home page





La luna di carta



Autore Andrea Camilleri
Prezzo € 11,00
Pagine 260
Data di pubblicazione 23 giugno 2005
Editore Sellerio
Collana La memoria n.656
e-book € 7,49 (formato epub, protezione acs4)


 

Chi era Angelo Pardo? Un informatore medico-scientifico? Un fratello premuroso? Un amante appassionato?
Torna il sangue nelle inchieste di Montalbano e si tratta di un delitto spietato: un colpo sparato a bruciapelo nel soggiorno di una casa alla periferia di Vigàta. Tutto sembra condurre a una pista passionale, tanto più che nella vita di Angelo Pardo donne non ne mancavano.
Montalbano non si lascia ingannare dalle apparenze e indaga con il solito  e collaudato metodo: scava nel passato della vittima sguinzagliando il solerte Fazio, affida il computer del morto all’ottimo Catarella, compie sopralluoghi, parla con  tutti quelli che sono immischiati nella vicenda e soprattutto ragiona, osserva, scompone e rimette insieme tutti gli elementi di cui dispone come in un puzzle.
Come già ne La pazienza del ragno un Montalbano più pensieroso e maturo che riflette sull’avanzare degli anni e il regredire della memoria, sempre allergico ai superiori e al magistrato di turno.

Dopo La forma dell’acqua, Il cane di terracotta, Il ladro di merendine, La voce del violino, La gita a Tindari, L’odore della  notte, Il giro di boa, La pazienza del ragno, La luna di carta è il nono romanzo giallo con protagonista Salvo Montalbano.


«E sì, questa volta Montalbano potrebbe davvero perdere sul serio la testa per una donna. Dopo anni di fedeltà alla fidanzata, Livia, arriverà una donna che lo tenterà molto. Se tradirà? Chi può dirlo. Si troverà in mezzo a due forti figure di donna, contrapposte l'una all'altra. Entrambe possibili assassine. Montalbano sarà chiamato al compito più arduo della sua carriera: capire la psicologia femminile. E a forza di capire... Diciamo che una delle due lo tenterà parecchio. Per la prima volta il lato sentimentale del personaggio emergerà chiaramente». (Andrea Camilleri, da un'intervista a Luna del 9.2004)

Tra due donne forti e insidiose deve industriarsi il commissario Montalbano: una estroversa, e di franca sensualità; l'altra segreta, e di morbosi ardori, capace di tutto intraprendere e di tutto nascondere. Si sgambettano a vicenda, le due donne, su scivolosi precedenti: che sono esche e trappole per il commissario («Quann'era picciliddro, una volta so patre, per babbiarlo, gli aveva contato che la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e di intuito, aviva novamente criduto come un picciliddro a dù fìmmine…, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta»). La verità non procura rimedio. Se non è vittoria è purtroppo vendetta. Rovinosa e tragica. Secca e asciutta, nell'orrore: «la tragedia, quann'è recitata davanti alle pirsone, assume pose e parla alto, ma quanno è profondamente vera parla a voce vascia e ha gesti umili. Già, l'umiltà della tragedia». Il commissario interloquisce con l'incipiente vecchiaia. Ricalibra le sue negligenze. Escogita ripari alla ruggine degli anni. Impara a convivere con l'ossessione della morte (un orologio biologico che batte l'ora grave) e dà udienza a passi ciechi che conducono al mistero di una casa «morta» (alla Faulkner): nella quale, attorno a un cadavere oscenamente atteggiato, si impaludano e covano le acque putride di passioni irritabili e scenografiche; insieme al fondiglio di un'oscenità politica, che lascia emergere cadaveri eccellenti e prospere viziosità. La trama è torbida, in questo romanzo che la palude stigia (facsimile della morte civile) fa solidarizzare con una politica governativa drogata di ordinaria anormalità.
(risvolto di copertina di Salvatore Silvano Nigro)

 



Last modified Tuesday, October, 02, 2012