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RASSEGNA STAMPA

OTTOBRE 2021

 
Fondazione Rosellini / Comune di Senigallia / ANAI, 1.10.2021
Dei delitti e delle fonti

Venerdì 1 ottobre 2021 - Teatro La Piccola Fenice - Ore 17:30
Andrea Camilleri: archivio e fonti al servizio del romanzo
Incontro con Patrizia Severi, curatrice dell’archivio di Andrea Camilleri, Salvatore Silvano Nigro, saggista e critico letterario e Federico Valacchi, docente di archivistica presso l’Università di Macerata.
L’incontro sarà preceduto dalla proiezione della video intervista di Andrea Camilleri realizzato per “Ispirati dagli archivi” (2016) a cura di ANAI.
 
 

Messaggero Veneto, 2.10.2021
Luigi Candoni il drammaturgo venuto dalla Carnia che innovò il teatro
Il commediografo nacque il 2 ottobre 1921 a Cedarchis. A lui è stato intitolato un premio destinato ai giovani talenti

Un giovanotto di belle speranze teatrali, tombeur de femmes assai disinvolto e per questo allontanato dall’Accademia d’arte drammatica e alla disperata ricerca di uno stipendio per potersi mantenere, trova accoglienza e lavoro in un teatrino underground di Roma.
Lì, al Teatro dei Satiri, c’è un drammaturgo friulano che dirige il Festival delle Novità, spregiudicata rassegna di teatro d’avanguardia.
Proprio a quel giovanotto di belle speranza ha coraggiosamente affidato la regia di Come siamo stati, primo lavoro rappresentato in Italia di un Arthur Adamov reduce dall’avventura surrealista e vicino ai temerari equilibrismi del Teatro dell’Assurdo. Successo insperato dinanzi allo stesso Adamov, presente alla prima nell’estate del 1957.
Così l’anno dopo il drammaturgo friulano si procura il copione di Finale di Partita di Samuel Beckett, lo traduce, intitolandolo Il gioco è alla fine e ne affida la regia al giovanotto di belle speranze. L’8 settembre del 1958 il testo del Nobel irlandese calca per la prima volta i palcoscenici italiani. Il drammaturgo di nome fa Candoni Luigi, il giovanotto di belle speranza Camilleri Andrea.
“Arriva il giorno della prima al Festival delle Novità, un’intelligente invenzione di un autore drammatico che si chiama Luigi Candoni. Allo spettacolo assiste anche Adamov che subito telefona a Beckett per dirgli che è andata benissimo. Adamov si spinge a dichiarare che questa edizione è migliore di quella parigina di Roger Blin!”.
Sono proprio le parole del padre di Montalbano a raccontare di lui e di Candoni in un prezioso volume (Gran Teatro Camilleri, 2015), che spiega agli smemorati di oggi quale fosse il clima culturale dei teatri off di Roma nel secondo dopoguerra e di come uno dei più accesi innovatori della scena teatrale italiana fosse proprio un drammaturgo venuto dalla Carnia.
[...]
Paolo Patui
 
 

CataniaNews, 2.10.2021
UNICT
Catania, cortile dell’accoglienza: la cultura della disabilità promossa con la musica e la letteratura
Dopo i primi due appuntamenti, il “Cortile dell’Accoglienza” organizzato dal Cinap dell’ateneo catanese riaprirà l’8 ottobre con la serata dedicata a Andrea Camilleri

Il “Cortile dell’Accoglienza” del Centro per l’Integrazione Attiva e Partecipata dell’Università di Catania ha riaperto le porte agli studenti, alla comunità universitaria ed all’intera città con due serate all’insegna della musica e della letteratura. Un magico legame tra due “arti” per favorire l’integrazione dei diversamente abili nella società di oggi e diffondere e promuovere la cultura della disabilità.
[...]
L’ultimo appuntamento, l’8 ottobre, sarà dedicato al ricordo di Andrea Camilleri con la proiezione di “Conversazione su Tiresia” che sarà commentato dai docenti Lina Scalisi, Peppino Ortoleva e Alessandro De Filippo dell’Università di Catania. Lo spettacolo, registrato e prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, con la regia televisiva di Roberto Andò e Stefano Vicario, tratta della storia di Tiresia, indovino non vedente della mitologia greca, si intreccia con la storia personale dello scrittore anche lui reso cieco dalla sua malattia.
L’ingresso gratuito, a causa delle regole anti Covid-19, è limitato a 60 persone che potranno accedere se munite di Certificazione verde. Per prenotare vai al seguente link: https://webform.unict.it/it/prenotazione-eventi-conversazioni-cortile
 
 

iDNES.cz / TV program, 2.10.2021
Komisař Montalbano, sobota, 2. 10. 2021, 23:35 - ČT1 - TV program - iDNES.cz
Komisař Montalbano
2. 10. 2021, 23:35 O1

Seriál It. (2008)
skryté titulky, duální vysílání, High Definition
Režie: A. Sironi
Hrají: L. Zingaretti, C. Bocci, P. Mazzotta, I. Sollmanová, M. Perracchio, A. Russo
Stopa v písku. Tentokrát zločinci míří přímo na komisaře a důvod je dlouho nejasný. A k tomu ta podivná krádež. (100 min)
Další díly
7. 10. 2021, 23:15 O1 Komisař Montalbano
10. 10. 2021, 0:35 O1 Komisař Montalbano
14. 10. 2021, 23:20 O1 Komisař Montalbano
16. 10. 2021, 23:35 O1 Komisař Montalbano
Odvysílané díly
[...]
 
 

La Sicilia (ed. di Siracusa), 3.10.2021
La storia
Autore del libro “Marzamemi, la tonnara e altre storie, Mario Falla è stato uno degli ultimi testimoni di un’epoca che appartiene ormai al passato
Il generale Falla e Camilleri

Per alcuni secoli le tonnare hanno rappresentato per le popolazioni delle regioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo una delle maggiori fonti di guadagno, nonché di sopravvivenza per i poveri tonnarotti che d’inverno erano braccianti in campagna e d’estate si trasformavano in “contadini del mare”. Su questo mondo, ricco di esperienze umane assai varie, sono state scritte parecchie opere ma pochissime sono quelle che vedono come autori protagonisti diretti della vita quotidiana delle tonnare.
Il libro sulla tonnara di Marzamemi
Autore del libro “Marzamemi, la tonnara e altre storie”, pubblicato nel 2001 dall’editore Arnaldo Lombardi, il generale dell’esercito Mario Falla è stato uno degli ultimi testimoni di un’epoca, quella delle tonnare fisse con reti che venivano ancorate ai fondali marini, che appartiene ormai al passato. Era uno dei figli del razionale della tonnara del borgo di Pachino, la più importante della Sicilia dopo quella di Favignana e quindi ha avuto modo, soprattutto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, prima dell’ingresso all’Accademia Militare di Modena, di vivere in prima persona quella straordinaria avventura che nei mesi primaverili ed estivi coinvolgeva decine di pescatori e le loro famiglie. Il razionale era infatti l’amministratore di tutta l’attività imprenditoriale della tonnara, la cui proprietà era divisa in 24 quote o carati. A lui spettava quindi il compito di occuparsi di ogni incombenza, nel corso di tutto l’anno; acquistava le reti, i sugheri, le corde, pagava gli operai, faceva sistemare gli alloggi per i tonnarotti e le loro famiglie (le casuzze che circondano la piazza del borgo) presentava ai vari comproprietari il resoconto della gestione. Quando il volume scritto da Mario Falla venne pubblicato, suscitò subito un vivo interesse e divenne ben presto una preziosa, anzi insostituibile fonte di documentazione per tutti gli ulteriori studi sulla pesca del tonno nel sud-est siciliano.
Il maestro Camilleri e l’idea di un film
Pasquale Aliffi, allora presidente del Comitato Pro Marzamemi, ebbe la brillante idea di sottoporre il libro al maestro Andrea Camilleri, per verificare se fosse possibile girare un film a Marzamemi con una storia concepita ed ambientata nel borgo, prendendo spunto proprio dai racconti di vita di Mario Falla. Del suo incontro con Camilleri esiste un’interessante testimonianza video nella quale l’autore di Montalbano confessa la sua “curiosità estrema per i libri che raccontano le storie dei paesi siciliani.
«La Sicilia è così complessa, così poliedrica che questi racconti dei paesi non sono mai uguali tra di loro, ogni paese ha una sua storia diversa. Diversa magari dal paese che gli sta quasi attaccato o vicino. E sono sempre storie ricche di personaggi, ricche di fatti. Forse il fatto di stare lontano dalla Sicilia è quello che acuisce in me questa sensibilità. Ho letto il libro e devo dire – continua Camilleri – che questo generale Mario Falla aveva ottime qualità di scrittore: le cose le sapeva raccontare bene. Anch’io ho letto il libro sotto la prospettiva indicatami di vedere cosa se ne poteva fare dal punto di vista di un film. Sono dei racconti piuttosto belli e farò il possibile per far conoscere questo libro, tenendo conto che un film richiede complessità notevoli. Mi impegno in prima persona a cercare produttori interessati alla trasposizione cinematografica di quest’opera, che credo sia meritevole di essere trasportato sullo schermo».
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Salvo Sorbello
 
 

La Sicilia (ed. Sicilia Centrale), 3.10.2021
«Quando scrivo di cucina – diceva lo scrittore empedoclino – quello che cerco di ritrovare nella mia memoria sono certi sapori che sono andati irrimediabilmente perduti»
Camilleri, Montalbano e i sapori di una volta

"La Cucina di Nenè" è il titolo di uno show cooking con momenti lirici e musicali, in programma domenica 3 ottobre a partire dalle 20 presso la Torre di Carlo V di Porto Empedocle. Nenè è il vezzeggiativo con cui i marinai solevano chiamare il loro compaesano Andrea Camilleri. L'iniziativa culinaria è del Flag "Il Sole e l'Azzurro - Tra Selinunte, Sciacca e Vigata", raggruppamento di 10 comuni costieri che annovera anche la città natale di Andrea Camilleri, diventata celebre attraverso i romanzi del Commissario Montalbano.
«Quando scrivo di cucina – diceva Camilleri – quello che cerco di ritrovare nella mia memoria sono certi sapori andati irrimediabilmente perduti. Ci sono tante specialità, tanti prodotti che ormai non ci sono più. Prendiamo per esempio i cosiddetti asparagi selvatici, che non ho più mangiato da secoli, praticamente da quando mio padre smise di portarmi in campagna. Erano magrissimi e amari in un modo straordinario. Non come quelli grossi che si trovano oggi nei mercati. Il mio Montalbano per un piatto di asparagi selvatici, credo impazzirebbe. Ma non si trovano più. Era il gusto della genuinità del cibo, quello che lo rendeva prezioso! Un tempo mi ricordo che riuscivo a capire e non è uno scherzo, perché lo capivo sul serio, quale tipo di erba avessero mangiato le nostre galline in campagna dal sapore delle uova che producevano. Oggi purtroppo le uova hanno tutte un unico identico sapore. Mentre una volta da ragazzo c’era un tipo di uova che non consumavo mai, perché avevano il sapore di un’erba che non mi piaceva. Poi ricordo le grandi mangiate di capretto al forno. Capretti che erano teneri e straordinari. Oggi non posso più mangiare tutte queste cose perché, ammesso che si possano ancora trovare in qualche paese dell’entroterra, fisicamente non sono più nelle condizioni di poterle sostenere. Allora confesso che, quando ho voglia di qualche piatto particolare, qualche piatto che recupero dalla mia memoria, lo faccio mangiare al mio commissario e… buon per lui!»
Una passione che nei libri di Montalbano acquista un ruolo rilevante grazie anche a due personaggi letterari simbolo: Adelina, la cameriera e Calogero, il proprietario della trattoria omonima. Il commissario infatti, nella cittadina marinara, si trova spesso ad occuparsi di “ammazzatine” sui pianerottoli di anonimi condomini, tra odori di pasta e broccoli e sarde alla beccafico, interroga pensionate in vestaglia, impregnate dall’odore di cipolla e anziché illanguidirsi davanti ad un doppio whisky in qualche desolato bar di periferia (come tanti altri investigatori di carta) finisce per esaltarsi in trattoria, davanti ad un semplice piatto di triglie. L’amore per la buona cucina, in Montalbano è infatti espressione della storia e della cultura empedoclina nella quale il cibo acquista una valenza affettiva molto forte, sinonimo forse di privazioni storiche ma anche di materializzazione dell’amore che nel cibo trova il suo prolungamento. Il mangiare, dunque, secondo il Commissario Montalbano, è come mantenere un saldo legame con la vita, con una terra, con una cultura, che sono espressione di affettività. Ecco dunque l’invito, per i tanti appassionati delle indagini di Montalbano, di provare a scoprire quei famosi menù del Commissario che sono offerti a modico prezzo nelle varie trattorie della cittadina marinara. In sostanza la cucina empedoclina offre una varietà di piatti prelibati a cui ovviamente da svariati decenni il palato del Commissario non riesce a sottrarsi: come il classico piatto di “spaghetti al nero di seppia” o con le “aragostelle”, o la “pasta chi sardi o chi ricci di mare”, le triglie di scoglio, i calamari ripieni, le sarde a beccafico, gli involtini di spada, i purpiteddri, la famosa “caponatina” o ancora i tipici arancini di Montalbano.
Ma in attesa di sederci per gustare queste specialità, assaporiamoci per intanto alcuni significativi “passaggi gastronomici” tratti dai libri dello scrittore che poi manco a farlo apposta rappresentano anche una piccola raccolta di ricette della cucina locale. Ad esempio la pasta “ncasciata” del romanzo “Il cane di terracotta”: «Nel forno – scrive Camilleri – troneggiava una teglia con quattro porzioni di pasta ‘ncasciata, piatto degno dell’Olimpo. Se ne mangiò due porzioni… Montalbano trovò pronto in frigo il sugo di seppie, stretto e nero, come piaceva a lui. C’era o no sospetto d’origano? L’odorò a lungo prima di metterlo a scaldare…»
Oppure la caponatina “sciavurusa” de “La gita a Tindari”: «Aperto il frigorifero la vide. La caponatina colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare!»
E ancora ne “Il ladro di merendine”: «Perché non resta a mangiare con me? Montalbano si sentì impallidire lo stomaco. La signora Clementina era buona e cara, ma doveva nutrirsi a semolino e a patate bollite. Veramente avrei tanto da… Pina, la cammarera è un’ottima cuoca, mi creda. Oggi ha preparato la pasta alla Norma, sa quella con milinzane fritte e la ricotta salata. Gesù fece Montalbano assettandosi. E per secondo uno stracotto. Gesù ripete Montalbano»
Saltando tra le pagine di un romanzo e l’altro come scordare i famosi “cannoli” di “Un mese con Montalbano” o la “cassata siciliana” de “La mossa del cavallo”? O ancora le sarde a beccaficu e la pasta con i broccoli e con le vongole descritte nel “Ladro di merendine”? Per non parlare dello sfincione de “La gita a Tindari” o le panelle descritte ne “Il gioco della mosca”.
Altro tipico esempio gastronomico. Da “Gli arancini di Montalbano ecco la ricetta di Andrea Camilleri: «Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta, un ricordo che sicuramente gli era trasuto nel Dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva a memoria la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve cocirli a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zafferano, pi carità!) lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le uova e lo si fa rifriddare. Intanto si cocino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini gna poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’olio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta e alla fine, ringrazziannu u Signuruzzu, si mangianu!».
Lorenzo Rosso
 
 

COPE, 4.10.2021
Literatura Camilleri
Vuelve el comisario Montalbano en "El método Catalanotti"
El próximo jueves regresa a las librerías el comisario Salvo Montalbano con una nueva trama en español, "El método Catalanotti", la antepenúltima entrega de la exitosa serie del escritor siciliano Andrea Camilleri.

El próximo jueves regresa a las librerías el comisario Salvo Montalbano con una nueva trama en español, "El método Catalanotti", la antepenúltima entrega de la exitosa serie del escritor siciliano Andrea Camilleri.
Según ha informado esta tarde la editorial Salamandra, esta entrega arranca cuando el subcomisario Mimì Augello, amigo de Montalbano, está retozando con su enésima amante y el marido de esta regresa de improviso a casa.
Una escena de la que Augello escapará por la ventana hasta el apartamento de abajo para toparse entonces con otro problema: en la oscuridad de la noche, vislumbra un cuerpo acostado en la cama, elegantemente vestido y rígido por el frío de la muerte.
Según avanza Salamandra, a la mañana siguiente, una llamada a comisaría notifica el hallazgo de otro cadáver en parecidas circunstancias, el de Carmelo Catalanotti, un director de teatro conocido por su experimental método de trabajo en las tablas.
"El descubrimiento de un conjunto de dosieres de Catalanotti, con prolijos expedientes sobre sus actores y extrañas anotaciones de cifras, fechas y nombres, pondrá al comisario Montalbano sobre la pista del doble homicidio, mientras se sumerge en los fascinantes misterios del mundo teatral en compañía de Antonia, la nueva jefa de la policía científica, que parece atraerlo irreprimiblemente", añaden desde la editorial.
Así, agregan, en esta novela Andrea Camilleri orquesta los elementos de la trama como un director de escena "capaz de mezclar la comedia y el drama de los sentimientos con el compromiso cívico, y nos presenta a un Salvo Montalbano a punto de tomar una serie de decisiones que cambiarán el rumbo de su vida para siempre".
Traducida por Carlos Mayor, se trata de la antepenúltima entrega de Camilleri, quien falleció en Roma en 2019.
El siciliano, que creó a Salvo Montalbano en 1994, ha publicado ya una serie de treinta y una novelas de este personaje.
Camilleri, traducido a treinta y seis idiomas y con más de treinta millones de ejemplares vendidos, es uno de los escritores más leídos de Europa. En 2014 fue galardonado con el IX Premio Pepe Carvalho.
Agencia EFE
 
 

Diario de Morelos, 4.10.2021
Entre comillas: Morelos tiene miedo

Lo sucedido en Huitzilac es una alerta. La población, al linchar a dos presuntos maleantes, nos habla del hartazgo social. Es un reproche a la falta de resultados en el combate a la delincuencia. La justicia por propia mano no se justifica de ninguna manera. Huitzilac es un municipio donde las leyes poco se respetan. Las irregularidades en la tenencia de la tierra, asaltos, invasiones, secuestros y abandono institucional, son caldo de cultivo de actitudes violentas. Pero, no sólo es Huitzilac.
En Sicilia, Italia, durante la segunda guerra mundial, la mafia vuelve a resurgir gracias a la alianza que hizo con las tropas americanas para permitirles desembarcar en sus costas en forma segura. Andrea Camilleri, quien escribe una saga de 30 novelas policiacas cuyo personaje, el comisario Salvo Montalbano, descubre a los criminales al tiempo que nos hace conocer la rica gastronomía siciliana y los modos de ser de la gente de esa parte de la bella Italia. En su último libro “Vosotros no Sabéis”, describe magistralmente a la Cosa Nostra. Así se conoce a la mafia siciliana. El libro en comento, gira alrededor de un legendario jefe de la mafia: Bernardo Provenzano. Su influencia en la política siciliana fue definitiva. Le permitió tener acceso a los contratos de obra pública y así extorsionar a los constructores. Bernardo Provenzano no utilizaba teléfonos. Toda su comunicación era por medio de pizzini, papelitos en los que escribía las instrucciones. Nació en Corleone, cerca de Palermo, y logró evadir a la justicia por 43 años.
[...]
Ariel Homero López Rivera


Tra virgolette: Morelos ha paura

Quello che è successo a Huitzilac è un'allerta. La popolazione, quando lincia due presunti criminali, ci parla di esaurimento sociale. È un rimprovero alla mancanza di risultati nella lotta alla criminalità. L'ipocrisia non è giustificata in alcun modo. Huitzilac è un comune dove le leggi sono poco rispettate. Irregolarità nel possesso della terra, aggressioni, invasioni, rapimenti e abbandono istituzionale sono un terreno fertile per atteggiamenti violenti. Ma non è solo Huitzilac.
In Sicilia, in Italia, durante la seconda guerra mondiale, la mafia è rinata grazie all'alleanza che ha stretto con le truppe americane per consentire loro di sbarcare in sicurezza sulle sue coste. Andrea Camilleri, che scrive una saga di 30 romanzi gialli il cui personaggio, il commissario Salvo Montalbano, scopre i criminali mentre ci introduce alla ricca gastronomia siciliana e ai modi di essere della gente di quella parte della bella Italia. Nel suo ultimo libro "Voi non sapete", descrive magistralmente Cosa Nostra. Così è conosciuta la mafia siciliana. Il libro in questione ruota attorno a un leggendario boss mafioso: Bernardo Provenzano. La sua influenza sulla politica siciliana fu definitiva. Gli ha permesso di avere accesso agli appalti di lavori pubblici e quindi di estorcere denaro ai costruttori. Bernardo Provenzano non usava il telefono. Tutta la sua comunicazione avveniva attraverso i pizzini, piccoli pezzi di carta su cui scriveva istruzioni. Nato a Corleone, vicino a Palermo, è riuscito a sottrarsi alla giustizia per 43 anni.
[Traduzione con Google Translator, NdCFC]
 
 

The Telegraph, 10.10.2021
Riccardino by Andrea Camilleri review: Inspector Montalbano’s final case
4/5
In a fourth-wall-breaking farewell, the Sicilian detective hears from a shadowy figure, ‘The Author’

Many crime fiction series end not with a bang but a whimper. Authors’ powers fade; or death or disillusionment lead to a character whose fortunes the reader has followed for decades being arbitrarily abandoned in limbo.
Agatha Christie, who understood perhaps better than any other writer the importance of a satisfying denouement, came up with a typically ingenious solution to this problem. In 1975, a few months before her death, she published Curtain: Poirot’s Last Case, which she had written in the early 1940s and kept in a bank vault for three decades. Whereas the last couple of novels she wrote were execrable, Curtain was as stylish and cleverly plotted as the books of her prime, while also bringing Hercule Poirot’s career to a definite conclusion.
Happily Andrea Camilleri, the creator of the widely adored Sicilian detective Inspector Montalbano, also recognised the need for a crime series to convey the sense of an ending, and followed Christie’s example. Camilleri began the series in 1994 and published at least one Montalbano novel almost every year until his death, aged 93, in 2019; now, he brings the saga to a posthumous end with a concluding novel he wrote in 2005 and then squirrelled away. (An authorial note reveals he revised the manuscript in 2016, although having lost his sight by then, he had to work with the help of a friend reading it aloud.)
Riccardino, which centres on the murder of a young bank manager, contains all the elements that have so endeared the novels to a huge international readership. There is Montalbano himself, an irresistible mixture of irascible and big-hearted, shrewd and naive. There are the usual mouth-watering descriptions of enormous meals and evocations of the beauties of the fictional town of Vigàta (based on Camilleri’s Sicilian home town, Porto Empedocle), as well as its less salubrious areas. There are several treasurable instances of Montalbano’s habitual insubordination to his stupid or corrupt superiors (in one scene he frightens his hypochondriac boss by continually pretending he is going to sneeze on him) and moments of farce. Who couldn’t derive pleasure from reading about Montalbano trying to help a very large woman out of a very small sofa?
As always, an earthy sexuality and a concern with the corruption that bedevils Italian public life help to prevent the book from seeming too far divorced from reality. I must salute, too, the skill of the translator Stephen Sartarelli, who makes the novels such a pleasure to read without smoothing away Camilleri’s spiky idiosyncrasies. In other ways, however, Riccardino is a departure from the norm.
Although there has been the odd metafictional joke in the other books, here the fourth wall is not so much broken as dynamited. In Riccardino Montalbano has become a celebrity because his cases have been written up as novels and made into a television series (British viewers may have seen it on BBC Four); much of his time is preoccupied with comparing his appearance to that of the younger, more handsome actor who plays him, and wondering whether the fictional Montalbano would approach the case in the same way.
He also has to endure testy phone calls from a figure known as “The Author” who complains in his “smoke-shredded voice” (Camilleri was a heroic smoker into extreme old age) about the direction in which Montalbano is taking his story, resulting finally in Montalbano taking decisive control of his own destiny. (One is reminded that before he embarked on these books, Camilleri was best known as a director of Pirandello plays.) As is often the case with this kind of ludic book, the trickiness reduces the emotional charge: although the Montalbano novels have never wallowed in sentiment, there have been more poignant entries in the series than this.
And, as with other Montalbano books, the plot is a bit perfunctory – merely a thread on which to hang the hugely entertaining set pieces. In this, as in so much else, one can detect the enormous influence on Camilleri of Simenon. But criticism is almost irrelevant: the 28th and final Montalbano novel is ultimately no different from the others in that reading it feels like taking a restful and invigorating holiday, in the company of an infallibly amusing author who is also sufficiently wise to allow enough of the real world into his books to stave off insipidity. Reflecting now on the pleasure Camilleri’s body of work has given me, I’m moved to break a reviewing convention and offer to his shade a sentiment that even the most delighted critics never express: thank you.
Riccardino by Andrea Camilleri (translated by Stephen Sartarelli) is published by Mantle, T at £16.99. To order your copy call 0944 871 1514 or visit the Telegraph Bookshop
Jake Kerridge
 
 

La Stampa, 12.10.2021
Arriva il Super Thursday, e Camilleri è il suo profeta
Giovedì parte la stagione natalizia in tutte le librerie inglesi. E fra i possibili best seller c’è, secondo le grandi catene, un candidato forse imbattibile: «Riccardino», il romanzo postumo dello scrittore siciliano, appena tradotto da Penguin

In Inghilterra sarà un Super Thursday eccezionale, quello di giovedì prossimo, e il nostro Camilleri è chiamato ad esserne uno dei profeti, con la traduzione inglese di “Riccardino” (sempre a cura di Stephen Sartarelli, che ha saputo ricreare l’impasto linguistico ricorrendo abilmente ai gerghi di Brooklyn). È l’ultimo romanzo, uscito da noi l’anno scorso, dove Montalbano incontra finalmente il suo autore; il passo d’addio che Camilleri volle uscisse postumo, con un colpo di teatro degno di lui. Ora, appena uscito in inglese, già ne hanno dato conto critici e giornali di qua e di là dell’Oceano; e la casa editrice Penguin lo lancia in quello che dovrebbe essere, nelle attese di tutti, un fantastico mercato di Natale dopo i duri anni della pandemia – che nel Regno Unito hanno piuttosto depresso i libri, a differenza di altri paesi compresa l’Italia.
Il Super Thursday è il giorno in cui sono pronti sui banconi tutti i possibili best seller del periodo natalizio: secondo il Publishers Weekly, che è un po’ l’organo ufficiale del settore a livello internazionale, si tratta quest’anno di 292 titoli – decisamente meno dell’anno scorso, quando causa Covid molte pubblicazioni erano state rinviate nei mesi e si arrivò così a 800 -, ma a emergenza quasi finita o considerata tale, molto più promettenti in termini di fatturato. Vedremo se sarà così. Intanto, i media segnalano i più accreditati per il podio di Natale: per esempio “Silverview”, l’ultimo romanzo di John Le Carré (scomparso nel dicembre scorso), “Sharpe’s Assassin” di Bernard Cornwell (è il quinto tomo della saga storico esoterica del popolare autore inglese, pubblicato in Italia da Longanesi) e naturalmente “Crossroads” di Johnathan Franzen, che anche da noi, pubblicato da Einaudi, scala le classifiche. Ma il vero eroe sembra essere proprio Camilleri, almeno secondo Bea Carvalho, la responsabile delle vendite della grande catena Waterstones (283 negozi nel Regno Unito, Irlanda, Belgio e Paesi Bassi, e a Londra in Piccadilly quella che è considerata la più vasta libreria del mondo), che ne parla con entusiasmo al Guardian.
Dall’altro lato dell’Oceano, dove furoreggia anche se solo in streaming la serie televisiva dedicata a Montalbano), il Washington Post dedica una stringente analisi a “Riccardino”, con la sola avvertenza, per chi non conosce il nostro scrittore, che non è forse la porta d’ingresso ideale sul suo mondo. Consiglia caldamente, invece, “La forma dell’acqua”, o “Il cane di terracotta”, o ancora “La rete di protezione”, dove il commissario è al suo meglio. Già Sartarelli, del resto, in una recente intervista con Famiglia Cristiana, aveva bocciato l’idea di ricavare una fiction tv anche da “Riccardino”. È bellissimo - osservò in quell’occasione - ma è un meta romanzo, una meta fiction. Ho l'impressione che Camilleri l'abbia scritto anche per renderne più difficile la trasposizione televisiva». Impressione fondata, si direbbe. L’ultima ironia di un grande ironico.
Mario Baudino
 
 

Optimagazine, 18.10.2021
“AD. Architectural Digest” festeggia i suoi primi 40 anni con un libro celebrativo
Tra i protagonisti di "AD. Le 100 case più belle d'Italia" anche Pietro Del Vaglio, intervistato da Optimagazine nel 2015

Nel 1981, esattamente 40 anni fa, Ettore Mocchetti fondava l’edizione italiana di AD – Architectural Digest, la testata-simbolo nel racconto dell’arredamento e del design, nata negli Stati Uniti d’America poco più di cento anni fa, nel 1920. Edita originariamente da Giorgio Mondadori e, nell’ultimo quarto di secolo, da Condé Nast, l’edizione italiana della rivista compie i quattro decenni di vita editoriale.
Per celebrare i suoi primi quaranta anni, AD Italia dà alle stampe il libro celebrativo intitolato “AD . Le 100 case più belle d’Italia“, pubblicato in una preziosa edizione illustrata e distribuito in tutta Italia in questi giorni: le più belle case fotografate sulle pagine di AD nel corso degli anni trovano qui una sintesi ideale.
[...]
Il libro è anche una squisita raccolta di testi, firmati da autori come Enzo Biagi, Andrea Camilleri, Vittorio Gassman, Alessandro Baricco, Dacia Maraini, Fernanda Pivano e molti altri.
Michelangelo Iossa
 
 

Il Friuli, 18.10.2021
'Intelletto d'amore (e altre bugie)' al Verdi di Pordenone
Martedì 19 ottobre il progetto del violoncellista Michele Marco Rossi nato dall’incontro con il celebre scrittore Andrea Camilleri

Dopo una sfolgorante apertura di Stagione nel segno della musica e del balletto con l’esclusiva assoluta di Stravinsky’s Love, il Teatro Verdi di Pordenone prosegue la programmazione con il primo appuntamento musicale inserito nel percorso “A proposito di Dante”, che il consulente musicale del Verdi Maurizio Baglini ha individuato quale filo conduttore di una serie di concerti dove l’opera del Poeta si riflette nella musica contemporanea con rimandi alla Divina Commedia. Martedì 19 ottobre alle 18.00 in programma “Intelletto d’amore (e altre bugie)” un progetto del violoncellista Michele Marco Rossi nato dall’incontro con il celebre scrittore Andrea Camilleri che a 93 anni, appena un mese prima della sua scomparsa, ha incontrato il poliedrico violoncellista per una conversazione e un confronto sui temi dell’amore, indagato a partire dalla poetica Dantesca.
“In amore la ragione o si dimette o è in aspettativa”, diceva Camilleri e lo spettacolo vuole proprio gettare una luce sul legame tra amore e complessità della natura umana La voce profonda, così ricca di sonorità, di Camilleri diviene la linea guida dello spettacolo alla quale si unisce la versatilità del violoncello calato in un contesto musicale estremamente ampio e variegato: dalle canzoni medievali alla musica del Settecento, passando per i testi di Fabrizio De André, fino ad arrivare alla musica sperimentale, passando da Vittorio Montalti a Pasquale Corrado, dalla compositrice giapponese Noriko Baba a Matteo Franceschini, che insieme a Montalti ha ricevuto il Leone d’argento in due recenti edizioni del Festival Internazionale di Musica Contemporanea de La Biennale di Venezia. In tutta la loro essenza, questi nuovi lavori musicali rappresentano le quattro manifestazioni estreme del sentimento amoroso, sfaccettature di un elaborato percorso unitario, suscitato unicamente da una citazione dantesca.
Ad assicurare la convivenza in un unico spazio di tutti questi elementi così apparentemente diversi, ma legati a un obiettivo comune, interviene la musica di Paolo Aralla. Compositore e regista del suono, Aralla elabora infatti con l’elettronica le frequenze di quella registrazione trovando un punto di incontro tra la voce dello scrittore e l’espressione musicale. Il programma si compone di quattro “momenti” che sottolineano l’aspetto totalmente irrazionale, istintivo e il carattere indecifrabile dell’amore: Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa. In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, la voce di Camilleri si intreccia e si alterna alla voce del violoncello e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo, ponendo una domanda fondamentale: può esistere un “Intelletto d’amore”?
 
 

Teatro Verdi Pordenone, 19.10.2021
Intelletto d'amore (e altre bugie)
Ore 18:00

A proposito di Dante
violoncello Michele Marco Rossi
elettronica Paolo Aralla
voce di Andrea Camilleri
Programma
Musiche di Montalti, Corrado, Baba, Franceschini
Ideato per l’anniversario di Dante, Intelletto d’amore (e altre bugie) nasce dall’incontro del violoncellista Michele Marco Rossi con Andrea Camilleri, nel maggio 2019, un mese prima della scomparsa dello scrittore siciliano: una conversazione sui temi dell’amore, indagato a partire dalla poetica dantesca per svilupparsi in molteplici direzioni. La voce di Camilleri si intreccia alla voce del violoncello e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo, ponendo una domanda fondamentale: esiste un “Intelletto d’amore”? Si parte da Dante, per arrivare a parlare di ciascuno di noi. L’amore diviene specchio e sonda della nostra natura, di quella umanità che Camilleri conosceva così bene.
 
 

Movieplayer, 19.10.2021
Marco Bellocchio a Roma: “Iniziai come attore al CSC e fu Andrea Camilleri a consigliarmi la regia”
Il regista piacentino è stato protagonista di un incontro con il pubblico alla Festa del Cinema di Roma 2021, dove ha rivelato di aver iniziato al CSC come attore e ha parlato dei film e i registi della sua formazione cinematografica.

Un 2021 pieno di soddisfazioni quello di Marco Bellocchio, tra gli ospiti speciali alla Festa del Cinema di Roma 2021, dove ha preso parte a un incontro con il pubblico per raccontare la propria origin story per così dire. Ciò che lo ha portato a essere il regista che è oggi, con il documentario in uscita Marx può aspettare.
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DA ATTORE A REGISTA
Fu il compianto Andrea Camilleri a consigliare a Bellocchio di cambiare indirizzo, dalla recitazione alla regia, dopo un anno al CSC.
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Federico Vascotto
 
 

SiracusaOggi, 20.10.2021
Ippica. Premio Camilleri all’Ippodromo del Mediterraneo: aprono i due anni

Trotto in pista giovedì 21 ottobre, all’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa. Le 6 competizioni si chiuderanno con il centrale Premio Camilleri che impegna, sui selettivi 2200 metri, i cavalli anziani per un Invito. [...]
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Altro interessante confronto è il Premio Fazio, una Condizionata riservata ai tre anni sul miglio. [...]
Oriana Vella
 
 

IdeaWebTv, 21.10.2021
Manzini al Salone racconta i segreti di Rocco Schiavone
Lo scrittore romano ha presentato il suo ultimo libro

[...]
Anche lei ha vissuto il dramma del rifiuto?
«Ho avuto la fortuna di avere un maestro straordinario: Andrea Camilleri. Mi viene in mente un aneddoto. Mi raccontò di aver ricevuto un manoscritto da un aspirante scrittore. Gli chiedeva di leggerlo per una valutazione. Lui era una persona molto disponibile e pur faticando a trovare tempo, si mise a leggere le prime pagine. Ricordo che ogni tanto ci sentivamo e lui mi parlava di questo pesantissimo testo che avrebbe dovuto analizzare. Mi diceva che fin dalle prime pagine gli ricordava qualcosa. Poi, quando entrarono in scena i personaggi del romanzo, capì: stava leggendo esattamente “Guer­ra e Pace” di Lev Tolstoj! Prese il telefono e chiamò “l’autore”. Gli disse: “Ma scusi, ma lo sa che il testo che mi ha inviato non è opera sua? È ‘Guerra e Pace’”! La risposta dell’autore fu a dir poco spiazzante: “Sì, lo so, ma io l’ho migliorato!”».
[...]
Luca Borioni
 
 

La Sicilia (ed. Sicilia Centrale), 21.10.2021
A Troina risorge il cine teatro. Dopo 30 anni oggi l’inaugurazione dell’edificio ristrutturato e intitolato allo scrittore Camilleri
Uno spazio per la cultura

Troina. Da oggi, dopo 30 anni, il paese riavrà il suo cinema. Non si chiamerà «Cine Trionfo» come si chiamava una volta. Il suo nuovo nome è «Cine-Teatro Andrea Camilleri». L’immobile del vecchio Cine Trionfo è stato demolito e ricostruito. Il nuovo «Cine-Teatro Andrea Camilleri», che sarà inaugurato oggi alle 17:30, ha 167 posti. È di proprietà del Comune, ma a gestirlo è Nino Plumari in collaborazione con un gruppo di altri 3 giovani (Davide Mare, Valentina Polizzi e Francesco Santoro) in base a una convenzione di 5 anni, rinnovabile per altri 5 anni alla scadenza. «Siamo pronti e determinati ad offrire un servizio importante alla comunità troinese e non solo alla comunità troinese» ha dichiarato Plumari.
Per il sindaco Fabio Venezia con il cine teatro «si apre uno spazio di cultura e aggregazione per la città e si concretizza uno dei punti più qualificanti del programma presentato ai cittadini».
[...]
Silvano Privitera
 
 

23.10.2021
Camilleri Montalbano e la sicilianità


 
 

Universidad Nacional Autónoma de México, 29.10.2021
Facultad de Filosofía y Letras
III Seminario sulla vita e l'opera di Andrea Camilleri


 
 

Teatro Lauro Rossi, 28.10.2021
I concerti di Appassionata
Intelletto d’amore (e altre bugie)
ore 21
in collaborazione con ABAMC

Andrea Camilleri riflessioni inedite
Michele Marco Rossi violoncello
Paolo Aralla regia elettronica
Baba, Montalti, Corrado, Franceschini
 
 

I Teatri di Reggio Emilia, 30.10.2021
Intelletto d'amore (e altre bugie)
Michele Marco Rossi, violoncello
CON VOCE DI ANDREA CAMILLERI
h 20:30 - Palcoscenico del Teatro Valli
Posto unico
€ 10,00
Un progetto di Michele Marco Rossi, in collaborazione con Andrea Camilleri
Michele Marco Rossi violoncello
Paolo Aralla elettronica
Andrea Camilleri voce registrata
musiche commissionate a Vittorio Montalti, Pasquale Corrado, Noriko Baba, Matteo Franceschini e di Paolo Aralla, Hildegard von Bingen, Marin Marais, Fabrizio De André
coproduzione Accademia Filarmonica Romana, Fondazione Perugia Musica Classica, Associazione Barattelli, Associazione Appassionata Macerata, Unione Musicale onlus
«Si parte da Dante per arrivare a parlare di ciascuno di noi. L'amore diviene specchio e sonda della nostra natura, di quella umanità che Camilleri conosceva così bene».
Michele Marco Rossi

Il progetto del violoncellista Michele Marco Rossi nasce dall'incontro con il celebre scrittore Andrea Camilleri. A 93 anni, appena un mese prima della sua scomparsa, Camilleri ha incontrato il poliedrico violoncellista per una conversazione e un confronto sui temi dell'amore, indagato a partire dalla poetica dantesca per poi svilupparsi in molteplici direzioni.
Questa conversazione inedita viene portata ora sul palcoscenico. La voce di Camilleri è la guida del concerto che, attraverso quattro commissioni ad altrettanti compositori, musica antica, musica vocale e la musica elettronica di Paolo Aralla, approfondisce il tema dell'amore nelle sue sfumature e contraddizioni.
Il programma si articola in quattro fasi, quattro manifestazioni estreme del sentimento amoroso, che sottolineano l'irrazionalità e il carattere indecifrabile dell'amore: Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa.
La voce di Andrea Camilleri si intreccia e si alterna alla voce del violoncello di Michele Marco Rossi e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo, ponendo una domanda fondamentale: può esistere un "Intelletto d'amore"?
 
 

 


 
Last modified Thursday, October, 21, 2021