Compagno Camilleri
Poesie incivili e altri scritti militanti
| Autore | Andrea Camilleri |
| Prezzo | € 19,50 |
| Pagine | 368 |
| Data di pubblicazione | 22 agosto 2025 |
| Editore | MicroMega |
| Collana | Gli speciali di MicroMega |
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ANDREA CAMILLERI, AMICO E COMPAGNO Ho a disposizione cinquemila caratteri, compresi gli spazi. Ma non me basterebbero cinquantamila. Ho conosciuto Andrea Camilleri sul finire del millennio, credo fosse il 1998, presentava un suo libro al Tempietto del Bramante dietro piazza Navona, a Roma, tra i relatori c'era Walter Veltroni, allora, se non ricordo male, vice di Prodi al governo. Alla fine dell'incontro mi sono presentato: si è dichiarato lettore di MicroMega e come se ci conoscessimo da anni. Qualche mese dopo, per il secondo numero del 1999, è comparso sulla rivista il suo primo testo. Siamo diventati subito amici, ha accettato di scrivere per MicroMega tutte le volte che gli ho avanzato una proposta, più di quaranta tra saggi e racconti, fino ai due lunghissimi testi autobiografici del 2018, uno dedicato al suo Sessantotto e l'altro (“Camilleri sono”) a tutto il percorso della sua vita (un testo che meriterebbe di essere pubblicato in volume: da Sellerio, ovviamente). Andrea era un grande affabulatore. Nel raccontarli riusciva a render straordinari anche i piccoli episodi. Mi raccontò più volte di quando per qualche anno fu funzionario del Partito comunista, all'ultimo piano di Botteghe Oscure. Le stanzette prima della sua erano occupate da Mario Socrate, poeta e grande ispanista, e da Felice Platone, formalmente vicedirettore ma direttore di fatto della rivista del partito, Rinascita. Venne in visita Togliatti (che era formalmente il direttore della rivista), il quale dopo aver salutato Socrate e Platone, stringendo la mano ad Andrea disse: «E tu devi essere il compagno Aristotele». Da come lo raccontava Andrea anche Togliatti, uomo plumbeo come pochi, diventava simpatico, accattivante, una figurina che poteva comparire perfettamente in uno dei suoi racconti. Andrea ha accettato con entusiasmo tutte le occasioni di impegno politico diretto che le iniziative di MicroMega gli offrivano. Con entusiasmo e con dedizione. Ricordo come si preparò per intervenire dal palco di piazza Farnese dove avevamo organizzato un piccolo comizio, un comizio-testimonianza, sul diritto di ciascuno all'eutanasia, tema che la tv censurava (del resto lo fa ancora oggi).Con Andrea tentammo l'avventura della Lista Tsipras per le elezioni europee del 2014. Appena lanciata alcuni sondaggi la davano con un risultato a due cifre, tanto era diffusa la necessità di una presenza politica di sinistra estranea ai partiti tradizionali (che in seguito fu sequestrata e dissipata dal movimento “Vaffa” di Beppe Grillo). Purtroppo avevo nominato un comitato di garanti che comprendeva Barbara Spinelli, Marco Revelli e Guido Viale, che non vollero correre il rischio della raccolta firme e piegarono la lista ai diktat di Rifondazione. Invece delle due cifre la lista ottenne il 4,03%. Diversamente, avremmo preso quanto il M5S e il seguito della politica italiana sarebbe stato assai diverso. Le mail scambiate con Andrea, per stigmatizzare questa rinuncia a una lista davvero autonoma e di sola società civile, meriterebbero di essere pubblicate a testimonianza della sua cristallina, rigorosa e lungimirante passione politica giustizia-e-libertà. Ovviamente Andrea è stato con MicroMega sempre in prima linea in tutte le iniziative contro il tentativo di regime berlusconiano. Proprio tale impegno, anzi, è stato un acceleratore e un potenziatore della nostra amicizia. Non so quante volte mi ha ripetuto che senza MicroMega i testi politici a cui teneva moltissimo non glieli avrebbe pubblicati nessuno, benché ovviamente i maggiori quotidiani e le reti tv facessero carte false per avere sue interviste o anticipazioni dei romanzi di Montalbano. Iniziò perciò una consuetudine di incontri quasi settimanale: andavo da lui verso le 18, e chiacchieravamo a ruota libera fino alle 20, quando si andava a tavola con sua moglie Rosetta, talvolta una delle sue figlie, e più raramente Valentina Alferj, che è stata la sua collaboratrice insostituibile per un quarto di secolo. Quando Andrea è divenuto cieco Valentina è stata addirittura di più: Andrea dettava i suoi romanzi, alla seduta successiva Valentina gli rileggeva le pagine trascritte, gli faceva notare qualche incongruenza, gli suggeriva qualche variante. Correggere un proprio testo avendolo sotto gli occhi o potendolo solo ascoltare è molto diverso, Andrea lo ripeteva. Ma poi anche della cecità riuscì a vedere un “lato positivo”: gli potenziava gli altri sensi, il tatto, l'udito e soprattutto l’olfatto. L'unico rammarico è di non averle registrate quelle conversazioni, la ricchezza di quei racconti che passavano da episodi della sua vita personale a ricordi e aneddoti, spesso impietosi, dell'infinità di personaggi del mondo del teatro e della televisione con cui aveva avuto a che fare. Andrea è morto all'età di 93 anni, dieci mesi e 11 giorni. Una bella età, una vita lunga e intensa. Ma quando è morto, il pensiero che mi ha riempito sinapsi e cuore è stato uno solo: perché così presto?
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Last modified
Tuesday, December, 09, 2025
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