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Prefazione di Natalia Ginzburg
Glossario di Gianfranco Folena
VIDEO: Gaetano Savatteri intervista Andrea Camilleri sui temi de
La spartenza
(cliccare qui per leggere la trascrizione dell'intervista)
La spartenza è il diario scritto da un contadino siciliano che racconta la sua vita dall'adolescenza, negli anni Venti, fino a oggi. In mezzo, a dividere in due la vita e il libro, la "spartenza" dall'Italia, l'emigrazione negli Stati Uniti. L'autore, Tommaso Bordonaro, percorre ambienti e situazioni sociali nella Sicilia rurale d'anteguerra e nell'America degli immigrati italiani utilizzando una lingua impastata di vocaboli dialettali e inglesi, tanto sgrammaticata quanto autentica.
Bordonaro - come scrive Natalia Ginzburg nella prefazione - "ha la facoltà di comunicare. Non conosce strutture, e a volte indugia a lungo su una sola giornata, dedicando poche righe a eventi che diremmo memorabili. Raramente descrive, e in genere si limita a dire quello che gli è successo, nel bene e nel male; pure, attraverso le sue frasi rocciose e le sue parole deformate, tutti i luoghi della sua vita, il paese dove è nato e cresciuto e la nave che lo porta via dall'Italia e quell'angolo dell'America dove riesce a installarsi dopo lunghi disagi, li vediamo, senza che siano spese molte sillabe per spiegare com'erano". Felicemente libero da qualsiasi atteggiamento letterario, il diario di Bordonaro è la fresca testimonianza umana di una lunga vita vissuta, come dice lui stesso, "un pò male un pò bene", sempre all'insegna di convinzioni e principi morali che la sua scrittura semplice riesce a spiegare come altrimenti non si potrebbe.
Tommaso Bordonaro, Masinu per gli amici, era nato il 4 luglio 1909 a Bolognetta (PA).
Decide come tanti siciliani di emigrare negli Stati Uniti: non perché stavo male - scrive - ma perché preoccupato di dare un avvenire ai cinque figli, tutti maschi, a suo carico. E’ il marzo 1947, la “spartenza” dai genitori e dai fratelli è “dolorosa e straziande”, e sulla nave che lo porta oltreoceano Bordonaro prende carta e penna per fissare quello che accade a lui e alla famiglia durante la traversata: conserverà per quarant’anni quel block-notes poi diventato la “prima pietra” per la storia della sua vita.
A circa ottant’anni decide di scrivere a mano, in tre quaderni, “La storia di tutta la mia vita da quando io rigordo ch’ero un bambino”.
Lo scritto nel settembre 1990 risulta primo classificato al concorso dell’Archivio nazionale dei diari di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e l’anno successivo
viene dato alle stampe.
Linguisti e critici dibattono sulle caratteristiche della “scrittura selvatica e rocciosa” di Tommaso, scrittore “illetterato” ed allo stesso tempo grande poeta ed “eroe del quotidiano”.
Dal libro prende spunto Roberto Alajmo per il libretto dell’opera lirica Ellis Island con musiche di Giovanni Sollima per il Teatro Massino di Palermo (ottobre 2002).
L’attore e regista Franco Scaldati ha recitato brani del libro nello spettacolo Viva Palermo e Santa Rosalia nella rassegna “Le parole dello schermo” di Bologna (giugno 2005).
Lo stesso Scaldati, direttore artistico delle “Orestiadi” di Gibellina ha voluto aprire la rassegna, alla fine di agosto 2005, con il
lavoro teatrale messo in scena e prodotto dal “Teatro del Baglio“ di Villafrati per la regia di Enzo Toto
e la drammaturgia di Nicola Grato, Santo Lombino e Enzo Toto. Tale lavoro è stato
rappresentato in varie località, tra cui Roma, Siracusa, Palermo, Taormina, New York, Garfield
(la città americana dove dal 2000 riposa Tommaso Bordonaro) e, il 20 gennaio 2007
al Teatro “Regina Margherita” di Racalmuto.
A Tommaso Bordonaro, alla sua scrittura particolare ed alle migrazioni di ieri e di oggi nel corso del 2009 il Comune di Bolognetta e l’Università Popolare hanno dedicato diverse iniziative culturali, tra cui una mostra documentaria, un libro ed un convegno di studi (dal titolo Raccontare la vita, raccontare la migrazione) in collaborazione con la facoltà di Lettere dell’Università di Palermo.
Proprio in occasione di questo convegno Gaetano Savatteri ha intervistato
Andrea Camilleri sul tema dell’emigrazione dalla Sicilia verso gli Stati Uniti d’America, con particolare riferimento a “La spartenza”.
Cliccare qui vedere il video dell’intervista di Gaetano Savatteri ad Andrea Camilleri
(cliccare qui per leggere la trascrizione dell'intervista)
Su La spartenza è stato pubblicato il volume
Lasciare una traccia. Scritti su “La spartenza” con un’intervista a Tommaso Bordonaro,
frutto del lavoro di un gruppo di studiosi che riflettono sull’opera di Tommaso Bordonaro.
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La spartenza, che è ormai introvabile nelle librerie, è citato dalle più autorevoli storie linguistiche in quanto esempio di italiano regionale unitario: tra gli altri, da Pier Vincenzo Mengaldo nella sua “Storia della lingua italiana” (Il Mulino) e da Giovanni Ruffino nel suo “Profilo linguistico della Sicilia” (Laterza). Su tale opera e sul suo autore, però, non esiste ancora alcuna pubblicazione critica. D’altro canto, se studiosi del livello di Giovanni Ruffino, preside della facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Palermo, di Franco Lo Piparo, insigne linguista, di Goffredo Fofi, noto critico letterario e cinematografico, si occupano dell’opera di Tommaso Bordonaro, è perchè ritengono altamente significativa la sua “anomala” presenza nella nostra recente storia culturale, letteraria e linguistica.
Ringraziamo Santo Lombino
(email santo.lombino@libero.it)
per il materiale che ha fornito
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