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Le inchieste del Commissario Collura



Autore Andrea Camilleri (a cura di Giovanni Capecchi)
Prezzo € 8,00
Pagine 91
Data di pubblicazione Novembre 2002
Editore Libreria dell'Orso
Collana Storia e letteratura


Dopo essere rimasto ferito nel corso di una sparatoria, il commissario Vincenzo (Cecè) Collura ha deciso di trascorrere un periodo di convalescenza su una nave di crociera. Uomo di terra e non di mare, si trova a indagare su una serie di piccoli e divertenti "gialli", aiutato da un fedele collaboratore, il triestino Scipio Premuda.
Il mistero del finto cantante, il fantasma apparso in una cabina, lo scambio tra due gemelle, la comparsa di un cadavere sconosciuto, la bisca clandestina, il furto di preziosi gioielli: sono alcune delle inchieste che Cecè conduce, seguendo il fiuto dello sbirro che ha in comune con l'amico Salvo Montalbano.

"La Stampa" mi aveva chiesto una serie di racconti, io ci pensai un po' su e mi ricordai che ero stato a lungo indeciso sul nome da dare al commissario Montalbano quando era venuto fuori ne "La forma dell'acqua". Avevo allora due nomi che mi giravano nella testa: uno era Montalbano e l'altro era Collura, cognomi tipicamente siciliani se altri mai ve ne furono. Poi mi venne l'idea di rendere grazie a Vázquez Montalbán e così optai per il commissario Montalbano. Ma ora dovendo scrivere dei racconti mi venne in mente di trovare un personaggio fisso. E subito è stato come una sorta di risarcimento nei confronti del commissario Collura: qualunque fosse diventata la funzione di questo personaggio che ancora non era nato, comunque si sarebbe chiamato Collura, visto che, poveraccio, era rimasto nell'anonimato rispetto a Montalbano che io avevo scelto come protagonista dei mie gialli. La seconda cosa che mi venne in mente, perché mi piace scommettere con me stesso, era quella di avere la possibilità di fare delle indagini all'interno di un luogo esattamente delimitato. È un po' il giochetto che spesso fa Agatha Christie quando sceglie l'Orient Express o un aereo per le sue storie. E quindi scelsi una nave da crociera perché offre una possibilità enorme di incontri con persone diversissime tra di loro. Nacque così il commissario di bordo. Il commissario di bordo non è un vero e proprio poliziotto: il commissario di bordo è soprattutto quello che si occupa del buon andamento dei croceristi, della crociera stessa e del personale di bordo, ma non è un investigatore. Allora mi vene in mente di farne un poliziotto momentaneamente a riposo che ha una certa deformazione professionale anche quando si trova a svolgere un compito che poliziesco vero e proprio non è.

Andrea Camilleri (dall'Intervista sul commissario Collura a cura di Giovanni Capecchi)


Il mistero del finto cantante (La Stampa, 13/7/98)
Il fantasma nella cabina (La Stampa, 27/7/98)
Trappola d'amore in 1ª classe (La Stampa, 3/8/98)
Bella, giovane, nuda praticamente assassinata (La Stampa, 10/8/98)
Un mazzo di donne per il petroliere Bill (La Stampa, 17/8/98)
I gioielli in fondo al mare (La Stampa, 24/8/98)
Che fine ha fatto la piccola Irene? (La Stampa, 31/8/98)
La scomparsa della vedova inconsolabile (La Stampa, 7/9/98)





Prezzo € 14,00
Pagine 160
Data di pubblicazione 7 luglio 2026
Editore Sellerio
Collana La memoria n.1387
e-book € 9,99 (formato epub, protezione acs4)


Nota di Santo Piazzese

Con un’intervista all’Autore di Giovanni Capecchi

«Le storie di Collura sono esattamente come ce le aspettiamo: divertenti, coinvolgenti, ritmate da quella lingua così diretta alla quale ci ha abituato».
Sara Scarafia, la Repubblica

Otto indagini affilate e fulminanti, otto racconti di piacevole vivacità. È questo che offre ai lettori il taschinabile volumetto camilleriano dedicato al commissario Cecè Collura (amico e discepolo di Salvo Montalbano) e al suo collaborativo vice triestino. Sono racconti nati su commissione. Il quotidiano «La Stampa» aveva raccomandato a Camilleri la necessaria giustezza giornalistica: il rispetto della brevità e l’accortezza distensiva di otto testi da pubblicare nel corso dell’estate del 1998. Con spigliatezza, Camilleri fece della costrizione una forma d’arte: una fabulazione misurata, distesa, godibile, e alla fine briosamente sorprendente. Cecè Collura era propriamente un commissario di polizia in convalescenza. L’aveva raggiunto al fegato un proiettile, nel corso di uno scontro con dei rapinatori di banca. Si lasciò convincere a trascorrere una parte della convalescenza su una crociera, con l’incarico improvvisato di commissario di bordo, e quindi di investigatore. Il ruolo non gli era congeniale. Commissario lo era, ma di terraferma. Un lapsus fu rivelatore. Cecè si era concesso una finzione. Viveva la nave da crociera come fosse il perimetro di un villaggio: «un piccolo paese provvisorio e in movimento». Gli scappò un lapsus. Chiamò «paesani» i quasi duemila passeggeri della nave. Alla fine di ogni indagine si chiederà «se quella crociera fosse vera o virtuale». Fittizia. L’intera macchina narrativa dei racconti (a partire dalla consolante e onesta autofinzione del commissario) procederà tra finzioni varie e falsificazioni di eventi. La prima persona a entrare in scena è un personaggio occulto, falso: si fa chiamare Joe Bolton; è un cantante mediocre, con «parrucca, lenti a contatto e baffi finti». Non sfugge all’«occhio di sbirro», al fiuto, e all’indagine di Collura. Dietro la maschera si nascondeva il nostalgico presidente del Consiglio che voleva rivivere gli anni in cui si esibiva come cantante nelle navi da crociera. Conclude la stupefacente serie una meravigliosa compagnia di personaggi virtuali calati in una «atmosfera da due novembre»: una signora, con un marito gelosissimo ma allegramente attratto dalle «minigonne cervicali» delle sue segretarie, che era soprannominata «vedova inconsolabile» a causa della sua perenne mestizia; e un filosofo, anima gemella dell’«inconsolabile», che poteva passare per un «condannato a morte» prossimo all’esecuzione.
Salvatore Silvano Nigro



Last modified Tuesday, July, 07, 2026