
Magaria

Marco Betta
(Enna, 1964)
Grazie ad Eliodoro Sollima intraprende gli studi di composizione, e, sotto la sua guida, si diploma al Conservatorio di Palermo. Successivamente frequenta i corsi di perfezionamento tenuti a Firenze da Armando Gentilucci ed a Città Di Castello da Salvatore Sciarrino.
Come compositore esordisce nel 1982 al Festival Spazio Musica di Cagliari. Nel 1985 compone Il palazzo incantato per orchestra da camera, primo lavoro nel quale cominciano a delinearsi gli elementi principali del suo modo di fare musica: melodie, sospese su armonie e strutture accordali che fondono insieme la musica delle antiche culture mediterranee con la grande tradizione classica e con la musica del nostro tempo. L'idea di una musica condizionata dalle antiche culture letterarie e architettoniche della Sicilia e del Mediterraneo è il punto di partenza delle successive composizioni. Nascono così una serie di lavori per strumento solo e per ensemble da camera come le due arie notturne per flauto, chitarra e violoncello, le due romanze per viola e pianoforte, Descort per clarinetto, trio d'archi e pianoforte, Umida nox per ensemble che in seguito verranno pubblicate dall'editore Rugginenti. Comincia a insegnare Composizione al Conservatorio di Palermo e diventa Coordinatore del Centro di Documentazione della Musica Contemporanea del CIMS. Nel 1988 collabora alla stesura dell'edizione critica della Messa per Rossini realizzando in collaborazione con Antonella Balsano la revisione del Sanctus di Pietro Platania. Nello stesso anno Ricordi comincia a pubblicare alcuni suoi lavori come In ombra d'amore ballata per viola, Maiores Umbrae per 5 strumenti e Senti l'eco aria per orchestra. Nel 1991 realizza le musiche per la Sabbia del sonno azione per musica e film di Roberto Andò. Nel 1992 la RAI Radiotelevisione Italiana seleziona Maiores umbræ per 5 strumenti per partecipare alla "Tribuna Internazionale dei Compositori". Da questo momento le sue musiche vengono eseguite e radiodiffuse in molti paesi d'Europa, negli Stati Uniti, Canada, ex Unione Sovietica, Argentina e Brasile e riceve inviti e commissioni da enti e festival come il Teatro Alla Scala, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l'Arena di Verona, l'Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l'Orchestra Verdi di Milano, l'Accademia Filarmonica Romana. In occasione della presentazione della rivista CASBA dedicato alle vittime della mafia compone Dedicato per quartetto d'archi, e nell'anno successivo partecipa insieme con i compositori Lorenzo Ferrero, Carlo Galante, Paolo Arcà, Matteo D'Amico, Giovanni Sollima e Marco Tutino, ideatore del progetto, alla composizione del Requiem per le vittime della mafia (Cattedrale di Palermo, 27 marzo 1993) realizzando Lux æterna per soprano, tenore, coro e orchestra su testo di Vincenzo Consolo lavoro che segna l'inizio della sua collaborazione con la Casa Musicale Sonzogno. Negli anni successivi compone il Concerto per arpa e orchestra (1994, B.&W.Italia) le opere Sabaoth e Sammael (1995, B.&W.Italia) su testo di Giovanni Carli Ballola, Bellini, Ultime luci su testo di Dario Oliveri (1996, B.&W.Italia), Averroè su testo di Daniele Martino (1999, Sonzogno), i balletti con la coreografia di Elisabetta Vittoni E in realtà C in sogno B+B in...Sieme (1996) e The Cardsharps (2000, Maggio Musicale Fiorentino), la Sinfonia dei nuovi giocattoli (1999, Sonzogno), le musiche per il film Il Manoscritto del Principe con la regia di Roberto Andò prodotto da Giuseppe Tornatore (2000), e le musiche di scena per Le Troiane con la regia e la coreografia di Micha van Hoecke. Dal 1994 è Direttore Artistico del Teatro Massimo ed è stato membro della Commissione Musica della SIAE. Nel 2000 viene invitato dal Teatro Greco di Siracusa a comporre le musiche per l'Elettra e l'Oreste con la regia di Piero Maccarinelli. Sempre nello stesso anno su invito della Sagra Musicale Umbra partecipa alla stesura, insieme con altri sette autori, della Messa Giubilare di Resurrezione realizzando Resurrexi per coro e orchestra (Roma 16 agosto 2001). Nel 2001 insieme con Andrea Camilleri realizza Magaria favola per voce recitante e orchestra (Sonzogno) eseguita a Ravenna lo scorso febbraio per l'Associazione Angelo Mariani interpretata da Pino Caruso, sotto la direzione di Bruno Aprea. Attualmente lavora alla realizzazione dell'opera "Il Fantasma nella cabina" su testo di Andrea Camilleri e libretto del regista Rocco Mortelliti.
![]() Magaria 1a esecuzione: Ravenna, 27 febbraio 2001,Teatro Alighieri, Concerto di Carnevale, Associazione Angelo Mariani, Pino Caruso, voce recitante, Bruno Aprea, direttore, Orchestra Giovanile dell'Accademia Angelo Mariani. Organico:1.1.1.1.-1.1.1.-.Archi |
"Magarìa", favola con tre finali letta da Pino Caruso «È una favola crudele e quindi per essere una fiaba è una contraddizione. E io leggendola me ne rendo conto tanto che alla fine recito prima un finale di compromesso e poi un lieto fine col classico e vissero tutti felici e contenti». Pino Caruso è la voce di Andrea Camilleri per "Magarìa", la favola in musica scritta dal «papà» di Montalbano per il Concerto di carnevale di Ravenna. La storia di Lullina e di suo nonno è stata musicata da Marco Betta, compositore e direttore artistico del Teatro Massimo. "Magarìa" sarà eseguita stasera in prima assoluta al teatro Alighieri di Ravenna con Pino Caruso voce recitante e con Bruno Aprea, sul podio dell’Orchestra giovanile dell’Accademia Angelo Mariani. «Arrivato al finale mi fermo e mi rivolgo al pubblico dicendo che non si può andare a letto con la morte del nonno per crepacuore — spiega Caruso — E così continuo a leggere il testo che prevede prima un finale a metà strada tra il dolce e l’amaro e poi il lieto fine: il nonno e Lullina se la cavano con una multa». Quello della musica è l’ennesimo campo conquistato da Camilleri, divenuto ormai uno scrittore «multimediale». I testi dello scrittore empedoclino, infatti, sono stati adattati di volta in volta per la televisione ("Il commissario Montalbano" di Raidue), per il teatro ("Il birraio di Preston"), per il cinema (il regista Sanchez prepara un film dalla "Stagione della caccia"). Adesso medita anche di «invadere» la lirica: Paolo Furlani, infatti, sta lavorando alla musica per il "Birraio" che, guarda caso, parla proprio del debutto, sfortunato, di un’opera. Repubblica 27.02.2001 |
È con una fiaba del romanziere siciliano Andrea Camilleri musicata dal siciliano Marco Betta che domani (Martedì grasso) l’Associazione musicale Mariani di Ravenna festeggia il Carnevale nel Teatro Alighieri. Una favola gustosa che s’intitola La Magaria (La Magia) e trova in un altro siciliano, Pino Caruso, voce recitante, l’interprete perfetto per sottolinearne la vis comica. Si tratta di una bambina, Lullina, che per magia, pronunciando alcune parole, può scomparire e, con altre, ricomparire. Il nonno la mette alla prova e lei in effetti scompare. Purtroppo il nonno non conosce le parole magiche per farla riapparire e viene condannato per il suo presunto assassinio e occultamento di cadavere. Ma, ha spiegato Camilleri «per il teatro non potevo lasciare un finale così drammatico e ingiusto, e l’ho modificato, anche perché dalle fiabe ci si aspetta che finiscano col solito "e vissero felici e contenti"». Andrea Camilleri, uno dei nostri scrittori più fantasiosi e dotati, come spesso i siciliani, di un senso dell’umorismo lieve ed elegante di tipo anglosassone, ama la fiaba anche perché gli permette voli della fantasia che in altro contesto apparirebbero anacronistici. Contento che una sua fiaba sia messa in musica? «Certo, anzi trovo che sia il suo sviluppo naturale», risponde, «tanto più che il dialetto di Girgenti che uso è, come già ha detto Pirandello, il più musicale fra i dialetti siciliani». Una musicalità che il giovane compositore Marco Betta, i cui lavori sono stati eseguiti ovunque nel mondo, riesce a cogliere perfettamente: «Nel racconto, dice, ho ascoltato anche le emozioni della punteggiatura, quel che rimane nella mente di situazioni già vissute, ricordi, momenti felici, malinconici». Il lavoro, in prima assoluta, è affidato all’Orchestra Giovanile dell’Accademia A. Mariani di Ravenna guidata da Bruno Aprea, direttore acuto, capace di coglierne ogni sottigliezza. LANDA KETOFF - Repubblica 26.02.2001 |
«Alla picciliddra, che di nome si chiamava Lullina e manco aveva sei anni, piaceva assai camminare campagna campagna col nonno che le spiegava tante cose, per esempio che le nuvole erano fatte di panna montata». Inconfondibile, è Camilleri. Stavolta senza gialli e senza commissari bensì in versione fiabesca, per bambini, orchestra e voce recitante. È "La Magaria", la favola che lo scrittore empedoclino ha scritto per il Concerto di Carnevale di Ravenna, in programma il 27 in prima esecuzione assoluta. Un’operazione col marchio doc siciliano, nonostante la «settentrionalità» dell’esecuzione: a Camilleri, infatti, si affiancano due palermitani, il compositore Marco Betta, autore delle musiche, e Pino Caruso, impegnato come voce recitante. E così se Camilleri ha immaginato parole magiche che fanno scomparire e riapparire chi le pronuncia, Marco Betta ha creato una partitura che rappresenta i personaggi con gli strumenti musicali: e allora il Nonno è un violoncello, Lullina è un violino e il maresciallo è una tromba. E alla fine, ovviamente, nonno e nipote vissero «felici e contenti». La Repubblica 22.02.2001 |
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Last modified
Friday, January, 24, 2003
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