home page





Le tesi su Camilleri e dintorni ...





Camilleri tra letteratura e fiction: La forma dell'acqua

Andrea Calogero Camilleri nasce, con un mese di anticipo, alle ore 13.00 del 06 settembre 1925 a Porto Empedocle (Ag), quando la statua di San Calogero esce dalla chiesa per essere portata in processione, e così, il piccolo Andrea viene subito esposto al Santo che, nel «paradiso completamente deserto di santi e di dei» dell’ateo Camilleri, conserverà l’unico posto. Il padre, Giuseppe, era un commerciante di zolfo, ma la miniera paterna prese fuoco, e così Giuseppe scelse di impiegarsi come ispettore delle compagnie portuali. La madre, Carmelina Fregapane, era una donna dolce e colta che lo iniziò alla lettura. I coniugi Camilleri prima di Andrea avevano avuto due figli, un maschio morto a sei mesi, ed una bambina, Elvira, morta, a due anni, di setticemia.

Silvestra Sorbera

Continua



L'ombra del dialetto nei romanzi di Andrea Camilleri

Correva l’anno 1996 quando mio padre mi regalò un libro dal titolo Il cane di terracotta.
- Hai presente Sciascia? - mi chiese.
- Eccome no! - risposi.
- Be’, siamo là, solo più simpatico - disse sorridendo.
Il pensiero di poter leggere un giallo, con tutto ciò che il genere si porta dietro, unendoci qualche sana risata, non poteva che tentarmi. All’epoca avevo sedici anni. Da quel momento non avrei più smesso di leggere i libri di questo scrittore di nome Andrea Camilleri

Manuela Bisconcin

Continua



Murderous methods: Eloquent minds and bodies in Italian crime fiction (Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Dario Argento, Carlo Lucarelli)

This dissertation investigates a growing wave of crime fiction in Italy through the lens of an epistemology of crime particular to the Italian peninsula. The work constructs a new literary-historical genealogy that reveals the philosophical underpinnings of Italian crime, beginning with Cesare Beccaria's Enlightenment treatise on penology and continuing with Cesare Lombroso's Positivist studies of criminal man. Novels by Leonardo Sciascia and Andrea Camilleri exemplify detective fiction in the Beccarian tradition, based, as they are, in the perception of criminality primarily as an issue of civil justice: criminal man and the context in which he is pursued are predominantly a systemic, cerebral space of dialogue and words, but not of bodies. The films and novels of Dario Argento and Carlo Lucarelli instead demonstrate the provocative power of the Lombrosian tradition, a fiction that develops at the conceptual nexus of science and horror and that privileges the uncertain space of the human body over the methodological rigor of a more dispassionate type of science. Poetic and philosophical experimentation are made possible by this creative tendency to construct narratives that bleed into other genres, challenging the logic operative in traditional detective fiction (which eliminates all but the correct solution) by offering the potential for formal and philosophical multiplicity. This study is ultimately a test case for a theory of contemporary Italian culture: at a moment when ideology, like genre and like empirical knowledge, often seems elastic, this kind of crime fiction stages the cognitive, philosophical, and political ambiguities typical of postmodern culture.

Elena Margarita Past, University of Pennsylvania

Continua



Il plurilinguismo del "Contastorie"

La lingua italiana: una, nessuna, centomila è il titolo di un articolo di Andrea Camilleri apparso su “Il Messaggero” in data 1 febbraio 1998. L’articolo è una critica, in chiave ironica, ad una petizione che fu presentata al Parlamento dal professor Giovanni Nencioni, dal poeta Mario Luzi e da altri studiosi, con la quale si chiedeva che la lingua italiana fosse dichiarata, con legge costituzionale, lingua ufficiale dello Stato. Ognuno può esprimere idee diverse sull’argomento e supportarle con le più disparate ragioni, ma ciò che ci interessa particolarmente dell’articolo è, appunto, il titolo. La celebre frase pirandelliana è, infatti, emblematica per sintetizzare, con il tipico umorismo del grande scrittore, le discussioni, i giudizi, gli studi

Antonina Longo - Anno accademico 2002/2003

Continua



Salvo Montalbano:un commissario nella Sicilia di fine millennio

... In Salvo Montalbano e anche in altri personaggi quanto c’è di biografico?

Assolutamente nulla. Semmai ci può essere, cosa che ha notato acutamente mia moglie, che non essendo siciliana, ha la possibilità di vedere con un occhio un po’ esterno, che moltissimi tratti di Montalbano, il modo di agire, di pensare, sono quelli di mio padre, che tutto era tranne un commissario. Ma era un buon siciliano.

Oriana Pappalardo

Continua



Camilleri e la ‘sicilianità letteraria’

Le tecniche espositive del giallo con particolare ri ferimento alle opere di Andrea Camilleri

Salvatore Guglielmino, nel breve saggio Presenze e forme nella narrativa siciliana, analizza la sicilianità letteraria, vale a dire "la presenza nell’opera di quei dati e di quelle componenti che si ritengono specifici della sensibilità e del modo di essere siciliani" (1). In questo saggio la sicilianità viene intesa come il comune denominatore della produzione degli autori siciliani, dai veristi fino ad oggi.

Una prima importante caratteristica della letteratura siciliana è il canone del realismo. Dai veristi in poi, gli scrittori siciliani cercarono di ritrarre in maniera fedele la società siciliana, soffermandosi su alcuni elementi come la casa, la ‘roba’, la vita contadina, il tipo di società arcaica, le storie d’amore, la mafia, e i delitti per vendicare l’onore. Gli autori della Sicilia occidentale, come Pirandello, Sciascia, Rosso di San Secondo, Alessio Di Giovanni, Nino Savarese, Francesco Lanza, diedero molta importanza all’ambiente della solfatara. Anche Camilleri, in Un filo di fumo, si occupa del mondo della solfatara, narrando la vicenda di uno sleale commercainte di zolfo, Salvatore Barbarbianca. Nelle opere di Camilleri così come in quelle degli altri autori citati, la descrizione della vita siciliana non ha alla base scopi sociologici o antropologici, ma rimane nella sfera dell’arte. Inoltre è difficile stabilire quanto corrisponda alla realtà effettiva e quanto sia dovuto alla storia interiore o alla visione del mondo elaborata dall’autore. Il complesso rapporto tra realtà e immaginazione è preso in esame da Enzo Papa ne La Sicilia nella testa, in cui mette in rilievo il seguente concetto: "Ordunque, amico caro, la / Sicilia non esiste. Essa è una / favola, un’invenzione: la / Sicilia, quella vera, è nella / testa"(2). Giovanni Verga, malgrado fosse uno scrittore verista, tradì alle volte il canone dell’imparzialità a cui voleva attenersi, lasciandosi influenzare da una sua particolare visione del mondo (3). Andrea Camilleri agisce in maniera analoga facendo trasparire dai suoi romanzi una sua idea della Sicilia, al punto da dichiarare che "ognuno la Sicilia la vede alla sua maniera" (4).

Uno degli elementi della realtà siciliana che ricorre spesso è la mafia. Pietro Mazzamuto individua nelle opere dei siciliani la figura del "mafioso aureolato" (5) ovvero uno stereotipo romantico del mafioso. Questo ‘mafioso aureolato’ è diverso dal delinquente comune, e anzi opera contro chi detiene il potere per difendere gli abitanti locali. La sottomissione allo strapotere dei vari governi che facevano solo i propri interessi e non quelli della Sicilia, spinse i siciliani, nel corso dei secoli, a creare un sistema di difesa, una sorta di controgoverno che ripari ai torti e alle ingiustizie. Ma poi, con il passare del tempo, la mafia si trasformò in una semplice associazione criminale. Questo cambiamento fu avvertito dai siciliani, e già nelle opere di Sciascia (Il giorno della civetta e A ciascuno il suo) la mafia è vista in maniera meno romantica, e anzi vengono denunciati i rapporti illeciti tra la mafia e lo Stato. In realtà anche Sciascia fu condizionato dalla visione romantica della mafia tanto che ne Il giorno della civetta Bellodi classifica il mafioso Arena tra gli ‘uomini’ (6). Andrea Camilleri, dal canto suo, ne La gita a Tindari accetta l’idea che la mafia nacque come un sistema protezionistico creato dai cittadini per difendere sé stessi, ma contemporaneamente è consapevole che la mafia odierna sia una degenerazione di quella tradizionale (7). Sempre più la mafia viene ripudiata dai siciliani, i quali, nonostante una diffidenza radicata nel loro animo, credono che lo Stato possa risolvere i loro problemi. La scelta di Camilleri di avere come investigatore una figura istituzionale implicitamente rimanda alla nuova fiducia dei siciliani nei confronti dello Stato.

Matthew Scerri

Continua



Il giallo d'analisi tra gli scrittori di Sicilia

Der analytische Detektivroman erlebt in Italien in den letzten Jahren eine Renaissance. Seine Popularität liegt in dem Bedürfnis begründet - sowohl beim Leser als auch beim Autor - neues Vertrauen in den menschlichen Verstand zu gewinnen und nach einer vertrauten Ordnung zu streben. Die formelhafte Gattung des Detektivromans erscheint vielen italienischen Autoren als das adäquate Medium, sich mit diesem Anspruch auseinanderzusetzen und möglichst Antworten zu bieten auf zahlreiche ungeklärte gesellschaftliche Fragen. Wir leben in einer Welt mit einer Vielzahl von Problemen und Fragen und wenigen Antworten. Deshalb ist der Detektivroman zur Zeit die einzig mögliche Literaturform. Unsere Gesellschaft hat eine Menge zu erklären, ist jedoch wenig gewillt dies auch zu tun

Iris Fama'

Continua



La Lingua Siciliana Tra Passato e Futuro

“Non si può trovare una lingua che parli ogni cosa per sé senza aver accattato da altri”. Niccolò Machiavelli Parlare di lingua o dialetto è la stessa cosa . Entrambi derivati dal Latino, entrambi sistemi linguistici complessi e variamente articolati, la lingua italiana e uno qualsiasi dei tanti dialetti parlati nella Penisola sono ugualmente legittimi per nascita e per sviluppo, e ugualmente funzionali nel loro uso. Come l’italiano, i dialetti italiani riflettono tradizioni e culture nobili ; possiedono un lessico e una grammatica ma vi sono ad ogni modo delle differenze.

Amira Krifa

Continua




Last modified Wednesday, April, 18, 2007