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Alberto Arbasino Puccini
Maria Bellonci Lucrezia Borgia
Andrea Camilleri Federico II di Svevia
Fabio Carpi Flaubert, Ippocrate
Carlo Castellaneta Robespierre
Guido Ceronetti Jack lo squartatore
Oreste del Buono Dostoevskij
Umberto Eco Pietro Micca
Gaio Fratini Silvio Pellico
Raffaele La Capria Tacito
Luigi Malerba Eliogabalo, Epicuro
Paolo Portoghesi Borromini, Bernini
Raul Radice Francesco Giuseppe
Nelo Risi Carducci, Sofia Tolstoj
Aldo Rosselli D.H. Lawrence
Edoardo Sanguineti Francesca da Rimini
Luigi Santucci Cleopatra
Vittorio Sermonti Giulio Cesare
Umberto Simonetta Wilhelm Tell
Maria Luisa Spaziani Caterina di Russia
Luigi Squarzina Linda Murri
CAMILLERI, Andrea, cinquantenne, siciliano, negli anni 1945-50 pubblicò racconti e poesie. In seguito
diresse numerosi lavori teatrali, televisivi e radiofonici. Ha pubblicato un volume su
I teatri stabili in Italia 1898-1918.
Attualmente insegna Istituzioni di regia all'Accademia d'Arte Drammatica.
Dopo lo straordinario successo delle "Interviste impossibili" radiofoniche e in
volume, questo secondo libro riunisce nuove interviste, trasmesse alla radio
contemporaneamente o successivamente alla pubblicazione del primo. Interviste impossibili
ma non inverosimili, perché il personaggio dice parole che ha effettivamente detto oppure che avrebbe potuto dire,
e dicendole ci illumina su di sé, sulle proprie azioni e sulle loro motivazioni.
Di ognuno infatti l'intervistatore coglie un tratto inaspettato, o ne
approfondisce uno parzialmente noto, rivelando debolezze o aspetti positivi, che
rendono più umani e"veri" personaggi conosciuti solitamente attraverso
l'interpretazione schematica e tradizionale di testi scolastici privi di
fantasia. E inoltre in questa operazione ciascuno degli scrittori rivela i propri gusti, le proprie ossessioni segrete, le proprie curiosità insoddisfatte,
e intervistando l’illustre defunto intervista anche un po’ se stesso, sicché si
può quasi dire che in questo libro alcuni personaggi storici intervistano scrittori italiani contemporanei.
Nota ai testi
Nel 1973 la RAI rivolgeva ad alcuni scrittori — inizialmente una ventina — un singolare invito: fingere di incontrarsi davanti al microfono con personaggi celebri vissuti cento o mille o duemila anni fa, rivolgere loro una serie di domande e (ovviamente) immaginarne le risposte. La scelta del personaggio era libera, purché fosse realmente esistito. Nacque così la serie radiofonica intitolata "Le interviste impossibili", iniziata sul secondo programma durante l'estate 1974 e in parte raccolta in
volume nel 1975. Visto il successo della trasmissione e di quella prima raccolta, l'editore ha quindi deciso di pubblicare una seconda serie di "interviste impossibili", che riunisce le più belle interviste trasmesse dopo la pubblicazione del primo volume.
Presumibilmente il segreto del successo è nella formula e nella stessa situazione (intervista) ch'essa comporta. Una volta scelto il personaggio da "incontrare", lo scrittore è automaticamente vincolato a una certa realtà storica, a un contesto di riferimenti già noti: ma appunto per questo è sollevato dal compito di inventare e giustificare personaggio e vicenda; egli si trova nella condizione ideale per far risaltare il suo apporto personale, nero su bianco, su una preesistente immagine. Prova ne sia che ognuno ha usato l'intervista a suo piacimento e per un gioco diverso: saggio di fantacritica, satira culturale, ipotesi di linguaggio, e naturalmente per le più varie operazioni sul personaggio (rivelazione o capovolgimento, reinvenzione o distruzione, identificazione narcisistica ecc.).
Le "interviste impossibili" si sono insomma rivelate un affascinante modulo da riempire, un solidissimo attrezzo per acrobazie mentali. Che poi il gioco, spesso, risulti alquanto serio, dipende dalla circostanza che tutti gli autori hanno ancorato alla realtà storica di partenza (anche se inconoscibile) l'affermazione o la negazione d'un valore: ne consegue una ricerca di individuazioni storiche, una volontà di penetrare nei segreti del passato, ma sempre secondo un rovesciamento di posizioni e di opinioni correnti. Non è dunque strano che una volta tanto lo scrittore italiano abbia risposto positivamente a un appello proveniente dalla radio: in veste di "intervistatore della storia" lo scrittore poteva dimostrare di potersi misurare con tutto.
Le "interviste impossibili" sono state ideate e realizzate nell'ambito del Servizio Prosa radiofonica della RAI. La proposta nacque durante una riunione tra Adriano Magli, Siro Angeli, Lidia Motta, Alessandro d'Amico e Roberta Carlotto (quest'ultima doveva poi seguirne più da vicino l’allestimento).
Nella registrazione radiofonica la voce dell'intervistatore era quella autentica dell'autore, che dunque recitava nella parte di se stesso. I personaggi storici erano interpretati dai seguenti attori:
Elsa Albani (Sofia Tolstoj), Felice Andreasi (Pietro Micca - Silvio Pellico), Adriana Asti (Jack lo squartatore - Linda Murri), Mauro Avogadro (Eliogabalo), Carmelo Bene (Kack lo squartatore - Dostoevskij), Laura Betti (Francesca da Rimini), Alfredo Bianchini (Puccini), Vittorio Caprioli (Ippocrate), Tino Carraro (Robespierre - Francesco Giuseppe), Giancarlo Dettori (Tell), Rossella Falk (Caterina di Russia), Anna Maria Guarnieri (Lucrezia Borgia), Roberto Herlitzka (Borromini - D.H. Lawrence), Mario Missiroli (Cesare), Anna Nogara (Cleopatra), Eros Pagni (Bernini), Paolo Poli (Epicuro), Gianni Santuccìo (Diderot), Romolo Valli (Flaubert - Tacito - Carducci). Hanno curato l'allestimento i registi Andrea Camilleri, Fabio Carpi, Mario Missiroli, Marco Parodi, Nelo Risi, Sandro Sequi, Vittorio Sermonti, Luigi Squarzina.
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Ottantadue incontri d'autore messi in onda da Radio Rai (1974-1975)
Edizione integrale a cura di Lorenzo Pavolini
Con sette registrazioni originali in due CD-audio
Con una "Intervista sulle Interviste" a Andrea Camilleri
Interviste di: Italo Calvino, Giorgio Manganelli, Umberto Eco, Edoardo Sanguinetti, Fabio Carpi, Luigi Malerba, Vittorio Sermonti, Luigi Santucci, Alberto Arbasino, Raffaele La Capria, Guido Ceronetti, Renzo Rosso, Umberto Simonetta, Maria Bellonci, Paolo Portoghesi, Maria Luisa Astaldi, Maria Luisa Spaziani, Nello Saito, Nelo Risi, Carlo Castellaneta, Gaio Fratini, Giorgio Prosperi, Oreste Del Buono, Luigi Squarzina, Raul Radice, Leonardo Sciascia, Giulio Cattaneo, Mario Landi, Aldo Rosselli.
Italo Calvino inviato in una pittoresca vallata nei dintorni di Düsseldorf interroga l’uomo di Neanderthal sui motivi di tanta fama inattesa; Edoardo Sanguineti si imbatte al telefono in Francesca da Rimini e la scambia per la centralinista del secondo cerchio dell’Inferno; Umberto Eco si risolve a penetrare nell’animo del presidente dell’Associazione mutilati di guerra della repubblica romana, Muzio Scevola, e viene accolto così: Ave! Morituri te salutant! Erano i primi anni Settanta e negli studi radiofonici succedevano cose del genere quando la Rai rivolgeva ad alcuni tra i maggiori scrittori italiani il singolare invito a incontrarsi, davanti a un microfono, con personaggi celebri vissuti cento, mille o duemila anni fa. Alle risposte da loro immaginate presteranno la voce attori come Carmelo Bene, Paolo Poli, Laura Betti, Romolo Valli, Paolo Bonacelli, e la serie delle «Interviste impossibili» diventerà un piccolo classico, replicato più volte e sempre ricordato come esempio di una condizione ideale di libertà creativa. Gli scrittori intervistano la storia secondo le strategie molto diverse di un gioco fantastico, dove il più delle volte le domande sono rivolte in primo luogo a loro stessi, come ha notato Andrea Camilleri, che delle «Interviste impossibili» è stato spesso regista oltre che uno degli autori, facendo emergere così il quadro semiserio di un’epoca attraverso le ossessioni intellettuali dei suoi protagonisti di fronte allo specchio della storia. Riuniti per la prima volta in un volume, i testi delle ottantadue «Interviste impossibili» si dimostrano infatti uno straordinario exemplum della letteratura italiana degli anni Settanta firmato dai suoi più autorevoli rappresentanti: da Calvino a Camilleri, da Arbasino a Eco, da Sanguineti a Malerba, da Ceronetti a La Capria, per citarne solo alcuni. Ma ben al di là del valore documentale, il volume ha il pregio di rivelare l’inestimabile qualità letteraria di una raccolta che solo nella sua integralità appare come una grande storia narrativa del mondo, tutta da leggere, tutta da assaporare, sul filo ininterrotto dell’ironia e della complicità con gli autori.
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