
Piergiorgio Di Cara
(Palermo, 1967)
Attenti, vi dovete segnare questo nome.
Di Cara esordisce nel campo editoriale con la raccolta di racconti Cammina,
stronzo. Sbirri a Palermo
(DeriveApprodi, collana Vox Noir, 2000) ma ha già vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Premio Orme Gialle di Pontedera (Pisa). Ha collaborato e collabora con la tivù, quale autore di soggetti e sceneggiature
(fra cui quella di
Scacco al re
- La cattura di Provenzano, in cui è anche voce narrante).
Nel 2002 esordisce nel romanzo con Isola nera
(Edizioni e/o), che
sarà pubblicato in Francia da Metailié, con la traduzione di
Serge Quadruppani. E forse diventerà anche un film, con la regia di Mimmo Calopresti
e la sceneggiatura di Di Cara, Calopresti e Heidrun Schleef.
E' del 2004 il secondo romanzo,
L'anima in spalla (Edizioni e/o), in cui
Di Cara torna alle atmosfere più noir e metropolitane,
"da squadra mobile", raccontando l'antefatto di Isola nera.
Il libro è stato presentato il 14 maggio
2004 al Kursaal Kalhesa Club di Palermo.
Nel 2005 esce Hollywood, Palermo (Colorado Noir), romanzo di cui l'Autore parla col Camilleri Fans Club in un'intervista esclusiva. Il libro ha in copertina una fascetta con un "lancio" di Andrea Camilleri: “Un delitto atroce in una Palermo che sembra una Los Angeles Messicana. Certo il romanzo più intenso e coinvolgente di Piergiorgio Di Cara”.
Del 2006 è il romanzo
Vetro freddo
(Edizioni e/o).
L'ultima puntata della trilogia dell'ispettore Salvo Riccobono
ce ne racconta la vicenda dopo il
suo rientro a casa da Lipanusa, dove si svolge il primo episodio della storia.
Viene trasferito in Calabria per ragioni di sicurezza, ma anche qui non tarderà
a mettersi nei guai, incrocia la strada di un gruppo di grossi ‘ndranghetisti
trafficanti di droga e succederanno casini di ogni genere...
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qui per leggere l'incipit del libro.
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qui per vedere l'inizio della presentazione
alla galleria di architettura EXPA
di Palermo (23 maggio 2006),
con Santo Piazzese
e il Presidente del Camilleri Fans Club, Filippo Lupo.
Produzione video La Tulipe Noire - Regia di Floriano Franzetti
Col racconto Il Sommozzatore partecipa all'antologia Omissis (Einaudi, 2007).
Col racconto Febbraio freddo boia partecipa all'antologia Porco killer (Morganti editori, 2007).
Col racconto Il ragazzo dai capelli rossi partecipa all'antologia Lama e trama 4 (Zona, 2007), che raccoglie il meglio della quarta edizione del concorso friulano ispirato a lame e coltelli, della cui giuria Di Cara ha fatto parte.
Col racconto Deve morire lo sbirro partecipa all'antologia La legge dei figli (Meridiano Zero, 2007).
Nel suo PC ha già il sesto libro. Lo ha cominciato a scrivere
per gioco, chattando con il suo amico e mentore Luigi Bernardi. Perché Di Cara è
così. Non riesce a parlare senza raccontare. non riesce a scrivere senza
trascinare per mano nel suo mondo. Quando Bernardi ha letto l'incipit è rimasto
talmente affascinato da chiedergli subito altre 100mila battute. Lui stesso gli
troverà l'editore.
Per il suo nuovo libro Di Cara lascerà la mafia e il noir, che gli hanno
portato molta fortuna. Metterà da canto il suo alter ego, l'ispettore Salvo
Riccobono, e i suoi lettori saranno accompagnati nel Far West.
"Credo che il western - dice Di Cara - sia la nuova frontiera della
letteratura pop. Il romanzo western è il romanzo epico per eccellenza, che segue
in linea diretta l'Iliade e l'Odissea. È quello che
racconta meglio la vita, sicuramente più del romanzo generazionalista. Per me è
una sfida proporre tutti gli ingredienti del genere. Il protagonista è un
adolescente, non ha nome. È il ragazzo dai capelli rossi. Attorno a lui
gravitano i personaggi tipici: i fuorilegge, lo sceriffo buono, il saggio, le
donne".
L'ambientazione del racconto non è reale. Ma per la descrizione delle armi
la precisione è massima. Come sempre. Questa volta il consulente di fiducia è un
amico che di quegli anni sa tutto.
"Considero il libro un work in progress. Per adesso gli dedico poco tempo.
Un'ora al giorno di scrittura in ufficio. A casa non riesco a concentrarmi".
In questi giorni lavora ad una sceneggiatura per una fiction su Tommaso
Buscetta e ad un cartone animato sulla cattura di Provenzano.
(da un'intervista a Anteprima, aprile 2007)
Il ragazzo dai capelli rossi è stato pubblicato nel 2007 da Perdisa Pop nella collana Babele Suite (curata da Luigi Bernardi).
Nel 2007 il regista Floriano Franzetti ha realizzato su di lui la docufiction Piergiorgio Di Cara - Un commissario in nero (che contiene anche un'intervista ad Andrea Camilleri), e ha parlato di lui nel documentario sui giallisti palermitani A proposito di Palermo - Gli scrittori del mistero.
Sull'edizione di Palermo de La Repubblica del 17.9.2008 viene pubblicato il racconto La rapina misteriosa.
"Mi sono messo a lavorare al seguito del mio romanzo di ambientazione western, “Il ragazzo dai capelli rossi”. [...]
Sto lavorando alla sceneggiatura di un film per la Rai sulla vita di Tommaso Buscetta. [...]
Sto scrivendo il soggetto per la nuova serie di “Crimini”. Il mio episodio sarà ambientato in Umbria (la Sicilia era
già stata assegnata, purtroppo) e s’intitolerà “Mork e Mindy”, come il celebre telefilm degli anni ’70. E,
sempre per rimanere in tema di serie televisive, sto anche lavorando al progetto di fare diventare Salvo Riccobono
un personaggio del piccolo schermo."
(da un'intervista a
Sicilia On Line, 17 novembre 2008)
Noi viviamo quello che scrive.
Lui scrive quello che vive.
Perché di mestiere fa il poliziotto.
Quello che leggiamo, lui lo ha vissuto, mettendo la propria vita in ballo.
E noi tranquilli a leggere.
Cammina, stronzo ti piomba addosso.
Pesante.
Eggià! Di Cara è alto 1 metro e 82 e pesa un po’ più di un quintale, difficile da evitare. E se dopo lo vuoi rincorrere, è ormai scappato, sulla sua
Triumph 900.
Che non è la sua unica passione.
Un'altra è Palermo e come dice lui: “Amo Palermo, anche se è una città che spesso fa di tutto per non essere amata, ma come una donna
bella e pericolosa ti intossica, ti entra in circolo e non te ne liberi più”.
Di morti ammazzati ne ha visti.
Tanti.
Magari troppi.
E allora, gli piace stare con gli amici, a bere qualche birra, qualche bicchiere di vino, davanti a un barbecue, per allontanare quella realtà
professionale.
Non che si tiri indietro, al contrario. E così legato al lavoro che nell'ambiente si è trovato l'anima gemella.
Di Cara scrive in accelerazione. Inizia con frasi di lunghezza canonica, pensieri, messe in situazione.
E poi azione.
Accelerazione della narrazione.
Poche parole.
L'essenziale.
Aumento del ritmo cardiaco.
Effetto massimo.
C'è da stupirsi se legge Ellroy?
Lucarelli, Fois, Carlotto, Pinketts, Sciascia, Bufalino, Raymond?
E Camilleri?
Passione per la professione e passione della lettura.
Lasciamogli l'ultima parola :
”Credo che il noir abbia il compito di raccontare il disastro delle nostre città, che debba essere onesto, e che la violenza mi infastidisce quando
è spiattellata sulle pagine senza risparmiare niente, sarà perché ho visto un mucchio di morti ammazzati in tutte le maniere, e non è bello,
anche se poi ti abitui e non ci fai caso, e, se è il caso, subito dopo te ne vai in birreria con i colleghi, però qualcosa di quegli occhi sbarrati, dei
piedi contorti nello spasmo che afferra chi muore di morte violenta e che gli spara via le scarpe, ti accompagna, e ti tornano alla
mente”.
In Isola nera Di Cara ci raccontava la
convalescenza di Salvo Riccobono.
Fisica perché gli spararono.
Psichica perché non duole solo il corpo.
L'anima in spalla narra i fatti che portano all'agguato.
In questo libro Piergiorgio Di Cara inventa uno stile nuovo: il naturalismo
poliziesco.
Sì perché lui sa il fatto suo: è commissario di polizia.
Quindi quando spiega, descrive, non inventa: riporta quel che è.
Quasi banale.
E invece.
Visti dai suoi occhi, vissuti dal suo corpo, descritti dalle sue mani, i fatti
prendono una forza incredibile.
Senza effetti pesanti ma con incredibile semplicità.
Con tanto di naturale.
E' un libro diverso da Isola nera, altrettanto forte.
Un indagine vissuta dall'interno.
Non è il libro da spiaggia.
Leggerlo impegna: fortuna.
Palermo, California?
Un artista ha avuto la bella idea di costruire sul monte davanti alla città la scritta gigante della città del cinema.
Ma nella città di Palermo, Sicilia, non tutto è cinema.
La signora Laura Maniscalco viene ritrovata uccisa in casa sua.
Per una ragione che sfugge a tutti, chi l'ha uccisa ha poi infierito sul suo corpo.
Sfugge all'Ispettore della Squadra Mobile di Palermo, Pippo (Giuseppe) Randazzo, al quale viene affidata l'indagine.
L'inchiesta inizia e Randazzo, con la sua squadra, deve tentare di capire cos'è successo.
Con pazienza, con momenti di dubbio, con tante domande e idee da confrontare con la realtà.
Pippo Randazzo è il nuovo personaggio del Commissario Di Cara. Nei due precedenti (Isola nera e
L'anima in spalla) avevamo conosciuto Salvo Riccobono, dell'Antimafia.
Guarda caso, tutti e due lavorano in Questura e quindi s'incrociano. Anzi, Riccobono dà una mano a
Randazzo. Il momento dell'incontro è collocato con intelligenza: durante lo svolgimento di L'anima in spalla.
Di Cara sta quindi elaborando una nuova struttura narrativa unica, se non sbaglio, nel paesaggio letterario italiano.
Hollywood, Palermo è il terzo romanzo di Piergiorgio Di Cara, autore veramente specifico del
paesaggio letterario italiano.
Ci propone una nuova indagine, nel suo stile che abbiamo già definito naturalismo poliziesco.
Non troverete i soliti colpi di scena e altri clichés costruiti nei soliti gialli/noir ma la realtà dei poliziotti che
devono semplicemente scoprire chi ha commesso l'omicidio e perché.
L'autore ci prende praticamente per mano e ci fa seguire tutti gli episodi dell'inchiesta.
Il nostro commissario/scrittore ci fa di nuovo sentire l'atmosfera della squadra, facendoci rimanere vicino alle
persone che la compongono.
Un autore, un romanzo veramente unici.
Piergiorgio Di Cara: segnatevelo!

13 aprile 2005: un incontro... giallo-noir!
A cura di Don Peppone
Last modified
Thursday, December, 18, 2008
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