Andrea Camilleri rivela un volto inedito e sorprendente: non il familiare narratore dalla voce amabile e roca ma il maestro intellettuale, lucido, scomodo e fedelmente imparziale. In questo libro-intervista, Francesco De Filippo mette da parte l’immagine rassicurante del “padre di Montalbano” per concentrarsi su un pensatore acuto e lungimirante. Affrontando temi attuali – dall’intelligenza artificiale all’ambiente, dall’Europa alla filosofia, passando per il conflitto israelo-palestinese, l’arte, le masse e la politica – il volume presenta un “buon maestro” cui far riferimento per orientarsi in un mondo in rapido mutamento, in maniera leggera e vibrante.
Camilleri, il futuro dell’uomo
Capitali, migranti e Chiesa
C'è da sperare
che un certo capitalismo esasperato, un certo capitalismo corsaro non abbia più
ragion d'essere proprio per una carenza interiore, sua propria. Perché oggi
il capitalismo individuale conta
pochissimo, contano molto i capitali associati e la globalizzazione del
capitale, le multinazionali. Però è
altrettanto vero che questo è un segno non di forza ma di debolezza. Cioè a dire
che il capitale “s ol o” non può esistere, viene sopraffatto, ha necessità di
fusioni. Questo appunto è un segno di debolezza, non di forza. Vuol dire che il
pesce più grosso si sta mangiando il pesce più piccolo. Ma, arrivato a un certo
punto, al pesce più grosso finirà col mancare l’acqua. (...) Il collegamento
internazionale del capitale fa sì che il crollo di una nazione travolga le altre
nazioni che sono sullo stesso livello di economia, dovunque esse si trovino
geograficamente. Se non c’è un aiuto considerevole, come sta avvenendo
nell’Unione Europea, dato ai Paesi più deboli, come la Grecia, l’Irlanda, basta
un nulla perché questo sistema crolli e riduca in povertà non soltanto quelli
che non se la passano bene ma anche i più ricchi. (...) La causa che ha
scatenato tutto ciò è proprio questa forma di capitalismo che chiamo
speculativo.
Questa diseguaglianza che già si registra su scala
globale potrebbe radicalizzarsi e dunque avere ripercussioni anche sui singoli
Paesi occidentali, come sta già accadendo in Italia? Mah, mi sembra che
sia proprio quello che sta accadendo. Io credo che debbano avvenire mutamenti
cosmici (...) i mutamenti cosmici sono lenti ma ne abbiamo già le prime
avvisaglie. Forse senza nemmeno rendercene conto. La prima cosa è
l’immigrazione. L’immigrazione che noi consideriamo fino a questo momento, fin
quando è assorbibile, come una forza lavoro non indifferente per esempio per lo
sviluppo dell’Italia. E la tolleriamo. Mi chiedo: come reagiremmo se di queste
persone non ne avessimo bisogno? Sicuramente ancora peggio di come stiamo
facendo, è naturale. Ora – dico numeri a caso – fin quando sono diecimila
persone è un conto, quando cominceranno a diventare cinquecentomila, come
inevitabilmente sarà, questa politica che farà? Perché questa di oggi è una
politica cieca che affama per piccole dispute nazionali, è una politica che
provoca tutto quello che provoca in Africa e in altre parti del mondo, ma è un
boomerang, è inevitabilmente un boomerang. Questa gente scappa, va via, e in
qualche modo arriva qua. E allora sono questi i fatti che possono determinare un
cambiamento, non per volontà di chi detiene il potere, ma costretto dagli
eventi. In un certo senso costretto da uno tsunami fatto di esseri umani.
A proposito di extracomunitari. È presumibile, appunto, che il loro numero
continui ad aumentare. Da un lato tutta la solidarietà umana, dall’altro però
non è possibile che Europa e America del Nord ospitino tutta l’Africa o tutta
l’Asia o tutta l’America del Sud. Dunque, quali potrebbero essere le scelte da
fare? Non credo che la soluzione si trovi nelle leggi, come quella
italiana Bossi-Fini o quelle analoghe che, credo, esistano in Spagna o negli
Stati Uniti, che hanno il problema di non riuscire a controllare l’emigrazione
dal Messico mentre prima riuscivano a gestire benissimo l’immigrazione via mare.
C’è da dire che i fili spinati non possono risolvere questo problema. (...)
L’Europa dovrebbe per esempio mettersi intorno a un tavolo e dire: che capienza
abbiamo? E poi fare in modo che questa gente non si muova. Che significa che non
si muova? Prima di tutto che devono vivere in pace, secondo che devono avere
l’acqua, terzo che devono avere mezzi di sostentamento. (...) Sai cosa avverrà?
Che questi che fanno politica oggi si troveranno a dover ospitare in casa loro e
loro andarsene...
L’Italia e la Chiesa, una convivenza difficile?
Noi oggi assistiamo a un dialogo tra il nostro presidente della Repubblica e
Papa Ratzinger, che è un discorso fra sordi, in cui uno dice sono laico e
l’altro dice sì, ma bisogna essere laicamente sani, cioè a dire mettere al
centro la famiglia e a questo ci pensiamo noi, che siamo preti. (...) La nostra
vera sovranità è limitata. Ma non è per la base di Aviano –perché gli americani
a un certo punto se ne vanno: se ne sono andati dalla Spagna, se ne sono andati
dalla Francia, volendo se ne potrebbero andare anche dall’Italia –, la vera
limitazione della nostra sovranità è data dalla Chiesa. Oggi pochissimi si sono
resi conto che prima Ruini e ora Bagnasco hanno ottenuto un successo
straordinario, del fatto che la Chiesa oggi può contare sul 75% dei votanti
italiani. Mi riferisco a quelli che non andarono a votare al referendum sulla
fecondazione assistita, che così non raggiunse il quorum. (...) Bisogna che ci
rammentiamo degli avvenimenti.
I brani sopra riportati sono stati pubblicati su
il
Fatto Quotidiano il
10 luglio 2025
Presentazione alla Libreria Feltrinelli, Palermo, 20 novembre 2025.
Franco Nuccio, Francesco De Filippo, Filippo Lupo e Camillo Scaduto
(Foto Luciana Lupo - Camilleri Fans Club)
Presentazione a Porto Empedocle, 21 novembre 2025.
Gero Tedesco, Francesco De Filippo, Filippo Lupo, Onofrio Dispenza e Marzia Quattrocchi
(Foto Oltre Vigàta)
Listening to Camilleri: Francesco de Filippo on the Man Behind the Legend
(InTrieste, 14.2.2026)