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RASSEGNA STAMPA

AGOSTO 2021

 
Gallura Oggi, 1.8.2021
La spiaggia di Porto Tarvena e Camilleri.

Che cosa unisce Porto Taverna ad Andrea Camilleri? Nulla si direbbe, se non fosse che il quotidiano La Repubblica abbia deciso di fungere da anello di congiunzione per questa strana accoppiata nel pubblicizzare i suoi allegati dei weekend estivi.
Del resto un buon libro e la Settimana Enigmistica [Sic!, NdCFC], ritratta anche lei con lo sfondo della spiaggia gallurese, sono un must per trascorrere una giornata rilassante sulla spiaggia. E allora ben venga l’accostamento tra le opere dello scrittore siciliano e una delle perle della nostra terra sarda promessa di vacanze in pieno relax.
 
 

La Voce di Bagheria, 2.8.2021
Altavilla Milicia. Completato il murale dedicato a Battiato e a Camilleri

L’ingresso di Altavilla Milicia, nei pressi del Belvedere, si è impreziosito di un bellissimo murale.
Rappresenta due volti siciliani noti, scomparsi negli ultimi tempi: il cantante Franco Battiato e lo scrittore Andrea Camilleri. Nella parte centrale c’è la trinacria. In basso la scritta “uomini liberi”.
L’opera è stata realizzata per conto dell’amministrazione comunale da parte dei componenti di Pittamari di Termini Imerese presieduta da Emanuele Zammito.
 
 

Mascalucia DOC, 2.8.2021
Le foto ufficiali del Contest Sicilia Dime Novels ed. 2021
Gli scatti di Sicilia Dime Novels terza edizione

Sabato 31 luglio 2021, sotto le stelle del Parco Trinità Manenti di Mascalucia che ha ospitato oltre 200 persone, si è svolta la tanto attesa premiazione della terza edizione del Contest Letterario Sicilia Dime Novels.
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Ospite della serata, l’attrice e lettrice, Agata Longo che ha divertito ed estasiato il pubblico leggendo un racconto del compianto Andrea Camilleri, L’uovo sbattuto tratto dal volume Le storie di Vigata. La Longo, madrina della serata, ha premiato la scrittrice catanese Laura Naselli col racconto Salvuccio che ha convinto gli organizzatori del concorso giudicandolo quello più adatto al premio speciale Andrea Camilleri.
[...]
Francesca Calí
 
 

Actualitté, 3.8.2021
Deux nouvelles enquêtes du Commissaire Montalbano sur France 3
La chaîne France 3 annonce la diffusion prochaine de deux nouvelles enquêtes du Commissaire Montalbano, le fameux personnage du romancier Andrea Camilleri. À l'écran, il sera incarné par Luca Zingaretti, dans une production Palomar, avec la participation de Rai Fiction.

Les épisodes 35 et 36 de la série adaptée des livres d'Andrea Camilleri seront prochainement diffusés sur France 3. L'épisode 35, intitulé Mon Salvo bien-aimé, sera sur les écrans le dimanche 22 août à 21h05, tandis que l'épisode 36 sera diffusé ultérieurement.
Épisode 35 — Mon Salvo bien-aimé
Une jeune femme est retrouvée morte dans le bâtiment des archives, où elle était employée. Or, elle n’avait aucune raison de se trouver dans les locaux puisque le bâtiment a été fermé pour travaux. Parallèlement, le commissaire Montalbano a encore du fil à retordre avec le fils de son employée de maison, Pasquale, un incorrigible cambrioleur…
Épisode 36 — Un réseau de protection
Alors qu’un tournage a lieu à Vigata, Mimi trouve le moyen de séduire la fiancée du réalisateur, obligeant Montalbano à intervenir afin d’éviter un incident diplomatique ! Mais c’est un autre film qui éveille la curiosité du commissaire : un homme a filmé année après année, le même jour et le même mois, un morceau de mur. Quel lourd secret se cache derrière ses pierres ?
Les épisodes sont réalisés par Alberto Sironi et Luca Zingaretti, avec à la distribution, Luca Zingaretti (Commissaire Salvo Montalbano), Cesare Bocci (Mimi Augello), Peppino Mazzotta (Inspecteur Giuseppe Fazio), Angelo Russo (Catarella) et Sonia Bergamasco (Livia).
Les deux épisodes adaptent trois œuvres de Camilleri, Salvo amato… Livia Mia, Il vecchio ladro et La rete di protezione. Les textes ont été adaptés par Francesco Bruni, Salvatore De Mola et Leonardo Marini, en collaboration avec Valentina Alferj.
 
 

ViviEnna, 3.8.2021
Leonforte. Università popolare: da Bologna a Vigata
Leonforte. La lezione dell’Università popolare di giorno 2 agosto non poteva cominciare senza il dovuto ricordo sulla strage di Bologna, che dopo 41 anni attende ancora verità e giustizia.

Dalla strage di Bologna alla Strage Dimenticata di Camilleri si è poi passati, per commemorare i centoquattordici carcerati o servi di pena, ammazzati dalla polizia borbonica nei primi giorni del 1848 in Sicilia. Gli assassini e i loro complici silenziosi proseguirono nella loro carriera prima sotto i Borboni e poi sotto l’Italia unita. Nessuna lapide ne ricorda i nomi e Camilleri per ovviare a questa dimenticanza li elenca tutti alla fine del saggio, fra i 114 compaiono anche due leonfortesi: Bottitta Salvatore di anni 36 e Massaglia Croce di anni 32. La discussione su Riccardino ha contrapposto visioni diverse sulla trasposizione teatrale nel testo narrativo, che pirandellianamente fa dialogare personaggio e autore e televisione e realtà romanzesca, in un caleidoscopio di voci e ruoli di possibilità e fattualità. La lezione, da tutti partecipata, si è conclusa con le testimonianze di Alina presidente del Plastic free leonfortese e di Stefania Lombardo presidente della Banca del Tempo leonfortese. Alina aiutata da volenterosi paesani, nei primi giorni di luglio ha ripulito la Tagliata, raccogliendo ben 112 chili di plastica e Stefania ha raccontato delle attività che la Banca del tempo potrebbe svolgere, cancellando il concetto di prezzo e recuperando quello di valore. A chiosa del confronto camilleriano, Salvatore Cavoli della libreria Mecenate ha detto dei settentrionali che cercano la Sicilia “vera” nella Vigata di Montalbano, sovrapponendo l’immaginario al concreto. La prossima lezione si terrà al Camurrìa dei fratelli Falconieri, il dieci di agosto alle diciannove. Parleremo di “tocco” fenomeno di costume e di Brivaturara in festa. La lezione è aperta a tutti come sempre.
Gabriella Grasso
 
 

Durango Telegraph, 5.8.2021
Mystery man
The greatest writer you've probably never heard of (but are about to)

In the world of crime fiction, a few, not many, invented characters have risen to legendary status. We could list the dozen or so that have become celebrities as if they were real: Dick Tracy, created by Chester Gould; Agatha Christie’s Hercule Poirot; Sir Arthur Conan Doyle’s Sherlock Holmes; Lisbeth Salander created famously by the Stieg Larsson in his breakthrough Girl with the Dragon Tattoo; and even television’s Joe Mannix, created without my permission by Richard Levinson.
The most distinctive of all fictional police detectives is a character largely undiscovered by the majority of even the most dedicated crime fiction readers. He was created by an Italian playwright and professor of film direction from Porto Empedocle, Girgenti, Sicily. In 1994, Andrea Camilleri brought into the world Inspector Salvo Montalbano, chief of the fictional Sicilian town of Vigàta.
Camilleri has written 27 of the Montalbano novels beginning in 1994 with La Forma Dell’Acqua. This was translated into English in 2002 by the prodigiously gifted Stephen Sartarelli, of New York University, with a title you may be more familiar with, The Shape of Water, which was published by Viking Press. Sartarelli went on to translate all of Camilleri’s Montalbano mysteries and, in my opinion, elevated Camilleri’s succinct, zany yet intricate crime solving to a level many translators could not have achieved just as most mystery writers are unable to create. Camilleri won the most distinguished compliment in the crime fiction genre in 2012 with the Crime Writer’s Association International Dagger Award.
Camilleri was born in 1925 and died at the age of 93 in 2019. The Cook of the Halcyon is Camilleri’s penultimate book, reworked from a shelved screenplay by Sartarelli and published this past March by Penguin Books. I’ve been promised that one more Montalbano book is due for release next month, and then the mystery world is back to its various mirror images and 500-page struggles.
I’m mourning the loss of Camilleri because of the loss of Montalbano. I’m losing somebody I know well and admire. And I’m already feeling deprived of impeccable, funny, sexy, honest crime fighting by real people, and narrative uncomplicated by flashbacks and multiple narrators, and circumstances made all the more real by Sicilians of big gestures and sentimental hearts.
Camilleri has referred to Montalbano as a “serial killer of characters” – meaning Montalbano has developed a life of his own and demands great attention from his author, to the demise of other potential books and fully formed protagonists. Camilleri adds that he wrote a Montalbano novel every so often just so the character would be appeased and quieted so he could work on other stories.
The Cook of the Halcyon is not one of Camilleri’s best stories, and I suspect Sartarelli had a heavy hand cobbling it together in Italian and then in English. But Camilleri’s stories are eclipsed by his characters and quirky criminal goings-on that Montalbano exposes and extinguishes so cleverly. I’ve read every one of Camilleri’s books, and I have a farrago of stories but clear pictures of the Vigàta police station and Montalbano’s lieutenants, Inspector Mimi Augello and Fazio, and desk sergeant Catarella. And Montalbano’s housekeeper Adelina who leaves Salvo an elaborate dinner in the oven for him every night, and longtime inamorata Livia Burlando who lives a plane ride away, and Nocolò Zito who’s Montalbano’s sometime abettor as director of the Free Channel television station. These are recurring characters in all of Camilleri’s books, and we grow to love them and depend on them. It’s the Montalbano family we come to know, not the unpretentious stories in which they perform.
So one day in Vigàta’s harbor comes the grand yacht Halcyon, flying a Bolivian flag and with nobody aboard but the captain and a dead man.
Preceding the Halcyon’s arrival, the ne’er-do-well son of a recently deceased shipbuilder employing 200 Vigàtans, Giovanni Trincanato, is gallivanting around with an imported, lightly clad consort in an expensive Italian sports car. It is mere hours after one of the remaining factory workers, Carmine Spagnolo, has hanged himself from a beam at the shipyard.
Then Inspectors Fazio and Augello get transfer papers, and Montalbano is ordered to take his 30 days of stored-up vacation, beginning at the moment of the phone call from Montelusa Central Police headquarters.
These are the kinds of madcap things Camilleri throws in the way of Montalbano, but nothing gets investigated until after he has had lunch. And in Camilleri’s books, food is the coin of the realm, to the point that a dozen or more cookbooks have been written with recipes for Sicilian dishes Salvo Montalbano relishes.
That’s all you need to know. I haven’t reviewed a Camilleri book before, I’ll confess. I’ve only lent his books to friends; I’ve always felt that he’s mine, all mine alone. But now that he’s about to be relegated to history, I’m sharing.
Don’t forget to ask Maria’s Bookshop for your 15% Murder Ink discount. This is a $16 paperback; you can’t even eat a cheap lunch for less.
Jeffrey Mannix
 
 

Radio RTM, 6.8.2021
Montalbano e l’archeologia. Ouverture stagione kamarinese 2021

Non poteva riscuotere maggior successo la serata di apertura del programma di eventi proposto dall’Amministrazione Comunale di Santa Croce Camerina con riguardo alla stagione estiva 2021.
Alto difatti il gradimento del pubblico, accorso numeroso, per la conversazione intrattenuta tra l’attore Pasquale Spadola e l’archeologo Giovanni Di Stefano, che, nella serata del 4 agosto, nella piazzetta del Belvedere di Punta Secca, hanno presentato un tema tanto nuovo quanto affascinante: Montalbano e l’Archeologia.
Il pubblico ha così avuto modo di assistere alla riproposizione dei fotogrammi tratti dai vari episodi della oramai nota fiction IL COMMISSARO MONTALBANO, quali Il CANE DI TERRACOTTA, LA PAZIENZA DEL RAGNO, IL LADRO DI MERENDINE e LA VOCE DEL VIOLINO, girati nella catacombe delle TRABACCHE, nella CATACOMBA DELLA LARDERIA ed a CAMARINA.
Spadola ha poi mostrato alcuni inediti frammenti del backstage relativo alle riprese de LA PAZIENZA DEL RAGNO, oltre che un’interessante intervista rilasciata dallo scenografo Ricceri sulla scelta della “casa di Montalbano”, i cui particolari sono stati svelati da una magistrale interpretazione narrativa dello stesso attore.
La serata si è infine conclusa con i saluti degli assessori comunali Santodonato e Zocco, che hanno colto l’occasione per ringraziare Giovanni Agnello, esperto del Sindaco in materia di riqualificazione e salvaguardia dei beni archeologici ed ambientali, per la scelta del tema nonché per il prezioso contributo e l’apprezzabile collaborazione prestata per l’organizzazione e la riuscita della serata.
 
 

Dituttounpop, 6.8.2021
Il giovane Montalbano la trama dell’episodio in onda stasera su Rai Premium venerdì 6 agosto

Il Giovane Montalbano prosegue in replica su RaiPremium venerdì 6 agosto 2021 con la seconda puntata della seconda stagione con Michele Riondino nei panni del protagonista. “La transazione” è il titolo del quarto episodio in onda in replica venerdì 6 agosto 2021 c su Rai Premium alle 21:20.
La puntata è diretta da Gianluca Maria Tavarelli, ed è tratta dai racconti di Andrea Camilleri contenuto in Morte in Mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano.
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La Sicilia, 7.8.2021
Raffaella Catalano. La direttrice della colla di gialli e noir "Le dalie nere" dell'editore Ianieri fa il punto sulla voglia di scriere dei neofiti. «Ho imparato tutto da Enzo Sellerio e da Flaccovio»
«Un altro Camilleri? Non si cerca»
«Non serve scrivere una marea di pagine. Più scrivi e meno sai controllare, specie all'inizio quando si ha meno esperienza»

L’officina dei libri resiste alla "voglia matta" e contagiosa di piattaforme informatiche che tirano fuori prodotti su misura a tornei letterari super inflazionati che promettono gloria e successo alla marea di aspiranti scrittori del Paese che legge poco e spesso male. Mantiene piuttosto il suo tradizionale banco da falegnameria delle parole e continua a passare soprattutto dall'editing, la revisione e la messa a punto di un testo che poi verrà pubblicato. La caccia alle banalità, alle inverosimiglianze e ai buchi logici rimane uno dei primi meccanismi per mettere a punto la macchina, dando luogo alla solita, consueta sequenza con un inedito grezzo, una prima stesura da valutare, correggere, sistemare e ristrutturare.
Raffaella Catalano è una che da oltre vent'anni ha creduto in questo mestiere dopo essersi fatta le ossa accanto a Enzo Sellerio e aver lavorato con Flaccovio editore, oggi dirige con il marito, lo scrittore Giacomo Cacciatore, la collana di gialli e noir “Le Dalie nere” dell’editore Ianieri che ha visto la luce ad aprile 2021.
Raffaella Catalano togliamoci subito il dente, ci sarà un altro Andrea Camilleri o gli editori non lo cercano più?
«Vent'anni fa era un continuo fluire di proposte che arrivavano da parte di emuli di Camilleri, ma con una capacità infinitamente inferiore, uno “scopiazzamento” neanche tanto subliminale. Adesso non ricevo quasi più proposte di inediti di questo tipo. Oggi il fenomeno è ridotto e anche attutito dal fatto che le case editrici sono ancora interessate al genere, magari anche all'ipotesi di serie televisive, ma non vanno più alla ricerca di un erede del papà di Montalbano. Non sempre inoltre la trasposizione televisiva di un giallo è convincente».
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Giuseppe Bianca
 
 

RTE, 7.8.2021
What's on? 10 top TV and streaming tips for Saturday

Tonight's picks include Clannad and the RTÉ Concert Orchestra, The Queens of Pop: Viva La Diva, Matt Damon, Montalbano – and a tribute to Ronnie Drew on The Heart of Saturday Night...
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Inspector Montalbano, 9.00pm, BBC Four
More Sicilian crime-catching and lunch-scoffing with Luca Zingaretti (below) and co.
A Swedish film unit arrives to shoot a period drama in Vigata, and Augello immediately takes a shine to the production's female lead.
When Montalbano intervenes in a case of bullying at a local school, a resident asks the inspector to unearth the story behind a collection of mysterious home movies found in his dead father's attic.
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John Byrne
 
 

iO Donna, 10.8.2021
Fitness e sport, libri
Nuotare e meditare, come Montalbano
Nel ritmo costante delle bracciate e del respiro la mente viaggia e acciuffa idee e fantasie. Una scrittrice-nuotatrice indaga le ragioni di un movimento che tanto dice delle emozioni. Come insegna lo stile grintoso del commissario creato da Camilleri

Nuotare, è risaputo, induce uno stato di benessere nel corpo e nella mente. Nuotare e meditare: lo sperimentano coloro che all’acqua sanno come affidarsi, senza paura, anzi con piacere, nuotatori esperti che conoscono l’emozione di percorrere acque aperte, come in una lunga, corroborante passeggiata nella propria mente.
Lo sapeva bene lo scrittore Camilleri che il nuoto l’ha certamente praticato: non avrebbe mai potuto attribuire al suo personaggio Montalbano – lo scaltro, umorale commissario (suo alter ego? Può darsi, in certi dettagli) – la felicità rinvigorente di una nuotata a mare. Dimostrando nei suoi libri che nuoto e scrittura sono un’accoppiata fertile.
Trovare le parole giuste, abbandonarsi al piacere della scrittura, levigare il linguaggio, in taluni passaggi asciugarlo, equivale alla sapienza di chi, nuotando, sa compiere i movimenti necessari e corretti per favorire galleggiamento e propulsione, preferendo sempre uno stile in levare, semplice, composto, controllato, lo sforzo interamente celato sotto la superficie (bene lo ha detto Raffaele La Capria), con mani e piedi che non schiaffeggiano l’acqua, ma la sfiorano. Come il lavorio ostinato delle onde su un osso di seppia sino a renderlo di consistenza setosa.
Il mare è casa, luogo della felicità
Fin dal primo momento (vale a dire dal primo romanzo della serie, La forma dell’acqua, 1994, sopra) per Camilleri l’acqua è stata un luogo della mente e del cuore imprescindibile, onnipresente.
Nella consapevolezza che l’acqua rappresenta l’abbraccio al quale si abbandonano i nuotatori che la amano e la rispettano, tanto più sapendo che il corpo, il peso e l’ingombro delle membra scompare magicamente nell’acqua, si volatilizza, diventa acqua nell’acqua, la quale non può assumere alcuna forma se non quella appunto dei corpi che vi si immergono.
È il misterioso piacere che si prova nuotando, un abbraccio che sfiora e lambisce: per questo il mare è casa per me, non c’è luogo dove mi senta più felice. E se da sempre cerco, spesso invano, nelle mie letture descrizioni di nuotate, sta racchiuso nella delusione il motivo che mi ha spinta a scrivere io stessa di acqua, di mare, di nuoto (Lezione di nuoto, Guanda, ambientato negli anni Venti, a casa della scrittrice Colette, ndr).
Mi sono ritrovata soltanto in Camilleri, anzi in Montalbano, col quale condivido la gioia di scendere in mare assai presto al mattino, con luce d’alba, cieli chiari e una superficie di specchi, non disdegnando l’impatto con un’acqua gelata che sveglia e rimette in vita. Si rischiano crampi, è vero, li ho provati nel mare di Sicilia che ha “carattere” e va domato.
Montalbano ha un bel fisico da nuotatore, cosa che non posso ormai più dire di me, ma so perfettamente che cosa si prova a ubriacarsi di onde, senza quasi accorgersi di un muscolo al polpaccio che si attorciglia: «Principiò a nuotare a bracciate lente e larghe. Il sciauro del mare era violento, trasiva pungente nelle narici, pareva sciampagna. E Montalbano quasi s’imbriacò, perché continuò a nuotare e a nuotare…Compiacendosi d’essere addiventato una specie di pupo meccanico. A farlo tornare di colpo omo fu il crampo improvviso che l’azzannò al polpaccio della gamba mancina». (Il giro di boa)
Il commissario nato dalla fantasia di Andrea Camilleri si abbandona a corroboranti nuotate nel mare di Sicilia per sciogliere la tensione.
La nuotata grintosa, quasi focosa
Siamo i solitari dell’acqua che non s’annoiano mai, anzi che nel ritmo costante delle bracciate e del respiro fanno viaggiare la mente e acciuffano idee, fantasie, sogni, illuminazioni improvvise, di quelle che, coi piedi piantati a terra, non sortirebbero tanto facilmente.
È pastosa la nuotata di Montalbano-Zingaretti, grintosa, quasi focosa, passionale, a volte incontrollata, con tante sbavature di umore “nivuro”.
Certamente una nuotata che oscilla tra una necessità di calmarsi, di sciogliere la tensione nella dimensione informe del mare, senza asperità oppure ostacoli, e il piacere di un abbandono quasi erotico nel perdersi senza meta lontano, verso il confine ultimo del mare, mai seguendo la costa, immemore, appagato e felice.
I due stili di nuotata differiscono: il primo strappa la bracciata, affanna la respirazione, produce spruzzi; il secondo trova una cadenza di balletto, rallenta la respirazione ogni tre bracciate, si gode un’andatura quasi automatica, lasciando che il corpo, i muscoli, facciano tutto da soli.
Al contrario di Montalbano che nuota a volte in apnea, spingendosi in profondità a cercare un’auto affondata col morto, senza muta, orgoglioso di possedere la resistenza della gioventù nonostante i 53 anni, «di essere stato ancora in grado di cimentarsi in quelle faticose immersioni» (L’odore della notte), io non amo scendere nei fondali e persino guardare sotto, come i nuotatori di piscina che soffrono le vertigini in mare, e per nuotare si costruiscono in acque aperte una specie di vasca immaginaria che delimiti il percorso, pur senza la presenza familiare di una riga nera da corsia.
Invece anch’io, che sono stata dorsista in passato, amo nuotare a «morto, senza pinsari a nenti», galleggiando come un ramo, leggero e inconsistente come una foglia (La gita a Tindari), tenendo gli occhi chiusi («inserrati») come nel sonno oppure guardando le nuvole (i «nivuli»), anzi respirandole, per poi tornare – beato lui, Montalbano – nella bella casa di Vigata, buttarsi sul letto «tutto vagnato com’era, e s’addrimmiscì» (Il ladro di merendine).
La preghiera muta dalla verandina
Nuoto meglio del poderoso Montalbano-Zingaretti? Credo di sì, e lo dico senza presunzione: fui buttata in acqua a sei anni per imparare i rudimenti del nuoto (nelle scuole dovrebbe essere materia obbligatoria di studio), e insieme irrobustirmi; adesso che gli anni passano, mi è rimasto lo stile, uno stile impeccabile, sebbene fatichi a fare fiato.
Lui invece – l’ho osservato bene – nuota a braccia tese, senza piegare il gomito come sarebbe opportuno, quasi incrociando le braccia, la destra spingendola più lunga sopra la testa, e questa troppo alzata durante la respirazione. Una nuotata non ortodossa, un po’ rudimentale, ma di potenza.
Invece il Montalbano interpretato da Michele Riondino ci è venuto forse a raccontare che il commissario ha goduto appieno della sua gioventù, tra sfida e incoscienza, corteggiando da subito ancora maldestramente le donne, amando la buona tavola, mandando al diavolo i propri sottomessi con nervosa, grintosa verve; ma anche nuotando in maniera più delicata, più composta, adatta al suo fisico un tempo sottile, longilineo.
Divertimenti di un Camilleri in vena di narrare ogni età del suo personaggio con la curiosità e l’emozione di rivivere stagioni memorabili della propria esistenza.
Mi resterà negli anni a venire ciò che lo stesso Camilleri ha imparato a fare, non potendo più nuotare: come tutti gli innamorati del mare, stare lungamente a guardarlo da una verandina, incantati, quasi in preghiera muta, fissare da soli o in compagnia uno scenario che non stanca mai gli occhi.
Quando il mare è in tempesta sotto le sferzate di tramontana, pare ancora più seduttivo, se si tiene a freno la paura allo scorgere in lontananza le luci tremolanti dei pescatori in pericolo.
E allorché le gambe non reggessero più, in compenso si potrà immaginare o continuare a guardare Montalbano mentre passeggia sulla battigia: sentiamo anche noi il rumore dei pensieri misto a quello della risacca, durante la «passiata a ripa di mare» sino al faro, con l’aria fresca che pulisce pelle, polmoni, fantasie.
Lui può, e potrà sempre – tra le pagine – meditare e nuotare; il mare, senza memoria e incurante degli umani, rosicchierà spazi alle coste. Gli altri – leggendo – sogneranno.
Valentina Fortichiari
 
 

La Sicilia (ed. Sicilia Centrale), 10.8.2021
La storia. Negli anni Venti, cinque fratelli di Raffadali decisero di darsi alla macchia per combattere i soprusi e i ricatti di taluni mafiosi della zona che li avevano presi di mira
Le gesta della banda Sacco tra mito e leggenda
A riportare il "caso" all'attenzione della cronaca fu lo scrittore Andrea Camilleri che a quasi cento anni di distanza da quei fatti, raccolse una serie di documenti giudiziari su quella vicenda di cronaca che gli permisero di raccontare quella storia ponendo però i fatti sotto una nuova lente

Torna d'attualità, tra cronaca, mito e leggenda, l'epopea dei fratelli Sacco di Raffadali di cui tanto si occuparono i giornali all'inizio del secolo scorso per via delle loro gesta e della lunga latitanza nelle campagne dell'Agrigentino prima della loro definitiva cattura. A riportare il "caso" all'attenzione delle cronache fu lo scrittore Andrea Camilleri che a quasi cento anni di distanza da quei fatti, raccolse una serie di documenti giudiziari su quella vicenda di cronaca che gli permisero di riscrivere quella storia ponendo però i fatti sotto una nuova lente. Una sorta di romanzo storico che nel corso del 2011 lo scrittore empedoclino diede alle stampe, per i tipi dell'editore Sellerio, con il titolo "La banda Sacco".
Negli anni Venti, cinque fratelli di Raffadali decisero di darsi alla macchia per combattere i soprusi e i ricatti di taluni mafiosi della zona che li avevano presi di mira. Fu proprio in quel periodo che nacque la leggenda degli imprendibili fratelli che diedero non poco filo da torcere ai carabinieri fino a diventare un vero e proprio caso nazionale. Le gesta dei fratelli, per quanto sanguinarie e banditesche avevano, però, almeno secondo alcuni, tutta l'aria di una vendetta o comunque di una rivolta contro le spietate leggi della mafia alle quali loro per primi cercarono di ribellarsi.
Per la cronaca i Sacco abitavano in una grande casa di campagna alle porte del paese e insieme al padre erano ritenuti dei grandi lavoratori, in quanto erano soliti occuparsi, dall'alba al tramonto, delle loro terre.
I fratelli erano "burgisi" cioè contadini che a quell'epoca, lavorando sodo, cominciavano a stare economicamente bene. Ma subivano le angherie dei campieri al servizio dei feudatari. Storicamente i vari baroni, proprietari terrieri, se ne stavano in città mentre i loro campieri imponevano la legge. Era quello il tempo in cui la vecchia mafia imperversava. La popolazione delle campagne era terrorizzata dalle continue richieste dell'onorata società: denaro, capi di bestiame, grano. Chi pagava sopravviveva, chi temporeggiava rischiava la vita o subiva gravi danni al patrimonio.
I fratelli Sacco non si piegarono mai ai voleri dei prepotenti e per lungo tempo subirono soprusi e minacce. Gli vennero più volte bruciati i raccolti e, visto che il capofamiglia non cedeva, venne pure appiccato il fuoco alla fattoria con l'uccisione di tutti i loro animali. Come se non bastasse, nel 1922, dopo una rapina commessa in contrada Businè ai danni di un fattore locale, fu sospettato e arrestato dai carabinieri uno dei fratelli, Giovanni detto “Vanni”. Poi nel ‘23 l’anziano padre, Luigi Sacco, imponente nella corporatura, dai capelli radi e bianchi e dallo sguardo severo, venne trovato cadavere in contrada Modaccamo, sulle alture del paese. Da quel momento in poi i fratelli presero la decisione comune di farsi giustizia da soli. Giovanni Sacco, nel frattempo evaso dal carcere, si riunì ai fratelli Vincenzo, Girolamo, Alfonso e Salvatore per sterminare gli esponenti mafiosi della zona e per liberare gli onesti dalla piaga della delinquenza organizzata, imbracciare le armi, i 5 giovanotti raffadalesi si diedero alla macchia. Nel giro di pochi mesi in tutta la Sicilia s'incominciò a parlare di loro. Mantenendo fede al giuramento fatto, i fratelli cominciarono a fare piazza pulita di capetti e campieri dei feudi mafiosi. Gentaglia che, con sempre più frequenza, veniva poi trovata cadavere in aperta campagna, uccisa a fucilate, senza alcuna pietà dai terribili raffadalesi.
Il primo a cadere fu tale Giuseppe Cuffaro, anziano campiere seguito quasi subito dal suo braccio destro, Giovanni Terrazzino. La banda operava sull’asse Corleone-Agrigento, una zona impervia lungo un tragitto che oggi è attraversato da una strada statale che si chiama per l'appunto "Corleonese-Agrigentina". La terribile vendetta dei Sacco cominciò ad avere sulla popolazione un effetto insperato. La gente, infatti, iniziò a comprendere che non sarebbe mai riuscita a liberarsi dal giogo della mafia se non reagendo ed iniziò ad amare quei leggendari fratelli che avevano avuto il coraggio di fare quello che nessuno aveva osato sino ad allora. I carabinieri però erano di tutt'altro avviso. Per le forze dell'ordine i Sacco erano pericolosi banditi; erano fuorilegge, feroci assassini e come tali bisognava assolutamente assicurarli alla giustizia.
Per anni venne loro data la caccia fin quando la mattina del 16 ottobre 1926 i carabinieri riuscirono a sorprenderli in un capanno del feudo Mizzaro fra Raffadali e Santa Elisabetta. Ne scaturì un conflitto a fuoco e alla fine i fratelli si arresero.
Dopo l'arresto e il sequestro dell'arsenale che avevano in dotazione (oggi custodito e in parte esposto a Roma presso il "Museo storico dell'Arma dei Carabinieri") i fratelli furono fatti sfilare, ammanettati, tra due ali di folla, lungo via Nazionale, il corso principale di Raffadali e fatti salire sul cellulare che li avrebbe portati in carcere, nel corso di una spettacolare "parata" alla presenza di centinaia di persone.
Il processo che ne seguì fu lungo ed appassionante e culminò in pesanti condanne. Vincenzo e Girolamo, il più vecchio e il più giovane dei fratelli, furono condannati a pene minori, ma a Salvatore, Giovanni ed Alfonso vennero inflitti 3 ergastoli.
Tra le mura dei vari penitenziari in cui furono reclusi, i fratelli raffadalesi ebbero modo di maturare e prendere coscienza della gravità dei fatti cui si erano resi protagonisti. Il riscatto arrivò soprattutto attraverso la lettura e la riflessione: Alfonso Sacco conobbe e fece amicizia in cella con il senatore Umberto Terracini, in carcere per antifascismo, mentre Giovanni, finì detenuto con Antonio Gramsci riuscendo ad affinare la sua formazione politica.
I fratelli rimasero in carcere anche dopo la caduta del Fascismo fino al 1963. Anno in cui, forse per via di quell’amicizia di Giovanni Sacco con Terracini (e ad una petizione popolare organizzata nel loro paese) riuscirono ad ottenere la grazia. Una petizione firmata da ben cinquemila persone di Raffadali che non avevano dimenticato l'epopea dei fratelli Sacco e che chiedevano la grazia per i compaesani al presidente della Repubblica. L'allora presidente della Repubblica, Antonio Segni, proprio nel 1963, concesse poi loro la grazia. Così i fratelli poterono fare ritorno a Raffadali da uomini liberi, accolti e festeggiati come una sorta di eroi.
Sempre in quegli anni, l'ex componente della banda, Alfonso Sacco poté finalmente sposare la fidanzata Pina Crapanzano, una bella ragazza del luogo; colei che aveva aspettato tutto quel tempo pur di riuscire a coronare il suo sogno d'amore. Un'attesa durata quarant'anni per maritare il suo uomo che aveva visto per l'ultima volta nel 1926 in via Nazionale quando, sul furgone cellulare, lo stavano portando via.
Adesso questa storia è anche un romanzo di successo e forse potrebbe diventare un film.
Lorenzo Rosso
 
 

wprost, 11.8.2021
Śmierć, pokusa i dziewczyny z Warszawy. Najlepsze kryminały na drugą połowę lata
Powieści kryminalne i sensacyjne cieszą się niezmiennym powodzeniem, bo dobrze napisane są świetną rozrywką i na upały, i na deszczowe dni. Wciągają tak, że rozemocjonowani zapominamy o całym świecie. Polecamy kilka z nich, takie które – poza jedną, dla lubiących mocne wrażenia – mają w sobie coś z atmosfery wakacji i wypoczynku.
Akcja omawianych powieści dzieje się na Sycylii (Camilleri), na Florydzie (Grisham), w Wenecji (Leon), w pozornie sielskiej irlandzkiej wsi (French) oraz w ponurej Warszawie (Ziębiński). Przyjrzyjmy się im po kolei.

Andrea Camilleri, „Świetlne ostrze”, Noir sur Blanc
Camilleri zmarł dwa lata temu w mocno już podeszłym wieku. Był reżyserem teatralnym, ale pod koniec życia zaczął pisać powieści kryminalne, które zdobywały wielkie powodzenie.
Dużo tych książek napisał i dużo ich wydano w Polsce, ale jeszcze kilka nieprzetłumaczonych czeka – co jest dobrą wiadomością dla tych, którzy je lubią. A ich stale przybywa, bo z roku na rok popularność Camillerego rośnie.
Komisarz Salvo Montalbano, bohater wszystkich książek, jest jednym z ulubieńców czytelników prozy sensacyjnej. Facet pracuje na posterunku policji w fikcyjnym miasteczku na włoskiej Sycylii, jest sybarytą, smakoszem, stara się unikać policyjnej biurokracji, ale odnosi sukcesy, bo jest błyskotliwy i niekonwencjonalny w myśleniu.
Wszystkie te jego cechy można oczywiście także znaleźć w „Świetlnym ostrzu”, gdzie Montalbano na pierwszy rzut oka dość leniwie zajmuje się sprawami, które spadają mu na głowę, wdaje się w mocny, krótki romans z właścicielką galerii sztuki (i jakby mimochodem ratuje ją przed bolesną wpadką), a po obiedzie spaceruje codziennie na molo, gdzie dla zabawy drażni kraby.
Prowadzi sprawy, które pozornie nie mogą mieć z sobą nic wspólnego, a jednak komisarz brawurowo łączy wątki, które splatają się w niewidoczny sposób i odkrywa, co ma być odkryte. A na koniec uświadamia sobie, że jednak jego stała partnerka jest mu przeznaczona i romans trzeba przerwać.
Happy end na wszystkich frontach, a dochodzi do niego w wakacyjnym klimacie, bo jakże inaczej miałoby być na upalnej Sycylii. Camilleri dba o to, by nie wytrącać czytelnika z dobrego nastroju i nawet brutalne morderstwo pokazuje dyskretnie. I za to lubi go coraz więcej czytelników.
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Leszek Bugajski

Morte, tentazione e ragazze di Varsavia. I migliori gialli per la seconda metà dell'estate
I romanzi gialli e sensazionali godono di una popolarità costante, perché ben scritti sono un ottimo intrattenimento sia per i giorni caldi che per quelli piovosi. Si impegnano in modo tale che, quando siamo eccitati, ci dimentichiamo del mondo intero. Ve ne consigliamo alcuni, quelli che - a parte uno, per chi ama le impressioni forti - hanno qualcosa dell'atmosfera delle vacanze e del riposo.
L'azione di questi romanzi si svolge in Sicilia (Camilleri), Florida (Grisham), Venezia (Leon), in un villaggio irlandese apparentemente idilliaco (francese) e nella cupa Varsavia (Ziębiński). Vediamoli uno per uno.

Andrea Camilleri, "Una lama di luce", Noir sur Blanc
Camilleri è morto due anni fa in età molto avanzata. Era un regista teatrale, ma alla fine della sua vita iniziò a scrivere romanzi gialli che ebbero molto successo.
Ha scritto molti di questi libri e molti di loro sono stati pubblicati in Polonia, ma alcuni altri non tradotti stanno aspettando, il che è una buona notizia per coloro a cui piacciono. E ce ne sono sempre di più, perché la popolarità di Camilleri cresce ogni anno.
Il commissario Salvo Montalbano, l'eroe di tutti i libri, è uno dei favoriti dei lettori di prosa sensazionali. Il ragazzo lavora in una stazione di polizia in una città immaginaria della Sicilia italiana, è un sibarita, buongustaio, cerca di evitare la burocrazia della polizia, ma ha successo perché è brillante e non convenzionale nel suo pensiero.
Tutte queste caratteristiche si ritrovano ovviamente anche nella "Lama di luce", dove Montalbano a prima vista affronta faccende che gli cadono in testa in modo piuttosto pigro, intrattiene una forte, breve storia d'amore con il proprietario della galleria d'arte (e come se di sfuggita la salva da un penoso abbaglio), e dopo pranzo passeggia tutti i giorni sul molo, dove per gioco stuzzica i granchi.
Si occupa di casi che apparentemente non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, eppure il commissario collega audacemente fili che si intrecciano invisibilmente e scopre ciò che è da scoprire. Alla fine, si rende conto che, dopo tutto, il suo partner a lungo termine è destinato a lui e la storia d'amore deve essere interrotta.
Lieto fine su tutti i fronti, e succede in un clima vacanziero, perché altrimenti come sarebbe nella calda Sicilia. Camilleri si guarda bene dal sviare il lettore dal suo buon umore e mostra con discrezione anche un brutale omicidio. E piace a sempre più lettori.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Dituttounpop, 13.8.2021
Il giovane Montalbano la trama dell’episodio in onda stasera su Rai Premium venerdì 13 agosto
ll Giovane Montalbano, anticipazioni e trama della puntata in onda stasera 13 agosto 2021 alle 21:20 su Rai Premium

Il Giovane Montalbano prosegue in replica su RaiPremium venerdì 13 agosto 2021 con la seconda puntata della seconda stagione con Michele Riondino nei panni del protagonista. “Il ladro onesto” è il titolo del quinto episodio in onda in replica venerdì 13 agosto 2021 su Rai Premium alle 21:20.
La puntata è diretta da Gianluca Maria Tavarelli, ed è tratta dal racconto di Andrea Camilleri Il Biglietto rubato della raccolta Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano.
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iDNES, 14.8.2021
Komisař Montalbano
23:50 O1
Seriál It. (2002)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, M. Maroccoová, P. Mazzotta, A. Russo

Kočka a kanárek. Krimiseriál It. (2002). Ateistický komplot nebo jen obyčejný šílený maniak? (96 min)
Další díly
19. 8. 2021, 22:55 O1 Komisař Montalbano
22. 8. 2021, 0:10 O1 Komisař Montalbano
26. 8. 2021, 23:05 O1 Komisař Montalbano
28. 8. 2021, 23:50 O1 Komisař Montalbano
Odvysílané díly
12. 8. 2021, 23:00 O1 Komisař Montalbano
8. 8. 2021, 0:05 O1 Komisař Montalbano
5. 8. 2021, 23:00 O1 Komisař Montalbano
31. 7. 2021, 23:55 O1 Komisař Montalbano
29. 7. 2021, 22:55 O1 Komisař Montalbano
25. 7. 2021, 0:15 O1 Komisař Montalbano
22. 7. 2021, 23:45 O1 Komisař Montalbano
17. 7. 2021, 23:45 O1 Komisař Montalbano
15. 7. 2021, 23:00 O1 Komisař Montalbano
11. 7. 2021, 0:00 O1 Komisař Montalbano
8. 7. 2021, 23:00 O1 Komisař Montalbano
4. 7. 2021, 0:35 O1 Komisař Montalbano
1. 7. 2021, 22:05 O1 Komisař Montalbano
26. 6. 2021, 23:55 O1 Komisař Montalbano
24. 6. 2021, 22:30 O1 Komisař Montalbano
20. 6. 2021, 0:15 O1 Komisař Montalbano
17. 6. 2021, 22:30 O1 Komisař Montalbano
13. 6. 2021, 0:15 O1 Komisař Montalbano
10. 6. 2021, 22:55 O1 Komisař Montalbano
 
 

DavideMaggio, 14.8.2021
Ascolti TV | Venerdì 13 agosto 2021. La replica di Canzone Segreta 11.3%, Ines 10%. Ella Schon parte dal 7%, Rai Premium al 4.3% con Il Giovane Montalbano

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Su Rai Premium Il Giovane Montalbano segna il 4.3% con 594.000 spettatori.
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Stefania Stefanelli
 
 

Blasting News Italia, 16.8.2021
Palinsesti Rai settembre 2021, prime time: Fino all'ultimo battito, Montalbano, Coliandro
Le novità della prima serata Rai di settembre 2021: debutta la nuova serie tv Cuori con Daniele Pecci

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Le anticipazioni sui palinsesti Rai di settembre 2021: Montalbano in replica
Nel dettaglio, le anticipazioni dei palinsesti Rai di settembre 2021, rivelano che tra le fiction tornerà in onda Montalbano, di cui saranno trasmesse un po' di repliche tra il lunedì e il martedì sera.
[...]
Domenico Mungiguerra (articolo) e Meri Nigro (video)
 
 

Armonie d'Arte Festival, 18.8.2021
ore 22.00
Parco Archeologico Nazionale di Scolacium - Borgia
Rotte Dantesche
Intelletto d'amore
(e altre bugie)

Andrea Camilleri voce registrata
Michele Marco Rossi violoncello
Paolo Aralla live electronics

Prima assoluta. Coproduzione Accademia Filarmonica Romana, Associazione Barattelli, Associazione Appassionata Macerata, Fondazione Teatri Reggio Emilia, Fondazione Perugia Musica Classica, Unione Musicale Onlus.

Un progetto sull'amore, pensato in occasione dell'anniversario dantesco, che nasce dalla collaborazione di Michele Marco Rossi con Andrea Camilleri che, appena un mese prima della scomparsa, ha registrato personali riflessioni sull'amore, con brillantezza, intelligenza e profondità, a partire dalla poetica dantesca. La registrazione, parte integrante del concerto, è a tutti gli effetti l'ultima testimonianza artistica e vocale esistente di Andrea Camilleri. La famiglia dello scrittore segue e sostiene attivamente il progetto.
Il progetto è articolato in 4 fasi (Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa) e per ogni fase è stato commissionato un pezzo a compositori contemporanei della scena internazionale: Matteo Franceschini, Noriko Baba, Vittorio Montalti, Pasquale Corrado.
Il resto del repertorio, in un percorso organico e coerente, è di altri compositori: un Anonimo Medievale, Prokofiev, Sollima, De André, Marin Marais, Hildegard von Bingen, Paolo Aralla.
 
Michele Marco Rossi è riconosciuto come uno dei musicisti della nuova generazione di riferimento nella nuova musica ed è dedicatario dei lavori per violoncello solo di molti tra i più importanti compositori a livello internazionale: Fabio Vacchi, Ivan Fedele, Matteo Franceschini, Alessandro Solbiati, Lucia Ronchetti, Filippo Perocco, Vittorio Montalti, Noriko Baba tra gli altri.
 
 

CN24TV, 19.8.2021
Viaggio nel mondo dell’amore con la voce di Camilleri e la musica di Rossi

La voce di Andrea Camilleri, la musica di Michele Marco Rossi, il tema dell'amore come filo conduttore e una location, il Parco Archeologico Scolacium, sono stati gli elementi dello spettacolo “Intelletto d'amore (e altre bugie)” di Armonie d'Arte Festival, curato da Chiara Giordano.
Una prima assoluta per la particolarissima performance. Un lavoro inedito nato dalla collaborazione tra il musicista Michele Marco Rossi e il grande scrittore siciliano che, appena un mese prima della scomparsa, ha registrato personali riflessioni sull’amore, con la sua nota brillantezza, intelligenza e profondità, a partire dalla poetica dantesca. Una vera chicca, in quanto trattasi dell’ultima testimonianza artistica e vocale esistente di Camilleri.
Un progetto - coprodotto da Accademia Filarmonica Romana, Associazione Barattelli, Associazione Appassionata Macerata, Fondazione Teatri Reggio Emilia, Fondazione Perugia Musica Classica, Unione Musicale Onlus - che si articola in 4 fasi (Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa), ognuna legata ad un pezzo commissionato a compositori contemporanei della scena internazionale: Matteo Franceschini, Noriko Baba, Vittorio Montalti, Pasquale Corrado. Il resto del repertorio ha coinvolto altri autori: un Anonimo Medievale, Prokofiev, Sollima, De André, Marin Marais, Hildegard von Bingen, Paolo Aralla. Quest'ultimo ha curato anche i live elettronici.
Michele Marco Rossi è riconosciuto come uno dei musicisti della nuova generazione di riferimento nella nuova musica ed è dedicatario dei lavori per violoncello solo di molti tra i più importanti compositori a livello internazionale: Fabio Vacchi, Ivan Fedele, Matteo Franceschini, Alessandro Solbiati, Lucia Ronchetti, Filippo Perocco, Vittorio Montalti, Noriko Baba tra gli altri.
 
 

Dituttounpop, 20.8.2021
Il giovane Montalbano la trama dell’episodio in onda stasera su Rai Premium venerdì 20 agosto
ll Giovane Montalbano, anticipazioni e trama della puntata in onda stasera 20 agosto 2021 alle 21:20 su Rai Premium

Ultimo appuntamento con Il Giovane Montalbano in replica su RaiPremium venerdì 20 agosto 2021 con la sesta e ultima puntata della seconda e ultima stagione con Michele Riondino nei panni del protagonista. “L’albicocca” è il titolo del sesto e ultimo episodio in onda in replica venerdì 20 agosto 2021 su Rai Premium alle 21:20.
La puntata è diretta da Gianluca Maria Tavarelli, ed è tratta dal racconto di Andrea Camilleri omonimo inMorte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano.
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Oltre Vigàta, 21.8.2021
Percorsi d'inchiostro - Sulle orme del Commissario Montalbano

 

La replica inizialmente prevista per il 28 agosto è stata annullata a seguito dell'Ordinanza contingibile e urgente n.85 del 22 agosto 2021 del Presidente della Regione Siciliana, riportante "Ulteriori misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19".


 
 

DH, 22.8.2021
Le commissaire Montalbano est orphelin: la série italienne va-t-elle s'éteindre?
Luca Zingaretti, interprète du commissaire italien à l’écran, parle de ce premier épisode sans Andrea Camilleri.

Même en dehors des plateaux de tournage, le mot Commissaire lui colle à la peau. Et, pour cause, cela fait maintenant 22 ans que Luca Zingaretti incarne l’épicurien Montalbano, surnommé le Maigret sicilien sur le petit écran. Un personnage qui a traversé les générations et qui a fait de lui l’un des acteurs les plus aimés de la télévision italienne.
Ce succès, le comédien italien de 59 ans le doit à Andrea Camilleri, le père des aventures du Commissaire Montalbano (Il Commissario Montalbano, le titre original italien) qui s’étendent sur 14 saisons en télévision et qui se déroulent dans la ville fictive de Vigata, en Sicile. Malheureusement, ce dernier s’en est allé, le 17 juillet 2019, à l’âge de 93 ans, ce qui rend le fameux commissaire orphelin. Diffusé ce dimanche sur France 3, Mon Salvo bien-aimé (Salvo amato, Livia mia), est le premier épisode de la série à avoir été tourné sans l’auteur. "Le vrai père de l’histoire a arrêté d’écrire les histoires", explique Luca Zingaretti dans l’émission Che Tempo Fa sur Rai Uno. Pour moi, c’était une source de grande curiosité. J’aimais savoir comment le personnage de ses bouquins allait être décliné sur le petit écran."
Une avant-première cinématographique
Exceptionnellement, l’épisode a eu droit, l’année dernière, à une avant-première cinématographique. Une première qui a rencontré tellement de succès que le commissaire italien a posé ses valises un petit plus longtemps que prévu dans les salles obscures pour ensuite faire son grand retour en télévision. Il faut dire que l’histoire mise en lumière dans ce 35e épisode a, à nouveau, réussi à susciter l’intérêt du public. Une jeune femme est retrouvée morte dans le bâtiment des archives où elle était employée. Or, elle n’avait aucune raison de se trouver dans ces locaux puisque le bâtiment était fermé pour travaux. Que lui est-il arrivé ? Une question à laquelle le commissaire Montalbano tentera de répondre en menant l’enquête.
Sur tous les fronts
Derrière la caméra du Commissaire Montalbano, les choses bougent également suite au décès du réalisateur Alberto Sironi. Pour la première fois, Luca Zingaretti troque volontiers sa casquette d’acteur contre celle de réalisateur, lorsqu’il ne tourne pas, évidemment. "J’ai pris naturellement la régie en main", déclare le comédien. "Alberto a imposé son mode de narration, son style et j’ai essayé de le respecter. […] Pour moi, c’est une expérience humaine importante."
Une belle histoire qui s’achève
Bien qu’il soit très attaché à son personnage, dont il avoue suivre les aventures en famille comme de nombreux téléspectateurs, Luca Zingaretti devra toutefois s’en défaire. Selon Angelo Russo, interprète de Agatino Catarella, les aventures du commissaire Montalbano devraient prendre fin comme en librairie, c’est-à-dire à l’issue de l’épisode Riccardino, adapté du roman final d’Andrea Camilleri. Une belle histoire qui se termine pour la série italienne qui a été diffusée dans 65 pays à travers le monde.
Le commissaire Montalbano Dimanche 21.05
Aurélie Parisi
 
 

Télé Star, 22.8.2021
Commissaire Montalbano : où la série de France 3 est-elle tournée ?
Diffusée sur France 3 ce dimanche 22 août, la série Commissaire Montalbano fera son retour sur les écrans dès 21 heures 05. L'occasion de savoir où le tournage a eu lieu.

Depuis 1999, la série Commissaire Montalbano - inspirée des romans d'Andrea Camilleri est couronnée de succès. C'est donc sans surprise qu'elle sera de retour sur les écrans ce dimanche 22 août, alors que France 3 prévoit de diffuser le premier épisode de la saison 14 du programme. Mais où le feuilleton a-t-il été tourné ? Au fil des aventures de son personnage, Luca Zingaretti parcourt la ville fictive sicilienne de Vigata, en Italie, mais aussi le village tout aussi fictif de Punta Secca, là où est située sa demeure. Pour y donner vie, les producteurs ont choisi un décor qui n'est pas si éloigné de la fiction.
En effet, la série est tournée dans la région de Scicli, dans le sud-est de la Sicile. Les fans du Commissaire Montalbano seront donc amenés à se rendre à Scicli dans le cas où il souhaiterait découvrir les coulisses du tournage du feuilleton. Car un tour de la région a été rendu possible à la suite du succès de la série. La visite guidée débute d'ailleurs à Taormine, une commune de la ville métropolitaine de Messine dans la province de Raguse, non loin de Palerme. Un lieu riche en histoire puisqu'elle a été le site de construction d'un théâtre gréco-romain, désormais situé près du centre-ville.
Une fin proche pour Commissaire Montalbano ?
L'épisode de ce dimanche 22 août sera sans doute aigre-doux pour certains fans de la série et des livres d'Andrea Camilleri car il s'agit du premier épisode qui a été tourné sans la présence de l'auteur. Depuis le 17 juillet 2019, le Commissaire Montalbano est orphelin à la suite de la mort de l'écrivain à l'âge de 93 ans. "Le vrai père de l'histoire a arreté d'écrire les histoires", a expliqué Luca Zingaretti dans l'émission Che Tempo Fa sur l'antenne de la chaîne Rai Uno. "Pour moi, c'était une source de grande curiosité. J'aimais savoir comment le personnage de ses bouquins allait être décliné sur le petit écran." Les aventures du Commissaire Montalbano pourraient ainsi prendre fin à l'issue de l'épisode Ricardino, adapté du dernier roman d'Andrea Camilleri.
 
 

Ouest-France, 22.8.2021
Série. Que nous réservent les deux épisodes inédits du « Commissaire Montalbano » ?
Le célèbre flic sicilien, amateur de bonne chère, imaginé par le romancier Andrea Camilleri, fait son retour les dimanches 22 et 29 août à 21 h 05, sur France 3.

Dans Mon Salvo bien-aimé et Un réseau de protection, nous retrouvons le commissaire Montalbano tel qu’en lui-même, en butte aux problèmes sociétaux mais aussi au cyberharcèlement.
Dans la ravissante cité portuaire de Vigata, nom fictif donné à Porto Empedocle, ville sicilienne natale du créateur du Commissaire Montalbano, Andrea Camilleri, le temps semble suspendu. Les mamas siciliennes girondes cuisinent à merveille, le ciel et la mer sont d’un bleu éternel et les bâtiments semblent figés dans le temps. Pourtant, des migrants tentent d’accoster, des femmes s’aiment d’amour et les jeunes sont victimes des réseaux sociaux. Dans les deux épisodes inédits du Commissaire Montalbano, sur France 3 , les problèmes sociétaux, les relations de couples et le harcèlement, paraîtraient, pour un peu, anachroniques, mais le flic sicilien si bien interprété par Luca Zingaretti garde le cap et sa carrure et son appétit n’en prennent guère ombrage.
Quand Montalbano découvre les réseaux sociaux !
Dans Mon Salvo bien-aimé, le 22 août sur France 3, une jeune femme bienveillante est retrouvée morte dans le bâtiment des archives, où elle était employée. Le commissaire déroule le fil complexe de sa vie tout en gardant un œil sur le fils de son employée de maison, un incorrigible gredin. Dans Un réseau de protection, diffusé le 29 août, il enquête à la fois sur une affaire de harcèlement d’adolescent sur les réseaux sociaux et sur d’étranges films tournés chaque année à la même date et au même endroit, retrouvés dans une villa familiale. Le Maigret sicilien a également maille à partir avec Mimi Augello (Cesare Bocci) son incorrigible collègue, un vrai cœur d’artichaut.
L’enquête posthume de Montalbano
Depuis la mort de son créateur en 2020, Andrea Camilleri, qui a longtemps présidé à la scénographie de la série, les enquêtes se sont arrêtées en Italie. L’écrivain aura consacré à son personnage fétiche cinq recueils de nouvelles et une trentaine de romans. Alors qu’il a vendu plus de vingt millions de livres en Italie, un an après sa mort à l’âge de 93 ans, ses fans ont eu la surprise de voir publier une ultime enquête posthume, Riccardino, avec la complicité de la maison d’édition, Sellerio. Ce dernier volet pourrait-il faire l’objet d’un ultime épisode ?
Commissaire Montalbano, à 21 h 05 sur France 3
Isabelle
 
 

Nouveautés Télé, 23.8.2021
Avis et audience Commissaire Montalbano saison 14 sur France 3 le 22 août 2021 (épisode 35 inédit)
Commissaire Montalbano sur France 3 le dimanche 22 août 2021 : avec un épisode inédit de la saison 14. Ce qu’il faut savoir sur la suite de la série policière avec Luca Zingaretti.

France 3 programme la suite des aventures du Commissaire Montalbano le dimanche 22 août 2021 avec la diffusion de l’épisode 35 : de nouvelles enquêtes dans la ville fictive sicilienne de Vigata et ses environs.
La série policière Il Commissario Montalbano existe depuis mai 1999 en Italie et France 2 puis France 3 la diffuse depuis septembre 2000. La série se base sur les romans d’Andrra Camilleri.
L’épisode 35 de Commissaire Montalbano s’intitule « Mon Salvo bien aimé » du 22 août 2021.
Synopsis : Une femme est retrouvée morte dans un bâtiment d’archives dans lequel elle travaillait. Le bâtiment était à la base en travaux, elle ne devait pas se trouver à cet endroit. Le commissaire Montalbano galère avec le fils de son employé de maison qui s’avère être un cambrioleur incorrigible.
Les critiques de presse : Télé Star attribue TT à l’épisode estimant qu’on retrouve avec enthousiasme le volcanique commissaire sicilien et ses adjoints aux prises avec une affaire scabreuse.
TV Grandes Chaîne donne 2 étoiles à l’enquête du commissaire Montalbano car elle riche en rebondissements et dépaysante à souhait. Télé Cable Sat donne une seule étoile estimant que l’enquête est trop longue et qu’on s’ennuie. « Surjeu constant, dialogues oscillant entre balourdise et surlignage, absence de rythme, digressions superflues et mises en scène absente ».
Audience Commissaire Montalbano (France 3) le 22 août 2021 : 3 121 000 téléspectateurs et 16% de pda (en concurrence avec Julien Courbet et les inédits de Capital sur M6)
Prochainement diffusion de l’épisode 36 de Commissaire Montalbano « Un réseau de protection« .
Synopsis : Un tournage se déroule à Vigata et Mimi décide de séduire la petite amie du réalisateur. Montalbano intervient pour éviter un incident diplomatique.
Le commissaire va s’intéresser à un homme qui a filmé pendant de nombreuses années un morceau de mur le même jour et le même mois. Quel est le secret derrière ses pierres?
Une saison 15 du Commissaire Montalbano est confirmée, prochainement à découvrir sur France 3.
Titou
 
 

Le Film Français, 23.8.2021
Audiences TV : "Commissaire Montalbano" revient, et France 3 est contente
L’épisode inédit de la série italienne installe France 3 dans une très confortable deuxième place. De son côté TF1 est stable en tête avec une rediffusion de Suicide Squad, pendant que TMC cartonne avec la comédie française Made in China.
 
 

TGR Sicilia, 24.8.2021
Camilleri, torna in libreria "Il re di Girgenti"
Nuova edizione per il Re di Girgenti di Camilleri
Con un intervento di Filippo Lupo, Presidente del Camilleri Fans Club

Lo straordinario successo di Andrea Camilleri continua a replicarsi a due anni dalla sua morte. L'ultimo omaggio allo scrittore siciliano è la nuova edizione de "Il re di Girgenti" arricchita da un'intera sezione originale.
Salvo Toscano
 
 

YouTG, 24.8.2021
Venerdì cala il sipario su "Il Giardino dei gelsi", spettacolo omaggio a Camilleri

Cagliari. Battute finali per Il Giardino dei Gelsi, la rassegna estiva de Il crogiuolo, ospitata nella cornice di Casa Saddi a Cagliari. Venerdì, 27 agosto, alle 21, nella casa campidanese in via Toti 24 Gerardo Ferrara, voce narrante, Roberto Deiana, alla chitarra e fisarmonica, sono di scena nell’omaggio al “maestro” Andrea Camilleri Una vita a scartamento ridotto: un elogio alla lentezza con letture in musica tratte da Il casellante, uno dei romanzi dell’illustre scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e regista siciliano, che fa parte della Trilogia delle Metamorfosi. Un viaggio, "a scartamento ridotto", sui binari dei rapporti umani alla ricerca di una dimensione più intima, raccolta, in cui si cerca ancora il tempo dell'incontro, della relazione, dello scambio.
L’importanza di viversi l'attimo, come racconta Camilleri: «I passiggeri cchiù picciotti avivano il tempo di spogliarisi, il costumi l'avivano già mittuto al posto delle mutanne, farisi un bagno viloce a mari e riagguantare novamenti il treno». Guardare, dunque, alla lentezza come ad una virtù.
Biglietti: intero 10 euro – ridotto, 5 euro, per operatori culturali. Prenotazioni 334 882 1892 ilcrogiuolo@gmail.com.
 
 

ANSA, 24.8.2021
A Fossacesia la 'piazzetta dei lettori' intitolata a Camilleri
Sindaco, doveroso omaggio a grande maestro letteratura


(Foto dal post del Comune di Fossacesia)

Fossacesia (Chieti) - La Piazzetta dei Lettori di Fossacesia (Chieti) è stata intitolata allo scrittore Andrea Camilleri. L'omaggio a uno dei protagonisti della letteratura italiana, a due anni dalla scomparsa, è stato possibile con l'approvazione, da parte della Giunta del Comune abruzzese, della proposta del gruppo consiliare Alternativa Civica, realizzata grazie alla collaborazione dell'Associazione 'Libera un Libro'.
La cerimonia di intitolazione si è svolta ieri sera nella Piazzetta dei Lettori, inaugurata il 26 giugno 2016 con l'obiettivo di farla diventare un luogo di incontro per lo scambio di libri e per condividere momenti legati al piacere della lettura.
Alla serata dedicata al ricordo dello scrittore siciliano, oltre al sindaco Enrico Di Giuseppantonio, hanno preso parte l'assessore alla Cultura Maura Sgrignuoli, con Mariella Arrizza, capogruppo della Lista Alternativa Civica per Fossacesia, il presidente dell'Associazione 'Libera un Libro' Nicoletta Tiezzi e il parroco Don Leo Rosa .
Durante la cerimonia la "Conversazione su Tiresia", lavoro teatrale scritto e interpretato da Camilleri, è stata narrata da Nicola Stante e Maria Giovanni Fantini. E' stato poi scoperto un calligramma, opera ideata da Giovanna Bronico e realizzata da Tonia La Caprara. "Andrea Camilleri - ha commentato il sindaco Di Giuseppantonio - ha rappresentato e rappresenterà perennemente un faro per la letteratura e la storia contemporanea del nostro Paese. Grazie ai suo racconti d'impareggiabile spessore, ha dato voce e trasmesso al mondo la bellezza e la semplicità del Sud d'Italia, lontana da logori stereotipi. Ricordarlo attraverso l'intitolazione della Piazzetta dei Lettori ci è sembrato un doveroso omaggio a un grande maestro della letteratura del nostro tempo da lasciare in eredità ai nostri giovani".
 
 

Balarm, 24.8.2021
Tradizioni
Agrigento patria del gelato: dal commercio della neve al gelataio Michele (e le sue mogli)
Nei secoli passati potevano permettersi questa delizia solo le famiglie nobili agrigentine. Il gelato viene anche ricordato dal compianto scrittore Andrea Camilleri in un suo celebre racconto

«Arrivava un carrettino a forma di mezza barca, spinto a mano con dentro due pozzetti di gelati» e il gelataio Michele gridava «venite a prendervi il gelato da Michele perchè Michele deve mantenere due mogli».
Un ricordo del compianto scrittore agrigentino Andrea Camilleri, che possiamo leggere nel racconto “I duellanti”, ma che una volta tanto non ha al centro il commissario Montalbano, quanto piuttosto sentimenti e situazioni che hanno a che fare con il gelato e con i gelatai.
Parlandoci della sua Sicilia romantica fatta di profumi, colori e gusti, Camilleri non poteva non dedicare un racconto al gelato… e la Sicilia ha ricambiato. Qua e là infatti i gelatai siciliani hanno pensato ad un gelato che ci ricordi Andrea Camilleri.
“Un Fiordipanna profumato al Mandarino Tardivo di Ciaculli e arricchito con le granelle di Pistacchio di Bronte, Mandorle di Avola e Cioccolato di Modica non può che chiamarsi con uno dei nomi dei figli più beddi della Sicilia, CAMILLERI”, ti spiegano a in una gelateria di Marzamemi (SR) che propone questa delizia. Ma non è l’unica.
Lo scrittore Camilleri ha conosciuto i gelati e i gelatai soprattutto nella sua terra e in particolare a Porto Empedocle e ad Agrigento.
[...]
Elio Di Bella
 
 

La Gazzetta di Lucca, 25.8.2021
Cultura e spettacolo
Lucca Classica celebra Dante Alighieri con "Intelletto d’amore (e altre bugie)", spettacolo per elettronica e violoncello con la voce di Andrea Camilleri

L'ultimo fine settimana di Lucca Classica parla d'amore e lo fa a partire dalla poesia di Dante Alighieri e dalla voce di Andrea Camilleri per arrivare alla musica e alle canzoni d'amore al tempo di Dante, con Oreste Bossini e Stefano Albarello.
"Tanto gentile e tanto onesta pare...". È da questi versi del celeberrimo sonetto dantesco che prende il via lo spettacolo "Intelletto d'amore (e altre bugie)", che venerdì 27 agosto, alle 21:15, andrà in scena sul palco dell'auditorium "Boccherini" nell'ambito del Lucca Classica Music Festival. Un progetto del violoncellista Michele Marco Rossi nato dall'incontro con Andrea Camilleri e che porta in scena la loro conversazione inedita sull'amore, avvenuta appena un mese prima della scomparsa del celebre scrittore. La voce di Camilleri è la guida del concerto, si intreccia e si alterna al violoncello di Rossi e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo che prende il "la" dalla poetica di Dante e arriva a riflettere sull'amore in quattro manifestazioni estreme: Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa. Grazie all'elettronica di Paolo Aralla, l'inconfondibile voce di Camilleri si fonde con la musica di Hildegard von Bingen, la mistica benedettina che fu teologa, musicista, poetessa e filosofa, nel brano Ritratto con voce per poi arrivare ad altri quattro componimenti contemporanei, commissionati per lo spettacolo a Vittorio Montalti, Pasquale Corrado, Noriko Baba, Matteo Franceschini passando da pagine medievali e Sidun di Fabrizio De Andrè. Lo spettacolo, una coproduzione di Accademia Filarmonica Romana, Associazione Barattelli, Associazione Appassionata Macerata, Fondazione Perugia Musica Classica, Unione Musicale Onlus, è andato in scena per la prima volta nei giorni scorsi, a Catanzaro, e la data lucchese è la prima replica nonché l'unica data annunciata a oggi in Toscana. Il biglietto intero costa 10 euro (ridotto 5 euro) e può essere acquistato online o all'auditorium a partire da un'ora prima dello spettacolo.
 
 

La Repubblica, 27.8.2021
Il metaromanzo nel quale Montalbano si confronta con l’autore e il suo alter ego televisivo
Il ritorno di Riccardino per celebrare Camilleri

È buio pesto e, finalmente, dopo ore passate a girarsi e rigirarsi nel letto, il com-missario Montalbano riesce a prendere sonno. Ma qualcuno deve aver deciso che quella notte non si dorme. Squilla il telefonino: «Riccardino sono, vediamoci al bar Aurora». Salvo si chiede chi sia questo Riccardino che si permette di chiamarlo in piena notte, forse è solo uno che ha sbagliato numero, prova a riaddormentarsi. Ma passano pochi minuti e un secondo maledetto squillo lo butta giù definitivamente dal letto. Questa volta è Catarella che, tra una frase sconclusionata e l’altra, gli annuncia che hanno sparato a un uomo e che l’ispettore Fazio lo stava cercando.
Non è un bel momento per il commissario Montalbano. «Gli anni principiavano a pesargli e da qualichi tempo gli fagliava la gana». Insomma, aveva perso la voglia di indagare, «si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini». Solo che questa volta il suo vice non c’è e quindi tocca a lui andare sul luogo del delitto. Cosi scopre che la vittima - vedi quanto è beffardo il caso - è proprio questo Riccardino, ammazzato a colpi di pistola sotto gli occhi di tre amici.
È un delitto eccellente, persino il vescovo di Montelusa fa pressioni sul commissario di Vigàta. Una storia di corna e collusione tra mafia e politica che si rivela un'indagine difficile e mette seriamente in crisi il nostro commissario. Tanto che, a un certo punto, lo stesso autore, Andrea Camilleri. si sente in dovere di intervenire per aiutare il suo personaggio a capirci qualcosa. Dialoga con lui, suggerisce modifiche alla trama, propone piste da seguire, chiama a intervenire anche l’altro Montalbano, quello ben più famoso della serie televisiva. Il commissario è dunque costretto a ingaggiare un duello con il suo doppio e anche con Camilleri stesso. Che interviene in pagina con fax e telefonate, vuole influenzare le indagini, fare le cose a modo suo. Salvo l’accusa di cercare l’americanata, il colpo a effetto. Ma la realtà è ben diversa dalla fiction. Una situazione paradossale, sembra di leggere Pirandello, non a caso conterraneo di Camilleri e suo autore prediletto. Da romanzo, Riccardino si trasforma in metaromanzo «dove il commissario dialoga con me e anche con il suo alter ego, quello della tv, più giovane e prestante di lui. Ed ecco perché, ogni tanto, gli sale ‘na violenta botta di nirbùso...».
Lo raccontava cosi il maestro il suo ultimo giallo. Ultimo non di scrittura, visto che la prima versione è addirittura del 2005 e la seconda riveduta e corretta soprattutto nella lingua, di undici anni dopo. Ma ultimo di pubblicazione, perché così Camilleri aveva deciso di comune accordo con Elvira Sellerio, l’editrice che lo aveva scoperto e convinto a proseguire nella “serialità” perché quel personaggio funzionava. Eccome se funzionava.
«Finirà Montalbano. quando finisco io, solo allora uscirà l’ultimo libro» diceva Camilleri. Che aveva deciso da tempo di far invecchiare il suo commissario e di non liberarsene con un colpo di pistola, magari in un conflitto a fuoco con qualche malacarne di paese. Una questione squisitamente scaramantica, per non finire come i suoi amici Jean-Claude Izzo e Manuel Vàzquez Montàlban, morti prima dei loro personaggi. E cosi nel 2020, un anno dopo la scomparsa dello scrittore di Porto Empedocle, la casa editrice Sellerio ha pubblicato Riccardino, anzi due versioni del romanzo.
Quella definitiva e un’edizione speciale con i due testi a confronto con una nota di Salvatore Silvano Nigro, professore di letteratura italiana e autore di tutti i risvolti di copertina di Camilleri, che spiega il passaggio da lingua “bastarda” a lingua inventata: «Il vigatese è una lingua d’invenzione, viva e fantastica che, con il sostegno dei lettori, si è evoluta negli anni - spiega Nigro - La sua trama fonica è sempre più diventata un sistema coerente e coeso, con un dialetto che arriva a infiltrare fantasticamente l’italiano». Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni.
Domani, per festeggiare il “compleanno” dell’autore che sarebbe caduto ai primi di settembre, Repubblica propone in edicola proprio Riccardino, il romanzo postumo del grande maestro siciliano, al prezzo di 11.90 euro. Un libro da leggere assolutamente, con un colpo di coda a sorpresa di Montalbano che risolverà brillantemente il caso e si congederà definitivamente. e non senza commozione, dai suoi tantissimi lettori.
Lucio Luca
 
 

Lucca Classica, 27.8.2021
Dante 700 – Concerto | Come a nessun toccasse altro la mente…
21:15 | 22:45
Auditorium Istituto Musicale Boccherini
Intelletto d'amore (e altre bugie)

Costruito in occasione dell’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante (1721-2021), “Intelletto d’amore (e altre bugie)” è un progetto del violoncellista Michele Marco Rossi nato dall’incontro con il celebre scrittore Andrea Camilleri. A 93 anni, appena un mese prima della sua scomparsa, Andrea Camilleri ha incontrato il poliedrico violoncellista per una conversazione e un confronto sui temi dell’amore, indagato a partire dalla poetica Dantesca per poi svilupparsi in molteplici direzioni. Questa conversazione inedita con lo scrittore viene portata ora sul palcoscenico. La voce di Camilleri è la guida del concerto che, attraverso quattro commissioni a quattro compositori, musica antica, musica vocale e la musica elettronica di Paolo Aralla, approfondisce il tema dell’amore nelle sue sfumature e contraddizioni. Il programma si articola in quattro fasi, quattro manifestazioni estreme del sentimento amoroso, che sottolineano l’irrazionalità e il carattere indecifrabile dell’amore: Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa. La voce di Andrea Camilleri si intreccia e si alterna alla voce del violoncello di Michele Marco Rossi e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo, ponendo una domanda fondamentale: può esistere un “Intelletto d’amore”?

Michele Marco Rossi, violoncello
Paolo Aralla, elettronica
Andrea Camilleri, voce
Musiche di P. Aralla, H. von Bingen, M. Marais, V. Montalti, P. Corrado, Anonimo Medievale, N. Baba, M. Franceschini, F. De Andrè.
COPRODUZIONE DELL’ ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA, ASSOCIAZIONE BARATTELLI, ASSOCIAZIONE APPASSIONATA MACERATA, FONDAZIONE I TEATRI REGGIO EMILIA , FONDAZIONE PERUGIA MUSICA CLASSICA, UNIONE MUSICALE ONLUS.
 
 

SardegnaDies, 28.8.2021
Florinas in Giallo omaggia Andrea Camilleri
Questa sera (sabato) il reading “Una vita a scartamento ridotto” di Gerardo Ferrara e Andrea Deiana

CamillFlorinas. La prima sezione (“A balla sola”) del festival letterario “Florinas in Giallo” si conclude sabato 28 agosto alle 21 in Piazza del Popolo con il reading di Gerardo Ferrara (voce narrante) e Andrea Deiana (voce, chitarra, fisarmonica) “Una vita a scartamento ridotto. Omaggio ad Andrea Camilleri”, che prende le mosse dal primo capitolo del “Il casellante”, romanzo della Trilogia della metamorfosi (“Maruzza Musumeci” e “Il sonaglio” gli altri due titoli) del maestro siciliano. Il reading è una produzione dell’Ente concerti Sardegna.
Ferrara e Deiana portano in scena un elogio alla lentezza, un viaggio, “a scartamento ridotto”, sui binari dei rapporti umani, alla ricerca di una dimensione più intima, raccolta, in cui si cerca ancora il tempo dell’incontro, della relazione, dello scambio.
Il reading, e il romanzo di Camilleri, riflettono sull’importanza di vivere l’attimo, come racconta lo scrittore: «I passiggeri cchiù picciotti avivano il tempo di spogliarisi, il costumi l’avivano già mittuto al posto delle mutanne, farisi un bagno viloce a mari e riagguantare novamenti il treno»
Protagonista del racconto è il viaggio, il concetto dilatato di tempo, il senso di comunità che i passeggeri, sempre gli stessi, hanno tra loro. Ma protagonista è anche il potere, la sostituzione dei casellanti vicini al regime negli anni ’30. Da queste e altre tematiche si dipana la riflessione di Camilleri, su fascismi vecchi e nuovi, sul sociale, su sfruttati e sfruttatori. Citando un romanzo di Sciascia il maestro soleva dire “Cu tuttu ca’ sugnu orbu la viu nivura”, con evidente riferimento al presente e alle sue brutture.
“Una vita a scartamento ridotto – Omaggio ad Andrea Camilleri” prende le mosse dal primo capitolo del “Il casellante, in cui viene raccontato in particolare il mondo femminile. A questo proposito come non ricordare l’importanza delle casellanti ancora oggi in Sardegna. Guidati dal racconto, scopriremo paesaggi “a ripa di mare”, incontreremo il fratello di Luigi Pirandello e ascolteremo le riflessioni del giornalista americano Herbert Matthews. Ascolteremo anche suoni antichi, canti di carrettieri e di mietitori, musica che racconta la vita semplice di un tempo sospeso.
 
 

Quotidiano Nazionale, 29.8.2021
Cesare Bocci: "Mimì Augello sono. Ma solo sul set. E con Montalbano spaghetti a colazione"
L’attore che ha raggiunto il successo interpretando il braccio destro del Commissario: "Se seducessi come lui sarei già fuori casa". "Quando a 'Ballando con le stelle' mi trovai davanti mia moglie, mi andò il sangue alla testa. Invece lo voleva lei e fu commovente"

Cesare Bocci è il Mimì Augello di Montalbano, è il vincitore di Ballando con le stelle, è il nostro Virgilio in Viaggio nella grande bellezza su Canale 5. Ora è nella Repubblica Ceca per girare un film sul campo di concentramento di Theresienstadt.
[...]
Facciamo un salto di parecchi anni. Come arrivò a Montalbano?
"In quel periodo vedevo mia moglie che leggeva un libro e rideva. Quando lo finì me lo passò. Dopo poche pagine le dissi: ‘Non ci capisco niente’. Ma lei mi incoraggiò a proseguire. Era uno dei primi Montalbano. Lo divorai in una notte e pensai: ‘Sarebbe perfetto per una fiction’. Il mattino seguente mi chiamò la mia agente, mi disse che mi cercavano per un provino in un poliziesco. Che genere di poliziesco?, chiesi. Montalban, rispose lei. Pensai che si riferisse allo scrittore spagnolo Manuel Vazquez Montalban, ma mi sembrava poco adatto all’Italia. ‘Sei sicura? Non è Montalbano?’ Era così. Una coincidenza straordinaria".
Il suo personaggio è un donnaiolo impenitente...
"Lui è un professionista della seduzione, è malato. Se fossi come lui mi troverei fuori casa dopo tre secondi".
Mi racconta un aneddoto divertente sul set?
"Giravamo sempre molto presto, eravamo sul set alle 8. Quel giorno dovevamo girare una scena al ristorante. Prima del ciak diciamo al regista, Alberto Sironi: ‘Guarda che noi mangiamo per finta, sono le 9 del mattino!’ Ma Sironi alza la voce: ‘dovete mangiare davvero!’ Insomma arrivano due piatti di spaghetti alle vongole. Io e Luca diamo una forchettata, ma piccola piccola, giusto per la scena. Di solito in scena il cibo è sempre pessimo, stavolta invece assaggiamo gli spaghetti ed erano ottimi. Così divoriamo tutto il piatto e, siccome bisogna ripetere la scena, ne ordiniamo un secondo".
Un altro ricordo?
"Quando è morto Marcello Pennacchio, che interpretava il medico legale Pasquano, Sironi voleva rendergli omaggio. Così ha scritto di suo pugno una scena. Siamo nella stanza del commissario, si apre la porta, ed entra Sironi stesso nelle vesti del cameriere con un gran vassoio di cannoli, il cibo preferito da Pasquano. Noi tutti li mangiamo e facciamo un brindisi in suo onore".
Come era il vostro rapporto con Camilleri?
"Non lo vedevamo spesso. Ma ogni tanto capitava di incontrarlo a pranzo, o sul set. Quando gli facevi una domanda, non rispondeva subito. Lasciava passare qualche secondo e poi cominciava a raccontare in un modo così coinvolgente, con dei tempi così perfetti.... Magari noi attori avessimo i suoi tempi".
All’inizio vi aspettavate un simile successo?
"Per niente. E non sapevamo quanto sarebbe potuto durare. Qualche anno fa mi trovai a una cena organizzata dalla Rai con i responsabili delle tv straniere che avevano comprato Montalbano. Al mio tavolo c’erano i rappresentanti della tv giapponese, della Bbc, dell’America, dell’Australia, ma quello che mi stupì di più è che c’era anche un manager della tv vietnamita".
[...]
Piero Degli Antoni
 
 

Senigallia Notizie, 30.8.2021
A Senigallia “Dei delitti e delle fonti”
Partirà il 17 settembre un nuovo appuntamento organizzato dalla Fondazione Rosellini e dal Comune dedicato alle fonti del giallo.

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Venerdì 1 ottobre la Piccola Fenice ospiterà l’iniziativa dedicata ad Andrea Camilleri, il grande scrittore siciliano scomparso nel 2019 dalla cui penna è nato il mitico personaggio del commissario Montalbano. Silvano Salvatore Nigro, saggista e critico letterario, Patrizia Severi, curatrice dell’archivio di Andrea Camilleri e Federico Valacchi, docente presso l’Università di Macerata, svilupperanno il tema dell’archivio e delle fonti al servizio del romanzo di Andrea Camilleri.
[...]
Comune di Senigallia
 
 

La Repubblica (ed. di Roma), 30.8.2021
Musica

Accademia Filarmonica Romana - Sala Casella
Via Flaminia 118 06/3201752
Giovedì 2 Intelletto d'amore (e altre bugie) con Michele Marco Rossi violoncello, Paolo Aralla elettronica e regia del suono, Andrea Camilleri voce registrata.
[…]
 
 

Social Periodico, 31.8.2021
Quanto vale il francobollo con Andrea Camilleri? Pazzesco, ecco la risposta
[Titolo un po' troppo ad effetto, NdCFC]

La filatelia, ossia la raccolta, lo studio e la collezione di francobolli è tornata in auge con la diffusione del web che ha senz’altro contribuito ad unire appassionati di tutto il mondo, che oggi possono confrontarsi senza problemi per scambiarsi opinioni oppure per organizzare scambi. Esattamente come per la numismatica quello che intriga i collezionisti è anche l’aspetto storico/culturale che alcuni di questi esemplari possono vantare: i francobolli, nati per “anticipare la tassa postale”, ha nel corso del tempo assunto connotati più profondi e sono molti i personaggi omaggiati proprio con un pezzo filatelico del genere.
Il francobollo Andrea Camilleri
Nel 2019 è venuto a mancare uno dei più talentuosi e prolifici scrittori italiani del nostro tempo, che ha saputo farsi apprezzare in diversi campi artistici, come scrittore, regista, sceneggiatore e drammaturgo. A lui si deve il rilancio letterario del nostro paese, dovuto sopratutto alla creazione di numerosi gialli, il più famoso è probabilmente Il Commissario Montalbano che ha ispirato la serie televisiva, dove il protagonista è interpretato da Luca Zingaretti. Nel corso del 2021 Il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di omaggiare una personalità come lo scrittore siciliano con un francobollo, in maniera non dissimile a quello realizzato per omaggiare Gigi Proietti. Esattamente come per quest’ultimo, il Ministero, con la collaborazione di Poste Italiane ha realizzato un esemplare che reca l’effige di Camilleri, dal valore di 1,10 euro.
Quanto vale?
Sviluppato in 200mila esemplari, distribuito sia in pezzi singoli che in “fogli”, questo francobollo presenta una forma verticale. ed è disponibile anche in una speciale edizione denominata Folder in formato A4 a 3 ante, contenente 1 cartolina, 1 francobollo, 1 busta personalizzata e 1 quartina di francobolli, è un pezzo che è destinato a salire di valore nel corso degli anni: attraverso la rete è già possibile trovarlo a prezzi sensibilmente maggiori, nonostante l’emissione sia molto recente (è stato presentato lo scorso 30 giugno). In pochi anni un esemplare di francobollo Andrea Camilleri potrebbe valere cifre molto interessanti.
Vincenzo Galletta
 
 

Il Corriere di Roma, 8.2021
Ricordando Andrea Camilleri
Varie sono state le manifestazioni collegate al ricordo del grande scrittore siciliano

Il 17 luglio 2019 ci lasciava Andrea Camilleri senza dubbio uno degli scrittori più importanti, più amati e più letti negli anni a cavallo tra la fine del ‘900 e i primi 20 anni degli anni 2000. In realtà una considerazione cronologica limitante considerato che le sue opere letterarie e le riduzioni televisive o cinematografiche continuano e a riscuotere successo, interesse, e passione e certamente sarà così anche negli anni a seguire.
Varie sono state le manifestazioni collegate al ricordo del grande scrittore siciliano e certamente una in particolare si è distinta sia per la localizzazione geografica che per i contenuti trattati. Parliamo delle iniziative che hanno visto come relatore principale il prof. Giuseppe Fabiano, psicoterapeuta, docente universitario e autore del libro “Nel segno di Andrea Camilleri” edito da Franco Angeli, che, in questi incontri, ha voluto ricordare Andrea Camilleri ed anche Alberto Sironi, regista della fortunata serie televisiva del Commissario Montalbano.
Cinque sono stati gli eventi, di cui tre in Puglia e due in Calabria e ognuno caratterizzato sia delle tematiche trattate, sempre centrate sull’opera di Camilleri, ma diversificate e specifiche con approfondimenti, anche originali, grazie al contributo dei partecipanti agli incontri.
Il primo evento si è svolto presso la Biblioteca Comunale di Gallipoli proprio il 17 luglio in coincidenza con la data della scomparsa di Camilleri. Ad introdurre l’incontro è stato il Prof. Alcino Siculella dell’Università del Salento e tale iniziativa ha voluto commemorare l’autore siciliano e la sua capacità di lettura dell’animo umano per come sapientemente traspare nei suoi libri.
Un secondo evento si è tenuto in una cornice decisamente particolare, quella della “Casa per la Vita - Artemide” di Racale in cui Fabiano, presentato dal Dott. Spennato, sociologo, ha incontrato ospiti e operatori della struttura che accoglie persone con pregresse problematiche psicopatologiche andando a sviluppare con loro il senso della narrazione e di come l’esperienza di riammissione nella comunità civile grazie all’impegno degli operatori della struttura, anche con iniziative artistiche, abbia ridato loro quella “identità narrativa” di cui parla il filosofo Paul Ricoeur.
Il terzo evento pugliese si è tenuto presso lo storico e famoso “Lido San Giovanni” di Gallipoli che da sempre negli anni è cornice culturale, ospitando scrittori, filosofi, artisti ecc. oltre che punto di riferimento vacanziero. L’incontro è stato condotto dal giornalista Massimo Barbano ed ha spaziato sia sugli aspetti narrativi di Camilleri che sul suo carattere accogliente, riflessivo, disponibile, attento e curioso.
Gli ultimi due eventi si sono svolti in Calabria: il primo presso il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia (Capitale Italiana del libro 2021) e sono stati coordinati dalla direttrice del Museo dott.ssa Adele Bonofiglio e dal giornalista Maurizio Bonanno. In questa occasione Fabiano ha sottolineato l’importanza della memoria e della conoscenza della Storia desumibile dalle opere di Camilleri, soprattutto per gli insegnamenti che gli eventi del passato possono fornire nella lettura del presente e nella costruzione del futuro.
Ultima iniziativa a Marcellinara (cittadina vicino Catanzaro premiata come Città che legge 2021) dove si è approfondito il tema dell’impegno sociale di Camilleri desumibile dai suoi libri ma anche dalle interviste rilasciate ai media nazionali. L’evento è stato introdotto dal Sindaco, Vittorio Scerbo, dalla psicoterapeuta Sonia Arturi, dall’avv. Antonio Vero e si è arricchito della testimonianza di suor Giulia Leone, quotidianamente impegnata nell’aiuto a donne e bambini vittime di violenza.
Giulio Picchia
 
 

 


 
Last modified Tuesday, September, 07, 2021