 AGO 2020, 21:25
Su Rai1 "Il Giovane Montalbano" con Michele Riondino
Un ladro onesto mette in difficoltà  Salvo

Nuove avventure per "Il Giovane Montalbano", lunedì 3 agosto alle 21.25 su Rai1, con Michele Riondino, Alessio Vassallo, Andrea Tidona, Fabrizio Pizzuto, Beniamino Marcone e Sarah Felberbaum. Nell'episodio dal titolo "Il ladro onesto", Montalbano si sente rinato: ha recuperato il suo rapporto con Livia e per dare una svolta alla sua vita chiede il trasferimento a Genova. La notizia trapela all'interno del commissariato, e le conseguenze si possono immaginare: Catarella vorrebbe seguirlo a Genova, il giovane Fazio se ne risente e Augello non ci sta a perdere un amico come Salvo. Ma l'impegno di tutti è per risolvere il caso della scomparsa di una giovane barista, Pamela, con una vita sessuale molto libera. Sarà stato uno dei suoi amanti? Un altro caso impegna, poi, Montalbano: i furti nelle case di Vigata. Il ladro però non ruba mai più di poche decine di migliaia di lire. Un ladro onesto, che prende solo il necessario per vivere. Montalbano lo scopre e sta per arrestarlo, ma a malincuore.
 
 

Corriere della Sera, 1.8.2020
La Tv in numeri
«Il giovane Montalbano» sempre in vetta anche grazie al web
Per uno strano ma comprensibile effetto la disponibilità sia online che sul palinsesto tradizionale in forma di replica non genera «cannibalizzazione» ma rinforzo reciproco

E la fiction Rai si conferma una risorsa anche per l’estate: programma più visto della settimana è Il giovane Montalbano, spin-off della serie maggiore con Michele Riondino. Nel complesso, la rimessa in onda delle due stagioni della serie ha fruttato alla prima rete Rai 4.348.000 spettatori medi, per una share del 21,6%. Davvero un ottimo risultato di un classico prodotto «a utilità ripetuta», se si considera che la prima messa in onda, fra il 2012 (prima stagione) e il 2015 (seconda stagione) aveva raccolto 6.261.000 spettatori medi, per una share del 24,3%.
Più utenti online
L’episodio Capodanno, per esempio, è andato in onda altre due volte, e quest’ultima ha superato di oltre 200 mila spettatori la precedente. Come leggere questi dati? Certamente Montalbano, nelle sue diverse manifestazioni, è il più potente brand che Raiuno ha saputo creare negli anni, e l’effetto rituale premia anche le repliche... Ma forse c’è dell’altro. Secondo quanto calcolato da Nielsen, nei mesi post-Covid gli italiani mediamente online sono cresciuti di 900 mila unità. Il dato si riflette anche nella progressiva crescita dei dati di «Total Audience», ovvero degli ascolti di prodotti televisivi, per lo più on-demand, sugli apparecchi digitali, come pc, smartTv, tablet e cellulari. La maggiore abitudine a «recuperare» i contenuti online ha un effetto positivo sulla fiction seriale. Se guardiamo i dati di «Total Audience» del Luglio di Raiuno, in testa (con più di mezzo milione di stream per titolo) ci sono le fiction, da Non dirlo al mio capo aIl giovane Montalbano.
L’importanza dell’online
Per uno strano ma comprensibile effetto, che funziona in particolare sulle serie, la disponibilità sia online che sul palinsesto tradizionale in forma di replica, non genera «cannibalizzazione» ma rinforzo reciproco: e così si spiega, almeno in parte, il perdurante successo di Montalbano, anche se giovane, anche se in replica.
Aldo Grasso
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca, iPort Nielsen su dati Auditel.

 
 

Taxidrivers, 1.8.2020
Il giovane Montalbano: la serie dai libri di Camilleri e i suoi episodi ancora seguitissimi
A un anno dalla scomparsa di Andrea Camilleri, Rai Uno manda ancora in onda Il giovane Montalbano e gli ascolti sono assicurati, nonostante sia da tempo recuperabile in streaming su RaPlay.

È passato un anno dalla scomparsa di Andrea Camilleri e per l’occasione Rai Uno manda ancora in onda Il giovane Montalbano. Gli ascolti sono molto alti, nonostante sia da tempo recuperabile in streaming su RaPlay. Al terzo episodio della sua prima uscita nel 2012, Taxidrivers ne aveva già parlato, bene, prevedendo un grande successo e valutando questa fiction migliore di quella diretta da Alberto Sironi.
La seconda stagione, del 2015, ha confermato i consensi della prima. E Montalbano giovane piace ancora, grazie alla regia di Gianluca Tavarelli e alle ottime interpretazioni degli attori.
Francesco Bruni, soggettista e sceneggiatore
Oltre al soggetto di Andrea Camilleri e Francesco Bruni. Insieme al maestro Camilleri, alla cui memoria è molto legato, Bruni ha firmato anche la scrittura della trilogia C’era una volta Vigata.
Ma soprattutto, con Salvatore De Mola, Chiara Laudani e Leonardo Marini, tutti gli episodi del Montalbano classico, dal 1999 a oggi. La sua conoscenza dei luoghi, delle vicende e dei personaggi ha permesso una piacevole armonia con la serie precedente. E la sapienza nella scrittura filmica (anche qui, Bruni è autore della sceneggiatura) ha aggiunto a questa seconda serie, che seconda non è, un’autonomia tutta sua.
Continuità e indipendenza rispetto al commissario di Zingaretti
Salvo, un Montalbano giovane del tutto credibile, non è irrigidito in una logica che lo faccia somigliare per forza al personaggio più adulto. Perché la penna di Bruni e Camilleri, e la regia di Tavarelli, sembrano voler stabilire l’origine dei suoi comportamenti, senza impermalosirsi sulle cause. E così l’affinità, quando si esprime, ha un che di confortante.
Ogni volta che succede proviamo tenerezza per il ragazzo e l’uomo maturo, uniti da una coerenza tutta loro. Anche nella vita il legame tra passato e presente è di per sé consolatorio e ce lo diceva Leopardi, uno che se ne intendeva, non poco.
Il rapporto con il padre: “Mi fa ancora pena quel picciutteddu che ero”
Il rapporto con il padre invece, quello sì, potrebbe spiegare le sue scelte esistenziali più importanti. Già orfano della madre, Salvo è stato anche abbandonato dal padre, che ora non può e non vuole perdonare, nonostante il suo avvicinamento, vissuto come egoistico e tardivo. “Lui non aveva pena di me. Ma io ho ancora pena per il picciutteddu che ero”, dice a Livia, l’unica a cui affida il suo segreto.
Gli approcci padre-figlio sono faticosi, dolorosi, e anche quando un po’ si distendono, il vuoto rimane. Non per semplificare, ma il suo mancato matrimonio e la mancata paternità potrebbero nascere da qui. Sarai un buon padre perché saprai essere tutto ciò che ti è mancato, gli dice Livia, ma noi sappiamo che non andrà così.
Però il vincolo causa effetto non ci convince appieno e forse non pirsuade neppure gli autori, che per la serie ventennale costruiscono un rapporto padre-figlio di distanza, sì, ma non di rancori così forti. Forse aveva ragione Pasolini quando diceva, nelle Lettere Luterane, che non esistono figli innocenti.
Salvo, trentino, non riesce a perdonare il proprio genitore, a prendersi cura lui, almeno per la sua parte, del picciutteddu che è stato. Il quarantenne Montalbano, invece, potrebbe aver vissuto questo passaggio, negli anni che non ci vengono raccontati. Ricordiamo la scena in cui Zingaretti solo, sulla spiaggia, piange per la morte del padre. Giusto dolore per la perdita o rimpianti per una separazione troppo prolungata? Chissà!
Per certo, questa relazione non del tutto risolta si tradurrà nella ricerca di padri sostitutivi, come Carmine Fazio(Andrea Tidona), che dovrà andarsene proprio quando Salvo affronta i problemi con suo padre. O come i pochi superiore illuminati. Purtroppo, il più delle volte incontrerà degli inetti, che lo renderanno sempre più insofferente alle regole. Chistu tuttu cretino è, dice già nel primo episodio a proposito del superiore a Mascalippa. Quanto è liberatorio il gesto di Zingaretti che sbatte la porta di fronte all’ottusità dell’ennesimo questore cretino! Davanti alle camurrìe più intollerabili delle sue giornate!
Gli affetti del giovane Montalbano, gli stessi del Montalbano più adulto
Il commissariato diventa così la sua famiglia sostitutiva, nelle figure che già si delineano entro il terzo episodio. Paternò, Gallo, Catarella, Fazio, Augello. Presto conosce anche la fedelissima Adelina, che lo vizia con le sue ricette, oltre a curare la bellissima casa di Marinella, scoperta già nella seconda puntata. E poi c’è lei, Livia, la donna di tutta la sua vita, interpretata da Sara Felbernbaum, decisamente tra tutte, la più brillante.
Michele Riondino e Sara Felderbaum: Salvo e Livia
Gianluca Tavarelli è riuscito a valorizzare tantissimo un’attrice vista sullo schermo in altri ruoli, molto meno significativi. A saper armonizzare nello stesso personaggio dolcezza e carattere, calma e vivacità. Livia riesce a prendere in giro amabilmente il suo fidanzato. Che, diciamolo, non è che brilli sempre per senso dell’umorismo. Ha bisogno di tempo per capire le battute di Livia, poi le afferra e inizia la risata finta simile a quella di Zingaretti, che sul suo viso è ancora più simpatica, più coinvolgente.
Come le altre Livia che seguiranno, il suo essere così chiara rievoca la madre di cui Salvo ricorda solo i capelli. Ma subisce la seduzione anche di tante donne brune, a cui spesso sarà difficile resistere. “Le donne della Sicilia. Con quegli sguardi antichi, profondi, sempre un po’ tristi e pieni di dolore, che abbiamo cercato di riportare sullo schermo così come Camilleri ce li descriveva nelle sue pagine” (Gianluca Tavarelli).
A volte sono un po’ troppo procaci, maliziose, a suggerire chissà quali delizie. Ma Montalbano, fin da giovane, ha un grande rispetto per tutte le figure femminili. A cominciare da Viola (Valentina D’Agostino). Analfabeta, trattata male da tutti, e più dalla madre, avrà proprio dal commissario grande considerazione , complicità e interesse sincero per il suo futuro.
Una sensibilità, quella del nostro protagonista, che non trascura gli uomini, persone ancora più ferite e più fragili. Che lo porta quasi sempre a casa dei sospettati, per vederli da vicino, studiarli nella loro realtà. Incensurato non significa niente, dice a Giuseppe Fazio (Beniamino Marcone), perché vuole avvicinarsi agli altri senza giudizi, né pregiudizi.
Bello poi il sodalizio con la svedese Ingrid (Isabell Sollman), amica intima del Montalbano classico, amica senza mai consumare, come dice il vice Mimì Augello.
Mimì Augello, u fimminaru: “Chistu na cosa sola pensa”
Tra i personaggi, l’ingresso più divertente, e divertito, è quello di Mimì Augello (Alessio Vassallo – La concessione del telefono), il vice di Montalbano, che compare nel terzo episodio, come Livia. Lo vediamo al bar, nell’incipit della puntata, con il baffetto malandrino e la sfrontatezza dello sguardo rivolto alle belle donne che passano di lì. Tante, troppe, da far pensare alla proiezione di un suo desiderio sempre inappagato. La bocca piegata di lato, quasi una citazione del tic di Mastroianni in Divorzio all’italiana. Postura ed espressione invece rievocano il Don Giovanni in Sicilia di Vitaliano Brancati, guarda caso nato negli stessi luoghi della serie.
Un gallismo, quello di Mimì, che ci auguriamo non esista più, ma la Sicilia di Camilleri è un’isola a tratti naive, scanzonata. “Sugnu fimminaro e mi ni vantu”, si pavoneggia Mimì. Oppure, passa dal dialetto all’italiano, come per un discorso che si fa improvvisamente solenne, ma solo per sfottere: “Hai concluso poi con la genovese?”. Continua a pretendere su Livia il diritto di averla scoperta per primo, come fosse una preda, non una donna, non la donna del suo amico.
Non può vantare nemmeno la stessa mente investigativa acuta, lo stesso intuito di Montalbano. C’insirtai (ho indovinato) sottolinea compiaciuto le rare volte che ci azzecca. La sua superficialità fa a pugni con lo spessore di Salvo. Che gli chiede in maniera ricorrente: Chi fa babbii?, tanto esagera nel suo narcisismo. Le prese in giro verso Mimì sanno essere feroci. I due si azzuffano a parole, ma poi si vogliono bene, per il loro essere così, l’uno complementare all’altro. Mimì si concede quella leggerezza che Salvo non conosce, che ha smesso di cercare, forse già da quando era un picciotteddu.
Nella prima stagione, assistiamo ai loro contrasti, alle giuste resistenze di Salvo nell’accettare il suo vice così farfallone, ai tentativi goffi di Mimì di rendersi simpatico per farsi benvolere.
Michele Riondino, un perfetto giovane Montalbano
E poi c’è lui, Michele Riondino. Un perfetto giovane Montalbano. Con quella faccia un po’ così, di una bellezza, come dire, familiare, per niente vistosa, discreta. Spesso una parte del suo viso è in ombra, a sottolineare la conflittualità delle scelte di un personaggio complesso. Del quale Riondino sa interpretare curiosità e rispetto verso gli altri, insieme al bisogno di riservatezza. Frequenti invece le inquadrature a figura intera, a farci notare le sue gambe non proprio diritte, molto simili a quelle di Zingaretti (hanno pensato davvero a tutto, gli autori).
E come sa urlare al lavoro (na telenovela addivintau stu commissariato!), mentre il suo personaggio impara l’ autorevolezza, mantenendo con tutti un sano affiatamento. Bravo, poi, nell’ appropriarsi di una lingua (il vigatese di Camilleri) che sembra appartenergli da sempre. E divertirlo, quando insiste un po’ di più sugli accenti.
Le scene più spassose però sono quelle insieme ad Alessio Vassallo: “T’ambientasti subito, ah? Tipo socievole sono!”. Nell’episodio trasmesso il 17 luglio, La stanza n. 2, Mimì è offesissimo perché Salvo ha preferito a lui Carmine Fazio come testimone di nozze e si vendica facendogli trovare sulla scrivania una montagna di scartoffie arretrate. “Chistu mi fa moriri” si lamenta Salvo. Ma poi la pace è fatta, come sempre, tra le effusioni dell’uno e il ritrarsi dell’altro. Aver calcato così la mano sul personaggio di Mimì (bravissimo Alessio Vassallo!), rispetto a quello interpretato da Cesare Bocci, ha reso la figura di Salvo ancora più paziente.
La seconda stagione
Afferma Gianluca Tavarelli che tutto nella seconda stagione è più maturo. I personaggi sono già conosciuti e si possono approfondire le dinamiche delle loro relazioni: come i problemi dell’amore a distanza con Livia, per esempio. Mai come ora Salvo arriva così vicino al matrimonio o al suo trasferimento a Genova. Ma prima i tentennamenti di lei, poi la strage di Capaci bloccheranno la formalizzazione del loro legame, che, sappiamo, non avverrà più.
Fazio, che ha sostituito il padre, con cui condivide la preziosa pignoleria, si innamora, vive i suoi sconvolgimenti sentimentali. E diventa con i suoi immancabili pizzini un collaboratore irrinunciabile.
L’amicizia con Mimì si approfondisce. La sua recita da sciupafemmine si fa ironia, autoironia, fino a trovare un posto sicuro nel cuore di Montalbano.
Che ora è più solido, nel lavoro e negli affetti. Sempre pieno di dubbi, ragionevoli, e non pieno di sé come i suoi superiori.
I luoghi immersi in un’atmosfera ancora più magica
È una Sicilia sospesa quella che ci viene raccontata. I luoghi, incantevoli, testimoniano una ricerca, se possibile, ancora più accurata di quella oramai storica del Montalbano di Sironi. Centocinquanta ambienti diversi in quella parte della Sicilia sud orientale, del tutto trascurata prima del commissario di Camilleri ed ora piena di turisti.
Location che riflettono una luce calda, intensa, soprattutto tra le vie e nei panorami di Scicli definita già da Vittorini “la più bella città del mondo”. Il lungomare di Donnalucata (Marinella). La pietra chiara di Sampieri, delle case e del selciato, che fa da sfondo alle chiacchiere tra Montalbano e Fazio. Le scalinate di Modica, gli scorci di Ragusa Ibla, il porticciolo di Marzamemi. I muretti a secco, le campagne, le masserie. Una magia che fa pensare a Leonardo Sciascia quando scriveva: “Sai che cos’è la nostra vita, la tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando”.
L’amore per il cibo. Adelina, chi mi facisti, a pasta ‘ncasciata?
I luoghi non sarebbero gli stessi se non fossero associati all’amore per il cibo. Soprattutto per quello preparato da Calogero. Come Maigret, Montalbano diventa amico del ristoratore di fiducia e mangia pensando alle sue indagini. Addirittura sappiamo che per lui i pasti vanno consumati in silenzio, ogni volta una celebrazione.
È un buongustaio come Beppe Carvalho (il cui autore, Manuel Vazquez Montalban, ha ispirato il nome del nostro eroe). Ma qui siamo in Sicilia e il nostro, di commissario, può apprezzare anche il cibo di Adelina, dagli arancini alla pasta ‘ncasciata.
Che triste l’inappetenza dei commissari del nord che ora vanno tanto di moda! Avevamo già osservato che Wallander si nutre malamente nonostante il diabete, e che i poliziotti ne I delitti di Walhalla non li si vede mai consumare neppure uno snack! E certo non brilla per golosità il simpaticissimo Adamsberg di Fred Vargas che si accontenta di una baguette sbocconcellata camminando, o su una panchina di Parigi.
L’amore per il mare
E poi, che Montalbano sarebbe se non ci fosse fin da giovane l’amore irresistibile per il mare, elemento autobiografico di Camilleri. Che ha raccontato più volte di una notte passata da bambino in un paese lontano dal mare e di non essere riuscito ad addormentarsi perché non ne sentiva il rumore.
il mare dalla terrazza di Marinella
Si ripete qui la stessa confidenza di Zingaretti con l’acqua: il bagno, non solo d’estate, a stemperare le angosce che la soluzione di ogni caso non può lenire. Tanto forte e profondo è l’incontro con il male, con la cattiveria degli uomini e le loro debolezze.
I paesaggi marini sanno però creare l’apertura dell’anima necessaria al carattere di Salvo e consolatoria anche per noi. Alla luce dorata che si riflette sul barocco dei luoghi, alle canzoni struggenti e alla voce di Olivia Sellerio, si aggiungono i colori del mare. Sembra quasi impossibile che le ammazzatine avvengano proprio qui.
La lingua di Camilleri: una nota appena
Le nostre riflessioni su Il giovane Montalbano non si soffermano sulla lingua di Camilleri, perché tanto è stato detto da studiosi più autorevoli di noi, come Salvatore Silvano Nigro, che ha curato tutti i risvolti di copertina dei suoi romanzi. Sottolineiamo soltanto che esce in questi giorni in libreria, con il titolo Riccardino, il romanzo postumo del Maestro che gli è costata una lunga e attenta revisione. Trama e soggetto sono gli stessi della prima stesura del 2005. L’ultima, affidata alla sua amica Elvira Sellerio nel 2016, è stata oggetto di un lungo lavoro, concentrato solo ed esclusivamente sul lessico. Insieme al libro, stanno uscendo anche informazioni sui contenuti. Per fortuna, Camilleri ci ha per tempo rassicurati promettendoci che Montalbano non morirà. E noi ne siamo contenti.
Ma, l’autonomia, dove sta?
Si è iniziato parlando dell’ indipendenza di questa serie rispetto a quella con Zingaretti, ma ci si è inevitabilmente soffermati di più sulle somiglianze. Beh, chi non è assuefatto dai vent’anni dei film di Sironi (non saranno in tanti), può apprezzare Il giovane Montalbano come un prodotto ugualmente affascinante. Merito della regia di Tavarelli, di cui aspettiamo il prossimo lavoro per la Rai, Io ti cercherò, con Maya Sansa e Alessandro Gassman, previsto per l’inverno prossimo.
Siamo in attesa, per l’autunno, anche del film di Francesco Bruni, Cosa sarà, che avrebbe dovuto uscire in primavera.
UNA CO-PRODUZIONERAI FICTION PALOMAR
PRODOTTO DA CARLO DEGLI ESPOSTI e NORA BARBIERI con MAX GUSBERTI
Il giovane Montalbano
Anno: 2012
Durata: 12 episodi di 100 minuti
Genere: fiction
Nazionalita: Italia
Regia: Gianluca Tavarelli
Margherita Fratantonio
 
 

La Repubblica, 1.8.2020
Senza un eroe la replica non funziona

[...]
Perché allora Montalbano rastrella ascolti elevati anche in replica, non importa se d'estate o in pieno inverno? Abbiamo posto la questione ad alcune signore, le vere regine delle dinamiche dell'audience, comprendendo che Montalbano viene inseguito perché è lui e non per quanto compie.
[...]
(Dati Studio Frasi) ondasuonda@repubblica.it
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 1.8.2020
Donatella Finocchiaro legge Camilleri, il freak Corsi a Monfortinjazz
Apppuntamenti del 1 agosto 2020

[...]
LA MERAVIGLIA DELLA REGGIA
Reggia di Venaria
Dalle 18
[...]
Alle 20.30 sul Gran Parterre con il reading “Il commissario Collura va in crociera. Storie note (e meno note) di Andrea Camilleri” con Donatella Finocchiaro e incursioni musicali Andrea Gattico. Nella prolifica produzione letteraria di Camilleri, brillano alcune perle meno note: tra queste, una piccola serie di racconti dedicata al Commissario Vincenzo Collura, collega non meno affascinante, anche assai meno popolare, del celebre commissario di Vigata.
[...]
Gabriella Crema
 
 

Actualitté, 1.8.2020
Dix nouvelles d'Andrea Camilleri gratuites : Bienvenue à Vigatà
Traduit en France sous le titre La reine de Poméranie et autres histoires de Vigata par Dominique Vittoz, les nouvelles d’Andrea Camilleri seront offertes gratuitement aux lecteurs. Mais pour cela, il conviendra de remplir deux conditions : lire l’italien et acheter La Repubblica. En effet, le quotidien proposera les 10 nouvelles sous la forme de petits livres durant tout le mois d’août.

Pour célébrer le décès de l’écrivain et le premier anniversaire de sa mort, survenue le 17 juillet 2019, La Repubblica offre à ses lecteurs 10 textes pour découvrir les paroles immortelles de l’écrivain sicilien.
Le Storie de Vigatà seront disponibles en kiosque, gratuitement, avec l’édition du samedi et du dimanche, jusqu’au 30 août.
Foin de Montalbano cette fois, le narrateur nous donne cependant rendez-vous au coeur de la cité imaginaire de Vigatà, chère au coeur des lecteurs. Des textes où l’on retrouve toute la verve, la légèreté et l’ironie dont le Maestro faisait preuve.
Chaque week-end, donc, deux histoires à retrouver, et collectionner pour plonger dans ce lieu qui, comme le disait Camilleri, n’existe pas, ne correspond à rien, et correspond donc à tout. Cette cité, née dans les limites de la cour de son école, contient également toutes les histoires des villes voisines, allant puiser dans la mémoire et l’imaginaire.
Elle fait également écho à Porto Empedocle, où naquit Camilleri en septembre 1925...
Vigata, espiègle et universelle
Que se passe-t-il, dans la bourgade sicilienne de Vigata, quand deux marchands de glace aussi imaginatifs qu'obstinés sont rivaux en amour et en affaires ? Ou qu'en plein fascisme un brave maraîcher hérite d'un âne particulièrement têtu baptisé Mussolini ? Ou que, la démocratie revenue, les Vigatais s'adonnent au petit jeu risque de la lettre anonyme ?
Le bal de la roublardise est ouvert. L'ingénuité s'y invite. Et le gagnant est rarement celui qu'on croit.
Le charme des huit nouvelles qui composent ce recueil réside dans la description d'une société a taille humaine ou vices et vertus finissent toujours par prêter a sourire. Dans l'atmosphère tantôt bon enfant, tantôt féroce d'un microcosme savoureux, la vision de l'homme que Camilleri nous livre n'est jamais pessimiste, même si sa plume épingle volontiers les abus des plus puissants.
Publiées en février 2015 chez Fayard, ces nouvelles se déroulent dans les années 30 d’une Vigatà plus ensorcelante que jamais.
Nicolas Gary
 
 

2.8.2020
Gli Arancini e le Granite di Montalbano: una domenica alla Kolymbethra in ricordo di Andrea Camilleri

Giardino della Kolymbethra - Agrigento
2 agosto 2020
Dalle 10.00 alle 18.00 e dalle 18.30 alle 24.00
Prima domenica del mese: 4 euro (intero), 2 euro (ridotto ragazzi dai 5 ai 17 anni), gratuito per iscritti FAI. Biglietti d'ingresso al giardino: 6 euro (intero), 4 euro (ridotto ragazzi dai 6 ai 17 anni), 3 euro (iscritti FAI)
Per informazioni telefonare al numero 335 1229042
 
 

il Giornale, 2.8.2020
"Riccardino" domina incontrastato

Come era prevedibile continua il dominio in classifica, seppur postumo, di Andrea Camilleri.
Riccardino (Sellerio), l'ultima avventura del commissario Montalbano, continua a macinare un numero di copie spaventoso, ovvero 45mila. Finalmente abbiamo un vero bestseller estivo che ricorda annate con volumi di vendita molto più alti di quelli attuali. Tanto più che Riccardino si fa in due, esiste anche l'edizione speciale - Riccardino. Seguito dalla prima stesura del 2005. Ediz. speciale (sempre Sellerio) - che occupa il terzo posto con un totale di 11mila e duecentosettanta copie. Quindi i due Riccardini sommati fanno la bellezza di più di 56mila copie in una settimana. Nemmeno le Sfumature di grigio...
Si porta molto bene, riconquistando la seconda piazza, Sandro Veronesi per cui l'effetto della vittoria al Premio Strega continua ad essere benefica. Il colibrì (La nave di Teseo) raggiunge le 11mila e seicentoquarantuno copie. Se non ci fosse un caso unico come il Camilleri definitivo su Montalbano sarebbero numeri da primo in classifica. Quindi quest'anno lo Strega si dimostra un ottimo viatico estivo.
Matteo Sacchi
 
 

Stars Actu, 2.8.2020
« Commissaire Montalbano » du 2 août 2020 : vos deux épisodes ce soir sur France 3

« Commissaire Montalbano » du 2 août 2020. Il résout les enquêtes comme personne. Le « Commissaire Montalbano » est de retour ce soir sur France 3. Rendez-vous ce soir dès 21h05 pour deux épisodes dont un inédit « Un journal de 1943 ». Vous ne pourrez pas y être ? Rassurez-vous cet épisode sera ensuite disponible replay (streaming vidéo) sur France.TV et ce durant 7 jours.
« Commissaire Montalbano » du 2 Août 2020 : vos épisodes de ce soir
Saison 13, épisode 2 : Un journal de 1943 (inédit)
avec : Luca Zingaretti, Cesare Boci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo, Marco Basile, Fabrizio Romano, Giulio Brogi, Nellina Lagana
Montalbano enquête sur le meurtre d’un homme âgé et la découverte d’un journal intime datant de 1943. Il pense que les deux affaires sont peut-être connectées. Les faux indices abondent et brouillent les pistes…
Saison 12, épisode 1 : Jusqu’à la folie (rediffusion)
avec : Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Sebastiano Lo Monaco, Angelo Russo, Roberto Nobile, Giovanni Guardiano, Desirèe Noferini
Un magasin d’antiquités est ravagé par un incendie criminel. Et ce n’est pas tout : Marcello Di Carlo, le propriétaire du magasin, a disparu sans laisser de trace. Montalbano mène l’enquête. Au même moment, d’étranges événements se produisent dans la région. Fazio, du commissariat de Vigata, raconte les faits à Montalbano : un ravisseur aborde des jeunes filles par surprise, leur fait perdre connaissance avec du chloroforme, les kidnappe quelques heures, puis les relâche. Son mobile reste incompréhensible aux enquêteurs. Aucune violence ni vol ne sont à déplorer. Contre toute attente, Montalbano découvre un lien entre les deux affaires, en apparence si différentes…
Alors qu’il rencontre toujours un beau succès d’audience en France , le « Commissaire Montalbano » va t-il réitérer l’exploit ce soir et battre les deux films de cinéma proposés par TF1 et France 2 ? La lutte s’annonce acharnée…
Christophe M.
 
 

doppiozero, 3.8.2020
Cronache di una fine annunciata

La storia è nota? Forse. Ma ricordiamola comunque – tenendo conto che anche la notorietà e il possibile oblio ne fanno parte. Alla fine del 2004, celebrati e ricelebrati i successi mediatici della saga del commissario Montalbano, appena compiuti gli ottant’anni Andrea Camilleri decide di scrivere un ennesimo romanzo dove la sua creatura, secondo molti critici assai invecchiata, esce definitivamente di scena. Detto fatto. Il libro, provvisoriamente intitolato Riccardino, è consegnato ai primi dell’anno successivo alla casa editrice Sellerio, dove viene secretato, con il mandato di pubblicarlo soltanto dopo la scomparsa dello stesso Camilleri. Lo scrittore, riaffermando in pieno la sua volontà autoriale, decide di far morire il suo eroe insieme con lui. Con una posa alquanto teatrale (da “tragediaturi”, direbbero entrambi), personaggio e autore spariranno nell’identico momento, condividendo lo stesso curioso, enfatico destino. I media gongolano, il pubblico applaude, gli studiosi fremono. E Riccardino diviene leggendario senza che nessuno lo abbia letto, mentre qualcheduno maliziosamente sussurra che, forse, questo libro è pura fantasia fatta circolare a esclusivi fini di marketing.
Camilleri, bontà sua, campa ancora tantissimo: altri 14 anni. Durante i quali scrive e pubblica diverse altre storie della saga montalbanesca (che puntualmente vengono rilanciate dal piccolo schermo televisivo) dove il commissario è più vivo e vegeto che mai. E riprende in mano Riccardino, riadattandolo agli sviluppi dell’altra sua straordinaria creatura, il vigatese, invenzione linguistica che più si ripiega esotericamente su se stessa, più viene essotericamente compresa dai lettori d’ogni parte d’Italia, nonché facilmente tradotta in decine d’altre lingue. Così, nel 2016 il papà di Montalbano passa all’editore Sellerio una vera e propria variante del libro, dove la trama è sostanzialmente la stessa ma lo stile para-dialettale è parecchio più marcato.
A un anno esatto dalla dipartita di Camilleri esce adesso il famigerato romanzo, col titolo divenuto intanto definitivo, in una duplice proposta editoriale. Nella consueta collezione “La memoria” (pp. 292, € 15) viene presentata la versione finale con una nota dell’editore e il risvolto firmato da Salvatore Silvano Nigro. Fuori collana (pp. 276 + 286, € 20) vengono pubblicate entrambe le versioni, del 2005 e del 2016, con la medesima nota dell’editore e una specifica postfazione di Nigro su “Le due redazioni del romanzo”. C’è di che per la deflagrazione di un vero e proprio caso letterario. Dove l’attenzione del lettore, più che sulla trama poliziesca in quanto tale, viene deviata su tutt’altro altro: sulla “fine” del commissario siciliano, sul rapporto pirandelliano fra autore e personaggio, sull’eventuale valore testamentario del libro.
Le ragioni per interessarsi a questa storia sono parecchie. La prima delle quali sta nel fatto che, come già in altri casi, Camilleri gioca di mise en abyme, inserendo tutto questo ambaradan come contenuto non casuale della storia che racconta. Così Riccardino parla innanzitutto di se stesso, della particolare condizione narrativa del suo eroe, della curiosa condizione post-mediatica dello scrittore, del significato da attribuire al fatto che questo testo, pur essendo stato scritto quindici anni fa, si presenta come l’ultimo di una lunghissima catena narrativa. Il caso poliziesco – la misteriosa uccisione di un direttore di banca, fra intrighi di corna e malaffare politico-mafioso – appare come il semplice pretesto (la motivazione del procedimento, avrebbe detto Sklovskij) per far d’altro: una specie di disposizione ereditaria a metà strada fra la sfera narrativa e il mercato editoriale. Che lo storytelling abbia questa doppia anima, del resto, è arcinoto.
Sapevamo che il commissario Montalbano, già a pochi anni dalla sua nascita, non è stato un semplice personaggio letterario ma una figura transmediale che si è nutrita di molteplici linguaggi e svariati dispositivi comunicativi: la pagina scritta e lo schermo televisivo innanzitutto, ma poi anche la radio, il teatro, il fumetto, il videogioco, il discorso politico e, non ultimo, quella fama esplosiva che ne fa un testimonial enogastronomico e turistico in diverse province dell’Isola. In particolare, fra il Montalbano letterario e quello televisivo non c’è stata mai pace. Certo il secondo, assai più prestante e performante, ha amplificato la fama del primo.
Ma presto fra i due sono nati dissapori, divergenze di carattere, differenze generazionali, contrasti valoriali, a iniziare dal modo di trattare le “fimmine”, come l’eterna fidanzata Livia, “forestera” immensamente amata ma sempre più spesso dimenticata per facili amorazzi con le biondone di turno. Il commissario letterario è figura posata, meditabonda, umorale. Quello televisivo si lancia in avventure spericolate, gioca a guardie e ladri con armi alla mano, si atteggia a superuomo di massa. Il primo invecchia miseramente, con acciacchi d’ogni tipo. Il secondo, complice l’attore che lo incarna con maestria, resta sempre uguale: per lui il tempo non passa mai. Al punto che nel gioco delle repliche televisive si perde il filo della cronologia. Ogni puntata vale l’altra, senza alcuna successione temporale.
Ecco allora che nel romanzo appaiono, apertamente scontrandosi, entrambe le figure: il commissario di Vigàta protagonista della storia, eroe senza macchia né paura che resta succube delle angherie dei potenti, e il suo avatar apparso in televisione che, mietendo ben maggiori successi di pubblico, tende a surclassare il primo. “Stavo pensando al tuo alter ego televisivo – gli dice a un certo punto Livia per telefono –, che è più giovane di te, ed è rimasto fedele a se stesso”. Osservazione che a Salvo fa assai male: “’Na cutiddrata ‘n mezzo al petto sarebbi stata meno dulurosa”. A gestire la relazione fra i due Montalbani entra in gioco, com’era prevedibile, una terza figura, quella dell’autore, che telefona insistentemente alla sua creatura letteraria sottoponendogli scelte narrative e decisioni circa i valori in gioco nella vicenda. Lo stereotipo del personaggio in cerca d’autore viene così rovesciato: laddove in Pirandello erano i personaggi a chiedere conto e ragione della loro esistenza al proprio autore, qui è l’autore (anzi l’Autore, scrive di sé Camilleri) a “assicutari”, cioè a inseguire, la sua creatura, la quale fa di tutto per sfuggirgli.
All’inizio di tutto – leggiamo a pagina 21 – il commissario di Vigàta raccontava delle sue investigazioni a “’n’autori locali”; e questi, “usanno ‘na lingua ‘’nvintata e travaglianno di fantasia”, le trasformava in romanzi di successo che, a un certo punto, erano finiti in tv con numeri molto maggiori. Cosa che per il commissario di provincia costituisce “’no scassamento di cabasisi ‘nsupportabili”. A pagina 133 l’Autore, al telefono col personaggio, ribalta però la situazione: “Salvo, la facenna sta completamenti a riversa. Sono io che informo te, e non capisco perché ti ostini a credere che sei tu a informari me. Questa storia di Riccardino io la sto scrivendo mentre tu la stai vivendo, tutto qua”. Gioco delle parti che si protrarrà per tutto il corso del libro, fino a quando bisognerà decidere come risolvere il caso poliziesco (questioni d’onore? malaffare mafioso? pressioni politiche? ingerenza della Chiesa?) e, soprattutto, come raccontare la fine di Montalbano. Ed è proprio a causa di questi screzi, diciamo così, creativi che il commissario uscirà di scena.
Più che di un tipico metaromanzo letterario alla Sterne, occorre dunque in questo caso parlare di un metadiscorso sociale. Siamo di fronte a un romanzo entro cui si riracconta il complesso contesto transmediale dove si agita, non tanto il Montalbano come personaggio, quanto il Montalbano al quadrato: figura al tempo stesso letteraria e televisiva (eccetera) che, vivendo di vita propria, pianta grane ed esige rispetto da parte di un autore che, per quel che gli compete, prova a rivendicare un’autorialità che il corso delle cose – quella che è stata appunto chiamata la condizione post-mediale – sta progressivamente sgretolando.
Rovesciando la prospettiva, ciò significa che Camilleri si rivolge idealmente a un lettore che egli ipotizza essere straordinariamente competente. Il suo lettore modello, come lo avrebbe definito Eco, non soltanto se ne intende di investigazioni più o meno noir, mirando a scoprire in anticipo la soluzione del caso – cosa abbastanza normale nel genere poliziesco. In più, si tratta di un lettore che conosce assai bene l’intero mondo montalbanesco, ossia le vicende editoriali, televisive, mediatiche entro cui vive (o forse, meglio, sopravvive) il commissario Montalbano, seguendo perfettamente (divertendosene da matti) le schermaglie che Camilleri inserisce nel romanzo. Ivi compresa la storia di quest’ultimo romanzo scritto quindici anni fa, tenuto a lungo secretato e così via. La doppia versione editoriale ne è la conferma: il lettore modello di Camilleri – le classifiche sembrano confermarlo – è addirittura una specie di filologo interessato alle varianti di lingua, alle trasformazioni stilistiche.
Così, il calcolato effetto sorpresa, alimentato nel corso del tempo, diventa materia di racconto, intensificando le agnizioni del lettore e, soprattutto, moltiplicando le vendite. Il lettore sa bene di trovarsi di fronte a un momento topico della sua esperienza di ricezione, che non è soltanto letteraria ma più in generale mediatica, poiché sa altrettanto bene che con questo Riccardino la lunghissima serie del commissario di Vigàta avrà termine. Qui non si tratta di trovare una buona soluzione a un singolo caso poliziesco, ma di raccontare la conclusione di tutta la saga. Cosa assai difficile e – diciamolo senza spoilerare (ma su questa mitologia dello spoiler occorrerà tornare) – benissimo risolta sia dall’abilissimo narratore – e ottimo sceneggiatore – Camilleri sia dal suo simulacro testuale che sta dentro il romanzo. Il gioco fra essere e apparire verrà meno per sempre? Non è detto. A leggere l’ultima pagina c’è da immaginare di no. Camilleri è andato oltre se stesso: e in qualche modo la stagione della caccia si riaprirà.
Gianfranco Marrone
 
 

Bif&st, 3.8.2020
Il programma del Bif&st 2020

L’undicesima edizione del Bif&st-Bari International Film Festival – posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il riconoscimento e il patrocinio della Direzione generale cinema e audiovisivo del Mibact, promosso dalla Regione Puglia con la collaborazione del Comune di Bari, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission – si svolgerà dal 22 al 30 agosto 2020 nel Teatro Piccinni, nell’arena allestita in Piazza Prefettura, nell’arena allestita nella Corte del Castello Svevo, in una sala del Multicinema Galleria e nel Teatro Margherita.
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Il programma dell’Arena del Castello Svevo si completerà con la presentazione fuori concorso di:
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30 agosto, h. 22.00 – Remembering Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti
UGO E ANDREA di Rocco Mortelliti con Andrea Camilleri, Ugo Gregoretti. Italia 2005, 60’ v.it.
Scherzi, battute, ricordi, note biografiche e autobiografiche, pensieri profondi narrati con divertito distacco, molta ironia e consapevole condivisione: sono gli ingredienti di questo affettuoso dialogo a due voci e in “falso movimento” – filmato dalle loro rispettive figlie, Andreina e Orsetta – fra un gigante della narrativa, Andrea Camilleri, e un titano della rivoluzione del linguaggio televisivo e audiovisivo, Ugo Gregoretti.
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Balarm, 3.8.2020
Porto Empedocle omaggia Andrea Camilleri: per le strade arrivano le "Panchine Libro"
La città che gli ha dato i natali ha dato il via libera per la realizzazione di installazioni artistiche che onorano lo scrittore siciliano a un anno dalla sua scomparsa

A un anno dalla scomparsa del maestro Andrea Camilleri - l'ultimo grande scrittore siciliano che con i suoi libri ha esportato la Sicilia nel mondo - il Comune di Porto Empedocle (che gli ha dato i natali) ha dato il benestare per la realizzazione di installazioni artistiche che onorano e promuovono lo scrittore.
L'operazione consiste nella realizzazione di sei panchine libro ed è volta ad «incentivare un turismo interessato non solo alle tradizioni folkloristiche del paese e alla sua ricchezza creativa, ma anche ad itinerari letterari per riscoprire genti, luoghi e paesaggi raccontati dallo scrittore Andrea Camilleri proprio nella sua città natale».
Il progetto guida "Panchine Libro" è frutto di una donazione di parte degli emolumenti dei portavoce di politici siciliani che hanno voluto investire nell'ottica di «incrementare ed integrare le bellezze rispettando l’ambiente e seguendo un approccio integrato basato sulla pertinenza, la qualità dei materiali e le risorse utilizzate per una perfetta eco-struttura urbanistica».
Se è vero, come crediamo, che la cultura e con essa l'arte in generale, contribuiscano sempre alla crescita della collettività la figura di Andrea Camilleri, che ha dimostrato di avere un seguito di pubblico assolutamente trasversale arrivando anche e soprattutto ai giovani, pur da lontano, metaforicamente, continua a lasciare traccia di un patrimonio umano e culturale che difficilmente troverà un esempio di pari portata.
Rosa Guttilla
 
 

Il Messaggero - Umbria, 6.8.2020
A Castel Viscardo installata al Parco del Pinaro una panchina bianca dedicata al grande Andrea Camilleri

Il Parco del Pinaro di Castel Viscardo, comune dell'Orvietano, continua la sua metamorfosi, grazie alla spinta emotiva dei numerosissimi voti ottenuti nel primo step della corsa alla candidatura a Luogo del Cuore per il FAI e infatti, venerdì 31 luglio è stata installata una seconda panchina “a tema” quasi alla sommità del parco. Non si tratta di un semplice restauro delle panchine esistenti, ma di un’opera più ampia iniziata già nel 2017 quando a cura della Pro Loco era stata installata una “panchina rossa”, simbolo della presa di posizione contro il femminicidio e contro ogni forna di violenza di genere. Stavolta vede la luce una panchina “letteraria”, realizzata dall’artista locale Valter Cecchitelli e dedicata alla figura dello scrittore e grande divulgatore di letteratura e cultura in generale Andrea Camilleri, scomparso un anno fa. Il punto panoramico in cui si trova la nuova panchina vuole suggerire al visitatore un suggestivo invito alla sosta, alla riflessione e soprattutto alla lettura. Non a caso l’installazione verrà a breve completata, corredando la panchina anche di un piccolo mobile contenitore dove chiunque potrà lasciare libri da condividere. Un’ulteriore iniziativa che interseca la bellezza paesaggistica con l’impegno che Castel Viscardo intende mantenere a lungo con il riconoscimento di “Città che Legge”.
[...]



M.R.
 
 

Le Figaro, 3.8.2020
Audiences: Dalida plus forte que Commissaire Montalbano, Arte au million avec La Fabuleux destin d’Amélie Poulain
Les audiences du dimanche 2 août 2020 pour les programmes diffusés en prime time.

Dimanche soir, TF1 est arrivée en tête des audiences avec Dalida . Le biopic réalisé par Lisa Azuelos et porté par Sveva Alviti a attiré 3,5 millions de téléspectateurs, soit 19,6 % de part d’audience. France 3 suit avec Commissaire Montalbano . L’épisode inédit de la série policière italienne a réuni 2,6 millions de fidèles, soit 13,9 % de PDA.
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Emilie Geffray
 
 

Un libro tira l'altro ovvero il passaparola dei libri, 4.8.2020
Camilleri paga i debiti (letterari) – Riccardino e le altre storie di Montalbano

“Riccardino” è l’ultimo rettangolino in basso a destra. Così l’aveva collocato idealmente, una quindicina di anni prima della sua morte, l’Autore, che in quella prima stesura si presentava con il proprio cognome, sostituito da questo denominativo con la A maiuscola nell’edizione apparsa in questi giorni. La ragione di tale cambiamento è molto precisa. Questione di debiti. In senso letterario, ovviamente.
Ebbene sì, la fine della saga ce l’eravamo immaginata un po’ tutti, sforzandoci di ipotizzare quello che sarebbe stato l’addio del celebre commissario. Non credo ci abbia azzeccato nessuno. La genialità non può essere ovvia o prevedibile. Qualche anticipazione l’autore (a noi è concessa solo la “a” minuscola), messo alle strette da intraprendenti intervistatori, se l’era fatta sfuggire da tempo. Si sapeva già, quindi, dell’intervento dello scrittore nel tessuto del racconto. E questo era il primo debito saldato, quello più antico, nei confronti del metateatro, di Plauto e, molto dopo, con un respiro molto più ampio e complesso, del conterraneo Pirandello. Quest’ultimo, in realtà, mette i suoi sei personaggi alla ricerca di un fintamente modesto autore con la “a” minuscola, ma il riferimento di Camilleri al suo illustre predecessore lo porta a una deferente iniziale maiuscola.
Poi c’è un secondo debito. È nei confronti di Leonardo Sciascia, a cui Camilleri anche nei romanzi storici deve già moltissimo. Circa questo saldo non voglio essere più preciso, per non entrare nel vivo della trama. ma basterà dire che è anch’esso molto evidente, e mi fermo.
Infine, tuttavia, c’è ancora un altro debito, molto più sottile, e anch’esso viene pagato, benché in maniera decisamente tecnica. Riguarda il glorioso quanto onnipresente Manzoni. Tra la famosa “ventisettana”, l’edizione dei “Promessi Sposi” del 1827, e la “quarantana”, quella definitiva del 1840-42, successiva agli oggi certamente consunti “panni sciacquati in Arno”, le differenze riguardano non la struttura del romanzo, bensì la lingua adoperata, raffinata da un attento lavoro di revisione. Un lavoro che si comprende perfettamente grazie all’edizione interlineare del romanzo, pubblicata da Einaudi negli anni Settanta del secolo scorso.
È un destino che attende, fra non molto, anche l’ormai classico Camilleri, quando si beccherà pure lui la qualifica di “autore scolastico”. E per lui che, anche se diceva di “catafuttirsene”, non credo apprezzasse la catalogazione come “autore di genere”, o “minore” tout court, l’edizione scolastica interlineare di queste due versioni di “Riccardino”, magari con note a piè pagina, per non parlare degli odiosissimi questionari di fine capitolo, sarà una rivincita postuma meritata, ma forse non gradita al cento per cento…
Pasquale Vergara
 
 

Diari de Girona, 4.8.2020
Lectures d estiu (I): estirant els fils

El 17 de juliol de l'any passat va morir Andrea Camilleri, escriptor sicilià creador de la figura del comissari Montalbano. Encara queden per editar a casa nostra quatre llibres, esperats amb candeletes pels fans de la sèrie. El darrer publicat és L'altre cap del fil, amb traducció de Pau Vidal.
Abans de ressenyar la novel·la, asse­nyalar que el traductor és un dels signants del Manifest del grup Koiné, exponent del fonamentalisme cultural en contra del bilingüisme.
Però l'autor del provocador pamflet El bilingüisme mata (2015) insufla vida als personatges de Camilleri quan juga amb les paraules, utilitza argot i fa servir la parla col·loquial del carrer, tot i que, segons ell, «està contaminada pel castellà», el cata­nyol.
Precisament l'actitud transgressora, exercida amb premeditació, li permet captar l'originalitat de Camilleri, que escriu en una llengua de collita pròpia: no és ni italià ni sicilià, sinó camillerès.
Però la gosadia del traductor en emprar variants col·loquials i aportacions dialectals no quadra gaire amb la defensa tenaç d'una puresa lingüística. De fet, és una rara avis que conviu amb les seves contradiccions. Potser per això, el també autor de Corregir mata (2020) és capaç de bandejar l'asfixiant normalització lingüística, defensada per aquells que no s'adonen que no es pot ser, a la vegada, català i cosmopolita.
Reprenem el fil per realçar que la narració marca distància respecte a les últimes novel·les amb el retorn d'un Montalbano en plena forma. La seva energia renovada arracona el somicó sobre la vellesa i eixampla les trifulgues amb Lívia, l'eterna amant.
Pel que fa als subordinats, en un ambient enrarit per una ingent feinada, remuguen per les ordres del comissari que no els deixa ni respirar. Fazio sempre servicial, Mimí Augello recelós del seu cap i a l'aguait d'una aventura galant i en Catarella trabucant noms i alterant paraules (allavòrens, llavonses...).
La trama combina l'arribada de pasteres plenes a vessar d'africans i l'assassinat d'una modista coneguda de Lívia. Amb un ritme trepidant, les vivències emotives atrapen el lector (el gat descabdellant la troca, la noia africana violada...).
Montalbano, amb pressa i sense pausa, sabedor que estirant els fils se'n treu l'entrellat, esclarirà l'assassinat amb el seu instint de gat vell.
A mode d'epíleg, Camilleri deixa anar una reflexió del qui es fot de les noves tecnologies: «Igual que els metges havien perdut l'ull clínic i es refiaven cegament de les anàlisis, la policia estava perdent la intuïció i acceptava els resultats de les proves científiques sense qüestionar-los».
Els sona la cavil·lació sobre proves policials d'origen dubtós que semblen fetes a mida?
Carlos Arbó
 
 

TvZoom, 4.8.2020
Ascolti tv tutti i dati 3 agosto: Riondino straccia Pieraccioni. Battiti sul podio. Inaugurazione ponte Genova: 23,6% su Rai1
Su Rai1 la replica de Il Giovane Montalbano raggiunge il 23,7%, staccando Il pesce innamorato, con la coppia Pieraccioni/Pession al 9,4%. Sul terzo gradino per ascolti e share il secondo appuntamento di Battiti Live. Lo show itinerante pugliese batte i telefilm di Rai2 e Stallone/Cobra, nonché Eden. Nel preserale 3 milioni e passa collegati con Genova.
Ascolti dinamiche: stravince Il Giovano Montalbano2 che fa più del doppio de Il pesce innamorato. Bene Battiti.

[...] Il commissario Salvo alla sera è stato invece alle prese con un personaggio pirandelliano, nell’episodio ritrasmesso ieri, lunedì 3 agosto, Il ladro onesto (Il Giovane Montalbano), caratterizzato alla fine dal mancato trasferimento a Genova. Le valenze sentimentali della prima fase formativa del personaggio di Andrea Camilleri impersonato da Michele Riondino pesano anche nella seconda stagione del prequel. Senza calcio a competere ieri su Rai1 in replica da Vigata Il Giovane Montalbano2 ha riscosso ben 4,268 milioni ed il 23,7% (4,166 milioni ed il 22,6% sette giorni prima). L’attore tarantino ha distanziato nettamente Canale 5. [...]
Emanuele Bruno
 
 

DavideMaggio, 4.8.2020
Dalla libreria al piccolo schermo, i giallisti Sellerio invadono la tv

L’amatissimo Commissario Montalbano, i divertenti vecchietti del BarLume, il burbero Rocco Schiavone, e dalla prossima stagione la sarcastica Petra Delicado, il detective per caso Saverio Lamanna e l’intraprendente Mina Settembre. La tv si tinge sempre più di giallo e lo fa attingendo a pieni mani alla nutrita e ben selezionata schiera di giallisti Sellerio. La casa editrice siciliana, fondata nel 1969 da Elvira e Enzo Sellerio, sull’onda del grande successo ottenuto dalle opere di Andrea Camilleri con le avventure de Il Commissario Montalbano, è riuscita nel corso degli anni a creare una vera e propria squadra di giallisti in grado di appassionare milioni di lettori e portare i propri romanzi dall’inconfondibile copertina blu puntualmente in cima alle classifiche dei libri più venduti. Un successo destinato a ripetersi anche in tv, dove le trasposizioni dei romanzi, complici le approfondite caratterizzazioni dei protagonisti e le altrettanto accurate ambientazioni, garantiscono quasi sempre un ottimo riscontro di pubblico.
Il Commissario Montalbano
Padre di tutti i giallisti è naturalmente Andrea Camilleri. Le avventure de Il Commissario Montalbano rappresentano per la Rai una garanzia sul fronte Auditel con ascolti record sia in prima tv che negli oltre 200 passaggi in replica avuti negli ultimi vent’anni. Non solo, il commissario interpretato da Luca Zingaretti ha varcato i confini italiani raggiungendo un grande successo anche all’estero. La serie tornerà in onda la prossima stagione con un unico film tv dal titolo Il Metodo Catalanotti. Girato nel 2019, l’episodio era stato inizialmente annunciato per il 2020 insieme agli altri due regolarmente trasmessi lo scorso marzo su Rai 1, ma all’ultimo momento si è deciso di tenerlo in stand by per l’anno successivo. Un modo per rinnovare l’appuntamento con il commissario più amato della tv in attesa di capire quale sarà il futuro della serie. La morte a stretto giro nell’estate del 2019 di Camilleri e dello storico regista Alberto Sironi ha, infatti, inevitabilmente creato un’importante vuoto nel gruppo di lavoro. Al momento non si hanno notizie ma la speranza dei tanti fan e della stessa Rai è che la Palomar, casa di produzione di Montalbano, torni presto sul set. Del resto, con 3 romanzi e una ventina di racconti ancora in attesa di trasposizione televisiva, il materiale per andare avanti per alcuni anni non sembra certo mancare.
[...]
Salvatore Cau
 
 

La Repubblica - Robinson, 4.8.2020
Vieni a vivere a Vigàta: i racconti di Camilleri per i nostri lettori
In edicola con Repubblica tornano i racconti del Maestro siciliano ambientati nel paese immaginario. In regalo sabato 8 agosto Di padre ignoto e domenica 9 Un giro di giostra

Che cos’è per Andrea Camilleri Vigàta? Non solo l’immaginaria città siciliana, precipitato di molti luoghi reali, in cui ha scelto di ambientare le avventure del commissario Montalbano: piuttosto, il luogo dell’infanzia e della memoria trasfigurate, che è servito da sfondo per l’altro filone delle sue storie, ambientate in un passato più o meno lontano, dove si fondono folklore e Storia. Insieme a Repubblica, che offre in regalo ai suoi lettori, fino al 30 agosto ogni sabato e domenica – con l’eccezione di lunedì 17 perché domenica 16 il nostro giornale non sarà in edicola – il ciclo delle “Storie di Vigàta” del maestro siciliano, ciascuno può conoscere e abitare questa città. E con essa conoscere gli strani, buffi, melodrammatici e irresistibili personaggi che la popolano.
Le prossime uscite sono Di padre ignoto (sabato 8 agosto) e Un giro di giostra (domenica 9 agosto).
In Di padre ignoto, in edicola con Repubblica sabato 8 agosto, Andrea Camilleri, definito da Salvatore Silvano Nigro a proposito di queste storie “un orologiaio fantastico”, narra la storia di Amalia, cresciuta povera e orfana ma di straordinaria bellezza. Dopo aver recitato il ruolo della Madonna nel presepe vivente, tutti gli uomini più ricchi di Vigàta si sono incapricciati di lei. Così, Amalia diventa l’amante di alcuni di loro, che riceve a casa sua facendo in modo che non si incontrino mai. La gravidanza della ragazza fa inceppare il meccanismo: chi sarà il padre del bambino? E’ sul destino del “figlio di padre ignoto” che si concentra l’attenzione del narratore, con gusto del teatro e della farsa proprio dello scrittore.
In Un giro di giostra, in edicola con il nostro giornale domenica 9 agosto, il protagonista è un ragazzo a cui i genitori hanno imposto un nome impegnativo: si chiama infatti Mussolini, perché così la famiglia sperava di poter ricevere un sussidio speciale. Invece, Mussolini cresce senza padre, si laurea con molti sacrifici ma non riesce a diventare professore. E incontra poi un amore che impone al suo destino un altro, e fatale, giro di giostra.
La settimana seguente saranno in edicola Il merlo parlante (15 agosto) e La lettera anonima (17 agosto).
Lara Crinò
 
 

Gualdo Tadino, 5.8.2020
La forza delle parole e delle immagini


 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 5.8.2020
Palermo, Emma Dante lancia un corso di teatro e pubblica i suoi testi
La Vicaria come casa per giovani attori. Un libro edito da Rizzoli con le sue drammaturgie più importanti

[...]
Intanto, dal primo settembre sarà in libreria, edito da Rizzoli, “Emma Dante. Bestiario teatrale”, il primo libro che racchiude le opere più importanti del teatro di Emma Dante: dieci testi tra cui “Le sorelle Macaluso”, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il libro a cura di Anna Barsotti contiene anche la prefazione di Andrea Camilleri e le postfazioni di Elena Stancanelli e Giorgio Vasta, sceneggiatori del nuovo film. [Molto probabilmente la prefazione di Camilleri è la stessa di “Carnezzeria”, NdCFC]
Claudia Brunetto
 
 

SicilyMag, 6.8.2020
Riccardino, l’omicidio risolto a quattro mani da Camilleri e Montalbano (quello vero, non quello della tivvù)
LIBRI E FUMETTI "Riccardino" (Sellerio), il romanzo postumo dello scrittore empedoclino scritto nel 2005 e terminato nel 2016 e recentemente uscito nelle librerie, non è solo un romanzo metaletterario ed esistenziale ma un libro che cerca di dare senso e significato alla vita immaginifica di un personaggio letterario, che per molti è ormai un personaggio reale. Reale nel senso che Salvo Montalbano esiste nella narrativa, nella fiction tv, nella dimensione dei fumetti. E con il quale lo scrittore dialoga a tu per tu

Il romanzo di Andrea Camilleri, “Riccardino” (edito da Sellerio) – pubblicato postumo -, va letto con una ottica filosofico-narrativa che va oltre la dimensione del racconto e diviene strumento di riflessione ed interpretazione su letteratura ed esistenza. Non solo un romanzo metaletterario ed esistenziale ma un libro che cerca di […]
Salvo Fallica
 
 

la voce di Alba, 6.8.2020
Agosto: un tuffo al mare e in un buon libro con le proposte di lettura di Bernardo Negro per il Caffè Letterario
Comodamente sdraiati sulla spiaggia a sfogliare “Riccardino” di Andrea Camilleri e “L’assassino ci vede benissimo” di Christian Frascella

Agosto, tempo di vacanze! Rilassarsi sotto l’ombrellone, al mare o in piscina è meraviglioso, con un libro, è meglio. Allora tuffiamoci nella lettura con le proposte per il Caffè Letterario del poeta braidese Bernardo Negro.
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Nella valigia delle vacanze non può mancare “Riccardino”, il romanzo postumo di Andrea Camilleri (Sellerio, 2020). È l’ultima avventura del Commissario Montalbano alle prese con due matasse insidiose da dipanare. Deve scoprire l’assassino di Riccardino, dirigente di Banca dalle amicizie non tanto sospette quanto volubilmente imprevedibili. Si tratta di tre signori della buona società di Vigata: Mario Liotta, Gaspare Bonanno e Alfonso Lopresti, legati tra loro per aver sposato le reciproche sorelle in un gioco di scambi che ne fa anche voluttuose amanti. L’altro problema di Montalbano è il suo “Autore”, un professore a cui il Commissario si è raccontato e che ha messo nero su bianco gli avventurosi intrecci delle indagini, avendo un successo editoriale prima e televisivo dopo. Va da sé che l’autore è Camilleri stesso e che tutta la vicenda è permeata da un sottile sfondo Pirandelliano, tanto che determinante, nello sbrogliare l’intricato sovrapporsi di eventi, sarà proprio l’autore. Scritto nel 2005 e rivisto nel 2016, questo romanzo sa raccontarci il bene ed il male della nostra sfuggente contemporaneità, con un pizzico di ironia ed una commossa drammaticità. All’ultima pagina non ci resta che accommiatarci da Salvo Montalbano e da Andrea Camilleri, senza distinguere lo scrittore dal personaggio, con lo stesso affetto che lega questi anni difficili, anche per la letteratura, ai due nomi più popolari ed incisivi del nuovo Millennio.
Buona lettura e soprattutto buone vacanze!
Silvia Gullino
 
 

Gualdo News, 6.8.2020
Tutto esaurito alla Rocca Flea per l’evento dedicato a Camilleri e Sironi
È stato un emozionante pomeriggio in compagnia delle suggestioni suscitate da Andrea Camilleri e Alberto Sironi, a un anno dalla loro scomparsa

Ha fatto registrare il tutto esaurito l’evento dedicato allo scrittore Andrea Camilleri e al regista Alberto Sironi svoltosi alla Rocca Flea. È stato un emozionante pomeriggio in compagnia delle suggestioni suscitate da questi due personaggi, a un anno dalla loro scomparsa, che hanno dato vita, nella scrittura e in televisione, al personaggio del commissario Montalbano.
L’assessore alla cultura del Comune di Gualdo Tadino, Barbara Bucari, ha sottolineato l’alta valenza culturale dell’incontro, presentato da Mario Fioriti che ha condotto gli spettatori nella narrazione di Camilleri e nelle immagini create da Sironi.
Parola e visione si sono fuse così in una collaborazione particolarmente riuscita che ha dato vita alle emozioni del personaggio protagonista, il celeberrimo commissario Montalbano. Intorno a lui una serie di altri personaggi divenuti “gli amici delle serate degli italiani in tv” e i compagni di viaggio degli appassionati dei libri di Camilleri, un narratore straordinario, che ha inventato una lingua mirabilmente tradotta nelle immagini di Sironi.
Ospite d’eccezione della serata Peppino Mazzotta, alias l’ispettore Fazio della nota serie tv. Sono intervenuti poi Maria Donzelli, professoressa emerita di Storia della Filosofia presso l’Università Orientale di Napoli e presidentessa dell’associazione “Peripli, culture e società euromediteranee”, Lucia Fiumi, presidentessa dell’Associazione Umbra Musica e Canzone d’Autore, nonché moglie di Alberto Sironi, e Giuseppe Fabiano, psicologo – psicoterapeuta docente universitario e autore del libro “Nel segno di Andrea Camilleri”.
 
 

Durango Telegraph, 6.8.2020
Inglorious bastards
'Puppies' a tragicomedy as only the Italians can do it

The literary establishment has for far too long ignored or not taken seriously Italian novelists, crime fiction writers especially. There is a vein of humor in Italian tragedy, or if humor lands too flippantly, perhaps Italians are indeed imbued with la dolce vida. Whatever the condition, tragicomedy is the charm of Italian literature, and Americans have not fully embraced the drama beyond theatrical operas of the 19th and early 20th centuries by such masters as Puccini, Verdi, Donizetti, Bellini and Rossini.
Over the years, I have reviewed and gushed about the waggish Italian mysteries of Andrea Camilleri (some 27 of them), which revolve around Inspector Salvo Montalbano and the small police station in the fictional Sicilian town of Vigáta. You either love Camilleri or you haven’t read him yet – and you wouldn’t have read Camilleri before the 1994 salty English translation of The Shape of Water. It was translated by the brilliant Stephen Sartarelli, who is a regarded poet in France with uncanny intuition for Camilleri’s lyricism and without much doubt has made Camilleri a treasure beyond Italy.
However, for today’s “Murder Ink,” we’re diving a little deeper into esoteric Italian crime fiction with a book by one of Italy’s literary doyens, Maurizio de Giovanni. Puppies for the Bastards of Pizzofalcone, translated by Anthony Shugaar, was released in the United States two weeks ago by the prestigious Europa Editions.
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Jeffrey Mannix
 
 

La Repubblica - Robinson, 6.8.2020
Amori e tradimenti nelle storie di Vigàta di Andrea Camilleri
In regalo sabato 8 agosto e domenica 9 agosto con “Repubblica” altri due volumi dello scrittore siciliano: Di padre ignoto e Un giro di giostra

Una città immaginaria, eppure così viva nelle emozioni, nei dolori, nelle gioie dei suoi personaggi, così acutamente descritta nelle sue dinamiche sociali da sembrare più vera di una città reale. È la Vigàta siciliana che Andrea Camilleri inventò non solo come scenario delle avventure in giallo del commissario Montalbano, ma come quinta di teatro della tragedia e della farsa dei suoi romanzi e racconti storici. Fino al 30 agosto, i lettori di Repubblica hanno la possibilità di immergersi in queste pagine di folklore, oralità, memoria e di diventare idealmente abitanti della città camilleriana, attraverso il ciclo delle "Storie di Vigàta". I volumi sono in regalo con il nostro giornale ogni sabato e domenica (con l'eccezione di lunedì 17 perché domenica 16 il nostro giornale non sarà in edicola).
Sabato 8 agosto è la volta di Di padre ignoto, mentre domenica 9 agosto con Repubblica ci sarà Un giro di giostra. In Di padre ignoto Andrea Camilleri racconta la storia di Amalia, figlia di poveri braccianti abituati a campare "cchiù d'aria che di pani": dopo essere stata scelta per la sua bellezza per recitare il ruolo della Madonna nel presepe vivente, scatenando le fantasie dei ricchi possidenti del paese, Amalia resta orfana e senza parenti. E così colleziona una serie di amanti, fino a restare incinta di uno di loro: ma chi sarà il padre del bambino? E cosa ne sarà di quel "figlio di padre ignoto" e madre bellissima, alle prese con i pregiudizi del paese?
Domenica 9 agosto l'appuntamento è con Un giro in giostra. Qui il protagonista è il piccolo Benito, chiamato come il duce per compiacere il podestà fascista: dopo la morte del padre, finita la guerra, Benito deluderà il sogno della madre che lo vorrebbe professore. Per il povero ragazzo dal nome pesante il destino ha infatti in serbo una beffa o meglio, come scrive Camilleri, un fatale giro di giostra. La settimana prossima si prosegue: saranno infatti in edicola Il merlo parlante (15 agosto) e La lettera anonima (17 agosto).
Lara Crinò
 
 

Sellerio Editore, 7.8.2020
L'alba di Riccardino

Cari amici, ci fa piacere informare tutti coloro che non hanno avuto modo di partecipare all’evento dell’Orto botanico che “L’alba di Riccardino” sarà in cartellone al teatro greco di Segesta nell’ambito delle Dionisiache, giovedì 20 agosto ore 19.45.
Vi aspettiamo per festeggiare insieme l’ultimo atto della grande epopea di Montalbano con una maratona di lettura. Incipit e frammenti dai romanzi del commissario di Vigàta, nelle voci di Gigi Borruso, Filippo Luna e Salvo Piparo, col commento musicale di Pietro Leveratto al contrabbasso e Tobia Vaccaro alla chitarra e al violino.
Comunicazione: ufficio stampa Sellerio.
Per informazioni relative a biglietti e modalità di ingresso: www.dionisiache.it
 
 

Frankfurter Allgemeine Zeitung, 7.8.2020
Andrea Camilleris „Riccardino“
Sein letzter Fall
Ein anstrengendes Vergnügen: Der im vergangenen Jahr verstorbene Krimiautor Andrea Camilleri hat das Finale um seinen Ermittler Montalbano schon 2005 geschrieben und elf Jahre später überarbeitet. Nun ist es erschienen.

In Vigàta wird der junge Filialleiter der Regionalbank morgens auf offener Straße erschossen. Kommissar Montalbano nimmt, kein bisschen müde, auch wenn ihn immer häufiger Schlaflosigkeit plagt, die Ermittlungen auf, und als ihm sein neuer, aus dem Piemont stammender Vorgesetzter den Fall entziehen will, legt der Bischof von Montelusa sein Wort für ihn ein. So, fast konventionell, beginnt der Kriminalroman „Riccardino“ von Andrea Camilleri, der genau einen Tag vor dem ersten Todestag des Schriftstellers, am 17. Juli, in Italien erschienen ist. Vorab hatte es manche Anekdote über dieses Buch gegeben. So soll der Autor das Manuskript seinem Verlag, Sellerio in Palermo, bereits 2005 mit der Auflage anvertraut haben, es postum zu veröffentlichen. Elf Jahre später hat er den Text überarbeitet – aber nur sprachlich, ohne die Handlung zu verändern, so dass der Verlag nun für Philologen auch eine Doppelausgabe mit beiden Versionen – der von 2005 und der von 2016 – anbietet.
Eine naheliegende Hommage
Es ist nicht der letzte Montalbano-Krimi, achtzehn weitere folgten nach 2005 noch, aber derjenige mit dem letzten Fall. Camilleri wollte nicht, dass es ihm ergeht wie seinem frühverstorbenen Kollegen, dem Spanier (und Taufpaten seines Kommissars) Manuel Vázquez Montalbán, der sich nicht mehr von seinem Protagonisten, dem Privatdetektiv Pepe Carvalho, „befreien“ konnte. Neu ist, dass der zunächst provisorische Titel nur aus einem Namen besteht und keine literarischen Echos enthält, und als sich Salvo Montalbano dem Tatort nähert, geschieht etwas noch nie Dagewesenes: „Das ist ja der Commissario Montalbano“, rufen die Leute auf der Straße, in den Fenstern und auf den Balkonen; einer fragt: „Wie, der aus dem Fernsehen?“, und ein anderer antwortet: „Nein, der Echte!“
Der Held aus dem Buch und der Held vom Bildschirm sind nicht identisch, beide treten in „Riccardino“ sowohl miteinander als auch mit dem Autor in Dialog. Ein Spiel wie bei Luigi Pirandello! Dass Camilleri im Montalbano-Finale diese Hommage unterbringt, ist buchstäblich naheliegend, hatte er, der in Porto Empedocle geboren wurde und aufgewachsen ist, zu dem Literaturnobelpreisträger doch immer aufgeschaut: Oberhalb der Hafenstadt und unterhalb von Agrigent befindet sich im Ortsteil Kaos die Villa der Familie Pirandello. Und wie klingt die sizilianische Krimi-Saga aus? Stirbt Montalbano? Oder setzt sich der Genussmensch mit der Vorliebe für Rotbarben und Couscous in der Trattoria San Calogero zur Ruhe? Zieht er gar, noch schwerer vorstellbar, ins ferne Genua, um seine Dauerverlobte Livia zu heiraten? Es gebietet an dieser Stelle die Ehrlichkeit, einzugestehen, dass die Lektüre des in einer ironisch-lebendigen (schier unübersetzbaren) Kunstsprache komponierten Romans ein anstrengendes Vergnügen ist und noch nicht zu Ende geführt wurde. Aber das muss gar nicht sein. Wie ein Krimi ausgeht, darf ja ohnehin nicht verraten werden.
Andreas Rossmann
 
 

AGI, 7.8.2020
Cinque libri da leggere sotto l'ombrellone
"Riccardino" e altre novità da mettere in borsa tra teli e lozioni solari

Nell'estate della pandemia di Covid e del distanziamento sociale, la compagnia di un buon libro appare ideale quanto necessaria. Che sia un giallo, un thriller o un manuale, poco importa, l'importante è infilare il naso tra le pagine. Gli ultimi dati diffusi dall'Associazione Italiana Editori (Aie) sulla base di dati Nielsen e IE, mostrano un settore in ripresa dopo i mesi di chiusura delle librerie dovuta al lockdown. Nello specifico, all'11 luglio la perdita di fatturato anno su anno si riduce al -11%, praticamente dimezzata rispetto al -20% del 18 aprile, dati che "mostrano incoraggianti segnali di ripresa", ha commentato il presidente di Aie Ricardo Franco Levi. E se ognuno ha un libro del cuore da leggere e rileggere, ecco dal panorama editoriale alcune novità da mettere in borsa tra teli e lozioni solari.
"Riccardino" di Andrea Camilleri (Sellerio)
In cima a tutte le classifiche, l'ultima fatica di Andrea Camilleri ha piu' di un motivo per fare bella mostra di se' sulle spiagge italiane. Il romanzo racconta l'ultima indagine dell'amatissimo commissario Montalbano. Come uscirà di scena il poliziotto di Vigata? Tanta la curiosità, dunque, ma anche la malinconia per chi si ritrova a dover dire addio in un solo colpo, e questa volta in modo definitivo, allo scrittore e al commissario.
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La Repubblica, 7.8.2020
Alicia Giménez-Bartlett: "La mia Petra libera che spaventava Camilleri"
I libri dell'autrice spagnola dedicati all'ispettrice Petra Delicado diventano una serie tv in onda su Sky a settembre con Paola Cortellesi protagonista

Milioni di lettori se la sono immaginata. Petra Delicado per gli spettatori italiani avrà il volto e i modi asciutti di Paola Cortellesi che restituisce sullo schermo la personalità dell'ispettrice di Barcellona creata da Alicia Giménez-Bartlett. "La Cortellesi è fantastica" racconta la scrittrice "ho visto il primo episodio e ho ritrovato Petra con la sua ironia. Mi è piaciuto moltissimo Andrea Pennacchi, che interpreta il collega Fermín.
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L’hanno definita “la Camilleri spagnola”
«Con Camilleri ci siamo conosciuti al telefono col nostro editore Antonio Sellerio che riportava l’opinione dell’uno e dell’altra ma non ci siamo incontrati. Ha detto di me cose fantastiche “l’unica donna che ha senso dell’umorismo”. Però ha aggiunto che Petra è troppo libera. Una volta ci siamo sentiti: “Non penso a un incontro di Petra con Montalbano”».
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Silvia Fumarola 
 

Corriere Vicentino, 7.8.2020
Estate d’Eventi: gli appuntamenti dall’8 al 23 agosto

Sabato 8 agosto, ore 21, giardino della biblioteca: “Una serata con Andrea Camilleri e la sua Sicilia” [Lettore-attore Antonino Varvarà. Alla chitarra Livio Pasqualin. Ideazione e regia Alessandra Ursoleo e Antonino Varvarà].
Ironia e stile narrativo accattivante, acutezza nel tratteggiare i personaggi e abilità nella costruzione delle vicende: queste le virtù con cui Camilleri ha saputo intessere storie – per lo più poliziesche – che hanno catturato milioni di lettori in tutto il mondo. Una serata in compagnia dei racconti del nostro Autore, grazie ai quali scoprire la sua Sicilia: una regione in cui convivono esasperate contraddizioni, veementi passioni e barocche cerimoniosità.
INGRESSO GRATUITO. Posti limitati. Posto unico non numerato. Prenotazione obbligatoria: biblioteca@comune.montecchio-maggiore.vi.it o 0444 698874. Posto garantito fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
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Ufficio Stampa Rai, 8.8.2020
RAI 1 10 AGO 2020, 21:25
Ultimo appuntamento con "Il Giovane Montalbano"
Con Michele Riondino, Alessio Vassallo e Sarah Felberbaum

Si conclude con ottimi ascolti la seconda stagione de “Il Giovane Montalbano”, il prequel del commissario Montalbano, nato sempre dalla fantasia di Andrea Camilleri, che ha visto il personaggio del giovane Salvo interpretato da Michele Riondino ad un passo dal matrimonio con Livia che nella serie ha il volto di Sarah Felberbaum. Nel cast Alessio Vassallo, Andrea Tidona, Fabrizio Pizzuto, Beniamino Marcone. Lunedì 10 agosto alle 21.25 su Rai1 si chiude con l’episodio dal titolo “Un’albicocca”.
Salvo e Livia stanno per trasferirsi a Genova. Una volta risolto un caso di morte apparentemente accidentale, Salvo è pronto: un’ultima nuotata nel suo mare, un ultimo addio alla casa sul lungomare... Ma quel pomeriggio di maggio del 1992 e quel che è successo sull’autostrada A29 per Capaci, Montalbano lo scopre quando trova Vigata ridotta a città fantasma, e il commissariato ammutolito davanti alla TV, con le lacrime agli occhi. Salvo sa quello che deve fare. Anche Livia lo sa. E sa anche che continuerà ad amare quest’uomo complicato e coerente...
 
 

Bif&st, 22-30.8.2020

Arena del Castello Svevo, 30 agosto, h. 22.00 – Remembering Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti
Ugo e Andrea
Regia Rocco Mortelliti
Cast Andrea Camilleri, Ugo Gregoretti
Anno di produzione 2005
Paese di produzione Italia
Durata 60'
Scherzi, battute, ricordi, note biografiche e autobiografiche, pensieri profondi narrati con divertito distacco, molta ironia e consapevole condivisione: sono gli ingredienti di questo affettuoso dialogo a due voci e in “falso movimento” – filmato dalle loro rispettive figlie, Andreina e Orsetta – fra un gigante della narrativa, Andrea Camilleri, e un titano della rivoluzione del linguaggio televisivo e audiovisivo, Ugo Gregoretti. Due persone uniche e ineguagliabili, che hanno donato tanto in termini di cultura e nel modo di vedere il mondo.
 
 

 


 
Last modified Saturday, August, 08, 2020