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Il colore del sole

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri



Un’opera che racconta le vicende di Caravaggio in fuga da Malta e in cui lo stesso Camilleri (il lavoro è ambientato per metà nel Seicento e per metà ai giorni nostri) è uno dei personaggi. Una visita di Andrea Camilleri a Siracusa dopo cinquant’anni di assenza, un biglietto segretamente infilatogli in tasca con un numero di telefono, che dovrà chiamare da una cabina pubblica. L’Andrea Camilleri scrittore di romanzi gialli non resiste al potere attrattivo di un’indagine che si presenta oscura, inquietante e densa di misteri. Misteri che lo conducono a un casale sperso nelle campagne attorno a Bronte, dove gli verrà mostrato un documento incredibile e avvincente scritto di proprio pugno da un artista di quattro secoli prima, immenso e maledetto: Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le frasi disarticolate e le visioni di questa raccolta di carte costituiscono una sorta di anomalo noir, fitto di ombre e di allucinazione, sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia tra il 1607 e il 1608.
Ne Il colore del sole, la particolare luce dei quadri di Caravaggio, la sua scelta stilistica e pittorica, quella straordinaria presenza dell’ombra da cui solo alcuni particolari (fondamentali nell’economia del quadro) vengono risparmiati, sono raccontati attraverso il ricorso alle neuroscienze.
La fotofobia dell’artista è curata con gocce preparate da una vecchia bardassa e quel medicamento gli fa vedere “il sole nero”, facendolo vivere in una continua eclissi che fa intravedere le sagome, le ombre, ma lascia gran parte del paesaggio nell’oscurità.
L’adattamento di Gian Maria Cervo asseconda e addirittura accentua le caratteristiche barocche dell’opera di Camilleri, creando una macchina teatrale tutta basata sul cambio di mood, ritmo e tempo al secondo spaccato, con un finale acuto e divertente che costituisce allo stesso tempo la chiusura e la decostruzione di una struttura narrativa.

Di Gian Maria Cervo
Regia e musiche Franco Eco
Interventi video di Francesco Di Mauro
Con Marco Celli, Alessio Di Clemente, Anna Ferraioli Ravel, Pietro Masotti
Attori in video:
Carlo Fineschi: Gran Maestro
Vittorio Belmonte: Guardia carceraria
Raffaele Risoli: Filetto
Nicolas Zappa: Aloysio
Manuel D’Amario: prete professore
Riccardo Festa: Sforza Colonna
Fabrizio D’Eletto: Ramorino
Luca Iapichino: angelo
Massimiliano Vado: Cavaliere d”Hermet
Sergio Sergi: pescatore
Angelo Tanzi: inquisitore
Domenico Rizzo: Iacobo
Carlotta Mangione, Anna Mallamaci, Carmine Fabbricatore, Silvio Impegnoso: amici di Camilleri
Disegni: Giorgio Santucci
Tecnici: Fabrizio D’Eletto, Giovanni Mascherucci, Michele Baldi
Locationist: Francesco Cerra
Direzione tecnica: Matteo Marini
Fonici: Paolo Testa, Paolo Giuliani
Interventi digital video: Hubstract -made for art
Assistenti e segreteria di produzione: Alessandra Caruso, Luna Battistin, Pamela Mattana
Una coproduzione TSAM, Festival Quartieri dell’Arte e Festival dell’Aurora Crotone
In collaborazione con la Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma

Prima messa in scena: Milano, Piccolo Teatro Grassi, 18 settembre 2016
per Tramedautore


Debutto ufficiale:
Viterbo, Festival Quartieri dell'Arte, 24-25 settembre 2016

 
 
 


Repliche:
Crotone, Festival dell’Aurora – Oltre, 1 ottobre 2016
Roma, Teatro Marconi, 24 settembre 2017




Last modified Tuesday, January, 02, 2018