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La gita a Tindari



Autore Camilleri Andrea
Prezzo L. 15.000
Pagine p. 291
Data di pubblicazione 18 febbraio 2000
Editore Sellerio
Collana La memoria n.462
e-book € 6,99 (formato epub, protezione acs4)


"Autocontrollo? Mancanza di sensibilità. No, certamente la ragione era più semplice: la differenza d'età. Lui era un cinquantino e Mimì un trentino. Augello era già pronto per il 2000 mentre lui non lo sarebbe mai stato. Tutto qua. Augello sapeva che stava naturalmente trasendo in un'epoca di delitti spietati, fatti da anonimi, che avevano un sito, un indirizzo su Internet o quello che sarebbe stato, e mai una faccia, un paro d'occhi, un'espressione. No, troppo vecchio oramà". Sta invecchiando il commissario Montalbano? No, non e' questo. E' l'amarezza per un caso dai retroscena sconcertanti e orrendi. E' il saluto del nuovo secolo a questo Maigret siculo, più colto, più teso e irregolare (più "nirbùso e squieto" direbbe Camilleri, nella sua lingua giocosamente protesa alla ricerca della musica più antica dell'italiano). Egli indaga tra l'immaginaria Vigàta e Tindari, il promontorio a picco sul mare "col piccolo, misterioso teatro greco e la spiaggia a forma di una mano con le dita rosa". Un triplice omicidio è avvenuto - un giovane dongiovanni che viveva al di sopra dei suoi mezzi apparenti, due anziani pensionati seppelliti in casa che improvvisamente decidono una gita a Tindari. Li collega, sembra, solo un condominio. Ma Montalbano ha una maledizione, sa leggere i segni che provengono dall'antichissimo che vive nel modernissimo continente Sicilia: lo aiutano un vecchio ulivo contorto, la sua squadra, la svedese Ingrid, un libro di Conrad, e un Innominato senza pentimento. La gita a Tindari, assai più di un semplice giallo (come sempre con Camilleri), ha la felicità e la facilità della commedia. Come se il processo ideativo e fantastico iniziasse - così credeva Aristotele - dall'occhio, dalla vista. Si apre una quinta e spunta un personaggio con una scansione perfetta dei tempi, e ciascuno ha un carattere che lo fa uscire, vivido e completo, dal fondale: e non solo i personaggi principali, ma anche la vicina che compare una volta sola, i vecchietti della gita, i picciotti di guardia al boss, gli avventori del ristorante. E al di là del fascino della lingua, della consonanza con l'universo metaforico siciliano, della suggestione dell'intreccio, ogni pagina offre un momento di divertimento letterario.





Nota Melania G. Mazzucco
Prezzo € 6,90
Pagine 300
Data di pubblicazione 28 agosto 2014
Editore Sellerio
Collana Le indagini di Montalbano n.5


Un triplice omicidio è avvenuto: un dongiovanni che vive al di sopra dei suoi mezzi e due anziani. Montalbano indaga tra i vecchietti. Indimenticabile e leggendaria la galleria dei pensionati in gita al santuario.

«Camilleri finge di scrivere gialli, mentre fa tutt’altro. Qualcosa di diverso: un esperimento inedito, insieme colto e popolare, di metaspettacolo, oltre che di meta-letteratura. Camilleri allestisce romanzi come il capocomico del teatro all’antica italiano metteva in scena commedie, pastorali e tragedie».
M.G.M.

Il telefono principiò a squillare.
La sua prima reazione fu di inserrare ancora di più gli occhi, ma non funzionò, è notorio che la vista non è l’udito. Avrebbe dovuto tapparsi le orecchie, ma preferì infilare la testa sotto il cuscino. Niente: debole, lontano, lo squillo insisteva. Si susì santiando, andò nell’altra càmmara, sollevò il ricevitore.
«Montalbano sono. Dovrei dire pronto, ma non lo dico. Sinceramente, non mi sento pronto».
All’altro capo ci fu un lungo silenzio. Poi arrivò il suono del telefono abbassato. E ora che aveva avuto quella bella alzata d’ingegno, che fare? Rimettersi corcato continuando a pinsàre al neo Presidente dell’Interbanco che, quando era ancora il compagno Martello, aveva pubblicamente cacato su una guantiera piena di biglietti da diecimila? O mettersi il costume e farsi una bella nuotata nell’acqua ghiazzata? Optò per la seconda soluzione, forse il bagno l’avrebbe aiutato a sbollire. Trasì in acqua e lo pigliò una mezza paralisi. Lo voleva capire sì o no che forse, a quasi cinquant’anni, non era più cosa? Non era più tempo di queste spirtizze. Tornò mestamente verso casa e già da una decina di metri di distanza sentì lo squillo del telefono. L’unica era accettare le cose come stavano. E, tanto per principiare, rispondere a quella chiamata.
Era Fazio.
«Levami una curiosità. Sei stato tu a telefonarmi un quarto d’ora fa?».
«Nonsi, dottore. Fu Catarella. Ma disse che lei ci aveva risposto che non era pronto.
Allora ho lasciato passare tanticchia di tempo e ho richiamato io. Pronto si sente ora, dottore?».
«Fazio, come fai a essere tanto spiritoso di primo matino? Sei in ufficio?».
«Nonsi, dottore. Hanno ammazzato a uno. Zìppete!».
«Che viene a dire, zìppete?».
«Che gli hanno sparato».
«No. Un colpo di pistola fa bang, uno di lupara fa wang, una raffica di mitra fa ratatatatatà, una coltellata fa swiss».
«Bang fu, dottore. Un colpo solo. In faccia».
«Dove sei?».
«Sul luogo del delitto. Si dice accussì? Via Cavour 44. Lo sa dov’è?».
«Sì, lo so. L’hanno sparato in casa?».
«Ci stava tornando, a casa. Aveva appena infilata la chiave nel portone. È restato sul marciapiede».



Last modified Monday, July, 28, 2014