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Un racconto di mare: Tridicino

Dal racconto di Andrea Camilleri I quattro Natali di Tridicino




Reading di Pietro Montandon

Musiche Roberto Catalano

Produzione Lunaria Teatro


Un viaggio in barca nel mare di Sicilia tra alghe, correnti, polpi giganti, veloci paranze, dragunare e conchiglie che "sonano" la musica del vento. Ma soprattutto, un viaggio sulle onde e nelle profondità del mare camilleriano, un racconto di ispirazione mitologica denso di emozioni, di spunti ora ironici, ora malinconici, e di rimandi ad un mondo ormai quasi scomparso, che però ancora vive nella tradizione del “Cunto”, e che riprende vita grazie alla formidabile interpretazione di Pietro Montandon e allo straordinario talento di Roberto Catalano che, da solo, suona più di dieci strumenti richiamando sonorità della tradizione popolare.


Prima messa in scena: Nervi (GE), Castello, 10 dicembre 2022
per A Levante con la Luna


Repliche:
Ragusa Ibla, Teatro Donnafugata, 28 dicembre 2022
Genova, Auditorium Montale (Teatro Carlo Felice), 18 marzo 2023
Genova, Chiostro di San Matteo, 19 settembre 2023
Santa Margherita Ligure, Chiostro di San Matteo, 20 agosto 2024
Levanto, Auditorium dell'Ospitalia del Mare, 21 agosto 2024


"Tridicinu" e il Natale marinaro: il testo di Camilleri va in teatro
Le suggestioni del mare e del vento, l'amore per la pesca e la Sicilia del mito, raccontano "I quattro natali di Tridicinu" l'abile pescatore nato in una barca, l'unico a essere sopravvissuto tra i tredici figli di pescatori originari di Vigata, protagonista del racconto di Andrea Camilleri che Pietro Montandon, accompagnato dal musicista Roberto Catalano metterà in scena oggi alle 19.30 al teatro Donnafugata di Ragusa. "Non sono stato io - dice Montandon - a scegliere Tridicinu, ma è stato lui a trovare me e quando lessi per la prima volta il racconto nella raccolta pubblicata da Sellerio, me ne innamorai immediatamente. Come quasi sempre accade nella scrittura di Camilleri, anche in questo caso aleggia il mito e i personaggi della cultura siciliana prendono magicamente forma".
Il mare nella sua essenza violenta, ma al contempo morbida, custode di storie misteriose e leggendarie viene così raccontato anche attraverso le antiche melodie proposte da Roberto Catalano. La voce di Pietro Montandon sarà accompagnata dal suono dei diciotto strumenti provenienti dai paesi di tutto il mondo, collezionati negli anni dal musicista, tra i quali il bouzouki, la mandola, la chitarra e persino un flauto di cristallo. "L'intenzione era proprio quella di creare insieme a Roberto Catalano - continua l'attore - quelle suggestioni che alludessero alle atmosfere evocate dal mare e dal vento dove la narrazione orale si tramuta in musica".
Un racconto in bilico tra fiaba e realtà, animato da personaggi forti e ricchi di passione, in cui la lettura è scandita da suoni a tratti forti e impetuosi che caratterizzano scene di vita, reali o immaginarie, non ha importanza. È il caso dell'anziano pescatore che insegna a Tridicinu a "tagliari la dragunara", a colpire cioè la tromba marina nel suo punto debole. Un mondo lontano rappresentato senza alcun apparato scenico, dove la sola narrazione di Montandon scandisce le varie fasi della vita di Tridicinu, capace di regalare emozioni forti, un pizzico di malinconia e molto coraggio. Lo stesso che il giovane imparò dall'anziano pescatore "che pariva essiri tornato picciotto - scrive Camilleri - ammainò, si misi ai remi e principiò a vogari alla dispirata verso il becco-pompa dell'armàlo 'nfilato nell'acqua". "Era un'arti antica e sigreta - continua lo scrittore - che non stava scrivuta in nisciun libro di mari, passava di vucca 'n vucca, di generazioni in generazioni".
Un racconto di miti e di mare dove Pietro Montandon, al pari di un condottiero, trascinerà il pubblico in un viaggio fiabesco abitato da polpi giganti, alghe e conchiglie che suonano la melodia del vento. "Tridicinu - spiega Pietro Montandon - è un Colapesce un po' più ruspante le cui vicissitudini affabulano il pubblico e l'idea di incantare gli spettatori con racconti poetici è ciò che io ricerco". Il Natale, in contrasto con lo spirito fiabesco e invernale, raccontato in un paesino marinaro, abitato da gente umile e semplice, con buoni principi è ricco di ingredienti popolari "che arrivano - aggiunge Montandon - alla pancia e al cuore, la cui narrazione è tempo stesso piena di rimandi alla mitologia greca"
Paola Pottino (La Repubblica (ed. di Palermo), 28.12.2022)

 





Last modified Sunday, July, 07, 2024