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Il quadro delle meraviglie

Scritti per teatro, radio, musica, cinema



Autore Andrea Camilleri (a cura di Annalisa Gariglio)
Prezzo € 18,00
Pagine 372
Data di pubblicazione 5 marzo 2015
Editore Sellerio
Collana La nuova diagonale n. 109
e-book € 11,99 (formato epub, protezione acs4)

«Questo, credo, è stato per Camilleri il teatro: la voce di qualcuno che racconta una storia davanti a un popolo che ascolta per capire. Nessuno, neanche lui, sa se il mondo tornerà mai ad amare questa semplicità in cui il teatro e le storie si incontrano e si moltiplicano nel profondo desiderio di raggiungere la felicità».
Dalla Prefazione di Roberto Scarpa

Camilleri e il teatro, un rapporto vitale, imprescindibile, inseparabile dalla sua attività di romanziere. Seguire la vicenda teatrale dello scrittore di Porto Empedocle vuol dire ripercorrere la sua vita nel corso della quale si sono susseguiti regie, progetti, adattamenti, soggetti per il teatro, la radio, la televisione, il cinema, finanche libretti per musica in una sorta di ininterrotto palcoscenico.

«Chiamerò questo stile: rappresentazione multipla della realtà», scrive Roberto Scarpa nell’introduzione a questi testi teatrali, interrogandosi su ciò che unisce Camilleri romanziere e drammaturgo: è il teatro, con il suo raccontare «dal vivo» e «nel vivo» la complessità umana, che ha aiutato il creatore del commissario Montalbano a rappresentare simultaneamente le storie, i personaggi e le ipotesi che i personaggi stessi si formano delle proprie vicende. La teatralità, grazie alla quale ha potuto sviluppare la sua arte della rappresentazione multipla che avvince nel suo raccontare. «Perciò, insofferente davanti ai metodi che riducono la complessità dell’umano, annoiato a morte dal pessimismo, quand’ancora era giovane, Camilleri, proprio come Stevenson, ebbe uno scatto improvviso di impaziente desiderio di salute: come una scossa di scetticismo riguardo allo scetticismo. Si rese conto che non c’è proprio niente da fare con il nulla: non ci si ricava niente...
«Avvenne così che, per gran parte della sua vita, e comunque per quella parte che gli fu necessaria a costruire il proprio talento, Andrea si installò felicemente nel teatro: fu quello il luogo dove, proprio perché non c’è niente, poteva accadere tutto: anything goes. Così il teatro, luogo della ricerca perenne e inesausta, della curiosità e del gioco, lo ripagò diventando la sua casa. Quella fu la sua evasione: un’evasione riuscita che, come era inevitabile, lo condusse poi a inoltrarsi nel territorio infinito delle storie, che divenne la sua seconda casa. Perché questo è ciò che noi teatranti troviamo nel teatro, non una storia ma il luogo dove le storie si moltiplicano: il luogo cioè della prima e più antica gioia dell’umanità».

INDICE

Il viaggio teatrale di Andrea Camilleri
di Roberto Scarpa

Nota della curatrice

TEATRO
Il vitalizio
La signora Lèuca
Tavola rotonda immaginaria con Luciano Bianciardi e Giuseppe Bandi

RADIO
Recitazione del caso di Pietro Pagolo Boscoli e di Agostino Capponi
Outis Topos

MUSICA
Il quadro delle meraviglie

CINEMA
Requiem per Chris

APPENDICE
Altri interventi drammaturgici
Teatro - Radio - Musica - Cinema - Televisione

Elenco delle opere pubblicate nel volume e loro rappresentazione

Elenco delle opere citate in Appendice loro rappresentazione

Avverte Scarpa nell’Introduzione che «le parole che si trovano in questo libro sono parole di un tipo tutto particolare: scritte soprattutto per essere “dette” e non soltanto per essere “lette” e individua il segreto del talento di Camilleri nella curiosità, nella libertà, nella verità. È all’insegna di questo “segreto” che Camilleri ha fatto teatro per oltre quarant’anni: da allievo, da regista, da insegnante. Questo libro raccoglie solo un saggio della sua produzione di scritti teatrali, scelti in ragione della loro varietà e forza espressiva: un testo, potremmo dire, per ogni genere che Camilleri ha sperimentato nel corso della sua vita professionale: La signora Lèuca è la riduzione teatrale dalla novella Pena di vivere così di Luigi Pirandello, la cui soluzione drammaturgica risulta una assoluta novità; nel Vitalizio il racconto pirandelliano acquista forza dalla parlata dialettale; il Requiem per Chris si configura come uno strano viaggio nello spazio e nel tempo, dove si mescolano testi e musica jazz, Sicilia e New Orleans, fascismo e i nostri giorni. Vi è poi la Tavola rotonda immaginaria tra Giuseppe Bandi, garibaldino, e Luciano Bianciardi che proprio di Bandi aveva fatto il protagonista di uno dei suoi romanzi. Camilleri si misura ancora con il libretto d’opera - Il quadro delle meraviglie, da una novella di Cervantes, con la musica di Franco Mannino - e con uno scritto di Luca della Robbia, la Recitazione del caso di Pietro Pagolo Boscoli, straordinario documento sulla condanna a morte di un amico del Della Robbia a seguito del ritorno dei Medici a Firenze. Infine l’esperimento di Outis Topos, una utopia appunto, «una drammaturgia che fa della verità quasi un’ossessione». Accogliamo il suggerimento di Scarpa di leggere ad alta voce queste pagine: «Le parole son fatte per viaggiare nell’aria e nel vento. Questo si ostina a fare il teatro. E così dovrete fare con questi testi. Se lo farete scoprirete poi che anche il sangue si muove e il corpo si risveglia. E insieme al corpo vi si modificherà l’idea dello spazio intorno a voi. La vostra poltrona diventerà un palcoscenico e l’immaginazione vi porterà lontano».



Last modified Thursday, March, 05, 2015