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Dopo che nostro padre Franco ci ha lasciati, sempre più persone ci chiedevano "Ghe n'è ancora una copia de le "Quattro Paje?" "Gheto ancora qualche libro de Poesie de to Papà?", ed era spiacevole dover rispondere a chi avrebbe volentieri avuto un ricordo di lui che no, di questi libri non ce n'erano più ...abbiamo rimasto senza!
Così abbiamo pensato che mettere insieme una piccola raccolta fosse il minimo che potessimo fare, per ricordare degnamente Lui, ed anche per fare contenti gli Amici, perché è grazie anche e soprattutto alla loro spinta, alla loro motivazione costante che questo libro ha visto la luce.
Nostro papà Franco - chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa - scriveva Poesie di getto, così, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Se c'era la compagnia giusta, l'atmosfera giusta, l'amicizia, era per lui quasi automatico cercare di fermare il momento con una Poesia.
Poesia che scriveva di getto, dove capitava, anche dietro ad un tovagliolo di carta, per poi recitarla e farne omaggio al festeggiato od agli amici.
Così, la sua "produzione" è stata talmente copiosa e varia che, anche volendo - come abbiamo un po' provato a fare - seguire queste sue "tracce", sarebbe impossibile fare una raccolta completa.
Ci abbiamo comunque provato, accompagnati dagli amici Ezio, Michele, Gigi ed Emi: è stato un percorso emozionante, da San Pietro Incariano alla Carega, a San Zeno di Montagna, a Villabartolomea... Strada facendo, abbiamo trovato dovunque persone pronte ad aiutarci: dovunque era tangibile il ricordo, l'umanità, l'amicizia sincera che nostro Papà aveva lasciato dietro di sé.
Abbiamo provato a fare una piccola selezione di quello che ci era piaciuto di più da quelle raccolte che Franco aveva preparato nel corso degli anni: "'Na Paja" (lo pseudonimo con cui si firmava su "El Tapo", il giornalino della Vª B del 1956) del 1988 - seguito da "Do Paje", "Tre
Paje", "Paje Sparse" e l'ultimo "Quattro Paje... senso impegno". Non si tratta di pubblicazioni "ufficiali", ma di raccolte distribuite agli amici: tutte stampate in poche copie, tutte con lo stesso spirito: "come vedi, no ghe nessun presso de copertina, me lo son stanpà mi e ghe lo regalo a ci voi mì!".
Le abbiamo poi raggruppate un po' per "argomenti", accollandoci l'ingrato compito di selezionare cosa lasciare dentro e cosa fuori: ma che cosa fare con l'opera per noi più incredibile, "Tre Paje"? Una completa rivisitazione della Divina Commedia, scritta a quattro mani con l'amico Vate Pilatus, nella quale i due Poeti, accompagnati nientemeno che da Dante Alighieri in persona, discendono all'Inferno, dove trovano colleghi, funzionari e dirigenti di quella Cassa di Risparmio dove entrambi hanno passato la loro intera vita lavorativa.
Questa è stata per noi la scelta più difficile, in quanto le pagine più' colorite a nostro avviso non potevano essere apprezzate senza conoscere i fatti o le persone narrate. Così, abbiamo messo alcuni Canti qua e là, a mo' di intermezzo. Abbiamo lavorato in team, coinvolgendo anche nostro Zio Ciacia, per sfruttare la sua esperienza di giornalista e critico teatrale: il suo consiglio su quali Poesie non potessero mancare era per noi la migliore prefazione possibile per questo libro, così come la vedete nelle pagine seguenti. Insomma, dopo molte cene (...di lavoro, s'intende!), siamo riusciti a concretizzare il nostro progetto, quel progetto che era partito da una semplice frase di Ezio: "Dovemo far qualcosa par ricordarlo come se deve... parche el n'ha dato tanto!".
Ed allora, prima di augurarvi buona lettura, vorremmo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato a dare alla luce il nostro progetto: Franco Bonora del Circolo Unicredit Verona, Gianni Burato, nostro zio Giancarlo, Alberto, gli Amici di Villabartolomea e tutti gli altri.
Quindi, Vi auguriamo buona lettura e ... me racomando: lo sàvi che 'ste poesie i'è nate in allegria e gioia, e l'è così che volemo ricordarlo!
Matteo e Martino Ravazzin
Settembre 2008
Franco "Ravaduka" Ravazzin è stato un Socio della prima ora del Camilleri Fans
Club, di cui era Diligato per Verona; ricordiamo il suo amore per il dialetto
(non solo) veronese, la sua ironia e la sua grande umanità.
Grazie di cuore ai suoi figli per averci fatto dono del volume, dal quale riportiamo
due Poesie dedicate ad Andrea Camilleri e al Club.
CENA SICILIANA - BISO GIALLO Una cena siciliana a Colognola ai
Colli organizzata dal Camilleri Fans Club 5 maggio 2005
Pensa Ti, che
conubio, el biso giallo
Accomuna Vigata a Colognola
E cola mediassion de Crovi e Gallo
Se catemo coi piè soto la tola
Con un menu de marca… Camilleri
Ma preparado dai butei del Ceo
Così da parar via tuti i pensieri
E dir: con Camilleri, magno e beo
Mi no son né gastronomo o poeta
Però me piase tanto la cusina
Magari butar zò qualche rimeta
Specie par na riceta genuina
Stasera rapresento … la Sicilia
Fasso par dir… me piase Montalbano
No dovì farve çerto meravilia
Se parlo in veronese, el siciliano
Ma no voj çerto farve un pistoloto
Anca parchè saria bastansa ingiusto
Disturbarve con qualche bel stramboto
Mejo lassarve alor magnar de gusto
Semai ve ilustrarò piato par piato
I tesori che sforna la cusina
Sicchè che possa godar l’invitato
De l’arte culinaria sorafina
APERITIVO
Eco qua co le sarde le frittelle
El riso che se sposa con el mar
E le verdure che fa da sorelle
L’è proprio un gran bel piato, sa ve par?
No voj entusiasmarme più de tanto
Ma çerto che le magno con gran gusto
E devo dir, se tanto me dà tanto
Che iè proprio partì col piede giusto
ANTIPASTO
Sto piato è fruto de esperienza antica
In Sicilia i le ciama “l’incasciata”
La melansana la diventa rica
Sposandose col cacio, quel d’annata
Dal matrimonio nasse, sensa fallo
Un piato che l’è un picolo gioiello
Cissà parchè el vien ciamà timballo
Fusse par mi lo ciamaria… timbello
I PRIMI
I primi, se lo sa, che in ogni pranso
I fa sempre la parte del leon
Qua forsi alora ghe voria un romanso
Scrito magari in ponta de piron
Uno, magari,dove i Montalban
I se cata a gustar manicaretti
Sia quel grande scrittore catalan
Che el peladon de Luca Zingaretti
M’ha dato tribular la “ncancaranca”
Finchè i m’ha dito “l’è na gran minestra
Che i contadini, a corto de palanca
I pareciava anca ai dì de festa
Coi cavatei, invesse, son ndà a nosse
L’è na pasta che piase e co la sarda
E col sostegno dele bone bosse
Na figura i lè fa çerto gajarda!
SECONDO
Largo che riva el Re dei nostri mari
El caro vecio, onesto pesse spada
Parchè bisogna qua parlarse ciari
Ch’el ghè n’ha fato ben assè de strada
Par rivar ben servido in involtin
E magnarlo così sensa fadiga
Pensa che brao l’è stado poarin
Che dal mar l’è rivado qua ala…Diga
DESSERT
Semo rivadi giusti al gran finale
La puina negada nel marsala
Te lassa in boca un gusto ecessionale
Più che un pranso, un concerto dela Scala
M’è parsa sta serata a l’Alberghiero
Scusè se v’ho stufà col me stramboto
Ringrassio tuti e zà che son sincero
ala salute vostra, n’antro goto!!
Par i
otantani del SOMMO 6 luglio 2005
Caro SOMMO, tanti auguri
Iè sinceri e iè sicuri
Te li manda da Verona
(e no iè de çerto mona)
par la via del Diligato
a sto scopo deputato
tuti quanti qua i to fan
che te dise, cor in man
ch’el traguardo dei otanta
t’è tajà, ma no par tanta
la to età parchè te digo
che te sì sempre più figo
ogni to romanso novo
l’è libidine da fogo
che scatena n’entusiasmo
quasi mejo…de n’orgasmo
mi del CFC son socio
l’è par questo che me associo
ne l’augurio a Montalbano
a Mimi, Fazio e Pasquano
a Bonetti e a Tommaseo
(uto mai che i tifa CEO?)
a Galluzzo e a Catarella
e ala mitica e gran bella
gnoca nordica de oro
si!! La Ingrid… nel pandoro
(par no far figura magra
mi me associo anca a … Sinagra)
Tuti in grande girotondo
Anca Lattes (esse in fondo)
Però, SOMMO, sii cortese
Fa parlar in veronese
Nei romansi de doman
Qualche agente maraman
Trasferido zò a Vigata
L’è na splendida parlata
E se forse la se estingue
Mi che voj restar bilingue
Fondarò, col cor i man
Veronese e sicilian
Tuto el resto… che se ciava
Tanti auguri… Dukarava
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