home page





Itinerari siciliani
Alla scoperta della Sicilia e delle sue tradizioni




Itinerari


Enna dintorni ... ...

A cura di Giuseppe Corrao

 

1,2,3 via ...

Il giretto che ci apprestiamo a fare ci porterā nel cuore della Sicilia. Partenza(manco a dirlo)da Palermo,imboccate la solita autostrada PA/CT e percorretela sino allo svincolo di Enna(circa 125 km.)Qui entrando nello svincolo,salite verso Enna centro.

Enna ...

Enna fu abitata nell'antichitā dai Sicani,prima e dai Siculi poi,conobbe la cultura Greca attraverso la influenza di Gela e nel IV secolo fu conquistata da Dionisio I e da Agatocle poi(tutti e due tiranni di Siracusa).Passata poi sotto il dominio Punico nel 258 a.c.fu presa dai Romani. Durante il dominio Bizantino divenne un importante caposaldo strateggico,al punto che solo nel 859 gli Arabi riuscirono a prenderla(grazie, si dice al tradimento di alcuni mercenari) Sotto il dominio Arabo,la citta prese nome di Castrogiovanni,che conservō sino al 1927 Enna offre molte testimonianze dei vari periodi storici e delle sopraindicate dominazioni. Del periodo Normanno,i due principali monumenti simbolo sono,il Castello di Lombardia e la Torre detta di Federico,questi sorgono ai due estremi opposti della vecchia cittā.Il Castello di Lombardia č una possente fortezza ben conservata,prende il suo nome(si pensa)dal fatto che un gruppo di Lombardi al seguito dei Normanni,vi si fosse stanziato.(ricordate San Fratello,Randazzo?)Fu edificato da Federico II di Svevia e subbi opere di rifacimento con gli Aragonesi.(Qui Federico II d'Aragona assunse il titolo di re,e sempre qui fu convocato il primo Parlamento Siciliano)La Torre di Federico si erge isolata su di un'altura come dicevo prima,in posizione diametralmente opposta al castello.Secondo alcuni č da attribuire a Federico II di Svevia,secondo altri a Federico II d'Aragona(secondo il mio modesto parere ricorda molto nella sua forma ottagonale il Castello del Monte di chiara architettura sveva.) Del periodo medievale XIV-XVI secolo si possono visitare la chiesa di San Francesco con un bel campanile massiccio del 400(anche se la chiesa presenta molti rifacimenti di etā barocca)il campanile della non piu esistente chiesa di San Giovanni(notare l'elegante trifora al centro)Del Duomo edificato nel 1300,e ricostruito in periodo barocco,rimangono due stupendi portali con bassorilievi,il resto della chiesa č un susseguirsi di stili ed epoche,stucchi del 500 e del 600,il soffitto ligneo del 500, un prezioso pulpito del 700 ecc.Dietro il Duomo si trova il Museo Alessi,visitatelo vi troverete il tesoro del Duomo oltre a monete siculo-puniche,icone bizantine e molto altro. Palazzo Varisano fa parte del periodo sopracitato (1500 circa) e ospita il Museo Archeologico Regionale,da non perdere. Del periodo che va dal XVI-XVIII secolo possiamo ammirare la chiesa di Santa Chiara,la chiesa di San Marco,la chiesa di San Francesco di Paola e altro.

Usciti da Enna e rientrati in autostrada dirigiamoci verso Catania,e al bivio Mulinello usciamo. Qui seguiamo le indicazioni per Valguarnera (carrapipi per intenderci)che raggiungeremo dopo circa 10km.

Valguarnera ...

Valguarnera č un paese relativamente giovane,fu fondato nella prima metā del 1600 da Francesco Valguarnera nel luogo dove giā nel 1300 esisteva un casale sotto la signoria di Lamberto Caropepe. Proseguendo dritto,oltrepassato il paese,ci dirigiamo verso Piazza Armerina che ragiungeremo dopo 18 km.circa.

E qua vi volevo!!!!!

Piazza Armerina

Piazza Armerina offre molto da vedere(a proposito vi siete portati la telecamera?)e nell'imbarazzo della scelta mi permetto di consigliarvi un approfondito giro per il centro storico prima di fiondarvi alla Villa Del Casale. I greci di Gela vi fondarono la prima cittā,poi i Romani(che da buoni intenditori apprezzarono l'amenitā dei luoghi)vi costruirono quella che oggi č uno dei luoghi piu' suggestivi della Sicilia.Il centro di Piazza č di impianto normanno(che oltre a combattervi gli Arabi,si scontrarono anche con i loro alleati lombardi)Il caratteristico dialetto rivela le sue radici piacentine,su i tre colli che costituiscono l'abitato possiamo vedere il Castello Aragonese edificato alla fine del 300 da re Martino I,il Duomo con il suo alto campanile e l'enorme cupola costruito nei primi anni del 600,la barocca chiesa di San Rocco,la trecentesca chiesa di San Giovanni Evangelista(con gli affreschi del Borremans),fuori dal centro abitato c'č l'antica chiesa del priorato di Sant'Andrea risalente al 1096.A circa 5 km. da Piazza Armerina si trova la Villa Del Casale tra il monte Mangone e le sorgenti del fiume Gela.Parlare di questo famoso monumento č inutile,bisogna gustarselo con calma e con attenzione,fatelo.

Il rientro

La giornata volge al termine(come sono poetico)e quindi č ora di ritornare a casa.Potete rifare la strada (al contrario)oppure al bivio Grottacalda,girare a sinistra e da li seguendo la segnaletica per Enna,passare da Pergusa e dopo sosta,proseguire per Enna Bassa ed entrare in autostrada.
l'inviato



Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve cōciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanėsa, (senza zaffirano, pi caritā!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddāre. Intanto si cōcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini 'na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi caritā di Dio!). Il suco della carne s'ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s'assistema nel palmo d'una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell'altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s'infilano in una padeddra d'oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!



Pasta al nero di seppia

da: La cucina tradizionale siciliana di Anna Pomar

 


Modi di dire


Ammulari li balati di lu Cassaru

Tratto dall'Almanacco Popolare di Rosario La Duca.

 

Letteralmente:arrotare,lucidare le lastre del Cassaro, figuratamente:stare in ozio,andare passeggiando,bighellonando. E si dice dell'andare su e giu'per il Cassaro,appunto perchč esso rappresenta per il palermitano,oltre che il corso migliore della cittā,il luogo che va veduto sempre,e dove si ha sempre da godere.




Last modified Saturday, July, 16, 2011