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Di pianeti e di uomini

In dialogo con Francesco De Filippo



Autori Andrea Camilleri, Francesco De Filippo
Prezzo € 16,00
Pagine 130
Data di pubblicazione 11 luglio 2025
Editore Castelvecchi
Collana Fuori Collana


Andrea Camilleri rivela un volto inedito e sorprendente: non il familiare narratore dalla voce amabile e roca ma il maestro intellettuale, lucido, scomodo e fedelmente imparziale. In questo libro-intervista, Francesco De Filippo mette da parte l’immagine rassicurante del “padre di Montalbano” per concentrarsi su un pensatore acuto e lungimirante. Affrontando temi attuali – dall’intelligenza artificiale all’ambiente, dall’Europa alla filosofia, passando per il conflitto israelo-palestinese, l’arte, le masse e la politica – il volume presenta un “buon maestro” cui far riferimento per orientarsi in un mondo in rapido mutamento, in maniera leggera e vibrante.

 

Camilleri, il futuro dell’uomo
Capitali, migranti e Chiesa

C'è da sperare che un certo capitalismo esasperato, un certo capitalismo corsaro non abbia più ragion d'essere pro­prio per una carenza interiore, sua propria. Perché oggi il capitalismo individuale conta pochissimo, contano molto i capitali associati e la globalizzazione del capitale, le multinazionali. Però è altrettanto vero che questo è un segno non di forza ma di debolezza. Cioè a dire che il capitale “s ol o” non può esistere, viene sopraffatto, ha necessità di fusioni. Questo appunto è un segno di debolezza, non di forza. Vuol dire che il pesce più grosso si sta mangiando il pesce più piccolo. Ma, arrivato a un certo punto, al pesce più grosso finirà col mancare l’acqua. (...) Il collegamento internazionale del capitale fa sì che il crollo di una nazione travolga le altre nazioni che sono sullo stesso livello di economia, dovunque esse si trovino geograficamente. Se non c’è un aiuto considerevole, come sta avvenendo nell’Unione Europea, dato ai Paesi più deboli, come la Grecia, l’Irlanda, basta un nulla perché questo sistema crolli e riduca in povertà non soltanto quelli che non se la passano bene ma anche i più ricchi. (...) La causa che ha scatenato tutto ciò è proprio questa forma di capitalismo che chiamo speculativo.

Questa diseguaglianza che già si registra su scala globale potrebbe radicalizzarsi e dunque avere ripercussioni anche sui singoli Paesi occidentali, come sta già accadendo in Italia?
Mah, mi sembra che sia proprio quello che sta accadendo. Io credo che debbano avvenire mutamenti cosmici (...) i mutamenti cosmici sono lenti ma ne abbiamo già le prime avvisaglie. Forse senza nemmeno rendercene conto. La prima cosa è l’immigrazione. L’immigrazione che noi consideriamo fino a questo momento, fin quando è assorbibile, come una forza lavoro non indifferente per esempio per lo sviluppo dell’Italia. E la tolleriamo. Mi chiedo: come reagiremmo se di queste persone non ne avessimo bisogno? Sicuramente ancora peggio di come stiamo facendo, è naturale. Ora – dico numeri a caso – fin quando sono diecimila persone è un conto, quando cominceranno a diventare cinquecentomila, come inevitabilmente sarà, questa politica che farà? Perché questa di oggi è una politica cieca che affama per piccole dispute nazionali, è una politica che provoca tutto quello che provoca in Africa e in altre parti del mondo, ma è un boomerang, è inevitabilmente un boomerang. Questa gente scappa, va via, e in qualche modo arriva qua. E allora sono questi i fatti che possono determinare un cambiamento, non per volontà di chi detiene il potere, ma costretto dagli eventi. In un certo senso costretto da uno tsunami fatto di esseri umani.

A proposito di extracomunitari. È presumibile, appunto, che il loro numero continui ad aumentare. Da un lato tutta la solidarietà umana, dall’altro però non è possibile che Europa e America del Nord ospitino tutta l’Africa o tutta l’Asia o tutta l’America del Sud. Dunque, quali potrebbero essere le scelte da fare?
Non credo che la soluzione si trovi nelle leggi, come quella italiana Bossi-Fini o quelle analoghe che, credo, esistano in Spagna o negli Stati Uniti, che hanno il problema di non riuscire a controllare l’emigrazione dal Messico mentre prima riuscivano a gestire benissimo l’immigrazione via mare. C’è da dire che i fili spinati non possono risolvere questo problema. (...) L’Europa dovrebbe per esempio mettersi intorno a un tavolo e dire: che capienza abbiamo? E poi fare in modo che questa gente non si muova. Che significa che non si muova? Prima di tutto che devono vivere in pace, secondo che devono avere l’acqua, terzo che devono avere mezzi di sostentamento. (...) Sai cosa avverrà? Che questi che fanno politica oggi si troveranno a dover ospitare in casa loro e loro andarsene...

L’Italia e la Chiesa, una convivenza difficile?
Noi oggi assistiamo a un dialogo tra il nostro presidente della Repubblica e Papa Ratzinger, che è un discorso fra sordi, in cui uno dice sono laico e l’altro dice sì, ma bisogna essere laicamente sani, cioè a dire mettere al centro la famiglia e a questo ci pensiamo noi, che siamo preti. (...) La nostra vera sovranità è limitata. Ma non è per la base di Aviano –perché gli americani a un certo punto se ne vanno: se ne sono andati dalla Spagna, se ne sono andati dalla Francia, volendo se ne potrebbero andare anche dall’Italia –, la vera limitazione della nostra sovranità è data dalla Chiesa. Oggi pochissimi si sono resi conto che prima Ruini e ora Bagnasco hanno ottenuto un successo straordinario, del fatto che la Chiesa oggi può contare sul 75% dei votanti italiani. Mi riferisco a quelli che non andarono a votare al referendum sulla fecondazione assistita, che così non raggiunse il quorum. (...) Bisogna che ci rammentiamo degli avvenimenti.

I brani sopra riportati sono stati pubblicati su il Fatto Quotidiano il 10 luglio 2025


Presentazione alla Libreria Feltrinelli, Palermo, 20 novembre 2025.
Franco Nuccio, Francesco De Filippo, Filippo Lupo e Camillo Scaduto
(Foto Luciana Lupo - Camilleri Fans Club)


Presentazione a Porto Empedocle, 21 novembre 2025.
Gero Tedesco, Francesco De Filippo, Filippo Lupo, Onofrio Dispenza e Marzia Quattrocchi
(Foto Oltre Vigàta)


Listening to Camilleri: Francesco de Filippo on the Man Behind the Legend
(InTrieste, 14.2.2026)



Last modified Saturday, February, 14, 2026