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Il commissario Montalbano

Volume V



Autore Andrea Camilleri
Prezzo € 20,00
Pagine 608
Data di pubblicazione 28 novembre 2019
Editore Sellerio
Collana Galleria n.24


Una delle invenzioni di Andrea Camilleri, che fanno amare di più Salvo Montalbano, è il fatto che questi invecchia, che anche per lui il tempo passa come per tutte le persone vive. Nei tre romanzi qui proposti (scritti tra il 2008 e il 2009), il commissario è un po’ più abbattuto, un po’ più angosciato, forse è l’età, forse la crudeltà dei delitti.

Il campo del vasaio
In un campo argilloso, un «campo del vasaio» come quello dove Giuda andò a impiccarsi, viene ritrovato un cadavere tagliato in trenta pezzi, quanti furono i denari per tradire Gesù, È un cadavere vecchio, dissotterrato da una pioggia decisamente intensa. Sarà l’analogia con il Vangelo ad aiutare il commissario, che dovrà anche tirare fuori Mimì Augello da una trappola amorosa.

L’età del dubbio
Il dubbio attanaglia Montalbano.È un dubbio che attiene alla sfera amorosa, perché un’altra donna si è affacciata alla sua vita. Ma è anche il dubbio che incalza una difficile inchiesta su un traffico internazionale. Un cadavere sfigurato, uno yacht dei misteri, lo zampino - forse - dei servizi segreti.

La danza del gabbiano
È un’alba di insonnia inquieta sulla spiaggia quando il commissario Montalbano assiste all’agonia di un gabbiano: una disperata danza circolare che assomiglia a una cupa profezia, a una sinistra prefigurazione. Tornato in ufficio si accorge che l’ispettore Fazio è scomparso. Lo hanno visto alle cave, un cimitero mafioso, e con Mimì Augello e tutti gli altri lo danno per morto. Accade che in quel luogo emergano altri cadaveri: con fatica e cattivo umore il commissario, tra squallidi amori e abitudini voyeristiche, può collegarli a carichi di armi proibite. Forse il suo romanzo più nero.


Nota di Andrea Camilleri

Il campo del vasaio
Il campo del vasaio è, nel Vangelo, il campo dove Giuda va ad impiccarsi dopo avere venduto Gesù per trenta denari. E un cam­po argilloso dove non cresce erba.
Devo dire che io mi divertivo molto da bambino: avevo una col­lina argillosa, era bellissimo! Appena cominciava a piovere ci met­tevo un piede di sopra e scivolavo fino in fondo. E allora mi è ve­nuto in mente di scrivere un romanzo ambientato proprio in un cam­po da vasaio in una collina argillosa ma molto simbolico per ciò che riguarda il linguaggio della mafia. Infatti, il cadavere che vie­ne ritrovato è tagliato in trenta pezzi, esattamente quanti furono i denari che Giuda ricevette per il tradimento di Gesù. Quindi c'è un'analogia che Montalbano sfrutterà nella sua indagine, ma la co­sa più importante, per me, è che Mimi Augello si viene a trovare in una situazione di estrema difficoltà amorosa. Rischia molto, e Montalbano riesce a tirarlo fuori da questa situazione proprio con molta intelligenza e molto affetto verso il suo vicecommissario.

L'età del dubbio
Un grande poeta inglese, Wystan Auden, disse che esisteva l'età dell'ansia. Beh, in fondo è anche l'età del dubbio: il dubbio porta una certa ansia. E quale l'età del dubbio? Certo non è l'età della giovinezza. Un giovane prende delle decisioni rapide, si butta a ca­pofitto in certe situazioni senza starci a pensare due volte, ma l'uo­mo maturo è in piena età del dubbio, comincia a chiedersi: faccio bene a fare questa cosa o faccio male? E le conseguenze di questa cosa quali potranno essere? E allora voi pensate un Montalbano, in piena maturità, che per la prima volta si trova in una situazio­ne che lo coinvolge sentimentalmente ma molto seriamente. E tut­ti i suoi dubbi sono sul come comportarsi con questa donna che sen­te di amare. All'interno, c'è tutto un giallo sul commercio e il con­trabbando dei diamanti, ma il tema principale è il dubbio che at­tanaglia e perseguita continuamente il commissario in questa sua si­tuazione. Poi per fortuna, o per sfortuna, interviene il destino e scio­glie ogni dubbio.

La danza del gabbiano
Tantissimi anni fa, in Sicilia, dalle parti di Selinunte, un amico mi portò in una spiaggetta incassata fra rocce a strapiombo e mi dis­se: «Guarda giù». Io guardai e c'erano centinaia di carcasse di gab­biani, mi disse: «Sai, in questa spiaggia i gabbiani vengono a morire», e mentre mi diceva questo, arrivò un gabbiano. E io assistetti alla morte del gabbiano che è atroce, straordinaria, perché il gab­biano allunga un'ala, si inclina di lato e comincia velocemente a roteare su se stesso dando l'impressione che stia roteando su quel­l'ala tesa. Fa uno strano stridìo e poi, dì colpo, si abbatte e muo­re. Una scena crudele. In fondo questo è uno dei romanzi miei più crudeli. Alcuni lettori hanno detto: «Ma come, Camilleri piglia una svolta nella sua scrittura?», ma, amici miei, il mondo nel quale vi­ve Montalbano e del quale si interessa è un mondo di assassini, di farabutti, e non pensate che la crudeltà non ne sia anche una com­ponente essenziale? Il romanzo in qualche modo è crudele, però sa temperare con l'ironia tutta la crudeltà possibile.

Questi testi sono tratti dalle presentazioni registrate da An­drea Camilleri ai film televisivi del «Commissario Montalbano».



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