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Il gatto che prendeva il treno

Conversazione sulla magia delle stazioni



Autore Gaetano Savatteri
Illustrazioni Paolo Niutta
Prezzo € 14,00
Pagine 72
Data di pubblicazione 29 agosto 2025
Editore Bibliotheka
Collana Formiche
e-book € 7,99 (ePub con social DRM)


Ricordo una volta che arrivai a Palermo con il vagone-letto da Roma. Dovevo aspettare la coincidenza per Agrigento. Notai un gatto bianco e nero che si affrettava verso il treno. Io pensavo continuasse il suo cammino lungo la banchina, ma all’improvviso salì. Si avvicinava il momento della partenza, c’era già il capostazione con la paletta, presi coraggio e mi avvicinai: “Senta su questo treno è salito un gatto”. Non batté ciglio. Mi disse: “Com’era?”. “Bianco e nero”. “Non si preoccupi, disse, scende a Termini Imerese”.<> Durante la mezz’ora di viaggio tra Palermo e Termini cercai il gatto, ma non ve n’era traccia. Affacciato al finestrino, alla stazione di Termini Imerese, lo vidi scendere. Allora chiesi al controllore: “Ma c’era un gatto su questo treno, l’ha visto?”. “Non si preoccupi”, mi disse il controllore, “riprende stasera il treno delle otto per Palermo”.

“C’è un treno nella vita di ogni siciliano”, scrive Savatteri. “Un treno perduto. Un treno che porta lontano o fa ritornare. E c’è un treno – l’immagine e il ritmo lento di un treno – perfino nell’epoca delle auto, degli autobus e degli aerei. Leonardo Sciascia ha scritto che l’avventura della scrittura in Sicilia è legata all’avventura economica e sociale dello zolfo. Da Giovanni Verga a Luigi Pirandello, passando per Sciascia stesso, la letteratura siciliana è impregnata di fumi di zolfo e di vite di zolfatari: Rosso Malpelo di Verga, Ciaula scopre la luna di Pirandello, solo per citare alcune pagine celebri. Racconti sulfurei, come sulfurea è la scrittura di Sciascia, figlio di capomastro di zolfara, fratello di un giovane che si uccise durante uno sciopero in miniera. Proprio allo zolfo, in Sicilia, è legata l’avventura del treno, epica e tragica tanto quanto l’avanzare delle ferrovie americane verso la frontiera del West. Il treno che trasportava il giallo dello zolfo dalle miniere dell’interno verso la costa, lungo la linea ferrata che veniva disegnata dietro pressioni politiche, scontri e polemiche per indirizzare il tragitto – e quindi gli affari – verso una città o un’altra. La scrittura siciliana nasce dunque nel segno dello zolfo e nell’ansare della ferrovia”.

Non una carrellata di racconti, ma una conversazione fra due uomini che raccontano, divagano, si perdono e si ritrovano nei loro scambi, si lasciano andare a ricordi, pensieri, calembour linguistici. Un'opera che si basa sull’affabulazione, sulla bellezza e sulla magia del narrato, sulle storie che si intrecciano e si sfiorano, si uniscono e si lasciano seguendo un solo denominatore comune: la stazione ferroviaria. Terra di nessuno, luogo di arrivo e partenza, di incontri e di addii.

E’ la riproposizione dell’intervista già pubblicata in Linea di terra.



Last modified Sunday, July, 27, 2025