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RASSEGNA STAMPA

NOVEMBRE 2021

 
Star Tribune, 1.11.2021
Books
Review: 'Riccardino', by Andrea Camilleri, translated from the Spanish [Sic!, NdCFC] by Stephen Sartarelli
Tuesday Read: Montalbano says farewell in the lovably quirky novel 'Riccardino'

Can you imagine Agatha Christie writing herself into her final Hercule Poirot novel to discuss the detective's case with him as it unfolds? Neither can I. And indeed, Christie maintained her omniscient aloofness throughout Poirot's swan song, "Curtain," which came out a few months before her death in 1976.
Andrea Camilleri, who died in 2019 at age 93, was prolific, but the Italian novelist was no Dame Agatha. His plots hold their share of surprises, and the little gray cells of his protagonist, Inspector Salvo Montalbano, work just fine. But Montalbano owes his success less to brain power than to his idiosyncratic approach to police procedure, which combines integrity and chicanery in roughly equal measure.
Unlike his colleagues in the fictional Sicilian town of Vigata, Montalbano does not take bribes, bend under pressure from politicians or priests, or kowtow to the mafia; but he will cut corners, tell lies, disobey orders and make himself scarce as needed to thwart outside meddling.
Yet Camilleri answered to the same impulse that led Christie to write "Curtain": to give a proper send off to such a reliable and valued protagonist. And as a man of the theater who directed plays by the likes of Pirandello and Beckett, Camilleri was no stranger to unorthodoxy. Hence his decision to insinuate himself into "Riccardino" as "Author," who periodically bickers with his own creation, Montalbano, about where the story is going and how the case should be solved.
That case is tantalizing. Early one morning the inspector is awakened by a phone call from a man who identifies himself as Riccardino and chides his listener for being late for their appointment, which was set for right now. Montalbano gets rid of the guy by saying he's on his way, hangs up, and goes back to sleep. When Montalbano is assigned a new murder case later that same day, he discovers that the victim is Riccardo Lopresti, known as Riccardino, who was shot dead at the rendezvous site shortly after dialing the inspector's number, presumably by mistake.
Montalbano soon learns another strange fact about Riccardino. He made cuckolds of his three best friends, who knew of and tolerated their wives' infidelities with him. Same with Riccardino's own wife, who also knew but looked the other way. Untangling this knot of extraordinary tolerances, Montalbano intuits, is essential to finding out who killed Riccardino and why.
Dennis Drabelle, Washington Post
 
 

regio7, 3.11.2021
Edicions 62 publicarà els tres títols d'Andrea Camilleri que tanquen la sèrie del comissari Montalbano
L'avantpenúltim cas de l'investigador sicilià arriba a les llibreries el 4 de novembre traduït al català per Pau Vidal

Barcelona. Edicions 62 publicarà entre aquest any i el 2022 els tres títols de l'autor italià Andrea Camilleri que tanquen la popular sèrie negra del comissari sicilià Salvo Montalbano. El primer dels tres, 'El mètode Catalanotti', arriba a les llibreries aquest dijous 4 de novembre, traduït al català, com ha estat habitual a la sèrie, per Pau Vidal.
Camilleri, que va morir el 2019, hi fa un "apassionat i merescut homenatge" a "una de les grans passions de la seva vida: el teatre", segons indiquen des de l'editorial. Es tracta, afegeixen, d'un "misteri apassionant amb regust teatral". Els altres dos títols es publicaran l'any vinent.
 
 

Corriere di Malta, 3.11.2021
Malta Book Festival: al via la prestigiosa cinque giorni dedicata alla celebrazione del libro

Al via oggi, mercoledì 3 novembre e fino a domenica 7 novembre “Malta Book Festival”, la più importante e prestigiosa manifestazione dedicata alla celebrazione del libro che si tiene ogni anno al Malta Fairs and Conventions Centre (MFCC) di Ta’ Qali, un consolidato punto di riferimento per molti visitatori, anche tra i più piccoli.
Per cinque giorni, editori, venditori di libri e autori si riuniranno sotto lo stesso tetto per presentare, promuovere e vendere i libri al pubblico, ma non solo.
Il programma di attività culturali comprende infatti oltre 70 eventi rivolti a bambini, famiglie, professionisti dell’editoria e pubblico in generale.
Tra i numerosi partecipanti, sarà presente anche un intero stand dedicato all’Istituto Italiano di Cultura: «siamo molto felici di partecipare con un nostro stand, dove potrete trovare libri in italiano da acquistare, volumi speciali dalla biblioteca dell’Istituto da consultare e poi tutta una serie di giochi, brochure, questionari e sorteggi premio che abbiamo pensato per i visitatori e le visitatrici dello stand» afferma la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Serena Alessi.
Numerosi anche gli eventi organizzati dall’Istituto in concomitanza dei cinque giorni della manifestazione.
[...]
Venerdì 5, alle ore 17:00 la traduttrice Antoinette Borg e l’autore di romanzi polizieschi in lingua maltese John A. Bonellosi, parleranno del lancio della traduzione in maltese del primo dei romanzi di Andrea Camilleri della serie del commissario Montalbano “La forma dell’acqua (Il-Forma Tal-Ilma)”.
[...]
 
 

Bath Chronicle, 4.11.2021
Riccardino
By Andrea Camilleri, Mantle, £16.99 (ebook £8.99)

Andrea Camilleri asked for Riccardino, the 28th and final chapter of his Inspector Montalbano series, to be locked away until he died. The Italian author died in 2019, and in his final hurrah the quirky Sicilian detective tracks down an assassin whose victim had somehow misdialled Montalbano's number hours earlier - who he really meant to call is key to unravelling the truth, and here Montalbano is assisted by Camilleri as he inserts himself in the narrative. While the case is intriguing and shot through with dark humour, the metafiction approach does not work altogether and derails the tale towards the end.
 
 

Oggi, 4.11.2021
«Il vero Montalbano era mio nonno»
«Si chiamava Carmelo, fu funzionario di polizia negli anni 20 e finì al confino per la sua incorruttibilità», ci dice Stefania, che era cugina dello scrittore

Anni di confino direttamente da Mussolini, per il suo rifiuto di insabbiare un'inchiesta in cui erano coinvolti dei fascisti nell'attentato al re a Milano del 1928. Dopo un anno e mezzo la pena gli venne condonata ma il nonno, che era anche un avvocato, rifiutò incarichi di ripiego, usando la sua professione per difendere i diritti dei più deboli, fino a salvare molte famiglie ebree nella Roma occupata dai nazisti. Reintegrato nel servizio nel dopoguerra, diventò giornalista ed editore della rivista del corpo di Polizia, Ordine Pubblico, impegnandosi per creare un sindacato dei poliziotti, all'epoca privi di ogni tutela legale».
In che modo Andrea Camilleri si ispirò a suo nonno?
«Quando era ancora uno studente, credo di scenografia [di regia, NdCFC], Andrea a Roma fu ospite per qualche mese di nonno Carmelo. Ebbe così modo di conoscere la sua storia e deve esserne rimasto colpito profondamente, se in seguito, rispolverando i ricordi giovanili, creò il commissario Montalbano ispirandosi a lui». [in parte, NdCFC]
Quali sono i punti in comune tra Montalbano e Carmelo Camilleri?
«Tralasciando la statura morale ineguagliabile di mio nonno, Montalbano ha qualche analogia con lui, come il senso innato della giustizia e la passione per la buona tavola. Se Montalbano adora gli arancini di riso, nonno Bebé era talmente goloso da conservare in cassaforte la cassata alla siciliana rimasta dal pranzo, nel timore che qualcuno potesse portargliela via. Ma forse mi riesce più facile notare le loro diversità».



Per esempio?
«Montalbano tradisce la storica fidanzata, mentre il nonno fu un marito esemplare, innamoratissimo della moglie, con la quale nessuno lo sentì mai litigare. Inoltre la fede è un elemento estraneo a Montalbano, mentre il nonno fu un fervente cattolico. Devoto a Padre Pio, lo difese nel suo tormentato rapporto con la Chiesa negli Anni 40 e riuscì a scongiurare il suo allontanamento dal convento di San Giovanni Rotondo, con l'appoggio del Generale Emilio De Bono, allora capo della Polizia di Stato. E al frate con le stimmate il nonno dedicò nel 1952 un libro, Padre Pio di Pietrelcina: nella vita, nel mistero, nei prodigi, che fu subito messo all'indice».
Insomma tra nonno Bebé e Montalbano c'è una bella differenza.
«Non tutti possono essere eroi e, comunque, mi fa piacere che il nonno abbia ispirato un personaggio tanto amato dalla gente».
Come giudica le opere di Andrea Camilleri?
«Non mi va di esprimere giudizi, ma Andrea Camilleri ha certamente il merito avere sdoganato gialli e thriller dal cliché di un genere letterario "minore" e di avere inventato uno stile e un linguaggio particolari, a sostegno di un importante fenomeno culturale. Ovviamente ha avuto anche dei detrattori, come il critico Massimo Onofri, del quale, storpiandone il nome, si vendicò creando un personaggio odioso, "Minimo" Onofri presente nel suo romanzo II nipote del Negus».
Stefania, le piace Luca Zingaretti nei panni di suo nonno?
«Zingaretti è un bravissimo attore e ha compiuto grandi sforzi per esprimersi in dialetto siciliano, ma mio nonno era decisamente più alto e più bello!».
Insomma, nonno Bebé resta unico e inarrivabile?
«Assolutamente sì: basta guardarlo».


Carmelo Camilleri in un ritratto del 1942

Matilde Amorosi
 
 

QuiNewsValdera, 4.11.2021
Storie di ordinaria umanità  - il Blog di Nicolò Stella
Non ti sei perso nulla
[Solo leggendo fino in fondo l'articolo si capisce come mai l'Autore sia così mal disposto nei confronti del Sommo: era un carabiniere, ed è geloso del fatto che Montalbano sia un poliziotto. Peccato che non abbia letto nulla per principio, altrimenti avrebbe avuto modo di poter capire alcune cose che lo turbano e, magari, di potersi ricredere, NdCFC]

Nel primo capitolo del libro di Italo Calvino: “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, l'autore elenca una serie di libri che possono anche non essere letti o che hai deciso di non leggere, ma che continuano a guardarti accigliati dagli scaffali delle librerie, cercando d'intimidirti.
Un autore che mi ha sempre tentato senza riuscirci, è Andrea Camilleri. Non ho mai acquistato un suo libro, né mai mi sono sognato di leggerne uno. Soprattutto non ho mai letto i libri di quel Commissario di polizia, che negli sceneggiati televisivi parla un pessimo siciliano, vive in una città  che non esiste, e in ventidue anni non ha mai progredito nella carriera. Tanto che il più scalcagnato collega del suo corso è già Vice Questore, mentre Lui è rimasto Commissario.
Nei miei radi passaggi in libreria non mi sono mai fatto mettere in soggezione dai libri di Camilleri che a volte hanno riempito le vetrine. Io ho sempre ritenuto di potere farne a meno. Li ho sempre classificati fra i libri già  letti senza nemmeno bisogno di comprarli. Appartengono alla categoria del già  letto prima ancora di averli acquistati. Questa mia ritrosia a leggere Camilleri mi ha fatto sentire in debito col mio corregionale.
Dopo la sua morte, una mattina di un piovoso giugno, prendo un treno “regionale veloce” e mi reco in Roma. Stazione Ostiense. Scendo dal treno e mi avvio verso la Piramide di Caio Cestio, la supero, sono già  le nove e il cimitero acattolico ha aperto da poco. Entro e subito mi richiama “L'Angelo del dolore”, la scultura più bella e più famosa del cimitero. Cerco il custode e prima ancora di potergli chiedere l'informazione, mi invita a soffermarmi presso la tomba di Antonio Gramsci e anche presso quella di Carlo Emilio Gadda, poi con il dito mi mostra le tombe di Arnaldo Foà  e Emilio Lussu.
Gli dico che abito in provincia di Pisa, e che ho intenzione di rientrare in mattinata. A questo punto mi indica la tomba di Bruno Pontecorvo. Finalmente ho modo di potergli dire il vero motivo della mia visita: “dove si trova la tomba di Andrea Camilleri?” Mi consegna un foglio, una specie di depliant con la pianta del cimitero e la traccia: terza zona, riquadro 1, fila 1. Seguendo l'indicazione del pieghevole, mi ritrovo davanti a un sepolcro semplice: Andrea Camilleri Porto Empedocle 6-7-1925, Roma 17-7-2019.
Mi rendo conto che è coetaneo di mio padre. Osservo la presenza di numerosi fiori freschi e anche di pacchetti di sigarette. Sotto un mucchio di fiori rossi un libro, reso vecchio dalle intemperie: “Il birraio di Preston”. Come un colloquio a due inizio a riflettere e a domandare il perché non avesse una particolare considerazione dell'Arma dei Carabinieri se è vero come è vero che si è dedicato anima e corpo al suo Commissario di polizia. Forse perché il Commissario poteva permettersi di lasciare la fidanzata per telefono, e concedersi altre libertà  che non ha un Carabiniere quali: abitare in una casa costruita sulla spiaggia, in zona sismica, sicuramente abusiva, mai sanata e non iscritta al catasto; circondarsi di colleghi con improbabili accenti siciliani e comportamenti da caratteristi di avanspettacolo.
Come mai hai preferito un Commissario al classico Maresciallo dei Carabinieri presente in tutte le città  e paesini, soprattutto del sud Italia? Non ti ha convinto neanche Leonardo Sciascia nel descrivere il Capitano Bellodi ne “Il giorno della civetta”: il continentale, ex partigiano. Un democratico che crede fermamente nella giustizia, buon osservatore ancorché astuto e ambizioso che tuttavia non ha capito la Sicilia, né la Sicilia ha capito lui. Così come non hanno persuaso Camilleri le azioni del maldestro, coraggioso e contraddittorio capitano dei carabinieri Emiliano Mercalli di Saint Just nei romanzi di Giancarlo De Cataldo. Investigatore chiamato a indagare in una Torino progressista e reazionaria, su efferati uccisioni, opera di uno sfuggente criminale che somiglia a un diavolo.
Perfino Carlo Lucarelli, un altro che preferisce gli ispettori ai marescialli, ha descritto le qualità  investigative del Capitano Colaprico, che indaga con il carabiniere Ogbà  nella colonia italiana in Eritrea. Pietro Valpreda ha raccontato del maresciallo Binda e delle sue indagini nella Milano, fra affaristi e bande armate. C'è poi un'altra figura avvincente, quella del maresciallo Santovito e dei delitti avvenuti sull'appennino tosco emiliano durante la guerra civile italiana. L'ha ben descritta Francesco Guccini, un corazziere dei carabinieri mancato “perché aveva altre cose per la testa”; Per non parlare poi del successo ottenuto da “I racconti del maresciallo” di Mario Soldati e del suo personaggio, il maresciallo dei carabinieri Gigi Arnaudi: un investigatore amico dell'autore, una sorte di antieroe che interviene e arresta i malviventi solo quando non può farne a meno e sempre controvoglia.
Alla lista elencata là  davanti alla tomba di Camilleri, non poteva mancare il mio preferito, Giancarlo Carofiglio col suo maresciallo Pietro Fenoglio, con le sue versioni e le sue mutevoli verità . Terminerei l'elenco, con i nostri marescialli locali: il Maresciallo Binario nel romanzo “La terapia celata” di Walter Mangini, e il Maresciallo Meteora nel racconto fumetto “L'intrigo Gamboni” di Paolo Costagli e Massimo Bernacchi. Con tutti questi marescialli e carabinieri a disposizione tu Camilleri potevi inventarne uno tutto tuo. Ma hai preferito un Commissario che io ho sempre rifiutato di leggere. Mentre mi stavo congedando il mio sguardo si è posato su un “pizzino” giallo o come si chiama adesso, un post-it attaccato sulla tomba. Emanava un forte odore di Philip Morris. Con una antica grafia in corsivo, sopra c'era scritto: “Non ti sei perso nulla”.
Nicolò Stella
Nato in Sicilia si è trasferito a Pontedera a 26 anni e ha diretto la Stazione Carabinieri per 27 anni. Per sei anni ha svolto la funzione di pubblico ministero d'udienza presso la sezione distaccata di Pontedera del Tribunale di Pisa. Ora fa il nonno e si dedica alla lettura dei libri che non ha avuto tempo di leggere in questi anni.

 
 

Il Foglio, 4.11.2021
Piccola posta
Le motivazioni di Puzzer sono cretine, ma il divieto a Roma è insopportabile
Vi ricordate: "Non sono d’accordo con te, ma darei la vita…"? La vita è roba grossa: ma l'esclusione dalla capitale per l'ex portuale, per aver attuato una pacifica manifestazione senza preavviso – e non "non autorizzata" – è uno spropositato arbitrio

Stavo rileggendo “La prima indagine di Montalbano”, tre romanzi brevi di Camilleri appena ripubblicati da Sellerio. Sono arrivato a pagina 321, dove Montalbano passando davanti al municipio di Montelusa vede una scena stramma: un signore cinquantino, distinto, cappotto, fasciacollo, cappello e guanti, che tiene alto un cartello di compensato sul quale c’è scritto: “mafiosi e cornuti”. Un vigile agitato gli sta dicendo qualichi cosa. Fa freddo, la gente passa e va. Montalbano si avvicina e riconosce il geometra Giuseppe Farruggia. “Si sciolga! Non glielo ripeto più. Si sciolga!”, stava intimando il vigile. “Ma perché?”. “Perché si tratta di manifestazione non autorizzata! Si sciolga!”. “Non ce la faccio a sciogliermi da solo. Con questa temperatura, casomai, solidifico”. Vai pure, dice Montalbano al vigile, e poi ci mette picca e nenti per convincere il geometra ad abbandonare momentaneamente la protesta e a rifocillarsi in un café vicino. E così via.
Quanto sopra per salutare Andrea Camilleri, che è sempre un piacere, e, con l’occasione, per certificare che il foglio di via inflitto dalla Questura romana con il divieto di soggiorno a Roma per un anno nei confronti del portuale (ex?) Stefano Ciccio Puzzer, è una misura insopportabile. [...]
Adriano Sofri
 
 

Telkáč, 5.11.2021
Komisár Montalbano - V zrcadlovém bludišti
Il commissario Montalbano
CSFD.cz

Dĺžka: 115 minút
Rok: 2013
Réžia: Alberto Sironi
Rok: 1999
Réžia: Alberto Sironi
Napísal: Francesco Bruni, Andrea Camilleri
Hrajú: Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Andrea Renzi, Angelo Russo
Obsah: Vyšetřování krádeže v supermarketu vlastněném mafiánskou rodinou zavede Montalbana až do vyšších pater politiky. Viníka bude potřeba lovit jako vzácnou rybu a komisař k tomu použije velmi nekonvenč udičku. Nadřízení se vztekají, média provokují, ale Montalbano nehledí napravo ani nalevo. Hlavní je přece vyřešit případ, zvlášť když mrtví přibývají.

Il commissario Montalbano - Il gioco degli specchi
Contenuto: un'indagine sul furto di un supermercato effettivamente di proprietà di una famiglia mafiosa porterà Montalbano ai vertici della politica. Il colpevole dovrà essere pescato come un pesce raro e il commissario utilizzerà una canna molto anticonvenzionale. I vertici si arrabbiano, i media provocano, ma Montalbano non guarda né a destra né a sinistra. L'importante è risolvere il caso, soprattutto quando i morti aumentano.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

iDNES, 5.11.2021
Komisař Montalbano
7. 11. 2021, 0:10 O1

Seriál It. (2011)
skryté titulky
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, C. Vertovaová, M. Perracchio, A. Russo
Doba pochybností. Krimiseriál It. (2011). Noční bouřka přinesla komisaři Montalbanovi nejen těžké sny, ale i nový případ - zohavenou mrtvolu nalezenou na širém moři. A k tomu jedno tajemné setkání. (103 min)
Další díly
11. 11. 2021, 23:20 O1 Komisař Montalbano
14. 11. 2021, 0:05 O1 Komisař Montalbano
18. 11. 2021, 23:35 O1 Komisař Montalbano

Il commissario Montalbano - L'età del dubbio
La tempesta notturna ha portato al commissario Montalbano non solo sogni difficili, ma anche un nuovo caso: un cadavere mutilato trovato in alto mare. E un incontro misterioso.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

La Stampa - Tuttolibri, 6.11.2021
LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO
AUTORE: ANDREA CAMILLERI
EDITORE: SELLERIO
GENERE: GIALLI
PAGINE: 424
PREZZO: 15 €
Al giovane Montalbano mancava il mare voleva sentire le labbra “tanticchia” salate
Nella sua prima indagine il commissario viene trasferito dalla montagnosa Mascalippa all’amata Vigàta. Un prequel scritto nel 2004 (dopo il successo e la serie tv) che torna in libreria con altri due romanzi brevi

La vera Sicilia, sostiene il commissario Montalbano, quella che gli fa piacere guardare, «era proprio quella Sicilia arsa e riarsa, gialla e marrò, indovi tanticchia di virdi testardo arrisaltava sparato come una cannonata, indovi i dadi bianchi delle casuzze in bilico sulle colline pariva dovissiro sciddricare abbascio a una passata più forte di vento, indovi persino alle lucertole e alle serpi alla controra gli veniva a fagliare la gana d’infrattarsi dintra a una macchia di saggina o di ammucciarsi sutta a una petra, rassegnate inerti al loro destino, quale che era». Una Sicilia arcaica, profonda, montagnosa come la lingua che la descrive. Una Sicilia compendio e metafora del Mediterraneo. Il coltissimo Camilleri la deriva da Alceo, il poeta dell’afa che opprime, del caldo che fa assetata la natura, del cardo e della cicala, delle donne ardenti (e dei maschi spossati). Bene, è la Sicilia di Mascalippa, dove presta servizio Salvo Montalbano. Posto incantevole, sì, ma… Peccato che lui, il commissario, non ci si sia mai adattato. Perché Mascalippa avrà -anzi, ha- «aria bona, spiciali» che sa di paglia, di erba e di campagna aperta, ma a lui «non bastava, anzi, rischiava d’assufficarlo».
A Montalbano, come accade a chiunque sia nato sul mare, il mare manca. «Aviva bisogno d’aria di mari, aviva bisogno di gudirisi il sciàuro delle alghe, aviva bisogno di liccarisi le labbra e sentirle tanticchia salate. Aviva necessità di farisi lunghe passiate di prima matina a ripa di mare, con le onde di risacca che gli vinivano a carizzare i piedi». Perciò, è con animo perturbato e commosso che il commissario, una volta informato dell’imminente trasferimento, attende di conoscere la nuova destinazione. Che cosa decideranno per il suo futuro «Capi, Numi Superni, Divinità che, come tutte le divinità che si rispettino, avevano sede a Roma»? Dilemma così angosciante da impedirgli di onorare come si merita il rito della tavola… perché una cosa è certa: se si dovesse trattare di una seconda Mascalippa, sarebbero dimissioni. Ma infine i Numi si pronunciano, ed è l’apoteosi: Vigàta. Il ritorno al mare, e a un posto magico dove il padre lo portava qualche volta bambino perché ogni tanto si faceva una partita a biliardo, e mentre il padre giocava il piccolo Salvo «si sbafava un enorme pezzo triangolare di gelato o di cassata». Vigàta come luogo della memoria, evocato -qui la citazione è ironica- da un sapore di panna e cioccolato fra lingua e palato…
Camilleri scrive La prima indagine di Montalbano nel 2004, alla vigilia degli ottant’anni. È ormai un autore consacrato e celebrato, il più popolare e amato scrittore italiano, e da anni alterna ai «montalbani» romanzi e racconti storici e puntuali riflessioni sul contemporaneo. La serie televisiva si avvia a rivestire risonanza mondiale, e la ricostruzione del passato dell’eroe eponimo, la sua backstory, è un percorso obbligato che l’autore intraprende lungo due direttrici: da un lato con le avventure del giovane Montalbano, dall’altro con questo lungo racconto (o romanzo breve) che cattura il momento esatto in cui il solitario investigatore relegato a Mascalippa diventa l’eroe della saga. La narrazione è prodiga di dettagli. Siamo nel 1985, Salvo Montalbano ha trentacinque anni, il padre -ombra immanente ma anche affetto che non si può scalfire- viene a trovarlo per un breve incontro molto fra maschi siciliani, dove la parola che non si dice, lo sguardo, l’atmosfera contano molto di più di ogni vaniloquio. C’è una fidanzatina che presto uscirà di scena, per lasciare il posto all’enigmatica Livia e alle ricorrenti sciarratine.
Montalbano sceglie la mitica casa sul mare, individua il ristoratore di riferimento, si fida d’istinto di Gallo -sbirro di razza- e del giornalista Nicolò Zito, cronista etico a differenza di troppi suoi colleghi. Scopre la rivalità fra le due famiglie mafiose del posto, i Cuffaro e i Sinagra. Ha modo di assaporare la doppiezza dei politici in auge, legati comunque ai clan. E, come sempre, risolve brillantemente ogni rebus investigativo. Del giovane Montalbano dirà Camilleri: «l’impulsività, il tendenziale non rispetto per le regole, è assai più evidente in Montalbano giovane; non che nell’adulto si perda, non è che nasce incendiario e muore pompiere. Rimane sempre incendiario, solo criptato». E infatti non mancherà di prendersela con potenti e regolamenti quando gli fanno firriare i cabbasisi: dal ministro che vuole farci andare sull’autostrada a 150 all’ora, all’orribile legge Cozzi-Pini (trasparente l’allusione) che umilia i «puvirazzi» in cerca di scampo dalla miseria, alla tragedia del G7 di Genova che gli fa venire voglia di appendere la divisa al chiodo (ma tornerà, saggiamente, sulla decisione). Sotto questo aspetto, il Montalbano di questo racconto è già adulto, ma non rinuncia a prodursi in alcune memorabili «farfanterie» di quelle che fanno finire il lettore sotto il tavolo.
Il volume, arricchito da due altri godibilissimi romanzi brevi, altre storie, per espressa scelta dell’autore, senza morti, è il modo migliore per avvicinarsi a Camilleri per chi ancora non conosca la sua opera (ammesso che esista). E per chi rilegge, e, come chi scrive, ha da tempo abbandonato ogni pretesa di critica per abbandonarsi al piacere della pagina, una nuova immersione, nostalgica, questa volta, nel ricordo di un grande scrittore, di un magnifico essere umano.
Giancarlo De Cataldo
 
 

La Verità, 6.11.2021
Il commissario è una sorta di alter ego goloso del suo autore, Andrea Camilleri. La sua è la cucina della tradizione siciliana dai nomi ormai dimenticati, come fragaglia o petrafennula. Nei libri il ripescaggio storico o le rivisitazioni di ben 122 ricette.
La pappanozza e altri misteri di Montalbano

La Sicilia, nella sua storia recente, ha avuto un ambasciatore di rara efficacia quale Andrea Camilleri a promuoverne le mille ricchezze della culturale materiale, assieme al suo alter ego goloso, il commissario Salvo Montalbano. Con ventun milioni di copie vendute, le serie televisive andate in onda per quindici stagioni, Camilleri & Montalbano sono entrati stabilmente nell’immaginario collettivo, non solo nazionale. Una storia partita da lontano. Nato nel 1925 a Porto Empedocle, sulla costa agrigentina, il piccolo Andrea è cresciuto in una grande famiglia patriarcale dove chi comandava in cucina era nonna Elvira, un’autentica «generalessa». La chiave di volta in un’intervista rilasciata a Sebastiano Messina: «E così lei vuole sapere da me la storia degli arancini di Montalbano e dei suoi piatti preferiti. Vuole farmi arriminare (muovermi) in quella zona della mia memoria dove sono sarbati (conservati) i profumi, gli aromi, i sapori della tavola del commissario. Cioè la mia».
Nonna Elvira passava le ore in cucina, fin dal primo mattino, una passione per la lavorazione del pane. «Lavorava l’impasto sullo scanaturi (il tagliere di legno di faggio). Alla fine si sedeva sopra così da spianare bene tutte le forme prima di infornarle». A lui toccava la scanatedda (una focaccina) che tagliava, condiva con olio, pepe nero e pecorino e poi andava a papparsela sotto un albero di carruba «a dieci anni mi bastava e avanzava per essere felice». Varie altre le testimonianze di un imprinting rimasto poi senza tempo, perché i sapori del passato sono irripetibili. «Una volta, bevendo l’uovo, appena scodellato, ti accorgevi subito se la gallina aveva sconfinato nel campo di trigonella» (una pianta aromatica presente fuori dall’aia, nei pascoli riservati al bestiame).
Porto Empedocle in cui non c’era solo nonna Elvira a marcare il Dna identitario. Con una sosta brevissima si fermò (un quarto d’ora) pure il Duce. Gli fecero assaggiare il gelato del Caffè Castiglione. La settimana dopo la capitaneria di porto ricevette una telefonata direttamente da Roma. Un idrovolante stava atterrando per caricare apposta «un pozzo di gelato». Cosa che avvenne, regolarmente, per diversi sabato di fila. Nella traduzione letteraria Porto Empedocle divenne Vigata, protagonista di gran parte delle storie di Montalbano, anche se le scene televisive vennero poi girate a Scicli. Camilleri seppe fidelizzare i suoi lettori non solo per le avvincenti trame (pure golose) che vedevano protagonista il suo commissario, ma anche per un linguaggio di inedita contaminazione italo Trinacria.
A Stefania Campo che gli chiedeva i segreti di tale idioma fece una sintesi impeccabile. «La lingua che uso nei miei libri non è una trascrizione del dialetto siciliano, ma una reinvenzione del dialetto. Un recupero di una certa quantità di parole contadine che si sono perse nel tempo». Una sorta di «vigatese» per uso letterario. Mentre la memoria dei piatti è reale, autentica archeologia golosa che si riscopre attraverso le pagine laddove un estatico Montalbano si gusta ai quattro palmenti (e in rigoroso silenzio) a’ munnizza come la fragaglia, la pappanozza per concludere in gloria con la petrafennula. Chi era veramente Salvo Montalbano, dietro l’inattaccabile veste di baluardo della giustizia interpretato da Luca Zingaretti? Gli piace «mangiare in assoluto silenzio non solo a casa, ma anche nei locali, dove ama isolarsi dal mondo», salvo sbottare con manifesta indignazione quando capita che qualcuno violi delle regole base della buona tavola. Un giorno al suo braccio destro, Mimì Augello, viene concesso di condividere un pranzo per parlare di lavoro, ma qua avviene il patatrac. Il maldestro Mimì osa ricoprire con abbondanti dosi di parmigiano degli innocenti spaghetti con le vongole. «Persino una jena che è una jena e si nutre di carogne avrebbe dato di stomaco all’idea di un piatto di pasta alla vongole con il parmigiano sopra». Monsignor Giovanni Della Casa forse avrebbe usato un altro tono, ma la sostanza non cambia.
In realtà Montalbano sa che, a casa, lo attendono mani sicure in cucina, quelle della fedele cuoca Adelina, una sorta di psicologa ai fornelli che sa intercettare, in base agli umori del commissario, quali siano i piatti che vanno meglio nei diversi contesti, «ricette della tradizione, quelle che solo le donne siciliane conoscono e si tramandano oralmente di generazione in generazione». Qualcuno si è preso la briga di monitorare le citazioni culinarie di Camilleri applicate alle storie di Montalbano. Ben centoventidue ricette in un’antologia, tra ripescaggi storici e variazioni di genere, che lo rendono una sorta di Pellegrino Artusi a dimensione Trinacria. Le relative citazioni sono una dolorosa scelta per sottrazione. Cominciamo con una grande classico, la caponata di melanzane. «Appena aperto il frigo la vide. La caponatina! Sciavurosa (profumata), colorita, abbondante. Erano mesi che non gliela faceva trovare. Naturali, spontanee, gli acchianarono (gli salirono) in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida». Gli arancini sono un must dello street food insulare, eppure prepararli era «lung ariusu», richiedeva molto tempo, come gli ricordava nonna Elvira. Non si friggevano subito, andavano preparati la sera prima e poi si fanno friggere fino a quando «pigliano un colore d’oro vecchio». Montalbano aveva il suo trattore di fiducia, l’oste Calogero, ma un giorno questi abbassò le serrande, e il commissario dovette trovare un altro porto sicuro per le sue riflessioni golose. Incrocia il trattore Filippo, la scena è degna di un film di Sergio Leone, un duello che finì poi ad armi pari, con soddisfazione reciproca. Le polpette di pesce potrebbero sembrare semplici comparse, ma hanno un loro valore, se dosate con sapienza nei vari ingredienti. Ecco il nostro commissario impegnato nell’ennesima sfida, identificarli, uno ad uno. «Si mise in bocca mezza polpetta e con la lingua e il palato principiò un’analisi scientifica che Jacomuzzi (il capo della scientifica, ndr) poteva andare ad ammucciarsi (nascondersi)». Si può rendere l’onore delle armi ad un umile nasello? Certo, basta saperlo valorizzare a dovere. «Gridavano, i pezzi di nasello, la loro gioia per essere stati cucinati come Dio comanda. Portò alla bocca il primo boccone, ma non lo ingoiò subito. Lasciò che il gusto si diffondesse dolcemente e uniformemente su lingua e palato, che lingua e palato si rendessero pienamente conto del dono che veniva loro offerto». Un Montalbano che, quando apre il frigo al termine di una giornata di lavoro, è curioso di vedere cosa Adelina gli abbia preparato e, alla vista del sauro imperiale con cipollata, «fece un nitrito di felicità».
Si potrebbe continuare per altre puntate, ma se qualcuno vuol mettersi a dieta ecco il tinnirume, i germogli delle zucchine lunghe, la felicità dei dietologi. Ma è ora di finire in gloria ed ecco la petrafennula, un dolce oramai a forte rischio di estinzione. «Più duro era più gustoso diventava», tradizione della Festa dell’Immacolata, l’8 dicembre. Un croccante frutto di miele, mandorle, bucce di cedro e arance. Il fine pasto dei lauti pranzi natalizi. Tanto che, l’unico modo di gustarlo, è lasciarlo sciogliere pazientemente in bocca. Non a caso, tra la gente sicula «farsi petrafennula» significa «essere del tutto inamovibili sui propri principi».
Giancarlo Saran
 
 

iDNES, 6.11.2021
Komisař Montalbano
14. 11. 2021, 0:05 O1

Seriál It. (2013)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, A. Russo, L. Pernedová
Úsměv Angeliky. Krimiseriál It. (2013). Série loupeží mezi vigatskou smetánkou má daleko vážnější pozadí, než se na první pohled zdá. (112 min)
V elitním vigatském kroužku složeném z advokátů, bankéřů a lékařů proběhne série loupeží. Vyšetřování ukáže, že i v té nejlepší rodině se najde nějaké to špinavé prádlo, a komisař začíná mít podezření, že loupeže jsou jen zástěrkou pro skutečné pachatelovy záměry. Jednou z obětí řečeného zloděje je i Angelica, krásná a tajemná dívka, která Montalbanovi připomíná hrdinku slavného eposu „Zuřivý Roland“. Odolat krásce tohoto kalibru bude pro Montalbana možná větší výzvou než celý zamotaný případ.
Další díly
11. 11. 2021, 23:20 O1 Komisař Montalbano
18. 11. 2021, 23:35 O1 Komisař Montalbano
20. 11. 2021, 23:40 O1 Komisař Montalbano

Il commissario Montalbano - Il sorriso di Angelica
Serie criminale It. (2013). La serie di rapine tra la crema di Vigata ha un retroscena ben più grave di quanto sembri a prima vista. (112 minuti)
Una serie di rapine avverrà in un circolo elitario di avvocati, banchieri e medici di Vigata. L'inchiesta dimostrerà che anche nella famiglia migliore ci sono panni sporchi, e il commissario inizia a sospettare che le rapine siano solo una copertura per le reali intenzioni dell'autore. Una delle vittime del suddetto ladro è Angelica, una ragazza bella e misteriosa che ricorda a Montalbano l'eroina del famoso epico "Orlando furioso". Resistere alla bellezza di questo calibro può essere più una sfida per Montalbano che per l'intero caso intricato.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

The Sunday post, 7.11.2021
Riccardino
Andrea Camilleri, Mantle, £16.99

Devoted fans of detective Montalbano -brought to fame on the small screen- will love Riccardino, the 28th and final chapter of Camilleri's Inspector Montalbano series.
The author had been asked for it to be locked away until he died, which he did in 2019. His final hurrah to the quirky Sicilian sleuth tracks down a motorbikeriding assassin whose future victim had called Montalbano hours earlier when he misdialled the detective's number.
 
 

TV-műsor, 7.11.2021
2021.11.14 14:00 - 16:30
Montalbano, a zsaru 16.
olasz tvfilm sorozat, 2012

(INSPECTOR MONTALBANO)
Az olasz Columbo esetei Szicília varázslatos de veszélyes helyszínein. Az embereivel kissé nyers, de vajszívű és acéljellemű Montalbano a legrejtélyesebb gyilkosságoknak is utánajár. Nyomozásai során nap mint nap találkozik a sziget alvilágának bűnügyeivel. 

Il commissario Montalbano, episodio 16
I casi del Colombo italiano nei luoghi magici ma pericolosi della Sicilia. Con i suoi uomini, Montalbano, un po' crudo ma dal cuore di burro e d'acciaio, traccia anche gli omicidi più misteriosi. Durante le sue indagini, incontra ogni giorno i crimini della malavita dell'isola.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Patch, 7.11.2021
Mystery Book Club - The Shape of Water by Andrea Camilleri
Tue, Nov 9, 2021 at 4:30 PM
Hoboken Public Library, 500 Park Avenue, Hoboken, NJ, 07030
Event listing from Bloomfield Public Library: Monday, September 13 from 4:00 PM to 5:30 PM

Join us Tuesday, November 9th at 4:30PMIn-Person and on ZOOM when we discuss Andrea Camilleri's The Shape of WaterThe Shape of Water is the first book in the sly, witty, and engaging Inspector Montalbano mystery series with its sardonic take on Sicilian life. The Shape of Water is the first in Andrea Camilleri's wry, brilliantly compelling Sicilian crime series, featuring Inspector Montalbano.The goats of Vigàta once grazed on the trash-strewn site still known as the Pasture. Now local enterprise of a different sort flourishes: drug dealers and prostitutes of every flavour. But their discreet trade is upset when two employees of the Splendour Refuse Collection Company discover the body of engineer Silvio Luparello, one of the local movers and shakers, apparently deceased in flagrante at the Pasture. The coroner's verdict is death from natural causes - refreshingly unusual for Sicily.But Inspector Salvo Montalbano, as honest as he is streetwise and as scathing to fools and villains as he is compassionate to their victims, is not ready to close the case - even though he's being pressured by Vigàta's police chief, judge, and bishop.Picking his way through a labyrinth of high-comedy corruption, delicious meals, vendetta firepower, and carefully planted false clues, Montalbano can be relied on, whatever the cost, to get to the heart of the matter. Our meeting will take place in-person at the Main Library, 500 Park Avenue and via Zoom, please email me for the link if you want to attend online. Print copies are available for book club members to borrow. Digital copies are available to download on the Libby app (eBCCLS & eLibraryNJ). Please email or call me at 201-420-2346 x 5107 to arrange a "Grab and Go", curbside or locker pickup. If you have any questions or would like to join the Hoboken Public Library'sMystery Book Club email list contact rosary.vaningen@hoboken.bccls.org.
 
 

AgrigentoNotizie, 8.11.2021
Teatro da camera al Circolo "Empedocleo": ecco tutte le date
DOVE Circolo Empedocleo
QUANDO Dal 19/11/2021 al 13/05/2022 Ore 18.15

E'una nuova stagione ricca di spunti interessanti quella offerta dal Circolo Empedocleo di Agrigento per il teatro da camera con la direzione artistica di Giuseppe Adamo e Mario Gaziano. Ecco il programma:
[...]
Venerdì 21 gennaio 2022, ore 18.15
“Camilleri, Montalbano & Co"
[...]
 
 

ANSA, 9.11.2021
I 60 anni di Luca Zingaretti, non solo Montalbano
Presta la voce al film Disney Encanto, attesa la serie Sky Il Re

Roma. Attore, regista, e ora anche produttore, marito dell'attrice Luisa Ranieri conosciuta sul set del film tv Cefalonia, papà di due bimbe (Emma e Bianca).
E' con loro che Luca Zingaretti, tra gli artisti del panorama italiano più amati e popolari, festeggerà l'11 novembre il suo 60/o compleanno.
La sua carriera comprende una carrellata di ruoli diversi, con un personaggio che lo ha identificato per 21 anni agli occhi del grande pubblico, 'Il commissario Montalbano'.
[…]
Più volte interpellato sulla possibilità che torni a vestire i panni di Montalbano (al momento la fortunatissima serie, che dopo 20 anni continua a fare ascolti in repliche e controrepliche, non compare nei palinsesti e non ci sono tracce di set in allestimento), di cui ha tra l'altro diretto gli ultimi episodi, dopo la morte di Andrea Camilleri e dello storico regista Sironi, ha sempre risposto più o meno in maniera similare, "è stata una avventura professionale e umana meravigliosa", esprimendo incertezza sulla continuazione dell'avventura a causa dei tanti addii che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni e che hanno costellato di lutti la serie tv.
[…]
È nel 1999 che, ricoprendo i panni di Salvo Montalbano - il commissario di Vigata ideato dallo scrittore Andrea Camilleri - ottiene una grande popolarità, sia in Italia che all'estero. Con il suo senso di giustizia e la sua pietà umana, questo commissario si è immerso dal 1999 nel dolore, rimettendo ordine nelle cose senza accettare comode verità. E gli ascolti saranno da capogiro: un esempio per tutti, La giostra degli scambi (2018) ha raccolto 11 milioni 386 mila spettatori (45.1%).
[…]
Tra il 2020 e il 2021 vanno in onda gli ultimi tre episodi di "Montalbano" di cui Luca Zingaretti è non solo protagonista, ma anche regista.
Nicoletta Tamberlich
 
 

de Volkskrant, 11.11.2021
Thrillers
De zwanenzang van inspecteur Montalbano is nu te lezen in Engelse vertaling. En de Nederlandse dan?
Nu vertaald in het Engels: Riccardino, het allerlaatste deeltje van de populaire inspecteur Salvo Montalbano.

We zijn op pagina 77. Dan belt de auteur zijn hoofdpersoon op om hem te zeggen dat-ie op het verkeerde spoor zit. Die auteur is de Italiaanse schrijver Andrea Camilleri en zijn protagonist is natuurlijk inspecteur Salvo Montalbano. Ze trekken al 27 deeltjes samen op in wat sinds 1994 een van de sympathiekste politiereeksen is. 30 miljoen verkochte exemplaren, vertaald in 32 landen, verfilmd door de Rai. Nu beleeft deze Siciliaanse Columbo – die mopperkont om van te houden – zijn allerlaatste episode: Riccardino.
Dat wil zeggen: de Engelse vertaling is zojuist verschenen bij de Londense uitgeverij Mantle (€ 19,99). In het Italiaans zag de grote finale van Montalbano al in de zomer van 2020 het licht. Er was een boel over te doen. Omdat Camilleri niet wilde dat een ghostwriter met zijn schepping aan de haal zou gaan – iets wat je in thrillerland heel vaak ziet, gestuurd door de erven – pende hij reeds in 2005 het definitieve einde van Montalbano. Het manuscript gaf hij aan zijn uitgever: ‘Leg het in een lade en laat het daar. Pas publiceren na mijn dood.’
Vervolgens tikte hij vrolijk nog achttien nieuwe deeltjes door, maar sinds 2005 wist Camilleri dus al hoe het zou aflopen. ‘Ik ben een ordentelijk man. Ik hou niet van losse eindjes. Ik weet dat Sherlock Holmes na zijn dood nog terugkwam, maar dat zal bij Montalbano onmogelijk blijken. Dit is écht zijn laatste boek. Het is afgelopen met hem. Sorry.’
Zelf overleed Camilleri op 17 juli 2019 aan een hartaanval, 93 jaar oud. Er volgde een periode van rouw, maar ondertussen was heel Italië nieuwsgierig naar de zwanenzang van Montalbano. Nu is mijn Italiaans een beetje roestig, dus moest ik wachten op de Britse versie. Gelukkig stelt Riccardino bepaald niet teleur. Het is wat voetbalverslaggevers wel aanduiden als ‘een knotsgekke slotfase’. Of in theater- annex filmtermen: de vierde wand wordt doorbroken. Het personage weet dat hij fictief is en debatteert erover met zijn lezerspubliek en de schrijver.
In het geval van Montalbano komt daar nog iets bij. Er zijn namelijk twee Montalbano’s: de inspecteur uit de boeken en de held van de tv-serie. In Riccardino verkeert de papieren Montalbano in hevige concurrentie met de tv-Montalbano, die veel jonger en knapper is. Als op de plaats delict (Riccardino is geliquideerd) de bewoners uit de ramen hangen, spreken ze:
‘Kijk! Kijk! Het is de inspecteur!’
‘Het is Montalbano!’
‘Wie? Montalbano? Die van tv?’
‘Nee, de échte.’
Luigi Pirandello ontmoet Samuel Beckett ontmoet Salvo Montalbano ontmoet Andrea Camilleri in een sterk staaltje vervreemding. Het weemoedig stemmende slot zal ik niet verklappen, maar mooi is het wel.
En de Nederlandse editie dan? Twintig deeltjes van Montalbano werden al uitgebracht door de Italië-specialisten van Serena Libri in Amsterdam. Goed vertaald, met liefde bezorgd. Maar van Riccardino zal het niet komen, vrees ik. De website van Serena Libri meldt dat de uitgeverij is opgeheven. Het was mij totaal ontgaan, maar drijvende kracht Annaserena Ferruzzi is na een kort ziekbed op 1 januari 2021 overleden – zo lees ik terug in de column van Maarten Moll op 7 januari 2021 in Het Parool. Wat een treurnis allemaal.
Blijft nog een vraag over: wie moet Montalbano in Italië opvolgen? Je hebt de geweldige boeken van Roberto Saviano (Gomorra), maar dat is non-fictie. En dan is er Christian Frascella, wiens werk ook in het Nederlands wordt vertaald – recentelijk nog: Al is de misdaad nog zo snel… (Brooklyn; € 20). Hoofdpersoon is privédetective Contrera, die duidelijk afkomstig is uit de hard-boiled school. Ook leuk, maar de milde satire plus de culinaire tips van Montalbano gaan we missen. Ciao, inspecteur!
Rob van Scheers

Il canto del cigno del commissario Montalbano può ora essere letto in traduzione inglese. E che dire degli olandesi?
Ora tradotto in inglese: Riccardino, l'ultimissima parte del popolare commissario Salvo Montalbano.

Siamo a pagina 77. Poi l'autore chiama il suo protagonista per dirgli che è sulla strada sbagliata. Quell'autore è lo scrittore italiano Andrea Camilleri e il suo protagonista è, ovviamente, il commissario Salvo Montalbano. Hanno già disegnato 27 parti in quella che è stata una delle serie poliziesche più simpatiche dal 1994. 30 milioni di copie vendute, tradotte in 32 paesi, riprese dalla Rai. Ora questo Colombo siciliano – quel brontolone da amare – sta vivendo il suo ultimo episodio: Riccardino.
Vale a dire: la traduzione inglese è stata appena pubblicata dalla casa editrice londinese Mantle (€ 19,99). In italiano, il gran finale di Montalbano ha visto la luce già nell'estate del 2020. C'era molto da fare. Perché Camilleri non voleva che un ghostwriter scappasse con la sua creazione – cosa che si vede molto spesso nel thrillerland, inviata dagli eredi – ha già scritto la fine definitiva di Montalbano nel 2005. Diede il manoscritto al suo editore: 'Mettilo in un cassetto e lascialo lì. Pubblica solo dopo la mia morte.”
Ha poi felicemente sfruttato diciotto nuove parti, ma dal 2005 Camilleri sapeva già come sarebbe andata a finire. "Sono un uomo ordinato. Non mi piacciono le cose in sospeso. So che Sherlock Holmes è tornato dopo la sua morte, ma questo si rivelerà impossibile con Montalbano. Questo è davvero il suo ultimo libro. È finita con lui. Scusate.'
Lo stesso Camilleri è morto il 17 luglio 2019 per un attacco di cuore, all'età di 93 anni. Seguì un periodo di lutto, ma intanto tutta l'Italia era curiosa del canto del cigno di Montalbano. Ora il mio italiano è un po' arrugginito, quindi ho dovuto aspettare la versione inglese. Per fortuna Riccardino non delude. È ciò che i giornalisti di calcio chiamano "una pazza fase finale". O in termini di teatro-cinema: la quarta parete è rotta. Il personaggio sa di essere immaginario e ne discute con i suoi lettori e lo scrittore.
Nel caso di Montalbano c'è qualcosa di più. Ci sono due Montalbano: il commissario dei libri e l'eroe della serie tv. In Riccardino, il giornale Montalbano è in agguerrita concorrenza con il Montalbano televisivo, che è molto più giovane e bello. Sul luogo del delitto (Riccardino è stato liquidato) i residenti appendono alle finestre, parlano:
"Aspetta! Guarda! È l'ispettore!"
"E' Montalbano!"
"Chi? Montalbano? Quello della TV?"
"No, quello vero."
Luigi Pirandello incontra Samuel Beckett incontra Salvo Montalbano incontra Andrea Camilleri in una forte impresa di alienazione. Non vi svelerò il finale malinconico, ma è bellissimo.
E per quanto riguarda l'edizione olandese? Venti pezzi di Montalbano sono già stati pubblicati dagli specialisti italiani Serena Libri ad Amsterdam. Ben tradotto, consegnato con amore. Ma non verrà da Riccardino, temo. Il sito di Serena Libri riporta che la casa editrice è stata interrotta. L'avevo completamente perso, ma la forza trainante Annaserena Ferruzzi è morta il 1 gennaio 2021 dopo una breve malattia - come ho letto nella rubrica di Maarten Moll il 7 gennaio 2021 su Het Parool. Che tristezza tutti.
Resta una domanda: chi dovrebbe succedere a Montalbano in Italia? Hai i grandi libri di Roberto Saviano (Gomorra), ma questa è saggistica. E poi c'è Christian Frascella, la cui opera è stata tradotta anche in olandese – ultimamente: Anche se il delitto è così veloce… (Brooklyn; € 20). Il protagonista è il detective privato Contrera, che chiaramente proviene dalla scuola hard-boiled. Bello anche, ma ci mancherà la satira mite più i consigli culinari di Montalbano. Salve, ispettore!
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Corriere della Sera, 11.11.2021
L’intervista
Luca Zingaretti: «Così ho conquistato Luisa Ranieri. Sopravvivo a Montalbano e farò anche il regista»
I 60 anni dell’attore, dalle risse in borgata agli esordi da calciatore: «A Luisa facevo trovare fiori ovunque. Cedette per sfinimento»

[…]
Lei dovette scegliere tra il calcio e il teatro.
«Il calcio è stata un’altra grande scuola.L’allenamento, la fatica, la tattica, lo scontro, il gol, la gioia: mi piaceva tutto. Mi presero in serie B, al Rimini. Scappai dopo pochi mesi. Mi avevano ammesso all’Accademia d’arte drammatica. E Rimini d’inverno era triste come un lunapark chiuso».
Suo docente di regia televisiva era Andrea Camilleri.
«Non c’era una lira per le telecamere. Così insegnava per tre ore con la sua affabulazione».
[…]
Come divenne Montalbano?
«In una piccola libreria comprai un romanzo di Camilleri: era Il cane di terracotta. Scoprii questo personaggio strepitoso. Avrei comprato volentieri i diritti, ma non avevo né i soldi, né il nome. Per fortuna se li procurò un piccolo produttore, Carlo Degli Esposti. Dissi alla mia agente: anche se cercano un attore alto e biondo, voglio quella parte. Scelsero me».
Camilleri che disse?
«Che avrei fatto un bel lavoro. Anche se lui aveva in mente un altro tipo di attore, tipo Pietro Germi quando fa il commissario Ingravallo».
Forse Camilleri avrebbe voluto che il pubblico identificasse Montalbano con il suo autore, cioè con lui, anziché con il suo interprete, cioè con lei.
«È possibile che talora si sia seccato, quando qualcuno gli chiedeva del Montalbano personaggio della fiction anziché del personaggio letterario; tanto che poi in Riccardino, il suo ultimo romanzo, ci ha anche scherzato sopra. Ma Camilleri era superiore a queste cose. Prima di un grande scrittore, era stato un grande uomo di spettacolo. Conosceva la differenza».
Non soltanto l’ennesima replica di Montalbano vince ancora la serata tv; la fiction è stata esportata in tutto il mondo, America compresa. Qual è il segreto?
«I segreti sono tre. Una scrittura magica, propria della scuola siciliana, in cui il bianco è nero e il nero è bianco. La scelta di Degli Esposti di girare quasi tutto sull’isola, con un regista di Gallarate come Alberto Sironi che creò uno scollamento dalla realtà senza che lo spettatore se ne accorgesse, ad esempio mettendo in scena una Sicilia senza traffico. E un cast d’eccezione, che ha inventato un modo di recitare all’apparenza naturale eppure artefatto, da commedia dell’arte con note tragiche. A volte pare un film di Almodovar, a volte Boldi e De Sica, a volte Bergman».
Montalbano ha avuto un solo momento di impopolarità: quando lasciò la fidanzata al telefono.
«Credo sia stato uno stress test cui Camilleri sottopose il personaggio. Gli fece fare una cosa non da lui, per vedere se il pubblico avrebbe perdonato il tradimento. Infatti quella scena la girai in modo diverso; come se non fosse il vero Montalbano. Che avrebbe preso un aereo, sarebbe andato a Boccadasse, e avrebbe detto alla sua donna negli occhi: il nostro amore è finito».
Cos’è stata per lei la morte di Camilleri?
«L’addio a un grande, da cui mi ha sempre separato un’affettuosa distanza, dovuta al rispetto e alla timidezza».
E la morte di Montalbano?
«Ho dato molto, ho avuto tantissimo. È stata una cavalcata meravigliosa. Ma dovevo imparare a sopravvivergli».
[…]
Aldo Cazzullo
 
 

Perry Rhodan, 12.11.2021
Andrea Camilleri: Das Nest der Schlangen
Montalbano und etwas zu viel Sex

Die in Sizilien spielenden Krimis um den knurrigen, aber lebenslustigen Commissario Montalbano mag ich sehr. Sie sind leicht geschrieben, sie lassen sich flott lesen, aber immer wieder werden einem Leser Einblicke vermittelt, die einen verwundern oder sogar verstören könnten. Das ist auch bei jenem Roman in gewisser Weise der Fall, den ich zuletzt gelesen habe.
Die Rede ist von »Das Nest der Schlangen«, dem einundzwanzigsten Band der Serie, der seit diesem Jahr als schönes Taschenbuch vorliegt. Verfasst wurde der Band – wie alle anderen Romane der Serie – von Andrea Camilleri, der 2019 in hohem Alter verstorben ist. Man kann ihn ohne jegliche Vorkenntnisse verstehen; die Montalbano-Romane folgen zwar einer Chronologie, aber diese ist sehr dünn und bezieht sich vor allem auf die familiären Verhältnisse sowie privaten Verwicklungen der Figuren.
Der Fall beginnt ganz harmlos. Ein Buchhalter wird erschossen aufgefunden. Schnell stellen die Beamten fest, dass es kein einfacher Mord war. Der Buchhalter wurde zuerst vergiftet, und kurz darauf wurde der bereits tote Mann noch »erschossen«. Zwei Täter also … und sie begingen die Tat in einem vergleichsweise kurzen Zeitraum. Was durchaus verwirrend losgeht, wird durch die Ermittlungen nicht einfacher.
Der Buchhalter war nämlich zeit seines Lebens vor allem an sehr jungen Frauen interessiert. Teilweise zwang er sie zum Sex, teilweise ließen sie sich bereitwillig darauf ein – weil er sehr großzügig sein konnte. Aber weil er die jungen Frauen danach mit pornografischen Aufnahmen erpresste, ergibt sich auf einmal ein kompliziertes Bild: viele Mordverdächtige und ebensoviele klare Motive.
Darüber hinaus betätigte sich der Buchhalter auch als Geldverleiher und verlangte für diese Tätigkeit echte Wucherzinsen. Aus dieser Richtung gibt es also ebenfalls Mordverdächtige und Motive.
Immerhin spielt diesmal das organisierte Verbrechen keine Rolle. Es geht in diesem Mord offensichtlich um Sex und Liebe, um Geld und ein Erbe. Doch wer hat den Buchhalter wirklich umgebracht? Eine der jungen Frauen, ein Schuldner oder jemand aus der Familie?
Commissario Montalbano und sein Team ermitteln. Sie stöbern in der Vergangenheit, sie befragen junge Frauen, und sie müssen sich der Zudringlichkeiten der Staatsanwaltschaft erwehren, die ihr ganz eigenes Interesse an diesem Fall hat. Vor allem die familiären Verhältnisse des Ermordeten muten bald wie ein Nest von Schlangen an.
Camilleri ist ein Meister des schnellen Dialogs. Seine Romane lesen sich deshalb so leicht, weil sowohl die Beschreibungen als auch die Dialoge eher kurz gehalten sind. Der Autor setzt auf flotte Szenenwechsel, mit denen er der Handlung auch dann Tempo verleiht, wenn in der eigentlichen Geschichte nicht so viel passiert.
Wer lockere Krimis mag, die eine durchaus ernsthafte Story vermitteln, ist bei diesem Roman bestens beraten – das gilt für die gesamte Montalbano-Serie. Mir gefällt an dieser Serie vor allem, dass man sie durcheinander und mit Lücken lesen kann und trotzdem nie das Gefühl hat, man verpasse viel.
Das Taschenbuch ist 269 Seiten stark und kostet 11,00 Euro. Mithilfe der ISBN 978-3-404-18331-9 kann es überall im Buchhandel bestellt werden, auch bei Versendern wie dem PERRY RHODAN-OnlineShop. Das E-Book kostet übrigens 8,99 Euro. Bei Lübbe Audio ist darüber hinaus eine Hörbuchversion erschienen, die leicht gekürzt ist und die Bodo Wolf eingelesen hat – sie ist fast fünf Stunden lang, kommt in einer Box mit vier CDs und kostet 12,00 Euro.
Wer eher etwas fürs Bücherregal möchte, dem kann ich das Hardcover empfehlen; das sieht wirklich schön aus und kostet 22 Euro. Einen ersten Eindruck kann man sich auf der Internet-Seite von Bastei-Lübbe verschaffen, wo es auch eine Leseprobe gibt. (Der Anfang wirkt so, als habe er nichts mit dem Mordfall zu tun – davon sollte man sich nicht täuschen lassen!)
Klaus N. Frick

Andrea Camilleri: Un covo di vipere
Montalbano e un po' troppo sesso

Mi piacciono molto i thriller polizieschi ambientati in Sicilia sul Commissario Montalbano scontroso ma amante del divertimento. Sono facili da scrivere, possono essere letti rapidamente, ma ancora e ancora al lettore vengono fornite intuizioni che potrebbero sorprendere o addirittura disturbare. In un certo senso, è anche il caso del romanzo che ho letto l'ultima volta.
Si tratta di »Un covo di vipere«, il ventunesimo volume della serie, disponibile in un bellissimo tascabile da quest'anno. Come tutti gli altri romanzi della serie, il volume è stato scritto da Andrea Camilleri, scomparso nel 2019 in età molto avanzata. Lo si può comprendere senza alcuna conoscenza preliminare; I romanzi di Montalbano seguono una cronologia, ma questa è molto sottile e riguarda principalmente i rapporti familiari e gli intrecci privati dei personaggi.
Il caso inizia in modo abbastanza innocuo. Un ragioniere viene trovato ucciso. Gli agenti scoprono subito che non si è trattato di un semplice omicidio. Il ragioniere è stato prima avvelenato, e poco dopo l'uomo già morto è stato "sparato". Quindi due autori... e hanno commesso l'atto in un periodo di tempo relativamente breve. Ciò che all'inizio crea confusione non è reso più facile dall'indagine.
Il ragioniere era particolarmente interessato alle donne molto giovani per tutta la sua vita. A volte li costringeva a fare sesso, a volte si lasciavano coinvolgere volentieri, perché sapeva essere molto generoso. Ma poiché ha poi ricattato le giovani donne con registrazioni pornografiche, emerge improvvisamente un quadro complicato: molti sospettati di omicidio e altrettanti chiari motivi.
Inoltre, il ragioniere fungeva anche da prestatore di denaro e addebitava un reale interesse usurario per questa attività. Quindi ci sono anche sospetti di omicidio e moventi da questa direzione.
Dopotutto, questa volta la criminalità organizzata non ha importanza. Questo omicidio riguarda ovviamente il sesso e l'amore, il denaro e un'eredità. Ma chi ha veramente ucciso il contabile? Una delle giovani donne, un debitore o qualcuno della famiglia?
Indaga sul Commissario Montalbano e sulla sua squadra. Rovistano nel passato, interrogano giovani donne e devono combattere l'invadenza del pubblico ministero, che ha il proprio interesse in questo caso. Soprattutto le circostanze familiari dell'uomo assassinato sembrano presto un nido di serpenti.
Camilleri è un maestro del dialogo veloce. Il motivo per cui i suoi romanzi sono così facili da leggere è che sia le descrizioni che i dialoghi sono piuttosto brevi. L'autore fa affidamento su rapidi cambi di scena, con i quali dà velocità alla trama anche quando non sta accadendo molto nella storia reale.
Chiunque ami i thriller casuali che trasmettono una storia seria fa bene a leggere questo romanzo - questo vale per l'intera serie di Montalbano. Quello che mi piace di più di questa serie è che puoi leggerla confusa e con delle lacune e non avere mai la sensazione di perderti molto.
Il tascabile è lungo 269 pagine e costa 11,00 euro. Con l'aiuto dell'ISBN 978-3-404-18331-9, può essere ordinato nelle librerie di tutto il mondo, comprese le società di vendita per corrispondenza come il negozio online PERRY RHODAN. Per inciso, l'e-book costa 8,99 euro. Lübbe Audio ha anche pubblicato una versione audiolibro leggermente abbreviata e letta da Bodo Wolf - dura quasi cinque ore, arriva in una scatola con quattro CD e costa 12,00 euro.
Per chi preferisce qualcosa per la libreria, posso consigliare il cartonato; sembra davvero carino e costa 22 euro. Puoi avere una prima impressione sul sito web di Bastei-Lübbe, dove c'è anche un campione di lettura. (L'inizio sembra non avere nulla a che fare con il caso di omicidio - non lasciarti ingannare!)
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

iDNES, 12.11.2021
Komisař Montalbano
18. 11. 2021, 23:35 O1

Seriál It. (2013)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, A. Russo, B. Bobulova
V zrcadlovém bludišti. Krimiseriál It. (2013). Opakování 20.11./ČT1. Bomba nastražená před prázdným skladem, záhadná porucha na autě a opuštěná kráska ve vile u moře: tři pasti políčené na komisaře Montalbana. (113 min)
Jako by se někdo snažil komisaře zmást: v jeho nejnovějším pátrání figuruje záhadná opuštěná vila, milostný příběh jako ze Shakespeara, podivné exploze u bezcenných staveb a nádavkem i několik mrtvých těl. Montalbano se musí vyznat v zrcadlovém bludišti stop, kde vše znamená něco jiného, než se zdá na první pohled. Jedna věc je jistá: za sledem kuriózních událostí se skrývá velký případ.
Další díly
14. 11. 2021, 0:05 O1 Komisař Montalbano
20. 11. 2021, 23:40 O1 Komisař Montalbano
25. 11. 2021, 23:35 O1 Komisař Montalbano

Il commissario Montalbano - Il gioco degli specchi
Serie criminale It. (2013). Ripetizione 20.11./ČT1. Una bomba piazzata davanti a un magazzino vuoto, un misterioso guasto a un'auto e una bellezza abbandonata in una villa in riva al mare: tre trappole tese al commissario Montalban. (113 minuti)
Era come se qualcuno stesse cercando di confondere il commissario: la sua ultima ricerca includeva una misteriosa villa abbandonata, una storia d'amore alla Shakespeare, strane esplosioni in edifici senza valore e, inoltre, diversi cadaveri. Montalbano deve avere familiarità con il labirinto di impronte a specchio, dove tutto significa qualcosa di diverso da quello che sembra a prima vista. Una cosa è certa: dietro una serie di fatti curiosi si cela un grosso caso.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Diario de Cádiz, 13.11.2021
Negro sobre negro
Un otoño al rojo vivo
Presentamos seis sugerencias de buena literatura negra para combatir la bajada de las temperaturas en un otoño algo más fresco de lo habitual. Todas ellas son apuestas segura.

El frío ya está aquí y apetece una buena lectura al calor del hogar. Hoy ofrecemos otras seis sugerencias entre las que no faltan algunos de los maestros de la novela negra de todos los tiempos.
El método Catalanotti
Vuelve el comisario Montalbano. Vuelve el maestro Camilleri. Salamandra ha editado una nueva aventura, la penúltima que el escritor siciliano nos regaló antes de morir: El método Catalanotti. La trama arranca en una velada como cualquier otra para el incansable mujeriego Mimí Augello en la alcoba de su enésima amante. Pero cuando el marido de ésta regresa inesperadamente a casa, la fiel mano derecha del comisario Montalbano decide deslizarse por la ventana y buscar refugio en el piso de abajo. De un peligro a otro: en el apartamento vislumbra en la oscuridad un cuerpo tendido en la cama, elegantemente vestido y rígido por el frío de la muerte. A la mañana siguiente, una llamada a la comisaría notifica el hallazgo de un cadáver bajo las mismas circunstancias, excepto que no coincide con el primer muerto. ¿Cómo ha podido pasar esto? ¿Y qué ha sucedido con el otro cuerpo? ¿Por qué toda la escena del crimen tiene algo extraño que sabe a teatro?
[...]
Pedro M. Espinosa

Il metodo Catalanotti

Il commissario Montalbano è tornato. Torna il maestro Camilleri. Salamandra ha pubblicato una nuova avventura, la penultima che lo scrittore siciliano ci ha regalato prima di morire: Il metodo Catalanotti. La trama inizia in una serata come tante per l'instancabile donnaiolo Mimí Augello nella camera da letto del suo ennesimo amante. Ma quando il marito torna inaspettatamente a casa, il fedele braccio destro del commissario Montalbano decide di infilarsi dalla finestra e rifugiarsi al piano di sotto. Di pericolo in pericolo: nell'appartamento intravede nel buio un corpo disteso sul letto, vestito elegantemente e rigido dal freddo della morte. La mattina dopo, una telefonata alla questura comunica il ritrovamento di un cadavere nelle stesse circostanze, salvo che non coincide con il primo morto. Come è potuto accadere? E cosa è successo all'altro corpo? Perché l'intera scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro?
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Arteventi news, 14.11.2021
“La prima indagine di Montalbano” . Una recensione di Valerio Calzolaio
La prima indagine di Montalbano
Andrea Camilleri
Giallo
Sellerio Palermo
2021 (1° ed. orig. Mondadori 2004)
Pag. 399 euro 15

Montalbano è… nato nel 1960, poliziotto da varie parti e da parecchio a Vigàta, fidanzato con Livia (che perlopiù resta a Boccadasse), baffuto (nonostante il bel Zingaretti), invidiato soprattutto per Enzo (la trattoria del pranzo) e Adelina (la governante per la cena pronta in frigo).
Andrea Calogero Camilleri (1925 – 2019) narra sempre in terza fissa al passato, pensieri sogni opere mangiate. Accanto ai romanzi, gli dedica racconti oppure romanzi brevi come questi tre: “Sette lunedì” (febbrile giallo enigmistico su animali uccisi), “La prima indagine di Montalbano” (che dà titolo alla raccolta e riguarda l’indagine esordio dopo la nomina nel borgo siciliano), “Ritorno alle origini” (un intrigo familiare seguito alla scomparsa di una bimba), scritti in periodi diversi (e su fasi differenti della carriera del commissario), non imperniati su delitti di sangue, pubblicati inediti quasi venti anni fa, personaggi lingua stile che conosciamo, amiamo e rileggiamo sempre con voluttà.
Valerio Calzolaio
 
 

Rivista Studio, 16.11.2021
Essere Sellerio
Insieme alla sorella Olivia, ha ereditato la casa editrice fondata da sua madre e suo padre a Palermo. Abbiamo parlato con Antonio Sellerio di indipendenza e di classifiche, e di Sciascia, Camilleri e Bolaño.

L’editoria in Italia e` soprattutto una storia di grandi famiglie. Gli Einaudi, i Feltrinelli, i Bompiani, i Mondadori, i Laterza. Storie che a volte affondano le radici in tempi molto lontani, altre volte si dissolvono nelle mega-concentrazioni tipiche del tardo capitalismo o, più prosaicamente, nei più classici bisticci tra eredi. Una storia più recente e abbastanza unica e` quella dei Sellerio. La casa editrice fondata a Palermo nel 1969 da Elvira ed Enzo Sellerio – lui fotografo, lei laureata in giurisprudenza ma intellettuale e frequentatrice dei circoli culturali palermitani – rappresenta per molti motivi uno dei casi-studio più interessanti dell’editoria europea. Innanzitutto perché nasce, cresce – e da li` non ha intenzione di muoversi – a Palermo, diventando cosi` esempio più unico che raro di imprenditoria culturale di successo nel sud Italia. Poi, perché dal boom di Camilleri in avanti, fa presenza fissa nelle classifiche annuali dei libri più venduti, coi suoi giallisti glocal, Malvaldi, Manzini e gli altri; un vecchio pallino, quello del giallo, ispirato dal gusto di Leonardo Sciascia e arrivato a influenzare ormai la produzione culturale nazionale. Accanto a questa produzione più nota, Sellerio e` una casa editrice che non ha mai smesso di esercitare un lavoro di ricerca più raffinatamente letterario, che ha portato alla pubblicazione di libri cult come Notturno indiano di Antonio Tabucchi o alla scoperta di Roberto Bolaño e poi, più recentemente, all’importazione di autori-Zeitgeist della narrativa americana come Ben Lerner o Hanya Yanagihara. Alla morte di Elvira nel 2012, la responsabilità della casa editrice e` passata ai figli, Olivia e Antonio. E` con quest’ultimo che abbiamo parlato. Nato nel 1972, capelli rossi, cadenza inconfondibilmente palermitana e foto di sua madre sul profilo WhatsApp, Antonio Sellerio ci e` sembrato un personaggio particolarmente giusto per raccontare come si può fare bene l’editore in Italia.
Com’e` la tua giornata tipo?
Mi sveglio presto, leggo, perché ho due figli piccoli e, leggendo pochissimo in ufficio, l’unico momento che ho per leggere e` la mattina presto, e poi alle 9 e mezza vado in ufficio e inizia la giornata con le cose programmate e non.
Come si sta a Palermo in questo momento?
Tutto sommato abbastanza bene, la città non e` efficientissima, ma in questo periodo col fatto che si può stare tanto all’aperto, meglio qui che altrove.
Ma stare a Palermo per la casa editrice e` stata una spinta o una zavorra?
Palermo e` una città in cui e` difficile vivere. E io e mia sorella in qualche momento di scoramento abbiamo anche pensato di lasciarla. Ma se la casa editrice avesse sede in un’altra città non sarebbe quello che e`.
Tu sei nato poco dopo la nascita della casa editrice, ti si immagina ovviamente cresciuto in mezzo ai libri…
Sono un fratello piccolo, lei e` del ’69, io del ’72. La casa editrice e` nella stessa strada dove abitava mia madre. I miei genitori a un certo punto si sono separati e mio padre e` andato ad abitare in una casa che fa angolo con i due edifici. La vita della nostra famiglia si e` sempre svolta in modo indistinguibile con la vita della casa editrice.
Però hai scelto una formazione economica, hai studiato alla Bocconi. Ti senti più un uomo di lettere o di numeri?
Volevo studiare qualcosa che mi desse una possibilità di autonomia. Avevo le idee chiare, sapevo che avrei lavorato in Sellerio, ma volevo trovarmi, a 23 anni, con la possibilità di scegliere un altro lavoro. Poi in quegli anni la casa editrice era in difficoltà economiche e una cosa che percepivo e` che i miei genitori mi avrebbero potuto insegnare molte cose, come hanno poi fatto, sul piano editoriale, mentre non avevano una preparazione specifica sugli aspetti più economici. L’aneddoto divertente e` che quando poi ho finito l’università, sono tornato a Palermo e ho incominciato a lavorare con mia madre, lei mi correggeva tutti i conti, qualsiasi proiezione commerciale, qualsiasi conto economico, rifaceva tutti i conti con la penna sui miei fogli Excel, cosa che mi mandava in bestia, mentre quando invece parlavo di libri, mi ascoltava con una grandissima attenzione. Col tempo ho capito che lo faceva di proposito, voleva minare le mie certezze, non voleva che io da bocconiano tornassi e commettessi delle leggerezze sentendomi troppo sicuro di me, intanto mi rafforzava sull’aspetto più letterario che io avevo sempre affrontato da lettore, anche se c’ero nato dentro, forse mia madre percepiva in questa cosa delle mie incertezze.
Come avete fatto nel corso del tempo a essere cosi` bravi coi gialli e con autori quasi tutti venuti dal nulla?
E` una tradizione della casa editrice, sin dagli anni Ottanta, i gialli erano una passione di Leonardo Sciascia e di mia madre, e sin dall’inizio della collana La memoria, c’erano accanto a romanzi più letterari, gialli molto tradizionali o più contemporanei, c’era Diceria dell’untore di Bufalino e c’era Due rampe per l’abisso di Rex Stout , un giallo ultra-classico, oppure vicino a un altro libro miliare nella storia della casa editrice come Notturno indiano, c’era Assassinio al Comitato Centrale di Manuel Vázquez Montalbán. A questo tipo di romanzo in casa editrice si e` sempre cercato di dare la stessa dignità che si dava alla letteratura con la L maiuscola e se questo ora e` un po’ più naturale, nei primi anni Ottanta era meno ovvio. Per anni ci sono state delle discussioni tra Leonardo, mia madre e gli altri della casa editrice sull’avviare una collana gialla, ma alla fine si e` deciso sempre di non farla perché avrebbe voluto dire ghettizzare il genere. Magari gli avrebbe dato maggiore visibilità, ma al tempo stesso si sarebbe declassato. Questa scelta di “non fare” ce la siamo poi portata fino a giorni nostri.
Si può fare un calcolo di quanto pesa il fatturato dei gialli sul totale della casa editrice?
Onestamente non lo abbiamo mai fatto, ma di sicuro più del 50 per cento.
Mi sembra che sotto la tua direzione abbiate deciso di fare uno spostamento verso un tipo di libri che non erano prima in catalogo, la narrativa americana contemporanea, per esempio, Ben Lerner, Sheila Heti… Quanto e` una scelta guidata dal tuo gusto?
In realtà la prima ragione e` che una parte essenziale della produzione della casa editrice fino a un certo punto sono stati i recuperi, quindi opere maggiori e minori di tutte le letterature dimenticate, in gran parte fuori diritti, e a un certo punto, con e-commerce ed e-book, la pubblicazione di queste opere e` diventata più difficile, tutto e` diventato sempre disponibile e il valore di riproporre qualcosa si e` fatto sempre più sfumato, perché ormai quasi nulla e` del tutto dimenticato o introvabile, quindi questo settore della casa editrice e` diventato negli anni sempre meno importante. Sellerio ha sempre avuto una grandissima tradizione nella narrativa italiana contemporanea, con incursioni anche nella narrativa straniera ma meno sistematiche, cosi` a un certo punto ho pensato di farlo in modo più ragionato e costante.
Però la narrativa nordamericana non era praticamente mai entrata nel vostro catalogo.
Per ciò che riguarda Il contesto, che e` la nostra collana di narrativa contemporanea, che nasce negli anni Duemila e che poi ha avuto un rilancio nel 2012 col restyling e l’arrivo di Mattia Carratello e Marcella Marini, se avevo dato un’indicazione all’inizio, era quella di battere i territori dell’Estremo Oriente, cosa che però, ti dico onestamente, non ha dato i risultati che mi aspettavo. Abbiamo attinto a tutti i continenti, abbiamo autori tedeschi, francesi, autori del Mediterraneo. Certo gli Stati Uniti meno, prima facevamo tanto Sudamerica, ma era anche collegato al fatto di avere un collaboratore come Angelo Molino, che era davvero un personaggio straordinario, di cui forse la storia della nostra editoria non si e` occupata abbastanza. A un certo punto ero stato invitato a ricordarlo e avevo fatto il conto che i libri con il suo zampino nel nostro catalogo erano più di duecento. Alcuni li aveva tradotti, altri erano in collane che lui aveva diretto, altri ancora erano autori che ci aveva suggerito. Angelo Molino e` quello che ha portato in Italia Roberto Bolaño, e` quello che ha fatto conoscere da noi Alicia Giménez-Bartlett, per fare due nomi.
Quanto brucia perdere un autore come Bolaño, ma penso anche Montalbán, da voi scoperto e poi diventato feltrinelliano?
Il primo libro di Roberto Bolaño non pubblicato in Italia da noi e` un libro dove uno dei quattro protagonisti, Piero Morini, e` ispirato ad Angelo Molino, e a un certo punto c’e` una telefonata a Elvira Sellerio, capisci? E` un libro che e` stato assegnato ad altri editori dopo che Bolaño e` morto, per cui onestamente per me e` stato un grande dispiacere.
Dei libri diciamo nuovi di cui parlavamo prima si può dire che il più grande successo sia stato Una vita come tante di Hanya Yanagihara?
Assolutamente si`, siamo intorno a 120 mila copie. Era un libro su cui puntavamo ma non pensavamo che avrebbe avuto questo successo. E` un libro che per esempio non e` stato cosi` apprezzato dai grandi quotidiani italiani. Molto letterario, con un’autrice super-impegnata difficile da invitare in Italia e che quindi non ha avuto nessuna di quelle tradizionali leve di promozione, ha veramente vissuto grazie al passaparola. Quella del passaparola e` ormai diventata una retorica delle narrazioni editoriali, ma in questo caso si può dire: se oggi quel libro vende più di quanto si vendeva l’anno scorso nello stesso periodo, questo non può che essere dovuto al passaparola.
Ogni anno nella classifica dei best seller ci sono libri Sellerio, cosa abbastanza impressionante se si pensa alle vostre dimensioni paragonate a quelle dei grandi gruppi. Quand’e` che avete avuto la percezione di poter competere sul piano nazionale coi grandi editori?
Sicuramente il successo di Camilleri… C’e` stata la famosa, per noi, estate del ’98, quando le prime posizioni della narrativa italiana erano monopolio di Camilleri. Quel successo fu una grande boccata d’ossigeno perché era un momento di profonde difficoltà finanziarie. La casa editrice aveva già trent’anni di storia, aveva pubblicato libri importanti, però la popolarità di Camilleri ci ha permesso di arrivare in alcune case in cui un libro Sellerio non era mai entrato. Alcuni lettori forse percepivano questa copertina blu con la carta Fabriano come un oggetto cosi` raffinato da essere respingente.
Com’e` stato vivere la morte di Camilleri?
E` stato pesante. Era un autore molto vicino, a mia madre prima, ma poi anche a me e a mia sorella, per cui c’era un rapporto non solo professionale, ma anche umano davvero profondo. Per anni non era venuto a Palermo, ma poco dopo la morte di mia madre decise di venire nonostante gli pesasse entrare in casa editrice e non incontrare mia madre e venne per dare un segnale a me e a tutte le persone che lavoravano qui, voleva dirci che lui era altrettanto presente di quanto non fosse prima, se non di più. Il nostro debito di gratitudine non e` solo dovuto al fatto che ci ha sempre considerato il suo editore di riferimento ma anche per il modo in cui questa relazione si e` svolta.
Avete mai ricevuto una proposta di acquisizione?
Ci fu un commercialista che in modo molto sgraziato ci contattò all’indomani della morte di mia madre, ma non gli lasciai nemmeno dire per conto di chi chiamasse. Abbiamo sicuramente ricevuto dei segnali, ma abbiamo sempre risposto con il segnale che per noi l’indipendenza e` un valore irrinunciabile. La casa editrice deve restare cosi` com’e`.
Credete molto nell’indipendenza ma avete, mi sembra, una visione molto laica su una delle questioni più dibattute tra gli editori oggi: lo strapotere di Amazon. A differenza di altri indipendenti, siete presenti su Amazon, cosi` come nei supermercati.
Sono ovviamente due cose diverse. Nella grande distribuzione c’e` una fortissima selezione all’ingresso. Personalmente che uno, mentre va a fare la spesa, possa imbattersi in un romanzo che finisce nello stesso carrello insieme agli spaghetti, io la trovo una cosa etica oltre che commercialmente vantaggiosa. Poi ovviamente piace anche a me comprare i libri nelle piccole librerie indipendenti, che cerchiamo di sostenere con ogni mezzo (sono per esempio favorevole alla legge sul prezzo del libro), e in quest’ultimo anno, tra l’altro, proprio le piccole librerie hanno dimostrato una fantasia e un coraggio anche fisico, hanno aperto subito in un momento in cui tutti avevano paura a mettere il naso fuori. Che però il libro arrivi ai lettori nei modi più diversi a me sembra solo auspicabile. Con Amazon i rapporti sono sicuramente difficili, perché e` un cliente molto molto esigente, dopodiché uno prova ad averci a che fare.
Siete l’unica case editrice italiana a non aver praticamente mai cambiato veste grafica, che e` parte del vostro Dna e della vostra riconoscibilità, a differenza di altri editori che, pure avendo un’immagine forte e riconoscibile, hanno fatto scelte diverse. Quanto avete resistito alle spinte di cambiamento e a che esigenze invece risponde la creazione della nuova collana Promemoria, che rompe un po’ questo schema di estrema fedeltà alla propria immagine?
A volte ci criticano perché e` facile distinguere un libro Sellerio a dieci metri di distanza, ma non e` facile distinguere due libri Sellerio tra loro, io però credo che questo tipo di appartenenza possa essere un giovamento per i singoli libri. Venendo alla collana, con oltre 50 anni di storia e un catalogo che si avvicina ai tremila titoli ci troviamo alle nostre spalle una quantità di libri che si meritano di circolare ancora, essere visibili, avere una seconda vita. Non e` una questione di pura reperibilità, che ormai con l’e-commerce e` un problema superato. Avevamo un ostacolo, che e` la collana La memoria, fatta di novità, ma con libri piccoli e prezzo economico, e ci abbiamo ragionato, soprattutto con mia sorella, che poi ha varato il progetto grafico, e abbiamo deciso di sovvertire le regole classiche, facendo un economico non tascabile più grande dell’edizione originale e con una grafica completamente diversa.
Come sono stati questi ultimi due stranissimi anni dal punto di vista di un editore?
Per me non era cosi` scontato che in questo periodo di difficoltà e costrizioni, la lettura costituisse un rifugio. E una volta tanto i governi che si sono succeduti hanno fatto delle cose per il libro, e` stato riconosciuto al libro lo status di bene primario, con le librerie aperte, per esempio. Per tutti noi, che lavoriamo in questo settore, avere questa forma di riconoscimento e` stato galvanizzante. La ragione di ritorno del libro non e` che solo le persone non uscivano e allora stavano a casa a leggere, perché la concorrenza e` ormai sterminata. Credo invece ci sia stata una ricerca di solidità che il libro comunica. E` il ritorno di un ruolo, ma non e` detto che sia definitivo. Dobbiamo essere bravi a non perdere questo vantaggio.
Cristiano de Majo
 
 

Juan Herranz, 16.11.2021
Usiniguse, na Andrea Camilleri

Historia ya fasihi imejaa kazi ndogo ndogo. Kutoka Mkuu mdogo mpaka Historia ya Kifo Iliyotabiriwa. Kinachotokea ni kwamba aina hii ya kazi haipatikani sana katika fasihi ya karne ya XXI, ikitazamwa zaidi na uwekaji wa wahariri au kwa kusoma ladha, kwa riwaya kubwa kwa vipimo, ambayo labda inaweza kuhalalisha bei za zingine za kupendeza vielelezo.
Divagazioni sul mercato della stampa laterale, Don't Touch Me Sembra un piccolo buon lavoro. A peggiorare le cose, sono incorporati in un romanzo poliziesco (di fronte a molto lavoro e confusione).
Na, licha ya kuonekana kupingana, kuzungumza juu ya Laura, mhusika mkuu asiye na ubishi wa riwaya hii, nitaleta riwaya kubwa ya uhalifu: «Ukweli juu ya kesi ya Harry Quebert«. Na ninafanya kwa sababu ninaona usawa wa kimsingi kati ya njama hizo mbili zinavutia. Kujua mhusika kama Laura katika kesi ya kwanza au kama Nola katika pili ni makombora ya mitazamo kwa watu ambao waliwajua maishani.
Siri za Laura au Nola zinawafanya maswali ya kushangaza kwa msomaji. Wanawake ambao wanaonekana kuwa wao sio, au ambao huficha sehemu za maisha yao ambayo tunahisi tofauti sana na muonekano wao wa kijamii.
Kuanzia wakati wa kwanza unapoanza kusoma, Camilleri umenasa katika kutafuta majibu ya kutoweka kwa Laura. Mwanamke ambaye ana kila kitu, ambaye anaonekana kufanya kazi kijamii kwa mapenzi, ambaye hutumia wakati wake kwa kile anapenda zaidi. Kwanini upotee?
Kamishna Maurizi anafunga mwisho wa kesi (ndio, pia kama Marcus Goldman katika kesi ya Harry Quebert). Tofauti kati ya riwaya hizi mbili iko katika mfumo. Usiniguse ni ya haraka wakati wote. Matukio mafupi na mazungumzo wazi. Maneno mafupi lakini yenye juisi, maelezo mafupi ya wahusika kuruhusu mawazo yako yawe ya mwitu.
Kazi ndogo kama hii zinaonyesha zaidi kuliko kile kinachosomwa. Ukweli ni kwamba kila kitu kinatokana na fadhila ya mwandishi, uwezo wake wa kukualika ufikirie chaguzi, kuuliza maswali, kutafuta haki.
Kwa muhtasari, riwaya kubwa ndogo kuonja bila kuchelewa, bila kuzidisha maneno lakini kwa biashara kubwa ya usanifu wa mtaalam wa uandishi. Brushstrokes juu ya mafumbo ya kihistoria na Historia kubwa ya sanaa, ambayo imeamsha sana mawazo maarufu na mawazo ya wapenzi wa Sanaa.

Noli me tangere, di Andrea Camilleri

La storia della letteratura è piena di piccole opere. Dal Piccolo Principe alla predetta storia della morte. Quello che succede è che questo tipo di opere si trova raramente nella letteratura del XXI secolo, vista più spesso per collocazione editoriale o per lettura di gusto, da grandi romanzi per dimensioni, che possono giustificare i prezzi di altre piacevoli illustrazioni.
Divagazioni sul mercato della stampa laterale, Noli me tangere sembra un piccolo buon lavoro. A peggiorare le cose, sono incorporati in un romanzo poliziesco (di fronte a molto lavoro e confusione).
E, nonostante le apparenti contraddizioni, parlando di Laura, protagonista indiscussa di questo romanzo, vi porto un grande giallo: "La verità sul caso Harry Quebert". E lo faccio perché trovo interessante l'equilibrio fondamentale tra le due trame. Conoscere un personaggio come Laura nel primo caso o come Nola nel secondo è un colpo di atteggiamento per chi li ha conosciuti nella vita.
I segreti di Laura o Nola sollevano interrogativi intriganti per il lettore. Donne che sembrano essere ciò che non sono, o che nascondono parti della loro vita che riteniamo molto diverse dal loro aspetto sociale.
Dal primo momento in cui inizi a leggere, Camilleri è bloccato alla ricerca di risposte alla scomparsa di Laura. Una donna che ha tutto, che sembra lavorare socialmente a suo piacimento, che dedica il suo tempo a ciò che ama di più. Perché perdersi?
Il commissario Maurizi chiude la fine del caso (sì, anche come Marcus Goldman nel caso Harry Quebert). La differenza tra questi due romanzi sta nel sistema. Non toccarmi, è sempre veloce. Eventi brevi e conversazioni aperte. Parole brevi ma succose, didascalie per i personaggi lasciano che i tuoi pensieri siano selvaggi.
Piccole opere come questa mostrano più di ciò che viene letto. Il fatto è che tutto dipende dalla generosità dell'autore, dalla sua capacità di invitarti a considerare opzioni, a porre domande, a chiedere giustizia.
In sintesi, un piccolo grande romanzo che si assaggia senza indugio, senza parole esagerate ma con una grande impresa di scrittura professionale dell'architettura. Pennellate sui misteri storici e sulla grande Storia dell'Arte, che ha molto stimolato le idee popolari e la fantasia degli appassionati d'Arte.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Humilde lector, 18.11.2021
La pista de arena, Andrea Camilleri

Una mañana, Salvo Montalbano se despierta y encuentra un caballo muerto en la playa frente a su casa en Marinella. Pero cuando las autoridades acuden a retirar el cadáver, este ha desaparecido misteriosamente.
Así es el intrigante inicio de La pista de arena (2007), la duodécima entrega de la serie, decididamente no la mejor. Y esto lo admite un entregado fan de la saga y admirador confeso de Andrea Camilleri.
El caso del caballo muerto y desaparecido podría pasar por una mera anécdota. Sin embargo, ese mismo día se presenta en comisaría la señora Rachele Esterman para denunciar que Super, un valioso caballo de carreras que había confiado a la cuadra de Saverio Lo Duca, ha sido robado.
Así nos metemos de lleno en una trama en la que descubrimos carreras de caballos clandestinas en las que está implicada la Mafia, entre otras cosas. Pero detrás de eso hay mucho más, como siempre. La cuestión de los caballos es solamente la punta del iceberg.
Continúan los conflictos interiores de Montalbano, al que le cuesta aceptar el paso del tiempo. Es cierto que a nadie le gusta envejecer, pero para él es una auténtica tragedia.
«Usar gafas para leer significa rendirse ante la vejez sin presentar lucha».
También siguen los desencuentros con su novia Livia. En esta coyuntura el autor nos cuela un desliz amoroso del comisario.
Y aquí es donde empiezan los problemas de La pista di sabbia, los cuales hacen que la novela no sea tan redonda como otras de la saga. Porque incluso dentro de la ficción, siempre es necesario que haya un mínimo de realismo y verosimilitud. Ignoro el porqué, Camilleri cae en clichés de la novela policiaca de los que hasta ahora había huido.
Las acciones del comisario son erráticas y, en ocasiones, carecen de toda lógica. La trama es poco sólida, cogida con alfileres. Chirría un poco ver al comisario actuando como James Bond en una fiesta de ricachones o durmiendo a pierna suelta después de que unos extraños hayan allanado su casa. Ese no es nuestro Montalbano, sino un superhéroe desconocido y hasta un poco repelente.
Diremos a modo de resumen que La pista de arena es un pequeño borrón en el luminoso legado literario de Camilleri. Uno de los pocos títulos de la saga, puede que el único, que no acaba de estar a la altura del resto.
Daniel Terrasa
 
 

Telkáč, 18.11.2021
Komisár Montalbano - Okruh kolem bóje
Il commissario Montalbano
CSFD.cz

Dĺžka: 110 minút
Rok: 2013
Réžia: Alberto Sironi
Napísal: Francesco Bruni, Andrea Camilleri, Salvatore De Mola
Rok: 1999
Réžia: Alberto Sironi
Hrajú: Dajana Roncione
Obsah: Ďalšie príbehy z voľného cyklu kriminálnych príbehov s hlavným hrdinom komisárom Montalbanom, nekonvenčným sicílskym komisárom. Taliansko (2005).

Il commissario Montalbano - Il giro di boa
Contenuto: Altre storie dal ciclo gratuito di gialli con protagonista, il commissario Montalbano, un commissario siciliano anticonformista.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

La Repubblica (ed. di Torino), 18.11.2021
Vanina, la detective che adora la notte

Vanina e Cristina. Due donne, due vite, un vicequestore e una scrittrice. L'una si incrocia nella mente dell'altra. E viceversa. «Quando ho deciso di scrivere il mio primo giallo, ho pensato subito a una protagonista femminile e l'ho creata come piaceva a me, a mia immagine e somiglianza» racconta Cristina Cassar Scalia, medico oftalmologo, nata a Noto e giallista di successo che oggi alle 18 al Circolo dei Lettori (in dialogo con Bruno Ventavoli) presenterà il suo nuovo lavoro "Il talento del cappellano" edito da Einaudi. Tutti i suoi libri " Sabbia nera", "La logica della lampara", "La salita dei Saponari", "L'uomo del porto" hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi e si svolgono nel 2016, tranne quest'ultimo, appena uscito… in cui accade qualcosa con il Capodanno alle porte.
[…]
La Sicilia, in particolare Palermo e Catania sono gli altri protagonisti di questi gialli, le viuzze, le strade, i paesaggi, le città di notte. E poi la lingua, il siciliano. «Camilleri è stato un maestro unico nel suo genere, ci ha lasciato un dono fondamentale: poter utilizzare la nostra lingua. È un lascito davvero importante».
[…]
f.bol.
 
 

ANSA, 19.11.2021
Più libri, Luca Zingaretti legge lettere inedite di Camilleri
La figlia Andreina "trovate sistemando archivio". Dal 4 all'8/12

Roma.ll carteggio del giovane Camilleri con i genitori Giuseppe e Carmela Fragapane, che costituisce una fonte unica e inedita sulla vita dello scrittore, chiuderà 'Più libri più liberi', la Fiera della piccola e media editoria, dal 4 all'8 dicembre alla Nuvola dell'Eur a Roma che sarà aperta dal Premio Nobel Mario Vargas Llosa.
E per la prima volta, nell'edizione in cui la Fiera festeggia 20 anni, sarà aperto al pubblico della manifestazione l'Auditorium della Nuvola che ospiterà una serie di eventi speciali.
Primo fra tutti "Mamma Carissima - Lettere inedite dall'archivio Camilleri", ultimo capolavoro inedito del Maestro, in una lettura di Luca Zingaretti che firmerà anche la regia, in questa cornice spettacolare e immersiva. L'evento è presentato da Eur Spa all'interno della propria stagione culturale e artistica Eur Culture per Roma, in collaborazione con 'Più libri più liberi'. Ad aprire l'incontro Maurizio De Giovanni con un ricordo di Camilleri, morto il 17 luglio 2019. "Sono delle lettere inedite, perché nessuno le conosce, che sono state trovate da noi, dalla famiglia, perché stiamo mettendo in piedi l'archivio di Andrea Camilleri. Per sua volontà abbiamo iniziato a recuperare tutto quello che era in casa e tante altre cose e stiamo creando questo archivio che è già sotto la tutela della Sovrintendenza e cercando abbiamo trovato queste lettere che lui scriveva ai genitori all'inizio, quando è arrivato a Roma nel '49 per frequentare l'accademia fino agli anni '60. Fare lo spettacolo è stata una cosa abbastanza casuale" dice all'ANSA la figlia Andreina Camilleri a margine della conferenza stampa, il 19 novembre, di presentazione di 'Più libri più liberi'.
In questo spazio avveniristico e suggestivo, nel cuore della struttura progettata da Massimiliano Fuksas, tra gli altri eventi Zerocalcare in dialogo con Chiara Valerio in un excursus su tutti i suoi lavori, una lectio di Alessandro Baricco sul potere liberatorio dei libri, una lettura di Todo Modo di Leonardo Sciascia di Fabrizio Gifuni, con la pertecipazione di Luigi Manconi e Ascanio Celestini protagonista di un omaggio a Pier Paolo Pasolini.
 
 

La Repubblica (ed. di Bari), 19.11.2021
Arena e Piva al Radar si alza il sipario 2021-22

Dai grandi classici, come L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello e l'opera di Molière Il malato immaginario, al debutto di Quanto basta diretto da Alessandro Piva, fino all'intreccio di parole e musica a cui danno vita Concita De Gregorio ed Erica Mou nello spettacolo Un'ultima cosa. Si esplorano mondi semantici e visioni differenti nei dieci appuntamenti in cui si articola la nuova stagione del teatro Radar di Monopoli intitolata Tutto cambia, a cura di Teresa Ludovico per Teatri di Bari.
[…]
Ispirato da un racconto di Andrea Camilleri è Virivì - La donna albero previsto per il 22 e il 23 gennaio.
[…]
Gilda Camero
 
 

Istituto Italiano di Cultura Stoccarda, 20.11.2021
Gli arancini di Montalbano (a Stoccarda)

Ein Abend voller Anekdoten und Auszügen aus den Werken von Andrea Camilleri.
Sagt man eigentlich “arancina” oder “arancino”? Ausgehend von dieser kulturellen Frage möchten wir ein Abend im Zeichen der Sicilianità gestalten. Lektüren aus Werken von Andrea Camilleri stehen auf dem Programm sowie ein kulinarischer Reigen, inspiriert von den Aromen und Farben der sizilianischen Küche.
Anmeldung direkt bei Loretta Petti telefonisch unter: 0711/ 64 94 804.
Informazioni
Data: Sab 20 Nov 2021
Orario: Alle 19:00
Organizzato da : Freunde des Italienischen Kulturinstituts Stuttgart e.V.
In collaborazione con : Italienisches Kulturinstitut Stuttgart, Kulturgarage Da Loretta Stuttgart
Ingresso : A pagamento
 
 

TV24.se, 20.11.2021
Camilleri racconta: Il gioco delle tre carte

Andrea Camilleri racconta la trama del racconto giallo "Il gioco delle tre carte". Il celebre scrittore siciliano parla delle nuove indagini in cui il suo proprio personaggio più conosciuto, il commissario Montalbano, ha un ruolo chiave.
 
 

La Marseillaise, 21.11.2021
De Pratt à Ferrante... De belles plumes italiennes à lire cet hiver
Cette année marque le centenaire de la mort de Dante Alighieri, l’auteur de la « Divine Comédie » et l’un des pères fondateurs de la littérature italienne.L’occasion de vous livrer notre sélection de plumes transalpines.

1. Le « giallo » sicilien avec Leonardo Sciascia
Leonardo Sciascia publie en 1961 son premier roman policier sur fonds politique, Le Jour de la chouette, qui se déroule dans un village sicilien dominé par la mafia et sa mentalité d’omertà. Il a aussi écrit L’affaire Moro sur l’enlèvement du président du conseil de la Démocratie Chrétienne par un commando des Brigades Rouges le 16 mars 1978, un passionnant essai-analyse enquête sur les années de plomb en Italie. Côté polar italien, On pourra sinon se tourner vers Andrea Camillieri, qui a acquis une renommée internationale grâce à, notamment, ses romans mettant en scène le commissaire Montalbano.
[..]
Jolan Zaparty
 
 

Bitter Tea and Mystery, 21.11.2021
Novellas in November: Montalbano's First Case by Andrea Camilleri

Andrea Camilleri’s very popular police procedural series about Inspector Salvo Montalbano is set in a fictional town on the Italian coast, called Vigàta. It consists of 28 novels, all of which were written in Italian and have been translated into English.
Montalbano's First Case is a prequel to the Inspector Montalbano series. In this short novel, Montalbano gets his first assignment in Vigàta, after spending his time in an apprenticeship as a deputy inspector in Mascalippa.
The story begins with Montalbano's concerns about being stuck in Mascalippa for his new assignment. He just doesn't like the mountainous area he is living in. His boss realizes this and facilitates his assignment to Vigàta, which is a seaside town, the type of terrain that Montalbano wants to live in. Montalbano then goes in advance to check out the town in advance, not announcing himself as the new Chief Inspector. But the word gets around. He finds a good restaurant immediately.
The first case Montalbano takes on is not a murder case, but more of a case of attempted murder. He sees a very young girl hiding a gun in her handbag and takes her in for questioning. He follows up on what she was planning to do with the gun and her motivation. During the investigation, the reader learns more about Montalbano's views on crime and punishment.
I have only read the first two books in the series, but this one seemed to have a much slower pace than the full-length novels. But that was a good thing, I enjoyed it a lot. It also seemed less serious, with more humor. This novella was an introduction to some of Montalbano's quirks and characteristics, that might not be so obvious in the full length novels. I usually don't like prequels to mystery series but this one was very good.
I read this novella in a book of short stories, titled Montalbano's First Case and Other Stories. I have now read a few of the shorter stories and I highly recommend that book. All of the stories in the book are translated by Stephen Sartarelli.
TracyK
 
 

iDNES, 21.11.2021
Komisař Montalbano
28. 11. 2021, 0:05 O1

Seriál It. (2013)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, A. Russo, A.Croci
Hlas noci. Krimiseriál It. (2013). Setkání s pirátem silnic a krádež v supermarketu mají něco společného: připomenou komisaři Montalbanovi, že zahrávat si s mafií není bez rizika. Nové epizody z kriminálního cyklu. (106 min)
Vyšetřování krádeže v supermarketu vlastněném mafiánskou rodinou zavede Montalbana až do vyšších pater politiky. Viníka bude potřeba lovit jako vzácnou rybu a komisař k tomu použije velmi nekonvenční udičku. Nadřízení se vztekají, média provokují, ale Montalbano nehledí napravo ani nalevo. Hlavní je přece vyřešit případ, zvlášť když mrtví přibývají...
Další díly
25. 11. 2021, 23:35 O1 Komisař Montalbano
2. 12. 2021, 23:05 O1 Komisař Montalbano
4. 12. 2021, 23:40 O1 Komisař Montalbano

Il commissario Montalbano - Una voce di notte
Serie criminale It. (2013). L'incontro con il pirata della strada e il furto al supermercato hanno qualcosa in comune: ricordano al commissario Montalban che giocare con la mafia non è esente da rischi. Nuovi episodi dal ciclo del crimine. (106 minuti)
Indagare sul furto in un supermercato di proprietà della mafia porterà Montalban ai vertici della politica. Il colpevole dovrà essere pescato come un pesce raro e il commissario utilizzerà una canna molto anticonvenzionale. I vertici si arrabbiano, i media provocano, ma Montalbano non guarda né a destra né a sinistra. La cosa principale è risolvere il caso, soprattutto quando il bilancio delle vittime ...
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Grado Zero, 23.11.2021
I luoghi di Montalbano

È meglio il libro oppure il film? È più interessante il romanzo o la sua trasposizione cinematografica?
Quando, da studente universitario, frequentavo le lezioni di semiotica, certe domande avevano vita breve: sono due opere differenti ed è inutile paragonarle considerandole identiche. Non si tratta, infatti, del medesimo contenuto che viene manifestato con due significanti equivalenti: il libro e il film sono due significanti diversi e rimandano a diversi significati. Si assomigliano ma restano profondamente distinti.
A proposito di dualità tra libro e film, mi viene in mente come Andrea Camilleri sia stato perseguitato dalla popolarità della trasposizione televisiva dei romanzi che hanno per protagonista il suo Montalbano. Da baffuto e fumatore, nell’immaginario collettivo il commissario letterario ha dovuto lasciare presto il passo a un Montalbano calvo e con le fattezze dell’attore Luca Zingaretti, che sul set pluridecennale si è acceso sì e no due sigarette per esigenze di copione senza mai accostarle alle labbra.
Il Montalbano letterario e quello televisivo
Ma qual è il vero Montalbano? È lecito sovrapporre tanto facilmente la fiction televisiva con la narrativa?
A un certo punto bisogna riconoscerlo: la genialità di Camilleri è stata quella di giocare su questo doppio binario. Sapendo che i suoi libri vendevano “solo” centinaia di migliaia di copie, mentre il film veniva visto da milioni di telespettatori, ha cominciato a piegare la popolarità del personaggio televisivo per rifletterla a modo suo nei suoi libri. Il Montalbano letterario ha cominciato così a porsi in una condizione dialettica nei riguardi di quello televisivo, ammettendo l’esistenza e la maggiore popolarità del secondo ma sempre rivendicando la propria autenticità. Se questo traspare già in qualche racconto, tale processo raggiunge l’apoteosi nell’ultimo romanzo intitolato Riccardino (Sellerio, 2020), dove il commissario di Vigata puntualizza ripetutamente la priorità ontologica della scrittura rispetto alla versione filmica. È come se il Montalbano originale fosse il mondo vero, e il film solo una copia approssimativa e raffazzonata, da trattare con un misto di commiserazione e diffidenza (ricordiamo che il commissario partorito dalla penna dello scrittore siciliano è allergico al successo e alla popolarità, teme la promozione a vice questore, odia le conferenze stampa e non vuole stare troppo sotto ai riflettori).
Metanarrazione in Montalbano
Citando il film nel proprio romanzo, però, Camilleri ha inevitabilmente innalzato la versione televisiva a tema narrativo, donandole dignità letteraria. In altre parole, ha riconosciuto al film una dimensione prominente attraverso la metanarrazione. Il film entra nel romanzo, il film comincia a esistere anche per il lettore, perfino per quello sprovvisto di televisore.
Insomma, con il suo ultimo romanzo, Camilleri ha accreditato la commistione tra i due media (libro e televisione) e tra i loro contenuti (romanzo e serie televisiva), autorizzando, se non orchestrando, il corto circuito tra Vigata e Ragusa Ibla, tra la casa di Marinella e Punta Secca, tra i ruderi della Mànnara e Sampieri, tra il famoso commissariato presidiato dall’agente Catarella e Scicli, tra la tenuta del mafioso e il castello di Donnafugata.
A concludere la commistione tra parola scritta e immagine in movimento, il Camilleri scrittore ha introdotto in Riccardino anche un Camilleri-personaggio che dialoga con il Montalbano letterario e discute sull’opportunità di certe azioni condotte dal Montalbano televisivo. Piani e temi narrativi finiscono così per sovrapporsi e confondersi, complicando ulteriormente il rapporto tra storia e narrazione, tra enunciato scritto e messa in scena. Dal canto suo, il Montalbano letterario, dialogando col proprio autore, dà la falsa impressione che stia discutendo con l’autore empirico, mentre sappiamo bene che si tratta del simulacro dello scrittore. E mentre la distanza tra realtà e finzione si sfalda sotto questo gioco di rappresentazioni, ne viene fuori un unicum, un universo montalbanesco dove non è più possibile separare gli elementi che sono entrati a far parte di questo grande calderone.
E allora, che si tratti di un accademico alle prese con lo studio dell’idioletto camilleriano, di un appassionato lettore dei romanzi di Montalbano o un abituale spettatore che non si perde una prima visione con Luca Zingaretti, poco importa: ciascuno di loro è autorizzato soffermarsi come in pellegrinaggio davanti alla verandina della casa sul mare che si trova a Punta Secca e fantasticare che dalla porta-finestra, a un certo punto, possa spuntare un commissario di polizia – calvo o baffuto fa lo stesso – con una caffettiera in mano nel tentativo di svegliarsi o con un telefono all’orecchio tramite il quale un agente dalla parlata sgrammaticata lo informa del rinvenimento di un cadavere.
Giuseppe Raudino
 
 

Nulla dies sine linea, 23.11.2021
Montalbano e i “cold cases”

Un indizio della “senilità” precoce del camilleriano commissario Montalbano è la tendenza ad occuparsi spesso di indagini “non attuali”, di “cold cases” non risolti o di enigmi privati insoluti.
Ciò vale soprattutto per Il cane di terracotta, ove il commissario scopre casualmente, in una grotta trasformata dalla mafia in un deposito d’armi, una parete posticcia che – abbattuta – rivela la presenza di due cadaveri, composti insieme e vegliati da un cane di terracotta con accanto una ciotola di monete. L’indagine conduce Montalbano a ricostruire la triste storia di due ragazzi, Mario Cunich ed Elisa Moscato, uccisi più di cinquant’anni prima, durante la seconda guerra mondiale, e pietosamente seppelliti lì da un amico di famiglia.
Anche nel romanzo La rete di protezione (2017) il commissario accetta volentieri la proposta dell’ingegnere Ernesto Sabatello di indagare sul motivo per cui il padre di questi, molti anni prima (fra il 1958 e il 1963), avesse girato ogni anno, nello stesso giorno, un filmino 8 mm. riprendendo un pezzo di muro sbrecciato che evidentemente doveva significare qualcosa.
L’ingegnere invia a Montalbano un pacco contenente le sei bobine e un proiettore; incuriosito, il commissario si appresta alla proiezione, ma – essendo negato per qualunque tipo di tecnologia – deve invocare l’aiuto di Catarella, che in queste cose invece brilla particolarmente; e infatti l’gente “in quattroequattrotto” spiega al suo superiore cosa deve fare.
La prima impressione che Montalbano riceve dalla proiezione è però uno struggente flash-back memoriale: ricorda infatti un filmino proiettato da suo padre quando lui era bambino, in cui compariva, “di spalli, e sulo per un momento”, l’immagine di sua madre, che aveva perso quando era molto piccolo: “Da ‘u sapi Dio quali profunnità del sò ciriveddro gli era tornata ‘n menti ‘na scena di quanno era picciliddro, con sò patre che proiettava un filmino superotto indove compariva di spalli, e sulo per un momento, la figura di sò matre. L’unica immagini che lui possidiva di lei e che ogni vota gli si arrapprisintava accussì, stampata nella sò testa: di spalli, coi lunghi capelli biunni che si cataminavano a leggio come il frumento sutta il vento”. La similitudine esalta il tono lirico della rievocazione nostalgica e innalza inopinatamente, come spesso avviene in Camilleri, il livello narrativo del racconto.
Montalbano, dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua per annegare la commozione, riprende la proiezione; l’immagine del misterioso muro, ripreso in anni diversi e sempre nello stesso giorno, innesca in lui l’irresistibile curiosità di venire a capo del mistero: “Se la sera avanti le parole di Sabatello l’avevano sulamenti ‘ncuriosuto, ora la sò curiosità, alla vista delle immagini, si era cangiata in pressanti bisogno d’accapiri. E nello stisso tempo in cui avvirtiva ‘sto bisogno, si fici pirsuaso che non avrebbi avuto paci fino a quanno non sarebbi stato ‘n condizioni di dari ‘na risposta logica e concreta prima di tutto a se stisso e po’, macari, all’ingigneri Sabatello. Pirchì ‘na storia accussì armava a toccare un tasto priciso della sò natura, attratta certo dalle facenne giudiziarie, ma puro, e forse soprattutto, da quella matassa ntricata che è l’anima dell’omo in quanto omo”. Montalbano capisce dunque un aspetto peculiare della sua natura, incuriosita sicuramente dalle indagini consuete, ma soprattutto attratta dal desiderio di una comprensione più profonda, relativa ai più segreti meccanismi dell’animo umano. La curiosità di Montalbano non ha nulla di pettegolo e di banale: mira invece a cogliere la vita in tutti i suoi aspetti, anche quelli apparentemente marginali e incomprensibili, con una sete di conoscenza e una profonda umanità che sono sue connotazioni peculiari.
Dopo la proiezione, Montalbano rende partecipe l’ispettore Fazio, suo prezioso e fedele collaboratore, del misterioso filmato; e inizia da parte di entrambi l’analisi delle ipotesi, la volontà di agire concretamente. Così parte un’indagine che porterà il commissario a fare piena luce su un evento doloroso avvenuto molti anni prima: il padre dell’ingegner Sabatello, in fin di vita per una grave malattia, aveva ucciso il fratello Emanuele, che aveva un grave handicap intellettivo, temendo che rimanesse solo e abbandonato; l’omicidio era avvenuto proprio davanti al muro del magazzino, poi filmato per anni “per aviri sempri presenti, vivo, laceranti quel momento di spavintoso orrori e in esso sprofunnari novamenti, chiangenno, disperannosi squasi per castigarisi, per espiari” (p. 287).
Mario Pintacuda
 
 

Bitter Tea and Mystery, 23.11.2021
Short Story Wednesday: Stories by Andrea Camilleri

As I mentioned in my last post, I have been reading short stories from Montalbano's First Case and Other Stories by Andrea Camilleri. The first story is Montalbano's First Case, actually a novella. There are twenty other short stories in the book. The book has an excellent Preface by Camilleri, where he discusses his writing and some of the short stories in this book.
So far I have read
"Fifty Pairs of Hobnailed Boots"
"Fellow Traveler"
"Dress Rehearsal"
"Amore"
"The Artist's Touch"
All of the short stories I read were good reads, and there was variety from story to story, but the last story I read, "The Artist's Touch," is my favorite so far.
It is a story of a meticulously planned suicide. Alberto Larussa, well known for artistic jewelry pieces that he created, had been confined to a wheelchair for the last three decades. He electrocuted himself while strapped into his wheelchair. Larussa was a friend of Montalbano's but Montalbano is not involved in the investigation to prove if it is suicide or not. He begins to believe that the suicide was staged but must make his inquiries outside of normal police channels.
All of the stories in the book are translated from Italian by Stephen Sartarelli.
TracyK
 
 

Sintesi Dialettica, 24.11.2021
Camilleri, Caino e i processi mediatici
A. Camilleri, Autodifesa di Caino, Sellerio editore, Palermo 2019, pp. 81, euro 8.

Il “processo mediatico” è la colpevolizzazione del presunto autore di un reato da parte dei mezzi di informazione e divulgazione (e di chi ne fa uso) lasciando nelle persone un sentimento di pregiudizio, rancore e vendetta che permane anche in caso di proscioglimento dell’imputato in giudizio. Questo pericoloso fenomeno allontana l’opinione pubblica dai principi propri di uno Stato liberale e democratico. Il processo mediatico, in questo senso, è un danno per una corretta amministrazione della giustizia e condiziona negativamente tutti i soggetti coinvolti.
Questo attualissimo argomento richiama, in termini simbolici, la figura biblica di Caino, che uccide il fratello Abele. Tale connessione è magistralmente illustrata nell’Autodifesa di Caino, ultimo capolavoro di Andrea Camilleri prima della sua morte.
L’assassinio di Abele non è stato analizzato e dimostrato seguendo i canoni, potremmo dire, del giusto processo e della presunzione di innocenza. La colpevolezza di Caino è scontata da sempre, perchè la storia ha tramandato questa informazione, senza prove effettive, che dipinge Caino come “inventore della pena di morte”, per così dire “creatore del male”. Egli è ingabbiato in un eterno processo anche se una corte non l’ha mai giudicato. L’errore, anzi la debolezza di Caino è stata la sua mancata possibilità di godere del diritto di difesa. Nel libro di Camilleri, Caino veste pertanto i panni dell’avvocato di se stesso per smentire i pregiudizi che la cronaca giudiziaria e le credenze – o pregiudizi popolari – hanno sempre sostenuto.
Le sue ragioni sono tre: 1) la legittima difesa. Abele voleva ucciderlo, ma se Caino non si fosse mosso sarebbe stato lui stesso la vittima. Prima o poi Abele l’avrebbe ucciso in altre circostanze; 2) il principio di legalità penale. Caino non sapeva come uccidere in assenza di precedenti storici, eppure ha ucciso prima che Dio esprimesse il comandamento di non uccidere; 3) la logica del sillogismo. Abele uccide gli animali, quindi uccide creature di Dio, così come l’uomo è creatura di Dio. Caino quindi ha semplicemente fatto giustizia, è un giustiziere.
Camilleri, dunque, evidenzia la trattazione tendenzialmente superficiale di ogni singolo fatto di reato da parte dei media, visto che le ipotesi di accusa non sono mai da considerare verità, almeno fino a prova contraria. La verità processuale su una colpa è strettamente connessa a ciò che è espresso in una sentenza, e questa deve restare la bussola di orientamento. Non occorre, dunque, creare colpevoli (o innocenti) nella pubblica piazza tralasciando prove o argomenti quanto più possibile incontrovertibili. Solo in questo caso è possibile soddisfare l’interesse pubblico all’informazione, secondo l’articolo 21 della Costituzione, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e della presunzione di non colpevolezza, garantiti dagli articoli 2, 3, 27.
Forse è proprio vero che senza il male non esisterebbe il bene, e certo l’attitudine al giudizio è una facoltà che va maneggiata con cautela.
L’umanità sembra essere abituata alla violenza, agli assassini, alle guerre, alle stragi. Ancora ci sono persone che credono sia tutta colpa di Caino?
Rocco Neri
 
 

Sicilian Post, 24.11.2021
Sicilian word
“Strammàri”, lo stupore siciliano che richiama il Natale (e non solo)
Confusione, meraviglia e una certa stramberia sono solo alcuni dei significati associati a questa espressione che, come molte altre, sottolinea l’imprevedibile capacità del nostro dialetto di dar voce alle pieghe dell’animo isolano

[...]
«Non mangiò Masino Bonocore, rimasto strammato davanti alla finestra aperta», ecco allora che si legge nel romanzo Un filo di fumo pubblicato da Andrea Camilleri per la casa editrice Sellerio, così come «Strammò per primo lui stesso» ne La stagione della caccia o ancora «Arrivò col fiato grosso e gli occhi strammati» ne La forma dell’acqua, a dimostrazione del fatto che essere “strammàti” nella regione sicula è ben più comune di quanto si pensi, che sia a ridosso delle vacanze invernali o meno.
Eva Luna Mascolino
 
 

Player FM, 25.11.2021
Aquí, amb Josep Cuní
ENTREVISTA. Pau Vidal.Es publica l'avant penúltima entrega del comissari Montalbano, dos anys després de la mort d’Andrea Camilleri
 
 

AreaNapoli, 26.11.2021
Andò: "Palermo è più triste di Napoli. Spezzai un dente a un compagno di classe"
Il regista palermitano ha parlato anche di Camilleri: "Qualcuno gli aveva mandato un messaggio, che purtroppo si è avverato l'anno successivo"

Roberto Andò, regista di cinema, teatro e opere liriche, sceneggiatore, scrittore e direttore artistico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Tre anni fa, al Teatro Greco di Siracusa, riportai sul palcoscenico Camilleri, ormai diventato cieco. Era un anno prima della sua morte. Quella sera, dopo i calorosi applausi che meritatamente ricevette per la sua interpretazione, mi disse in disparte: 'Mentre recitavo ho visto un gatto che mi fissava'. Era impossibile che nelle vicinanze del palcoscenico ci fosse un gatto… Oltretutto Andrea non era in grado di vedere nemmeno il pubblico che affollava la platea, quindi come avrebbe potuto scorgere una bestiola? E allora ho pensato, fra me e me, che quel gatto era un’immagine di morte: qualcuno gli aveva mandato un messaggio, che purtroppo si è avverato l’anno successivo".
[...]
Francesco Manno
 
 

La Repubblica (ed. di Palermo), 26.11.2021
La Sicilia da romanzo che scala le classifiche

Se tre indizi fanno una prova, quattro sono una certezza. Sventola alto lo stendardo della Sicilia nel mondo dell'editoria visto che questa settimana ben quattro autrici dell'Isola figurano, contemporaneamente, nella classifica nazionale della narrativa italiana: la trapanese Stefania Auci, la netina Cristina Cassar Scalia, la palermitana Simonetta Agnello Hornby e la messinese Alessia Gazzola. Dovremmo gridare al colpaccio ma ormai non si tratta più di una condizione d'eccezionalità poiché sono tante le voci siciliane che si stanno imponendo a livello nazionale con regolarità, creando una sorta di nuovo canone narrativo siciliano, un brand editoriale che richiama l'attenzione del mercato e apre all'esplosione di nuovi talenti.
[…]
Ma quanto durerà il brand siciliano?
«Eccola la grande domanda — afferma Paolo Repetti, direttore editoriale di Einaudi Stile Libero, sempre a caccia di nuove voci — In Sicilia c'è un vivaio fertile di voci, nel quale figura ovviamente anche la messinese Nadia Terranova. Certamente il fenomeno Camilleri ha avuto un ruolo per la dimensione mitologica della Sicilia letteraria ma ci sono dei momenti felici in cui certi luoghi ammaliano e chiamano gli scrittori ad una presa di coscienza».
[…]
Francesco Musolino
 
 

La Repubblica, 27.11.2021
La migliore formula anti-age? Cerchiamola nella felicità
Il segreto della vera longevità sta in quel desiderio inesauribile di fare, sperimentare e conoscere che accomuna le esistenze di grandi donne e uomini vissuti (a lungo) senza badare troppo all’anagrafe

"Provengo da una famiglia longeva. Mia mamma è morta a 102 anni, e soltanto perché si era distratta un attimo”. Lo diceva la grande attrice Paola Borboni, che abbandonò le scene a 94 anni e lasciò il mondo un anno dopo. Evidentemente si era distratta anche lei. Aveva preso un attimo di pausa da quel turbine di energia che l’aveva posseduta fin da bambina e le aveva fatto sentire fino alla fine il gusto pieno della vita. Si spiega così la longevità di questa gran signora del teatro.
Come quella di Rita Levi Montalcini, morta a 97 anni ancora in attività. O anche del grande antropologo francese Claude Lévi-Strauss e dello scienziato americano Ancel Keys scopritore della dieta mediterranea, entrambi scomparsi a 101 anni. E, last but not least, di Andrea Camilleri che ci ha lasciato a soli 94 anni. Ci verrebbe da dire strappato prematuramente all’affetto dei suoi fan, visto quel che avrebbe ancora potuto fare. Perché in realtà il suo talento prorompente era in presa diretta con il suo corpo eccedente. Che era il primo segnale di uno stato di eccezione della mente. In grado di spuntarla sulle regole che valgono per i più. Insomma, il suo stile di vita, e il suo girovita, sono sempre stati lontanissimi da quei parametri salutisti che di solito vengono associati alla salute e alla longevità.
In fondo, il modo di vivere, quindi anche di morire, di persone così smentisce clamorosamente quei rigoristi che rompono i cabasisi con ricette e formulette da poveri di spirito, trasformando l’esistenza in una forma di penitenza. Rischiando, oltretutto, di campare molto meno di Camilleri e sicuramente molto peggio.
[…]
Marino Niola
 
 

Istituto Italiano di Cultura Rio De Janeiro, 27.11.2021
VI Settimana della Cucina Italiana nel Mondo: La cucina siciliana di Andrea Camilleri e Leonardo Sciascia

La cucina tradizionale siciliana ha ricevuto notevole attenzione in alcuni testi letterari di illustri scrittori di quella regione. Nella produzione letteraria di Andrea Camilleri e Leonardo Sciascia spiccano interessanti passaggi in cui il cibo è presentato come tratto identitario, attraverso un forte legame con il territorio e la cultura della regione.
Se Sciascia ha fatto della cucina tipica siciliana uno strumento di critica socio-politica, Camilleri ha fatto dei piatti della gastronomia siciliana un mezzo per dimostrare l'identità regionale. Entrambi hanno contribuito in qualche modo a far conoscere meglio in tutto il mondo, attraverso la letteratura, le abitudini alimentari caratteristiche dei siciliani.
Durante l'evento verranno letti dall'attore Nicola Siri brani dei due autori e saranno degustati tre vini siciliani presentati dal sommelier italiano Marco Cestrone. Prenota ora, posti limitati!
Realizzazione:
Istituto Italiano di Cultura Rio de Janeiro
VI Settimana della Cucina Italiana nel Mondo: La cucina siciliana di Andrea Camilleri e Leonardo Sciascia
Data: 27 novembre 2021
Ora: 19:00
Dove: 8 ½ Pizzaria - Rua São Salvador, 72 - Laranjeiras
Ingresso: Libero
 
 

El Correo, 28.11.2021
Un libro cada semana
'El método Catalanotti' de Andrea Camilleri
Montalbano debe investigar la muerte de un director teatral aficionado, que además era usurero

Andrea Camilleri murió en 2019, a los 94 años. Sus últimos libros los dictó puesto que sus problemas de vista ya no le permitían escribir. Son esos los volúmenes que ahora están apareciendo en castellano, y los que hacen sufrir a los fieles seguidores de las andanzas del comisario Montalbano.
Eesta novela es un tanto singular dentro de la producción de Camilleri nos encontramos con Salvo Montalbano con sus características habituales casos policiacos correspondientes sus asesinatos que tienen que descubrir comenté de forma somera superficial la vinculación del propio Camilleri con el teatro él ha sido una persona de teatro apasionado el teatro se la ha hecho un diseño del teatro él ha hecho muchísimo artículos sobre teatro él ha escrito teatro él ha dirigido teatro él ha realizado muchísimos dramáticos teatrales en televisión en la Rai en italia pero esto es la narrativa por lo menos en la parte de Montalbano no aparecía por ninguna parte hasta el método que te reloj así ocurre que en esta novela sintetizaré un poco por lo menos parte de la trama se combina la narrativa naturalmente con ciertas ideas de teatro del propio Camilleri no tanto creo yo por lo que he visto por lo que he leído por lo que conozco lo que el propio Camilleri entendía sobre el teatro sino un cierto exceso que cometen otras personas relativas al mundo del teatro.
El Método Catalanotti consiste pues resulta que un día me augello a esta novela yo no sé si en la primera la segunda no lo sé pero en cualquier caso es la novela que yo he percibido más que no la ha escrito él es decir que no las redactaba él con papel y pluma sino que la ha dictado a la persona que normalmente tenía para el instalador o sea él hablaba y la otra persona copiando y después en esta novela yo sí he notado este origen moral del relato algo que no va en demérito en absoluto es distinto pero bueno pues ya está en una secuencia muy cinematográfica que se repite hasta tres veces más en el libro con variantes lógicamente mía oye lo está en casa de una amante de este mujeriego empedernido llega el marido y se tiene que ir por descolgándose por el balcón al piso de abajo en el piso abajo de que la puerta está entreabierta consigue hacerlo se mete dentro y se encuentra con que encima de la cama hay un cuerpo sale corriendo y se va a casa de montalbán iba a explicar primero quién es ese muerto segundo como a ver como como desvelar que el muerto está allí porque no tiene ningún motivo para ver entrar de esta casa ni tiene ninguna justificación que explique qué es lo que ha pasado con esto pero no sólo esto sino que al cabo desde al día siguiente de los dos días avisan de que hay un muerto con las mismas características bien vestidos tumbado al igual y piensan que es el mismo van al lugar de los hechos y se encuentra a otro fiambre 2 pero muerto pero que no están en el curso dos cadáveres distintos qué ha pasado pero cómo puede ser esto de la misma manera el mismo método que será esto y este muerto que el que adquiere protagonismo.
A partir de este momento con las puntuales apariciones de intervenciones a propósito del otro porque el otro quieren ir entrar a ver sí como se le ocurre poder entrar en la casa del otro donde está el otro muerto allí para poder servirse de excusa para descubrirlo porque además a mí me ha dejado huellas por todos lados pero lo que más nos interesa es la muerte del tal catalán o ti este que es el segundo cada vez que aparece este señor es muy conocido porque es un individuo de teatro es un tipo que ha tenido mucho mucho interés en el teatro y que participa o dirige mejor dicho un grupo de aficionados en vigatà hasta que pasaremos por todo el lugar imaginario son transcurren todas las acciones de la narrativa de Camilleri la inmensa mayoría este señor tiene un grupo de teatro donde pues surgen celos surgiendo y algo que después descubrir y algo en lo que abundaremos pero aparte resulta que ésta se tenía pues había heredado o tenía mucho dinero tenía propiedades dedicaba a la usura no a unos intereses excesivamente altos pero sí a prestar dinero a cambio de obtener una una cantidad mayor en compensación de devolución.
Claro porque la investigación se orienta hacia el tema de la basura porque es lo que más parece proclive a que haya generado el crimen el asesinato no pero según se va indagando en el proceso se van dando cuenta de que quizás no se deba eso porque el hombre tampoco pedía unos dinero a cambio excesivo ni nada por el estilo entonces quizás orienta el teatro y aquí es donde aparecen cosas muy interesantes de lo que opina Camilleri sobre el hecho de teatro que se conocen con la gente del teatro y tal de aficionado algo pero hace unas pruebas tipo el método a determinas personas que no necesariamente son actores y actrices donde los lleva al límite donde lo lleva al extremo máximo posible en busca de la identificación con un personaje a quien vale quien afecta humillarse y pasarlo mal haciendo esto y hay quien no entonces puede haber sido esta la causa de la muerte en fin y aquí voy a leer un trocito porque me ha llamado mucho la atención hay varias varios momentos varios episodios en la novela varios momentos varios trozos en los que se habla de la técnica del teatro donde ss un poco se pone en parangón un grupo amateur en que se puede diferenciar por deducción no o sea no hay la comparación explícita amateur profesional pero claro tuve en el amateur ismo poblaciones de condiciones que naturalmente en la profesionalidad no se dan pero hay este trozo que está en la página 72 73 que me parece una cuestión muy muy interesante como lo plantea esta Montalbano interrogando a uno de los actores aquellos para conocer a este catalánotti los que ha muerto y dice pero en el otro personaje era también un actor de reparto estupendo y un director muy serio preparadísimo con una concepción del teatro proprio Montalbano así igual el otro para el teatro era el texto todo tenía que hacer todo tenía que hacer en el texto incluso el vestuario la geografía y la iluminación derivan de la escritura y su trabajo con los actores es fundamental este párrafo es también del propio Camilleri según entiende el teatro y la escuela y tal era Gassman lo entendí así también y buena parte del teatro occidental entendemos esto que en el texto está todo el germen absoluto y la fecundación de todos los demás de todo el espectáculo está en el texto está en la palabra teatro es justamente lo que aquí nos dice Camilleri bueno y retoma y su trabajo con los actores es fundamental Montalbano en qué sentido y aquí viene la gran almendra del asunto es un poco complicado pero intento explicárselo Carmelo Catalanotti ti quería que todos los actores para interpretar su papel partieron de algo profundamente personal que selló un trauma un momento vital una relación amorosa fallida una experiencia propia profunda íntima que de algún modo pudiera ponerse al servicio de lo que pedía el texto.
Montalbano a ver si lo he entendido bien si la obra salió una viuda el buscaban no comisario no estás no era tan literal lo que hacía era ponerse a excavar en la intimidad del intérprete para buscar por ejemplo el equivalente de un sentimiento de ausencia como podría ser la viudad o para eso y para eso era muy hábil o lograba derribar la defensa personales de quién tenía delante hasta que conseguía sacar a la luz algo equiparable una muerte reciente un divorcio incluso una mudanza vamos una emoción traumática que tuviera que ver en un caso como el que apunta con una falta con un vacío Montalbano dice bueno a medio camino entre un psicoanalista y un confesor y responde el tipo el actor yo diría más bien un stanislas he corregido revisado y modernidad aquí en este trocito que me he ido que es muy corto yo creo que no se puede sintetizar mejor lo que en la esencia de la propuesta de estas islas que decir la incorporación a los personajes de elementos de la interioridad del proprio intérprete y a su vez el proprio intérprete buscar trasladar al personaje elementos o sea para expresar lo que tiene que ser personaje tiene que recurrir a elementos de su propia experiencia pero a su vez el actor dota al personaje de elementos propios que él considera conveniente otro el director el registro el director de escena considera convenientes para incorporar al personaje no se puede sintetizar en mi opinión es mejor que esto después la novela ya vemos que hay exceso y tal y cual como he comentado pero a mí este parrafito me ha parecido muy interesante por esto que digo de la vinculación con la novela del teatro en este caso la novela lógicamente tiene sus sub tramas de textiles que tienen sus momentos humorísticos como siempre en Camilleri y en esta ocasión pues nos aporta algo tan fundamental para él como fue el aspecto teatral de su vida y bueno pues es todo lo que hemos querido decir hoy un vídeo cortito sobre una novela siempre recomendable para dentro del ciclo Camilleri yo creo que es un hito más o sea todas son maravillosas pero siempre manteniendo un mínimo de nivel está pues supera un poquito ese nivel verdad a las mejores y menos buenas pero todas son excelentes en cualquier caso.
César Coca

Montalbano deve indagare sulla morte di un regista teatrale dilettante, anche usuraio
'El método Catalanotti' di Andrea Camilleri
Andrea Camilleri è morto nel 2019, all'età di 94 anni. I suoi ultimi libri sono stati dettati dal momento che i suoi problemi di vista non gli permettevano più di scrivere. Sono questi i volumi che ora escono in spagnolo, e quelli che fanno soffrire i fedeli seguaci delle avventure del commissario Montalbano.
Questo romanzo è un po' singolare nella produzione di Camilleri, troviamo Salvo Montalbano con le sue solite caratteristiche, casi di polizia corrispondenti ai suoi omicidi che devono scoprire appassionato di teatro ne ha fatto una scenografia teatrale ha fatto molti articoli sul teatro ha ha scritto teatro ha diretto teatro ha realizzato molte fiction teatrali in televisione alla Rai in italia ma questa è la narrazione almeno in parte di Montalbano non è apparso da nessuna parte fino a quando il metodo che ti guardo, quindi capita che in questo romanzo sintetizzerà un po' almeno una parte della trama, la narrazione si combina naturalmente con certe idee di teatro dello stesso Camilleri, non tanto credo da quello che ho visto da quello che ho letto da quello che so cosa ha capito lo stesso Camilleri sul teatro ma un certo ecc cosa fanno altre persone legate al mondo del teatro.
Il Metodo Catalanotti consiste, come risulta che un giorno mi innamoro di questo romanzo non so se nel primo il secondo non lo so ma in ogni caso è il romanzo che ho percepito di più che non ha scritto , vale a dire che non le ha scritte lui con carta e penna ma le ha dettate alla persona che normalmente aveva per l'installatore cioè parlava e l'altra persona copiando e più avanti in questo romanzo ho notato questa origine morale della storia qualcosa che non toglie nulla È diverso ma buono perché è già in una sequenza molto cinematografica che si ripete fino ad altre tre volte nel libro con varianti ovviamente mie, ehi, è a casa di un amante di questo donnaiolo incallito, arriva il marito e deve scendere dal balcone al piano di sotto al piano di sotto che la porta è socchiusa riesce a farlo entra e trova che c'è un cadavere sopra il letto corre fuori e va a casa di montalbán Stavo per spiegare prima chi È quel secondo morto per vedere come rivelare che il morto è lì perché non ha motivo di vederlo entrare in questa casa né ha alcuna giustificazione che spieghi cosa è successo con questo ma non solo questo ma anche dal fine Il giorno dopo i due giorni avvertono che c'è un morto con le stesse caratteristiche ben vestito sdraiato uguale e pensano che sia lo stesso vanno sul luogo dei fatti e ne trovano un altro 2 rigido ma morto ma che non sono in corso due cadaveri diversi quello che è successo ma come può questo essere allo stesso modo lo stesso metodo che sarà questo e questo morto di quello che è al centro della scena.
Da questo momento con le specifiche apparizioni di interventi sull'altro perché l'altro vuole andare a vedere se gli viene in mente di poter entrare nella casa dell'altro dove c'è l'altro morto per poter usare una scusa per scoprirlo perché in più mi ha lasciato tracce ovunque ma ciò che ci interessa di più è la morte di questo catalano o di te, questo che è il secondo ogni volta che appare quest'uomo, è noto perché è un personaggio di teatro, lui è un ragazzo che ha avuto tantissimo interesse per il teatro e che partecipa o meglio dirige un gruppo di fan in vigatà fino a che non attraversiamo l'intero luogo immaginario sono tutte le azioni della narrazione di Camilleri si svolgono la stragrande maggioranza di quest'uomo ha un gruppo teatrale dove nasce la gelosia e qualcosa che scopriremo in seguito e qualcosa in cui elaboreremo ma a parte si scopre che questo era perché aveva ereditato o aveva molti soldi aveva proprietà dedicate all'usura non au Abbiamo tassi di interesse eccessivamente alti, ma siamo disposti a prestare denaro in cambio dell'ottenimento di un importo maggiore in cambio di un risarcimento.
Certo perché l'indagine è orientata verso la questione della spazzatura perché è ciò che sembra più probabile che abbia generato il delitto omicidio, no ma mentre si indaga sul processo si stanno rendendo conto che forse ciò non è dovuto perché l'uomo non ha chiesto soldi in cambio troppo o qualcosa del genere, quindi forse orienta il teatro ed è qui che compaiono cose molto interessanti su ciò che Camilleri pensa del fatto del teatro che si incontrano con gente di teatro e una cosa così dilettante ma fa Alcune prove come come il metodo a certe persone che non sono necessariamente attori e attrici dove li porta al limite dove lo porta al massimo estremo possibile alla ricerca dell'identificazione con un personaggio che è colpito dall'umiliazione e che si diverte a fare questo e là sono quelli che non lo fanno quindi questa potrebbe essere stata la causa della morte comunque e qui vado a leggere un po 'perché ha attirato la mia attenzione ci sono diversi momenti diversi episodi nel non Guarda diversi momenti diversi pezzi in cui parla della tecnica del teatro dove un po' si confronta un gruppo amatoriale in quanto si può differenziare per deduzione, no, cioè non c'è un confronto amatoriale esplicito professionale, ma ovviamente Ho avuto nel dilettantismo popolazioni di condizioni che naturalmente non esistono nel professionismo, ma c'è questa sezione a pagina 72 73 che mi sembra una domanda molto molto interessante, come pone questo Montalbano, interrogando uno degli attori, quelli chi incontra questo Catalanotti chi è morto e dice ma nell'altro personaggio era anche un grande comprimario e un regista molto serio preparato con una concezione del teatro proprio di Montalbano, così come l'altro per il teatro era il testo tutto doveva fare tutto doveva essere fatto nel testo anche i costumi, la geografia e le luci derivano dalla scrittura e il suo lavoro con gli attori è fondamentale questo paragrafo è anche dello stesso Camilleri secondo capisce il teatro e la scuola e tale era Gassman l'ho capito anche così e buona parte del teatro occidentale si capisce questo che nel testo c'è tutto il germe assoluto e la fecondazione di tutti gli altri di tutto lo spettacolo è nel testo sta nella parola Teatro è proprio quello che ci racconta Camilleri qui, beh, e riprende e il suo lavoro con gli attori è fondamentale. Montalbano in che senso e qui viene la mandorla grande della questione. È un po' complicato ma io prova a spiegartelo Carmelo Catalanotti volevi che tutti gli attori interpretassero il suo Il ruolo partiva da qualcosa di profondamente personale che suggellava un trauma, un momento vitale, un rapporto d'amore fallito, un'esperienza intima profonda che poteva in qualche modo essere messa al servizio di quanto richiesto dal testo.
Montalbano a ver si lo he entendido bien si la obra salió una viuda el buscaban no comisario no estás no era tan literal lo que hacía era ponerse a excavar en la intimidad del intérprete para buscar por ejemplo el equivalente de un sentimiento de ausencia como podría ser la viudad o para eso y para eso era muy hábil o lograba derribar la defensa personales de quién tenía delante hasta que conseguía sacar a la luz algo equiparable una muerte reciente un divorcio incluso una mudanza vamos una emoción traumática que tuviera que ver en un caso como el que apunta con una falta con un vacío Montalbano dice bueno a medio camino entre un psicoanalista y un confesor y responde el tipo el actor yo diría más bien un stanislas he corregido revisado y modernidad aquí en este trocito que me he ido que es muy corto yo creo que no se puede sintetizar mejor lo que en la esencia de la propuesta de estas islas que decir la incorporación a los personajes de elementos de la interioridad del proprio intérprete y a su vez el proprio intérprete buscar trasladar al personaje elementos o sea para expresar lo que tiene que ser personaje tiene que recurrir a elementos de su propia experiencia pero a su vez el actor dota al personaje de elementos propios que él considera conveniente otro el director el registro el director de escena considera convenientes para incorporar al personaje no se puede sintetizar en mi opinión es mejor que esto después la novela ya vemos que hay exceso y tal y cual como he comentado pero a mí este parrafito me ha parecido muy interesante por esto que digo de la vinculación con la novela del teatro en este caso la novela lógicamente tiene sus sub tramas de textiles que tienen sus momentos humorísticos como siempre en Camilleri y en esta ocasión pues nos aporta algo tan fundamental para él como fue el aspecto teatral de su vida y bueno pues es todo lo que hemos querido decir hoy un vídeo cortito sobre una novela siempre recomendable para dentro del ciclo Camilleri yo creo que es un hito más o sea todas son maravillosas pero siempre manteniendo un mínimo de nivel está pues supera un poquito ese nivel verdad a las mejores y menos buenas pero todas son excelentes en cualquier caso.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Crónica económica, 28.11.2021
El método Catalanotti
Andrea Camilleri
Salamandra, Barcelona, (2021)
267 págs. €
SBN: 978-84-183-6330-6
T.o.: Il metodo Catalanotti
raducción: Carlos Mayor
El método Catalanotti, un nuevo Camilleri
Un Camilleri en estado puro, con los personajes de siempre, y con la misma fuerza de siempre y con ese fondo sensual tan propio de él, que no llega a ser burdo y que es compatible con el humor que recorre a todo el libro y no solo cuando interviene el singular Catarella.

Un personaje se añade aquí: Antonia, nueva jefa de la Científica, aunque no por mucho tiempo. Joven, muy atractiva y que le hace perder los estribos a Montalbano, hasta donde no sospecha el ingenuo lector.
El asesinato de Catalanotti ocupa toda la novela, aunque haya, como es habitual, otro pequeño caso, que sirve de ocasión para comprobar la humanidad del Comisario. Catalanotti es un personaje irrepetible, rodeado de misterio para los que le conocen, para unos un genio, para otros cruel. Es un usurero, pero con una afición desmedida al teatro. Es uno de los que dirigen un pequeño grupo para aficionados, aunque realmente es el que manda: elige los obras que se van a representar y elige a los actores. Precisamente el método de elección de los actores, totalmente peculiar y extraño es el núcleo de la novela y de la solución del caso.
No hay prácticamente pistas para investigar el asesinato y el Comisario junto con Antonia es el que va a llevar el peso de toda la investigación y utilizando a sus colaboradores de confianza, Augelo y Facio solo para labores secundarias, la razón está en que quiere estar con Antonia todo el tiempo posible, y más. Tienen que entrar a fondo en la mente y en el modo de ser del muerto para llegar a hacerse una idea. El trabajo es muy lento porque cuesta encontrar el hilo del que tirar, aunque al final se descubrirá todo.
Pero entre acción y acción el comisario no pierde ocasión para irse a comer y describir los apetitosos manjares que le salen al paso: toda una lección de cocina y de apetito. Si a esto le unimos la frescura con la que escribe y la rapidez de la acción tenemos una buena novela que se lee con mucho gusto e interés.
Hay varias escenas de sexo pero escritas de tal modo que es difícil que puedan herir.
Redacción Ocio

Un Camilleri nella sua forma più pura, con i personaggi di sempre, e con la stessa forza di sempre e con quel sottofondo sensuale così tipico di lui, che non diventa crudo e che è compatibile con l'umorismo che attraversa tutto il libro e non solo quando interviene il singolare Catarella.
El método Catalanotti, un nuovo Camilleri
Qui si aggiunge un personaggio: Antonia, il nuovo capo dello Scienziato, anche se non per molto. Giovane, molto attraente e che fa perdere le staffe a Montalbano, per quanto il lettore ingenuo non sospetti.
L'omicidio di Catalanotti occupa l'intero romanzo, anche se c'è, come al solito, un altro piccolo caso, che serve come occasione per verificare l'umanità del commissario. Catalanotti è un personaggio irripetibile, avvolto dal mistero per chi lo conosce, per alcuni un genio, per altri crudele. È un usuraio, ma con una passione smodata per il teatro. È uno di quelli che gestisce un piccolo gruppo per i fan, anche se in realtà è lui il responsabile: sceglie le opere da rappresentare e sceglie gli attori. Proprio il metodo di scelta degli attori, del tutto peculiare e strano, è il nucleo del romanzo e la soluzione del caso.
Non ci sono praticamente indizi per indagare sull'omicidio e il commissario insieme ad Antonia è colui che si farà carico dell'intera indagine e utilizzerà i suoi fidati collaboratori, Augelo e Facio solo per compiti secondari, il motivo è che vuole stare con Antonia il più a lungo possibile, e anche di più. Devono andare in profondità nella mente e nel modo di essere del defunto per farsi un'idea. Il lavoro è molto lento perché è difficile trovare il filo da tirare, anche se alla fine si scoprirà tutto.
Ma tra azione e azione, il curatore non perde occasione per andare a mangiare e descrivere le appetitose prelibatezze che gli si presentano: un'intera lezione di cucina e appetito. Se a questo aggiungiamo la freschezza con cui scrive e la velocità dell'azione, abbiamo un buon romanzo che si legge con grande piacere e interesse.
Ci sono diverse scene di sesso ma scritte in modo tale che è difficile per loro ferire.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

iDNES, 28.11.2021
Komisař Montalbano
4. 12. 2021, 23:40 O1

Seriál It. (2013)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, A. Russo, I. Alovisio
Paprsek světla. Krimiseriál It. (2013). Znásilnění, které nebylo znásilněním, loupež, která nebyla loupeží. Takový případ komisař Montalbano ještě neřešil... Nové epizody z kriminálního cyklu. (107 min)
Vyšetřování podivné příhody zavede Montalbana na stopu tuniských pašeráků zbraní, a komisař je tím pádem nucen předat případ protiteroristickému útvaru. Do toho se ještě zamíchá vyšetřování nočního přepadení mladičké Loredany Di Martové, které komplikuje její nesnesitelně žárlivý manžel. Montalbano má pořádně zamotanou hlavu – a to zatím netuší, že smrt se chystá udeřit v jeho bezprostřední blízkosti.
Další díly
2. 12. 2021, 23:10 O1 Komisař Montalbano

Il commissario Montalbano - Una lama di luce
Serie criminale It. (2013). Stupro che non era stupro, rapina che non era rapina. Il commissario Montalbano non si è ancora occupato di un caso del genere... Nuovi episodi del ciclo criminale. (107 minuti)
L'inchiesta sullo strano incidente mette Montalban sulle tracce dei contrabbandieri d'armi tunisini, e il commissario è così costretto a consegnare il caso all'unità antiterrorismo. In questo si mescolano ulteriormente le indagini sull'aggressione notturna della giovane Loredana Di Mart, complicata dal marito insopportabilmente geloso. Montalbano ha la testa davvero ingarbugliata - e non ha ancora idea che la morte stia per colpire nelle sue immediate vicinanze.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

Giornale di Sicilia, 29.11.2021
Il piacere di leggere
Italiani "brava gente" tra storia, fiabe e intrighi
Antonio Calabrò
[Con una recensione della riedizione de "La prima indagine di Montalbano", NdCFC]
 
 

Rai Ufficio Stampa, 29.11.2021
RAI 1 30 NOV 2021, 21:25
Torna "La stagione della caccia"
Nel cast Francesco Scianna, Miriam Dalmazio, Tommaso Ragno, Ninni Bruschetta

Rai1 riproporrà martedì 30 novembre alle 21.25 l’episodio della serie C’era una volta Vigata dal titolo “La stagione della caccia” per la regia di Roan Johnson. Ritorna l’immaginifico mondo di Vigata, nato dalla magica penna di Andrea Camilleri, che vede nel cast Francesco Scianna, Miriam Dalmazio, Tommaso Ragno, Ninni Bruschetta, Giorgio Marchesi, Alessio Vassallo e la partecipazione di Donatella Finocchiaro. Una lunga serie di morti apparentemente accidentali sconvolgono la famiglia Peluso, una nobile stirpe di proprietari terrieri ormai in odore di decadenza. La ricchissima e potente casata viene progressivamente e misteriosamente decimata con un’impressionante successione di morti che ricorda molto quella delle prede in una battuta di caccia. Una mattanza che curiosamente inizia con l’arrivo a Vigata del giovane farmacista, Fofò La Matina, figlio del “camperi” dei marchesi Peluso.
 
 

Cinecittà News, 29.11.2021
Trilogia teatrale per Castellitto: "Eduardo come una rockstar"

Torino - Dopo Natale in casa Cupiello dello scorso anno, Edoardo De Angelis è tornato a misurarsi con Eduardo De Filippo con due nuovi capitoli di una ideale trilogia: Sabato, domenica e lunedì e Non ti pago, prodotti da Picomedia e Rai Fiction, presentati a Torino nella sezione 'Tracce di teatro', in onda su Raiuno in prima serata, rispettivamente il 4 e il 21 dicembre.
[...]
E' romano Sergio Castellitto, protagonista assoluto della trilogia televisiva, che interviene da casa in collegamento: "Ho letto gli appunti di Camilleri su Eduardo. Ai suoi tempi si censurava l'espressione 'perdio', oggi abbiamo tolto al personaggio di Ferdinando Quagliolo una battuta razzista, quando, lamentandosi della moglie, dice 'me la dovevo pigliare africana, una razza inferiore'. Così abbiamo pagato pegno alla cultura della cancellazione, al politically correct".
[...]
Cristiana Paternò
 
 

NDR, 30.11.2021
Andrea Camilleri: "Rendezvous mit Tieren"
von Andrea Camilleri, aus dem Italienischen von Annette Kopetzki
Seitenzahl: 176 Seiten
Genre: Roman
Verlag: Kindler bei Rowohlt
Bestellnummer: 978-3463000152
Preis: 22,00 €
Eines der letzten Werke, die er vor seinem Tod im Sommer 2019 veröffentlichte, hat Camilleri seinen beiden Urenkeln gewidmet: eine Sammlung von Tiergeschichten mit dem Titel "Rendezvous mit Tieren".

Eine der bewegendsten Geschichten hat Andrea Camilleri sich bis zum Schluss aufgehoben: Die vom Barone, einem Kätzchen, dem er einst das Leben rettete, als vier Jungs es als Fußball missbrauchten. Der Tierarzt macht der Familie zunächst nur wenig Hoffnung:
Die Tochter pflegt das verletzte Kätzchen gesund
Er bandagierte seinen ganzen Körper wie eine Mumie, sodass es sich kaum bewegen konnte, verschrieb eine Menge Medizin, sogar Injektionen, und als er uns das Kätzchen zurückgab, empfahl er uns, es nicht zu sehr ins Herz zu schließen. "Auch wenn es überlebt", erklärte er, "wird es nicht älter als zwei oder drei Jahre werden." Nebenbei vorausgeschickt: Das Tier sollte noch achtzehn Jahre leben.
Liebevoll gesundgepflegt von Camilleris jüngster Tochter Mariolina. Im Gegenzug verliebt sich der Kater rettungslos in das Mädchen, klaut ihm ständig Pullis, die er in sein Körbchen verschleppt. Ansonsten aber verhält er sich stets äußerst diskret und würdevoll… ganz Baron eben. Camilleris "Elegie" auf ihn beschließt das rund 160 Seiten starke Büchlein.
Viele der Haus-, Zoo- und Wildtiere sind sehr schlau
Davor lernen wir in elf weiteren Geschichten die unterschiedlichsten Haus-, Zoo- und Wildtiere kennen. Viele von ihnen sind sehr schlau - und deshalb keine Beute für Camilleris Vater und die übrigen Jäger, mit denen sich der Autor früher hin und wieder auf die Pirsch begab:
Soeben war die Sonne aufgegangen, und die Gipfel der Hügel ringsum begannen zu leuchten. Da sah ich im noch dunklen Grund des Tals einen Hund auftauchen. Ich sah ihn näher kommen, und während er sich für meine kurzsichtigen Augen immer deutlicher abzeichnete, überlegte ich, welcher Rasse er wohl angehören mochte. Noch nie hatte ich einen Hund mit einem so großen, buschigen Schwanz gesehen. Als das Tier dann nur noch wenige Schritte von mir entfernt war und die Linie zwischen Licht und Schatten überschritten hatte, wurde er vom Sonnenlicht voll erfasst. Es war nur ein Augenblick. Als hätte eine unsichtbare Hand Feuer an ihn gelegt, flammte sein Fell plötzlich glühend rot auf.
Der schöne Fuchs entkommt ebenso wie der ausgefuchste Hase, der seinen Verfolgern einen ziemlich verblüffenden Streich spielt.
Tiere aller Art bereichern Camilleris Leben
Andrea Camilleri liebte Tiere, sie bevölkerten seine Wohnung in Rom genauso wie sein Landhaus in der Toskana. Keines von ihnen habe die Familie gekauft, schreibt er, alle seien freiwillig aufgetaucht und hätten "immer sehr bald gezeigt, dass sie bei uns bleiben wollten". Einen solchen Wunsch sollte man einem Tier erfüllen, davon seien die Camilleris überzeugt gewesen. So zieht ein Jahr nach einem Distelfinken ein kleiner Papagei, genannt Pimpigallo, bei der Familie ein:
Eines Nachmittags, die beiden Käfige waren auf der Terrasse, schien mir die Stimme des Distelfinken etwas verändert. Ich ging nachsehen. Es war Pimpigallo, der den Gesang und die Variationen des Distelfinken fehlerfrei nachahmte. Dieser betrachtete ihn stumm, halb empört, halb gekränkt. Abermals verging eine lange Zeit feindseligen Schweigens, dann begann auch der Distelfink wieder zu singen. Die beiden sangen improvisierte Duette, man kam sich vor wie in einer Jazz-Session.
Liebevolle Illustrationen vom ehemaligen Nachbarn
Der italienische Künstler Paolo Canevari hat eine Vielzahl an Zeichnungen beigesteuert. Krickelige Katzen, Mäuse, Hühner und Hasen: Als Kind war Canevari ein Nachbar der Camilleris, er kannte daher viele der in dem Buch beschriebenen Tiere.
Er sei froh, dass er nicht mehr da ist, wenn eines Tages die Gedanken von Tieren entschlüsselt werden können, schreibt Camilleri: Voller Scham müssten wir Menschen dann nämlich von der Erde verschwinden. Schön wäre, wenn jemand den Tieren dann ein Exemplar seines Buches überreichte. Damit sie sehen, dass es auch noch andere Menschen gibt. Für sie alle ist dieses zauberhafte kleine Büchlein voller liebevoller Tiergeschichten und -zeichnungen perfekt geeignet.
Andrea Heußinger

Andrea Camilleri: "Incontro con gli animali" [I tacchini non ringraziano, NdCFC]
Camilleri ha dedicato ai suoi due pronipoti uno degli ultimi lavori pubblicati prima della sua morte nell'estate 2019: una raccolta di storie di animali intitolata "Incontro con gli animali".

Andrea Camilleri ha tenuto per sé una delle storie più commoventi fino alla fine: quella del Barone, un gattino che una volta aveva salvato quando quattro ragazzi lo usavano come pallone da calcio. Il veterinario all'inizio dà alla famiglia poche speranze:
La figlia cura la salute del gattino ferito
Ha fasciato tutto il suo corpo come una mummia in modo che potesse a malapena muoversi, ha prescritto molte medicine, persino iniezioni, e quando ci ha restituito il gattino, ci ha consigliato di non prenderlo troppo vicino ai nostri cuori. "Anche se sopravvive", ha detto, "non avrà più di due o tre anni". Detto questo, a proposito: l'animale dovrebbe vivere altri diciotto anni.
Curata con amore dalla figlia minore di Camilleri, Mariolina. In cambio, il gatto si innamora perdutamente della ragazza, rubandole costantemente maglioni, che trascinava nel suo cestino. Per il resto, però, è sempre estremamente discreto e dignitoso... proprio come un barone. L'"Elegia" di Camilleri su di lui conclude il libretto di 160 pagine.
Molti degli animali domestici, dello zoo e selvatici sono molto intelligenti
Prima di ciò, conosciamo i più diversi animali domestici, zoo e selvatici in altre undici storie. Molti di loro sono molto furbi - e quindi nessuna preda per il padre di Camillini e per gli altri cacciatori con cui l'autore era solito pedinare di tanto in tanto:
Il sole era appena sorto e le cime delle colline circostanti cominciarono a brillare. Poi vidi apparire un cane nel fondovalle ancora buio. Lo vidi avvicinarsi, e man mano che diventava sempre più evidente ai miei occhi miopi, mi chiesi a quale razza potesse appartenere. Non avevo mai visto un cane con una coda così grande e folta. Quando l'animale si trovava a pochi passi da me e aveva attraversato il confine tra luce e ombra, era completamente catturato dalla luce del sole. È stato solo un momento. Come se una mano invisibile gli avesse dato fuoco, la sua pelliccia improvvisamente divampò di rosso.
La bella volpe fugge proprio come l'astuta lepre, che gioca un brutto scherzo ai suoi inseguitori.
Animali di ogni genere arricchiscono la vita di Camilleri
Andrea Camilleri amava gli animali, popolavano il suo appartamento a Roma così come la sua casa di campagna in Toscana. La famiglia non ha comprato nessuno di loro, scrive, tutti si sono presentati volontariamente e "hanno sempre mostrato molto rapidamente che volevano stare con noi". Un tale desiderio dovrebbe essere concesso a un animale, i Camilleri ne erano convinti. Un anno dopo un cardo fringuello, un piccolo pappagallo, chiamato Pimpigallo, si trasferisce in famiglia:
Un pomeriggio, quando le due gabbie erano fuori sul terrazzo, la voce del cardellino sembrava un po' diversa. Sono andato a vedere. Fu Pimpigallo a imitare in modo impeccabile il canto e le variazioni del cardo fringuello. Quest'ultimo lo guardò in silenzio, un po' indignato, un po' offeso. Passò un altro lungo tempo di silenzio ostile, poi il cardellino riprese a cantare. I due hanno cantato duetti improvvisati, sembrava una sessione jazz.
Illustrazioni amorevoli dell'ex vicino di casa
L'artista italiano Paolo Canevari ha contribuito con un gran numero di disegni. Gatti, topi, galline e conigli pizzicano: da bambino Canevari era un vicino di casa dei Camilleri, quindi conosceva molti degli animali descritti nel libro.
Sarebbe felice di non esserci più quando un giorno si potranno decifrare i pensieri degli animali, scrive Camilleri: Pieni di vergogna noi uomini dovremmo poi sparire dalla terra. Sarebbe bello se qualcuno desse agli animali una copia del loro libro. In modo che possano vedere che ci sono anche altre persone. Questo piccolo libro magico pieno di storie e disegni di animali amorevoli è perfetto per tutti loro.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

La Repubblica, 30.11.2021
Noi struzzi e le nostre vite in un algoritmo

Il personaggio più credibile è il professore universitario precario: per arrotondare fa l'hater. Ovvero l'odiatore via web, a pagamento. Quando non basta più, arrotonda trasformandosi in "lover," sempre via web, e dettando tweet a favore di un fantomatico Capitano. Come odiatore scrive: "E allora i Gulag?" dopo una sequenza di insulti alla destinataria. Nel film tv il professore è Pier Francesco Diliberto in arte Pif, che il film l'ha diretto. In teoria il titolo si scrive: E noi come st***zi rimanemmo a guardare. La parola con gli asterischi non è struzzi. Ma andrebbe bene anche quella. […] La frase del titolo è attribuita a Camilleri. Al posto di guardare, il termine aggiornato sarebbe "cliccare".
 
 

 


 
Last modified Wednesday, December, 08, 2021