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“San Calò sono”



Autore Alfonso Bugea
Prezzo € 2,70
Pagine 42
Data di pubblicazione 14 agosto 2025
e-book formato Kindle


Prefazioni di Michele Guardì e Gaetano Savatteri
Immagini di Gianfranco Jannuzzo


Il San Calogero e Andrea Camilleri si raccontano di persona personalmente: questa pubblicazione racconta storie ed aneddoti di due vite diverse ma che si attraggono da un secolo. S. Calò da Marina e Andrea Calogero Camilleri si sono conosciuti allo scoccare delle ore 13 di domenica 6 settembre 1925. E sono diventati inseparabili fino all’ultimo respiro dello scrittore che pur dichiarandosi ateo ha sempre detto che nel suo “paradiso c’è posto solo per S. Calò”. Forse per avergli salvato la vita per ben due volte o forse perché entrambi hanno saputo vivere la vita guardando al prossimo con umanità, avendo rispetto delle persone a prescindere delle loro convinzioni religiose o filosofiche. Un miracolo quotidiano che dura già da cent’anni.


Dalla prefazione di Michele Guardi: Santo pure degli atei.
“Il rapporto tra San Calogero e Camilleri così sapientemente raccontato nel libro di Alfonso Bugea mi fa tornare in mente il mio rapporto con Andrea che spesso mi dava occasione di andarlo ad incontrare a casa sua. Fumava come due turchi e mi riceveva nel suo studio dove, tra le dense nubi di fumo, si distingueva una bella statuetta di San Calogero. Sapendolo dichiaratamente ateo, un giorno gli chiesi che cosa ci facesse a casa sua quella statuetta. Lui mi rispose “A mia, San Caló mi piaci assá”. Credo che quella risposta contenga il pieno significato di questo libro che raccoglie passaggi fondamentali del rapporto tra Andrea Camilleri e San Calogero. Santo di tutti. Anche degli atei”.


Dalla prefazione di Gaetano Savatteri.
“Camilleri era un Calogero chiamato Andrea (il suo primo nome) ma da tutti conosciuto come Nenè, forse in quelle due sillabe si annida in qualche modo anche il nome del santo nero che Camilleri rispettava, considerandolo l’unico abitante del suo paradiso laico. Bugea che è “marinisi”, cioè figlio della Marina, cioè Porto Empedocle. Ricongiunge i nomi di Andrea e Calogero, rinsalda il loro rapporto, riapre il dialogo tra loro, proprio perché nessuno possa gridare, come si fa durante la processione del santo nero: abbiamo dimenticato San Calò? Alfonso Bugea ce lo ricorda, perché Nenè e Calò possano tornare a filare assieme per le strade della Marina”.



Last modified Tuesday, August, 12, 2025