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Piergiorgio Di Cara

  (Palermo, 1967)

 

Attenti, vi dovete segnare questo nome.

Di Cara esordisce nel campo editoriale con la raccolta di racconti Cammina, stronzo. Sbirri a Palermo (DeriveApprodi, collana Vox Noir, 2000; nuova edizione Il Palindromo, 2014, con due racconti inediti) ma ha già vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Premio Orme Gialle di Pontedera (Pisa). Ha collaborato e collabora con la tivù, quale autore di soggetti e sceneggiature (fra cui quelle di Scacco al re - La cattura di Provenzano - con la partecipazione di Andrea Camilleri - Doppio gioco e Le mani su Palermo, in cui è anche voce narrante).

Nel 2002 esordisce nel romanzo con Isola nera (Edizioni e/o), che sarà pubblicato in Francia da Metailié, con la traduzione di Serge Quadruppani. E forse diventerà anche un film, con la regia di Mimmo Calopresti e la sceneggiatura di Di Cara, Calopresti e Heidrun Schleef.
E' del 2004 il secondo romanzo, L'anima in spalla (Edizioni e/o), in cui Di Cara torna alle atmosfere più noir e metropolitane, "da squadra mobile", raccontando l'antefatto di Isola nera. Il libro è stato presentato il 14 maggio 2004 al Kursaal Kalhesa Club di Palermo.

Nel 2005 esce Hollywood, Palermo (Colorado Noir), romanzo di cui l'Autore parla col Camilleri Fans Club in un'intervista esclusiva. Il libro ha in copertina una fascetta con un "lancio" di Andrea Camilleri: “Un delitto atroce in una Palermo che sembra una Los Angeles Messicana. Certo il romanzo più intenso e coinvolgente di Piergiorgio Di Cara”.

 

Del 2006 è il romanzo Vetro freddo (Edizioni e/o). L'ultima puntata della trilogia dell'ispettore Salvo Riccobono ce ne racconta la vicenda dopo il suo rientro a casa da Lipanusa, dove si svolge il primo episodio della storia. Viene trasferito in Calabria per ragioni di sicurezza, ma anche qui non tarderà a mettersi nei guai, incrocia la strada di un gruppo di grossi ‘ndranghetisti trafficanti di droga e succederanno casini di ogni genere...
Cliccare qui per leggere l'incipit del libro.
Cliccare qui per vedere l'inizio della presentazione alla galleria di architettura EXPA di Palermo (23 maggio 2006), con Santo Piazzese e il Presidente del Camilleri Fans Club, Filippo Lupo.

 

Produzione video La Tulipe Noire - Regia di Floriano Franzetti

Col racconto Il Sommozzatore partecipa all'antologia Omissis (Einaudi, 2007).

Col racconto Febbraio freddo boia partecipa all'antologia Porco killer (Morganti editori, 2007).

Col racconto Il ragazzo dai capelli rossi partecipa all'antologia Lama e trama 4 (Zona, 2007), che raccoglie il meglio della quarta edizione del concorso friulano ispirato a lame e coltelli, della cui giuria Di Cara ha fatto parte.

Col racconto Deve morire lo sbirro partecipa all'antologia La legge dei figli (Meridiano Zero, 2007).

      

Nel suo PC ha già il sesto libro. Lo ha cominciato a scrivere per gioco, chattando con il suo amico e mentore Luigi Bernardi. Perché Di Cara è così. Non riesce a parlare senza raccontare. non riesce a scrivere senza trascinare per mano nel suo mondo. Quando Bernardi ha letto l'incipit è rimasto talmente affascinato da chiedergli subito altre 100mila battute. Lui stesso gli troverà l'editore.
Per il suo nuovo libro Di Cara lascerà la mafia e il noir, che gli hanno portato molta fortuna. Metterà da canto il suo alter ego, l'ispettore Salvo Riccobono, e i suoi lettori saranno accompagnati nel Far West.
"Credo che il western - dice Di Cara - sia la nuova frontiera della letteratura pop. Il romanzo western è il romanzo epico per eccellenza, che segue in linea diretta l'Iliade e l'Odissea. È quello che racconta meglio la vita, sicuramente più del romanzo generazionalista. Per me è una sfida proporre tutti gli ingredienti del genere. Il protagonista è un adolescente, non ha nome. È il ragazzo dai capelli rossi. Attorno a lui gravitano i personaggi tipici: i fuorilegge, lo sceriffo buono, il saggio, le donne".
L'ambientazione del racconto non è reale. Ma per la descrizione delle armi la precisione è massima. Come sempre. Questa volta il consulente di fiducia è un amico che di quegli anni sa tutto.
"Considero il libro un work in progress. Per adesso gli dedico poco tempo. Un'ora al giorno di scrittura in ufficio. A casa non riesco a concentrarmi".
In questi giorni lavora ad una sceneggiatura per una fiction su Tommaso Buscetta e ad un cartone animato sulla cattura di Provenzano.

(da un'intervista a Anteprima, aprile 2007)


Il ragazzo dai capelli rossi è stato pubblicato nel 2007 da Perdisa Pop nella collana Babele Suite (curata da Luigi Bernardi).

Piergiorgio Di Cara - Un commissario in nero

Nel 2007 il regista Floriano Franzetti ha realizzato su di lui la docufiction Piergiorgio Di Cara - Un commissario in nero (che contiene anche un'intervista ad Andrea Camilleri), e ha parlato di lui nel documentario sui giallisti palermitani A proposito di Palermo - Gli scrittori del mistero.

Sull'edizione di Palermo de La Repubblica del 17.9.2008 viene pubblicato il racconto La rapina misteriosa.

"Mi sono messo a lavorare al seguito del mio romanzo di ambientazione western, “Il ragazzo dai capelli rossi”. [...] Sto lavorando alla sceneggiatura di un film per la Rai sulla vita di Tommaso Buscetta. [...] E, sempre per rimanere in tema di serie televisive, sto anche lavorando al progetto di fare diventare Salvo Riccobono un personaggio del piccolo schermo."
(da un'intervista a Sicilia On Line, 17 novembre 2008)

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Nel 2009 ha partecipato all’iniziativa Territori.

Nel 2010 un suo soggetto originale, Mork e Mindy, è stato inserito nella serie Tv Crimini, trasmessa su Rai Due.

Mork, il poliziotto buddista, riappare nel racconto Abbriaria, pubblicato nell'antologia Delitti di Ferragosto (Newton Compton, 2014).
In una Palermo soffocata dallo scirocco Mork, agente sotto copertura della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, sta per condurre un’operazione di acquisto simulato di una partita di stupefacenti. Ad attenderlo, però, ci sono sparatorie, agguati mafiosi e un passato doloroso che ritorna a galla…

   

Nel 2014 col racconto È bella la città di notte partecipa al volume Notturni | Libro collettivo numero due (Il palindromo). Il racconto sarà poi riproposto in Notturni palermitani (Il palindromo, 2016).

Nel racconto L'estate del commissario Sangallo, pubblicato nell'antologia Delitti in vacanza (Newton Compton, 2015), compare un nuovo personaggio, che deve vedersela con una banda che sta organizzando un assalto ai danni di un mega centro commerciale.

 

Esce nel 2016 il romanzo La stanza dei sospetti (Newton Compton).
Mork è un ispettore di polizia in servizio presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Però non è un agente come gli altri, lui non è mai stato dietro una scrivania, neanche un giorno. Perché Mork è un infiltrato, e nel suo lavoro è considerato uno dei migliori. Sono pochissimi a sapere cosa faccia veramente. Tra questi c’è Bruno, il suo più caro amico, importante produttore televisivo e cinematografico. Proprio nel mondo del cinema si concentra l’indagine di Mork. Una torbida vicenda di festini a luci rosse e omicidi, che coinvolge un politico di spicco, la mala romana e la ’ndrangheta calabrese. Una missione pericolosissima, che metterà a dura prova le abilità di trasformista di Mork. E questa volta l’infiltrato dovrà proteggere molto più che la sua copertura. È a rischio la vita di Bruno e soprattutto quella di Martina, la donna che ha conquistato il suo cuore…
«Non è con l’inchiostro che Piergiorgio Di Cara scrive i suoi gialli, ma con l’adrenalina pura. E l’effetto è quasi immediato: aumento della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco del lettore. Il suo stile, una riga dopo l’altra, procede quasi per scosse, come un lungo filo elettrico scoperto.» (in quarta di copertina, da una recensione di Luigi Paulon, alias Don Peppone)

Sempre nel 2016, col racconto Oltre la finestra, partecipa al volume Palermo dietro i vetri (Torri del Vento).

Nel 2017 pubblica il romanzo Elvis & il Colonnello (Il Palindromo), con la prefazione di Claudio "Greg" Gregori.
Che ci fanno due palermitani nel quartiere nero di Memphis Tennessee USA nel 1954?
E perché sono sulle tracce di Elvis Presley che dicono voler salvare dalle grinfie del Colonnello Tom Parker?
Fabio e Valerio hanno un progetto: intercettare il grande Elvis per diventarne i manager. Sembra pazzesco, ma in realtà non lo è, perché loro sanno molte cose su Presley che ancora è ai suoi esordi, sanno bene che di lì a poco quel giovane camionista diventerà il Re del rock ’n’ roll, lo sanno perché i due sono viaggiatori del tempo e vengono dal futuro, dal 2015.
Fabio è un pizzaiolo e si vanta di essere il più grande fan di Elvis della storia, Valerio è una guardia giurata ed è un profondo conoscitore della letteratura beat, in particolare di Kerouac e Ginsberg: durante un viaggio da Dallas a Graceland per visitare la casa museo di Presley, i due amici si ritrovano al Funny Funnel una stazione di servizio su una strada secondaria che congiunge l’Arkansas ed il Tennessee, solo che lì c’è un gate temporale che li proietta indietro nel tempo, esattamente nel settembre del 1954, nel momento in cui Elvis ha inciso il suo primo disco e si prepara ad inventare il rock ’n’ roll. Kerouac non ha ancora pubblicato il suo capolavoro Sulla strada e Ginsberg sta scrivendo Urlo, la sua poesia più importante. Ma loro conoscono la storia e sanno già cosa succederà, ed hanno la possibilità di cambiare il corso delle cose.
Un romanzo ambientato negli anni ’50, nel quale i nostri due amici avranno a che fare con il Ku Klux Klan, conosceranno Aretha Franklin, B.B. King, Bo Diddley, Kerouac e Ginsberg, Alfred King (il fratello di Martin Luther King), e daranno inizio alla lotta per i diritti civili degli afroamericani, ma soprattutto mettono a rischio la più importante rivoluzione sociale, culturale e politica che discende proprio da Elvis e dal suo rock ’n’ roll.
Come nei film culto Non ci resta che piangere e Ritorno al futuro, Elvis & il Colonnello è una storia che può cambiare la storia.


Rassegna stampa

"Voglio mettermi in gioco, misurarmi con qualcosa di diverso dal noir. Ho in mente una storia che mi piace tantissimo.
Tutto è nato da una riflessione sui graffiti dell'Addaura, esempio di arte pittorica parietale unica per il paleolitico superiore. Raffigura alcuni uomini in cerchio, con un copricapo e un becco di uccello o una barbetta al mento, che danzano attorno a due figure centrali senza copricapo, che hanno intorno al collo e ai fianchi delle corde che costringono il corpo a un innaturale inarcamento. Si tratta forse di un rito che prevede l'autostrangolamento, una sorta di incaprettamento. C'è pure un sacerdote, che fa un gesto di presentazione della scena: per non farla lunga, il graffito rappresenta qualcosa di importante per quella tribù. Di determinante o fatale, a tal punto da avere costretto l'autore dell'incisione a uno sforzo creativo straordinario.
Allora io provo a immaginare cosa ci sia stato dietro, magari un delitto, o il tentativo di sopprimere l'intero gruppo. Il tutto in una località, monte Pellegrino, consacrata alle divinità femminili. Mi viene da pensare a qualcosa di tragico, un po' come se avessero ucciso Falcone e Borsellino, per intenderci.
Non un romanzo storico, assolutamente: gli ingredienti a disposizione, un graffito realizzato sedicimila anni fa, una grotta, una tribù in pericolo, mi sembrano perfetti per dar forma a un romanzo d'avventura, al trionfo del romanzesco."

(da un'intervista a La Repubblica (ed. di Palermo), 23 settembre 2010)

L'ispettore Riccobono indaga a Lampedusa: Piergiorgio Di Cara riprende il suo personaggio e lo porta nell'isola degli sbarchi clandestini, diventata quasi un passaggio obbligato per artisti e narratori che si misurano con la contemporaneità. «Ma non ci sarà un omicidio - precisa Di Cara - sarà un'indagine sul fenomeno della migrazione di massa, qualcosa che sta cambiando la storia».
Cliccare qui per leggere l’intervista all'Autore (La Repubblica (ed. di Palermo), 11.10.2011).
"Avevo iniziato a lavorare sul nuovo Riccobono, ma poi sono stato preso da un'altra idea e quella l'ho accantonata per il momento. Il nuovo romanzo è pronto ed è in lettura."
(28 aprile 2013)


Noi viviamo quello che scrive.
Lui scrive quello che vive.
Perché di mestiere fa il poliziotto.
Quello che leggiamo, lui lo ha vissuto, mettendo la propria vita in ballo. 
E noi tranquilli a leggere.
Cammina, stronzo ti piomba addosso.
Pesante.
Eggià! Di Cara è alto 1 metro e 82 e pesa un po’ più di un quintale, difficile da evitare. E se dopo lo vuoi rincorrere, è ormai scappato, sulla sua Triumph 900.
Che non è la sua unica passione.
Un'altra è Palermo e come dice lui: “Amo Palermo, anche se è una città che spesso fa di tutto per non essere amata, ma come una donna bella e pericolosa ti intossica, ti entra in circolo e non te ne liberi più”.
Di morti ammazzati ne ha visti.
Tanti.
Magari troppi.
E allora, gli piace stare con gli amici, a bere qualche birra, qualche bicchiere di vino, davanti a un barbecue, per allontanare quella realtà professionale.
Non che si tiri indietro, al contrario. E così legato al lavoro che nell'ambiente si è trovato l'anima gemella.
Di Cara scrive in accelerazione. Inizia con frasi di lunghezza canonica, pensieri, messe in situazione.
E poi azione.
Accelerazione della narrazione.
Poche parole.
L'essenziale.
Aumento del ritmo cardiaco.
Effetto massimo.
C'è da stupirsi se legge Ellroy?
Lucarelli, Fois, Carlotto, Pinketts, Sciascia, Bufalino, Raymond?
E Camilleri?
Passione per la professione e passione della lettura. 
Lasciamogli l'ultima parola : 
Credo che il noir abbia il compito di raccontare il disastro delle nostre città, che debba essere onesto, e che la violenza mi infastidisce quando è spiattellata sulle pagine senza risparmiare niente, sarà perché ho visto un mucchio di morti ammazzati in tutte le maniere, e non è bello, anche se poi ti abitui e non ci fai caso, e, se è il caso, subito dopo te ne vai in birreria con i colleghi, però qualcosa di quegli occhi sbarrati, dei piedi contorti nello spasmo che afferra chi muore di morte violenta e che gli spara via le scarpe, ti accompagna, e ti tornano alla mente”.

 

In Isola nera Di Cara ci raccontava la convalescenza di Salvo Riccobono.
Fisica perché gli spararono.
Psichica perché non duole solo il corpo.
L'anima in spalla narra i fatti che portano all'agguato.
In questo libro Piergiorgio Di Cara inventa uno stile nuovo: il naturalismo poliziesco.
Sì perché lui sa il fatto suo: è un poliziotto vero.
Quindi quando spiega, descrive, non inventa: riporta quel che è.
Quasi banale.
E invece.
Visti dai suoi occhi, vissuti dal suo corpo, descritti dalle sue mani, i fatti prendono una forza incredibile.
Senza effetti pesanti ma con incredibile semplicità.
Con tanto di naturale.
E' un libro diverso da Isola nera, altrettanto forte.
Un indagine vissuta dall'interno.
Non è il libro da spiaggia.
Leggerlo impegna: fortuna.


Palermo, California?
Un artista ha avuto la bella idea di costruire sul monte davanti alla città la scritta gigante della città del cinema.
Ma nella città di Palermo, Sicilia, non tutto è cinema.
La signora Laura Maniscalco viene ritrovata uccisa in casa sua.
Per una ragione che sfugge a tutti, chi l'ha uccisa ha poi infierito sul suo corpo.
Sfugge all'Ispettore della Squadra Mobile di Palermo, Pippo (Giuseppe) Randazzo, al quale viene affidata l'indagine.
L'inchiesta inizia e Randazzo, con la sua squadra, deve tentare di capire cos'è successo.
Con pazienza, con momenti di dubbio, con tante domande e idee da confrontare con la realtà.
Pippo Randazzo è il nuovo personaggio di Piergiorgio Di Cara. Nei due precedenti (Isola nera e L'anima in spalla) avevamo conosciuto Salvo Riccobono, dell'Antimafia.
Guarda caso, tutti e due lavorano in Questura e quindi s'incrociano. Anzi, Riccobono dà una mano a Randazzo. Il momento dell'incontro è collocato con intelligenza: durante lo svolgimento di L'anima in spalla.
Di Cara sta quindi elaborando una nuova struttura narrativa unica, se non sbaglio, nel paesaggio letterario italiano.
Hollywood, Palermo è il terzo romanzo di Piergiorgio Di Cara, autore veramente specifico del paesaggio letterario italiano.
Ci propone una nuova indagine, nel suo stile che abbiamo già definito naturalismo poliziesco.
Non troverete i soliti colpi di scena e altri clichés costruiti nei soliti gialli/noir ma la realtà dei poliziotti che devono semplicemente scoprire chi ha commesso l'omicidio e perché.
L'autore ci prende praticamente per mano e ci fa seguire tutti gli episodi dell'inchiesta.
Il nostro poliziotto/scrittore ci fa di nuovo sentire l'atmosfera della squadra, facendoci rimanere vicino alle persone che la compongono.
Un autore, un romanzo veramente unici.

Piergiorgio Di Cara: segnatevelo!

 

13 aprile 2005: un incontro... giallo-noir!

 

A cura di Don Peppone

Last modified Wednesday, July, 05, 2017